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domenica 13 dicembre 2015

Tutto quello che pensate delle tossicodipendenze è FALSO”

Tutto quello che pensate delle tossicodipendenze è FALSO”

Nel capitolo del libro INGANNATI che parla della Marijuana ho indicati numerosi motivi per cui questa pianta, vero dono di Dio all’umanità, dovrebbe essere reintrodotta e riabilitata per i numerosi usi che se ne possono fare: a livello terapeuticoalimentare ed anche industriale.
E se esiste una piccola percentuale di consumatori che ne fa un uso “ricreativo” (cioè, se la fuma, tanto per essere più chiari), inutile la proibizione: sia perchè non risultano essere registrati casi di morte a seguito dell’uso della cannabis, ma soprattutto perchè, da un punto di vista puramente economico (valutazione dei pro e dei controil proibizionismo, semplicemente, non funziona. Anzi, direi quasi che è un incentivo: forse non all’uso, sicuramente alla proliferazione di una fiorente attività criminale che trae enormi utili da  un commercio che potrebbe, se nn fosse illegale, essere di gran lunga inferiore.

Sono stato molto contento pertanto di trovare questa testimonianza su Ted.com (“Ideas worth spreading”: “idee che vale la pena di divulgare) che dice la stessa cosa, con intelligenti osservazioni derivate anche da esperimenti scientifici.
Copio e incollo sotto il testo integrale. Buon ascolto.
https://www.ted.com/talks/johann_hari_everything_you_think_you_know_about_addiction_is_wrong?language=it
Tutto quello che pensate di delle tossicodipendenze è FALSO - video su youtube
Translated by Valentina Buda
Reviewed by Carlo Floris

00:11 In uno dei miei primi ricordi cerco di svegliare un parente senza riuscirci. Ero solo un bambino, quindi non capivo perché ma da grande ho capito che in famiglia c’era un problema di tossicodipendenza, inclusa quella successiva da cocaina.

00:24 Ci ho pensato molto ultimamente, anche perché ricorre il centenario da quando abbiamo iniziato a bandire le droghe in America e Inghilterra per poi imporre quel divieto al resto del mondo. È il centenario di quando abbiamo preso questa decisione fatale di prendere i drogati, punirli e farli soffrire, perché credevamo che questo li avrebbe incentivati a smettere.

00:47 Qualche anno fa guardavo alcuni drogati che amo e sono nella mia vita, e cercavo di capire se c’era un modo per aiutarli. Ho realizzato che c’erano moltissime domande fondamentali a cui non sapevo rispondere, tipo: qual è la causa della dipendenza? Perché continuiamo con questo approccio che sembra non funzionare? Potremmo provare qualcosa di meglio?

01:09 Ho letto un sacco sull’argomento senza trovare le risposte che cercavo, quindi ho pensato: “Ok, incontrerò persone di tutto il mondo che ci sono passate e che hanno studiato l’argomento, per parlarci, e vedere se possono insegnarmi qualcosa. All’inizio non pensavo che avrei fatto più di 50.000 km ma alla fine ho incontrato un sacco di gente diversa: da uno spacciatore di crack transgender di Brownsville, Brooklyn a uno scienziato che ha passato molto tempo a dare allucinogeni alle manguste per vedere apprezzavano — pare che apprezzino, in circostanze molto specifiche — fino all’unica nazione che ha decriminalizzato tutte le droghe dalla cannabis al crack: il Portogallo. Quello che ho realizzato e che mi ha sconvolto è che quasi tutto ciò che pensiamo di sapere sulla dipendenza è sbagliato, e se iniziamo ad accettare la realtà della dipendenza penso che dovremo cambiare molto più delle leggi sulle droghe.

01:57 Ma iniziamo da quello che pensiamo di sapere, che io pensavo di sapere. Pensiamo a questa fila centrale. Immaginate di assumere eroina per 20 giorni, 3 volte al giorno. Alcuni sembrano più entusiasti di altri all’idea. (Risate) Tranquilli, è solo un esperimento mentale. Immaginate di farlo, ok? Cosa succederebbe?Ci hanno raccontato per un secolo una storia su quello che succederebbe. Poiché nell’eroina ci sono delle sostanze chimiche che creano dipendenza, pensiamo che, prendendola per un po’, il nostro corpo ne diventerà dipendente, ne avrà fisicamente bisogno e alla fine di quei 20 giorni sarete tutti eroinodipendenti, giusto? Questo è quello che pensavo.

