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venerdì 16 febbraio 2018

LE NUOVE DIRETTIVE UNESCO PER CORROMPERE I BAMBINI

LE NUOVE DIRETTIVE UNESCO PER CORROMPERE I BAMBINI

L’UNESCO (che è l’agenzia “culturale”” dell’ONU) ha appena pubblicato le direttive globali per i nuovi standard di educazione sessuale da impartire in tutte le scuole ed asili infantili dell’Occidente. Firmata dalla direttrice generale dell’UNESCO, l’ebrea francese Audrey Azoulay, che è stata ministra della “cultura” per Hollande, che l’ha piazzata all’ONU prima della caduta.
Fra le cose curiose del testo, c’è che la direttive della “nuova educazione sessuale” , l’UNESCO dice che s’inserisce nel programma politico dell’ONU per il 2030 sullo “Sviluppo Sostenibile” (sic).

L’Unesco prescrive le conoscenze e gli atteggiamenti da inculcare nei giovani secondo ogni classe di età. Si martella sull’esigenza di informare sulla prevenzione delle gravidanze indesiderate (contraccezione ovunque, l’aborto “laddove è legale”: ecco lo sviluppo sostenibile) e sui “diritti alla salute riproduttiva”; ma non meno martellante è l’insistenza sulla ‘uguaglianza di genere’ e la promozione dell’ideologia di genere. Con particolare cura per l’insegnamento gender ai bambini tra i cinque e gli otto anni.

In 139 pagine scritte in perfetta neolingua della dittatura LGBT, l’UNESCO sottolinea con forza il “rispetto” per l’orientamento sessuale, il “rifiuto degli stereotipi”, il “diritto” degli scolari di godere dei piaceri della carne, naturalmente condito con gran pedagogia “della responsabilità” da non confondere in alcun modo con la moralità tradizionale. Difatti afferma come cosa fatta che la responsabilità dell’educazione sessuale dei figli va sottratta alla famiglia e ai genitori, e deve essere data allo Stato (che veglia su tutti noi ché non insegniamo ai bambini gli “stereotipi” che mancano di rispetto ai sodomiti). L’educazione alla castità non viene evocata se non per condannarla come malsana, e contraria allo sviluppo sostenibile. Ai bambini viene insegnato a mettere in discussione e persino a rigettare i valori e le convinzioni dei loro genitori sul sesso e sul matrimonio, i bambini devono al più presto “riconoscere” che i loro “valori” possono essere “diversi” dai loro genitori.

Audrey Azoulay, ebrea francese.
Il programma pedagogico che l’UNESCO vuole estendere ai bambini del pianeta intero attraverso le sue “linee-guida tecniche” prevede che fin dalla scuola primaria (dai 5 agli 8 anni) gli scolari imparino dall’insegnante l’omosessualità nel quadro di una sessualità sostenibile. Dai 9 ai 12, ai ragazzini e ragazzine viene insegnato come individuare i segnali della gravidanza. Dai 9 anni gli scolari imparano le modalità del piacere maschile e femminile. La masturbazione viene raccomandata purché, stranamente, “in privato”: forse per scongiurare che adulti particolarmente sensibili a queste direttive vengano colti in flagrante pedofilia, insegnando in classe come “toccarsi”? Forse si suggeriscono ripetizioni private in casa? Fuori dagli occhi indiscreti?

Secondo il nostro ministero e governo, come noto, la “teoria del gender” non esiste, e non viene insegnata nelle scuole, si tratta di una allucinazione di genitori complottisti, gli stessi che credono che 12 vaccini siano dannosi, e che esistono le scie chimiche. Infatti è vero: ecco l’UNESCO prescrivere che i bambini a 5 anni imparino a “definire il genere e il sesso biologico e descrivere la loro differenza”, e vengono invitati a “riflettere sul proprio sentimento di appartenenza a un genere”
Una nozione di cui ciascuno capisce la necessità per preparare i piccini alla dura realtà della vita che li attende nel mondo globalizzato come disoccupati sostituiti da robot e “immigrati”; infatti la “riflessione” sul proprio “sentimento gender” è il preludio necessario per il corso ulteriore: a 9 anni, si chiederà agli scolari di “saper spiegare come l’identità di genere di una persona può non corrispondere al sesso biologico” – e soprattutto a “dimostrare rispetto per l’identità di genere altrui”; dai 5 anni va inculcato il rispetto per le famiglie “diverse”; dai 12, i bambini devono essere già edotti sul fatto che i rapporti omosessuali sono “piacevoli” e non portano affatto infezioni; l’uso del condom sarà insegnato approfonditamente.

