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martedì 5 gennaio 2021

Sciogliere il "Sale"

Sciogliere il "Sale"

Il più grezzo dei tre composti alchemici di base (Sale, Mercurio e Zolfo) è il Sale.

Tale simbologia è stata utilizzata per la sua forma cristallina e solida... che però può sciogliersi in acqua.

L'Alchimista deve apprendere come sciogliere il suo Sale per poter poi operare con Mercurio e Zolfo, ma finchè il Sale è cristallizzato ben poco si può fare con gli altri due Elementi.

I pensieri e le emozioni si "cristallizzano" nel corpo, nelle tensioni muscolari, nei blocchi che manteniamo nel fisico e dobbiamo assolutamente sciogliere questi aspetti per poter ottenere buoni risultati operativi.

Senza scioglimento del Sale si può chiacchierare e disquisire intellettualmente, ma ben pochi possono essere gli effetti delle operazioni.

Esistono diversi metodi di scioglimento delle tensioni articolari (determinate proprio da un accumulo di sali) e muscolari e l'Alchimista deve provarne diversi perchè ognuno di noi è differente ed ha diverse esperienze e diversi tipi di tensione.

Il rilassamento fisico deve essere perseguito ad ogni costo. Non come un fine, ma come una rampa di lancio.
Tra i metodi che possono suggerire vi sono

  • il rilassamento muscolare progressivo, che consiste nel creare uno stimolo di tensione e rilassamento che dura qualche secondo per 3 volte per ogni gruppo muscolare. Si parte dai piedi e poi si sale ai polpacci, quadricipiti, glutei, addominali, dorsali, pettorarali, bicipiti, tricipiti, avambracci, mani, e tutti i muscoli del viso. Tale tecnica di rilassamento può durare circa 10-12 minuti per un ciclo completo (ho visto che esistono anche dei rilassamenti guidati su Youtube) e va ripetuta per 4-5 volte consecutivamente per ottenere un buon risultato.
  • la scansione del corpo, che consiste nel passare in rassegna tutte le parti del corpo dai piedi alla testa (come nel Training Autogeno) o dalla testa ai piedi (come nel Metodo Silva) cercando di recuperare sensazioni di pesantezza, calore, vibrazione e lasciando andare le tensioni tramite una sorta di comando mentale o di immaginazione. Si possono immaginare anche onde di energia che percorrono il corpo verso l'alto e verso il basso
  • utilizzo di lampade ad infrarossi, esposizione alla luce solare
  • dondolamenti dal classico sulla sedia a dondolo a vari tipi di dondolii in piedi, spostando il peso da un piede all'altro, con le braccia che oscillano. Ne esistono diverse varianti, da quelle del metodo Bates a varie tipologie legate al taijiquan, al qigong o alle arti marziali in generale
  • e poi stretching, esercizi di mobilità articolare, massaggi ed ogni cosa che possa rimuovere le tensioni fisiche ed i blocchi energetici cristallizzati nel corpo

La cosa importante... importantissima... è sciogliere il "sale" e farlo in ogni modo, dedicandovi del tempo, anche un'ora o due o tre. Tanto tempo vero? Sì... da togliere alla televisione o ai social.

http://www.scienzasegreta.it/2020/11/sciogliere-il-sale.html

 

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lunedì 4 gennaio 2021

Pensieri sfusi… cibo, alimentazione ed energie

Pensieri sfusi… cibo, alimentazione ed energie

L’allegria, la compagnia, l’amore amplificano il sapore.

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Nel cibo ciò che conta veramente non sono le calorie, né i carboidrati, o le vitamine, i grassi, le proteine, le fibre ciò che è più rilevante e che interagisce maggiormente con l’individuo è l’energia vitale, ma “nessuno” ne tiene conto.

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Le energie del cibo sono la componente essenziale di esso e di noi stessi ecco perché interagiscono attivamente con l’individuo, sono endogene ma anche esogene(immesse dall’uomo nella loro preparazione) e le percepiamo principalmente attraverso il gusto, la consistenza e il senso del calore.

