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mercoledì 28 settembre 2016

Logosintesi: ovvero come aiutarsi con le parole

Logosintesi: ovvero come aiutarsi con le parole
... La coscienza si può cristallizzare nel passato, nella rappresentazione interna di episodi non gestibili altrimenti …
La coscienza si può cristallizzare nel futuro, mediante l’immaginazione automatica di situazioni diverse dalla realtà …
Ancora, la coscienza si può congelare in una credenza: idee politiche, scientifiche, religiose, psicologiche etc. possono influenzare pesantemente uomini e popoli, alterandone la capacità di esprimere il loro pieno potenziale.

Logosintesi è il mezzo per riportare tutto al tempo ed al luogo giusti, ovvero in allineamento con l’Essenza. ...

Per capire che cos'è la logosintesi partiamo dalla prima affermazione:
Recupero tutta la mia energia legata a questo ricordo, e la riporto nel posto giusto in me stesso/a”.
Un individuo che pronunci questa frase dopo aver focalizzato un ricordo doloroso, molto probabilmente farà un’esperienza memorabile.

Le caratteristiche sensoriali della scena tenderanno a mutare, facendosi sempre meno definite. Le reazioni corporee ed emotive al ricordo, quali tensione, rabbia, paura, dolore saranno sempre meno evidenti, ed in taluni casi scompariranno come neve al sole. Magia?
Per qualcuno potrebbe sembrarlo, invece trattasi di logos syn thesis ovvero riunire mediante le parole: si richiama quel frammento del sé che si era “staccato” al momento dell’evento doloroso e che era rimasto letteralmente congelato nello spazio e nel tempo, dando luogo ad una sorta di enclave energetica.

Nel 2005 il Dr. Willem Lammers, psicoterapeuta con esperienza clinica ultratrentennale, ha fatto una serie di scoperte che l’hanno condotto ad ideare un nuovo modello di auto-aiuto e di cambiamento guidato:
Logosintesi.
Il metodo della Logosintesi
Le radici di questo metodo affondano nelle viscere della storia umana, in tempi nei quali lo sciamano era considerato il punto di riferimento del villaggio per le sue capacità di interagire con il mondo del sovrasensibile. Tra le varie culture sciamaniche troviamo un’idea comune a varie latitudini: un evento traumatico crea un “frammento d’anima”, una scheggia di coscienza che si separa e si isola dal tutto per gestire l’evento e le sue conseguenze. Uno dei ruoli dello sciamano è quindi quello di aiutare il sofferente, mediante specifici rituali, nel recupero di quel frammento così che la sua consapevolezza possa tornare (un po’ più) intera. Inoltre, spetta sempre all’uomo di medicina la cacciata degli spiriti maligni (leggi: energia estranea) dalla coscienza dell’individuo.

“Allontano tutta l’energia estranea collegata a questo ricordo, da tutte le mie cellule, dal mio corpo e dal mio spazio personale, e la rimando nel luogo e nel tempo a cui realmente appartiene”.

Gli elementi percettivi dell’esperienza dolorosa, che il soggetto ha inconsciamente trattenuto, vengono finalmente rilasciati in seguito all’enunciazione di questa frase. L’energia di persone, luoghi, idee, credenze viene restituita in flusso al legittimo “proprietario”, favorendo un sostanziale riequilibrio ed una ulteriore presa di coscienza. La frase di allontanamento costituisce il punto due del processo di Logosintesi, ed è spesso risolutiva senza essere vanamente consolatoria.

Diversamente da approcci che cercano di compensare un vissuto doloroso mediante la reinterpretazione cognitiva, Logosintesi prevede il ripristino della coscienza (energia) allo stato fluido, ovvero alla possibilità di rispondere alla vita nei modi più efficaci. Nessun giudizio, nessuna comparazione: dato l’evento X rimasto cristallizzato nell’orizzonte spazio-temporale, si utilizza il potere della parola per recuperare il frammento del sé che si è staccato dalla coscienza (dissociazione), e per allontanare ciò che non appartiene ed è rimasto come un ologramma nello spazio personale (introiezione).