Le conoscenze dei bambini in materie omosex devono essere sistematicamente valutate e tracciate (forse come preludio all’espulsione dalle scuole, come per i non-vaccinati; forse per identificare i renitenti da sottoporre a “corsi di recupero”). Ma non solo i bambini: anche gli insegnanti dovranno essere sottoposti ad un rigoroso programma di indottrinamento, e se occorre di rieducazione, in modo che apprendano a trasmettere le opinioni e i valori richiesti dall’ONU . “Questa formazione può essere inclusa come parte del curriculum degli istituti di formazione degli insegnanti (pre-servizio) o come formazione degli insegnanti in servizio”, spiega il documento dell’UNESCO: è facile capire che questo è un progetto di “selezione” di insegnanti omogenei all’ideologia LGBT e “sbarramento”, quando non licenziamento, di insegnanti non convinti dei “valori ONU”: una intimidazione e discriminazione odiosa basata sulle idee e la morale dei docenti. 
Possono essere bloccati nella carriera e perdere lo stipendio se non si adeguano alla nuova morale “libertaria”, così come i medici di base possono essere espulsi dal sistema sanitario se si oppongono alle 12 vaccinazioni.

IL NUOVO “JUS SODOMITICUM”

sabato 26 agosto 2017

La BBC sdogana la pedofilia come un nuovo orientamento sessuale. Cosa si nasconde dietro?

LA BBC SDOGANA LA PEDOFILIA COME UN NUOVO ORIENTAMENTO SESSUALE AL PARI DEL TRANSGENDER O ESSERE GAY, COSA SI NASCONDE DIETRO?
Fonte lifeme.it
La British Broadcasting Corporation (BBC) sta giocando con il fuoco, consentendo ad un autore anonimo di pubblicare articoli sulla sua piattaforma, che mirano a ridurre al minimo la depravazione totale della pedofilia.

Passi che ricordano la pubblicazione su Salon , nel 2013, di una lettera aperta, rilanciata anche  dall'Huffington Post: Todd Nickerson, un graphic designer americano, scrisse una lettera aperta per dire a tutti che non era un mostro. Una lettera, pubblicata dal sito Salon e rilanciata , che ha acceso un dibattito violentissimo. "Ho l'orientamento sessuale più sfortunato che ci sia, ossia la preferenza per persone che legalmente, moralmente e psicologicamente non riusciranno mai a ricambiare le mie emozioni e i miei desideri".

Questa volta è la la BBC a pubblicare, e sembra essere d'accordo con il suo autore anonimo, che la pedofilia non è necessariamente un disturbo da trattare con disprezzo, ma piuttosto un orientamento sessuale come l'omosessualità che richiede semplicemente “aiuto”.   

Non sarebbe la prima volta che la BBC decide di schierarsi con il "lato oscuro", mettendo in "scena"  una personalità televisiva popolare, Jimmy Savile, pedofilo, maniaco, necrofilo, pervertito. Dj della “Bbc” (deceduto nel 2011), al centro di uno dei più grossi scandali della storia della Gran Bretagna (“Operation Yewtree”, il nome dell’inchiesta). Nell’ottobre del 2012 un’indagine sulla pedofilia di Scotland Yard lo aveva accusato di aver
abusato di molti ragazzini (oltre 500) , tra cui diversi minorenni, durante i suoi quarant’anni di carriera. La BBC, sospettata di aver insabbiato lo scandalo, ha dovuto affrontare una delle crisi d’immagine più gravi della sua storia. L’ex dj, non solo avrebbe commesso atti di pedofilia e violenza sessuale all’interno del suo ambiente televisivo (poco dopo la sua morte si scoprì che negli anni gloriosi aveva trasformato i camerini della “BBC” in una trappola per giovani fan), ma anche presso numerose strutture sanitarie pubbliche. Savile, che per decenni ha avuto libero accesso a diversi ospedali britannici per portare avanti la sua attività di volontariato, di recente inoltre è stato collegato agli assassini di Moors, ("omicidi delle brughiere"), una serie di delitti che sconvolsero l'intera Gran Bretagna negli anni sessanta, compiuti dalla coppia di serial killer Ian Brady e Myra Hindley tra il luglio 1963 e l'ottobre 1965, nella zona della Greater Manchester, in Inghilterra. Savile, oltre ad essere acquirente di foto di minori, usava l'emittente, come mezzo di "comunicazione in codice", inviando nell'etere determinate canzoni a determinate ore.
E pensare che il dj era stato anche insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico nel 1971. E, nel 1990, Papa Giovanni Paolo II lo ha fatto Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno per le opere di bene ed il volontariato compiuto.

