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domenica 11 ottobre 2020

La cosa più importante da sapere.

Qual'è la cosa più importante che un essere umano deve sapere?

Se c’è una malattia non bisogna preoccuparsi, il nostro corpo ha milioni di anni di saggezza, saprà da solo come risolvere il problema.

Le preoccupazioni tolgono soltanto energia vitale, mentre nel momento del malessere tutte le energie devono essere a disposizione dell’innata saggezza.

La mente che fantastico strumento, per creare, non certo per guarire, perchè utilizzare la mente quando si è malati, serve soltanto per dissanguarci.

Naturalmente, questa non è una regola fissa, ma sicuramente per la stragrande maggioranza dei casi, per guarire non bisogna fare assolutamente nulla.

http://unlungosogno.blogspot.com/2020/09/quale-la-cosa-piu-importante-che-un.html

 

Approfondimenti sull'argomento:

Prevenzione, malattia e salute! – Parte 3(di 3): la salute non è assenza di malattia, la salute è una scelta!

Prevenzione, malattia e salute! - Parte 2.1(di 3): la malattia è la cura!

Prevenzione, malattia e salute! - Parte 2(di 3): la malattia non è un male!

Ferma la paura della malattia!

Le 5 Leggi Biologiche: un VACCINO contro la “paura”, l’interruttore di tutte le malattie!

Le 5 Leggi Biologiche ti aiutano a vivere… non a guarire!

Malattia e Salute… queste sconosciute!

La spensierata farsa della medicina convenzionale

Vaccini e 5LB: quello che non ci hanno mai detto!

Oltre il dominio della paura della malattia.

Coronavirus: strage di intelligenze!

 

martedì 10 settembre 2019

Prevenzione, malattia e salute! - Parte 2.1(di 3): la malattia è la cura!

La malattia è la guarigione perché “curarla”?
Come già rappresentato più volte e nella precedente parte attinente alla malattia torno a ribadire un concetto tanto fondamentale quanto ignorato: la malattia è una importantissima funzione del corpo, quindi quando essa arriva perché bloccarla con la cura?

La malattia è l’azione del corpo di riportare l’equilibrio in un’area ove si era verificata un’anomalia, utile e biologica, determinata dalle percezioni psico-fisico-spirituali dell’individuo.
La malattia quindi arriva fa il suo lavoro, con tutto quello che ne consegue cioè dolore e debilitazione ecc. e va via dopo aver ripristinato le funzionalità biologiche, spesso dopo averle addirittura migliorate per non incappare nuovamente nel disequilibrio vissuto.

La scienza medica moderna, lungi dal voler comprendere la malattia, focalizzandosi solo sui sintomi e sui loschi guadagni delle cure cosa fa? Imbottisce il corpo di miscugli chimici molto spesso tossici che bloccano il naturale processo di riequilibrio chiamato “malattia” bloccando quindi il ripristino della normalità biologica, cioè la vera cura di madre natura che con i suoi programmi ci fa vivere e sopravvivere anche(e meglio) senza il nostro intervento.
La migliore cura, anzi l’unica cura è la malattia!
Allora cosa bisogna fare?
Come sempre prima di fare qualsiasi cosa bisogna capire la situazione nel suo complesso, la peculiarità della malattia, lo stato di deperimento e debilitazione del corpo, il livello di dolore, l’entità(gravità) del processo in corso, dopo, con le informazioni giuste e con una calma impensabile per i criteri dell'insanità odierna si decide da sè se:
1.  far passare il processo biologico immergendosi nel senso molto importante ed intimo dei sintomi(dolore ecc.) che impongono un rallentamento e raccoglimento in se stessi;
2. attenuare i sintomi con cure alternative che non danneggino ulteriormente il corpo o che non ostacolino il processo naturale in atto;
3.  usare farmaci per limitare o bloccare del tutto il processo che non ci consente di vivere o fare qualcosa di improcrastinabile;
4. o anche di sottoporsi alla chirurgia o altra forma di terapia se necessaria alla propria tranquillità interiore.

