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domenica 1 gennaio 2017

UNIVERSO OLOFRATTALE

UNIVERSO OLOFRATTALE


“La filosofia naturale è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi, io dico l’universo, ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua e conoscer i caratteri nei quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto.” Il Saggiatore, Galileo Galilei (1564-1642)

Quando Due anni fa iniziai lo studio della “Geometria Sacra” intuivo l’estrema importanza di questa materia ma non riuscivo a comprendere il legame fra i vari concetti matematici e geometrici che contenuti in essa, sembrava non esistesse un filo conduttore fra i vari argomenti.

La geometria dei frattali è riuscita a dare coerenza a questo mio intero percorso di studio, i Frattali sono la summa dei principi della geometria sacra, contengono nella loro meccanica il set principale di leggi naturali che regolano la creazione di un microcosmo come di un macrocosmo, essi sono il modo in cui l’Intelligenza Universale, il Logos, manifesta la sua Creazione nella Realtà che percepiamo.
Per il loro sviluppo i frattali seguono le leggi note come la Sequenza di Fibonacci, La spirale Logaritmica, il Rapporto Aureo Phi 1,618, Il Phi Greco π, le Radici Quadrate di due tre e cinque, i concetti di Zero ed Infinito, la geometria dei Solidi Platonici e la Multi-dimensionalità in scale differenti.
I Frattali implicano l’auto-similarità, strutture di questo tipo possono essere ripetute più volte creando forme apparentemente diverse fra loro ma simili nel loro intimo, i frattali sono un modello valido comunque ed ovunque. I frattali sono la geometria più efficiente per poter contenere un numero teoricamente infinito di spazio lineare in un’area finita, è così che la natura riesce a fare contenere 96000 metri di vene e arterie in un corpo umano.
La teoria dei frattali riesce a trovare l’Ordine implicito nell’apparente Caos dei modelli naturali, essa riesce a spiegare come una foglia contenga nella sua struttura l’immagine dell’albero a cui appartiene o l’esatta direzione con cui un fulmine si propagherà nell’atmosfera.


Un buon modo per cominciare a comprendere i concetti che intendo esporre in questo testo consiste nel visionare questa magnifica video-intervista a Benoit Mandelbrot Video: I Frattali e la Matematica di Benoit Mandelbrot, dove Mandelbrot in persona racconta la la sua esperienza di ricercatore dedicata allo studio della matematica e della geometria culminata con la scoperta della Geometria Dei Frattali e le applicazioni di tale teoria in molti campi della ricerca, dall’elettronica alla medicina.

BIOGRAFIA MANDELBROT
Benoît Mandelbrot (Varsavia, 20 novembre 1924–Cambridge, 14 ottobre 2010) è stato un matematico polacco naturalizzato francese, noto per i suoi lavori sulla geometria frattale. Nato in Polonia da una famiglia ebrea di origini lituane, ha vissuto in Francia per buona parte della sua vita. È nato in una famiglia con forte tradizione accademica: sua madre era laureata in medicina, e suo zio Szolem Mandelbrot era un famoso matematico specialista in analisi matematica; suo padre si occupava della vendita di abiti.

Nel 1936 la famiglia lasciò la Polonia, stabilendosi a Parigi. A Parigi fu iniziato alla matematica dai suoi due zii, che contribuirono alla sua educazione e formazione, sia scientifica che umanistica. Nel 1939, a causa dello scoppio della guerra, si trasferì con la famiglia a Tulle, un paesino della Francia centrale, dove si diplomò nel 1942.
Educato in Francia, ha sviluppato la matematica di Gaston Julia e ha dato inizio alla rappresentazione grafica di equazioni su computer. Mandelbrot è il fondatore di ciò che oggi viene chiamata geometria frattale, e ha dato il proprio nome a una famiglia di frattali (detti appunto frattali di Mandelbrot) e a un particolare insieme (detto insieme di Mandelbrot).
A partire dai primi anni sessanta, e fino ai giorni nostri, l’applicazione della geometria frattale a questioni economiche ha condotto Mandelbrot a mettere in discussione alcuni consolidati fondamenti dell’economia classica e della finanza moderna, quali l’ipotesi di razionalità dei comportamenti degli agenti economici, l’ipotesi dell’efficienza del mercato, e quella secondo cui i movimenti dei prezzi di mercato sono descrivibili come un cammino casuale (random Walk) in analogia al moto browniano di una particella in un fluido.
Mandelbrot scoprì il suo frattale quasi per caso nel 1979, mentre conduceva degli esperimenti per conto del Thomas J. Watson Research Center dell’IBM, dove, con l’aiuto
della computer grafica, poté in seguito dimostrare che il lavoro di Julia del 1918 (e che suo zio gli aveva consigliato nel 1945), poteva essere uno dei frattali più affascinanti; una delle numerose curiosità del frattale di Mandelbrot è che esso comprende, pur nella sua semplicissima formula, anche il frattale di Julia.

