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martedì 5 dicembre 2017

Testimonianza su come guarire dalla SCLEROSI MULTIPLA.

Testimonianza su come guarire dalla SCLEROSI MULTIPLA.
GUARIRE CHE PARADOSSO!
Questa volta non metto le analisi, ci metto la faccia ?
La sclerosi multipla mi fu diagnosticata nel 2014. Oggi , dicembre 2017, ho una remissione praticamente totale.

Sono in piena forma. Seguo , ad oggi, il Protocollo Gerson sotto il monitoraggio Dottor Alessandro Nicolosi. Ho scritto ad oggi poiché precedentemente, avevo unito Protocollo Coimbra e Gerson e non ero seguita da nessun medico per scelta. Sono stata rigorosa ma non abbastanza preparata, quindi avevo ancora qualche piccola ricaduta e nonostante i miglioramenti evidenti la parte destra del corpo non era mai al 100 % .

Il sistema medico non mi aveva dato vie d’uscita: farmaci a vita con controindicazioni devastanti, continue analisi, risonanze con contrasto 1/2 volte all’anno (con contrasto , per chi non lo sa, implica iniezione di gadolinio, uno dei peggiori nemici per chi ha lesioni demielizzanti come nel caso della sm) e supporto(?) psicologico.
Una delle mie prime richieste ai neurologi fu inerente alla Vitamina D. Fui praticamente messa all’angolo dall’alto della loro supponenza. Mi fu detto senza mezzi termini che il mio tentativo di arrampicarmi sui vetri di fronte ad una patologia “non guaribile” era purtroppo inutile e che i miei parametri in merito andavano bene , mi sottolinearono anche (tenetevi forte!!!) che nelle malattie autoimmuni non c’erano casi di carenza di tale vitamina (???).

Morale, ottenuta la prescrizione, risultò che avevo 8.2 ! Ho cominciato quindi a prendere 50000 UI al giorno con tutti i dovuti accorgimenti indicati dal Dottor Cicero Coimbra e praticare importanti detossinazioni come indicato dal Protocollo Gerson. Il tutto fai-da-te , che NON dovete fare e, naturalmente senza farmaci. Da questo punto in avanti è stato un percorso di continuo miglioramento, ma non abbastanza. Avevo raggiunto 97 di Vitamina D, ridotto quindi a 25000UI , fino al punto di prendere tale supporto a giorni alterni. Questo mi ha portata ad un crollo di valori a 57 in meno di due mesi.

Stavo sbagliando qualcosa poiché anche i sintomi, seppur limitati rispetto a prima, riaffioravano sempre più spesso. Stavo sull’incazzo andante (passatemi il termine )… poi è successo qualcosa di straordinario, come se fossi stata catapultata in una dimensione parallela da cui non sono più tornata indietro. Cosa mi bloccava?
La PAURA.

Faccio un passo indietro per spiegarmi meglio. Le parole hanno il loro “peso”. Io confondevo la parola RIGOROSO con STILE DI VITA e non me ne rendevo conto. Ero sufficientemente rigorosa ma mancava la parte “felice” dello “stile di Vita “.
Conoscendo da tempo Alessandro Nicolosi e il metodo Gerson sapevo che è RIGOROSO (infatti lo praticavo “a modo mio”) e, inconsciamente, questa parola mi faceva PAURA. Poi, analizza, pensa e ripensa, leggi, approfondisci, studia per capire l’errore di fondo… una notte, tipo un flash, la situazione è cambiata : mi sciacquavo la bocca con le parole “stile di vita” , avevo invertito i ruoli e il rigore mi dava il senso di obbligo e sacrificio!
Il grande inganno della MENTE!

Il giorno dopo ho telefonato al Dottor Nicolosi .. Ho pensato: tutt’ al più provo! .. ed eccomi qua in questo straordinario percorso nel MIO STILE DI VITA a condividere un messaggio che reputo importante : non abbiate paura dei paroloni che usa il sistema.

Scegliete di informarvi. Scegliete di capire cosa i sintomi vi stanno dicendo.
Ho avuto l’onore di conoscere persone con patologie molto gravi che hanno remissioni definite , erroneamente, miracolose. Non c’è nulla di miracoloso poiché il Miracolo siamo Noi ma non ci viene insegnato.

Quindi chiunque voi siate, qualsiasi cosa abbiate guardatevi allo specchio e sorridete riconoscendo il Divino che c’è in ognuno di Voi. .. perché semplicemente è un dato di fatto!

Da parte mia nessun pentimento nell’aver rallentato il mio viaggio di guarigione dovuta alla PAURA. Questo é il percorso che oggi mi permette di scrivere quanto sopra che forse potrà essere utile a qualcuno per dimezzare i tempi ?

I Protocolli efficaci sono molteplici. Il Protocollo Gerson è una mia scelta. Non è un invito a seguirlo ma solo la condivisione della mia esperienza. Soprattutto, che sia molto chiaro, il mio non è un invito ad evitare farmaci.. mi raccomando non fate confusione, che già c’è ne troppa ?
Buon percorso e Buon Ormone D a tutte/
???

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mercoledì 24 giugno 2015

Il Metodo Gerson

di Marcello Pamio

Un medico illuminato. Un ebreo scampato all’Olocausto. Un’emicrania invalidante. Una dieta in grado di curare tutto, anche il tumore. Qual è il comun denominatore di tutte queste cose? Max Gerson, un medico tedesco nato nel 1881 in Polonia e morto a New York nel 1959.

Per parlare dello straordinario Metodo Gerson approfitto di una recente intervista radiofonica che ho fatto su Gamma 5 a Margaret Straus, una delle poche persone al mondo che più hanno diritto di parlare del Metodo: Gerson era suo nonno!

