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domenica 18 novembre 2018

La ragione bio-logica delle belle ragazze di oggi.

Ragazze belle

Perla saggia:
Gli animali si nutrono, l'uomo mangia,
e solo l'uomo intelligente sa mangiare.
Anthelme Brillant Savarin
Questo breve articolo non ha molto da dire. Lo sto scrivendo a bordo di un FrecciaBianca diretto a Milano ed è un articolo sulla bellezza delle ragazze e sulle ragioni per cui oggi è difficile trovarne di francamente brutte o comunque esteticamente sgradevoli.
Può sembrare un discorso da vecchio maiale quasi-sessantenne, ma non è così.

C'è una ragione biologica ben precisa per la quale oggi le ragazze sono così belle.
Mancano i conquistatori, i corteggiatori, gli uomini da donna, i maschi che cantano sottovoce qualcosa all'orecchio di lei, quegli uomini che "incantonano" la femmina e la "prendono" e non sono solo io a dirlo, sono le donne stesse.

Non sto ad indagare sulle ragioni del perché mancano i corteggiatori. Scie chimiche, glifosato, uova estrogeniche, pollo e carni agli ormoni, ipercompetitività, microonde telefoniche stritolacoglioni, donne iperaggressive, società cerebrale, permalosità alle avances, consenso informato alla pratica sessuale o al semplice corteggiamento? Chi lo sa?
Sta di fatto che la omosessualità maschile è un fenomeno dilagante e non sono qui a dire se sia giusto o sbagliato, non mi interessa.
Quello che mi interessa è cercare di illustrare il perché le ragazze oggi sono così belle ed è una ragione lapalissiana. "Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto".

Entra in gioco un particolare effetto studiato da molte persone al mondo, il Progetto Senso, un sentito "intraspecie" che suggerisce alle nuove femmine caratteristiche estetico-comportamentali tal per cui il divenire l'obiettivo del maschio sia più facile.
Ciò potrebbe spiegare le ragioni per cui le femmine, oggi, siano più aggressive anche dal punto di vista sessuale.
D'altra parte la biologia vuole, pretende la sua parte, e quella che conta di più in assoluto è la prosecuzione della specie in generale e della vita in assoluto.

La femmina è, biologicamente, l'individuo che ha l'ultima parola su tutta la catena opportunità sessualeconsensoapproccio sessualeaccoppiamentogestazionenascitaimprintingcrescita.
Come noto, in Natura nulla si spreca e nulla si risparmia e per ottenere il meglio occorre che il meglio venga messo in campo. Una donna bella, sana, energeticamente nel pieno delle sue dotazioni, non può perdere molto tempo ad attendere che un buon maschio offra quanto di meglio ha da dare. Se lui non si approccia, occorre far si che sia attirato e spronato a farlo.
Da qui le arti attive e passive dell'attrazione sessuale. La bellezza, l'appetitosità e i profumi naturali (feromoni) fanno parte delle arti passive, ma certo non meno efficaci di quelle attive. Queste sono l'aggressività, le richieste dirette.
Se un tempo la femmina non si sarebbe mai azzardata a chiedere esplicitamente, perché il maschio le stava addosso, oggi la figura maschile è "addormentata" e lei cerca di svegliarla a costo di essere pedante o "maschile".

Attenzione! Quanto ho scritto sembra svilire i concetti di amore e tenerezza, complicità e rispetto, condivisione e collaborazione, ma questi sono concetti mentali, spesso sopravvalutati o comunque messi troppo spesso in primo piano rispetto alla sfera animale alla quale, pur bestiale, non è possibile rinunciare.
Quando la bestia sta rischiando di morire, l'unica cosa che le rimane da fare è sovvertire il suo comportamento e le sue dotazioni standard per tentare di sopravvivere.
Come noto, nella formazione di una coppia uomo-donna è necessario che si formi prima la coppia maschio-femmina. Sono ormoni, profumi, energie che si scambiano ancor prima che tra i due scattino quelle sensazioni mentali di cui sopra. E c'è una precisa ragione per cui ciò avviene.
Ognuno di noi, maschio o femmina, è unico ed emette codici sessuali unici. Ma riceve anche tanti codici sessuali e solo per pochi di essi si hanno le password di accesso/attivazione. Quando chiave e serratura si accoppiano, scatta quello che chiamiamo infatuazione, amore, desiderio, bramosia, etc. È in quei momenti che non si capisce nulla, che si perde il controllo, che si è attratti diabolicamente dall'altro ed è giusto che sia così. La mente viene messa da parte e si entra nella beatitudine dell'incoscienza, dei sensi, del sesso più bello, appagante, ma...
...c'è un ma.
Non si può rimanere in quello stato per troppo tempo, altrimenti ci si trasforma in prede, attaccabili, vulnerabili. Deve tornare il controllo della situazione. Negli animali tutto è demandato alla rapidità dell'atto, per cui tutto si circoscrive a quel minuto o due di rapporto.
Nell'uomo torna in campo la mente sotto forma di coccole vigili, di tenerezze accorte, di amore conscio.
Che bello aver scritto tutto questo; poca roba d'accordo, ma affascinante.
Ah, visto che siamo in tema di femmine e maschi, credo di aver capito il perché una donna talvolta nasconde il seno ed altre volte lo mostra decisamente.
Le mammelle sono l'immagine stessa della femmina, ma non l'unica immagine della donna. La donna è ben di più della sola femmina e talora vuole ben scindere la femmina in se' dalla donna in se'. Quando non vuole che si confonda la femmina con la donna, copre il suo seno. E' come se dicesse "Guardami come donna, come essere pensante razionale, io non sono solo emozione, sono anche un cervello sofisticato e generoso. Rispettami come se fossi un uomo!"
Quando vuole che si capisca bene la sua natura femminile - e vuole che lo capisca chi lei ha scelto - allora mostra il seno o ne sottolinea le forme. La ragione lascia spazio all'istinto.
Opere d'arte che viaggiano in questo mondo, le ragazze.
Solo pochi occhi sanno cogliere la ragione di tanta speranzosa bellezza.

