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mercoledì 10 giugno 2020

DESTRUTTURARE LA TEORIA DEL CONTAGIO

DESTRUTTURARE LA TEORIA DEL CONTAGIO
By Valdo Vaccaro 14 Marzo 2020
RICHIESTA
Carissimo Valdo, la seguo da circa un paio di anni grazie ad un amico prezioso e le confesso che mi ha illuminato parecchio con i suoi articoli pieni di logica e di verità provata e dimostrata su di me. Non ho alcuna perplessità su tantissimi argomenti da lei esposti sia in campo scientifico che alimentare. Vorrei però ricevere un parere suo riguardo a ciò che sto per dirle.
In questi giorni sto assistendo direttamente a barzellette di questo tipo (caso reale): il paziente 0 prende il coronavirus risultando positivo, sua moglie tuttavia non presenta alcun sintomo (c.d. paziente asintomatico) ma potrebbe essere positiva al tampone (anche se non glielo fanno).
Ammettendo che la moglie sia positiva al virus, secondo la medicina generale sembrerebbe che il signor coronavirus, non trovando terreno per proliferare e moltiplicarsi (o trovando un sistema immunitario più forte), improvvisamente faccia i bagagli e vada ad infettare qualcun’altro.
Il caso che ho sotto gli occhi in questi giorni è proprio questo, cioè si afferma che il paziente asintomatico possa comunque trasmettere il virus.
Qui le chiedo di portar pazienza, vorrei comprendere meglio una cosa: come l’Hygiene dimostra che effettivamente non esiste in assoluto il contagio e che è finzione nonché superstizione dell’uomo? Premetto che ho letto gli articoli del dr Montanari + intervista il quale parla di contagio o, comunque, non lo esclude.

PASSANDO ALLE CONSIDERAZIONI CHE TROVO NEL SUO SITO
1) Parla spesso per dimostrare la teoria igienista di statistiche e dimostrazioni di scienziati nel considerare un “ovvio simultaneo sboccio dei sintomi”, oppure parla della questione virale in questo modo: “Ogniqualvolta andiamo in crisi per qualsiasi motivo (fisico, psichico, traumatico) la capacità espulsiva linfatico-immunitaria cala e si impigrisce per cui si crea tossicità interna… questo discorso occupa il 99% della questione virale. Il restante 1% sono virus di altri esseri viventi con cui entriamo in contatto… Più aria viziata respiriamo e più carni, pesce e proteine animali consumiamo, più questo 1% diventa 5 o 10, anche 20%. Normalmente il materiale intasante altrui va ad aggiungersi a quello nostro interno.”
2) Il concetto di virus per la medicina (Organismo che si riproduce e che infetta altre forme di vita) è chiaramente diverso da quello igienista di virus=veleno interno non ripulito). Ma allora mi chiedo dove è possibile ricercare la verità su questo argomento?
3) In questi giorni vediamo sì, morti inventate di sana pianta con gente ampiamente compromessa che viene passata come “morta per coronavirus”, il che fa ridere in quanto come sappiamo (tratto anche da Montanari) è un dato ampiamente gonfiato poiché molti dei soggetti che hanno contratto il virus presentavano patologie pregresse gravissime o a stadi molto avanzati.
Qui si aggiunge un’altra considerazione sua (o dell’Hygiene) ovvero che “la vicinanza con persone cosiddette infette che tossiscono e hanno febbre alta può innescare una induzione mentale, effetto grilletto ma soltanto in chi è pressapoco nelle stesse condizioni, cioè sta già covando il malessere”.
Tecnicamente il Montanari parla di virus e di trasmissibilità, l’Hygene invece parla in sostanza di “medesime condizioni date da soggetti che pensano/agiscono/vivono alla stessa maniera in quell’istante”. Lei riporta, ad esempio, in uno dei suoi scritti il caso della classe di 20 persone di cui si ammalano 10 per medesima vulnerabilità tossica parlando anche della sua esperienza personale in cui da piccolo per anni non ha mai preso nulla pur avendo tutta la famiglia a letto con l’influenza.
CONSIDERAZIONE
Anche citando altre grandi e ricorrenti verità come quella su Pasteur. “il terreno è tutto” mi trova perfettamente d’accordo. Se ho un buon terreno, non mi ammalo, però ci sono dettagli sui quali vorrei fare più chiarezza ancora.
Non credo neanche io che il virus abbia una sua intelligenza tale da potersi spostare da una parte all’altra (uscire ed entrare da esseri viventi) però trovo verosimile che, se rimane in una via aerea dove trova terreno fertile per crescere e replicarsi, possa quindi trasmettersi tossendo o starnutendo.
In fondo credo, da ignorante come sono, che starnuto e tosse non siano altro che meccanismi di autodifesa del nostro organismo per espellere ciò che ci crea turbolenza/disagio/malessere interiore, quindi in un certo senso…ciò che la medicina classica chiama “virus” potrebbe anche essere ammesso.
Venendo al suo caso che da bambino non si ammalava mai un semplice medico potrebbe dire: “beh lei mangia sano, i suoi organi sono dunque in condizioni ottimali per espellere il materiale di scarto che giornalmente produciamo e qualsiasi agente esterno (il virus in questo caso) non trova terreno per crescere e riprodursi”.
Ancora, chiedo, secondo lei il fenomeno del sovraffollamento dei reparti di terapia intensiva sarebbe quindi dovuto ad un effetto-grilletto o mediatico molto riverberato a suo avviso?
Resta validissima, anche se ahimè non ho le competenze per comprendere tecnicamente di cosa si sta parlando, il discorso, anch’esso pluri-citato sull’inosservanza dei postulati di Koch, ma, ecco, avrei piacere di ricevere una sua opinione su questo punto: siano esse statistiche, studi, dimostrazioni o, comunque, ragionamenti tali da riuscire a destrutturare la teoria del contagio.
Le chiedo questo perché mi piacerebbe sposare la sua tesi (visto che in tutto la penso come lei) ma non trovo purtroppo prove valide e pratiche per smontare la teoria medica. La ringrazio per quanto finora fa per il bene di tutti. Un caro saluto.
Roberto


