Visualizzazione post con etichetta tasse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tasse. Mostra tutti i post

sabato 27 ottobre 2018

Governo(Di Maio): esecutore totale delle politiche di monopolio del cartello bancario internazionale. Le prove a suo carico.

Luigi di Maio, le prove a suo carico 

Luigi di Maio, lecca-suole da gennaio a gennaio(video vimeo)

La fabbricazione di una coltre di complicazioni e difficoltà da infliggere ai cittadini contribuenti, per far loro implorare il paternalistico perdono da parte dello stato tiranno, è una delle tante attività nocive e totalmente gratuite che impegnano a tempo pieno i burocrati degli enti di stato. Per esempio, esiste un solo commercialista in Italia che sia in grado di garantire che la posizione amministrativa e fiscale di uno solo dei suoi clienti è perfettamente in “sintonia” con la moltitudine di indicazioni e controindicazioni imposte dagli aguzzini dell’erario ai contribuenti?
Il sistema tributario è un labirinto di complicazioni e di articolate fabbricazioni esoteriche che non permette a nessuno di essere “in regola” al 100% e ciò favorisce la pratica dell’oppressione e dell’oppressione fiscale, sia in via preventiva che consuntiva. Il contribuente soffre costanti stati di ansia e sensi di colpa, perché sa di non essere mai completamente “in regola”, e il tiranno si atteggia per l’estensibilità e la flessibilità della sua capacità repressiva. In qualunque momento può decidere di portare via la roba di Tizio o di Caio, sapendo di non dover faticare ad inventare i pretesti e, con la normativa “liberticida-giustizialista” prodotta fraudolentemente negli ultimi anni, lo può fare con semplice atto amministrativo,
senza dover andare per la via giudiziaria.

È un sistema corrotto e pervertito in ogni parte e alla sua corruzione e perversione hanno partecipato, quantomeno assistito senza dire mai nulla, in questi ultimi penosissimi 18 anni, i bravi ragazzi del movimento delle cinque palle. Oggi, il loro patetico rappresentante, Luigi di Maio, divenuto attore televisivo compulsivo, presenta in televisione le nuove trovate per complicare la vita degli umiliati e degli oppressi, ostentando la farsa del “reddito di cittadinanza condizionato”.

Lo stato paternalistico dà, sì, perdona, sì, ma il cittadino non deve fare “il furbo”, deve mettersi in fila, compilare il modulo di richiesta delle successive richieste e abbandonarsi all’inesauribile serie di ostacoli e condizioni e complicazioni che la burocrazia impone agli umiliati e agli oppressi. Che sia una farsa si vede da subito e vedremo fra qualche mese se, effettivamente, qualche cittadino più uguale degli altri sarà riuscito ad ottenere un gettone-viveri, come le schede che usano le massaie russe a Mosca per la razione del pane, durante la seconda guerra mondiale. Il trucco qui è questo: non ti dico di no, ti dico di sì ma, grazie alle complicazioni e alle condizioni e agli ostacoli che ti faccio incontrare lungo il percorso, alla fine la tua razione di pane non l’avrai, o l’avrai ridotta ad una quota tanto ridicola da non giustificare il tempo e lo sforzo prodotto per ottenerla. Tutto questo, naturalmente, salvo complicazioni lungo il tempo e per la via, perché le crisi fabbricate e le finte emergenze sono degli ottimi catalizzatori di attenzione mal diretta e con quelle si può sempre trovare nuovo pretesto per non mantenere nemmeno per finta le promesse fatte molti decenni prima.

Per chiunque si sia mai rivolto agli enti di stato in Italia, è sempre stato così, tutto si ottiene al prezzo di una tale e inutile perdita di tempo che si fa prima a pagare per ottenere ciò che si vuole da qualche associazione concorrente ai tiranni dello stato; forse possono fare eccezione alcune regioni autonome, forse, come il Trentino Alto Adige, forse. E ora arrivano i nuovi, i ragazzi rivoluzionari del movimento delle cinque palle, perfettamente allineati ai trucchi e all’immobilismo della burocrazia delle penne d’oca, ragazzi adeguati alle leggi e alle complicazioni addotte dal parassitismo dei burocrati degli enti di stato, e perfettamente adeguati già da imberbi, già da ancora prima di essere cresciuti oltre la pubertà e di aver imparato un mestiere.

Come spiega chiaramente Rothbard, lo stato è un’organizzazione che: (A) ottiene i suoi redditi mediante la coercizione fisica dei contribuenti di quello stato; (B) si assume il monopolio obbligatorio dell’uso forza e il potere decisionale sulla roba e sulla terra di un dato territorio.
Le due attività fondamentali dello stato, quindi, sono essenzialmente atti di aggressione criminale per depredare i cittadini dei loro diritti sulla proprietà privata.

