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sabato 21 dicembre 2019

BIG DATA: IL PIÙ GRANDE NEMICO DELL’UMANITÀ

DIETRO LE QUINTE DI BIG DATA: IL PIÙ GRANDE NEMICO DELL’UMANITÀ
Dietro le Quinte di Big Data
Nel nuovo libro Dietro le Quinte (Bizzocchi, Pamio, Perucchietti, in uscita a Novembre per Uno Editori) uno dei temi più importanti e a cui dedichiamo adeguata attenzione è una delle forme di potere e controllo delle masse più subdole ed invasive, quella che va sotto il nome di Big Data. Il termine è di recentissimo conio (2014) e in ogni caso non viene mai troppo utilizzato dai media mainstream. Scrivo questo perché quando di una cosa che ha ricadute enormi sulle nostre vite, non si parla, o si parla poco, occorre subito pensar male. Se dunque non si fa pubblicità alla cosa con tutta probabilità vi sono dei motivi validi. Vediamo quali.

Il Sistema che controlla il pianeta
Partiamo anzitutto dall’osservazione che il “Sistema” che nel suo insieme ci controlla è un essere proteiforme e mutante. In realtà è più che mutante, è continuamente mutante, cosicché risulta estremamente difficile, quantomeno per la persona media, coglierne le mille sfaccettature e conseguenti pericolosità.
Noi oggi viviamo in una società globalizzata che misura tutto in termini di flusso di informazioni e Big Data rappresenta esattamente questo: la raccolta in presa diretta e senza sosta di tutti i dati che disseminiamo costantemente dietro di noi quando navighiamo, telefoniamo, mandiamo email, usiamo whatsapp, pubblichiamo post, foto, commenti, acquistiamo con le carte di credito, ci registriamo in qualche sito e così via.

Chi raccoglie i Big Data?
Tutti questi dati vengono tracciati e raccolti. Ma chi è che li raccoglie?
Perlopiù i megacolossi del web conosciuti anche come The Big Four (Amazon, Facebook, Google, Apple)
e poi Uber, AirBnB e così via. Tutti questi dati vengono raccolti, catalogati, interpretati e infine, ovviamente, utilizzati. Big Data costruisce così, in tempo reale, un enorme data base che fornisce un quadro precisissimo del profilo psicologico, emozionale, sociale di tutti noi. I servizi che queste aziende ci offrono sono in stragrande maggioranza gratuiti ma è facilmente intuibile che se il servizio è gratuito allora la merce siamo noi, o, meglio ancora, la nostra anima.

La profilazione dell’individuo
Questa raccolta ed elaborazione di dati e la creazione del profilo di ognuno di noi si chiama appunto profilazione, un altro termine che solo recentemente è entrato a far parte del vocabolario comune. Lo si sente usare ma pochi sanno cosa significa veramente. La profilazione non è altro che la raccolta ed elaborazione di tutti i dati raccolti su ogni singolo individuo ed il loro utilizzo, almeno in prima battuta, è per scopi puramente commerciali.

Grazie alla profilazione una azienda può procedere dunque con un marketing mirato. Potremmo anzi ben dire che la profilazione è lo strumento principe del marketing mirato.
Anche se l’accaparramento di questi dati e la loro elaborazione viene definito profiling, più correttamente lo dovremmo definire spionaggio. Provate a pensare che tutto ciò che fate, dite, scrivete, ecc., viene tracciato, registrato e conservato in un file a vostro nome in un qualche server sperduto chissà dove. Più che di realtà aumentata qui occorre parlare di libertà diminuita.


Il Data Mining
Come vengono profilati gli utenti? Attraverso il data mining, ovvero l’estrazione, tra tutti i dati raccolti, di quelle informazioni reputate di interesse grazie al lavoro continuo di algoritmi potentissimi (si stima che mediamente un algoritmo raddoppi la propria potenza di calcolo ed elaborazione ogni 18 mesi) che ci profilano come detto senza sosta e in tempo reale. Questi algoritmi, confrontando continuamente tutti i nostri dati, scartano ciò che secondo i loro parametri non conta, e traducono in profili efficaci (e vendibili) il nostro quadro.
Come scriviamo in Dietro Le Quinte, sembra che il maggior acquirente di profilazioni dai colossi del web è l’industria farmaceutica e questo dovrebbe davvero farci riflettere molto.
L’industria farmaceutica, ma così tutte le industrie, acquistano dunque dati per questioni commerciali, cioè per venderci qualcosa (merci o servizi che siano), ma occorre poi pensare che ci sono anche e soprattutto in ballo questioni di controllo sociale.

