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lunedì 4 gennaio 2021

Pensieri sfusi… cibo, alimentazione ed energie

Pensieri sfusi… cibo, alimentazione ed energie

L’allegria, la compagnia, l’amore amplificano il sapore.

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Nel cibo ciò che conta veramente non sono le calorie, né i carboidrati, o le vitamine, i grassi, le proteine, le fibre ciò che è più rilevante e che interagisce maggiormente con l’individuo è l’energia vitale, ma “nessuno” ne tiene conto.

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Le energie del cibo sono la componente essenziale di esso e di noi stessi ecco perché interagiscono attivamente con l’individuo, sono endogene ma anche esogene(immesse dall’uomo nella loro preparazione) e le percepiamo principalmente attraverso il gusto, la consistenza e il senso del calore.

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La cosa più importante del mangiare è il gusto è questo che consente l’assimilazione delle energie che lo costituiscono, per amplificare il gusto è necessario essere presenti; il qui e ora è essenziale nell’alimentazione.

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La velocità di degustazione dei cibi è direttamente proporzionale alla nostra necessità di compensare una mancanza, divenirne consapevoli comporta un approccio più pacato(meno istintivo) ad esso e riduce automaticamente le “mancanze” (per lo più inconsce).

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Il cibo è energia vitale correlata alle energie umane del primo chakra(della vita), oggi considerata la sua abbondanza e la pressante percezione di assenza delle energie del 2° chakra(sesso) l’alimentazione è divenuta una compensazione energetica-emotiva di tale carenza energetica e vitale.

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Più importante di cosa mangi è come mangi, mangiare in maniera consapevole attraverso la presenza nel momento(qui e ora) amplifica esponenzialmente i benefici del cibo e l’evoluzione personale.

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Per fare del cibo buono è necessario infondergli* l’energia delle nostre intenzioni consapevoli che danno maggiore qualità “sottili” ai prodotti.               *(durante la preparazione)

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Mangiare bene fa bene, ma la salute è soprattutto(essenzialmente) una questione "mentale"(stato di coscienza).

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Qualsiasi cibo può darci tutte le energie di cui abbiamo bisogno purché sia stato instaurato un solido legame percettivo-emozionale con esso.

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Se non riesci a farlo nella quotidianità almeno quando mangi cogli il qui e ora; il presente è l’unico tempo esistente e la sua percezione appianerà molte disarmonie.

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L’energia del buon cibo e l’alimentazione consapevole ti aiuterà a smontare le sovrastrutture mentali e a farti deporre le corazze caratteriali ecco perché Il cibo e l’alimentazione hanno sempre avuto una grande importanza nell’evoluzione del sé.

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Il come ed il perché* fanno ingrassare di più del cosa e del quanto mangiamo, ecco perché con molti le diete non funzionano.         Ingrassare è strettamente correlato con l’assunzione di cibo ma non ne è la conseguenza, bensì spesso ne è la causa.        *(inconscio profondo)

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Il non sentirsi guardati, considerati, amati,  a volte ci fa ingrassare più di qualunque altra cosa(non il cibo)… anche per queste condizioni è sempre “dentro” che devi “guardare” (fonte).

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Mangiare piano e con presenza migliore il gusto di tutti i cibi.

Marcello Salas

PS: Queste sono frasi le ho "buttate giù" per un amico che ha il ristorante, ma che credo non abbia ben compreso… chi sono.

FONTE: MENTE OLISTICA BLOG


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venerdì 11 settembre 2020

Risveglio, Trasmutazione e Coscienza Cristica

Risveglio, Trasmutazione e Coscienza Cristica

di Carlo Dorofatti

La Coscienza Cristica rappresenta quel processo di risveglio totale, completo, che passa attraverso un percorso di dominio della nostra natura inferiore, in funzione di un risveglio di coscienza alla divinità potenziale che siamo. È la “seconda nascita”.

Noi, è vero che siamo Dio o, se preferite, un’emanazione di Dio, ma non lo siamo finché non ci risvegliamo a questa consapevolezza; finché non riscopriamo di esserlo attraverso la nostra coscienza umana. Non si può, come fa una certa new age, giungere a conclusioni troppo affrettate. Sì, è vero che siamo Dio, che abbiamo una scintilla divina, espressione di un essere cosmico assoluto… certo, tuttavia, noi qui siamo calati all’interno di un’esperienza umana, attraverso la quale riscoprire la nostra divinità. È vero che lo siamo, ma non lo siamo finché non riscopriamo di esserlo… è un paradosso ovviamente, però noi dobbiamo diventare quello che siamo.