La prima delle due attività fondamentali dello stato, l’esercizio d’imporre imposte, tasse e gabelle, è fondamentalmente rapina, o furto aggravato esteso su scala nazionale, che si accompagna all’estorsione aggravata su scala nazionale, e la seconda costituisce l’inibizione perpetua della libera concorrenza sui diritti di legittima difesa della vita e della roba, sui diritti di disporre e decidere sulla propria roba e sulla propria terra in un dato territorio, proibendo l’acquisto e la vendita volontaria di servizi giudiziari e di difesa alternativi. “Senza giustizia” conclude Rothbard con Sant’Agostino “lo stato non è altro che una banda di rapinatori”.
Il monopolio territoriale della protezione e della giurisdizione dello stato è l’inizio di un inammissibile atto di espropriazione indebita che fornisce, ai monopolisti e ai loro ruffiani armati, la licenza per praticare altre espropriazioni e per praticarle perpetuamente. Esso implica che al cittadino è proibito di rinunciare al rapporto con il tiranno che gli impone la protezione e che a nessuno, tranne che ai monopolisti, è consentito il privilegio di esercitare la giurisdizione finale sulla sua proprietà. Tutti, tranne i privilegiati della cricca dei monopolisti, perdono il loro diritto di difesa personale contro possibili predatori e soprattutto contro i rapinatori dello stato. Con il trucco della “protezione imposta dallo stato”, i cittadini contribuenti restano disarmati e indifesi per decisione dei monopolisti, che possono così rapinarli e disossarli senza troppi disturbi. Il prezzo della giustizia e della protezione dello stato continuerà a crescere, tenendo lo stato i poteri in regime di monopolio, e la qualità dei servizi di protezione e giustizia offerti dallo stato continuerà a calare.
Un’organizzazione che offre protezione e giustizia mentre insiste con l’imposizione fiscale è una contraddizione in termini e continuerà, se non viene ostacolata e fermata, a dissanguare sempre di più le sue vittime con l’imposizione fiscale, dispensando sempre meno protezione oggettiva. Allo stesso modo, l’esistenza di un monopolio della giustizia determina il costante deterioramento della giustizia. Non potendo il cittadino rivolgersi ad altri che allo stato monopolista per ottenere giustizia, le corti e i tribunali saranno sempre pervertiti in favore dello stato e dei suoi aguzzini. L’idea delle leggi immutabili poste a fondamento dell’ordinamento di una nazione in definitiva svanisce completamente ed è rimpiazzata dal concetto della legge positiva della produzione normativa dello stato.

A questa perversione del sistema, in cui la produzione normativa serve le iniziative e i vantaggi d’altri, partecipano anche gli scalda-poltrone del movimento delle cinque palle, per tutto il tempo che segue i finti auto-attentati di Nuova York del 2001. È da quella nuova messa in scena del 2001 che si cavano, a livello internazionale, i pretesti artificiali per imporre le nuove leggi liberticide, le finte misure di emergenza contro il finto terrorismo e la finta lotta alla criminalità organizzata.
I decretacci delle finte misure di emergenza sono recepiti in tutto il mondo industrializzato, quasi contemporaneamente, e qui ci sarebbe già da indagare meglio sull’origine di questa volontà unificatrice, o meglio, CHI ha questo potere di coordinamento della volontà di tutti i legislatori di tutte le nazioni del mondo, sia in oriente che in occidente, sia “comuniste” che “capitaliste, sia tra le ganasce dei governi continentali che offshore. Per quanto riguarda la vituperata penisola italiana, sappiamo che i suoi ruffiani non fanno altro che recepire le scemenze imposte dai rappresentanti dei loro padroni del sistema del colonialismo delle banche centrali, la commissione europea.

sabato 1 settembre 2018

La guerra dello Stato contro i cittadini

LA GUERRA DELLO STATO CONTRO I CITTADINI
DELLE TECNICHE DELL'OPPRESSIONE DEL CITTADINO
Lo stato e i suoi pericolosi operatori, burocrati, armati con o senza divisa, operano per conto delle banche centrali. C'è un solo scopo in tutte le iniziative degli uomini dello stato: l'oppressione dell'individuo.

Lo stato opera sistematicamente contro il cittadino. Quel poco che viene venduto per buono di ciò che lo stato produce è, in ultima analisi, solo un altro trucco per danneggiare fino in fondo i contribuenti e i loro diritti.

Le tecniche dell'oppressione sono molteplici e certamente comprendono tutte le scemenze del depistaggio che sono dispensate con la propaganda, a sua volta al servizio delle banche centrali, dei giornalacci e della Tv. Oltre a ciò, e oltre all'oppressione fiscale, al terrorismo, ai delitti di stato e ai trucchi delle manipolate finte recessioni finanziarie, si usa sovente il trucco della sovrapproduzione normativa.

DEI TRUCCHI DEI COMUNISTI ASIATICI
In Cina comunista la produzione normativa inizia attorno al 1985 ma questo non ha nessuna importanza perché, già da allora, come prima e dopo di allora, avvocati e controparti contano poco in senso sostanziale; chi decide è il "grande inquisitore" e la macchina burocratica che fa il lavoro per lui, con o senza leggi, con o senza prove, è lo stesso.