RISPOSTA
TUTTI POSSIAMO ESSERE SCIENZIATI VERI O INVECE SCIENZIATI-SCHIAPPE ACCODATI PASSIVAMENTE AL SISTEMA
Roberto dice che “non ha le competenze”. Fossero attenti, puntuali e scientifici al pari di lui i tanti medici e i tanti presunti scienziati che parlano in questi giorni di virus disinvoltamente, come si trattasse di pane e marmellata, senza mai mettere in discussione di cosa stanno parlando, senza mai dare una definizione del virus stesso.
In realtà Roberto ha la stoffa dello scienziato, o anche la stoffa del bambino che non si fa mettere facilmente nel sacco e che pretende chiarezza, pretende non dubbi e non misteri.

UN MONDO SALDAMENTE UNITO NELL’INGINOCCHIARSI A SUA MAESTÀ CORONAVIRUS
Il fatto è che, quando si va nell’estremamente grande e nell’estremamente piccolo, c’è di che perdersi, per cui non sorprende affatto l’esistenza di teorie diverse e contraddittorie. Scienza è scienza solo quando dà risposte esaurienti e condivise ai problemi. Scienza è qualcosa che implica fare ricerca, inchieste, confronti, dibattiti anche tra diverse opinioni con tanto di apertura mentale e con zero preclusioni e preconcetti.
Tutto questo non sta affatto accadendo. Sia l’Italia che il mondo intero stanno dando una dimostrazione a dir poco penosa, sorprendentemente penosa. Si usa dire che ogni popolo ha il governo che si merita. Pertanto teniamoci Conte e teniamoci Speranza. E la Cina si tenga pure Xi Jinping.

SI PARLA DI VIRUS E NON SI SA COS’È, SI PARLA DI SCIENZA E NON SI SA COS’È
Scienza è soprattutto sapere di non sapere. Scienza paradossalmente equivale ad avere dei dubbi. Chiunque proceda per dogmi senza nemmeno dare e darsi dei chiarimenti è tutto fuorché uno scienziato. Chiunque parla di contagio e di virus contagiante commette una sfilza interminabile di credenze, di pregiudizi e di aberrazioni scientifiche.
Chiunque afferma perentoriamente e dogmaticamente che il virus fa questo e fa quello, e che per contrastarlo occorre fare questo e fare quello (vedi norme governative tipo distanza e mascherine e tutto il resto) è tutto fuorché uno scienziato, è un accodato.

COI VIRUS SIAMO NEL MONDO DEI MICROSCOPI ELETTRONICI A 100 MILA INGRANDIMENTI
Universo immenso e universo ultra-piccolo. Nel caso in questione stiamo parlando del micro-universo. Non parliamo di scarafaggi o formiche ma di corpuscoli piccolissimi e invisibili a occhio nudo, per cui servono 100 mila ingrandimenti al microscopio elettronico. Queste cose le sanno i biologi molecolari e cellulari come Peter Duesberg, Stefan Lanka, Kary Mullis e simili, oltre ovviamente ai nostri Stefano Montanari e Antonietta Gatti, o il prof Andrea Del Buono.