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La cosa più importante del mangiare è il gusto è questo che consente l’assimilazione delle energie che lo costituiscono, per amplificare il gusto è necessario essere presenti; il qui e ora è essenziale nell’alimentazione.

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La velocità di degustazione dei cibi è direttamente proporzionale alla nostra necessità di compensare una mancanza, divenirne consapevoli comporta un approccio più pacato(meno istintivo) ad esso e riduce automaticamente le “mancanze” (per lo più inconsce).

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Il cibo è energia vitale correlata alle energie umane del primo chakra(della vita), oggi considerata la sua abbondanza e la pressante percezione di assenza delle energie del 2° chakra(sesso) l’alimentazione è divenuta una compensazione energetica-emotiva di tale carenza energetica e vitale.

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Più importante di cosa mangi è come mangi, mangiare in maniera consapevole attraverso la presenza nel momento(qui e ora) amplifica esponenzialmente i benefici del cibo e l’evoluzione personale.

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Per fare del cibo buono è necessario infondergli* l’energia delle nostre intenzioni consapevoli che danno maggiore qualità “sottili” ai prodotti.               *(durante la preparazione)

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Mangiare bene fa bene, ma la salute è soprattutto(essenzialmente) una questione "mentale"(stato di coscienza).

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Qualsiasi cibo può darci tutte le energie di cui abbiamo bisogno purché sia stato instaurato un solido legame percettivo-emozionale con esso.

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Se non riesci a farlo nella quotidianità almeno quando mangi cogli il qui e ora; il presente è l’unico tempo esistente e la sua percezione appianerà molte disarmonie.

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L’energia del buon cibo e l’alimentazione consapevole ti aiuterà a smontare le sovrastrutture mentali e a farti deporre le corazze caratteriali ecco perché Il cibo e l’alimentazione hanno sempre avuto una grande importanza nell’evoluzione del sé.

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Il come ed il perché* fanno ingrassare di più del cosa e del quanto mangiamo, ecco perché con molti le diete non funzionano.         Ingrassare è strettamente correlato con l’assunzione di cibo ma non ne è la conseguenza, bensì spesso ne è la causa.        *(inconscio profondo)

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Il non sentirsi guardati, considerati, amati,  a volte ci fa ingrassare più di qualunque altra cosa(non il cibo)… anche per queste condizioni è sempre “dentro” che devi “guardare” (fonte).

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Mangiare piano e con presenza migliore il gusto di tutti i cibi.

Marcello Salas

PS: Queste sono frasi le ho "buttate giù" per un amico che ha il ristorante, ma che credo non abbia ben compreso… chi sono.

FONTE: MENTE OLISTICA BLOG


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Come consideri e tratti il cibo ha un profondo effetto sulla digestione e sull'assimilazione del cibo, oltre che sulla mente e sullo stato emotivo.

Il cibo preparato da una persona in uno stato emotivo pieno di rabbia e risentimento, sarà molto diverso da quello preparato con passione, con amore o con emozioni positive. Anche se la ricetta è la medesima.

Il cibo assorbe le emozioni di chi lo prepara. Non il cibo in sè, ma la sua controparte astrale.

Ma non conta solo la preparazione del cibo. Conta anche come lo assumi.

Puoi "aumentarne la vibrazione" attraverso una preghiera, una benedizione, la gratitudine o il pensiero di qualcosa di positivo che si andrà a realizzare. Questo andrà ad influenzare direttamente la controparte astrale di ciò che mangi e sarà poi integrato nel tuo corpo astrale.

Se consumi carne puoi anche benedire l'animale per aver dato la sua vita e consumare il pasto con gratitudine. Puoi anche pensare che la sua vibrazione si sta sollevando verso i livelli più sottili dello spirito.

Ma la cosa più importante è farlo con piena presenza, piena consapevolezza.

Assolutamente da evitare è mangiare con la TV accesa, che ci mette in stato di ipnosi o di semi-coscienza, ed ancora peggio è mangiare ascoltando notizie negative dei telegiornali o guardando programmi che impregnano il nostro inconscio dei loro contenuti emozionali.

