Visualizzazione post con etichetta lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lavoro. Mostra tutti i post

giovedì 20 giugno 2019

Gli anni che non hai e come non invecchiare mai

Gli anni che credi di avere, ma non hai e come non invecchiare mai
Mi dispiace dover ribadire alcuni concetti che alla fine riconducono sempre alla solita e nitida consapevolezza che ci hanno mentito su tutto e che quanto più essi vanno nelle nostre profondità più male ci fanno poiché l’integrazione di una nuova concezione di se stessi e della vita richiede adattamento, quindi sofferenza, tuttavia ogni cosa ottenuta col “sudore” ha un valore notevole, inaspettato a volte inestimabile.

Oggi mi lancio in alcune considerazioni forse un po’ pindariche sul tempo che misuriamo e sulla nostra presunta età.
Il nostro calendario, quello gregoriano, è stato inventato molti secoli fa dai signori della chiesa, il suo scopo di misurare ogni attimo della vita dei fedeli in realtà mascherava(e maschera) ben altre intenzioni, in particolare la suddivisione ed il continuo contare di determinati periodi di vita costituiva una sorta di scissione della correlazione uomo-cicli della natura che è sempre esistita poi sostituita dallo scandire incessante, inesorabile di questi piccoli-grandi periodi (ore, minuti, secondi, mesi, anni) innaturali ed imposti e sui quali sono state poi implementate tutte le attività dell’uomo, in particolare il lavoro.

Una volta suddivisa la vita dell’uomo in molte piccole parti avvenne il pagamento in varie modalità del tempo di lavoro per parti della giornata(ore) e quindi l’acquisto del tempo di vita degli individui che pian piano a causa del denaro hanno dovuto cederne sempre di più ai padroni(società e datori di lavoro) per poter far fronte alle sempre crescenti necessità via via più superflue introdotte dalla “civiltà” sino ai giorni nostri ove il superfluo ha acquisito più valore della vita stessa.

Nacque così il detto “il tempo è denaro” in quanto più tempo si lavorava più denaro si accumulava, in realtà il tempo è e sempre sarà solo la nostra vita e chi paga per il nostro lavoro di fatto compra la nostra vita, potrebbe sembrare assurdo, ma qualcuno che si alza la mattina col buio per andare a lavorare e torna a casa col buio solo per mangiare e dormire percepisce nel profondo questo concetto.

Il conteggio temporale introdotto quindi servì per sottomettere ancora di più l’uomo comune, l’eterno schiavo a sua insaputa, che ora addirittura chiedeva di lavorare di più per avere di più, sostituendo l’essere, la sua vita, con l’avere materiale su cui le società si sono sempre più focalizzate.

Questo tempo in cui stiamo vivendo è un tempo innaturale, irreale, immaginato, anzi deciso a tavolino e che oltre a rendere una merce la nostra stessa vita ha creato ben altri risvolti che cercherò di spiegare.
Abbiamo vissuto per migliaia di anni in un tempo artificiale, diviso a tavolino in 24 h, di 60 min. di 60 sec, cicli che non appartengono al tempo naturale e viviamo da millenni in questo tempo artificiale in cui ci siamo convinti che il tempo è denaro.(fonte)
Il continuo ticchettare del tempo scandito da velocissimi secondi, rapidi minuti e brevi ore condito dagli innumerevoli impegni e problemi(distrazioni) che la civilissima società moderna ci riserva non consente all’individuo di percepire se stesso, ancor meno il suo collegamento con la madre terra e con la natura tutta e questo, benché non consapevole, determina uno stato di malessere causato da un deperimento energetico-spirituale che mantiene lo schiavo(meglio chiamarlo col suo vero nome) lontano da ogni libero ragionamento-sentimento-percezione; tutto nella sua vita è abilmente pilotato, ma gli viene fatto credere di esserne lui l’artefice.

Tuttavia non è solo questo, lo scandire continuo degli anni costituisce anch’esso un grosso limite nell’individuo che da tempi immemori oramai sa che dopo un certo numero di anni deve morire… la paura per eccellenza!