02:33 Ho cominciato a dubitare di questa storia quando me l’hanno spiegata. Se alla fine di questo intervento venissi investito e mi rompessi un’anca, sarei portato in ospedale, dove mi darebbero un sacco di diamorfina. La diamorfina è eroina. Eroina migliore di quella che si compra per strada, perché la roba che vende uno spacciatore è contaminata. In realtà di eroina ce n’è molto poca, mentre quella roba del medico è pura. Supponiamo di assumerla per un periodo abbastanza lungo. C’è un sacco di gente qui, forse non lo sapete, ma avete assunto molta eroina. E succede anche a chiunque ci stia guardando, ovunque nel mondo. E se quello che crediamo è vero — quelle persone sono esposte a sostanze che creano dipendenza — cosa succederebbe? Dovrebbero diventare dei drogati. È stato studiato molto attentamente, e non succede: quando vostra nonna è stata operata all’anca non si è trasformata in una tossica. (Risate)

03:24 Quando l’ho scoperto mi è sembrato stranissimo, l’opposto di tutto quello che mi dicevano, che credevo di sapere, non ci credevo, finché non incontrai Bruce Alexander, un professore di psicologia di Vancouverche ha fatto un esperimento incredibile e credo possa davvero aiutarci a capire la questione. Il professor Alexander mi ha spiegato che l’idea, la storia che abbiamo in testa sulla dipendenza deriva in parte da una serie di esperimenti fatti all’inizio del XX secolo. Sono esperimenti semplici, potete farli a casa stasera se vi sentite un po’ sadici. Prendete un ratto, lo mettete in gabbia e gli date due bottiglie d’acqua. Una è solo acqua, l’altra è acqua addizionata con eroina o cocaina. Il ratto preferirà quasi sempre l’acqua drogata e quasi sempre si ucciderà piuttosto rapidamente. Ecco, questo è come pensiamo che funzioni. Negli anni ’70 il prof. Alexander guardò questi esperimenti e notò qualcosa. E disse:Ah, noi mettiamo il ratto in una gabbia vuota, non ha niente da fare a parte drogarsi. Proviamo qualcosa di diverso”. Quindi costruì una gabbia che chiamò “Rat Park” e che è sostanzialmente il paradiso dei ratti. Un sacco di formaggio, palline colorate, tantissimi tunnel. Cosa fondamentale, avevano tanti amici. Potevano fare sesso a volontà. E avevano anche le due bottiglie di acqua normale e acqua drogata. Ecco la cosa affascinante: nel Rat Park, ai ratti non piace l’acqua drogata. Non la usano quasi mai. Nessuno di loro la usa compulsivamente. Nessuno di loro va in overdose. Si va da un 100% di overdose quando sono isolati a uno 0% quando vivono delle vite felici e connesse.

04:58 Quando vide tutto questo il prof. Alexander pensò: “Forse questo vale per i ratti, che sono abbastanza diversi da noi”. — Forse non tanto diversi quanto vorremmo ma insomma… — Fortunatamente c’era anche un esperimento umano, con lo stesso identico principio nello stesso identico momento. Si chiamava Guerra del Vietnam. In Vietnam il 20% delle truppe americane usavano un sacco di eroina, e se guardate le notizie dell’epoca, negli USA erano preoccupati perché pensavano: “Mio Dio, avremo centinaia di migliaia di tossici per le strade degli Stati Uniti quando la guerra finirà”. Aveva senso. Questi soldati, che facevano uso di eroina, vennero seguiti a casa. Gli Archivi di Psichiatria Generale fecero uno studio dettagliato e cosa successe a questi soldati? Non andarono in riabilitazione né in astinenza. Il 95% di loro aveva semplicemente smesso. Se si crede alla storia delle sostanze che creano dipendenza questo non ha assolutamente senso ma il prof. Alexander pensò che poteva esserci una storia diversa sulla dipendenza. E se la dipendenza non fosse determinata da quelle sostanze? Se dipendesse dalle nostre gabbie? E se la dipendenza fosse un adattamento all’ambiente che ci circonda? Nei Paesi Bassi

venerdì 7 novembre 2014

La Cannabis è il futuro della medicina

Perché la Cannabis è il futuro della medicina

Il futuro della medicina, si basa sul diritto fondamentale che tutti noi abbiamo di usare le cose che, naturalmente, nascono sulla Terra, come agenti di guarigione. Perché la cannabis, usata almeno per 10 mila anni dal genere umano come alleviatore di sofferenze, dev'essere esclusa da quest'inesorabile mandato?

