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venerdì 3 luglio 2020

Storia della Medicina

Storia della Medicina

20 giugno 2020
Perla saggia:
"Un medico è un uomo che viene pagato
per raccontare delle fandonie nella camera del malato,
sino a quando la natura non l'abbia guarito
o i rimedi non l'abbiano ucciso." - Antoine Furtière
Tratto da Informa giovani Adattamento e integrazioni di Giorgio Beltrammi
La medicina sacerdotale nacque quando l'uomo primitivo ebbe la sensazione della presenza di uno o più esseri superiori responsabili di qualsiasi manifestazione della natura, anche di quelle relative alle patologie da cui veniva colpito. Le uniche vie di guarigione risultavano quindi essere la preghiera, l'implorazione e il sacrificio (che non ha un significato negativo, come di qualcosa a cui ci si sottomette di malavoglia, ma a qualcosa che acquisisce una sacralità).
In seguito si ebbe la concezione magica della medicina, per cui l'uomo credette di poter intervenire sui fenomeni e addirittura di poterli comandare, sostituendosi così alla divinità: nasce la figura dello stregone o del mago, opposta ed in contrasto a quella del sacerdote.
Nell'operato di maghi e stregoni si nota un primo abbozzo di scienza in quanto essi seguivano principi sempre uguali che, pur basandosi su correlazioni criticabili, costituivano comunque un ragionamento guidato da un'apparente logica. Se quindi per scienza si definisce lo studio dei fenomeni naturali al fine di stabilirne le leggi e di poterli riprodurre applicando le leggi stesse, allora bisogna riconoscere che la magia tendeva allo stesso scopo.

La Medicina primitiva

I popoli primitivi univano l'interpretazione soprannaturale a un empirismo spesso assai progredito. Ogni malattia che avesse una causa nota e definita, venivano trattate con rimedi naturali, quelle la cui causa non era evidente erano attribuite alle divinità. In ogni caso la diagnosi e la cura sono esclusiva competenza dei guaritori.
L'eziologia di qualsiasi patologia è spesso associata a un peccato commesso, anche involontariamente, dal paziente contro divinità, stregoni, individui o oggetti dichiarati tabù. Per difendersi dalle malattie si fa ricorso ad abluzioni, all'uso di amuleti, alla somministrazione di erbe medicamentose oppure anche a cerimonie e riti collettivi a cui partecipa tutto il villaggio con a capo lo stregone: talvolta si cerca di scacciare il demone responsabile della malattia spaventandolo, talvolta allettandolo, altre volte ancora si ricorre al sacrificio o all'allontanamento di chi è ritenuto la causa dei problemi.

La medicina popolare

Medicina primitiva, empirismo, magia e religione si fondono a creare una pratica che conferisce a determinate persone, quasi sempre donne (le streghe), la capacità di fare il male e di toglierlo. La magia del bene serve a rimuovere le malattie provenienti da fatture, sia per le affezioni più comuni.
Il ricorso al misticismo religioso, visto malamente dalla Chiesa, sconfina nella superstizione, soprattutto quando arriva a far ingoiare polvere di intonaco di alcune cappelle o immagini di santi.

La medicina ebraica (1200 a.C.-550 a.C.)

Prevale in essa il concetto teurgico della medicina: Dio è l'unica fonte di malattia e di risanamento, per cui solo il sacerdote, cioè l'uomo scelto dal Signore, è considerato strumento di guarigione.

La medicina assiro babilonese (1792 a.C.-323 a.C.)

Rappresenta il punto di passaggio tra il concetto teurgico e quello magico: la parte religiosa sta essenzialmente nell'eziologia in quanto l'ira di una divinità verso una persona permette ai demoni maligni di aggredirla causando in tal modo la malattia (c'è un demone per ogni patologia); il concetto magico ha invece risalto nella parte terapeutica, nell'attuazione cioè degli esorcismi.
Nella fase diagnostica le due concezioni vanno di pari passo e un ruolo preponderante è giocato dall'ispezione del fegato, ritenuto l'organo più importante in quanto fonte di sangue.

La medicina egiziana (3000 a.C.-1000 a.C.)

Notevoli sono la concezione biologica (concetto umorale sanguigno e concetto pneumatico) e la conoscenza dei vari quadri sintomatologici e la farmacologia. Gli elementi che costituiscono la sapienza medico empirica vengono trattati solo in libri sacri accessibili unicamente agli iniziati. L'anatomia non appare particolarmente progredita, mentre risultano molto precise le indicazioni relative alla terapia ed alle sue varie forme di confezionamento e di somministrazione: polveri, tisane, decotti, macerazioni, pastiglie erano perfettamente conosciuti. Assai progredita era inoltre la chirurgia e la sutura delle ferite.

Da notare infine la presenza di medici specialisti nelle malattie urinarie, nelle patologie delle orecchie, degli occhi e della pelle.

La medicina indiana (2500 a.C.-1500 a.C.)

Ancora oggi vi sono scuole che studiano l'antica medicina indiana nella sua forma originale (Ayurveda), così come viene trattata negli antichi testi sacri. Trattano molto accuratamente di grande e piccola chirurgia, della cura delle malattie del corpo, di demonologia, della cura delle malattie infantili, della tossicologia, della preparazione di elisir e di afrodisiaci.
Notevoli la perfezione e la varietà dello strumentario chirurgico, le tecniche di medicazione, l'attenzione negli esami diagnostici e la particolare abilità negli interventi di litotomia e rinoplastica.