L’essere umano da bambino non vede l’ora di diventare grande, di accumulare gli anni per essere sempre di più accettato(in un gruppo o nella società), dopo un po’ stranamente sente dentro di sé che quell’importanza va a scemare anno dopo anno e già verso i 20-30 anni sente che tutta quella fretta di arrivare non c’è più, tuttavia gli anni gli continuano a scorrere sempre più velocemente a causa di un incremento costante di impegni che è da esaurimento… col tempo si perde la concezione del tempo, anzi dell’attimo, perché lo stato di fretta indotto impedisce ogni percezione di sè quindi del proprio respiro che scandisce il tempo-ciclo naturale minimo di vita nell’uomo.
L’incessante “ticchettio” del tempo artificiale che fa oramai parte dell’inconscio individuale e collettivo, interrompe il continuum percettivo dell’essenza di noi stessi, allontanandoci inesorabilmente dall’unica cosa che conta veramente: questo momento, qui, ora.
Gli anni che si compiono, uno dietro all’altro, inesorabili, inevitabili, scavano un “solco” profondo nel nostro inconscio che adegua l’intero organismo agli anni che ritiene di avere, quindi difficilmente troveremo 70enni gioviali come 30enni, né troveremo 30enni saggi come 70enni, ognuno si lega al suo tempo di vita quasi come fosse un dogma perchè così viene sottilmente imposto dalla società civile.
Il tempo non controllato e misurato è un tesoro…(fonte)
Non per ultimo la giovinezza non è una questione attinente al corpo essa è indissolubilmente legata alla vitalità e alla spensieratezza della mente oggi invece  un 70enne non sarà giovanile come vorrebbe o come si sente poiché il programma mentale e biologico dell’età ha influito così tanto su di lui da farlo ritrovare in un corpo non proprio “fresco” e quell’età data per inconfutabile viene usata, suo malgrado, per rallentare, per giustificare le proprie incapacità che da una parte sono state indotte negli anni dal distruttivo sistema in cui ha vissuto, ma dall’altra costituiscono la mancanza di volontà dell’individuo.

Gli anni che dicono-diciamo di avere ci rendono vecchi, solo quelli, se non esistessero, come in effetti è, la vecchiaia non esisterebbe e con buona probabilità non esisterebbe nemmeno la morte perché si capirebbe nel profondo il ciclo vita-morte per quello che è ma come si può immaginare questo non va bene agli oppressori dell’umanità.

Se si vive la propria vita senza contare gli anni ci si trova nella condizione di non considerare neanche lontanamente le convenzioni di età definite gioventù, maturità e vecchiaia, non ci si sente né giovane ne adulto né tantomeno vecchio, semplicemente si percepisce se stessi per ciò che si è dentro, la componente più importante che di riflesso donerà un corpo correlato al proprio sentire…si vive con presenza i propri giorni usando all’occorrenza il tempo artificiale solo per interfacciarsi con una società fondata sul medesimo.
Non contare i tuoi anni, vivi i tuoi giorni(fonte)
In definitiva l'età, quella intesa da questa illustre società, non esiste in natura, si tratta di artifizi creati ad hoc in tempi molto remoti dalla nostra beneamata chiesa per scopi tutt'altro che benefici; il tempo che oggi si conta ha la funzione di desincronizzare l'essere dai cicli naturali e fargli vivere un tempo artificiale che non esiste e lo avvilisce.
In natura non esistono gli anni, i mesi, le ore, i minuti, sono invenzioni-convenzioni per suddividere la vita degli schiavi e comprarla attraverso il lavoro(le ore di lavoro) e con ciò il sistema diventa proprietario della vita degli individui, ma non solo.
L'età è un programma mentale arcaico difficile da scardinare ma una volta disinstallato tutto acquisisce un altro senso, il tempo, l'attimo, vengono vissuti in maniera totalizzante.

sabato 1 settembre 2018

Svegliati schiavo!

Signor schiavo, la prego, si svegli!

Il lavoro è il più grande affronto che l’umanità abbia commesso contro se stessa e anche la più grande umiliazione subita

Questo sistema sociale, il capitalismo, è fondato sul lavoro: ha creato una classe di uomini che devono lavorare e una classe di uomini che non lavorano. I lavoratori sono costretti a lavorare, se non vogliono morire di fame. “Chi non lavora non mangia”, sostengono i ricchi, i quali del resto pretendono che anche calcolare e accumulare i propri profitti significhi lavorare.
Ci sono disoccupati e nullafacenti. Se i primi sono senza lavoro e non possono farci niente, i secondi non lavorano e basta, perché sono gli sfruttatori che vivono del lavoro dei lavoratori. I disoccupati sono lavoratori a cui non è permesso di lavorare, perché non se ne può ricavare profitto.
I proprietari dell’apparato di produzione hanno stabilito il tempo del lavoro, hanno costruito delle officine e ordinato a cosa e come i lavoratori devono lavorare. Questi ricevono quanto basta per non morire di fame, e sono a malapena in grado di dare da mangiare ai propri figli nei loro primi anni. Poi questi ragazzi vengono istruiti a scuola quel tanto che serve per potere andare a loro volta a lavorare. Anche i ricchi mandano i loro figli a scuola, ma perché sappiano anche loro come dirigere i lavoratori!