CELLULE, BATTERI E VIRUS NEL MIRINO
Con le cellule umane ce la caviamo piuttosto bene. Sappiamo che esse hanno dimensioni o diametri da circa 7 a 120 micrometri o milionesimi di metro. Sappiamo di averne 70-100 trilioni e di subire una moria giornaliera di 200 miliardi. Coi batteri ce la caviamo ancora ancora, visto che vanno da 0,2 a 30 micrometri per cui siamo mediamente 100 volte più piccoli delle cellule.
Nel caso dei virus invece siamo di fronte a microrganismi morti, intendo morti e inermi e inattivi al 100% e non al 99,999%. Sappiamo tutti cosa significa la parola morto-definitivo, e questo dovrebbe già darci una impronta direzionale. Morto significa cadavere privo di vita, privo di testa, privo di testicoli, privo di organi respiratori, privo di gambe, privo di struttura pulsante, privo di tutto.
Siamo di fronte a polvere virale e spazzatura virale estranea ed anti-funzionale. Una spazzatura morta che può solo essere fotografata con instantanea e mai in fase cinematografica.

PARLARE DI COMPORTAMENTO VIRALE SIGNIFICA PIÙ PRESUMERE CHE TOCCARE CON MANO
Tant’è che negli stessi laboratori si è cercato invano di far sviluppare-proliferare-riprodurre dei virus, con risultato costantemente nullo. L’uomo non può inventare la vita o fare i miracoli moltiplicativi vangelici dei pani e dei pesci.
Perché un virus aumenti di numero servono altre cose importantissime come le cellule umane vive, moribonde e morenti, vale a dire serve il terreno di sviluppo e di eventuale trasporto, serve un pizzico di Madre Natura. Capirai che la materia, cioè la questione virale, a questo punto diventa complessa e intricata, ideale per costruirci sopra un mondo fantasioso e fantascientifico, corrispondente a determinati interessi, furbizie e convenienze umane.

I DUBBI DI ROBERTO
Roberto elenca i suoi dubbi citando:
1.      Induzione ed effetto grilletto
2.     Leggere differenze tra Stefano Montanari e Valdo Vaccaro o comunque la visuale igienista in genere
3.     Pieno accordo su Terreno è tutto e microbo è niente, ma vale tuttora al 100%?
4.    Chiarimenti sui Postulati di Koch
5.     Desiderio di smontare e destrutturare la teoria medica del contagio.
6.     
Vediamo allora di rispondere a tali quesiti. - IN QUESTA TESINA:
1. EFFETTO GRILLETTO E DISPONIBILITÀ AD AFFRONTARE UNA PROVA O PIÙ PROVE
Sulla induzione mentale e l’effetto grilletto determinati dalla vicinanza prolungata con le persone cosiddette infette, personalmente sono disposto in qualsiasi momento a un esperimento-prova, per dimostrare l’infondatezza del contagio.
Ma bisognerebbe garantire assoluta trasparenza ed equidistanza di chi esegue l’esperimento e di chi ne interpreta e valuta poi i risultati, cosa per niente facile e semplice, quando il coltello per il manico sta nelle mani di una parte soltanto. Una parte che ha dimostrato mille volte una grande abilità a prefabbricare risposte, ad accampare eccezioni, a far avere le proprie ragioni con trucchi, alibi e tranelli vari.

LA VICINANZA PROLUNGATA CON GLI ALTRI NON È PRIVA DI EFFETTI COLLATERALI

lunedì 13 aprile 2020

DALLA DEMOCRAZIA ALLA “FOLLIA”

DALLA DEMOCRAZIA ALLA “FOLLIA” (INTESA COME CONDIZIONE PSICHICA).
La democrazia, perlomeno quella italiana, riesce dove non sono riuscite le peggiori dittature. Ovvero tenere ferma fisicamente, bloccata, chiusa in casa, addirittura con il proprio consenso, una intera popolazione. Complimenti, perché riuscire dove non era riuscito il comunismo, il fascismo e neppure il nazismo, è una vera impresa.

Le moderne democrazie (alias “dittature dolci” per usare un’espressione cara a Aldous Huxley) fanno infatti sì che il prigioniero ami le proprie catene e quindi il suo carceriere (infatti i dati di gradimento del governo, ammesso siano veri, sono in crescendo). Insomma, una specie di Sindrome di Stoccolma nazionale. Questo per noi italiani, perché in tutti gli altri Paesi la situazione non è questa. Parlo con amici da tutto il mondo e mi confermano che nessun paese ha imposto misure restrittive talmente draconiane e anche palesemente idiote, e questo non a detta mia ma di fior di medici e scienziati non allineati ai canali mainstream.
Lo stato di “fermo” casalingo, ovviamente, non è solo fisico, ma anche e soprattutto di carattere psico/emotivo ed è etero-diretto dal più grande mezzo di controllo: la paura.
Quindi basta iniettare nelle masse il virus della paura (paura del del virus, del terrorismo, delle crisi economiche, crisi ambientale e così via. A proposito di crisi ambientale, che fine ha fatto Greta?) e il gioco è fatto.