Diventa la miglior versione di te stesso.

http://www.scienzasegreta.it/2020/12/non-e-solo-cosa-mangi-ma-anche-come.html

Vedi anche: Il rituale del pasto.

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domenica 3 gennaio 2021

Fondamentali della Scienza Segreta


Fondamentali della Scienza Segreta

Tutti i libri che leggiamo sulle diverse tradizioni, filosofie o tecniche esoteriche non sono che l'1% di tutto il percorso reale. Tutti i cosiddetti segreti sono nascosti nella pratica e la pratica è il 99% del cammino verso la scoperta di chi siamo e cosa siamo.

Alchimia, Magia, Cabala, Ermetismo, Buddhismo, Taoismo, Yoga... sono tutti basati sulla medesima realtà e diversi autori hanno tracciato mappe di questa realtà secondo le esperienze della pratica. Hanno lasciato tracce e tecniche per navigare su quelle mappe, ma ciò che più è importante è comprendere la realtà ultima con i nostri occhi e la nostra esperienza personale.

 

Per cominciare dobbiamo sviluppare una mente scientifica, ovvero una mente capace di osservare i fenomeni in modo distaccato.

Secondo l'assunto della Tavola di Ermete, tutto ciò che esiste è vibrazione di una stessa sostanza di base che si manifesta dai livelli più densi ai livelli più raffinati.

La capacità di osservare in modo distaccato ci permette di creare spazio tra la coscienza ed i pensieri e la realtà fisico-vibratoria, pertanto va allenata il prima possibile.

Ogni sessione di pratica accumula energia e ci permette di accedere a nuove informazioni.

La presenza mentale, la capacità di osservazione va allenata in ogni momento.

 

Ed ogni esperienza va riportata su un diario, perché la nostra memoria è traditrice ed abbiamo bisogno di oggettività, di revisionare periodicamente le nostre osservazioni e le nostre scoperte.

Oltre al diario si possono utilizzare lavagne o pannelli in cui riportare informazioni, man mano che la mappa diventa più chiara. Le informazioni vanno riviste, digerite, meditate ed integrate. Si possono utilizzare inoltre strumenti di registrazione audio, note, post-it volanti... tutto ciò che ci può servire per "catturare" idee ed esperienze e portarle alla nostra coscienza.

 

Poi dobbiamo condividere. Le nostre esperienze e le nostre pratiche, se condivise acquisiscono una nuova luce, più condividiamo ed aiutiamo gli altri e più siamo aiutati con maggiore energia, maggiori informazioni e maggior crescita. Più creiamo situazioni positive e facciamo azioni positive più accumuliamo "punti karma" che ci portano avanti e ci permettono di operare sempre più verso nuovi livelli di esperienza.

 

Quanto praticare? Tanto, spesso. Almeno due ore al giorno per creare un substrato fertile, uno zoccolo dura, una fondamenta che permetta di crescere rapidamente ed evitare ciò che accade spesso: un passo avanti ed un passo indietro, un passo avanti ed un passo indietro... per ritrovarsi sempre al punto di partenza, demotivati e demoralizzati.

Ci sono tecniche che possono essere integrate nella vita di tutti i giorni, la cosa più importante all'inizio è infatti sviluppare una quantità sufficiente di consapevolezza, di presenza mentale. Pertanto bisogna praticare il più possibile, alternando in modo equilibrato i corpi fisico, astrale e mentale.

 

Inoltre dobbiamo praticare in armonia con le situazioni, seguire i ritmi dei giorni, delle stagioni e dei luoghi. Ogni momento ed ogni luogo ha le pratiche più adatte, ad esempio la Luna Piena è più adatta alle pratiche energetiche, mentre la Luna Nuova alla meditazione o al rilascio emozionale. Persino ogni segno zodiacale ha le sue "preferenze" ed in un ciclo annuale di vanno a toccare tutti gli aspetti della pratica.

