martedì 11 dicembre 2018

5G: è un rischio troppo elevato non coperto più dalle compagnie assicurative! - Un Senatore e il National Institute For Science, Law & Public Policy chiedono prova della sicurezza.

5G: Un Senatore e il National Institute For Science, Law & Public Policy chiedono prova della sicurezza!

DI B.N. FRANK activistpost.com
Non importa quanto voi amiate la tecnologia, probabilmente vorreste sapere che le compagnie assicurative hanno smesso di coprire l’esposizione alle radiazioni wireless, perché troppo rischiosa, giusto?
WASHINGTON- (BUSINESS WIRE) -Il National Institute for Science, Law & Public Policy (NISLAPP) fa un plauso al Senatore Democratico del Connecticut Richard Blumenthal, per aver fatto pressione sul Commissario della FCC, il Signor Brendan Carr, affinché sia fornita documentazione comprovante le osservazioni del Commissario, a difesa della sicurezza del 5G. 
Il NISLAPP appoggia questa richiesta. Il Signor Jim Turner, Presidente del NISLAPP, afferma:

Il NISLAPP considera un errore collocare nuove antenne radianti ad alta frequenza nei centri abitati del territorio, molto vicine a case, uffici e scuole, se a nostra conoscenza non è stato condotto alcun test pre-mercato su larga scala, inerente alla salute, degli effetti delle radiazioni emesse, quando sono facilmente disponibili tecnologie di accesso a Internet cablate molto più sicure. Sosteniamo fermamente la richiesta del Senatore Blumenthal a Carr, Commissario della FCC, di fornire la documentazione che attesti la “determinazione della sicurezza della FCC per il 5G “, assieme ai riferimenti scientifici a supporto, utilizzati per tale determinazione.”
La richiesta formale del Senatore Blumenthal, al Commissario Carr per questi documenti, è stata annunciata questa mattina ad Hartford in una conferenza stampa. Nella lettera, Blumenthal ha spiegato che recentemente, in un’audizione per tale ambito nel Commissione del Senato nel South Dakota per quanto riguarda il 5G, il Sindaco Paul Ten Haken di Sioux Falls (South Dakota), stava cercando “chiare indicazioni, punti di discussione, studi che sono stati fatti che dimostrino che non c’è danno ai nostri elettori e ai contribuenti, nel collocare queste piccole celle su tralicci vicino alle biblioteche, vicino alle scuole, vicino alle loro case”. E quel Commissario Carr in quel momento ha risposto, dicendo: “La legge federale in realtà dice che i governi statali e locali non posso prendere in considerazione le preoccupazioni [di radiofrequenza], data la quantità di lavoro che è stata dedicata a questo problema a livello federale … Sia presso la FCC che altre agenzie sanitarie specializzate a Washington, sono continuamente aggiornate su questi temi e hanno raggiunto la determinazione sulla loro sicurezza.”

