Visualizzazione post con etichetta pensiero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pensiero. Mostra tutti i post

lunedì 8 giugno 2020

La Mente di un Genio

#99 La Mente di un Genio

Una delle prime affermazioni del Metodo Silva è la seguente:
"La differenza tra la mentalità di un genio e la mentalità media è che i geni usano di più la loro mente e la usano in modo speciale. Io sto imparando adesso ad usare di più la mia mente e ad usarla in modo speciale"

Per imparare ad usare maggiormente la propria mente occorre imparare ad accedere a stati più profondi dell'abituale.
Bisogna imparare ad accedere alla dimensione spirituale della mente, che è sincronizzata con le onde cerebrali più lente.

L'attivazione consapevole delle onde alfa in particolare ci permette di attivare parti della mente che normalmente non sono sotto al nostro controllo (ecco da qui Mind Control)

Per accedere a questo livello di funzionamento, José Silva aveva elaborato un sistema preciso e strutturato, con diverse ancore per richiamare rapidamente lo stato una volta condizionato.

Nel Silva originale si parlava di 6 livelli da scendere per arrivare al piano mentale da cui operare.
Questi 6 livelli erano associati ai numeri:
  • 6 - Normale stato di attività mentale
  • 5 - Fatica negli occhi (guardando un punto in alto)
  • 4 - Chiusura degli occhi
  • 3 - Rilassamento fisico
  • 2 - Rilassamento mentale
  • 1 - Livello alfa
Successivamente i primi passaggi, più legati all'ipnosi, vennero rimossi e si partì semplicemente dal 3, ovvero dal rilassamento fisico.

In conclusione che caratteristiche ha la mente di un genio?
La mente di un genio, come Leonardo, Tesla, Einsten, ha la capacità naturale o allenata di abbassare consapevolmente le onde cerebrali ed accedere a capacità intuitive, immaginative e creative che sono fortemente limitate per una persona normale.

E' come se il genio avesse la chiave ad un mondo sconosciuto, ciò che Silva chiamava il Regno dei Cieli, di cui il genio è il Re. Il Re del suo Mondo Interiore.

===========================================
Dio, Gesu, il Cristo, il Padre, il Figlio,
lo Spirito Santo e lo stesso “Regno dei cieli” 
non sono altro che stati della coscienza universale
che l’uomo può sperimentare; 
conoscenze-esperienze tramandate a pochi uomini 
attraverso gli antichi misteri…
Tutto è dentro di noi.

Correlati:

sabato 2 maggio 2020

La verità non da certezze, la verità rende liberi.

La verità non da certezze, la verità rende liberi.
L’umanità ha commesso alcuni dei suoi peggiori crimini in nome della verità.
Uomini e donne sono stati bruciati al rogo. Intere culture di alcune civiltà sono state distrutte. Coloro che commisero il peccato di mangiare carne furono mantenuti a distanza. Coloro che cercarono cammini diversi furono esclusi.

Una persona, in nome della verità, fu crocifissa.
Ma prima che egli morisse, ci ha lasciati una magnifica definizione della verità.
Non è ciò che fornisce di certezze.
Non è ciò che ci fa sentire migliori degli altri.
Non è ciò che teniamo nella prigione delle nostre idee preconcette.

La verità è ciò che ci rende liberi.
“Conosci la verità, e la verità ti renderà libero.” egli disse.
|Favole Filosofiche|
Marco Greco

Correlati:

venerdì 17 aprile 2020

Il contagio è un'invenzione!

Il contagio è una invenzione

Valdo Vaccaro
Per me il contagio è una invenzione di comodo usata per spaventare la gente, per renderla sospettosa e sfiduciata, per assoggettarla alle cure mediche e alle vaccinazioni. Contrappongo sempre il concetto di intossicazione a quello di contagio. L’intossicazione fa capire molte cose e toglie ogni aspetto di mistero, di terrore, di malignità e di superstizione alle malattie.

PARLO SEMPRE DI ABITUDINI ABERRANTI E NON DI ALTRE IPOTESI FANTASIOSE E STRAMPALATE
Non esiste contagio ma solo abitudini aberranti condivise che portano più soggetti ad ammalarsi in modo simultaneo. Esistono cioè diversi tipi di terreno corporale vivo che determinano lo stato di salute della gente. Il ruolo dei virus, polvere morta, rimane quello di materiale escrementizio di scarto.

