Visualizzazione post con etichetta vista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vista. Mostra tutti i post

martedì 28 agosto 2018

E luce(blu) a Led fu... per legge


La Commissione Europea ha decretato l’uscita degli Stati membri dal mercato delle lampadine alogene, con l’entrata in vigore del regolamento (il n. 244/2009 sulla progettazione eco-compatibile delle lampade a uso domestico, collegato alla direttiva Eup – Energy Using Products 2005/32/EC) che, previsto per il 2016 e poi posticipato di due anni, scatterà il 1 settembre 2018. 

==

IL LATO OSCURO DELLE LAMPADINE LED, INQUINAMENTO DOMESTICO DA LUCE BLU: I DANNI CHE NON DICONO

In soli 5 anni lo storico delle lampadine, per illuminare casa, ha subito tantissime trasformazioni. Dal 2012 le lampade ad incandescenza sono fuori commercio, sostituite da quelle alogene, a risparmio energetico, presto anche loro pezzo d’antiquariato.. I LED, da semplice spia rossa, sono diventati luce bianca e mezzo d’illuminazione ormai sempre più diffuso, tanto che presto diventerà il principale ed unico. Purtroppo la consapevolezza del rischio, oggi, è quasi inesistente.
Cosa sono veramente i LED? Sono una fonte luminosa sana o dannosa per l’uomo?
Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura sono gli inventori dei LED (diodo a emissione luminosa) a luce blu. Realizzati nella loro forma concreta 20 anni fa, i LED blu sono l’anello mancante (inseguito per oltre 30 anni) che ha reso possibile le lampade LED a luce bianca. (La lunghezza d’onda della luce , e quindi il suo colore, è in funzione dei materiali utilizzati). Akasaki, Amano, e Nakamura, hanno lavorato per anni al problema. La soluzione era il nitruro di gallio (GaN).
I LED rossi sono stati inventati nel 1950 e ben presto trovarono applicazioni come spie e come display in calcolatrici e orologi digitali.
Entro la fine del 1960, sono stati inventati LED infrarossi e verdi.
Tuttavia il LED blu necessario per creare luce bianca si rivelò molto più difficile da produrre.
Il LED blu è necessario per ottenere luce bianca:
per combinazione con LED rossi e verdi
–utilizzando fosforo che crea luce gialla.
Il tipo di luce può influenzare la salute?
Assolutamente si, lo abbiamo letto di recente nell’articolo su Lifeme, come il solo inquinamento della luce artificiale, in particolar modo da luce blu, sia co-responsabile della nostra insonnia, o cattiva qualità di sonno, quindi co-responsabile di molte patologie che ne derivano, come effetto cascata.

Come spiega il dott.re Alexander Wunsch, uno dei più autorevoli studiosi di fotobiologia,  “… ci sono importanti svantaggi con l’illuminazione LED che nonsono pienamente evidenziati e resi noti. L’illuminazione a LED può effettivamente essere una delle più importanti esposizioni a radiazioni EMF.  Se si è scelto di ignorare queste nuove conoscenze, si possono avere gravi conseguenze a lungo termine. Si potrebbe arrivare alla degenerazione maculare legata all’età (AMD), che è la principale causa di cecità negli Stati Uniti e altrove. La luce LED può anche aggravare altri problemi di salute radicati nelladisfunzione mitocondriale , e questi vanno da malattia metabolica al cancro.”
 
La luce LED non ha infrarossi 
Le vecchie lampadine ad incandescenza avevano una gamma al vicino infrarosso, quindi interessanti, benefiche per la salute, in molti modi. Per esempio,  la riparazione e la rigenerazione delle cellule.
Poiché i LED non hanno praticamente infrarossi ma un eccesso di luce blu, che genera specie reattive dell’ossigeno (ROS), questo spiega perché i LED sono così dannosi per gli occhi, per i nostri mitrocondi, quindi  per la salute in generale.
Una fonte di luce naturale è un corpo che emana tutti i tipi di lunghezze d’onda in modo più o meno continuo.

I LED sono invece lampade fluorescenti, composte da un LED blu, un trasformatore LED, e un sottile strato fluorescente che ricopre il LED blu per modificare parte della luce blu in lunghezze d’onda maggiori creando in tal modo una luce giallastra. La luce giallastra dello strato fluorescente è costituita dalla luce blu residua unita ad un tipo di luce bianca gran parte della quale è una luce blu aggressiva.Secondo Alexander Wunsch:La luce blu ha la più alta energia nella parte visibile dello spettro e induce la produzione dello stress ossidativo ROS. Provoca la formazione di ROS nei tessuti, stress che deve essere bilanciato per mezzo del vicino infrarosso che non è presente nei LED. Abbiamo bisogno ancora più rigenerazione dalla luce blu ma la parte di rigenerazione dello spettro non si trova nel blu. Si trova nella parte di lunghezza d’onda del rosso e del vicino infrarosso. La rigenerazione dei tessuti e la riparazione degli stessi avviene a lunghezze d’onda che non sono presenti in uno spettro LED.Abbiamo un aumento dello stress da parte delle lunghezze d’onda corte e abbiamo una ridotta rigenerazione e riparazione da parte delle lunghezze d’onda lunghe. Questo è il problema principale … Non esiste questo tipo di luce in natura e ci sono delle conseguenze. Lo stress influisce sulla retina e danneggia il nostro sistema endocrino. “

Evidenziamo alcuni danni derivati dall’uso eccesivo di illuminazione LED. 

giovedì 16 agosto 2018

Il danno cellulare causato dall'eccessiva esposizione alla luce blu

La luce blu fa sì che l'occhio umano attacchi se stesso e ora sappiamo perché

L'eccessiva esposizione alla luce blu non è salutare per i nostri occhi, contribuendo a una lenta perdita della vista nel corso della vita. Scienziati dell'Università di Toledo negli Stati Uniti hanno compreso esattamente come funziona questo effetto tossico, che potrebbe essere una buona notizia per chiunque sia a rischio di condizioni degenerative degli occhi.

