Cellule staminali. La connessione con l’argento
Fino a quando nel flusso sanguigno è presente una quantità sufficiente
di ioni di argento l’organismo è capace di produrre le proprie cellule
staminali nella misura necessaria nonché di dirigerle ovunque siano richieste.
Articolo
di Marvin-Lee Robey ©
2008 - tratto da NEXUS New Times n. 77
Un moderno miracolo di guarigione
Ci
capita in continuazione di sfogliare i quotidiani o vedere i telegiornali e
venire a sapere delle più recenti ricerche inerenti alla produzione di cellule staminali.
Di conseguenza, molti potrebbero rimanere decisamente sorpresi dallo scoprire
che alcuni fra i più eminenti ricercatori del settore medico hanno dimostrato
che è possibile produrre agevolmente cellule staminali di eccelsa qualità,
artificialmente nonché dove e quando necessarie. Oltre a questo si è dimostrato
che l’organismo umano è in grado di stabilire in anticipo con esattezza le
cellule staminali richieste per guarire una lesione. In condizioni appropriate
l’organismo è in grado di produrne il numero esatto, nonché di utilizzarle
tutte senza lasciarne alcuna in soprannumero! Sbalorditivo! Ancor più
sorprendente è il fatto che potete fare facilmente altrettanto voi stessi a
casa vostra.
Quindi
su cosa verte il grande impulso che ruota intorno alla questione? La ricerca
vera e propria concerne un processo di produzione di cellule staminali che
possa essere brevettato e, in tal modo, controllato e commercializzato dalle
aziende farmaceutiche con enormi profitti. Se le aziende in questione riusciranno
a brevettare il processo di produzione di tali cellule staminali, quindi a
immagazzinarle, trasportarle e iniettarle in base a complesse procedure,
ricavandone al contempo lauti profitti, e se la conoscenza delle modalità di
produzione potrà essere negata alla gente comune, allora tali aziende avranno
facoltà di vita o di morte sui malati e gli invalidi e di distribuire le
cellule al prezzo da esse stabilito; sono i prestigiatori che impugnano la
bacchetta magica della guarigione.
Di
norma una cellula è in grado di riprodurre unicamente una cellula del proprio
tipo. Una cellula della pelle può riprodursi solo nella forma di un’altra
cellula cutanea dello strato cutaneo di appartenenza. Altrettanto dicasi per
una cellula cardiaca. Una cellula staminale è una cellula priva di specifiche
caratteristiche tissutali, quindi in grado di diventare una cellula cutanea,
cardiaca, polmonare, ossea, etc. Può diventare qualunque cosa.
Per
comprendere meglio la questione serve conoscere la differenza fra cellule
staminali, cellule indifferenziate e cellule dedifferenziate. Le staminali sono
cellule non ancora diventate di qualche tipo specifico; solitamente provengono
da un embrione, un feto o dal cordone ombelicale. Le cellule indifferenziate provengono dal midollo
osseo, principalmente dal femore. Le dedifferenziate
sono cellule già differenziatesi in cellule sanguigne, cutanee, muscolari,
etc., ma trasformatesi in cellule indifferenziate e quindi ora in grado di
diventare qualsiasi tipo di cellula richiesto. L’unica differenza fra i tre
tipi concerne la loro storia. Sono tutte cellule staminali e hanno il DNA del
donatore. Per semplicità, da qui in avanti verranno definite tutte “cellule
staminali”, salvo nei casi in cui la differenza risulti rilevante per la
comprensione dell’argomento trattato.
Alcuni
genitori hanno prodotto un embrione al solo scopo di fornire cellule staminali
per un membro della famiglia. I laboratori producono abitualmente embrioni per
ricavare cellule staminali. L’impiego di embrioni e feti per ricavarne cellule
staminali è diventato un tema che ha scatenato roventi dibattiti; l’embrione
può essere ucciso allo scopo di derivare cellule staminali, che quindi si
possono utilizzare in altri esseri umani se il DNA è sufficientemente simile.
Il
DNA è un grosso problema in quanto è estraneo a chi riceve le staminali. Una
cellula staminale è come un organo donato: il sistema immunitario tende a
rigettarla, quindi di solito, affinché accetti la cellula in questione, esso
deve essere inibito. Come nel caso della donazione di un organo, la cellula
staminale si riproduce con il suo DNA ancora estraneo e il sistema immunitario
del ricevente dovrà probabilmente essere inibito a tempo indeterminato.
Un
sistema immunitario vigoroso rappresenta certamente uno dei nostri beni più
preziosi, tant’è che uno degli obiettivi più auspicabili sotto il profilo della
salute è quello di costruire un forte sistema immunitario. Dovremo dunque
scambiare il nostro sistema immunitario con le fantastiche proprietà guaritive
delle cellule staminali e quindi dipendere in modo permanente da farmaci in sua
sostituzione?
