Visualizzazione post con etichetta dr. Simoncini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dr. Simoncini. Mostra tutti i post

sabato 27 ottobre 2018

Cure alternative per il tumore al seno e il rifiuto delle terapie oncologiche di Umberto Veronesi!

Umberto Veronesi taglia tette ma non si fa toccare dagli oncologi!

I dubbi ed i misteri sulla morte del Prof. UMBERTO VERONESI(video)

Veronesi rifiuta le cure oncologiche?
Se è vero che il Veronesi si è ammalato di cancro e se è vero che si è rifiutato di farsi avvelenare dalla chemioterapia e demolire dalle radiazioni ionizzanti, sopravvengono, a rigore logico, dubbi e sospetti.

(1) Il massimo esperto di oncologia e prevenzione contro il tumore non è capace di prevenire il proprio, di tumore? – Nota che quando si celebra il “massimo esperto”, il “padre dell’oncologia”, il “pioniere della mammella mutilata”, si monta la panna del mito, del personaggio immaginario, dell’icona, del “benefattore” che va in televisione. Questo è già un fatto storicamente sospetto. 

Mi fido di più di un medico radiato dall’ordine, se devo farmi curare, piuttosto che di uno che va in televisione e che è celebrato dai bugiardi, falsari, calunniatori, analfabeti della propaganda televisiva e della cartaccia stampata. E comunque, le multinazionali dei veleni, che controllano i ruffiani della propaganda, pagando, hanno voluto tenere nascoste le cause della sua morte, per evidenti ragioni di opportunità finanziaria.

(2) Se pure non fosse stato necessariamente il “massimo esperto italiano”, perché se uno dà retta ai giornalisti finisce per considerare “la scema del crimine” – la Bruzzone – una criminologa, che poi non si sa neppure che razza di mestiere sia, dai e dai alla fine avrà pure capito qualcosa sul cancro, sulla sofferenza indotta e sulla pericolosità delle torture oncologiche. Sarà stato in grado, almeno lui, di LEGGERE ATTENTAMENTE il foglietto illustrativo, sul quale l’industria dei veleni ammette che i suoi veleni contro il cancro sono cancerogeni. 
E allora il Veronesi deve aver detto: “Oh, io le tette le taglio, mica me le faccio tagliare”. Ed è questo un malcostume condiviso da parecchi ruffiani in camice bianco, sempre così tranquilli, che si accostano alla sofferenza degli altri con freddezza, pensando sempre che i suoi colleghi macellai “tanto lo fanno a loro, mica a me”. 

Il medico, anche quello ignorante, ne sa sempre abbastanza sulla medicina per evitare di farsi curare da altri suoi compari in camice, e infatti c’è il detto popolare nelle corsie degli ospedali di tutto il mondo “il medico è il peggior paziente.” e ti credo, dopo quello che ha fatto e che ha visto fare!
Sia come sia, prima di far mutilare le tette di una donna, se la cosa mi riguardasse, proverei sicuramente delle alternative. Le alternative ci sono, gli sciacalli della Tv hanno ancora il monopolio della comunicazione ma non è più un monopolio assoluto. 

Per esempio proverei sicuramente questa alternativa:

Terapia naturale Cancro al seno: la terapia del Dott. Tullio Simoncini (video)

Carcinoma al seno guarito con il bicarbonato di sodio in base alla Terapia Simoncini(video)

Metodo Simoncini Tumore al seno curato e guarito con il bicarbonato di sodio(video)

Metodo Simoncini - Tumore al seno (video)

Metodo Simoncini - Tumore al seno(02) (video)

Dr. Simoncini cura il cancro via e-mail gratuitamente (video)

Carcinoma duttale infiltrante guarito con il bicarbonato di sodio con la terapia Simoncini(video)

===

martedì 23 ottobre 2018

Industria Tumori: usare il bicarbonato non è remunerativo

Industria Tumori, usare il bicarbonato non è remunerativo
Tumori, perché il bicarbonato non è remunerativo per l’industria del cancro?
Proviamo a rispondere considerando il punto di vista della domanda, cioè, dei malati e delle torture alle quali sono condannati prima di crepare, perché  l’industria oncologica li condanna a crepare, ma soffrendo. Qualcuno si è preso la briga di andare a vedere i numeri, sulla domanda, e cioè i prezzi, i costi, il dissanguamento del denaro del contribuente, finalizzato all’economia di guerra, cioè, a rapinare, torturare ed uccidere.

1. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 128.217,00 euro.
2. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Vinolrelbina associata a Cisplatino (TAX 326 + ILCP) per 100 pazienti: 200.940,00 euro
3. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Carboplatino (ECOG 1594 + ILCP) per 100 pazienti: 216.945,00 euro
4. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Gemcitabina associata a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 409.020,00 euro
5. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594 + TAX 326) per 100 pazienti: 540.093,00 euro
6. Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Carboplatino (TAX 326) per 100 pazienti: 548.955,00 euro.

Cifre colossali che si riferiscono “solamente” ai costi dei farmaci chemioterapici nei sei tipi di trattamenti terapeutici. Se a questo sommiamo i costi della “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” il totale è incredibile!
1. Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 452.096,00 euro
2. Costo 6 cicli di chemioterapia (Vinolrelbina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 814.366,00 euro
3. Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 467.550,00 euro
4. Costo 6 cicli di chemioterapia (Gemcitabina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 703.251,00 euro
5. Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Cisplatino) per 100 pazienti: 841.978,00 euro
6. Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 825.887,00 euro.