Vedi anche:

sabato 27 ottobre 2018

Cure alternative per il tumore al seno e il rifiuto delle terapie oncologiche di Umberto Veronesi!

Umberto Veronesi taglia tette ma non si fa toccare dagli oncologi!

I dubbi ed i misteri sulla morte del Prof. UMBERTO VERONESI(video)

Veronesi rifiuta le cure oncologiche?
Se è vero che il Veronesi si è ammalato di cancro e se è vero che si è rifiutato di farsi avvelenare dalla chemioterapia e demolire dalle radiazioni ionizzanti, sopravvengono, a rigore logico, dubbi e sospetti.

(1) Il massimo esperto di oncologia e prevenzione contro il tumore non è capace di prevenire il proprio, di tumore? – Nota che quando si celebra il “massimo esperto”, il “padre dell’oncologia”, il “pioniere della mammella mutilata”, si monta la panna del mito, del personaggio immaginario, dell’icona, del “benefattore” che va in televisione. Questo è già un fatto storicamente sospetto. 

Mi fido di più di un medico radiato dall’ordine, se devo farmi curare, piuttosto che di uno che va in televisione e che è celebrato dai bugiardi, falsari, calunniatori, analfabeti della propaganda televisiva e della cartaccia stampata. E comunque, le multinazionali dei veleni, che controllano i ruffiani della propaganda, pagando, hanno voluto tenere nascoste le cause della sua morte, per evidenti ragioni di opportunità finanziaria.

(2) Se pure non fosse stato necessariamente il “massimo esperto italiano”, perché se uno dà retta ai giornalisti finisce per considerare “la scema del crimine” – la Bruzzone – una criminologa, che poi non si sa neppure che razza di mestiere sia, dai e dai alla fine avrà pure capito qualcosa sul cancro, sulla sofferenza indotta e sulla pericolosità delle torture oncologiche. Sarà stato in grado, almeno lui, di LEGGERE ATTENTAMENTE il foglietto illustrativo, sul quale l’industria dei veleni ammette che i suoi veleni contro il cancro sono cancerogeni. 
E allora il Veronesi deve aver detto: “Oh, io le tette le taglio, mica me le faccio tagliare”. Ed è questo un malcostume condiviso da parecchi ruffiani in camice bianco, sempre così tranquilli, che si accostano alla sofferenza degli altri con freddezza, pensando sempre che i suoi colleghi macellai “tanto lo fanno a loro, mica a me”. 

Il medico, anche quello ignorante, ne sa sempre abbastanza sulla medicina per evitare di farsi curare da altri suoi compari in camice, e infatti c’è il detto popolare nelle corsie degli ospedali di tutto il mondo “il medico è il peggior paziente.” e ti credo, dopo quello che ha fatto e che ha visto fare!
Sia come sia, prima di far mutilare le tette di una donna, se la cosa mi riguardasse, proverei sicuramente delle alternative. Le alternative ci sono, gli sciacalli della Tv hanno ancora il monopolio della comunicazione ma non è più un monopolio assoluto. 

Per esempio proverei sicuramente questa alternativa:

Terapia naturale Cancro al seno: la terapia del Dott. Tullio Simoncini (video)

Carcinoma al seno guarito con il bicarbonato di sodio in base alla Terapia Simoncini(video)

Metodo Simoncini Tumore al seno curato e guarito con il bicarbonato di sodio(video)

Metodo Simoncini - Tumore al seno (video)

Metodo Simoncini - Tumore al seno(02) (video)

Dr. Simoncini cura il cancro via e-mail gratuitamente (video)

Carcinoma duttale infiltrante guarito con il bicarbonato di sodio con la terapia Simoncini(video)

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venerdì 14 ottobre 2016

Cancro: La rivoluzione scientifica e il cambio di paradigma

Cancro: La rivoluzione scientifica e il cambio di paradigma

Le più importanti riviste scientifiche stanno pubblicando studi e ricerche che minano alla base l’attuale paradigma: Il vecchio verrà spazzato via dal nuovo!
Ottima indagine "con citazioni di ricerche scientifiche", di Marcello Pamio. Ma tranquilli ... i "giornalai" continueranno a screditare . Per il ligio mainstream la scienza e il verbo scientifico sono tali solo se appoggiano le corporations. Ma il salto del paradigma, come anche l'autore dimostra nei fatti citati, è in arrivo.
Per citare un titolo  di un articolo satirico ( sottolino "satirico" : ho visto che non è stato subito colto cosi...)
"SCIENZIATI: LA TERRA IN PERICOLO A CAUSA DI UN CEPPO DI UMANI RESISTENTI AI DATI DI FATTO
E' possibile che diventino piu' recettivi ai fatti, una volta che si trovino in un ambiente senza cibo, acqua o ossigeno"...    
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A livello globale sta succedendo qualcosa di molto particolare: le più importanti riviste scientifiche accreditate (quelle col più alto Impact Factor, fattore d’impatto), stanno pubblicando studi e ricerche che minano alla base l’attuale paradigma.
La verità come si sa è figlia del tempo e stiamo assistendo ad un grande, strutturale e dirompente cambiamento scientifico. Il vecchio verrà spazzato via dal nuovo, che ci piaccia o no.