Creare una guerra planetaria mirata a sconfiggere un nemico che non esiste significa entrare in una logica demenziale e manicomiale

Ovvio che quando il mondo intero viene ipnotizzato dalla tecnica distorsiva dell’opinione, in pieno stile Goebbels, non sempre è facile farsi capire.
Se uno usa i dati, il linguaggio e i paradigmi incrostati e dogmatizzati della medicina convenzionale, si adegua e si conforma passivamente ad essi e fa enorme fatica a saltarne fuori.

PER STAR BENE SERVONO I GIUSTI CIBI MA ANCHE I GIUSTI PENSIERI
... sto facendo il possibile per smontare in ogni dettaglio l’intero paradigma medico accusatorio nei riguardi dei virus, con la maggiore chiarezza possibile.
Se gli Azzeccagarbugli intendono far perdere il sonno alla gente con gli artigli di un virus malefico, ribadiamo che i virus non hanno testa, cervello, stomaco, mani e gambe, e nemmeno artigli.
Valdo Vaccaro

Correlati:

Coronavirus: strage di intelligenze!

Coronavirus: strage di intelligenze!
Decine, centinaia di libri letti vi hanno resi esperti di finanza, economia, storia, geopolitica, addirittura di geoingegneria e false flag, che ufficialmente non esistono, eppure oggi siete lì spaventati in mezzo agli altri e come gli altri non vi state facendo la giusta domanda: cos’è che non ho capito?

Quello che non avete capito è che vi hanno tenuti costantemente impegnati con mirabolanti verità occultate dai media alla popolazione e voi invece le avete sapute, ma questo vi ha tenuto distanti e distratti da ciò che era veramente importante sapere.
Era davvero molto più importante conoscere le verità che fanno vivere meglio e quelle non le avete neanche minimamente valutate perché in verità voi credevate di vivere bene e di sapere quello che serviva per farlo.
Eppure stranamente oggi siete tra le fila di chi trema davanti ad un virus che sta facendo stragi… di intelligenze.
Mai nessuno che si sia voluto impegnare a fondo sul comprendere la salute perché non era molto importante vero?
Ora però che non sapete nemmeno cos’è uno stupido virus vi tocca tremare e temere chi vi sta vicino; un virus ben più pericoloso vi ha profondamente infettato: quello della paura che senza accorgervene vi ha disabilitato il libero pensiero.

Se leggere qua e la che la pandemia da coronavirus è
-solo una finzione (operazione psicologica - ingegneria sociale)
-mantenuta in piedi da test diagnostici con elevatissime percentuali di falsi positivi,
-alimentata da una paura martellante sparata 24 ore al giorno su ogni media e persino nelle pubblicità e negli store on line,
-che nei reparti di cura adottano per i malati covid sintomatici dei protocolli d’urgenza, forse non del tutto formali, che prevedono trattamenti sensibilmente dannosi che spesso concorrono, se non loro stessi inducono, alla morte,
-pompata da dati statistici all’uopo manipolati;
-che le vaccinazioni ed il 5G hanno una rilevante correlazione con l’epicentro dell’epidemia,
-che l’ipnosi collettiva generata dal bombardamento mediatico incessante cagiona situazioni di elevatissimo stress che a loro volta inducono malattia,
-che la percezione elevatissima di pericolo indotta nella popolazione serve a far accettare imposizioni contrarie alle norma costituzionali e dei diritti dell’uomo,
-che l’epidemia serve necessariamente ingigantita e senza cure certe, per far gradire al gregge umano la somministrazione obbligatoria, ma travestita da necessità, di una serie di vaccini la cui efficacia è “imbarazzante”,
-nonchè l’implementazione del 5G anch'essa indispensabile(?),
non è bastato a farvi comprendere l’illusione del contagio allora è chiaro che vi manca un tassello essenziale per comprendere la realtà: il tassello della malattia/salute e quindi una parte importante di voi stessi, ecco perché vi sentite persi. 

