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venerdì 3 luglio 2020

Storia della Medicina

Storia della Medicina

20 giugno 2020
Perla saggia:
"Un medico è un uomo che viene pagato
per raccontare delle fandonie nella camera del malato,
sino a quando la natura non l'abbia guarito
o i rimedi non l'abbiano ucciso." - Antoine Furtière
Tratto da Informa giovani Adattamento e integrazioni di Giorgio Beltrammi
La medicina sacerdotale nacque quando l'uomo primitivo ebbe la sensazione della presenza di uno o più esseri superiori responsabili di qualsiasi manifestazione della natura, anche di quelle relative alle patologie da cui veniva colpito. Le uniche vie di guarigione risultavano quindi essere la preghiera, l'implorazione e il sacrificio (che non ha un significato negativo, come di qualcosa a cui ci si sottomette di malavoglia, ma a qualcosa che acquisisce una sacralità).
In seguito si ebbe la concezione magica della medicina, per cui l'uomo credette di poter intervenire sui fenomeni e addirittura di poterli comandare, sostituendosi così alla divinità: nasce la figura dello stregone o del mago, opposta ed in contrasto a quella del sacerdote.
Nell'operato di maghi e stregoni si nota un primo abbozzo di scienza in quanto essi seguivano principi sempre uguali che, pur basandosi su correlazioni criticabili, costituivano comunque un ragionamento guidato da un'apparente logica. Se quindi per scienza si definisce lo studio dei fenomeni naturali al fine di stabilirne le leggi e di poterli riprodurre applicando le leggi stesse, allora bisogna riconoscere che la magia tendeva allo stesso scopo.

La Medicina primitiva

I popoli primitivi univano l'interpretazione soprannaturale a un empirismo spesso assai progredito. Ogni malattia che avesse una causa nota e definita, venivano trattate con rimedi naturali, quelle la cui causa non era evidente erano attribuite alle divinità. In ogni caso la diagnosi e la cura sono esclusiva competenza dei guaritori.
L'eziologia di qualsiasi patologia è spesso associata a un peccato commesso, anche involontariamente, dal paziente contro divinità, stregoni, individui o oggetti dichiarati tabù. Per difendersi dalle malattie si fa ricorso ad abluzioni, all'uso di amuleti, alla somministrazione di erbe medicamentose oppure anche a cerimonie e riti collettivi a cui partecipa tutto il villaggio con a capo lo stregone: talvolta si cerca di scacciare il demone responsabile della malattia spaventandolo, talvolta allettandolo, altre volte ancora si ricorre al sacrificio o all'allontanamento di chi è ritenuto la causa dei problemi.

La medicina popolare

Medicina primitiva, empirismo, magia e religione si fondono a creare una pratica che conferisce a determinate persone, quasi sempre donne (le streghe), la capacità di fare il male e di toglierlo. La magia del bene serve a rimuovere le malattie provenienti da fatture, sia per le affezioni più comuni.
Il ricorso al misticismo religioso, visto malamente dalla Chiesa, sconfina nella superstizione, soprattutto quando arriva a far ingoiare polvere di intonaco di alcune cappelle o immagini di santi.

La medicina ebraica (1200 a.C.-550 a.C.)

Prevale in essa il concetto teurgico della medicina: Dio è l'unica fonte di malattia e di risanamento, per cui solo il sacerdote, cioè l'uomo scelto dal Signore, è considerato strumento di guarigione.

La medicina assiro babilonese (1792 a.C.-323 a.C.)

Rappresenta il punto di passaggio tra il concetto teurgico e quello magico: la parte religiosa sta essenzialmente nell'eziologia in quanto l'ira di una divinità verso una persona permette ai demoni maligni di aggredirla causando in tal modo la malattia (c'è un demone per ogni patologia); il concetto magico ha invece risalto nella parte terapeutica, nell'attuazione cioè degli esorcismi.
Nella fase diagnostica le due concezioni vanno di pari passo e un ruolo preponderante è giocato dall'ispezione del fegato, ritenuto l'organo più importante in quanto fonte di sangue.

La medicina egiziana (3000 a.C.-1000 a.C.)

Notevoli sono la concezione biologica (concetto umorale sanguigno e concetto pneumatico) e la conoscenza dei vari quadri sintomatologici e la farmacologia. Gli elementi che costituiscono la sapienza medico empirica vengono trattati solo in libri sacri accessibili unicamente agli iniziati. L'anatomia non appare particolarmente progredita, mentre risultano molto precise le indicazioni relative alla terapia ed alle sue varie forme di confezionamento e di somministrazione: polveri, tisane, decotti, macerazioni, pastiglie erano perfettamente conosciuti. Assai progredita era inoltre la chirurgia e la sutura delle ferite.