Gli accanimenti vergognosi che si stanno scatenando su tutti quei medici che in Scienza e Coscienza seguono le volontà dei propri assistiti e tralasciano i diktat delle industrie del farmaco vengono sistematicamente tacciati di ciarlataneria e pesantemente minacciati; gli attacchi mediatici dei media mainstream sulle persone che decidono di intraprendere altre strade aldilà della mortiferia chemio indicano esattamente questo.

Le persone stanno prendendo sempre più coscienza su vari fronti: i rischi delle vaccinazioni pediatriche, i grossissimi pericoli di chemio e radio, l’importanza di uno stile di vita sano in primis l’alimentazione, e questo sta facendo tremare il terreno sotto i piedi dell’Industria della malattia, che non guadagna se le persone rimangono sane! 

Ricordiamo sempre che il pericolo più grande per il Sistema è il risveglio delle coscienze. Gli studi qui sotto elencati rappresentano solo una piccolissima parte della mole di lavoro che è stata pubblicata ufficialmente.

CONTRIBUTO DELLA CHEMIOTERAPIA ALLA SOPRAVVIVENZA A 5 ANNI
Clinical Oncology, dicembre 2004
Nel 2004 una delle più prestigiose riviste di oncologia del mondo, Clinical Oncology pubblica a firma di Grame Morgan (professore di radiologia al Royal North Shore Hospital di Sidney), Robyn Ward (professore oncologo dell’University of New South Wales) e Michael Barton (radiologo e membro del Collaboration for Cancer Outcome Research and Evaluation del Liverpool Health Service d Sidney), un imponente studio osservazionale della durata di ben 14 anni su 227.874 pazienti (72.903 australiani e 154.971 americani) sui 22 tipi di tumori più diffusi.
Il titolo è il “Contributo della chemioterapia citotossica alla sopravvivenza a 5 anni dei tumori in adulti”.
Quando i dati erano incerti gli autori hanno deliberatamente stimato in eccesso i benefici della chemioterapia. Nonostante questo lo studio ha concluso che la chemioterapia non contribuisce più del 2% alla sopravvivenza (Australia 2,3%, Stati Uniti 2,1%).
“Molti medici continuano a pensare ottimisticamente che la chemioterapia citotossica possa aumentare significativamente la sopravvivenza dal cancro”, scrivono nell’introduzione gli autori.
“In realtà - continua il professor Grame Morgan - malgrado l’uso di nuove e costosissime combinazioni di cocktails chimici… non c’è stato alcun beneficio nell’uso di nuovi protocolli”.

La domanda che sorgere spontanea è: se la chemioterapia citotossica contribuisce nella sopravvivenza a 5 anni per un misero 2%, cos’è accaduto al rimanente 98% delle persone? Sono morti prematuramente? Sono morti per cancro o per la chemio?

SOVRADIAGNOSI DI TUMORE AL SENO NEGLI SCREENING
British Medical Journal, 9 luglio 2009
Il BJM pubblica una revisione sistematica a firma di Peter Gøtzsche il direttore del Cochrane Center di Copenhagen sullo screening mammografico.
Lo scopo era quello di stimare l’entità delle diagnosi di tumori innocui (in situ) che non provocano non solo la morte del paziente ma che non danno alcun sintomo, nei programmi di screening di massa.
La meta-analisi che ha revisionato i dati di Regno Unito, Canada, Australia, Svezia e Norvegia, ha stimato una sovradiagnosi del 52%.
Quindi la conclusione dei ricercatori è che “l'aumento di incidenza di cancro al seno è strettamente connessa con l'introduzione degli screening”.  Della serie: più screening facciamo e più tumori trovano.
Ma di quali tumori stiamo parlando? Piccoli tumori in situ che non creano nessun problema alla salute, possono rimanere nel seno per tutta la vita o addirittura venir riassorbiti, oppure si tratta di un cancro pericoloso? La diagnosi precoce non fa alcuna distinzione.
Per fortuna “1 su 3 dei tumori al seno rilevati è sovradiagnosi”, cioè non rappresenta un problema per la salute…

I TRATTAMENTI CHEMIOTERAPICI NEL CANCRO INDUCONO CHEMIO-RESISTENZA
Nature, 5 agosto 2012
La rivista con uno dei più alti Impact Factor (Fattore di impatto) al mondo pubblica uno studio dal titolo: “Treatment-induced damage to the tumor microenvironment promotes prostate cancer therapy resistance through WNT16B” .
Questo studio evidenzia che la chemioterapia usata per combattere il cancro in realtà può stimolare nelle cellule sane circostanti la secrezione di una proteina (WNT16B) che sostiene la crescita e rende 'immune' il tumore a ulteriori trattamenti.
Analizzando gli effetti di un tipo di chemioterapia su tessuti raccolti da pazienti affetti da tumore alla prostata, sono state scoperte "evidenti danni nel Dna" nelle cellule sane intorno all'area colpita dal cancro. Queste ultime producevano quantità maggiori della proteina WNT16B che favorisce la sopravvivenza delle cellule tumorali.
La scoperta che "l'aumento della WNT16B...interagisce con le vicine cellule tumorali facendole crescere, propagare e, più importante di tutto, resistere ai successivi trattamenti anti-tumorali...era del tutto inattesa", ha spiegato il co-autore della ricerca Peter Nelson del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle nello stato di Washington.
"I nostri risultati - hanno spiegato i ricercatori - indicano che il danno nelle cellule benigne può direttamente contribuire a rafforzare la crescita 'cinetica' del cancro", e questo ha trovato conferma anche nei tumori al seno e alle ovaie.
In pratica questo studio dimostra che la chemioterapia è in grado di “rafforzare la crescita del cancro”.