D: Gentile Margaret cosa ci può dire di suo nonno?
R: Mio nonno Max Gerson aveva una grande istruzione classica di medicina. Ricordiamo che all’inizio del Novecento la Germania era un paese leader nel campo medico e scientifico. Quindi ha avuto una delle migliori istruzioni dell’epoca, con grandi professori. Sicuramente Gerson avrebbe preso la strada dell’insegnamento universitario se non fossero accadute nella sua vita fondamentalmente due cose. La prima è stata la Grande Guerra, la seconda è che dall’età di 25 anni soffriva di allergie e tremende emicranie a grappolo così intense che doveva chiudersi in una stanza buia per qualche giorno ogni settimana, con nausee e vomito.
Siccome non poteva vivere in quella maniera, leggeva, studiava, chiedendo aiuto anche ai suoi professori, ma il tutto inutilmente. Fino al giorno in cui lesse un articolo di una signora che aveva risolto il suo stesso problema con la dieta. A questo punto Gerson s’illuminò e volle provare sulla sua pelle, anche perché tutto il discorso aveva una sua logica: quello che mettiamo dentro il nostro corpo sotto forma di alimenti, tutto quello che digeriamo, determina l’equilibrio biochimico interno.
Quindi, eliminò tutto iniziando con quello che all’epoca era considerato l’alimento più leggero: il latte! Prese solo latte vaccino per alcuni giorni, e il suo problema di salute invece di migliorare si aggravò. Da questa esperienza, e ragionando fino in fondo, prese coscienza che infatti nessun animale in natura beve latte dopo lo svezzamento, e quello che bevono non è mai latte di un’altra specie animale. Così eliminò il latte dalla sua dieta per sempre. E’ bene precisare che nella Terapia Gerson (come del resto in quella molto valida di Johanna Budwig) viene aggiunta, dopo circa 6-12 settimane, una piccola dose di yogurt e quark biologico senza grassi. Secondo la sua ricerca questo era importante per evitare carenze del sistema immunitario.

Il Dottor Gerson era quindi allergico al latte e in ogni caso una dieta di solo latte vaccino non poteva che essere dannosa. A questo punto ragionò sulla dieta degli animali più vicini all’uomo, i primati. Le scimmie si nutrono esclusivamente di frutta e verdura. Siccome nella Germania del ventesimo secolo il frutto più comune era la mela, il dottor Gerson iniziò a mangiare solo questo frutto. Incredibilmente e forse inaspettatamente, mangiare mele gli fece sparire completamente l’emicrania! A questo punto, a poco a poco, alle mele aggiunse lentamente un alimento alla volta, e tutto quello che gli dava fastidio lo eliminava per sempre. Alla fine è rimasto solo con una dieta a base di frutta e verdura. Il dottor Gerson, oltre ad essere felice, era finalmente rinato: la sua emicrania era sparita.
Quando dei pazienti andavano da lui con il problema del mal di testa, Gerson consigliava la strada che aveva guarito lui e ogni volta, la sua dieta per l’emicrania funzionava anche per le altre persone. In particolare, un paziente che soffriva di emicrania e di un problema alla pelle, dopo qualche settimana della dieta Gerson, tornò e oltre all’emicrania gli era sparito anche il problema alla pelle.

Libri sull'argomento

Fu così che lentamente Gerson, giorno dopo giorno, paziente dopo paziente, estese la sua dieta a qualsiasi altro problema di salute, anche alla tubercolosi polmonare, che in quegli anni mieteva tantissime vittime. Mio nonno guarì dalla tubercolosi polmonare la moglie del grande dottor Albert Schweitzer, medico, musicista, filantropo, filosofo, biblista e Premio Nobel per la pace.
Già all’epoca furono pubblicati oltre 500 articoli sulla cura della tubercolosi con la dieta di Gerson. A questo punto mio nonno comprese una cosa importantissima: la dieta non curava una malattia, ma dava al corpo il “necessario” per ripristinare il meccanismo di autoguarigione. Era per così dire una terapia metabolica, in grado di ripristinare tutti i sistemi del corpo, in grado di curare tutte le altre patologie (diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, ecc.).
L’organismo umano ha molti sistemi all’interno del corpo: immunitario, ormonale, nervoso, ecc. e se questi funzionano bene, perché nutriti bene e non intossicati, l’uomo torna in perfetta salute. Il corpo quindi non guarisce selettivamente, il corpo guarisce tutto. Se viene alimentato bene e soprattutto disintossicato da veleni e tossine, è in grado di guarire praticamente da tutto.

D: In pratica cos’è il Metodo Gerson?
R: La terapia agisce simultaneamente su quattro livelli. La prima fase è una alimentazione a base di vegetali biologici in grado di fornire tutto quello che serve all’organismo. La seconda è la disintossicazione che si realizza somministrando ai pazienti notevoli quantità di succhi di frutta e verdura biologica fresca, che stimolano l’eliminazione attraverso i reni e un gran numero di clisteri al caffè. I succhi freschi contribuiscono anche alla terza parte della terapia, perché aiutano il corpo a ottenere tutte le sostanze nutrienti essenziali, i minerali, le vitamine.
Per le prime sei settimane vengono eliminate tutte le proteine di origine animale e tutti gli alimenti industriali, quelli conservati e pieni di additivi e chimica varia, per permettere al pancreas di tentare di sopprimere e digerire il tessuto canceroso. I succhi inoltre stimolano il fegato e reni ad eliminare le tossine accumulate. La quarta fase è l’integrazione: trattamento epatico di sostegno sotto forma di ioduro organico e inorganico, notevoli quantitativi di una combinazione di tre sali di potassio in soluzione al 10% (acetato, gluconato e fosfato monobasico di potassio), enzimi pancreatici e vitamina B3.
Nell’alimentazione una cosa molto importante da sapere è il rapporto tra sodio e potassio. Noi abbiamo bisogno di una alimentazione molto alta in potassio e bassa in sodio. Il cervello per esempio richiede molto potassio, perché questo favorisce lo sviluppo differenziato, mentre il sodio promuove la crescita rapida. La frutta e la verdura coltivate in un terreno ottimale (biologico) contengono molto potassio e poco sodio, esattamente quello che serve al corpo umano. Mentre nei terreni fertilizzati e pregni di chimica i frutti, oltre ad essere tossici e pieni di veleni, sono gonfi di acqua perché il terreno è ricco di sodio e povero di potassio… L’industrializzazione fa il resto: ad ogni passaggio viene aggiunto sodio.