La Coscienza Cristica è questo, il risveglio di questa profonda consapevolezza; Cristo vuol dire “unto”, unto attraverso il sacrificio; ma, sacrificio significa “rendere sacro”, nulla a che fare con la sofferenza e con la pena. Ci ammaliamo, soffriamo, peniamo se non capiamo. Se non ci rinnoviamo. Se non siamo capaci di sacrificare le nostre illusioni per la Realtà. Ma, se capiamo, allora il nostro processo di risveglio può essere felice, è un rendere sacro.
Nel momento in cui c’è un intoppo, è perché stiamo sbagliando qualcosa: ci identifichiamo con qualcosa di falso, proiettiamo qualcosa di falso, siamo attaccati a qualcosa che non è reale e allora ecco lo squilibrio… e siamo subito messi alla prova con la malattia, la sofferenza, ecc. La “guerra” contro i nostri aggregati psichici, le nostre paure, i nostri limiti, ciò che noi non siamo, può anche essere faticosa, sofferente, difficile, penosa, ma è anche giusto che sia così poiché è una conquista reale, in cui non c’è niente da dare per scontato.

Il risveglio della Coscienza Cristica, il ritorno di Cristo sulla Terra, coincide perfettamente con le profezie Maya: noi siamo alle porte di una Nuova Era dove, secondo molte profezie, l’essere umano ha la possibilità di accedere a determinate possibilità di Coscienza. Ma deve sempre saperle cogliere e riconoscere: c’è sempre il libero arbitrio di mezzo, nulla è automatico.

In altre tradizioni veniva prefigurato come il ritorno di Cristo sulla Terra, ma il ritorno di Cristo sulla Terra è proprio il risveglio della Coscienza Cristica dentro ognuno di noi: questo è il ritorno di Cristo sulla terra. Noi dobbiamo crocifiggere la nostra falsa identità. È quella che soffre, ma che attraverso la sua sofferenza rende possibile il sacrificio e ci rende sacri e rende sacra la nostra realtà, ci fa andare oltre l’illusione. Quel superamento sacralizza e riconduce la nostra esperienza umana al Dio che siamo.
Per analogia, in base a dove è posizionato il nostro baricentro, momento per momento, attiriamo aspetti più vicini alla natura spirituale, oppure aspetti più vicini ad altri aspetti, che non sono di per sé giudicabili perché fanno parte della nostra realtà. E tuttavia, domandiamoci, noi da quale parte ci posizioniamo rispetto alla realtà? 
Qual è la realtà alla quale possiamo davvero accedere per esprimere la nostra coscienza? 
Dov’è il baricentro della nostra identità? Su quale piano? 
Siamo davvero noi, viviamo davvero, o siamo solo il riflesso su uno specchio fatto di illusioni?
Dove sono io? Qual è la mia aspirazione? 
Allora ecco che mi regolo, in base alla verità che fino in quel momento ho conseguito e all’onestà che sono in grado di applicare a me stesso nel rispondermi alla domanda: “Dove sono io? Dove voglio orientarmi?” Tutto dipende da dove Tu ti collochi… e man mano farai delle scelte, collocherai il tuo baricentro, idealmente… se ti poni il problema di dare credito a quella sensazione profonda dentro di te che ti fa pensare di non essere solo “questo”, allora piano piano comincerai a dare spazio ad altre aspirazioni e ad altre parti di te e quindi, proietterai possibilità nuove sul tuo piano di esistenza.
E’ necessario imparare a muoversi partendo dalle cose semplici, dalla propria posizione reale, dai propri limiti. È molto meglio fare le cose gradualmente, anche attraverso dei compromessi consapevoli, piuttosto che adottare regole di vita insostenibili. L’importante è cominciare. Adesso.

Questa ricerca spirituale, tutto questo impegno, questo scoprire e sperimentarsi esigerà continuità, costanza nella ricerca, una certa serietà: un po’ come foste dei piccoli scienziati che comunque sperimentano con mente aperta, con cuore puro, quindi con le giuste motivazioni, con la giusta costanza, con il giusto investimento di tempo, di energia, di buona volontà e allora ecco che con il tempo otterrete determinati risultati, se ci starete dietro.

Se saltellate da una tecnica all’altra, da una moda all’altra, da una curiosità all’altra, potrete divertirvi, però difficilmente riuscirete a inanellare tutte queste esperienze attraverso un filo conduttore che vi porti da qualche parte. Questi aspetti hanno bisogno di un investimento, di un’energia, di tempo, di attenzione, quindi è tutto molto impegnativo, sebbene da viversi con gioia e senso della scoperta, ovvero con entusiasmo, leggerezza, ma con la dovuta profondità d’animo.
Grazie a questo revival spiritualista, che viene chiamato new-age (mi riferisco alla moderna new-age perché la new-age degli anni ’70 è ben diversa dal fenomeno new-age che stiamo vivendo oggi), molte cose sono accessibili, ma occorre discernimento. È tutto molto interessante, in quanto fornisce tanti stimoli, fornisce tantissimi spunti di riflessione, però a volte rischia di indurre ad un atteggiamento un po’ superficiale.

