Tutto quello che pensate delle tossicodipendenze è FALSO”
Nel capitolo del libro INGANNATI che parla
della Marijuana ho indicati numerosi motivi per cui questa pianta, vero dono di Dio
all’umanità, dovrebbe essere reintrodotta e riabilitata per i numerosi usi che
se ne possono fare: a livello terapeutico, alimentare ed anche industriale.
E se esiste una piccola percentuale di consumatori che ne fa un
uso “ricreativo” (cioè, se la fuma, tanto per essere più chiari), inutile la proibizione: sia perchè
non risultano essere registrati casi di morte a seguito dell’uso della
cannabis, ma soprattutto perchè, da
un punto di vista puramente economico (valutazione dei pro e dei contro) il proibizionismo, semplicemente, non funziona. Anzi,
direi quasi che è un incentivo: forse non all’uso, sicuramente alla
proliferazione di una fiorente attività criminale che trae enormi utili
da un commercio che potrebbe, se nn fosse illegale, essere di gran lunga
inferiore.
Sono stato molto contento pertanto di trovare questa testimonianza
su Ted.com (“Ideas worth spreading”: “idee che vale la pena di divulgare”)
che dice la stessa cosa, con intelligenti osservazioni derivate anche da
esperimenti scientifici.
Copio e incollo sotto il testo integrale. Buon ascolto.
Translated by Valentina Buda
Reviewed by Carlo Floris
00:11 In uno dei miei primi ricordi cerco di svegliare un parente
senza riuscirci. Ero solo un bambino, quindi non capivo perché ma da grande ho capito che in
famiglia c’era un problema di tossicodipendenza, inclusa quella successiva da
cocaina.
00:24 Ci ho pensato molto ultimamente, anche perché ricorre il centenario da quando abbiamo iniziato a bandire le droghe in America e Inghilterra per poi imporre quel divieto al resto del mondo. È il centenario di quando abbiamo preso questa decisione fatale di prendere i drogati, punirli e farli soffrire, perché credevamo che questo li avrebbe incentivati a smettere.
00:47 Qualche anno fa guardavo alcuni drogati che amo e sono nella mia vita, e cercavo di capire se c’era un modo per aiutarli. Ho realizzato che c’erano moltissime domande fondamentali a cui non sapevo rispondere, tipo: qual è la causa della dipendenza? Perché continuiamo con questo approccio che sembra non funzionare? Potremmo provare qualcosa di meglio?
01:09 Ho letto un sacco sull’argomento senza trovare le risposte che
cercavo, quindi ho pensato: “Ok, incontrerò persone di tutto il mondo che ci sono passate e che hanno
studiato l’argomento, per parlarci, e vedere se possono insegnarmi qualcosa. All’inizio non pensavo che
avrei fatto più di 50.000 km ma alla fine ho incontrato un sacco di gente diversa: da uno spacciatore di crack
transgender di Brownsville, Brooklyn a uno scienziato che ha passato
molto tempo a dare allucinogeni alle manguste per vedere apprezzavano — pare che apprezzino, in
circostanze molto specifiche — fino all’unica nazione che ha
decriminalizzato tutte le droghe dalla cannabis al crack: il
Portogallo. Quello che ho realizzato e che mi ha sconvolto è che quasi tutto ciò che
pensiamo di sapere sulla dipendenza è sbagliato, e se iniziamo ad accettare la
realtà della dipendenza penso che dovremo cambiare molto più delle leggi sulle droghe.
01:57 Ma iniziamo da quello che pensiamo di sapere, che io pensavo di
sapere. Pensiamo a questa fila centrale. Immaginate di assumere eroina
per 20 giorni, 3 volte al giorno. Alcuni sembrano più entusiasti
di altri all’idea. (Risate) Tranquilli, è solo un esperimento mentale. Immaginate di farlo, ok? Cosa succederebbe?Ci hanno
raccontato per un secolo una storia su quello che succederebbe. Poiché nell’eroina ci sono
delle sostanze chimiche che creano dipendenza, pensiamo che, prendendola per un
po’, il nostro corpo ne diventerà
dipendente, ne avrà fisicamente bisogno e alla fine di quei 20 giorni sarete tutti eroinodipendenti,
giusto? Questo è quello che pensavo.
