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mercoledì 25 giugno 2014

Il Cronovisore, la macchina del tempo esiste ed è in Vaticano

Il cronovisore è un dispositivo in grado di captare e riprodurre immagini e suoni provenienti dal passato. L’invenzione di un cronovisore è stata dichiarata nei primi anni settanta da Pellegrino Ernetti (1925-1994) che, a colloquio con Vincenzo Maddaloni, inviato del settimanale La Domenica del Corriere, spiegò nel dettaglio come fosse giunto alla costruzione dell’apparecchio e quanto avesse visto nel corso della successiva sperimentazione. L’apparecchio sarebbe stato realizzato in una serie di studi, svolti tra Roma e Venezia, a cui avrebbe collaborato una cerchia di eminenti scienziati le cui identità non sono mai state rivelate. Gli unici nomi lasciati trapelare, oltre a quello del Gemelli, furono quelli di Enrico Fermi e Wernher von Braun. Il dispositivo inventato da Ernetti non fu mai mostrato in pubblico sotto pressioni del Vaticano il quale lo sequestrò al suo inventore. 
Ideata e costruita da padre Pellegrino Ernetti, questa è stata chiamata “Cronovisore”, la stessa captando gli eventi del passato, li farebbe vedere così come si sono svolti. La scoperta è stata annunciata al mondo scientifico, con la pubblicazione di un libro in Francia edito dalle edizioni Albin Michel con il titolo ” Le nouveau mystere du Vatican” (Il nuovo mistero del Vaticano). Il libro che già si è rivelato una vera meteora nel mondo scientifico, propone documenti e date, circostanze precise e fatti cui è difficile fare opposizione.
Cronovisore
Milano, 17 settembre 1952. Laboratorio di Fisica Sperimentale, Università Cattolica del Sacro Cuore. In questo laboratorio si trovavano due uomini, che cercavano di ottenere un suono puro da un magnetofono a filo, utilizzando gli strumenti più avveniristici dell’epoca.
Uno era Padre Agostino Gemelli, medico ed esperto di Fisica, fondatore e rettore per quarant’anni dell Università Cattolica, e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.
L’altro era Padre Pellegrino Ernetti, esperto di musica prepolifonica, insegnante al Conservatorio Statale di Venezia, filosofo, laureato in Fisica Quantistica e Subatomica, appassionato di elettronica, nonché, per molti anni, esorcista ufficiale della diocesi di Venezia.
I due uomini, mediante il magnetofono a filo, cercavano di ottenere un suono puro da un canto gregoriano, quando per l’ennesima volta il filo si spezza.
“Ah!Papà, aiutami tu!” esclama Padre Gemelli, come aveva già fatto molte volte.
Ma questa volta, dal magnetofono, invece dei canti gregoriani, giunge una risposta, da una voce che Padre Gemelli riconosce come quella del padre: “Ma certo che ti aiuto. Io sono sempre con te.”
Padre Gemelli dette poco peso all’accaduto, mentre Ernetti iniziò a riflettere sull’accaduto.

Padre Ernetti
L’uomo lascia una scia, i suoi suoni fanno lo stesso, e tramite la macchina del tempo è possibile riassemblare il tutto.
Ma vediamo un frammento della dichiarazione di Padre Ernetti :”
“Tutta la nostra fisionomia è energia visiva che si sprigiona da noi, dalla nostra epidermide, e tutte le parole che noi diciamo sono energia sonora.
Ora, ogni energia, una volta emessa, non si distrugge più semmai si trasforma, però resta eterna nello spazio aereo. Occorrono strumenti che captino queste energie e le ricostruiscano in maniera tale da ridarci la persona o l’evento storico ricercato: quindi noi avremo tutto il presente nel tempo e nello spazio
“.
Nel giro di pochi anni, il sacerdote riunisce attorno a se un equipe di dodici scienziati, tra cui vengono citati Enrico Fermi e Werner Von Braun Luigi Borello.

 
In breve tempo, il cronovisore diventa una realtà. Questa fu la descrizione (tratta dal Corriere della Sera) data dallo stesso Padre Ernetti del suo apparecchio: “Non è come un film, ma come un ologramma, a tre dimensioni, in rilievo. I personaggi non erano molto grandi. Pressappoco la dimensione dei nostri schermi televisivi […] in bianco e nero ma con il movimento e il suono […]. Potevamo regolare il nostro apparecchio sul luogo e l’epoca desiderati. Più esattamente sceglievamo qualcuno che volevamo seguire […]. E’ lui che vedevamo. Ciascun uomo possiede un genere d’onda, una sorta di emanazione che gli è propria, un po’ come una firma, o come delle impronte digitali […]. Dunque è qualcuno che noi vediamo e continuiamo a vedere in tutti i suoi spostamenti. E’ sempre lui al centro della scena. Il problema consisteva innanzi tutto nel trovarlo, per tentativi. Si regolava poi l’apparecchio sull’onda che emanava da lui, e l’apparecchio lo seguiva automaticamente”.