Per noi è solo una ragione in più per pensare seriamente a limitare la nostra esposizione al bagliore freddo di uno schermo molto tempo dopo che il sole tramonta.

"Non è un segreto che la luce blu danneggi la nostra visione danneggiando la retina dell'occhio", dice il chimico e ricercatore senior Ajith Karunarathne. "I nostri esperimenti spiegano come ciò accada e speriamo che questo porti a terapie che rallentino la degenerazione maculare, come ad esempio un nuovo tipo di collirio". 
La degenerazione maculare legata all'età comporta la lenta disgregazione delle cellule che si trovano dietro il tessuto sensibile alla luce all'interno del bulbo oculare, impedendo il trasferimento di nutrienti e la rimozione dei rifiuti. A poco a poco, la retina muore, lasciando un punto cieco in crescita che alla fine deruba un individuo della propria vista. La condizione è responsabile di circa la metà di tutti i casi di disabilità visiva, quindi imparare di più sui suoi fattori scatenanti e le sue influenze potrebbe aiutare molte persone a mantenere la loro preziosa vista per almeno qualche altro anno.
Lunghezze d'onda della luce intorno all'estremità blu-ultravioletta dello spettro sono state a lungo accusate di aggravare la degenerazione maculare, sebbene la misura in cui varie malattie dell'occhio siano causate da tonalità blu è ancora in discussione.

Karunarathne e il suo team hanno focalizzato la loro attenzione su una sostanza chimica nella retina chiamata retinale - una forma di vitamina A che reagisce alla luce ruotando in una forma diversa.
"Hai bisogno di un rifornimento continuo di molecole retiniche se vuoi vedere", dice Karunarathne. "I fotorecettori sono inutili senza retinale, che viene prodotto negli occhi."
Di solito, la trasformazione del retinale da una forma all'altra è reversibile. Anche se questo processo non è perfetto, e in alcuni individui può essere così inefficiente da portare ad accumularsi l'una sull'altra. I ricercatori avevano familiarità con i rapporti secondo cui la forma contorta del retinale - descritta come all-trans (ATR) - poteva essere considerata tossica se presente in quantità sufficiente. Questo è stato attribuito a una tendenza dell'ATR a trasformarsi in qualcosa chiamato lipofuscina, una molecola che ha il potenziale di danneggiare le strutture cellulari. Ma nessuno aveva messo insieme i pezzi per descrivere un probabile percorso dalla reazione del retinale alla degenerazione del tessuto. I ricercatori hanno aggiunto retinale a varie colture cellulari e hanno analizzato i risultati mentre venivano esposti a diverse lunghezze d'onda della luce.

Dopo tutto, le lipofuscibìne potrebbero non essere i colpevoli. O almeno, non una minaccia solitaria. Quando entrambe le forme di retinale sono state esposte a lunghezze d'onda blu, il team ha scoperto che hanno causato la distorsione di una molecola nella membrana della cellula. Questo è stato seguito da un'ondata di calcio che ha cambiato la forma della cellula, che è stata alla fine responsabile della sua morte.
Lo stesso effetto non è stato riscontrato quando il retinale è stato esposto ad altri colori,  anche se miscelati, come la luce bianca da una lampadina fluorescente domestica. Le lunghezze d'onda blu sembravano eccitare la molecola in modo tale da assumere una caratteristica tossica. 


lunedì 4 dicembre 2017

Bates e Hamer: possiamo curarci da soli?

Bates e Hamer: possiamo curarci da soli?

Questo è il primo di una serie di tre articoli che ho intenzione di scrivere su un tema vastissimo ed estremamente affascinante, quello dell’auto-guarigione. In questo primo scritto vorrei proporre alcune riflessioni basate sul lavoro di due grandissimi medici e ricercatori, entrambi ovviamente osteggiati e fuori dal coro: William Horatio Bates e Geerd Ryke Hamer.
Di Hamer in questo blog ho già scritto molto, ed in effetti rappresenta il centro della mia ricerca personale. Nello stesso periodo in cui ho cominciato ad approfondire Hamer (più di 10 anni fa) sono venuto alla conoscenza di un altro grande medico, stavolta oculista e statunitense, William Bates. Nato a Newark, nel New Jersey, nel 1860, si laurea in medicina e chirurgia, iniziando poi una profonda ricerca che riguarda l’occhio umano e più genericamente la vista.

