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martedì 10 ottobre 2017

Perchè deridere i complottisti con una canzone??

Perchè deridere i complottisti con una canzone??

"Canto e non faccio politica ma rido dei complottisti” (Francesco Gabbani)
Dopo aver accettato il brano portato alla vittoria del Festival di Sanremo, una canzone che contornata da un buffo balletto scimmiottava le varie culture orientali, ci chiediamo: Perchè ridere dei complottisti?
Nella pagina controinformo.info ci viene spiegato il metodo per gettare nel ridicolo mediante una tecnica che consiste nello screditare una tesi attraverso una scorretta analogia.
Lo schema adottato dall’interlocutore, in questo caso, è il seguente:

1. Il soggetto A (“teorico del complotto”) sostiene la tesi X (“teoria del complotto”);
2. Il soggetto A (“teorico del complotto”) sostiene la tesi Y (“teoria del complotto”);
3. La tesi X (“teoria del complotto”), con molte probabilità, rientra nella categoria delle bufale;
4. Anche la tesi Y (“teoria del complotto”) deve per forza essere una bufala.

La tecnica di argomentazione appena esposta è definita “sofisma” e consiste in un ragionamento corretto solo all’apparenza.
Dopo un’attenta analisi, infatti, ci si accorge che, in realtà, si tratta di un dispositivo retorico atto a scardinare proprio le difese della logica.

Il fatto che noi tutti siamo portati a ragionare in base a sofismi e preconcetti involontari e spontanei realizzati inconsciamente dal nostro cervello, non li rende certo veri, anzi, l’utilizzo abituale di queste espressioni ci dà la misura di quanto sia facile abituarsi a ragionare in modo distorto.
Se, ai sofismi, si aggiungono inutili giri di parole e frasi che si contraddicono l’una con l’altra, ci troviamo di fronte a vere e proprie “armi di distrazione di massa“, abbiamo a che fare con la disinformazione allo stato puro.

Stavolta il tema centrale di “Pachidermi e Pappagalli” è quello del complottismo. Gabbani prova a raccontare con la sua immancabile ironia il bisogno dell’uomo di avere sempre una teoria su tutto. E spesso pur di darsi delle risposte fugge dalla realtà aggrappandosi a verità fantasiose trovate sul web o a presunte cospirazioni e complotti. Nel brano quando si parla di fuga, si fa riferimento ai luoghi comuni. Al fuggire da una determinata tipologia di cultura per poter tentare di essere anticonformisti ma che in realtà ci porta ad un conformismo maggiore.

Una canzone cantata con atmosfera allegra alla portata di tutti, ma soprattutto destinata ai più giovani che rappresentano la maggioranza degli utenti dei vari social.
Quindi trattare con la musica questo argomento particolari, (alcuni sostengono che la canzone affronti temi seri e discorsi banali privi di senso) significa rappresenta uno dei tanti metodi per cercare di spostare gli equilibri tra chi si fa influenzare da tutte le bufale presenti online e chi ritiene oggetto di sospetto ogni verità ufficiale decretata dalle istituzioni.

Diventa pertanto sempre più precario l'equilibrio tra informazione e disinformazione, tra la verità e la presunta tale!
Articoli correlati presenti nel blog: 

Di cosa parla Occidentali's Karma? cerchionelgrano.blogspot.it

Fonte: http://cerchionelgrano.blogspot.it/2017/10/perche-deridere-i-complottisti-con-una.html


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Sofismi e dissonanza cognitiva nella musica moderna ti portano lontano dalla verità 

Molti cantanti moderni esternano testi già pronti di cui non sanno nulla e puntano tutto sul ritmo, intanto grazie ai sofismi e alla dissonanza cognitiva, confondono le idee, distraggono da ciò che non si deve sapere, con le dolci melodie e ritmi a cui è difficile resistere, altro sofisma in quanto visto che la melodia è bella allora dice il vero e non dirà mai una menzogna… niente di più falso!