L’organismo
dispone costantemente di alcune cellule indifferenziate derivate dal midollo
osseo e altri tessuti. Quindi in alcuni ospedali i medici stanno eseguendo
esperimenti nell’ottica di separare queste cellule dal sangue del paziente e
realizzare un embrione dal nucleo di ciascuna cellula, a scopo di impianto o di
congelamento e conservazione delle cellule stesse in vista di un pianificato
utilizzo futuro. Si tratta di una procedura assai costosa. Ad ogni modo, posto
che tali cellule non vengano danneggiate nella fase del congelamento, hanno
comunque il DNA del paziente e tale procedimento ha conseguito risultati
davvero notevoli. Queste cellule staminali possono essere quindi iniettate dove
necessario. Tuttavia tale processo può risultare oneroso sotto il profilo dei
costi e del tempo impiegato – e talvolta i pazienti non ne hanno molto a
disposizione.
Di
recente, nel Wisconsin e in Giappone, alcuni scienziati sono riusciti a
prelevare alcune cellule da un paziente e a iniettare in esse un virus
geneticamente alterato, con l’intento di produrre cellule che si comportano
quasi come cellule staminali e hanno il DNA del paziente. Tuttavia sinora le
cellule prodotte in questo modo non sono identiche a quelle del paziente e vi
sono dubbi che si avrà la sicurezza che mai lo saranno. Riprodurranno cellule
difettose?
Pare
che in assenza di cellule staminali l’organismo sia in grado di guarire grazie
al tessuto formatosi da tessuto esistente dello stesso tipo. Così, nel caso in
cui manchi una consistente porzione di tessuto, il tessuto di guarigione deve
svilupparsi da quello che è rimasto; quindi, lì dove manca un’estesa porzione
di pelle, la ferita deve rimarginarsi dai bordi verso l’interno. Nello sforzo
di guarire dove una guarigione appropriata non è possibile, si sviluppa tessuto
cicatriziale, costituito da cellule deformate che, una volta consunte, si
riproducono nella stessa condizione deformata. Così le cicatrici di solito
durano a tempo indefinito. Ma esiste una soluzione.
La bacchetta magica d’argento
Avete
la facoltà di produrre tutte le vostre cellule dedifferenziate di cui avete
bisogno! E conterranno il vostro DNA. Si tratta di una procedura semplice e
agevole. In presenza di ioni d’argento, prodotti dal “metodo Bredig”,
l’organismo dedifferenzia tutte le cellule che gli servono!
Nel
suo best seller The Body Electric
(1985), scritto in collaborazione con Gary Selden, il celebre chirurgo
ortopedico e scienziato ricercatore Robert O. Becker, MD, tratta dei suoi
esperimenti condotti nel tentativo di rigenerare arti completi in esseri umani.
Anche se si ritrovò a corto di finanziamenti per la ricerca prima di riuscire a
conseguire compiutamente l’obiettivo, egli enunciò in misura rilevante la
comprensione dei processi di guarigione. Nel corso di sette anni di ricerca,
egli essenzialmente scoprì che una bassissima corrente elettrica continua,
fatta scorrere fra un elettrodo positivo e un elettrodo negativo, produceva un
effetto di guarigione nelle ossa. Per i propri elettrodi Becker sperimentò
svariati metalli: oro, platino, titanio, acciaio inossidabile e argento. Gli
esiti ottenuti con l’argento risultarono di gran lunga più efficaci di quelli
derivati da tutti gli altri metalli, quindi Becker si dedicò a condurre
esperimenti per comprenderne la ragione. In base alle sue scoperte, la corrente
elettrica continua attirava ioni d’argento dall’elettrodo positivo, ed erano
questi ultimi a incrementare in modo così drastico la guarigione. Il Dr. Becker
dimostrò che in presenza di sufficienti
ioni d’argento, l’organismo produceva tutte le cellule staminali di cui
necessitava. Senza l’argento, questo non era possibile.
La
tecnica nota come “metodo Bredig”, inventata negli anni Ottanta del
diciannovesimo secolo da Georg Bredig, costituisce il metodo fondamentale
tramite cui realizzo il prodotto che denomino “Argento Ionico Colloidale”.
