Il cronovisore è un dispositivo in grado di captare e
riprodurre immagini e suoni provenienti dal passato. L’invenzione di
un cronovisore è stata dichiarata nei primi anni settanta da Pellegrino
Ernetti (1925-1994) che, a colloquio con Vincenzo Maddaloni, inviato del
settimanale La Domenica del Corriere, spiegò
nel dettaglio come fosse giunto alla costruzione dell’apparecchio e
quanto avesse visto nel corso della successiva
sperimentazione. L’apparecchio sarebbe stato realizzato in una serie di
studi, svolti tra Roma e Venezia, a cui avrebbe collaborato una cerchia
di eminenti scienziati le cui identità non sono mai state rivelate. Gli
unici nomi lasciati trapelare, oltre a quello del Gemelli, furono quelli
di Enrico Fermi e Wernher von Braun. Il
dispositivo inventato da Ernetti non fu mai mostrato in pubblico sotto
pressioni del Vaticano il quale lo sequestrò al suo inventore.
Ideata e costruita da padre Pellegrino Ernetti, questa è stata
chiamata “Cronovisore”, la stessa captando gli eventi del passato, li
farebbe vedere così come si sono svolti. La scoperta è stata annunciata
al mondo scientifico, con la pubblicazione di un libro in Francia edito
dalle edizioni Albin Michel con il titolo ” Le nouveau mystere du Vatican” (Il nuovo mistero del Vaticano). Il libro che già si è rivelato una vera meteora nel mondo scientifico, propone documenti e date, circostanze precise e fatti cui è difficile fare opposizione.
Milano, 17 settembre 1952. Laboratorio di Fisica Sperimentale,
Università Cattolica del Sacro Cuore. In questo laboratorio si trovavano
due uomini, che cercavano di ottenere un suono puro da un magnetofono a
filo, utilizzando gli strumenti più avveniristici dell’epoca.
Uno era Padre Agostino Gemelli, medico ed esperto di Fisica, fondatore e rettore per quarant’anni dell Università Cattolica, e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.
L’altro era Padre Pellegrino Ernetti, esperto di musica prepolifonica, insegnante al Conservatorio Statale di Venezia, filosofo, laureato in Fisica Quantistica e Subatomica, appassionato di elettronica, nonché, per molti anni, esorcista ufficiale della diocesi di Venezia.
I due uomini, mediante il magnetofono a filo, cercavano di ottenere un suono puro da un canto gregoriano, quando per l’ennesima volta il filo si spezza.
“Ah!Papà, aiutami tu!” esclama Padre Gemelli, come aveva già fatto molte volte.
Ma questa volta, dal magnetofono, invece dei canti gregoriani, giunge una risposta, da una voce che Padre Gemelli riconosce come quella del padre: “Ma certo che ti aiuto. Io sono sempre con te.”
Uno era Padre Agostino Gemelli, medico ed esperto di Fisica, fondatore e rettore per quarant’anni dell Università Cattolica, e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.
L’altro era Padre Pellegrino Ernetti, esperto di musica prepolifonica, insegnante al Conservatorio Statale di Venezia, filosofo, laureato in Fisica Quantistica e Subatomica, appassionato di elettronica, nonché, per molti anni, esorcista ufficiale della diocesi di Venezia.
I due uomini, mediante il magnetofono a filo, cercavano di ottenere un suono puro da un canto gregoriano, quando per l’ennesima volta il filo si spezza.
“Ah!Papà, aiutami tu!” esclama Padre Gemelli, come aveva già fatto molte volte.
Ma questa volta, dal magnetofono, invece dei canti gregoriani, giunge una risposta, da una voce che Padre Gemelli riconosce come quella del padre: “Ma certo che ti aiuto. Io sono sempre con te.”
Padre Gemelli dette poco peso all’accaduto, mentre Ernetti iniziò a riflettere sull’accaduto.
| Padre Ernetti |
L’uomo lascia una scia, i suoi suoni fanno lo stesso, e tramite la macchina del tempo è possibile riassemblare il tutto.