A partire dall’accadimento di X e della sua cristallizzazione, l’individuo inizia a reagire ad esso mediante emozioni, sintomi fisici e azioni, che possono coagularsi in schemi cognitivi e comportamentali. Talvolta queste reazioni vanno avanti per anni (si pensi al disturbo post traumatico da stress) e continueranno a farlo fino a quando nella rappresentazione dell’evento non sia stato ripristinato il flusso.
Ecco allora la terza frase di Logosintesi:

“Recupero tutta la mia energia legata a tutte le mie reazioni a questo ricordo, e la riporto al posto giusto in me stesso/a”.
Dopo l’enunciazione di queste parole il soggetto, che già aveva trovato sollievo dalla vaporizzazione dell’evento, può smettere di reagire ad esso (anche se lo faceva da mesi o anni) realizzando una verità facile da afferrare cognitivamente solo se la parte più arcaica del cervello è liberata. L’evento appartiene al passato, tuttavia la sua traccia (che è stata bonificata grazie alle prime due frasi) veniva reiterata continuando così a generare reazioni inutili e spesso dannose. L’individuo ha così elaborato qualcosa fino ad allora indigesto, ha smesso di reagire in modo meccanico ad un evento del passato ed ha a disposizione il suo potenziale di consapevolezza (che varia da persona a persona) per poter vivere il presente.

I quattro principi della Logosintesi
La Logosintesi è strutturata su quattro principi fondamentali che illustrano l’origine della sofferenza umana, il modo con il quale si perpetua ed una via per uscirne.
1. La sofferenza deriva da una perdita di contatto con l’Essenza, la natura spirituale dell’essere umano.
2. Introiezioni e parti dissociate creano e mantengono questo stato di disconnessione.
3. Introiezioni e parti dissociate sono ologrammi congelati presenti nello spazio di percezione.
4. Il potere della parola permette di dissolvere questi ologrammi, riportando l’energia in flusso.

La possibilità di manifestare la coscienza è il tratto peculiare dell’essere umano. Possiamo definirla come la capacità di comprendere ciò che accade, oltre che ad influenzarlo. La coscienza varia in base all’età, alle esperienze pregresse, alle caratteristiche genetiche ed alle memorie genealogiche, alle attitudini e alle abitudini cognitive e comportamentali. Inoltre, la consapevolezza cambia anche in base ai periodi, alle fasi della vita, alle situazioni contingenti ed a chissà quanti altri possibili fattori di influenza. La tendenza è quella di una evoluzione della coscienza partendo dalla nascita (o dal concepimento?) fino all’età adulta. Ciò che può turbare un bambino è spesso fonte di ilarità per un adulto.

giovedì 28 aprile 2016

VIBRATIONAL RETRAINING: tecnica curativa che utilizza le frequenza della nostra voce.

VIBRATIONAL RETRAINING

Basato sulla fisica quantistica, la medicina tradizionale cinese e le ricerche della biologa Sharry Edwards (scienziata dell’anno nel 2001)
Finalmente arriva in Italia l’innovazione che ha individuato e aiutato 12.560.300 persone a sconfiggere 620 malattie, attraverso l’uso di speciali frequenze curative
Mal di schiena, Depressione e Ansia, Sclerosi Multipla e altri piccoli e grandi disturbi fisici mentali ed emotivi diagnosticati senza T.A.C. risonanza magnetica, radiografia, ecc. e scomparsi senza interventi chirurgici o terapie invasive


di Donato Panaccio
Il più potente strumento di diagnosi è sempre stato sotto i nostri occhi ma solo oggi riusciamo a comprenderne i prodigi e a sfruttarne le proprietà di guarigione.
Ti sto parlando del potere della tua voce.
Riflettici un attimo…

Quante volte ti è capitato di parlare con un amico al telefono e chiedergli: “Cos’hai? Hai una voce strana”.
Sono certo che sai riconoscere quando una persona è felice, dalla sua voce squillante.
Oppure quando è triste, dalla voce bassa e monotona.
Quando è raffreddata, dalla voce nasale e cupa.
Se ha problemi alle corde vocali, la voce potrebbe essere rauca o debole.
Tutti questi esempi ci dicono che la nostra voce riflette i nostri stati emotivi, psichici e persino le nostre condizioni di salute.

Tutto questo è noto fin dall’antichità. Ciò che è sempre mancato è la tecnologia appropriata per sfruttare il potere curativo della nostra voce.
Cioè quella tecnologia in grado di:
1.      raccogliere le migliaia di informazioni al secondo che la nostra voce ci da sul nostro stato di salute, energetico, fisico, mentale ed emotivo.
2.     trasformare queste informazioni in un quadro chiaro e completo che ci permetta di capire quali problemi abbiamo a livello osseo, muscolare, emotivo, psichico e persino a livello molecolare e cellulare.
Almeno fino ad oggi.