Infatti, quando si tratta di investire tempo, energia, buona volontà e mettercisi di impegno, ecco che siamo un pochino pigri, perché veniamo educati al tutto e subito, ad un atteggiamento consumistico, molto mentale. Questi aspetti, che hanno a che fare con un investimento di sé molto concreto, non sono “prodotti”: non siamo al supermercato della spiritualità.
E’ inutile che parliamo di tante belle cose spirituali, di facoltà interiori, di indagini multidimensionali della realtà, quando ancora siamo bestie tra bestie, in un recinto di fango. Prima dobbiamo lavorare per renderci un po’ conto di che cosa siamo: lasciar elevare un po’ di più la nostra animalità, la nostra umanità: noi siamo esseri divini, qui per imparare a diventare finalmente “umani”. Non il contrario!
Non siamo esseri umani che devono diventare divini: noi siamo dèi qui per esplorare un’esperienza umana e ricondurla ad un’altezza spirituale, nobile, elevata. Il nostro obbiettivo è diventare umani: noi siamo molto lontani da questo obbiettivo. Raggiunto quell’obiettivo, potremo richiudere il cerchio, ovvero reintegrarci in quell’unità divina dalla quale sorgiamo, quella fonte dalla quale nasciamo tutti quanti.
E’ l’esperienza umana da conquistare: però noi, in questo particolare periodo storico, in questa dimensione, viviamo un’esperienza molto “bestiale”, molto legata a necessità e percezioni, direi identificazioni, piuttosto devianti rispetto alla nostra reale natura. Va bene! È andata così, non è un problema, ci sono dei corsi storici: noi viviamo alla fine di un’epoca e questa civiltà, questa manifestazione di realtà, sta giungendo alla sua apocalisse, al suo collasso… ben venga, non c’è niente da cambiare, non c’è niente da salvare, va bene, va benissimo così. È quello che abbiamo proiettato, è quello che abbiamo saputo manifestare, però, giunto a questo capolinea, è possibile pensare ad un rinnovamento di sé e dell’umanità, del mondo, dell’universo…

Non c’è da temere alcunché, perché la morte non esiste. Lasciamo pure che questa epoca, nella sua decadenza, collassi e salviamo quei semi di rinnovamento che possiamo intuire dentro di noi. E da quei semi ripartiamo verso una nuova epoca, una nuova era, una nuova possibilità umana, una nuova manifestazione, rinnovando però completamente il paradigma e tutti gli assunti, altrimenti rischiamo di metter “il vino nuovo negli otri vecchi”.
Bisogna veramente ritrovare, o creare, dentro di sé dei riferimenti nuovi, rinnovarsi radicalmente: non c’è niente da rivoluzionare. Non c’è da distruggere per ricostruire con gli stessi mattoni. Non si tratta di imboccare ora un ciclo evolutivo che ancora una volta si trasformerà in involutivo, sempre sulla stessa ruota del criceto. Questa realtà è così: va bene così. Va bene così, perché tutto questo è funzionale ad un fenomeno evolutivo.
Ma c’è un rinnovamento potenziale ben più radicale che possiamo cavalcare: possiamo scendere dalla ruota del criceto, non per salire su altre ruote, ma per scrollarci di dosso una melassa che non corrisponde a niente che si possa chiamare davvero VITA. Si tratta di uscire dalla “grotta di Platone”, di sconnettersi dalla Matrix, da tutte le Matrix.
Non confondiamo una possibile epoca nuova di evoluzione con quella che invece è ora una possibilità di rivoluzione davvero autentica, una rivoluzione della coscienza, del concetto stesso di esistenza, come nuova specie umana e spirituale rinata, o forse finalmente nata, fuori da questo guscio d’uovo così angusto e ormai asfittico.