Ma vediamo un frammento della dichiarazione di Padre Ernetti :”
“Tutta la nostra fisionomia è energia visiva che si sprigiona da noi, dalla nostra epidermide, e tutte le parole che noi diciamo sono energia sonora.
Ora, ogni energia, una volta emessa, non si distrugge più semmai si trasforma, però resta eterna nello spazio aereo. Occorrono strumenti che captino queste energie e le ricostruiscano in maniera tale da ridarci la persona o l’evento storico ricercato: quindi noi avremo tutto il presente nel tempo e nello spazio“.
Ma vediamo un frammento della dichiarazione di Padre Ernetti :”
“Tutta la nostra fisionomia è energia visiva che si sprigiona da noi, dalla nostra epidermide, e tutte le parole che noi diciamo sono energia sonora.
Ora, ogni energia, una volta emessa, non si distrugge più semmai si trasforma, però resta eterna nello spazio aereo. Occorrono strumenti che captino queste energie e le ricostruiscano in maniera tale da ridarci la persona o l’evento storico ricercato: quindi noi avremo tutto il presente nel tempo e nello spazio“.
Nel giro di pochi anni, il sacerdote riunisce attorno a se un equipe
di dodici scienziati, tra cui vengono citati Enrico Fermi e Werner Von
Braun Luigi Borello.
In
breve tempo, il cronovisore diventa una realtà. Questa fu la
descrizione (tratta dal Corriere della Sera) data dallo stesso Padre
Ernetti del suo apparecchio: “Non è come un film, ma come un ologramma, a
tre dimensioni, in rilievo. I personaggi non erano molto grandi.
Pressappoco la dimensione dei nostri schermi televisivi […] in bianco e
nero ma con il movimento e il suono […]. Potevamo regolare il nostro
apparecchio sul luogo e l’epoca desiderati. Più esattamente sceglievamo
qualcuno che volevamo seguire […]. E’ lui che vedevamo. Ciascun uomo
possiede un genere d’onda, una sorta di emanazione che gli è propria, un
po’ come una firma, o come delle impronte digitali […]. Dunque è
qualcuno che noi vediamo e continuiamo a vedere in tutti i suoi
spostamenti. E’ sempre lui al centro della scena. Il problema consisteva
innanzi tutto nel trovarlo, per tentativi. Si regolava poi
l’apparecchio sull’onda che emanava da lui, e l’apparecchio lo seguiva
automaticamente”.
Visioni della storia
Fu così che il sacerdote ascoltò i discorsi di Cicerone, osservo Roma
ai tempi di Traiano e Napoleone nel corso delle sue battaglie, vide,
trascrisse e pubblicò la Thyestes, una tragedia perduta di Quinto Ennio,
di cui si conoscevano solamente brevi citazioni, e per finire osservò
la crocifissione di Cristo.
Padre Ernetti rivelò a François Brune alcuni viaggi temporali che avrebbe compiuto con il dispositivo ad esplorare.
Raccontò di aver voluto «[...] per prima cosa verificare che
quello che vedevamo fosse autentico. Così iniziammo con una scena
abbastanza recente, della quale avevamo buoni documenti visivi e sonori.
Regolammo l’apparecchio su Mussolini che pronunciava uno dei suoi
discorsi.»
Presa dimestichezza con il dispositivo: «[...] risalimmo nel
tempo, captando Napoleone (se ho ben compreso quello che diceva, era il
discorso con il quale annunciava l’abolizione della Serenissima
Repubblica di Venezia per proclamare una Repubblica Italiana).»
«Successivamente andammo nell’antichità romana. Una scena
del mercato ortofrutticolo di Traiano, un discorso di Cicerone, uno dei
più celebri, la prima Catilinaria. Abbiamo visto e ascoltato il famoso:
“Quousque tandem Catilina”».