Controllo sociale delle masse, dittatura dolce e governo invisibile.
Già nel 1928 Edward Bernays, il nipote di Freud, universalmente riconosciuto come il fondatore
delle Relazioni Pubbliche e padre degli attuali spin doctors, scriveva nel suo testo fondamentale Propaganda che, “nella società democratica le opinioni, le abitudini e le scelte delle masse vengono indirizzate da un «potere invisibile che dirige veramente il Paese» (si riferiva agli Stati Uniti ovviamente).
Bernays dunque, quasi 100 anni fa e con tecniche limitatissime se paragonate a quelle odierne, aveva già indicato chiaramente come tutti noi viviamo in una sorta di dittatura democratica in cui la gente, immersa nella propaganda sin dalla nascita, viene costantemente manipolata ed eterodiretta, ed in definitiva spiata e controllata.
Il dramma, rispetto ai tempi di Bernays, è che lo sviluppo tecnologico, con l’esplosione che ha conosciuto anche solo negli ultimi dieci anni (cioè dall’avvento degli smart-phone per essere chiari), permette oggi una tracciatura, ovvero un controllo, costante e infallibile. Di tutti noi. Per di più lo fa con il nostro tacito benestare.

Smart-Phone: uno strumento di spionaggio
Per capire le cose, soprattutto nel mondo-Matrix che abitiamo, occorre sempre fare lo sforzo di pensare al contrario. Nel nostro caso occorre dunque operare un ribaltamento di concetto per capire che cosa è e cosa rappresenta davvero un banale (ma non innocuo) smart-phone, strumento che secondo alcune stime ha raggiunto, tra la popolazione italiana, una penetrazione pari all’incirca al 75%: e cioè un controllore invisibile e infallibile e non un allegro dispensatore di servizi perlopiù gratuiti che ci fanno divertire e/o ci rendono la vita più facile.
Gli smart-phone (ma anche tutto il resto) non sono oggetti creati per renderci la vita più piacevole e facile (semmai per distrarci, che è un’altra cosa) bensì per controllarci.
Le caratteristiche malefiche dello strumento di spionaggio chiamato smart-phone.
Mi concentro sullo smart-phone non in quanto intrinsecamente peggiore di altri strumenti di controllo e manipolazione delle masse, quanto perché riunisce in sé, in pochi centimetri quadrati, caratteristiche che vanno a determinare la situazione, che oserei definire panottica, in cui ci troviamo a vivere.

Che cos’è davvero uno smart-phone?

domenica 8 dicembre 2019

Gatekeepers: guardiani del destino dell’umanità

Gatekeepers: guardiani del destino dell’umanità
Parlare solo di politica, solo di salute, solo di alimentazione o di qualunque altra cosa non è più ammissibile, non si può tacere su tutto il resto, non si può non vedere tutto il resto con cui è interconnesso il consueto dibattere.

A cosa serve parlare solo di politica, o di società, o di leggi, o d’altro tralasciando(volutamente?) la scienza, l’economia, la salute, i vaccini, i tumori, il 5G, la biogeoingegneria(scie chimiche ecc.), le guerre, la Chiesa, la Nasa, i media, la tv, lo sport, il global warming, la terra piatta, le energie e non per ultima l’evoluzione dell’uomo stesso? Perché se tutto è profondamente collegato?

Di tanto in tanto mi ritrovo a seguire alcuni importanti controinformatori e a chiedermi, ma com’è possibile? Ci fanno o ci sono? Non vedono, non sentono, o non ne vogliono parlare di tutto il resto, tutto ciò che è strettamente correlato ai loro argomenti e che deve assolutamente essere menzionato per far comprendere il disegno più grande?
Neanche a me piace parlare di alcuni argomenti, di politica per esempio, eppure l’ho dovuto fare, non potevo esimermi vista la forte compenetrazione di essa con tutto ciò che tratto maggiormente.

Capita quindi che diffidi di certe persone dedite solo ad una informazione ristretta, di nicchia e che vogliono spiegare(agli altri) e cambiare il mondo solo considerando le loro scialbe informazioni che da sole non servono a niente se non a distrarre e/o coprire tutto ciò che ad esse è indiscutibilmente connesso. 

Non mi piace giudicare, ma se qualcuno consapevolmente o meno fa il gatekeeper non posso far finta di niente, non posso stare a guardare mentre deridono la gente; si occupassero di tutto o meglio ancora di niente. Non abbiamo alcun bisogno di farci distrarre dal “piccolo” lasciandoci sfuggire la comprensione della grande illusione che tiene intrappolata la nostra mente.
C’è da dire che inconsapevolmente ognuno di noi, in una piccola misura, induce lontano da alcune verità(azione tipica del gatekeeper), ma qui però mi riferisco a chi attua un lavoro sistematico di deviazione e ottundimento del normale discernimento, quelli che, anche senza mentire, limitano coscientemente l’apprendimento di ulteriori tasselli della nostra realtà e vita.