Il tempo del rinnovamento è ormai giunto, evidentemente, necessariamente. Entriamo dentro noi stessi, poniamoci le domande fondamentali, poniamoci domande nuove, meditiamo, indaghiamo le nostre potenzialità reali, quelle della nostra anima, non crediamo più a niente se non alla nostra intuizione profonda, non stiamo più a nessun gioco, a nessun compromesso con l’illusione. Senza paura. Senza suggestioni, aspettative, finzioni, drammi. Svegliamoci, finalmente.
Articolo di Carlo Dorofatti
Pubblicazione sotto licenza Creative Commons - www.creativecommons.it

sabato 20 giugno 2020

SERVONO DONNE E UOMINI AUTENTICI

SERVONO DONNE E UOMINI AUTENTICI, DOTATI DI ATTRIBUTI
By Valdo Vaccaro 8 Giugno 2020
NON SI SCAPPA DALLA REALTÀ, CI SONO I VERI UOMINI E CI SONO LE SCAMORZE
Esistono i veri uomini ed esistono le scamorze. Esistono i veri uomini ed esistono i caporali, i lecchini, i ciarlatani, i quaqquaraquà come li chiamava il principe De Curtis chiamato Totò. Dire questo non significa essere razzisti o manicheisti, non significa voler creare nuove categorie e nuove etichette, non significa voler dividere il mondo tra buoni e cattivi, tra bene e male, ma è semplicemente il riconoscimento di una realtà di fatto. Esiste in tutti noi la compresenza del buono e del cattivo. Esiste in tutti noi la possibilità di evoluzione nella direzione giusta o in quella sbagliata.

NON È PER NIENTE UNA QUESTIONE EREDITARIA O GENETICA
C’entra forse il fattore ereditario o il fattore genetico? I geni caratteriali regalati da mamma e papà? Certamente che l’avere un percorso netto, sia nella vicina fase ante-nascita che nella millenaria fase spirituale karmica delle vite precedenti, può valere molto, può essere a volte determinante. Ma di fatto non è raro che i figli dei grandi geni deludano e non siano all’altezza dei loro illustri antenati, per cui questa ipotesi non trova conferma nella realtà dei fatti.

L’EPIGENETICA HA FATTO GIUSTIZIA DI QUESTI VECCHI PREGIUDIZI
In ogni caso, come esiste l’epigenetica sul piano strettamente fisico e materiale, esiste pure l’epigenetica sul piano emozionale e spirituale, nel senso che uno nasce in un certo modo con certe dotazioni di partenza, ma poi ha la concreta e dimostrata possibilità di modificare se stesso, di modificare il suo Dna, i suoi geni e il suo genoma, migliorandosi ed evolvendo in senso positivo, o anche peggiorando e degenerando. Non a caso Madre Natura o la Divina Creazione ci ha forniti di libero arbitrio. Non possiamo cercare scuse o alibi.

LA VITA È UNA PIATTAFORMA SULLA QUALE POSSIAMO FISSARE E PLASMARE LIBERAMENTE I NOSTRI VALORI
Come si può arrivare a questo obiettivo? Attraverso i suoi pensieri, le sue azioni e le sue opere. Tutti pertanto hanno una strada aperta davanti a sé e tutti hanno la possibilità di tracciare in modo più o meno nobile, più o meno eroico, più o meno sublime, ed anche più o meno vile e banale purtroppo, il proprio percorso esistenziale.

DIOGENE E ALESSANDRO MAGNO INSEGNANO
Ecco allora l’importanza basilare di essere veri uomini, uomini e donne con gli attributi. Se ne trovano per fortuna dovunque, tutti i giorni, dovunque e tra tutte le categorie. Ovvio che la vera eccellenza è una qualità rara. Se ne era accorto anche il grande Diogene, quello che girava di giorno con la lampada accesa alla disperata ricerca di un vero uomo perché, persino a quei tempi, l’eccellenza latitava e la mediocrità predominava secondo i suoi rigorosi e straordinari criteri selettivi. Quel Diogene che al suo grande imperatore Alessandro Magno, venuto a fargli visita a cavallo e con la scorta, incuriosito e desideroso di offrirgli una residenza più consona e degna della sua botte rovesciata, giunse a dire “Imperatore scansati che mi stai oscurando la luce del Sole”.
Detto da un qualsiasi altro suddito dell’impero ciò sarebbe bastato per avere la testa mozzata all’istante. Ma Alessandro Magno che era un grande davvero pure lui, si rese conto di quale pasta fosse fatto questo suo impertinente cittadino, ribelle e coraggioso, unico e ingovernabile, al punto di esserne fiero. C’è da immaginare che gli abbia persino passato la mano sulla folta barba e che gli abbia lasciato una sostanziale regalia in monete d’oro, prima di tornarsene a corte.