Immaginiamo adesso tutti i ruffiani (medici, ricercatori, infermieri, amministratori, pagliacci della televisione, giornalisti eccetera) che campano su questa catena alimentare dei veleni. Ti pare che potrebbero accettare di rinunciare a quei numeri?
Immagina tutti i lavoratori di una fabbrica di armi chimiche-biologiche, immaginali pacifisti. Sarebbero disposti a perdere il loro posto di lavoro per scrupolo etico o per sano pacifismo? Probabilmente no, perché il mondo è pieno di ruffiani e d’idioti, i quali restano ruffiani ed idioti fino a quando capita che sono proprio loro ad ammalarsi. E, quando capita, vedi bene come si tendono distanti dai veleni dei loro compari oncologi.

Cancro, perché utilizzare il bicarbonato di sodio
Scrive il dottor Tullio Simoncini, oncologo, “La ragione di fondo e i motivi che suggeriscono contro i tumori una terapia con bicarbonato di sodio è l’idea che, pur con il concorso di una miriade di fattori concausali variabili, il loro sviluppo e la loro proliferazione locale e a distanza hanno una causa esclusivamente fungina.
Al momento, contro i funghi a mio avviso non è dato opporre nessun rimedio utile se non proprio il bicarbonato di sodio.
Gli antifungini attualmente in commercio, infatti, non rispondono alla necessità di penetrare nelle masse (ad eccezione forse delle prime somministrazioni di azoli o di amfotercina B per via parenterale), in quanto sono concepiti per un’azione solo su un piano stratificato di tipo epiteliale. Sono quindi incapaci di incidere in aggregati miceliali disposti in senso volumetrico, e per di più mascherati dalla reazione connettivale che tenta di circoscriverli.
I funghi sono poi in grado di mutare velocemente la propria struttura genetica. Dopo una prima fase di sensibilità nei confronti dei fungicidi, riescono in breve tempo a codificarli e a metabolizzarli senza riceverne ulteriore nocumento; anzi paradossalmente anche beneficiando del loro alto potere tossico nei confronti dell’organismo.
Il bicarbonato di sodio, invece, dotato di un’altissima diffusibilità e privo di quella complessità strutturale facilmente codificabile dai funghi, mantiene a lungo le proprie capacità di penetrazione dentro le masse, anche e soprattutto per la velocità con cui le disgrega, cosa che rende loro impossibile un minimo adattamento sufficiente a difendersi.

La terapia con bicarbonato dovrebbe essere impostata subito a grosse dosi, in maniera continua, a cicli e senza pause, in un’opera di distruzione che dovrebbe procedere dall’inizio alla fine senza interruzioni almeno per 7-8 giorni per un primo ciclo, tenendo presente che una massa di 2-3-4 centimetri comincia a regredire consistentemente dal 3° al 4° giorno, e crolla dal 4° al 5°.
In genere il limite massimo della dose che può essere raggiunto in una seduta si aggira intorno ai 500 cc di bicarbonato di sodio al 5%, con la possibilità di aumentare o diminuire la dose del 20% in funzione della corposità dell’individuo da trattare, e in presenza di localizzazioni plurime su cui suddividere una maggiore quantità di sali.

C’è da sottolineare che le dosi indicate, proprio perché innocue, sono le stesse utilizzate senza problemi da oltre 30 anni in una miriade di altre situazioni morbose
Per potenziare al massimo l’efficacia del bicarbonato di sodio, sarebbe utile sempre somministrarlo direttamente sulle lesioni o sugli organi invasi da una neoplasia.
Ciò è possibile mediante l’arteriografia selettiva (visualizzazione di un’arteria specifica) e mediante il posizionamento di port-a-cath arteriosi (vaschette in raccordo col catetere). Queste metodologie consentono di posizionare un cateterino direttamente nell’arteria che nutre la massa neoplastica, permettendo di somministrare alte dosi di bicarbonato di sodio nei recessi più profondi dell’organismo.
In questo modo quasi tutti gli organi possono essere trattati e possono beneficiare di una cura con i sali di bicarbonato, innocua, rapida ed efficace, ad eccezione solo di alcuni distretti ossei come vertebre e costole, dove la perfusione arteriosa, essendo esigua, non permette il raggiungimento di dosi sufficienti.
L’arteriografia selettiva rappresenta quindi un’arma estremamente potente contro i funghi, che può essere usata sempre e comunque nelle neoplasie, primo perché è indolore e non lascia postumi, secondo perché prevede rischi d’esecuzione molto bassi.

In alcuni tumori c’è la possibilità di curarli in maniera più semplice.

mercoledì 19 settembre 2018

CHEMIO, LA TERAPIA DELLA MORTE

CHEMIO, LA TERAPIA DELLA MORTE

Potete aggiungere anche la radioterapia. La chemioterapia è un veleno ideato per uccidere le cellule. Ehm, proprio così. La “cura” ufficiale più all’“avanguardia” per il cancro consiste nell’avvelenare la vittima e sperare che… uccidiate le cellule del cancro prima che abbiate ucciso abbastanza cellule sane da uccidere il paziente. Ma aspettate. Il veleno della chemioterapia uccide anche le cellule del sistema immunitario e lo lascia ridotto a pezzi. E la Candida è ancora lì. Il sistema immunitario devastato non può rispondere efficacemente alla Candida, che si sposterà in altre parti del corpo e ricomincerà il processo, causando così la diffusione del cancro. Anche coloro che dopo la chirurgia e la chemioterapia sembrano aver avuto un recupero e sono stati dichiarati fuori pericolo, sono come una bomba a orologeria, il loro sistema immunitario è stato sconvolto ed è solo questione di tempo prima che la Candida scateni una ricaduta. 
In altre parole:
La Chemioterapia sta uccidendo la gente che presumibilmente dovrebbe curare.