Il lavoro è una grande maledizione. Il prodotto di uomini senza spirito e senza anima. Per far lavorare gli altri a proprio profitto, bisogna mancare di personalità, di coscienza e per lavorare, pure bisogna mancare di personalità: bisogna strisciare, trafficare, tradire, ingannare e falsificare.
Per il ricco nullafacente il lavoro (dei lavoratori) è il mezzo per procurarsi una vita facile. Per i lavoratori è un peso, una cattiva sorte imposta fin dalla nascita, che impedisce loro di vivere decentemente.
Quando smetteremo di lavorare, per noi inizierà infine la vita. Il lavoro è nemico della vita. Un buon lavoratore è una bestia da soma dalle zampe incallite e con uno sguardo abbrutito e spento. Ma quando l’uomo diventerà cosciente della vita, acquisirà consapevolezza, non lavorerà mai più.

Io non pretendo che occorra semplicemente lasciare il proprio padrone domani e vedere poi come riuscire a mangiare senza lavorare, nella convinzione che inizi la vita. È già una disgrazia essere costretti a vivere nella miseria… la mancanza di lavoro porta nella maggior parte dei casi a vivere alle spalle dei compagni che lavorano. Se sei capace di guadagnarti da vivere saccheggiando e rubando, come dicono i cittadini onesti, senza farti sfruttare da un padrone, ebbene, vai; ma non credere che con ciò la grande questione sia risolta.

Il lavoro è un male sociale. Questa società è nemica della vita ed è solo distruggendola, e distruggendo poi tutte le società del lavoro che seguiranno, ovvero facendo rivoluzione su rivoluzione, che il lavoro sparirà. È solo allora che verrà la vita – la vita piena e ricca – nella quale ognuno sarà portato dai suoi puri istinti a creare. Allora, attraverso il proprio movimento, ogni uomo sarà creatore e produrrà unicamente ciò che è bello e buono e quel che è necessario.
Allora non ci saranno più uomini-lavoratori, allora ognuno sarà solo “Uomo”. E per bisogno vitale umano, per necessità interiore, all’interno di rapporti ragionevoli, ognuno creerà in maniera inesauribile ciò che risponde ai bisogni vitali. Allora non ci sarà altro che la vita – una vita grandiosa, pura e cosmica – e la passione creatrice costituirà la più grande felicità della vita umana senza costrizioni, una vita in cui non saremo più incatenati dalla fame o da un salario, dal tempo o dall’ambiente, e dove non saremo più sfruttati da parassiti.

Creare è una gioia intensa, lavorare è una sofferenza intensa. Con i rapporti sociali criminali attuali, non è possibile creare. Ogni lavoro è criminale. 

domenica 13 maggio 2018

La miglior lettera di un dottore al suo paziente

LETTERA DI HANHEMANN AD UN SUO PAZIENTE
Questa lettera fu inviata da Hahnemann ad un suo paziente, sarto di professione, residente nella città di Gotha (Turingia, Germania), che sarebbe morto molto più tardi alla veneranda età – anche per i nostri tempi – di 91 anni. La lettera, del 1799, intessuta su una trama di saggia e sottile ironia, contiene consigli ancora utili per noi che viviamo in un periodo così pieno di stress e di falsi bisogni.

“Mio Caro, è vero che sto per andare ad Amburgo, ma ciò non deve preoccuparla. Se non le pesa spendere i pochi soldi che le costerà inviarmi una lettera, potrà ancora usufruire dei miei consigli quando sarò laggiù. Per l’indirizzo le basterà semplicemente scrivere sulla busta il mio nome e, al di sotto “Amburgo’: la lettera mi troverà”. Per ora, devo affermare che lei è veramente sulla via della guarigione e che le principali fonti della sua malattia sono state eliminate.

Tutte tranne una, che ancora persiste ed è la causa delle sue ricadute. la delicata macchina umana non è stata costruita per essere sottoposta ad un superlavoro: l’uomo non può strapazzare la sua energia e le sue capacità senza pagar pegno. Sia che lo faccia per ambizione, sia per amore di guadagno o per qualsiasi altro motivo degno di lode o di biasimo, l’uomo finisce per mettersi in opposizione all’ordine naturale ed il suo fisico finirà per subirne danni o addirittura la distruzione.
Peggio ancora se il fisico si trova già in condizioni di debolezza.

Si ricordi: ciò che non riesce a fare in una settimana, può tranquillamente farlo in due. Se i suoi clienti non vogliono aspettare, neppure possono candidamente pretendere che lei si ammali per far loro piacere e lavori così intensamente da finire sottoterra, lasciando sua moglie vedova e i suoi figli orfani.

Non è soltanto l’estenuante sforzo fisico che la danneggia quanto, maggiormente, la concomitante tensione mentale che, a sua volta, finisce per compromettere la tenuta fisica in un vero circolo vizioso.
Se non assumerà un atteggiamento d’imperturbabilità, adottando il principio di vivere dapprima perse stesso e poi per gli altri, allora ci sarà ben poca speranza che lei guarisca.