Le convinzioni dell’epoca riguardo alla vista da parte della cosiddetta comunità scientifica erano le stesse di ora: miopia, astigmatismo, ipermetropia, presbiopia, sono tutte malattie degenerative incurabili. Possono solo peggiorare, o al limite stabilizzarsi grazie all’uso di occhiali. Non c’è alcun esercizio, o qualsivoglia pratica personale, che si possa fare per modificare anche solo leggermente in meglio la sua situazione. Il paziente deve rassegnarsi ad occhiali, lenti a contatto o, quando possibile, operazione al laser (che comunque non cura l’occhio, ma innesta semplicemente una lente a contatto permanente).
Anche per quanto riguarda altre “malattie” della vista, la scienza moderna non prevede alcun esercizio o pratica personale, considerandole completamente inutili. In alcuni casi, come per la cataratta o alcuni tipi di glaucoma, si prevede un intervento chirurgico, che a volte aiuta mentre altre fa più danni che benefici. Il paziente resta sempre e comunque completamente passivo: personalmente, non può fare nulla di buono per il suo fisico.
A ben vedere, tutto ciò non vale solo per gli occhi, ma per tutto il corpo. Ad eccezione dei recuperi muscolari, in cui siamo effettivamente invogliati a fare esercizi per riprenderci, oppure a generiche esortazioni a “mangiare” o “camminare all’aria aperta” (sempre meno anche queste a dire il vero), i pazienti di qualsiasi patologia devono solo aspettare inermi e impotenti che il dottore, con le sue medicine e le sue operazioni, li curi (quando riesce).
Bates ha intuito che, perlomeno per la vista, tutto ciò è un’enorme sciocchezza. Che in realtà ci sono molte pratiche e molti esercizi che si possono fare per migliorare la nostra condizione. Tali pratiche magari hanno effetti lenti, non eclatanti, ma sono molto importanti per darci fiducia, e per convincerci definitivamente che qualcosa possiamo fare, di positivo, per la nostra salute.
Cosa ha compreso il dottor Bates? Che ogni, e dico ogni, “malattia” degli occhi è causata da tensione oculare. Ovviamente, tensioni diverse portano a manifestazioni sintomatiche diverse: se io divento teso quando guardo lontano, diventerò miope, da vicino, diventerò ipermetrope. Un altro tipo di tensione mi porterà la cataratta. E così via.

Facciamo ora un rapido paragone con la Nuova Medicina Germanica. Cosa dice il dottor Hamer? Che la “malattie” sono sempre bi-fasiche. Che c’è sempre una fase fredda, di “tensione”, di sovra-utilizzo, e una fase calda, di “rilassamento” e di recupero (con calo o alterazione funzionale). E che se la fase di tensione dura troppo a lungo, oppure se si hanno troppe recidive, si può avere una degenerazione “permanente” delle funzionalità dell’organo in questione. La logica di base, comunque, mi sembra la stessa.
Ora, quando notiamo un calo qualsiasi nel nostro visus (modo in cui vediamo), c’è qualcosa che possiamo fare per “curare” il nostro difetto? O possiamo solo andare dall’oculista, e seguire le sue istruzioni (occhiali o operazioni)? William Bates (per pure era oculista…), andando contro a tutti i suoi colleghi dell’epoca, consigliava una serie di esercizi, e tramite essi riusciva a far sì che i pazienti si “curassero da soli”, praticamente da ogni patologia.

Primo punto su cui Bates insisteva sempre: buttare via gli occhiali. La sua convinzione era infatti che gli occhiali peggiorassero sempre la vista, essendo come una stampella che impedisce il pieno recupero funzionale. Prescriveva poi una serie di esercizi, che si dividevano sostanzialmente in due gruppi: pratiche per rilassare la vista, e pratiche per usare la vista.
Per rilassare la vista la pratica principale da lui consigliata era il palming (palmeggiamento).

venerdì 10 luglio 2015

Gli 11 Incredibili Benefici del Trataka

La pratica del fissare la fiamma ha un elevato numero di benefici, inclusi l'apertura del terzo occhio, miglioramento della vista, focus, concentrazione e molto altro.

Persone di tutte le età e di diverso livello di stress hanno potuto immediatamente percepire i benefici della tecnica. Gli studenti la possono usare prima di studiare e migliorare la loro concentrazione.

Con questa semplice pratica, la mente si placa, le distrazioni si dissolvono e si sviluppa la capacità di focalizzarsi pienamente. Inoltre migliora drasticamente la memoria.

Che cosa bisogna fare?
Accendere una candela e posizionarsi di fronte, poi guardarla con gli occhi bene aperti, senza battere le palpebre. Dopo un po' gli occhi cominceranno a lacrimare.
Alcuni li lasciano aperti fino al termine della sessione (che può durare da 5 a 15 minuti) altri li chiudono, si rilassano e poi li riaprono.

Lo Shloka 2.32 dell'Hatha Yoga Pradipika afferma "Trataka eradica tutti i problemi e la fatica dell'occhio chiudendo loro la porta per sempre". Alcuni dei benefici associati alla pratica del Trataka sono:
  • Migliora la vista
  • Migliora concentrazione, intelligenza e memoria
  • Eccellente metodo di preparazione alla meditazione
  • Aumenta autostima, pazienza e forza di volontà
  • Sviluppa efficienza sul lavoro e produttività
  • Calma la mente dando un profondo senso di pace interiore e silenzio
  • Porta grande chiarezza mentale e migliora la capacità di prendere decisioni
  • Aiuta a superare blocchi emozionali, mentali o comportamentali
  • Riduce lo stress e porta ad un profondo rilassamento
  • Approfondisce il sonno e sistema i problemi legati al dormire come incubi, insonnia...
  • Secondo il Gherand Samhita (shloka 5.54), il Trataka promuove la chiaroveggenza.

mercoledì 18 febbraio 2015

Come Migliorare la Vista con Tensione e Rilassamento

Per migliorare la vista occorre impegnarsi in un programma di "ripristino" basato su 3 caratteristiche fondamentali: 
1. mente -rilassamento
2. occhi - flessibilità e accomodamento

3. occhi e mente - equilibrio
 
La vista è infatti un processo in cui gli occhi ricevono le informazioni che vengono poi elaborate dal cervello e rese disponibili alla nostra mente per trarne le informazioni necessarie.
Uno dei fattori da considerare in qualsiasi approccio al miglioramento visivo è l'eliminazione (o il minor uso possibile... usarli però sempre per mantenere le condizioni di sicurezza per sè e per gli altri) degli occhiali.