Diventa la miglior versione di te stesso.

http://www.scienzasegreta.it/2020/11/fondamentali-della-scienza-segreta.html

 

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sabato 12 settembre 2020

NeoMedioevo Scientista

Benvenuti nel Nostro Glorioso NeoMedioevo Scientista

Stefano Re che parla con gli scientisti·Giovedì 29 giugno 2017·Tempo di lettura: 3 minuti

La scienza è fondata sul dubbio. Senza il dubbio, saremmo ancora tutti convinti che il sole giri intorno alla terra. I primi a introdurre il metodo scientifico furono considerati dei matti e perseguitati come eretici, perché mettevano in discussione le “verità consolidate” al tempo vigenti. Furono ridicolizzati, emarginati, perseguitati, condannati e non di rado anche uccisi, nel roboante applauso delle folle.

Mille anni più tardi, abbiamo gli “scientisti”: persone di ogni età, estrazione sociale e livello di cultura formale che riducono la scienza ad una religione, una patologica caricatura di se stessa. Condividono e promuovono una fede cieca in qualcosa che definiscono “verità scientifica”, considerano matti e perseguitano come eretici tutti coloro che su di essa avanzano dei dubbi e li mettono in discussione.

In questa nuova e triste religione, i medici e gli scienziati che difendono l'ortodossia diventano altrettanti profeti e vescovi, con masse di penitenti che demandano a questi loro nuovi sacerdoti la salvezza dei loro corpi e delle loro anime.

Dai pulpiti televisivi i nuovi predicatori annunciano le pestilenze infernali: "L'aviaria vi colpirà, la peste suina cadrà su di voi, il morbillo ucciderà i vostri figli partendo da Disneyland e arrivando fino a Gardaland!"

E in coro rispondono le masse: “Difendici dall'epidemia, oh gloriosa Scienza Ufficiale! Dacci oggi le nostre pillole colorate, allontana da noi queste terribili malattie, vaccina i nostri figli appena nati prima che il batterio luciferino entri in loro”.

Ora come allora, i medici e gli scienziati che pongono dubbi all'ortodossia vengono considerati traditori ed eretici; radiati, emarginati, derisi nel roboante applauso delle folle esattamente come mille anni or sono.

 

Non è un mistero perché la scienza sia stata corrotta fino a trasformarsi in questa triste religione: pochissime persone hanno il coraggio di affrontare la responsabilità di esistere. L'idea che ci sia qualcuno, qualcosa, che dia un ordine all'esistenza è una consolazione enorme, archetipica. I bambini la cercano fisiologicamente nei genitori e, benché crescendo anagraficamente, la maggior parte degli individui non riesce a superare tale condizione. Per questo le religioni accompagnano da sempre la nostra specie, forniscono il surrogato necessario: un genitore celeste, estraneo ad errori e fraintendimenti, che ci rassicuri in massa dal terrore del vuoto. Quando però le religioni sfumano, le credenze si sgretolano, come è avvenuto negli ultimi mille anni, ecco che lo “scientismo” offre nuove sponde cui aggrapparsi. Un nuovo, freddo e rigoroso - ma perlomeno apparentemente solido - ordine esistenziale che plachi il terrore dello smarrimento.

Il medioevo ci ha raggiunti di nuovo, sostituendo il saio con un camice da laboratorio, la gogna fisica con quella mediatica, la bibbia con i “dati ufficiali”, le chiese con i media.

I nuovi sacerdoti e inquisitori, medici e scienziati “di sistema”, difendono l'ortodossia scientista con la stessa arroganza, la medesima ottusa spietatezza dei loro predecessori, ma con regole e liturgie rinnovate. Le masse di spaventati, furiosi, manovrati, sfruttati e del tutto inconsapevoli fedeli, invece, sono sempre le stesse.

Stefano Re -
facebook Stefano Re

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venerdì 11 settembre 2020

Risveglio, Trasmutazione e Coscienza Cristica

Risveglio, Trasmutazione e Coscienza Cristica

di Carlo Dorofatti

La Coscienza Cristica rappresenta quel processo di risveglio totale, completo, che passa attraverso un percorso di dominio della nostra natura inferiore, in funzione di un risveglio di coscienza alla divinità potenziale che siamo. È la “seconda nascita”.