I suoi lavori sui frattali in quanto matematico impiegato all’IBM gli hanno fruttato una “Emeritus Fellowship” ai laboratori di ricerca T. J. Watson.
L’analisi frattale delle variabili economiche e finanziarie ha portato nell’ultima decade alla nascita della cosiddetta finanza frattale, nella quale lo stesso Mandelbrot ritiene siano attualmente impegnati almeno un centinaio di ricercatori. Altri ricercatori sono impegnati nel più vasto campo dell’econofisica.
Oltre alla riscoperta dei frattali in matematica, dimostrò che essi possono essere la chiave di lettura delle forme presenti in natura, dando il via a una particolare sezione della matematica che studia la teoria del caos. Nel 1993 gli è stato conferito il prestigioso Premio Wolf per la Fisica, “per aver trasformato la nostra visione della natura”. Il 19 marzo 2007 ha tenuto una “Lectio Magistralis” dal titolo “Il liscio, il ruvido e il meraviglioso” durante il Festival della Matematica a Roma.
Numerose università del mondo gli hanno conferito la laurea honoris causa; in Italia l’Università degli studi di Bari gliene ha conferita una in Medicina e Chirurgia il 13 novembre 2007 con la seguente motivazione: “La visione altamente unificante del fenomeno della vita che ci offre il professor Mandelbrot, si riflette in campo medico con un approccio unitario, prima sconosciuto, alla malattia e alla persona malata”. In occasione del conferimento della laurea, il prof. Mandelbrot ha tenuto una lectio magistralis intitolata “Fractals in Anatomy and Physiology”, nella quale fra l’altro affermava:« Il concetto di base che unisce lo studio dei frattali alle discipline come la biologia e quindi anatomia e fisiologia parte dalla convinzione di un necessario superamento della geometria euclidea nella descrizione della realtà naturale. Volendo essere molto sintetici, i frattali servono a trovare una nuova rappresentazione che parta dall’idea di base che il piccolo in natura non è nient’altro che una copia del grande. La mia convinzione è che i frattali saranno presto impiegati nella comprensione dei processi neurali, la mente umana sarà la loro nuova frontiera. » Mandelbrot muore il 14 ottobre 2010, all’età di 85 anni, a causa di un cancro del pancreas
 
I FRATTALI
Per poter comprendere i concetti di “Frattale” e di “Attrattore” è necessario che prima di continuare nella lettura guardiate con attenzione questo video, dove Mandelbrot e Lorenz parlano in prima persona delle loro scoperte: Frattali documentario – YouTube.

DEFINIZIONE DI FRATTALE
“La geometria euclidea è incapace di descrivere la natura nella sua complessità, in quanto si limita a descrivere tutto ciò che è regolare. Tutti gli oggetti che hanno una forma perfettamente sferica, oppure… mentre osservando la natura vediamo che le montagne non sono dei coni, le nuvole non sono delle sfere, le coste non sono dei cerchi, ma sono oggetti geometricamente molto complessi.” (da Les objects fractals 1975”)

