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domenica 1 gennaio 2017

UNIVERSO OLOFRATTALE

UNIVERSO OLOFRATTALE


“La filosofia naturale è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi, io dico l’universo, ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua e conoscer i caratteri nei quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto.” Il Saggiatore, Galileo Galilei (1564-1642)

Quando Due anni fa iniziai lo studio della “Geometria Sacra” intuivo l’estrema importanza di questa materia ma non riuscivo a comprendere il legame fra i vari concetti matematici e geometrici che contenuti in essa, sembrava non esistesse un filo conduttore fra i vari argomenti.

La geometria dei frattali è riuscita a dare coerenza a questo mio intero percorso di studio, i Frattali sono la summa dei principi della geometria sacra, contengono nella loro meccanica il set principale di leggi naturali che regolano la creazione di un microcosmo come di un macrocosmo, essi sono il modo in cui l’Intelligenza Universale, il Logos, manifesta la sua Creazione nella Realtà che percepiamo.
Per il loro sviluppo i frattali seguono le leggi note come la Sequenza di Fibonacci, La spirale Logaritmica, il Rapporto Aureo Phi 1,618, Il Phi Greco π, le Radici Quadrate di due tre e cinque, i concetti di Zero ed Infinito, la geometria dei Solidi Platonici e la Multi-dimensionalità in scale differenti.
I Frattali implicano l’auto-similarità, strutture di questo tipo possono essere ripetute più volte creando forme apparentemente diverse fra loro ma simili nel loro intimo, i frattali sono un modello valido comunque ed ovunque. I frattali sono la geometria più efficiente per poter contenere un numero teoricamente infinito di spazio lineare in un’area finita, è così che la natura riesce a fare contenere 96000 metri di vene e arterie in un corpo umano.
La teoria dei frattali riesce a trovare l’Ordine implicito nell’apparente Caos dei modelli naturali, essa riesce a spiegare come una foglia contenga nella sua struttura l’immagine dell’albero a cui appartiene o l’esatta direzione con cui un fulmine si propagherà nell’atmosfera.


Un buon modo per cominciare a comprendere i concetti che intendo esporre in questo testo consiste nel visionare questa magnifica video-intervista a Benoit Mandelbrot Video: I Frattali e la Matematica di Benoit Mandelbrot, dove Mandelbrot in persona racconta la la sua esperienza di ricercatore dedicata allo studio della matematica e della geometria culminata con la scoperta della Geometria Dei Frattali e le applicazioni di tale teoria in molti campi della ricerca, dall’elettronica alla medicina.

BIOGRAFIA MANDELBROT
Benoît Mandelbrot (Varsavia, 20 novembre 1924–Cambridge, 14 ottobre 2010) è stato un matematico polacco naturalizzato francese, noto per i suoi lavori sulla geometria frattale. Nato in Polonia da una famiglia ebrea di origini lituane, ha vissuto in Francia per buona parte della sua vita. È nato in una famiglia con forte tradizione accademica: sua madre era laureata in medicina, e suo zio Szolem Mandelbrot era un famoso matematico specialista in analisi matematica; suo padre si occupava della vendita di abiti.

