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giovedì 6 settembre 2018

Sanscrito: lingua di guarigione

ECCO PERCHE’ IL SANSCRITO E’ LA LINGUA DELLA GUARIGIONE

Il sanscrito è una lingua vibrazionale. Cosa significa? significa che non è il suono a dare importanza alla parola ma la vibrazione che trasmette.

L’alfabeto è formato non da lettere ma da sillabe che accedono al corpo attraverso diverse vibrazioni, toccando punti specifici. Queste sillabe si chiamano Mantrika che significa “Piccola Madre” perché in ognuna è insita la capacità di manifestare e creare l’energia e la vibrazione di ciò che si sta menzionando. Il potere del Sanscrito è qui nascosto.
Molto spesso gli insegnanti di yoga chiedono di ripetere un mantra durante una classe per insegnare agli studenti che non è importante conoscere il significato di un mantra per riceverne il maggior beneficio, questo perchè il significato del sanscrito è nascosto nel suo suono.
La parola vibrazionale significa che si può sentire attraverso il corpo. Siamo fatti per la maggior parte di acqua e così come una goccia nell’acqua crea movimento, nello stesso modo una vibrazione energetica risulta in un movimento all’interno del corpo.
Si può usare il sanscrito per promuovere la guarigione del corpo fisico, emotivo, spirituale e mentale.

Nel mondo, ogni cosa esistente è fatta da una vibrazione ed una frequenza elettromagnetica. Le parole delle lingue moderne sono usate per descrivere, indicare e connotare, ma in sanscrito la parola denota la vibrazione e la frequenza dell’oggetto menzionato. Cioé che la parola che indica un oggetto in realtà si riferisce alla sua vibrazione nel mondo piuttosto che all’oggetto stesso, arrivando così alla sua vera essenza.

 

ll sanscrito è la lingua dello Yoga,

la lingua delle asana che spesso non sappiamo pronunciare, ma che semplicemente se le ascoltiamo nel nome e nel corpo, trasformano completamente la pratica. Il sanscrito è una lingua nata dalla voglia di comunicare dal dentro per arrivare diretto al punto di chi ascolta. È la lingua dei libri classici dello Yoga e dell’India antica.
La parola stessa significa “formato nella sua interezza, completo, perfetto”. Ogni parola in sanscrito ha molte sfaccettature e significati, è una lingua meravigliosa ed evocativa. Dove ogni parola contiene un significato dentro l’altro da scoprire facendo, studiando, agendo, vivendo. La sola parola YOGA ha tante sfaccettature e connotazioni spiegate attraverso metafore in pagine e pagine di libri. Questo perché le parole in sanscrito hanno un significato più profondo che una semplice parola.
mantra, le frasi in sanscrito recitate nella pratica dello Yoga sono uno strumento importante di guarigione, una preghiera vibratoria per smuovere le energie bloccateL’effetto guaritore del sanscrito crea armonia nel corpo e nella coscienza. Il significato non è importante conoscerlo in quanto esiste una connessione speciale tra il suono ed il significato che non sono due entità distinte, ma esattamente la stessa cosa.
Cioè la sillaba o parola contiene il significato nella sua frequenza vibrazionale. Un esempio: un neonato che non sa parlare o che non riconosce il significato delle parole. Alla vibrazione della voce della mamma si calma e la riconosce come protettiva.
Questo perchè ogni voce ha una vibrazione differente ed il neonato non ha bisogno di capire il significato delle parole, gli basta la vibrazione della voce della mamma per già sentirsi più sereno. Nello stesso modo il sanscrito ha un effetto guaritore, calmante e rivitalizzante.
FONTE: Aprilamente

martedì 15 novembre 2016

Il mistero dei «guaritori che praticano il segreto»

Il mistero dei «guaritori che praticano il segreto»
Nella Svizzera francofona sono in molti a ricorrere a queste persone, che aiutano e guariscono mormorando una formula che è stata loro tramandata. Se questa pratica non trova alcuna spiegazione scientifica, non per questo la sua efficacia è meno riconosciuta, in particolare in alcuni ospedali.

di Magali Jenny  - Ultimo aggiornamento 2 Marzo 2016
E se una formula permettesse di guarire o di alleviare, a distanza, malattie, ferite fisiche e disturbi psichici semplicemente attraverso una telefonata, un SMS o un’email? Benvenuti nel mondo dei «guaritori che praticano il segreto».

I «guaritori che praticano il segreto» hanno ricevuto il dono di guarire attraverso la preghiera, sotto forma di formule. Questa pratica deriva dalla medicina popolare (a volte considerata in contrapposizione alla medicina classica), che non è altro che la somma di conoscenze empiriche ancestrali, spesso inspiegabili dal punto di vista scientifico. 
Photo credit: woodleywonderworks via Visual hunt / CC BY
Diversamente che in altre parti d’Europa dove si incontrano pratiche analoghe, nella Svizzera francofona quest’«arte» non è vietata né generalmente respinta dalla medicina universitaria. Pertanto, l’elenco telefonico dei «guaritori che praticano il segreto», stilato secondo i mali che sanno curare, non si trova solo nelle case, ma anche in tutti gli ospedali romandi. 