Visioni della storia
Fu così che il sacerdote ascoltò i discorsi di Cicerone, osservo Roma ai tempi di Traiano e Napoleone nel corso delle sue battaglie, vide, trascrisse e pubblicò la Thyestes, una tragedia perduta di Quinto Ennio, di cui si conoscevano solamente brevi citazioni, e per finire osservò la crocifissione di Cristo.
Padre Ernetti rivelò a François Brune alcuni viaggi temporali che avrebbe compiuto con il dispositivo ad esplorare.
Raccontò di aver voluto «[...] per prima cosa verificare che quello che vedevamo fosse autentico. Così iniziammo con una scena abbastanza recente, della quale avevamo buoni documenti visivi e sonori. Regolammo l’apparecchio su Mussolini che pronunciava uno dei suoi discorsi.»
Presa dimestichezza con il dispositivo: «[...] risalimmo nel tempo, captando Napoleone (se ho ben compreso quello che diceva, era il discorso con il quale annunciava l’abolizione della Serenissima Repubblica di Venezia per proclamare una Repubblica Italiana).»
«Successivamente andammo nell’antichità romana. Una scena del mercato ortofrutticolo di Traiano, un discorso di Cicerone, uno dei più celebri, la prima Catilinaria. Abbiamo visto e ascoltato il famoso: “Quousque tandem Catilina”».
Assistere alla foga declamatoria di Cicerone di fronte al Senato romano, nel 63 a.C., deve essere stata un’esperienza davvero emozionante. Ecco infatti come padre Ernetti la commentava: «I suoi gesti, la sua intonazione… com’erano potenti. E che fantastica oratoria!»
Ernetti sosteneva inoltre di aver assistito, attraverso il cronovisore, nel 169 a.C., ad una rappresentazione del Tieste, una tragedia del poeta latino Ennio, che si riteneva definitivamente perduta ma da lui prontamente trascritta proprio in quell’occasione.
Ma ancor più clamorosamente, Ernetti affermava di aver assistito nientemeno che alla passione e crocifissione di Gesù Cristo, le cui vicende sarebbero state da lui interamente filmate. Così riferì a padre Brune: «Vidi tutto. L’agonia nel giardino, il tradimento di Giuda, il processo… il calvario.»

Volto di Cristo apparso sul Cronovisore

Della ripresa è stata divulgata unicamente un’eccezionale istantanea ravvicinata del volto di Cristo (foto sopra).
Passarono pochi mesi e sul Giornale dei misteri dell’agosto 1972 fu pubblicata la lettera di un lettore e una fotografia. La foto, acquistata per 100 lire al Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, vicino a Perugia, mostrava un primo piano di una scultura in legno del Cristo sulla croce: il volto era uguale a quello della foto di Ernetti.


Ma la cosa sarebbe poi stata smentita dallo stesso Padre Ernetti qualche anno più tardi, quando in risposta ad uno dei suoi principali contestatori, il Professor Borello disse che “Il nostro Cristo fu captato nel 1953, mentre quello di Collevalenza venne realizzato circa sei anni dopo; e quando madre Speranza lo vide nella nostra foto, fece salti di gioia, perché corrispondeva a quello della sua visione: questi sono fatti storici“.
Principi di funzionamento
Nella intervista a La Domenica del Corriere affermò :«L’intera elaborazione si basa su un principio di fisica accettato da tutti, secondo il quale le onde sonore e visive, una volta emesse, non si distruggono ma si trasformano e restano eterne e onnipotenti, quindi possono essere ricostruite come ogni energia, in quanto esse stesse energia.»
E’ il principio di conservazione dell’energia, secondo cui “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. In base a questo principio le onde emesse da una persona non si distruggono, ma si conservano in ciò che ci circonda. Quando noi parliamo, emettiamo onde sonore, e sono onde luminose che ci rendono visibili. Quindi, secondo questo principio, queste onde permangono e possono essere percepite, avendo l’attrezzatura necessaria. E questo, secondo Padre Ernetti, è ciò che faceva il suo Cronovisore.
Questa tesi, che ha la sua origine nel pensiero dei filosofo greco Eraclito (tutto scorre), e che trova fondamento scientifico nella legge di conservazione della massa del chimico francese Antoine-Laurent de Lavoisier, è molto simile a quella sostenuta da Gustavo Rol sullo spirito intelligente e conservativo della materia.

Come è fatto
La macchina del tempo di Padre Ernetti
Il Cronovisore, secondo la descrizione dell’autore, consisteva di tre distinti componenti:
  1. una serie di trasduttori ed antenne, in una lega di tre misteriosi metalli (non meglio specificati), garantiva la rivelazione di tutte le lunghezze d’onda del suono e della radiazione elettromagnetica.
  2. un modulo in grado di auto orientarsi sotto la guida delle onde sonore ed elettromagnetiche captate.
  3. una serie assai complessa di dispositivi deputati alla registrazione delle immagini e dei suoni.
Fantasia o Realtà?

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