Solo un altro esempio, ma ce ne sono davvero tanti, troppi:

“Devi fare ciò che ti fa stare bene…”

“Devi fare ciò che ti fa stare bene(link al video-testo)…”

“…Pare che il brutto male nasca spontaneo da un conflitto irrisolto, vadano a dirlo a chi ha raccolto l’uranio nel conflitto in Kosovo…”  

Quindi vogliono deridere il fatto che un conflitto possa generare un brutto male, però(dissonanza cognitiva) devi fare ciò che ti fa stare bene(nel ritornello della canzone) e confondono con la parola “irrisolto”; nella realtà il conflitto se non viene risolto porta alla morte è la soluzione(conflitto risolto) che consente il ripristino della normalità biologica alterata dal precedente stato conflittuale intenso, ripristino della normalità alla medicina ufficiale del tutto sconosciuto e che dispregiamente chiama malattia.


Citano l’uranio (se ne parla qui e qui) pur sapendo che non c’entra nulla(o quasi) con le patologie dei soldati, ma tu devi sapere ciò che il sistema vuole. In un paio di frasi hanno inserito un sacco di carne al fuoco…


E a seguire:

“Chi se ne sbatte…

...di diete famose(alimentazione naturale), di strisce nel cielo(scie chimiche e geoingegneria) e di banche(signoraggio bancario)…”

Insomma bisogna lasciar perdere queste stronzate e fare ciò che ci fa stare bene, ma si guardano bene dall’approfondire cosa faccia veramente stare bene cioè una vita lontano da questo distruttivo sistema/società che, almeno in questo paese, ci vuole tutti morti e sepolti.

Il testo si continua ancora con altre frasi col solito effetto : farti rimanere felice nella tua ignoranza e schiavitù.

Boicottiamo questo tipo di musica/canzoni e diffondiamo la verità più scomoda al sistema capitalistico-demoniaco che governa il mondo, uniti possiamo fare tanto. 

Marcello Salas

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martedì 12 settembre 2017

Le conseguenze del 9/11, una prospettiva spirituale

Le conseguenze del 9/11, una prospettiva spirituale

11 Settembre 2014 di  Piero Cammerinesi
Sono trascorsi tredici anni dalla più incredibile, grottesca, criminale truffa di tutti i tempi: l’11 Settembre.
di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione)

Houston, 11 Settembre 2014 - Un complotto mostruoso, una false flag la cui fantasiosa versione ufficiale è - incredibilmente - ancora ritenuta attendibile dalla maggior parte della gente.
Non entro neppure nel merito della questione, noto solo con piacere che oggi, nel tredicesimo anniversario di questa colossale menzogna, qualche timida voce inizia a far capolino anche sulla stampa mainstream nostrana[1].

Nonostante centinaia di scritti, di documentari[2], di prove documentali fornite da scienziati, piloti, tecnici indipendenti, che dimostrano come la versione governativa non possa scientificamente stare in piedi, la menzogna è stata più forte. Ha vinto.

La verità non ha avuto abbastanza vigore per farsi riconoscere.
Le forze in campo che l’hanno soffocata si sono dimostrate estremamente potenti ed organizzate.

Ora, magari, potremmo continuare a restare relativamente indifferenti di fronte a questa menzogna – ancora una volta l’anniversario delle due torri, ho altro a cui pensare, basta! - credendo che, in fondo, la cosa non ci riguardi direttamente.
Purtroppo non potremmo albergare in noi convinzione più fallace.

Quello che è scaturito da quella gigantesca truffa, le leggi speciali, la militarizzazione delle forze di polizia, il Patriot Act, lo spionaggio mondiale senza limiti, l’aggressione e la distruzione di Stati sovrani grazie a prove falsificate, le finte primavere, l’inarrestabile corsa verso un nuovo confronto militare globale, sono tutte dirette conseguenze di quella incapacità della verità di affermarsi.