Nonostante le inchieste, le verità terrificanti che continuano a collegarsi a questo mostro pedofilo, di cui la BBC è stata a quanto pare complice, l'emittente non demorde e continua la "celebrazione" del suo dj, attraverso la voce di un anonimo asessualmente depravato, riducendo la pedofilia, le "relazioni adulto-bambini" , come semplici orientamenti sessuali che hanno solo bisogno di aiuto.
Anche se l' anonimo riconosce la pedofilia come sbagliata, il tono del suo articolo o forse lei, la BBC, in realtà dipinge i predatori di bambini come vittime.

Sicuramente dietro ad ogni carnefice esiste un trauma, dove lui è stato vittima.Ssicuramente si tratta di persone che vanno curate, aiutate, ma sono potenzialmente molto gravi i toni e metodi suggeriti.
L'anonimo infatti denuncia che lui è stato un pedofilo, e la richiesta di aiuto lo ha fatto guarire. Una richiesta di aiuto  che però non è stata dettata da una tacita ammissione di colpa, ma dall'accettazione sociale o il riconoscimento di esso come un orientamento sessuale, questa è stata la spinta per lui a chiedere aiuto.

In questo modo, sottile e perverso quanto la pedofilia, al lettore di questo articolo della BBC, viene instillato un velato senso di colpa nel giudicare troppo duramente i pedofili, poiché vittime solamente di una crisi d'identità sessuale, che la società non comprende appieno. Se solo più persone potessero vedere la pedofilia come solo un altro tipo di genere, allora forse, non avrebbe l' orribile stigma attuale.

Pedofilia come socialmente accettabile
Oggigiorno siamo propensi a pensare  che i cambiamenti sociali  siano la naturale ed inevitabile conseguenza del progresso che non si può fermare. Tuttavia, lo studio delle tecniche che stanno dietro alla manipolazione delle masse non è più fantascienza da molto tempo,  LE TECNICHE DI PERSUASIONE DI Edward Bernays, sono state trasferite tranquillamente in campo sociale , quindi Overton ha semplicemente decodificato ciò che era già in atto a discapito delle nostre menti.

Rendere accettabile dalla società perfino ciò che in passato era stato assolutamente inaccettabile e impensabile.

Si tratta di un modello d'ingegneria sociale denominato The Overton Window («La finestra di Overton»). Questo modello è stato elaborato negli anni '90 da Joseph P. Overton (1960-2003), l'ex vice-presidente del centro d'analisi americano Mackinac Center For Public Policy.

La sua teoria è un intervallo di idee che possono essere recepite dalla società in un determinato momento e che possono essere apertamente enunciate dai politici che non vogliono passare per estremisti.

Le idee attraversano le seguenti fasi:
Impensabili (inaccettabile, vietato);
Radicali (vietato, ma con delle eccezioni);
Accettabili;
Sensate (razionali);
Diffuse (socialmente accettabili);
Legalizzate (consacrazione nella politica statale).

martedì 11 aprile 2017

American College of Pediatricians: l'ideologia gender danneggia i bambini, il transgender è abuso di minori.

AMERICAN COLLEGE OF PEDIATRICIANS: L'IDEOLOGIA GENDER DANNEGGIA I BAMBINI, IL TRANSGENDER È ABUSO DI MINORI.

Si tratta di una pubblicazione di un anno fa, ma penso che non molti ne siano a conoscenza, poiché , giustamente, il main stream canalizza solo ciò che conviene ai "pochi".

Si è discusso per mesi se l'OMS ha imposto o meno la fantomatica ideologia gender, se essere contro il gender vuol dire essere contro l'omosessualità, e passati due anni c'è ancora tanta confusione, sempre più normalizzazione, quasi assenza di domande... e così la finestra d'overton è stata imposta.