La prigionia (che vi piaccia o meno ammetterlo siete/siamo in prigione), non ha solo la caratteristica della perdita di libertà fisica, che ne è solamente la conseguenza più percepibile ed immediata. La prigionia, oltreché sul nostro corpo fisico, agisce anche e soprattutto in maniera profonda su quello psichico e su quello emozionale (difatti si parla qua e là di primi suicidi dovuti alla reclusione anche se i media ovviamente non ne danno gran risalto). C’è poi anche un corpo che definiamo “spirituale” e le persone in un percorso evolutivo già avanzato saranno in grado, buon per loro, di cogliere questo “fermo” forzato, come strumento di ulteriore crescita evolutiva.

Ma torniamo a ciò che succederà alle masse chiuse in case.
Qualora lo stato di fermo dovesse perdurare tutte le nostre abitudini cambieranno inevitabilmente in peggio. L’inattività nel lungo periodo agirà in maniera deleteria sul fisico, sulla mente e sulle nostre emozioni. Non tutti hanno la forza d’animo e mentale di correre un’ora al giorno, tutti i giorni per ben 27 anni, per mantenersi in forma e non lasciarsi andare, come fece Nelson Mandela nella sua piccola cella del carcere di Robben Island. Le masse, pigramente distese sul divano, si faranno terrorizzare sempre più attraverso notiziari e programmi che sono lì apposta per seminare il panico. Si chiama “strategia del terrore” e “gestione della paura”, perché quando questa si manifesta (unitamente a stress, ansia, ecc.), si innescano nel nostro organismo risposte che fanno aumentare il rischio di ammalarsi (di Covid 19 o di qualunque altra cosa).

A me pare logico che l’arma migliore che abbiamo per difenderci dal Corona Virus sia l’innalzamento del nostro sistema immunitario, e questo lo si fa stando all’aria aperta, facendo attività fisica, migliorando l’alimentazione, insomma migliorando le nostre condizioni di vita e non peggiorandole. E del resto il fatto che nessun appello sia stato fatto su un cambio di alimentazione più sano dovrebbe far riflettere (anche se capisco che riflettere, quando si vive in uno stato di paura, non è semplice).
E del resto se il virus non colpisce bambini e adolescenti, il motivo è proprio questo: le loro difese sono più alte/attive, rispetto a quelle delle persone più in là con gli anni.

Torniamo alla paura. Il problema ovviamente non è avere paura un giorno, due o tre. Il problema si pone quando la paura accompagna le nostre vite per un lungo periodo perché il cortisolo (lo stato di paura provoca rilascio del cortisolo, conosciuto anche come “ormone dello stress”), nel lungo periodo, provoca l’abbattimento delle nostre difese immunitarie.

Riassumendo, la situazione è la seguente: chiusi in casa, stressati, impauriti, senza luce del sole (fondamentale per la vitamina D), con aria perlopiù viziata (conosco persone che tengono chiuse le finestre di casa perché temono che il virus si propaghi via aerea), con una alimentazione perlopiù pessima e un igiene altrettanto pessima (sto parlando di igienismo naturale e non di lavarsi le mani con acqua e sapone).
C’è poi anche un ovvio calo del desiderio sessuale poiché sotto stress cala la produzione di testosterone (e del resto dicono i napoletani, che sono dei veri filosofi di vita, che “il cazzo non vuole pensieri”), in situazioni di promiscuità forzata che genereranno aggressività, fisica o verbale, magari nei confronti degli altri membri della famiglia e così via. Insomma, Covid o non Covid, vengono create le condizioni perfette per ammalarci.

Quanto sopra descritto non è solo frutto del buon senso, che di questi tempi servirebbe molto, ma viene da manuali medico-diagnostici redatti sull’osservazione di sintomi e patologie tipiche della carcerizzazione.
Con il degrado del corpo fisico e il perdurare della prigionia verranno anche a galla conflitti ed emozioni sepolti ed a quel punto l’oblio verso la follia sarà rapido. Rileggetevi “Cecità” di Saramago per avere un’idea seppur minima di ciò che ci succederà se questa situazione di reclusione forzata non si risolverà in tempi brevi. Di tutto ciò, statene certi, chi manovra e dirige, ne è ben consapevole.
Altroché, “andràtuttobene”.
Buona Vita a tutti e in alto i Cuori
A
PS: Nel frattempo Trump, il terribile Trump, notizia di ieri, apre gratuitamente i grandi parchi americani alla popolazione “per svagarsi, prendere aria, fare attività fisica e con ciò alzare il proprio sistema immunitario”. Eppure anche noi qualche boschetto ce l’avremmo. Se solo ci si potesse andare.
PPS: Economia reale bloccata ma i mercati borsistici rimangono aperti.

