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domenica 4 maggio 2014

Ginseng: la radice a forma di uomo, rimedio miracoloso per tutti i mali ed elisir di lunga vita


GINSENG COP OK 
La pianta di ginseng, originaria della Cina, ancora oggi molto coltivata in Giappone, Corea e Siberia è stata dall’antichità considerata un rimedio miracoloso per tutti mali, un vero e proprio elisir di lunga vita, al punto che un imperatore cinese, nel 200 a.C., dichiarò che essa era una panacea; parola derivante dal greco panakeia ,composta da “pan”, tutto e da “axos”, cura, rimedio, letteralmente una cura per tutti i mali. La denominazione panax si aggiunse al nome originale della pianta che oggi, in linguaggio botanico, è conosciuta comePanax Ginseng, appartenente alla famiglia delle Araliaceae. La parola ginseng deriva da due espressioni cinesi: jen che significa uomo e shen, che significa essenza, spirito, vale a dire ‘essenza dell’uomo’ o ‘spirito dell’uomo’.

GINSENG COP
Il ginseng è utilizzato in Estremo Oriente da oltre 4000 anni, ritenuto in grado di guarire tutte le malattie, di fortificare lo spirito, rallegrare il cuore e prolungare la vita ed in passato era talmente apprezzato, da barattarlo con oro e pietre preziose. La pianta è descritta nello Shen Nong Ben Cao Jing o Classico di Materia Medica dell’Imperatore Shen Nong, compilato nel corso della dinastia Han, uno dei testi più antichi di farmacopea cinese. Una leggenda cinese racconta che il villaggio di Shantang, nella provincia di Shanxi, era turbato da strani lamenti e un giorno i suoi abitanti, riunendosi, decisero di mettersi in cammino per scoprirne l’origine, trovando sotto un arbusto una massiccia radice dalla forma umana che gridava per attrarre la loro attenzione. La storia moderna del ginseng è legata ai padri gesuiti. All’inizio del 1700, l’ imperatore cinese dell’epoca incaricò il padre gesuita francese Pierre Jartoux di realizzare la cartografia di importanti regioni della Cina.

GINSENG 1
Arrivato in un piccolo villaggio della Manciuria, gli abitanti gli mostrarono la radice di ginseng, che raccoglievano e masticavano per rinforzare la resistenza del loro organismo, stimolare le capacità fisiche e intellettuali, prevenire le malattie polmonari e stimolare l’appetito. Padre Jartoux decise di provarla, mangiando un pezzo di radice cruda ed un’ora dopo notò che il suo polso era accelerato, il suo appetito si era rinforzato e che si sentiva meglio. Rimase così piacevolmente impressionato dalle proprietà della pianta, da scrivere una lettera concernente il ginseng, nel 1711, al procuratore generale delle missioni ed è così che l’Europa scoprì la pianta, che sedusse le corti reali, fra le quali quella di Luigi XIV. Fu però solo nel 1843 che il botanico russo Meyer la classificò, chiamanandola Panax ginseng, la panacea medicamentosa in forma di radice. Il ginseng è considerato come una droga tonica, possiede proprietà adattogene capaci di migliorare le difese e il sistema immunitario e di aumentare le capacità fisiche e mentali di resistenza.

GINSENG 2
Esso, infatti, agisce a livello dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, inducendo la liberazione di cortisolo, l’ormone dello stress, migliorando così la risposta allo stress psicofisico. Le proprietà ipoglicemizzanti della pianta sarebbero dovute principalmente ai ginsenosidi, che favoriscono la sintesi pancreatica di insulina ed il trasporto di glucosio nel fegato; e ai panaxani, che diminuiscono la sintesi di glucosio a livello epatico, aumentando il suo utilizzo a livello muscolare e di altri tessuti. La radice di ginseng, come noto, contiene importanti principi attivi: i ginsenosidi, la cui quantità varia a seconda dell’età della radice, del luogo, del metodo di coltivazione della pianta e del sistema usato per l’essicazione. Sulla base di tali fattori, distinguiamo: i ginsenoidi di tipo Rg1, che aumentano la pressione e stimolano il sistema nervoso centrale; quelli di tipo Rb1, che abbassano la pressione arteriosa e hanno un effetto sedativo. La radice, in particolare, ha azione energizzante e tonica del fegato, fissa la vitamina C, è un immunostimolante (stimola l’azione del sistema immunitario, quindi alza le difese immunitarie), migliora la memoria e la vigilanza, dona una buona resistenza al fegato, è ottima per gli sportivi, aumentando il loro tono muscolare. Agli estratti di ginseng sono stati attribuiti anche effetti antiossidanti, antipiretici, ipocolesterolemizzanti, probiotici, radioprotettivi, anticancerogeni ed antinfiammatori; anche se molti di questi effetti, dimostrati solamente sugli animali, sono ancora in attesa di conferme scientifiche.