L'odierna condizione di psicosi ha rivelato la vostra vera natura, ha tirato fuori ciò che realmente siete e, come volevasi dimostrare, ma non certo con piacere, la quasi totalità di voi dimostrano di essere delle “pecore” considerato il vostro "fuggi fuggi" come pecorelle smarrite ed impaurite, senza un minimo di volontà propria, senza capacità razionali, guidate solo dall’atavico istinto della mera sopravvivenza fisica.   Tale condizione spiacevolmente lampante non permette a voi schiavi di pensare, elaborare, ricercare, notizie che possano portare luce e quindi serenità nelle vostre misere esistenze, pertanto conducete una tristissima vita svuotata di ogni essenza, con un barlume di speranza che le cose possano tornare normali, ma la speranza non basterà a salvarvi è inutile far finta di non saperlo. 
Voi siete quelli amici di tutti per non aver problemi con nessuno, siete quelli che aspettano che qualche “stupido” si faccia avanti a cambiare le cose, siete quelli che avete sempre taciuto quando c’era da fare una rivoluzione, voi siete quelli buoni(e furbi) chiaramente.
O fai la rivoluzione* o stai facendo il gioco dell’oppressione       *interiore
Se certe informazioni vi appaiono ardue o semplicemente non gradite da comprendere allora continuate pure a vivere "tranquillamente" la vostra brillante vita disseminata, ad hoc, di paure idonee a sopprimere ogni genere di diritto (salute, libertà, conoscenza, evoluzione).

Cosa volete che vi dica io, ora?
La vita è la vostra vivetela nel senso in cui le vostre scelte vi hanno condotto e se riuscite ad elaborare un pensiero, valutate le prossime scelte per un futuro privo di paura.
Serena psico-pandemia.
Marcello Salas

agg. del 28.05.2020
Correlati:

venerdì 14 febbraio 2020

Tu pensi davvero?

Tu pensi davvero?

Si fa largo uso del verbo “pensare”.
Largo e spesso completamente inappropriato.
Pensare non significa ripetere un pensiero altrui. Pensare non significa aver sentito un pensiero in TV, o letto da qualche parte, e farlo proprio. Quello si chiama condividere pensieri, nella migliore delle ipotesi. Noleggiare pensieri, nella peggiore.

Pensare significa elaborare per conto proprio dei dati. Cercare e proporre uno schema, una relazione tra elementi. Ricordate la Settimana Enigmistica? La rubrica “che cosa apparirà” offre una buona rappresentazione di cosa significhi pensare: prima hai tanti puntini. Poi li unisci e ne esce un disegno: quello è pensare. Unire dei puntini disegnando uno schema. Solo che i puntini devono essere senza numeri, sei tu a decidere quali unire, in che modo unirli. Se hanno i numeri sopra, il disegno che esce sarà lo stesso per tutti. Allora non state pensando, state ubbidendo a un pensiero già disegnato per voi.

_in COSA SEI LAUREATO?
Non fatevi fregare dall'alibi del “non ne sai abbastanza”. La scemenza arrogante che solo chi ha una laurea in una materia possa parlarne. La conoscenza di un argomento varia solo il numero di puntini disponibili. Più informazioni hai su una questione, più puntini puoi giostrarti nel creare i tuoi disegni su quell'argomento. Una persona molto informata avrà tanti puntini, una che ne sa pochissimo ne avrà pochi, ma questo non cambia di una virgola la possibilità di unirli secondo schemi originali, non limita la capacità di pensare. Certo, chi ha più elementi da considerare, più dati, più informazioni, potrà creare disegni più elaborati, complessi, più grandi e dunque anche più precisi. Così come, chi ha degli elementi “falsi” sottomano, potrà disegnare schemi che risultino “falsi” a loro volta. Ma il processo di elaborare, quello resta il vero motore del pensiero. Quando c'è quello, c'è un essere senziente che sta pensando per davvero. Senza quello, qualsiasi numero di informazioni si includano, non stiamo pensando, stiamo solo noleggiando pensieri altrui.

Il dramma è che quando parlate di una guerra, di religione, di politica, di vaccini, di storia, di sesso o amore o sport o qualsiasi altro argomento possibile, nel 99% dei casi non state pensando, state noleggiando pensieri altrui. State seguendo puntini numerati da altri per voi. E credete anche di stare pensando.