L'IMPORTANZA DEL RILASSAMENTO

Il rilassamento mentale è la base del Metodo Bates, sviluppato dall'oculista Dottor William Horatio Bates all'inizio del XX secolo. Il suo metodo si fonda sulla necessità di rilassare la mente sovraeccitata ed i muscoli ipertesi per restaurare il processo della vista.
La visione infatti è un meccanismo passivo come l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato. Non ci deve essere sforzo per ricevere le informazioni visive. Ogni sforzo nel vedere causa invariabilmente un peggioramento della vista.

Scriveva il dottor Bates:
"Col tempo scoprii che la miopia e l'ipermetropia, come l'astigmatismo, si potevano provocare a volontà; che la miopia non si accompagnava, come per tanto tempo si è creduto, all'uso degli occhi al punto prossimo, bensì a uno sforzo per vedere oggetti lontani, in quanto lo sforzo al punto prossimo è collegato con l'ipermetropia; che un errore di rifrazione non era mai una condizione costante; che, infine, l'errore di rifrazione poteva essere eliminato".
Nel sistema Bates vi sono numerosi esercizi di rilassamento per placare la mente e sviluppare la focalizzazione centrale. C'è inoltre un ottimo sistema di feedback dato dalla Tabella di Snellen.
In pratica attraverso questo strumento possiamo renderci conto immediatamente se gli esercizi stanno funzionando o meno e quali sono le abitudini positive da potenziare e quelle negative da evitare.

POTENZA E FLESSIBILITA' DEI MUSCOLI EXTRAOCULARI

Gli esercizi muscolari di flessibilità, coordinazione e accomodamento dei muscoli extraoculari sono la base del Power Vision System di David de Angelis, dell'Eyerobics e di molte altre tecniche di miglioramento visivo.
I muscoli che governano il movimento degli occhi sono muscoli come tutti gli altri nel corpo e pertanto vanno allenati, resi forti e flessibili, coordinati tra l'oro nell'azione.
I muscoli intorno all'occhio sono infatti fondamentali anche per regolare la lunghezza dell'occhio che può essere più o meno piatto o di forma globosa.
Nella miopia si tratta infatti di occhio allungato, mentre nella presbiopia di occhio corto. Nella miopia inoltre c'è una tensione eccessiva a livello di muscoli obliqui, mentre nella presbiopia a livello di muscoli retti.

Lo stesso dottor Bates scriveva in proposito:
"Ugualmente convincente fu la dimostrazione che gli errori di rifrazione, presbiopia compresa, sono dovuti non ad un mutamento organico della forma del bulbo oculare o della struttura del cristallino, bensì ad uno squilibrio funzionale  nell'azione dei muscoli esterni al bulbo oculare, che quindi può essere eliminato."

L'equilibrio mentale e fisico è infine indispensabile per mantenere e stabilizzare il recupero della vista. Abitudini positive nello stile di vita e nel modo di vedere sono la base del miglioramento o del mantenimento della vista. A tal proposito è possibile anche praticare tecniche energetiche, meditative e di massaggio dei punti della medicina cinese, al fine di migliorare la circolazione.

Anche una corretta alimentazione e la giusta esposizione al sole sono un MUST nel miglioramento della vista.
Un utile strumento può essere l'utilizzo di particolari grafici da allenamento come la Ruota Tibetana per sviluppare la flessibilità e la coordinazione muscolare.

Come Sono Guarito dalla Miopia Il Metodo Bates per Vedere Bene senza Occhiali

venerdì 29 agosto 2014

“Paradigm shift” nel Metodo Bates

Dopo aver rinunciato agli occhiali da vista, occorre fare un "cambio di paradigma" e rinunciare allo sforzo che si fa per vedere. Prova il metodo Bates!

Per guarire velocemente la propria vista imperfetta bisogna accettare un “cambio di paradigma” ovvero accettare di compiere un salto di consapevolezza nel rinunciare a sforzarsi per vedere come nel metodo Bates.
Lo sforzo per vedere è un pensiero sbagliato che sta alla base della vista imperfetta, di conseguenza rinunciare a questa forzatura risulta essere il primo passo per guarire, un primo passo che segue un’altra decisione tanto ovvia quanto importante: smettere di usare gli occhiali da vista.
Smessi gli occhiali da vista, molti miopi non vedono chiaramente, perché si sforzano o fissano lo sguardo, di conseguenza la tabella di controllo appare vuota o piena di nuvole grigie e sfuocate. Ma nel momento in cui si comincia a rinunciare allo sforzo per vedere, ci si accorgerà che sempre più spesso gli occhi, una volta aperti davanti alla tabella di controllo, saranno già a fuoco, e non vi sarà volizione alcuna nel riconoscere le lettere.

