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sabato 21 marzo 2020

Controllo mentale: la vera pandemia

Controllo mentale: la vera pandemia

Freeskies - Questa pseudo-Pandemia da coronavirus, è generata in realtà da un insieme di concause, tra le quali il massiccio inquinamento ambientale multilivello* presente nelle provincie lombarde. La mortalità di questa affezione è comunque bassissima e colpisce soprattutto maschi molto anziani e con serie patologie pregresse. I tagli al sistema sanitario nazionale hanno creato negli ultimi anni il solito collasso delle strutture ospedaliere proprio in questo periodo dell’anno, caratterizzato dai picchi delle affezioni respiratorie, influenza stagionale in primis. Una volta ricoverati in gravi condizioni è assai facile venire contagiati da virus e batteri che insistono da sempre negli ospedali.

Data la sostanziale innocuità del coronavirus, le domande che tutti dovremmo porci sono: cosa sta accadendo? Perché i media di regime stanno spingendo verso questo allarme ingiustificato? Dove vogliono arrivare le autorità mondiali? Che ruolo hanno in questo orrido gioco gli abbattimenti delle grandi alberature nei centri popolosi e l’instaurazione della ferale rete 5G? Che apporto danno e hanno dato nel tempo le ferali irrorazioni clandestine comunemente conosciute come ‘scie chimiche’? Perché assistiamo in un momento di emergenza come questo allo svolgersi di massicce esercitazioni militari congiunte? Dove è finito il morbillo dal quale dovevamo, solo un anno fa, difenderci manco fosse la peste? Avete capito che ci prendono in giro oppure no?
Siamo di fronte ad un’operazione di controllo mentale di massa, purtroppo ben riuscita. La potenza di fuoco dei media di regime, che da decenni (se non da sempre) manipolano i fatti e danno una percezione artefatta della realtà, ha impresso nella popolazione un indottrinamento ipnotico grazie anche alla persuasione del dominio delle immagini: un essere umano intubato (magari di repertorio) vale più di mille sagge parole.

Ricordiamoci che il mondo della politica e quello dello spettacolo (assolutamente coincidenti) sono totalmente controllati in tutto e per tutto. Abbiamo imparato a non fidarci di loro, non facciamolo ora. Avete visto le raccomandazioni dei media di regime? Cito: 'l'emergenza da coronavirus è una cosa seria.' ... avete capito? E' l'emergenza ad essere seria non l'affezione o la malattia! Svegliamoci.

* vaccinazioni forzate, radiazioni della rete 5G, inquinamento da polveri e nanopolveri.

Correlati:

Video sull’argomento:
Stato di polizia. Che possiamo fare? (Video youtube Rosario Marcianò)
Il virus del buco del culo. Vi spiego perché. (Video youtube Vittorio Sgarbi)

domenica 11 ottobre 2015

Buttate quel maledetto televisore

Buttate quel maledetto televisore

Il rituale di guardare la televisione è annichilente. Ci abituiamo a programmi ridicoli e finti, perdendo ogni contatto con la realtà.

È sera, una famiglia qualsiasi è seduta intorno al tavolo in cucina. Luce a risparmio energetico da un lampadario sospeso sopra alle teste dei commensali, ventilatore che ruota per portare sollievo all’afa. I rumori delle posate che cozzano contro i piatti producono un ritmo dissonante; apparte questo, in cucina, il vuoto. Non una parola viene pronunciata. Non si può però parlare di silenzio perché in sottofondo c’è un brusio continuo che non da tregua. Grida, esplosioni in Medio Oriente, conferenze stampa, opinioni inutili, chiacchiericcio, gossip, il tutto accompagnato da un leggero fischio, è il suono del televisore acceso. 