Nel 1936 la famiglia lasciò la Polonia, stabilendosi a Parigi. A Parigi fu iniziato alla matematica dai suoi due zii, che contribuirono alla sua educazione e formazione, sia scientifica che umanistica. Nel 1939, a causa dello scoppio della guerra, si trasferì con la famiglia a Tulle, un paesino della Francia centrale, dove si diplomò nel 1942.
Educato in Francia, ha sviluppato la matematica di Gaston Julia e ha dato inizio alla rappresentazione grafica di equazioni su computer. Mandelbrot è il fondatore di ciò che oggi viene chiamata geometria frattale, e ha dato il proprio nome a una famiglia di frattali (detti appunto frattali di Mandelbrot) e a un particolare insieme (detto insieme di Mandelbrot).
A partire dai primi anni sessanta, e fino ai giorni nostri, l’applicazione della geometria frattale a questioni economiche ha condotto Mandelbrot a mettere in discussione alcuni consolidati fondamenti dell’economia classica e della finanza moderna, quali l’ipotesi di razionalità dei comportamenti degli agenti economici, l’ipotesi dell’efficienza del mercato, e quella secondo cui i movimenti dei prezzi di mercato sono descrivibili come un cammino casuale (random Walk) in analogia al moto browniano di una particella in un fluido.
Mandelbrot scoprì il suo frattale quasi per caso nel 1979, mentre conduceva degli esperimenti per conto del Thomas J. Watson Research Center dell’IBM, dove, con l’aiuto
della computer grafica, poté in seguito dimostrare che il lavoro di Julia del 1918 (e che suo zio gli aveva consigliato nel 1945), poteva essere uno dei frattali più affascinanti; una delle numerose curiosità del frattale di Mandelbrot è che esso comprende, pur nella sua semplicissima formula, anche il frattale di Julia.

I suoi lavori sui frattali in quanto matematico impiegato all’IBM gli hanno fruttato una “Emeritus Fellowship” ai laboratori di ricerca T. J. Watson.
L’analisi frattale delle variabili economiche e finanziarie ha portato nell’ultima decade alla nascita della cosiddetta finanza frattale, nella quale lo stesso Mandelbrot ritiene siano attualmente impegnati almeno un centinaio di ricercatori. Altri ricercatori sono impegnati nel più vasto campo dell’econofisica.
Oltre alla riscoperta dei frattali in matematica, dimostrò che essi possono essere la chiave di lettura delle forme presenti in natura, dando il via a una particolare sezione della matematica che studia la teoria del caos. Nel 1993 gli è stato conferito il prestigioso Premio Wolf per la Fisica, “per aver trasformato la nostra visione della natura”. Il 19 marzo 2007 ha tenuto una “Lectio Magistralis” dal titolo “Il liscio, il ruvido e il meraviglioso” durante il Festival della Matematica a Roma.
Numerose università del mondo gli hanno conferito la laurea honoris causa; in Italia l’Università degli studi di Bari gliene ha conferita una in Medicina e Chirurgia il 13 novembre 2007 con la seguente motivazione: “La visione altamente unificante del fenomeno della vita che ci offre il professor Mandelbrot, si riflette in campo medico con un approccio unitario, prima sconosciuto, alla malattia e alla persona malata”. In occasione del conferimento della laurea, il prof. Mandelbrot ha tenuto una lectio magistralis intitolata “Fractals in Anatomy and Physiology”, nella quale fra l’altro affermava:« Il concetto di base che unisce lo studio dei frattali alle discipline come la biologia e quindi anatomia e fisiologia parte dalla convinzione di un necessario superamento della geometria euclidea nella descrizione della realtà naturale. Volendo essere molto sintetici, i frattali servono a trovare una nuova rappresentazione che parta dall’idea di base che il piccolo in natura non è nient’altro che una copia del grande. La mia convinzione è che i frattali saranno presto impiegati nella comprensione dei processi neurali, la mente umana sarà la loro nuova frontiera. » Mandelbrot muore il 14 ottobre 2010, all’età di 85 anni, a causa di un cancro del pancreas
 
I FRATTALI
Per poter comprendere i concetti di “Frattale” e di “Attrattore” è necessario che prima di continuare nella lettura guardiate con attenzione questo video, dove Mandelbrot e Lorenz parlano in prima persona delle loro scoperte: Frattali documentario – YouTube.