Si potrà fare tutto quello che al momento si riterrà idoneo o necessario per sé, senza la preoccupazione del male incontrollato ed ingiusto e senza remore dell’altrui pensiero, liberi di pensare, liberi di scegliere come Vivere perché la malattia è anche Vita(dopo averla compresa).
Si guarisce con tutto*, ma anche con "niente" eppure non ci si chiede il perché. La malattia stessa è la cura! *(migliaia di terapie alternative)
La malattia cura il corpo e l’anima.
Prendiamo ad esempio l’episodio di quando ci escoriamo la pelle in seguito ad una caduta; fuoriesce un tot di sangue, ma non troppo poiché il corpo entra in fase di pericolo e limita la fuoriuscita, nel frattempo attiva il meccanismo di riparazione della pelle che in brevissimo creerà uno strato superficiale di plasma coagulato ad opera delle piastrine e successivamente lo trasforma in “crosta” che argina del tutto la perdita ematica.
Se volessimo agire in termini di medicina allopatica occidentale tale situazione sarebbe pericolosa(in futuro lo sarà) e in quanto malattia dovrebbe essere debellata con ogni mezzo, quindi farmaci antidolorifici, farmaci che sciolgano la crosta superficiale e aggiunta di additivi chimici artificiali in sostituzione della “toppa biologia”… questo tuttavia non potrà mai ricreare il tessuto dermico e la pelle lacerata, quindi nonostante tutti gli sforzi il corpo comunque dovrà porre rimedio ricreando la pelle lacerata non lo faranno certo i farmaci, tuttavia si avrà avuto l’illusione di aver fatto qualcosa di buono mentre invece si è ostacolato un percorso biologico di ripristino che madre natura utilizza da milioni di anni; è questo quello che accade quasi sempre quando prendiamo un farmaco: ostacoliamo il normale ripristino biologico, ma in compenso annulliamo il dolore e possiamo continuare a lavorare assiduamente!
Curare non è guarire. Ci si può curare anche dall'esterno, 
ma si guarisce solo dall'interno.
A denti stretti ed a "bassa voce"(senza diffusione di sorta) la scienza medica ha ammesso diverse volte che ad esempio l'infiammazione(ma anche altre situazioni) è il tentativo del corpo di ritrovare la normalità, di combattere l'infezione e quindi noi cosa facciamo? Semplice, combattiamo l'infiammazione perchè a livello mondiale ci dicono che è un male senza dare un senso a ciò che si fa, non serve, basta incutere il timore e nessuno pensa più.
E’ talmente evidente l’incompetenza della MU di far fronte dignitosamente a qualsiasi grave malattia che dar credito ad essa significherebbe solamente prendersi in giro da soli e volersi anche nascondere dietro al fatto che non si è esperti in materia.
Il sistema non può permettersi di farci rilassare altrimenti potremmo fortuitamente ritrovare noi stessi, potremmo comprendere il senso di quest’esistenza trasformata in penitenza dalla società “civile”.
Può sembrare assurdo ed infatti lo è se ragioniamo con le attuali limitazioni(volute) scientifiche, ma anche quando parliamo dei grandi mali dell’umanità tipo sclerosi multipla, tumore, leucemia, diabete, ecc. il discorso non varia poi tanto dall’esempio della semplice escoriazione, quello che cambia è il fatto che l’escoriazione non determina paura, almeno non in questo periodo storico, in futuro sicuramente si, mentre le malattie del secolo o quelle invalidanti, quelle riconosciute come nefaste portano con loro un carico di paura sconvolgente che disattiva ogni ragionamento dell’individuo(disattiva la corteccia prefrontale dedita al ragionamento ed attiva il cervello antico dedito alla reazione combatti o fuggi), il quale in quello stato non può far altro che affidarsi alle dolci grinfie di mamma sanità che di sicuro lo salverà! O forse no, considerati i risultati statistici di guarigione in caso di “grave” malattia!
Sempre più spesso tuttavia ci si accorge dell’inganno, dell’impossibilità di cura, dell’incapacità anche di diagnosticare alcuni mali e porvi rimedio efficace e quando questo accade allora qualcuno, purtroppo pochi, cerca al di fuori dell’illusione concepita a copertura della claudicante sanità pubblica svegliandosi dall’ipnosi della malattia(fonte).
Eppure si è accertato molte volte(dagli esami autoptici dei cadaveri per morti violente da sinistro stradale o altro) che le persone sono piene di tumori a loro insaputa eppure vivono bene lo stesso, come mai? Sicuro che i tumori siano così maligni? Sicuri che vadano curati in quella maniera? Perché non si valutano le ipotesi di auto-guarigione per capirci qualcosa in più in merito?

Per farvi un altro piccolo esempio una patologia simile a quelle nefaste ma trattata in modo diverso è l’appendicite, la quale altro non è che un processo tumorale, ma la sanità non lo tratta come tale quindi si va in ospedale, si taglia, qualche antidolorifico e qualche antibiotico e via si ritorna a casa felici e contenti, cosa che invece non si farebbe mai con un piccolo tumore all’intestino, giusto per rimanere in quell’area, o di uno allo stomaco, che potrebbero essere trattati allo stesso modo dell’appendicite, invece portano tanta paura e quindi tante e lunghe complicanze.

Teniamo conto che per "guarire" esistono migliaia di modi diversi, io ne conosco una decina solo utilizzando i numeri (Grabovoi, Fibonacci, ecc.), moltissimi di questi consentono di guarire quasi tutte le malattie, anche quelle più temute, questo perché la guarigione arriva comunque, in ogni caso, perché è la malattia stessa a conseguirla. Insomma la malattia è l’unica e sola guarigione. Ok? 

Le malattie in genere non causano la morte [1][2][3], il loro scopo è quello di ripristinare la salute(normalità biologica), tuttavia in un 5% dei casi la possono indurre, ma non è il caso di preoccuparsi troppo e impegnarsi invece per vivere in armonia la cui assenza è la causa della reazione del corpo(malattia); solo pochissimi processi biologici(malattie) possono condurre alla morte e solo se si permane in uno stato di “conflitto attivo”(stress) per lunghi periodi tanto da non consentire agli strumenti di madre natura di riportare il corpo alla normalità, quindi la natura stessa decide per noi di farci chiudere quest’esperienza terrena non essendo stati idonei a superare le difficoltà incontrate
La natura non fa sconti o vivi bene o muori perché non sei in grado di vivere. Quindi ribadisco è opportuno cercare incessantemente di vivere al meglio possibile... ne parlerò nell’ultima parte di questo articolo.