Da notare infine la presenza di medici specialisti nelle malattie urinarie, nelle patologie delle orecchie, degli occhi e della pelle.

La medicina indiana (2500 a.C.-1500 a.C.)

Ancora oggi vi sono scuole che studiano l'antica medicina indiana nella sua forma originale (Ayurveda), così come viene trattata negli antichi testi sacri. Trattano molto accuratamente di grande e piccola chirurgia, della cura delle malattie del corpo, di demonologia, della cura delle malattie infantili, della tossicologia, della preparazione di elisir e di afrodisiaci.
Notevoli la perfezione e la varietà dello strumentario chirurgico, le tecniche di medicazione, l'attenzione negli esami diagnostici e la particolare abilità negli interventi di litotomia e rinoplastica.

La Medicina Tradizionale Cinese

I testi più antichi risalgono al 3500 a.C. e, come per la medicina indiana, vengono ancora consultati e tenuti in considerazione. La malattia e la salute sono determinate dall'armonia o meno dei due principi fondamentali: lo Yang (il principio maschile) e lo Yin (quello femminile). I medici cinesi introdussero per primi la rilevazione del polso: ne conoscevano 200 tipi differenti tra cui 21 erano considerati indice di esito letale; la farmacologia è senza dubbio la più avanzata tra tutte le medicine antiche, comprende oltre 2000 farmaci e ne include molti ufficialmente usati nella moderna terapia occidentale.
Non si può tralasciare infine l'agopuntura che consiste nell'infissione di aghi di diversi materiali in determinati punti in contatto con dei canali energetici, che sono in contatto con gli organi interni. Fu introdotta nel 2700 a.C. ed è ancora in auge ai giorni nostri sostanzialmente immodificata.

La medicina in Grecia

È in Grecia che avviene la completa e definitiva emancipazione del medico sul sacerdote con la costituzione del concetto di "clinica".
Nella Scuola di Coo c'è il passaggio all'osservazione diretta del malato eseguita con grande larghezza di vedute ed ottime intuizioni che distinguono indiscutibilmente questa scuola da tutte le altre: nasce qui il vero concetto di clinica e della conseguente diagnosi. Il medico è uomo, e la sua opera non ha sfumature soprannaturali, mistiche, astratte o filosofiche. La medicina deve essere una ricerca continua, serena e disinteressata alla quale bisogna dedicarsi solo per amore di essa.
La figura del medico è l'unione del perfetto uomo con il perfetto studioso: calma nell'azione, serenità nel giudizio, moralità, onestà, amore per la propria arte e per il malato sono i cardini della personalità del medico così come era concepito da Ippocrate. Ogni interesse personale passa in secondo piano. Non è certo un essere superiore ed infallibile come i sacerdoti degli antichi templi, ma deve sopperire alla sua fallacità con il massimo dell'impegno e della diligenza in modo da commettere solo errori di lieve entità. Deve inoltre essere filosofo, ma non tanto da farsi distogliere dalla vera scienza che è quella che si appoggia su solide basi pratiche. Il suo abito, infine, deve essere decoroso ed il suo aspetto denotare salute.
Con il passare dei secoli questa concezione rimase sostanzialmente immutata al punto che il Papa Clemente VII (Pontefice dal 1523 al 1534), in una sua bolla, stabilì che il laureato in medicina si impegnasse solennemente ad osservare il testo del giuramento ippocratico, cosa che oggi non è più richiesta.
L'anatomia non fu molto approfondita dalla scuola di Coo per due motivi principali: da una parte Ippocrate era più indirizzato verso il lato pratico della medicina, aveva cioè una maggiore propensione per la clinica; dall'altra la cultura greca aveva un rispetto assoluto per i corpi dei morti, quindi non c'era la possibilità di studiare l'anatomia esercitandosi direttamente sui cadaveri.