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sabato 11 aprile 2020

I “Vaccini” “contro” il Coronavirus: un salto nel buio?

I “Vaccini” “contro” il Coronavirus: un salto nel buio?

Davide Suraci 
Messi alle strette dalla pandemia da Coronavirus, i laboratori di ricerca in tutto il mondo stanno adottando almeno tre tipi di biotecnologie per “realizzare” un “vaccino” in grado di prevenire il diffondersi di questo virus.

1) Vaccini a virus interi vivi, attenuati o uccisi

Le tecnologie finora adottate per produrre i vaccini devono affrontare un problema quantomai attuale e non ancora risolto: il cosìddetto immunopotenziamento”, ossia l'eccessiva risposta immunitaria indotta, conseguente alla somministrazione del vaccino. In sostanza, si tratta di una risposta immunitaria spropositata indotta dai vaccini stessi che, in caso di infezione, anziché prevenire la patologia, la acutizzano distruggendo i tessuti del soggetto vaccinato. È già successo anni fa con i primissimi tentativi di elaborare dei vaccini contro la SARS e non è certo che questo problema non si ripresenti nello sviluppo di eventuali vaccini «contro» il Coronavirus. La prima «strada» che i ricercatori hanno tentato di percorrere è stata quella dei vaccini a virus interi vivi attenuati oppure disattivati. I primi, pur essendo immunogenici, tendono però a indurre immunopotenziamento. Il rischio è che qualche decisore politico-lobbistico li immetta nell'uso clinico senza prima aver fatto degli accuratissimi studi di sicurezza, efficacia ed efficienza.

2) Vaccini a sub-unità

2) In epoca più recente, l'attenzione dei ricercatori si è spostata sui vaccini costituiti da sub-unità (piccole parti del virus), vale a dire dalla proteina-spike (glicoproteina S). È la glicoproteina S (con cui il virus si lega al recettore cellulare epiteliale polmonare), quella che determina la specificità del virus per gli epiteli dell'apparato respiratorio. Queste sub-unità, legandosi agli epiteli polmonari, dovrebbero indurre la produzione di anticorpi. Anche in questo caso, la proteina-spike induce l'indesiderato effetto dell'immunopotenziamento. Tentativi di ridurre le dimensioni della proteina-spike per ridimensionare gli effetti dell'immunopotenziamento, sono in corso tutt'ora.
[Centers for Disease Control and Prevention (CDC)] — Morfologia ultrastrutturale del SARS-CoV-2. Glicoproteine S (in colore magenta) . Credit: https://phil.cdc.gov/Details.aspx?pid=23312]

3) Vaccini a DNA e vaccini a RNA

Negli ultimi anni abbiamo parlato discretamente di vaccini a DNA e vaccini a RNA, evidenziando il fatto che, trattandosi di vaccini recanti frazioni di DNA/RNA che vengono incorporati nel genoma delle cellule immunitarie dell'ospite, il soggetto viene trasformato in un organismo OGM (Organismo Geneticamente Modificato).
In altri termini, non viene stimolata la risposta immunitaria del soggetto da proteggere iniettandogli semplicemente degli antigeni (più o meno adiuvati con alluminio od altri adiuvanti) oppure delle proteine spike, ma si modificano le cellule immunitarie del soggetto preposte alla risposta immunitaria specifica inducendole a produrre direttamente delle proteine virali specifiche (antigeni) verso un determinato patogeno.

Nei vaccini a DNA la sintesi dell'antigene la fanno le cellule umane…
Il punto di partenza per la realizzazione di vaccini di questo tipo è la proteina spike del virus della SARS dalla quale i ricercatori stanno tentando di estrarre la frazione più piccola e in grado di fornire una maggiore immunogenicità legandosi al recettore delle cellule epiteliali umane e inducendole a produrre anticorpi.
A detta degli esperti, questa soluzione dovrebbe sollecitare un buon grado di protezione, tuttavia ci chiediamo quale tipo di immunità potrebbe fornire un vaccino di questo tipo contro un virus che muta in continuazione (circa ogni 15 giorni).
Sottolineando il fatto che la famiglia dei Coronavirus tende a diventare sempre più eterogenea per effetto del suo elevato grado di mutazione, ci chiediamo:
quanti tipi di vaccini sarà necessario produrre, prevedibilmente, per far fronte ogni volta a a questo oppure a quell'altro ceppo?
E poi, stante ancora l'elevato tasso di variabilità del virus, come fare a prevedere ogni volta la combinazione ottimale di ceppi da inserire nelle diverse versioni stagionali dei vaccini?