Il giudice decide come gli pare, proprio perché non è vincolato da un codice di procedura e le leggi tutto sommato sono pure poche. La regola vuole che, essendoci poche norme, ed essendo scritte con scarabocchi interpretabili a piacere, procuratori e giudici fanno più o meno come vogliono, godendo di poteri sostanzialmente illimitati, o limitati talvolta dalle pressioni politiche, eventuali, di qualche loro diretto superiore gerarchico, se del caso.

DEI TRUCCHI DEGLI AGUZZINI D'OCCIDENTE
In occidente si usa il trucco inverso; anziché lasciare gli aguzzini sprovvisti di codici e procedure, li si riempie di norme e regole di condotta. Le leggi sono talmente tante, vaghe, generiche, scritte male e confuse, che l'inquisitore può scegliere a casaccio con quali accuse vuole schiacciare l'individuo. È il sistema fraudolento della sovrapproduzione normativa.

Il trucco della sovrapproduzione normativa, usata per tenere sotto scacco il contribuente, sempre, non è un fatto solo europeo, si pratica anche negli Stati Uniti d'America. Alcuni giuristi di coscienza si querelano per i "27 codici penali" gravanti sulle teste vuote di ogni singolo schiavo contribuente che risieda nel continente europeo e l'Avv. Alberto Costanzo è uno di questi (vedi i suoi articoli sui delitti d'opinione, sullo psico reato e sul mandato d'arresto europeo https://albertocostanzo.blogspot.com/ )

E però mi pare che in Italia non si noti il fatto che questo doppio trucco della sovrapproduzione normativa e della vaghezza che alle norme si dà, sia importato dal mondo dei suggeritori anglo-americani. Ho udito un professore di diritto e avvocato penalista statunitense raccontare appunto una serie lunghissima di elenchi di persone finite all'ergastolo, o condannate a morte, negli Stati Uniti d'America, a causa di una moltitudine di fatti procedurali di una giustizia penale fuori controllo, e anche, o soprattutto, a causa del fatto che con oltre 10 mila leggi penali in vigore, non è materialmente possibile sapere se e quando si commette un delitto.

Questo fatto è aggravato da altre tre tragedie:
1) le norme sono tutte confuse e generiche (e in Italia, negli ultimi decenni, sono trascritte da veri analfabeti);

2) una gran parte di queste norme non sono contenute nel codice penale e anche un avvocato penalista deve andare a spendere anni per andarsele a cercare;

3) alcune norme penali fanno riferimento a norme in vigore all'estero, non importa dove, e, se per esempio in Honduras c'è una norma che prevede il carcere per chi ha compra aragoste sotto una certa dimensione, quella norma si può applicare nella federazione statunitense, solo in virtù di un'altra norma che praticamente incorpora tutte le altre (di tutto il pianeta).

Questo fatto delle aragoste onduregne ha veramente determinato la detenzione negli Stati Uniti d'America di un importatore che si è fatto 6 anni e mezzo di carcere in base ad una norma che non è in vigore nella confederazione, perché vale in Honduras.
https://ideatransfuser.wordpress.com/2013/04/25/from-lobster-importing-to-prison-a-story-of-violation/

Gli autori noti che spiegano questo fenomeno in modo intelligente sono almeno 4, io ho seguito solo James Duane.
Fortuna vuole che James Duane ha scritto in questi anni un libro che spiega tutto nei particolari e, ovviamente, mi sono procurato una copia del suo lavoro:
https://www.youtube.com/watch?v=gpkc2FZFR5k&t=2s

Questo testo dimostra che la mia ipotesi era corretta, da qualche parte c'è un gruppo di "tecnici" che producono queste norme confuse e intricate per farle firmare ai burattini collocati al "potere" ai governi delle nazioni. Lo stile è lo stesso da una parte all'altra dell'Atlantico.

Per il tramite del trucco della sovrapproduzione normativa, aggravata dalla voluta genericità e vaghezza delle norme, si ottiene che:
a) il cittadino e l'impresa non sono mai in condizione di essere in regola al 100% (e questo li tiene costantemente sotto scacco)
;

b) l'inquisitore sceglie a seconda delle sue esigenze se e chi far sparire (e chi espropriare) e quando farlo, perché sa già che il suo bersaglio non può non aver commesso, non importa più quando, uno o più delitti.

Altri esempi drammatici di questo fenomeno li viviamo in questi giorni:
il GDPR, i processi truffa alla finta mafia capitale, la finta camorra capitale e la finta mafia ostiense. Insistendo e insistendo i ruffiani del gruppo laRepubblica-l'Espresso sono riusciti ad ottenere per i loro padroni, dopo 4-5 tentativi inutili, un morso di giurisprudenza a sostegno delle loro fantasie.
Si fanno i processi con ordinanze di custodia cautelare che ricalcano fedelmente le scemenze scritte sui romanzi ("suburra", "romanzo criminale") e queste scemenze sono poi ricopiate testualmente nelle sparate di Rosi Bindi alle "competenti" commissioni parlamentari.

