Visualizzazione post con etichetta 5 leggi biologiche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 5 leggi biologiche. Mostra tutti i post

domenica 28 giugno 2020

Storia della frode del contagio

Storia della frode del contagio

In quest’articolo cercherò di mostrare che l’intero concetto di contagio (prima del “maligno”, in seguito dei microrganismi come i batteri, e infine dei virus), così profondamente radicato nella nostra società, sia in realtà frutto di una serie di manipolazioni della verità, oltre che di vere e proprie frodi scientifiche avvenute nell’epoca moderna.
E cercherò di mostrare che tali inganni siano stati messi in piedi e propagandati dal potere costituito, o per raggiungere determinati obiettivi geopolitici, oppure per implementare un maggior controllo sulla società. Per le mie riflessioni mi baserò principalmente sull’ottima conferenza del biologo Stephen Lanka (il cui link integrale troverete alla fine dello scritto) oltre ovviamente, e come sempre, sulle scoperte del grande Hamer, grazie alle quali possiamo conoscere davvero come funzionano la salute e la malattia (e quindi non farci ingannare…). Andiamo però con ordine.

Il concetto di contagio delle malattie è stato inventato nell’antichità, in Europa e nel bacino del Mediterraneo. Nessun altra popolazione del mondo ha tale concetto nella sua tradizione medica. Non è presente nella Medicina Popolare Cinese, nè nella tradizione indiana dell’Ayurveda, nè tantomeno all’interno delle popolazioni autoctone delle Americhe, dell’Africa e dell’Australia.
La prima malattia “contagiosa” di cui si ha notizia storica è quella che viene chiamata lebbra. La parola lebbra deriva dal latina lepra, che significa “squamare”, ma in molte lingue, come per esempio il tedesco, troviamo anche un termine più antico (in tedesco, Assautz, “gettare via”) che ha il significato generico di “esclusione dalla società”. Dobbiamo considerare che il contesto sociale medievale europeo, ed anche parte di quello antico, era dominato dal potere delle autorità religiose. E quasi sempre tali autorità avevano l’abitudine di dividere le malattie in malattie “sacre” e in malattie derivanti dal peccato (altro concetto tipicamente occidentale), perchè tale divisione (totalmente arbritraria) era molto utile per gestire la società: le malattie di ricchi e potenti erano etichettate come sacre, mentre le malattie di quella parte del popolo che si ribellava e non si sottometteva erano bollate come malvagie, derivanti dal peccato.
Così, una persona che presentava determinati sintomi, diversi da epoca in epoca e da regno in regno, poteva ricevere la diagnosi di “lebbra”, cioè di “esclusione dalla società”. La persona non poteva più nemmeno avvicinarsi ad una qualsiasi città “civile”, pena la morte. Possiamo intuire che tali “esclusi” vivessero quasi sempre pesanti conflitti biologici, fra i quali i più comuni erano conflitti di separazione e di attacco, che come sappiamo da Hamer portano sintomi alla pelle (dermatiti, psoriasi, vitiligine, melanomi, ecc.). Tali conflitti non andavano mai in soluzione definitiva, perchè il reinserimento nella società per i lebbrosi era impossibile, ma solo saltuariamente in soluzione parziale, quando magari parenti e amici riuscivano a raggiungere il malcapitato per rifornirlo di beni essenziali e per dargli un po’ di conforto. La pelle dei poveri “lebbrosi”, in realtà persone senza alcun peccato ingiustamente escluse dalla società, non poteva quindi che aggravarsi ulteriormente (molteplici recidive di separazione e di attacco da familiari, amici, branco) portando a varie sintomatologie di desquamazione generalizzata. Per questo la parola lebbra è stata col tempo associata alla desquamazione della pelle.

La “lebbra” è di solito storicamente considerata come la prima malattia contagiosa, anche se ovviamente i microrganismi, nel mondo antico e nel medioevo, non erano ancora stati scoperti.
L’illusione del contagio è probabilmente nata dal fatto che i lebbrosi, ovvero gli esclusi, spesso si riunivano in determinati posti, per potersi il più possibile aiutare. Se una persona di città frequentava quei posti (cosa proibita) per far visita a parenti o amici, poteva alla fine ricevere essa stessa la sentenza di “lebbroso”, e quindi venir “contagiato”.
Nel basso medioevo (dall’anno 1000 all’anno 1492) avvennero graduali ma importanti modificazioni di potere in Europa. Il predominio dalla Chiesa di Roma cominciò ad essere insidiato dagli emergenti Stati Nazione, oltre che da rivolte teologiche interne. Questi nuovi poteri, tuttavia, non rinunciarono affatto al concetto di contagio, e anzi lo utilizzarono ancora di più a fini di controllo della popolazione, e per determinati obiettivi politici.
Il termine “lebbra”, usato generalmente come sinonimo di “malattia contagiosa”, venne sostituito dal termine “peste”, che nel medioevo indicava in modo molto generico una vasta gamma di malattie gravi, che generalmente portavano alla morte.