Riguardo invece ai “comuni mortali” devo anche precisare che il “non dovete tacere” è anche indirizzato a tutti quelli che sanno e non fanno, sanno e si nascondono, sanno e fingono che vada tutto bene.

Sapere senza agire è il peggiore dei mali dell’umanità, è il segno che vi hanno soggiogati ancora di più di chi non sa, cercate invece di usare il vostro sapere agendo in qualsiasi modo per ritrovare la vostra libertà, perché chi non rischia almeno un po’ attraverso l’azione consapevole è il vero schiavo.
Quando possiedi la verità quello
che ti dicono che non puoi fare è quello che devi fare…
Quando tu sai devi farti avanti e parlare…
Se abbracci questa realtà
nessuna cosa creata dall’uomo ti potrà fermare(Fonte)
Ai contro informatori di nicchia che svolgono comunque un apprezzato lavoro vorrei chiedere di allargare gli orizzonti per far vedere meglio l’inganno che non è mai circoscritto in un solo ambito ma che abbraccia sovente ogni settore della vita.
E’ doveroso parlare un po’ di tutto se no è meglio tacere.

Massima attenzione ai veri gatekeepers, non dei semplici troll, ma degli esseri ben addestrati, senza più tracce d’umanità, sempre che prima ne avessero, che agiscono alla luce del sole e sono supportati non si sa bene da chi considerato che sia sul web che altrove acquisiscono una rilevante notorietà; hanno buone doti comunicative e sono scaltri nel sviare discorsi per loro inopportuni, il loro scopo è tenerci impegnati a lungo, lontani da certi argomenti, da certi pensieri, da certe deduzioni. 

I gatekeepers, quelli veri, sono strumenti molto potenti in mano al sistema, vengono usati anche a loro insaputa per placare gli animi di un popolo o un settore di esso che è stato troppo vessato, forniscono suadenti speranze di riscatto e quindi inducono all’inazione i meno attenti. Spesso per acquisire un alto livello di credibilità questi personaggi infimi e viscidi simulano vessazioni dal sistema che invece sostengono e fingono rabbia verso esso, ma sono maestri della simulazione che solo pochi attenti al linguaggio del corpo possono comprendere e quindi dubitare. Di norma sono politically correct non esagerano mai verso il finto nemico per non alimentare fuochi, in altri casi invece fingono azioni disperate senza successo poiché solitarie. Ciò che fanno è di non creare “unione d’intenti” fornendo qua è la piccole o vaghe speranze di un cambiamento cercando di non farsi nemici tra i propri “fan”. Sono maestri nell’illudere e tutti prima o poi gli credono.

Distolgono le masse dalla grande distrazione del sistema tutta incentrata sul non farci capire chi siamo e su cosa possiamo, per impedirci di vivere la nostra vera natura di umani-divini-creatori e trasformarci invece in degli inetti schiavi.

Tenendoci scrupolosamente impegnati a distanze siderali dalla comprensione del chi siamo, dove siamo e perché siamo qui i gatekeepers guidano il destino dell’ignara umanità.
Marcello Salas
 

Agg.to gennaio 2021
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domenica 28 luglio 2019

Via libera al 5G (senza studi)

Via libera al 5G (senza studi)

