... La coscienza si può cristallizzare nel passato, nella
rappresentazione interna di episodi non gestibili altrimenti …
La coscienza si può cristallizzare nel futuro, mediante
l’immaginazione automatica di situazioni diverse dalla realtà …
Ancora, la coscienza si può congelare in una credenza:
idee politiche, scientifiche, religiose, psicologiche etc. possono influenzare
pesantemente uomini e popoli, alterandone la capacità di esprimere il loro
pieno potenziale.
Logosintesi è il mezzo per riportare tutto al tempo ed al
luogo giusti, ovvero in allineamento con l’Essenza. ...
Per capire che cos'è la logosintesi partiamo dalla prima affermazione:
“Recupero tutta la mia energia legata a
questo ricordo, e la riporto nel posto giusto in me stesso/a”.
Un individuo che
pronunci questa frase dopo aver focalizzato un ricordo doloroso, molto
probabilmente farà un’esperienza memorabile.
Le caratteristiche sensoriali della scena tenderanno a
mutare, facendosi sempre meno definite. Le reazioni corporee ed emotive al
ricordo, quali tensione, rabbia, paura, dolore saranno sempre meno evidenti, ed
in taluni casi scompariranno come neve al sole. Magia?
Per qualcuno potrebbe sembrarlo, invece trattasi
di logos syn thesis ovvero riunire mediante le parole: si richiama quel
frammento del sé che si era “staccato” al momento dell’evento doloroso e che
era rimasto letteralmente congelato nello spazio e nel tempo, dando luogo ad
una sorta di enclave energetica.
Nel 2005 il Dr. Willem Lammers, psicoterapeuta con
esperienza clinica ultratrentennale, ha fatto una serie di scoperte che l’hanno
condotto ad ideare un nuovo modello di auto-aiuto e di cambiamento guidato:
Logosintesi.
Il metodo della Logosintesi
Le radici di questo metodo affondano nelle viscere della
storia umana, in tempi nei quali lo sciamano era considerato il punto di
riferimento del villaggio per le sue capacità di interagire con il mondo del
sovrasensibile. Tra le varie culture sciamaniche troviamo un’idea comune a varie
latitudini: un evento traumatico crea un “frammento d’anima”, una scheggia di
coscienza che si separa e si isola dal tutto per gestire l’evento e le sue
conseguenze. Uno dei ruoli dello
sciamano è quindi quello di aiutare il sofferente, mediante specifici
rituali, nel recupero di quel frammento
così che la sua consapevolezza possa tornare (un po’ più) intera. Inoltre,
spetta sempre all’uomo di medicina la cacciata degli spiriti maligni (leggi:
energia estranea) dalla coscienza dell’individuo.
“Allontano tutta l’energia estranea collegata a questo
ricordo, da tutte le mie cellule, dal mio corpo e dal mio spazio personale, e
la rimando nel luogo e nel tempo a cui realmente appartiene”.
Gli elementi percettivi dell’esperienza dolorosa, che il
soggetto ha inconsciamente trattenuto, vengono finalmente rilasciati in seguito
all’enunciazione di questa frase. L’energia di persone, luoghi, idee, credenze
viene restituita in flusso al legittimo “proprietario”, favorendo un
sostanziale riequilibrio ed una ulteriore presa di coscienza. La frase di
allontanamento costituisce il punto due del processo di Logosintesi, ed è
spesso risolutiva senza essere vanamente consolatoria.
Diversamente da
approcci che cercano di compensare un vissuto doloroso mediante la
reinterpretazione cognitiva, Logosintesi prevede il ripristino della coscienza
(energia) allo stato fluido, ovvero alla possibilità di rispondere alla vita
nei modi più efficaci. Nessun giudizio, nessuna comparazione: dato l’evento X
rimasto cristallizzato nell’orizzonte spazio-temporale, si utilizza il potere
della parola per recuperare il frammento del sé che si è staccato dalla
coscienza
(dissociazione), e per allontanare ciò che non appartiene ed è rimasto come un
ologramma nello spazio personale (introiezione).
A partire dall’accadimento di X e della sua
cristallizzazione, l’individuo inizia a reagire ad esso mediante emozioni,
sintomi fisici e azioni, che possono coagularsi in schemi cognitivi e
comportamentali. Talvolta queste reazioni vanno avanti per anni (si pensi al
disturbo post traumatico da stress) e continueranno a farlo fino a quando nella
rappresentazione dell’evento non sia stato ripristinato il flusso.
Ecco allora la terza frase di Logosintesi:
“Recupero tutta la mia energia legata a tutte le mie
reazioni a questo ricordo, e la riporto al posto giusto in me stesso/a”.