La Medicina Tradizionale Cinese

I testi più antichi risalgono al 3500 a.C. e, come per la medicina indiana, vengono ancora consultati e tenuti in considerazione. La malattia e la salute sono determinate dall'armonia o meno dei due principi fondamentali: lo Yang (il principio maschile) e lo Yin (quello femminile). I medici cinesi introdussero per primi la rilevazione del polso: ne conoscevano 200 tipi differenti tra cui 21 erano considerati indice di esito letale; la farmacologia è senza dubbio la più avanzata tra tutte le medicine antiche, comprende oltre 2000 farmaci e ne include molti ufficialmente usati nella moderna terapia occidentale.
Non si può tralasciare infine l'agopuntura che consiste nell'infissione di aghi di diversi materiali in determinati punti in contatto con dei canali energetici, che sono in contatto con gli organi interni. Fu introdotta nel 2700 a.C. ed è ancora in auge ai giorni nostri sostanzialmente immodificata.

La medicina in Grecia

È in Grecia che avviene la completa e definitiva emancipazione del medico sul sacerdote con la costituzione del concetto di "clinica".
Nella Scuola di Coo c'è il passaggio all'osservazione diretta del malato eseguita con grande larghezza di vedute ed ottime intuizioni che distinguono indiscutibilmente questa scuola da tutte le altre: nasce qui il vero concetto di clinica e della conseguente diagnosi. Il medico è uomo, e la sua opera non ha sfumature soprannaturali, mistiche, astratte o filosofiche. La medicina deve essere una ricerca continua, serena e disinteressata alla quale bisogna dedicarsi solo per amore di essa.
La figura del medico è l'unione del perfetto uomo con il perfetto studioso: calma nell'azione, serenità nel giudizio, moralità, onestà, amore per la propria arte e per il malato sono i cardini della personalità del medico così come era concepito da Ippocrate. Ogni interesse personale passa in secondo piano. Non è certo un essere superiore ed infallibile come i sacerdoti degli antichi templi, ma deve sopperire alla sua fallacità con il massimo dell'impegno e della diligenza in modo da commettere solo errori di lieve entità. Deve inoltre essere filosofo, ma non tanto da farsi distogliere dalla vera scienza che è quella che si appoggia su solide basi pratiche. Il suo abito, infine, deve essere decoroso ed il suo aspetto denotare salute.
Con il passare dei secoli questa concezione rimase sostanzialmente immutata al punto che il Papa Clemente VII (Pontefice dal 1523 al 1534), in una sua bolla, stabilì che il laureato in medicina si impegnasse solennemente ad osservare il testo del giuramento ippocratico, cosa che oggi non è più richiesta.
L'anatomia non fu molto approfondita dalla scuola di Coo per due motivi principali: da una parte Ippocrate era più indirizzato verso il lato pratico della medicina, aveva cioè una maggiore propensione per la clinica; dall'altra la cultura greca aveva un rispetto assoluto per i corpi dei morti, quindi non c'era la possibilità di studiare l'anatomia esercitandosi direttamente sui cadaveri.

Alla base della medicina ippocratica stava l'integrazione tra una concezione pneumatica della vita ed una umorale, ma quest'ultima rivestiva senza dubbio un ruolo più importante.
Gli umori erano quattro: sangue (caldo umido) che proveniva dal cuore, una sorta di muco detto flegma (freddo umido) dal cervello, bile gialla (caldo secco) dal fegato, bile nera (freddo secco) dalla milza. Lo stato di salute si aveva quando questi umori erano perfettamente bilanciati tra loro; se invece la crasi era alterata per l'eccesso, la corruzione o la putrefazione anche di un solo componente, allora insorgeva la malattia.
Era la natura stessa con la sua capacità curativa ad intervenire nel tentativo di ristabilire l'equilibrio tramite l'espulsione degli umori in eccesso per mezzo di urina, sudore, pus, espettorato e diarrea. Se invece la malattia risultava più forte del processo autoriparativo dell'organismo il paziente moriva.
Il predominio di uno dei quattro umori conferiva anche particolari caratteristiche all'individuo (principio della costituzione e dei temperamenti): si avevano così i temperamenti sanguigno, biliare, flemmatico e atrabiliare (che rimanda alle grandi scoperte del Dr. Hamer al riguardo delle Costellazioni schizofreniche)
Altra novità fondamentale introdotta dalla dottrina di Ippocrate fu il fatto di considerare le patologie come fenomeni generali per l'organismo e non relativi ad un singolo organo (sembra che con l'avvento della medicina moderna questo concetto sia stato drammaticamente perduto).
L'epoca ippocratica segna la nascita della clinica intesa come studio dei segni e dei sintomi osservabili sul paziente.

lunedì 8 giugno 2020

La Mente di un Genio

#99 La Mente di un Genio

Una delle prime affermazioni del Metodo Silva è la seguente:
"La differenza tra la mentalità di un genio e la mentalità media è che i geni usano di più la loro mente e la usano in modo speciale. Io sto imparando adesso ad usare di più la mia mente e ad usarla in modo speciale"

Per imparare ad usare maggiormente la propria mente occorre imparare ad accedere a stati più profondi dell'abituale.
Bisogna imparare ad accedere alla dimensione spirituale della mente, che è sincronizzata con le onde cerebrali più lente.

L'attivazione consapevole delle onde alfa in particolare ci permette di attivare parti della mente che normalmente non sono sotto al nostro controllo (ecco da qui Mind Control)

Per accedere a questo livello di funzionamento, José Silva aveva elaborato un sistema preciso e strutturato, con diverse ancore per richiamare rapidamente lo stato una volta condizionato.

Nel Silva originale si parlava di 6 livelli da scendere per arrivare al piano mentale da cui operare.
Questi 6 livelli erano associati ai numeri:
  • 6 - Normale stato di attività mentale
  • 5 - Fatica negli occhi (guardando un punto in alto)
  • 4 - Chiusura degli occhi
  • 3 - Rilassamento fisico
  • 2 - Rilassamento mentale
  • 1 - Livello alfa
Successivamente i primi passaggi, più legati all'ipnosi, vennero rimossi e si partì semplicemente dal 3, ovvero dal rilassamento fisico.