Da un punto di vista personale sappiamo bene cosa significhi la menzogna.
Se ci accusano ingiustamente di un crimine che non abbiamo commesso, se ci rimproverano per un’azione che non abbiamo compiuto, sentiamo subito nascere in noi la ribellione, l’indignazione per l’ingiustizia patita. Se la persona che amiamo ci inganna o ci tradisce avvertiamo che qualcosa si rompe nella nostra esistenza.
Eppure di fronte ad un inganno globale, che raggira e tradisce non solo noi ma l’intera umanità, al massimo possiamo provare - oltre al dispiacere per le vittime innocenti – una pallida indignazione nei confronti degli autori di tale complotto.
Quanto pallida è facile riconoscerlo se ne paragoniamo l'intensità a quella del sentimento che proviamo quando qualcuno ci inganna personalmente.

Eppure gli effetti, le conseguenze di questo gigantesca menzogna superano di gran lunga per magnitudo le conseguenze di un inganno che subiamo personalmente.
Come è possibile, allora, una tale erronea percezione della dimensione reale di questo evento?

Il punto è che se guardiamo alla menzogna solo da un punto di vista personale, umano, ne vediamo esclusivamente gli aspetti egoistici immediati; quanto questa menzogna ci danneggia, quanto il mancato rispetto del reale svolgersi dei fatti può essere causa di conseguenze spiacevoli.
Ma quest’approccio alla verità è lo stesso che viene utilizzato da chi la verità tradisce e usa solo per il proprio tornaconto. Intendo dire che chi strumentalizza la storia non ha la benché minima considerazione per la verità; essa è un non-essere.
Non ha importanza come si siano svolti i fatti, quello che conta è quello che noi facciamo credere e che è utile ai nostri fini. Punto.

Da questa prospettiva nasce, sul piano umano, la totale alienazione dell’uomo rispetto alla realtà dei fatti, ma anche qualcosa di molto più grave, anche se ciò non è - a tutta prima - ravvisabile sul piano esteriore.
In realtà, da un punto di vista più ampio – comprendente sia il piano fisico che quello spirituale – la verità può essere definita un essere vivente.

Anche se in genere crediamo che i nostri pensieri siano poco più di ombre e che un pensiero di odio o di menzogna, in fondo, non possa danneggiare nessuno, se prestassimo maggiore attenzione alla nostra vita interiore, ci accorgeremmo che ogni pensiero, ogni sentimento è una realtà.
Ogni volta che sentiamo di detestare qualcuno, in effetti, inviamo a questa persona dei pensieri e dei sentimenti che lo danneggiano.
Oltre, naturalmente a danneggiare noi stessi.
Ogni pensiero e ogni sentimento è una entità sul piano sovrasensibile e – per chi percorre un sentiero spirituale - è possibile sperimentare come pensieri o sentimenti negativi siano altrettanto dannosi delle azioni da loro eventualmente scaturite sul piano fisico.

giovedì 15 settembre 2016

CICAP: se li conosci li eviti

È ormai da qualche anno (diciamo da quando mi occupo di controinformazione, che poi in tanti casi è l’unica informazione possibile) che non appena tocco un qualsiasi argomento “interessante” perché ancora da esplorare e da interpretare, mi imbatto in qualche “esperto” del CICAP. Sto parlando di tematiche comunemente (e spesso erroneamente) chiamate come “teorie del complotto”. Comincio dicendo che secondo me, l’utilizzo stesso dell’espressione “teorie del complotto” è fuorviante

Non ho mai avuto una chiara idea di come mai teorie e tesi alternative a quelle “ufficiali” vengano messe tutte insieme nello stesso calderone: insomma, uno che crede che la versione ufficiale degli attentati delle Torri Gemelle presenti molte incongruenze, per quale motivo deve essere messo dentro lo stesso gruppo di un “ufologo”? Che nesso hanno le due cose? Ecco per quale motivo mi fa storcere il naso l’espressione vaga “teorie del complotto”: ci sono le teorie valide e poi ci sono le panzane. Non bisogna buttare entrambe le categorie in un solo pentolone, il rischio è quello di non ragionare più con la propria testa, ma con quella degli altri. Per chi vuole, ho già scritto su questo blog sull'argomento "debunkers".

Cos’è il CICAP? Il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) è un’organizzazione italiana no-profit fondata nel 1989, che si pone come obiettivi la divulgazione del metodo scientifico e la spiegazione razionale dei cosiddetti fenomeni paranormali. Tra i soci fondatori spicca Piero Angela, il famosissimo divulgatore televisivo italiano. 