Quando si voleva colpire duramente un territorio ribelle, una città, un quartiere, determinati gruppi etnici, determinati scambi e commerci consolidati tra popolazioni che infastidivano i potenti, si dichiarava una epidemia in atto in quella specifica zona. Questo, per la popolazione di quella zona, voleva dire essere messi in quarantena, sotto chiave, morti di fame, massacrati, avvelenati, sottoposti a qualsiasi tipo di vessazione e sperimentazione. Un terrorismo senza fine (vi ricorda qualcosa?).
Ovviamente, le condizioni di vita di quel territorio portavano ad una serie infinita di conflitti possibili tra la popolazione, con poi tutte le manifestazioni sintomatiche che in seguito sono state associate alla “peste”.
Nel XVI secolo vennero inventati i primi microscopi. (Tale invenzione avvenne in parallelo con quella dei cannocchiali, che aprì la strada ad un altra grande frode, quella dell’astronomia, che merita però una trattazione a parte…). Col tempo i microscopi aumentarono il loro potere ingrandente, finchè fu possibile osservare sia le cellule costituenti gli organismi viventi, sia i vari microrganismi simbionti. Si pensò quindi, anche qui, di fare la solita suddivisione arbitraria ed estremamente funzionale al potere: alcuni microrganismi vennero classificati come “buoni” e altri come “cattivi”, ovvero portatori di malattie.  
Il generico e immateriale concetto di contagio trovava quindi una sua applicazione concreta e materiale.

Bisognava solo dimostrare che questi batteri malvagi causavano le malattie, e il gioco era fatto.
Seguendo la semplice logica, per arrivare a tale dimostrazione devono essere verificate, in ogni osservazione, 3 specifiche circostanze, che oggi sono conosciute come “postulati di Koch”. Robert Koch era un biologo tedesco del XIX secolo, contemporaneo di Louis Pasteur. Egli era un grande sostenitore della teoria patogena dei batteri. I risultati sperimentali hanno tuttavia sempre mostrato (e dimostrano tuttora) quanto segue, in relazione ai suddetti postulati.

giovedì 25 giugno 2020

Conflittualità e malattie dei bambini (5LB)

Bimbi e Malattie

Perla saggia:
Mio figlio e' un dottore nato: riesce a scrivere cose che nessuno riesce a leggere. - Henny Youngman

Secondo Wikipedia, un bambino o bimbo è l'essere umano nell'intervallo di tempo compreso tra la nascita e la pubertà. A seconda del contesto, anche linguistico, il termine può indicare genericamente una persona che non ha ancora raggiunto la pubertà, oppure che non ha ancora raggiunto 10 anni (età nella quale, in coincidenza con l'uscita dalla scuola elementare, si comincia a parlare di "ragazzino/a"). Da un punto di vista linguistico, quando un bambino è appena nato lo si indica con neonato; dai sei ai dodici anni, è un fanciullo.

Il bambino è un individuo particolarmente plasmabile - che non lo rende inferiore - in grado di gestire e affrontare le sfide della vita adatte alla sua età. Proprio per questa sua plasmabilità può essere programmato alla vita in due modi fondamentali:
- una vita gioiosa e di crescita
- una vita infelice e di decrescita o arresto evolutivo.

Vita intrauterina

Occorre considerare, del bambino, la vita prenatale e post-natale.
La vita prenatale la si può suddividere in due fasi principali:
  • i primi 3 mesi di gestazione
  • i restanti 6 mesi di gestazione
Le alterazioni energetiche a carico del feto del primo periodo, sono dovute a problemi vissuti dalla madre, problemi che si ripercuotono sul feto che rischia di morire in questo periodo ed essere abortito.
Nei restanti sei mesi il feto vive shock biologici per proprio conto, principalmente dovuti ad alterazioni nell'afflusso di sangue proveniente dalla placenta. Anche altre cause possono scatenare la DHS nel feto, come per esempio l'udire forti rumori. Data la totale dipendenza dalla madre, il vissuto materno gioca un ruolo importante anche in questi mesi della gestazione.
Pur non essendo descritto all'interno delle 5 Leggi Biologiche, non essendone dimostrato il collegamento, non è insensato inserire in questo discorso, il famoso "Progetto Senso", su cui ho pubblicato un articolo e dal quale estrapolo queste considerazioni: 

1.      Disordini amorosi:
o        Amore impossibile
o        Incesto
o        Non essere riconosciuto
2.     Identità sessuale, inversione se sono del sesso desiderato dai genitori o meno.
3.     Posto nella famiglia occupo il mio posto o quello di qualcuno che è morto? Qual'è il mio posto in questa famiglia? Cosa sono venuto a fare in questa famiglia?
4.    Figli di riparazione.
o        Bambino sintomo prenderà il sintomo per spiegare il sintomo della famiglia
o        Patologia del segreto
o        Bimbo spazzatura raccoglie tutti i problemi del clan.
5.     Figli di rimpiazzo o di riparazione sostituisce un altro che è morto o è malato...
6.    Figli di appoggio la madre si sente sola, non protetta...
7.     Parentalizzazione i genitori delegano la propria responsabilità al bambino.
8.    Bastone della vecchiaia la sua funzione nel clan è di essere il supporto dei propri genitori, non ha il diritto a vivere la propria vita.
9.    Figlio di consolazione, bimbo pagliaccio c'è una sofferenza nel clan e un figlio se ne fa carico.
10.Bambino inesistente tentativi di aborto, non desiderano avere figli
11.   Bambino adesivo per salvare il matrimonio
Queste progettualità materne e del clan nel quale vivrà il nascituro, possono determinarne e segnarne il futuro, anche dal punto di vista delle possibili "malattie".