Noi, è vero che siamo Dio o, se preferite, un’emanazione di Dio, ma non lo siamo finché non ci risvegliamo a questa consapevolezza; finché non riscopriamo di esserlo attraverso la nostra coscienza umana. Non si può, come fa una certa new age, giungere a conclusioni troppo affrettate. Sì, è vero che siamo Dio, che abbiamo una scintilla divina, espressione di un essere cosmico assoluto… certo, tuttavia, noi qui siamo calati all’interno di un’esperienza umana, attraverso la quale riscoprire la nostra divinità. È vero che lo siamo, ma non lo siamo finché non riscopriamo di esserlo… è un paradosso ovviamente, però noi dobbiamo diventare quello che siamo.

La Coscienza Cristica è questo, il risveglio di questa profonda consapevolezza; Cristo vuol dire “unto”, unto attraverso il sacrificio; ma, sacrificio significa “rendere sacro”, nulla a che fare con la sofferenza e con la pena. Ci ammaliamo, soffriamo, peniamo se non capiamo. Se non ci rinnoviamo. Se non siamo capaci di sacrificare le nostre illusioni per la Realtà. Ma, se capiamo, allora il nostro processo di risveglio può essere felice, è un rendere sacro.
Nel momento in cui c’è un intoppo, è perché stiamo sbagliando qualcosa: ci identifichiamo con qualcosa di falso, proiettiamo qualcosa di falso, siamo attaccati a qualcosa che non è reale e allora ecco lo squilibrio… e siamo subito messi alla prova con la malattia, la sofferenza, ecc. La “guerra” contro i nostri aggregati psichici, le nostre paure, i nostri limiti, ciò che noi non siamo, può anche essere faticosa, sofferente, difficile, penosa, ma è anche giusto che sia così poiché è una conquista reale, in cui non c’è niente da dare per scontato.

Il risveglio della Coscienza Cristica, il ritorno di Cristo sulla Terra, coincide perfettamente con le profezie Maya: noi siamo alle porte di una Nuova Era dove, secondo molte profezie, l’essere umano ha la possibilità di accedere a determinate possibilità di Coscienza. Ma deve sempre saperle cogliere e riconoscere: c’è sempre il libero arbitrio di mezzo, nulla è automatico.

In altre tradizioni veniva prefigurato come il ritorno di Cristo sulla Terra, ma il ritorno di Cristo sulla Terra è proprio il risveglio della Coscienza Cristica dentro ognuno di noi: questo è il ritorno di Cristo sulla terra. Noi dobbiamo crocifiggere la nostra falsa identità. È quella che soffre, ma che attraverso la sua sofferenza rende possibile il sacrificio e ci rende sacri e rende sacra la nostra realtà, ci fa andare oltre l’illusione. Quel superamento sacralizza e riconduce la nostra esperienza umana al Dio che siamo.
Per analogia, in base a dove è posizionato il nostro baricentro, momento per momento, attiriamo aspetti più vicini alla natura spirituale, oppure aspetti più vicini ad altri aspetti, che non sono di per sé giudicabili perché fanno parte della nostra realtà. E tuttavia, domandiamoci, noi da quale parte ci posizioniamo rispetto alla realtà? 
Qual è la realtà alla quale possiamo davvero accedere per esprimere la nostra coscienza? 
Dov’è il baricentro della nostra identità? Su quale piano? 
Siamo davvero noi, viviamo davvero, o siamo solo il riflesso su uno specchio fatto di illusioni?
Dove sono io? Qual è la mia aspirazione? 
Allora ecco che mi regolo, in base alla verità che fino in quel momento ho conseguito e all’onestà che sono in grado di applicare a me stesso nel rispondermi alla domanda: “Dove sono io? Dove voglio orientarmi?” Tutto dipende da dove Tu ti collochi… e man mano farai delle scelte, collocherai il tuo baricentro, idealmente… se ti poni il problema di dare credito a quella sensazione profonda dentro di te che ti fa pensare di non essere solo “questo”, allora piano piano comincerai a dare spazio ad altre aspirazioni e ad altre parti di te e quindi, proietterai possibilità nuove sul tuo piano di esistenza.
E’ necessario imparare a muoversi partendo dalle cose semplici, dalla propria posizione reale, dai propri limiti. È molto meglio fare le cose gradualmente, anche attraverso dei compromessi consapevoli, piuttosto che adottare regole di vita insostenibili. L’importante è cominciare. Adesso.