DEFINIZIONE DI FRATTALE
“La geometria euclidea è incapace di descrivere la natura nella sua complessità, in quanto si limita a descrivere tutto ciò che è regolare. Tutti gli oggetti che hanno una forma perfettamente sferica, oppure… mentre osservando la natura vediamo che le montagne non sono dei coni, le nuvole non sono delle sfere, le coste non sono dei cerchi, ma sono oggetti geometricamente molto complessi.” (da Les objects fractals 1975”)

I frattali sono delle speciali figure geometriche che presentano in maniera ripetitiva e dettagliata, ad ogni livello di ingrandimento, una struttura auto-similare (per cui ogni porzione del frattale è una riproduzione – analoga, non identica – su scala ridotta dell’intera figura). Il termine frattale è stato coniato nel 1975 dal matematico Benoit Mandelbrot (derivandolo dal latino “fractus” – frazionario) ma in effetti già dalla fine dell’800 i matematici avevano incontrato alcune figure dalle proprietà anomale che avevano definito “mostri matematici”, una tra le più famose è la Curva di Koch che trasformando ognuno dei suoi 3 segmenti iniziali in 4 sotto-segmenti e ripetendo indefinitamente il processo, da origine ad una figura che pur essendo delimitata in uno spazio finito possiede una lunghezza infinita.

Una delle “strane” peculiarità di un frattale è che non può mai essere disegnato completamente, e infatti ciò che vediamo di esso è solo un’iterazione finita (l’iterazione è la ripetizione del calcolo della formula che definisce il frattale), mentre per loro stessa concezione i frattali sono strutture complesse e non finite, ad ogni ingrandimento rivelano dettagli precisi, sempre nuovi, che solo il calcolo mediante il computer ha permesso di rappresentare graficamente. Nei frattali esiste dunque la possibilità di iterare virtualmente all’infinito ciascun punto della figura prima di passare al successivo, ed è proprio per questo che la dimensione occupata nello spazio dai frattali non è una dimensione finita (come nel caso delle figure elementari della geometria: D1=linea, D2=quadrato, D3=cubo), bensì una dimensione frazionaria, concetto questo che mette a dura prova la capacità di immaginazione.
In generale un frattale è un insieme che gode di una o più proprietà seguenti:
Auto-somiglianza: è l’unione di copie di se stesso a scale differenti;
Struttura fine: il dettaglio dell’immagine non cambia ad ogni ingrandimento;
Irregolarità: non si può descrivere come luogo di punti che soddisfano semplici condizioni geometriche o analitiche; la funzione è ricorsiva ed irregolare localmente e globalmente;
Dimensione Frattale: sebbene possa essere rappresentato in uno spazio convenzionale a due o tre dimensioni, la sua dimensione non è necessariamente un intero; può essere una frazione, ma spesso anche un numero irrazionale. E di solito maggiore della dimensione topologica.
La dimensione frattale è quindi il numero che misura il grado di irregolarità e di interruzione di un oggetto, considerato in qualsiasi scala.
Da quando Mandelbrot ha introdotto la geometria frattale, è nato un nuovo linguaggio di descrizione delle forme complesse della natura: essi richiedono algoritmi, semplici funzioni ricorsive, che, iterate un gran numero di volte, forniscono un’immagine. 

AMBITO DI APPLICAZIONE DEI FRATTALI
Negli anni ’80 con tale nuova geometria si sono trovati frattali in ogni ambito: dalla natura, alla medicina, alla musica e si è sviluppata una branca della geometria frattale che studia i cosiddetti frattali biomorfi (studia le forme della natura come il corallo etc.); inoltre si parla anche di frattali con condensing, che utilizzano le trasformazioni geometriche del piano, i metodi IFS ed L-System. I frattali sono usati da fisici e ingegneri nello studio dei sistemi dinamici, per costruire modelli che descrivono il moto dei fluidi turbolenti ed i fenomeni di combustione; ma secondo gli autori sono importanti anche per le dimensioni extra e per la descrizione della gravità. Inoltre i frattali trovano applicazione nella compressione delle immagini trasmesse e dei film virtuali, nella distribuzione degli errori su certe linee telefoniche, nello studio dei terremoti, degli uragani, del DNA, del cuore, dei vasi sanguigni, del moto ondoso degli oceani, la riproduzione di mezzi porosi, lo studio degli idrocarburi e della Natura in generale: coste geografiche, corso dei fiumi etc.