Il Parto

Il parto è l'espulsione spontanea o l'estrazione strumentale del feto e degli annessi fetali dall'utero materno. Il parto è un evento inderogabile e inevitabile, una volta che la gravidanza abbia avuto inizio e nella specie umana avviene mediamente dopo nove mesi di gestazione.
Il parto può avvenire per via naturale, con la fuoriuscita per via vaginale o per via chirurgica mediante il noto Taglio Cesareo.
Riporto un passo del libro del Dr. Flavio Bianchi, "La Decodifica della realtà":
-Sappiamo oggi che le endorfine partecipano alla sollecitazione dei movimenti respiratori, ma si è anche compreso che la secrezione delle endorfine durante il travaglio ha un significato molto più ampio della semplice protezione dal dolore.
[...]
La produzione delle endorfine durante il travaglio serve a stimolare la secrezione di prolattina, come se il processo della lattazione si stesse già preparando durante le ore precedenti la nascita.
La prolattina che viene secreta durante il travaglio inizia subito a svolgere altre funzioni ancor prima della lattazione, fra l'altro, a completare la maturazione polmonare del feto.
[...]
Cosa accade quindi appena dopo il parto, quando la mamma e il bambino sono vicini l'uno all'altra?
Sono entrambi colmi di oppiacei che creano uno stato di dipendenza e di abitudine, è l'inizio di un legame.

[...]
Nell'affrontare lo sforzo della nascita produce livelli molto alti, persino più elevati che nella madre o in un adulto colpito da attacco cardiaco, di "ormoni dello stress", cioè adrenalina e noradrenalina.
Il feto è ben attrezzato per sopportare lo stress e le catecolamine forniscono la maggior protezione contro situazioni sfavorevoli quali l'ipossia. Mettono il nascituro in grado di sopravvivere fuori dal grembo materno. La respirazione normale è favorita dall'aumento dei livelli ormonali che ripuliscono i polmoni, provocano la dilatazione dei bronchioli...
[...]
Si è rilevato inoltre che la pressione prodotta sulla testa del bambino durante le contrazioni, può stimolare un'attività simpatico-surrenale, che da luogo alla massiccia liberazione di catecolamine durante il parto, che non è quindi conseguenza diretta dell'ipossia.
[...]
I dati raccolti mettono in evidenza il fatto che i neonati nati con il parto cesareo, senza travaglio, hanno un livello di catecolamine molto basso, mentre quelli nati con parto cesareo di emergenza, ovvero a travaglio già iniziato, hanno un livello di catecolamine appena inferiore a quelli di nati da parto vaginale. D'altronde è risaputo che i nati con parto cesareo elettivo sono predisposti a difficoltà respiratorie.
[...]
È stato inoltre dimostrato che il neonato nato da parto spontaneo presenta un maggior flusso sanguigno a livello degli organi vitali e un minor flusso alla periferia.
È importante comprendere come al momento della nascita il bambino vive l'intera serie di possibili shock biologici.
  • Conflitto del boccone di sopravvivenza: venendosi a trovare fuori dal suo ambiente vitale, spinto a vivere in un ambiente inizialmente ostile
  • Conflitto di attacco: venendo stimolato da percezioni a lui ignote, come il contatto da parte di persone estranee, soggetto ad una variazione termica decisiva, all'azione dell'aria ambiente e di suoni e stimoli luminosi di una certa violenza
  • Conflitto di inadeguatezza: non essendo in grado di accedere alle fonti alimentari che ora devono essere assunte autonomamente
  • Conflitto di separazione: essendo distaccato da un ambiente accogliente e protettivo

Mamma e Papà

Fino a che il bambino non è indipendente nel mangiare, nel difendersi, nel muoversi e nel relazionarsi con gli altri, vive una simbiosi completa con la madre. Questo significa che mamma è vita, nutrimento, difesa, calore, suono, luce, sopravvivenza. Mamma è tutto ciò che gli permette di vivere, di esistere. La sua mancanza equivale a morire.
Quando il bimbo comincia a staccarsi dalla madre conosce il padre meglio di quanto avesse fatto finora. Papà è gioco, comunicazione, sorveglianza, la parola e colui che ama la mamma e quindi ama il figlio.
L'armonia famigliare, in cui la madre è amata, protetta e accudita dal padre di suo figlio, permette al bimbo di avere sua madre a disposizione ed imparare a fare esperienze in un ambiente sereno e pacifico.
L'allontanamento del bimbo dalla madre, prima che questo avvenga per vie naturali e spontanee, potrebbe ri-avviare quella serie di conflittualità vissute al momento della nascita e che potrebbero quindi innescare una sequela di manifestazioni psico-organiche di maggiore o minore rilevanza.

 "Malattie" comuni dei bambini

I quadri patologici esposti di seguito sono solo esempi di massima. Non sono applicabili al singolo caso, che va valutato singolarmente in collaborazione con personale adeguatamente preparato e disponibile.

Non è da escludere una attenta valutazione da parte del pediatra di fiducia.
Le "Malattie" dei bimbi esprimono un disagio del bimbo stesso, che vive conflittualità identiche a quelle di un adulto, con intensità e durata sue proprie, ma data la mancanza delle tipiche sovrastrutture mentali dell'adulto, sono conflittualità più "animali", più reali e meno metaforiche, vissute per lo più una alla volta, ma questa affermazione deve essere verificata caso per caso.
Esprimono un disagio che "parla" ai genitori, indicando loro dove e come hanno perso la via biologica.
 