In conclusione che caratteristiche ha la mente di un genio?
La mente di un genio, come Leonardo, Tesla, Einsten, ha la capacità naturale o allenata di abbassare consapevolmente le onde cerebrali ed accedere a capacità intuitive, immaginative e creative che sono fortemente limitate per una persona normale.

E' come se il genio avesse la chiave ad un mondo sconosciuto, ciò che Silva chiamava il Regno dei Cieli, di cui il genio è il Re. Il Re del suo Mondo Interiore.

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Dio, Gesu, il Cristo, il Padre, il Figlio,
lo Spirito Santo e lo stesso “Regno dei cieli” 
non sono altro che stati della coscienza universale
che l’uomo può sperimentare; 
conoscenze-esperienze tramandate a pochi uomini 
attraverso gli antichi misteri…
Tutto è dentro di noi.

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sabato 4 aprile 2020

Coronavirus: contagio indotto dai media, natura della malattia, imposizioni legislative e limitazione di tutte le libertà!

Coronavirus: contagio indotto dai media, natura della malattia, imposizioni legislative e limitazione di tutte le libertà!
-        Il governo dell’uomo.
-        La creazione della realtà della malattia.
-        Il contagio
-        Un punto di vista alternativo con le 5LB.
-        L’illusione dei virus mortali.
-        La paura della pandemia alimenta l’epidemia
-        Fattori concomitanti alla paura.
-        La comprensione della realtà.
-        Contenimento del popolo, non del virus (imposizioni e restrizioni).
-        Virus corona, chakra Corona e la mancata evoluzione dell’uomo.
-        Cosa ci serve ora?
-        Concludendo
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Il governo dell’uomo.
Ne avevo già parlato nel precedente mio post, ma visto che l’operazione “coronavirus” è piuttosto importante per chi l’ha avviata penso siano necessarie ulteriori precisazioni per tentare di limitare, seppur minimamente, l’ignoranza che alimenta la paura che è alla base di ogni contagio, ma andiamo con ordine.
Il sistema che governa l’uomo ha migliaia di anni, non è un entità definita ma il modo di agire/gestire dei vari organismi istituzionali, privati(corporazioni, fondazioni, ecc.) e soprattutto occulti nei confronti delle sue creature-schiavi(questo siamo); esso conosce bene le dinamiche della salute e della malattia nell’uomo e nei secoli ha fatto in modo che l’uomo non ne acquisisse mai la reale conoscenza, e con questo voglio ribadire una volta per tutte che gli addetti ai lavori(medici & co.) non vengono formati alla salute, ne gli viene fatta comprendere la malattia, ma sono indottrinati alla medicina, alla ricerca meccanica di imperfezioni e al solo blocco allopatico dei sintomi(cura), la salute per loro è una parola fatta di parametri diagnostici che forniscono solo un quadretto artefatto ed insignificante dell’organismo multidimensionale definito uomo.
Il sistema nei secoli ha sempre usato i suoi, spesso inconsapevoli, untori per far attecchire alla sua schiavitù la malattia per i suoi biechi fini di cui abbiamo già parlato altrove(predazione energetica e controllo totale) ed oggi la situazione non è affatto cambiata dal medioevo o ancora da prima, sono cambiati solo gli attori e le modalità, ma il meccanismo d’azione del contagio è immutato poiché fa parte dell’organismo umano.

La creazione della realtà della malattia.
Il Coronavirus oggi è pericoloso, anche se esisteva già da prima e prima però non lo era, ma ci dicono che il malefico virus è stato modificato e poi aiutato a scappare da laboratorio di eccelsa sicurezza e quindi riteniamo vero che la sua nuova versione sia effettivamente pericolosa, ma anche senza l'accertata presenza di prove inoppugnabili sulla sua “malvagità” è stata avviata un’operazione d’ipnosi globale sulla malattia, in verità, come già detto in precedenza, questo coronavirus non è così pericoloso per la sua intrinseca dannosità, ancora da dimostrare, ma lo è per ciò che induce, anche se lui non induce proprio un bel niente, ma chi lo pompa a forza nelle nostre deboli menti attiva invece delle asfissianti(è proprio il termine attinente al covid19) e deleterie credenze.

Eppure oramai lo sappiamo bene che le nostre convinzioni generano la nostra personale realtà, sia esterna che interna, e chi le altera in qualsiasi modo modifica la nostra realtà attivando cambiamenti al nostro stato psico-fisico(epigenetica docet), ma non vogliamo(inconsciamente) però avvederci che chi cambia la percezione dell’individuo lo può anche far ammalare, solo attraverso di essa e nient’altro.

La profonda convinzione-credenza indotta che il piccolissimo ed innocuo coronavirus(o altri virus è uguale) causi danni nefasti a tutti è la più gettonata dai media di regime, sottolineata a forza e senza possibilità di replica dallo stesso governo che con decreto ne ha sancito l’inequivocabile(?) pericolosità, genera una percezione di elevato e concreto pericolo.
Lo stato di paura generato in questa realtà italiana non fa altro che farci reagire(a livello psico-fisico) come se fossimo sotto attacco, come se un nemico infido e viscido potrebbe inaspettatamente colpirci con gravi conseguenze e quel che è peggio i rimedi latitano lasciandoci in balia di eventi imprevedibili, in realtà il peggio è solo una condizione necessaria ad alimentare maggiormente la paura.
Come già ampiamente disquisito in altri post, lo stato di paura vissuto induce delle modifiche biologiche di entità commisurata all’intensità del percepito di ogni individuo, una piccola paura non restituisce alcun sintomo o lievi sintomi che mai saranno attribuiti ad essa e analogamente una grande o grandissima paura farà danni(malattia) seri che però saranno attribuiti alla mala sorte. D’altronde ci hanno sempre insegnato che la malattia e la salute sono questioni di (s)fortuna non certo di percezione e noi non potevamo non credergli.