Il segreto del «segreto»
Il «segreto» è una breve formula, perlopiù di contenuto religioso, che consente di guarire o di alleviare numerosi disturbi tra cui i più comuni sono le scottature, le emorragie, le verruche, le distorsioni, le malattie della pelle, ecc. In caso di bruciatura, per esempio, il «guaritore che cura le ustioni» recita una formula concentrandosi sulla persona, facendo a volte il segno della croce sul proprio corpo, nei punti in cui si trovano le lesioni. Queste brevi preghiere sono spesso rivolte a un santo (ma anche alla Trinità o a Gesù, in un contesto protestante), generalmente in relazione al martirio che ha subito. «Quando mi chiamano, chiedo il nome, la data di nascita e la parte colpita. Mi connetto alla persona che ha bisogno di me e “pratico il segreto”. Generalmente, l’efficacia non tarda a farsi sentire. In caso contrario ripeto la pratica tutte le volte che è necessario», spiega un guaritore.
Generalmente esiste un «segreto» diverso per ogni problema. Di preferenza, è la persona che soffre a prendere contatto con il guaritore, a meno che non si tratti di animali, bambini o pazienti che non riescono a comunicare. Nel contesto ospedaliero, la famiglia a volte chiede a un’infermiera di contattare un detentore del «segreto».  

Una pratica diffusa
Anche se il «segreto» tende a essere più diffuso nella Svizzera francofona e italofona che nella Svizzera germanofona, è praticato in numerosi Cantoni. Classificato tra le cure naturali (vedi soprannaturali), può anche essere connesso agli usi religiosi, benché non si chieda a chi ne fa ricorso di essere credente. «È la fiducia, molto più della fede, a essere importante», confida una «guaritrice che pratica il segreto». Pertanto il «segreto» non si situa unicamente all’interno del campo psichico e non può sempre essere spiegato con l’effetto placebo, dato che anche il bestiame può essere curato in questo modo

È essenziale tramandarlo e proteggerne il contenuto, non perché invochi forze malefiche, ma semplicemente per permettere al detentore di scegliere il proprio successore. Le regole di trasmissione, in passato molto rigide, sono state allentate al fine di preservare una tradizione in via d’estinzione. Attualmente persiste solo l’obbligo di rivelare la formula a persone più giovani. 
Un «guaritore che pratica il segreto» racconta: «Una donna di origine svizzera, che vive in Sudafrica e lavora per un’associazione caritatevole mi ha telefonato per spiegarmi che, nei quartieri poveri, non è raro che le baracche prendano fuoco. I bambini rimasti a casa da soli riportano spesso gravi ustioni e i genitori non hanno i mezzi per farli curare. Anche se la donna sa che in linea di principio non si chiede il «segreto», mi ha chiamato per spiegarmi la situazione e sapere se fossi disposto a rivelarle la formula. Naturalmente ho accettato e le ho trasmesso il «segreto» per telefono, a migliaia di chilometri di distanza. Meno di una settimana dopo mi ha raccontato, entusiasta, che funzionava perfettamente su questi bambini africani. Non riusciva a crederci!»

mercoledì 28 settembre 2016

Logosintesi: ovvero come aiutarsi con le parole

Logosintesi: ovvero come aiutarsi con le parole
... La coscienza si può cristallizzare nel passato, nella rappresentazione interna di episodi non gestibili altrimenti …
La coscienza si può cristallizzare nel futuro, mediante l’immaginazione automatica di situazioni diverse dalla realtà …
Ancora, la coscienza si può congelare in una credenza: idee politiche, scientifiche, religiose, psicologiche etc. possono influenzare pesantemente uomini e popoli, alterandone la capacità di esprimere il loro pieno potenziale.

Logosintesi è il mezzo per riportare tutto al tempo ed al luogo giusti, ovvero in allineamento con l’Essenza. ...

Per capire che cos'è la logosintesi partiamo dalla prima affermazione:
Recupero tutta la mia energia legata a questo ricordo, e la riporto nel posto giusto in me stesso/a”.
Un individuo che pronunci questa frase dopo aver focalizzato un ricordo doloroso, molto probabilmente farà un’esperienza memorabile.

Le caratteristiche sensoriali della scena tenderanno a mutare, facendosi sempre meno definite. Le reazioni corporee ed emotive al ricordo, quali tensione, rabbia, paura, dolore saranno sempre meno evidenti, ed in taluni casi scompariranno come neve al sole. Magia?
Per qualcuno potrebbe sembrarlo, invece trattasi di logos syn thesis ovvero riunire mediante le parole: si richiama quel frammento del sé che si era “staccato” al momento dell’evento doloroso e che era rimasto letteralmente congelato nello spazio e nel tempo, dando luogo ad una sorta di enclave energetica.

