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mercoledì 21 ottobre 2015

Dalla Cimatica ai Crop Circles

Dalla Cimatica ai Crop Circles

Può un suono modificare la materia ? Sì,

Niente è separato, anche se per l'ordinaria valutazione sembra non sussistere relazione tra apparati differenti tra loro persino nelle funzionalità. Molto è dovuto al fatto che ancora la risposta scientifica non soddisfa totalmente la domanda al riguardo, concludendo che ancora c'è molto da scoprire.

Ma se ancora esistono settori per i quali occorre attendere i tempi necessari perché le teorie, le ipotesi, le probabilità e le supposizioni trovino i fondamenti di riscontro per acclamare una nuova verità, per altri settori la porta è già aperta.

Le figure di Ernst Chladni
Ernst Chladni, fisico e musicista tedesco, pubblicò nel 1787 “Scoperte sulla teoria dei suoni”, il preludio di quella che poi sarebbe divenuta la scienza del suono. Egli trovò il metodo per rendere visibile le forme che le onde sonore generano.

Sfregando perpendicolarmente l'archetto di un violino lungo il bordo di scure lastre lisce ricoperte di sabbia, poté dimostrare che ogni vibrazione emessa dallo sfregamento dell'archetto, muoveva la sabbia e che questa si disponeva in una figura geometrica sempre diversa. Ripetendo l'esperimento constatò che ad ogni specifica vibrazione corrispondeva sempre la medesima figura, e che le caratteristiche risultanti variavano da forme geometriche più semplici, fino alle più complesse, con una costante di armonia e simmetria.

La sua scoperta fondò una nuova scienza : la cimatica o scienza delle onde.

Successivamente lo studio è stato ripreso dallo scienziato e naturalista svizzero Hans Jenny, dapprima insegnante di scienza nella scuola steineriana e poi medico, che nel 1967 pubblicò il primo volume intitolato “ Cimatica : lo studio dei fenomeni ondulatori”. A distanza di 180 anni dal primo pioneristico esperimento, avendo a disposizione apparecchiature moderne che ne potessero permettere anche la fotografia, ragguagliò notevolmente lo studio scientifico.

Sperimentò come le vibrazioni sonore influissero sui diversi materiali attestando la prevedibilità della forma in corrispondenza della vibrazione. Modificando la frequenza e l'ampiezza dell'onda sonora, notò che la forma iniziale, basata su schemi geometrici elementari, in coincidenza di una maggiore frequenza questa assumeva una maggiore complessità, pur rimanendo costante la simmetria e se aumentava l'ampiezza i movimenti erano molto più rapidi.

Quindi una scala di frequenze in crescita, produceva disegni sempre più elaborati. Attestò anche che i suoni degli antichi linguaggi come l'ebraico ed il sanscrito, disegnavano il simbolo alfabetico che veniva pronunziato. Risultò interessante anche il fatto che i disegni formati ricordavano le strutture cellulari  degli organismi viventi e la convinzione di Jenny fu che la vita molecolare fosse il risultato di specifiche vibrazioni.

“Il mondo è suono” ricordano le antiche scritture sanscrite (Nada Brahma), “In principio era il Verbo” - La parola era con Dio e la Parola era Dio- prologo sulla Bibbia dal Vangelo di Giovanni.

Molta conoscenza nei tempi antichi è stata considerata nei testi sacri, detta, scritta e tramandata e nonostante non vi fossero strumenti adatti per poterne appurare i fondamenti, pur con largo contrasto di fazioni avverse, l'uomo ha ritenuto valido il precetto, portandolo avanti attraverso l'unica possibilità che aveva, un continuo atto di fede.

Ha ritenuto vero ciò che non poteva essere spiegato con nessun mezzo del tempo, gettando però le fondamenta necessarie per il futuro.

In un frangente di tempo molto delicato, come l'ultimo secolo, dove le scoperte scientifiche forniscono spiegazioni su ciò che prima era ritenuto imperscrutabile e quindi di origine soprannaturale, si crea la tendenza ad oltrepassare talvolta il limite del dogma riuscendo in parte a svelare la fattibilità dell'inspiegabile, ma sarebbe auspicabile che fosse ugualmente mantenuto il senso “sacrale” della meraviglia del fenomeno, del valore intrinseco, affinché ogni mistero chiarito non scada purtroppo nella banale consuetudine che, sciolto il segreto sopravviene il senso ordinario dove il valore si perde non appena tutto diviene scontato.

Scienza non deve essere freddezza di analisi e calcolo della risposta, ma l'utile ed indispensabile strumento che fornisce la spiegazione conciliandosi con l'etica formatasi proprio col tempo passato.