_a SCUOLA DI NOLEGGIO
Questo è l'inganno tragico di questa epoca: un inganno nato nelle scuole, quando dalla educazione nozionistica si è passati alla educazione critica. Si riteneva - immagino in buona fede - che passare dal fare imparare e ripetere “dati” a memoria al fare studiare “pensieri elaborati” si sarebbe stimolato il processo di elaborazione stessa. Invece è accaduto qualcosa di tremendo: gli studenti si allenano a imparare e adottare pensieri già fatti da altri come fossero pensieri propri. Quando vengono interrogati, non viene loro chiesto “cosa ne pensi della guerra di secessione” né “cosa pensi che volesse dire Leopardi in questa poesia”, gli viene chiesto cosa ne pensa quello storico, cosa ne pensa quel critico. E lo studente deve ripetere quello, un pensiero altrui, già fatto e finito, come fosse proprio.

Questo facciamo nelle scuole: alleniamo i giovani a noleggiare pensieri precostituiti. E inevitabilmente poi continuano a farlo per tutto il resto della vita.
Quando sentono di un evento in televisione, o dai giornali, o da internet, aspettano di leggere “che opinione noleggiare”. La risposta viene ricercata nello stesso "luogo mentale" (o “fonte” se preferite) della domanda stessa. E così il pensiero diventa solo una parodia di se stesso, nessuna effettiva elaborazione, un mero "noleggio".

_come TI PERMETTI DI PENSARE?
E a questo si affianca, inevitabilmente, la sanzione sociale per chi invece davvero cerchi di elaborare, di pensare in modo autonomo, perché diventa immediatamente una "minaccia". Il pensare autonomo, indipendente, originale, inizia di conseguenza ad essere osteggiato, deriso, aggredito.
- "ma tu questa idea dove l'hai letta?"
- "veramente la ho pensata io"
- "ah sì? e chi ti credi di essere per poterla pensare da solo?"

Questo è il lato più spaventoso di questa epoca di pensiero noleggiato. Il pensiero indipendente, originale, diventa un crimine.

Il cervello lo abbiamo tutti, possiamo tutti elaborare dati. Non lo facciamo solo per pigrizia, per timidezza, per paura di sembrare arroganti o strani. Perché ci hanno inculcato in testa che creare pensieri nuovi è roba per gente speciale, filosofi o scienziati o grandi statisti. Gente che la sa lunga, gente che viene incensata dai media.
E si arriva al completo paradosso quando, nei social, osservi qualcuno di questi “eletti”, siano essi Scienziati o Filosofi o Politici o anche soltanto conduttori di un telegiornale, che si arrogano il diritto di deridere i propri commentatori quando essi esprimano un pensiero nuovo, diverso dal loro, diverso dal coro dei “pensieri legittimati”.
Il massimo del paradosso è proprio quando si tratti di un conduttore di telegiornale, cioè quello strumento che per definizione diffonde a noleggio quotidianamente pensieri di massa su ogni tipo di materia possibile. Della serie: sono io che spaccio cosa si deve pensare e come si deve farlo, se provi a farlo “in proprio” mi fai concorrenza e mi tocca “blastarti” pubblicamente, che sia di lezione a chiunque altro abbia la tentazione di elaborare un pensiero proprio e divergente.

Non dobbiamo vergognarci di pensare. Devono vergognarsi coloro che non ne hanno il coraggio, coloro che usano il cervello come una fotocopiatrice, coloro che vivono come degli zombie aspettando un pensiero precotto nella ciotola per farne il loro *finto* pensiero quotidiano.

Pensare è tutto ciò che ci rende umani. È la più preziosa delle nostre facoltà.
Non sprecatela.

Stefano Re 2017 - https://sfero.me/article/pensi-davvero

vedi anche:

domenica 8 dicembre 2019

LA MENTE MENTE... LE PICCOLE TRAPPOLE DELLA MENTE CHE INFLUENZANO LA VITA

LA MENTE MENTE... LE PICCOLE TRAPPOLE DELLA MENTE CHE INFLUENZANO LA VITA
1. La dipendenza dalla prima impressione. Qualunque cosa succeda, la prima impressione rimane.