La fantasia e la realtà si mescolano, il pubblico della Tv si beve tutte le chiacchiere dei falsari-calunniatori che ci straparlano dentro, e il risultato sono altre, ancora altre, norme liberticide.

Le pagine del prof. Duane spiegano e danno esempi precisi sulle difficoltà di comprendere le norme e, soprattutto, di andare a cercare dove sono classificate. Negli Stati Uniti d'America si può essere arrestati per una miriade di motivi talmente vaghi e incredibilmente futili che chiunque può finire dentro senza sapere perché o senza poterlo evitare, a piacere e a scelta dell'inquisitore, o anche per errore, e di errori ne contano tantissimi.
https://www.youtube.com/watch?v=JH9EVv3_ubw
FERDINANDO IMPOSIMATO, TARDAMENTE RISVEGLIATO, copia la frase di Vincenzo Vinciguerra "lo stato destabilizza l'ordine pubblico per stabilizzare l'ordine politico". È lo stato che mette le bombe ed è lo stato che ti frega con le imposte. Perché lo fa? Per tenere le pecore in fila. E perché le pecore stanno in fila? Perché sono pecore e si meritano l'oppressione fiscale che soffrono.
https://plus.google.com/101983732850582009514/posts/CA8i9M6pKsK


§§§§§§§§§§§


Paga schiavo e piegati ancora un po’…

mercoledì 30 agosto 2017

Qual'è la SOLUZIONE al lavoro coatto? Alla vita frenetica e stressante?

Qual'è la SOLUZIONE al lavoro coatto?
 Alla vita frenetica e stressante?
“Se tutti lavorassero per il proprio pane e 
niente più, ci sarebbe abbastanza cibo e 
tempo libero per tutti...
 I nostri bisogni si ridurrebbero al minimo, 
il nostro cibo si semplificherebbe. 
Allora mangeremmo per vivere,
 anziché vivere per mangiare.”
 Mohandas Gandhi

L’essere umano del futuro non lavorerà più di quattro ore al giorno, produrrà il necessario e nulla più, si nutrirà in modo naturale e sarà particolarmente creativo, si farà il pane in casa così come il sapone e lo shampoo, preferirà l’aria aperta alla tv e avrà centinaia di amici, con le mani costruirà ogni cosa gli sia utile, rimparerà l’arte della solidarietà e in questo modo non temerà più nessuna crisi economica, nessuna recessione, nessun debito pubblico, nessun pignoramento dei propri beni, perché saprà che ci sarà sempre qualcuno disposto ad aiutarlo nel momento del bisogno.
L’essere umano di domani non consegnerà il futuro dei propri figli nelle mani delle istituzioni, perché la sua comunità sarà la sua scuola, verrà insegnato ai bambini innanzitutto a divenire consapevoli, compassionevoli, rispettosi e intelligenti, e si stimolerà in tutti i modi possibile la loro creatività e il loro entusiasmo, non ci sarà più un'unica limitata visione del mondo, ma milioni di visioni del mondo differenti.
Non esisterà più la rozza coscienza di gruppo o peggio ancora, quella della folla, ma singole e potenti coscienze individuali, tutte indirizzate al benessere dell’intera umanità, intenzionate a raggiungere le vette spirituali dell’anima, in ogni dove si insegnerà a perseguire la felicità e non più la ricchezza, le malattie verranno accompagnate da lunghi giorni di riposo e il sole tornerà a determinare la durate delle giornate, sveglia e orologi verranno usati solo come vecchi soprammobili d’antiquariato.

Tutto quello che dobbiamo fare è semplicemente rallentare i nostri ritmi, fare del sonno una buona medicina e non più un pit-stop tra un dovere e l’altro, se per tutta la vita ci siamo allenati ad andare di fretta, ora è giunto il momento di rimparare a camminare lentamente, respirando con calma e godendo del presente, ma per giungere a tutto questo bisogna ovviamente partire dalle piccole cose.
Se anche voi credete che lavorare otto ore al giorno, sei giorni su sette, cinquanta settimane su cinquantadue, sia davvero troppo, allora impegnatevi fin da subito a crearvi la soluzione. 

Avete capito bene, C-R-E-A-R-V-I la soluzione, perché non ci sarà nessuno disposto a farlo per voi.
L’errore che molte persone fanno è quello di credere che la soluzione ai loro problemi si possa trovare con la stessa facilità con cui si va al supermercato a fare la spesa o standosene seduti comodamente sul divano di casa, no, non è così, ognuno di noi lotta per raggiungere l’equilibrio e la felicità e questa lotta è costante fino a quando non capiremo tutti assieme che aiutarsi a vicenda richiede cento volte meno sforzo che compiere azioni individuali.
Prima cosa, cominciate a lamentarvi delle vostre catene con i vostri colleghi, i vostri amici e la vostra famiglia, in questo modo scoprirete che moltissime persone attorno a voi non hanno la minima idea di avere la catena al piede da una vita.