STORIA DEI FRATTALI
In questo Testo trovate un’ottima analisi dei frattali classici come la Curva di Koch , il triangolo di Sierpinski , la polvere frattale di Cantor , La curva di Peano e la curva di Hilbert .


ATTRATTORI

martedì 29 dicembre 2015

Le Onde Di Forma

Le Onde Di Forma
Pubblicato su "Aura Mundi" nel luglio agosto del 2010

Le emanazioni vibrazionali generate dalle strutture geometriche, utilizzate dalle più remote civiltà ed oggi riscoperte dalla nuova fisica.

L’Universo, negli infiniti elementi di cui è composto, viene percepito dagli esseri viventi grazie alla forma. In effetti, sotto questo aspetto, non esiste nulla che non abbia una forma, per quanto impalpabile possa essere la materia di cui l’elemento è composto; persino sostanze dalla forma estremamente variabile, come i gas, possiedono a livello molecolare una specifica struttura.

Fin dai primordi dell’esistenza biologica, in un ambiente tridimensionale come quello che ci caratterizza, la forma è ciò che ha consentito e che consente agli esseri viventi di acquisire consapevolezza di ciò che li circonda e di se stessi.
Anche nella Bibbia si fa preciso riferimento a ciò, in senso metaforico, quando si menziona l’episodio del reciproco riconoscimento di Adamo ed Eva avvenuto grazie al loro osservarsi.

La forma possiede un legame con l’elemento che la manifesta, non solo per quanto attiene il concetto di consapevolezza appena descritto, ma anche per motivazioni più squisitamente funzionali.
È, infatti, estremamente agevole rendersi conto del nesso, non certo casuale, esistente tra la forma e la funzione alla quale è destinato l’oggetto o l’elemento che la possiede; basti pensare agli svariati organi componenti del corpo umano, alla loro particolare struttura ed al compito che svolgono nell’ambito del mirabile complesso organico in cui sono inseriti; non è un caso, per fare un esempio, che lo stomaco esibisca una forma a sacco, in quanto questa è la struttura ideale tramite la quale esso può assolvere allo scopo per il quale è venuto ad esistenza.

Tutto il complesso delle forme naturali che ci circonda è, inoltre, contraddistinto dalla meravigliosa perfezione geometrica che possiedono, a partire dalla precisa simmetria della struttura del reticolo cristallino in base alla quale si formano i minerali, fino a giungere alla straordinaria bellezza di configurazioni dalle smisurate dimensioni come le galassie.
Le forme naturali, globalmente, discendono dalla messa in opera delle forze della natura e, dunque, ne costituiscono la logica rappresentazione.