D: Parliamo dei clisteri… quando suo nonno iniziò a sperimentare l’enteroclisma al caffè?
R: Non tutti sanno che nel famoso Manuale della Merck, la cosiddetta bibbia della medicina ufficiale, almeno fino agli Settanta esisteva la voce “clisteri di caffè”. Quindi la tecnica era considerata anche dalla medicina. Poi stranamente (dicono ‘per problemi di spazio’) la voce è stata fatta sparire… e oggi non se ne parla più. I clisteri di caffè si conoscono da ben prima della Grande Guerra. Non è una leggenda metropolitana che durante la guerra, i soldati feriti che avevano bisogno di antidolorifici usavano la morfina tramite i clisteri, con l’aggiunta di caffè. Il caffè che non mancava al fronte, arrivava con i treni, e i poveri medici per stare svegli ne bevevano a litri.
Quando la morfina per via della guerra iniziò a scarseggiare, i clisteri vennero fatti, forse per disperazione, solo con acqua e caffè. Ma incredibilmente l’effetto antidolorifico rimaneva. Fu a questo punto che due medici incuriositi, ne studiarono l’effetto, pubblicando uno studio. Il dottor Gerson lesse esattamente questo studio… In pratica scoprirono che la caffeina, presa per via emorroidale apre i dotti biliari permettendo una espulsione di bile, che depura profondamente l’organismo.
Il Dottor Gerson ha iniziato ad usare i clisteri al caffè nei casi di cancro, perché clinicamente notava che le persone cancerose avevano sempre un fegato assai intossicato. Il regime che usava mio nonno a base di succhi di frutta e verdura fresche (circa dieci succhi suddivisi nell’arco della giornata), provoca il rilascio di tossine dalle cellule e dai tessuti e queste tossine devono uscire il più velocemente possibile dal fegato. I clisteri servono proprio a questo: far uscire con la scarica le tossine rapidamente. Recenti scoperte, che mio nonno non poteva conoscere, hanno dimostrato che la caffeina introdotta per via rettale aumenta del 600% la produzione di un enzima chiamato glutatione. Questo enzima è una delle sostanze più potenti dal punto di vista antiossidante: combatte i radicali liberi e distrugge le cellule tumorali.

martedì 23 giugno 2015

Primi consigli per affrontare il tumore.

Primi consigli per affrontare il tumore.

Paolo Franceschetti
Alcune delle terapie e soluzioni possibili (con numeri telefonici e indirizzi utili).
1)     Protocollo D’Abramo. Questo protocollo, ideato dal dottor D’Abramo, consiste in una terapia infusionale che viene prescritta dal dott. Roberto Santi, medico in genova. E’ una terapia che rafforza il susistema immunitario, senza controindicazioni, che va a rafforzare il fisico sia nell’eventualità che si seguano le terapie tradizionali (chemioterapia e radioterapia) sia che si seguano terapie alternative

2)    Cura Di Bella. E’m una cura dimostratasi efficace e risolutiva in molti tipi di tumore giudicati incurabili dalla medicina ufficiale. La cura Di bella NON ha effetti collaterali negativi e, nella peggiore ipotesi,

3)    Medicina antroposofica. Praticata da medici che aderiscono alla cosidetta medicina steineriana, il centro di riferimento è la Lukas klinik a basilea. In questa clinica si pratica la terapia tradizionale (chemioterapia, radioterapia, ormonale, ecc.) ma affiancata da un approccio olistico che comprende dieta, meditazione, approccio psicologico. A richiesta il paziente può chiedere di essere curato con qualsiasi altro tipo di terapia

4)    Dieta. La dieta del malato di tumore dovrebbe essere costituita prevalentemente da centrifugati e succhi di frutta e  verdura. La dieta si è dimostrata risolutiva, e quindi da sola sufficiente, a ridurre ed eliminare completamente la massa tumorale nel caso di tumori a fegato, pancreas, stomaco e intestino. Quando questi organi sono invasi dal tumore, infatti, la loro funzionalità è ridotta, ed è necessario non stressare l’organismo con alimenti solidi che costringono il fisico a digerire e assimilare i vari componenti; la dieta a base di succhi e centrifugati garantisce al fisico l’apporto necessario di sostanze nutrienti, senza affaticare i vari organi. Il corpo riprende più velocemente e ci sono casi, come quello di Arturo Villa, che si consiglia di studiare e approfondire cercando su google, che è guarito da un tumore incurabile al fegato solo con questo tipo di dieta.

5)    Sostanze naturali (Aloe, Artemisia, Ganoderma, Graviola, Essiac)

6)    Terapia chelante. Il tumore può dipendere (o comunque essere agevolato) spesso da un accumulo di metalli pesanti. L’analisi specifica può mostrare il livello di tossicità raggiunto, che può essere diminuito con la zeolite, alga clorella,

7)     Metodo Pantellini

8)    Metodo Gerson


Numeri telefonici
1)     Dottoressa Rita Brandi (terapia di Bella).
2)    La dottoressa riceve a Roma. Chi vivesse in altre zone o non avesse la possibilità di raggiungerla può chiedere alla fondazione Di Bella l’elenco dei medici accreditati nella sua zona.

3)    Dottor Norsa (per il metodo Di Bella). 373 5248479  Mail: norsaachille@yahoo.it

4)    Dottor Roberto Santi: 339.4637489

5)    Lukas Klinik, Basilea. Visitare il sito: http://www.klinik-arlesheim.ch/it/    dove troverete tutti i riferimenti.