Dopo l’enunciazione di queste parole il soggetto, che già
aveva trovato sollievo dalla vaporizzazione dell’evento, può smettere di
reagire ad esso
(anche se lo faceva da mesi o anni) realizzando una verità facile da afferrare
cognitivamente solo se la parte più arcaica del cervello è liberata. L’evento appartiene al passato, tuttavia la
sua traccia (che è stata bonificata grazie alle prime due frasi) veniva reiterata continuando così a
generare reazioni inutili e spesso dannose. L’individuo ha così elaborato
qualcosa fino ad allora indigesto, ha smesso di reagire in modo meccanico ad un
evento del passato ed ha a disposizione il suo potenziale di consapevolezza
(che varia da persona a persona) per poter vivere il presente.
I quattro principi
della Logosintesi
La Logosintesi è strutturata su quattro principi
fondamentali che illustrano l’origine della sofferenza umana, il modo con il
quale si perpetua ed una via per uscirne.
1. La sofferenza deriva da una perdita di contatto con l’Essenza, la
natura spirituale dell’essere umano.
2. Introiezioni e parti dissociate creano e mantengono questo stato di
disconnessione.
3. Introiezioni e parti dissociate sono ologrammi congelati presenti
nello spazio di percezione.
4. Il potere della parola permette di dissolvere questi ologrammi,
riportando l’energia in flusso.
La possibilità di manifestare la coscienza è il tratto
peculiare dell’essere umano. Possiamo definirla come la capacità di comprendere
ciò che accade, oltre che ad influenzarlo. La coscienza varia in base all’età,
alle esperienze pregresse, alle caratteristiche genetiche ed alle memorie
genealogiche, alle attitudini e alle abitudini cognitive e comportamentali.
Inoltre, la consapevolezza cambia anche in base ai periodi, alle fasi della
vita, alle situazioni contingenti ed a chissà quanti altri possibili fattori di
influenza. La tendenza è quella di una evoluzione della coscienza partendo
dalla nascita (o dal concepimento?) fino all’età adulta. Ciò che può turbare un
bambino è spesso fonte di ilarità per un adulto.
Basato sulla
fisica quantistica, la medicina tradizionale cinese e le ricerche della biologa
Sharry Edwards (scienziata dell’anno nel 2001)
Finalmente arriva in
Italia l’innovazione che ha individuato
e aiutato 12.560.300 persone a sconfiggere 620 malattie, attraverso
l’uso di speciali frequenze curative
Mal di schiena,
Depressione e Ansia, Sclerosi Multipla e altri piccoli e grandi disturbi fisici
mentali ed emotivi diagnosticati senza T.A.C. risonanza magnetica, radiografia,
ecc. e scomparsi senza interventi chirurgici o terapie invasive
di
Donato Panaccio
Il più potente strumento di diagnosi è sempre stato
sotto i nostri occhi ma solo oggi riusciamo a comprenderne i prodigi e a
sfruttarne le proprietà di guarigione.
Ti sto parlando del potere della tua voce.
Riflettici un attimo…
Quante
volte ti è capitato di parlare con un amico al telefono e chiedergli: “Cos’hai?
Hai una voce strana”.
Sono
certo che sai riconoscere quando una persona è felice, dalla sua voce
squillante.
Oppure
quando è triste, dalla voce bassa e monotona.
Quando
è raffreddata, dalla voce nasale e cupa.
Se
ha problemi alle corde vocali, la voce potrebbe essere rauca o debole.
Tutti
questi esempi ci dicono che la
nostra voce riflette i nostri stati emotivi, psichici e persino le nostre
condizioni di salute.
Tutto
questo è noto fin dall’antichità. Ciò che è sempre mancato è la tecnologia appropriata
per sfruttare il potere curativo della nostra voce.
Cioè
quella tecnologia in grado di:
1.raccogliere le migliaia di informazioni al
secondo
che la nostra voce ci da sul nostro stato di salute, energetico, fisico,
mentale ed emotivo.
2.trasformare queste informazioni in un
quadro chiaro e completo che ci permetta di capire quali problemi
abbiamo a livello osseo, muscolare, emotivo, psichico e persino a livello
molecolare e cellulare.
Almeno
fino ad oggi.
O
meglio, fino a 23 anni fa, da quando Sherry Edwards ha reso disponibile un metodo e una tecnologia basata
sulla fisica quantistica e la medicina tradizionale cinese, il
Vibrational Retraining, che ha permesso di aiutare le persone ad
eliminare:
malesseri
fisici lievi (mal di schiena, emicrania, ernie, ecc.)
disturbi della
sfera mentale ed emotiva (ansia, stress, depressione, attacchi di panico,
ecc.)