Considerato che sarà sicuramente necessario procedere a dei richiami annuali a causa dell'elevato tasso di variabilità del virus, è lecito chiedersi quale tipo di problemi potrebbero derivare dal transfer aggiuntivo, annuale, di nuove codifiche (una sorta di aggiornamento del software genetico dell'ospite) della proteina spike all'interno del genoma delle cellule immunitarie dell'ospite?
Davide Suraci

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martedì 10 settembre 2019

Prevenzione, malattia e salute! - Parte 2.1(di 3): la malattia è la cura!

La malattia è la guarigione perché “curarla”?
Come già rappresentato più volte e nella precedente parte attinente alla malattia torno a ribadire un concetto tanto fondamentale quanto ignorato: la malattia è una importantissima funzione del corpo, quindi quando essa arriva perché bloccarla con la cura?

La malattia è l’azione del corpo di riportare l’equilibrio in un’area ove si era verificata un’anomalia, utile e biologica, determinata dalle percezioni psico-fisico-spirituali dell’individuo.
La malattia quindi arriva fa il suo lavoro, con tutto quello che ne consegue cioè dolore e debilitazione ecc. e va via dopo aver ripristinato le funzionalità biologiche, spesso dopo averle addirittura migliorate per non incappare nuovamente nel disequilibrio vissuto.

La scienza medica moderna, lungi dal voler comprendere la malattia, focalizzandosi solo sui sintomi e sui loschi guadagni delle cure cosa fa? Imbottisce il corpo di miscugli chimici molto spesso tossici che bloccano il naturale processo di riequilibrio chiamato “malattia” bloccando quindi il ripristino della normalità biologica, cioè la vera cura di madre natura che con i suoi programmi ci fa vivere e sopravvivere anche(e meglio) senza il nostro intervento.
La migliore cura, anzi l’unica cura è la malattia!
Allora cosa bisogna fare?
Come sempre prima di fare qualsiasi cosa bisogna capire la situazione nel suo complesso, la peculiarità della malattia, lo stato di deperimento e debilitazione del corpo, il livello di dolore, l’entità(gravità) del processo in corso, dopo, con le informazioni giuste e con una calma impensabile per i criteri dell'insanità odierna si decide da sè se:
1.  far passare il processo biologico immergendosi nel senso molto importante ed intimo dei sintomi(dolore ecc.) che impongono un rallentamento e raccoglimento in se stessi;
2. attenuare i sintomi con cure alternative che non danneggino ulteriormente il corpo o che non ostacolino il processo naturale in atto;
3.  usare farmaci per limitare o bloccare del tutto il processo che non ci consente di vivere o fare qualcosa di improcrastinabile;
4. o anche di sottoporsi alla chirurgia o altra forma di terapia se necessaria alla propria tranquillità interiore.