02:33 Ho cominciato a dubitare di questa storia quando me l’hanno
spiegata. Se alla fine di questo intervento venissi investito e mi rompessi
un’anca, sarei portato in ospedale, dove mi darebbero un sacco di diamorfina. La diamorfina è eroina. Eroina migliore di quella che si compra per strada, perché la roba
che vende uno spacciatore è contaminata. In realtà di eroina ce n’è
molto poca, mentre quella roba del medico è pura. Supponiamo di assumerla per un
periodo abbastanza lungo. C’è un sacco di gente qui, forse non lo sapete, ma avete
assunto molta eroina. E succede anche a chiunque ci stia guardando, ovunque nel mondo. E se quello che crediamo è vero
— quelle persone sono esposte a
sostanze che creano dipendenza — cosa succederebbe? Dovrebbero
diventare dei drogati. È stato studiato molto attentamente, e non succede: quando vostra
nonna è stata operata all’anca non si è trasformata in una
tossica. (Risate)
03:24 Quando
l’ho scoperto mi è sembrato stranissimo, l’opposto di tutto quello che mi
dicevano, che credevo di sapere, non ci credevo, finché non incontrai Bruce
Alexander, un professore di psicologia di Vancouverche ha fatto un esperimento incredibile e credo possa davvero aiutarci a capire la questione. Il professor Alexander mi ha spiegato che
l’idea, la storia che abbiamo in testa sulla dipendenza deriva
in parte da una serie di esperimenti fatti all’inizio del XX secolo. Sono esperimenti
semplici, potete farli a casa stasera se vi sentite un po’
sadici. Prendete
un ratto, lo mettete in gabbia e gli date due bottiglie d’acqua. Una è solo acqua, l’altra è acqua addizionata
con eroina o cocaina. Il ratto preferirà quasi sempre l’acqua
drogata e quasi sempre si ucciderà piuttosto
rapidamente. Ecco, questo è come pensiamo che funzioni. Negli anni ’70 il prof. Alexander guardò
questi esperimenti e notò qualcosa. E disse: “Ah, noi mettiamo il ratto in una gabbia vuota, non ha niente da fare a parte drogarsi. Proviamo qualcosa di diverso”. Quindi costruì una gabbia che chiamò “Rat Park” e che è sostanzialmente il paradiso dei ratti. Un sacco di formaggio, palline colorate, tantissimi tunnel. Cosa fondamentale, avevano tanti amici. Potevano
fare sesso a volontà. E avevano anche le due bottiglie di acqua normale
e acqua drogata. Ecco la cosa affascinante: nel Rat Park, ai ratti non piace l’acqua drogata. Non la usano quasi mai. Nessuno di loro la usa compulsivamente. Nessuno di
loro va in overdose. Si va da un 100% di overdose quando sono isolati a uno 0% quando vivono delle vite felici e
connesse.
04:58 Quando vide tutto questo il prof. Alexander pensò: “Forse questo vale per i ratti,
che sono abbastanza diversi da noi”. — Forse non tanto diversi
quanto vorremmo ma insomma… — Fortunatamente c’era anche un esperimento umano, con lo stesso identico
principio nello stesso identico momento. Si chiamava Guerra del Vietnam. In Vietnam il 20% delle truppe
americane usavano un sacco di eroina, e se guardate le notizie
dell’epoca, negli USA erano preoccupati perché pensavano: “Mio Dio, avremo centinaia di
migliaia di tossici per le strade degli Stati Uniti quando la guerra finirà”. Aveva
senso. Questi soldati, che facevano
uso di eroina, vennero seguiti a casa. Gli Archivi di Psichiatria Generale fecero uno studio dettagliato e cosa successe a questi soldati? Non andarono in riabilitazione né in astinenza. Il 95% di loro aveva semplicemente smesso. Se si crede alla storia delle
sostanze che creano dipendenza questo non ha assolutamente
senso ma il prof. Alexander pensò che poteva esserci una storia
diversa sulla dipendenza. E se la dipendenza non fosse determinata da quelle sostanze? Se dipendesse dalle nostre
gabbie? E se la dipendenza fosse un adattamento all’ambiente che ci
circonda? Nei Paesi Bassi





