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giovedì 28 giugno 2018

Pensiero, etere e materia - Noetica

Appunti di Noetica - Pensiero, etere e materia
In cimatica1, la scienza che studia la relazione tra vibrazioni meccaniche e forme, si è osservato come della sabbia posta su di una superficie laminare sottoposta a vibrazioni, appartenenti o meno allo spettro sonoro, disegni delle figure geometriche ammassandosi sull’insieme di punti, in acustica conosciuti come nodi, dove le vibrazioni sono nulle. Questo accade perché una lastra di metallo sottoposta a sollecitazioni meccaniche, non vibra uniformemente per tutta la sua superficie, ma solo in alcune porzioni di essa, mentre in altre rimane pressoché immobile, così i granelli di sabbia sospinti dall’azione vibratoria tendono ad accumularsi in corrispondenza delle linee dove la vibrazione è nulla, disegnando delle figure differenti a seconda della frequenza. 
Per meglio intendere questo fenomeno, vale la pena fare l’esperienza diretta o guardare dei filmati che lo riproducono, è infatti emozionante osservare come al variare delle frequenze i granelli si dispongano creando disegni nei quali è possibile riconoscere molte geometrie presenti in natura, tanto da suggerire istintivamente che le stesse forme in natura sono frutto di vibrazioni.

Nel caso poc’anzi descritto, le oscillazioni agiscono sulla materia e si trasmettono attraverso di essa; ma esiste un’altra tipologia di oscillazioni, quelle che si trasmettono attraverso l’etere, sostanza nella quale la materia è immersa, ossia nella quale sono immersi i suoi costituenti (atomi e molecole). L’etere è infatti un fluido incomprimibile di bassissima densità che riempie pienamente tutto l’Universo e di conseguenza anche lo spazio interno all’atomo e quello intermolecolare. Per meglio capire cosa si intende col dire che gli atomi sono immersi nell’etere, bisognerà figurarli ingranditi rappresentandoli perciò attraverso unità di misura più familiari. Quindi mantenendo le dovute proporzioni, e secondo quanto misurato concordemente dai fisici, se si considera il diametro di un nucleo di qualsiasi elemento pari ad 1 centimetro, si avrà che la distanza dal suo centro alla posizione media degli elettroni, che gli ruotano attorno sugli otto orbitali, è di mezzo chilometro, e questo per lo spazio interno all’atomo, mentre tra un nucleo di un atomo e un altro, la cosiddetta “lunghezza di legame”, che varia in funzione degli elementi che si considerano, nel caso ad esempio di due atomi di idrogeno, è pari a 740 metri.

Da questa rappresentazione ingrandita della materia si può evincere come essa sia composta di entità subatomiche infinitesime distanti enormemente tra loro, e come tutto lo spazio che le separa è riempito pienamente di fluido eterico, in sintesi potremmo dire che la materia è per lo più composta di spazio occupato da un fluido in perenne movimento, in quanto fluisce e/o oscilla. La materia è dunque immersa nell’etere e i suoi componenti, al pari della sabbia sulla lastra, tendono a posizionarsi in quell’insieme di punti dello spazio dove le oscillazioni eteriche si annullano. In particolare ciò è evidente nel caso dei solidi, ove si osservano specifici reticoli2 risultanti dall’insieme dei punti ove l’etere non vibra, punti nei quali vanno a disporsi gli atomi o molecole, mentre al loro intorno agiscono le oscillazioni.

Asserire che la materia è generata dalle oscillazioni resta quindi corretto, aggiungendo però che paradossalmente quello che ci appare è solo la porzione non oscillante, ma sostenuta dalle oscillazioni stesse. Credere quindi che la Realtà sia solo ciò che vediamo, significa accontentarsi di molto poco, tra l’altro trascurando il meglio, così facendo infatti si esclude tutto quello che invece costituisce l’aspetto preponderante e fondante dell’Universo, la sua immensa componente metafisica e in ultima istanza spirituale; inoltre questa visione ridotta, propria del materialismo, ha minato in campo scientifico la possibilità di comprendere unitariamente i fenomeni studiati in fisica; più corretto sarà dunque considerare materia e oscillazioni, come aspetti di un unico fenomeno in perenne divenire.