GINSENG 3 Il presunto effetto afrodisiaco del ginseng pare legato alla sua capacità di aumentare il rilascio di ossido nitrico dalle cellule endoteliali dei corpi cavernosi del pene. La conseguente vasodilatazione permetterebbe di ottenere un’erezione più vigorosa. In ambito cosmetico, il ginseng possiede proprietà antiossidanti per via dei ginsenosidi Rb1 e Rg1 che prevengono l’invecchiamento precoce della pelle, ha un’azione stimolante del microcircolo, permettendo un miglior nutrimento delle cellule epiteliali e, contenendo fitosteroli, stimola il metabolismo di derma ed epidermide e facilita la guarigione dei tessuti in caso di ferite e bruciature. Infine, il ginseng promuove la sintesi del collagene, migliorando la resistenza e l’ elasticità delle pelli mature. Concludendo, esso dona alla pelle maggiore elasticità, resistenza, turgore, tono ed idratazione, attenuando le rughe. Può essere utilizzato in cucina per aromatizzare prodotti alimentari come caffè, cioccolato, tisane, tè nero e tè verde, ma anche per il trattamento dell’ipertensione, dell’ipotensione, in caso di anemia, artrite, insonnia, problemi digestivi e periodi di forte stress; nella cura del diabete, degli stati di debilitazione, nella depressione e per rallentare il processo di invecchiamento dei tessuti dell’organismo.
Può essere reperito sotto forma di polvere, capsule da inghiottire, pastiglie da sciogliere in bocca, preparato per infusi o integratore alimentare ed acquistato in erboristeria, in farmacia o nei negozi del commercio equo.
Di Caterina Lenti

lunedì 31 marzo 2014

Tutti i tipi di frutta e verdura si correlano agli organi del corpo umano

VeganiLa signatura rerum (Firma delle Cose) è un’antica e profonda saggezza che sta venendo censurata di proposito.
Essa afferma che tutti i tipi di frutta e verdura seguono un modello che rispecchia gli organi del corpo umano: a seconda dell’organo, la frutta/verdura corrispondente apporterà significativi benefici.
La scienza moderna conferma che l’antica dottrina della “Firma delle Cose” è sorprendentemente accurata. Perché questa conoscenza fondamentale viene lasciata in sordina?
Le proprietà guaritive e nutritive di qualsiasi frutta e verdura riflettono, e infine rivelano, che la “forma” o “firma” esteriore di frutta e verdura è collegata al corpo umano.
Fagioli: Curano e aiutano a mantenere sane le funzioni renali…somigliano proprio a dei reni umani.
- Le noci secche somigliano ad un piccolo cervello, con un emisfero sinistro, un emisfero destro e il cervelletto. Anche le “rughe” o “pieghe” della noce sono simili alla neo-corteccia. Solo adesso sappiamo che le noci servono a sviluppare le funzioni cerebrali.
- La sezione trasversale di una carota somiglia all’occhio umano. La pupilla, l’iride e le linee radianti sembrano proprio come quelle dell’occhio umano. La scienza ha dimostrato solo ora che le carote aumentano notevolmente il flusso di sangue agli occhi e apportano un beneficio generalizzato al sistema visivo umano.
- Il sedano somiglia alle ossa. Il sedano è particolarmente indicato per fortificare le ossa. Esse sono composte al 23 per cento di sodio e questo cibo contiene esattamente il 23 per cento di sodio. Se nella vostra dieta c’è carenza di sale, il corpo se lo procura dalle ossa, rendendole deboli. Gli alimenti come il sedano vanno a soddisfare le esigenze scheletriche del corpo.
Avocado: migliora la salute e le funzioni del seno e della cervice femminile…ed in effetti somigliano proprio a questi organi. L’avocado aiuta le donne a bilanciare gli ormoni, a perdere il peso acquisito in gravidanza e a scoraggiare la possibilità di carcinomi al collo dell’utero. Ci vogliono esattamente nove mesi per far crescere un avocado dal fiore al frutto maturato.
- I fichi sono pieni di semi e penzolano in coppia d’albero quando maturi. Aumentano la mobilità dello sperma maschile e il numero di spermatozoi.
- Tagliare un fungo a metà e somiglierà ad un orecchio umano. È stato scoperto che i funghi migliorano l’udito, essendo essi uno dei pochi alimenti che contengono vitamina D. Questa particolare vitamina è importante per la salute delle ossa, anche per quelle piccole che trasmettono il suono al cervello.
- I nostri polmoni sono costituiti da cunicoli sempre più piccoli di vie aeree che vanno infine a formare gli alveoli polmonari. Queste strutture, che assomigliano a grappoli d’uva, permettono il passaggio dell’ossigeno dai polmoni al flusso sanguigno. Una dieta ricca di frutta fresca, come l’uva, ha dimostrato di ridurre il rischio di cancro polmonare ed enfisema. I semi dell’uva contengono anche una sostanza chimica chiamata proanthocyanidine, che sembra ridurre la gravità dell’asma scatenato da allergia.