L’illusione del sistema immunitario.

lunedì 6 agosto 2018

L’autoguarigione nella radionica spirituale russa

L’AUTOGUARIGIONE NELLA RADIONICA SPIRITUALE RUSSA

E’ una grande fatica, prendersi una responsabilità della propria salute. 
Siamo abituati a delegare la salute ai medici (alcuni, per la verità, non credono ai medici ma credono agli sciamani, e peccato che in Italia se ne trovano pochini...  aspettiamo che vengano dalla Siberia o dal Messico... ma siamo sicuri che saranno loro a guarirci?).
Ci buttiamo sui metodi quantistici e aspettiamo un salto della coscienza per guarire il corpo, ed è un peccato che malgrado i costosi seminari i risultati sono insignificanti, a parte aver conosciuto un mucchio di gente simpatica che condivide i nostri interessi.

Ritornando alle “cure radioestesiche”  russe, a quelle che io chiamo con il nome della “radionica esoterico-scientifica”, meglio rappresentata dalla Puchkò, autrice della “Medicina Multidimensionale”, o della “radionica spirituale russa”, meglio rappresentata da Pavel, autore de “Le Energie della Guarigione”, potrei fare a me stessa una domanda: “E allora saranno la Puchkò o Pavel a guarirci?
Non saranno loro, saremo noi... ma loro ci danno degli strumenti che funzionano perché  basati su dei modelli della realtà analizzabili con il pendolo, sui concetti profondi  che rispecchiano delle dottrine antiche e delle ricerche moderne, e ci danno dei protocolli validi per seguire la nostra ricerca della guarigione!

Naturalmente, non tutti vorranno impegnarsi in prima persona.
A parte di essere portati ad un lavoro autonomo, alla ricerca, ad avere pazienza e la voglia di capire, serve anche il coraggio e una forte volontà, per proseguire!
Tra tutti coloro che hanno preso in mano i libri della Puchkò (parlo dei russi soprattutto), sono andati avanti solo coloro che hanno avuto sia costanza sia il coraggio di continuare.

E' davvero difficile assumere il controllo della propria vita, e lo vedo tutti i giorni... tante volte non lo vogliamo nemmeno, per evitare delle responsabilità. Inoltre, lamentandoti delle malattie, puoi aspettare una comprensione dagli amici e delle premure da parte dei parenti... è pur sempre una forma d’amore che ci manca tanto!

Sui forum russi che visito si leggono molte richieste  del tipo “... mi serve subito un operatore, sto male, ho dei grossi problemi”.
E, badate, scrivono delle persone che sono A CONOSCENZA delle tecniche Puchkò, sanno tenere tra le dita un pendolo, ma non vogliono provare, e soprattutto, non hanno voglia di arrivare da soli fino in fondo.
Lo delegano ad altri! 
A questo punto non posso non riportare qui  un brano dalla risposta di Pavel ad una persona che ha tempestato il suo forum di richieste d’aiuto.

Scrive Pavel:
“... Conosco bene la situazione di cui sta parlando. Anch’io andai dai molti medici, feci un sacco di esami, ma stavo sempre peggio. Mi feci curare per circa 5 anni dai più diversi specialisti, poi dagli elettro-agopuntori (il metodo di Woll), e poi dai guaritori. Accumulai una quantità di analisi e di diagnosi, ma il mio stato fisico peggiorava, e lo stato psicologico pure. Piano piano cominciai a capire che per uscire dal tunnel mi serviva una soluzione diversa. Che cosa? Come? Dove?...

... Avevo capito di dover aspettare un miracolo - uno, agire da solo - due (“aiutati che Dio ti aiuta”). A me stava la scelta.
Cominciai una ricerca che mi portò al libro della Puchkò “La biolocazione per tutti”; questo libro mi aprì gli occhi, fece cambiare la direzione dei miei pensieri.
Dovetti lavorare molto, combinando il lavoro, la casa e il lavoro radiestesico; più di una volta le malattie ebbero la meglio, ma la FEDE nella Mente Suprema e la comprensione di non avere altra scelta, se non un’attiva comunicazione con il mio Sé Superiore”, mi permettevano sempre di continuare a lavorare, anche con le tecniche mie, non ortodosse “alla Puchkò”. E come risultato: gradualmente, con gli anni, dimenticai i nomi e i cognomi dei miei medici...
Sembra che lei (si rivolge ad un partecipante del forum, n.d.t) vorrebbe risolvere i suoi problemi tramite altre persone e presto. Questa è un’illusione; velocemente si può risolvere solo alcuni problemi, mentre molti di loro scesi al livello fisico, hanno bisogno di anni, a volte anche di tutta la vita che resta, per trovare una soluzione.