Ciò che ci appare non è dunque la Realtà nella sua totalità, ma solo una piccola parte dell’Esistente, e più precisamente ci appare solo quella parte che riflette la luce, ossia la piccola porzione di onde hertziane che costituiscono lo spettro luminoso; questo poiché l’anima duale si è assuefatta a riconoscere solo quelle, ricevendo i segnali inviatigli dai sensi.

Va chiarito che l’anima duale, grazie alla propria natura spirituale, invero sarebbe capace di leggere tutte le informazioni che l’etere trasmette e conserva perennemente nella Memoria Akashica, ma la prioritaria attenzione accordata ai soli dati sensoriali, per cause culturali ed educative, condiziona e limita, durante la crescita dell’individuo, questa capacità; anche se spesso si incontrano persone che, o in vite precedenti o nell’attuale, hanno sviluppato, ma sarebbe meglio dire riacquisito, certe facoltà quali la chiaroveggenza, la telepatia, insomma tutte quelle facoltà che molto sommariamente vengono fatte risalire al cosiddetto “sesto senso”, che non è quindi un misterioso senso accessorio, ma la reale facoltà dell’anima di vedere il Tutto, attraverso un fluido che trasmette e conserva le informazioni, fluido i cui moti sono permeati dall’anima immateriale.

Orbene, ritornando al concetto riguardante l’origine oscillatoria della materia, secondo il quale la materia risulta essere solo un esiguo fenomeno risultante dalla più complessa Realtà Universale, è facile capire come qualunque oscillazione eterica (o meccanica), possa influenzare la materia stessa, sia cambiando l’assetto della sua struttura, sia scindendo le sostanze in singoli elementi, sia trasmutandola ossia trasformando delle sostanze in altre, e infine crearla o all’opposto annichilirla ossia ridurla al suo componente ultimo, l’etere.

Un esempio chiarificatore a questo punto sarà d’aiuto. Consideriamo pertanto un esperimento del 2009, tra i tanti condotti dal fisico Luc Montagnier. In una provetta contenente acqua distillata vennero posti frammenti di DNA batterico, e aggiungendo acqua distillata, cosa che aumenta l’intensità delle emissioni3, furono registrate le radiazioni elettromagnetiche (onde hertziane) di queste macromolecole; in un luogo distante chilometri venne eseguito l’esperimento al contrario, una provetta con dell’acqua distillata in cui furono disciolti i distinti elementi chimici che formano il DNA, venne irradiata con le oscillazioni elettromagnetiche registrate in precedenza, dopo circa una ventina di ore nella provetta comparve lo stesso DNA di cui era stato registrato il segnale.

Le onde hertziane, oscillazioni eteriche, recanti le vibrazioni della macromolecola, avevano indotto i singoli elementi ad unirsi per risonanza secondo una struttura molecolare uguale, ossia con lo stesso timbro vibrazionale.

Quest’esperimento mostra inequivocabilmente come le oscillazioni eteriche condizionino lo stato della materia, non solo influendo sull’equilibrio delle forze che tengono assieme l’atomo, ma anche su quelle forze, che unendo atomi di diversi elementi, formano le molecole delle sostanze; del resto che il DNA sia influenzato dalle oscillazioni eteriche è ben noto in epigenetica. Quindi se il DNA assemblato con l’esperimento, viene sottoposto ancora a radiazioni differenti, varierà ancora la sua composizione, arricchendosi di nuove informazioni necessarie a sopraggiunte funzionalità vitali, ma parimenti determinate oscillazioni eteriche (in specie le microonde), nelle quali siamo immersi di continuo e sempre più massicciamente, possono risultare un pericolo per i gli organismi viventi.