Nel salotto buio lo schermo proietta ora la luce azzurrina dello studio di un telegiornale, ora il verde troppo brillante del terreno di un campo da calcio. Il televisore riempie le case svuotate di affetto e discorsi familiari. Si arriva a casa e da quel momento fino a tarda sera lui rimane acceso, fino a quando l’abitudine e la rassegnazione si tramutano in un torpore che preannuncia il sonno. Fuori dalla finestra qualche raro gruppo di ragazzini gioca a calcio in strada, è quasi buio. Il cielo non è stellato, in città c’è troppo inquinamento luminoso. Le finestre degli altri palazzi sostituiscono le stelle, anche lì televisori accesi. Quante volte si vivono  scene simili? Vogliamo davvero spegnere il cervello per varie ore al giorno ogni giorno?

La televisione ci costringe alla passività. I programmi sono pensati o per dimenticare sé stessi o per smuovere facili emozioni. Tutto nei mezzi di comunicazione sotto i riflettori è falso. Anche i programmi di informazione e di dibattito politico non possono che lasciare totalmente insoddisfatti i veri amanti della vita pubblica: grida, slogan, ripetizione, maleducazione, recite. Veder scendere un politico un simile agone suscita una disaffezione immediata. 

La televisione genera una doppia alienazione: per la dipendenza che da il semplice rituale di accenderla e provare l’estasi tecnologica e per la quasi totale demenzialità dei contenuti che propone. Portiamo esempi concreti, altrimenti tutti questi discorsi possono sembrare puramente retorici. Cosa ce ne dobbiamo fare di un reality show in cui degli allevatori e agricoltori vengono corteggiati da donne scelte tramite un casting? La mitizzazione di questi uomini è inutile e ridicola. Non sono i contadini di Pasolini o De Martino, sono persone pressoché comuni, la loro partecipazione a simili programmi lo testimonia senza ombra di dubbio. La commercializzazione demolisce anche gli stili di vita tradizionali, veri o presunti. E quale brivido può suscitare un reality (sempre, sempre, sempre un reality) in cui delle coppie si dividono per essere tentate da avvenenti ragazze e ragazzi? Quale modello si vuole far passare? 
Seduti nelle loro poltrone gli spettatori proveranno brividi che saranno costretti a sublimare, verranno attirati dalle provocazioni dei concorrenti. Ma quale falsità, quale bruttura, quale miseria. Se questa è tutta l’educazione sentimentale che possiamo dare, allora siamo davvero al declino. Non occorre professare valori assoluti o essere dei bacchettoni per accorgersi della pochezza a cui ci abituiamo.

sabato 28 marzo 2015

Le manipolazioni del marketing

Enrico Maria Secci, Blog Therapy

L’inconscio che compra: come difendersi dalle manipolazioni del marketing

Una parte consistente della nostra vita è governata dall’acquisto di beni e servizi. Anche se non ne siamo sempre consapevoli, ogni giorno dobbiamo decidere cosa comprare e cosa no, quanto spendere, quale marca preferire o a quale promozione aderire in una tempesta pressoché inarrestabile di messaggi pubblicitari e di suggestioni commerciali.
Il marketing è dappertutto: dalle confezioni dei prodotti alle insegne per strada, è sui giornali, sul web, ci raggiunge ormai per sms, per email e si palesa in televisione in centinaia di modi, alcuni molto indiretti, come l’inserimento di loghi e scritte a margine di un programma.

Sul piano psicologico è affascinante considerare che, nonostante questa immensa mole di messaggi e di manipolazioni comunicative che è il linguaggio della pubblicità, la maggioranza delle persone ritenga le proprie scelte d’acquisto frutto di scelte razionali e ponderate, senza sapere che in gran parte e in realtà spende il proprio denaro immersa in uno stato quasi ipnotico e in una condizione costruita per condizionare deliberatamente il suo comportamento.