Solo procedendo di pari passo, le scienze e le tecnologiche non prenderanno il sopravvento sull'aspetto umano della vita. E' fondamentale, per mantenere il giusto orientamento visto l'avanzamento rapido delle scoperte e del progresso tecnologico, che non sopravvenga lo spostamento mentale sul versante opposto dopo secoli trascorsi al buio dalle spiegazioni, ma che le due polarità si incontrino. Nè la spiegazione scientifica a sé, né la devozione sorda alle risposte che verranno, potranno essere interpretate separatamente, ma piuttosto che l'intelligenza fornitrice del perché, si unisca al fondamento acquisito e tuttora presente che ha insegnato il garbo di porsi verso il concetto del sacro. Le due parti dovrebbero costituire una nuova coscienza, una saggezza ulteriore.

Se questo non fosse, il mondo perderebbe la sua unicità, la sua umanità e sarebbe solo materia riprogrammabile scientificamente in laboratorio, priva di spirito.

Il suono della creazione, l'antico OM (Aum) fu visto da Hans Jenny, spargendo la polvere di licopodio sulla lastra metallica come un cerchio con un punto centrale. Il concetto si ampia estendendosi alla musicoterapia vibrazionale, la pratica del Nada Yoga (lo yoga del suono), al Canto armonico e ai Mandala sonori. In questi ultimi le vibrazioni emesse formano una complessità di figure dettagliate, ricche di particolari e simmetrici ricami attraverso delle polveri colorate.

L'interazione suono e materia, è quindi una porta aperta, un interessante ed utile campo di indagine che continua ad essere esplorato e che consente di formulare ipotesi anche nel caso dei crop circles.

Oramai sono anni che fisici e scienziati, come un'infinità di ricercatori avvalorano l'idea che la cimatica può essere la strada corretta per cercare la risposta. Tuttavia, anche all'interno di questa considerazione si scindono due correnti. C'è chi è più propenso a ritenere valida l'idea che le vibrazioni creatrici del disegno siano volutamente emanate da una fonte non conosciuta, ma che comunque si attiva all'applicazione affinché si materializzi, come chi invece ritiene che si tratti di fenomeni naturali, sempre pertinenti alla cimatica, ma senza intervento diretto di volontà.

Nel libro “La verità sui cerchi nel grano” di Leonardo Dragoni, viene citata anche questa possibile teoria basata sull'interazione del magnetismo terrestre e solare, dove in sintesi si potrebbe ritenere che nei momenti di massimo magnetismo solare, quest'ultimo influendo sul campo magnetico terrestre produrrebbe il fenomeno, ma non solo, più è forte l'intensità più dovrebbe risultare complessa la formazione. Ma calcolando su un grafico un intero periodo che va dal 1988 al 2005 evidenziando i picchi solari maggiori, questi risulterebbero non coincidenti con la formazione massima dei pittogrammi che rivela invece un andamento diverso, sia nel numero che nell'articolazione del disegno, portando alla conclusione della non sussistenza della relazione.

Non siamo in grado di accertare l'origine, ma è un dato di fatto che, attraverso gli esperimenti di cimatica, effettuati anche presso varie università di tutto il mondo, sono stati riprodotti i medesimi disegni che vediamo nei crop circles e poiché una determinata vibrazione conferisce quella specifica raffigurazione, possiamo continuare ad attestare che la relazione suono-forma esiste.

mercoledì 20 agosto 2014

E’ il suono a creare i crop circles?


Come echeggiato in tutte le fedi e le tradizioni del mondo, fu il suono a creare la materia universale: “All’inizio era la Parola, e la Parola era Dio” – ci ricorda San Giovanni. Anche le tradizioni Hopi e Navajo asseriscono che in tempi antichi gli sciamani proferivano parole sopra la sabbia e creavano modelli (nel senso di forme, calchi), un concetto non dissimile al mandala indù che si dice che sia espressione della vibrazione di Dio. Di conseguenza, le fedi orientali – l’Islam in particolare – scelsero la geometria sacra per esprimere l’immagine di Dio, una tecnica usata più tardi nelle cattedrali gotiche, in quegli inni alla geometria sacra. La scienza moderna ora mostra che questi ritmi geometrici giacciono al centro di strutture atomiche. Quando Andrew Gladzewski eseguì una ricerca su modelli atomici, piante, cristalli e armonie in musica, concluse che gli atomi sono risonatori armonici, mentre provò che la realtà fisica davvero è governata da ordini geometrici basati su frequenze di suono.
E anche che il suono indù primordiale, l’OM, da cui è dedotto il nostro termine moderno ‘hum’, quando cantato in un tonoscopio produce le varie forme geometriche attribuite alla sacralità. Forse il più importante di queste forme è l’esagono, sul quale la matrice egiziana chiamata “Fiore della Vita” è basato. Questa serie di esteriormente-ruotate divisioni del cerchio si conformano ai pilastri fondamentali della vita, gli aminoacidi. Questo Fiore della Vita si è successivamente manifestato in un cerchio nel grano. Come l’espressione del numero nello spazio, la geometria è collegata inestricabilmente alla musica poichè le leggi della prima governano gli intervalli matematici che costituiscono le note nella scala musicale occidentale – i rapporti diatonici – da cui il motivo per cui gli antichi egizi si riferivano alla geometria come “musica congelata”. 
Nella edizione di “Science News” del febbraio 1992, il Prof. Gerald Hawkins usò i principi della geometria euclidea per provare che quattro teoremi possono essere dedotti dalle relazioni degli elementi nei corp circles. Più significativamente, scoprì un quinto teorema dal quale si potrebbero dedurre gli altri quattro. Nonostante la sfida fosse stata lanciata, su oltre mezzo milione di partecipanti, nessuno è stato capace di creare tale teorema che Euclide stesso suggerì solamente ben ventitrè secoli prima nei suoi tredici trattati sulla matematica. Così fu una vera sorpresa quando la sua versione equilatera si materializzò in 160.000 piedi quadri di orzo appiattito a Litchfield, nell’Hampshire.