La
scienza medica sostiene che un globulo rosso non è in grado di dedifferenziarsi
in quanto privo di nucleo, il che sembra una conclusione alquanto ovvia,
inizialmente condivisa anche dal Dr. Becker; tuttavia, quando studiò i
cambiamenti di produzione di cellule staminali secondo incrementi minimali,
egli scoprì che queste derivavano in massima parte da globuli rossi! Uno studio
approfondito rivelò che prima di diventare tale, un globulo rosso dispone di un
nucleo; nel processo di dedifferenziazione, il globulo rosso sviluppa
nuovamente il proprio nucleo e quindi diventa dedifferenziato. Dunque, quando
su una ferita si forma una crosta, essa ha tutte le cellule potenziali per
dedifferenziarsi, ma solitamente le cellule non si comportano così; però, in
presenza di argento, lo fanno.
In
The Body Electric, il Dr.
Becker dedica un intero capitolo, ovvero “The Silver Wand”, agli effetti de “lo
strabiliante ione d’argento”. La “bacchetta d’argento” cui fa riferimento è il
suo elettrodo in argento. A pagina 175 il Dr. Becker afferma: “Forse abbiamo
appena scalfito in superficie l’eccellenza medica dell’argento. Già così si
tratta di uno strumento stupefacente; stimola le cellule adibite alla
formazione delle ossa, cura le infezioni più persistenti di tutti i tipi di
batteri e stimola la guarigione nella pelle e in altri tessuti soffici. …Forse
in questo magico caduceo si celano altre meraviglie… Quale che sia la sua
esatta modalità di azione, lo ione d’argento generato elettricamente è capace
di produrre abbastanza cellule per i blastemi umani [il materiale prodotto
dalle cellule staminali e che si trasforma in tessuto guarito]; ha rinfocolato
la mia convinzione che negli esseri umani sia possibile portare a termine una
completa rigenerazione degli arti e, forse, di altre parti del corpo…”
Notate
che il Dr. Becker afferma con chiarezza che, con l’argento, “la tecnica rende
possibile produrre grandi quantitativi di cellule dedifferenziate” (pag. 175).
Notate inoltre che queste “cellule dedifferenziate” (cellule staminali)
avrebbero lo stesso DNA del paziente. Se questo corrisponde al vero (ne fornirò
ulteriori prove più avanti), allora perché tutta questa fatica per ricavare
cellule staminali dagli embrioni – con il relativo strascico di questioni
morali e dispendiose tecniche associate? Non sarà perché è talmente semplice e
sicuro che chiunque è in grado di farlo, persino a casa? Migliaia di persone
che orbitano attorno al campo della salute alternativa lo stanno già facendo
senza rendersene conto. Se mai la gente comune se ne renderà a sua volta conto,
l’establishment medico ci rimetterà miliardi di dollari.
Il
Dr. Becker descrive in modo approfondito la guarigione di vari pazienti affetti
da infezioni multiple delle ossa e della carne, non curabili tramite pratiche
mediche convenzionali ma che reagivano drasticamente a questi “ioni d’argento”,
il prodotto derivante dal processo di Bredig. Sull’argomento il Dr. Becker ha
scritto, singolarmente e in collaborazione, vari libri e documenti, ad esempio
R. O Becker e J. A. Spadaro, “Treatment of Orthopedic Infections with
Electrically Generated Silver Ions: A preliminary report”, J Bone Joint Surg Am ottobre 1978;
60(7):871-81.
Cellule staminali e trattamento del cancro
Il
ricercatore del settore oncologico Gary Smith, MD, è arrivato in maniera
indipendente a una conclusione simile partendo dalle sue ricerche sul cancro.
In una lettera inedita egli afferma: “Il successo [nel trattamento del cancro]
dipende dall’argento presente nell’organismo di un soggetto. Quando l’argento è
presente le cellule del cancro si dedifferenziano
e l’organismo si ripristina… Quando i livelli di argento sono…inesistenti, il
tasso di crescita del cancro…continua…perché le cellule non sono in grado di
dedifferenziarsi… Sospetto che la carenza di argento sia forse una delle
ragioni per cui il cancro esiste e sta aumentando a un tasso talmente rapido.”
(Il corsivo è aggiunto.)
Il
Dr. Smith sostiene che è naturale avere nell’organismo abbastanza argento per
produrre tutte le cellule staminali di cui abbiamo bisogno, e che non ne
disponiamo in quanto i nostri alimenti vengono coltivati o allevati in terreni
impoveriti.
Attualmente
nella cura del cancro si fa molta sperimentazione con le cellule staminali, e a
quanto risulta gli esiti sono sorprendenti. Ora ci viene detto che il problema
è quello di ottenere abbastanza cellule staminali per curare i vari tipi di
cancro. Seguendo una serie di procedure alcuni ricercatori stanno raccogliendo
da malati di cancro cellule staminali, per poi congelarle e utilizzarle in
successivi trattamenti contro la malattia.
Il potere dell’establishment medico