Il contagio
Arrivati a questo punto si può comprendere bene come quello che noi chiamiamo contagio altro non è che l’attivazione inconscia dei programmi biologici sensati speciali(malattie) in maniera del tutto automatica in relazione al percepito biologico dell’individuo e della sua specie, perché l’uomo a livello inconscio comunica sempre con i suoi simili in particolar modo con suo clan(gruppo/famiglia), quindi il singolo viene spesso(non sempre) influenzato dalla reazione della sua specie-clan.
Pertanto in contrapposizione a chi asserisce che il contagio non esiste e che si tratta dell’intossicazione del corpo per ciò che mangiamo, respiriamo beviamo ecc., io sostengo che non è così, il contagio è un termine introdotto ad hoc a sostegno della teoria dei germi e della fabbrica della malattia e dei farmaci, la malattia invece, anche quella definita infettiva è la reazione biologica del singolo individuo alle situazioni vissute perlopiù inconsciamente e quella che stiamo vivendo non è una situazione facile, reazione che varia in base all’evoluzione e alle conoscenze del soggetto e l’intossicazione del corpo che è presente in ogni malattia non è la causa di essa, ma la sua conseguenza e non è la stessa cosa.
Il termine contagio quindi dovrebbe essere sostituito con quello di “percezione della macchina psico-biologica definita uomo” di tutto ciò che la circonda.

Un punto di vista alternativo con le 5LB.
Vorrei dare un rapido e semplice sguardo alla polmonite da coronavirus  chiamata COVID19 attraverso le informazioni fornite dalle 5 Leggi Biologiche. Ho già parlato della natura inanimata dei virus e che pertanto non possono generare malattia ed ho anche riferito in merito ai microbi corporei che benché vivi non possono essere additati di alcuna colpa non essendo loro causa, ma conseguenza della malattia.
La malattia, qualsiasi malattia, è endogena, essa si attiva dalla percezione inconscia dell’individuo (vedasi Vaccino per la paura) quindi un virus o un batterio esterno nulla può se immesso nei trilioni di cellule umane e relativo sistema di difesa, tuttavia virus e batteri sono sempre individuati nelle malattie e gliene diamo la colpa a causa di un sistema d’indagine completamente capovolto rispetto alla realtà dei processi corporei. Purtroppo il sistema scientifico d’indagine è estremamente riduzionista, meccanicista ed allopatico ed è l’unico che viene insegnato a forza nelle università di medicina e chi lo mette in discussione anche solo per capirci qualcosa in più viene radiato se gli va bene altrimenti “sparisce”; la medicina come la fede è pregna di dogmi che bisogna accettare per cieca fede. 
O credi alla televisione o te ne vai in prigione
La polmonite da coronavirus è un processo infiammatorio che comporta un accelerazione dei processi del “sistema immunitario” e quindi un innalzamento della temperatura corporea, la presenza dei virus indica che i tessuti interessati sono ectodermici(con febbre alta) e che quindi concernono oltre alla funzionalità biologica del polmone stesso, cioè la vita, anche la relazione e/o il territorio(5LB docet).
A livello funzionale il polmone è l’organo che ci mantiene in vita attraverso il respiro e quando la nostra vita viene messa in serio pericolo un programma automatico di madre natura si avvia facendo reagire detto organo per aumentare la sua efficienza per superare il pericolo di vita, inoltre in questa specifica circostanza(data la presenza dei virus) sono interessati i tessuti più esterni(ectodermici) dell’organo la cui funzionalità è di relazioni e/o territorio ed in effetti le relazioni tra persone, e le questioni territoriali (perdita lavoro, reddito e le conseguenze del caso) sono particolarmente interessate dall’allarme sociale indotto col coronavirus.
Il pericolo principale a cui veniamo esposti e che percepiamo da questa pandemia da covid 19 è quello per la nostra vita(o del nostro clan) esso attiva i tessuti del foglietto embrionale endodermico(tessuti più antichi a livello ontogenetico) del polmone che è simbolicamente e funzionalmente preposto a tale funzione. Il processo biologico di ripristino(malattia) del tessuto endodermico usa microbi vari e di norma non genera virus i quali sono invece generati dai tessuti ectodermici dello stesso organo, tuttavia nella situazione contingente del coronavirus le percezioni di pericolo sono molteplici e pertanto in minima parte vengono interessati anche i tessuti ectodermici la cui alterazione-ripristino(malattia) genera virus riscontrabili nei tamponi/analisi quindi condannati senza processo come colpevoli della malattia.

Quindi per riassumere si percepisce un pericolo di vita, un pericolo seppur minore nelle relazioni e territorio, reagisce il polmone con i suoi tessuti principali(endodermici) per farci sopravvivere e anche quelli adibiti alla relazione-territorio (quelli più esterni) che comportano la produzione endogena durante la malattia(ripristino della normalità) ed ecco che nelle analisi troviamo il chimerico coronavirus, che è sempre esistito, ed è subito COVID19: Malattia anche indotta dalla asfissiante paura di morire(e di relazione e territorio) inculcata a forza dai media e confermata con decreti e leggi dai governi gli odierni untori del sistema bestia che ci opprime in ogni maniera.