Assistere alla foga declamatoria di Cicerone di fronte al Senato romano, nel 63 a.C., deve essere stata un’esperienza davvero emozionante. Ecco infatti come padre Ernetti la commentava: «I suoi gesti, la sua intonazione… com’erano potenti. E che fantastica oratoria!»
Assistere alla foga declamatoria di Cicerone di fronte al Senato romano, nel 63 a.C., deve essere stata un’esperienza davvero emozionante. Ecco infatti come padre Ernetti la commentava: «I suoi gesti, la sua intonazione… com’erano potenti. E che fantastica oratoria!»
Ernetti sosteneva inoltre di aver assistito, attraverso il
cronovisore, nel 169 a.C., ad una rappresentazione del Tieste,
una tragedia del poeta latino Ennio, che si riteneva definitivamente
perduta ma da lui prontamente trascritta proprio in quell’occasione.
Ma ancor più clamorosamente, Ernetti affermava di aver assistito
nientemeno che alla passione e crocifissione di Gesù Cristo, le cui
vicende sarebbero state da lui interamente filmate. Così riferì a padre
Brune: «Vidi tutto. L’agonia nel giardino, il tradimento di Giuda, il processo… il calvario.»
| Volto di Cristo apparso sul Cronovisore |
Della ripresa è stata divulgata unicamente un’eccezionale istantanea ravvicinata del volto di Cristo (foto sopra).
Passarono pochi mesi e sul Giornale dei misteri dell’agosto 1972 fu
pubblicata la lettera di un lettore e una fotografia. La foto,
acquistata per 100 lire al Santuario dell’Amore Misericordioso di
Collevalenza, vicino a Perugia, mostrava un primo piano di una scultura
in legno del Cristo sulla croce: il volto era uguale a quello della foto
di Ernetti.
Ma la cosa sarebbe poi stata smentita dallo stesso Padre Ernetti
qualche anno più tardi, quando in risposta ad uno dei suoi principali
contestatori, il Professor Borello disse che “Il nostro Cristo fu
captato nel 1953, mentre quello di Collevalenza venne realizzato circa
sei anni dopo; e quando madre Speranza lo vide nella nostra foto, fece
salti di gioia, perché corrispondeva a quello della sua visione: questi
sono fatti storici“.
Principi di funzionamento
Nella intervista a La Domenica del Corriere affermò :«L’intera
elaborazione si basa su un principio di fisica accettato da tutti,
secondo il quale le onde sonore e visive, una volta emesse, non si
distruggono ma si trasformano e restano eterne e onnipotenti, quindi
possono essere ricostruite come ogni energia, in quanto esse stesse
energia.»
E’ il principio di conservazione dell’energia,
secondo cui “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. In
base a questo principio le onde emesse da una persona non si
distruggono, ma si conservano in ciò che ci circonda. Quando noi
parliamo, emettiamo onde sonore, e sono onde luminose che ci rendono
visibili. Quindi, secondo questo principio, queste onde permangono e
possono essere percepite, avendo l’attrezzatura necessaria. E questo,
secondo Padre Ernetti, è ciò che faceva il suo Cronovisore.
Questa tesi, che ha la sua origine nel pensiero dei filosofo greco Eraclito (tutto scorre), e che trova fondamento scientifico nella legge di conservazione della massa del chimico francese Antoine-Laurent de Lavoisier, è molto simile a quella sostenuta da Gustavo Rol sullo spirito intelligente e conservativo della materia.
Come è fatto
| La macchina del tempo di Padre Ernetti |
Il Cronovisore, secondo la descrizione dell’autore, consisteva di tre distinti componenti:
- una serie di trasduttori ed antenne, in una lega di tre misteriosi metalli (non meglio specificati), garantiva la rivelazione di tutte le lunghezze d’onda del suono e della radiazione elettromagnetica.
- un modulo in grado di auto orientarsi sotto la guida delle onde sonore ed elettromagnetiche captate.
- una serie assai complessa di dispositivi deputati alla registrazione delle immagini e dei suoni.
Fantasia o Realtà?