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sabato 1 settembre 2018

Ponte "Morandi": l’11 settembre tutto italiano?

(Agg.to allegati video al 03-07-2019)
Ponte Morandi: l’11 settembre tutto italiano?
Il 14 agosto 2018 crolla(?) il ponte “Morandi”(viadotto autostradale A 10) di Genova che causa 43 vittime(bilancio non definitivo) e a distanza di più di due settimane come di consueto la versione ufficiale della notizia fa davvero arrabbiare(o ridere per non piangere) per via di una moltitudine di incongruenze assurde e insensate, ma che dobbiamo accettare per buone poiché fornite dalla televisione, quella scatola famosa per non averci mai mentito!

Il resoconto del dramma nazionale esibito(inculcato) al popolo sconcertato per l'accaduto ha così tante illogicità che chi è appena un attimino più attento della massa inerme ravvede ben altre verità… Stranamente pare come se queste verità alternative siano quasi invogliate dal sistema stesso, tenuto conto che le considerazioni circa una demolizione intenzionale del ponte “Morandi” si susseguono senza sosta anche da parte di qualche addetto[2] al settore…

E se ci fosse un’altra verità, del tipo 11/09? Non necessariamente servivano esplosivi per demolire un “piccolo”(rispetto al WTC) ponte, no?(vedasi [1])

La cosa davvero lampante e che la tragedia del ponte “Morandi” ogni giorno che passa appare sempre di più l’11 settembre tutto italiano…

Come ci insegna la storia, da cui non abbiamo ancora imparato bene la lezione, certe cose non accadono per caso come a molti hanno fatto credere… ciecamente.
Ognuno si faccia delle domande valutando con spirito critico molti elementi e da molti punti di vista… 

Una doverosa precisazione mi sento in dovere di farla: la verità non deve essere adattata alle nostre aspettative. Nel contesto della tragedia del Ponte “Morandi” molti di noi vorrebbero vedere quanto prima un barlume di giustizia e non vorrebbero che una simile pagina drammatica dell’Italia servisse invece per agevolare ancora di più alcune persone malvagie che hanno già dimostrato ampi margini di disumanità.
Anch’io vorrei giustizia, ma mi rendo conto che siamo In italia e che la giustizia… e comunque sarebbe un’effimera soddisfazione considerato che le vittime saranno sempre tali, non ci può essere alcuna riparazione per eventi del genere che devono servire a farci guardare al futuro in maniera differente.
Considerato ciò dovremmo guardare essenzialmente alla ricerca di una verità più genuina possibile.
A me personalmente dall’esame delle macerie sembrerebbe più un'abile demolizione; insomma cadono due tronconi immensi di autostrada e un pilone mastodontico e invece di rompersi in grandi blocchi si frantumano in quel modo? Soprattutto il Pilone 9 pare si sia "sfarinato" nonostante le sue mastodontiche dimensioni.

Di seguito una serie di articoli, video, post social che trattano la tragedia del ponte “Morandi” da angolazioni differenti a quella che ci ripetono ormai da settimane, senza che nessun colpevole sia stato formalmente accusato.

PS: molti di questi post e video verosimilmente presto saranno rimossi dalla rete; se ritenuti utili sarebbe opportuno salvarli quanto prima.

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GENOVA CROLLO PONTE MORANDI - TUTTO CIO' CHE TI HANNO NASCOSTO #nullacadepercaso (Daniele Penna)

LA SOVRANITÀ RUBATA 5 L'ENERGIA LIBERA RESA SCHIAVA
Spesso accade così:
1) ci forniscono la storia ufficiale -
2) ci rifilano un'opposizione controllata ("verità" alternativa pilotata)
3) ma la verità è ancora celata...
Riguardo al ponte di Genova la versione alternativa della demolizione controllata potrebbe essere una verità deviata in quanto non spiega bene tutto... parte del ponte sembra polverizzata.

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CROLLO DEL PONTE MORANDI: CHI HA DECISO LA DEMOLIZIONE CONTROLLATA E PERCHE’ (Rosario Marcianò)
http://www.tankerenemy.com/2018/08/crollo-del-ponte-morandi-chi-ha-deciso.html

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Il ponte Morandi è crollato 4 minuti dopo il timing dichiarato
Se il traffico è stato bloccato alle 11.36.33 quali mezzi sarebbero precipitati se il ponte è stato fatto crollare alle 11.40? (Rosario Marcianò)

(video censurato)
https://www.youtube.com/watch?v=JXEUhjHWO08 

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Crollo del ponte Morandi: il timing video è artefatto (Rosario Marcianò)


Vi stanno prendendo per i fondelli e continuate a non capire... (Rosario Marcianò)


Morandi Bridge Collapse … (riesame delle ombre)
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L'ARTE DELLA GUERRA - PONTI CROLLATI E PONTI BOMBARDATI...

martedì 30 dicembre 2014

Quando il peso delle imposte raggiunge livelli insostenibili...