Dove pensa di trovare un operatore (guaritore) che per anni vorrà correggere lo stato corrente del suo organismo? Vale la pena di tirare su le maniche e di cominciare a lavorare.
Per iniziare, lavori con la lista delle emozioni negative, deve estirpare certe piante infestanti dall’orto della sua anima... A coloro che vogliono crescere spiritualmente, attivamente, la Mente Suprema CONCEDE TEMPO. “

Proseguendo, devo aggiungere che Pavel non solo ha vinto le sue malattie ma ha portato avanti, su un livello ancora più avanzato, gli studi della Puchkò, ha semplificato le tecniche, e oggi lavora in una maniera molto creativa e insolita, che gli permette di accedere agli archivi akashici secondo la sua volontà, di cercarvi tutte le informazioni che vuole, di avere degli aiuti dei maestri di altre dimensioni – il tutto lo fa in silenzio, senza alcun scopo commerciale, persino nell’anonimato.

Pavel è un grande maestro, e un  teorico “puro”. Non ha nessun "istituto". Non ha un sito internet, tranne il forum dove espone le sue ricerche. Sono scritte con un linguaggio molto tecnico, non facile da capire, a differenza dai manuali per autodidatti Puchkò. Io che lo studio da quando l’avevo scoperto (2011), devo rileggere i suoi testi  tante volte, e anche, delle volte, devo riscriverli per me. E lo faccio volentieri. 
Pavel non crea delle filiali all'estero. Rifiuta qualsiasi ufficialità, per dedicarsi del tutto alla teoria. 

Pavel insegna che per raggiungere uno scopo, per guarire, si deve lavorare, e non aspettare un miracolo o un medico/guaritore/sciamano che con una bacchetta magica farà cadere delle montagne di problemi che noi facciamo crescere, a volte, nel corso di molte vite.
E voglio dire, questo è il motto della radionica russa – so che non sarà molto popolare:
     “Vuoi guarire? Devi farlo da solo.”

“Dio non ha altre mani che le tue”, conferma il medico neurologo Olga Lobysheva, una brillante allieva della Puchkò che si è resa conto del fatto che la medicina per guarire e non solo per far diventare gestibili alcuni  stati patologici, mettendoli sotto controllo (finché dura), deve per forza essere “multidimensionale” e considerare anche la struttura energetica e sottile dell’uomo. 
Chi, se non il nostro subconscio conosce TUTTA la nostra storia, avendo registrato tutto ciò che ci è accaduto dal momento del concepimento?
Chi altro può avere accesso alle informazioni della nostra Anima? Dello Spirito?

Questo motto è diventato mio circa otto anni fa, e ormai non cambio strada, non cerco tecniche facili e miracolose. Cominciamo a cambiare il nostro piccolo mondo. In sordina, da soli.

sabato 3 marzo 2018

Guarigione naturale da ipotiroidismo di Hashimoto

GUARIGIONE HASHIMOTO CON CRITERI DA APRIPISTA
LETTERA
GUARIGIONE DA IPOTIROIDISMO
Gentile Valdo, anche se lei non mi conosce io le scrivo per ringraziarla perché grazie alle sue tesine ed alle sue informazioni libere ho potuto seguire un percorso di guarigione e di felicità. Nel 2010 mi avevano diagnosticato un ipotiroidismo con Hashimoto, dopo essermi svegliata una mattina con mal di gola e collo e un gozzo, con Tsh a 22. Quel gozzo in realtà mi salvò da alcuni anni di stanchezza, ansia e mente annebbiata, perché grazie ad esso ho iniziato a capire cosa mi stava succedendo. Avevo spinto me stessa troppo oltre, piena di problemi che non riuscivo ad affrontare e stress dovuti allo studio e al lavoro.
VANI TENTATIVI RIMEDIALI CON EUTIROX E TIROIDE SECCA
Ero anche provata da dispiaceri, con mia madre malata di tumore da 20 anni, aggravato da recidive al cervello, ma anche dal mio fisico che non voleva andare avanti, e procedeva come lei dice “col freno a mano tirato”. Ho iniziato a prendere l’Eutirox che, seppure all’inizio mi ha dato un po’ di carica, non riuscivo ad accettare perché sapevo che non stavo guarendo ma solo agendo sul sintomo e non sulle cause reali. Non vedendo cambiamenti ho provato a prendere la tiroide secca, ma ero sempre più intenzionata a voler cambiare, ed è lì che ho iniziato a leggere dal suo blog le sue tesine riguardo alla tiroide, e poi al cibo in generale e a come il corpo guarisce da sé a patto di essere ascoltato.

NETTO CAMBIAMENTO ALIMENTARE IN LINEA CON LIBRI E TESINE
Ho anche letto i suoi libri e pian piano ho iniziato a cambiare il modo di mangiare, iniziando prima col crudo e poi col cotto, cominciando a bere nella maniera corretta ed eliminando quei cibi tossici che mi danneggiavano. Non ho mai amato la carne, né i formaggi ma ero amante del latte vaccino sin da piccola. Da adolescente ne bevevo un litro al giorno e difatti soffrivo di acne e costipazione. Così ho deciso di togliere qualsiasi proteina animale. Ho mangiato prevalentemente crudo, con aggiunta di non troppi cereali o legumi, semi e noci. Ho eliminato nel contempo anche il caffè.