LA MAMMOGRAFIA NON SALVA LA VITA
British Medical Journal, 11 febbraio 2014

lunedì 4 luglio 2016

INVENTAVANO TUMORI PER OPERARE E GUADAGNARE

INVENTAVANO TUMORI PER OPERARE E GUADAGNARE
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1635263373467585&id=100009518136064

Dove può arrivare il lato oscuro dell’uomo?La cupidigia e l’ingordigia non hanno limiti nell’uomo privo di un sano sviluppo della coscienza e dedito solo al lato materialistico.

Dalla meravigliosa Ars Medica insegnata venticinque secoli fa da Ippocrate, siamo giunti a medici, scusate volevo dire laureati in medicina, che per denaro inventano operazioni. Ma non operazioni qualsiasi - già di per sé deprecabile - ma le più tremende che una donna possa pensare.

Questi criminali patentati avrebbero falsificato le diagnosi comunicando a diverse donne di avere il cancro al seno per poterle poi operare. 

E’ successo al Policlinico universitario di Messina (tra il 2011 e il 2013) e agli arresti domiciliari sono finiti tre medici: Letterio Calbo, ex direttore del Reparto di Endocrinochirurgia del Policlinico, Massimo Marullo, vicedirettore dello stesso reparto ed Enrico Calbo, specializzando in medicina ma soprattutto figlio dell’ex potente Letterio.

Se le accuse saranno confermate, questi squallidi individui avrebbero avuto il coraggio di violentare il sacro tabernacolo che rende donna una donna: il seno. Organo di primaria importanza nella nutrizione umana, ma anche apparato di senso che simboleggia e rappresenta per antonomasia la femminilità.
Sono accusati di truffa aggravata, peculato, falso materiale e falso ideologico. La magistratura però non ha tenuto in seria considerazione la gravissima violenza subita da queste donne, non solo quella fisica, ma anche e soprattutto psicologica, emotiva e spirituale.

Un medico che dice ad una donna che ha il cancro quando sa che non è vero compie un atto moralmente ripugnante e deontologicamente gravissimo. Portarla in sala operatoria rovinandole per sempre il seno e la sua femminilità, il tutto per denaro, è abominio.

Ovviamente in questo caso non c’entrano nulla i sempre più diffusi falsi positivi intrinseci ad ogni esame. 
A questo punto è bene precisare cosa sono i falsi positivi
L’esame (radiografia, ecografia, mammografia, Tac, Rm, scintigrafia, ecc.) risulta erroneamente positivo, cioè lo strumento fotografa/visualizza una massa e il medico radiologo legge/interpreta che si tratta di un tumore, ma questo non è vero, è un falso. Un ulteriore esame di approfondimento infatti confermerà il grave errore. 
La persona è sanissima, ma questo poco importa perché vivrà con angoscia e anche con la paura di morire, pensando di avere un cancro da qualche parte. Ma il cancro non c’è.

Ecco il falso positivo. Sono così diffusi da essere un vero e proprio problema sanitario (per approfondire tale argomento vedere note)
Dopo cinque mammografie, per fare solo un paio di esempi, si ha il 50% di probabilità (la stessa di lanciare in aria una moneta e scegliere testa o croce) di ricevere una diagnosi di cancro al seno, quando invece non si ha nulla. Per non parlare dello screening per il cancro al pancreas che raggiunge l’incredibile percentuale del 70% di falsi positivi: cioè 7 persone su 10 che fanno il test riceveranno una diagnosi decisamente infausta anche se al pancreas non hanno assolutamente nulla.

Nei falsi positivi c’è da una parte il limite tecnologico delle apparecchiature (risoluzione delle lenti, effetti e rifrazioni ottiche, tolleranze, ecc.) e dall’altra il limite umano del medico che deve interpretare. In questi casi però c’è la buona fede del medico. 
Nel caso di Messina i medici sono in totale malafede perché stando alle accuse sapevano benissimo che il tumore nelle donne non c’era ma si sono comportati come se ci fosse stato. Quindi non si può parlare di falsi positivi ma semmai di false coscienze!

Per ultimo, beffa nella beffa, la casistica di queste donne è finita certamente nei dati epidemiologici ufficiali facendo gonfiare le statistiche oncologiche, falsificando così i dati di sopravvivenza e mortalità del cancro, ovviamente a favore della guarigione…
Queste donne con “diagnosi di cancro al seno” sono state operate da intraprendenti medici e grazie al loro tempestivo intervento sono guarite dal male. Oggi stanno bene e in salute.
Grandiosità della medicina…anche se il tumore non lo avevano! 

Quanti casi simili avvengono ogni anno in Italia? E nel mondo intero?
A questo punto la difesa legale arriverà a dire in tribunale - con dati alla mano - che la probabilità di manifestare un tumore al seno è così alta che sicuramente a queste donne sarebbe venuto e quindi questi medici, mettendo in pratica la vera prevenzione, dovrebbero essere premiati e riconosciuti e non incarcerati. 

Ci auguriamo che la legge, anche sappiamo non essere uguale per tutti, faccia valere un minimo di giustizia. 
Se hanno fatto quello per cui sono stati incriminati devono essere radiati dall’ordine dei medici, deve venir loro impedito di professare l’Ars Medica per il resto della vita e ovviamente devono pagare i danni al fisco, al Policlinico di Messina e risarcire soprattutto quelle povere donne rovinate per tutta la vita.