Non la abbiamo votata. Non da cittadini, non da parlamentari italiani, non in Europa. Eppure è bastata una delibera dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) e, da gennaio, in 120 comuni italiani, sono state impiantate le antenne per il 5G, l’ultima tecnologia a radio frequenze millimetriche che permetterà connessioni super veloci.
Il Belgio per il momento l’ha rifiutata e la Svizzera ha chiesto di sospendere le nuove installazioni. Cliccate qui. Il motivo? Non se ne conoscono gli effetti sulla salute. Non si sa se il livello delle radiazioni che nei prossimi anni interesserà la superficie terreste e l’atmosfera, ci farà male oppure no. E se dovesse danneggiarci, quanto potrebbe farlo e in che forma. Qui l’elenco dei comuni sperimentatori.
Carenza di studi.
“Sul 5G non esistono studi in vitro (cellule), in vivo (cavie) e epidemiologici – ci spiega Livio Giuliani, dirigente di ricerca e biofisico, uno dei massimi esperti dell’argomento nonchè estensore della prima legge italiana che nel 1998 fissò il tetto limite delle radiofrequenze. Allora c’era il 2G. “Da sempre sono previste cautele all’esposizione elettromagnetica, nel 1998 abbiamo revisionato gli studi scientifici esistenti e costruito la legge fissando per la prima volta un limite di esposizione (sei Volt metro per ogni intervallo di 6 minuti). Abbiamo aperto una strada sulla protezione ambientale che è stata poi seguita da molti Paesi. Durante il governo Monti però (effetto di un decreto) il nostro limite di sicurezza è stato “allentato” e l’esposizione calcolata nell’arco delle 24 ore. Così l’irradiazione consentita potrebbe aumentare di 1.440 volte in un intervallo di 6 minuti”. Cliccate qui.
Nessuno ha protestato?
“No, il provvedimento non ebbe risonanza: la misura venne inserita nel “decreto crescita”. È stata la prima volta che un organismo tecnico come la Cei (al quale ci siamo ispirati per costruire la nostra legge che in Italia detta le norme per fare le misure elettriche e magnetiche) è stato soppiantato da una decisione politica”.
Perché occorre prudenza riguardo all’esposizione ai campi elettromagnetici? Che cosa si sa oggi?
“Già gli esperimenti condotti negli anni ‘70 sui pulcini mostrarono l’effetto tossico dei campi elettromagnetici sulle cellule, in particolare si osservò un’alterazione della pompa del calcio intracellulare. Significa che le onde interagiscono con i fondamenti della vita. Nel 2011 la IARC (l’agenzia dell’OMS che ricerca le sostanze cancerogene) stabilì che le radiazioni comprese fra i 30 kHz e i 300 Ghz (quindi anche i 2,6 Ghz del 4G e i 27,5 Ghz del 5G) sono possibili cancerogeni per l’uomo (Gruppo 2B). Sono almeno 10.000 gli studi che supportano il principio di precauzione (perfino il 27% di quelli finanziati dall’industria della telefonia)”. Cliccate a pag 2 per studi epidemiologici IARC.
Gli studi sul 2 e 3 G.
Dopo il 2011 sono stati condotti due importanti studi sperimentali sul 2G e sul 3G dall’istituto Ramazzini italiano e dal National toxological program (Ntp) americano. Entrambi sono arrivati agli stessi risultati analizzando diverse frequenze. È emersa nei topi un’incidenza maggiore di glioblastomi al cervello e di un raro tumore delle cellule del sistema nervoso di cuore e cervello (Schwann). Combinazione sono i due tipi di tumore emersi anche da uno studio epidemiologico sulla popolazione (Philps et al. Regno Unito): dopo 10 anni di utilizzo di telefono per almeno tre ore al giorno. “Una coincidenza tra studi osservazionali e sperimentali a migliaia di chilometri di distanza non può essere dovuta al caso” – ha fatto notare Fiorella Belpoggi, direttrice dell’Area Ricerca dell’Istituto Ramazzini e responsabile dello studio italiano. Cliccate qui.
“Nei forti utilizzatori di cellulari sono state colpite le aree temporale e frontale, quelle più coinvolte durante l’uso del telefonino” ha spiegato Belpoggi durante un’audizione parlamentare nel mese di febbraio.
L’incidenza.
“L’evidenza degli studi in laboratorio e sull’uomo mostra un cancerogeno di bassa potenza – ha aggiunto Belpoggi – Ma si deve considerare che il numero delle persone esposte è altissimo, sono miliardi di persone in tutto il globo. È un problema di salute pubblica dato che molte migliaia (se non milioni) potrebbero essere le persone suscettibili ai danni biologici da radiofrequenze”.
La lezione del passato.
La ricercatrice del Ramazzini ricorda che “amianto, fumo di tabacco, benzene, formaldeide e altre sostanze hanno mostrato cancerogenicità in studi sperimentali decenni prima che le agenzie regolatorie prendessero provvedimenti restrittivi, fino al bando” (che il benzene fosse coinvolto in tutte le leucemie, ad esempio, si sapeva dal 1979. Eppure…)
Le aziende di tecnologia non sono tenute a presentare studi di sicurezza.
La telefonia è inspiegabilmente una zona franca. Per le normative mondiali qualsiasi prodotto abbia un impatto sulla salute deve essere corredato da studi di sicurezza. L’industria chimica produce corposi dossier di valutazione del rischio per ogni nuova sostanza immessa sul mercato, altrettanto bisognerebbe fare per le radiofrequenze. Anche l’industria automobilistica oggi è soggetta a valutazioni sulla sicurezza meccanica e delle emissioni, perché no la telefonia mobile? Se mi metto alla guida di un mezzo, a certe condizioni, so che potrei rischiare, ma appunto ‘so’ e mi assumo il rischio.
Non solo. Tutti gli elettrodomestici devono superare i test di certificazione ma se non vi sono limiti chiari per il 5G come potranno certificare?
Ai governi ricordo che oggi abbiamo tutti i mezzi per condurre studi adeguati, perché non ci impegniamo?”