I frattali sono delle speciali figure geometriche che presentano in maniera ripetitiva e dettagliata, ad ogni livello di ingrandimento, una struttura auto-similare (per cui ogni porzione del frattale è una riproduzione – analoga, non identica – su scala ridotta dell’intera figura). Il termine frattale è stato coniato nel 1975 dal matematico Benoit Mandelbrot (derivandolo dal latino “fractus” – frazionario) ma in effetti già dalla fine dell’800 i matematici avevano incontrato alcune figure dalle proprietà anomale che avevano definito “mostri matematici”, una tra le più famose è la Curva di Koch che trasformando ognuno dei suoi 3 segmenti iniziali in 4 sotto-segmenti e ripetendo indefinitamente il processo, da origine ad una figura che pur essendo delimitata in uno spazio finito possiede una lunghezza infinita.

Una delle “strane” peculiarità di un frattale è che non può mai essere disegnato completamente, e infatti ciò che vediamo di esso è solo un’iterazione finita (l’iterazione è la ripetizione del calcolo della formula che definisce il frattale), mentre per loro stessa concezione i frattali sono strutture complesse e non finite, ad ogni ingrandimento rivelano dettagli precisi, sempre nuovi, che solo il calcolo mediante il computer ha permesso di rappresentare graficamente. Nei frattali esiste dunque la possibilità di iterare virtualmente all’infinito ciascun punto della figura prima di passare al successivo, ed è proprio per questo che la dimensione occupata nello spazio dai frattali non è una dimensione finita (come nel caso delle figure elementari della geometria: D1=linea, D2=quadrato, D3=cubo), bensì una dimensione frazionaria, concetto questo che mette a dura prova la capacità di immaginazione.
In generale un frattale è un insieme che gode di una o più proprietà seguenti:
Auto-somiglianza: è l’unione di copie di se stesso a scale differenti;
Struttura fine: il dettaglio dell’immagine non cambia ad ogni ingrandimento;
Irregolarità: non si può descrivere come luogo di punti che soddisfano semplici condizioni geometriche o analitiche; la funzione è ricorsiva ed irregolare localmente e globalmente;
Dimensione Frattale: sebbene possa essere rappresentato in uno spazio convenzionale a due o tre dimensioni, la sua dimensione non è necessariamente un intero; può essere una frazione, ma spesso anche un numero irrazionale. E di solito maggiore della dimensione topologica.
La dimensione frattale è quindi il numero che misura il grado di irregolarità e di interruzione di un oggetto, considerato in qualsiasi scala.
Da quando Mandelbrot ha introdotto la geometria frattale, è nato un nuovo linguaggio di descrizione delle forme complesse della natura: essi richiedono algoritmi, semplici funzioni ricorsive, che, iterate un gran numero di volte, forniscono un’immagine. 

AMBITO DI APPLICAZIONE DEI FRATTALI
Negli anni ’80 con tale nuova geometria si sono trovati frattali in ogni ambito: dalla natura, alla medicina, alla musica e si è sviluppata una branca della geometria frattale che studia i cosiddetti frattali biomorfi (studia le forme della natura come il corallo etc.); inoltre si parla anche di frattali con condensing, che utilizzano le trasformazioni geometriche del piano, i metodi IFS ed L-System. I frattali sono usati da fisici e ingegneri nello studio dei sistemi dinamici, per costruire modelli che descrivono il moto dei fluidi turbolenti ed i fenomeni di combustione; ma secondo gli autori sono importanti anche per le dimensioni extra e per la descrizione della gravità. Inoltre i frattali trovano applicazione nella compressione delle immagini trasmesse e dei film virtuali, nella distribuzione degli errori su certe linee telefoniche, nello studio dei terremoti, degli uragani, del DNA, del cuore, dei vasi sanguigni, del moto ondoso degli oceani, la riproduzione di mezzi porosi, lo studio degli idrocarburi e della Natura in generale: coste geografiche, corso dei fiumi etc.

STORIA DEI FRATTALI
In questo Testo trovate un’ottima analisi dei frattali classici come la Curva di Koch , il triangolo di Sierpinski , la polvere frattale di Cantor , La curva di Peano e la curva di Hilbert .


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