Alla base della medicina ippocratica stava l'integrazione tra una concezione pneumatica della vita ed una umorale, ma quest'ultima rivestiva senza dubbio un ruolo più importante.
Gli umori erano quattro: sangue (caldo umido) che proveniva dal cuore, una sorta di muco detto flegma (freddo umido) dal cervello, bile gialla (caldo secco) dal fegato, bile nera (freddo secco) dalla milza. Lo stato di salute si aveva quando questi umori erano perfettamente bilanciati tra loro; se invece la crasi era alterata per l'eccesso, la corruzione o la putrefazione anche di un solo componente, allora insorgeva la malattia.
Era la natura stessa con la sua capacità curativa ad intervenire nel tentativo di ristabilire l'equilibrio tramite l'espulsione degli umori in eccesso per mezzo di urina, sudore, pus, espettorato e diarrea. Se invece la malattia risultava più forte del processo autoriparativo dell'organismo il paziente moriva.
Il predominio di uno dei quattro umori conferiva anche particolari caratteristiche all'individuo (principio della costituzione e dei temperamenti): si avevano così i temperamenti sanguigno, biliare, flemmatico e atrabiliare (che rimanda alle grandi scoperte del Dr. Hamer al riguardo delle Costellazioni schizofreniche)
Altra novità fondamentale introdotta dalla dottrina di Ippocrate fu il fatto di considerare le patologie come fenomeni generali per l'organismo e non relativi ad un singolo organo (sembra che con l'avvento della medicina moderna questo concetto sia stato drammaticamente perduto).
L'epoca ippocratica segna la nascita della clinica intesa come studio dei segni e dei sintomi osservabili sul paziente.

lunedì 27 aprile 2020

La paura più grande

La paura più grande
Viviamo in un periodo assurdo, pieno di restrizioni paure e mancanze di ogni genere, niente però è veramente come sembra e probabilmente tutto si potrebbe ricondurre ad un solo e unico aspetto/quesito.

Questi momenti sono stati generati anche da noi, dal piccolo ma significativo importo della nostra profonda coscienza, ma per comprenderlo appieno è necessario essere consapevoli che come noi ce ne sono miliardi, non siamo unici e soli come invece ci piace pensare, quello che noi pensiamo e sentiamo è a fattor comune nell’umanità e questo grande afflusso energetico di energia non propriamente positiva ci ha condotti fino a qui.
Oltre a quello che ci è stato sottratto c’è una paura di fondo che ci attanaglia e a pensarci bene non è propriamente quella attinente all’odierna pandemia(coronavirus/covid19) accollata ai popoli alla quale invece ci si è oramai quasi abituati. Quella sensazione di timore che fa da sottofondo alla nostra esistenza oggi l’attribuiamo a ciò che conosciamo come pericoloso e quindi all’epidemia, ma riflettendoci a lungo però scopriremo che la causa è un’altra.

La vera paura è una paura ben più grande, era già presente in noi e ogni tanto faceva capolino alla nostra coscienza, ma certe cose in automatico vengono nascoste dalla nostra mente inconscia alla consapevolezza e quindi sarà necessario trascendere se stessi, mettersi in discussione per capirsi e scoprirsi meglio avvedendosi di ciò che nel profondo ci trattiene in uno stato di vita sospesa, di sopravvivenza limitata alla mera vita fisica. Ognuno sente in sé qualcosa di più grande qualcosa che è pronto per sbocciare attraverso un’esplosione di tutto ciò che lo blocca: una paura indefinita.

La paura più grande è il timore della verità; la verità che è alla base di tutto e della nostra percezione della vita. Essa non può essere conseguita/percepita d’un botto quindi ci si deve avvicinare per gradi, a piccoli passi(verità) ed oggi il piccolo passo è costituito dalla verità attinente al periodo che stiamo vivendo.
La paura odierna è quella di scoprire delle verità che benché ancora non conosciute si sa bene che faranno più male di questa farlocca epidemia immessa nelle nostre menti come reale.

LA PAURA DI SCOPRIRE SE STESSI. - “VERITÀ” È RINASCITA
La “verità” di cui parlo è da individuare nell’adeguata percezione attraverso la quale condurre al meglio questa esperienza terrena; una capacità ben nascosta in noi, difficilissima da scovare e a livello strettamente biologico, cioè della mera vita fisica, ma è comprensibile che sia così, è infatti bio-logico che il nostro inconscio faccia soggiacere nel nostro più profondo delle importanti verità(capacità) poiché la loro acquisizione comporta cambiamenti epocali, immensi e proporzionalmente un’analoga portata di sofferenza per il mutato paradigma percettivo, dunque la nostra mente inconscia espleta bene il suo compito di farci stare lontano da cotanta sofferenza anche a costo di farci vivere un intera vita di illusione.
La verità è il miglior modo di vivere la vita
Non è scontato come potrebbe sembrare, la sofferenza a cui l’uomo è sottoposto per conseguire un radicale cambiamento ha un’intensità difficile da spiegare, un peso che è soggettivo e che si può ben definire come un fuoco interiore che brucia lentamente, un dolore che scardina le convinzioni ancestrali lasciando un vuoto che viene colmato lentamente, un cambiamento percettivo che ha chiaramente anche risvolti reali a livello fisico, emotivo e psicologico ma ciò che più si noteranno saranno le implicazioni nella vita di ogni giorno, le interazioni personali da cui si ha la conferma della propria trasmutazione, anche i propri cari faranno fatica a riconoscere il “cristo”(gesù risorto) che hanno davanti.