Abbiamo scritto fiumi di parole sui danni del protocollo OMS, sui danni fisici e psicologici portati dall'ideologia Gender. Fiumi di parole sul fatto che essere contro a questa ideologia non vuol dire essere omofobo, razzista, e contro l'omosessualità... si tratta di concetti lontani anni luce..

Decisamente abominevole, deviata, tendenziosa, manipolatrice la definizione che è stata messa sull'ideologia Gender in Wikipedia, lo strumento a cui la massa si rivolge: Teoria del gender è un neologismo nato in ambito cattolico negli anni novanta del XX secolo per riferirsi in modo critico agli studi di genere: coloro che fanno uso di questa locuzione sostengono che gli studi di genere nasconderebbero un progetto predefinito mirante alla distruzione della famiglia e della società fondate su un presunto ordine naturale.
Ribattiamo portando "semplicemente" ciò che il Collegio Americano dei Pediatri ha scritto a riguardo:

Il protocollo tradotto è stato redatto dal Collegio Americano dei Piediatri, con a capo la presidentessa Michelle A. Cretella; suo vicepresidente Quentin Van Meter e con l’appoggio di Paul McHugh direttore del Dipartimento di Psichiatria e scienze del comportamento presso l’ospedale Johns Hopkins. Il Collegio ha realizzato uno studio, nel quale si affrontano i pericoli della transessualità e dell’ideologia gender ponendo enfasi sulla transessualità infantile.

Con il titolo “L’ideologia gender danneggia i bambini” il Collegio Americano dei Pediatri smonta, punto su punto, la transessualità infantile, condannando la “normalizzazione” della transessualità nelle scuole e nella politica, portata avanti come fosse un qualcosa di buono e salutare.
Questo studio si basa puramente su dati scientifici e biologici, rendendo chiaro fin dal principio, che tali ideologie non hanno fondamento scientifico.

Gender Ideology Harms Children
American College of Pediatricians
– updated January 2017 (testo originale)

Originally Posted March 2016
Updated August 2016
Updated January 2017

Per ulteriori informazioni, si prega di visitare questa pagina sul sito universitario su questioni sessualità e di genere.

"L'Ideologia gender danneggia i bambini"

1. La sessualità umana é a tratto binario, biologico ed oggettivo.
I geni “XY”e “XX” sono tratti genetici sani, no tratti genetici di un difetto. La normalità nel disegno genetico umano é essere concepiti maschio o femmina. La sessualità umana é disegnata in modo binario con l’intenzione evidente della riproduzione e moltiplicazione della nostra specie. Questo principio é evidente da sé.(1)

I difetti dello sviluppo della sessualità (DSD) e delle sue deviazioni, includendo la femminilizzazione testicolare e l’iperplasia surrenale congenita, sono medicalmente identificabili nella norma binaria sessuale.
A tal proposito diviene interessante espandere la consapevolezza su quanto l'ambiente esterno vada ad influire a riguardo.
2. Nessuno nasce con gender. Tutti gli esseri umani nascono con un sesso biologico. Quello del gender (presa di coscienza e il sentirsi maschi o femmine) è un concetto sociologico e psicologico, no un'oggettività biologica. Nessuno nasce con la coscienza di se stesso come maschio o femmina. Questa presa di coscienza si sviluppa con il tempo e, come tutti i processi dello sviluppo può essere deragliata dalle percezioni soggettive dell’infanzia, dalle relazioni, dalle esperienze negative successe nell’infanzia.(2,3,4)
Le persone che si identificano con “la sensazione di appartenere al sesso opposto” o “in qualche punto intermedio” non formano un terzo gruppo sessuale, continuano ad essere uomini o donne biologici.

Da evidenziare i motivi che fanno scattare la propria percezione sessuale diversa da quella biologica: percezioni dell'infanzia deragliate (influenzate), ed esperienze negative, traumi. Purtroppo sempre meno ci si responsabilizza, ma spesso la percezione sessuale è strettamente legata ai rapporti sentimentali creati dai genitori, parenti.. La confusione non ha significato d'essere un nuovo stato sessuale. La confusione porta confusione mentale, e la mente non chiara porta destabilizzazione, depressione...