Antiche conoscenze delle onde di forma.
Sin dalle epoche più lontane, nelle diverse vetuste culture e tradizioni, veniva impiegato il potere delle forme all’interno delle strutture degli amuleti o nei riti religiosi, nei quali si faceva spesso uso di simboli fondamentali quali la croce, il cerchio, il triangolo. Si parla, a tal proposito, di geometria sacra la cui conoscenza detiene una provenienza molto antica, essendo stata ritenuta da tempi remoti il complesso di elementi sul quale è edificato l’intero Universo e da cui traspare l’ordine divino presente in tutto ciò che esiste.
Tra le diverse forme appartenenti alla geometria sacra, una delle più rilevanti e note è quella chiamata “Vesica Piscis” (mandorla mistica) scaturente dall’intersezione di due cerchi aventi lo stesso raggio con la circonferenza di uno passante per il centro dell’altro e viceversa. I due segmenti che si vengono a creare all’interno di tale figura, uno che attraversa il centro orizzontalmente e l’altro che connette verticalmente i punti di intersezione dei due cerchi, stanno tra di loro in un rapporto congruente alla proporzione aurea. Quest’ultima deriva dal rettangolo aureo (usato già nell’antichità in architettura), ovvero da un rettangolo divisibile da un segmento in un quadrato e in un rettangolo più piccolo, avente anche quest’ultimo lo stesso rapporto tra i lati che ha il primo. Tale proporzione, chiamata numero d’oro, 1,618, rappresenta il rapporto ideale tra due lunghezze per produrre un effetto estetico più armonioso e si trova all’interno della struttura di formazione di molti organismi naturali, come la forma a spirale del Nautilus Pompilius e le proporzioni dell’essere umano. Le caratteristiche di tale numero, presente anche nella successione matematica di Fibonacci, nelle proporzioni dei crop circles, della piramide di Cheope e di molte altre strutture sacre, furono approfondite nel 1509 dal grande matematico Luca Pacioli ed utilizzate da Leonardo da Vinci nelle sue incredibili creazioni artistiche.
Dall’applicazione grafica ripetuta della Vesica Piscis deriva un’altra configurazione molto conosciuta, nota con il nome di “Fiore della Vita” rintracciabile in diversi antichi reperti presenti in varie zone del pianeta (Egitto, Irlanda, Turchia, Inghilterra, Israele, Cina, ecc.). Tale figura rappresenta simbolicamente, secondo il ricercatore Drunvalo Melchizedek, le fasi della Creazione a partire dal primo giorno della Genesi, come è possibile arguire dalla struttura della Vesica Piscis che rievoca, appunto, il processo di divisione grazie al quale si origina la cellula, ovvero la vita. Ad esso seguono gli altri cinque giorni della Creazione rappresentati dagli ulteriori cerchi del Fiore della Vita.
Ma perfette strutture geometriche e simboliche sono presenti anche nei “mandala” utilizzati nelle tradizioni tibetana, nepalese ed indiana e costituenti strumenti di iniziazione e di accesso a stati di coscienza superiori, attivabili grazie alla loro contemplazione non razionale e operanti, dunque, a livello non verbale.

Moderne conferme: la rifrazione angolareIn Francia ed in Belgio lo studio delle onde di forma ha conosciuto un forte sviluppo ad opera soprattutto dei due ricercatori francesi Chaumery e De Belizal, del fisico Louis Turenne, e dei fratelli Servranx. Grazie ai loro studi, questi scienziati hanno appurato che le figure geometriche, se orientate al nord magnetico terrestre, possono assorbire ed emettere il flusso magnetico della Terra.

La capacità di emissione di figure geometriche riprodotte in grafici, deriva dal fatto che la materia emette, oltre alla vibrazione causata dal movimento atomico, anche un’effusione energetica dovuta alla sua specifica forma correlata alla rifrazione angolare e chiamata "emissione ad onde di forma". Tale emissione possiede una lunghezza d'onda molto corta, come quella delle cellule, ed è fortemente sensibile all’energia del pensiero, la quale è in grado di amplificare e potenziare la valenza energetica dei grafici.

Ma lo studio delle forme e delle loro caratteristiche ha condotto alla scoperta, di cui già parlavano gli antichi Egizi e Greci, dello stretto legame esistente tra la geometria ed il suono, come è desumibile dal fatto che gli intervalli matematici della scala musicale sono sottoposti alle leggi geometriche. Ciò fu ulteriormente confermato dalle sperimentazioni realizzate dal musicista e fisico Ernst Chladni, basate sulla creazione di forme (chiamate "figure di Chladni") su uno strato di sabbia grazie alle vibrazioni sonore del violino, i cui risultati furono pubblicati nel 1787 nella sua opera “Scoperte sulla teoria dei suoni”. Più tardi, nel 1967, ciò fu avallato dal fisico e medico Hans Jenny che dette origine alla scienza nota come Cimatica, vale a dire lo studio delle forme d’onda, la cui base è la relazione che lega la forma alla frequenza dell’energia, rapporto grazie al quale la forma di ogni cosa esistente deriva da legami energetici aventi una determinata frequenza vibratoria di base.