L’illusione dei virus mortali.
Prima di chiudere il discorso virus-malattia vorrei fare una considerazione inconsueta all’attuale paradigma mentale: i virus sono particelle-frammenti senza vita di materiale organico mentre i batteri, funghi e microbi vari sono invece dei microorganismi viventi di cui il nostro corpo è pieno, ce ne sono addirittura 10 volte di più delle cellule dei nostri tessuti ed interagiscono con il nostro organismo costantemente per garantirci la vita.
Oggigiorno ci vendono flacconi con miliardi e miliardi di questi microbi(intestinali) vivi che ci consentono, almeno per un giorno, di sentirci meglio, ma ne dobbiamo ingerire davvero diversi miliardi e tutti vivi per stare bene appena una giornata; questo ci viene detto da sempre e noi appuriamo che i risultati ci sono quasi sempre; non teniamo conto però che di virus morti presumibilmente ne potremmo ingerire molte migliaia ogni giorno e che nonostante il loro numero insignificante, se paragonato ai 70-100 trilioni di cellule umane e relativo sistema di difesa, questo ci arrecherebbe molto, ma molto male, addirittura ci potrebbe condurre alla morte. Virus che ci dicono si replicherebbero nelle nostre cellule e noi, chiaramente all’oscuro di tutto, gli crediamo, ma senza ragionarci su.

Oramai parte della comunità scientifica e medica, in particolare i biologi, si sta ribellando alle informazioni fasulle insegnategli a forza e senza diritto di replica e stanno appurando la vera natura dei virus, particelle organiche senza vita, avvedendosi che essi non si replicano, ma vengono generati dal corpo durante la normale malattia. Un normale processo biologico che una volta compreso può essere aiutato a giungere al suo compimento senza grandi tribolazioni e con un senso più profondo di ciò che accade dentro di noi. E noi vorremmo ucciderli? Probabilmente nel tentativo di uccidere chi è già morto riusciremo ad ucciderci da soli.
Dimenticavo di precisare che tutte le immagini che ci vengono mostrate raffiguranti virus sono false, artefatte o deliberatamente create per mostrarci un organismo che in realtà non è tale e mantenere in piedi la farsa in argomento; comprendo che questo desti sconcerto, ma non è certo la cosa peggiore che mamma sanità è abituata a fare(fonte).
Ma ci rendiamo conto di questa assurdità? I virus, pochi e morti, che non possono auto replicarsi e che ci uccidono?
Insomma ci servono tanti miliardi di batteri per una sola giornata di benessere e basterebbero migliaia di virus, morti, per farci stare male per molto o addirittura ucciderci? A questo sono riusciti a farci credere?

La paura della pandemia alimenta l’epidemia.
La paura della pandemia alimenta quindi l’epidemia… pertanto in tutti quelli che “muoiono” di paura al termine dell’emergenza (percezione di pericolo) ci sarà la malattia(coronavirus positivi) e quasi certamente sarà interessato proprio il polmone che ha reagito alla paura di morire o di perdere il territorio(ciò che è fondamentale nella vita).
Chi ci inculca la paura e ci ingenera la malattia,
sono gli stessi che poi si prodigano per la nostra cura

Fattori concomitanti alla paura.

martedì 4 febbraio 2020

Corona(e gli altri) Virus: anatomia di particelle innocue e di contagi reali

Corona(e gli altri) Virus: anatomia di particelle innocue e di contagi reali
Non si sa bene come, ma è arrivato questo super virus Corona che sta facendo non pochi danni e tutti ne parlano da più punti di vista, insomma un ottimo strumento di distrazione che durerà finché vorranno, basterà tenere accesi i riflettori e lui vivrà e spaventerà in ogni dove.
Tutti parlano di questo mostro chimerico che contiene innesti presi addirittura dal famigerato virus Hiv, nonostante quest’ultimo non sia mai stato isolato(scoperto), ma tant’è, così ci dicono come potremmo dubitarne noi?

E’ quasi certo, solo per l’informazione alternativa ovviamente, che la bestia sia stata scatenata di proposito e per molti più propositi di quanti ne potremmo individuare che vanno dalla guerra commerciale alla Cina all’avvio di una pandemia globale che possa consentire ai governi di limitare le libertà personali degli schiavi ed imporre cure più dannose di qualsiasi malattia.

Visto che “tutti” dicono la loro su questa creatura mitologica allora vorrei anch’io dire qualcosa in più sull’argomento prima che diventi reato esprimere un’opinione anche su questi argomenti.
Dopo diverso tempo torno a trattare la materia dei virus, particelle(non microorganismi) microscopiche che causano danni inimmaginabili in tutto il mondo pur non avendo alcuna caratteristica di un essere vivente, infatti, come già rappresentato innumerevoli volte, essi non vivono[1] e non si capisce come siano in grado di fare tutti questi danni e causare tutte queste malattie, quindi ora cercherò di spiegare come questi residuati mitocondriali/proteici cellulari causino tutti questi problemi pur essendo inermi, morti.

Come sempre è necessaria una premessa fondamentale, bisogna essere consapevoli che noi poveri mortali, medici compresi, non sappiamo niente di niente e in fatto di salute e malattia ancora meno, le cose a cui abbiamo accesso sia nelle università di medicina(non di salute, la salute è altra cosa) che altrove sono solo informazioni riguardo a farmaci, ai vaccini, alle malattie, incertezze e paure senza limiti, o mi sbaglio?
La medicina è un mezzo, la salute è un fine,
ci sono milioni di esperti(laureati) ad usare il “mezzo”
ai quali è stato nascosto come raggiungere il “fine”
Coscienti di ciò possiamo iniziare un percorso nei meandri del nostro essere, della sua malattia e della sua salute che si discosterà di molto dai soliti discorsi e dalle solite conoscenze quindi per chi non è avvezzo alle mie esternazioni è meglio allacciare le cinture o chiuderla qui.