Nel 2005 il Dr. Willem Lammers, psicoterapeuta con esperienza clinica ultratrentennale, ha fatto una serie di scoperte che l’hanno condotto ad ideare un nuovo modello di auto-aiuto e di cambiamento guidato:
Logosintesi.
Il metodo della Logosintesi
Le radici di questo metodo affondano nelle viscere della storia umana, in tempi nei quali lo sciamano era considerato il punto di riferimento del villaggio per le sue capacità di interagire con il mondo del sovrasensibile. Tra le varie culture sciamaniche troviamo un’idea comune a varie latitudini: un evento traumatico crea un “frammento d’anima”, una scheggia di coscienza che si separa e si isola dal tutto per gestire l’evento e le sue conseguenze. Uno dei ruoli dello sciamano è quindi quello di aiutare il sofferente, mediante specifici rituali, nel recupero di quel frammento così che la sua consapevolezza possa tornare (un po’ più) intera. Inoltre, spetta sempre all’uomo di medicina la cacciata degli spiriti maligni (leggi: energia estranea) dalla coscienza dell’individuo.

“Allontano tutta l’energia estranea collegata a questo ricordo, da tutte le mie cellule, dal mio corpo e dal mio spazio personale, e la rimando nel luogo e nel tempo a cui realmente appartiene”.

Gli elementi percettivi dell’esperienza dolorosa, che il soggetto ha inconsciamente trattenuto, vengono finalmente rilasciati in seguito all’enunciazione di questa frase. L’energia di persone, luoghi, idee, credenze viene restituita in flusso al legittimo “proprietario”, favorendo un sostanziale riequilibrio ed una ulteriore presa di coscienza. La frase di allontanamento costituisce il punto due del processo di Logosintesi, ed è spesso risolutiva senza essere vanamente consolatoria.

Diversamente da approcci che cercano di compensare un vissuto doloroso mediante la reinterpretazione cognitiva, Logosintesi prevede il ripristino della coscienza (energia) allo stato fluido, ovvero alla possibilità di rispondere alla vita nei modi più efficaci. Nessun giudizio, nessuna comparazione: dato l’evento X rimasto cristallizzato nell’orizzonte spazio-temporale, si utilizza il potere della parola per recuperare il frammento del sé che si è staccato dalla coscienza (dissociazione), e per allontanare ciò che non appartiene ed è rimasto come un ologramma nello spazio personale (introiezione).

A partire dall’accadimento di X e della sua cristallizzazione, l’individuo inizia a reagire ad esso mediante emozioni, sintomi fisici e azioni, che possono coagularsi in schemi cognitivi e comportamentali. Talvolta queste reazioni vanno avanti per anni (si pensi al disturbo post traumatico da stress) e continueranno a farlo fino a quando nella rappresentazione dell’evento non sia stato ripristinato il flusso.
Ecco allora la terza frase di Logosintesi:

“Recupero tutta la mia energia legata a tutte le mie reazioni a questo ricordo, e la riporto al posto giusto in me stesso/a”.
Dopo l’enunciazione di queste parole il soggetto, che già aveva trovato sollievo dalla vaporizzazione dell’evento, può smettere di reagire ad esso (anche se lo faceva da mesi o anni) realizzando una verità facile da afferrare cognitivamente solo se la parte più arcaica del cervello è liberata. L’evento appartiene al passato, tuttavia la sua traccia (che è stata bonificata grazie alle prime due frasi) veniva reiterata continuando così a generare reazioni inutili e spesso dannose. L’individuo ha così elaborato qualcosa fino ad allora indigesto, ha smesso di reagire in modo meccanico ad un evento del passato ed ha a disposizione il suo potenziale di consapevolezza (che varia da persona a persona) per poter vivere il presente.

I quattro principi della Logosintesi
La Logosintesi è strutturata su quattro principi fondamentali che illustrano l’origine della sofferenza umana, il modo con il quale si perpetua ed una via per uscirne.
1. La sofferenza deriva da una perdita di contatto con l’Essenza, la natura spirituale dell’essere umano.
2. Introiezioni e parti dissociate creano e mantengono questo stato di disconnessione.
3. Introiezioni e parti dissociate sono ologrammi congelati presenti nello spazio di percezione.
4. Il potere della parola permette di dissolvere questi ologrammi, riportando l’energia in flusso.

La possibilità di manifestare la coscienza è il tratto peculiare dell’essere umano. Possiamo definirla come la capacità di comprendere ciò che accade, oltre che ad influenzarlo. La coscienza varia in base all’età, alle esperienze pregresse, alle caratteristiche genetiche ed alle memorie genealogiche, alle attitudini e alle abitudini cognitive e comportamentali. Inoltre, la consapevolezza cambia anche in base ai periodi, alle fasi della vita, alle situazioni contingenti ed a chissà quanti altri possibili fattori di influenza. La tendenza è quella di una evoluzione della coscienza partendo dalla nascita (o dal concepimento?) fino all’età adulta. Ciò che può turbare un bambino è spesso fonte di ilarità per un adulto.

giovedì 28 aprile 2016

VIBRATIONAL RETRAINING: tecnica curativa che utilizza le frequenza della nostra voce.