La paura più temuta è un procedimento pervasivo che brucia dove passa e rende irriconoscibili a sè e agli altri. Non ci sono cure, non ci sono palliativi, è una trasformazione da affrontare in solitaria che però rende consapevoli, liberi, Vivi.
Si entra così dopo un percorso periglioso in uno stato elevato di se stessi, non rinnegando il passato e puntando ad un futuro di meraviglia, non si teme più la sofferenza che si frappone tra l’uomo e la sua meta e si inizia a camminare come un nuovo “essere” capace di trasmutare il buio in luce, la sofferenza in crescita-esperienza.
In questo percorso senza mappa alcuna non ci sono maestri che mostrano la via, si cammina da soli dinanzi alle proprie paure ed avversità e per strada si incontrano altri che stanno facendo lo stesso sacrificio per elevarsi al proprio vero sé. 

Quest’epoca di insensata sofferenza farà riaffiorare ciò che in noi è sepolto da troppo tempo, paure/capacità nascoste che con il fuoco/sofferenza della trasmutazione interiore ci indicheranno la Via nella prigione percettiva che chiamiamo realtà.
Marcello Salas

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lunedì 6 aprile 2020

Segretissimi servizi… della luce. Le forze armoniche della natura

Segretissimi servizi… della luce. Le forze armoniche della natura

Già da adolescente cominci a sentire parlare di certi misteriosi servizi segreti, la tv ed il cinema introducono nel tuo immaginario queste associazioni oscure di cui sfuggono sempre i lineamenti e gli obbiettivi. Poi potrebbe capitare che appena adulto qualcuno possa farti un accenno all’esistenza vera di tali realtà e però si tratterà di informazioni che in breve cadranno nel dimenticatoio non avendo alcun appiglio a cui sopravvivere in te, ma nulla viene cancellato del proprio vissuto.
Sei una persona retta e cerchi sempre il bene comune tanto da ritrovarti sempre “danneggiato” da questo tuo approccio all’esistenza, considerato l’estremo egoismo di cui è intrisa la società; ma non puoi farne a meno senti che sei giusto così.

Ti avvedi quindi dell’illusione in cui tengono immersi i popoli e che i servizi segreti esistono veramente ma purtroppo inseguono i “cattivi” per il sistema, per l’ordine precostituito, chi si ribella all’impostura disumana tipica delle società.
I SS sono organizzatissimi e ben addestrati dovendo assicurare l’efficacia delle loro azioni al malvagio potere occulto che domina il mondo e appare quindi palese il loro falso buonismo, la loro natura di segugi infallibili di un sistema crudele che inganna persistentemente il suo gregge facendolo correre da una parte a l’altra, proprio come le pecore.
Ad un certo punto del tuo percorso cominci a sentire che c’è qualcos’altro, comprendi inequivocabilmente di far parte di una rete di esseri/azioni/energie che perseguono i medesimi fini, lo senti profondamente tanto che non hai bisogno di alcuna conferma, di nessuna chiamata reale, ne sei certo poiché il tuo agire persegue la strada del guerriero di pace, che è uno stile di vita fatto di azioni che tendono a portare in equilibrio le distruttive azioni del sistema.

Il tuo sentire diventa sempre più concreto e agisci di conseguenza come una forza armonica della natura che ti sta adoperando per un’omeostasi spirituale e/o biologica stante l’eccesso di disarmonia onnipresente.
Nel mentre percorri il tuo cammino potresti quindi percepire non una chiamata, ma un senso fortissimo di appartenenza ad un insieme di forze collettive tese verso ciò che già faceva parte del tuo cammino e questo sarà solo una conferma che ne fai parte e porterà maggiore luce sui tuoi obbiettivi.

L’appartenenza ad un progetto non evidente, non palesato, ma a te ben tangibile ti mostra come esso si autorganizza senza il bisogno di risorse, senza il bisogno di briefing, incontri o altro, ogni singola azione di un componente si concatena con quelle degli altri in quanto l’obbiettivo è il medesimo e nulla contrasta con esso, a dispetto dei grandi preparativi che i servizi segreti del male(sistema) devono invece porre in essere per poter affrontare qualsiasi situazione.
Sai che questo accade solo per ciò che è armonico con l’esistenza della nostra vita/natura e non ha bisogna di sforzo/forza, tutto viene eseguito in naturalezza e senza ordini, poiché il bene comune è innato in ognuno di noi e solo chi gli va contro dovrà sforzarsi per attuare i suoi piani.
In questa “rete” armoniosa quello che si compie ha meno rilevanza della motivazione per cui si agisce, pertanto anche piccole azioni se perseguono il giusto fine sono utili a far risuonare un progetto più grande di armonia evolutiva universale.
Svegliati e agisci per un bene superiore se vuoi entrare a far parte della forze armoniche della natura e magari un giorno sentire di far parte della rete supersegreta della Luce.
Buona luce.
Marcello Salas