Quando lei sarà nella tomba, stia sicuro che gli uomini se ne andranno lo stesso in giro vestiti, magari non con così tanta eleganza, ma, in ogni caso, sufficientemente bene. Se si è saggi si può godere di buona salute ed arrivare a vivere fino a tarda età. Se qualcosa la infastidisce o la turba, non ci presti attenzione; se qualcosa è troppo per lei scelga di non averci niente a che fare; se qualcuno la incalza, le sta addosso, la vuol fare troppo sgobbare, rallenti e se la rida di questi matti che vorrebbero renderla infelice.

Faccia solo quello che riesce a fare agevolmente senza sforzarsi eccessivamente; per quello che non è in grado di fare, beh, non se la prenda più di tanto. Che le nostre condizioni finanziarie terrene non sono incrementate dal sovraccaricarci di lavoro. Si finisce allora per spendere proporzionalmente di più e, alla fine dei conti, non si è guadagnato nulla.

Parsimonia, limitazione del superfluo (due cose che il gran lavoratore spesso non sa fare), ci mettono in condizione di vivere con maggiore comfort, in altre parole, in maniera più razionale, più intelligente, più in armonia con la natura, più allegramente, più serenamente,più in salute. Così si vive in maniera più degna di lode, più saggia, più prudente, piuttosto che lavorare ad un ritmo mozzafiato, senza un attimo di respiro, con tutto il nostro sistema nervoso costantemente sotto tensione fino ad arrivare alla distruzione dei tesori più preziosi nella vita: un umore tranquillo e felice ed una buona salute.
Sia, dunque, più prudente, consideri se stesso per primo, lasci che qualsiasi altra cosa abbia per lei un importanza secondaria. Qualora altri dovessero azzardarsi a sostenere che, per onore, siete obbligato a fare di più di quanto è giusto per le vostre facoltà mentali e fisiche, anche allora, per amor di Dio, non consentite a voi stesso di essere pressato a fare ciò che è contrario al vostro benessere. Siate sordo alle lusinghe, alle lodi che corrompono, restate freddo e calmo e continuate per la vostra strada con tranquillità, come deve fare un uomo assennato.
Vivere felice con serenità d’animo e di corpo: per questo L’uomo è al mondo, e lavorare solamente quel tanto che gli assicuri i mezzi per vivere con gioia certamente non per logorarsi e stroncarsi per il lavoro. Il continuo spingere e sforzarsi dei ciechi mortali allo scopo di guadagnare sempre di più, di procurarsi questa o quell’onorificenza, di fare un favore a questo o quel grande personaggio, tutto ciò è fatale al nostro benessere ed è causa frequente d’invecchiamento precoce e di morte prematura per i giovani.

giovedì 23 novembre 2017

Boicotta il Black Friday, scegli il verde!

Il grande giorno si avvicina: il Black Friday. Venghino signori venghino che qui si vende tutto, si compra tutto, si spende tutto!

Il venerdì nero, lo chiamano. Ma non pensate che si tratti dell’ennesimo sciopero dei mezzi pubblici metropolitani. Magari fosse quello. Si tratta invece del giorno dello shopping sfrenato. Un’usanza che – chi l’avrebbe mai detto?! – arriva direttamente dagli Stati Uniti: il regno per eccellenza del consumismo bulimico.

Cosa prevede il Black Friday è presto detto: incredibili sconti, offerte speciali, gara all’acquisto e, ovviamente, montagne di soldi spesi per lo più in grandi negozi e siti di e-commerce, aperti 24 ore su 24, riforniti di qualsiasi merce… una festa, insomma, per le multinazionali e i mega centri commerciali, reali e virtuali.
Un po’ meno per i piccoli produttori.
Un castigo per tanti lavoratori.
Un raggiro per i consumatori.
Una condanna per il pianeta.

Non potevano scegliere nome migliore, in effetti: BlackFriday. Nero.

Nero come il petrolio che verrà sprecato tra plastiche e packaging. Ogni anno finiscono in mare 12 milioni di tonnellate di plastica per lo più usa e getta e imballaggi. L’anno scorso in questo giorno sono stati fatti in media 12 acquisti al secondo solo su Amazon. Provate solo a immaginare quante confezioni sono state utilizzate e quanta spazzatura è finita in mare. e quanta ne finirà ancora…
Nero come il fumo che sovrasterà le nostre città intasate da fattorini e corrieri. Secondo il rapporto ‘An integrated perspective on the future of mobility’, redatto da McKinsey e Bloomberg New Energy Finance, a Londra i corrieri rappresentano il 10% del traffico veicolare ma sono responsabili del 30% delle emissioni di CO2 e di ossido di azoto, mentre a Pechino i furgoni commerciali sono il 15% del traffico e generano addirittura il 70% dello smog. L’anno scorso in Italia è stato superato il milione di ordini. Pensate a quanti corrieri sono serviti per smistarli… Intanto in Europa si contano i morti per smog e inquinamento: 467mila l’anno, per la precisione.