Cominciamo dai meriti (innegabili) de CICAP: i loro interventi e le loro inchieste hanno sicuramente salvato delle persone che rischiavano di cadere vittime di truffe (ad esempio sedicenti maghi, indovini, etc.) portando avanti campagne socialmente utili per evitare che questi raggiri potessero perpetrarsi ancora. Fin qui tutto bene. Ma veniamo ora alle critiche (altrettanto innegabili) che dobbiamo fare a questi signori.

Il metodo: mi dispiace, ma l’atteggiamento ultra-conservatore (quasi integralista) contro qualsiasi novità non è un atteggiamento scientifico. Esempio? L’omeopatia. Proprio sull’omeopatia sembra arenarsi oggi il CICAP, non a caso: pare che il drammatico calo di consensi e di soci (e quindi di entrate) siano in gran parte dovuti a questo atteggiamento di rifiuto anacronistico di ogni teoria alternativa (culminato con una brutta copia del “suicidio omeopatico” promosso dagli scettici inglesi). Queste posizioni medievali non sono certo ben viste, neanche dalle comunità scientifiche. Non a caso, quando il CICAP ha promosso una campagna per raccogliere 500 nuove associazioni per salvarsi dalla chiusura (quasi inevitabile) quanti “grandi scienziati” hanno sentito il bisogno di soccorrere questi prodi guerrieri della scienza? Zero. Neanche uno. E non riusciranno neanche a fare 500 soci in un anno. Il che è tutto dire

Questo atteggiamento di rifiuto è diametralmente opposto all’atteggiamento che dovrebbe tenere uno scienziato. La scienza avanza, non conserva. Non si ferma, ma procede. Si evolve. Ergo, fatti e fenomeni che oggi parrebbero assurdi e inspiegabili, in futuro potrebbero essere accompagnati da nuove scoperte scientifiche. Certo, non con l’atteggiamento chiuso e retrogrado del CICAP. Lo scienziato deve sempre avere la mente aperta a nuove scoperte, anche se dovesse significare mettere in dubbio le passate certezze. Insomma, questi del CICAP sembrano più talebani della scienza, che scienziati o ricercatori. Se tutti gli scienziati avessero avuto le posizioni di Piero Angela (un "uomo di scienza" nuclearista contro l'energia eolica?) e del CICAP, saremmo ancora all'età della pietra.

I temi: le tematiche che toccano spesso, al contrario di quello che il loro nome lascerebbe intendere, non sono affatto paranormali. I cerchi nel grano sono fenomeni paranormali? No. L’assassinio di J.F. Kennedy a Dallas è un fenomeno paranormale? No. Il crollo delle Twin Towers l’11 settembre è un fenomeno paranormale? No. La morte di Lady Diana è un fenomeno paranormale? No. Cos’è un fenomeno paranormale, innanzitutto? 
Un fenomeno paranormale è un evento che risulta contrario alle leggi della fisica e agli assunti scientifici.

Cosa dovrebbe fare a questo punto il CICAP, se fosse composto da persone serie? Indagare! Spiegare cosa c’è di strano e, se il fenomeno è spiegabile scientificamente, dire perché. Se non lo fosse, la scienza deve saper ammettere che non riesce a trovare spiegazione a questo dato fenomeno.

Cosa fa invece il CICAP?  A priori, dice “questo non è possibile”. Ed ecco che il gioco riesce. Ma le cose non stanno così, la realtà è molto più grave invece: il CICAP, “smascherando” maghi e impostori, assume una credibilità “a basso costo” (“Avete visto? Hanno scoperto il mago che ingannava la gente?”) per poi sfruttare strumentalmente questa credibilità per mettere dentro un unico calderone assieme a maghi, nani e buffoni ambulanti, anche questioni che il Sistema non vuole che vengano messe in discussione: 11 settembre, Dallas e così via.