3. La convinzione di una persona di appartenere o no ad un determinato sesso è, nel migliore dei casi, un pensiero confuso. Quando un bambino o una bambina, biologicamente sani, credono di essere il sesso opposto, si produce un problema psicologico, non fisico e, per tanto, deve essere trattato come tale. Questi bambini soffrono di disforia1 di genere. La disforia di genere (GD) é riconosciuta come un disturbo mentale nell’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dell’Associazione Americana di Psichiatria (DSM-V).(2,4,5)
Importante quindi saper collegare tanti fattori. La confusione di genere può essere fisiologica - come viene indicato nel punto 5,dello studio del Collegio - . Il micidiale DSM-V afferma che il 98% dei maschi ed 86% delle femmine, che nell'infanzia confondono il loro genere, alla fine riconoscono il loro sesso biologico passata la pubertà... se però nel frattempo viene instillata nuova confusione, si crea un blocco ormonale prendendo, questa confusione, come un dato di fatto conclusivo, si creano distorsioni di percezione che non si sarebbero avute, stati di malattia, depressione, confusione per il mancato senso di appartenenza, suicidi. In pratica tutto quello che viene dichiarato come situazione allarmante odierna, potrebbe essere semplicemente l'effetto collaterale dell'aver voluto imporre una percezione diversa, aver voluto interferire con il decorso naturale della crescita e sviluppo sessuale, aver interferito anche permettendo l'assunzione di interferenti endocrini, sparsi in ogni dove, come fossero acqua.

L'APA (American Psychiatric Association) è l'autore del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, 5 ° edizione (DSM-V). L'APA afferma che coloro che si trovano indifficoltà e compromessi da loro GD soddisfano la definizione di un disturbo.
Dal DSM-V fact sheet:
“L'elemento critico di disforia di genere è la presenza di disagio clinicamente significativo associato con la condizione.”
“Questa condizione provoca disagio clinicamente significativo o compromissione aree importanti sociale, lavorativo, o altri di funzionamento.”
L'aver incluso la confusione sessuale all'interno delle patologie dei Disturbi Mentali, comunque sia, è un fatto che lascia molto perplessi. Prima viene creato lo stato di confusione...(grazie al protocollo OMS sull'educazione sessuale, ovvero ideologia Gender, poi viene inclusa la patologia "creata", comunque potenziata e geneticamente modificata, all'interno dei Disturbi mentali...e su questo si apre il secondo protocollo OMS sulla salute mentale e depressione, di cui a breve avremo la giornata mondiale (7 aprile).
Da precisare che inizialmente la diagnosi era Disturbo dell'Identità di Genere' (GID), ma gli attivisti Transgender si sono opposti, hanno fatto pressione, con successo, e l'American Psychiatric Association ha cambiato la diagnosi  in 'disforia di genere'.
L'APA dice: 'Per ottenere la copertura assicurativa per le cure mediche, gli individui hanno bisogno di una diagnosi'.
Non servono molti commenti aggiuntivi, solo lasciare che i pezzi si uniscano da soli, come attratti dal sacro fuoco della verità..

4. La pubertà non è una malattia, ma il blocco degli ormoni della pubescenza può essere molto pericoloso. Bloccare questo tipo di ormoni, durante la pubertà, induce uno stato di malattia, ossia, provoca assenza di pubertà, inibendo la crescita e la fertilità di un bambino che, prima del processo, era biologicamente sano.(6)
Vi ricordate l'articolo dell'anno scorso? UOMOFORMAZIONE: TRA GENDER E TRANSUMANESIMO dove parlavamo anche del  PROTOCOLLO OLANDESE E SOSPENSIONE DELLA PUBERTÀ  della disforia di genere, e Centri di controllo per la sospensione della pubertà.