Naturalmente non “cura” proprio un bel niente e mette a rischio la vita. È un veleno che distrugge quello stesso sistema di cui abbiamo bisogno per essere forti e in salute se dobbiamo guarire. L’industria del cancro è una frode, niente più che una macchina assassina produci-soldi.
Le mammografie, per esempio, stanno causando alle donne più tumori di quanti ne individuino, e tuttavia “l’industria”, Big Pharma in lega con “associazioni” contro il cancro e “gruppi di sostegno”, stanno spingendo le donne a fame sempre più spesso. Disgustoso.

Quando Tullio Simoncini comprese che il cancro era una infezione o infestazione micotica, andò in cerca di qualcosa che uccidesse il fungo e rimuovesse cosi il cancro. Aveva capito che i farmaci antimicotici non funzionavano perché il fungo mutava velocemente per difendersi e iniziava perfino a nutrirsi dei farmaci prescritti per la cura. Invece, Simoncini trovò qualcosa di molto, molto più semplice – il bicarbonato di sodio. Sì, l’ingrediente principale nel buon vecchio bicarbonato (ma, ribadisco, non quello che usiamo in casa, che contiene altri ingredienti). Lo utilizzò perché è un potente antimicotico e la Candida non riesce ad “adattarsi” a esso, come invece fa con i farmaci. Al paziente viene somministrata una forma liquida di bicarbonato di sodio per via orale attraverso un endoscopio, un lungo tubo sottile che i medici usano per vedere all’interno del corpo senza l’uso della chirurgia. Ciò permette d’introdurre il bicarbonato direttamente all’interno del tumore e del fungo. Gli antichi Egizi conoscevano le proprietà guaritrici di sostanze antimicotiche, e libri indiani risalenti a mille anni fa consigliano “sostanze alcaline di forte potenza” per trattare il cancro. Tanto tempo fa ho sentito dire che il cancro non si può manifestare in un ambiente alcalino e adesso il motivo mi è chiaro: tale ambiente uccide il fungo. Ecco perché l’enorme incremento dei tumori rispecchia il fatto che nella nostra dieta stiamo inserendo sempre più alimenti acidi. È bene fare un test del ph, e se scoprite che il vostro corpo è acido, sarebbe saggio prendere provvedimenti.

CURARE E’ UN CRIMINE 
Nel 1983 Simoncini trattò Gennaro Sangermano, un paziente italiano affetto da tumore al polmone al quale erano stati dati pochi mesi di vita. Qualche mese più tardi il signor Sangermano non era ancora morto; era vivo e il cancro era scomparso. Più di 20 anni dopo era ancora in vita. Seguirono ulteriori successi, e Simoncini presentò le sue scoperte al Ministero della Sanità nella speranza che si desse il via a esperimenti scientificamente approvati per dimostrare che la cura funzionava. Ma stava per toccare con mano la vera portata della manipolazione e della disonestà in ambito medico. Le autorità non solo ignorarono la sua documentazione, ma lo radiarono dall’Ordine dei Medici Italiani per aver prescritto cure che non erano state approvate. Si, ho proprio detto per aver prescritto cure che non erano state approvate. 

Simoncini divenne oggetto di una feroce campagna di condanna e fu coperto di ridicolo dai patetici mezzi d’informazione; quindi venne condannato a tre anni di carcere per aver causato “la morte criminosa” di pazienti che aveva trattato, una sentenza, dissero, che sarebbe stata ancora più pesante se avesse tentato di curare altre persone. Da tutti gli angoli la parola d’ordine fu: togliete di mezzo Simoncini. La classe dirigente medica disse che le sue affermazioni riguardo al bicarbonato di sodio erano “folli” e “pericolose” (a differenza della chemioterapia…).
Un “medico di primo piano” si riferì addirittura al bicarbonato di sodio come a una “droga”. E intanto milioni di persone che avrebbero potuto essere curate efficacemente morivano di cancro. Questa gente se ne frega. Grazie al cielo, Tullio Simoncini non si è arreso, e il suo lavoro ha continuato a circolare in Internet c in conferenze pubbliche. Il suo sito web è www.curenaturaIicancro.com. Ho sentito parlare di lui attraverso Mike Lambert alla Shen Clinic, e mentre ero all’estero Simoncini ha tenuto una conferenza sull’Isola di Wight. So che sta ottenendo notevoli successi nel ridurre drasticamente ed eliminare alcuni tumori all’ultimo stadio usando il bicarbonato di sodio. In alcuni casi ci possono volere mesi, ma in altri, come per il cancro al seno, dove il tumore è facilmente accessibile, a volte bastano alcuni giorni per farlo scomparire.

Ci sono anche persone che si autocurano sotto la guida di Simoncini, e se visitate il sito web della Shen Clinic (www.theshenclinic.com) troverete esperienze e cure raccontate dai pazienti. Ancor prima di conoscere il lavoro di Simoncini e di apprendere che il cancro è un fungo mi ero imbattuto nel lavoro di due ricercatori e scienziati, il Professor Gerry Pot­ter del Cancer Drug Discovery Group (Gruppo di Ricerca sui Farmaci contro il Cancro) e il Professor Dan Burke. Le loro scoperte combinate rivelano che: le cellule cancerogene hanno un unico biomarker (o “biomarcatore”) che le normali cellule non hanno, un enzima chiamato CYP1B1.
Gli enzimi sono proteine che “catalizzano” le reazioni chimiche, ovvero ne incrementano l’andamento. Il CYP1B1 altera la struttura chimica di composti chiamati salvestrol che si trovano naturalmente in molti frutti e nei vegetali. Questo cambiamento chimico modifica i salvestrol in una sostanza che uccide le cellule cancerogene ma non danneggia le cellule sane. Il sincronismo è perfetto. L’enzima CYP1B1 appare solo nelle cellule cancerose e reagisce con i salvestrol della frotta e dei vegetali per creare una sostanza chimica che elimina solo le cellule cancerose stesse. Ma ecco il punto che riguarda il fatto che il tumore sia un fungo. I salvestrol sono il sistema naturale di difesa della frotta e dei vegetali contro gli attacchi micotici, ed è questa la ragione per cui li troviamo soltanto nelle specie soggette a danni da funghi, come fragole, mirtilli, lamponi, uva, ribes nero, ribes rosso, more, mirtillo rosso, mele, pere, vegetali verdi (specialmente i broccoli e la famiglia dei cavoli), carciofi, peperoni rossi e gialli, avocado, crescione, asparagi e melanzane. Per di più, i cartelli di Big Pharma e Big Biotech, ovvero le multinazionali farmaceutiche e biotecnologiche, lo sanno perfettamente e hanno preso i seguenti provvedimenti per minare questa difesa naturale dall’attacco micotico che è il cancro:
  • Gli spray fungicidi usati nell’agricoltura moderna uccidono i funghi artificialmente e ciò significa che piante e colture non potranno attivare le loro difese naturali — i salvestrol. Oggi possiamo trovare i salvestrol soltanto negli alimenti biologici (e anche sotto forma di potenti capsule alla Shen Clinic)
  • I fungicidi più largamente usati sono bloccanti molto potenti del CYP1B1 e così se mangiate molto cibo prodotto chimicamente, non importa quanti salvestrol consumiate; essi non agiranno comunque da agenti anti-cancro come dovrebbero