Hans Jenny, tramite la trasmissione del suono attraverso sostanze agevolmente deformabili, come il gesso, il sale, provò che ogni materiale sotto l’azione di una determinata vibrazione, acquisisce una specifica forma esattamente connessa alla frequenza d’onda che lo ha attraversato. Egli pervenne al risultato consistente nel fatto che basse frequenze originano forme basilari come i cerchi, mentre frequenze più alte creano figure sempre più composite alla stregua dei tetraedri, dei mandala e delle configurazioni pitagoriche.

Uso terapeutico del potere delle forme.

sabato 7 giugno 2014

LE PIRAMIDI "RUSSE" DI ALEXANDER GOLOD

Avete mai sentito parlare delle Piramidi Russe? 
Ho saputo di loro leggendo alcuni articoli sulle ricerche del gruppo di Gariaev (genetica ondulatoria).  E siccome questa era anche per me una novità, ho fatto un po’ di ricerche nel web russo. 
Ecco cosa posso raccontarvi dopo aver esaminato decine di siti web che contengono  testimonianze degli sperimentatori e notizie ufficiali.

Dal 1990 in poi sul territorio dell’ex-URSS sono state costruite 17  piramidi alte 11e  22 m; la Piramide più famosa  è alta 44 m. 
E’ situata sulla statale Mosca –Riga ed è da anni oggetto di pellegrinaggio da parte di moltissime persone in cerca di salute e di tanti curiosi.  L’idea della costruzione delle grandi piramidi appartiene ad Alexander Golod,  matematico, ora imprenditore.
La piramide sulla statale Mosca - Riga è stata  costruita  da A. Golod  (foto) nel 1999 a spese proprie ed è costata circa 1 milione di dollari. E’ la più grande d’Europa, pesa 55 tonnellate ed è fatta di pannelli di fibra di vetro senza l’uso delle parti metalliche; i pannelli sono attaccati con dei perni dello stesso materiale e con la colla.
 A differenza delle piramide egizie, le piramidi di Golod sono costruite   tenendo conto della “sezione aurea”, sono più slanciate, rivolte al cielo e al Cosmo.
Le piramidi di questa forma emettono anche all’esterno influenzando l’ambiente a molti km di distanza. L’altezza della piramide deve superare circa due volte il lato del quadrato alla base. La piramide va orientata a Nord, e uno spigolo deve “guardare” la Stella Polare.

A CHE SERVONO LE PIRAMIDI, SECONDO GOLOD?
E PERCHÉ GOLOD SI È ALLONTANATO DALLE PROPORZIONI DELLE PIRAMIDI EGIZIE, LE CUI PROPRIETÀ SONO BEN NOTE?

All’inizio le dichiarazioni di A.Golod mi hanno sorpreso, ma poi...
Ecco cosa scrive lui stesso nell’articolo  “Le piramidi dalla “sezione aurea”, generatori di Vita”:
“...Dobbiamo tenere presente che tutte le piramidi  sono potenti, e  agire con criterio costruendole: quando ci allontaniamo dalle proporzioni della sezione aurea,  ci allontaniamo dalla cosa più importante – dall’Armonia. Allontanandoci dall’armonia assisteremo agli effetti  molto potenti, sia in positivo sia in negativo. Basta pensare alle Piramidi dell’Antico Egitto, o a quelle del Messico, del Perù. Le piramidi egiziane per millenni sono state considerate la prima meraviglia del mondo. E tutto questo tempo nello spazio attorno alla Terra aveva dominato la logica che corrisponde alla loro forma. La struttura e i collegamenti di questo spazio  sono dominati da questa logica. Certo, per quei tempi tutto ciò ha avuto effetti positivi per la Terra e i suoi abitanti. Ora però, nel XXI secolo, l’Umanità è spinta, istintivamente, verso una logica più elevata,  è cresciuta e ha bisogno di un nuovo ambiente. Le Grandi Piramidi in Egitto  meritano tutta la nostra stima, sono la nostra memoria. Sono un monumento alle civiltà del passato.
Ma ora altre Piramidi, che mirano nel cielo e suggeriscono la strada ai nostri cuori e ai nostri pensieri, diventano oggetti del nostro interesse.”

