DESTRUTTURARE LA TEORIA DEL CONTAGIO
By Valdo Vaccaro 14 Marzo 2020
RICHIESTA
Carissimo Valdo, la seguo da circa un paio di anni
grazie ad un amico prezioso e le confesso che mi ha illuminato parecchio con i
suoi articoli pieni di logica e di verità provata e dimostrata su di me. Non ho
alcuna perplessità su tantissimi argomenti da lei esposti sia in campo
scientifico che alimentare. Vorrei però ricevere un parere suo riguardo a ciò
che sto per dirle.
In questi giorni sto assistendo direttamente a
barzellette di questo tipo (caso reale): il paziente 0 prende il coronavirus
risultando positivo, sua moglie tuttavia non presenta alcun sintomo (c.d.
paziente asintomatico) ma potrebbe essere positiva al tampone (anche se non
glielo fanno).
Ammettendo che la moglie sia positiva al virus,
secondo la medicina generale sembrerebbe che il signor coronavirus, non
trovando terreno per proliferare e moltiplicarsi (o trovando un sistema
immunitario più forte), improvvisamente faccia i bagagli e vada ad infettare
qualcun’altro.
Il caso che ho sotto gli occhi in questi giorni è
proprio questo, cioè si afferma che il
paziente asintomatico possa comunque trasmettere il virus.
Qui le chiedo di portar pazienza, vorrei
comprendere meglio una cosa: come l’Hygiene dimostra che effettivamente non
esiste in assoluto il contagio e che è finzione nonché superstizione dell’uomo?
Premetto che ho letto gli articoli del dr Montanari + intervista il quale parla
di contagio o, comunque, non lo esclude.
PASSANDO ALLE CONSIDERAZIONI CHE TROVO NEL SUO SITO
1) Parla spesso per dimostrare la teoria igienista
di statistiche e dimostrazioni di scienziati nel considerare un “ovvio
simultaneo sboccio dei sintomi”, oppure parla della questione virale in questo
modo: “Ogniqualvolta andiamo in crisi per qualsiasi motivo (fisico, psichico,
traumatico) la capacità espulsiva linfatico-immunitaria cala e si impigrisce
per cui si crea tossicità interna… questo discorso occupa il 99% della
questione virale. Il restante 1% sono virus di altri esseri viventi con cui
entriamo in contatto… Più aria viziata respiriamo e più carni, pesce e proteine
animali consumiamo, più questo 1% diventa 5 o 10, anche 20%. Normalmente il
materiale intasante altrui va ad aggiungersi a quello nostro interno.”
2) Il concetto di virus per la medicina
(Organismo che si riproduce e che infetta altre forme di vita) è chiaramente
diverso da quello igienista di virus=veleno interno non ripulito). Ma allora mi
chiedo dove è possibile ricercare la verità su questo argomento?
3) In questi giorni vediamo sì, morti inventate di
sana pianta con gente ampiamente compromessa che viene passata come “morta per
coronavirus”, il che fa ridere in quanto come sappiamo (tratto anche da
Montanari) è un dato ampiamente gonfiato poiché molti dei soggetti che hanno
contratto il virus presentavano patologie pregresse gravissime o a stadi molto
avanzati.
Qui si aggiunge un’altra considerazione sua (o
dell’Hygiene) ovvero che “la vicinanza con persone cosiddette infette che
tossiscono e hanno febbre alta può innescare una induzione mentale, effetto
grilletto ma soltanto in chi è pressapoco nelle stesse condizioni, cioè sta già
covando il malessere”.
Tecnicamente il Montanari parla di virus e di
trasmissibilità, l’Hygene invece parla in sostanza di “medesime condizioni date
da soggetti che pensano/agiscono/vivono alla stessa maniera in quell’istante”.
Lei riporta, ad esempio, in uno dei suoi scritti il caso della classe di 20
persone di cui si ammalano 10 per medesima vulnerabilità tossica parlando anche
della sua esperienza personale in cui da piccolo per anni non ha mai preso
nulla pur avendo tutta la famiglia a letto con l’influenza.
CONSIDERAZIONE
Anche citando altre grandi e ricorrenti verità come
quella su Pasteur. “il terreno è tutto” mi trova perfettamente d’accordo. Se ho
un buon terreno, non mi ammalo, però ci sono dettagli sui quali vorrei fare più
chiarezza ancora.