5G e aumento tumori, le ultime ricerche parlano chiaro: il pericolo esiste ed è fondato

Sconti miliardari alle compagnie di telefonia.
Livio Giuliani fa notare che la gara per il 5G porterà nelle casse dello Stato la metà dei miliardi che arrivarono nel 2000 per il 3G. “Evidentemente sono l’unico a stupirsi, nel 2000 l’Italia incassò 13,6 miliardi per concedere le frequenze alle varie compagnie. Quest’ultima gara ne porterà poco più di 6. Ho sentito esponenti del governo esultare e non ne capisco le ragioni…”
L’Internet delle cose.
Grazie al 5G si sperimentano i droni che volano sulle nostre teste; le spie nei cassonetti dell’immondizia (segnalano il momento di svuotarli); i sensori sui palazzi all’Aquila che al minimo tremolio chiudono i rubinetti del gas e lanciano l’allarme; le ambulanze smart. Arriveranno le auto senza conducente, i frigoriferi che mostrano quando un alimento è scaduto, gli elettrodomestici che si azioneranno a distanza e i campi di grano che diranno al contadino quando devono essere annaffiati.
Il prezzo da pagare sono onde elettromagnetiche dappertutto, giorno e notte. Perché il 5G viaggia su frequenze altissime, ma che ha una “portata” di viaggio limitata. Richiede mini antenne disposte a distanza ravvicinata, ogni cento metri per poter connettere fino a un milione di oggetti per chilometro quadrato.
L’invito alla prudenza.
Fiorella Belpoggi intervistata da Massimo Mazzucco, qui, rilancia il suo appello ai governi: “Non si tratta di tornare indietro e respingere in blocco le nuove tecnologie ma di conoscerle per darsi delle regole. Questo è lo sviluppo sostenibile: impostare le decisioni politiche sulla ricerca. Dopo una valutazione attenta si potrebbe decidere cosa dotare di strumenti super efficienti. Se ha senso un ospedale smart, magari non lo hanno un frigorifero o un pannolino da neonato dotato di 5G.
Mi prendo la responsabilità di quello che conosco: quei tumori li ho visti. E tacere oggi è da criminali”.
Come difenderci.
Da un lato vi sono le misure che possono mettere in atto i governi. Livio Giuliani ricorda che “le nostre leggi prevedono il principio di precauzione (legge quadro 36 del 2001) e, in Europa, la Risoluzione ambientale del 2009 ove si osserva con orgoglio che 9 Paesi europei hanno rispettato i limiti di sicurezza stabiliti da noi. Questi testi sono il risultato di anni di battaglie e dimostrano che ha prevalso l’attenzione alla salute. Si tratta di un successo italiano nella protezione ambientale”.
Già, ma il 5G ha ottenuto il via libera con un decreto.
Occorre ricordare ai governi che non siamo al punto zero. E che abbiamo già gli strumenti per tutelarci”.
Per quanto riguarda la protezione individuale ecco alcuni accorgimenti da privilegiare: meglio parlare al telefono con il viva voce tenendolo a 15-20 centimetri di distanza (come riportato nel foglietto illustrativo); l’auricolare con il filo, per un verso riduce l’esposizione, per l’altro funge da antenna. Quello senza filo si comporta come una radio.
Non tenere lo smartphone nella tasca dei pantaloni, si è visto che le onde agiscono sulla motilità degli spermatozoi; non dare ai bambini iPad o telefonini connessi (soprattutto sui mezzi in movimento come treni, autobus o automobili), piuttosto scaricare film e canzoni e spegnere la connessione; abitudine, quest’ultima da adottare durante la notte.

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martedì 14 maggio 2019

Facebook vieta qualsiasi contenuto sulla consapevolezza del vaccino (ingredienti dannosi, reazioni avverse, pregiudizi, collusioni nell’industria della malattia ecc.).