Questa ricerca spirituale, tutto questo impegno, questo scoprire e sperimentarsi esigerà continuità, costanza nella ricerca, una certa serietà: un po’ come foste dei piccoli scienziati che comunque sperimentano con mente aperta, con cuore puro, quindi con le giuste motivazioni, con la giusta costanza, con il giusto investimento di tempo, di energia, di buona volontà e allora ecco che con il tempo otterrete determinati risultati, se ci starete dietro.

Se saltellate da una tecnica all’altra, da una moda all’altra, da una curiosità all’altra, potrete divertirvi, però difficilmente riuscirete a inanellare tutte queste esperienze attraverso un filo conduttore che vi porti da qualche parte. Questi aspetti hanno bisogno di un investimento, di un’energia, di tempo, di attenzione, quindi è tutto molto impegnativo, sebbene da viversi con gioia e senso della scoperta, ovvero con entusiasmo, leggerezza, ma con la dovuta profondità d’animo.
Grazie a questo revival spiritualista, che viene chiamato new-age (mi riferisco alla moderna new-age perché la new-age degli anni ’70 è ben diversa dal fenomeno new-age che stiamo vivendo oggi), molte cose sono accessibili, ma occorre discernimento. È tutto molto interessante, in quanto fornisce tanti stimoli, fornisce tantissimi spunti di riflessione, però a volte rischia di indurre ad un atteggiamento un po’ superficiale.

Infatti, quando si tratta di investire tempo, energia, buona volontà e mettercisi di impegno, ecco che siamo un pochino pigri, perché veniamo educati al tutto e subito, ad un atteggiamento consumistico, molto mentale. Questi aspetti, che hanno a che fare con un investimento di sé molto concreto, non sono “prodotti”: non siamo al supermercato della spiritualità.
E’ inutile che parliamo di tante belle cose spirituali, di facoltà interiori, di indagini multidimensionali della realtà, quando ancora siamo bestie tra bestie, in un recinto di fango. Prima dobbiamo lavorare per renderci un po’ conto di che cosa siamo: lasciar elevare un po’ di più la nostra animalità, la nostra umanità: noi siamo esseri divini, qui per imparare a diventare finalmente “umani”. Non il contrario!
Non siamo esseri umani che devono diventare divini: noi siamo dèi qui per esplorare un’esperienza umana e ricondurla ad un’altezza spirituale, nobile, elevata. Il nostro obbiettivo è diventare umani: noi siamo molto lontani da questo obbiettivo. Raggiunto quell’obiettivo, potremo richiudere il cerchio, ovvero reintegrarci in quell’unità divina dalla quale sorgiamo, quella fonte dalla quale nasciamo tutti quanti.
E’ l’esperienza umana da conquistare: però noi, in questo particolare periodo storico, in questa dimensione, viviamo un’esperienza molto “bestiale”, molto legata a necessità e percezioni, direi identificazioni, piuttosto devianti rispetto alla nostra reale natura. Va bene! È andata così, non è un problema, ci sono dei corsi storici: noi viviamo alla fine di un’epoca e questa civiltà, questa manifestazione di realtà, sta giungendo alla sua apocalisse, al suo collasso… ben venga, non c’è niente da cambiare, non c’è niente da salvare, va bene, va benissimo così. È quello che abbiamo proiettato, è quello che abbiamo saputo manifestare, però, giunto a questo capolinea, è possibile pensare ad un rinnovamento di sé e dell’umanità, del mondo, dell’universo…