Non ti sembra assurdo che il Vibrational Retraining sia
più efficace di tutta la tecnologia sviluppata negli ultimi 120 di storia della
medicina moderna?
Come
è possibile aiutare a guarire malattie così gravi solo analizzando la voce e
ascoltando delle frequenze benefiche?
Procediamo
con ordine.
Innanzi tutto, perché la voce contiene tutte queste
preziose informazioni?
Pensa alla tua voce come un pianoforte. Ogni frase,
parola, sillaba e suono che pronunci corrisponde ad un tasto del pianoforte e
quindi ad una nota musicale.
Hai
mai aperto un pianoforte?
Dentro
ci sono due o più corde collegate ad un tasto che ne permettono il suono.
Se
premi il tasto del LA, le corde corrispondenti a quel tasto vibrano e producono
il suono del LA.
Se
premi il tasto del DO, le corde corrispondenti a quel tasto vibrano e producono
un suono diverso da quello del LA. Quello del DO appunto.
Qual
è la differenza tra il DO e il LA allora?
Solamente
una: la frequenza a cui vibrano le corde.
Allo
stesso modo, le tue
corde vocali vibrano ad una certa frequenza ed emettono dei
suoni riconducibili a un DO, LA, MI, ecc.
Tornando
al pianoforte, possiamo
affermare che le note sono prodotte dalle corde e dai tasti, giusto?
Sbagliato!
O
perlomeno è incompleto.
Anche
il materiale e la forma di cui è fatto il pianoforte è importante. Così come
gli anni di utilizzo del pianoforte, il suo stato di conservazione, l’umidità a
cui è sottoposto, e altri fattori.
Ad
esempio, il suono del LA di un pianoforte a coda, rispetto a un pianoforte a
muro è completamente diverso. (E questo i musicisti lo sanno molto bene.)
Oppure,
pensi che un pianoforte nuovo di fabbrica abbia lo stesso suono di uno di 50
anni senza manutenzione?
Così è la nostra
voce. Non dipende solo
dalla frequenza delle nostre corde vocali ma da tutto il nostro corpo.
Una
stessa persona, quando è giovane avrà un certo tipo di voce che cambia
completamente quando diventa anziana.
Questo è dovuto al fatto che cambia la costituzione del
corpo e questi cambiamenti si avvertono puntualmente nel suono delle nostre
corde vocali (come per il pianoforte).
Quindi,
le frequenze della
nostra voce sono lo specchio dello stato di salute del nostro corpo.
Perché sono così importanti le frequenze della voce (e
le frequenze in generale)?
Questa
è una domanda interessante e la risposta è altrettanto affascinante.
Senza
andare troppo sul tecnico, devi sapere che la fisica quantistica, già agli
inizi del ‘900 ha dimostrato che tutto
ciò che ci circonda emette una frequenza e questo è vero sia
per quello che vediamo (frequenze visive) e che ascoltiamo (frequenze sonore) e
sia per tutto il mondo intangibile come i sentimenti e i pensieri.
Gli
oggetti, le molecole, le cellule, gli atomi, le medicine, gli integratori, i
cibi, l’amore, la gioia, la tristezza, i ricordi…
…
tutto questo emette una frequenza.
Anche ogni parte del corpo, quindi, emette una
frequenza
E
le frequenze della voce non solo sono lo specchio dello stato di salute del
corpo, sono proprio lo specchio
delle frequenze del tuo corpo.
Tutte
le frequenze sono state misurate con strumenti come l’oscilloscopio o il
frequenzimetro e si è scoperto che le frequenze dell’universo vanno da 0,1 a 53 giga HZ.
Secondo
la “teoria del BIG BANG”, quando si è generato l’universo la frequenza era
proprio 53 giga HZ.
Non tutte le frequenze sono frequenze di vita.
Ad
esempio i raggi X, quelli usati per le radiografie mediche, emettono frequenze
altissime che fanno male al nostro organismo.
Per
questo, i medici ci pensano 2 volte prima di sottoporti ad una radiografia.
Altre
frequenze, invece, come quelle della luce visibile, fanno molto bene alla vita
e a noi uomini.
Pensa
ad esempio, alle piante che grazie alla luce possono attivare il processo di
fotosintesi clorofilliana e crescere e darci nutrimento.
Oppure
pensa a quanto ti senti in pace e rilassato dopo una passeggiata al sole,
invece che sotto la pioggia.