2. L’istinto del gregge: più persone sono pervase dalla stessa idea, più è facile crederci.

3. La “zona cieca”: vediamo più facilmente gli errori degli altri.

4. La trappola delle convinzioni: siamo portati a sentire solo quella affermazione che conferma la nostra opinione.

5. Conservatorismo: è difficile percepire una nuova informazione se siamo convinti di quella vecchia.

6. La trappola dell’informazione: l’abitudine di cercare troppe informazioni. Coloro che possiedono meno informazioni sono propensi ad avere giudizi più prudenti.

7. L’effetto struzzo: ignorare un’informazione pericolosa o spiacevole, che ci fa paura.

8. L’effetto placebo: più crediamo all’effetto benefico di qualcosa, più bene ci fa.

9. La trappola delle innovazioni: ciò che è nuovo non sempre meglio del vecchio.

10. L’effetto novità: la tendenza di non fidarsi della nuova informazione e di verificarla infinite volte.

11. La fissazione su ciò che è in superficie. Abbiamo paura di morire in auto perché sentiamo spesso degli incidenti mortali in auto.

12. La percezione selettiva: vediamo solo ciò che vogliamo vedere: guardando una una partita di calcio in TV vediamo meglio gli errori dell’altra squadra.

13. Gli stereotipi: la tendenza di giudicare le persone sconosciute in base all’aspetto esteriore.

14. La tendenza di sottovalutare la situazione: agiamo basandoci sugli esempi noti e senza una sufficiente informazione.
Advanced mind institute italia

Correlati:

lunedì 14 ottobre 2019

Come faccio a creare la realtà?

D: Come faccio a creare la realtà?

D: Come faccio a creare la realtà?"
Eckhart Tolle: "Mi dispiace ma non posso risponderti in maniera per te soddisfacente, credo... Un tempo mi occupavo di quel corpo di insegnamenti che chiamiamo 'Legge di attrazione'. Ho fatto diversi esperimenti con questa presunta legge ed in effetti hanno quasi sempre funzionato, ma, ho anche guardato molto da vicino i comportamenti e il 'destino' di molti insegnanti di legge di attrazione e nel tempo la loro energia ha smesso di risuonare in me.

Non vedo infatti nessuna saggezza e nessuna realizzazione possibile nel continuare a volere, e a materializzare 'cose'.
Non vedo nessun senso nel continuare a spegnere una sete costantemente indotta da noi stessi attraverso la 'dimostrazione nella materia' come la chiamava uno dei miei maestri. Ho compreso col tempo che questa 'legge' è il modo in cui funzioniamo costantemente, e, purtroppo, la 'materializzazione' avviene di continuo che lo vogliamo o meno e più che una legge sembra essere una funzione costante della coscienza. 

Ho capito che a differenza di quanto affermato da molti insegnanti di legge dell'attrazione il pensiero ha un peso inferiore a quello delle emozioni dominanti, e che quasi tutto il materiale emotivo subconscio sta già creando la realtà che vivi, e che vivrai nel prossimo futuro.
Ho capito che mettersi a visualizzare e ad agire come se... è solo un 2% di un gioco molto più vasto che richiede che noi si guardi anche e soprattutto quella parte subconscia che non vuole essere vista e che crea mille disastri.
Inoltre ho notato che seguendo un percorso più diretto verso ciò che io chiamo il 'se' o la 'coscienza pura', quello che si ottiene è un progressivo sistemarsi di tutta la propria esistenza, anche se nei modi e nei tempi differenti da quello che noi avevamo previsto. 

La Legge dell'attrazione è un bel gioco da fare all'inizio per rendersi conto che abbiamo un impatto sulla nostra realtà, ma, a mio parere non può portarti a nessuna felicità duratura ne nessuna realizzazione spirituale, dunque ho semplicemente smesso di occuparmene e di dargli peso. Ciò non toglie che ci siano anche dei validi insegnamenti in merito ma quasi tutti li trovo troppo semplicistici e diretti più alla soddisfazione narcisistica di un ego che alla realizzazione spirituale."
Eckhart Tolle

http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

sabato 10 agosto 2019

GLI ANTICHI DEI DENTRO DI NOI

DOVE SONO GLI ANTICHI DEI? SONO DENTRO DI NOI ...