Il compito della FCC è regolamentare il settore delle telecomunicazioni e proteggere il pubblico. Tuttavia, la FCC NON è un’agenzia per la protezione della salute o dell’ambiente. Gli standard di sicurezza di FCC per tutti i prodotti wireless e l’infrastruttura sono obsoleti. Activist Post ha riferito di Commissari FCC, schierati già con il settore. Il Presidente dell’FCC, Ajit Pai, è colpevole per questo comportamento. L’ex Presidente dell’FCC, Tom Wheeler, non era migliore. Quindi fidarsi dell’FCC non sembra essere una buona opzione.
Ancora di più da Business Wire:
A seguito di questa discussione, il Senatore Blumenthal sta attualmente esortando il Commissario Carr dell’FCC, affinché venga inviata al suo ufficio la documentazione qui di seguito elencata:
La determinazione della sicurezza 5G da parte della FCC e di altre agenzie sanitarie rilevanti, a cui il Commissario Carr ha fatto riferimento durante l’audizione per tale ambito.
Riferimenti attuali per gli studi che informano della determinazione della sicurezza.
Ha detto che i suoi elettori hanno preoccupazioni analoghe sul 5G e che vuole fornire loro informazioni accurate.
Il Senatore Blumenthal ha affermato che “siamo interessati a conoscere gli ultimi studi che valutano gli effetti sulla salute delle frequenze e delle modulazioni a banda larga che verrebbero utilizzate nelle reti 5G”. Ha osservato [che] “La maggior parte delle nostre attuali normative sulla sicurezza della radiofrequenza sono state adottate nel 1996 e non ne è stato ancora fatto l’aggiornamento per apparecchiature e dispositivi di prossima generazione.” Ha anche menzionato l’ampio studio pubblicato quest’anno del National Toxicology Program (NTP), finanziato dal governo statunitense, che sull’utilizzo di tecnologie di generazione precedente (2G e 3G), ha mostrato un legame tra radiazione da radiofrequenza e cancro.
Alcuni mesi fa anche Activist Post ha riferito dello studio dell’NTP. Proprio così – cancro da esposizione.

Torniamo a Business Wire:
Blumenthal ha aggiunto: “Gli operatori telefonici avranno anche bisogno di linee guida aggiornate per l’autorizzazione dei dispositivi da utilizzare con il 5G” e “Riteniamo inoltre che sia fondamentale per la FCC dare seguito alla sua Further Notice of Proposed Rulemaking and Inquiry, datata 27 marzo 2013, per garantire a tutti gli individui, e in particolare a quelli che lavorano nelle vicinanze delle centinaia di migliaia di piccole strutture a celle, affinché vengano dislocate, di essere protetti da qualsiasi tipo di eccesso di radiazione da radiofrequenza.”
La Communications Workers of America era presente alla conferenza stampa, così come lo scrittore scientifico ed esperto di campi elettromagnetici, B. Blake Levitt. Si vedano le osservazioni di Levitt.

Il National Institute for Science, Law and Public Policy considera la linea di indagine del Senatore Blumenthal, sull’entità delle valutazioni di sicurezza delle radiazioni 5G di prossima generazione, di fondamentale importanza. Camilla Rees, Senior Policy Advisor di NISLAPP, afferma: “Tutti i membri del Congresso, così come i funzionari statali e locali, potrebbero prendere in considerazione domande simili sulle nuove, diverse e pericolose tecnologie a radiofrequenza di quinta generazione, che l’industria delle telecomunicazioni intende implementare ampiamente all’interno dei nostri ambienti di vita, in merito a cui gli scienziati di tutto il mondo stanno mettendo in guardia“.

Scienziati internazionali in molti Paesi stanno facendo appello per una moratoria sul 5G, fino a quando i pericoli potenziali non verranno investigati in toto.
Per vostra informazione – la moratoria sul 5G è stata istituita nel 2017. Activist Post ha anche riferito dove il 5G è già stato installato e gli Americani e i loro animali domestici si sono ammalati. I residenti di Gateshead, in Inghilterra, hanno già vinto un procedimento giudiziario contro il 5G.

Ulteriori link di ricerca sono forniti alla fine dell’articolo di Business Wire. Activist Post ha anche riferito degli sforzi compiuti dal Senatore del Michigan Patrick Colbeck, per proteggere i residenti dall’esposizione al 5G, così come l’utenza ai contatori “intelligenti”.
4.12.2018  -Scelto e Tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88 

correlati:

Per il governo italiano il 5G è ipoteticamente sicuro!