La malattia dell’uomo non è, dico non è, causata da agenti esterni siano essi virus, batteri, cibo o altro no, la malattia è avviata dall’interno attivata dalla percezione(negativa) biologica(non psicologica) dell’individuo, percezione che nel 90% dei casi è completamente inconscia e quindi al di fuori della volontà del soggetto.
Quindi anche se appare assurdo, con il consueto paradigma di conoscenze odierno, l’introduzione nel corpo di virus, batteri, cibo insano o altro non genera malattia, eccezioni ed eccessi a parte, qualora l’individuo(inconscio) non abbia la percezione del pericolo di quanto ingerito o iniettato, pertanto ciò che entra in svariati modi viene espulso senza che vi sia alcuna reazione(malattia).

Questa notizia da una parte ci mette al sicuro da molti pericoli ma dall’altra ci espone ad altri “pericoli” anche inesistenti di cui però ne abbiamo(o ci inculcano) una percezione biologica negativa/pericolosa.

Capita dunque che situazioni di estremo disagio e di minacce vissute dalle persone le inducano a sentirsi al pericolo anche se il pericolo non è reale ma solo paventato o inventato di sana pianta, in dette circostanze l’organismo umano attiva dei processi di sopravvivenza automatici che gli consentono di superare il pericolo percepito(non sempre reale); di conseguenza ci si può ammalare solo per paura[2]. 

Ora bisognerebbe chiederci qual è lo strumento che più diffonde la paura ai giorni nostri?
Avete già pensato a quanta paura viene instillata giornalmente nelle nostre menti dai TG e dalla televisione in genere?
Già; la televisione in questo senso è uno strumento di condizionamento percettivo e quindi di “contagio” di qualsivoglia patologia.
Strano, impossibile? L’avevo detto prima che noi poveri mortali non dobbiamo sapere nulla di nulla e sulla nostra salute ancor meno, quindi…
Il panico rimane il primo fattore di malattia oltre che l’unica fonte di contagio(fonte)
Se ne deduce quindi che quello che noi intendiamo come infezione, contagio, diffusione della malattia in realtà ha tutt’altra natura rispetto a quella che ci viene propinato da secoli dagli stessi untori della “peste”; la diffusione della malattia, sia essa reale o solo immaginata, è possibile solo attraverso la percezione(inconscia) dell’individuo che trovandosi in uno stato di paura/pericolo(anche inconscio) diffuso o incerto attiva le difese del corpo che sfociano nella malattia, la quale a sua volta è ben diversa da quello che ci dicono, ma non ho voglia di prolungarmi oltre, sono cose di cui ho già parlato a sufficienza.

Tornando a monte ai diabolici virus c’è quindi da non dimenticare mai la loro vera natura di residui cellulari prodotti dal corpo stesso in ogni momento ed in particolar modo nel corso di un processo biologico di ripristino definito dalla medicina ufficiale malattia, ne deriva pertanto che essi non generano malattia, soprattutto perché endogeni e quindi la loro presenza è il segnale che la malattia è in atto, non causata da loro i quali ne costituiscono solo una conseguenza.

mercoledì 11 settembre 2019

Prevenzione, malattia e salute! – Parte 3(di 3): la salute non è assenza di malattia, la salute è una scelta!

La salute non è assenza di malattia!
Oggi siamo tutti d’accordo sul fatto che la salute sia uno stile di vita fatto di buon cibo, attività fisica, assenza di stress e sane relazioni, ecc.ecc. ma io dico che tutte queste cose rendono il concetto di salute complicato quando invece ritengo si possa semplificare parecchio, anche se questo non significa che sarà più facile conseguirla; ora con calma cercherò di spiegarmi meglio. 
La salute non la puoi vedere, né diagnosticare né misurare, la salute è una percezione, uno stato d’animo, uno stato della coscienza.

La salute non è la condizione psico-fisica di assenza di una malattia, no, la salute è uno stato interiore potente di creatività ed energia che si raggiunge solo quando si è felici.
Non importa quindi se si è malati oppure essere sereni ed in pace con se stessi, la vera salute è solo e soltanto lo stato di gioia-felicità che è la nostra condizione naturale e che millenni di oppressione hanno cancellato dalle nostre menti-cuori.
La serenità, la gioia, l’amore, la spensieratezza sono la vera salute e la vera vita, tutto il resto è solo una continua lotta per raggiungere tali stati della coscienza… una lotta per la sopravvivenza. (fonte)
E' quel particolare stato della coscienza che consente di gioire dell’attimo di vita, pertanto, al contrario di ciò che si va dicendo, non è affatto facile conseguirla. Oggi ci ritroviamo immersi in un mondo costruito di proposito per tenerci lontano dalla felicità e quando ci sovviene un momento di estasi neanche lo riusciamo a scorgere, comprendere e quindi ad apprezzare che già è passato.

Tutto ciò che ci tiene lontano dalla felicità e quindi dalla salute sono le schiaccianti sovrastrutture mentali, o programmi mentali, viscidamente indotti dalla cultura in cui viviamo, dalle informazioni scolastiche, dalle notizie falsate dei media, dalle leggi assurde(tasse comprese) a cui dobbiamo ubbidire, dal lavoro lungo e ripetitivo, ecc. tutte situazioni che creano tra gli umani situazioni di vampiraggio e/o sciacallaggio energetico inconsce, contesti in cui siamo immersi in ogni attimo della giornata e da cui è praticamente impossibile fuggire.