Nero come le condizioni del lavoro che vi si nasconde dietro. A che ritmi lavorano i dipendenti di Amazon ormai è cosa nota. Ma di lati oscuri inerenti le produzioni di grandi marchi ce ne sono molti. Per esempio quelli svelati da Abiti Puliti e Change your Shoes in un’inchiesta che svela come grandi marchi di moda – tra cui Tod’s, GEOX e Prada – siano molto lontani dal rispettare i diritti umani e sindacali degli operai che confezionano le loro merci. Nella moda come altrove: relazioni inique, sfruttamento e violazione dei diritti sono causa di una crescente sproporzione tra prezzi e valore reale dei beni. E chi ci guadagna è sempre il marchio che si appropria di oltre il 60% del prezzo finale, lasciando le briciole agli altri attori della catena di fornitura.
Nero come la morte di tante piccole imprese. L’impossibilità di competere con scontistiche e marketing sfrenato, orario continuato e magazzino smisurato, ha costretto tantissime piccole e medie imprese a chiudere. Basti pensare che in Italia nello stesso tempo in cui l’e-commerce ha macinato un più 10% di fatturato circa 300 piccole librerie hanno chiuso bottega.

Nero come l’umore di chi dopo l’ennesimo acquisto compulsivo si ritrova ancora più triste. Lo shopping compulsivo e la dipendenza all’acquisto sono ormai patologie tristemente diffusa e riconosciute. Ma anche se non si toccano questi livelli il comprare, che spesso ci viene dipinto come momento di relax e divertimento, nasconde tutt’altro. Il piacere è effimero e la gioia dell’acquisto viene subito superata da una nuova insoddisfazione, dalla smania di comprare di nuovo. È il mercato bellezza! Verrebbe da dire. È la pubblicità, il marketing e i decenni di strategie commerciali affinate e sperimentate che parlano. Che ci sussurrano di spendere ancora. Oggi soprattutto!
Nero come il buco nero in cui finiranno tutte queste compere.
Nero come il nulla in cui stiamo andando a sbattere.
Nero come l’oblio di ciò che davvero conta.
Nero, nero, nero!

E allora perché non rispondere col verde?
Il verde di una passeggiata all’aperto in un parco.
Il verde di un disegno a matita. Il verde di una cicoria ripassata!
Il verde di un venerdì passato in compagnia di chi si ama.
Il verde della natura.
Il verde dei soldi risparmiati e del tempo guadagnato!
Il verde speranza, che oggi ci siano più persone pronte a sorridere di quel che già hanno, piuttosto che comprare ciò che non gli serve.

Un giorno in cui essere liberi dai bisogni indotti, dal consumo fine a sé stesso, dagli sprechi e da questa sudditanza all’avere, tutto e sempre
Un grandissimo Pepe Mujica insegna che quando compriamo, quello che stiamo sprecando è tempo di vita, perché quando io compro qualcosa non lo faccio con il denaro ma con il tempo di vita che ho dovuto utilizzare per guadagnare quel denaro.
Venerdì riprendiamoci il nostro tempo e dipingiamolo di verde. Che di nero ce n’è già abbastanza.


giovedì 14 settembre 2017

Ogni cosa che vi circonda presto crollerà e scomparirà.

Ogni cosa che vi circonda presto crollerà e scomparirà.

Alcuni giorni prima della sua dipartita all’altro mondo, Peter Deunov si trovò in una profonda trance e fece una profezia straordinaria in merito all’epoca tormentata in cui stiamo transitando oggi, una profezia sulla “fine dei tempi” e la venuta di una nuova Epoca d’Oro per l’umanità.
Nel seguito il testamento molto coinvolgente. 
E’ così attuale e vibrante che si può persino dubitare che queste parole siano state dette più di 60 anni fa:
“Durante il trascorrere del tempo, la consapevolezza dell’essere umano attraversò un periodo molto lungo di oscurità. Questa fase che gli Indù chiamano “Kali Yuga”, è quasi alla fine. 

Oggi ci troviamo al confine tra due epoche: quella del Kali Yuga e quella della Nuova Era in cui stiamo entrando.

Sta già accadendo un graduale miglioramento nei pensieri e sentimenti degli umani, ma ognuno sarà presto soggiogato dal Fuoco Divino che purificherà e preparerà tutti per la Nuova Era.
Così l’individuo si eleverà ad un grado superiore di coscienza, cosa indispensabile per la sua entrata nella Nuova Vita.

Questo è ciò che si deve comprendere per “Ascensione”.

Passeranno alcune decadi prima che questo Fuoco arrivi e questo trasformerà il mondo portando una nuova morale. Questa onda immensa giunge dallo spazio cosmico ed inonderà tutta la Terra. Tutti coloro che vi si opporranno saranno spazzati via e trasferiti altrove.

Anche se gli abitanti di questo pianeta non sono tutti allo stesso grado di evoluzione, la nuova ondata sarà percepita da tutti. 
E questa trasformazione non toccherà solo la Terra ma l’insieme di tutto il Cosmo.