Governo, strategia all’italiana. “5G ipoteticamentesicuro”. Hanno già deciso: saremo tutti irradiati (cioè in pericolo!) senzaprecauzioni

di Maurizio Martucci
Di Maio e lobby del wireless gongolano, dopo le (grossolane perché vetuste nei dati) rassicurazioni del sottosegretario all’ambiente Micillo per conto di Costa, un altro (alleggerito) lasciapassare arriva da Grillo e dicastero sanità: altro che sensata moratoria e principio di precauzione, altro che appelli cautelativi alla minimizzazione del pericolo da parte di medici e scienziati, il Governo non fermerà lo tsunami elettromagnetico della tecnologia di quinta generazione!
Privo di valutazioni preliminari sul rischio per ecosistema e umanità, l’Istituto Superiore di Sanità ha infatti garantito (ipoteticamente) sulla sicurezza del 5G (“i dati disponibili non fanno ipotizzare particolari problemi per la salute della popolazione connessi all’introduzione della tecnologia 5G”), mentre il Ministero della salute ha affermato che il “rischio cancro rivesta carattere del tutto ipotetico (….) indebolito nelle evidenze”. Senza riferimenti bibliografici né fonti sulla provenienza dei finanziamenti dei non meglio precisati test negazionisti, poche righe in risposta a Report proverebbero a smontare decenni di studi indipendenti (si tratta dei più importanti al mondo, mai eseguiti prima!) che invece attestano esattamente il contrario.

Ricalcando la frettolosa bocciatura della Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni non ionizzanti (associazione privata, già al centro di critiche su discussa imparzialità e accuse di conflitto d’interesse), l’italica sanità ha bollato come “incoerenti con i risultati di alcune decine di studi omologhi“ e “al limite della significatività statistica” gli esiti del National Toxicology Program e dell’Istituto Ramazzini che, invece (frequenze 2G e 3G, perché il 5G è del tutto inesplorato!) hanno riscontrato “una chiara evidenza di tumori maligni nel cuore, alcune prove di tumori maligni nel cervello, alcune prove di tumori (combinato benigno, maligno o complesso) nelle ghiandole surrenali” e “aumenti nell’incidenza degli schwannomi maligni del cuore, tumori molto rari delle cellule nervose del cuore e un aumento dell’incidenza di altre lesioni (l’iperplasia delle cellule di Schwann e gliomi maligni, tumori del cervello)”. In pratica, oggi è disponibile proprio quello che nel 2011 mancò all’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), secondo cui “i campi a radiofrequenza sono classificati nel gruppo 2B perché c’è un’evidenza tutt’altro che conclusiva che possano provocare il cancro negli esseri umani”.

SOSTIENI OASI SANA

Non a caso ai ricercatori statunitensi e bolognesi in questi giorni è arrivato l’invito di Kate Guyton, capo del gruppo delle monografie IARC sulla valutazione dei rischi cancerogeni per gli esseri umani, in cui – prevedendo tra il 2019 e il 2020 un aggiornamento sulla classificazioni della cancerogenesi di elettrosmog e non solo – si chiede agli studiosi di raccomandare le priorità includendo “sostanze chimiche, miscele, occupazioni, agenti fisici, agenti biologici e altri fattori sospettati di provocare il cancro negli esseri umani, selezionati per la revisione in base a: (a) evidenza di esposizione umana; e (b) prove o sospetti di cancerogenicità.
Che, quindi, nell’incertezza sugli aggiornamenti IARC ci troviamo dinnanzi un pericolo tutt’altro che scongiurato, lo si capisce dall’interrogazione al commissario della Commissione Federale delle Comunicazioni statunitense (tra le polemiche, il 5G è già operativo negli USA), dove si afferma che per testare il 5G si “necessita di ulteriori esami” e che se “la letteratura sulla tecnologia 5G può essere limitata perché è nuova” c’è urgenza di “conoscere gli ultimi studi per valutare gli effetti sulla salute delle frequenze e delle modulazioni della banda alta che saranno usati dalle reti 5G”.