Approfondimenti
Per maggiori informazioni su screening, esami, falsi positivi e falsi negativi: 
“La fabbrica dei malati” e “Cancro Spa” di Marcello Pamio

domenica 7 giugno 2015

Seno, patologie e cause.


La mammella è una ghiandola esocrina la cui funzione è di produrre, nel periodo successivo al parto, il latte, che esce sotto lo stimolo della suzione.
Essa è costituita da:
v   l’apparato duttulo-lobulare (le ghiandole) che comprende i dotti periferici e gli acini dove “si produce il latte”;
v   il sistema dei dotti galattofori, che permettono di portare il latte all’esterno;
v   un tessuto connettivo e adiposo con funzioni di sostegno.

E’ l’organo simbolo della “protezione” poiché una mamma stringe il suo bimbo al seno per proteggerlo. Le ghiandole sono strutture “vitali” poiché la loro secrezione permette al bimbo di nutrirsi e svilupparsi, mentre i dotti galattofori sono delle strutture “relazionali” che mettono in “comunicazione”, “uniscono”, le ghiandole al capezzolo.

Le ghiandole aumentano al verificarsi inaspettato di un “dramma umano”; il figlio o il partner sono improvvisamente in pericolo e la ghiandola, sollecitata, produce una secrezione più abbondante e nutriente, per fornire simbolicamente l’energia necessaria a superare il momento critico.
Per il cervello, figlio e partner, sono tutti coloro o tutto ciò che si “materna”: ad esempio il libro che sto scrivendo e che potrei considerare come << il mio bambino, la mia creatura>> o il gatto che può rappresentare il “cucciolo” di cui mi occupo amorevolmente come un figlio.

I dotti galattofori sono la sede del tumore duttale, oggi molto frequente.
Ai nostri giorni sempre giorni sempre più sono le donne che subiscono e soffrono a causa di separazioni dai figli o dai mariti. Poiché i dotti sono strutture relazionali, nel momento della sofferenza il cervello “toglie” la struttura che simboleggia la relazione come se, così facendo, non si avesse più a soffrirne. E’ quando il contatto è ritrovato, che si forma il tumore duttale, che ha lo scopo di rinforzare i dotti come se simbolicamente la donna desse così concretezza alla relazione che non vuole perdere mai più.
Mentre nelle ghiandole il tumore si manifesta nel momento del conflitto, per i dotti esso prende corpo quando lo stress è finalmente terminato.
Il seno sinistro rappresenta la protezione o il contatto che offro e quello destro la protezione o il contatto che ricevo. [1]

Considerazioni.
La natura della donna è quella di accogliere, amare, accudire, nutrire, crescere e curare (anche il “nido”), tutte queste sue funzioni ancestrali fanno parte di ogni donna, anche le più “moderne” che si occupano d’altro rispetto al loro vera natura, tuttavia l’inconscio collettivo, le funzioni degli organi e la loro simbologia che si sono configurati nei millenni, i processi biologici del corpo(definiti a torto malattie) non sono cambiati e quindi ancora oggi la donna per poter adempiere alla sua naturale “vocazione” di essere d’amore e creatore per eccellenza, “utilizza” simbolicamente sempre la stessa parte del corpo: il seno.

Si tratta di emozioni e stati d’animo, consci ed inconsci, che qualsiasi donna nella vita ha provato e che somatizza a livello del seno.

Appare chiaro quindi che il seno è costantemente sottoposto a “sollecitazioni” e modifiche endocrine e strutturali(fisiche) di varia “entità”- rilevanza, in relazione all’intensità del “vissuto”; la donna non se ne accorge nemmeno, a meno che non si tratta di forti eventi drammatici vissuti il cui epilogo sfocia in malattie del seno che danno dei marcati sintomi.
Bisogna tener presente che il vissuto è unico per ogni donna quindi non può applicarsi alcun criterio di standardizzazione o generalizzare su particolari eventi o emozioni percepite.
Possiamo vedere la patologia del seno come un segnale d’amore; l’amore di una madre, di una compagna o di una figlia che non hanno potuto dare “di più” alle persone amate.
Non è trascurabile il fatto che oggi moltissime donne scoprono di essere “ammalate” a tale organo vitale non tramite i sintomi di madre natura,  bensì tramite gli screening preventivi tanto di moda oggigiorno e che consentono di cogliere sul nascere patologie del seno che potrebbero arrecare grave pregiudizio(?) all’integrità femminile.
Quello che di norma non viene fatto, poiché non ritenuto interessante ai meri fini lucrativi, è analizzare quello che avrebbe comportato alla donna la mancata scoperta di tale “imperfezione” nel suo seno, anzi di solito si calca la mano sulle nefaste conseguenze che ciò potrebbe comportare senza esporre chiaramente che molti processi tumorali, di cui il nostro corpo è pieno, non danno alcun sintomo e si dissolvono autonomamente.

Gli screening e la relativa sovradiagnosi purtroppo non consentono di abbassare il tasso di mortalità di questo e di altri fenomeni patologici, ma aumentano solo il numero dei malati, ecco il fine di lucro, i quali a seguito del devastante impatto, soprattutto emotivo, della diagnosi e del successivo protocollo aggravano le proprie condizioni di salute invece di migliorarle e quindi, come già spiegato bene in altri articoli, si possono verificare le famigerate metastasi con tutto quello che ne consegue.