Terapia consigliata.
1) In alternativa alle terapie tradizionali
Il miglior metodo per combattere il tumore è dato da una combinazione di: 1) protocollo D’Abramo; 2) terapia Di Bella; 3) dieta; 4) assunzione di aloe arborescens, graviola, Essiac, ganoderma e artemisia. Eventualmente aggiungere terapia chelante. Le varie terapie non vanno ad interferire tra loro e si sono dimostrate efficaci anche in casi in cui la medicina ufficiale non aveva lasciato alcuna speranza, dando solo poche ore o pochi giorni di vita al paziente.
Qualora non si possano sopportare i costi della terapia Di Bella (passata comunque gratuitamente nella regione Puglia) sarà efficace anche l’approccio D’Abramo – Dieta – erbe

2) Da affiancare a chemioterapia, radioterapia e altre terapie convenzionali
1) protocollo D’Abramo; 2) dieta; 4) assunzione di aloe arborescens, graviola, Essiac, ganoderma e artemisia. Eventualmente aggiungere terapia chelante.
Tali terapie aumentano l’efficacia della chemioterapia e della radioterapia e ne diminuiscono gli effetti collaterali.


Consigli dietetici.
1)     Eliminare totalmente glutine, farinacei, carni, zuccheri ed alimenti raffinati.
2)    Centrifugati di frutta: mele, pere, fragole, limone, mirtilli, pomodoro, banane, mirtilli, kiwi, avocado, uva, anguria
3)    Centrifugati di verdure miste. In particolare hanno proprietà antitumorali: aglio, carciofo, cavoli
4)    Altri alimenti consigliati da far assumere: Curcuma, bacche di Goji, Tè verde, Miele, alghe (assumerne molte, comprandole in erboristeria)
Bere 3/5 litri di centrifugati al giorno, di frutta e verdura.
Mangiare regolarmente Bacche di Goji miele e pappa reale.


Alcuni consigli generali.
-               tenete presente che sottoponendo ad un oncologo queste terapia vi sentirete inevitabilmente rispondere che sono inefficaci e inutili.
-               Altresì da tenere presente c’è che anche tra i medici che praticano terapie alternative regna molta discordia e confusione, e sono spesso l’uno contro l’altro.
-               Le terapie indicate in questo documento sono alcune, tra le più diffuse e più accessibili, ma ce ne sono altre, efficaci e sovrapponibili a queste.

mercoledì 15 ottobre 2014

Cancro, la guerra alternativa.

Cancro, la guerra alternativa. (tratto dalla rivista X Times di settembre)


Intervista a Paolo Franceschetti 
a cura di Lavinia Pallotta

1) Quando e perché hai cominciato a interessarti alle cure applicate al cancro?
L’argomento mi ha sempre interessato, perché il cancro è una delle prima cause di morte nel mondo e per l’interesse che ho sempre avuto per il rapporto tra malattie del corpo e dell’anima. Avevo letto i libri di Dalke, Claudia Rainville, Hamer e molti altri.
Una vera e propria svolta però c’è stata quando si è ammalata di tumore la mia ex compagna, Mariapaola, morta poi ad aprile del 2014.
Si è trattato di un percorso particolare, perché da una parte lei è stata sempre informatissima non solo sulle cure alternative, ma anche sui progressi della sua malattia, che ha tenuto costantamente sotto controllo (a differenza di quello che fa la maggior parte dei pazienti che non si interessano attivamente alla cura e spesso neanche sanno qual è la loro reale condizione).
Ma la vera particolarità di questa esperienza è stata che Mariapaola ha scelto le cure tradizionali non per curarsi, ma per morire; non avendo mai avuto la forza di suicidarsi, ha scelto di uccidersi affidandosi alle terapie convenzionali, sapendo che, per il suo tipo di tumore, le terapie convenzionali non prevedevano possibilità di guarigione. Ha scelto le terapie convenzionali dicendo “so che in questo modo mi ammazzeranno”. Il suo tumore era infatti un cosiddetto “triplo negativo”, che statisticamente per la medicina ufficiale nell’80 per cento dei casi porta alla morte entro 2 anni.
Con altre cure aveva molte più probabilità anche in termini statistici, di sopravvivere, ma ha volontariamente scelto la strada peggiore per farla finita in breve tempo.
Fin dall’inizio quindi mi ha chiesto se la accompagnavo a morire, pur cercando (sia da parte sua che da parte mia) una strada per trovare la forza di vivere che le facesse cambiare atteggiamento. Strada che, purtroppo, non ha mai trovato. E io non sono mai riuscito ad aiutarla in questo.

2) Qual è la prassi medica ufficiale in caso di trattamento del tumore e quali sono i suoi effetti collaterali?
La cure convenzionali prevedono sempre gli stessi step, per quasi tutti i tumori. Chemioterapia, chirurgia, e radioterapia; in alcuni casi vengono prescritte terapie ormonali e terapie con farmaci a bersaglio molecolare specifico.

3) La chemioterapia ha mai guarito dal cancro?
Una recente statistica ha dimostrato che solo il sessanta per cento dei pazienti sopravvive nei 5 anni; le statistiche a dieci anni ed oltre sono quasi impossibili da trovare, ma una recente studio parla del 2 per cento di sopravvivenza dopo di dieci anni. In altre parole la chemioterapia e le terapie convenzionali non guariscono ma portano alla morte certa.
Occorre poi fare una precisazione importante. La chemioterapia, la radioterapia, come la chirurgia, non sono “cure” in senso stretto. Una cura, per essere veramente tale, deve produrre la guarigione, il che significa la scomparsa della causa della malattia, e non semplicemente puntare ad eliminare i sintomi.
Ecco, le terapie convenzionali non hanno come effetto quello di eliminare le cause ma solo quello di eliminare i sintomi (peraltro facendone comparire altri talvolta molto gravi) e aumentare la sopravvivenza.
Si può parlare di “guarigione” solo nel caso di scomparsa della causa del tumore, o nel caso di una sopravvivenza piena dell’individuo.
Non rimuovendo la causa, con le terapie convenzionali il tumore prima o poi insorge nuovamente.
E per giunta in molti casi le strade convenzionali non riescono neanche nei loro obiettivi dichiarati. Ad esempio Mariapaola dal momento della diagnosi è sopravvissuta dieci mesi; mi domando quando sarebbe sopravvissuta senza chemioterapia, e preferisco non conoscere la risposta.