Tutto questo fa parte di un piano ben congegnato e spiega l’attacco generale contro la produzione di cibo biologico con nuove leggi studiate per mettere gli agricoltori e gli allevatori bio fuori dal mercato.
L’Ente Governativo Britannico per il Controllo dei Cibi e dei Farmaci, un’agenzia governativa cosiddetta “indipendente” ha palesemente cercato di scardinare la produzione di cibo biologico. Ciò non sorprende poiché l’agenzia è un fronte di Big Pharma e Big Biotech. Nel 2009 è stata pubblicata una relazione propagandistica che sosteneva che non ci fossero benefici nutrizionali nel mangiare prodotti biologici. Ma davvero? Così il cibo infestato da veleni chimici, cresciuto con ormoni ed antibiotici, non è differente dal cibo che non ne contiene? Che frottola! Ma la relazione non venne pubblicata perché rispondeva al vero, bensì solo per influenzare l’opinione pubblica.
FONTE
David Icke – Il Risveglio del Leone


Correlati:

sabato 10 febbraio 2018

SIMONCINI CONDANNATO. E IN USA SI STUDIA IL BICARBONATO CONTRO IL CANCRO.

SIMONCINI CONDANNATO. E IN USA SI STUDIA IL BICARBONATO CONTRO IL CANCRO.

In merito a: Roma, curava tumore con bicarbonato: medico condannato a 5 anni e mezzo

Come e’ strana la verita’…
Il dottor Tullio Simoncini e’ stato condannato a 5 anni e mezzo di carcere per avere cercato di salvare un ragazzo da un cancro al cervello, e’ giusto ricordare che il cancro al cervello e’ considerato tra i più difficili da curare, alcuni, dipende dalla posizione in cui si trova , sono addirittura impossibili da operare.

Cosi che, il dottor Simoncini, che era stato radiato dall’albo dei medici cosa che, a mio avviso significa essere un vero dottore… viene ridicolizzato dai tg del regime e dichiarato come un volgare ciarlatano, termine caro alle case farmaceutiche…che pero’…e io questo non lo capisco, mi chiedo…., ma, tutti gli altri dottori che in questi anni , hanno fallito nella cura del cancro al cervello e che quindi, hanno contribuito alla morte di altre `persone…
questi dottori non dovrebbero essere puniti come nel caso del dottor Timoncini ? Se la legge fosse uguale per tutti..ma sembra che non lo sia..

E’ vero che era stato radiato da quegli stessi organi che obbligano l’ uso di vaccini dei quali quasi nessuno conosce gli ingredienti, medici compresi , pero’ po ho letto che ….in America «Il National Institute of Healt ha asssegnato un finanziamento di 2 milioni di dollari al dottor Mark Pagel, del Cancer Center dell’Università dell’Arizona, per affinare la sua ricerca sull’uso del bicarbonato di sodio nella terapia del cancro al seno». Che e’ la stessa del dottor Simoncin e che quindi…non e’ cosi ridicola la sua cura.
Presto «comincerà una sperimentazione clinica sugli effetti del bicarbonato contro il cancro sugli esseri umani. (…)
Precedenti ricerche sui ratti hanno dimostrato che il bicarbonato per via orale aumenta il pH tumorale (ossia diminuisce l’acidità) e riduce le metastasi del cancro al seno e alla prostata».

Così, a quanto pare, avrebbe ragione l’oncologo italiano Tullio Simoncini, che è stato radiato dall’Ordine dei medici perchè pretende di trattare il cancro inondando la zona di bicarbonato al 5%.

Non voglio entrare in merito della posizione di un giudizio fatto da persone incompetenti o a ‘pagamento , mai in questi casi vengono adoperati giudici che abbiano una coscienza idonea dubbia pero’….il passato ci insegna che le persone che vengono radiate da questi organi predisposti dalle case farmaceutiche non
sono criminali , alla fine sono tutte persone perbene, da Rath a Di Bella,ad Hamer, a Bonifacio,a Pantellini, il dottor Giuseppe Nacci. e adesso Simoncini,

Resta da spiegare questo fatto: come mai in USA, un medico che studia la terapia col bicarbonato riceve un finanziamento pubblico di 2 milioni di dollari, in Italia, viene processato per truffa e omicidio colposo, radiato dall’albo dei medici e disonorato, come si faceva una volta (ora non più) per i medici che procuravano aborti?

In Italia, ai medici ospedalieri è vietato consigliare trattamenti alternativi alla chemioterapia ufficiale per contratto (vien loro fatta firmare una apposita clausola) e sotto pena di licenziamento.