L’Art.53 della Costituzione e l’Art.54 del codice penale messi insieme costituiscono una”barriera” per chi è sopraffatto dalle tasse, ma nessuno ve lo dice.

Art.53 della Costituzione
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Avete capito bene?Bisogna pagare IN RAGIONE ALLA VOSTRA CAPACITA’ CONTRIBUTIVA,se non incassate non pagate…
Art.54 del codice penale
Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.”
Quindi NON E’ PUNIBILE CHI HA COMMESSO IL FATTO (di non aver pagato) PER ESSERVI STATO COSTRETTO DALLA NECESSITA’ DI SALVARE SE‘ (dal collasso economico),DAL PERICOLO ATTUALE DI UN DANNO GRAVE ALLA PERSONA (danni psicologici,morali,depressione ecc dovuti al collasso economico).
Di seguito vi mostriamo un video di Alessandra ‪‎Marazzi‬ tenace imprenditrice e onesta cittadina che denuncia giustamente il peso insopportabile delle ‪‎tasse‬ facendo appello ai due articoli sopra citati.
Prendiamo esempio da questa donna coraggiosa e ribelliamoci a questa‪ dittatura‬ finanziaria che ci rende schiavi “inconsapevoli” di avere (ancora per poco,fino a quando non la renderanno “carta straccia”) alle spalle una costituzione che ci protegge.

domenica 28 dicembre 2014

Ho smesso di fare l’avvocato perché la giustizia non esiste


Ho smesso di fare l’avvocato perché la giustizia non esiste

Perché ho smesso di fare l’avvocato? Perché preferisco insegnare il diritto teorico, ovverosia un’utopia, piuttosto che praticarlo.  
Perché per secoli la giustizia ha sempre condannato povera gente, contadini, schiavi, poveri, e mai i ricchi, i nobili, i potenti. E oggi non è diverso. A essere condannati sono ragazzi tossicodipendenti, contadini, spazzini, casalinghe, senzatetto, malati di mente, al massimo qualche studente. Mai politici, magistrati, architetti, avvocati, notai, agenti dei servizi segreti, poliziotti, carabinieri. Quelli, al massimo, si “suicidano”. 
Perché mi hanno sempre offerto di più per non difendere alcuni clienti che per difenderli, ove normalmente non si ricava nulla.
Perché la stragrande maggioranza degli avvocati e dei magistrati il diritto non lo conosce. E in fondo fa bene, perché il diritto non viene mai applicato veramente. 

Perché la difesa dei deboli non è mai stata possibile nei secoli scorsi, e non si poteva pensare che dopo millenni di soprusi il cambiamento di un sistema legislativo potesse comportare anche un cambiamento di mentalità.
Perché non ci sarà mai una vera giustizia finché non verrà applicato quell’articolo del codice deontologico secondo cui l’avvocato ha il dovere di dire la verità e di collaborare col giudice per la ricerca della verità, ma questo presuppone: che i magistrati cerchino la verità e non il proprio interesse, cosa allo stadio attuale dell’evoluzione umana impossibile; che gli avvocati non colludano col cliente che delinque.  
Perché nessuno vuole che la giustizia funzioni veramente, e quindi ogni riforma non fa che peggiorare il sistema già traballante, in quanto tra le tante falle del sistema si insinuano e camminano spediti i corrotti, i criminali, i favoriti. 
Perché nelle cause più importanti ho sempre vinto dove avevo torto e perso dove avevo ragione

Perché in Italia (ma anche all’estero) non c’è mai stato un vero processo per strage, o per un delitto grave, in cui si sia saputa la verità. Perché le leggi sono fatte da chi commette i crimini più innominabili, e quindi sono già pensate in anticipo per mandare assolti i colpevoli.
Perché volevo fare l’avvocato per difendere i più deboli, ma poi ho scoperto che spesso il debole non vuole comunque essere difeso veramente e che la vittima spesso collude senza saperlo con il suo persecutore. 
Perché molti avvocati sono molto più criminali dei criminali che difendono, e i giudici sono molto più criminali dei criminali che condannano. 
Perché la situazione, oggi, non è diversa da quella descritta da Khalil Gibran un secolo fa; ma del resto è la stessa situazione che esisteva millenni fa. 
Perché finché ogni giurista troverà normale che sia punito l’omicidio ma si possa andare in guerra a fare milioni morti, che sia punito il furto ma si possano depredare i cittadini di milioni di euro, nessun sistema giuridico potrà mai essere chiamato “giustizia”. 

Perché se non cambia la società è inutile cambiare il diritto.
(Paolo Franceschetti, “Perché ho smesso di fare l’avvocato”, dal blog di Franceschetti del 14 novembre 2014).

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