4) Quali sono le principali cure cosiddette alternative utilizzate nel trattamento del tumore?
Le cure sono molte.
Abbiamo innanzitutto la terapia Di Bella, la medicina antroposofica, poi il metodo Pantellini, il metodo Abramo, il metodo Gerson, e le varie terapie naturali a base di piante (Graviola, Artemisia Annua, Aloe, formula di Renè Caisse, ecc.), il metodo Simoncini.
Anche le varie tradizioni mediche, come la medicina ayurvedica e quella cinese, hanno delle loro terapie specifiche, che possono affiancare o in alcuni casi sostituire le terapie convenzionali.

5) Hai prove della loro efficacia?
In alcuni casi si, in altri no, perlomeno non se si intende come prova una sperimentazione scientifica vera e propria.
La terapia Di Bella ha dalla sua parte migliaia di casi documentati in modo scientifico.  Personalmente poi ho conosciuto e conosco molte persone curate con la questo metodo con risultati non semplicemente buoni, ma eccezionali.
Una discreta documentazione esiste anche per il metodo Pantellini e il metodo Abramo.
E migliaia di casi documentati esistono per la terapia antroposofica a base di Iskador.
Della cura a base di Aloe abbiamo studi effettuati in varie parti del mondo da gruppi di ricercatori isolati; in Italia uno studio recente è stato condotto dal professor Lissoni del San Gerardo di Monza. Abbiamo poi le ricerche effettuate da padre Romano Zago per i quali non può parlarsi di veri e propri studi scientifici in senso stretto, ma è comunque un’esperienza con cui sono stati osservati migliaia di casi.
Di altri metodi purtroppo abbiamo minore documentazione, anche perché gli studi effettuati vengono spesso nascosti, alterati, o boicottati. Sulla Graviola ad esempio sono stati effettuati degli studi, ma non tutti riguardavano il tumore e soprattutto non tutti i tipi di tumore.
Diciamo che esistono delle terapie che hanno dalla loro parte un buona documentazione.
In alcuni casi, poi, ricorrendo al buonsenso, si arriva comunque a dei risultati notevoli. Ti farò due esempi.
Vi sono pochi studi che mettano in correlazione le guarigioni da diversi tipi di tumore con alte dosi di betacarotene, acido ascorbico e ribosio.
Se però scopro che oltre agli studi in Italia di Pantellini, nella medicina ayurvedica per combattere il tumore si consiglia di assumere alte dosi di vitamina C e betacarotene, e che la stessa cosa la fa la medicina cinese, facendo due più due direi che posso raggiungere una conclusione importante, e cioè che l’assunzione di acido ascorbico in grosse quantità favorisce l’arresto del tumore.  E questo anche in assenza di studi che abbiano l’approvazione ministeriale e il consenso della classe medica ufficiale per quello specifico tipo di tumore.

Nessuno ha mai potuto testare, per ovvi motivi, che differenza passa nella sopravvivenza di una persona che si cura il tumore con la chemio e una che non si curasse per niente. Viene però il sospetto che a volte, se la persona non si fosse curata affatto, avrebbe miglior fortuna rispetto al fare una cura a base di chemio.  

Da una parte abbiamo Hamer che ha dimostrato con argomenti abbastanza convincenti che le cause delle metastasi originano proprio nelle cure convenzionali; fin qui potrei non fidarmi e potrebbe non bastarmi come dato. Vengo però a sapere che uno studio effettuato su centinaia di cadaveri ha dimostrato che molte persone convivevano con un tumore maligno da anni, senza avere conseguenze. A quel punto è confermata la teoria di Hamer. Ma non basta. Vengo a sapere di numerosi casi che, senza conoscere Hamer, venuti a sapere che avevano un tumore, non si sono curati affatto perché erano dati per spacciati e sono vivi e vegeti. Una persona a Napoli dopo la diagnosi ha cambiato vita ed è andato a fare il pescatore a Procida per finire così gli ultimi mesi che gli restavano ed oggi è ancora vivo contro tutte le aspettative; il direttore della rivista Delitti e Misteri, Francesco Mura, ha avuto una diagnosi di cancro ai reni con tre mesi di vita di prognosi, e senza cure oggi è vivo dopo oltre quindici anni.
A Tiziano Terzani dettero pochi mesi di vita se non faceva una chemio per me sue metastasi, e visse oltre sei anni decidendo di non curarsi affatto. Viene da domandarsi: ma queste persone senza chemio sarebbero sopravvissute lo stesso. Il dubbio è forte.

E poi c’è Mariapaola. Un tumore al seno di tre centimetri si è trasformato in un tumore metastatizzato ed è morta in dieci mesi. Senza chemio quanto sarebbe durata? Se avesse seguito altre terapie oggi sarebbe ancora viva, di questo ne sono certo. Ne era certa anche lei, tanto è vero che, come ho detto, ha scelto di fare la chemioterapia proprio per uccidersi – come diceva lei – “in modo condiviso dalla società e dai parenti”.
Insomma, dove non arriva la statistica e la scienza ufficiale possono arrivare il buonsenso e la logica.
Di recente comunque c’è una diffusissima tendenza a confondere le terapie per cui esistono “studi scientifici” con quelle per cui esiste “l’approvazione del ministero della salute”. Si tratta di una confusione generata appositamente da organi di disinformazione.
Per la Terapia Di Bella, l’Aloe, e altri metodi esistono studi scientifici seri; il problema è che non hanno l’approvazione del Ministero della salute e non sono riconosciute in Italia.
Ma basta pensare che in altri stati, ad esempio in Germania, molte cure naturali sono passate dallo stato; e in Svizzera alcune cliniche sono convenzionate con i sistemi nazionali di altri paesi, e rimborsano qualsiasi tipo di terapia, dalla Di Bella all’omeopatia, per capire che il concetto di “cura non riconosciuta dal SSNN” non è sinonimo di “cura non valida, o scientificamente non riconosciuta”.
Tra l’altro l’Italia è l’unico paese dove esiste una guerra dichiarata contro certe cure naturali o alternative; basti pensare che le cure per malati oncologici passate da alcune cliniche svizzere sono rimborsate dalla maggior parte degli Stati europei, ma non dall’Italia, per cui risulta difficile far ricoverare in convenzione un paziente italiano.