Quello che il CICAP sembra fare non è smascherare bufale paranormali: l’obiettivo è sbufalare (in malo modo e in malafede) tematiche molto più delicate (come l’11 Settembre) per indurre la gente a credere (senza porsi domande) alle cosiddette “versioni ufficiali”. Certo, ci vuole una bella faccia tosta. Specialmente in Italia, il paese delle stragi di Stato, Ustica, le trattative Stato-Mafia, eccetera, eccetera, eccetera.

giovedì 24 marzo 2016

Il lato nascosto della realtà: l’importanza dei siti di contro-informazione



Specialmente in giorni come questi in cui avvenimenti gravi si svolgono, i siti di contro-informazione sono molto attivi ma spesso additati dai media mainstream come fonte di dis-informazione.
Ma esiste una teoria matematica per la quale essi sono invece utili per giungere alla verità.
Insomma, chi crede ai ‘complotti’ spesso sbaglia, chi non ci crede sbaglia più spesso

Il rischio peggiore che si corre a fare informazione libera è quello di essere definiti “complottisti”, un termine che ha origine nel 1964 quando vennero definite “teorie del complotto” le obiezioni di chi non accettava le conclusioni della commissione Warren sull’assassinio di KFK. Da allora sempre più spesso si è sviluppata la tendenza a chiudere ogni dubbio sullo svolgimento di importanti fatti di politica e cronaca neutralizzando le obiezioni come “complottismo”.

Sulla necessità di andare oltre le apparenze e le versioni disponibili su grandi media si è espresso molto chiaramente uno dei pochi critici dell’informazione omologata, Marcello Foa, con l’articolo “Oltre il “complottismo” (meditate gente, meditate…)” le cui ultime righe riassumono pienamente il senso:
Magic Mirror (M.C. Escher)
"Le guerre asimmetriche non si dichiarano. Si fanno. Chi attacca non si scopre e non rivendica, ma è implacabile nel suo agire. Chi subisce sovente non capisce e dunque non sa difendersi, accelerando così i tempi della sconfitta, mentre il pubblico assiste interdetto.

Complottisti e anticomplottisti si accapigliano su singoli episodi ad elevata visibilità mediatica, mentre la realtà è molto più semplice (gli uomini sbagliano! E il caso esiste…) eppure al contempo più sofisticata… Analizzare la complessità, individuare i nessi invisibili . Questo conta. Tutto il resto è show."

Proporre letture alternative dei fatti fa parte della ricerca di quei nessi invisibili di cui parla Foa, chi scrive facendo informazione alternativa compie dunque questo tipo di operazione, un lavoro che in quest’ottica, diventa non solo da non condannare, ma utile o ancora meglio, indispensabile per giungere alla verità.

Questo tipo di approccio si basa sul postulato che nei fatti della geopolitica esista sempre qualche nesso nascosto e che quindi per giungere alla comprensione della realtà vadano ricercate e ricostruite le parti mancanti nelle ricostruzioni apparenti.

Ma quel postulato secondo il quale esiste sempre qualcosa di non evidente in un fenomeno, è stato affrontato in una grande teoria matematica nata alla fine degli anni ’70 e non sviluppata come avrebbe meritato, la “Teoria delle catastrofi” del matematico francese René Thom, da lui definita come “una metodologia, se non di una sorta di linguaggio, che permette di organizzare i dati dell’esperienza nelle condizioni più varie“.

Se i dati dell’esperienza sono le notizie riportate sui grandi media, non dobbiamo considerarle come il risultato finale di una elaborazione che ci dice cosa e perché è successo, ma dobbiamo considerarli come elementi di partenza da elaborare, abbiamo dunque bisogno di una metodologia che ci permetta di organizzarli, cioè di capirli.