C’è una considerazione più importante da fare, il DNA si mantiene tale proprio perché sostenuto dalle oscillazioni presenti nell’etere prodotte dalle vibrazioni delle molecole omologhe, ossia del Dna stesso, c’è dunque una reciproca azione di sostegno e mutazione tra le oscillazioni e la materia, e questo anche a distanza, ciò equivale a dire che la materia si sostiene reciprocamente e comunica per mezzo delle oscillazioni che emana e riceve, secondo il noto fenomeno della risonanza.
Questo vale ad esempio per tutti gli atomi di ossigeno nell’Universo, che risuonano all’unisono della loro univoca frequenza diffusa nell’etere, sostenendosi vicendevolmente; ciò era stato intuito anche da Siddhārtha Gautama ben 2500 anni fa, attingendo, grazie all’indagine interiore, a quel sapere eterno che giace allo stato latente e a disposizione di tutti nella Coscienza Universale.

mercoledì 25 febbraio 2015

Colite, stipsi, diarrea, colon irritabile, crampi e pancia gonfia: quando diventano disturbi psicosomatici e come curarli con rimedi olistici.

Mercoledì 30 Luglio 2014
L'intestino è il luogo dove nascondiamo gli istinti e i pensieri che non ci piacciono, i quali possono farsi sentire con i sintomi della colite, il termine generico con il quale si indica il classico “mal di pancia” accompagnato da scariche diarroiche e dolori. Non sempre è presente una vera e propria infiammazione del colon. Le cause di questo disturbo possono essere molteplici: stress, stati d'ansia, spaventi improvvisi, infezioni batteriche, virali oppure da parassiti. Le soluzioni naturali e olistiche più efficaci risolvere un problema a volte invalidante e fastidioso?

 

Che cosa viene considerato sporco

La colite è una delle patologie nelle quali vediamo con maggiore evidenza come nel corpo “il basso”, cioè l'intestino, possa farsi carico di ciò che “l'alto”, cioè il cervello e la psiche, non riescono ad elaborare, facendone le veci.
L'intestino (il basso) con la colite esprime tutto ciò che il cervello e la psiche (l'alto) non riescono a contenere oppure a eliminare.
Le feci nella colite rappresentano i pensieri sporchi, ciò di cui vergognarsi: fantasie sessuali, intenti di aggressività, propositi contrari alla morale di riferimento della persona; si tratti dei cosiddetti “bassi istinti”, che non devono essere visti all'esterno e che spesso devono essere sottratti anche alla propria coscienza, spinti giù in basso ed eliminati posteriormente, in modo da non vederli.
Il colitico vuole sentirsi pulito – fuori e dentro – e i rituali e le abitudini a cui si sottopone (in particolare igienici) fanno acquistare a tali azioni il carattere inconscio di veri e propri riti di purificazione. In quanto incarnazione di ciò che è rimosso o non vissuto dal soggetto, le scariche diarroiche rappresentano un modo per riuscire a far vivere, anche se in modo assai tortuoso, quelle parti che la persona, con il suo atteggiamento metodico, ordinato, moralista, esteriormente pulito, è costretta costantemente a negare. Il caos e l'ineluttabilità delle pulsioni viscerali riescono così a scaricarsi, permettendogli di mantenere un seppur precario equilibrio psicofisico.
E tra le cose negate alla coscienza c'è anche la paura: paura di singoli eventi (come affrontare un esame), oppure un cronico stato di allerta come si verifica nei disturbi d'ansia. La scarica immediata è la riattivazione di un modo arcaico di sottrarsi a una situazione vissuta come pericolosa, un essere più leggeri per poter scappare...

 

C’è qualcosa in comune nei tratti della personalità di chi soffre di problemi intestinali?

Dagli studi di molti autori si direbbe proprio di sì! Diarrea e stitichezza potrebbero sembrare dei sintomi completamente opposti, ma in realtà molto spesso si alternano e ci sono molti aspetti del carattere simili in chi soffre di disturbi dell’intestino. Quali sono questi tratti? Abbiamo tutti presente dalla letteratura la macchietta dello stitico come avaro: un personaggio che tende a trattenere tutto, che accumula i suoi preziosi contenuti intestinali come fa con i suoi soldi, e che è molto restio a liberarsene. Il concetto di “ trattenere” finisce per caratterizzare tutti gli aspetti del comportamento: è un  tentativo di trattenere i propri possessi materiali come di trattenere le proprie emozioni e di trattenere anche le persone legandole a sé con le buone o con le cattive.