NON CI SONO SCUOLE E NON CI SONO DIPLOMI
Tornando ai nostri tempi, non c’è purtroppo una scuola per veri uomini, e non c’è un diploma, un attestato o una laurea in umanità, e nemmeno un negozio al quale rivolgersi per comprare una sostanza speciale capace di trasformarci in veri uomini. Quanto poi ai titoli onorifici o professionali conferiti dai vari enti e ordini e ministeri sono tutti svianti e imbroglianti. Chiunque anteponga con orgoglio e supponenza un qualunque titolo al proprio nome e alla propria reale e autentica buona reputazione, alle buone maniere e alle buone intenzioni, perde di valore e si scredita agli occhi del prossimo.

PRIMA SEI UOMO E POI SEI TUTTO IL RESTO

sabato 2 maggio 2020

L’inconscio e i livelli della coscienza

L’inconscio e i livelli della coscienza

In questo articolo parliamo del libro “Il potere dei condizionamenti” del Dr. Hawkins nel quale l’autore analizza il fenomeno della coscienza collettiva che ci condiziona a livello inconscio.
“Il principale ostacolo allo sviluppo dell’umanità è la mancanza di conoscenza circa la natura della coscienza. Se osserviamo introspettivamente i nostri incessanti processi mentali, notiamo che la mente agisce molto prima di aver compreso e diventa evidente che la convinzione in base a cui le nostre azioni si fondano sulla ragione è una grande illusione.
Il processo della decisionalità è una funzione della coscienza: con rapidità impressionante, la mente sceglie in base a milioni di dati e alle loro interconnessioni, molto al di là della comprensione conscia.

La coscienza sceglie automaticamente ciò che ritiene migliore istante per istante, perché in definitiva è l’unica funzione di cui è capace. Il valore di un dato è determinato da un modello attrattore predominante in atto in una mente individuale o nelle menti di un gruppo. E’ possibile identificare, descrivere e misurare questi modelli, e da queste informazioni ricavare una nuova comprensione del comportamento, della storia e del destino dell’umanità.
L’uomo pensa di esercitare il controllo sulle forze che determinano la sua esistenza, ma in realtà è governato da un potere che scaturisce da sorgenti sconosciute e sul quale non esercita alcun controllo. Essendo un potere che non si esprime mediante lo sforzo, rimane invisibile e ignorato.
 
La forza è percepibile attraverso i sensi, ma il potere solo attraverso la consapevolezza interiore. L’uomo è immobilizzato nella sua attuale condizione dall’allineamento con un’energia attrattrice di enorme potenza che egli stesso mette inconsciamente in azione. Attimo dopo attimo è sospeso a questo stadio evolutivo, limitato dalle energie della forza e spinto dalle energie del potere.
L’individuo è come un tappo di sughero che galleggia sull’oceano della coscienza: non sa dove si trova, da dove viene, dove sta andando né perché. Vaga all’interno del suo infinito mistero ponendo sempre le stesse domande un secolo dopo l’altro, e continuerà a porle in futuro se non farà l’indispensabile salto quantico della coscienza.
Segnale di quest’improvvisa espansione di contesto e di comprensione è un’esperienza interiore di sollievo, gioia e stupore reverenziale, e tutti coloro che fanno quest’esperienza sentono di aver ricevuto dall’universo un dono inestimabile. I fatti si raccolgono con lo sforzo, ma la verità si rivela senza sforzo.”

I livelli di coscienza

In questo schema vediamo rappresentati i vari livelli di coscienza, la relativa emozione dominante e la corrispondente visione della vita.

Livello 200

I campi energetici inferiori a 200 sono tipici delle condizioni primitive di pura sopravvivenza. Il vestiario è scarso, l’analfabetismo è la regola, la mortalità infantile è alta, malattie e malnutrizione sono molto diffuse e c’è un vuoto di potere sociale.
I mezzi sono rudimentali e centrati sul procacciamento di cibo e riparo, in una totale dipendenza dai capricci dell’am­biente. È un livello culturale fermo all’età della pietra, poco più evoluto della vita animale.
Le popolazioni a un livello inferiore a 200 sono caratterizzate da una capacità lavorativa priva di specializzazione, da scambi commerciali rudimentali e da prodotti primitivi come canoe scavate nei tronchi e capanne temporanee. La mobilità inizia a emergere con la vita nomade e, a un livello leggermente superiore di coscienza, appare l’agricoltura e il baratto evolve nello scambio monetario.
La fascia intermedia del livello 200 è associata all’inizio della specializzazione del lavoro. Cibo e riparo sono sufficientemente disponibili, il vestiario è adeguato e iniziano le prime forme di acculturamento.
La fascia superiore del livello 200 è caratterizzata da una specializzazione del lavoro più alta ed è formata da lavoratori manuali, commercianti, venditori al dettaglio e dalle prime industrie. Ad esempio, nella fascia inferiore la pesca è un’attività individuale e tribale, ma al di sopra della fascia mediana del livello 200 diventa industria ittica.