La cosa migliore e l’unica che l’individuo può fare ora è di rivolgersi coscientemente a Dio e migliorarsi per elevare il proprio livello di vibrazione, così da trovarsi in armonia con la potente ondata che presto lo sommergerà.

Il Fuoco di cui parlo, che accompagna le nuove condizioni offerte al nostro pianeta, ringiovanirà, purificherà, ricostruirà ogni cosa: la materia verrà raffinata, i vostri cuori saranno liberati dall’angoscia, dai problemi, dall’incertezza e diverranno luminosi; ogni cosa sarà migliorata, elevata. 
I sentimenti, i pensieri e gli atti negativi saranno consumati e distrutti.

La vostra vita attuale è una schiavitù, una dura prigione. Comprendete la vostra situazione e liberatevene.

Vi dico questo: uscite dalla vostra prigione! 
Dispiace veramente vedere così tanta confusione, così tanta sofferenza, così tanta incapacità di comprendere dove stia la vera felicità.

Ogni cosa che vi circonda presto crollerà e scomparirà. 
Nulla resterà di questa civiltà, non la sua perversione; tutta la Terra sarà scossa e non verrà lasciata traccia di questa erronea cultura che mantiene gli uomini sotto il gioco dell’ignoranza.

I terremoti non sono solo dei fenomeni meccanici, il loro obbiettivo è anche di risvegliare l’intelletto e il cuore degli uomini, così che essi possano liberarsi dagli errori e dalle loro follie e perché comprendano che non esistono solo loro nell’universo.

Ci saranno inondazioni, uragani, fuochi giganti e terremoti che spazzeranno via tutto. Il sangue scorrerà in abbondanza. 
Ci saranno rivoluzioni, terribili esplosioni risuoneranno in numerose regioni della terra. Là dove c’è terra, arriverà l’acqua, e là dove c’è acqua arriverà la terra. Dio è Amore, tuttavia qui abbiamo a che fare con un castigo, una risposta della Natura contro i crimini perpetrati dall’uomo dalla notte dei tempi, contro sua madre, la Terra.

Dopo queste sofferenze, coloro che saranno salvati, l’elite, conosceranno l’Era d’Oro, l’armonia e la illimitata bellezza.
Dunque tenete il vostro passo, e la vostra tua fede quando giungerà il tempo della sofferenza e del terrore, poiché è scritto che non cadrà un capello dalla testa del giusto. Non siate scoraggiati, semplicemente seguite il vostro lavoro personale di perfezione.

mercoledì 30 agosto 2017

Qual'è la SOLUZIONE al lavoro coatto? Alla vita frenetica e stressante?

Qual'è la SOLUZIONE al lavoro coatto?
 Alla vita frenetica e stressante?
“Se tutti lavorassero per il proprio pane e 
niente più, ci sarebbe abbastanza cibo e 
tempo libero per tutti...
 I nostri bisogni si ridurrebbero al minimo, 
il nostro cibo si semplificherebbe. 
Allora mangeremmo per vivere,
 anziché vivere per mangiare.”
 Mohandas Gandhi

L’essere umano del futuro non lavorerà più di quattro ore al giorno, produrrà il necessario e nulla più, si nutrirà in modo naturale e sarà particolarmente creativo, si farà il pane in casa così come il sapone e lo shampoo, preferirà l’aria aperta alla tv e avrà centinaia di amici, con le mani costruirà ogni cosa gli sia utile, rimparerà l’arte della solidarietà e in questo modo non temerà più nessuna crisi economica, nessuna recessione, nessun debito pubblico, nessun pignoramento dei propri beni, perché saprà che ci sarà sempre qualcuno disposto ad aiutarlo nel momento del bisogno.
L’essere umano di domani non consegnerà il futuro dei propri figli nelle mani delle istituzioni, perché la sua comunità sarà la sua scuola, verrà insegnato ai bambini innanzitutto a divenire consapevoli, compassionevoli, rispettosi e intelligenti, e si stimolerà in tutti i modi possibile la loro creatività e il loro entusiasmo, non ci sarà più un'unica limitata visione del mondo, ma milioni di visioni del mondo differenti.
Non esisterà più la rozza coscienza di gruppo o peggio ancora, quella della folla, ma singole e potenti coscienze individuali, tutte indirizzate al benessere dell’intera umanità, intenzionate a raggiungere le vette spirituali dell’anima, in ogni dove si insegnerà a perseguire la felicità e non più la ricchezza, le malattie verranno accompagnate da lunghi giorni di riposo e il sole tornerà a determinare la durate delle giornate, sveglia e orologi verranno usati solo come vecchi soprammobili d’antiquariato.