6) Dove vengono somministrate tali cure alternative e a chi si deve rivolgere un paziente eventualmente interessato?
Dipende dalla cura scelta, e da molti altri fattori, come il luogo di residenza, e il reddito individuale.
Una cura Di Bella ad esempio costa mediamente oltre 1000 euro al mese, fino a 1600 e anche più; una somma che non tutti possono permettersi.
Come non tutti possono permettersi le somme per curarsi in una delle cliniche antroposofiche sparse nel mondo.
Il metodo Abramo unito ad una cura a base di Aloe costa invece poche decine di euro al mese e può essere affrontato da chiunque, specie se il paziente sta già sottoponendosi ad una terapia tradizionale.

7) Vi sono anche ospedali o cliniche “ufficiali” che le utilizzano?

mercoledì 25 giugno 2014

La terapia Gerson a sostegno del sistema immunitario

Terapia Gerson: una cura per contrastare il cancro e le malattie croniche

La terapia Gerson a sostegno del sistema immunitarioLa terapia gerson è una terapia nutrizionale detossificante per la cura del cancro e di altre patologie croniche sviluppata circa 80 anni fa dal dottor Max Gerson per guarire le sue emicranie debilitanti. Un ulteriore sviluppo di questa terapia permise al dottor Gerson di guarire anche casi di tubercolosi, artrite e cancro.
La terapia Gerson prevede il consumo di numerosi succhi freschi di verdure e frutta biologiche (fino a 13), pasti vegani, supplementazione minerale e clisteri di caffè (se i pazienti non sono stati pre-trattati con agenti chemioterapici) allo scopo di aiutare il corpo a recuperare e mantenere un pH di 7,35-7,36. In tal modo, si garantisce un corretto e costante approvvigionamento di ossigeno ai tessuti, gli enzimi riprendono il loro compito di eliminare le cellule morte, e le cellule tumorali, che possono vivere solo in un ambiente acido, cominciano a morire. La stessa funzione immunitaria è ricaricata e ripristinata in modo da contribuire alla creazione di un ambiente ostile per la malattia.
La velocità con cui il corpo comincia a rispondere è fenomenale, spesso in giorni, talvolta anche poche ore dopo aver iniziato il regime alimentare. Per questo, anche se tale terapia è molto difficile da seguire, almeno inizialmente, i suoi risultati, primo dei quali il recupero ed il mantenimento di una salute stabile a lungo termine, anche in molti malati di cancro considerati “terminali”, giustifica l’impegno richiesto.

Il pH e la sua importanza
Gerson ha pubblicato decine di articoli in alcune delle migliori riviste scientifiche internazionali ad eccezione di quelle statunitensi, le cui pagine gli sono sempre state negate, per poi riportare i risultati raggiunti in un un libro scritto nel 1952.
Da oltre tre quarti di secolo, i pilastri fondamentali della terapia Gerson sono rappresentati da una fase di disintossicazione e di cura attraverso una corretta alimentazione, supplementata da vitamine, minerali ed enzimi allo scopo di ripristinare il sistema immunitario e ricostruire o riparare gli organi vitali che sono stati danneggiati da scelte di vita scorrette. Il principio fondamentale della terapia è che “when anything heals, everything heals” (quando qualcosa guarisce, tutto guarisce) quindi, quando il sistema immunitario funziona correttamente è possibile sanare le disfunzioni, eliminare qualsiasi agente patogeno e distruggere ogni cellula danneggiata.
Un recente libro di Nicholas Gonzalez e Linda Isaacs, di New York City, The Trophoblast and the Origins of Cancer, ha gettato ulteriore luce sulle ragioni alla base del successo della terapia Gerson.
Molte delle funzioni vitali avvengono ad un valore di pH vicino a 7,35-7,36. Il livello di pH è un importante sistema immunitario passivo che mantiene un ambiente ricco di ossigeno indispensabile per la vita delle cellule. Proprio per questo motivo, le cellule tumorali non possono vivere in un ambiente che è sano e vitale per le cellule normali.