 

Come si forma questo carattere?

Molti studi hanno delineato una specie di linea di evoluzione di alcuni atteggiamenti verso la vita che sembrano tipici di chi soffre di colite e di altri disturbi dell’intestino e che affondano le radici nelle prime relazioni all’interno della famiglia.
Un elemento determinante pare sia la presenza di una figura parentale forte, ma estremamente rigida (spesso la madre ma non necessariamente).
Si tratta di un personaggio dominante, piuttosto severo e repressivo soprattutto nei confronti delle espressioni di aggressività del bambino, che interviene energicamente nel periodo dell’educazione alla pulizia e verso il quale il piccolo sviluppa una relazione di amore-odio. Attorno al il terzo anno di età, quando si dispiega la tendenza a “far da sé”,  il bambino si trova bloccato nei suoi tentativi di indipendenza dalla paura dell’abbandono: quella mancanza di sicurezza e di fiducia in se stesso che il genitore non ha saputo infondergli, adesso lo ostacola nella conquista della sua autonomia.
L’eccessiva dipendenza da una figura familiare si tramuta in difficoltà a sviluppare spontaneamente l’ affermazione di sé. Si parla di relazione ‘simbiotica’ perché il soggetto non riesce a formarsi un “io” completamente indipendente e ha bisogno di continui appoggi esterni.
Il supporto di un Ego Esterno serve a rinforzare il proprio ego non molto solido e la perdita della figura di sostegno si prospetta come particolarmente terrificante.

 

Quando si scatenano i sintomi?

Molti autori hanno messo in luce l’esistenza di una correlazione tra il manifestarsi di sintomi intestinali gravi negli adulti (come ad esempio l’esordio di una colite ulcerosa) con degli eventi particolarmente spiacevoli avvenuti nel periodo immediatamente precedente. Secondo valutazioni diverse questo è rilevabile in un 85%-90% dei casi e  gli studi sembrano concordare su questo punto.

 

Ma di quali eventi si tratta?

Il più delle volte di conflitti nell’ambito delle relazioni affettive o sociali, come separazioni, divorzi, rotture di legami o licenziamenti, ma più in generale di situazioni di cambiamento che il paziente trova molto difficile accettare.
Secondo Franz Alexander : “I primi sintomi della colite ulcerosa appaiono frequentemente quando il paziente si trova a dover affrontare determinate situazioni della vita che richiedono una attività particolarmente impegnativa verso cui egli si sente impreparato”.
Il soggetto svilupperebbe allora delle forme di donazione simbolica sostitutiva del compimento dell’azione richiesta. In altre parole gli episodi di diarrea sostituirebbero a livello simbolico l’atto reale del dare:
“Di fronte alla necessità di rispettare degli obblighi, portare a termine dei compiti, far fronte a impegni finanziari, restituire favori, il paziente reagisce non sul piano reale ma su quello simbolico con la donazione del proprio contenuto intestinale”.

 

La perdita della figura chiave

La spiegazione psicodinamica dei conflitti emotivi che intervengono nella genesi della colite ulcerosa è centrata sulla cosiddetta “perdita della figura chiave” : la comparsa dei sintomi seguirebbe, anche se non immediatamente, la perdita reale o immaginata di quella figura che faceva da supporto esterno.
Le situazioni scatenanti si possono riassumere in: una rottura della relazione (effettivamente avvenuta o anche solo temuta) con la persona che svolgeva la funzione di sostegno esterno, oppure nella richiesta di prestazioni che il soggetto non si sente in grado di offrire, e nella paura di perdere la stima e l’approvazione della figura chiave.