La legislazione riguardante la cannabis, è estremamente complessa, eppure la verità, è estremamente semplice: questa pianta, che cresce liberamente sul pianeta Terra quindi dono fatto all'umanità direttamente dal Creatore, oltre a fornire cibo, carburante, vestiti e riparo, guarisce il corpo umano.
Il corpo umano è, in molti modi, pre-progettato o per così dire, pre-caricato, con dei ricettivi composti attivi di canapa, i cannabinoidi, tramite il suo sistema endocannabinoide. In pratica, la Canapa, sarebbe l'essere umano del mondo vegetale. Quando un essere umano assume della Cannabis, non assume cannabinoidi, ma attiva quelli che ha già in se. Non è fantastico?
Il complesso medico-industriale mondiale, la cosiddetta Big Pharma però, non vuole che si utilizzino questi composti, in quanto, minacciano il suo modello di business e di esistenza. Quindi in che modo Big Pharma corre ai ripari? Demonizzando ed incarcerando chi la produce e chi la usa, facendo del fiorente settore carcerario privato statunitense, quello con il tasso di incarcerazione più alto del mondo. Le statistiche non mentono:
"Superando di gran lunga qualsiasi altra nazione. Per ogni 100.000 americani, 743 cittadini siedono dietro le sbarre. Attualmente, la popolazione carceraria in America si compone di più di sei milioni di persone, un numero superiore alla quantità di prigionieri detenuti nei gulag dell'ex Unione Sovietica, in qualsiasi punto della sua storia."
Secondo un recente editoriale di Al-Jeezera,
"Una spiegazione per il boom della popolazione carceraria, consiste nella condanna obbligatoria inflitta per reati di droga, oltre all'atteggiamento duro con il crimine, che prevale sin dal 1980."
È dal 1972 che la cannabis/marijuana si trova nella Tabella I del Controlled Substances Act della DEA (l'antidroga USA), la categoria riservata ai farmaci che non hanno "attualmente nessun uso medico". Gli oppiacei, gli stimolanti, gli psichedelici e un paio di antidepressivi ora popolano questo elenco di sostanze. Basta il semplice possesso senza prescrizione medica per andare in prigione.
L'idea che la marijuana non ha benefici medicinali è assurda. Da tempo immemorabile viene usata come panacea (toccasana). Infatti, già nel 2727 aC, la cannabis si trovava nel registro della farmacopea cinese come medicina efficace e le prove del suo uso come alimento, tessile e presumibilmente come agente di guarigione, va ancora più indietro nel tempo, precisamente al 12 aC.
Ma tutto ciò, è estremamente pericoloso per quanto riguarda Big Pharma, che tramite la Food and Drug Administration (FDA) e la Federal Trade Commission (FTC) sostiene che: "a prevenire, diagnosticare, trattare o curare una malattia, deve essere un farmaco approvato per legge dalla FDA", vale a dire agenti farmaceutici che spesso hanno 75 o più effetti negativi per ogni effetto terapeutico.
Infatti, il dominante sistema medico-farmacologico, non riconosce nemmeno le capacità di guarigione del corpo, optando per una visione che guarda alla massima sofferenza corporea, come fatalista, principalmente su base genetica e derivante da una disfunzione, nella progettazione meccanica di un 'sacchetto altamente entropico di enzimi e proteine', che è destinata a subire lungo la traiettoria del tempo.
E così, un settore da due trilioni di dollari l'anno, si frappone tra voi e l'accesso alle proprietà curative di questa umile pianta.
Come disse Emerson, "un erbaccia è una pianta le cui virtù sono ancora da scoprire", quindi, da questa definizione, la cannabis non è una pianta infestante, ma dato che è stata ampiamente studiata e utilizzata per migliaia di anni riguardo una vasta gamma di condizioni di salute, dovrebbe essere considerata e rispettata come erba medicinale e alimentare. Purtroppo, visto che la pianta non è brevettabile, si sta ancora lottando per ottenere l'approvazione da parte delle autorità costituite.
Ora, attraverso le ricerche scientifiche pubblicate, guardiamo le oltre 100 comprovate azioni terapeutiche di questa pianta stupefacente:
  • Sclerosi Multipla
  • Sindrome di Tourette
  • Dolore
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Neuropatie Plesso Brachiale
  • Insonnia
  • Spasticità Multipla
  • Disturbi della memoria
  • Disturbi d'Ansia Sociale
  • Sclerosi Laterale Amiotrofica
  • Malattia infiammatoria intestinale
  • Cancro
  • Dipendenza da oppiacei
  • Anoressia
  • Disfunzione della vescica
  • Asma bronchiale
  • Danni indotti dalla chemioterapia
  • Costipazione
  • Dipendenza da Crack
  • Demenza
  • Fibromialgia
  • Glaucoma
  • Dipendenza da eroina
  • Linfoma
  • Nausea
  • Neuropatia
  • Obesità
  • Arto fantasma
  • Lesioni del midollo spinale
  • Endotoxemia
  • Miocardia (attacco cardiaco)
  • Stress Ossidativo
  • Diabete: Cataratta
  • Tremore
  • Aritmie cardiache
  • Stanchezza
  • Insufficienza epatica fulminante
  • Bassa funzione immunitaria
  • Invecchiamento
  • Alcol Tossicità
  • Allodinia
  • Artrite: reumatoide
  • Ascite
  • Aterosclerosi
  • Diabete di tipo 1
  • Colesterolo alto
  • Danni al fegato
  • Sindrome della menopausa
  • Dipendenza da Morfina
  • Disturbi dell'appetito
  • Malattie dell'udito
  • Distonia
  • Infezioni da Epstein-Barr
  • Ginecomasia
  • Epatite
  • Permeabilità intestinale
  • Leucemia
  • Fibrosi epatica
  • Disturbi Emicrania
  • Oncovirus
  • Psoriasi
  • Timoma