O meglio, fino a 23 anni fa, da quando Sherry Edwards ha reso disponibile un metodo e una tecnologia basata sulla fisica quantistica e la medicina tradizionale cinese, il Vibrational Retraining, che ha permesso di  aiutare le persone ad eliminare:
  • malesseri fisici lievi (mal di schiena, emicrania, ernie, ecc.)
  • disturbi della sfera mentale ed emotiva (ansia, stress, depressione, attacchi di panico, ecc.)
  • malattie gravi (sclerosi multipla, cancro, Parkinson, ecc.)
E ha offerto un valido supporto anche per fobie, problemi comportamentali, ritardo mentale, autismo e tanto altro.
Non ti sembra assurdo che il Vibrational Retraining sia più efficace di tutta la tecnologia sviluppata negli ultimi 120 di storia della medicina moderna?
Come è possibile aiutare a guarire malattie così gravi solo analizzando la voce e ascoltando delle frequenze benefiche?

Procediamo con ordine.
Innanzi tutto, perché la voce contiene tutte queste preziose informazioni?
Pensa alla tua voce come un pianoforte. Ogni frase, parola, sillaba e suono che pronunci corrisponde ad un tasto del pianoforte e quindi ad una nota musicale.
Hai mai aperto un pianoforte?
Dentro ci sono due o più corde collegate ad un tasto che ne permettono il suono.
Se premi il tasto del LA, le corde corrispondenti a quel tasto vibrano e producono il suono del LA.
Se premi il tasto del DO, le corde corrispondenti a quel tasto vibrano e producono un suono diverso da quello del LA. Quello del DO appunto.
Qual è la differenza tra il DO e il LA allora?
Solamente una: la frequenza a cui vibrano le corde.

Allo stesso modo, le tue corde vocali vibrano ad una certa frequenza ed emettono dei suoni riconducibili a un DO, LA, MI, ecc.
Tornando al pianoforte, possiamo affermare che le note sono prodotte dalle corde e dai tasti, giusto?
Sbagliato!
O perlomeno è incompleto.
Anche il materiale e la forma di cui è fatto il pianoforte è importante. Così come gli anni di utilizzo del pianoforte, il suo stato di conservazione, l’umidità a cui è sottoposto, e altri fattori.

Ad esempio, il suono del LA di un pianoforte a coda, rispetto a un pianoforte a muro è completamente diverso. (E questo i musicisti lo sanno molto bene.)
Oppure, pensi che un pianoforte nuovo di fabbrica abbia lo stesso suono di uno di 50 anni senza manutenzione?
Così è la nostra voce. Non dipende solo dalla frequenza delle nostre corde vocali ma da tutto il nostro corpo.
Una stessa persona, quando è giovane avrà un certo tipo di voce che cambia completamente quando diventa anziana.

Questo è dovuto al fatto che cambia la costituzione del corpo e questi cambiamenti si avvertono puntualmente nel suono delle nostre corde vocali (come per il pianoforte).
Quindi, le frequenze della nostra voce sono lo specchio dello stato di salute del nostro corpo.

In un recente articolo (http://www.medicaldaily.com/5-illnesses-your-tone-voice-can-reveal-about-your-health-299706) del Medical Daily, Amy Cooper, direttore dell’istituto di Patologie della Voce e deglutizione presso il “New York Eye and Ear Infirmary of Mount Sinai” parla di 5 malattie che possono essere riconosciute attraverso l’analisi della voce:
  • reflusso acido (voce gracchiante)
  • sinusite cronica (voce fredda)
  • problemi di tiroide (voce cupa e bassa)
  • Parkinson (voce bassa monotono)
  • Cancro della laringe (voce rauca)
Perché sono così importanti le frequenze della voce (e le frequenze in generale)?
Questa è una domanda interessante e la risposta è altrettanto affascinante.
Senza andare troppo sul tecnico, devi sapere che la fisica quantistica, già agli inizi del ‘900 ha dimostrato che tutto ciò che ci circonda emette una frequenza e questo è vero sia per quello che vediamo (frequenze visive) e che ascoltiamo (frequenze sonore) e sia per tutto il mondo intangibile come i sentimenti e i pensieri.
Gli oggetti, le molecole, le cellule, gli atomi, le medicine, gli integratori, i cibi, l’amore, la gioia, la tristezza, i ricordi…
… tutto questo emette una frequenza.

Anche ogni parte del corpo, quindi, emette una frequenza
E le frequenze della voce non solo sono lo specchio dello stato di salute del corpo, sono proprio lo specchio delle frequenze del tuo corpo.
Tutte le frequenze sono state misurate con strumenti come l’oscilloscopio o il frequenzimetro e si è scoperto che le frequenze dell’universo vanno da 0,1 a 53 giga HZ.
Secondo la “teoria del BIG BANG”, quando si è generato l’universo la frequenza era proprio 53 giga HZ.