Non credo neanche io che il virus abbia una sua
intelligenza tale da potersi spostare da una parte all’altra (uscire ed entrare
da esseri viventi) però trovo verosimile che, se rimane in una via aerea dove
trova terreno fertile per crescere e replicarsi, possa quindi trasmettersi
tossendo o starnutendo.
In fondo credo, da ignorante come sono, che
starnuto e tosse non siano altro che meccanismi di autodifesa del nostro
organismo per espellere ciò che ci crea turbolenza/disagio/malessere interiore,
quindi in un certo senso…ciò che la medicina classica chiama “virus” potrebbe
anche essere ammesso.
Venendo al suo caso che da bambino non si ammalava
mai un semplice medico potrebbe dire: “beh lei mangia sano, i suoi organi sono
dunque in condizioni ottimali per espellere il materiale di scarto che giornalmente
produciamo e qualsiasi agente esterno (il virus in questo caso) non trova
terreno per crescere e riprodursi”.
Ancora, chiedo, secondo lei il fenomeno del
sovraffollamento dei reparti di terapia intensiva sarebbe quindi dovuto ad un
effetto-grilletto o mediatico molto riverberato a suo avviso?
Resta validissima, anche se ahimè non ho le
competenze per comprendere tecnicamente di cosa si sta parlando, il discorso,
anch’esso pluri-citato sull’inosservanza dei postulati di Koch, ma, ecco, avrei
piacere di ricevere una sua opinione su questo punto: siano esse statistiche,
studi, dimostrazioni o, comunque, ragionamenti tali da riuscire a destrutturare
la teoria del contagio.
Le chiedo questo perché mi piacerebbe sposare la
sua tesi (visto che in tutto la penso come lei) ma non trovo purtroppo prove
valide e pratiche per smontare la teoria medica. La ringrazio per quanto finora
fa per il bene di tutti. Un caro saluto.
Roberto
RISPOSTA
TUTTI POSSIAMO ESSERE SCIENZIATI VERI O INVECE
SCIENZIATI-SCHIAPPE ACCODATI PASSIVAMENTE AL SISTEMA
Roberto dice che “non ha le competenze”. Fossero
attenti, puntuali e scientifici al pari di lui i tanti medici e i tanti
presunti scienziati che parlano in questi giorni di virus disinvoltamente, come
si trattasse di pane e marmellata, senza mai mettere in discussione di cosa
stanno parlando, senza mai dare una definizione del virus stesso.
In realtà Roberto ha la stoffa dello scienziato, o
anche la stoffa del bambino che non si fa mettere facilmente nel sacco e che
pretende chiarezza, pretende non dubbi e non misteri.
UN MONDO
SALDAMENTE UNITO NELL’INGINOCCHIARSI A SUA MAESTÀ CORONAVIRUS
Il fatto è che, quando si va nell’estremamente
grande e nell’estremamente piccolo, c’è di che perdersi, per cui non sorprende
affatto l’esistenza di teorie diverse e contraddittorie. Scienza è
scienza solo quando dà risposte esaurienti e condivise ai problemi. Scienza è
qualcosa che implica fare ricerca, inchieste, confronti, dibattiti anche tra
diverse opinioni con tanto di apertura mentale e con zero preclusioni e
preconcetti.
Tutto questo non sta affatto accadendo. Sia
l’Italia che il mondo intero stanno dando una dimostrazione a dir poco penosa,
sorprendentemente penosa. Si usa dire che ogni popolo ha il governo che si
merita. Pertanto teniamoci Conte e teniamoci Speranza. E la Cina si tenga pure
Xi Jinping.
SI PARLA
DI VIRUS E NON SI SA COS’È, SI PARLA DI SCIENZA E NON SI SA COS’È
Scienza
è soprattutto sapere di non sapere. Scienza paradossalmente equivale ad avere dei dubbi. Chiunque proceda
per dogmi senza nemmeno dare e darsi dei chiarimenti è tutto fuorché uno
scienziato. Chiunque parla di contagio e
di virus contagiante commette una sfilza interminabile di credenze, di
pregiudizi e di aberrazioni scientifiche.
Chiunque afferma perentoriamente e dogmaticamente
che il virus fa questo e fa quello, e che per contrastarlo occorre fare questo
e fare quello (vedi norme governative tipo distanza e mascherine e tutto il
resto) è tutto fuorché uno scienziato, è un accodato.