TOTALE TRASFORMAZIONE DAL 2010 AD OGGI
Dal 2010 ad oggi, ad un anno e mezzo senza nessun ormone sostitutivo, posso dire felicemente che i miei valori della tiroide sono perfetti, con un Tsh a 2,56 e con una forza incredibile oltre ad una mente serena e che riesce a concentrarsi senza problemi, oltre al fatto di essere riuscita a far scendere completamente gli auto-anticorpi.

ESPRIMO LA MIA GRATITUDINE VERSO LEI E L’IGIENISMO
Ringrazio Dio poiché avendogli chiesto una via di guarigione Lui me l’ha data, dicendomi però di trattare il corpo, che Lui mi ha donato davvero come un tempio, e dirigendomi verso l’igienismo tramite le sue tesine e le sue informazioni.
Per questo le sono grata, perché è disponibile a condividere il suo sapere con altri e senza lucro!!

I MEDICI CON ME HANNO COMPLETAMENTE SBAGLIATO
Per stare bene bisogna indagare dentro se stessi e capire davvero la causa di una malattia ed affrontarla per potersi migliorare ogni giorno.

l suo blog mi ha dato speranza, quella speranza alla quale ho dovuto aggrapparmi da sola con Dio poiché i medici erano sempre perplessi sulla guarigione e preferivano sempre darmi la pastiglia.
Sentirmi dire “la tiroide e il cibo non hanno nulla a che vedere” e poi trovarmi qui, ora a stare così bene proprio grazie ad un cambiamento radicale di stile di vita e di alimentazione, direi che hanno completamente sbagliato!!

MI PARE GIUSTO OFFRIRE AL PUBBLICO QUESTA MIA ESPERIENZA
Le scrivo non solo per ringraziarla ma anche affinché questa mia testimonianza possa essere di aiuto a chi è in una situazione di malattia e ha bisogno di incoraggiamento e di speranza. Dio mi ha certamente guarito e mi ha indicato la giusta via.
Dio guarisce ma vuole che anche noi facciamo la nostra parte, che ci ravvediamo sia sul piano spirituale che su quello pratico o materiale. Come predico il vangelo di Cristo, ora predico anche la giusta alimentazione poiché Dio vuole che trattiamo il nostro tempio con amore e rispetto e perché Lui ci ha creati in maniera stupenda!! Ancora grazie!!
Jennifer
*****

RISPOSTA
I CASI DI AUTOGUARIGIONE SONO REGOLA E NON ECCEZIONE
Ciao Jeniffer. Ammirevole la tua decisione di condividere coi lettori del blog la tua personale esperienza. Ogni giorno mi arrivano per telefono o per altre vie segnali dai toni simili, facendomi capire che non si tratta affatto di casi rari e sporadici, ma di punte di iceberg che affiorano da un vasto fenomeno sommerso.

LA GENTE SI SOTTOVALUTA E NON SFRUTTA LE PROPRIE RISORSE
Tutti guariscono a patto di credere fortemente in se stessi e a patto di applicare con coerenza le regole o le leggi stabilite da Madre Natura, e a patto che una serie di circostanze negative non prendano il sopravvento.

L’organismo si impegna con tutte le sue forze per eliminare le scorie e per rimettersi sui giusti binari. Il corpo non va mai contro se stesso, purché rispettato, purché lasciato fare, purché non sottoposto a invasività, a pregiudizievoli interferenze, a frettolose sentenze negative, purché assistito, nei casi di reale emergenza, da cure mediche opportune ed adeguate.

Il fatto è che troppa gente non conosce se stessa e si sottovaluta, sciupando le sue preziose risorse. Non si rende conto che il pensiero è una forza formidabile, più potente del magnetismo, dell’elettricità e della gravitazione messe assieme. Non si rende conto che la mente umana è una scintilla dell’onnipossente coscienza universale, una scintilla della coscienza divina.

OCCORRE CREDERE MA CON GRANDE INTENSITÀ
Come racconta Paramahamsa Yogananda in Autobiografia di uno Yogi, ai suoi esordi stava male con problemi di stomaco e di sottopeso. Era tormentato da pensieri negativi e da brividi di paura. Decise di recarsi da Lahiri Mahasaya, il suo Maestro di Benares, India Meridionale. “Maestro, se credo di star bene e di riacquistare il mio peso, ciò può davvero avvenire?”. “Potrei provarti che qualsiasi cosa ragionevole tu credessi con grande intensità, si avverrebbe all’istante”, gli rispose il Saggio. E fu proprio questo che accadde.

ASSAI DIVERSE SONO LE CURE MEDICHE
Se invece vai da qualcuno che ti rifila dei vaccini o dei farmaci solo per adeguarsi a degli obblighi elaborati ed imposti da un Regime Sanitario Arrogante e Dogmatico, secondo criteri schematici ed innaturali nei quali tu stesso nutri giustificati dubbi, sarà molto difficile che tu ne abbia reale e stabile giovamento.