Non tutte le frequenze sono frequenze di vita.
Ad esempio i raggi X, quelli usati per le radiografie mediche, emettono frequenze altissime che fanno male al nostro organismo.
Per questo, i medici ci pensano 2 volte prima di sottoporti ad una radiografia.
Altre frequenze, invece, come quelle della luce visibile, fanno molto bene alla vita e a noi uomini.
Pensa ad esempio, alle piante che grazie alla luce possono attivare il processo di fotosintesi clorofilliana e crescere e darci nutrimento.
Oppure pensa a quanto ti senti in pace e rilassato dopo una passeggiata al sole, invece che sotto la pioggia.

Il nostro corpo, quindi, per stare bene ha bisogno di determinate frequenze buone mentre deve evitarne altre che sono dannose.
Non solo.
Ciascuno di noi nasce con un insieme di frequenze che lo fanno stare in armonia.
Quindi, alla nascita tutti siamo in perfetto equilibrio, ciascuno a modo proprio.

 Perché allora ci ammaliamo e stiamo male?

giovedì 22 gennaio 2015

Curarsi Con La Voce (Parte I) : Lo Yoga Delle Vocali



Il Canto delle Vocali è lo strumento più utile e il più veloce disponibile attualmente sul pianeta, per elevare la frequenza vibratoria del vostro corpo umano.
I suoni coscienti agiscono sulla materia: elevano la frequenza vibratoria del corpo umano e accelerano la trasmutazione cellulare, che è la base dell’evoluzione dell’umanità.

Il Canto delle Vocali è lo strumento più utile e il più veloce disponibile attualmente sul pianeta, per elevare la frequenza vibratoria del vostro corpo umano. Questo Canto, praticato tutti i giorni, vi permetterà di aggiustare la vostra frequenza vibratoria con quella del pianeta, assicurando la vostra sopravvivenza energetica, grazie alla trasmutazione cellulare rapida.
Il Canto delle Vocali non è un canto melodioso: deve risvegliare le vostre cellule. Va eseguito con il corpo intero (fisico ed energetico), con determinazione e con l’obbiettivo di disturbare la materia.  In questo lavoro, ogni vocale gioca un ruolo ben preciso; ogni vocale è una “specialista” che viene a compiere un lavoro particolare in voi attraverso la sua vibrazione.

Curarsi con i suoni delle vocali
Ogni vocale ha una sua specifica frequenza. Quando cantate la A, poi la U, sentite che questi due suoni non risuonano nel vostro corpo nello stesso posto. La prima viene avvertita a livello della gola – Nel Taoismo, la vocale HE viene posta a livello del cuore ( o secondo la fonetica utilizzata: HA), ma si tratta di un suono soffiato piuttosto che cantato. Nell’Hatha Yoga, il bìja-mantra Ham corrisponde al chakra laringeo , la seconda vibra alla base della spina dorsale e nel basso ventre. Su un piano emotivo, ciascuna vocale induce uno stato d’animo differente, la E acquieta laddove la I è più incisiva. Associato alla consonante che possiede ugualmente una sua particolare tónalità, il suono della vocale — o la sua combinazione — agisce contemporaneamente sul piano fisico, energetico e mentale. Non per nulla da tempi immemorabili si parla del canto delle vocali, della potenza degli incantesimi magici, del potere del Verbo . Oggigiorno, con l’ausilio di strumenti scientifici, si localizza con precisione la risonanza di ogni vocale nel corpo e le si associa una frequenza. Stando alle mie ricerche, la O e la E vibreranno rispettivamente a 427 Hz (l’OM universale) e 288 Hz. I suoni delle vocali che utilizzerete appartengono a differenti tradizioni, sia orientali sia occidentali, e lo scopo non è semplicemente quello di trasmettervele sotto forma di ricette per la salute, ma di farvi penetrare nei segreti del suono; nella straordinaria capacità di trasformazione contenuta in ogni vibrazionè0 canto delle vocali presenta una grande facilità nella messa in pratica e i suoi effetti vengono rapidamente avvertiti. Il semplice fatto di intonare le vocali A-E-I-O-U deve rendervi consapevoli della loro rispettiva collocazione all’interno del vostro corpo, ma anche dei suoni armonici che fuoriescono naturalmente ad ogni cambio di vocale.

