lunedì 25 agosto 2014

La Nuova Medicina Germanica e il suo messaggio.

di Giorgio Beltrammi
Introduzione
Questi articoli sono stati scritti per offrire alle persone, una ulteriore opportunità di giungere alla guarigione, od alla gestione autonoma della propria vita, in caso siano state colpite da un tumore, anche se in verità è possibile estendere a tutte le malattie, i concetti che verranno esposti.
Al di la della scienza in cui credi – scienza che ancora oggi è alla costante ricerca di una terapia valida ed efficace per la soluzione di eventi come il tumore – dovresti pensare che sebbene la persona si rivolga al medico per essere aiutata, rimane lei il responsabile della sua condizione di salute, mentre il compito del medico è anche quello di fare da educatore, da guida, lasciando alla persona il piacere e la responsabilità di applicare la miglior terapia per se stessa.

Non esiste solo un modo per comprendere la condizione di disagio delle persone e ogni singolo individuo deve essere trattato per quello che è a tutti gli effetti, un essere umano unico e irripetibile; il che porta a dover concludere che è la Medicina a doversi adattare alle persone e non viceversa.

Se l’essere umano è giunto fino a qui, significa che la Natura lo ha dotato di tutto quanto necessario perché ciò avvenisse.
La Natura non ci ha selezionato per soffrire.
La Grande Madre non partorisce figli sfigati.
Siamo qui per vivere ed evolvere.


Rileggi più volte questo messaggio e cerca di ricordarlo, ti servirà lungo tutto il corso della lettura e ti permetterà di capire, alla fine, la grande rivoluzione culturale medica e scientifica di cui verrai a conoscenza. Sarebbe bene che te lo annotassi su un foglio a parte e lo leggessi di tanto in tanto. Quando avrai finito, sono convinto che il contenuto di quel foglietto ti sarà bene impresso nella mente.

Questa parte si riferisce alle primissime righe del Messaggio:
“Se l’essere umano è giunto fino a qui, significa che la Natura lo ha dotato di tutto quanto necessario perché ciò avvenisse.”
L’uomo rappresenta il prodotto dell’evoluzione più sofisticata del regno animale. Non sarebbe potuto giungere al livello di ottimizzazione ed evoluzione attuale, se non fosse esso stesso la summa e la sintesi di tutto lo sforzo della Natura, fatto affinché la vita vincesse tutte le lotte a cui è continuamente soggetta.
Quali lotte deve sostenere, ogni singolo giorno, una qualsiasi forma di vita?
  • la lotta per il boccone, non inteso unicamente come il boccone di cibo, ma per estensione qualsiasi boccone che conservi e garantisca la vita (aria, luce, suoni, ecc.);
  • la lotta per difendersi dagli attacchi che la vita stessa oppone;
  • la lotta per il proprio ruolo nell’ambito della Natura e della vita;
  • la lotta per mantenere le relazioni con la Natura e le altre forme di vita.
Tutte queste forme di lotta sono state vinte o validamente sostenute grazie a meccanismi automatici che garantissero all’essere vivente di rispondere, in tempo utile, agli stimoli e poter sopravvivere ad essi.
Sebbene ci siano voluti milioni di anni di evoluzione, sebbene le condizioni di vita siano enormemente cambiate con il passare dei millenni, questi automatismi biologici – atti a garantire la sopravvivenza del singolo essere – sono rimasti attivi, efficienti ed efficaci. Nulla è cambiato nei meccanismi di risposta utili alla sopravvivenza; quelli che sono cambiati sono stati i conflitti che causano l’attivazione di tali meccanismi di sopravvivenza.
Milioni di anni fa, ad esempio, si doveva risolvere il conflitto del boccone vero e proprio (il cibo), oggi nella nostra opulenta società non manca il pane, ma possono mancare altre cose, che la persona percepisce come bocconi di sopravvivenza. Ci si può sentire morenti di fame – metaforicamente parlando – davanti ad un bel piatto di pasta calda e gustosa. Come si dice: “Non si vive di solo pane!”

Con l’evoluzione verso l’essere umano, ai meccanismi automatici e irrazionali di sopravvivenza (per la soluzione di conflitti biologici), si sono aggiunti dei meccanismi più sofisticati e coscienti di ripristino e di soluzione dei conflitti (psicologici, morali, comportamentali). La questione è che questi ultimi non escludono i più arcaici, sono loro complementari. Gli effetti dei meccanismi primordiali sono stati semplicemente dimenticati o sono solamente sconosciuti. Lo sono a tal punto da essere visti come fenomeni negativi, impropri, addirittura patologici.

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