Tutto quello che dobbiamo fare è semplicemente rallentare i nostri ritmi, fare del sonno una buona medicina e non più un pit-stop tra un dovere e l’altro, se per tutta la vita ci siamo allenati ad andare di fretta, ora è giunto il momento di rimparare a camminare lentamente, respirando con calma e godendo del presente, ma per giungere a tutto questo bisogna ovviamente partire dalle piccole cose.
Se anche voi credete che lavorare otto ore al giorno, sei giorni su sette, cinquanta settimane su cinquantadue, sia davvero troppo, allora impegnatevi fin da subito a crearvi la soluzione. 

Avete capito bene, C-R-E-A-R-V-I la soluzione, perché non ci sarà nessuno disposto a farlo per voi.
L’errore che molte persone fanno è quello di credere che la soluzione ai loro problemi si possa trovare con la stessa facilità con cui si va al supermercato a fare la spesa o standosene seduti comodamente sul divano di casa, no, non è così, ognuno di noi lotta per raggiungere l’equilibrio e la felicità e questa lotta è costante fino a quando non capiremo tutti assieme che aiutarsi a vicenda richiede cento volte meno sforzo che compiere azioni individuali.
Prima cosa, cominciate a lamentarvi delle vostre catene con i vostri colleghi, i vostri amici e la vostra famiglia, in questo modo scoprirete che moltissime persone attorno a voi non hanno la minima idea di avere la catena al piede da una vita.

Seconda cosa, gettate il seme del cambiamento. 
Ovviamente molti vi risponderanno che lavorare tanto è giusto, che otto ore tutto sommato sono ancora poche e che basta la domenica per riposarsi, poi, pian piano, si accorgeranno che avevate ragione e finalmente comprenderanno anche loro l’importanza del tempo.

Cosa importantissima, non arrendetevi davanti a chi vi dice:
“Cosi stanno le cose e tu non ci puoi fare niente.”

Se loro si danno già per sconfitti è un problema loro non tuo. 
Vogliono rimanere schiavi per il resto della loro vita? 
Bene, lasciateli in pace, per loro non c’è più nessuna speranza!
Dopo che avete cominciato a parlarne, noterete con il passare del tempo che sarete sempre più convinti di ciò che dite e di ciò pensate, a quel punto concentrate tutte le vostre energie nel crearvi la soluzione.

 
Pensate bene a cosa vi piacerebbe fare nella vita, senza soffermarvi troppo a pensare a quanti soldi guadagnerete con il lavoro che desiderate fare. Mettete sempre al primo posto la vostra felicità che il denaro.
Quando avrete le idee chiare, perseguitate quell’obiettivo come un traguardo da raggiungere e correte verso di esso come aveste una palla di fuoco alle spalle che vi rincorre. Se arrivate a questo traguardo, sarete già a buon punto, ma potete fare ancora di meglio.

Il prossimo passo cui aspirerete, sarà quello di avere un lavoro in proprio, senza padroni. Dipendere da un
lavoro salariato, cosa comune di questi tempi, ci da si da una parte sicurezza, ma dall'altra ci toglie ogni possibilità di provvedere a noi stessi.
Noi non abbiamo bisogno di più lavoro, 
ma di più umanità. 
Non possiamo sperare di viverebene, alimentando un sistema basato sullo sfruttamento. Ovviamente se decidete di non avere padroni almeno nel lavoro, dovrete fare i conti con il potere, che farà di tutto per rendervi la vita difficile, tassandovi l’impossibile pur di azzannare il vostro osso.
Questo è l’ostacolo più grosso che dovrete affrontare per raggiungere il vostro traguardo. Se poi la tassazione è tale da farti vivere solo per lavorare, ti rimangono tre possibilità a tua scelta. 

martedì 29 agosto 2017

Il lavoro come mezzo di controllo sociale.


Il lavoro come mezzo di controllo sociale.

Tratto dal saggio L'illusione della libertà, bestseller di Amazon nella categoria sociologia. Disponibile anche in download gratuito al seguente indirizzo.

In un mondo dominato dalle merci, dove per sopravvivere si è costretti a procurarsi il denaro, il meccanismo d'asservimento dei lavoratori si basa su d'un semplice ricatto: o vendi la tua forza lavoro al capitale o muori di fame. La maggior parte degli individui non è libera di scegliere il lavoro che più gli piace e così, non avendo capitale sufficiente per avviare l'attività che ha sempre sognato, è costretta a subordinarsi.

Un normale contratto di lavoro consiste nella cessione di 8 ore al giorno della propria unica esistenza, che vengono messe a completa disposizione delle esigenze di profitto di altri esseri umani. Ma i ruoli che il capitale ha ideato per i suoi subordinati, non sono pensati per essere belli, per aumentare la qualità della vita o per rendere felice un essere umano, no! Essi sono solamente il riflesso delle necessità del profitto.