VIBRATIONAL RETRAINING

Basato sulla fisica quantistica, la medicina tradizionale cinese e le ricerche della biologa Sharry Edwards (scienziata dell’anno nel 2001)
Finalmente arriva in Italia l’innovazione che ha individuato e aiutato 12.560.300 persone a sconfiggere 620 malattie, attraverso l’uso di speciali frequenze curative
Mal di schiena, Depressione e Ansia, Sclerosi Multipla e altri piccoli e grandi disturbi fisici mentali ed emotivi diagnosticati senza T.A.C. risonanza magnetica, radiografia, ecc. e scomparsi senza interventi chirurgici o terapie invasive


di Donato Panaccio
Il più potente strumento di diagnosi è sempre stato sotto i nostri occhi ma solo oggi riusciamo a comprenderne i prodigi e a sfruttarne le proprietà di guarigione.
Ti sto parlando del potere della tua voce.
Riflettici un attimo…

Quante volte ti è capitato di parlare con un amico al telefono e chiedergli: “Cos’hai? Hai una voce strana”.
Sono certo che sai riconoscere quando una persona è felice, dalla sua voce squillante.
Oppure quando è triste, dalla voce bassa e monotona.
Quando è raffreddata, dalla voce nasale e cupa.
Se ha problemi alle corde vocali, la voce potrebbe essere rauca o debole.
Tutti questi esempi ci dicono che la nostra voce riflette i nostri stati emotivi, psichici e persino le nostre condizioni di salute.

Tutto questo è noto fin dall’antichità. Ciò che è sempre mancato è la tecnologia appropriata per sfruttare il potere curativo della nostra voce.
Cioè quella tecnologia in grado di:
1.      raccogliere le migliaia di informazioni al secondo che la nostra voce ci da sul nostro stato di salute, energetico, fisico, mentale ed emotivo.
2.     trasformare queste informazioni in un quadro chiaro e completo che ci permetta di capire quali problemi abbiamo a livello osseo, muscolare, emotivo, psichico e persino a livello molecolare e cellulare.
Almeno fino ad oggi.

O meglio, fino a 23 anni fa, da quando Sherry Edwards ha reso disponibile un metodo e una tecnologia basata sulla fisica quantistica e la medicina tradizionale cinese, il Vibrational Retraining, che ha permesso di  aiutare le persone ad eliminare:
  • malesseri fisici lievi (mal di schiena, emicrania, ernie, ecc.)
  • disturbi della sfera mentale ed emotiva (ansia, stress, depressione, attacchi di panico, ecc.)
  • malattie gravi (sclerosi multipla, cancro, Parkinson, ecc.)
E ha offerto un valido supporto anche per fobie, problemi comportamentali, ritardo mentale, autismo e tanto altro.
Non ti sembra assurdo che il Vibrational Retraining sia più efficace di tutta la tecnologia sviluppata negli ultimi 120 di storia della medicina moderna?
Come è possibile aiutare a guarire malattie così gravi solo analizzando la voce e ascoltando delle frequenze benefiche?

Procediamo con ordine.
Innanzi tutto, perché la voce contiene tutte queste preziose informazioni?
Pensa alla tua voce come un pianoforte. Ogni frase, parola, sillaba e suono che pronunci corrisponde ad un tasto del pianoforte e quindi ad una nota musicale.
Hai mai aperto un pianoforte?
Dentro ci sono due o più corde collegate ad un tasto che ne permettono il suono.
Se premi il tasto del LA, le corde corrispondenti a quel tasto vibrano e producono il suono del LA.
Se premi il tasto del DO, le corde corrispondenti a quel tasto vibrano e producono un suono diverso da quello del LA. Quello del DO appunto.
Qual è la differenza tra il DO e il LA allora?
Solamente una: la frequenza a cui vibrano le corde.

Allo stesso modo, le tue corde vocali vibrano ad una certa frequenza ed emettono dei suoni riconducibili a un DO, LA, MI, ecc.
Tornando al pianoforte, possiamo affermare che le note sono prodotte dalle corde e dai tasti, giusto?
Sbagliato!
O perlomeno è incompleto.
Anche il materiale e la forma di cui è fatto il pianoforte è importante. Così come gli anni di utilizzo del pianoforte, il suo stato di conservazione, l’umidità a cui è sottoposto, e altri fattori.

Ad esempio, il suono del LA di un pianoforte a coda, rispetto a un pianoforte a muro è completamente diverso. (E questo i musicisti lo sanno molto bene.)
Oppure, pensi che un pianoforte nuovo di fabbrica abbia lo stesso suono di uno di 50 anni senza manutenzione?
Così è la nostra voce. Non dipende solo dalla frequenza delle nostre corde vocali ma da tutto il nostro corpo.
Una stessa persona, quando è giovane avrà un certo tipo di voce che cambia completamente quando diventa anziana.

Questo è dovuto al fatto che cambia la costituzione del corpo e questi cambiamenti si avvertono puntualmente nel suono delle nostre corde vocali (come per il pianoforte).
Quindi, le frequenze della nostra voce sono lo specchio dello stato di salute del nostro corpo.