Secondo Alexander Golod,  la struttura degli spazi dell’Universo che possiedono oggetti materiali densi, come il sistema solare,  è soggetta alle deformazioni prodotte anche dall’attività mentale, dalla Coscienza.  Immaginiamo di entrare in una stanza con specchi deformanti e vedere la  nostra immagine ...  anch’essa sarà deforme, ed è così che appare il mondo diventato disarmonico a causa dell’attività distruttiva dell’uomo.  Tutto ciò che di negativo succede nella società, come  conflitti sociali, malattie, epidemie, criminalità,  guerre, crisi economica, nonché molti disastri naturali, sono la conseguenza della deformazione dello spazio in cui viviamo, che è altamente disarmonico.

Una piramide costruita secondo le regole dell’armonia, corregge la disarmonia dello spazio; tutto ciò che cade nella sfera della sua influenza comincia a svilupparsi  verso il raggiungimento dello stato armonico.  Il raggio d’azione della piramide di 22 m (costruita vicino al lago di Seliger)  è di 100-150 km.
Se l’altezza della piramide si raddoppia,  la sua influenza cresce 105 – 107  volte! PROBABILMENTE,  PIRAMIDE DI 44 m COPRA TUTTO LO SPAZIO TERRESTRE.

- Secondo Golod, “le piramidi si sviluppano nel tempo, simili agli alberi dai quali noi aspettiamo i frutti.... i frutti della piramide appaiono dopo un po’ di tempo e ogni anno diventano più forti... non è possibile  costruire una piramide di 22 m senza aver prima preparato il posto  con una piramide di 11 m... il ciclo di preparazione per la costruzione della grande Piramide ha richiesto 5 anni”
Sulle piramidi russe sono state condotte molte ricerche e prodotti molti documenti, a firma di medici, biologi, fisici,  chimici e persino astronauti.   A tutte le domande dei giornalisti Golod risponde con i certificati in mano, abituato a sentire giudizi negativi e persino ostili (in un sito cristiano-ortodosso piuttosto "fondamentalista" le sue piramidi sono descritti come esempi dell’architettura “satanica”).

Tuttavia è risultato che:
    I radar militari misurano sopra la Piramide di 44 m una colonna di energia che continua per diversi chilometri in alto, ed è simile a quelle che si riscontrano sopra le centrali nucleari, senza però procurare nessun allarme radiazioni. Lo strato di ozono  nell’area delle piramidi è migliorato: Alexander Golod è convinto che la costruzione delle piramidi possa aiutare a risolvere questo grosso problema dell’umanità;
     Un pozzo di petrolio a Ishimbaj ha aumentato la produzione perché il petrolio è diventato meno  viscoso;
     L’acqua nel lago Seliger, da anni sporca, è tornata pulita, sono riapparsi i gamberi d’acqua dolce, scomparsi da decenni, e anche le cicogne.  Vicino al  letto del fiume che scorre nei pressi della piramide, sono comparse le fonti d’acqua pura, i prati sono cosparsi di fiori  delle specie  protette;
      Le proprietà fisico-chimiche di molte sostanze cambiano, come cambiano  i riferimenti considerati costanti;
     Il sistema immunitario degli animali soggiornati nella zona della piramide si rafforza, si bloccano molti processi tumorali;
     I medicinali diventano molto più efficaci perdendo i loro effetti collaterali;
     Secondo Golod,  ABBIAMO A CHE FARE CON LA FISICA CHE ANCORA NON CONOSCIAMO”.