Respiratorie

Le "malattie" respiratorie del bambino indicano principalmente problemi legati alla paura, allo spavento, a forti conflittualità legate alla separazione dai contatti con la madre e la famiglia. Sono eventi a carico dei tessuti ectodermici. Indicano ai genitori che non stanno facendo la loro parte protettiva.
  • Le Riniti indicano che il bimbo ha vissuto disagi legati alla paura, al non sapere quale pericolo è nascosto in ciò che vive, come quando viene inserito in un ambiente che non conosce, o affidato alla sorveglianza e cura di persone a lui ignote. Quando un bambino sviluppa riniti ricorrenti o croniche è importante indagare sull'ambiente e le situazioni in cui lui si trova ripetutamente.
  • Le Laringiti indicano l'aver patito un forte spavento, la percezione di "Essere rimasto senza parole". È un evento importante. Può essere utile indagare sull'ambiente famigliare e scolastico, specie se sono eventi ripetuti.
  • Le Bronchiti/Bronchioliti indicano che il bimbo vive conflittualità territoriali in cui si sente minacciato, in pericolo, come quando viene invitato un amichetto che prende possesso della sua cameretta o dei suoi giochi.
  • L'Asma bronchiale e/o laringeo è un evento grave che testimonia la crisi epilettoide di conflitti di minaccia territoriale (asma bronchiale), di spavento (asma laringeo) od entrambi. Il coinvolgimento del tessuto muscolare bronchiale e/o laringeo indica un interessamento delle aree motorie di queste strutture. È molto importante considerare la lateralità del bimbo, per individuare la presenza di una costellazione asmatica. In questo caso il bimbo è molto in difficoltà, l'ambiente in cui vive è per lui molto ostile.

Digestive

sabato 9 maggio 2020

Il dottor Hamer, i virus e la paura

Il dottor Hamer, i virus e la paura

Scrivo questo breve articolo dopo una pausa piuttosto lunga. Negli ultimi due anni, infatti, non ho potuto dedicarmi quanto avrei voluto alla medicina di Hamer, e alla divulgazione di altri argomenti che ritengo interessanti e importanti.
Riprendo in mano questo blog in un periodo di cambiamenti epocali nella  nostra società. Questi cambiamenti, ovviamente imposti alla popolazione, hanno come base (o scusa) proprio le convinzioni ufficiali riguardo all’eziologia delle malattie. Ci è stato detto, infatti, che un pericoloso e nuovo virus, nato (pur essendo materia morta…) da una mutazione di un virus normalmente presente nei pipistrelli, sta minacciando l’intera popolazione mondiale. Ci è stato detto che essendo un virus “nuovo”, potrebbe espandersi in modo incontrollato tra la popolazione, causando un numero imprecisato di vittime. Per questa ragione, ai fini di contenere la diffusione del virus, ci hanno imposto misure straordinarie di privazione di molte libertà personali. In pratica, ci hanno chiusi tutti nelle nostre case, e
possiamo uscire solo per fare la spesa o per esigenze mediche, con controlli militari per le strade che prevedono conseguenze penali per i “trasgressori”. Ma tutto avrà un termine, ci dicono. Quando i contagi saranno in diminuzione, gradualmente potremo dire che siamo fuori pericolo e tornare alla normalità. Questa la narrazione del sistema.

Le convinzioni sistemiche, in conseguenza delle quali è stato possibile dichiarare questo stato di polizia senza precedenti nella storia dell’uomo, sono dogmi mai dimostrati nati dalla teoria patogena dei microrganismi di Louis Pasteur. Conosciamo tutti la storia. Egli era un chimico che ad un certo punto si riciclò come biologo, e che aveva osservato con i rudimentali microscopi dell’epoca che in molti casi in cui un paziente stava male, si poteva trovare in lui la presenza di determinati microrganismi, e che tali microrganismi erano di solito assenti in chi stava bene. Formulò quindi la teoria secondo la quale l’intero stato patologico del paziente fosse causato da questi microrganismi.

Lui e i suoi seguaci, nei decenni successivi, avevano da affrontare però un grave problema: in molte malattie non si rilevava la presenza di microrganismi in azione. Si ipotizzò quindi che tali malattie fossero causate da microrganismi talmente piccoli da non poter essere visti con i microscopi dell’epoca. Gli si diede anche un nome: virus, che guarda caso significa veleno. Si aveva la certezza che in futuro la miglior definizione dei microscopi avrebbe permesso di vedere questi minuscoli microrganismi maligni in azione.
Passarono gli anni, e i microscopi in effetti diventarono sempre più potenti. Da ottici divennero elettronici. Ad un certo punto avrebbero potuto vedere anche creature 10 volte più piccole dei batteri, ma niente. 100 volte più piccole, ancora niente. 1000 volte più piccole, sempre niente. 10000 volte più piccole… attenzione, ad alcuni sembra di vedere dei minuscoli frammenti, delle cacarelle, immote, senza vita, che potrebbero essere tranquillamente frammenti causati dalla disgregazione, disidratazione e colorazione a cui i tessuti sono sottoposti per essere visti al microscopio elettronico. Va beh, in mancanza d’altro diamo la colpa a quelle cacarelle, diciamo che abbiamo finalmente visto il virus, pensarono gli scienziati. Ma, qualcuno obiettò, il virus è troppo piccolo per avere una vita biologica, non ha metabolismo, è materia morta, come possiamo sostenere che faccia qualcosa? Lo sosteniamo, risposero i capi, noi siamo la scienza, noi occupiamo tutte le riviste scientifiche, tutte le università, noi siamo l’autorità.
La gente ci crede anche se diciamo assurdità.
Siamo già riusciti a separare il corpo dalla mente, e a negare l’esistenza di anima e spirito, cosa vuoi che sia far credere anche questa balla dei virus? E in effetti…