MICIDIALE BRODO COME COSTANTE IDEOLOGIA OSPEDALIERA
L’odioso vizietto del brodo di manzo e di gallina negli ospedali, lo spiccato intreccio di interessi e di ideologie con macelli, salumerie e vivisezioni caratterizzano da sempre le tendenze della medicina. Pretendere sensibilità animalistica e spiritualità interspecista da chi va a scuola di anatomia e di sezionamento cadaveri potrebbe essere utopia.

EPPURE LE VERITÀ AUTENTICHE TRAPELANO SPESSO DALLE STESSE FONTI SANITARIE

martedì 5 dicembre 2017

Testimonianza su come guarire dalla SCLEROSI MULTIPLA.

Testimonianza su come guarire dalla SCLEROSI MULTIPLA.
GUARIRE CHE PARADOSSO!
Questa volta non metto le analisi, ci metto la faccia ?
La sclerosi multipla mi fu diagnosticata nel 2014. Oggi , dicembre 2017, ho una remissione praticamente totale.

Sono in piena forma. Seguo , ad oggi, il Protocollo Gerson sotto il monitoraggio Dottor Alessandro Nicolosi. Ho scritto ad oggi poiché precedentemente, avevo unito Protocollo Coimbra e Gerson e non ero seguita da nessun medico per scelta. Sono stata rigorosa ma non abbastanza preparata, quindi avevo ancora qualche piccola ricaduta e nonostante i miglioramenti evidenti la parte destra del corpo non era mai al 100 % .

Il sistema medico non mi aveva dato vie d’uscita: farmaci a vita con controindicazioni devastanti, continue analisi, risonanze con contrasto 1/2 volte all’anno (con contrasto , per chi non lo sa, implica iniezione di gadolinio, uno dei peggiori nemici per chi ha lesioni demielizzanti come nel caso della sm) e supporto(?) psicologico.
Una delle mie prime richieste ai neurologi fu inerente alla Vitamina D. Fui praticamente messa all’angolo dall’alto della loro supponenza. Mi fu detto senza mezzi termini che il mio tentativo di arrampicarmi sui vetri di fronte ad una patologia “non guaribile” era purtroppo inutile e che i miei parametri in merito andavano bene , mi sottolinearono anche (tenetevi forte!!!) che nelle malattie autoimmuni non c’erano casi di carenza di tale vitamina (???).

Morale, ottenuta la prescrizione, risultò che avevo 8.2 ! Ho cominciato quindi a prendere 50000 UI al giorno con tutti i dovuti accorgimenti indicati dal Dottor Cicero Coimbra e praticare importanti detossinazioni come indicato dal Protocollo Gerson. Il tutto fai-da-te , che NON dovete fare e, naturalmente senza farmaci. Da questo punto in avanti è stato un percorso di continuo miglioramento, ma non abbastanza. Avevo raggiunto 97 di Vitamina D, ridotto quindi a 25000UI , fino al punto di prendere tale supporto a giorni alterni. Questo mi ha portata ad un crollo di valori a 57 in meno di due mesi.

Stavo sbagliando qualcosa poiché anche i sintomi, seppur limitati rispetto a prima, riaffioravano sempre più spesso. Stavo sull’incazzo andante (passatemi il termine )… poi è successo qualcosa di straordinario, come se fossi stata catapultata in una dimensione parallela da cui non sono più tornata indietro. Cosa mi bloccava?
La PAURA.

Faccio un passo indietro per spiegarmi meglio. Le parole hanno il loro “peso”. Io confondevo la parola RIGOROSO con STILE DI VITA e non me ne rendevo conto. Ero sufficientemente rigorosa ma mancava la parte “felice” dello “stile di Vita “.
Conoscendo da tempo Alessandro Nicolosi e il metodo Gerson sapevo che è RIGOROSO (infatti lo praticavo “a modo mio”) e, inconsciamente, questa parola mi faceva PAURA. Poi, analizza, pensa e ripensa, leggi, approfondisci, studia per capire l’errore di fondo… una notte, tipo un flash, la situazione è cambiata : mi sciacquavo la bocca con le parole “stile di vita” , avevo invertito i ruoli e il rigore mi dava il senso di obbligo e sacrificio!
Il grande inganno della MENTE!

Il giorno dopo ho telefonato al Dottor Nicolosi .. Ho pensato: tutt’ al più provo! .. ed eccomi qua in questo straordinario percorso nel MIO STILE DI VITA a condividere un messaggio che reputo importante : non abbiate paura dei paroloni che usa il sistema.

Scegliete di informarvi. Scegliete di capire cosa i sintomi vi stanno dicendo.
Ho avuto l’onore di conoscere persone con patologie molto gravi che hanno remissioni definite , erroneamente, miracolose. Non c’è nulla di miracoloso poiché il Miracolo siamo Noi ma non ci viene insegnato.

Quindi chiunque voi siate, qualsiasi cosa abbiate guardatevi allo specchio e sorridete riconoscendo il Divino che c’è in ognuno di Voi. .. perché semplicemente è un dato di fatto!