Come d’incanto, per stessa ammissione dell’ISS (“la banda 24-28 GHz è assorbita solo superficialmente a livello della pelle”) con le nuove radiofrequenze dal 1° Gennaio 2019 il bi-pensiero orwelliano s’irradierà quindi su di noi: l’ipotetica sicurezza del 5G garantita dal Ministero della Salute passerà al vaglio dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro, mentre l’americana Commissione Federale delle Comunicazioni dovrebbe disporre esami per valutarne gli effetti sulla salute. In barba al principio di precauzione, faremo un salto nel buio! Ci dicono che (forse, chissà!) potrebbe quindi farsi dopo quello che doveva essere fatto prima e se le certezze italiane finiscono appena fuori confine, per l’inarrestabile corsa al futuro i cittadini (tutti, nessuno escluso, 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno) si ritroveranno a fare da cavie, immersi in un inesplorato groviglio di microonde millimetriche per compiacere Smart City e intelligenza artificiale. Chapeau!
Riproduzione consentita, citando fonte e autore
correlati:

SIDS: 300 NEONATI MORTI OGNI ANNO IN ITALIA. UNO SU MILLE

SIDS: 300 NEONATI MORTI OGNI ANNO IN ITALIA. UNO SU MILLE
Morti bianche: 300 neonati ogni anno, in Italia, muoiono “in culla”. Uno su mille. 
Si chiama Sids, sindrome da morte infantile improvvisa (Sudden Infant Death Syndrome). 

Il sistema sanitario, accusa il naturopata Marcello Pamio, sottovaluta il problema: 
«Poco importa se tutti i bambini morti in culla hanno sempre fatto le vaccinazioni qualche giorno o qualche settimana prima».
Casi archiviati come coincidenze, fatalità. 
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la Sids «colpisce i bambini tra un mese e un anno di età», cioè nel periodo in cui vengono fatti i primi inoculi. 
A riferire di questa “strage silenziosa” è un giornale come “Il Gazzettino”: il 25 maggio 2016, il quotidiano di Venezia titola: “Vaccini, bimba a due mesi muore nel sonno a Torino dopo esavalente”. Sempre per l’Istituto Superiore di Sanità, «dopo le malformazioni congenite, la Sids è la causa principale di morte post-neonatale negli Stati Uniti». 

Secondo il National Vital Statistics Report del 2004, «l’incidenza della Sids è di circa 1,7 per mille nati vivi. Dati simili sembrano essere registrati anche in Europa. In Italia, la stima fornita dal centro di riferimento della Regione Lombardia, è di 1 su 1000 nati vivi».

Quindi in Italia vi sarebbe un morto ogni mille bambini nati, sintetizza Pamio sul blog “Riflessioni”, in cui segnala il bugiardino del vaccino trivalente “Tripedia” per difterite-tetano-pertosse. Secondo Sanofi-Pasteur, «la percentuale di morti in culla, secondo alcuni studi osservazionali, negli Stati Uniti (periodo dal 1985 al 1991) è pari a 1,5 bambini ogni 1000 nati, mentre in Germania è di circa 0,4». Sempre dal bugiardino del trivalente Tripedia: «In uno studio caso-controllato tedesco e in uno studio di sicurezza negli Stati Uniti, su 14.971 neonati che hanno ricevuto il vaccino Tripedia ne sono morti 13». 
Quindi, sottolinea Pamio, 13 morti su circa 15.000 neonati significa una percentuale pari a 0,86 morti per ogni 1000 nati. «In Italia sono nati nel 2016 circa 470.000 bambini. 

Se la percentuale di mortalità del Tripedia è di circa 0,86/1000 nati, tenuto conto che da noi sono nati 470.000 l‘anno scorso, il vaccino se ne è portati via circa 400. Morti per cosa? Da Sids, ovviamente, ma non solo. Almeno 300 ne muoiono per Sids ogni anno, ma se teniamo conto che non è l’unica causa di morte, si fa presto ad ottenere le cifre riportate».
Ancora il bugiardino del Tripedia segnala che «gli eventi avversi riportati durante l’uso post-approvazione del vaccino Tripedia includono: porpora trombocitopenica idiopatica, Sids, reazione anafilattica, autismo, convulsione, encefalopatia, ipotonia, neuropatia, sonnolenza e apnea».
Lo dicono gli stessi produttori dei vaccino, commenta Pamio: «Lo mettono nero su bianco nel bugiardino», mentre da noi «i grandi medici e la grande scienza ufficiale negano con tutte le forze e con ogni mezzo la correlazione tra vaccini-autismo e la correlazione tra vaccini-Sids