 

Il carattere del colitico

Volendo dare un riassunto telegrafico delle caratteristiche psicologiche dei pazienti che soffrono di vari disturbi intestinali (così come vengono messe in luce dagli studi clinici)  ne emergere un ritratto un po’ crudele. “Io, credo invece che vada compreso con il cuore per capirne veramente il significato”.
Ecco la descrizione:  “Si tratta di personalità ossessive, scrupolosamente pulite, ordinate, puntuali, coscienziose e ostinate. Molto controllate e trattenute nell’esprimere emozioni e con l’aggressività inibita. Che presentano forti richieste d’affetto e di dipendenza, sensibili e introverse, ma che tendono a idealizzare i rapporti amorosi e a rifiutarne gli aspetti erotici. Moralmente rigide e con scarsa capacità di adattamento, sono molto preoccupate dei cambiamenti e conformiste, indecise e timorose di fronte alle scelte. Con scarsi rapporti sociali e un forte legame di dipendenza da una figura familiare. Con tratti depressivi non manifestati apertamente”.
Se traduciamo questa sequela di tratti caratteriali che suona così poco lusinghiera e cerchiamo invece di capire il modo d’essere a cui si riferisce, il quadro d’insieme acquista un po’ più di senso: un bambino educato rigidamente alla pulizia facilmente si trasformerà in un adulto fin troppo meticoloso; la poca rassicurazione affettiva che ha ricevuto lo renderà timoroso nelle scelte e ben poco amante dei cambiamenti improvvisi e delle situazioni inaspettate; la paura dell’abbandono e della disapprovazione lo scoraggerà dal esprimere i suoi sentimenti e in particolare l’aggressività e gli renderà difficile lo sviluppo dell’autonomia.
Il risultato di trattenere tutto per paura di rimanere senza nulla diviene allora più comprensibile, come anche la depressione sottostante e il ricorso a  donazioni sostitutive sul piano simbolico mediante i contenuti del proprio corpo quando la pressione a soddisfare le aspettative dell’ambiente si fa troppo gravosa.

 

Il significato dell'alternanza di STIPSI e DIARREA

C’è una interessante interpretazione psicologica riguardo all‘alternanza tra periodi di stitichezza ed esplosioni di diarrea. E’ basata anche sull’osservazione di alcune espressioni linguistiche molto comuni e sulle metafore intestinali presenti nel linguaggio. Nei periodi di stitichezza sarebbe in atto un tentativo di “farcela a tutti i costi” contando solo sulle proprie forze. Si tratta di uno “stringere i denti e tener duro ” per andare avanti, cercando di non dar via nulla  di di sé. La simbologia del ‘trattenimento’ si baserebbe su un vissuto di estrema scarsezza delle proprie risorse e di difficoltà nel far fronte alle circostanze, ma in cui è ancora viva la speranza di potercela fare e la determinazione a riuscirci. In questa fase sarebbero più presenti gli elementi ossessivi, la cocciutaggine, la chiusura e la diffidenza verso gli altri, la tendenza al controllo e l’avarizia anche in senso  figurato.
Il passaggio agli episodi di diarrea rappresenterebbe invece  una condizione di  ‘resa’ completa di fronte all’ impossibilità dell’impresa, una  sorta di rassegnazione disperata che chiede aiuto con un metaforico: “Che cosa vuoi ancora da me? non vedi che non ho più nulla? Sono del tutto svuotato, aiutami!”. In questa fase prevarrebbero degli elementi di depressione mascherata e di desiderio di venire soccorsi. E verrebbe anche espressa l’ aggressività troppo a lungo trattenuta, che ora si manifesta nel liberarsi violentemente delle feci proiettandole verso l’esterno e sporcandolo. Una metafora di perdita di controllo che è  liberatoria  e aggressiva insieme, che fa da contrappeso al precedente trattenimento a oltranza.
Entrambi gli atteggiamenti si capiscono meglio (e diviene anche chiara l’alternanza) se teniamo presente che il vissuto di chi soffre di disturbi intestinali è quello di essere eccessivamente pressato dalle richieste esterne e di fare molta fatica a soddisfarle, con una costante oscillazione tra tentativi eroici e rabbie represse, sforzi esasperati e sconfitte umilianti, speranze e disperazioni.