Per sfuggire al consueto ed avvilente sistema-ambiente creato in questa evoluta civiltà(o schiavitù?) è necessario tornare verso se stessi, è necessario trovare l’essenziale nella propria vita, ricercare le cose che davvero contano e perseguirle senza affanni, capire la condizione di schiavitù mentale in cui l’essere umano è costretto a vivere quindi divincolarsi, cercando di aiutare anche altri ad uscirne; questa consapevolezza unita alla propria volontà di Vivere ci fornirà una visione distaccata del mondo che ci circonda non facendoci più coinvolgere in situazioni bio-illogiche(contrarie alla vita) e quindi la nostra serenità di fondo si trasformerà ben presto in gioia di vivere e quindi in vera salute che sarà anche contagiosa oltre a scatenare molte invidie (a causa del vampiraggio energetico non più attuabile su di noi).
la vera salute è armonia con se stessi e con ciò che ci circonda, solo questo, ma pur essendo una questione vitale l’avanzatissima medicina moderna la considera alla stregua di un semplice e blando rimedio ai mali dell’uomo e questo ha portato a risultati devastanti.
L’ignobile insensibilità della medicina moderna verso il vero benessere delle persone dovrebbe far comprendere a tutti che il suo scopo è un altro…(fonte)
Una volta raggiunto lo stato di coscienza di gioia si comprenderà in pieno che quello è il modo migliore di vivere poichè ci consente di apprezzare appieno la vita e di avviare la nostra creatività tarpata.
Hai un solo modo per non ammalarti mai è quello di 
mantenere felice il tuo "cuore". Come fare?
-Considerare di essere vivi
-Percepirsi nel presente
-Accettare ciò che accade
-Agire per un bene superiore
La felicità del cuore non solo non ti farà ammalare, 
ma non ti farà neanche “crescere”* né ti farà “morire” mai(fonte).
Quindi la salute è nella testa/cuore o se preferite uno stato di coscienza elevato anche se in quel frangente potrebbe essere in atto una malattia del corpo. Tale condizione chiaramente consentirà a qualsiasi malattia presente di completarsi in tempi brevissimi e eviterà ulteriori reazioni del fisico ai pericoli percettivi dell’essere spirituale che vi alberga.
La gente non è malata è semplicemente infelice.
In termini biologici la salute è una condizione dell’individuo che stimola la vita, lo stato dell’arte della nostra presenza in questa dimensione, a cui tutti in svariati modi cerchiamo di tendere.
La medicina è un mezzo, la salute è un fine,
ci sono moltissimi esperti(dottori) ad usare il mezzo
ai quali è stato nascosto il fine. (PS 15 su Mente Olistica blog)
Disfare tutti i luoghi comuni

martedì 10 settembre 2019

Prevenzione, malattia e salute! - Parte 2(di 3): la malattia non è un male!

La malattia non è un male!
Dovremmo per un attimo fermarci a riflettere su cosa ci è stato detto dal sistema sanitario in cui viviamo, dalle cosiddette eccelse fonti ufficiali quelle che tutto è possibile e poi di fatto nulla è fattibile… a riguardo della malattia: che è un male! Che è un errore! Che è una fatalità, ecc.; continuiamo pure a credergli e ad affidarci ad essa così la nostra vita andrà meglio, anzi a dirla tutta grazie alla medicina ufficiale viviamo meglio e non abbiamo più alcun timore delle malattie anche di quelle gravi, vero?

Va bene, ognuno continui a fare e a credere quello che lo fa star meglio, in fondo stare meglio è lo scopo primario in quest’epoca di sofferenza… ma quanto le conoscenze e le informazioni sanitarie forniteci hanno contribuito a rendere sofferente questa nostra esistenza? Come? Ci sono i tumori che uccidono e l’aids che miete vittime senza parlare delle epidemie?

Buona parte delle nostre paure sono dovute alle “conoscenze” ufficiali in termini di salute che non danno certezza alcuna sul futuro e nemmeno sul presente poichè è evidente quanto non ci sia la capacità di come affrontare le nostre malattie salvo ricorrere alle solite massacranti “cure” che potrebbero funzionare o meno, dipende… dalla fortuna!
E’ meglio capirla la malattia
prima che ci porti via,
perché quando l’avremo compresa
pian piano mollerà la presa(fonte)
Ok adesso vado al dunque.
La malattia è un problema serio solo perché è del tutto sconosciuta, anzi diciamo pure che è stata volutamente distorta pertanto viene percepita al contrario di ciò che veramente è, eppure lo si sa dalla notte dei tempi(la sua vera natura)!

-La malattia tanto per cominciare non è un male, cioè non è che il sintomo(dolore, stanchezza, ecc.) che induce sia lei, lei è altro.
I sintomi hanno l’importante funzione di segnalare alla mente conscia un processo in atto, inducono il corpo a rallentare e l’individuo al raccoglimento interiore, tutti messaggi bellamente e costantemente ignorati!

-La malattia non è ingiusta; essa viene per svolgere un lavoro(una funzione) che poi vedremo, non è pertanto casuale!