     Le sostanze cristalline – pietre e minerali - sono un importante mezzo per  trasmettere l’informazione delle piramidi. Dentro la grande Piramide fanno crescere i cristalli – le cosiddette “MATRICI ENERGETICO-INFORMAZIONALI” che entrano in risonanza con la forma della piramide-madre.  Secondo il costruttore, questi cristalli memorizzano le caratteristiche della grande Piramide. Le matrici  vanno orientati a nord, come erano orientati durante la loro crescita.  Ultimamente è iniziata la produzione dei  cristalli  che crescono ruotando costantemente (metodo “multipolare”), e non  hanno bisogno di essere orientati. Questi cristalli si vendono dentro le piramidi e nei laboratori di  Golod. Le pierre caricate dentro la piramide,  messe poi sul terreno formando un cerchio, trasmettono il messaggio della Piramide;
     Secondo Golod, “l’età ha il ruolo molto importante per una piramide, ma ha la sua importanza anche l’età delle piramidi che le erano precedute “.   Si progetta di costruire una piramide ancora più grande di quella di 44 m;
     Un modellino della piramide insieme alla MATRICE crea l’effetto risonanza, e allora l’effetto del modellino aumenta moltissimo;
     L’ingresso nella Piramide  di 44 m è gratuito, molte persone ci tornano diverse volte all’anno e ci passano delle ore. Le braccia di una persona che si trova al centro della piramide, sotto la sua apice, si elevano nell’aria da soli, come se  fossero mosse da una corrente invisibile;
      L’effetto della piramide sui visitatori è particolarmente forte durante i primi 4-5 giorni, alcuni si sentono peggio di prima, soprattutto coloro che hanno diverse patologie. Si tratta di uno stato transitorio; in seguito  l’organismo acquista uno stato più armonico;
     Qualcuno  usa le “MATRICI” attaccandoli a sinistra e a destra della settima vertebra che è la proiezione dell’ipotalamo; messe così sono capaci di agire su tutto l’organismo. Si usano anche per eliminare i blocchi di energia nei punti dell’agopuntura.  Molti visitatori li comprano per attaccare  alla piramide casalinga fatta di  stecchi di legno  legati insieme e fissati su una base quadrata (devono essere messe una di fronte all’altra);
     Le MATRICI possono essere divise in più parti e messe agli angoli delle stanze di casa. Tali matrici non hanno bisogno di essere orientati se sono state ottenute con il metodo  multipolare: si potrebbe addirittura  attaccare alla tazza e al piatto che usiamo tutti i giorni un millimetro della sostanza per avere il cibo e le bevande portatori dell’effetto Piramide;
     Nel 1998 Golod aveva collocato le pietre trattate nella Piramide  attorno ad alcuni carceri ed istituti di pena situati nella regione di Tver (circa 5000 detenuti), nello stesso tempo ai detenuti si dava nel cibo il sale trattato nella piramide. I risultati: la quantità di suicidi tra i detenuti è calata drasticamente, come pure le violazioni del regime carcerario, mentre i crimini commessi nei luoghi di detenzione  sono scomparsi del tutto. Le guardie erano unanime nell’osservare che i detenuti erano diventati “più umani”;
     Sul tetto dell’ospedale della città di Togliatti è stata costruita una piramide alta 11 m,  molto amata sia dai medici sia dai pazienti;  il tempo di recupero della salute  dei pazienti  si è accorciato;
     Nel reparto della rianimazione neonatale (Mosca) è stata sperimentata  una soluzione di glucosio  con l’aggiunta di una goccia della stessa soluzione trattata nella grande Piramide; gli strumenti avevano registrato un immediato e stabile miglioramento dello stato di salute dei neonati;
     L’acqua nella grande Piramide non si congela nemmeno a 40° sotto zero e rimane in stato liquido per anni;
     Qualsiasi sostanza bruciata dentro la Piramide acquista l’odore d’ INCENSO e perde l’odore proprio;

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