In un recente articolo (http://www.medicaldaily.com/5-illnesses-your-tone-voice-can-reveal-about-your-health-299706) del Medical Daily, Amy Cooper, direttore dell’istituto di Patologie della Voce e deglutizione presso il “New York Eye and Ear Infirmary of Mount Sinai” parla di 5 malattie che possono essere riconosciute attraverso l’analisi della voce:
  • reflusso acido (voce gracchiante)
  • sinusite cronica (voce fredda)
  • problemi di tiroide (voce cupa e bassa)
  • Parkinson (voce bassa monotono)
  • Cancro della laringe (voce rauca)
Perché sono così importanti le frequenze della voce (e le frequenze in generale)?
Questa è una domanda interessante e la risposta è altrettanto affascinante.
Senza andare troppo sul tecnico, devi sapere che la fisica quantistica, già agli inizi del ‘900 ha dimostrato che tutto ciò che ci circonda emette una frequenza e questo è vero sia per quello che vediamo (frequenze visive) e che ascoltiamo (frequenze sonore) e sia per tutto il mondo intangibile come i sentimenti e i pensieri.
Gli oggetti, le molecole, le cellule, gli atomi, le medicine, gli integratori, i cibi, l’amore, la gioia, la tristezza, i ricordi…
… tutto questo emette una frequenza.

Anche ogni parte del corpo, quindi, emette una frequenza
E le frequenze della voce non solo sono lo specchio dello stato di salute del corpo, sono proprio lo specchio delle frequenze del tuo corpo.
Tutte le frequenze sono state misurate con strumenti come l’oscilloscopio o il frequenzimetro e si è scoperto che le frequenze dell’universo vanno da 0,1 a 53 giga HZ.
Secondo la “teoria del BIG BANG”, quando si è generato l’universo la frequenza era proprio 53 giga HZ.

Non tutte le frequenze sono frequenze di vita.
Ad esempio i raggi X, quelli usati per le radiografie mediche, emettono frequenze altissime che fanno male al nostro organismo.
Per questo, i medici ci pensano 2 volte prima di sottoporti ad una radiografia.
Altre frequenze, invece, come quelle della luce visibile, fanno molto bene alla vita e a noi uomini.
Pensa ad esempio, alle piante che grazie alla luce possono attivare il processo di fotosintesi clorofilliana e crescere e darci nutrimento.
Oppure pensa a quanto ti senti in pace e rilassato dopo una passeggiata al sole, invece che sotto la pioggia.

Il nostro corpo, quindi, per stare bene ha bisogno di determinate frequenze buone mentre deve evitarne altre che sono dannose.
Non solo.
Ciascuno di noi nasce con un insieme di frequenze che lo fanno stare in armonia.
Quindi, alla nascita tutti siamo in perfetto equilibrio, ciascuno a modo proprio.

 Perché allora ci ammaliamo e stiamo male?

martedì 8 dicembre 2015

Come il pensiero positivo può cambiarti la vita

Come il pensiero positivo può cambiarti la vita
Affrontare la vita in modo positivo è più difficile di quanto possa sembrare. Ci sono, però, alcune azioni fatte quotidianamente che, involontariamente, possono aiutare a vedere il mondo con occhi diversi.
Ci capita molto spesso di ritrovarsi tristi e sconsolati e a ripetersi continuamente “Perché succede sempre a me?”.
 
I momenti difficili e bui capitano in modo frequente nella vita dell’uomo e, se non li si affronta con il giusto spirito, possono causare lacerazioni forti nel pensiero e conseguenze pericolose per la propria vita e quella di chi ci sta accanto.
Come fare quindi per affrontare le difficoltà con un pensiero positivo e vedere il bicchiere mezzo pieno e non sempre mezzo vuoto?

Le parole ripetute quotidianamente sono una terapia per liberarti dalla visione negativa delle cose e aiutano il pensiero positivo

E’ attitudine dell’uomo lasciarsi abbandonare ai ricordi negativi e tristi del proprio passato perché, in questo modo, si tende a chiudersi e a riparare le proprie emozioni da ulteriori eventuali rischi.
 
Celare le emozioni non è però la soluzione migliore di affrontare la vita e si perde il pensiero positivo a favore di una visione pessimista.
Alcuni esperti del settore, e non, hanno potuto verificare come ripetere una frase quotidianamente, come se fosse un mantra, aiuta a raggiungere l’obiettivo prefissato e a superare più facilmente i momenti difficili.
 
Un giovane creativo di nome Mauricio Estrella ha pubblicato nel suo blog personale un articolo riguardante questo argomento (leggi per approfondimento).
Estrella, dopo la separazione con la moglie, ha sfruttato il fatto che un sito web in cui era registrato gli chiedesse di cambiare la password, per ricrearne una nuova in cui scriveva un pensiero positivo.
 
Questo pensiero positivo, che era quello di perdonare la moglie, ripetuto tutti i giorni ha funzionato veramente e, non solo ora Mauricio è felicemente sposato per la seconda volta, ma ogni mese cambia le sue password con frasi positive da utilizzare come mantra per risolvere i problemi complicati della propria vita.
Questa terapia della password è un esempio di quello che bisogna fare per scacciare i pensieri negativi: ripetere quotidianamente un messaggio positivo allontana in modo inconscio, senza accorgersi, tutte le vibrazioni pessimistiche che tendiamo a seguire.