Le cause emozionali: l’intestino, il secondo cervello

giovedì 23 ottobre 2014

Libera dalla sclerosi multipla grazie alla bioenergetica quantistica

Guarire dalla sclerosi multipla in sette mesi e con sei riequilibri bioenergetici | Caso studio

“Mi chiamo Federica ho 33 anni e sette anni fa dopo varie analisi e visite, mi viene diagnosticata la Sclerosi Multipla. I sintomi che avevo erano stanchezza cronica, dolori muscolari, insonnia, depressione.

Dopo sei anni di terapia in punture di (Copaxone) decisi di smettere, perché anziché stare bene peggioravo sempre di più – mi accadeva di svenire e ad un certo punto come assumevo il farmaco, mi ritornava in gola -; l’aumento di peso causato dal cortisone era notevole.
Incomincio a curarmi con la medicina omeopatica, poi grazie ad una mia cara amica ho conosciuto il meraviglioso macchinario ‘QX SCIO’.
Dopo varie ricerche in internet trovai l’operatore quantistico sig.ra Luigina Bernardi e presi subito un appuntamento.
Il 23 giugno 2012 andai a fare il primo check-up.
Il test mi sconvolse dicendomi che avevo un’età metabolica di 55 anni, in compenso però mi trovai bene subito, sia con le cure, ma soprattutto con Luigina. Man mano che passavano i mesi stavo sempre meglio, più energica, più attiva, più positiva nei riguardi della mia malattia.
Quando vado tutt’ora ai controlli dal mio neurologo mi dice: «Chi direbbe che lei ha la sclerosi multipla»?
Ho fatto le analisi del sangue, mai avuto delle analisi più belle se non perfette.
Posso dire a distanza ormai di 6 mesi di cura che il Check-Up completo bioenergetico quantistico ti aiuta a guarire, basta volerlo!”
Federica (disponibile ad essere contatta tramite l’associazione).

PRIMA SEDUTA: 23 giugno 2012
Il quadro di Federica
Il profilo che emerge risulta impegnativo:
a livello emotivo la paziente risulta essere abbattuta e scoraggiata con molti pensieri negativi e alla domanda: “ Come ti senti? ” La risposta è: “ Mi sento un’ameba, non mi riconosco più, le medicine mi hanno gonfiato e non riesco a perdere neanche un etto, sono molto scarica, non ho energia ”.
Federica è quindi, anche molto depressa.
A livello fisico la paziente è senza energia a tal punto che, confessa, non riesce nemmeno a cucinare o a fare le più piccole cose.
In effetti, dal test si rileva che il livello energetico è molto basso e lo screening che ne esce dall’apparecchiatura individua Sindrome da fatica cronica .

Oltre a ciò, l’organismo risulta essere disidratato, il ph molto acido e si evidenzia nella paziente molta rigidità muscolare; il sistema immunitario funziona  al minimo della resa, come pure l’ossigenazione.
Ancora:  il fegato e l’intestino sono intossicati e le intolleranze alimentari di cui patisce sono causate da diversi alimenti cui abusa. La flora batterica è inevitabilmente debilitata.
Il metabolismo di Federica è quasi fermo e il sistema nervoso è squilibrato. La paziente riferisce di non riposare bene.
Le azioni complementari compiute per rimetterla in sesto

Davanti a questo quadro allarmante il lavoro più importante è stato quello di rimediare, oltre a praticare la terapia energetica che nel contempo viene effettuata durante il test, il più possibile alle urgenze quali: la disintossicazione del  fegato e della vescica biliare, la riduzione delle tensioni muscolari e il miglioramento dell’ossigenazione affinché trovasse giovamento subito, o il prima possibile (e nel contempo potesse rilassarsi fisicamente perché anche l’umore ne potesse trovare beneficio).
Il trattamento naturale consigliato, è stato quello di fare assumere alla sig.ra Federica delle compressine di Nutripuntura, oltre ad altri aiutanti come il triptofano (che non è altro che la serotonina) per ritrovare un rilassamento muscolare e per migliorargli, come detto, anche l’umore.