Esiste questa ipotesi: il nostro pianeta Terra sarebbe un vivaio per le anime.
Le condizioni di permanenza nel "vivaio" sono severe: gli studenti non ricordano le loro incarnazioni né i periodi vissuti tra le incarnazioni; se mai, potrebbero ricordare qualcosa nel corso dell'insegnamento. L'esistenza nel mondo 3D limita la percezione, e l'acquisizione dei superpoteri è una delle finalità del corso.

Vivono in una realtà duale dove agiscono le forze sia amichevoli sia nocive.
Gli studenti devono imparare ad interagire in modo corretto con entrambe le forze.
Probabilmente, anche l'esistenza di un sistema parassitario che frena lo sviluppo delle anime e "rimanda" coloro che non brillano a scuola, faccia parte del processo dell'insegnamento.
Noi, in questa realtà, avremmo davanti agli occhi numerosi suggerimenti sotto forma di alcuni monumenti dell'antichità. Studiandoli e svelando i loro misteri potremmo sviluppare molte capacità.

Come scrive un autore: "Gli ultimi Custodi, prima di smaterializzare i loro corpi, disattivarono i reattori, sigillarono le piramidi, mascherarono e nascosero le testimonianze e le biblioteche. Sulla superficie terrestre rimasero dei rebus, dei grattacapi... risolvendoli l'umanità ritroverà il filo d'Arianna per la ricerca dell'armonia e dell'abbondanza. Gli dei nascosero la loro presenza anche dentro il nostro inconscio che conserva l'informazione sui molti misteriosi eroi e popoli del passato. GLI DEI VIVONO DENTRO DI NOI.."

Le civiltà del passato ci hanno lasciato i segni della loro presenza, ma per conoscere ciò che sembra inverosimile serve un'apertura mentale. Forse proprio qui si trova la chiave per passare ad altro livello. Il nostro risveglio inizia dall'abbandono del modo "ortodosso" di pensare.
Solo a questa condizione è possibile capire il semplice fatto di trovarsi dentro un Matrix - scuola.

Naturalmente, il sistema parassitario che vive nei mondi del Matrix, oppone resistenza al nostro risveglio perché necessita, per vivere, dell'energia delle anime che "studiano". Per questo è stata creata una ragnatela che distrae l'attenzione, che confonde le coscienze con i dogmi e gli stereotipi... molte anime poco sviluppate restano nella ragnatela per decine e centinaia di vite.
Ma la nostra coscienza nasconde anche le capacità di superare i miraggi del Matrix, di uscire al di fuori della cornice della percezione alterata che ci è stata imposta. 
Coloro che si sentono pronti, si risvegliano, altri possono continuare a seguire le regole del gioco. A voi la scelta.


http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

sabato 9 marzo 2019

L’inganno della speranza e del pensiero positivo

L’inganno della speranza e del pensiero positivo

Colgo l’occasione della ripubblicazione del post che segue per esprimere il mio personale punto di vista sulla speranza e sul pensiero positivo, su cui ho già avuto modo di esprimermi in diversi altri contesti(commenti sui social); oramai sappiamo bene che molti “strumenti” a portata del popolo, se non tutti, hanno dei punti oscuri che non è facile individuare per come siamo abituati a pensare(?) quindi oggi è più che mai doveroso porsi in maniera critica verso ogni azione e pensiero umano quasi sempre artati e pilotati per i soliti fini di controllo e oppressione.

Per quanto concerne il sentimento della speranza esso è per me uno "status" deleterio dell’individuo che lo porta a delegare (l'azione) non tanto agli altri ma al fato, al destino, per una sua condizione futura mettendolo di fatto in attesa che ciò avvenga, frenando quindi ogni sua attività.
La speranza, uno strumento subdolo che non fatico a immaginare chi l’ha introdotta, serve ad inibire ogni azione dell’individuo e a farlo sentire impotente di fronte agli accadimenti, ma lo fa con “garbo” tanto il bene farà la sua parte, insomma è come se per le cose più importanti della nostra vita ci affidassimo alla fortuna.
Se non ci fosse la speranza nella nostra vita cosa faremmo? Forse semplicemente saremmo sempre attivi sul fronte delle nostre aspirazioni? Io dico che sarebbe proprio così!