Il nostro corpo, quindi, per stare bene ha bisogno di
determinate frequenze buone mentre deve evitarne altre che sono dannose.
Non
solo.
Ciascuno di noi nasce con un insieme di frequenze che
lo fanno stare in armonia.
Quindi,
alla nascita tutti
siamo in perfetto equilibrio, ciascuno a modo proprio.
Il Canto delle Vocali è lo
strumento più utile e il più veloce disponibile attualmente sul pianeta, per
elevare la frequenza vibratoria del vostro corpo umano.
I suoni coscienti agiscono sulla
materia: elevano la frequenza vibratoria del corpo umano e accelerano la
trasmutazione cellulare, che è la base dell’evoluzione dell’umanità.
Il Canto delle
Vocali è lo strumento più utile e il più veloce disponibile
attualmente sul pianeta, per elevare la frequenza vibratoria del vostro corpo
umano. Questo Canto, praticato tutti i giorni, vi permetterà di aggiustare la
vostra frequenza vibratoria con quella del pianeta, assicurando la vostra
sopravvivenza energetica, grazie alla trasmutazione cellulare rapida.
Il Canto delle
Vocali non è un canto melodioso: deve risvegliare le vostre
cellule. Va eseguito con il corpo intero (fisico ed energetico), con
determinazione e con l’obbiettivo di disturbare la materia. In questo
lavoro, ogni vocale gioca un ruolo ben preciso; ogni vocale è una “specialista”
che viene a compiere un lavoro particolare in voi attraverso la sua vibrazione.
Curarsi con i suoni delle vocali
Ogni vocale ha una sua specifica
frequenza.
Quando cantate la A, poi la U, sentite che questi due suoni non risuonano nel
vostro corpo nello stesso posto. La prima viene avvertita a livello della gola
– Nel Taoismo, la vocale HE viene posta a livello del cuore ( o secondo la
fonetica utilizzata: HA), ma si tratta di un suono soffiato piuttosto che
cantato. Nell’Hatha Yoga, il bìja-mantra Ham
corrisponde al chakra laringeo , la seconda vibra alla base della spina dorsale
e nel basso ventre. Su un piano
emotivo, ciascuna vocale induce uno stato d’animo differente, la E acquieta
laddove la I è più incisiva. Associato alla consonante che
possiede ugualmente una sua particolare tónalità, il suono della vocale — o la
sua combinazione — agisce contemporaneamente sul piano fisico, energetico e mentale.
Non per nulla da tempi immemorabili si parla del canto delle vocali, della
potenza degli incantesimi magici, del potere del Verbo . Oggigiorno, con
l’ausilio di strumenti scientifici, si localizza con precisione la risonanza di
ogni vocale nel corpo e le si associa una frequenza. Stando alle mie ricerche, la O e la E vibreranno
rispettivamente a 427 Hz (l’OM universale) e 288 Hz. I suoni
delle vocali che utilizzerete appartengono a differenti tradizioni, sia
orientali sia occidentali, e lo scopo non è semplicemente quello di
trasmettervele sotto forma di ricette per la salute, ma di farvi penetrare nei
segreti del suono; nella straordinaria capacità di trasformazione contenuta in
ogni vibrazionè0 canto delle vocali presenta una grande facilità nella messa in
pratica e i suoi effetti vengono rapidamente avvertiti. Il semplice fatto di
intonare le vocali A-E-I-O-U deve rendervi consapevoli della loro rispettiva
collocazione all’interno del vostro corpo, ma anche dei suoni armonici che
fuoriescono naturalmente ad ogni cambio di vocale.
Autoguarigione mediante la voce
Ora sperimenterete i suoni delle vocali attingendo dalle
loro sane vibrazioni tutti i benefici che potete attendervi. Cantate ciascuna
vocale — o combinazione di vocali — sul suono che vi verrà spontaneamente, che
sgorgherà da voi, svincolato dall’intelletto. Ogni essere umano possiede la sua
gamma personale a partire dalla nota base fondamentale, dalla sua “tastiera”
vibratoria, e sceglie nel suo campionario di sfumature sonore le vibrazioni di
cui abbisogna. A tal scopo è necessario mollare la presa ed è evidente che ( il
primo suono emesso, la mattina per esempio, sarà il più significativo della
vostra nota personale poiché in esso sarà contenuto il canto del vostro lato
inconscio, del vostro sonno profondo: l’Io che ha viaggiato nei differenti
stati di coscienza.) Tuttavia, in un qualsiasi momento della giornata, se
avete cura di fare il vuoto mentale effettuando parecchie respirazioni
profonde, potrete riconnettervi a questo aspetto spontaneo del suono. Intonando
con regolarità i suoni delle vocali, osserverete i loro effetti tanto sul piano
fisico quanto su quello mentale, che vi procureranno ispirazione e saggezza
nella vita. Avrete in tal modo fondato, mediante l’utilizzo dei suoni e
l’igiene di vita che l’accompagna, un terreno vibratorio positivo sul quale la
malattia e gli innumerevoli problemi della vita quotidiana avranno poca
influenza e poche conseguenze irrimediabili.