venerdì 24 gennaio 2020

L'inganno divino umano

Annotazioni sull'inganno divino umano

Al di la di ogni cosiddetta ragionevole fondatezza, ciò che palesano alcuni incontrovertibili risultati ostentati, imposti, dalla rigorosa logica innovativa, è solo la spietata e desolante aridità di una laboriosa ma aberrante preordinazione.
Non è nemmeno un problema d'intelligenza, quanto invece di sensibilità o, più opportunamente si dovrebbe dire, di coscienza
L’intelligenza applicata senza coscienza dimostra di distruggere il supporto della propria manifestazione (la contaminante dimensione industriale paleserebbe appieno tale assunto, ma l’uomo minore non sembra persuadersi di ciò)

L’uomo è propriamente Uomo Maggiore, ovvero un essere risolutamente intenzionato a trasmutare l’humus in cui è desolatamente e mortalmente impastato, poiché perviene alla propria rammemorazione: a quando fu ancestralmente incubato nel ventre di un caldo fervore, sognato splendente da antichissime Madri voraci e veggenti, che furono davvero tetragone nell'allevare la loro prole di schiatta semidivina.
Una genia voluta da entità elusive e cosiddette divine e che da tempo immemore tengono l'uomo sotto un formidabile scacco astrale

Gli dei amano i travestimenti, le mimetizzazioni, i trasformismi, cambiando continuamente sembianze, maschere e nomi, volendo attingere senza posa al nostro prezioso quid animico-energetico. 

Loro, provenienti da dimensioni morenti, s'insinuarono fin dentro le più recondite aspirazioni, sovrapponendosi assai subdolamente ai nostri più alti ideali di salvezza, ricattandoci fin dentro le ragioni degli affetti più profondi.
Platone nel Crizia ci mise sull’avviso rammentando che l’uomo è il bestiame degli dei (così anch' essi allevarono noi uomini che eravamo per loro possesso e gregge…Così appunto gli dèi conducevano e dirigevano la stirpe umana: 
secondo il loro disegno, con la forza della persuasione ne tenevano l'animo quasi ne reggessero il timone.) 
Peraltro, lui sembra fosse favorevole alla nostra remissione incondizionata verso questi astutissimi vampiri eterici.

Alla malora qualsiasi credo o istituzione che sostiene una tale perversione, propriamente arcontica.
Dovremmo essere persuasi che la totalità del cosmo è una formidabile prigione percettiva
La tanto decantata armonia delle sfere, testimonierebbe null’altro se non il prodigio sincronico di stupefacenti serrature astrali concentriche, che sigillano inesorabilmente il nostro profondo esilio spirituale

Aveva ragione Eraclito nel diffidare della dottrina promulgata da Pitagora e a diffidare delle stesse cerimonie misteriche

Nè con dio nè con gli dei e i loro emissari
Non possiamo non essere contro dio e gli dei
Proprio perché matematico, il demiurgo è nemico dello spirito

L’uomo odierno, che appartiene al Ciclo maggiormente degradato e oscuro, dovrà necessariamente dare prova di una determinazione sovrana.
Evocare in sé lo splendore sopralucente e farlo contrariamente ad ogni ambizione di realizzazione meramente terrena, sebbene è questa stessa materia che ne darà il fondamento cangiante
Unicamente al singolo spetta la prova di condurre una irreprensibile disciplina trascendente
L'uomo ha testimoniato la Vir attraverso rinnovate vicissitudini e continue oscillazioni interiori, spingendo l'intuizione oltre qualsiasi abilità edificatoria, innalzandola oltre il sovvertimento dei sensi e dei pensieri, pervenendo al torcimento inaudito dei sentimenti.
L’uomo, del quale si potrebbe dire essere quasi auto divorantesi e autorigenerantesi, ha ideato la Polis che è essenziale nucleo di Poesia, alimentando con essa l’idea Civiltà, realizzando, nonostante tutte le possibili interferenze, la sua eminente inquietudine ispirativa, come emergente dagli abissi delle sue contraddizioni esistenziali e, per questo, potersi riconoscere come creatura tragica e, dunque, ideando il proprio tormento non volendo rassegnarsi a confidare nel solo "dato di fatto", il quale, di fatto, proprio per il fatto di reiterare una inesorabile sequenza di uniformi ripetitività, (ciò oggi sarebbe anche pienamente acclarato) costituisce il binario morto di ogni divenire