Per stroncare la terapia Di Bella, la ministra della Sanità di allora, Rosy Bindi, fece cancellare dal prontuario nazionale i farmaci che Di Bella usava, onde non poterono nemmeno essere prescritti (persino l’innocua melatonina, oggi in vendita nei supermercati, i pazienti dovevano farsela mandare dalla Svizzera).

Un giorno ci si dovrà spiegare come mai l’oncologia ufficiale, che inietta ai pazienti sostanze che «mettono l’inferno nel corpo dei malati» (com’ebbe a dire il professor Vittorio Staudacher, membro del Comitato Etico dell’Istituto Nazionale dei Tumori), è riuscita a creare in Italia un simile clima di chiusura verso ricerche promettenti, e di persecuzione di chi le sperimenta.

Da parte è giusto anche ricordare alcune delle cause che possono determinare il cancro al cervello di cui uno è, l uso e abuso del telefono cellulare, l altro invece è ciò che è contenuto nella Coca Cola zero che fino a poco tempo fa si chiamava aspartame, poi a forza di denunce , l aspartame e’ stato dichiarato cancerogeno e la Coca cola e’ stata costretta e ha cambiato il nome da aspartame a amino sweet…cioè ha un nome diverso ma alla fine e’ la stessa cosa…tra una ventina di anni e a forza di denunce arriveranno a determinare che anche l amino seet è cancerogeno e cosi che….gli cambieranno di nuovo il nome ?
Chi e’ il nostro nemico ?


Correlati:

giovedì 1 febbraio 2018

Il bluff della genetica e dello “scientificamente provato”

Il bluff della genetica e dello “scientificamente provato”

Tullio Simoncini
Ogni problema clinico è o dovrebbe essere prima di tutto un problema teorico, su cui costruire un percorso che porti alla risoluzione di una determinata entità morbosa, cioè ad un’idonea terapia.

Una volta individuata la causa della malattia, l’atteggiamento terapeutico, cioè pratico, dovrebbe discendere da questa.

Ahimè, nell’oncologia odierna questo non accade, in quanto nessuno, né in campo ufficiale né nelle cosiddette medicine alternative, si dà pena di concepire un soggetto logico specifico che sia all’origine delle malattie neoplastiche.

Nonostante questa carenza fondamentale nella valutazione di una teoria o di un sistema terapeutico riguardante i tumori, oncologi e ricercatori mettono al primo posto il concetto di “scientificamente provato”, l’unico e imprescindibile lasciapassare che consenta di accettare o scartare qualsiasi proposta di studio o di terapia...

Schematicamente il concetto si fonda su alcuni semplici principi, di derivazione galileiana o più recentemente popperiana, che devono essere osservati da chi voglia progredire nel cammino della scienza; essi sono:
1. La formulazione di un’ipotesi susseguente all’osservazione di un fenomeno o di più fenomeni combinati

2. La riproduzione e lo studio del fenomeno in modo che possa essere analizzato

3. La formulazione di una legge o di un giudizio che descriva il fenomeno e che consenta di dare predizioni e di indirizzare l’azione dello scienziato

4. La condivisibilità dei risultati ottenuti con tutti gli altri ricercatori; il fatto cioè che anche altri possano usufruire di ciò che è stato scoperto o acquisito per ulteriori studi, verifiche e applicazioni...
Chi potrebbe dissentire da tutto questo? Chi potrebbe rifiutare una tale garanzia per il mondo scientifico e per la società?
Nessuno si sognerebbe mai di deviare da una simile impostazione!

Uno scienziato che tralasciasse di seguire un simile metodo di studio, non solo non andrebbe lontano nella ricerca, ma sicuramente sarebbe destinato unicamente al soliloquio.
In realtà l’oncologia attuale fa acqua da tutte le parti, e a nulla vale aggrapparsi alla scrupolosità del metodo scientifico, quando i risultati fruibili continuano ad essere latitanti da decenni.

Qual è la causa di un simile fallimento? Quali sono i problemi e i fraintendimenti di un simile stato di cose?
Senza dubbio la mancanza di linee direttive e di sistemi di pensiero innovativi!

Al principio una teoria possiede un’attività rivoluzionaria dirompente, e quindi di arricchimento dell’apparato concettuale precostituito. Questo almeno nelle prime fasi, quando cioè è in grado di fornire (almeno in potenza) delle interpretazioni sufficientemente esplicative della realtà da studiare, e comunque in una misura maggiore delle teorie precedenti.

Se però una teoria non a potuto fornire in un tempo ragionevole, tutte o quasi, le spiegazioni dei fenomeni studiati, scivola inevitabilmente in un piano di chiusura e di aridità tale, da consentire solo studi ed esperimenti infruttuosi e ripetitivi.

Diventa una teoria morta, benché gli studi e sperimentazioni continuino ad essere effettuati.


Quello che avviene è una sconnessione, tra l’idea iniziale e i concetti di ordine inferiore e i relativi esperimenti; in una dinamica in cui l’idea portante si allontana sempre più verso una dimensione metafisica, dove viene riposta come fatto ormai acquisito, al riparo di ogni critica e verifica.


A questo punto le ipotesi sussidiarie, unitamente alla congerie di esperimenti infruttuosi, tendono ad amplificarsi inutilmente fino all’infinito.
Si prenda come esempio l’ipotesi metafisica “Il dio Visnù esiste, perché guarisce le sue creature con gli elementi dell’universo, con il sole, con l’acqua e con la terra”, e si cerchi in qualche modo di dimostrare scientificamente che ciò corrisponda a verità.