Sembrano essere tre gli aspetti principali che favoriscono lo sviluppo di una malattia cronica o tumorale e tutti sono altamente dipendenti dal livello di pH dei tessuti:
  • 1. la capacità di trasportare l’ossigeno da parte del sangue,
  • 2. le possibilità di crescita e divisione delle cellule cancerose,
  • 3. il normale processo di digestione ed eliminazione delle cellule morte.
Il pH ed il trasporto dell’ossigeno
I globuli rossi sono le cellule destinate al trasporto dell’ossigeno ad ogni altra cellula del nostro corpo. Una cellula completamente privata di ossigeno muore rapidamente, un’altra a cui arriva meno ossigeno del necessario cerca di adattarsi ma, nella maggior parte dei casi, soccombe presto. Otto Warburg scoprì un percorso alternativo di sopravvivenza cellulare, la fermentazione anossica, che permette ad una cellula di produrre energia vitale in assenza di ossigeno, acquisendo le caratteristiche di cellula tumorale. In questi casi, il ripristino di un adeguato apporto di ossigeno è sufficiente per recuperare un metabolismo normale.
Un aspetto molto importante che consente un regolare trasporto di ossigeno è che i globuli rossi, pur viaggiando in uno spazio ristretto e a contatto tra loro, tendono a non ammassarsi in gruppi.
L'ammassarsi in gruppi comporterebbe una scarsa ossigenzione dei tessuti ostacolando anche il regolare flusso attraverso i capillari sanguigni, di dimensioni ridotte rispetto ai vasi. Per tale motivo, normalmente, i globuli rossi portano una carica superficiale netta in modo che, quando due globuli rossi si trovano in stretta prossimità, la forza repulsiva tra loro è inversamente proporzionale al quadrato della distanza che li separa. In altre parole, più si avvicinano, più si respingono reciprocamente, con le forze elettrostatiche che agiscono come una sorta di “lubrificante”, impedendo loro di “incollarsi”.
Per questo il valore del pH è un fattore molto importante nel trasporto di ossigeno. Se il pH del sangue scivola verso un valore di acidità (pH <7,0) i globuli rossi perdono la loro carica superficiale, tendono ad aggregarsi e non sono più capaci di trasportare ossigeno. Pertanto le cellule dei vari tessuti, affamate di ossigeno, o adottano un metabolismo di tipo tumorale o muoiono.
Lo sviluppo delle cellule cancerose
Nel loro libro, The Trophoblast and the Development of Cancer, il dottor Nicholas Gonzalez e Linda Isaacs spiegano come lo sviluppo di una cellula differenziata da una cellula staminale di origine segue un percorso mediato, in più punti, dall’intervento di enzimi proteolitici. Le cellule staminali possono essere inattive o replicare semplicemente se stesse oppure replicarsi ed iniziare il percorso di differenziamento per lo sviluppo di nuovi tipi cellulari allo scopo di riparare o ricostruire un tessuto.
Il corpo umano possiede circa 100 trilioni di cellule, le quali sono quasi tutte sostituite ogni 18 mesi. La velocità di rimpiazzo è diversa per tipologia di tessuto ma, in generale, essendo 100 i trilioni di cellule sotituite ogni 18 mesi o 550 giorni, allora ogni giorno un minimo di 180 miliardi di cellule sono rinnovate.
Il corpo deve quindi mantenere un ambiente favorevole per il buon funzionamento del processo. Se l'ambiente non è ottimale esistono circa 200 miliardi di possibilità al giorno che possa accadere qualcosa di sbagliato a livello cellulare. Il corretto percorso di sviluppo e differenziamento di una cellula staminale è determinato dalla presenza di enzimi proteolitici funzionanti. Quando si trovano in un ambente acido, l’attività di questi enzimi è neutralizzata e le cellule staminali tendono a replicarsi incontrollate senza differenziarsi, producendo molte delle molecole che servono per la loro crescita.
Nel processo di riproduzione umana esiste uno strato di cellule chiamato trofoblasto che serve per la nutrizione dell'embrione e da origine ad alcuni annessi embrionali (placenta). Ebbene Gonzales, nel suo libro, mostra la sorprendente somiglianza biologica tra il trofoblato e la cellula staminale tumorale.

I rifiuti ed il loro destino
Siamo a conoscenza dell’importanza che assume lo smaltimento dei rifiuti nelle città per questioni non solo di decoro ma soprattutto di igiene pubblica. Lo stesso vale per la salvaguardia dei nostri corpi. Dove spariscono i circa 180 miliardi di cellule che muoiono ogni giorno? Anche il nostro organismo ha dunque bisogno di un efficiente sistema di rimozione che non solo identifichi ma digerisca ed elimini le centinaia di grammi di “rifiuti” prodotti ogni giorno.
In generale, se la quantità di rifiuti prodotta nei già citati 550 giorni ammonta a circa 100 kg, allora troviamo che circa 200 grammi di materiale deve essere eliminato quotidianamente. Chi elimina le cellule morte? Ancora una volta, entrano in gioco gli enzimi proteolitici che digeriscono e dissolvono questo materiale morto per far posto a nuove cellule. Occore ricordare che gli enzimi proteolitici funzionano solo in un ambiente alcalino. Un aumento del livello di acidità o l’introduzione, ogni giorno, di grandi quantità di proteine animali non solo impedisce il corretto funzionamento degli enzimi, ma dirotta i pochi rimasti attivi per digerire il cibo, lasciandoci così vulnerabili a molti processi patologici.
Solitamente, i pazienti che si affidano alla terapia Gerson, hanno un pH acido di 6,5 o inferiore. Le tossine e gli alimenti acidificanti, l’uso di farmaci e le sostanze chimiche ambientali accumulati nel corso della vita, hanno sopraffatto la capacità del corpo di resistere promuovendo la comparsa di malattie spesso considerate inguaribili.
Howard Straus   Credits  Per gentile concessione di Townsend Letter August/September 2012 (#349/50)
www.townsendletter.com
Bibliografia
1. Ward, PS, “History of the Gerson Therapy”, contract report produced for the US Office of Technology Assessment, US Government Printing Office, Washington, DC, 1988.
2. Gerson, M MD. A Cancer Therapy: Results of 50 Cases, Sixth Edition. The Gerson Institute, San Diego, CA, 2002.
3. Gonzalez, N MD, Isaacs, L MD. The Trophoblast and the Origins of Cancer, New Spring Press, New York City, 2010.
4. Warburg, O, Nobel Laureate, Director, the Max Planck Institute for Cell Physiology, Berlin-Dahlem. “The Prime Cause and Prevention of Cancer”. Lecture at the 1966 gathering of Nobel Laureates, Lindau, Germany.
5. Abramson, HA, Moyer, LS, “The Electrical Charge Of Mammalian Red Blood Cells”, from The Biological Laboratory, Cold Spring Harbor, Long Island, Mar. 20, 1936.
6. http://www.understandinganimalresearch.org.uk/glossary/ “Stem cell: An immature cell capable of both indefinite proliferation and specialization into all cell types found in the body, e.g. in the blood or in the brain.
7. http://ezinearticles.com/?Pancreatic-Digestive-Enzymes-Deficiency&id=3291730 “Acidity literally kills pancreatic function, which leads to indigestion, deficiencies of vital nutrients, and deficiencies of vitamins, minerals and trace elements. Poor digestion caused by excessive acidity can be the underlying cause of many diseases and disorders.”
8. Beard, J DSc, The Enzyme Treatment of Cancer and Its Scientific Basis, originally published by Chatto & Windus, London, 1911, republished by New Spring Press, New York City, 2010.
9. Gerson, C, Bishop B, Healing the Gerson Way: Defeating Cancer and Other Chronic Diseases, Second Edition, Totality Books, Carmel, CA, 2009.

fonte: http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/terapia-gerson-sistema-immunitario.php 

giovedì 6 marzo 2014

CHEMIOTERAPIA: SE LA CONOSCI LA EVITI E NON TI UCCIDE

La perseveranza della chemioterapia in Italia più che diabolica è omicida.