La questione dei microrganismi (funghi e batteri) nostri simbionti è stata spiegata sensatamente da Hamer attraverso la quarta legge biologica. Ogni microrganismo nostro simbionte collabora con noi, e non è la causa di nessun stato patologico. Batteri e funghi, al contrario, intervengono in determinate fasi di processi speciali, svolgendo il loro indispensabile lavoro, al servizio del sistema corpo-psiche. Cellule, batteri e funghi formano un tutt’uno perfettamente organizzato. Niente prolifera nel nostro corpo senza un utilità, e senza il consenso del sistema corpo-psiche. Capite bene che in quest’ottica stare lontani dei microrganismi ed averne paura è un’assurdità.
Sulla questione specifica dei virus Hamer è stato sempre dubbioso. Inizialmente non aveva scartato la loro esistenza. Aveva osservato infatti che i tessuti dell’endoderma hanno come organismi simbionti i funghi, mentre quelli del mesoderma i batteri. Ipotizzò quindi che i tessuti dell’ectoderma, nei quali come detto non si rilevano mai batteri nè funghi, si ricostruissero nella fase di riparazione PCL grazie ai virus. La visione di Hamer, comunque, ribaltava la prospettiva: i virus, nel caso fossero esistiti, di certo partecipavano sensatamente ai processi come batteri e funghi, e non erano quindi nè da attaccare nè da temere in nessun modo. Per questo la questione se esistessero o meno aveva per lui, credo, un’importanza secondaria.

Con gli anni però si chiarì le idee anche su questo aspetto. Osservò infatti che le riparazioni dell’ectoderma avvenivano esattamente nello stesso modo sia che si risultasse positivi al test del virus in questione, sia che si risultasse negativi (ad esempio, nelle epatiti A B e C, ma anche non-A, non-B e non-C). Gli stessi test dei vari virus, poi, non cercavano mai il virus con il microscopio, ma ne deducevano la presenza in modo arbitrario sulla base di supposizioni. Probabilmente, infine, anche a livello logico, ritenne un insanabile controsenso credere che materia morta, forse minuscoli pezzi di materiale genetico comunque inerte, senza vita, possano “fare” qualcosa. Si convinse quindi che l’intera questione era campata per aria e affatto scientifica, e che quindi i virus non esistono.

Potremmo chiederci allora: quella che sta avvenendo ora è un’epidemia di che cosa? All’inizio non era nulla, non c’era incremento statistico della mortalità, e senza quello non ha senso parlare di nessuna epidemia.
Però si può fare terrorismo, si può dire che i pochi morti di oggi potrebbero diventare centinaia, migliaia, milioni, forse miliardi, come ci hanno fatto vedere in molti film.
Si può ripetere il tam tam del terrore all’esasperazione, attraverso i media. E si può obbligare l’intera popolazione a stare in casa a tempo indeterminato, senza neanche permettergli di lavorare e guadagnarsi da vivere, lasciando tutti nell’incertezza più assoluta per il futuro.
Queste condizioni, molto lontane dalla biologia ottimale, porteranno probabilmente ad un incremento di “malati”, e quindi anche ad una epidemia, questa volta reale. Potremmo dire che è un’epidemia della paura, come forse lo sono state tutte le altre “epidemie” del passato. Ma, per ora, mi fermo qui.
da usciredallorrore – Davide Cerutti

Correlati:

sabato 4 aprile 2020

Coronavirus: contagio indotto dai media, natura della malattia, imposizioni legislative e limitazione di tutte le libertà!

Coronavirus: contagio indotto dai media, natura della malattia, imposizioni legislative e limitazione di tutte le libertà!
-        Il governo dell’uomo.
-        La creazione della realtà della malattia.
-        Il contagio
-        Un punto di vista alternativo con le 5LB.
-        L’illusione dei virus mortali.
-        La paura della pandemia alimenta l’epidemia
-        Fattori concomitanti alla paura.
-        La comprensione della realtà.
-        Contenimento del popolo, non del virus (imposizioni e restrizioni).
-        Virus corona, chakra Corona e la mancata evoluzione dell’uomo.
-        Cosa ci serve ora?
-        Concludendo
-        Articoli correlati

Il governo dell’uomo.
Ne avevo già parlato nel precedente mio post, ma visto che l’operazione “coronavirus” è piuttosto importante per chi l’ha avviata penso siano necessarie ulteriori precisazioni per tentare di limitare, seppur minimamente, l’ignoranza che alimenta la paura che è alla base di ogni contagio, ma andiamo con ordine.
Il sistema che governa l’uomo ha migliaia di anni, non è un entità definita ma il modo di agire/gestire dei vari organismi istituzionali, privati(corporazioni, fondazioni, ecc.) e soprattutto occulti nei confronti delle sue creature-schiavi(questo siamo); esso conosce bene le dinamiche della salute e della malattia nell’uomo e nei secoli ha fatto in modo che l’uomo non ne acquisisse mai la reale conoscenza, e con questo voglio ribadire una volta per tutte che gli addetti ai lavori(medici & co.) non vengono formati alla salute, ne gli viene fatta comprendere la malattia, ma sono indottrinati alla medicina, alla ricerca meccanica di imperfezioni e al solo blocco allopatico dei sintomi(cura), la salute per loro è una parola fatta di parametri diagnostici che forniscono solo un quadretto artefatto ed insignificante dell’organismo multidimensionale definito uomo.
Il sistema nei secoli ha sempre usato i suoi, spesso inconsapevoli, untori per far attecchire alla sua schiavitù la malattia per i suoi biechi fini di cui abbiamo già parlato altrove(predazione energetica e controllo totale) ed oggi la situazione non è affatto cambiata dal medioevo o ancora da prima, sono cambiati solo gli attori e le modalità, ma il meccanismo d’azione del contagio è immutato poiché fa parte dell’organismo umano.