venerdì 14 marzo 2014

La “SIGNATURA RERUM”


di Paolo Alessandro Ruffini e Claudio Viacava
Cari amici, troverete la straordinaria dottrina delle “segnature” o “firme” non solo negli antichi volumi di Theophrastus Bombastus von Hohenheim detto Paracelso, nei quali egli svelò alla scienza la “Signatura Rerum”, ma anche negli studi del filosofo Jakob Böhme secondo cui il Creatore (l’Ordinatore Supremo) ha contraddistinto tutto ciò che ci circonda con un “segno” personale e caratteristico, attraverso un curioso linguaggio di simboli e di analogie, che si sarebbe svelato ai maestri di vita più meritevoli.  Una pianta con parti somiglianti ad organi umani, apparati o funzioni è utile per curare o sostenere quegli organi, apparati o funzioni. Questo concetto è ben confermato dai cultori delle Medicine Naturali i quali e non solo per antica tradizione, affermano che un alimento o pianta con una forma o una struttura “somigliante” ad un organo corporeo o a una funzione fisiologica o ad un elemento presente nel corpo umano è considerato aver una funzione terapeutica e benefica per la persona che se ne nutre o lo assume secondo le modalità e quantità prescritte. Si ricordi che anche il principio fondamentale dell’Omeopatia, tratteggiato da Samuel Hahneman, descrive chiaramente la legge dei simili (similia similibus curantur). Di queste osservazioni si è avvalso anche E.Bach sperimentando e poi utilizzando con successo i suoi famosi “fiori terapeutici”che si basano proprio sulle loro ben precise signature.

La carota
La carota affettata (per traverso) assomiglia molto all’occhio umano. Pupilla, iride e linee a raggiera sono evidenti. La scienza ci insegna che le carote contengono Betacarotene, una vitamina oleosolubile, vero toccasana per la vista e la diminuzione della visione notturna è causata dalla sua carenza. Un altro componente presente nelle carote è la Luteina (Carotenoide). Se la Luteina è carente la parte della retina sensibile alla luce può danneggiarsi. Varie ricerche hanno confermato che supplementi di Luteina naturale possono supportare e nutrire il pigmento maculare. Negli anziani, infatti, ad essere a rischio è soprattutto la densità del pigmento maculare che, se danneggiato gravemente, può portare anche alla cecità.

Il pomodoro

Il pomodoro ha quattro camere ed è rosso. Tutte le ricerche mostrano che i pomodori effettivamente sono un alimento elettivo per il sangue e il cuore. I pomodori sono ricchi di Licopene (E160d), carotenoide e potente antiossidante, un cosiddetto scavenger (spazzino di radicali liberi) che aiuta nella prevenzione dei tumori (specie quelli della prostata e della mammella), protegge dagli effetti nocivi dei raggi UV e favorisce la funzione circolatoria.





L’uva

I chicchi d’uva sono riuniti in grappoli che hanno la forma del cuore; ogni chicco assomiglia a una cellula del sangue e tutte le ricerche odierne mostrano che l’uva è un alimento che ravviva profondamente il cuore e il sangue; ed il vino rosso…fa buon sangue. Studiando il “paradosso francese” si è scoperto nella buccia degli acini un potente cardioprotettore: il Resveratrolo.





La noce

La noce assomiglia a un encefalo in miniatura, con un emisfero destro e un emisfero sinistro, 2 cerebri in alto e 2 cervelletti in basso.
Persino le rughe o pieghe della superficie richiamano la neo-corteccia. Oggi la scienza ci dice che le noci aiutano a sviluppare i neurotrasmettitori per la funzione cerebrali, sono ricchi di nutrienti per nutrire il DNA e le cellule nervose. Ricchi di Omega 3 e 6 contro il colesterolo “non buono” (LDL) nocivo in questo caso, sulla circolazione cerebrale. Contengono inoltre molto Fosforo, Calcio, Ferro, Zinco ed aiutano il ciclo di Krebs.


 

I fagioli

I fagioli aiutano a mantenere sana la funzione renale e, se consumati correttamente, sono alimenti ricchi di proteine nobili che donano energia e vitalità (ricordare il detto: “andare avanti a forza di reni”). Osservandoli bene hanno esattamente la forma del rene, con tanto di bacinetto e surrenali.







Il sedano

Il sedano, il bok choy, il rabarbaro e altre piante assomigliano proprio alle ossa. Questi alimenti sono specificamente diretti a rafforzare le ossa. Le ossa sono costituite per il 23% da sodio, poi Calcio ma anche Silicio. Se nella vostra alimentazione non vi sono questi minerali a sufficenza, il corpo li estrae dalle ossa, indebolendole. Attenzione, quindi, ad un alimentazione troppo acida, si mobiliterà il Calcio dalle ossa per tamponare l’eccesso di acidità. Questi alimenti vanno a nutrire la struttura ossea e quindi scheletrica.


 

Avocado e Pere
Avocado e Pere sono mirati alla funzione e alla salute dell’utero e della cervice della donna ed hanno proprio l’aspetto di questi organi. Alcune ricerche mostrano che, se una donna mangia un avocado alla settimana, riequilibra gli ormoni, fa eliminare il peso eccessivo dopo la gravidanza e previene le degenerazioni della cervice uterina. Una straordinaria corrispondenza? … occorrono esattamente 9 mesi per far crescere un avocado, dal fiore al frutto maturo.




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