Autoguarigione mediante la voce
Ora sperimenterete i suoni delle vocali attingendo dalle loro sane vibrazioni tutti i benefici che potete attendervi. Cantate ciascuna vocale — o combinazione di vocali — sul suono che vi verrà spontaneamente, che sgorgherà da voi, svincolato dall’intelletto. Ogni essere umano possiede la sua gamma personale a partire dalla nota base fondamentale, dalla sua “tastiera” vibratoria, e sceglie nel suo campionario di sfumature sonore le vibrazioni di cui abbisogna. A tal scopo è necessario mollare la presa ed è evidente che ( il primo suono emesso, la mattina per esempio, sarà il più significativo della vostra nota personale poiché in esso sarà contenuto il canto del vostro lato inconscio, del vostro sonno profondo: l’Io che ha viaggiato nei differenti stati di coscienza.)  Tuttavia, in un qualsiasi momento della giornata, se avete cura di fare il vuoto mentale effettuando parecchie respirazioni profonde, potrete riconnettervi a questo aspetto spontaneo del suono. Intonando con regolarità i suoni delle vocali, osserverete i loro effetti tanto sul piano fisico quanto su quello mentale, che vi procureranno ispirazione e saggezza nella vita. Avrete in tal modo fondato, mediante l’utilizzo dei suoni e  l’igiene di vita che l’accompagna, un terreno vibratorio positivo sul quale la malattia e gli innumerevoli problemi della vita quotidiana avranno poca influenza e poche conseguenze irrimediabili.
Consiglio pratico: Scegliete uno o due suoni per volta. Non provateli tutti insieme. Prolungate più che potete il canto di ciascuna vocale al fine di far emergere l’armonica che, con la sua frequenza acuta, agirà ad un livello vibratorio elevato.

LA VOCALE U: radicarsi meglio
La vocale U ha la caratteristica di riunire gli estremi. È in primo luogo un suono di radicamento, di centratura alla terra, che vibra alla base della spina dorsale e nel basso ventre. Prolungando il suono si percepiscono le armoniche che “cantano” nella testa. Associata a certe consonanti come la S o la W — come SU o WU — questa vocale produce dei suoni estremamente potenti. Per la sua forma simbolica, la vocale U è il crogiolo della vita. Rappresenta l’unione dei lati opposti, del maschile e del femminile, come i due poli di un magnete. Il suono U vi radica maggiormente alla terra e, attraverso le sue armoniche, vi pone ad un livello di coscienza molto elevato. Rappresenta contemporaneamente le radici del vostro albero della vita e la cima del suoi rami più alti. Le sue vibrazioni inducono degli stati emotivi caratterizzati dalla gravità e dalla dolcezza. La U è utilizzata nel canto prenatale poiché le sue risonanze nel grave si propagano attraverso le ossa fino al bacino e, grazie alla voce della madre, stabiliscono una comunicazione con il feto. In generale, la U è una vocale armonizzante sia a livello relazionale, sia fisico: Le sue vibrazioni sono in relazione al primo chakra e alle ghiandole surrenali.
Inspirate a fondo e cantate il suono U in un tono grave il più a lungo possibile. Sentite le sue risonanze in fondo alla schiena, a livello del basso ventre, ma anche nella testa. Mantenendo il suono U, aggiungete le vocali A-E-I-O che andranno ad unirsi al vostro bordone continuo. La vocale U contiene il canto degli altri suoni delle vocali e i suoi effetti armonizzanti si prolungheranno ben oltre la vostra sperimentazione.

LA VOCALE E (chiusa): dinamizzare la sessualità
La E chiusa risuona a livello dell’apparato genitale, dei reni e della vescica. Questa vocale esprime la continuità, la trasformazione eterna, la fonte della vita. Essa stabilisce una relazione equilibrata con il corpo fisico e armonizza il rapporto di coppia. Ha una corrispondenza energetica con il secondo chakra. Emettete la vocale E senza che la volontà intervenga. Sentite come risuona a livello del basso ventre, delle ghiandole sessuali e dei reni. Essa fluisce armoniosamente e vi ricarica. Affrontate la vita con maggiore calma e serenità.

LA VOCALE E aperta: controllare le emozioni e renderle positive
La È libera la mente e agisce sulle “grida del vostro corpo”, conseguenza delle vostre tensioni e delle vostre emozioni perturbatrici. L’organismo si difende dai cattivi umori e dalla collera secernendo ormoni di difesa come l’adrenalina che agisce in modo particolare sul ritmo cardiaco e sulla pressione arteriosa. Se i vostri accessi collerici sono frequenti, tutto il metabolismo ne risulta modificato: appaiono spasmi, dolori. muscolari, mal di schiena, disturbi digestivi ed emicranie. All’avvelenamento mentale si aggiungono le tossine e se questo stato di intossicazione si stabilizza, il terreno diventa favorevole per l’instaurarsi della malattia. E’ bene “vuotare” questo eccesso di vibrazioni negative attraverso la respirazione profonda e il suono della E che entra in corrispondenza del terzo chakra (appena sotto l’ombe-lico) , il plesso solare (sterno) e il pancreas.
Nel silenzio, ascoltate la vocale È nel vostro intimo. Essa purifica, lenisce, infonde cure materne poiché la sua natura femminile vi permette di portare tutta la vostra attenzione sull’essere, di riconnettervi con lo spazio vergine, puro che risiede dentro di voi.  Cantando la È, focalizzatevi su un punto situato sotto l’ombelico e pensate alle onde circolari provocate dall’impatto di una pietra sulla superficie dell’acqua. Rimanete centrati sull’esatta posizione in cui la pietra cade e trascurate i cerchi nell’acqua che raggiungono le rive opposte. Fate lo stesso nella vostra vita: attenetevi all’essenziale.
E: mantenere la padronanza di sé