Questo è piuttosto difficile da capire per chi soffre di vista imperfetta, specialmente se si sono usati occhali correttivi continuativamente per qualche tempo. Lo sforzo indotto dagli occhiali correttivi, o dalle lenti a contatto, si è talmente incancrenito che è già presente ancor prima che si aprano gli occhi, offuscando la visione “dal di dentro” prima ancora che ce ne rendiamo conto.
Se ci si convince, esperienzialmente, che non c’è bisogno di alcuno sforzo o tentativo per vedere bene, avremo trovato la strada verso la guarigione e la tabella di controllo sarà sempre più spesso perfettamente nera e nitida già prima di avrer volto ad essa il nostro sguardo, mentre il punto osservato direttamente sarà più nero e più nitido di tutti gli altri punti.
Questa visione nitida all’inizio del trattamento sarà solo fugace e discontinua e per essere mantenuta richiederà un certo grado di pratica nel muovere lo sguardo intorno alle lettere senza fissare. Ma con la guarigione completa non sarà nemmeno più necessario porre attenzione a questo, giacché è naturale e normale per l’occhio vedere nitidamente, senza sforzo.
Rishi Giovanni Gatti

mercoledì 23 aprile 2014

Vedere di nuovo senza occhiali

Rieducazione visiva con Power Vision System e metodo Bates per salvare la vista

Ciao, sono Arianna Piva e grazie alla rieducazione visiva ho potuto salvare la mia vista.
A 24 anni ero arrivata a -11 diottrie e mi si prospettava una possibile cecità per distacco di retina per via di questa miopia che mai s’arrestava. Dopo un particolare momento di panico a 25 anni, in cui sembrava che stessi per avere il distacco, ho deciso di passare all’azione perché ero stufa di subire tutto passivamente.
rieducazione visiva arianna piva
Iniziavo ad essere intollerante alle lenti a contatto che usavo ogni giorno, non potevo fare il laser, gli occhiali mi davano la nausea e mi facevano peggiorare ancora più e ad occhio nudo non potevo vivere normalmente. L’unica speranza l’ho trovata cercando su internet perché i medici non mi hanno mai dato alcuna soluzione.
 
Sono passati ormai 5 anni  dal giorno in cui digitai “guarire miopia” su google, proprio nel marzo 2009, e da allora la mia vita si è capovolta! Ho scoperto un mondo sconosciuto e meraviglioso grazie a Power Vision System e Bates, dove la miopia non è un male inguaribile né irreversibile, dove il panico di morire se non metto gli occhiali non ha più senso di esistere e si è trasformato nell’entusiasmo per ciò che riesco a vedere senza ausili.
Ora posso stare molto del mio tempo senza occhiali e nei momenti di bisogno uso correzioni che vanno da -4  a -6.50 (-7.50 di notte con la pioggia).
Adesso ti parlerò della rieducazione visiva che mi ha aiutata a rinascere sia visivamente che poi in molti altri aspetti della vita.
 
L’educazione visiva è esattamente una EDUCAZIONE o meglio una RIEDUCAZIONE per cambiare certe abitudini quotidiane ed imparane di nuove.
Queste nuove e sane abitudini potranno salvaguardare la tua vista: mantenerla ottimale se già lo è (PREVENZIONE), migliorarla se è difettosa (RIABILITAZIONE), non peggiorare più (MANTENIMENTO) se non si vuole fare un particolare percorso di riabilitazione.
Il sistema visivo è un sistema dinamico di interazioni, è flessibile, si può allenare e si adatta agli stimoli che gli diamo.

Perché è importante?

In quest’epoca tecnologica ci siamo allontanati così tanto dal modo naturale di vivere che tutto il nostro corpo (e pure la mente) è costretto a pagarne le conseguenze, occhi compresi.
Bisogna ricordare che ci siamo evoluti milioni e milioni di anni in condizioni naturali, alla luce diurna del sole, mangiando cibi crudi, non trattati, non raffinati, vivendo all’aperto e NON tutto il tempo fra 4 mura, tanto meno a leggere o stando al PC per 8-12 ore al giorno!
E’ quindi importantissimo ridare quel po’ di stimoli naturali per salvaguardare la vista e la salute in generale; per chi non può passare molte ore al giorno all’aperto ci sono anche altre soluzioni grazie al defocus retinico di Power Vision System.

Quanto diventa necessaria la Rieducazione Visiva?

Il momento più importante per imparare ed applicare la rieducazione sarebbe da prima di diventare miopi (grazie alla prevenzione tramite l’igiene visiva), ma se il difetto si è già presentato è importantissimo iniziare dal momento in cui ci prescrivono il nostro primo paio di occhiali.
Assieme agli occhiali dovrebbero insegnarci come e quando usarli, dovrebbero lasciarci per lo meno delle istruzioni da seguire. L’occhiale è un mezzo che se usato indiscriminatamente, senza sapere come e perché, deteriora in modo progressivo la nostra acuità visiva: impigrisce e VIZIA TUTTO L’APPARATO VISIVO, DALLA MUSCOLATURA AL CERVELLO.
Si dovrebbe istituire un insegnamento scolastico fin dalle elementari per andare alla radice del problema ed eliminarlo dall’umanità: come esiste l’educazione fisica, l’educazione civica, dovrebbe esistere anche l’educazione visiva (e anche l’educazione alimentare, visti i disastrosi effetti prodotti dal cibo moderno e l’ignoranza incredibile in materia anche da parte dei medici stessi).
Dovrebbero educarci all’utilizzo dei nostri occhi e degli occhiali. Questo aiuterebbe ad estirpare i difetti visivi più comuni come miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia, nelle prossime generazioni.
Una rieducazione visiva svolta in modo massivo porterebbe anche ad una minore percentuale di casi di maculopatia, cataratta, retinopatie ecc…

Perché la rieducazione visiva non è ancora diffusa?