Il marketing dell’inconscio. Ormai la psicologia del marketing si avvale di strumenti e di metodologie scientifiche finalizzate ad aumentare significativamente la probabilità d’acquisto di una marca facendo leva sull’inconscio dei consumatori.
La strategia più usata è quella di saturare l’attenzione delle persone investendole contemporaneamente di segnali sensoriali, visivi e auditivi, mirati a indurre uno stato emotivo positivo e propenso all’acquisto. Questo effetto, per esempio, è ottenuto con la discreta diffusione di musiche e gingle. Julian Treasure, un esperto inglese, ha scoperto che, al contrario, negozi e attività silenziosi subiscono un calo del 28% del volume d’affari. Ma basta riconoscere che ognuno di noi ha memorizzato il sottofondo di uno spot famoso e lo ricorda anche a distanza di anni per comprendere l’effetto persuasivo del suono e la sua capacità di indurre sentimenti di familiarità col prodotto che reclamizza.


I colori della persuasione. Anche la scelta dei colori, dei loghi e delle immagini presenti negli spazi commerciali risponde minuziosamente a criteri scientifici: per esempio, il blu e il bianco, le tonalità lavanda e argento sono preferite nel marketing dei prodotti per la cura della persona in quanto il nostro sistema percettivo li associa automaticamente alla sensazione di pulito e di serenità; il rosso, il marrone, il nero e l’oro sembrano condizionare il consumatore all’idea dell’efficacia, della qualità e del lusso; il verde, il giallo e l’arancio sono associati, sempre inconsciamente, alla naturalità e all’affidabilità, e sono i colori più persuasivi nella vendita di prodotti alimentari e finanziari.

Marche strategiche. Allo stesso modo, i nomi dei prodotti sono accuratamente progettati su base neuro-linguistica per suggestionare positivamente il consumatore e fare in modo che il suono stesso della marca faccia pensare alle qualità del prodotto: nomi dal suono delicato per l’igiene intima, nomi dal suono deciso per il pubblico maschile e sempre nomi brevi e facili da ricordare, così che quando pensiamo di aver bisogno di una certa cosa, la nostra memoria implicita ci faccia ricordare in un lampo una certa marca, anziché un’altra.
 
La familiarità, lo status e l’erotismo. Questo affascinate gioco ipnotico della psicologia del marketing è focalizzato su tre obiettivi: la familiarità, lo status e l’erotismo.

La familiarità. Il nostro cervello risponde prontamente a stimoli noti, già in memoria. Ciò che è familiare viene inconsciamente riconosciuto e automaticamente preferito a ciò che è ignoto. Per questo motivo il nostro habitat è costellato di loghi e brand anche molto piccoli e all’apparenza innocui perché privi di un esplicito invito all’acquisto. Siamo dotati di una memoria inconscia che “vede” e immagazzina stimoli al di là della nostra consapevolezza e che, al momento dell’acquisto, ci spinge a scegliere istintivamente un prodotto che il nostro inconscio identifica come familiare, anche se non ne siamo coscienti.

Lo status. Siamo animali sociali e, come tali, i nostri bisogni prevalenti riguardano il desiderio di essere apprezzati dagli altri e di veicolare un’immagine positiva e attraente. Così, gli strateghi del marketing sono consapevoli di vendere autostima, sicurezza, valori e non profumi, telefoni, merendine o quant’altro.
Per ingannare la razionalità del compratore, nulla è più strategico che trasferire col messaggio pubblicitario la suggestione di esclusività, di forza, di successo e di bontà e convincere che il possesso di un certo bene o servizio trasfonderà magicamente tranquillità, fascino o potere personale.
 Sembra una cosa complicata, ma non lo è. Il nostro sistema emotivo e motivazionale funziona per gran parte al di là della nostra razionale consapevolezza, e detiene il primato in ogni scelta della nostra vita. Peccato che si comporti più o meno come un bambino di 4 anni e che, a nostra insaputa, faccia quello che gli pare, compreso il lasciarsi abbagliare dal grande Paese dei Balocchi della persuasione occulta. Così, per comprarci un po’ di status, siamo disposti a spendere anche il 500% del reale valore di un prodotto, come insegna l’industria del lusso.