Seconda cosa, gettate il seme del cambiamento. 
Ovviamente molti vi risponderanno che lavorare tanto è giusto, che otto ore tutto sommato sono ancora poche e che basta la domenica per riposarsi, poi, pian piano, si accorgeranno che avevate ragione e finalmente comprenderanno anche loro l’importanza del tempo.

Cosa importantissima, non arrendetevi davanti a chi vi dice:
“Cosi stanno le cose e tu non ci puoi fare niente.”

Se loro si danno già per sconfitti è un problema loro non tuo. 
Vogliono rimanere schiavi per il resto della loro vita? 
Bene, lasciateli in pace, per loro non c’è più nessuna speranza!
Dopo che avete cominciato a parlarne, noterete con il passare del tempo che sarete sempre più convinti di ciò che dite e di ciò pensate, a quel punto concentrate tutte le vostre energie nel crearvi la soluzione.

 
Pensate bene a cosa vi piacerebbe fare nella vita, senza soffermarvi troppo a pensare a quanti soldi guadagnerete con il lavoro che desiderate fare. Mettete sempre al primo posto la vostra felicità che il denaro.
Quando avrete le idee chiare, perseguitate quell’obiettivo come un traguardo da raggiungere e correte verso di esso come aveste una palla di fuoco alle spalle che vi rincorre. Se arrivate a questo traguardo, sarete già a buon punto, ma potete fare ancora di meglio.

Il prossimo passo cui aspirerete, sarà quello di avere un lavoro in proprio, senza padroni. Dipendere da un
lavoro salariato, cosa comune di questi tempi, ci da si da una parte sicurezza, ma dall'altra ci toglie ogni possibilità di provvedere a noi stessi.
Noi non abbiamo bisogno di più lavoro, 
ma di più umanità. 
Non possiamo sperare di viverebene, alimentando un sistema basato sullo sfruttamento. Ovviamente se decidete di non avere padroni almeno nel lavoro, dovrete fare i conti con il potere, che farà di tutto per rendervi la vita difficile, tassandovi l’impossibile pur di azzannare il vostro osso.
Questo è l’ostacolo più grosso che dovrete affrontare per raggiungere il vostro traguardo. Se poi la tassazione è tale da farti vivere solo per lavorare, ti rimangono tre possibilità a tua scelta. 

venerdì 22 aprile 2016

Evadere il fisco è un'atto lodevole di legittima difesa!

EVADERE IL FISCO E’ UN ATTO MORALMENTE LODEVOLE DI LEGITTIMA DIFESA!

Di CLAUDIO BIZZOZERO*
Il mio*post di ieri ha suscitato clamori e fraintendimenti, come sempre accade quando si tratta di tasse.

Credo che il clamore sia dovuto innanzitutto al fatto che io faccio il sindaco e un sindaco certe cose normalmente non le dice. Ma io, come noto, non sono un sindaco normale, perchè sono *COMPLETAMENTE LIBERO* da qualsiasi gabbia ideologica e clientelare di partito e dunque dico liberamente quello che penso, fregandomene delle conseguenze. In materia fiscale quel che penso è più che noto, ma voglio qui ribadirlo in modo che non lasci più spazio ad alcun fraintendimento, ben sapendo che dopo aver letto questo post si scateneranno i soliti falsi moralisti benpensanti (spesso *MOOOOOOLTO INTERESSATI* a dividersi la ghiotta torta partitocratica).

I “partitocrati magna magna” sono ovviamente in malafede quando esprimono i loro giudizi e dunque non val la pena considerarli.
Chi invece fraintende in buona fede appartiene in genere alla categoria dei lavoratori dipendenti, i quali sostengono che “loro” non possono evadere un solo euro perchè l’imposta a loro viene trattenuta all’origine. A chi fa questo tipo di considerazioni suggerisco di considerare quanto segue:
1.    a differenza del passato, oggi (con gli studi di settori, coi controlli sempre più pervasivi, soprattutto qui da noi, e con l’uso delle moderne tecnologie informatiche) l’evasione è ormai pressoché impossibile anche per le imprese e per i titolari di partita IVA;
2. se è vero che i lavoratori dipendenti non possono evadere le imposte dirette (applicate all’origine) possono però evadere le indirette e non solo il fatidico canone RAI (fintanto che non lo metteranno in bolletta Enel), per esempio rifiutandosi di farsi fare lo scontrino o la fattura ogni volta che acquistano qualcosa e chiedendo in cambio uno sconto all’esercente o professionista;
3.   se è vero che un tempo l’evasione era, qui dalle nostre parti, molto alta, oggi non è assolutamente più così (per lo meno qui da noi, dove i controlli sono davvero draconiani);
4.    il fato che io sia schiavo dovrebbe indurmi a gioire se altri riescono a non esserlo, invece di gioire se anche altri vengono trasformati in schiavi come lo sono io.