Da parte mia nessun pentimento nell’aver rallentato il mio viaggio di guarigione dovuta alla PAURA. Questo é il percorso che oggi mi permette di scrivere quanto sopra che forse potrà essere utile a qualcuno per dimezzare i tempi ?

I Protocolli efficaci sono molteplici. Il Protocollo Gerson è una mia scelta. Non è un invito a seguirlo ma solo la condivisione della mia esperienza. Soprattutto, che sia molto chiaro, il mio non è un invito ad evitare farmaci.. mi raccomando non fate confusione, che già c’è ne troppa ?
Buon percorso e Buon Ormone D a tutte/
???

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lunedì 4 dicembre 2017

Bates e Hamer: possiamo curarci da soli?

Bates e Hamer: possiamo curarci da soli?

Questo è il primo di una serie di tre articoli che ho intenzione di scrivere su un tema vastissimo ed estremamente affascinante, quello dell’auto-guarigione. In questo primo scritto vorrei proporre alcune riflessioni basate sul lavoro di due grandissimi medici e ricercatori, entrambi ovviamente osteggiati e fuori dal coro: William Horatio Bates e Geerd Ryke Hamer.
Di Hamer in questo blog ho già scritto molto, ed in effetti rappresenta il centro della mia ricerca personale. Nello stesso periodo in cui ho cominciato ad approfondire Hamer (più di 10 anni fa) sono venuto alla conoscenza di un altro grande medico, stavolta oculista e statunitense, William Bates. Nato a Newark, nel New Jersey, nel 1860, si laurea in medicina e chirurgia, iniziando poi una profonda ricerca che riguarda l’occhio umano e più genericamente la vista.

Le convinzioni dell’epoca riguardo alla vista da parte della cosiddetta comunità scientifica erano le stesse di ora: miopia, astigmatismo, ipermetropia, presbiopia, sono tutte malattie degenerative incurabili. Possono solo peggiorare, o al limite stabilizzarsi grazie all’uso di occhiali. Non c’è alcun esercizio, o qualsivoglia pratica personale, che si possa fare per modificare anche solo leggermente in meglio la sua situazione. Il paziente deve rassegnarsi ad occhiali, lenti a contatto o, quando possibile, operazione al laser (che comunque non cura l’occhio, ma innesta semplicemente una lente a contatto permanente).
Anche per quanto riguarda altre “malattie” della vista, la scienza moderna non prevede alcun esercizio o pratica personale, considerandole completamente inutili. In alcuni casi, come per la cataratta o alcuni tipi di glaucoma, si prevede un intervento chirurgico, che a volte aiuta mentre altre fa più danni che benefici. Il paziente resta sempre e comunque completamente passivo: personalmente, non può fare nulla di buono per il suo fisico.
A ben vedere, tutto ciò non vale solo per gli occhi, ma per tutto il corpo. Ad eccezione dei recuperi muscolari, in cui siamo effettivamente invogliati a fare esercizi per riprenderci, oppure a generiche esortazioni a “mangiare” o “camminare all’aria aperta” (sempre meno anche queste a dire il vero), i pazienti di qualsiasi patologia devono solo aspettare inermi e impotenti che il dottore, con le sue medicine e le sue operazioni, li curi (quando riesce).
Bates ha intuito che, perlomeno per la vista, tutto ciò è un’enorme sciocchezza. Che in realtà ci sono molte pratiche e molti esercizi che si possono fare per migliorare la nostra condizione. Tali pratiche magari hanno effetti lenti, non eclatanti, ma sono molto importanti per darci fiducia, e per convincerci definitivamente che qualcosa possiamo fare, di positivo, per la nostra salute.
Cosa ha compreso il dottor Bates? Che ogni, e dico ogni, “malattia” degli occhi è causata da tensione oculare. Ovviamente, tensioni diverse portano a manifestazioni sintomatiche diverse: se io divento teso quando guardo lontano, diventerò miope, da vicino, diventerò ipermetrope. Un altro tipo di tensione mi porterà la cataratta. E così via.

Facciamo ora un rapido paragone con la Nuova Medicina Germanica. Cosa dice il dottor Hamer? Che la “malattie” sono sempre bi-fasiche. Che c’è sempre una fase fredda, di “tensione”, di sovra-utilizzo, e una fase calda, di “rilassamento” e di recupero (con calo o alterazione funzionale). E che se la fase di tensione dura troppo a lungo, oppure se si hanno troppe recidive, si può avere una degenerazione “permanente” delle funzionalità dell’organo in questione. La logica di base, comunque, mi sembra la stessa.
Ora, quando notiamo un calo qualsiasi nel nostro visus (modo in cui vediamo), c’è qualcosa che possiamo fare per “curare” il nostro difetto? O possiamo solo andare dall’oculista, e seguire le sue istruzioni (occhiali o operazioni)? William Bates (per pure era oculista…), andando contro a tutti i suoi colleghi dell’epoca, consigliava una serie di esercizi, e tramite essi riusciva a far sì che i pazienti si “curassero da soli”, praticamente da ogni patologia.