L’erotismo. Ed ecco, infine, il colpo da maestro del marketing, quello che funziona più di tutti, specie sui prodotti più costosi ed insignificanti sul piano razionale, l’infallibile utilizzo di allusioni erotiche e suggestioni sessuali. Si pensi allo spot della Fiat, a base di Viagra o all’inzupposo spot di biscotti extralarge con Antonio Banderas. Eserciti di casalinghe ultra-provocanti, di profili maschili nudi e di doppi sensi subliminali portano milioni di euro nelle casse degli esperti di comunicazione e in quelle dei loro clienti sfruttando, a volte sfacciatamente, la credulità dell’inconscio, contro cui il consumatore inconsapevole è disarmato in quando saldamente ancorato al suo illusorio libero arbitrio.

Trappole cognitive per creare l’occasione d’acquisto. Nella presentazione di un’offerta, la psicologia del marketing utilizza di infinite astuzie per aggirare la razionalità del consumatore e indurlo all’acquisto. Una parte di queste strategie sfrutta i punti deboli del sistema cognitivo umano a proprio vantaggio. Per esempio, è dimostrato che offrire  al cliente prima i prodotti più cari e dopo quello meno cari aumenta significativamente la possibilità d’acquisto, soprattutto delle proposte di fascia media e medio alta. Fare il contrario, invece, sembra ridurrebbe la propensione alla spesa. Questo effetto appare del tutto illogico ed è dovuto all’attitudine spontanea del cervello a identificare arbitrariamente come valido elemento di confronto il primo dato che viene presentato. Quindi un “ancoraggio” mentale all’offerta più cara rende maggiormente desiderabile il prodotto più vicino alla fascia alta di prezzo. E che dire dei prezzi con tutti quei 9 e quei .99 centesimi? Sfruttano il fatto che il cervello emotivo dà per buona la prima cifra del prezzo in quanto elabora le informazioni in modo globale e non analitico. Per esempio, tra 10 e 19.99 o tra 40 e 49 euro, il costo percepito è sempre più vicino al 10 e al 40. Si crea insomma un’illusione di convenienza dell’offerta che aumenta la probabilità dell’acquisto.

Per i consumatori è importante conoscere le strategie del marketing  per essere più responsabili e accurati nelle proprie scelte e difendersi dalla manipolazione della pubblicità, soprattutto perché le strategie utilizzate per influenzare il comportamento d’acquisto possono essere utilizzate per orientare altre ben più significative scelte come quella di voto e l’opinione su fatti di rilevanza sociale.
Enrico Maria Secci, Blog Therapy

giovedì 11 dicembre 2014

Ipnosi elettromagnetica collettiva e guerra ambientale

HAARP e MUOS producono Anestesia Elettromagnetica: CONTROLLO MENTALE

Lo sapevate che, da quando è stato creato l'HAARP, l'umanità è sotto ipnosi? Lo sapevate che l'HAARP produce, nel nostro cervello, quella che viene chiamata "Anestesia Elettromagnetica"? Sarebbe il risultato di questa sofisticata tecnologia che la stragrande maggioranza delle persone non conosce assolutamente.
E' un fatto che porzioni o segmenti del cervello dell'essere umano, in particolare l'emisfero destro, l'ipotalamo e i lobi prefrontali, sono letteralmente anestetizzati o manipolati dalle onde a frequenza estremamente bassa (ELF), da tecnologie a radiofrequenza come l'HAARP e da vari agenti chimici, come i vaccini, il fluoro e le scie chimiche.

L'HAARP è un'arma segreta che utilizza la tecnologia elettromagnetica a radiofrequenza, che non serve solo a provocare tempeste, uragani e terremoti, ma modifica anche le nostre onde cerebrali. Fondamentalmente, è un sistema che modula la frequenza delle onde cerebrali di ogni individuo conducendolo in uno stato di ipnosi in cui è possibile ricevere, da parte dell'essere umano, ordini diretti al cervello.
Il MUOS di Niscemi, Sicilia – ITALIA
A tal fine, le antenne dell'HAARP, e quelle del MUOS di Niscemi in Sicilia, emettono onde con una frequenza estremamente bassa (onde ELF), che vanno da 1 a 20 Hz (fuori dal campo della percezione umana uditiva) e che, come Tesla aveva teorizzato, rimbalzano sulla ionosfera e tornando di nuovo a terra, producono cambiamenti climatici significativi o eventi sismici. L'HAARP è una tecnologia ultra-secret sviluppata, un secolo fa, da Nikola Tesla, poi rubata e successivamente, segretamente sviluppata dalla società scientifica segreta in tutto il mondo, fin dai primi anni '60.