Purtroppo la maggioranza degli accademici attualmente non considera l’occhio nella sua interezza, non ritiene sufficientemente rilevante nel risultato visivo finale il fatto che l’occhio sia mosso da muscoli che devono essere ben sciolti e coordinati e che è altrettanto importante l’interpretazione del cervello rispetto i dati che gli giungono.
Non ritengono importante fare esercizi di mobilità, coordinazione né dare una particolare attenzione all’iper-accomodazione, cosa che invece chi fa rieducazione visiva (professionisti e non ) sa essere molto rilevante nel tempo. Non ritengono un problema il portare occhiali sempre, quando invece vanno appunto a viziare l’apparato visivo.
Comunemente si ritiene che solo il cristallino e la lunghezza assiale concorrano nella messa a fuoco, dimenticando che esistono persone afachiche (senza cristallini) che riescono a vivere una vita senza occhiali normalmente o quasi. Questa mancanza di visione più ampia, ha fatto si che ci fossero stati e ci siano tutt’ora persone che peggiorano in modo progressivo e inarrestabile.
Non è una loro colpa, si tratta del tipo di studi che hanno fatto. Finché non diventerà una materia obbligatoria in ogni università che tratta la visione, non la conosceranno o non la accetteranno. Qualche università di optometria comincia ad introdurre tematiche del genere e finalmente cominciano ad esserci alcuni preparati in tale ambito, ma sono ancora rari.
Vedi elenco professionisti che conoscono e applicano la rieducazione visiva ai pazienti che lo richiedono.
SCOPRI DI PIÙ  nel mio sito www.miglioralatuavista.it
Il prossimo workshop è in programma per il 30 marzo a Milano. Dettagli
Esempio di esercizi di rieducazione visiva:
VIDEO Power Vision System – TUTORIAL1 [ITA]: rotazioni ad occhi aperti
 

venerdì 28 marzo 2014

Migliorare la vista con il palming

 
William Bates aveva come paziente un nonnetto di settant'anni, astigmatico, presbite, ipermetrope e che stava sviluppando pure la cataratta. Aveva portato gli occhiali per quarant'anni, ma non riusciva più a vedere bene nemmeno con gli occhiali.

Bates gli suggerì di provare il palming e il nonnetto, dopo le prime prove, si sentì sollevato. Allora chiese a Bates se c'era un limite per applicare la tecnica.

Il dottore rispose che era solo un modo per rilassare gli occhi. Alcuni giorni dopo il nonnetto ritornò raggiante di gioia e disse: "Dottore, è stato noioso, molto noioso, ma l'ho fatto".
"Cosa?"
"Il palming, l'ho fatto per venti ore consecutive".

Aveva cominciato alle quattro del mattino, facendo palming e visualizzando il nero più nero, digiunando tutto il giorno, fermandosi solamente per bere una grande quantità di acqua (e per urinare suppongo :-)) e continuando fino alla mezzanotte. 20 ore di concentrazione su un solo pensiero!!!

La sua vista era diventata perfetta ed anche se quella giornata era stata "noiosa" era stata ugualmente una grande giornata.

Il mio approccio all'addestramento visivo sta mutando radicalmente dai classici e mi sto muovendo verso una mia direzione, determinata anche da mie esperienze in altri "campi" come la pratica delle arti marziali ed il training fisico e dallo studio delle tecniche bioenergetiche e dell'ipnosi.

Il nonnetto si era annoiato un mondo, ma aveva fatto una cosa grandiosa. Era stato concentrato sull'esercizio per un tempo molto lungo e concentrandosi aveva ristabilito una connessione con i nervi ed i vasi sanguigni degli occhi.

La sua mente si era placata e ciò era stato possibile grazie alla concentrazione. Inoltre aveva potuto beneficiare di un sistema di feedback dato dalla percezione del colore nero.
Tutto ciò associato con il digiuno e lo stato di rilassamento aveva contribuito alla purificazione di tossine e tensioni ed aveva permesso un riequilibrio della struttura e della fisiologia dell'occhio.