venerdì 24 ottobre 2014

Cura la leucemia del figlio con la Cannabis

Sierra Riddle: cura la leucemia del figlio con la Cannabis

Il piccolo Landon Riddle, bambino residente a St. George, nello Utah, ha soli tre anni quando nel Settembre del 2012 gli viene diagnosticata una leucemia, un tumore del sangue.
Inizialmente, raccolta la madre Sierra Riddle, i medici pensavano fosse un virus quando gli venne un forte mal di gola e un gonfiore ai linfonodi, ma dopo avergli dato degli antibiotici lo rimandarono a casa. Poi la situazione peggiorò; arrivarono anche problemi respiratori e la zona della gola e dell’inguine si erano gonfiati. Dopo una seconda e una terza diagnosi, alla fine arrivò la terribile notizia: non si trattava di un’infezione, bensì di un tumore del sangue, ovvero leucemia.
Landon viene subito trasferito in un ospedale per bambini, a Salt Lake City, dove inizia un’intensa terapia a base di chemio, che sarebbe dovuta durare ben quattro anni. Le cose non sembrano però andare per il meglio: dopo appena due mesi, a causa degli effetti collaterali, il bambino inizia col soffrire di seri problemi neurologici che condizionano i centri periferici degli arti ed è tormentato da forti dolori. Inoltre vomita di continuo e addirittura, ad un certo punto, rimane senza mangiare per ben 25 giorni, stremato dalla leucemia e dalla cura a cui è sottoposto.
“Era più o meno sempre sotto morfina liquida, Ativan e Promethexane” riporta la mamma tramite la sua intervista alla Cnn “E, molto semplicemente, la cura non lo aiutava”.

Sierra, non riuscendo più a vedere il suo bambino ridotto in quelle condizioni, alla fine decide di interrompere la chemioterapia, per provare un metodo di cura alternativo, ovvero una terapia a base di Cannabis. Così la famiglia si trasferisce in Colorado, dove, a differenza dello Utah, l’uso di cannabis a scopi terapeutici è consentito. Landon incomincia la nuova cura attraverso l’assunzione di olio di Cannabis, un estratto liquido che contiene i principi attivi della cannabis, ovvero il Cannabidiolo (CBD) e Tetraidrocannabinolo (THC), quest’ultimo famoso per le sue proprietà antidepressive e antidolorifiche. Successivamente passa all’assunzione dell’estratto in pillole, contentente i due principi attivi in percentuale più elevate rispetto l’olio di cannabis.

Olio-semi-di-canapa-bio-tibionaDopo poche settimane il bambino inizia subito a sentirsi meglio e mano a mano i miglioramenti sono sempre più palesi, . Oggi, a più di un anno di distanza, Landon può dirsi finalmente libero dal cancro e la madre non ha dubbi che sia stata proprio la cannabis a curare il suo bambino.
Sierra è stata però denunciata da uno dei medici che aveva in cura Landon, che ritiene del tutto incosciente la decisione di interrompere il trattamento della chemio a cui era sottoposto il bambino. La madre, dal canto suo, non ci sta, e risponde così alle accuse: “Mi stanno forzando ad andare contro la mia volontà come genitore e, soprattutto, mi stanno obbligando a far peggiorare la salute di Landon“.
Quello di Landon non è certo il primo caso in cui pazienti affetti da tumori decidono di sottoporsi a metodi di cura che sfruttano i derivati della cannabis, che sono però più spesso accompagnati alla chemioterapia, riuscendo, attraverso le proprietà del THC, a sopperire agli effetti negativi della chemio.
Una storia che fa riflettere. Sarebbe forse opportuno aprirsi maggiormente a queste nuove frontiere della medicina, che potrebbero in futuro rivelarsi veri e propri rimedi alle malattie come il cancro, sempre più causa di morte col passare degli anni.
cannabis mille usi
Per chi fosse interessato è possibile seguire i progressi del piccolo Landon, direttamente su facebook, tramite il profilo pubblico della madre, Sierra Riddle: profilo facebook di Sierra Riddle 