Dacchè i teoremi Euclidei di Hawkins producono anche rapporti diatonici, esiste un collegamento tra cerchi nel grano e note musicali, entrambi essendo il sottoprodotto delle leggi armoniche di frequenza del suono. Cerchi nel grano che presentavano associazioni chiare con il suono cominciarono ad apparire presto. Uno di questi conteneva una curiosa caratteristica a partire dalla quale è costruito anche un diagramma musicale ancora datato al tempo egizio, il Lambdoma. Anche noto come la Tavola di Pitagora, definisce le relazioni esatte tra armonie musicali e rapporti matematici. Nel 1996 un altro cerchio dimostrò la combinazione di due importanti figure: il triangolo e la proporzione Aurea, producendo il diagramma geometrico necessario a produrre rapporti musicali. Ma fu una convincente formazione a Goodwood Clatford – le cui piante erano piegate a sei pollici dalla cima – quella che diede il “la”, dato che era una rappresentazione di un modello di cimatica inciso in 5.000 piedi quadri di orzo.
La cimatica è lo studio di modelli di onda vibrazionali. Uno dei suoi primi studiosi fu Margaret Watt-Hughes che, nel 1891, catturò modelli geometrici precisi su nastro mentre cantava in un’apparecchiatura che conteneva polvere di “lycopodium”. Ma ci sarebbero voluti altri settantasei anni prima che lo scienziato svizzero Hans Jenny pubblicasse il primo dei suoi studi accurati sulla trasmissione di suono attraverso mezzi fisici, questa volta nella forma di frequenze elettroniche monitorate. Egli osservò come la vibrazione del suono creasse forme geometriche – una frequenza bassa produceva un semplice cerchio incluso in anelli, mentre una frequenza più alta aumentava il numero di anelli concentrici attorno ad un cerchio centrale.

All’aumentare delle frequenze, aumentava la complessità delle forme, al punto da poter discernere tetraedri, mandala e altre forme sacre. Come Margaret prima di lui, Jenny abilitò umanità ad osservare la “musica congelata”. Jenny offrì anche una spiegazione basata sulla fisica alla creazione di cerchi nel grano, dal momento che molti dei modelli vibrazionali trovati nelle sue fotografie mimano i loro disegni. Alcune sono imitazioni chiassose, come il cerchio circondato da anelli concentrici tipico di primi anni ’80, il tetraedro di Barbury Castle nel 1991, il web mandala di Avebury del 1994, o anche il frattale estremamente strutturato della stella del 1997. Le altre fotografie dimostrano la geometria di costruzione codificata all’interno dello scheletro dei cerchi di raccolto. Ci sono poi, a livello visivo, ben pochi argomenti per negare un collegamento. 
Ma che prove ci sono, a livello fisico, di suoni all’interno dei crop circles? 
Esistono molte testimonianze di un trillo sentito da varie persone prima di essere testimoni della creazione di un crop circles. Le testimonianze descrivono una calma improvvisa nell’aria, il canto degli uccelli all’alba sormontato da un trillo ed il piegarsi in testa delle spighe di grano nonostante l’assenza di vento. Una sezione intera di raccolto posa poi in giù in modo spirale, e il tutto dura non più di una quindicina di secondi. Il ricercatore Colin Andrews si è imbattuto in questo suono trillante egli stesso, quando, mentre ricercava disperatamente qualche risposta al fenomeno, imprecò al cielo “Dio se solamente potessi dirmi come queste cose sono create”. La risposta che ha ricevuto fu catturata su nastro magnetico. L’analisi susseguente svolta all’Università del Sussex e al laboratorio della NASA concluse che il rumore era di natura meccanica e di una frequenza di 5.0-5.2 kHz.