LA VOCALE I: aprire il cuore e aprirsi al mondo
La vocale I favorisce l’innalzamento delle energie al cuore e, temperando l’influenza dell’ego, promuove un sentimento di compassione verso gli altri. Il suo glifo evoca l’immagine della colonna, dell’asse, della Via di Mezzo e, molto concretamente, quando inspirate a fondo percepite con intensità l’energia vitale che parte dalla base della schiena e sale formando “un nodo a livello del cuore”, poi prosegue la sua ascensione fino alla sommità della testa. La risonanza della vocale I viene avvertita in tutta la zona cardio-polmonare, in corrispondenza del quarto chakra e del timo. Ma questo suo-no incarna anche il riso. Ridete dunque più spesso e relativizzate l’impor-tanza degli avvenimenti. Riportateli alla loro effettiva scala di valori, microcosmica in rapporto all’universo.
Cantate la I sorridendo, un sorriso simile a quello del clown che nasconde sotto la maschera i suoi piccoli problemi personali per meglio trasmettere gioia a chi gli sta intorno. Intonate questo suono con dolcezza, con benevolenza poiché esso esprime la vostra volontà di progredire in tutto ciò che intraprendete e di aprirvi agli altri.

LA VOCALE A : Liberare la capacità espressiva e comunicare meglio
La vocale A favorisce gli stati di calma, di pace e serenità. Essa risuona a livello della gola e regolarizza la tiroide. Agisce sui blocchi della voce e reintegra la capacità espressiva. La voce è uno strumento fantastico, ma soggiace al nostro stato d’animo fisico e mentale, ai nostri umori. Pertanto il suono A va privilegiato sia dal cantante, sia dall’individuo che presenta difficoltà nella comunicazione. Bisogna aver cura di emettere il suono A nasalizzandolo leggermente e distendendo bene la mascella inferiore e il volto. La vocale A è in relazione al quinto chakra.
1) Create mentalmente la vocale A nello spazio. Da un punto luminoso che si viene a formare in cielo, visualizzate l’apparizione di due raggi che discendono sulla terra. L’ orizzonte è una linea che li attraversa da parte a parte, in tal modo riunendoli. La vocale A così sagomata rende perfette le sue fondamenta poiché si appoggia simbolicamente all’elemento terra e, grazie ai suoi due raggi, può essere considerata un’emanazione del cielo.
2) Ora cantate la vocale A affinché si instauri nella vostra gola, si costruisca un “corpo”, una vibrazione per trasmettervi quel qualcosa d’indefinibile che vi tocca nel profondo dell’animo. Con questo suono rinascete e il nodo che ostacolava la vostra voce in ultimo si scioglie. Sentite come la voce si libera e comincia ad espandersi. Cantare la A è un po’ come aprire il proprio compasso di luce allar-gandolo sempre più fino ad includere gli esseri che vi circondano.
Consiglio pratico: quando sentite un blocco a livello della gola, un’impossibilità ad emettere un suono, cantate il suono HA insistendo sull’H aspirata e rientrando il ventre ad ogni espirazione sonora. Visualizzate la gola e le corde vocali e cancellate tutti i “veli oscuri” che le avvolgono e che rappresentano le vostre paure, le emozioni e i pensieri inespressi, fino al momento in cui sentite che la zona della laringe inizia a liberarsi.

LA VOCALE O: dare una nuova direzione alla propria vita
La vocale O è simile al tunnel che le vostre labbra formano quando la cantate. È una vocale di passaggio, di trasformazione. Vibra a livello della fronte nella sede del sesto chakra, tra le due sopracciglia, ma le sue risonanze vengono avvertite in tutta la testa. Cantare la O è come cantare l’OM poiché, chiudendo la bocca, create una vibrazione nasale in modo del tutto naturale: O MMM. Il simbolismo della O evoca certamente il cerchio, la perfezione, il punto da raggiungere nello spazio. Questo ideale da perseguire si manifesta ogni giorno nella vostra vita quotidiana attraverso i riti di passaggio che effettuate spesso inconsciamente: un libro che vi capita tra le mani, un incontro imprevisto, una variazione di itinerario che cambiano impercettibilmente il corso della vostra esistenza.
Cantate la vocale O protendendo le labbra in avanti. Sentite la sua forza che si concentra in un punto situato tra le due sopracciglia e che si irradia fino al centro della testa. Visualizzate una luce bianchissima che vi acquieta, vi apre ad altre percezioni. Quando state finalizzando un lavoro o vi trovate di fronte ad una svolta decisiva della vostra vita, fate vibrare dentro di voi la vocale O che completa un ciclo particolare e vi sospinge già in un altro.