venerdì 17 ottobre 2014

Transgender dall'asilo nido

Il racconto della mamma di un bambino di 5 anni nato bambina. In California  la legge tutela la scelta precoce del transito di genere
gianluca nicoletti
Che fareste se il vostro bambino decidesse di essere di genere diverso rispetto a quello della nascita? Non il banale caso in cui un ragazzino chiede bambole come giocattolo, o una bimba si comporta da maschiaccio. La circostanza è proprio quella in cui un pargolo, dai primi anni di vita, inizia a manifestare gusti e comportamenti tipici del sesso opposto a quello che avreste giurato appartenesse dalla nascita. 
La maggior parte dei genitori probabilmente cercherebbe, almeno all’inizio, di modificare questo comportamento, come tradizionalmente è stato con probabilità sempre fatto. Fino a che punto però sarà possibile contrastare una tendenza di genere quando questa è profondamente connaturata nel bambino, al punto di non fargli avere nessun dubbio sulla sua identità? Soprattutto è giusto contrastare?  
E' difficile parlarne giudicando l’esperienza altrui, ancora più difficile è farsi un’idea su questo tema con spirito libero da ogni pregiudizio culturale. Sarebbe inutile  tentare di  scalfire radicate convinzioni sulla irreversibilità del genere di un essere umano, rispetto a quello che sanciscono i suoi organi genitali.  
E' altrettanto vero che  a parole è facile mostrare aperture mentali smisurate, più impegnativo  è affrontare concretamente un caso del genere,  pur dando per scontato che la serenità del proprio figlio sia lo scopo primario di ogni genitore.  
Nel sito web di notizie “Salon” è stata pubblicata la testimonianza di una madre che racconta, con estrema naturalezza, la storia del proprio figlio transgender. La donna si firma con lo pseudonimo T. Bisterfeldt per proteggere l’identità della sua bambina Lola, che dopo i tre anni di vita ha voluto essere un bambino e ora si chiama Sam.  
Quando nacque nell’ autunno del 2009 la creatura fu accolta in un batuffoloso tripudio di pizzi rosa e bambolotti di ogni tipo. Presto però quella bambina dai capelli rossi pretendeva giocattoli come automobiline e dinosauri  e preferiva scegliere gli abiti nello scaffale  dedicato ai maschietti.  
Lola già a due anni e mezzo  si era impuntata di fronte a una confezione di biancheria con stampigliato Spider Man. La madre, che aveva letto i libri del maggior divulgatore sulle problematiche LGBT Andrew Solomon, sapeva che la scelta di costumi da bagno e biancheria intima sono uno dei cinque principali indicatori di genere non conforme, ovvero di bambino transgender e certo di essere di sesso diverso rispetto quello che gli è stato attribuito dalla nascita.  
Poco prima di compiere il terzo anno d’età Lola ha infatti iniziato a dire con insistenza: "Voglio essere un ragazzo." Ben presto i familiari si sono resi conto che non era un capriccio o un vago volersi atteggiare, Lola senza l’ombra di sfumature si stava identificando in un maschio. 
Un programma in tv dedicato ai bambini transgender convince definitivamente i genitori di che ogni forma di repressione della vera identità della figlia avrebbe creato traumi profondi nella sua esistenza. Inizia così a piccoli passi la transizione da Lola a Sam.  
Per prima cosa viene assecondato il desiderio di un taglio di capelli maschile, cadono le ciocche della ex bambina e in famiglia cominciano ad abituarsi al cambio di pronomi per una lei che è diventato un lui.   
Un trasferimento al sud della California impone l’iscrizione di Sam alla scuola materna locale, ne scelgono una d’ispirazione cristiana e cercano di spiegare ai dirigenti scolastici la loro situazione. Nessuno aveva mai sentito parlare di bambini transgender e la questione viene posta al pastore della chiesa locale, che esordisce con la frase "Noi crediamo che Dio creò l'uomo e la donna," facendo seguire una reprimenda sugli impulsi che vanno controllati e paragoni sulla sregolatezza che produce adulteri e omicidi.  
Nell’agosto 2013 fortunatamente per Sam, il governatore della California Jerry Brown ha firmato la legge che tutela i diritti e il benessere degli studenti transgender in quello stato (Opportunity Act AB1266). Possono scegliere lo sport di squadra che preferiscono, usare i bagni a loro più consoni, soprattutto le famiglie non devono più dissimularli come fossero una vergogna.  
La madre di Sam a questo punto sa che quando si avvicinerà l’età di 8/10 anni inizieranno le scelte più difficili, se la condizione persiste bisognerà iniziare trattamenti con ormoni che blocchino la pubertà, serve a prendere tempo per evitare il trauma del menarca. Solo verso i 15 anni il ragazzo potrà scegliere se riprendere a  svilupparsi come femmina, o iniziare un trattamento ormonale che attribuirà a lui in maniera permanente i caratteri esteriori di un maschio.  
Al compiere dei 18 anni la scelta definitiva e irreversibile del cambio chirurgico del sesso. Sam già scalpita e chiede quando potrà fare la pipì come suo padre. 

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