La creazione della realtà della malattia.
Il Coronavirus oggi è pericoloso, anche se esisteva già da prima e prima però non lo era, ma ci dicono che il malefico virus è stato modificato e poi aiutato a scappare da laboratorio di eccelsa sicurezza e quindi riteniamo vero che la sua nuova versione sia effettivamente pericolosa, ma anche senza l'accertata presenza di prove inoppugnabili sulla sua “malvagità” è stata avviata un’operazione d’ipnosi globale sulla malattia, in verità, come già detto in precedenza, questo coronavirus non è così pericoloso per la sua intrinseca dannosità, ancora da dimostrare, ma lo è per ciò che induce, anche se lui non induce proprio un bel niente, ma chi lo pompa a forza nelle nostre deboli menti attiva invece delle asfissianti(è proprio il termine attinente al covid19) e deleterie credenze.

Eppure oramai lo sappiamo bene che le nostre convinzioni generano la nostra personale realtà, sia esterna che interna, e chi le altera in qualsiasi modo modifica la nostra realtà attivando cambiamenti al nostro stato psico-fisico(epigenetica docet), ma non vogliamo(inconsciamente) però avvederci che chi cambia la percezione dell’individuo lo può anche far ammalare, solo attraverso di essa e nient’altro.

La profonda convinzione-credenza indotta che il piccolissimo ed innocuo coronavirus(o altri virus è uguale) causi danni nefasti a tutti è la più gettonata dai media di regime, sottolineata a forza e senza possibilità di replica dallo stesso governo che con decreto ne ha sancito l’inequivocabile(?) pericolosità, genera una percezione di elevato e concreto pericolo.
Lo stato di paura generato in questa realtà italiana non fa altro che farci reagire(a livello psico-fisico) come se fossimo sotto attacco, come se un nemico infido e viscido potrebbe inaspettatamente colpirci con gravi conseguenze e quel che è peggio i rimedi latitano lasciandoci in balia di eventi imprevedibili, in realtà il peggio è solo una condizione necessaria ad alimentare maggiormente la paura.
Come già ampiamente disquisito in altri post, lo stato di paura vissuto induce delle modifiche biologiche di entità commisurata all’intensità del percepito di ogni individuo, una piccola paura non restituisce alcun sintomo o lievi sintomi che mai saranno attribuiti ad essa e analogamente una grande o grandissima paura farà danni(malattia) seri che però saranno attribuiti alla mala sorte. D’altronde ci hanno sempre insegnato che la malattia e la salute sono questioni di (s)fortuna non certo di percezione e noi non potevamo non credergli.

Il contagio
Arrivati a questo punto si può comprendere bene come quello che noi chiamiamo contagio altro non è che l’attivazione inconscia dei programmi biologici sensati speciali(malattie) in maniera del tutto automatica in relazione al percepito biologico dell’individuo e della sua specie, perché l’uomo a livello inconscio comunica sempre con i suoi simili in particolar modo con suo clan(gruppo/famiglia), quindi il singolo viene spesso(non sempre) influenzato dalla reazione della sua specie-clan.
Pertanto in contrapposizione a chi asserisce che il contagio non esiste e che si tratta dell’intossicazione del corpo per ciò che mangiamo, respiriamo beviamo ecc., io sostengo che non è così, il contagio è un termine introdotto ad hoc a sostegno della teoria dei germi e della fabbrica della malattia e dei farmaci, la malattia invece, anche quella definita infettiva è la reazione biologica del singolo individuo alle situazioni vissute perlopiù inconsciamente e quella che stiamo vivendo non è una situazione facile, reazione che varia in base all’evoluzione e alle conoscenze del soggetto e l’intossicazione del corpo che è presente in ogni malattia non è la causa di essa, ma la sua conseguenza e non è la stessa cosa.
Il termine contagio quindi dovrebbe essere sostituito con quello di “percezione della macchina psico-biologica definita uomo” di tutto ciò che la circonda.

Un punto di vista alternativo con le 5LB.
Vorrei dare un rapido e semplice sguardo alla polmonite da coronavirus  chiamata COVID19 attraverso le informazioni fornite dalle 5 Leggi Biologiche. Ho già parlato della natura inanimata dei virus e che pertanto non possono generare malattia ed ho anche riferito in merito ai microbi corporei che benché vivi non possono essere additati di alcuna colpa non essendo loro causa, ma conseguenza della malattia.
La malattia, qualsiasi malattia, è endogena, essa si attiva dalla percezione inconscia dell’individuo (vedasi Vaccino per la paura) quindi un virus o un batterio esterno nulla può se immesso nei trilioni di cellule umane e relativo sistema di difesa, tuttavia virus e batteri sono sempre individuati nelle malattie e gliene diamo la colpa a causa di un sistema d’indagine completamente capovolto rispetto alla realtà dei processi corporei. Purtroppo il sistema scientifico d’indagine è estremamente riduzionista, meccanicista ed allopatico ed è l’unico che viene insegnato a forza nelle università di medicina e chi lo mette in discussione anche solo per capirci qualcosa in più viene radiato se gli va bene altrimenti “sparisce”; la medicina come la fede è pregna di dogmi che bisogna accettare per cieca fede. 
O credi alla televisione o te ne vai in prigione
La polmonite da coronavirus è un processo infiammatorio che comporta un accelerazione dei processi del “sistema immunitario” e quindi un innalzamento della temperatura corporea, la presenza dei virus indica che i tessuti interessati sono ectodermici(con febbre alta) e che quindi concernono oltre alla funzionalità biologica del polmone stesso, cioè la vita, anche la relazione e/o il territorio(5LB docet).
A livello funzionale il polmone è l’organo che ci mantiene in vita attraverso il respiro e quando la nostra vita viene messa in serio pericolo un programma automatico di madre natura si avvia facendo reagire detto organo per aumentare la sua efficienza per superare il pericolo di vita, inoltre in questa specifica circostanza(data la presenza dei virus) sono interessati i tessuti più esterni(ectodermici) dell’organo la cui funzionalità è di relazioni e/o territorio ed in effetti le relazioni tra persone, e le questioni territoriali (perdita lavoro, reddito e le conseguenze del caso) sono particolarmente interessate dall’allarme sociale indotto col coronavirus.
Il pericolo principale a cui veniamo esposti e che percepiamo da questa pandemia da covid 19 è quello per la nostra vita(o del nostro clan) esso attiva i tessuti del foglietto embrionale endodermico(tessuti più antichi a livello ontogenetico) del polmone che è simbolicamente e funzionalmente preposto a tale funzione. Il processo biologico di ripristino(malattia) del tessuto endodermico usa microbi vari e di norma non genera virus i quali sono invece generati dai tessuti ectodermici dello stesso organo, tuttavia nella situazione contingente del coronavirus le percezioni di pericolo sono molteplici e pertanto in minima parte vengono interessati anche i tessuti ectodermici la cui alterazione-ripristino(malattia) genera virus riscontrabili nei tamponi/analisi quindi condannati senza processo come colpevoli della malattia.