*MA A QUESTO PUNTO DOBBIAMO PORCI UNA DOMANDA:* come mai chi ha una partita IVA applaude davanti a considerazioni tipo quelle che io sostengo in materia di tasse e invece chi è lavoratore dipendente critica?
Semplice: lo stato (e tutti gli apparati conservatori dello stato schiavista, a partire dai partiti e dai sindacati, che sono i primi interessati a mantenere in piedi questo schifo) ha tutto l’interesse a mettere poveri contro poveri.

Sì: POVERI CONTRO POVERI! Perchè oggi a questo siamo ormai tutti ridotti (lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti, tutti sulla stessa barca) da uno stato che ci ha ormai trasformati tutti in veri e propri schiavi fiscali, costretti a lavorare per pagare tasse di rapina che servono a mantenere le sconcerie di regime!
VOGLIO SPIEGARE ANCORA MEGLIO, CON UN ESEMPIO, COSA IO CONSIDERO MORALE E COSA IMMORALE.
Noi non viviamo in un paese normale dove regnano solidi principi morali.
Viviamo in un paese assolutamente anormale ed immorale.
In questo paese, DIRE AL RISTORATORE: “SE MI FAI LO SCONTRINO, IO IN QUESTO LOCALE NON VERRO’ MAI PIU'”; E’ OGGI UNA SCELTA ETICA E MERITEVOLE!

*Mi spiego: se il ristoratore non mi fa lo scontrino io non pago l’IVA* ed in più posso chiedere uno sconto sulle imposte che il ristoratore non pagherà, dunque potrò risparmiare il 20% dell’IVA sul totale del conto, più un altro 15% di possibile sconto del ristoratore. Questo 35% che mi resterà in tasca, io potrò utilizzarlo per il bene della mia famiglia.
L’alternativa invece è pretendere lo scontrino e pagare regolarmente anche quel 35%, che però in questo caso uscirà dalle mie tasche ed andrà nelle tasche dello stato partitocratico che lo utilizzerà non certo per il bene delle nostre famiglie ma per mantenere gli sconci privilegi e i vergognosi parassitismi di cui l’itaGlia è piena zeppa e su cui tutti i partiti (Lega, PD e FI) hanno costruito e mantengono le loro fortune!
Ditemi ora voi: quale delle due scelte è morale? Usare i nostri soldi per il bene dei nostri figli o metterli in mano a dei criminali che li usano per gli affaracci loro????? Personalmente non ho il minimo dubbio. Se mai riusciremo a trasformare la realtà in cui viviamo in una realtà normale e civile, non nel regno del sopruso, del parassitismo e del privilegio (come è oggi), allora cambierò opinione. Ma fino ad allora non ho proprio dubbi!

*/*Sindaco libero del Comune departitizzato di Cantù/*
P.S. e non mi venite a dire che con quel 35% lo stato fa funzionare scuole e ospedali, perchè queste sono solo PALLE! Con quel 35% lo stato ci ingrassa i maiali!!!!!/

P.P.S. nè venitemi a dire che lo stesso discorso vale per le imposte comunali perchè il totale del gettito comunale rappresenta meno del 4% del gettito totale, cioè briciole con cui noi Comuni cerchiamo di tenere in piedi i servizi essenziali per i cittadini e non ci ingrassiamo certo i maiali (per lo meno qui al nord). Lo stato ci lasciasse il 96% e si tenesse il 4% e allora si che potremmo vivere in un contesto civile, non nel paese dei maiali!

martedì 30 dicembre 2014

Quando il peso delle imposte raggiunge livelli insostenibili...

L’Art.53 della Costituzione e l’Art.54 del codice penale messi insieme costituiscono una”barriera” per chi è sopraffatto dalle tasse, ma nessuno ve lo dice.

Art.53 della Costituzione
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
Avete capito bene?Bisogna pagare IN RAGIONE ALLA VOSTRA CAPACITA’ CONTRIBUTIVA,se non incassate non pagate…
Art.54 del codice penale
Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.”
Quindi NON E’ PUNIBILE CHI HA COMMESSO IL FATTO (di non aver pagato) PER ESSERVI STATO COSTRETTO DALLA NECESSITA’ DI SALVARE SE‘ (dal collasso economico),DAL PERICOLO ATTUALE DI UN DANNO GRAVE ALLA PERSONA (danni psicologici,morali,depressione ecc dovuti al collasso economico).
Di seguito vi mostriamo un video di Alessandra ‪‎Marazzi‬ tenace imprenditrice e onesta cittadina che denuncia giustamente il peso insopportabile delle ‪‎tasse‬ facendo appello ai due articoli sopra citati.
Prendiamo esempio da questa donna coraggiosa e ribelliamoci a questa‪ dittatura‬ finanziaria che ci rende schiavi “inconsapevoli” di avere (ancora per poco,fino a quando non la renderanno “carta straccia”) alle spalle una costituzione che ci protegge.