Cosa farebbero gli scienziati per avallare questa ipotesi? Indubbiamente predisporrebbero due filoni di ricerca, uno epidemiologico e uno più specificatamente d’ordine chimico e fisico, di dimensioni più o meno grandi, in dipendenza delle sovvenzioni più o meno planetarie acquisite.

Sicuramente negli stati più ricchi, come ad esempio gli Stati Uniti, si incomincerebbe a calcolare l’intensità della luce o il suo indice di rifrazione in rapporto alle varie zone del territorio, in rapporto inoltre alla media misurata dell’altezza e del peso di un certo numero di individui presi a campione nelle diverse città; si estenderebbero poi gli studi epidemiologici, in diverse zone dello stato, alla composizione dell’acqua e della terra in rapporto alla circonferenza dell’addome o degli arti degli individui e via dicendo.

In laboratorio si studierebbero invece le variazioni molecolari di ciascun processo metabolico in rapporto alla magrezza o all’obesità degli individui studiati, come pure le differenze genetiche dei vari recettori favorenti un metabolismo alterato e via dicendo.

L’unica garanzia richiesta in questa pianificazione sperimentale è quella di osservare il massimo rigore metodologico, con particolare riguardo all’accuratezza delle misurazioni, all’adozione di criteri valutativi accettati (margine di errore, intervallo di confidenza, livello di evidenza, scrupolosità nelle interviste, analogie con pubblicazioni su riviste scientifiche accreditate eccetera), alla prerogativa di ripetitività degli esperimenti e quindi alla condivisibilità dei risultati raggiunti con il mondo accademico del pianeta.

Benché l’esempio del dio Visnù sia palesemente assurdo, la procedura descritta si potrebbe applicare al tentativo di dimostrazione della teoria genetica.

La dimostrazione è impossibile quanto lo sia dimostrare l’esistenza di Visnù misurando e studiando il mondo in lungo e in largo.
Entrambi restano oggetti di fede.

Questo affermazione risulta chiara da alcune semplici considerazioni: le asserzioni di base su cui ruota il sistema di pensiero della ricerca e della teoretica oncologica sono due.

La prima ipotizza che l’accrescimento incontrollato dipende da un’alterazione dei meccanismi di crescita causata da una degenerazione e quindi da un malfunzionamento dei geni. 

L’altra di ordine descrittivo, afferma che il tumore è una massa di cellule che tende ad accrescersi sempre di più.


Dato che la seconda è la descrizione di un fatto, e la prima un’ipotesi che intende dimostrarlo, è necessario un ulteriore passo interpretativo. Viene confezionata un’altra ipotesi che entri più in dettaglio: l’alterazione della crescita cellulare: è dovuta ad un fenomeno d’esagerata moltiplicazione cellulare.

Quest’ipotesi a sua volta necessita d’ulteriori elementi di spiegazione: quali sono le cause che determinano questa moltiplicazione incontrollata?

sabato 5 agosto 2017

Chemioterapia: la strana pratica di somministrare veleni ai pazienti per guarirli.

Cancro: un crepuscolo degli dei.

Tratto dal libro di Alberto R. Mondini "Il tradimento della medicina"
Come è nata questa strana pratica di somministrare terribili sostanze ai pazienti per guarirli, la chemioterapia?

Essa si basa sul fatto che le cellule cancerose sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto l'azione di veleni o di radiazioni ionizzanti, sono le prime a morire. Questa constatazione porta però a una delle pratiche più insensate della storia della medicina: avvelenare ed irradiare il paziente per guarirlo! Anche la persona meno informata, riesce a comprendere che guarigione significa miglioramento della salute.

Nessuna persona sana di mente penserebbe che l'inquinamento, gli esperimenti atomici o l'incidente di Chernobyl siano i provvidenziali vantaggi dei nostri tempi per mantenerci sani.

Tutte quelle discussioni fatte in televisione di volta in volta su chemio o medicine alternative hanno un solo scopo: confondere le idee e annebbiare le menti della gente. 
In verità la questione è di una semplicità lapalissiana e disarmante. Vogliamo sapere se la chemio è una terapia valida o no? 

E’ molto facile saperlo; basta fare quello che si fa con qualsiasi altra cosa di qualsiasi genere per sapere se è funziona o no: si osservano i RI-SUL-TA-TI...
Su di essa esistono studi, statistiche, dati ufficiali accurati.
E’ vero che gli oncologi, con la complicità dei media, creano su di essi una cortina fumogena, ma non è per niente difficile averli; poi basta leggerli. Io li ho trovati e ve li posso comunicare. Ripeto: questi non sono i miei dati, sono i dati ufficiali dell’oncologia ufficiale. Confrontateli con le centinaia di ore di chiacchiere televisive trionfalistiche di Tirelli & C.

Prima di tutto bisogna sapere cosa si intende in medicina per paziente guarito di cancro. Poiché effettive guarigioni non ne ottengono mai, definiscono guarito colui che sopravvive almeno cinque anni dal giorno della diagnosi, anche se muore cinque anni e un giorno dopo, anche se alla fine del quinto anno ha un cancro grande come una zucca che gli sta straziando il corpo...

Credo che veramente poche persone conoscano questo dato. Non è che venga tenuto segreto; ma, per darvi un’idea, io per televisione in tanti anni l’ho sentito spiegare solo un paio di volte e solo di sfuggita.
Ricordatevi che cambiare il significato alle parole è un mezzo importante per confondere e dominare. Questo dato pertanto è fondamentale, è una chiave per capire veramente tutti i discorsi che fanno gli oncologi quando parlano di “guarigione”.


Premesso ciò, loro proclamano che: ogni 100 persone che si ammalano di cancro, 50 guariscono; in altre parole ciò significa soltanto che 50 muoiono entro 5 anni dalla diagnosi, le altre dopo.