Consiglio pratico: Scegliete uno o
due suoni per volta. Non provateli tutti insieme. Prolungate più che potete il
canto di ciascuna vocale al fine di far emergere l’armonica che, con la sua
frequenza acuta, agirà ad un livello vibratorio elevato.
LA VOCALE U: radicarsi meglio
La vocale U ha la caratteristica di riunire gli estremi. È
in primo luogo un suono di radicamento, di centratura alla terra, che vibra
alla base della spina dorsale e nel basso ventre. Prolungando il suono si
percepiscono le armoniche che “cantano” nella testa. Associata a certe
consonanti come la S o la W — come SU o WU — questa vocale produce dei suoni
estremamente potenti. Per la sua forma simbolica, la vocale U è il crogiolo
della vita. Rappresenta l’unione dei lati opposti, del maschile e del
femminile, come i due poli di un magnete. Il suono U vi radica maggiormente
alla terra e, attraverso le sue armoniche, vi pone ad un livello di coscienza
molto elevato. Rappresenta contemporaneamente le radici del vostro albero della
vita e la cima del suoi rami più alti. Le sue vibrazioni inducono degli stati
emotivi caratterizzati dalla gravità e dalla dolcezza. La U è utilizzata nel
canto prenatale poiché le sue risonanze nel grave si propagano attraverso le
ossa fino al bacino e, grazie alla voce della madre, stabiliscono una
comunicazione con il feto. In generale, la U è una vocale armonizzante sia a
livello relazionale, sia fisico: Le sue vibrazioni sono in relazione al primo
chakra e alle ghiandole surrenali.
Inspirate a fondo e cantate il
suono U in un tono grave il più a lungo possibile. Sentite le sue risonanze in
fondo alla schiena, a livello del basso ventre, ma anche nella testa.
Mantenendo il suono U, aggiungete le vocali A-E-I-O che andranno ad unirsi al
vostro bordone continuo. La vocale U contiene il canto degli altri suoni delle
vocali e i suoi effetti armonizzanti si prolungheranno ben oltre la vostra
sperimentazione.
LA VOCALE E (chiusa): dinamizzare
la sessualità
La E chiusa risuona a livello dell’apparato genitale, dei
reni e della vescica. Questa vocale esprime la continuità, la trasformazione
eterna, la fonte della vita. Essa stabilisce una relazione equilibrata con il
corpo fisico e armonizza il rapporto di coppia. Ha una corrispondenza
energetica con il secondo chakra. Emettete la vocale E senza che la volontà
intervenga. Sentite come risuona a livello del basso ventre, delle ghiandole
sessuali e dei reni. Essa fluisce armoniosamente e vi ricarica. Affrontate la
vita con maggiore calma e serenità.
LA VOCALE E aperta: controllare le
emozioni e renderle positive
La È libera la mente e agisce sulle “grida del vostro
corpo”, conseguenza delle vostre tensioni e delle vostre emozioni
perturbatrici. L’organismo si difende dai cattivi umori e dalla collera
secernendo ormoni di difesa come l’adrenalina che agisce in modo particolare
sul ritmo cardiaco e sulla pressione arteriosa. Se i vostri accessi collerici
sono frequenti, tutto il metabolismo ne risulta modificato: appaiono spasmi,
dolori. muscolari, mal di schiena, disturbi digestivi ed emicranie.
All’avvelenamento mentale si aggiungono le tossine e se questo stato di
intossicazione si stabilizza, il terreno diventa favorevole per l’instaurarsi
della malattia. E’ bene “vuotare”
questo eccesso di vibrazioni negative attraverso la respirazione profonda e il
suono della E che entra in corrispondenza del terzo chakra (appena sotto
l’ombe-lico) , il plesso solare (sterno) e il pancreas.
Nel silenzio, ascoltate la vocale È nel vostro intimo.
Essa purifica, lenisce, infonde cure materne poiché la sua natura femminile vi
permette di portare tutta la vostra attenzione sull’essere, di riconnettervi
con lo spazio vergine, puro che risiede dentro di voi. Cantando la È,
focalizzatevi su un punto situato sotto l’ombelico e pensate alle onde
circolari provocate dall’impatto di una pietra sulla superficie dell’acqua.