Non c’è da temere alcunché, perché la morte non esiste. Lasciamo pure che questa epoca, nella sua decadenza, collassi e salviamo quei semi di rinnovamento che possiamo intuire dentro di noi. E da quei semi ripartiamo verso una nuova epoca, una nuova era, una nuova possibilità umana, una nuova manifestazione, rinnovando però completamente il paradigma e tutti gli assunti, altrimenti rischiamo di metter “il vino nuovo negli otri vecchi”.
Bisogna veramente ritrovare, o creare, dentro di sé dei riferimenti nuovi, rinnovarsi radicalmente: non c’è niente da rivoluzionare. Non c’è da distruggere per ricostruire con gli stessi mattoni. Non si tratta di imboccare ora un ciclo evolutivo che ancora una volta si trasformerà in involutivo, sempre sulla stessa ruota del criceto. Questa realtà è così: va bene così. Va bene così, perché tutto questo è funzionale ad un fenomeno evolutivo.
Ma c’è un rinnovamento potenziale ben più radicale che possiamo cavalcare: possiamo scendere dalla ruota del criceto, non per salire su altre ruote, ma per scrollarci di dosso una melassa che non corrisponde a niente che si possa chiamare davvero VITA. Si tratta di uscire dalla “grotta di Platone”, di sconnettersi dalla Matrix, da tutte le Matrix.
Non confondiamo una possibile epoca nuova di evoluzione con quella che invece è ora una possibilità di rivoluzione davvero autentica, una rivoluzione della coscienza, del concetto stesso di esistenza, come nuova specie umana e spirituale rinata, o forse finalmente nata, fuori da questo guscio d’uovo così angusto e ormai asfittico.

Il tempo del rinnovamento è ormai giunto, evidentemente, necessariamente. Entriamo dentro noi stessi, poniamoci le domande fondamentali, poniamoci domande nuove, meditiamo, indaghiamo le nostre potenzialità reali, quelle della nostra anima, non crediamo più a niente se non alla nostra intuizione profonda, non stiamo più a nessun gioco, a nessun compromesso con l’illusione. Senza paura. Senza suggestioni, aspettative, finzioni, drammi. Svegliamoci, finalmente.
Articolo di Carlo Dorofatti
Pubblicazione sotto licenza Creative Commons - www.creativecommons.it

Apertura dei chakra e pericoli

Ti apro i chakra

Diffidate di quei libri che sostengono di fornirvi i mezzi per acquisire poteri magici grazie allo sviluppo dei chakra.
Si incomincia – vi spiegano – con esercizi prolungati di concentrazione e respirazione allo scopo di risvegliare la forza Kundalini. Non dirò che tali esercizi non diano risultati... Ma quali risultati?

Se cercate di sviluppare i vostri chakra senza prima aver fatto degli studi e un lungo lavoro, vi esponete a tutti i pericoli. È esattamente come affidare dei fiammiferi a un bambino. Che cosa ne farà? Provocherà un incendio.

Ebbene, occorre sapere che la forza Kundalini, che deve essere attivata per risvegliare i chakra, è un vero fuoco, e chi non si è prima esercitato per acquisire la purezza e la padronanza, rischia di vedere il fuoco di Kundalini scatenarsi e devastare tutto in lui.
CHI INVECE INCOMINCIA LAVORANDO SULLA PUREZZA E SUL DOMINIO DI SÉ, LAVORA ANCHE IN MODO INDIRETTO SUI PROPRI CHAKRA, I QUALI SI SVEGLIANO E SI METTONO A FUNZIONARE SENZA CHE VI SIANO PERICOLI PER LUI.
Omraam Mikhaël Aivanhov
http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

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sabato 20 giugno 2020

SERVONO DONNE E UOMINI AUTENTICI

SERVONO DONNE E UOMINI AUTENTICI, DOTATI DI ATTRIBUTI
By Valdo Vaccaro 8 Giugno 2020
NON SI SCAPPA DALLA REALTÀ, CI SONO I VERI UOMINI E CI SONO LE SCAMORZE
Esistono i veri uomini ed esistono le scamorze. Esistono i veri uomini ed esistono i caporali, i lecchini, i ciarlatani, i quaqquaraquà come li chiamava il principe De Curtis chiamato Totò. Dire questo non significa essere razzisti o manicheisti, non significa voler creare nuove categorie e nuove etichette, non significa voler dividere il mondo tra buoni e cattivi, tra bene e male, ma è semplicemente il riconoscimento di una realtà di fatto. Esiste in tutti noi la compresenza del buono e del cattivo. Esiste in tutti noi la possibilità di evoluzione nella direzione giusta o in quella sbagliata.