Per spiegare meglio il pensiero di Thom riportiamo un altro passaggio del suo libro “Parabole e catastrofi” del 1980:

"Pensiamo alla mitologia platonica della caverna: come gli uomini della caverna, non vediamo altro che i riflessi delle cose e per passare dal riflesso alla cosa stessa bisogna moltiplicare le dimensioni dello spazio e e munirsi di una sorgente che nel caso di Platone è il fuoco, il fuoco che illumina. La teoria delle catastrofi suppone appunto che le cose che vediamo sono solo riflessi e che per arrivare all’essere stesso bisogna moltiplicare per uno spazio ausiliare e definire in questo spazio prodotto l’essere più semplice che per proiezione da origine alla morfologia osservata."
In poche parole, i fatti come vengono proposti sono solo delle ombre della realtà e per decifrarli bisogna aggiungere delle “dimensioni” nascoste, bisogna cioè necessariamente fare delle congetture alla luce di un’ipotesi interpretativa. Questo ampliamento delle dimensioni in cui si svolgono le vicende è proprio quanto fa chiunque suggerisce ipotesi e connessioni supplementari, e anche se molte di queste interpretazioni saranno errate il loro valore è nel suscitare interrogativi e “moltiplicare le dimensioni” del fatto osservato.
Una definizione semplificata di questo meccanismo l’ho trovata qualche giorno fa in un commento ad un articolo pubblicato sul sito Comedonchisciotte, uno di quelli che svolge proprio questa funzione di moltiplicatore di dimensioni, l’autore dell’intervento è “Toussaint”:


"La controinformazione funziona così. Le prove non possono che essere di tipo induttivo. La verità di tipo giuridico, semmai dovesse venir fuori, si può ottenere dopo decenni. La controinformazione si basa sulle analisi politiche, sul ragionamento, sulla consultazione di documenti riservati, su testimonianze ‘coperte’. Se uno avesse prove di tipo giuridico andrebbe in Tribunale, non scriverebbe sui siti di contro-informazione.

Su Ustica ci hanno detto per trent’anni che era stata una bomba, poi si è scoperto che era stato un missile. Nel corso degli anni erano stati in molti a scrivere che si trattava di un missile aria-aria. Che prove di tipo giuridico avevano fornito? Eppure avevano ragione.

Qualcuno, poi, ha verificato le notizie ‘ufficiali’? Devo fare l’elenco delle cavolate che l’informazione mainstream spaccia per ‘verità’? Eppure quasi tutti ci credono. Ricordate, ad esempio, i primi bombardamenti dei Turchi? Per un mese l’informazione ufficiale ci ha detto che stavano bombardando l’Isis, poi abbiamo scoperto che avevano bombardato i Curdi, alleati degli Stati Uniti. Imbarazzante, vero?"
Prove di tipo induttivo, non giuridico, analisi che esulano dai fatti certi per aprire scenari e collegamenti nascosti, questa è la contro informazione, e si tratta di un metodo che ha una sua legittimazione teorica alla luce della quale chi usa il termine dispregiativo “complottismo” compie un’operazione di appiattimento della realtà che porterà all’accettazione delle “ombre” proiettate sulla parete della caverna di Platone.

Per via del suo uso strumentale e riduzionista l’uso di tale termine va quindi respinto e considerato come un tentativo di chiudere il confronto evitando gli argomenti proposti con una denigrazione dell’interlocutore, o come segno di un errore metodologico.
Fonte: www.enzopennetta.it

Riporto ora parte di un commento all'articolo originale in quanto mi trovo d'accordo con il suo contenuto:
"Le “teorie alternative” potrebbero essere uno stimolo alla riflessione e alla ricerca della verità, se fossero lette, analizzate e rielaborate con vivace spirito critico, ma purtroppo vedo che molti (sia “complottisti” che non) tendono a credere a tutto quello che conferma una propria visione della realtà preconcetta.
Quasi tutti fanno “cherry picking” senza neanche rendersene conto (ammetto che capita anche a me, è un meccanismo psicologico “difensivo” molto comune, da cui è difficile liberarsi). Di cervelli veramente scettici, e capaci di mettere insieme in maniera logica i “pezzi” a propria disposizione, per comporre un “puzzle” che non sia pesantemente influenzato dai pregiudizi, mi sa che ce ne sono pochi .."