LA VOCALE I (acuta): realizzarsi
Alcune ricerche condotte con l’aiuto dei miei allievi sulle risonanze del corpo han-no messo in evidenza che il suono I emesso nel suo tono acuto vibra alla sommità del cranio e che l’attività dell’epifisi (ghiandola pineale) ne risulta stimolata. Ricordiamo che questa ghiandola endocrina secerne ormoni come la doparnina, così importante per la nostra psiche e la costruzione delle immagini mentali. Cantando i suoni I-0 in un registro acuto, si avverte effettivamente che la risonanza si sposta dalla sommità del cranio alla fronte. Questa esperienza sulla potenza dei suoni delle vocali acuisce la nostra percezione psichica e favorisce i viaggi interiori. Questa I in tono acuto non può non richiamare alla mente il suono HRI appartenente al buddismo tibetano e il punto di apertura che, secondo la tradizione, permette al-l’anima di uscire dalla porta della fontanella. Nello yoga, la sommità del cranio corrisponde all’estremità del canale centrale Sushumma e al settimo chakra che “risplende al di sopra della testa”. Sarà pertanto utile intonare la I acuta se si desidera stimolare l’attività cerebrale e risvegliare le proprie capacità parapsichiche.
Focalizzate l’attenzione sulla sommità del cranio. Tutto il vostro corpo tende verso il cielo, come sospeso da un filo invisibile che si prolunga nello spazio. Sentite anche l’energia che sale lungo la vostra spina dorsale. Intonate la I in tono acuto. Lasciate che la vocale si stacchi da voi come una bolla di sapone, la bocca aperta e ben rilassata. Ora cantate le vocali I-0 e vivete questa combinazione di suoni come una “doccia mentale” che vi purifica a tutti i livelli.
     http://www.andreadiletti.it/blog/?p=1604

CORRELATI:
PSICOBIORISONANZA: IL TAO DELLA VOCE
PAROLE CHE CURANO

venerdì 24 gennaio 2014

Psicobiorisonanza: il Tao della Voce

Il termine composito “psicobiorisonanza” sta ad indicare i complessi effetti della risonanza della voce umana nelle proprie strutture psichiche e fisiologiche

Psicobiorisonanza: il Tao della Voce Francesca Romano - 22/01/2014
La Psicobiorisonanza ripercorre un’antica Via, Tao per gli orientali, che utilizzando la vocalità porta a riappropriarsi delle sonorità della propria voce e delle connesse risonanze corporee, per conseguire una maggiore sicurezza di sé insieme alla propria identità dissolta o velata.

Il termine composito “psicobiorisonanza” sta ad indicare i complessi effetti della risonanza della voce umana nelle proprie strutture psichiche e fisiologiche. È dall’osservazione pratica infatti che si rileva, senza smentite, che esiste un sorprendente influsso delle proprie sonorità sugli equilibri psico-fisici della persona. È soltanto agli inizi invece la ricerca scientifica atta a spiegare e a dimostrare tali fenomeni, ben noti nell’antichità, che superando la pura sfera delle interazioni fisiche e meccaniche irrompono nell’impalpabile campo degli equilibri mentali e psichici dell’essere pensante.

Ciò che al riguardo possiamo spiegarci in termini fisiologici è presto detto. La voce risiede in una scatola posta nel collo ed è collegata al resto del corpo attraverso fasci muscolari. La scatola risuona quando le corde vibrano e vibra tutto il corpo come cassa di risonanza. Da queste vibrazioni prende l’avvio quel processo di auto-ascolto e di percezione corporea così necessario all’accordatura del corpo/strumento.

Quanto al salto dal benessere fisiologico all’equilibrio della mente e della psiche, la scienza non ha ancora detto una parola finale, come s’è detto. Sono in molti tuttavia a intuire che tale salto debba esistere e debba essere provato. Beethoven ad esempio scriveva: "la vita assomiglia al vibrare delle note e l’individuo a uno strumento a corde… Se l’individuo non ha l’intonazione giusta non può risuonare con ciò che lo circonda".

Tutto quanto esposto fin qui appartiene alla riflessione e agli approfondimenti teorici che ho voluto effettuare a seguito di sorprendenti risultati positivi riscontrati nella esercitazione pratica.