Rimanete centrati sull’esatta posizione in cui la pietra cade e trascurate i
cerchi nell’acqua che raggiungono le rive opposte. Fate lo stesso nella vostra
vita: attenetevi all’essenziale.
E: mantenere la padronanza di sé
LA VOCALE I: aprire il cuore e
aprirsi al mondo
La vocale I favorisce l’innalzamento delle energie al
cuore e, temperando l’influenza dell’ego, promuove un sentimento di compassione
verso gli altri. Il suo glifo evoca l’immagine della colonna, dell’asse, della
Via di Mezzo e, molto concretamente, quando inspirate a fondo percepite con
intensità l’energia vitale che parte dalla base della schiena e sale formando
“un nodo a livello del cuore”, poi prosegue la sua ascensione fino alla sommità
della testa. La risonanza della vocale I viene avvertita in tutta la zona cardio-polmonare,
in corrispondenza del quarto chakra e del timo. Ma questo suo-no incarna anche
il riso. Ridete dunque più spesso e relativizzate l’impor-tanza degli
avvenimenti. Riportateli alla loro effettiva scala di valori, microcosmica in
rapporto all’universo.
Cantate la I sorridendo, un sorriso simile a quello
del clown che nasconde sotto la maschera i suoi piccoli problemi personali per
meglio trasmettere gioia a chi gli sta intorno. Intonate questo suono con
dolcezza, con benevolenza poiché esso esprime la vostra volontà di progredire
in tutto ciò che intraprendete
e di aprirvi agli altri.
LA VOCALE A : Liberare la capacità
espressiva e comunicare meglio
La vocale A favorisce gli stati di calma, di pace e
serenità. Essa risuona a livello della gola e regolarizza la tiroide. Agisce
sui blocchi della voce e reintegra la capacità espressiva. La voce è uno
strumento fantastico, ma soggiace al nostro stato d’animo fisico e mentale, ai
nostri umori. Pertanto il suono A va privilegiato sia dal cantante, sia dall’individuo
che presenta difficoltà nella comunicazione. Bisogna aver cura di emettere il
suono A nasalizzandolo leggermente e distendendo bene la mascella inferiore e
il volto. La vocale A è in relazione al quinto chakra.
1) Create mentalmente la vocale A nello spazio. Da un punto luminoso che si viene a formare in cielo, visualizzate l’apparizione
di due raggi che discendono sulla terra.
L’ orizzonte è una linea che li
attraversa da parte a parte, in tal modo riunendoli. La vocale A così sagomata rende perfette le sue fondamenta poiché si appoggia simbolicamente
all’elemento terra e, grazie ai suoi due raggi, può essere considerata
un’emanazione del cielo.
2) Ora cantate la
vocale A affinché si instauri
nella vostra gola, si costruisca un “corpo”, una vibrazione per trasmettervi quel qualcosa d’indefinibile che vi tocca nel profondo
dell’animo. Con questo suono
rinascete e il nodo che ostacolava la vostra voce in ultimo si scioglie.
Sentite come la voce si libera e comincia ad espandersi. Cantare la A
è un po’ come aprire il proprio
compasso di luce allar-gandolo sempre più
fino ad includere gli esseri che vi
circondano.
Consiglio pratico: quando sentite un blocco a livello della gola, un’impossibilità ad
emettere un suono, cantate il suono HA insistendo sull’H aspirata e rientrando il ventre ad ogni espirazione
sonora. Visualizzate la gola e le corde vocali e cancellate tutti i “veli
oscuri” che le avvolgono e che rappresentano le vostre paure, le emozioni e i
pensieri inespressi, fino al momento in cui sentite che la zona della laringe
inizia a liberarsi.
LA VOCALE O: dare una nuova
direzione alla propria vita
La vocale O è simile al tunnel che le vostre labbra
formano quando la cantate. È una vocale di passaggio, di trasformazione. Vibra
a livello della fronte nella sede del sesto chakra, tra le due sopracciglia, ma
le sue risonanze vengono avvertite in tutta la testa. Cantare la O è come
cantare l’OM poiché, chiudendo la bocca, create una vibrazione nasale in modo
del tutto naturale: O MMM. Il simbolismo della O evoca certamente il cerchio,
la perfezione, il punto da raggiungere nello spazio. Questo ideale da
perseguire si manifesta ogni giorno nella vostra vita quotidiana attraverso i
riti di passaggio che effettuate spesso inconsciamente: un libro che vi capita
tra le mani, un incontro imprevisto, una variazione di itinerario che cambiano
impercettibilmente il corso della vostra esistenza.