Quindi per riassumere si percepisce un pericolo di vita, un pericolo seppur minore nelle relazioni e territorio, reagisce il polmone con i suoi tessuti principali(endodermici) per farci sopravvivere e anche quelli adibiti alla relazione-territorio (quelli più esterni) che comportano la produzione endogena durante la malattia(ripristino della normalità) ed ecco che nelle analisi troviamo il chimerico coronavirus, che è sempre esistito, ed è subito COVID19: Malattia anche indotta dalla asfissiante paura di morire(e di relazione e territorio) inculcata a forza dai media e confermata con decreti e leggi dai governi gli odierni untori del sistema bestia che ci opprime in ogni maniera.

L’illusione dei virus mortali.
Prima di chiudere il discorso virus-malattia vorrei fare una considerazione inconsueta all’attuale paradigma mentale: i virus sono particelle-frammenti senza vita di materiale organico mentre i batteri, funghi e microbi vari sono invece dei microorganismi viventi di cui il nostro corpo è pieno, ce ne sono addirittura 10 volte di più delle cellule dei nostri tessuti ed interagiscono con il nostro organismo costantemente per garantirci la vita.
Oggigiorno ci vendono flacconi con miliardi e miliardi di questi microbi(intestinali) vivi che ci consentono, almeno per un giorno, di sentirci meglio, ma ne dobbiamo ingerire davvero diversi miliardi e tutti vivi per stare bene appena una giornata; questo ci viene detto da sempre e noi appuriamo che i risultati ci sono quasi sempre; non teniamo conto però che di virus morti presumibilmente ne potremmo ingerire molte migliaia ogni giorno e che nonostante il loro numero insignificante, se paragonato ai 70-100 trilioni di cellule umane e relativo sistema di difesa, questo ci arrecherebbe molto, ma molto male, addirittura ci potrebbe condurre alla morte. Virus che ci dicono si replicherebbero nelle nostre cellule e noi, chiaramente all’oscuro di tutto, gli crediamo, ma senza ragionarci su.

Oramai parte della comunità scientifica e medica, in particolare i biologi, si sta ribellando alle informazioni fasulle insegnategli a forza e senza diritto di replica e stanno appurando la vera natura dei virus, particelle organiche senza vita, avvedendosi che essi non si replicano, ma vengono generati dal corpo durante la normale malattia. Un normale processo biologico che una volta compreso può essere aiutato a giungere al suo compimento senza grandi tribolazioni e con un senso più profondo di ciò che accade dentro di noi. E noi vorremmo ucciderli? Probabilmente nel tentativo di uccidere chi è già morto riusciremo ad ucciderci da soli.
Dimenticavo di precisare che tutte le immagini che ci vengono mostrate raffiguranti virus sono false, artefatte o deliberatamente create per mostrarci un organismo che in realtà non è tale e mantenere in piedi la farsa in argomento; comprendo che questo desti sconcerto, ma non è certo la cosa peggiore che mamma sanità è abituata a fare(fonte).
Ma ci rendiamo conto di questa assurdità? I virus, pochi e morti, che non possono auto replicarsi e che ci uccidono?
Insomma ci servono tanti miliardi di batteri per una sola giornata di benessere e basterebbero migliaia di virus, morti, per farci stare male per molto o addirittura ucciderci? A questo sono riusciti a farci credere?

La paura della pandemia alimenta l’epidemia.
La paura della pandemia alimenta quindi l’epidemia… pertanto in tutti quelli che “muoiono” di paura al termine dell’emergenza (percezione di pericolo) ci sarà la malattia(coronavirus positivi) e quasi certamente sarà interessato proprio il polmone che ha reagito alla paura di morire o di perdere il territorio(ciò che è fondamentale nella vita).
Chi ci inculca la paura e ci ingenera la malattia,
sono gli stessi che poi si prodigano per la nostra cura

Fattori concomitanti alla paura.

martedì 4 febbraio 2020

Corona(e gli altri) Virus: anatomia di particelle innocue e di contagi reali

Corona(e gli altri) Virus: anatomia di particelle innocue e di contagi reali
Non si sa bene come, ma è arrivato questo super virus Corona che sta facendo non pochi danni e tutti ne parlano da più punti di vista, insomma un ottimo strumento di distrazione che durerà finché vorranno, basterà tenere accesi i riflettori e lui vivrà e spaventerà in ogni dove.
Tutti parlano di questo mostro chimerico che contiene innesti presi addirittura dal famigerato virus Hiv, nonostante quest’ultimo non sia mai stato isolato(scoperto), ma tant’è, così ci dicono come potremmo dubitarne noi?