giovedì 27 marzo 2014

Gli Occhi e la Vista


Occhio di falco 
Ho sentito dire e letto molte cose sulla vista e sugli occhi, e mi sono reso conto che questo campo contiene molti errori, molte bugie e molta confusione. L’ultima persona a cui chiedere la corretta informazione al riguardo è un dottore oculista che ha anche un negozio di ottica o è convenzionato con uno di essi. Se hai problemi di vista ed entri in uno di quei negozi lucidati a specchio con lunghissime file di montature per occhiali per fare un controllo della vista, è facile che ritorni a casa con un bel paio di occhialetti sul naso. È quello che succede quando si partecipa alle campagne promozionali come la “Giornata Mondiale della Vista” che si celebra ogni anno, il secondo giovedì del mese di ottobre.
È convinzione comune nell’ambito della medicina ufficiale che poco si possa fare per migliorare la vista e che se non ci vedi bene, il rimedio è un bel paio di occhiali, oppure un paio di frecciate con il laser, o altri rimedî che portano a condizioni irreversibili. Mi ricordo di una mia amica che si fece operare agli occhi con il laser. Mi raccontò che avrebbe dovuto mettere per tutta la vita un collirio al cortisone, tutti i giorni, sempre.
Quando uno inizia la via crucis degli occhiali, con il passare del tempo – se non fa nessun cambiamento nel suo modo di vivere – arriverà a un punto che dovrà sostituire le lenti con altre piú forti, perché la vista peggiora anche grazie all’uso degli occhiali. Nessuno ti dirà mai: «Metti questi occhiali per guarire la tua vista»; potresti invece sentire dire: «Metti questi occhiali cosí almeno ci vedi, perché nella condizione in cui si trovano i tuoi occhi adesso, sono meglio che niente».
È convinzione comune che la vista che peggiora, il cristallino che si opacizza, le macchie che svolazzano allegramente davanti gli occhi, gli occhi che perdono la loro lucentezza, facciano parte del bagaglio della vecchiaia. È tutto vero, tranne che sia inevitabile.
Sappiamo che esiste un sistema per migliorare, anzi per ottenere la vista perfetta, ideato dal Dott. Bates nei primi decenni del Novecento e che ha permesso in tutto il mondo a diverse persone di liberarsi degli occhiali. Il sistema è ben delineato e perfettamente spiegato nel libro da lui scritto “Vista Perfetta Senza Occhiali”. Nonostante esista la conoscenza per ottenere la vista perfetta, a volte, o quasi sempre, alcune persone manifestano perplessità, difficoltà, o anche insoddisfazione. Le ragioni di queste situazioni sono diverse e alcune non sono facilmente individuabili.
Premesso che la persona si trovi in buone condizioni psicofisiche, se non ottiene risultati è perché non sta seguendo i consigli delineati nel libro o perché continua a portare gli occhiali. Il fatto che le direttive date per ottenere dei risultati siano apparentemente semplici, non significa che sia facile ottemperare a esse. Ci si potrebbe mettere in ottima forma alzandosi alle cinque ogni mattina per fare un’ora di corsa, ritornare a casa, darsi una rinfrescata sotto la doccia per poi recarsi al lavoro allegri e pieni di energia. L’istruzione è semplice, ma quasi nessuno riesce a seguirla tutti i giorni come parte del proprio stile di vita.
La vista perfetta la puoi ottenere, ma te la devi guadagnare.
Alcuni individui si sono auto-proclamati “facilitatori” del “metodo Bates”, e per avere un maggior numero di clienti, allietandoli con la scusa che “alla nostra scuola puoi portare gli occhiali!”, hanno “modernizzato” il libro di Bates, rendendo tutto molto piú “permissivo” e di conseguenza inefficace, e seguire i programmi di esercizi di questi “riformatori” è un’altra ragione per cui non si ottiene né la vista perfetta né miglioramenti degni di questo nome. È un po’ come succede con le scoperte di Arnold Ehret: ogni tanto salta fuori qualcuno che vuole riformare il suo “Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco” e scrive libri per “migliorare il sistema”, per poi portare i suoi lettori su altri lidi e percorsi incerti.
Premesso che il Sistema Bates di per sé funziona, come ho potuto dimostrare su me stesso da quasi dieci anni, ci sono altri fattori importanti che vanno tenuti in considerazione. Diventare esperti del Sistema Bates per applicarlo su se stessi, equivale, per fare un esempio, a ottenere il brevetto di volo. Chi ha ottenuto il brevetto è diventato un pilota a tutti gli effetti. Sa come pilotare un aereo, fare decolli e atterraggi con maestria e sa cosa deve fare nei casi di emergenza. Ma a una condizione: che l’aereo sia perfettamente a posto e che il tempo consenta di volare.
Come per il pilota l’aereo è il mezzo per volare, gli occhi sono il mezzo per mettere in pratica il Sistema Bates, e questi devono essere in ottime condizioni come struttura, perché potresti anche essere diventato un esperto del Sistema Bates, ma se guardi attraverso un cristallino sporco, o se i tuoi muscoli oculari sono mantenuti bloccati da calcificazioni e quindi non permettono al bulbo oculare di allungarsi o di accorciarsi come necessario, non puoi mettere in pratica le tue abilità. Non possiamo separare la funzione dalla condizione della struttura. Per esempio la funzione di prendere oggetti dipende dalla condizione in cui sono le mani. Sappiamo benissimo come prendere un oggetto, ma una mano artritica non ci permetterà di farlo agevolmente.

GLI OCCHI COME PARTE DELL’ORGANISMO

Non sto qui a parlare di cosa sono, come sono fatti, come funzionano gli occhi, c’è molta letteratura al riguardo ovunque. Qui mi interessa condividere cose che non sono pubblicate nei testi scientifici ortodossi. Gli occhi, come tutti gli altri organi del corpo, non possono essere presi in considerazione separati dal resto dell’organismo. Questo l’abbiamo già visto con altre cose, per esempio il mal di testa, che è un sintomo che può essere prodotto da un’indigestione, e quindi la sua causa non è nella testa, per quanto apparentemente il sintomo si manifesti lí.
Indipendentemente dal fatto che alcuni organi si deteriorino in maniera piú o meno visibile di altri, il progressivo deterioramento dell’organismo interessa tutti gli organi a livello globale. Il deterioramento viene attribuito all’invecchiamento come condizione inevitabile a cui siamo soggetti, ma la causa di tale deterioramento è lo stile di vita adottato dal singolo individuo, sebbene a noi appaia diversamente, perché cosí si crede che accada nella quasi totalità delle persone.