Si potrà fare tutto quello che al momento si riterrà idoneo o necessario per sé, senza la preoccupazione del male incontrollato ed ingiusto e senza remore dell’altrui pensiero, liberi di pensare, liberi di scegliere come Vivere perché la malattia è anche Vita(dopo averla compresa).
Si guarisce con tutto*, ma anche con "niente" eppure non ci si chiede il perché. La malattia stessa è la cura! *(migliaia di terapie alternative)
La malattia cura il corpo e l’anima.
Prendiamo ad esempio l’episodio di quando ci escoriamo la pelle in seguito ad una caduta; fuoriesce un tot di sangue, ma non troppo poiché il corpo entra in fase di pericolo e limita la fuoriuscita, nel frattempo attiva il meccanismo di riparazione della pelle che in brevissimo creerà uno strato superficiale di plasma coagulato ad opera delle piastrine e successivamente lo trasforma in “crosta” che argina del tutto la perdita ematica.
Se volessimo agire in termini di medicina allopatica occidentale tale situazione sarebbe pericolosa(in futuro lo sarà) e in quanto malattia dovrebbe essere debellata con ogni mezzo, quindi farmaci antidolorifici, farmaci che sciolgano la crosta superficiale e aggiunta di additivi chimici artificiali in sostituzione della “toppa biologia”… questo tuttavia non potrà mai ricreare il tessuto dermico e la pelle lacerata, quindi nonostante tutti gli sforzi il corpo comunque dovrà porre rimedio ricreando la pelle lacerata non lo faranno certo i farmaci, tuttavia si avrà avuto l’illusione di aver fatto qualcosa di buono mentre invece si è ostacolato un percorso biologico di ripristino che madre natura utilizza da milioni di anni; è questo quello che accade quasi sempre quando prendiamo un farmaco: ostacoliamo il normale ripristino biologico, ma in compenso annulliamo il dolore e possiamo continuare a lavorare assiduamente!
Curare non è guarire. Ci si può curare anche dall'esterno, 
ma si guarisce solo dall'interno.
A denti stretti ed a "bassa voce"(senza diffusione di sorta) la scienza medica ha ammesso diverse volte che ad esempio l'infiammazione(ma anche altre situazioni) è il tentativo del corpo di ritrovare la normalità, di combattere l'infezione e quindi noi cosa facciamo? Semplice, combattiamo l'infiammazione perchè a livello mondiale ci dicono che è un male senza dare un senso a ciò che si fa, non serve, basta incutere il timore e nessuno pensa più.
E’ talmente evidente l’incompetenza della MU di far fronte dignitosamente a qualsiasi grave malattia che dar credito ad essa significherebbe solamente prendersi in giro da soli e volersi anche nascondere dietro al fatto che non si è esperti in materia.
Il sistema non può permettersi di farci rilassare altrimenti potremmo fortuitamente ritrovare noi stessi, potremmo comprendere il senso di quest’esistenza trasformata in penitenza dalla società “civile”.
Può sembrare assurdo ed infatti lo è se ragioniamo con le attuali limitazioni(volute) scientifiche, ma anche quando parliamo dei grandi mali dell’umanità tipo sclerosi multipla, tumore, leucemia, diabete, ecc. il discorso non varia poi tanto dall’esempio della semplice escoriazione, quello che cambia è il fatto che l’escoriazione non determina paura, almeno non in questo periodo storico, in futuro sicuramente si, mentre le malattie del secolo o quelle invalidanti, quelle riconosciute come nefaste portano con loro un carico di paura sconvolgente che disattiva ogni ragionamento dell’individuo(disattiva la corteccia prefrontale dedita al ragionamento ed attiva il cervello antico dedito alla reazione combatti o fuggi), il quale in quello stato non può far altro che affidarsi alle dolci grinfie di mamma sanità che di sicuro lo salverà! O forse no, considerati i risultati statistici di guarigione in caso di “grave” malattia!
Sempre più spesso tuttavia ci si accorge dell’inganno, dell’impossibilità di cura, dell’incapacità anche di diagnosticare alcuni mali e porvi rimedio efficace e quando questo accade allora qualcuno, purtroppo pochi, cerca al di fuori dell’illusione concepita a copertura della claudicante sanità pubblica svegliandosi dall’ipnosi della malattia(fonte).
Eppure si è accertato molte volte(dagli esami autoptici dei cadaveri per morti violente da sinistro stradale o altro) che le persone sono piene di tumori a loro insaputa eppure vivono bene lo stesso, come mai? Sicuro che i tumori siano così maligni? Sicuri che vadano curati in quella maniera? Perché non si valutano le ipotesi di auto-guarigione per capirci qualcosa in più in merito?

Per farvi un altro piccolo esempio una patologia simile a quelle nefaste ma trattata in modo diverso è l’appendicite, la quale altro non è che un processo tumorale, ma la sanità non lo tratta come tale quindi si va in ospedale, si taglia, qualche antidolorifico e qualche antibiotico e via si ritorna a casa felici e contenti, cosa che invece non si farebbe mai con un piccolo tumore all’intestino, giusto per rimanere in quell’area, o di uno allo stomaco, che potrebbero essere trattati allo stesso modo dell’appendicite, invece portano tanta paura e quindi tante e lunghe complicanze.

Teniamo conto che per "guarire" esistono migliaia di modi diversi, io ne conosco una decina solo utilizzando i numeri (Grabovoi, Fibonacci, ecc.), moltissimi di questi consentono di guarire quasi tutte le malattie, anche quelle più temute, questo perché la guarigione arriva comunque, in ogni caso, perché è la malattia stessa a conseguirla. Insomma la malattia è l’unica e sola guarigione. Ok? 

Le malattie in genere non causano la morte [1][2][3], il loro scopo è quello di ripristinare la salute(normalità biologica), tuttavia in un 5% dei casi la possono indurre, ma non è il caso di preoccuparsi troppo e impegnarsi invece per vivere in armonia la cui assenza è la causa della reazione del corpo(malattia); solo pochissimi processi biologici(malattie) possono condurre alla morte e solo se si permane in uno stato di “conflitto attivo”(stress) per lunghi periodi tanto da non consentire agli strumenti di madre natura di riportare il corpo alla normalità, quindi la natura stessa decide per noi di farci chiudere quest’esperienza terrena non essendo stati idonei a superare le difficoltà incontrate
La natura non fa sconti o vivi bene o muori perché non sei in grado di vivere. Quindi ribadisco è opportuno cercare incessantemente di vivere al meglio possibile... ne parlerò nell’ultima parte di questo articolo.