Liberare l’aspetto emotivo dalle onde negative aiuta ad affrontare le cose in modo diverso e migliora di molto la propria vita: fissare degli obiettivi da seguire e ripetere tutti i giorni una frase per raggiungerli, è uno strumento valido e funzionale che ti permette di ottenere veramente quello che desideri e vivere una vita piena di felicità e senza rimpianti.

giovedì 22 gennaio 2015

Curarsi Con La Voce (Parte I) : Lo Yoga Delle Vocali



Il Canto delle Vocali è lo strumento più utile e il più veloce disponibile attualmente sul pianeta, per elevare la frequenza vibratoria del vostro corpo umano.
I suoni coscienti agiscono sulla materia: elevano la frequenza vibratoria del corpo umano e accelerano la trasmutazione cellulare, che è la base dell’evoluzione dell’umanità.

Il Canto delle Vocali è lo strumento più utile e il più veloce disponibile attualmente sul pianeta, per elevare la frequenza vibratoria del vostro corpo umano. Questo Canto, praticato tutti i giorni, vi permetterà di aggiustare la vostra frequenza vibratoria con quella del pianeta, assicurando la vostra sopravvivenza energetica, grazie alla trasmutazione cellulare rapida.
Il Canto delle Vocali non è un canto melodioso: deve risvegliare le vostre cellule. Va eseguito con il corpo intero (fisico ed energetico), con determinazione e con l’obbiettivo di disturbare la materia.  In questo lavoro, ogni vocale gioca un ruolo ben preciso; ogni vocale è una “specialista” che viene a compiere un lavoro particolare in voi attraverso la sua vibrazione.

Curarsi con i suoni delle vocali
Ogni vocale ha una sua specifica frequenza. Quando cantate la A, poi la U, sentite che questi due suoni non risuonano nel vostro corpo nello stesso posto. La prima viene avvertita a livello della gola – Nel Taoismo, la vocale HE viene posta a livello del cuore ( o secondo la fonetica utilizzata: HA), ma si tratta di un suono soffiato piuttosto che cantato. Nell’Hatha Yoga, il bìja-mantra Ham corrisponde al chakra laringeo , la seconda vibra alla base della spina dorsale e nel basso ventre. Su un piano emotivo, ciascuna vocale induce uno stato d’animo differente, la E acquieta laddove la I è più incisiva. Associato alla consonante che possiede ugualmente una sua particolare tónalità, il suono della vocale — o la sua combinazione — agisce contemporaneamente sul piano fisico, energetico e mentale. Non per nulla da tempi immemorabili si parla del canto delle vocali, della potenza degli incantesimi magici, del potere del Verbo . Oggigiorno, con l’ausilio di strumenti scientifici, si localizza con precisione la risonanza di ogni vocale nel corpo e le si associa una frequenza. Stando alle mie ricerche, la O e la E vibreranno rispettivamente a 427 Hz (l’OM universale) e 288 Hz. I suoni delle vocali che utilizzerete appartengono a differenti tradizioni, sia orientali sia occidentali, e lo scopo non è semplicemente quello di trasmettervele sotto forma di ricette per la salute, ma di farvi penetrare nei segreti del suono; nella straordinaria capacità di trasformazione contenuta in ogni vibrazionè0 canto delle vocali presenta una grande facilità nella messa in pratica e i suoi effetti vengono rapidamente avvertiti. Il semplice fatto di intonare le vocali A-E-I-O-U deve rendervi consapevoli della loro rispettiva collocazione all’interno del vostro corpo, ma anche dei suoni armonici che fuoriescono naturalmente ad ogni cambio di vocale.

Autoguarigione mediante la voce
Ora sperimenterete i suoni delle vocali attingendo dalle loro sane vibrazioni tutti i benefici che potete attendervi. Cantate ciascuna vocale — o combinazione di vocali — sul suono che vi verrà spontaneamente, che sgorgherà da voi, svincolato dall’intelletto. Ogni essere umano possiede la sua gamma personale a partire dalla nota base fondamentale, dalla sua “tastiera” vibratoria, e sceglie nel suo campionario di sfumature sonore le vibrazioni di cui abbisogna. A tal scopo è necessario mollare la presa ed è evidente che ( il primo suono emesso, la mattina per esempio, sarà il più significativo della vostra nota personale poiché in esso sarà contenuto il canto del vostro lato inconscio, del vostro sonno profondo: l’Io che ha viaggiato nei differenti stati di coscienza.)  Tuttavia, in un qualsiasi momento della giornata, se avete cura di fare il vuoto mentale effettuando parecchie respirazioni profonde, potrete riconnettervi a questo aspetto spontaneo del suono. Intonando con regolarità i suoni delle vocali, osserverete i loro effetti tanto sul piano fisico quanto su quello mentale, che vi procureranno ispirazione e saggezza nella vita. Avrete in tal modo fondato, mediante l’utilizzo dei suoni e  l’igiene di vita che l’accompagna, un terreno vibratorio positivo sul quale la malattia e gli innumerevoli problemi della vita quotidiana avranno poca influenza e poche conseguenze irrimediabili.
Consiglio pratico: Scegliete uno o due suoni per volta. Non provateli tutti insieme. Prolungate più che potete il canto di ciascuna vocale al fine di far emergere l’armonica che, con la sua frequenza acuta, agirà ad un livello vibratorio elevato.