NON È PER NIENTE UNA QUESTIONE EREDITARIA O GENETICA
C’entra forse il fattore ereditario o il fattore genetico? I geni caratteriali regalati da mamma e papà? Certamente che l’avere un percorso netto, sia nella vicina fase ante-nascita che nella millenaria fase spirituale karmica delle vite precedenti, può valere molto, può essere a volte determinante. Ma di fatto non è raro che i figli dei grandi geni deludano e non siano all’altezza dei loro illustri antenati, per cui questa ipotesi non trova conferma nella realtà dei fatti.

L’EPIGENETICA HA FATTO GIUSTIZIA DI QUESTI VECCHI PREGIUDIZI
In ogni caso, come esiste l’epigenetica sul piano strettamente fisico e materiale, esiste pure l’epigenetica sul piano emozionale e spirituale, nel senso che uno nasce in un certo modo con certe dotazioni di partenza, ma poi ha la concreta e dimostrata possibilità di modificare se stesso, di modificare il suo Dna, i suoi geni e il suo genoma, migliorandosi ed evolvendo in senso positivo, o anche peggiorando e degenerando. Non a caso Madre Natura o la Divina Creazione ci ha forniti di libero arbitrio. Non possiamo cercare scuse o alibi.

LA VITA È UNA PIATTAFORMA SULLA QUALE POSSIAMO FISSARE E PLASMARE LIBERAMENTE I NOSTRI VALORI
Come si può arrivare a questo obiettivo? Attraverso i suoi pensieri, le sue azioni e le sue opere. Tutti pertanto hanno una strada aperta davanti a sé e tutti hanno la possibilità di tracciare in modo più o meno nobile, più o meno eroico, più o meno sublime, ed anche più o meno vile e banale purtroppo, il proprio percorso esistenziale.

DIOGENE E ALESSANDRO MAGNO INSEGNANO
Ecco allora l’importanza basilare di essere veri uomini, uomini e donne con gli attributi. Se ne trovano per fortuna dovunque, tutti i giorni, dovunque e tra tutte le categorie. Ovvio che la vera eccellenza è una qualità rara. Se ne era accorto anche il grande Diogene, quello che girava di giorno con la lampada accesa alla disperata ricerca di un vero uomo perché, persino a quei tempi, l’eccellenza latitava e la mediocrità predominava secondo i suoi rigorosi e straordinari criteri selettivi. Quel Diogene che al suo grande imperatore Alessandro Magno, venuto a fargli visita a cavallo e con la scorta, incuriosito e desideroso di offrirgli una residenza più consona e degna della sua botte rovesciata, giunse a dire “Imperatore scansati che mi stai oscurando la luce del Sole”.
Detto da un qualsiasi altro suddito dell’impero ciò sarebbe bastato per avere la testa mozzata all’istante. Ma Alessandro Magno che era un grande davvero pure lui, si rese conto di quale pasta fosse fatto questo suo impertinente cittadino, ribelle e coraggioso, unico e ingovernabile, al punto di esserne fiero. C’è da immaginare che gli abbia persino passato la mano sulla folta barba e che gli abbia lasciato una sostanziale regalia in monete d’oro, prima di tornarsene a corte.

NON CI SONO SCUOLE E NON CI SONO DIPLOMI
Tornando ai nostri tempi, non c’è purtroppo una scuola per veri uomini, e non c’è un diploma, un attestato o una laurea in umanità, e nemmeno un negozio al quale rivolgersi per comprare una sostanza speciale capace di trasformarci in veri uomini. Quanto poi ai titoli onorifici o professionali conferiti dai vari enti e ordini e ministeri sono tutti svianti e imbroglianti. Chiunque anteponga con orgoglio e supponenza un qualunque titolo al proprio nome e alla propria reale e autentica buona reputazione, alle buone maniere e alle buone intenzioni, perde di valore e si scredita agli occhi del prossimo.

PRIMA SEI UOMO E POI SEI TUTTO IL RESTO

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