venerdì 21 febbraio 2014

Cannabis, arriva il ddl antiproibizionista: ecco tutte le (grandiose) novità

http://www.infiltrato.it/images/cannabis_libera_FILEminimizer.jpg


Scritto da Silvana Viola |
Pubblicato Giovedì, 18 Luglio 2013 15:09


Finalmente una proposta di legge sensata che, qualora venisse approvata, comporterebbe un radicale cambiamento nell’approccio all’uso e coltivazione della cannabis.



La proposta di legge è dei deputati di Sinistra Ecologia e Libertà Migliore, Farina e Airaudo. L’oggetto è modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, in materia di coltivazione e cessione della cannabis indica e dei suoi derivati.

Dopo tanto parlarne è arrivata in discussione alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.

Di cosa si tratta? Altro non è che una richiesta di modifica della cosiddetta legge Fini- Giovanardi in particolar modo per quel che riguarda gli articoli 73 e 75 che secondo i firmatari hanno mostrato “evidenti limiti di efficacia e palesi irrazionalità per aver equiparato il trattamento sanzionatorio per le “ipotesi illecite penalmente rilevanti, a prescindere dalla tipologia dello stupefacente”.

Si tratta, in pratica, di distinguere la disciplina sanzionatoria tra droghe leggere e quelle pesanti. Perché sostituire la legge? Perché basata su principi repressivi che nulla hanno a che fare con la prevenzione.

I DATI DEL MINISTERO - Che il consumo non sia diminuito lo dicono i dati del Ministero dell’Interno. Dal 2002 al 2011 il numero di operazioni antidroga è aumentato anziché diminuire soprattutto dal 2005.

La proporzione di indagini relative alla cocaina è rimasto stabile mentre è aumentata a dismisura quella per le piante di marijuana e cannabis. Quasi tutte le denunce sono in violazione all’articolo 73 relativo alla produzione e al traffico di stupefacenti e all’articolo 74 che riguarda l’associazione a delinquere relativa alle opzioni di reato in materia di droga.

Allo stesso tempo però diminuiscono gli accessi alle comunità di recupero e ai programmi socioterapeutici e riabilitativi. Dal 2002 al 2006 il numero di detenuti nelle strutture penitenziarie è aumentato, per poi decrescere nel 2007, a causa del provvedimento di indulto, ma con una successiva nuova inversione di tendenza”.

I firmatari si propongono di intervenire in maniera rapida per cancellare l'omologazione delle sostanze stupefacenti.

Vogliono impostare anche  la non punibilità della coltivazione della cannabis per uso personale (e per la cessione a terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo immediato, tranne nel caso in cui il destinatario sia un minore). Inoltre si interviene anche sulle pene e sulle sanzioni amministrative, in modo da cancellare una equiparazione della cannabis alle altre sostanze e di stabilire pene più leggere per i reati di lieve entità.

Liberalizzazione proprio no ma ci andiamo praticamente vicini. 

http://www.infiltrato.it/costume-societa/cannabis-arriva-il-ddl-antiproibizionista-ecco-tutte-le-grandiose-novita#sthash.d1Opqo3f.dpuf

martedì 7 gennaio 2014

Il cervello non sviluppa dipendenza dalla marijuana.

Il cervello non svilupperebbe dipendenza dalla marijuana. Una scoperta effettuata da un team di studiosi francesi che permetterebbe di buttare le basi anche per un'eventuale utilizzo terapeutico della sostanza.


Il cervello non sviluppa dipendenza dalla marijuana
-Redazione- Secondo gli studi di alcuni ricercatori francesi si è scoperto che il cervello è in grado di non sviluppare la dipendenza alla marijuana grazie a un ormone, il pregnenolone. Questo viene prodotto in maniera naturale dal nostro organismo per stimolare la riflessione, il pensiero e la memoria, influendo positivamente sullo stress e sulla depressione.
Lo stesso impedisce al Thc, il principio psicoattivo della cannabis, di attivare pienamente il ricettore del cervello, il cb1, che quando sovra-stimolato provoca effetti inebrianti.
La scoperta potrebbe essere un importante passo per l'utilizzo della sostanza a scopo terapeutico.

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