-La malattia soprattutto non è un errore del corpo, non è un’anomalia, non è una sua disfunzione, al contrario la malattia è una funzione molto importante del nostro corpo!
Se arriveremo un giorno a far nostro anche solo quest’ultimo concetto risulterà chiaro che una funzione del corpo non arriva per farci del male, ma per farci del bene, ma quale bene?
Quando la mente(inconscia) non vuole
fare qualcosa il corpo si ammala.
Il tipo di malattia dipende da cosa non vuole fare,
la sua gravità da quanto non lo vuole fare(fonte).
Per capire la funzione della malattia è necessario comprendere la sua genesi, l’eziologia del tutto sconosciuta alla mirabolante scienza medica odierna che pertanto cura le malattie alla cieca, senza la benché minima idea di cosa le ha generate, tanto alla medicina, come dice il nome, non annovera la salute, ma pensa solo a medicare(curare con farmaci), bloccare i sintomi momentaneamente e ripetere l’operazione magari per sempre conseguendo guadagni impensabili.
L’origine della malattia, il cui nome è già di per sé sbagliato infatti alcuni la chiamano benattia altri ortopatia(giusto male), era ben conosciuta nei tempi antichi e soprattutto nelle culture orientali, essa risiede nell’inconscio, o se volete nell’anima, ma volendo usare termini più tecnico-scientifici nella percezione biologica.
La percezione biologica è quella percezione dell’essere nella sua totalità di corpo, mente e spirito che è necessaria alla vita, alla sua prosecuzione. Quando la percezione biologica del corpo acquisisce un segnale di pericolo di qualsiasi genere ed entità si attiva un processo biologico di sopravvivenza la cui fase finale, cioè quella sintomatica, noi chiamiamo malattia.
In verità la malattia non è solo il sintomo, essa inizia molto prima a nostra insaputa quando si percepisce un pericolo, induce delle modificazioni nel corpo ed al termine della situazione incresciosa avvia la normalizzazione degli organi e tessuti alterati. Questa fase di normalizzazione comporta tutti i sintomi di vario genere ed entità chiamati in gergo malattia e considerata come un brutto male da abbattere mentre invece costituisce il segno inequivocabile di un’azione di riequilibrio psico-fisico dell’essere.
Se noi vivessimo sempre in uno stato di beatitudine la malattia non avrebbe motivo di venirci a trovare in quanto alcun pericolo dovrebbe essere superato, ma oggi purtroppo di pericoli ne dobbiamo superare anche diverse migliaia al giorno e quelli più ostici sfociano nella malattia sintomatica.
E’ ormai largamente riconosciuto il fatto che gli stati emotivi causano malattie tuttavia pare che la medicina ufficiale non ne voglia sentir parlare, le ricerche medico scientifiche non si possono abbassare a simili congetture in quanto non portano riscontri inconfutabili, come se… studi che non essendo facilmente riportabili in termini diagnostici vengono rigettati senza appello! In realtà ci sono validi riscontri scientifici a sostegno di tali percorsi di salute alternativa, ma comunque non vengono presi in considerazione in quanto non solo non portano alcun profitto, riducendolo del 90%, ma consentono ai pazienti, non più clienti, di vivere sereni, quindi liberi dal cappio della paura che oggi è diffusamente utilizzata per spacciare farmaci, esami ed interventi inutili(fonte).
Per intenderci i pericoli in cui oggi l’individuo incorre sono diversi da quelli del lontano passato in cui era necessario salvarsi la vita da predatori o altro, oggi il pericolo è rappresentato ad esempio da bollette troppo alte che mettono in crisi il bilancio familiare, dal/dalla collega che rende la vita difficile in ufficio, dal giudizio implacabile altrui, dal litigio continuo col partner, dall’incomprensione da/verso i figli, ecc. ecc. insomma tutte cose che in realtà con la biologia(logica della vita) non c’entrano poi tanto ma che la nostra mente scambia per altrettanto pericolose e quindi attiva il corpo per il loro superamento come se fosse un pericolo reale.
Viviamo in un costante stato di pericolo inconscio
e il corpo è costantemente impegnato a superarlo.
Tornando a parlare delle percezione biologica di pericolo c’è da dire che in relazione al pericolo vissuto e alla sua gravità si attiveranno delle funzioni del corpo che sono le seguenti: accelerazione, blocco, crescita o decrescita(ulcera-lisi).
Le immaginarie, insensate ed incessanti lotte nella nostra mente non ci lasciano il tempo di sentire l’altra nostra voce, quella più profonda che ci richiama verso noi stessi… un continuo rimuginare che attiva la risposta biologica del corpo(malattia) in una continua recidiva(cronicità) per superare un pericolo solo immaginato.
Tali azioni indotte nel corpo dalla mente inconscia inducono un organo-tessuto a modificare la sua azione o addirittura il suo stesso stato fisico(es. aumento cellulare-tumore) per fronteggiare la situazione. L’esempio più classico per far comprendere la vicenda è quello della patologia polmonare, quando l’individuo si sente in pericolo di vita reale si attiva l’accelerazione dei battiti cardiaci e l’ossigenazione del sangue da parte dei polmoni diventa notevolmente accelerata, se tuttavia con tale accorgimento il pericolo non venga superato e persista il corpo induce una creazione di nuove cellule polmonari per far fronte ad una ossigenazione ancora maggiore e queste cellule polmonari cresceranno fino al superamento del pericolo per fornire il giusto apporto di ossigeno al corpo. Questa situazione che detta in questo modo appare logica ed affatto insolita è invece “marchiata” col nome di cancro-tumore e quindi induce una paura talmente grande da non consentire di comprenderla e questo a sua volta la aggraverà ulteriormente per la succitata paura di morire.
La malattia è percezione, la malattia è guarigione,
ma in questo mondo marcio se ne sei consapevole potresti andare in prigione.(fonte)
La situazione in questi casi è particolare in quanto se eliminiamo chirurgicamente le nuove cellule polmonari(non chiamiamole cancro che non vuol dire un bel niente) senza aver eliminato la paura di morire dell’individuo tali cellule continueranno a ricrearsi anche in presenza di chemioterapia anzi se la paura aumenta potrebbero accrescere la velocità di creazione e i dottori ci direbbero che il cancro è maligno-aggressivo non facendo altro che aggravare la situazione in virtù di ulteriori paure. Le cellule tumorali del polmone cesseranno di proliferare al cessare della paura di morire e purtroppo dalla diagnosi sino all’espletamento dei protocolli di controllo che durano 5-10 anni tale paura è difficile superarla in quanto nessuno ci fornisce gli strumenti conoscitivi per farlo. Quindi si tratta di una situazione che alimenta continuamente se stessa e che può essere interrotta solo da uno stato interiore di calma che solo in pochi riescono a trovare in certe circostanze.
L’unico vero interruttore che avvia la malattia è la paura. Dove c’è la paura non ci siamo più noi, smettiamo di essere noi stessi e questo determina un profondo disequilibrio psico fisico spirituale che deve essere superato.

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