In verità la cose stanno perfino molto, ma molto peggio di così.
Se lasciamo perdere le chiacchiere televisive e le cialtronate per ottenere offerte e finanziamenti e ci riferiamo a ciò che effettivamente è scritto e provato, troviamo che la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di “tumore certo” è mediamente del 7%. Nella tabella seguente trovate i dati riferiti ad alcuni specifici tipi di tumore. Sono presi dal monumentale trattato “Medicina Oncologica” di Bonadonna e Robustelli” (testo universitario): mille pagine per dire “non ci abbiamo capito niente”.

Tumore / Sopravvivenza a 5 anni
Glomi maligni (cervello):  meno di 10%
Distretto cervico facciale:  meno di 5%
Melanomi maligni meno: di 20%
Neoplasie maligne dell’orecchio e della mastoide:  meno di 25%
Polmone:  7,50%
Mesotelioma della pleura:  0%
Carcinoma dell’esofago meno: di 10%
Carcinoma dello stomaco meno: di 13%
Neoplasie del piccolo intestino:  25%
Carcinoma del fegato:  0-2%
Carcinoma della colecisti:  meno di 3%
Carcinoma del pancreas:  2%.
Carcinoma mammario localmente avanzato: 5%

Ma perfino questi dati sono troppo ottimistici! Un lavoro scientifico pubblicato nel 2004, prende in esame dieci anni di statistiche mediche australiane e americane (gennaio 1994-gennaio 2004) sui risultati della chemio nella cura del cancro. I risultati, usciti dallo spoglio di un campione immenso e più che rappresentativo di circa 227.800 casi di tumore, sono catastrofici: in media, solo il 2% dei pazienti sottoposti alla chemio risulta essere ancora vivo dopo 5 anni dall’inizio del trattamento “terapeutico” (1).

Provate un po’ ad immaginare un impresario edile che costruisce case il cui 93 o 98 % crolla entro cinque anni dalla costruzione. Prima di tutto nessuno lo pagherebbe più e poi verrebbe messo in galera; a meno che qualcuno non lo appenda prima al più vicino lampione... Invece gli oncologi vengono strapagati, onorati, vezzeggiati, ascoltati per ore e ore in noiosissime trasmissioni televisive di medicina. I più famosi oncologi italiani riescono a farsi pagare 200-300 euro o più per una visita di 10-15 minuti!

Incomprensibile... Il fatto è che costoro fanno leva sulla paura, sul dolore e sull’ignoranza di questi dati da parte dei malati e dei loro famigliari. Come la paura e l’ignoranza vengono poi alimentate sistematicamente con ogni mezzo, potete facilmente constatarlo voi stessi.

Il Prof. Luigi Di Bella qualche anno fa avvertì che “se una persona viene dimessa dall'ospedale, si dice che è in remissione. Quando ritorna viene curata e viene dimessa un'altra volta. Se ogni dimissione viene considerata come un dato positivo, i conti aumentano. E siccome non si può morire più di una volta, se un individuo è stato dimesso 9 volte ed è morto una volta sola si avrà un 90% di guarigione e il 10% di mortalità. La fortuna dei medici è che si muore una volta sola”.

Estremamente importante in questo contesto è la vasta indagine condotta lungo 23 anni dal Prof. Hardin B. Jones, fisiologo presso l'Università della California, e presentata già nel 1975 al Congresso di Cancerologia, presso l'Università di Berkeley. Oltre a denunciare l'uso di statistiche falsificate, egli prova che i cancerosi che non si sottopongono alle tre terapie canoniche (chemio, radio e chirurgia N.d.A.) sopravvivono più a lungo o almeno quanto chi riceve queste terapie. Come dimostra Jones, le malate di cancro al seno che hanno rifiutato le terapie tradizionali, mostrano una sopravvivenza media di 12 anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3 anni raggiunta da coloro che si sono invece sottoposte alle cure complete.

Uno studio condotto da quattro ricercatori inglesi, pubblicato su una delle riviste mediche più autorevoli del mondo, The Lancet del 13-12-1975, e che riguarda 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile ai bronchi. La vita media di quelli trattati con chemioterapia completa fu di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero alcun trattamento ebbero una sopravvivenza media di 220 giorni.

Un altro dato fondamentale che indica come le terapie ufficiali per i tumori siano inefficaci, sono semplicemente le statistiche di morte per tumore. Nonostante le decine di miliardi di euro spesi per la ricerca e le centinaia di miliardi per i trattamenti, i dati degli istituti di statistica di tutti gli stati occidentali mostrano che le morti per cancro dal 1950 alla fine del secolo sono continuamente e notevolmente aumentate.

sabato 9 gennaio 2016

Dr. Tullio Simoncini: "Io non ucciderò più nessuno."

IO NON UCCIDERÒ PIÙ NESSUNO È UNA PERLA CHE PONE SIMONCINI AI VERTICI MONDIALI

LETTERA
BEN VENGA IL DR SERGIO SIGNORI
Caro Valdo, Per un attimo ho esitato se inviarti questa mia riflessione, ma il dubbio si è subito dissolto, perché sono sicuro che capirai il suo contenuto per il verso giusto. Ben venga questo  dr Signori, questo altro patriota che si va ad aggiungere ai tanti che hanno espresso le loro idee, convinzioni, proposte nell'ambito di uno stile salutare di vita, di cure alternative e del pensiero positivo.

UNA CATEGORIA DI PROFESSIONISTI MIGLIORATIVI
Il pediatra di Roma che ha scritto una lettera a tutti i suoi colleghi sull'importanza di una alimentazione vegana e del pericolo dei vaccini. L'internista pugliese che acquistò pure una mia macchina dell'acqua e che al telefono mi disse di essere convinto vegano, oltre che critico delle cure medico-farmaceutiche. La dottoressa di Milano che assistette il padre del giornalista affetto da un tumore al cervello e poi guarito grazie a succhi vegetali ed acqua ionizzata. E poi tutti quelli che tu conosci e che hai citato. Gente tutto sommato valida e che forma a modo suo una categoria.