Nella mia pluridecennale esperienza di studio della musica e del bel canto e nella parallela attività di perfezionamento della voce svolta a beneficio di molti allievi, avevo registrato inattesi e duraturi risultati lusinghieri del superamento di difficoltà vocali e psicologiche attraverso l’ascolto della propria voce seguendone l’espansione sonora in tutte le parti del corpo.
Iniziazione alla Voceterapia
La voce educa la mente
Per utilizzare tale pratica occorre dapprima imparare ad ascoltare la propria voce. Esercizio inusuale; anche perché a se stessi risulta diversa da quella che conoscono gli altri. Quale sorpresa quando la si ascolta la prima volta registrata! In effetti la ascoltiamo dal di dentro del corpo/strumento che risuona; al di fuori acquista altre colorazioni, altri timbri sonori. Imparando ad ascoltarla si può riuscire ad affinare o ad accordare meglio lo strumento che la emette.

Occorre dunque una tecnica, provvista di esercizi pratici, che faccia da guida per ripercorrere l’antica Via che può aiutare a conoscersi fino a superare imperfezioni e freni della voce.

Gli esercizi da me sperimentati e proposti compongono un metodo che utilizza la voce cantata. Praticando con gradualità l’emissione della voce cantata si riesce ad accendere i circuiti neuro fisiologici e, mentre il corpo canta, la mente si abbandona; si prende possesso della propria fisicità vibrante messa in risonanza con ciò che ci circonda. Il canto diviene azione gratificante e finanche psicoterapeutica e terapeutica secondo alcuni autori.

Il metodo della Psicobiorisonanza da me messo a punto e pubblicato in un volume sulla voce-terapia (1) è stato utilizzato dalle persone e per le esigenze più varie ottenendo risultati sempre buoni, talvolta eccellenti, in alcuni casi strabilianti e inattesi. L’esercizio costante di tale pratica, gradualmente guidata al raggiungimento di emissioni sempre più libere del proprio tono vocale, ha permesso a cantati lirici di perfezionare il loro talento, a professionisti della parola (attori, speakers, docenti, manager) di migliorare la tenuta e le prestazioni della voce, a non professionisti di smussare o eliminare imperfezioni e impedimenti fino al superamento del mutismo addirittura (2).

Ciò non sorprenda, giacché recenti ricerche e studi condotti negli Stati Uniti indicano la voce cantata come terapia anche nei casi di dislessia, di autismo, di morbo di Alzheimer e di Parkinson. In tali studi si ipotizza che le nostre funzioni mentali, emozionali e sensoriali siano codificate nella voce in modo predefinito, come lo sono le informazioni genetiche nei nostri geni.

Il mio metodo, come accennavo più sopra, utilizza la voce cantata. L’essenza della pratica propone una serie di esercitazioni basate sull'emissione dei suoni delle vocali, vocalizzi, secondo una singola nota musicale o eseguendo arpeggi cantando intervalli di terza e quinta maggiore. Per poter comprendere appieno l’estensione della risonanza di ciascuna vocale – e ognuna di esse raggiunge in maniera diversa le parti del corpo – il canto va accompagnato da corrette posture, movimenti come di danza, tensione dell’udito, ed altro, fino al coinvolgimento di tutto il corpo.

Mano a mano che ci si va appropriando della voce emessa, si avvertono e riconoscono le risonanze provocate da quel suono nelle varie cavità e strutture corporee. Ovviamente ogni individuo dovrà accordare il proprio strumento a quelle tonalità, frequenze e vibrazioni che risultano a lui maggiormente affini e in sintonia. Compito di chi guida è indicare le modalità, percepire i punti di forza e di debolezza, e stabilire i tempi e le tecniche con cui raggiungere con gradualità la consapevolezza e la padronanza sia delle corde (voce) che di tutto lo strumento (corpo).

Solo dopo aver fatta conoscenza con la propria voce e delle potenzialità insite nelle sue risonanze può avvenire il “salto” di cui si diceva più sopra: la propria voce oltre a procurare un senso di benessere fisico, avendo sciolto nodi e freni fisiologici che la inibivano, farà presto avvertire un nuovo benessere non facile da descrivere, una libertà di mente e di spirito, quasi un sollievo o leggerezza psichica mai sperimentati in precedenza.

In conclusione posso affermare che la voce che canta è una via che riconduce a sé e la si può utilizzare come via di fuga anche dai malesseri e come colonna sonora della propria identità e unicità.

Note
(1) F. Romano, Iniziazione alla Voce-terapia. La voce educa la mente e il corpo canta, Edizioni Mediterranee, Roma 1910, ristampa 2013, pp. 159. (2) Numerose testimonianze in proposito sono riportate nell’op.cit., pp. 105-142.

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