venerdì 17 gennaio 2020

La chiamata più alta: essere se stessi

La chiamata più alta

Un'amica che poco oltre i quarant'anni si vede asportare l'utero...
Un amico di qualche anno in più con un tumore al fegato...
Potrei continuare. L'elenco è lungo.
E in una certa misura ci sono dentro anche io.
Ognuno di noi ha un elenco come questo, e forse ci è dentro.
Sembra che la Vita ad un certo punto ci venga addosso come un tir e non ci lasci scampo. Malattie, traumi, perdite, incidenti, morti... ognuno ha il suo.

Veniamo chiamati ad un confronto con noi stessi molto crudo. Cadono tutte le storie che ci siamo raccontati, tutte le giustificazioni, i 'ma', i 'se', i 'però' con cui abbiamo fatto continui compromessi.

Tutti noi avevamo una chiamata dalla nostra Anima ad esprimere noi stessi, fino in fondo, e ci siamo riusciti solo in parte. Abbiamo fatto compromessi lungo la strada per ricevere amore e approvazione, abbiamo avuto paura di seguire questo richiamo, siamo stati presi da sensi di colpa e ci siamo puniti. Ognuno ha il suo. Sta di fatto che l'Anima ha aspettato pazientemente mandandoci continui messaggi che non abbiamo ascoltato o abbiamo interpretato in modo sbagliato, come quando una persona amata ci ha lasciato, o quando abbiamo perso un lavoro. Erano sempre la stessa chiamata, la stessa Anima che ci diceva che quella realtà non era più per noi e che era tempo di trovare la nostra unica e originale Via, ma non l'abbiamo ascoltata.
E così ora ci troviamo di fronte ad un ultima possibilità, perchè qui è in gioco la vita stessa. O seguiamo l'Anima e la sua chiamata, o la vita si ferma. E' molto crudo metterla così, ma sinceramente non è più tempo per addolcirsela.

Questa è una chiamata alla Libertà, all'essere se stessi fino in fondo. Non ha nulla che fare con l'egoismo come pensa la mente; è esprimere se stessi, vivere quella vita che siamo stati destinati ad essere fin dal nostro concepimento e forse anche prima.
Questa vita l'abbiamo persa lungo la strada perchè avevamo troppa paura di essere noi stessi; avevamo ancora troppo bisogno di amore e approvazione genitoriale; portavamo ancora pesi e carichi di altri. Sta di fatto che ci siamo messi via, giorno dopo giorno, nel silenzio più totale e zittendo continuamente quella parte di noi più vera che non voleva accettare e che ce l'ha mostrato in mille modi.

Siamo condannati? No. La possibilità c'è sempre finchè c'è vita in noi. I miracoli esistono, ma non sono gratis. Ora il prezzo è più alto perchè l'inganno che ci siamo creati copre forse tutta la nostra vita. L'immagine di noi che abbiamo via via costruito e venduto al mondo non è facile ora da smantellare. L'ego non vuole perdere le proprie sicurezze, anche se false.

Serve davvero molta onesta con se stessi. C'è una chiamata profonda dentro di noi che è ancora viva e pulsante. Siamo noi che ci siamo addormentati, che siamo diventati sordi, ed è per questo che ora la vita ci sta scuotendo nel modo più brutale.

Dico a quella mia amica: prendi in mano la tua femminilità ed esprimila fino in fondo. Segui l'Amore del tuo cuore incurante di cosa dirà il mondo.
Dico al mio amico: riprendi quei talenti che hai messo via per far comodo agli altri, ed esprimili fino all'ultimo giorno che la tua malattia ti darà.
Dico a me stesso: segui il tuo Cuore. Lascia andare quell'immagine di bravo figlio che è l'orgoglio del tuoi genitori e vivi la tua vita. Esprimi quello che hai dentro e che hai sempre sentito pulsare nei momenti di crisi e di vuoto.

Siamo tutti di fronte ad un Mistero che ci abita e che ha preso forma per riconoscere se stesso. Non c'è colpa né errore se mi ritrovo ora a fare i conti con me stesso. Ciò che conta è che sappia farli fino in fondo.

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sabato 10 agosto 2019

GLI ANTICHI DEI DENTRO DI NOI

DOVE SONO GLI ANTICHI DEI? SONO DENTRO DI NOI ...