venerdì 20 giugno 2014

Le tasse non vanno pagate perchè:

  • sono ESTORSIONI perchè le cartelle sono criptiche, ovvero non si capisce un cacchio, o ci vuole uno con la doppia laurea per spiegarle, e neanche lui ci riesce, perchè non hanno logica, e son fatte apposta perchè non si capiscano; ma se non le paghi ti ipotecano la casa
  • le cartelle sono quasi tutte sbagliate da qualche parte, han vizi di forma e di sostanza; applicano l'anatocismo che è vietato e così superano quasi sempre i tassi soglia di usura, ma non avendo prestato soldi - fanno solo gli esattori - usura forse non è, anche se il tasso è certamente superiore ai tassi soglia di usura del periodo
  • Loro le irregolarità le fanno a bizzeffe; per dirne una, a Udine la responsabile dell'Agenzia Entrate, tale Dottoressa in scienze politiche Eliana Kodermac, non era un Dirigente di primo livello, il che rende nulle le cartelle emesse durante il suo periodo di dirigenza. Soluzione? Da due mesi l'hanno trasferita a Pordenone dove dirige l'Agenzia Entrate, ed essendo il "business" - così me l'ha definito una talpa mia amica di Agenzia Entrate - minore, è sufficiente il secondo livello. Eh già, perchè per loro le tasse sono un business, una fonte di utile pazzesco con cui si garantiscono stipendi alla Befera e premi da babbo natale. Qui a Udine è venuto facendo finta di niente uno che il primo livello ce l'ha, un pugliese; e adesso firma lui anche i ricorsi del periodo nullo di prima facendo finta di niente. Alla faccia dell'eticità.
  • il triangolo della Bermuda è: Agenzia entrate, Guardia di Finanza, Equitalia. Tutti al servizio del cartello bancario; nessuno è responsabile, tutti intoccabili, la casta di si fende con leggi ad hoc
  • le cartelle pazze sono una vergogna, e sono tuttora la norma; nessun PM che vuole fare il mestiere per cui è pagato ed andare a verificare chi le spedisce rovinando la vita alle persone ?? Equitalia no risponde se sbaglia, ma intanto ti ipoteca i tuoi beni, e toglier l'ipoteca lo paghi tu
  • le tasse sono tantissime, oltre 110, e nessuno le conosce a fondo, sono troppe
  • le tasse sono illogiche; perchè scaricare il 15% di una cosa, e non un'altra, o solo se sei nell'aliquota del 55% di qualcosa, è l'anno dopo invece cambia, e l'irpef la scarichi al 60% in 10 anni, e il leasing si e il mutuo no troiate pazzesche, senza logica nè filo conduttore che non porti al vero scopo: quello di togliere denaro dalla circolazione per obbligarci ad andare in banca a chiedere soldi al tasso che vogliono loro, indebitarci in eterno e poi portarci via la casa, e farci diventare pazzi dietro a queste cose che ci impediscono di fare cose utili e creative
  • chi fa i soldi veri, le banche e le multinazionali, le tasse non le pagano
  • molte tasse sono incostituzionali, per esempio lo studio di settore, o quella che non mi ricordo mai come si chiama in cui paghi non sull'utile, ma sul fatturato per cui la paghi anche se sei in perdita - ma con che cazzo di soldi la paghi non si sa - , oppure l'iva che se vai a credito col piffero che la incassi; se sei a debito invece, arriva la Finanza e poi finisci in galera
  • se hai 3 attività, di cui una in utile e 2 in perdita, su quella in utile paghi il 120% di tasse e su quelle in perdita paghi lo stesso perchè è previsto che tanto freghi, per cui devi pagare lo stesso; non puoi compensare, e non si capisce perchè: la persona ha più attività, ma non può compensare ... mah
  • se l'attività cala di fatturato, paghi come se così non fosse, se no arriva la finanza, e dice che sei incongruo
  • la finanza se arriva non puoi prevedere cosa succede; "deve trovare qualcosa", e anche te lo dicono; vivi nel continuo terrore di aver sbagliato qualcosa, malgrado i consulenti pagati apposta
  • il vero nero lo fanno le banche al momento della creazione del denaro; lo riciclano con Clearstream ed Euroclear, ma questo non interessa nessuno, mentre lo scontrino fiscale non emesso dal panettiere comporta, se recidivo, la chiusura dell'esercizio per qualche giorno
  • la vita del tassato è un incubo; non sai mai cos'hai sbagliato; nel 1995 presi L. 500 milioni di multa perchè l'intestazione delle fatture era sbagliata, e questo errore formale si era ripetuto su 500 fatture, che al costo di un milione di sanzione l'una faceva 500 milioni. Volevo emigrare. Poi mi spiegarono che bisognava difendersi; presi un commercialista, e finii dopo 2 anni di preoccupazioni a dare 15 milioni al commercialista "che conosceva le persone giuste" e 10 milioni al fisco