Se un imprenditore ha bisogno di mettere in piedi una catena di montaggio, ecco che nasce il ruolo dell'operaio. Se invece ha bisogno di produrre o smaltire scartoffie burocratiche, arriva l'impiegato. Se ha bisogno di realizzare schemi meccanici o elettrici si sviluppa la figura del disegnatore ecc ecc. Eppure nessun uomo sano di mente baratterebbe il proprio tempo esistenziale in cambio d'una attività che lo costringerà a svolgere gesta che troppo spesso sono ripetitive, noiose e logoranti rinchiuso all'interno di uno stabile, giorno dopo giorno, indipendentemente dalla sua volontà per 40 anni.

Quest'idea di lavoro è del tutto simile a quella di una carcerazione temporanea, con l'ulteriore aggravio di dover svolgere azioni indesiderabili. Da qui la necessità dell'azione coercitiva dell'induzione coatta al lavoro attuata attraverso il sistema economico. Senza un potente ricatto infatti, nessun individuo sarebbe disposto a cedere la propria unica esistenza per un lavoro che non gli aggrada, requisito fondamentale in un mondo retto dal capitale.

L'attività lavorativa oggi è totalizzante e ruba energie psicofisiche ai lavoratori, che di ritorno a casa dopo una lunga giornata d'inutile asservimento non hanno più forza e volontà per dedicarsi alle proprie vere passioni. Non è solo una questione psicofisica, anche volendo i lavoratori non avrebbero effettivamente tempo a disposizione per fare nulla. Per un subordinato esiste solo il tempo per lavorare, per alimentarsi e per riposare.

Chi lavora non ha il tempo necessario per veder crescere i propri figli, non ha tempo per praticare assiduamente uno sport all'aria aperta, non ha tempo per studiare, per dipingere o per suonare uno strumento. Il tutto deve essere svolto sporadicamente sfruttando rari momenti di lucidità mentale, in ancor più rari momenti di libertà.

La vita viene ridotta ad un ruolo, non si è più esseri umani completi, vitali, liberi ma operai, impiegati, progettisti ingranaggi d'una macchina che sfugge dal proprio controllo.

Lavorando il tempo passa e l'esistenza perde di significato.

Il doppio ruolo di lavoratore-consumatore che il capitale ha pensato per gli esseri umani, annulla il senso dell'esistenza.
Il lavoro ostacola gli individui nel vivere la vita, e ad un certo punto gli esseri umani non vedono alternativa all'illudersi dell'esistenza di un paradiso ultraterreno, o all'ubriacarsi e al drogarsi per evadere da un'esistenza inutile e priva di senso da schiavi del capitale.
Ma com'è possibile che le masse non si ribellino innanzi all'asservimento dell'uomo sull'uomo ed all'annullamento del senso della propria unica esistenza?

All'interno di una società capitalistica, il lavoro diventa un potente mezzo per il controllo sociale. Individui che non hanno tempo per pensare, per studiare, la cui creatività è annullata dalla quotidiana attività lavorativa e che per sopravvivere dipendono completamente dalla loro subordinazione, difficilmente riusciranno a ribellarsi. Non avendo tempo e lucidità per studiare, non si interesseranno alle conoscenze necessarie per comprendere la realtà. Annullando la loro creatività, pur comprendendo le criticità, non riusciranno a concepire un'alternativa. Le strade praticabili per l'esistenza dall'infinito spettro del possibile saranno così ridotte esclusivamente all'unica via della subordinazione. La paura di perdere anche quel poco concessogli dal proprio sfruttamento farà il resto, condannando perennemente i lavoratori ad una vita da schiavi.

Paradossalmente se un individuo è allenato a credere che non ci sia alternativa, andrà volontariamente in cerca del proprio schiavista invece di combatterlo. In questo modo il modello d'asservimento diventa stabile e pur in presenza d'alternative non si modificherà, condannando anche le future generazione d'esseri umani alla subordinazione ed allo sfruttamento anziché alla libertà.

Ed è proprio quello che sta succedendo oggi. Le persone non hanno la minima idea che la società può cambiare, che l'asservimento può essere eliminato, che esistono dei modelli alternativi per impostare la società in grado di assicurare a tutti ricchezza, benessere e libertà.

La tipica domanda è allora che cosa possiamo fare?
Bisogna ridurre la dimensione economica, cominciando a lavorare per vivere non a vivere per lavorare.
Gli essere umani hanno bisogno di tempo per vivere la vita, all'interno di una società che assicuri a tutti pane, libertà, amore e scienza. Ma per far questo è di fondamentale importanza prendere coscienza della propria condizione di sfruttamento e della possibilità dell'esistenza di alternative.
Bisogna escogitare delle nuove idee di società. Bisogna diffondere un'attitudine rivoluzionaria. Ed infine, bisogna unirsi per lottare contro chi fa di tutto per far sì che l'attuale società continui ad essere basata sull'asservimento dell'uomo dell'uomo, e contro chi si oppone ad ogni cambiamento necessario per il raggiungimento del vero benessere dell'intera umanità.

SALVA O STAMPA IL POST IN PDF

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

CORRELATI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...