Cantate la vocale O protendendo le labbra in avanti. Sentite la sua forza che si concentra
in un punto situato tra le due sopracciglia e che si irradia fino al centro
della testa. Visualizzate una luce bianchissima che vi acquieta, vi apre ad
altre percezioni. Quando state finalizzando un lavoro o vi trovate di fronte ad
una svolta decisiva della vostra vita, fate vibrare dentro di voi la vocale O
che completa un ciclo particolare e vi sospinge già in un
altro.
LA VOCALE I (acuta):
realizzarsi
Alcune ricerche condotte con l’aiuto dei miei allievi
sulle risonanze del corpo han-no messo in evidenza che il suono I emesso nel
suo tono acuto vibra alla sommità del cranio e che l’attività dell’epifisi
(ghiandola pineale) ne risulta stimolata. Ricordiamo che questa ghiandola
endocrina secerne ormoni come la doparnina, così importante per la nostra
psiche e la costruzione delle immagini mentali. Cantando i suoni I-0 in un registro
acuto, si avverte effettivamente che la risonanza si sposta dalla sommità del
cranio alla fronte. Questa esperienza sulla potenza dei suoni delle vocali
acuisce la nostra percezione psichica e favorisce i viaggi interiori. Questa I
in tono acuto non può non richiamare alla mente il suono HRI appartenente al
buddismo tibetano e il punto di apertura che, secondo la tradizione, permette
al-l’anima di uscire dalla porta della fontanella. Nello yoga, la sommità del
cranio corrisponde all’estremità del canale centrale Sushumma e al settimo
chakra che “risplende al di sopra della testa”. Sarà pertanto utile intonare la
I acuta se si desidera stimolare l’attività cerebrale e risvegliare le proprie
capacità parapsichiche.
Focalizzate l’attenzione sulla sommità del cranio. Tutto il vostro corpo tende verso il cielo, come sospeso da un filo
invisibile che si prolunga nello spazio. Sentite anche l’energia che sale lungo
la vostra spina dorsale. Intonate la I in tono acuto. Lasciate che la vocale si
stacchi da voi come una bolla di sapone, la bocca aperta e ben rilassata. Ora
cantate le vocali I-0 e vivete questa combinazione di suoni come una
“doccia mentale” che vi purifica a tutti i livelli.
Il termine composito “psicobiorisonanza”
sta ad indicare i complessi effetti della risonanza della voce umana
nelle proprie strutture psichiche e fisiologiche
La
Psicobiorisonanza ripercorre un’antica Via, Tao per gli orientali, che
utilizzando la vocalità porta a riappropriarsi delle sonorità della
propria voce e delle connesse risonanze corporee, per conseguire una
maggiore sicurezza di sé insieme alla propria identità dissolta o
velata.
Il termine composito “psicobiorisonanza” sta ad
indicare i complessi effetti della risonanza della voce umana nelle
proprie strutture psichiche e fisiologiche. È dall’osservazione
pratica infatti che si rileva, senza smentite, che esiste un
sorprendente influsso delle proprie sonorità sugli equilibri
psico-fisici della persona. È soltanto agli inizi invece la ricerca
scientifica atta a spiegare e a dimostrare tali fenomeni, ben noti
nell’antichità, che superando la pura sfera delle interazioni fisiche e
meccaniche irrompono nell’impalpabile campo degli equilibri mentali e
psichici dell’essere pensante.
Ciò che al riguardo possiamo
spiegarci in termini fisiologici è presto detto. La voce risiede in una
scatola posta nel collo ed è collegata al resto del corpo attraverso
fasci muscolari. La scatola risuona quando le corde vibrano e vibra
tutto il corpo come cassa di risonanza. Da queste vibrazioni prende
l’avvio quel processo di auto-ascolto e di percezione corporea così
necessario all’accordatura del corpo/strumento.
Quanto al salto
dal benessere fisiologico all’equilibrio della mente e della psiche, la
scienza non ha ancora detto una parola finale, come s’è detto. Sono in
molti tuttavia a intuire che tale salto debba esistere e debba essere
provato. Beethoven ad esempio scriveva: "la vita assomiglia al vibrare
delle note e l’individuo a uno strumento a corde… Se l’individuo non ha
l’intonazione giusta non può risuonare con ciò che lo circonda".
Tutto
quanto esposto fin qui appartiene alla riflessione e agli
approfondimenti teorici che ho voluto effettuare a seguito di
sorprendenti risultati positivi riscontrati nella esercitazione pratica.