lunedì 29 settembre 2014

11 settembre, la "Quarta Verità": la ricerca della dott.ssa Judy Wood

Il titolo si riferisce, rispettivamente, a:
1) la versione ufficiale
2) le torri abbattute con l'esplosivo (es i video di Mazzucco)
http://risveglioglobale.blogspot.it/2013/09/11-settembre-la-nuova-pearl-harbor.html
3) la "Terza Verità"
http://risveglioglobale.blogspot.it/2011/09/11-settembre-la-terza-verita.html  http://risveglioglobale.blogspot.it/2011/09/11-settembre-osservazioni-che.html
Il lavoro di Mazzucco e affini è stato fondamentale per chiunque desiderasse avvicinarsi al problema e naturalmente offre molte informazioni assai puntuali, però rispetto alla demolizione delle torri la cosiddetta "terza verità" appare maggiormente coerente con i dati reali osservati

La ricerca della dott.ssa Judy Wood appare togliere un ulteriore velo....

Lasciamo che sia l'evidenza a raccontare la storia, invece di forzarla ad andare in una certa direzione...

sabato 18 gennaio 2014

CARO ADAM (KADMON) TI SCRIVO. . .



Caro Adam (KADMON) ti scrivo così per distrarmi un po’, ma siccome ho molti dubbi qualcosa ti chiedero . . . ..
Mi domandavo “chi sei?”. Una volta col tuo nome facevano vedere un’altra persona (link), aveva delle caratteristiche somatiche completamente diverse, ma soprattutto aveva una voce diversa.
Forse mi sbaglio, ma le tue caratteristiche fisiche, la tua voce, la tua ottima pnl, sono alla base della scelta di te come il personaggio dietro ad ADAM, poi ci sarebbe anche da spiegare bene il tuo nome, in quanto in tanti non sappiamo il significato, sicuramente avrai una spiegazione valida.

Ho visto che sai tante cose e le sai pure nei dettagli, manco fossi uno dei servizi segreti, e personalmente non ritengo umanamente possibile sapere molte cose e saperle bene, anche se oggi c’è la rete; mi chiedevo, visto che sai quasi tutto (ti manca giusto quello che non vogliono che tu sappia), il perché anche tu, che non hai peli sulla lingua, non dici alcune cose importanti?
Ti chiedo di perdonarmi fin d’ora se non sono aggiornato sulle tue esternazioni, non ti “seguo” in quanto non guardo la tv, ho letto poche volte il tuo sito e non ho letto i tuoi libri.
E’ vero che dici delle cose vere e verificabili, ma è anche vero che ci butti in mezzo alcune inesattezze, come quelle riferite alle scie nel video in basso, ti premunisci però presentandoti con l’assunto che le tue teorie si sono dimostrate vere per dar credibilità a quelle tue bugie che non devono apparire tali.
La tua pnl è molto valida, la tua voce è suadente, il tuo aspetto è piacevole e come se non bastasse in alcune circostanze hai anche fatto credere di essere commosso, non è un caso, tutto fa parte del progetto costruito intorno al personaggio che tu insceni molto bene; ovviamente la massa ti viene appresso, almeno a giudicare da quanto leggo in giro e sulle recensioni del tuo libro “Illuminati”, che non disdegno minimamente anche se non l’ho letto, ma posso solo dirti che a mio avviso riferisci solo cose che possono essere riferite (progetto Disclosure). Ho guardato a fondo quell’immagine di te che trasmettono in tv, in essa non sono riuscito a scorgere quel che cercavo: una scintilla, tipica dell'uomo libero. Se tu sei un uomo stai attento potresti perdere qualcosa che ha più valore della vita stessa: l’umanità.

Sono contento che confermi l’esistenza delle scie chimiche, molti pensavano che fossero solo un’illusione di alcuni sparuti attivisti (io non assurgo neanche ad essere tale, forse, e dico forse, sono solo un pensatore), poi però dici a cosa servono, argomento a cui dovevi giungere prima o poi, se non altro per tutto il tam tam sui siti di tutto il mondo e su qualche televisione(estera); come giustificazione hai adotto le solite usate dal sistema per poterle imporre (surriscaldamento globale che tra l’altro non esiste, per quel che dicono ormai moltissimi scienziati). Sorvolando sulle motivazioni che adduci ritieni che possono essere pericolose per gli esseri umani per via delle sostanze in esse contenute e guarda caso non le elenchi queste sostanze, non parli degli effetti dannosi di tali sostanze(ogni sorta di malattia). 