Teniamo sempre a mente che la malattia, quando si manifesta, ha un suo scopo è grazie al cielo non è quello nefasto che ci hanno sempre fatto credere, ad esempio per rimanere in tema di patologie del seno, in caso si sia vissuta una situazione personale molto difficile di “separazione” vengono interessati i dotti galattofori che sul momento per necrosi si riducono con delle ulcere che all’atto del ritrovare la calma o il “contatto” si riformeranno più forti di prima con una proliferazione cellulare(tumore), si tratta di cellule dei dotti e non hanno alcuna intenzione di uccidere la donna, questo non significa che non inducano l’essere in una condizione dolorante e disabilitante durante tale processo riparativo, qualora di forte entità. 

Analogamente se per un conflitto di “non riuscire a proteggere, curare, tenere(per sè), sostenere(sfamare) il nido familiare inteso nel senso più ampio (figli veri o ritenuti tali, partner, casa, persone di casa, padre, sorelle, fratelli ecc.), il cosiddetto conflitto del nido”,  sono interessate le ghiandole che producono latte o siero all’atto del dramma, per meglio superarlo, aumentano le dimensioni e le secrezioni, senza sintomi e al termine vengono demolite per caseificazione arrecando sintomi molto forti ed invalidanti qualora di forte entità.

Conoscendo le funzioni del seno e le sue reazioni biologiche al nostro vissuto, strettamente personale, dovrebbe essere più facile e naturale affrontare la vita di tutti i giorni e la malattia qualora dovesse giungere?

Perché nessun “canale” ufficiale ci dice come stanno veramente le cose?
Perché ci fanno vivere nell’ignoranza della malattia e nel terrore che essa arrivi?
Ognuno si faccia le proprie domande e cerchi le risposte che gli consentano di proseguire un’esistenza che sia degna di essere definita tale.
Marcello Salas

Approfondimenti necessari:
Articoli relativi al tumore al seno [QUI] [QUI];
Articoli relativi allo screening, sovradiagnosi e prevenzione[QUI] [QUI].
Articoli che spiegano cosa sono veramente le metastasi[QUI] 
[1]Info tratte dal libro “Come portare alla luce la realtà nascosta della malattia – La medicina del futuro” di Giorgio Mambretti

venerdì 5 giugno 2015

LE MISERIE DEL MAMMOGRAFISMO E DELLE CURE ANTITUMORALI AL SENO

LETTERA
PETIZIONE SUL ROUND-UP E SEGNALAZIONE IMPORTANTE PER IL TUMORE AL SENO
Grazie Valdo, sapevo che potevo contare su di lei per la petizione riguardante il Round-up della Monsanto. La ringrazio per il suo immenso impegno nel divulgare la scienza della salute. La seguo da luglio scorso e mi ha cambiato la vita. E faccio di tutto per divulgare i suoi insegnamenti. Ho seguito la sua conferenza di Cinisello Balsamo e spero di venire presto ad una nuova. Approfitto per segnalarle anche questo articolo sulla prevenzione del tumore al seno.
Walter Ricciardi
*****

DOCUMENTO DA COMEDONCHISCIOTTE.ORG (rielaborazione e sottotitoli di VV)

IL LATO OSCURO DEL MESE DELLA PREVENZIONE PER IL TUMORE AL SENO
Lo Zeneca Group plc, una sussidiaria farmaceutica della Imperial Chemical Industries, produttrice dei vendutissimi farmaci per il cancro al seno Arimidex e Tamoxifen, nel 1985 ha istituito il Mese Nazionale della Prevenzione del cancro al seno (MNP), con lo scopo di promuovere un'ampia adozione della mammografia a raggi X, oltre alla vendita dei propri prodotti. Mentre l’aumento degli esami di routine ha dato come risultato la forte crescita delle diagnosi di tumore al seno, il tasso di cancro invasivo al seno è attualmente aumentato in alcune frange della popolazione.

GLI ENORMI DANNI DELLE MAMMOGRAFIE DOVREBBERO FAR RIFLETTERE IL PUBBLICO FEMMINILE
Un recente studio ed editoriale pubblicato nel New England Journal of Medicine riporta che la mammografia ai raggi X può "salvare" solo una persona su 2.500 tra quelle analizzate. Di queste 2.500, almeno 1.000 avranno avuto un falso allarme, 500 si sottoporranno a una biopsia non necessaria e, 5 o più, verranno minacciate da risultati anomali che non diventeranno mai fatali, ossia le loro vite verranno accorciate per gli effetti negativi dovuti a medicazioni, interventi chirurgici o stress.

I TEST SERVONO SOLO A INCREMENTARE LE DIAGNOSI E I SUCCESSIVI INTERVENTI, RISULTANDO PURE SPICCATAMENTE CANCEROGENI
Dati questi risultati, la mammografia a raggi X è molto efficace per incrementare il numero delle diagnosi di tumore al seno e non tanto per la prevenzione della malignità e della mortalità di questa patologia. Al contrario, una quantità sempre maggiore di dati clinici indica che i raggi X a bassa energia utilizzati in questi esami sono fino al 500% più cancerogeni di quanto si pensasse in precedenza.

DIETRO LA ASTRAZENECA STA LA FAMIGERATA INDUSTRIAL CHEMICAL (ICI) E IL CANCEROGENO FARMACO TAMOXIFEN
Il successo di un modello di prevenzione molto diffuso tra la popolazione, ma che non previene nulla, si spiega guardando in profondità chi sta dietro AstraZeneca, lo sponsor fondatore del MNP. AstraZeneca era, infatti, un sottoprodotto di una delle più grandi e cancerogene aziende chimiche, la Imperial Chemical Industries (ICI). Prima di essere acquistata da AkzoNobel nel 2008, ICI incassava milioni di sterline all'anno dalla vendita di sostanze cancerogene per il seno, come il clorato di vinile. Nel 1993 ICI scisse la propria divisione bioscientifico-farmaceutica per formare Zeneca Group plc, che successivamente si fuse con Astra BP per dare vita nel 1999 ad AstraZeneca (AZ). Il farmaco più venduto di AZ contro il cancro, il Tamoxifen, è attualmente classificato come cancerogeno dall'OMS.