M. Persinger
In origine, questa tecnologia era parte del progetto di Tesla che aveva come obbiettivo la produzione e condivisione di energia libera in tutto il mondo, ma fu rubata dal governo d'élite segreto sionista, oltre che per mantenere l'umanità schiava del petrolio, sopratutto per utilizzarla come arma climatica e per il controllo mentale. La sua applicazione, come arma di controllo mentale, è legata alle ricerche fatte da psicologi e neuroscienziati psicobiologi come quella dello psicologo e neuroscienziato Michael Persinger, che ha studiato gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sul cervello per il Pentagono, la Marina e la NASA. Persinger ha perfezionato il metodo per sperimentare le esperienze soggettive, attraverso l'uso di caschi da motociclista connessi alla realtà virtuale, inviando onde elettromagnetiche verso la fronte del cervello umano.

Ha studiato il metodo per "l'accesso diretto al cervello per induzione elettromagnetica attraverso algoritmi fondamentali; ...un processo legato alla temperatura del cervello per permettere l'adattamento verso tutti i cervelli umani normali colpiti da una frequenza sub-armonica la cui variazione, a partire da 10 Hz, sarebbe solo di 0,1 Hz". Questa piccola variazione permetterebbe la selezione delle menti tra individui diversi e colpire un cervello in particolare tra milioni. Se questo non fosse abbastanza, l'esperimento va oltre: la coscienza di un individuo, la sua memoria e la consapevolezza di sé, possono essere modificate dalle onde elettromagnetiche, in particolare la personalità, che può essere completamente rimodellata, in quanto, ogni stato mentale può essere generato artificialmente da una fonte esterna.

Ciò che viene fatto con l'Haarp, e con il MUOS, è la produzione di inserti olografici utilizzati per millenni dagli invasori alieni e dagli Illuminati; messaggi che tramite le antenne vengono inviati direttamente nell'ipotalamo del nostro cervello. Questa tecnologia è reale ed esiste già e viene utilizzata globalmente attraverso meccanismi simili a quelli usati dalla radio e dal sistema di telecomunicazioni mezzi con cui, l'umanità, può essere controllata elettromagneticamente quando, per esempio, osserva o ascolta canali televisivi, radio, telefoni cellulari o altri mezzi tecnologici. La vita sulla Terra può essere divisa in "prima e dopo la creazione dell'HAARP". Ciò che fa questa tecnologia, raggiungendo le onde cerebrali, è abbassare la frequenza del cervello, gettando la popolazione umana in un stato di ipnosi profonda.

Le antenne situate in Alaska, e ora anche in Italia con il MUOS, sono la manifestazione visibile dei risultati nascosti della società scientifica segreta del mondo. Questi risultati non sono, ovviamente, comunicati al genere umano intero, infatti, non una parola è stata detta dai media in proposito. Quei pochi dati che vengono resi pubblici, servono a mentire spudoratamente sul presunto obiettivo scientifico di questa tecnologia, cioé, "studiare la ionosfera" o come arma di "difesa missilistica".

Questo chip, realizzato nei primi anni 2000 da una società
chiamata VeriChip, memorizza le informazioni mediche personali.
Inoltre se decideste di farvi impiantare un microchip, dovreste sapere che ciò renderà ancora più facile l'azione dell'HAARP e del MUOS, infatti un microchip, oltre ad essere in grado di inviare un segnale, può anche riceverlo, con tutto quello che ne potrebbe conseguire: la morte della vostra volontà, tanto per dirne una.

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