LA LORO CARATTERISTICA COMUNE E LIMITANTE STA NELL'INCOERENZA DI TENERE BEN STRETTI I LORO PRIVILEGI
Ma ciò che mi risulta evidente é che qualsiasi evento spiri, essi indistintamente rimangono al loro posto nel carrozzone ammuffito e sgangherato del sistema medico-farmaceutico. Succede forse che l'internista, non prescriva più inibitori della pompa protonica, anticoagulanti, antiaggreganti, betabloccanti, statine, e quella miriadi di farmaci che fanno parte integrante del suo lavoro? Succede forse che gli oncologi, internisti, cardiologi presenti ai seminari di Libero Manco, non prescrivano più oltre ai farmaci, le cure chemioterapiche, le radioterapie, le chirurgie amputanti e tutto il resto?

LA DIFESA DEGLI IDEALI VA ATTUATA SENZA RISERVE
Continuano a farlo, perché altrimenti sarebbero radiati dalla organizzazione a cui appartengono e quindi continuano a prescrivere quelle cure che, per coerenza e linearità, dovrebbero invece condannare e rifiutare di prescrivere. Ecco perché ribadisco sempre che gli ideali si difendono sino a che questo comoda, fino a che questo non costa troppo in rischi e pericoli..

L'INTERVISTA DEL DR SIGNORI NON È LIBERA DA CONTRADDIZIONI
Cito il dr Sergio Signori nella sua intervista. "Ciononostante non voglio sconsigliare di farsi operare o di fare la chemioterapia in assoluto". In realtà, nella sua intervista dà molta importanza all'atteggiamento mentale, ma non prende mai una posizione esatta e netta sulla alimentazione o sulla non cura.

LODE PERTANTO AL DR TULLIO SIMONCINI
Conosco un solo professionista coerente con le sue idee e le sue scelte. Uno che ha pagato e sta pagando di persona con il coinvolgimento dei suoi cari in termini di reputazione e di finanze. Uno
che gira ramingo per il mondo come uno zingaro, a dare seminari e dimostrazioni delle sue convinzioni. Un medico radiato, accusato ingiustamente delle peggiori infamie. Uno che imperterrito, ed anche dissanguato in termini di risorse, ma che continua a combattere come un leone contro tutti. Parlo di Tullio Simoncini, brillante medico-chirurgo, diabetologo, endocrinologo, oncologo, laureato in filosofia e quasi in fisica.

AL DI LÀ DEL BICARBONATO, HA AIUTATO A GUARIRE UNA MIRIADE DI PERSONE
Al di là di cosa si possa pensare di una molecola così innocua e naturale come il Bicarbonato di Sodio, ha aiutato a guarire una miriade di malati di cancro di tutte le età, compresi bambini, medici , preti. Non mancano testimonianze scritte, video, referti ospedalieri e nonostante tutto viene perseguitato.

IO NON UCCIDERÒ PIÙ NESSUNO
Perché mai non è rimasto comodamente al suo posto di professionista medico, con una carriera brillantissima in esecuzione e con prospettive future allettanti? Si poteva limitare solo a consigliare e a cautelarsi, come ha fatto questo medico Sergio Signori. Alla direzione dell'ospedale dove esercitava e dove, grazie alle sue cure, aveva salvato da morte sicura un bambino oncologico in coma irreversibile, quando gli chiesero di attenersi ai protocolli oncologici, Simoncini rispose con le seguenti parole: "Io non ucciderò più nessuno", e se ne andò via sbattendo le porte in faccia sia ai suoi colleghi che alla direzione ospedaliera.

CONDANNA CORAGGIOSA ED EROICA DEL SISTEMA SANITARIO
Penso che pochi abbiano veramente letto il suo libro "Il Cancro è un fungo", dove con vero grande coraggio, condanna il sistema sanitario e quello farmaceutico, mettendoci acuta precisione e dettagliate prove. Lo hanno attaccato così brutalmente perché non era il solito medico di casa o il medico alternativo che presenta la sua puntuale nuova terapia. Lo hanno attaccato perché era uno di loro, un oncologo, un diabetologo, un endocrinologo, un medico chirurgo, dunque un traditore.

PALADINO DELLA SANA ALIMENTAZIONE
E Simoncini propaga anche la sana alimentazione. L'ho visto rimandare indietro in corsia un piatto di broccoletti, come facevo pure io d'altronde, per essere stati ripassati impropriamente in padella. L'ho visto condannare le pizze alla mozzarella, i fritti, i latticini, il caffè e tutte le cose aberranti che noi ben conosciamo.
www.curenaturalicancro.org
LA BELLEZZA DI MUOVERSI E DI PENSARE IN TUTTA LIBERTÀ NON HA PREZZO
È anche per questo che il fisico ed il medico dr Fidel Natarella risulta oggi indenne ed immunizzato. È per questo che ogni giorno corre incessantemente in ogni angolo del mondo, attratto da mille interessi e curiosità. È per questo che, pur non rinunciando alla libera scienza e alla filosofia salutistica, ha ridato importanza e dignità alle sue diversioni sportive tipo tennis e golf, alle sue esilaranti evasioni artistiche e danzanti. È per questo che ha posto su un piedistallo le cose belle dell'esistenza, diventando amante della vita leggera, rilassata e conciliante, diventando patito della pittura, del riso, del canto, della musica, del divertimento e dell'amore con la A maiuscola e delle bollicine frizzanti con la B maiuscola. Un abbraccio.
Fidel

*****
RISPOSTA
BENVENUTO SIA IL TUO MESSAGGIO

SALVA O STAMPA IL POST IN PDF

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

CORRELATI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...