Facebook vieta tutti i contenuti sulla consapevolezza del vaccino, compresi i fatti sugli ingredienti del vaccino, sul pregiudizio del vaccino e sulla collusione nell'industria del vaccino

(Naturale News) Proprio come avevamo avvertitoi giganti della tecnologia ora si stanno muovendo in modo aggressivo per mettere al bando tutti i discorsi che contraddicono qualsiasi posizione "ufficiale" si decida di essere "la verità" dall'istituzione corrotta.  Questa settimana, Facebook ha annunciato che bloccherebbe tutti i contenuti su Facebook che mettono in discussione il dogma ufficiale sui vaccini , che insiste falsamente sul fatto che i vaccini non hanno mai fatto del male a nessuno (una bugia esilarante), che i vaccini contengono solo ingredienti sicuri (un evidente inganno) e che i vaccini sempre lavorare su tutti (un'altra bugia ridicola).

Facebook sta raggiungendo questo obiettivo etichettando le informazioni sulla consapevolezza del vaccino "disinformazione" o "bufale". In cima alla lista c'è l'affermazione che i vaccini sono legati all'autismo - qualcosa che persino lo scienziato di prima classe del CDC rivela essere vero , eppure il vaccino l'industria sostiene che è tutto uno scherzo (al fine di coprire i crimini di violenza medica contro i bambini che vengono commessi dagli spacciatori di vaccini).
In particolare, i giganti della tecnologia stanno mettendo al bando le informazioni sulla verità del vaccino etichettandolo come "disinformazione" esattamente nello stesso modo in cui vietano il contenuto conservativo etichettandolo come "incitamento all'odio". Semplicemente inventano una falsa categoria per giustificare il divieto, il tutto mentre schiaccia la libertà di parola degli utenti (e in definitiva portando alla vaccinazione di milioni di bambini innocenti). 

Sotto questo sistema contorto di polizia del linguaggio, possono vietare qualsiasi contenuto che non piace semplicemente etichettandolo come "falso" o "odioso", anche se è vero e importante.
Non ti piace l'infanticidio e l'uccisione di neonati umani dopo la loro nascita? Questo è "discorso d'incitamento contro le donne", presto Facebook dichiarerà. E ti verrà vietato parlare di aborto.
Preoccupato per il fluoruro e come danneggia lo sviluppo del cervello e riduce il QI dei bambini? Quello sarà etichettato come una "beffa" da parte di Facebook, anche se è scientificamente verificato attraverso più studi per essere vero .

Il trucco della censura: limitazione del contenuto a "informazioni autorevoli"

"Monika Bickert, vicepresidente di Facebook per la gestione delle politiche globali, ha affermato che la rete dei social media ridurrebbe la distribuzione di dati falsi e fornirebbe agli utenti informazioni autorevoli sulle vaccinazioni", riferisce AFP, tramite Breitbart .
Certamente, "informazione autorevole" significa qualsiasi propaganda che lo stato profondo del vaccino sta spingendo al momento. L'industria dei vaccini è immersa in conflitti di interesse e una lunga storia di sopprimere scienziati e informatori che tentano di mettere in guardia il pubblico sugli effetti tossici degli ingredienti del vaccino come il Thimerosal (contenente mercurio), i coadiuvanti di alluminio, il glutammato monosodico, la formaldeide e altre neurotossine apertamente ammessi dal CDC come ingredienti usati nei vaccini somministrati ai bambini .
Proprio di recente, l'Associazione dei medici e chirurghi americani ha denunciato i vaccini obbligatori , citando "nessun rigoroso studio sulla sicurezza" e avvertendo della corruzione della scienza del settore dei vaccini. La loro dichiarazione include quanto segue:
  • I produttori sono praticamente immuni dalla responsabilità del prodotto, quindi l'incentivo a sviluppare prodotti più sicuri è molto diminuito. I produttori possono persino rifiutarsi di rendere disponibile un prodotto ritenuto più sicuro, come il vaccino monovalente contro il morbillo in preferenza all'MRU (morbillo-parotite-rosolia). Il rifiuto dei consumatori è l'unico incentivo a fare meglio.
  • Vi sono enormi conflitti di interesse che implicano relazioni redditizie con i fornitori di vaccini.
  • La ricerca sui possibili effetti avversi del vaccino viene annullata, così come il dissenso dei professionisti.
  • I vaccini non sono sicuri al 100% né efficaci al 100%. Né sono gli unici mezzi disponibili per controllare la diffusione della malattia.
Eppure Facebook, sotto la pressione del radicale e squilibrato democratico Adam Schiff, è stato vittima di bullismo nel mettere al bando le conversazioni sui vaccini per placare l'industria dei vaccini e coprire i suoi crimini.