Nonostante la recente pronuncia dell’OMS in merito alla sua provata nocività (QUI) ed alla sua provata inefficacia si continua a elargirla indiscriminatamente.
Già da molti anni ci si era resi conto della palese inefficacia e della dannosità di tale terapia la quale devasta il corpo creando un ambiente oltremodo acido, quindi mortale per ogni cellula, poi diversi anni fa qualcuno rese di pubblico dominio che i farmaci antitumorali riportavano nelle loro indicazioni (bugiardino) la dicitura “cancerogeno o puo’ causare il cancro”.

Sono passati degli anni in cui molte persone sono morte per tale pratica e molte altre hanno sostenuto una battaglia per far riconoscere il male insito in tale terapia diabolica. Ora, anche se in ritardo va bene, che l’OMS dichiara ufficialmente quello che già si sapeva da oltre un ventennio, qui in Italia si fa finta di niente!

Ma cosa stiamo aspettando che le varie autorità diano la loro interpretazione o attuazione ad una dichiarazione ufficiale dell’OMS? Ma allora ci vorranno altri 5-10 anni!

Basta! Bisogna finirla.

Medici in primis ribellatevi come potete o fatelo capire ai vostri pazienti e fornite alternative valide, magari naturali, tanto lo sapete meglio di me come stanno le cose.
A tutti gli altri dico: attenzione, non date nulla per scontato, chiedete delucidazioni per tutto, chiedete alternative, informatevi sul web, fatevi aiutare dai vostri parenti più informati e nel frattempo state pure tranquilli ed uscite dal vostro stato di paura, tanto grazie al cielo (veramente agli uomini di buon cuore) ora sappiamo cos’e’ il cancro e come combatterlo, quindi massima serenità.

Tenete presente che i dati statistici sulla chemioterapia sono quasi sempre occultati e altrimenti appositamente falsati, nel senso che se ne vantano solo le pochissime lodi. Si è dimostrato da tempo il sostanziale fallimento di questo approccio terapeutico, essendo la chemio-terapia curativa solo nel 5,9% dei casi su oltre 785.000 casi studiati, e nel 13% di tutti i casi.

Se siamo ammalati ricordiamoci che non siamo soli, ci sono persone in giro pronte ad aiutarci, pronte a sostenerci, non necessariamente dobbiamo affidarci ciecamente alla medicina ufficiale se abbiamo dei dubbi prendiamoci una settimana per approfondire quel che non conosciamo, per capire il male che ci affligge. Vogliamoci bene, il cancro come tutte le malattia ha una sua funzione e bisogna conoscerlo per non temerlo, in ogni caso esistono terapie alternative di straordinaria efficacia.
Questo mio appello non è follia come potrebbe sembrare, gli stessi oncologi se ne sono accorti subito dell’orrore di tale terapia e quelli che lo sanno e continuano a farlo per sopravvivere si riconoscono subito, entrano in empatia col malato, lo tranquillizzano, fanno scegliere il tipo di terapia oncologica e si ricordano di lui poiché hanno sofferto insieme. Altri oncologi hanno abbandonato la professione, altri si sono opposti ed ora cercano di informare la gente come possono, con libri, siti web, ebook gratuiti ecc.

Stiamo parlando di una malattia che combattiamo da 50 anni senza alcun risultato, non riusciamo a prevenirla e non riusciamo a debellarla efficacemente nonostante l’enorme progresso nel campo medico, ove l’unico vero e tangibile progresso-miglioramento si e’ avuto nel campo della diagnostica; riescono a dirti se avrai il cancro con qualche anno di anticipo, ma non riescono a dirti il perche. Se volete saperlo basta approfondire sulle scoperte fatte dal dr. Hamer, dopo averlo fatto i vostri dubbi saranno dissolti, la vostra percezione della malattia completamente stravolta, la vostra vita cambiata in meglio e per sempre.

La medicina preventiva assicura il continuo incremento di malati, perché e’ diventata tanto sensibile che ogni minima naturale variazione dei tessuti corporei viene individuata e in quel caso si decide di debellarla nei consueti modi (farmacologicamente o chirurgicamente) tanto per far stare tranquillo il paziente o perché lo ha deciso il protocollo sanitario? Sarebbe interessante sapere gli introiti correlati alle cure oncologiche (QUI)?

Di cure alternative ed efficaci per il cancro esistono da quando esiste la malattia e sono veramente tante, tuttavia non rendono economicamente quanto quelle farmacologiche ufficiali quindi al diavolo i bisognosi . . . ., qui si tratta di affari.

Non siamo obbligati a fare la chemioterapia, almeno non ancora, abbiamo la possibilità di scegliere di cambiare la nostra terapia e con essa tutta la nostra vita, il rapporto profondo che si instaurerà col nostro corpo non ci abbandonerà mai più, cominceremo a comprendere il senso dei sintomi che abbiamo e li accompagneremo verso la loro soluzione.

C’è solo una pillola che cura in maniera certa tutte le malattie esistenti: è l’AMORE; la mancanza di questo vitale elemento per l’essere umano determina l’insorgenza delle malattie.

Auguro ad ognuno di avere la forza di porsi delle domande e di cercare delle risposte.
Marcello Salas

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