COLLUSIONE EVIDENTE TRA GLI SPONSOR DEL MESE PREVENTIVO SUL CANCRO AL SENO E LA ICI
Altre organizzazioni ed esperti hanno posto l'attenzione su questo lampante conflitto d'interessi. Un patto multimilionario decennale, stabilito tra gli sponsor del National Breast Cancer Awareness Month e la ICI, ha prodotto una disinformazione sconsiderata sul tumore al seno, sostiene il dr Samuel Epstein, autorità di spicco internazionale. per quanto riguarda gli effetti cancerogeni della contaminazione ambientale.

OCULATO SCIACCALAGGIO PIÙ CHE PREVENZIONE
Purtroppo, il National Breast Cancer Awareness Month non è diventato un momento di maggiore attenzione alle cause prevenibili del cancro al seno. Ha invece nutrito la fame insaziabile di denaro delle industrie farmaceutiche, che cercano fondi per sviluppare nuove cure e promuovere i loro aberranti concetti preventivi basati su diagnosi precoce mediante mammografia ai raggi X.

I FARMACI NON HANNO MAI GUARITO LE PIÙ SEMPLICI MALATTIE, E TANTO MENO QUELLE TUMORALI
In effetti, ogni cura farmaceutica è tanto improbabile quanto contraddittoria. I farmaci non curano le malattie più di quanto i proiettili curino la guerra. Il fatto che dei grafici prodotti da Big Pharma mostrino la contrazione delle patologie grazie alle cure non significa niente. Un esercito di medicinali esotici dalla strana provenienza e dal potere ignoto, non scalfiscono di certo l'unica verità inamovibile ed eterna, ossia la  capacità del corpo di curare se stesso.

CHI SI SALVA DAL TUMORE LO FA SEMPRE E SOLO MEDIANTE AUTOGUARIGIONE E REMISSIONE SPONTANEA
Se non fosse per le capacità miracolose di auto-curarsi, e per il processo incessante di auto-riparazione che avviene in ogni momento in ogni cellula, i nostri corpi perirebbero in pochi minuti. Il mistero non sta tanto nel perché il nostro corpo soccomba al cancro, ma piuttosto nel come i nostri corpi resistano al cancro per cosí tanto tempo. La cause principali del cancro al seno: deficienze nutrizionali, esposizione a contaminazione ambientale, infiammazioni, dominanza di estrogeni e la conseguente rottura della sorveglianza immunologica.

CURCUMA, CAVOLO E ZUPPA DI MISO VALGONO PIÙ DI TUTTI I FARMACI MESSI ASSIEME
Miliardi di dollari vengono raccolti e incanalati della ricerca famaceutica, quando la più piccola pianta di curcuma, il più umile cavolo e la più modesta tazza di zuppa di miso possono offire molto di più nella prevenzione e nel trattamento del cancro al seno rispetto ai farmaci tossimolecolari che offre il mercato.

LO SCALTRA E FUORVIANTE IDEOLOGIA DEL TEST MAMMOGRAFICO
L'ideologia patologica inerente alla medicina allopatica non è mai così evidente tanto quando proviene dall'enfasi dell'industria del cancro al seno, nel far coincidere prevenzione con diagnosi precoce attraverso mammografie a raggi X. Una maniera scaltra per dire che tutto quello che possiamo fare per prevenire il cancro è individuare la sua presenza in anticipo.

SI FA A GARA NEL BOMBARDARE LE VITTIME CON LE SOSTANZE PIÙ VELENOSE
Il Trattamento, quando non strettamente chirurgico, include l'uso di sostanze molto potenti e alte dosi di radiazioni ionizzate che avvelenano le cellule cancerogene. L'ovvio problema di questo approccio è che l'applicazione di entrambe le forme di energia non è selettiva per cui, a lungo andare, molte donne muoiono prima a causa degli effetti secondari della terapia tossimolecolare che del cancro stesso. Se l’esposizione agli effetti genotossici, dannosi per il sistema immunitario, delle sostanze chimiche e delle radiazioni è causa del cancro al seno, allora perché bombardare il corpo con sostanze e radiazioni, considerate come cura, ancora più velenose? La risposta a questa questione ha molto più a che fare con l'ignoranza che con il desiderio intenzionale di fare del male. Ma i risultati sono gli stessi, ovvero dolore, sofferenza e morte non necessari.

ESISTONO METODI ALTERNATIVI EFFICACISSIMI ALLE BRUTTURE DELLE ASPORTAZIONI E A QUELLE DELLA CHEMIO-RADIOTERAPIA
Confrontata con una situazione dove le nozioni medievali di prevenzione e cura del cancro al seno sono la norma, non ci si meraviglia se oltre il 40% delle donne crede che prima o poi contrarrà un tumore, tre volte in più del loro rischio reale. Ma qualcuna di loro è stata forse mai informata del fatto che, al momento, si può prevenire e contrastare la malattia in modo diverso dalla degenere diagnosi precoce?