Questo è solo l'inizio: Facebook bandirà presto opinioni umane su cancro, OGM, pesticidi, fluoro, aborto e politica


FACEBOOK E YOUTUBE CENSURERANNO I NOVAX: LA FINE DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE

FACEBOOK E YOUTUBE CENSURERANNO I NOVAX: LA FINE DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE
Facebook contro i no-vax: “contenuti dannosi e non autorevoli”

Di Teresa Franco da Il Format
Dopo aver contribuito alla diffusione di contenuti e gruppi anti vaccinazione, Facebook sta correndo ai ripari sul social e su Instagram.
Sono ufficiali le misure adottate da Facebook contro i no vax. Bisogna sapere che Facebook ha avuto un ruolo massiccio nella diffusione e nell’aumento delle teorie di cospirazione anti vaccinazione o no vax.

Alla luce dei rapporti che indicano la responsabilità di Facebook e YouTube nel diffondere questa forma particolarmente pericolosa di disinformazione secondo l‘OMS, il repubblicano della California Adam Schiff ha scritto alle due società chiedendo di prendere provvedimenti per garantire la salute e la sicurezza dei loro utenti tramite informazioni scientifiche.

No vax: la censura verrà attuata sui social
Come altre forme pericolose di disinformazione online, i contenuti no vax hanno implicazioni distruttive nel mondo reale.
Gli Stati Uniti stanno attualmente vivendo un’epidemia di morbillo, una malattia infettiva completamente prevenibile che sta minacciando la salute dei bambini e degli individui vulnerabili.
Facebook contro i no vax: le modifiche sui social. Contro i contenuti no vax, YouTube ha già preso provvedimenti.
Il mese scorso, Bloomberg ha riferito che Facebook stava analizzando delle misure per combattere al meglio il problema.
La direzione ha valutato idee quali la riduzione e la rimozione di questo tipo di contenuti dai consigli e l’abbassamento di questi gruppi e pagine nei risultati di ricerca.
La strategia si stava già orientando sul minimizzare la diffusione della disinformazione sulla vaccinazione.

Questo e l’indirizzare gli utenti verso informazioni autorevoli, cioè informazioni provenienti da istituzioni scientifiche, sono i mezzi che Facebook adotterà.
Per ottenere un taglio della diffusione della propaganda no vax, Facebook ridurrà i gruppi e le pagine che diffondono questo tipo di contenuti sia nelle news che nella sua funzione di ricerca.
Facebook rifiuterà anche le pubblicità che promuovono la disinformazione anti vaccinazione.
I recidivi che tenteranno di promuovere questi contenuti attraverso gli annunci potrebbero vedere disabilitati i loro account.

Lo stesso varrà su Instagram. Facebook in questo modo eliminerebbe anche adiacenti annunci e diciture anti-vax, incluso il termine ‘controversie sui vaccini’.
Quando Facebook indirizza la sua attenzione verso la riduzione di un particolare contenuto irrazionale e dannoso tende a fare un lavoro abbastanza completo.
Il problema, naturalmente, è che tali sforzi da parte di Facebook e di altre importanti piattaforme tecnologiche rimangono reazionari piuttosto che proattivi.
Fonte: - Il Format

sabato 15 dicembre 2018

Fermiamo il 5G: si può fare?

Fermiamo il 5G: si può fare?
terranuova.it - Mentre si attende che il 5G colonizzi il paese ed estenda a tappeto l'esposizione della popolazione all'elettrosmog, si fa sempre più attuale l'appello con cui, profeticamente già nel 2017, 170 scienziati indipendenti avevano chiesto alle istituzioni dell’Unione Europea di bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G in attesa che si accertassero i rischi per la salute umana. Dal 2019, se non accadranno fatti tali da far invertire la marcia al governo, la popolazione intera sarà esposta alle radiazioni elettromagnetiche sempre più capillari del 5G, che avrà antenne e micro-antenne ovunque, a prescindere dal principio di precauzione.
Si fa sempre più attuale e urgente, dunque, l'appello lanciato già nel 2017 da 170 scienziati indipendenti, i cui primi firmatari sono stati Rainer Nyberg, EdD, proferrore emerito della Åbo Akademi in Finlandia, e Lennart Hardell, docente al Dipartimento di Oncologia della Facoltà di medicina di Orebro in Svezia. Poi sono seguite le firme di altre decine e decine di scienziati. L'appello continua a chiedere alle istituzioni dell’Unione Europea di bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G in attesa che si accertino i rischi per la salute per i cittadini europei. E lo fa con il pieno sostegno dell'associazione AMICA, l'Associazione per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale che da anni si batte su questo fronte.
«Serviranno molte nuove antenne con un’implementazione su larga scala che in pratica si tradurrà in un’installazione di antenne ogni 10-12 case nelle aree urbane, aumentando così in modo massiccio l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici - dicono gli scienziati - Con "l’uso sempre più intensivo delle tecnologie senza fili" nessuno potrà evitare di essere esposto perché, a fronte dell’aumento di trasmettitori della tecnologia 5G (all’interno di abitazioni, negozi e negli ospedali) ci saranno, secondo le stime, "da 10 a 20 miliardi di connessioni" (frigoriferi, lavatrici, telecamere di sorveglianza, autovetture e autobus autoguidati, ecc.) che faranno parte del cosiddetto Internet delle Cose. Tutto questo potrà causare un aumento esponenziale della esposizione totale a lungo termine di tutti i cittadini europei ai campi elettromagnetici da radiofrequenza».