Livello 300

Al livello 300 troviamo tecnici, artigiani, capisquadra e direttori dei lavori e una struttura economica più sofisticata. È diffusa l’edu­cazione secondaria. Nasce l’interesse per lo sport e per l’intratteni­mento, mentre la televisione è il passatempo più diffuso.
Nella fascia intermedia del livello 300 troviamo dirigenti, artigiani ed educatori, una conoscenza diffusa degli eventi pubblici e una visione del mondo che va oltre la tribù, i vicini e la città, estendendosi alla nazione e al benessere collettivo.
È diffuso il dialogo tra le parti sociali, mentre la civilizzazione, le capacità individuali e la scolarizzazione hanno ormai assicurato la sopravvivenza. C’è mobilità e flessibilità sociale, e risorse sufficienti per dedicarsi ai viaggi e ad altre attività ricreative stimolanti.

Livello 400

Il livello 400 è quello del risveglio dell’intelletto, il luogo della vera letteratura, dell’educazione superiore, dei professionisti, dei manager e degli scienziati. In casa ci sono giornali, periodici e libri, che sono invece assenti nelle abitazioni dei livelli inferiori.
C’è interesse per i programmi culturali dei media e un’accresciuta consapevolezza politica; perizia nell’uso degli strumenti di comunicazione e interesse per la creatività artistica e intellettuale. Le attività ricreative assumono la forma del viaggio, del teatro, dei concerti e del gioco degli scacchi. Apprezzati sono i programmi per il miglioramento sociale.
A questo livello appartengono presidenti, giuristi, legislatori, inventori e grandi imprenditori.
Poiché la cultura è la base di questo livello, gli individui tendono a raggrupparsi nelle grandi aree metropolitane dove hanno accesso alle informazioni e all’educazione universitaria. Alcuni diventano docenti universitari, altri avvocati e altri professionisti di vario tipo.
Il benessere degli altri è importante, ma non è ancora una forza trainante.
La fascia più alta del livello 400 è associata ai leader nei vari campi, al successo e al prestigio sociale con tutti i suoi segni distintivi. Einstein e Freud erano entrambi al livello 499. Ma, benché il 400 sia il livello delle lauree e dei dottorati, è anche quello della visione newtoniana dell’universo, limitata e limitante, e della divisione cartesiana tra mente e corpo (Newton e Cartesio misurano entrambi 499).

Livello 500

Così come il livello 200 corrisponde a un cambiamento critico della coscienza, il livello 500 corrisponde a un altro salto enorme. Benché la sopravvivenza individuale sia ancora molto importante, tutte le azioni degli individui a questo livello sono permeate dall’amore, e la creatività trova piena espressione, accompagnata dall’impegno, dalla dedizione e dal carisma.
È il livello dell’eccellenza in tutte le attività umane, dallo sport alla ricerca scientifica. L’altruismo e la difesa dei principi sono fattori motivanti. La leadership è accettata, più che cercata. Qui nascono la grande musica, la pittura e l’architettura, e la capacità di stimolare gli altri solo con la propria presenza.

Livello 600

Nella fascia più alta del livello 500 troviamo le figure guida della società che nei rispettivi campi creano nuovi paradigmi che influenzano tutta l’umanità. Pur consapevoli di avere ancora molti limiti e difetti, questi individui sono considerati dal grande pubblico come persone straordinarie e possono ricevere ampi riconoscimenti.
A questo livello iniziano significative esperienze spirituali e la ricerca in tale senso diventa prioritaria. Alcuni di questi individui stupiscono amici e familiari per la capacità di elaborare nuove visioni soggettive della realtà. A questo livello la coscienza può essere descritta come visionaria, interessata al miglioramento della società nella sua globalità.
Da questo livello, alcuni fanno il salto al livello 600 e la loro vita diventa straordinaria, completamente permeata dalla compassione che pervade tutte le motivazioni e le attività.
E tu a che livello sei?

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lunedì 27 aprile 2020

La paura più grande

La paura più grande
Viviamo in un periodo assurdo, pieno di restrizioni paure e mancanze di ogni genere, niente però è veramente come sembra e probabilmente tutto si potrebbe ricondurre ad un solo e unico aspetto/quesito.