Esiste questa ipotesi: il nostro pianeta Terra sarebbe un vivaio per le anime.
Le condizioni di permanenza nel "vivaio" sono severe: gli studenti non ricordano le loro incarnazioni né i periodi vissuti tra le incarnazioni; se mai, potrebbero ricordare qualcosa nel corso dell'insegnamento. L'esistenza nel mondo 3D limita la percezione, e l'acquisizione dei superpoteri è una delle finalità del corso.

Vivono in una realtà duale dove agiscono le forze sia amichevoli sia nocive.
Gli studenti devono imparare ad interagire in modo corretto con entrambe le forze.
Probabilmente, anche l'esistenza di un sistema parassitario che frena lo sviluppo delle anime e "rimanda" coloro che non brillano a scuola, faccia parte del processo dell'insegnamento.
Noi, in questa realtà, avremmo davanti agli occhi numerosi suggerimenti sotto forma di alcuni monumenti dell'antichità. Studiandoli e svelando i loro misteri potremmo sviluppare molte capacità.

Come scrive un autore: "Gli ultimi Custodi, prima di smaterializzare i loro corpi, disattivarono i reattori, sigillarono le piramidi, mascherarono e nascosero le testimonianze e le biblioteche. Sulla superficie terrestre rimasero dei rebus, dei grattacapi... risolvendoli l'umanità ritroverà il filo d'Arianna per la ricerca dell'armonia e dell'abbondanza. Gli dei nascosero la loro presenza anche dentro il nostro inconscio che conserva l'informazione sui molti misteriosi eroi e popoli del passato. GLI DEI VIVONO DENTRO DI NOI.."

Le civiltà del passato ci hanno lasciato i segni della loro presenza, ma per conoscere ciò che sembra inverosimile serve un'apertura mentale. Forse proprio qui si trova la chiave per passare ad altro livello. Il nostro risveglio inizia dall'abbandono del modo "ortodosso" di pensare.
Solo a questa condizione è possibile capire il semplice fatto di trovarsi dentro un Matrix - scuola.

Naturalmente, il sistema parassitario che vive nei mondi del Matrix, oppone resistenza al nostro risveglio perché necessita, per vivere, dell'energia delle anime che "studiano". Per questo è stata creata una ragnatela che distrae l'attenzione, che confonde le coscienze con i dogmi e gli stereotipi... molte anime poco sviluppate restano nella ragnatela per decine e centinaia di vite.
Ma la nostra coscienza nasconde anche le capacità di superare i miraggi del Matrix, di uscire al di fuori della cornice della percezione alterata che ci è stata imposta. 
Coloro che si sentono pronti, si risvegliano, altri possono continuare a seguire le regole del gioco. A voi la scelta.


http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

giovedì 25 luglio 2019

Predatori di energia umana, preferibilmente infantile, nella struttura occulta della cosiddetta società civile.(Bibbiano, le istituzioni e il Vaticano)

Sullo scandalo di Bibbiano e sulla struttura occulta della cosiddetta società civile
L'abuso sui minori, sembra sempre più costituire il filo rosso delle elite di potere in ambito religioso e laico. Sembrerebbe che il sistema di potere feudale (quello contemporaneo, sostanzialmente) sia strutturato proprio per coprire e gestire tali pratiche immonde.

Si abusano preferibilmente i minori perché in loro l'energia animica è più forte e diretta mentre la consapevolezza è ancora bassa, il che li rende indifesi. Le emozioni nei bimbi non sono filtrate ed appaiono quindi più potenti. Si tratta di una forma d'abuso sia fisica che mentale che ha finalità di predazione energetica in ambito eterico, per garantire una sorta di nutrimento energetico.
Sugli scandali sessuali perpetrati nei secoli dei secoli dalla chiesa di Roma, ad esempio, non passa mese che non ne escano novità, in tutto il pianeta. La chiesa di Roma è un'eterna entità predatrice che, da struttura che insiste su di un territorio fisico, si è smaterializzata per aumentare il range del suo dominio predatorio sulle masse di tutto il mondo, con particolare predilezione per quelle infantili. 
Le strutture statali e parastatali moderne, di origine massonica post rivoluzionaria, nate per soppiantare vecchie strutture di potere obsolete, sono anch'esse costituite per gestire l'abuso sugli esseri umani e per coprire tale oscena finalità agli occhi degli esseri umani stessi, affinché non se ne rendano conto e continuino a immaginare di vivere nel migliore dei mondi possibile.