Nella
mia pluridecennale esperienza di studio della musica e del bel canto e
nella parallela attività di perfezionamento della voce svolta a
beneficio di molti allievi, avevo registrato inattesi e duraturi
risultati lusinghieri del superamento di difficoltà vocali e
psicologiche attraverso l’ascolto della propria voce seguendone
l’espansione sonora in tutte le parti del corpo.
Per utilizzare tale pratica occorre dapprima imparare ad ascoltare la propria voce.
Esercizio inusuale; anche perché a se stessi risulta diversa da quella
che conoscono gli altri. Quale sorpresa quando la si ascolta la prima
volta registrata! In effetti la ascoltiamo dal di dentro del
corpo/strumento che risuona; al di fuori acquista altre colorazioni,
altri timbri sonori. Imparando ad ascoltarla si può riuscire ad affinare
o ad accordare meglio lo strumento che la emette.
Occorre dunque
una tecnica, provvista di esercizi pratici, che faccia da guida per
ripercorrere l’antica Via che può aiutare a conoscersi fino a superare
imperfezioni e freni della voce.
Gli esercizi da me sperimentati e
proposti compongono un metodo che utilizza la voce cantata. Praticando
con gradualità l’emissione della voce cantata si riesce ad accendere i
circuiti neuro fisiologici e, mentre il corpo canta, la mente si
abbandona; si prende possesso della propria fisicità vibrante messa in
risonanza con ciò che ci circonda. Il canto diviene azione gratificante e
finanche psicoterapeutica e terapeutica secondo alcuni autori.
Il
metodo della Psicobiorisonanza da me messo a punto e pubblicato in un
volume sulla voce-terapia (1) è stato utilizzato dalle persone e per le
esigenze più varie ottenendo risultati sempre buoni, talvolta
eccellenti, in alcuni casi strabilianti e inattesi. L’esercizio costante
di tale pratica, gradualmente guidata al raggiungimento di emissioni
sempre più libere del proprio tono vocale, ha permesso a cantati lirici
di perfezionare il loro talento, a professionisti della parola (attori,
speakers, docenti, manager) di migliorare la tenuta e le prestazioni
della voce, a non professionisti di smussare o eliminare imperfezioni e
impedimenti fino al superamento del mutismo addirittura (2).
Ciò non sorprenda, giacché
recenti ricerche e studi condotti negli Stati Uniti indicano la voce
cantata come terapia anche nei casi di dislessia, di autismo, di morbo
di Alzheimer e di Parkinson. In tali studi si ipotizza che le
nostre funzioni mentali, emozionali e sensoriali siano codificate nella
voce in modo predefinito, come lo sono le informazioni genetiche nei
nostri geni.
Il mio metodo, come accennavo più sopra, utilizza la
voce cantata. L’essenza della pratica propone una serie di
esercitazioni basate sull'emissione dei suoni delle vocali, vocalizzi,
secondo una singola nota musicale o eseguendo arpeggi cantando
intervalli di terza e quinta maggiore. Per poter comprendere appieno
l’estensione della risonanza di ciascuna vocale – e ognuna di esse
raggiunge in maniera diversa le parti del corpo – il canto va
accompagnato da corrette posture, movimenti come di danza, tensione
dell’udito, ed altro, fino al coinvolgimento di tutto il corpo.
Mano
a mano che ci si va appropriando della voce emessa, si avvertono e
riconoscono le risonanze provocate da quel suono nelle varie cavità e
strutture corporee. Ovviamente ogni individuo dovrà accordare
il proprio strumento a quelle tonalità, frequenze e vibrazioni che
risultano a lui maggiormente affini e in sintonia. Compito di chi guida è
indicare le modalità, percepire i punti di forza e di debolezza, e
stabilire i tempi e le tecniche con cui raggiungere con gradualità la
consapevolezza e la padronanza sia delle corde (voce) che di tutto lo
strumento (corpo).
Solo dopo aver fatta conoscenza con la propria
voce e delle potenzialità insite nelle sue risonanze può avvenire il
“salto” di cui si diceva più sopra: la propria voce oltre a procurare un
senso di benessere fisico, avendo sciolto nodi e freni fisiologici che
la inibivano, farà presto avvertire un nuovo benessere non facile da
descrivere, una libertà di mente e di spirito, quasi un sollievo o
leggerezza psichica mai sperimentati in precedenza.
In
conclusione posso affermare che la voce che canta è una via che
riconduce a sé e la si può utilizzare come via di fuga anche dai
malesseri e come colonna sonora della propria identità e unicità.