E’ quasi certo, solo per l’informazione alternativa ovviamente, che la bestia sia stata scatenata di proposito e per molti più propositi di quanti ne potremmo individuare che vanno dalla guerra commerciale alla Cina all’avvio di una pandemia globale che possa consentire ai governi di limitare le libertà personali degli schiavi ed imporre cure più dannose di qualsiasi malattia.

Visto che “tutti” dicono la loro su questa creatura mitologica allora vorrei anch’io dire qualcosa in più sull’argomento prima che diventi reato esprimere un’opinione anche su questi argomenti.
Dopo diverso tempo torno a trattare la materia dei virus, particelle(non microorganismi) microscopiche che causano danni inimmaginabili in tutto il mondo pur non avendo alcuna caratteristica di un essere vivente, infatti, come già rappresentato innumerevoli volte, essi non vivono[1] e non si capisce come siano in grado di fare tutti questi danni e causare tutte queste malattie, quindi ora cercherò di spiegare come questi residuati mitocondriali/proteici cellulari causino tutti questi problemi pur essendo inermi, morti.

Come sempre è necessaria una premessa fondamentale, bisogna essere consapevoli che noi poveri mortali, medici compresi, non sappiamo niente di niente e in fatto di salute e malattia ancora meno, le cose a cui abbiamo accesso sia nelle università di medicina(non di salute, la salute è altra cosa) che altrove sono solo informazioni riguardo a farmaci, ai vaccini, alle malattie, incertezze e paure senza limiti, o mi sbaglio?
La medicina è un mezzo, la salute è un fine,
ci sono milioni di esperti(laureati) ad usare il “mezzo”
ai quali è stato nascosto come raggiungere il “fine”
Coscienti di ciò possiamo iniziare un percorso nei meandri del nostro essere, della sua malattia e della sua salute che si discosterà di molto dai soliti discorsi e dalle solite conoscenze quindi per chi non è avvezzo alle mie esternazioni è meglio allacciare le cinture o chiuderla qui.

La malattia dell’uomo non è, dico non è, causata da agenti esterni siano essi virus, batteri, cibo o altro no, la malattia è avviata dall’interno attivata dalla percezione(negativa) biologica(non psicologica) dell’individuo, percezione che nel 90% dei casi è completamente inconscia e quindi al di fuori della volontà del soggetto.
Quindi anche se appare assurdo, con il consueto paradigma di conoscenze odierno, l’introduzione nel corpo di virus, batteri, cibo insano o altro non genera malattia, eccezioni ed eccessi a parte, qualora l’individuo(inconscio) non abbia la percezione del pericolo di quanto ingerito o iniettato, pertanto ciò che entra in svariati modi viene espulso senza che vi sia alcuna reazione(malattia).

Questa notizia da una parte ci mette al sicuro da molti pericoli ma dall’altra ci espone ad altri “pericoli” anche inesistenti di cui però ne abbiamo(o ci inculcano) una percezione biologica negativa/pericolosa.

Capita dunque che situazioni di estremo disagio e di minacce vissute dalle persone le inducano a sentirsi al pericolo anche se il pericolo non è reale ma solo paventato o inventato di sana pianta, in dette circostanze l’organismo umano attiva dei processi di sopravvivenza automatici che gli consentono di superare il pericolo percepito(non sempre reale); di conseguenza ci si può ammalare solo per paura[2]. 

Ora bisognerebbe chiederci qual è lo strumento che più diffonde la paura ai giorni nostri?
Avete già pensato a quanta paura viene instillata giornalmente nelle nostre menti dai TG e dalla televisione in genere?
Già; la televisione in questo senso è uno strumento di condizionamento percettivo e quindi di “contagio” di qualsivoglia patologia.
Strano, impossibile? L’avevo detto prima che noi poveri mortali non dobbiamo sapere nulla di nulla e sulla nostra salute ancor meno, quindi…
Il panico rimane il primo fattore di malattia oltre che l’unica fonte di contagio(fonte)
Se ne deduce quindi che quello che noi intendiamo come infezione, contagio, diffusione della malattia in realtà ha tutt’altra natura rispetto a quella che ci viene propinato da secoli dagli stessi untori della “peste”; la diffusione della malattia, sia essa reale o solo immaginata, è possibile solo attraverso la percezione(inconscia) dell’individuo che trovandosi in uno stato di paura/pericolo(anche inconscio) diffuso o incerto attiva le difese del corpo che sfociano nella malattia, la quale a sua volta è ben diversa da quello che ci dicono, ma non ho voglia di prolungarmi oltre, sono cose di cui ho già parlato a sufficienza.

Tornando a monte ai diabolici virus c’è quindi da non dimenticare mai la loro vera natura di residui cellulari prodotti dal corpo stesso in ogni momento ed in particolar modo nel corso di un processo biologico di ripristino definito dalla medicina ufficiale malattia, ne deriva pertanto che essi non generano malattia, soprattutto perché endogeni e quindi la loro presenza è il segnale che la malattia è in atto, non causata da loro i quali ne costituiscono solo una conseguenza.

SALVA O STAMPA IL POST IN PDF

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

CORRELATI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...