Le elite di governo sono geneticamente sempre le stesse fin dal tempo dei sumeri ed anche prima, come ci ha ben informato Diego Marin. Si tratta di stregoni e pervertiti, in combutta tra di loro per tenere in piedi la struttura societaria che li nutre e li nasconde, almeno fino a che tale struttura regge. Al momento di rottura, passano placidamente a nuova configurazione societaria che in realtà rimane essenzialmente la stessa, per continuare l'opera di predazione in copertura e tranquillità.
Non dobbiamo quindi meravigliarci degli scandali di Bibbiano o del Forteto o delle migliaia di casi di abusi seriali a carico dei minori perpetrati dalla chiesa di Roma. Si tratta del carburante che alimenta la macchina. Gli scandali insabbiati del mostro di Marcinelle che riforniva i vertici europei di minori da abusare, oppure del Pizza Comet, in cui sono stati coinvolti gli Obama e i Clinton, tra i tanti, non sono altro che piccoli episodi di una lunga, lunghissima serie di abusi sui minori, purtroppo inestinguibile almeno finché esisteranno le piramidi di potere, come quelle attuali.

Strutture sostanzialmente tiranniche, di tipo feudale, in cui i vertici sono conniventi tra di loro e liberi di fare ciò che desiderano, pur di soddisfare la propria sete di energie e quella dei loro parassiti interdimensionali che li appoggiano e sostengono. Un gioco di scambio di favori che ha un solo obiettivo: l'energia umana, preferibilmente infantile. Tutto il resto (magistratura, giurisprudenza, polizie) sono solo sistemi di controllo delle masse, indirizzati verso il basso della piramide sociale.

In estrema sintesi: parassiti energetici avvolgono le nostre esistenze. Tali entità si avvalgono della collaborazione di kapò umani. In cambio della collaborazione, elargiscono premi e contentini materiali, in un banchetto condiviso.

lunedì 10 giugno 2019

5G: conseguenze biologiche inesplorate!

5G: conseguenze biologiche inesplorate?
Mentre nel nostro bel paese comincia l'estate ridanciana, con una tragica atmosfera da luna park in dismissione, ecco delinearsi all'orizzonte l'avvento del 5G. Come un tempo scaturivano le rivoluzioni spirituali per cambiare il mondo, ecco oggi le rivoluzioni tecnologiche che scandiscono le ere esteriori ed interiori del modernissimo ed attualissimo essere umano/robotico.

Il moderno uomo/robot ride quasi sempre, tranne quando sta avendo un infarto. Viaggia, o meglio trasla, a bordo di scatolette motorizzate che gli donano un'aria ridicola e un certo status da utilizzare verso i propri simili. Si muove, compra, sfrutta, consuma, sporca e poi ritorna alla base con l'angoscia aggiunta dell'ulteriore perdita di senso.

In effetti è il senso che gli manca e neppure lo cerca. Un robot obbedisce e basta. Ove cessa il libero arbitrio, cessa l'anima.
Questo è il motivo occulto dell'implementazione di nuove tecnologie: portare l'essere umano ad un ulteriore stato robotizzato, nell'ennesima manipolazione genetica occulta. Alcuni passi di un articolo del ilfattoquotidiano per riflettere:

Il documento ufficiale è nell’ultima newsletter del Comitato Scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Comunità Europea, notoriamente negazionista sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici. Ma lo spauracchio 5G è talmente grande ai piani alti di Bruxelles che, alla fine, anche loro hanno dovuto arrendersi all’evidenza. Leggete bene, con attenzione [qui il documento integrale]: il 5G “evidenzia criticità sconosciute sui problemi di salute e sicurezza. La polemica è in merito ai danni causati dalle attuali tecnologie wireless 2G, 3G e 4G. Le tecnologie 5G sono molto meno studiate per ciò che concerne i loro effetti sull’uomo o sull’ambiente”.
Infine, il colpo finale: “Come esposizione ai campi elettromagnetici possa influenzare l’uomo rimane controverso, gli studi non hanno fornito prove chiare dell’impatto su mammiferi, uccelli o insetti. La mancanza di prove chiare per informare lo sviluppo delle linee guida sull’esposizione alla tecnologia 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche non intenzionali”.
Avete capito bene? Con il 5G resta aperta la porta di effetti nocivi sull’ambiente e salute umana, supportata l’ipotesi di conseguenze biologiche inesplorate sui cittadini prossimamente irradiati. Altro che surriscaldamento termico tipo manichino riempito di gel, come ripetono, da studi desueti e di dubbia provenienza nei finanziamenti, i ricercatori privati della Commissione Internazionale per la Protezione dalle Onde Non Ionizzanti (ICNIRP) che il vicepremier Luigi Di Maio prende per oro colato nel tentativo di rabbonire cautelativi e tecnoribelli. 

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