LA VOCALE U: radicarsi meglio
La vocale U ha la caratteristica di riunire gli estremi. È in primo luogo un suono di radicamento, di centratura alla terra, che vibra alla base della spina dorsale e nel basso ventre. Prolungando il suono si percepiscono le armoniche che “cantano” nella testa. Associata a certe consonanti come la S o la W — come SU o WU — questa vocale produce dei suoni estremamente potenti. Per la sua forma simbolica, la vocale U è il crogiolo della vita. Rappresenta l’unione dei lati opposti, del maschile e del femminile, come i due poli di un magnete. Il suono U vi radica maggiormente alla terra e, attraverso le sue armoniche, vi pone ad un livello di coscienza molto elevato. Rappresenta contemporaneamente le radici del vostro albero della vita e la cima del suoi rami più alti. Le sue vibrazioni inducono degli stati emotivi caratterizzati dalla gravità e dalla dolcezza. La U è utilizzata nel canto prenatale poiché le sue risonanze nel grave si propagano attraverso le ossa fino al bacino e, grazie alla voce della madre, stabiliscono una comunicazione con il feto. In generale, la U è una vocale armonizzante sia a livello relazionale, sia fisico: Le sue vibrazioni sono in relazione al primo chakra e alle ghiandole surrenali.
Inspirate a fondo e cantate il suono U in un tono grave il più a lungo possibile. Sentite le sue risonanze in fondo alla schiena, a livello del basso ventre, ma anche nella testa. Mantenendo il suono U, aggiungete le vocali A-E-I-O che andranno ad unirsi al vostro bordone continuo. La vocale U contiene il canto degli altri suoni delle vocali e i suoi effetti armonizzanti si prolungheranno ben oltre la vostra sperimentazione.

LA VOCALE E (chiusa): dinamizzare la sessualità
La E chiusa risuona a livello dell’apparato genitale, dei reni e della vescica. Questa vocale esprime la continuità, la trasformazione eterna, la fonte della vita. Essa stabilisce una relazione equilibrata con il corpo fisico e armonizza il rapporto di coppia. Ha una corrispondenza energetica con il secondo chakra. Emettete la vocale E senza che la volontà intervenga. Sentite come risuona a livello del basso ventre, delle ghiandole sessuali e dei reni. Essa fluisce armoniosamente e vi ricarica. Affrontate la vita con maggiore calma e serenità.

LA VOCALE E aperta: controllare le emozioni e renderle positive
La È libera la mente e agisce sulle “grida del vostro corpo”, conseguenza delle vostre tensioni e delle vostre emozioni perturbatrici. L’organismo si difende dai cattivi umori e dalla collera secernendo ormoni di difesa come l’adrenalina che agisce in modo particolare sul ritmo cardiaco e sulla pressione arteriosa. Se i vostri accessi collerici sono frequenti, tutto il metabolismo ne risulta modificato: appaiono spasmi, dolori. muscolari, mal di schiena, disturbi digestivi ed emicranie. All’avvelenamento mentale si aggiungono le tossine e se questo stato di intossicazione si stabilizza, il terreno diventa favorevole per l’instaurarsi della malattia. E’ bene “vuotare” questo eccesso di vibrazioni negative attraverso la respirazione profonda e il suono della E che entra in corrispondenza del terzo chakra (appena sotto l’ombe-lico) , il plesso solare (sterno) e il pancreas.
Nel silenzio, ascoltate la vocale È nel vostro intimo. Essa purifica, lenisce, infonde cure materne poiché la sua natura femminile vi permette di portare tutta la vostra attenzione sull’essere, di riconnettervi con lo spazio vergine, puro che risiede dentro di voi.  Cantando la È, focalizzatevi su un punto situato sotto l’ombelico e pensate alle onde circolari provocate dall’impatto di una pietra sulla superficie dell’acqua. Rimanete centrati sull’esatta posizione in cui la pietra cade e trascurate i cerchi nell’acqua che raggiungono le rive opposte. Fate lo stesso nella vostra vita: attenetevi all’essenziale.
E: mantenere la padronanza di sé

LA VOCALE I: aprire il cuore e aprirsi al mondo
La vocale I favorisce l’innalzamento delle energie al cuore e, temperando l’influenza dell’ego, promuove un sentimento di compassione verso gli altri. Il suo glifo evoca l’immagine della colonna, dell’asse, della Via di Mezzo e, molto concretamente, quando inspirate a fondo percepite con intensità l’energia vitale che parte dalla base della schiena e sale formando “un nodo a livello del cuore”, poi prosegue la sua ascensione fino alla sommità della testa. La risonanza della vocale I viene avvertita in tutta la zona cardio-polmonare, in corrispondenza del quarto chakra e del timo. Ma questo suo-no incarna anche il riso. Ridete dunque più spesso e relativizzate l’impor-tanza degli avvenimenti. Riportateli alla loro effettiva scala di valori, microcosmica in rapporto all’universo.
Cantate la I sorridendo, un sorriso simile a quello del clown che nasconde sotto la maschera i suoi piccoli problemi personali per meglio trasmettere gioia a chi gli sta intorno. Intonate questo suono con dolcezza, con benevolenza poiché esso esprime la vostra volontà di progredire in tutto ciò che intraprendete e di aprirvi agli altri.