SECONDA SEDUTA: 4 AGOSTO 2012
I risultati, dopo circa 40 giorni dal prima seduta sin qui, sono, a testimonianza di Federica, grandiosi.
Federica al suo arrivo mi confessa, ringraziandomi, che dal giorno del primo Check up si sente energeticamente più forte e che le ho ridato vitalità.
Non accusa più dolori e tensioni muscolari e anche il modo di affrontare la vita gli è cambiato in meglio …. insomma, mi commenta che “… le sembra quasi un miracolo ”.
Il quadro
Dallo screening si riscontra quanto segue:
l’ossigenazione e l’idratazione della paziente risultano essere migliorate; anche il ph evidenzia un leggero miglioramento, anche se si riscontra ancora un livello di acidità elevato.
Il tempo trascorso dal primo incontro dimostra che con un solo trattamento si può ottenere un importante miglioramento generale fisico,  e soprattutto emotivo della persona.
Innanzitutto è stato fondamentale mettere nella condizione la sig.ra Federica di non accusare più dolori e spasmi muscolari perché questi ultimi debilitavano pesantemente il fisico e non avrebbe predisposto adeguatamente la paziente per affrontare anche le successive difficoltà e trattamenti.
Il periodo che sarebbe intercorso tra la seconda terapia e il terzo Check-Up si sarebbe dovuto ripetersi al massimo dopo un arco di tempo di 30-40 giorni e questo per far sì che il corpo potesse mantenere l’energia assunta e procedere nella via tracciata dalla disintossicazione.
Pertanto gli è stato consigliato di ripetere l’assunzione delle compressine della Nutripuntura e degli integratori di vitamine e minerali a seguito del rilevamento della loro carenza (soprattutto di magnesio).

TERZA SEDUTA: 8 SETTEMBRE 2012
In questo terzo incontro (dopo circa 35 giorni dal precedente), Federica si ripresenta ancor più entusiasta e con una carica di positività inaspettata.
I trattamenti e le terapie cominciano a fare il loro effetto perché la paziente mi comunica che sta cominciando a dimagrire senza fare alcuna dieta.
I lancinanti dolori muscolari che accusava ora sono definitivamente scomparsi e peraltro, presa dall’entusiasmo, mi comunica che ha anche ripreso a lavorare e che tutti i lavori che prima non riusciva ad eseguire ora gli riescono con più facilità …. anzi aggiunge che, guardandosi allo specchio, “ …per la prima volta (…) mi sono riconosciuta ..”.
Il quadro
Il miglioramento è ottimo visto i tempi e il numero dei trattamenti di riequilibrio fin qui effettuati e, considerato il delicato caso, anche il metabolismo ha cominciato a funzionare regolarmente se la paziente ha iniziato a dimagrire.
L’ossigenazione è migliorata e così pure l’idratazione e  l’energia; il ph risulta nei valori giusti e  i dolori e le tensioni muscolari non si sono più manifestati.
Ciò che invece si presenta, inaspettatamente, è la stipsi.
Federica mi dice : “Mi sembra che il mio corpo si stia riportando a com’ero prima della malattia, io ho sempre sofferto di stipsi, poi con i medicinali è comparsa la diarrea, ora mi sembra che il mio sistema si stia portando a come stavo prima, per me questa è la normalità.”
L’altra cosa notevole è che Federica che  ha sempre sofferto il caldo,   mi dice che invece non ha mai trascorso un estate così bene, senza soffrirne.
In questa fase abbiamo cambiato il trattamento della Nutripuntura lavorando sempre sull’apparato muscolare, ma anche sul colon e sul polmone, continuando sempre con la serotonina, ma aggiungendo anche la melatonina che risultava molto bassa.

QUARTA SEDUTA: 13 OTTOBRE 2012
Federica è entusiasta, tutti i disturbi che aveva non si sono più ripresentati: ” I miei famigliari e amici non riescono a crederci, sono sbalorditi, la mia vita è completamente cambiata, in questo periodo sono così carica di energia che faccio tantissime cose, i miei colleghi di lavoro mi chiedono cosa ho fatto… sono molto positiva, i pensieri negativi sono quasi spariti, mi sento un leone.”
Il quadro

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