Mentre registravano un’intervista in un cerchio nel grano lo stesso suono fu sentito da un operatore cinematografico della BBC e allo stesso tempo malfunzionò la sua videocamera da 30mila dollari. Altra cosa interessante è che, quando il suono si manifestò di nuovo durante una ricerca di gruppo dentro un altro cerchio nel grano, mostrò qualità di movimento non lineare, e sembrò comportarsi in relazione a richieste specifiche, qualche volta a livello psichico. Siccome ha anche l’abilità di emettere su frequenze di radio ed interferire con attrezzature elettroniche, uccelli ed insetti possono essere sbalzati fuori; ed anche se gli scettici sono rapidi ad accusare che il suono registrato è, infatti, quello di un usignolo e di una cavalletta, l’analisi stroboscopica di entrambi i timbri di voce ha rivelato le differenze enormi tra questi uccelli ed il rumore bizzarro inciso su nastro. Inoltre, questi uccelli frequentano paludi, e non aperti campi di cereali. E’ interessante come gli aborigeni siano in qualche relazione con questo suono.
Durante le loro cerimonie per contattare quelli che loro chiamano gli spiriti del cielo, un “bora”, consistente in un pezzo di legno sagomato legato alla parte terminale di una lunga corda, gira creando un rumore praticamente identico al borbottio ascoltato nei crop circles. Bisogna chiedersi da dove è venuta l’inspirazione per questa apparecchiatura, e chi erano questi spiriti del cielo, e cosa sulla terra ha fatto associare gli aborigeni senza tempo a questo rumore. Questo finché fu scoperto che non solo i cerchi erano apparsi in Australia, molti negli anni sessanta, ma la loro manifestazione figura nel sapere aborigeno, dal momento in cui le loro geometrie appaiono in dipinti di pietra. Nel 1998 suoni di un genere più melodico furono sentiti e registrati da tre testimoni all’interno di una formazione; il disegno fu fondato sulla geometria delle “sette pieghe” (sevenfold), una rappresentazione degli intervalli nella scala di musica diatonica.
Molti mesi più tardi io mi imbattei in un diagramma chiamato il Web di Athena nel quale tutti i punti dell’ottagono sono connessi. Nonostante la confusione di linee, il diagramma consiste solo di tre lunghezze di linea, e giustapponendo questi sopra un strumento a corda, le stesse note esatte furono ricreate. Ma forse il più grande collegamento che collega il suono alla manifestazione di cerchi nel grano giace nella loro più grande anomalia: il permanente piegarsi dei gambi delle piante. In Canada, durante gli anni sessanta, esperimenti di laboratorio misurarono gli effetti della musica sulle piante, sottoponendole a toni diversi. 
Esposizione a musica “heavy metal” fece inclinare le piante nella direzione opposta, mentre musica classica cullò le piante verso la fonte del suono. Ma nel caso di musica devozionale indù – e le canzoni di Ravi Shankar in particolare – i gambi volsero in eccesso di 60º in orizzontale, forse il più vicino che è mai stato riprodotto dall’uomo in grado di realizzare questo angolo, attribuito ai cerchi autentici. Gli ulteriori esperimenti all’ Università di Annamalai, applicando canzoni devozionali indiane, generarono effetti supplementari: il numero di “stomata” [?] nelle piante utilizzate per l’esperimento era del 66% più alto, i muri epidermici erano più spessi, e le cellule erano più lunghe e più larghe di quelle de campioni di controllo [cioè altre piante non interessate dal fenomeno], qualche volta fino al 50% oltre.

Cambi biofisici simili possono accadere in piante raccolte da cerchi nel grano. Gli esperimenti condotti costantemente fin dal 1989 dal fisico americano Dott. W. Levengood mostrano come l’energia che crea i cerchi nel grano è capace di colpire l’embrione del seme e la crescita di pianta, allungare i nodi della stessa, perfino alterare il modello dei loro cromosomi. Inoltre l’effetto si estende al di là ed oltre le piante. Il ricercatore agricolo George Smith trovò che esponendo il mais a frequenze sonore, si generava un livello di calore più alto al suolo, nonché una live bruciatura delle piante. L’effetto è paragonabile alle piccole cotture-bruciature regolarmente osservate nei crop circles, dove l’area interessata evidentemente appare essiccata rispetto al resto del campo, nonostante la pioggia della notte prima; lo stesso accade alle piccole bruciature alla base degli steli nei cerchi nel grano.

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