COI VIRUS SIAMO NEL MONDO DEI MICROSCOPI
ELETTRONICI A 100 MILA INGRANDIMENTI
Universo immenso e universo ultra-piccolo. Nel caso
in questione stiamo parlando del micro-universo. Non parliamo di scarafaggi o
formiche ma di corpuscoli piccolissimi e invisibili a occhio nudo, per cui
servono 100 mila ingrandimenti al microscopio elettronico. Queste cose le sanno
i biologi molecolari e cellulari come Peter Duesberg, Stefan Lanka, Kary Mullis
e simili, oltre ovviamente ai nostri Stefano Montanari e Antonietta Gatti, o il
prof Andrea Del Buono.
CELLULE, BATTERI E VIRUS NEL MIRINO
Con le cellule umane ce la caviamo piuttosto bene.
Sappiamo che esse hanno dimensioni o diametri da circa 7 a 120 micrometri o
milionesimi di metro. Sappiamo di averne 70-100 trilioni e di subire una moria
giornaliera di 200 miliardi. Coi batteri ce la caviamo ancora ancora, visto che
vanno da 0,2 a
30 micrometri per cui siamo mediamente 100 volte più piccoli delle cellule.
Nel caso dei virus
invece siamo di fronte a microrganismi morti, intendo morti e inermi e inattivi al 100% e non al 99,999%. Sappiamo tutti
cosa significa la parola morto-definitivo, e questo dovrebbe già darci una
impronta direzionale. Morto significa cadavere privo di vita, privo di testa,
privo di testicoli, privo di organi respiratori, privo di gambe, privo di
struttura pulsante, privo di tutto.
Siamo di fronte a polvere virale e spazzatura
virale estranea ed anti-funzionale. Una spazzatura morta che può solo essere
fotografata con instantanea e mai in fase cinematografica.
PARLARE
DI COMPORTAMENTO VIRALE SIGNIFICA PIÙ PRESUMERE CHE
TOCCARE CON MANO
Tant’è che negli stessi laboratori si è cercato
invano di far sviluppare-proliferare-riprodurre dei virus, con risultato
costantemente nullo. L’uomo non può inventare la vita o fare i miracoli
moltiplicativi vangelici dei pani e dei pesci.
Perché un virus aumenti di numero servono altre
cose importantissime come le cellule umane vive,
moribonde e morenti, vale a dire serve il terreno di sviluppo e di eventuale
trasporto, serve un pizzico di Madre Natura. Capirai che la materia, cioè la questione virale, a questo punto diventa
complessa e intricata, ideale per costruirci sopra un mondo fantasioso e
fantascientifico, corrispondente a determinati interessi, furbizie e
convenienze umane.
I DUBBI DI ROBERTO
Roberto elenca i suoi dubbi citando:
1. Induzione
ed effetto grilletto
2. Leggere
differenze tra Stefano Montanari e Valdo Vaccaro o comunque la visuale
igienista in genere
3. Pieno
accordo su Terreno è tutto e microbo è niente, ma vale tuttora al 100%?
4. Chiarimenti
sui Postulati di Koch
5. Desiderio
di smontare e destrutturare la teoria medica del contagio.
6.
Vediamo allora di rispondere a tali quesiti. - IN QUESTA
TESINA:- 1. EFFETTO GRILLETTO E DISPONIBILITÀ AD AFFRONTARE UNA PROVA O PIÙ PROVE
- 2. DIVERSITÀ DI VEDUTE CON MONTANARI
- 3-4. I POSTULATI DI KOCH SONO TUTTORA PUNTO DI RIFERIMENTO
- 5. SMANTELLARE E DESTRUTTURARE LA TEORIA DEL CONTAGIO: CI STIAMO LAVORANDO
1. EFFETTO GRILLETTO E DISPONIBILITÀ AD AFFRONTARE
UNA PROVA O PIÙ PROVE
Sulla induzione mentale e l’effetto grilletto
determinati dalla vicinanza prolungata con le persone cosiddette infette,
personalmente sono disposto in qualsiasi momento a un esperimento-prova, per
dimostrare l’infondatezza del contagio.
Ma bisognerebbe garantire assoluta trasparenza ed
equidistanza di chi esegue l’esperimento e di chi ne interpreta e valuta poi i
risultati, cosa per niente facile e semplice, quando il coltello per il manico
sta nelle mani di una parte soltanto. Una parte che ha dimostrato mille volte
una grande abilità a prefabbricare risposte, ad accampare eccezioni, a far
avere le proprie ragioni con trucchi, alibi e tranelli vari.
LA VICINANZA PROLUNGATA CON GLI ALTRI NON È PRIVA
DI EFFETTI COLLATERALI