Beata ignoranza e soprattutto malafede, e intanto i bambini continuano a morire».
Pamio definisce “olocausto” la morte in massa dei neonati, e sollecita un’azione legale, da parte della magistratura, per accertare eventuali responsabilità delle autorità italiane, per esempio «il ministro della salute, il direttore dell’Istituto Superiore di Sanità e il direttore dell’Aifa, nonché il presidente della Repubblica che ha firmato e avvallato la conversione del decreto in legge», quello sui 10 vaccini obbligatori voluto dalla “ministra” Beatrice Lorenzin. Se l’Italia è un caso unico al mondo per il numero di vaccini resi obbligatori, conclude Pamio, ha viaggiato a lungo in direzione esattamente opposta (e con ottimi risultati) il Giappone, che ha cambiato il calendario d’inizio per la vaccinazione «spostandolo dai tre mesi a due anni». Risulato: «Subito il loro tasso di Sids è crollato. Come mai?». 

E’ un fatto: al ritardo della vaccinazione “trivalente” Dpt (difterite-pertosse-tetano) posticipata all’età successiva ai 2 anni, ha corrisposto «un drastico calo di effetti collaterali». Nel periodo 1970-1974, quando la vaccinazione Dpt veniva effettuata dai 3 a 5 mesi di età, il Giappone erogò indennizzi per ben 57 casi gravi di bambini danneggiati da vaccino (danni permanenti) e 37 bambini morti. Durante il periodo 1975-1980, quando le iniezioni di Dpt venivano effettuate in ritardo, le gravi reazioni al vaccino sono state ridotte a un totale di tre morti. Il che significa una enorme riduzione – dall’85 al 90% – dei casi più gravi di danni, fino alla “morte bianca”. E ancora: «Nel 1988 il governo giapponese raccomandò la non-vaccinazione fino a due anni di età». 
La Sids però è ricomparsa, anche in Giappone, «da quando il governo è tornato a raccomandare le vaccinazioni a tre mesi», come afferma la dottoressa Viera Scheibner sul “New England Journal of Medicine”.

Articolo e fonte: www.libreidee.org

Correlati:

Evidenze scientifiche di correlazione tra i vaccini e la SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante) – di vivereinmodonaturale.com

La Sindrome della morte improvvisa del lattante non ha relazioni con i vaccini??? (IN RISPOSTA ALLE BAGGIANATE SCRITTE DAL DOTTIVENDOLO ROBERTO BURIONI NEL SUO SITO MEDICALFACTS, MA SAREBBE MEGLIO SCRIVERE MEDICALFAKE.)

La Sindrome della morte improvvisa del lattante non ha relazioni con i vaccini???

(IN RISPOSTA ALLE BAGGIANATE SCRITTE DAL DOTTIVENDOLO ROBERTO BURIONI NEL SUO SITO MEDICALFACTS, MA SAREBBE MEGLIO SCRIVERE MEDICALFAKE.)

Evidenze scientifiche di correlazione tra i vaccini e la SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante)

Secondo Wikipedia, la SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante) è:
nota anche come sindrome della morte improvvisa infantile o morte inaspettata del lattante oppure in terminologia comune “morte in culla” (in inglese Sudden Infant Death Syndrome o SIDS) è un fenomeno che non trova ancora alcuna spiegazione presso la comunità scientifica.

Si manifesta provocando la morte improvvisa ed inaspettata di un lattante apparentemente sano: la morte resta inspiegata anche dopo l’effettuazione di esami post-mortem. La sindrome colpisce i bambini nel primo anno di vita ed è a tutt’oggi la prima causa di morte dei bambini nati sani.