GLI ANTIOSSIDANTI DI FRUTTA E VERDURA OFFRONO ENORMI BENEFICI
Offuscando le reali misure di prevenzione accessibili alla donna per combattere il cancro al seno e tutti i linfomi in generale, fonti autoritarie come la Susan G. Komen Foundation hanno pubblicato irresponsabilmente dichiarazioni come questa: "Non è chiaro quale sia l'esatta relazione tra il nutrirsi di frutta e vegetali e il rischio di cancro al seno". Un altro atroce esempio della cospirazione contro l’identificazione delle ovvie cause e cure per malattie come il cancro è il sito della National Breast Cancer Foundation. Si arriva dunque a mettere in discussione il ruolo evidente del sistema vegan-crudismo nella lotta ai tumori, quando esistono studi pluriennali approfonditi che dimostrano il contrario, attestando gli enormi benefici che si traggono dai fitonutrienti e dagli ossidanti presenti in frutta e verdura cruda.

LA FARMACOPEA CONVENZIONALE PUÒ SOLTANTO VERGOGNARSI DI SE STESSA
Fortunatamente ci sono migliaia di studi scientifici che parlano del valore terapeutico degli alimenti, delle erbe e delle spezie per la cura del seno, molti dei quali possono essere trovati nel database biomedico Medline di proprietà del governo. Decenni di ricerca hanno confermato la verità della frase di Ippocrate "Lasciate che il cibo sia la medicina" e non sono necessarie ricette per comprare e consumare cibo biologico, possiamo ancora scegliere tra una vasta cornucopia di sostanze naturali, la cui sicurezza ed efficacia fanno vergognare la farmacopea convenzionale.
comedonchisciotte.org
http://crepanelmuro.blogspot.it/2011/11/il-lato-oscuro-del-mese-della.html
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COMMENTO

UN CASO SBALORDITIVO TRATTO DALLA RIVISTA STARBENE DI MAGGIO 2015
Una lettrice 48enne di nome Franca scrive che "Più di un anno fa mi sono accorta di un nodulo al seno. Dopo l'ecografia il enologo mi dice di stare tranquilla e di non fare altre indagini. Peccato che, 8 mesi dopo, con la mammografia, è risultato che quel nodulo trauma neoplasia, per cui mi hanno operata d'urgenza. Se avessi fatto l'intervento prima, la malattia poteva essere curata meglio. Posso rivalermi?"

RISPOSTA DI PAOLA TUILLER, AVVOCATO DEL FORO DI ROMA
Certo che puoi rivalerti, risponde la Tuiller. È vero che la prima ecografia non rivelava problemi, ma per esserne certi era necessario programmare subito una mammografia. Purtroppo l'hai fatta solo 8 mesi dopo, un ritardo che hai pagato sulla tua pelle, visto che la malattia si è aggravata e, presumibilmente, hai avuto bisogno di cure più invasive come chemio e radio. In altre parole il tuo medico ha sbagliato a fermarsi al primo risultato apparentemente falso-negativo, modificando così il corso della tua storia clinica.

LA CORTE DI CASSAZIONE CHE DIVENTA PARADOSSALMENTE ESPERTA DI TUMORI AL SENO E GIUDICE IMPARZIALE
L'appoggio giuridico lo trovi in una sentenza della Corte di Cassazione Penale (N. 36603/2011) che sottolinea come una diagnosi accurata e tempestiva è necessaria per fermare il tumore al seno. La condotta del tuo enologo può pertanto essere considerata negligente ed imprudente, per cui puoi intraprendere, con l'aiuto di un legale, un'azione risarcitorie nei suoi confronti, presentando esami ecografia, mammografia e cartella clinica della tua degenza, quantificando il danno biologico da te subito.

COLLUSIONI INTOLLERABILI E TEATRO DEI BURATTINI
Quanto sopra dimostra il livello di collusione tra multinazionali del farmaco e della mammografia e gli stati. Nel caso specifico, ne va di mezzo la credibilità, la dignità giudiziaria e l'onore della Repubblica Italiana e del suo massimo ente giuridico che è la Cassazione. Poi qualcuno oserà sorprendersi quando la gente va sulle strade a spaccare vetrine e a bruciare cassonetti ed auto, nonché a scatenarsi contro i poveri e malcapitati poliziotti antisommossa. Più che si istituzioni serie e credibili siamo di fronte al teatro dei burattini, questa è la realtà dei fatti.

TUTTI MAMMOGRAFISTI A LIVELLO ARROGANTE E FANATICO
Si comprende così la rete malefica con la quale le potenti lobbies del farmaco avviluppano tutto e tutti, nonché la pesante diseducazione pompata in tutte le forme e le direzioni non solo dall'Ordine Medico, ma anche dai media, dagli avvocati, dagli ammalati stessi, tutti ipnotizzati sulla ineluttabilità e sulla infallibilità della mammografia e della diagnosi precoce. Tutti scienziati arroganti e divini e non invece mediocri e miseri sostenitori di teorie demenziali tese a complicare, ad aggravare e a rendere impossibile ogni progresso ed ogni avanzamento a favore della salute della donna.

ROVINOSA DISFATTA DELLA MEDICINA E DELLE ISTITUZIONI DECOTTE
Nessuno ormai in grado di mettere in discussione i falsi dogmi della medicina convenzionale, diventati per satanico paradosso legge dello stato, con tanto di codificazioni e di sentenze. Entità malefiche tipo Pfizer, Glaxo e AstraZeneca sugli scudi a menare le danze, e ricerca scientifica seria sempre più sotto i tacchi. Fallimento totale non solo della medicina, marcia patocca in ogni suo aspetto, ma anche di stati, governi e parlamenti, per stupidità e incapacità manifesta di svolgere in modo decoroso e trasparente i propri ruoli istituzionali.
Valdo Vaccaro

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