LA VOCALE A : Liberare la capacità espressiva e comunicare meglio
La vocale A favorisce gli stati di calma, di pace e serenità. Essa risuona a livello della gola e regolarizza la tiroide. Agisce sui blocchi della voce e reintegra la capacità espressiva. La voce è uno strumento fantastico, ma soggiace al nostro stato d’animo fisico e mentale, ai nostri umori. Pertanto il suono A va privilegiato sia dal cantante, sia dall’individuo che presenta difficoltà nella comunicazione. Bisogna aver cura di emettere il suono A nasalizzandolo leggermente e distendendo bene la mascella inferiore e il volto. La vocale A è in relazione al quinto chakra.
1) Create mentalmente la vocale A nello spazio. Da un punto luminoso che si viene a formare in cielo, visualizzate l’apparizione di due raggi che discendono sulla terra. L’ orizzonte è una linea che li attraversa da parte a parte, in tal modo riunendoli. La vocale A così sagomata rende perfette le sue fondamenta poiché si appoggia simbolicamente all’elemento terra e, grazie ai suoi due raggi, può essere considerata un’emanazione del cielo.
2) Ora cantate la vocale A affinché si instauri nella vostra gola, si costruisca un “corpo”, una vibrazione per trasmettervi quel qualcosa d’indefinibile che vi tocca nel profondo dell’animo. Con questo suono rinascete e il nodo che ostacolava la vostra voce in ultimo si scioglie. Sentite come la voce si libera e comincia ad espandersi. Cantare la A è un po’ come aprire il proprio compasso di luce allar-gandolo sempre più fino ad includere gli esseri che vi circondano.
Consiglio pratico: quando sentite un blocco a livello della gola, un’impossibilità ad emettere un suono, cantate il suono HA insistendo sull’H aspirata e rientrando il ventre ad ogni espirazione sonora. Visualizzate la gola e le corde vocali e cancellate tutti i “veli oscuri” che le avvolgono e che rappresentano le vostre paure, le emozioni e i pensieri inespressi, fino al momento in cui sentite che la zona della laringe inizia a liberarsi.

LA VOCALE O: dare una nuova direzione alla propria vita
La vocale O è simile al tunnel che le vostre labbra formano quando la cantate. È una vocale di passaggio, di trasformazione. Vibra a livello della fronte nella sede del sesto chakra, tra le due sopracciglia, ma le sue risonanze vengono avvertite in tutta la testa. Cantare la O è come cantare l’OM poiché, chiudendo la bocca, create una vibrazione nasale in modo del tutto naturale: O MMM. Il simbolismo della O evoca certamente il cerchio, la perfezione, il punto da raggiungere nello spazio. Questo ideale da perseguire si manifesta ogni giorno nella vostra vita quotidiana attraverso i riti di passaggio che effettuate spesso inconsciamente: un libro che vi capita tra le mani, un incontro imprevisto, una variazione di itinerario che cambiano impercettibilmente il corso della vostra esistenza.
Cantate la vocale O protendendo le labbra in avanti. Sentite la sua forza che si concentra in un punto situato tra le due sopracciglia e che si irradia fino al centro della testa. Visualizzate una luce bianchissima che vi acquieta, vi apre ad altre percezioni. Quando state finalizzando un lavoro o vi trovate di fronte ad una svolta decisiva della vostra vita, fate vibrare dentro di voi la vocale O che completa un ciclo particolare e vi sospinge già in un altro.

LA VOCALE I (acuta): realizzarsi
Alcune ricerche condotte con l’aiuto dei miei allievi sulle risonanze del corpo han-no messo in evidenza che il suono I emesso nel suo tono acuto vibra alla sommità del cranio e che l’attività dell’epifisi (ghiandola pineale) ne risulta stimolata. Ricordiamo che questa ghiandola endocrina secerne ormoni come la doparnina, così importante per la nostra psiche e la costruzione delle immagini mentali. Cantando i suoni I-0 in un registro acuto, si avverte effettivamente che la risonanza si sposta dalla sommità del cranio alla fronte. Questa esperienza sulla potenza dei suoni delle vocali acuisce la nostra percezione psichica e favorisce i viaggi interiori. Questa I in tono acuto non può non richiamare alla mente il suono HRI appartenente al buddismo tibetano e il punto di apertura che, secondo la tradizione, permette al-l’anima di uscire dalla porta della fontanella. Nello yoga, la sommità del cranio corrisponde all’estremità del canale centrale Sushumma e al settimo chakra che “risplende al di sopra della testa”. Sarà pertanto utile intonare la I acuta se si desidera stimolare l’attività cerebrale e risvegliare le proprie capacità parapsichiche.
Focalizzate l’attenzione sulla sommità del cranio. Tutto il vostro corpo tende verso il cielo, come sospeso da un filo invisibile che si prolunga nello spazio. Sentite anche l’energia che sale lungo la vostra spina dorsale. Intonate la I in tono acuto. Lasciate che la vocale si stacchi da voi come una bolla di sapone, la bocca aperta e ben rilassata. Ora cantate le vocali I-0 e vivete questa combinazione di suoni come una “doccia mentale” che vi purifica a tutti i livelli.
     http://www.andreadiletti.it/blog/?p=1604

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