  • mi è arrivata ieri un'Equitalia di 18.000€ da pagare per il 2010 su una società che nel 2010 era in perdita di 32.000€. Il consulente non se ne capacita, ma bisogna opporsi pagando uno specialista che andrà a baruffare contro i muri di gomma
  • questa menata delle tasse porta via tantissimo tempo, energia e dignità; tanto han ragione sempre loro, non puoi controbattere, non c'è avvocato nè commercliasta che ti garantisca di essere in una botte di ferro in caso di verifica
  • nel 1996, dopo la multa del 500 milioni, andai dalla guardia di finanza con tutta la mia contabilità a chiedere di verificare se vi fossero errori; mi dissero che non sono pagati per far ciò, se vengono devono dar multe
  • le tasse danno vita a una serie di lavori inutili alla produzione (dichiarazioni redditi etc), e ad una lista di attività umane ma considerate criminali o quantomeno "illecite" atte a salvarsi dalla depredazione. Il "nero" viene considerato un crimine, per cui chi paga i dipendenti invece degli F35 finisce in galera. Un mio amico, Pierpaolo, è fallito con 8 milioni da avere dalle USL (vendeva flebo per ospedali) e 8,5 milioni di usura e 4 di anatocismo dalle banche. E rischiava la galera per 1,5 milioni di contributi non pagati. Ma come poteva pagarli con 20,5 milioni da avere dallo Stato e dalle Banche ??!! 
  • Se metti 10.000€ nella tua srl per non farla fallire, e te li riprendi dopo un anno, e la srl fallisce, ti prendi certamente la bancarotta fraudolenta, e anni di galera col marchio di delinquente
  • avevo creato una società di omeopatici, sempre in perdita: vi mettevo ogni anni decine di migliaia di € per non farla chiudere, e ogni anno dovevo toglierli la bilancio rinunciandovi, per cui son tutti soldi che non ho potuto scaricare. Mi dicono che è giusto; a me sembra una cazzata megagalattica.
  • La Finanza lo ha dichiarato a Report un anno fa: se incassassero davvero le evasioni che rilevano nelle aziende, il 90% chiuderebbero per mancanza di liquidità
  • la dichiarazione dei redditi è fatta apposta per incastrarti; la multa arriva di sicuro
  • all'ultimo momento devi firmare la dichiarazione del Commercialista, senza leggerla o quantomeno capirla, poichè te l'ha presentata all'ultimo momento avendo ricevuto le istruzioni nuove 2 ore prima del deposito delle dichiarazioni. OGNI ANNO da quando lavoro è la stessa solfa. Un incubo: firmo senza capire, in fretta, firmando qui, qui e qui.
  • ci sono nazioni che pagano il 10% di tasse e stanno benissimo
  • mandando tasse a Roma peggioriamo la crisi di liquidità sul territorio: non c'è insufficiente liquidità in circolazione, e lo dimostrano le RIBA senza le quali ormai non si vende piu niente, ed il fatto che lo Stato paga se e quando vuole/può. Un mio amico deve incassare una fattura dell'Azienda Sanitaria di Cosenza che è datata 2009; gli han detto di aspettare, che non ci sono soldi; se fa un decreto ingiuntivo, i prossimi appalti se li sogna
  • troppe cose non puoi scaricarle, per cui finisce che dovresti pagare oltre il 100% di tasse, cosa impossibile: o non le paghi, o incassi senza dichiarare: non hai alternative
  • i soldi è meglio che rimangano sul territorio; se vanno a Roma sappiamo che fine fanno: vanno a pagare gli f35 e gli interessi sul debito pubblico, il MES e le altre porcate europee; inoltre nutrono il nemico, ovvero l'Unione europea che ci sta distruggendo
  • Gandhi scrisse che il modo migliore per combattere il governo ladro è non pagare le tasse.
Detto ciò passiamo all'alternativa.
SOLUZIONE: lo Stato crea il denaro che gli serve in misura del 10% del circolante e lo spende senza tassare nessuno; TASSE ZERO, non è uno scherzo, creando il 10% di inflazione, ma solo dopo aver raggiunto l'Euflazione, ovvero la quantità di denaro adeguata a favorire gli scambi commerciali (10 anni al ritmo di 700 miliardi l'anno, che è il budget richiesto a far girare la baracca statale). Tutti quelli convolti nel circo delle tasse (dai commercialisti alla guardia di finanza, dai fiscalisti ai giornalisti economisti), si dedicano finalmente a cose più serie.
Fonte Antonio Miclavez FB

SALVA O STAMPA IL POST IN PDF

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

CORRELATI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...