Oramai i veri scopi della geoingegneria clandestina sono stati palesati e documentati; ci sono persone che dedicano tutto il loro tempo per comprendere tali verità e trasferirle agli altri (vds siti tankerenemy, sulatestagiannilannes ecc.) quindi non mi dilungo ancora.

Inoltre mi chiedevo perché non parli dei terremoti artificiali? Della Terra cava? Degli esperimenti sul sole? Dei pianeti abitati? Delle basi sulla luna ed in altri pianeti di altre civiltà, ma anche nostre? Delle armi spaziali? Della finta che tu stesso stai facendo. O non hai difetti? Del programma di riduzione della popolazione mondiale in atto? Della programmazione mentale operata anche tramite la tv, che impedisce all’uomo medio di avere la forza di reagire e quindi si adatta a qualsiasi cosa si trova davanti, anche alle più schifose? Perché non fornisci gli strumenti di protezione che consentirebbero a tutti di porsi delle domande vere?
Potresti parlare anche di scienza dicendoci come vengono utilizzate le scoperte segrete? Potresti parlarci dell’inesistenza del bosone di higgs e della nuova fisica scoperta (in sogno) da un italiano? 
Forse non puoi.

I tuoi giovani ammiratori sono al corrente di quale futuro il sistema ha in mente per loro? I padri che ti seguono sanno a quali patto dovranno scendere in un prossimo futuro per continuare a vivere? Le mamme ed i loro bambini sono consapevoli delle loro sorti già prevista dal sistema?
Adesso non è che quando arriverà l’obbligo del microchip ci vorrai far credere che è sempre per il nostro bene vero? Quando diventeremo tutti esseri biologici comandati a distanza (ancor più di quanto lo siamo già adesso) continuerai a trovare argomentazioni a favore? Quando sarà il momento ci verrai a dire che i chip sottocutanei non fanno male, anzi, sono stati testati per molti anni sui nostri fedelissimi animali (molti dei quali morti proprio a causa del chip). 
Ho l’hai già fatto? Scusami, come ti ho accennato che non seguo le tue disclosure.

Ho molti quesiti ed altrettanti dubbi, tu invece appari pieno di certezze, come fai?
Immagino che le tue rivelazioni servano a qualcosa; forse a coprire altri segreti? O a preparare l’umanità ad una nuova verità?

A forza di fare quello che facciamo il nostro organismo si adatta ad esserlo, per una questione di sopravvivenza e di evoluzione, anche se questo dovesse costarci l’anima, il nostro organismo biologico cercherà di preservarsi, proprio per questo appare chiaro che noi piccoli mortali, giornalmente esposti alle peggiori nefandezze chimiche e frequenziali adattiamo in automatico il nostro organismo tanto da giungere tra non molto a non essere più tali (umani) ecco a cosa si riferiscono quelli che rappresentano la trasformazione psicotronica dell’uomo, ovviamente già in atto da tempo.
Chi intuisce il mondo concorda con le tue teorie solo nella parte che può essere verificata e condivisa, ma ha anche la necessità di conoscere lo sconosciuto e non facilmente intuibile.

Il programma per cui lavori non tratta i misteri, ma solo i segreti che però sono già stati declassificati. I misteri sono sconosciuti a tutti mentre i segreti sono conosciuti da pochi, ma essendo alcuni “liberalizzati” ora fanno parte della conoscenza comune.

Si può essere uomini senza essere umani? Si può essere morti pur vivendo? Si può dire la verità mentendo?
E’ chiaro che le tue risposte non devono essere indirizzate a me ma a chi ti segue senza farsi domande, i miei dubbi potrebbero venire anche ad altri.

Prima di chiudere non voglio dimenticare di dirti una cosa molto importante a cui tengo molto, forse la più importante: ti auguro ogni bene. In quanto persona come me anche tu hai le tue motivazioni ed i tuoi problemi che solo tu conosci, quindi ti auguro di raggiungere le tue aspirazioni, non quelle che hanno previsto per te, ti auguro appunto ogni bene.
Un abbraccio.

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