Avviene un po’ allo stesso modo con l’indiscriminato pensiero positivo, punto cardine del movimento new age, col quale se si “seminano” ininterrottamente benefiche intenzioni tutto andrà bene, senza formare il cittadino, il fedele, ad un'azione consapevole e commisurata alla circostanza.
In realtà non è necessario alcun pensiero positivo, basta essere presenti a se stessi e sentire la vita, essa è già positiva e non c’è nulla da forzare. Vivere pienamente la vita tuttavia non significa pensare solo e sempre positivo in ogni circostanza poiché questo, come avviene per la speranza, inibisce ogni tipo di azione, tanto poi ci penseranno le vibrazioni positive(fato - destino).
Si comprende quindi quanto oggi sia davvero essenziale capire i limiti/inganni di certi modelli di pensiero-sentimento(programmi), perché se sono alla portata di tutti significa che non arrecano alcun danno al potere precostituito e a volte risultano dannosi alla persona che ad essi si affida. 

Non fatevi ingannare dal pensiero positivo acritico, puntate su un’intenzione dettata dalla logica delle circostanze. Non inibite le vostre azioni con la speranza che qualcosa accada, adottate invece un comportamento(azione) attivo derivante da un ponderato pensiero .
Affidate voi e il vostro futuro a ciò che fate in ogni singolo momento della vostra vita purché dettato da spirito critico perché il pensiero è sempre importante ma per avere efficacia deve essere commisurato alla realtà e sostenuto da un comportamento consequenziale. 
Marcello Salas
§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

La forza del pensiero positivo è una cagata pazzesca

Pensare positivo è il primo step della resa. Vivere positivo è la prima fase della discesa nel mondo illusorio, o come direbbe Dante: nel mondo degli inferi. Credere nella forza del pensiero positivo significa scappare dalla verità.

Analogia tra la speranza e la forza del pensiero positivo

Non sei felice e trovi un modo per esserlo? Potresti affidarti al concetto del pensiero positivo per poter cambiare la tua vita in meglio. Potrebbe sembrare un buon comportamento da adottare. Cosa mai ci può essere di malvagio? Io invece ti dico che è una mancata sincerità nei confronti del mondo e di te stesso.
Se ti costringi a vivere positivo significa che ti sei arreso, perché il tutto si traduce nel pensare che la vita sia una lotta da vincere, la tua tragedia da superare. La vita è difficile e quindi devo reagire pensando positivo. Pensa positivo, ti dicono alcuni, e spera in un futuro migliore. Ecco vedi, sperare e la forza del pensiero positivo affiorano da una natura pessimista. Sperare e pensare positivo sono atteggiamenti molto simili e dirigono il cammino nella medesima direzione.
Questi due sentieri quasi identici fanno giungere l’uomo alla porta dell’inferno, che io chiamo resa e passività. Attenzione però, esistono due tipologie di resa. Arrendersi alla verità e alla vita vera o arrendersi alla sofferenza e alla mancanza di energia. Qua dovrei aprire un altro capitolo, ma per il momento mi fermo qua.
Sperare rende passivi, perché lo stesso atto del sperare recide l’azione come rimedio alle angosce della vita moderna. E io che posso fare se il mondo va così? Nulla, posso solo sperare in un futuro più roseo. Molti però si sono accorti che mentre si aspira e si spera in un avvenire migliore la vita scorre via velocemente. Solitamente sono sempre le persone anziane, al culmine della loro esistenza, a godere di simili riflessioni. Forse dovremmo accorgercene un po’ prima di essere ad un passo dalla morte, non credi?
Affidarsi alla forza del pensiero positivo non è una questione diversa. Il mondo fa schifo, la mia vita è perennemente costellata di problemi, quindi mi hanno insegnato che l’unica cosa da fare è pensare positivo. Fatto sta che in ogni caso, che io veda il positivo o che io speri in meglio, non faccio nulla per avvicinarmi a una vita degna di essere vissuta. Credere in questa forza può sembrare una reazione ma è una forma di resa poco più velata.

SALVA O STAMPA IL POST IN PDF

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

CORRELATI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...