Questi momenti sono stati generati anche da noi, dal piccolo ma significativo importo della nostra profonda coscienza, ma per comprenderlo appieno è necessario essere consapevoli che come noi ce ne sono miliardi, non siamo unici e soli come invece ci piace pensare, quello che noi pensiamo e sentiamo è a fattor comune nell’umanità e questo grande afflusso energetico di energia non propriamente positiva ci ha condotti fino a qui.
Oltre a quello che ci è stato sottratto c’è una paura di fondo che ci attanaglia e a pensarci bene non è propriamente quella attinente all’odierna pandemia(coronavirus/covid19) accollata ai popoli alla quale invece ci si è oramai quasi abituati. Quella sensazione di timore che fa da sottofondo alla nostra esistenza oggi l’attribuiamo a ciò che conosciamo come pericoloso e quindi all’epidemia, ma riflettendoci a lungo però scopriremo che la causa è un’altra.

La vera paura è una paura ben più grande, era già presente in noi e ogni tanto faceva capolino alla nostra coscienza, ma certe cose in automatico vengono nascoste dalla nostra mente inconscia alla consapevolezza e quindi sarà necessario trascendere se stessi, mettersi in discussione per capirsi e scoprirsi meglio avvedendosi di ciò che nel profondo ci trattiene in uno stato di vita sospesa, di sopravvivenza limitata alla mera vita fisica. Ognuno sente in sé qualcosa di più grande qualcosa che è pronto per sbocciare attraverso un’esplosione di tutto ciò che lo blocca: una paura indefinita.

La paura più grande è il timore della verità; la verità che è alla base di tutto e della nostra percezione della vita. Essa non può essere conseguita/percepita d’un botto quindi ci si deve avvicinare per gradi, a piccoli passi(verità) ed oggi il piccolo passo è costituito dalla verità attinente al periodo che stiamo vivendo.
La paura odierna è quella di scoprire delle verità che benché ancora non conosciute si sa bene che faranno più male di questa farlocca epidemia immessa nelle nostre menti come reale.

LA PAURA DI SCOPRIRE SE STESSI. - “VERITÀ” È RINASCITA
La “verità” di cui parlo è da individuare nell’adeguata percezione attraverso la quale condurre al meglio questa esperienza terrena; una capacità ben nascosta in noi, difficilissima da scovare e a livello strettamente biologico, cioè della mera vita fisica, ma è comprensibile che sia così, è infatti bio-logico che il nostro inconscio faccia soggiacere nel nostro più profondo delle importanti verità(capacità) poiché la loro acquisizione comporta cambiamenti epocali, immensi e proporzionalmente un’analoga portata di sofferenza per il mutato paradigma percettivo, dunque la nostra mente inconscia espleta bene il suo compito di farci stare lontano da cotanta sofferenza anche a costo di farci vivere un intera vita di illusione.
La verità è il miglior modo di vivere la vita
Non è scontato come potrebbe sembrare, la sofferenza a cui l’uomo è sottoposto per conseguire un radicale cambiamento ha un’intensità difficile da spiegare, un peso che è soggettivo e che si può ben definire come un fuoco interiore che brucia lentamente, un dolore che scardina le convinzioni ancestrali lasciando un vuoto che viene colmato lentamente, un cambiamento percettivo che ha chiaramente anche risvolti reali a livello fisico, emotivo e psicologico ma ciò che più si noteranno saranno le implicazioni nella vita di ogni giorno, le interazioni personali da cui si ha la conferma della propria trasmutazione, anche i propri cari faranno fatica a riconoscere il “cristo”(gesù risorto) che hanno davanti.

La paura più temuta è un procedimento pervasivo che brucia dove passa e rende irriconoscibili a sè e agli altri. Non ci sono cure, non ci sono palliativi, è una trasformazione da affrontare in solitaria che però rende consapevoli, liberi, Vivi.
Si entra così dopo un percorso periglioso in uno stato elevato di se stessi, non rinnegando il passato e puntando ad un futuro di meraviglia, non si teme più la sofferenza che si frappone tra l’uomo e la sua meta e si inizia a camminare come un nuovo “essere” capace di trasmutare il buio in luce, la sofferenza in crescita-esperienza.
In questo percorso senza mappa alcuna non ci sono maestri che mostrano la via, si cammina da soli dinanzi alle proprie paure ed avversità e per strada si incontrano altri che stanno facendo lo stesso sacrificio per elevarsi al proprio vero sé. 

Quest’epoca di insensata sofferenza farà riaffiorare ciò che in noi è sepolto da troppo tempo, paure/capacità nascoste che con il fuoco/sofferenza della trasmutazione interiore ci indicheranno la Via nella prigione percettiva che chiamiamo realtà.
Marcello Salas

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mercoledì 19 febbraio 2020

La malattia non è nel corpo, è nella mente! - La vita prima di essere sana deve essere felice.