L’illusione del sistema immunitario.

domenica 29 luglio 2018

Vaccini:"Come ho messo a tacere il mio medico"

Vaccini:"Come ho messo a tacere il mio medico"

Poiché abbiamo appena avuto il nostro terzo figlio, questa è l'occasione per me per spiegare perché non li abbiamo vaccinati, e anche perché sono in perfetta salute.
Vorrei anche menzionare le reazioni ostili e negative che abbiamo avuto quando abbiamo consultato i pediatri come risultato della nostra posizione sui vaccini.
Tuttavia, siamo riusciti a mettere in imbarazzo uno di loro e finalmente lo abbiamo messo al suo posto quando ha cercato di provocarci.
 

Ho lavorato personalmente per 10 anni nell'industria farmaceutica come scienziato. Ho anche condotto ricerche approfondite sui vaccini e i loro vari componenti. Il pediatra che ci ha ricevuto non era a conoscenza di questi ultimi elementi.
Prima di citare tutte le mie obiezioni, questo pediatra mi ha attaccato verbalmente facendomi capire che stiamo uccidendo i nostri figli non vaccinandoli. Ha continuato a dirmi che il cosiddetto autismo indotto dal vaccino era una teoria totalmente smentita e demistificata, e che questa teoria si basava solo su studi fraudolenti. Mi ha detto queste cose quando non avevo nemmeno affrontato il tema dell'autismo. Molti pediatri accorrono a queste false conclusioni. Credono che l'autismo non sia causato dai vaccini perché è quello che dicono e ripetono i media mainstream.
Detto tra di noi, penso che ci sia una correlazione tra vaccini e autismo. 

Siccome ho subito capito che la discussione non avrebbe portato a nulla con questo pediatra, ho deciso di cambiare il focus della discussione. 
Come ho detto all'inizio, ho messo questo pediatra al suo posto quando finalmente ha confessato che non è entrato nel merito. Alla fine gli ho detto che le mie preoccupazioni non erano solo per l'autismo, ma per i disordini autoimmuni. 

In ogni vaccino ci sono adiuvanti. Questi elementi fanno parte dei vaccini per sovrastimolare il sistema immunitario. 
I vaccini che contengono solo l'antigene specifico per una particolare malattia, non possono generare una risposta immunitaria sufficiente a creare un numero sufficiente di anticorpi. I produttori di vaccini lo riconoscono, ed è per questo che aggiungono i coadiuvanti. 
Questi adiuvanti stimolano il sistema immunitario in modo cieco e non selettivo in modo che possa produrre una risposta sufficiente agli antigeni del vaccino e quindi creare protezione. 

La vera chiave di comprensione sta nel fatto che questi coadiuvanti sovrastimolano il sistema immunitario in maniera non selettiva. Ciò significa che quando questi adiuvanti vengono introdotti nel corpo, producono una risposta immunitaria SISTEMICA, vale a dire una risposta che colpisce l'intero corpo e durante la quale gli anticorpi potrebbero non rivolgersi esclusivamente contro l'antigene del vaccino, ma contro altri tipi di cellule del corpo. Sono state espresse preoccupazioni che gli adiuvanti possono suscitare risposte immunitarie dirette contro, per esempio, altre proteine nel corpo, causando così l'autoimmunità.
Se seguite le notizie, avrete appreso che le malattie autoimmuni sono in aumento. Gli Istituti Nazionali della salute negli Stati Uniti, stimano che 23 milioni di americani soffrano di malattie autoimmuni e che, ogni anno, il loro numero aumenta. 
Nel 1962, abbiamo potenziato il sistema immunitario con 5 dosi di vaccino. Oggi, nel 2017, il sistema immunitario viene stimolato 72 volte: dovremmo quindi essere sorpresi di avere così tanti disturbi autoimmuni quando il corpo attacca le sue stesse cellule? 
Uno studio ha esaminato il confronto tra bambini vaccinati e bambini non vaccinati. 

L'immagine mostra chiaramente quanto è probabile che le persone vaccinate siano suscettibili di sviluppare più malattie. 
Ad esempio, vediamo che nell'area delle allergie e in particolare nella rinite allergica, le persone vaccinate hanno 30,1 probabilità in più di avere una rinite allergica rispetto ai pazienti non vaccinati.

Quando ho spiegato queste cose al pediatra, ha immediatamente smesso di avere un atteggiamento ostile e negativo. Si è immediatamente messo in "modalità difesa". Non ha osato attaccarmi dicendomi che stavo per uccidere i miei figli e così via. Non era affatto a suo agio! 
Dott. Bob Sears, MD, pediatra spiega: 
Potresti pensare che la FDA abbia studiato tutti questi ingredienti, così come la loro azione sui bambini per assicurarsi che ognuno di loro fosse al sicuro. Bene ... questo studio non è mai stato fatto! 

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