ALIMENTAZIONE E VISTA

Oggi tutti sanno che l’alimentazione – cioè tutto quello che introduciamo nel corpo ogni giorno – influisce direttamente sulla salute, e gli effetti dell’alimentazione che uno adotta si ripercuotono in ogni organo e cellula dell’intero organismo. Non sto qui a descrivere tutti gli aspetti dell’alimentazione, chi fosse interessato può saperne di piú leggendo gli altri articoli che ho scritto per il sito www.ArnoldEhret.it. Dirò solamente alcune cose essenziali per cercare di spiegare al meglio il tema trattato. Tutti sappiamo che per il buon funzionamento del corpo l’alimentazione deve essere in grado di fornire gli elementi necessarî al suo nutrimento. abbiamo imparato da piú fonti che sono necessarie le vitamine, i minerali, gli enzimi, i grassi, l’acqua, ecc. Tuttavia la cosa piú importante è che, non importa quale alimentazione adottiamo, questa non deve lasciare residui che possano ostruire l’ambiente cellulare, i vasi sanguigni e linfatici e i tessuti dei varii organi. Questa è la condizione che determina la correttezza e la validità dell’alimentazione adottata.
In pratica ogni sostanza che l’organismo non è in grado di utilizzare deve essere espulsa, ma molte di queste sostanze stabiliscono dei legami chimici con i minerali essenziali del corpo, impedendone l’uso appropriato e in piú accumulandosi nel corpo sotto forma di ostruzioni. Queste ostruzioni impediscono ai varii tessuti e muscoli, grandi e piccoli, di venire nutriti in modo appropriato dal sangue. Inoltre, se questo sangue contiene sostanze prive di nutrimento, o addirittura tossiche, sorgeranno infezioni ove tali sostanze si fermano. Questo ci porta ai muscoli oculari che, per il loro perfetto funzionamento meccanico, devono essere ben nutriti e lubrificati, diversamente gli occhi non potranno essere usati correttamente, come qualsiasi congegno arrugginito o mal lubrificato.
È fondamentale, per poter vedere bene, che l’individuo abbia la capacità di rilassarsi. Rilassarsi significa compiere un’azione senza sforzo, senza voler controllare mentalmente il movimento : una volta che si è deciso di farla, si lascia semplicemente che l’azione si svolga quasi da sé, guidata dall’intelligenza stessa del corpo. Tuttavia se gli occhi sono bloccati meccanicamente da ostruzioni di varia natura, l’azione necessaria per vedere non può avere luogo in maniera ottimale. Ci sono tre nemici che con il passare del tempo procurano danni agli occhi, in realtà anche al resto del corpo:
1) Gli alimenti che acidificano il corpo, che Arnold Ehret ha definito mucoformanti. Si tratta di tutti quei prodotti confezionati, il cosiddetto junk food, le merendine, i prodotti da forno, in pratica tutti i prodotti confezionati che trovi sugli scaffali del supermercato, che contengono grassi idrogenati e saturi. Se vuoi farti un’idea di cosa intendo, ti invito a fare una ricerca nel web del termine “Olestra”. Altri alimenti che acidificano il corpo sono, in generale, i farinacei tipo pane, pasta, pizza e torte, eccetera.
2) Gli alimenti che formano acido urico, come le proteine animali. È oramai risaputo che la carne e i suoi derivati, come i salumi, i suoi grassi, fra i quali lo strutto usato per fare il pane e tutti i prodotti da panetteria, rilasciano, durante il processo della digestione, degli acidi urici che una volta cristallizzati sono la causa di artrite e artrosi, e rendono vani i tentativi di rilassarsi, condizione necessaria per vedere bene.
3) Acqua minerale e di rubinetto. Ogni volta che una persona beve acqua addizionata di cloro e satura di carbonato di calcio e di altri minerali inorganici, a lungo termine mette a repentaglio la sua salute. Il corpo umano non può utilizzare qualsiasi minerale inorganico, sia che provenga da un pozzo, da sorgenti, fiumi, lago o mare. Tra le molte manifestazioni di calcificazione di minerali inorganici ci sono i capillari rotti del viso. appena sotto la pelle ci sono piccoli vasi sanguigni, sottili come capelli. Quando questi piccoli capillari si ostruiscono, crescono di dimensioni e spesso si rompono facendo apparire macchie violacee o rossastre. Ostruiti dai minerali inorganici, non sono piú in grado di contribuire alla circolazione del sangue, e i muscoli che regolano i movimenti degli occhi non vengono nutriti in modo adeguato. Molte persone di tutte le età soffrono di cattiva circolazione. Alcuni hanno le mani fredde, anche nei periodi caldi. Molti hanno i piedi freddi. Dopo i sessant’anni di vita la maggior parte delle persone ha delle macchie rossastre e blu causate da capillari rotti intorno ai piedi e alle caviglie. La cattiva circolazione è piú evidente nelle mani e nei piedi, perché il sangue non raggiunge facilmente queste estremità a causa di calcificazioni nel sistema circolatorio.

SALVA O STAMPA IL POST IN PDF

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

CORRELATI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...