Primo punto su cui Bates insisteva sempre: buttare via gli occhiali. La sua convinzione era infatti che gli occhiali peggiorassero sempre la vista, essendo come una stampella che impedisce il pieno recupero funzionale. Prescriveva poi una serie di esercizi, che si dividevano sostanzialmente in due gruppi: pratiche per rilassare la vista, e pratiche per usare la vista.
Per rilassare la vista la pratica principale da lui consigliata era il palming (palmeggiamento).

mercoledì 20 settembre 2017

La convinzione di guarire è la miglior cura

LA CONVINZIONE DI GUARIRE È LA MIGLIOR CURA

La convinzione di guarire è la cura più efficace per ristabilirsi da una malattia fisica o mentale, in quanto il pensare e il sentire la guarigione permettono al paziente di risvegliare le forze dell’anima che danno vita al corpo, ispirare idee creative, migliorare l’autostima, rinforzare la convinzione di essere efficaci e funzionali e attirare di conseguenza eventi di supporto che aiuteranno a sentirsi ristabiliti nella piena completezza.

Troppo semplice? No! Se ad esempio c’è bisogno di una guarigione, è bene concentrare i nostri pensieri sulla pianificazione da fare una volta guariti, anziché focalizzare la nostra attenzione sulla situazione problematica della malattia. Immaginando ciò che potremmo fare nel futuro, vicino o lontano che sia, ci permetterà di attirare situazioni che accelereranno la nostra guarigione! Al contrario, se c’è bisogno di guarigione e lasciamo che paura e ansia si impadroniscano di noi, allora al posto della convinzione di guarire subentrerà la convinzione di non farcela, di sentirsi soli, senza aiuto, e tutto ciò ci porterà a pensare in maniera irrazionale, le nostre emozioni entreranno in conflitto e il sistema immunitario ne risentirà a tal punto da non poter agire in maniera efficace.

Quando parlo di convinzione di guarire mi riferisco a quel pensiero focalizzante che non si limita a scaturire dalla testa, ma che racchiude emozione, immaginazione e per l’appunto, convinzione.
Un pensiero che è l’espressione del fatto che tutto l’organismo si trova d’accordo sul risultato da ottenere. Un pensiero di fiducia, o ancora di più, di fede.

È questa la convinzione capace di produrre cambiamenti nella nostra realtà, anche se si tratta di una realtà di malattia. Se il paziente è sicuro che un certo farmaco lo salverà, allora state pur certi che avverrà così, perché la guarigione avviene sulla base della convinzione personale del paziente. In questo caso si parla di effettoplacebo”. Naturalmente c’è anche il rovescio della medaglia, ossia l’effetto “nocebo”. Se focalizziamo la mente sulla guarigione, ma d’altra parte rifiutiamo le cure che ci vengono proposte, oppure non abbiamo fiducia nel medico che ci segue, o ancora, se siamo spaventati dalle sensazioni provenienti dal nostro corpo sofferente, allora inconsciamente sappiamo che non possiamo guarire.

A questo punto è evidente che la differenza la fanno il pensiero, la convinzione e l’emozione che il paziente lega alla cura, più che la cura in sé.
La fede, la fiducia, ossia tutto ciò che stimola l’effetto placebo, condurranno alla guarigione. La paura, la sfiducia e tutto ciò che stimola l’effetto nocebo, condurranno ad un triste epilogo. Non si scappa da questa Legge.

Ho già parlato delle innate capacità di autoguarigione del nostro corpo nell’articolo “Per Vivere In Salute È Necessario Comprendere La Malattia”, ora si tratta solo di appurare come la convinzione di guarire sia la miglior cura possibile. Non c’è trucco o inganno, bisogna essere consapevoli del fatto che ciò su cui concentriamo il nostro pensiero rappresenta la nostra realtà. Qualsiasi sensazione che sperimentiamo nella nostra vita non dipende dagli eventi che ci capitano, ma da ciò su cui ci concentriamo e dal significato che diamo a quel particolare accadimento. Quindi, se la nostra convinzione è stabilizzata sul “negativo”, il risultato sarà una realtà negativa. Ci sono persone che anche quando la loro vita sembra procedere per il meglio, sono tanto abili da focalizzarsi sull’unica cosa che va male, rendendola più grande e grave di quanto in realtà lo sia.

C’è comunque una variabile “esterna” che può favorire la nostra convinzione di guarire, ed è rappresentata dall’atteggiamento del medico. È importante che il medico curante creda nella guarigione del paziente, e creda nella terapia proposta. La sua fiducia, unita a quella del paziente, genera delle vibrazioni sinergiche che potranno condurre alla guarigione. Di conseguenza, un primo passo per riportare la medicina ad una dimensione umana, più olistica, è cambiare il rapporto medico-paziente.

Il corpo umano non è una macchina assemblata in vari pezzi, e il medico non è un operaio specializzato in quello o quell’altro organo, tanto da fargli perdere il più delle volte la visione d’insieme. Oggi troppo spesso si sente la mancanza del medico di famiglia, quel medico definito generico perché non specialista, ma che aveva la capacità di comunicare positivamente e di interagire con il paziente con umanità, fiducia e convinzione!
I farmaci non sono sempre necessari. La fede nella guarigione lo è sempre.” Norman Cousins

Tragicomico

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