Notate che viene detto che  è a tutt’oggi la prima causa di morte dei bambini nati sani.  
E pensare che prima che i programmi vaccinali fossero introdotti c’erano veramente pochi casi .

La probabilità di incidenza della SIDS tende ad aumentare nei tre giorni successivi alla vaccinazione e aumenta anche in base al numero di vaccini che i lattanti ricevono.

Gli stati uniti hanno il più alto piano vaccinale nel mondo sviluppato e hanno anche il maggior tasso di mortalità infantile. Non è un caso.

Di seguito un elenco di studi scientifici  (in inglese) che dimostrano la correlazione tra vaccini e SIDS:


Quasi nessuna SIDS prima dei programmi di vaccinazione. Diagnosi SIDS introdotta nel 1973 (nota 16, pagina 10)
Tra il 1990 e il 1997 sono stati segnalati oltre 600 casi di sindrome da morte improvvisa infantile dopo la vaccinazione.
La vaccinazione nei bambini di età inferiore a 3 mesi è associata ad un aumentato rischio di sindrome della morte improvvisa del lattante.
Correlazione tra il numero di morti infantili e il numero di vaccini
Eventi avversi gravi associati al vaccino contro la pertosse a cellule intere, ad es. Sindrome della morte improvvisa infantile  e encefalopatia, può essere avvenuto in bambini metabolicamente vulnerabili.
La sindrome della morte infantile improvvisa e messa in fase del vaccino DTP possono essere collegati.
Tendenze relative delle ospedalizzazioni e mortalità tra i neonati per il numero di dosi di vaccino e l'età, in base al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS), 1990-2010.
Il tasso di mortalità per sindrome di morte improvvisa nel periodo compreso tra zero e tre giorni dopo il DTP è stato trovato essere 7,3 volte superiore al periodo di 30 giorni dopo l'immunizzazione.
È stato segnalato un caso di morte infantile improvvisa associata a immunizzazione esavalente.
La vaccinazione contro l'epatite B è stata collegata allo shock anafilattico e alla morte nei neonati.
Nel 1985 dei gemelli hanno ceduto simultaneamente a improvvisi e inaspettati decessi da due a tre ore dopo la vaccinazione con vaccino contro la difterite, il tetano e la pertosse (DTP).
La sindrome della morte infantile improvvisa (SIDS) è stata segnalata subito dopo la vaccinazione esavalente.
La vaccinazione DTP può contribuire alla malattia del tratto urinario e alla sindrome della morte improvvisa del lattante.
Un articolo ben studiato su SIDS e vaccini: 
Questo studio ha mostrato un aumento di 6 volte delle convulsioni febbrili entro 24 ore dalla somministrazione di DTP e un aumento triplo delle convulsioni febbrili dopo l'MMR (che si manifesta dopo 8-14 giorni dopo la vaccinazione). 
I neonati prematuri hanno un rischio maggiore di sepsi e di eventi cardiorespiratori dopo la vaccinazione in terapia intensiva neonatale
Questo studio riporta un significativo aumento dell'incidenza di valutazioni della sepsi, supporto respiratorio e intubazione dopo l'immunizzazione di neonati prematuri in terapia intensiva neonatale. 
I risultati di questo studio confermano ciò che un certo numero di altri studi retrospettivi hanno trovato - che i neonati con basso peso alla nascita sembrano avere un aumento degli eventi cardiorespiratori e delle valutazioni della sepsi dopo la vaccinazione. Il punto di forza di questo studio e ciò che lo rende unico è l'ampia dimensione del campione di bambini nati in gestazione inferiore alle 28 settimane.



Ancora una volta la dimostrazione che i vaccini possono causare danni e perfino anche alla morte.
Haiaty Varotto
Articolo correlati:


Vedi anche:

SALVA O STAMPA IL POST IN PDF

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

CORRELATI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...