freeskies - non so voi ma credo che la battaglia pro o contro il 5G sarà decisiva. Soprattutto per verificare chi sta dalla parte dell'umanità e chi no. Il 5G è seduttivo, moderno ed anzi futuristico, affabile e coinvolgente, in una sola parola: satanico ed anticristico. La sua imposizione sulla popolazione inerme, e purtroppo assai poco consapevole, potrebbe apparire come un lavoretto facile, non bisogna però mai sottovalutare l'umanità. Mai. Siamo vicini allo scontro finale, il recinto materiale si sta chiudendo. Finché però anche una piccola porzione di umanità resterà vigile e consapevole, la guerra non potrà dirsi perduta. Agiamo e vedremo.

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mercoledì 28 marzo 2018

C'erano una volta i social

I SOCIAL NON SONO PIU’ SOCIAL!!

I tempi cambiano... i social pure

Alle origini i social network erano nati per creare “nuove relazioni sociali e lavorative”, e una nuova modalità di comunicare, REAL TIME e INTERATTIVA.
I punti di partenza quindi erano la comunicazione, la diffusione di contenuti e notizie, la possibilità di interagire in tempo reale con persone in qualunque parte del mondo e in qualsiasi momento in tempo reale.
Non solo il tempo doveva essere REAL. Anche le informazioni, i contenuti, gli attori.
L’interazione prevedeva uno scambio effettivo e reale. Con persone REALI. Poteva aiutare nel lavoro, nel creare nuove amicizie, nel partecipare ad eventi, nel conoscere nuove realtà, acquisire informazioni. Sociali. Reali.
Probabilmente alle origini, Facebook aveva pressochè questo obiettivo e questo significato.
In effetti, sempre alle origini, Facebook stava assumendo forti connotazioni informative.
Testate e giornalisti di tutto rispetto hanno iniziato ad entrarci, e con essi associazioni di consumatori, stampa alternativa, controinformazione, customer care di grandi aziende.
Il presupposto era proprio la dialettica, l’interazione, la domanda e la risposta. In tempo reale.

Poi nel frattempo sono successe un po’ di cose.
I social hanno iniziato a suscitare un forte interesse economico.
Le aziende e le multinazionali hanno intuito le potenzialità di questi potentissimi mezzi di comunicazione e qui è iniziata la trasformazione.

In parallelo le stesse lobbies, le stesse aziende, hanno iniziato a capire molto bene i pericoli di un social di questo tipo.
Le minacce per dirla con linguaggio di marketing.

Facebook ha iniziato a dare fastidio a qualcuno….
è diventato un media di informazione alternativa, talvolta di controinformazione.... è diventato un media esposto a milioni di utenti dove lamentarsi di aziende e di pratiche commerciali scorrette.

Capire le potenzialità e le minacce di questo media così diffuso a livello mondiale, ha fatto scatenare subito una serie di misure e contromisure, mirate a creare il grande INGANNO dei social!

Su Facebook sono stati introdotti meccanismi di super next product e big data analysis mirati ad intercettare i termini utilizzati dagli iscritti per selezionare messaggi pubblicitari personalizzati.
Questo per incrementare le vendite e aumentare a dismisura introiti delle multinazionali.

In parallelo sono stati introdotti algoritmi mirati a filtrare post “ troppo intelligenti” o scomodi.
Si è cercato di scoraggiare le persone a scrivere ed esprimersi troppo : l’introduzione degli sfondi per attirare i likes, altro non è che una modalità per limitare la comunicazione libera.

Se scrivi tanto sarai invisibile.
Se scrivi poco puoi colorare le parole e limiti comunicazioni potenzialmente pericolose perché troppo articolate.
Il livello del social si è fortemente abbassato.

A fine del 2017, su dichiarazione dello stesso Zuckerberg sono stati volutamente ridotti i contenuti informativi e introdotti quelli interattivi.
I giornalisti di spessore e le testate alternative stanno iniziando ad abbandonare facebook…

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