La vita prima di essere sana deve essere felice
Svetlana Kasina scrive: SE SOLO SAPESTE ...
"Se solo sapeste quanti amici che conducevano una "vita sana" ho visto morire"...
Lo dice una viaggiatrice, pittrice e fotografa russa, Svetlana Kasina. 20 anni fa ha lasciato una grande città per trasferirsi nelle montagne di Altaj, in una casetta senza l'acqua, senza servizi igienici riscaldati e spesso anche senza l'elettricità. Non se n'è mai pentita. "La natura ha tutto perché noi siamo felici".
La sua affermazione è: "La vita prima di essere sana deve essere felice."
E scrive:
1. Le malattie arrivano non perché ci sono problemi dell'ambiente, l'acqua è sporca, il cibo è di plastica e noi facciamo una vita sedentaria.
Credetemi, il nostro organismo è una macchina ideale capace di adattarsi a qualsiasi ambiente e cibo
Noi paesani ormai non possiamo mangiare il vostro cibo fatto di semilavorati, bere la vostra acqua e respirare la vostra aria. Ma non perché è roba sporca, è soltanto diversa, non ci siamo abituati. Noi ci siamo adattati al nostro ambiente, ma voi non sopportate bene l'aria d'alta quota e la nostra acqua di sorgente.
Non è questo il problema; anche in montagna la gente si ammala e in città c'è gente che vive a lungo.
2. Se una persona vive in armonia con la natura, prega, recita i mantra, medita e porta i capelli acconciati per somigliare a Gesù o alla dea Kali, e in più, fa delle donazioni agli orfanotrofi, questo non vuol dire che potrà vivere 200 anni e morirà in salute. 

Sapeste quanta gente ho seppellito, tutta gente che conduceva una vita sana. Non fumavano, non bevevano, non bestemmiavano... tutti morti di cancro,
Lo sapete perché ci si ammala?
Lasciate perdere le parole "vietato", "dieta, "peccato".
Queste non allungheranno la vostra vita, perché la malattia non è nel corpo, è nella testa.

CERCATE DI VIVERE TRAENDO PIACERE DALLA VITA. FATE CIO' CHE VI RENDE FELICI!
Quindi: 
- Imparate a mangiare ciò che vi piace e non ciò che è salutare, ma mangiate e non vi abbuffate.

- Non riuscite a smettere di fumare? Non lo fate. Ma fumate con piacere e non con i rimorsi. Non si deve smettere di fumare, occorre non volere fumare, perché i divieti fanno l'effetto paradosso.

- Lasciate il lavoro che non vi piace, oppure imparate a goderlo, qualsiasi esso sia.

- Lasciate perdere le mode dell'epoca, non indossate le maschere dell'apparente spiritualità. Quelle dei muri con i mandala o i simboli di yin e yang e le citazioni dei guru. Siate ciò che siete: persone normali con le carie, con i bruciori di stomaco, con la suocera o con un amore infelice.

- Fate ciò che avreste voluto fare da piccoli: suonate la chitarra, il piano... imparate a dipingere ad acquerello, e fare la ceramica. Non esistono persone senza talenti, credetemi. Non accumulate i sogni che poi vanno in decomposizione!

- Vi piace la solitudine? Isolatevi, con il massimo piacere. Avete paura della solitudine? Cercate la compagnia.

- Cercate e trovate la gioia in tutte le cose. Anche dove non esiste, apparentemente.

IMPORTANTE: IL MODO DI VIVERE NON DEVE ESSERE SANO, DEVE ESSERE FELICE!
Volete conoscere il mistero del senso della vita? Eccolo: la vita non ha senso. C'è soltanto la vita. 
La mattina, il pomeriggio, la sera, la notte, e di nuovo la mattina. C'è il pianeta, esistono le persone, gli animali e le piante. Ci sono i giorni feriali e quelli festivi. C'è la gioia e la disgrazia. E c'è la morte, che può venire a qualsiasi età. Credete di avere tempo per vivere i sogni altrui, le idee imposte e le norme sociali?
Cercate di vivere con piacere, con gioia, senza impedire di gioire a nessuno. Ma se vi fa piacere cercare il senso della vita, sappiate che sta nella gioia.
Questo non significa che cercare qualcosa è un male. Se vi fa piacere farlo, fatelo.
Vi prego, non dimenticatelo: la felicità non vive nelle città o in campagna, sta nella testa. 

Viviate con piacere e non confrontate la vostra felicità con quella degli altri. La vostra felicità non potrà essere compresa dagli altri.
E se la gente non cercasse il confronto tra le felicità, i valori e le religioni, non esisterebbero le guerre."
(Svetlana Kasina)


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