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sabato 1 settembre 2018

Svegliati schiavo!

Signor schiavo, la prego, si svegli!

Il lavoro è il più grande affronto che l’umanità abbia commesso contro se stessa e anche la più grande umiliazione subita

Questo sistema sociale, il capitalismo, è fondato sul lavoro: ha creato una classe di uomini che devono lavorare e una classe di uomini che non lavorano. I lavoratori sono costretti a lavorare, se non vogliono morire di fame. “Chi non lavora non mangia”, sostengono i ricchi, i quali del resto pretendono che anche calcolare e accumulare i propri profitti significhi lavorare.
Ci sono disoccupati e nullafacenti. Se i primi sono senza lavoro e non possono farci niente, i secondi non lavorano e basta, perché sono gli sfruttatori che vivono del lavoro dei lavoratori. I disoccupati sono lavoratori a cui non è permesso di lavorare, perché non se ne può ricavare profitto.
I proprietari dell’apparato di produzione hanno stabilito il tempo del lavoro, hanno costruito delle officine e ordinato a cosa e come i lavoratori devono lavorare. Questi ricevono quanto basta per non morire di fame, e sono a malapena in grado di dare da mangiare ai propri figli nei loro primi anni. Poi questi ragazzi vengono istruiti a scuola quel tanto che serve per potere andare a loro volta a lavorare. Anche i ricchi mandano i loro figli a scuola, ma perché sappiano anche loro come dirigere i lavoratori!

Il lavoro è una grande maledizione. Il prodotto di uomini senza spirito e senza anima. Per far lavorare gli altri a proprio profitto, bisogna mancare di personalità, di coscienza e per lavorare, pure bisogna mancare di personalità: bisogna strisciare, trafficare, tradire, ingannare e falsificare.
Per il ricco nullafacente il lavoro (dei lavoratori) è il mezzo per procurarsi una vita facile. Per i lavoratori è un peso, una cattiva sorte imposta fin dalla nascita, che impedisce loro di vivere decentemente.
Quando smetteremo di lavorare, per noi inizierà infine la vita. Il lavoro è nemico della vita. Un buon lavoratore è una bestia da soma dalle zampe incallite e con uno sguardo abbrutito e spento. Ma quando l’uomo diventerà cosciente della vita, acquisirà consapevolezza, non lavorerà mai più.

Io non pretendo che occorra semplicemente lasciare il proprio padrone domani e vedere poi come riuscire a mangiare senza lavorare, nella convinzione che inizi la vita. È già una disgrazia essere costretti a vivere nella miseria… la mancanza di lavoro porta nella maggior parte dei casi a vivere alle spalle dei compagni che lavorano. Se sei capace di guadagnarti da vivere saccheggiando e rubando, come dicono i cittadini onesti, senza farti sfruttare da un padrone, ebbene, vai; ma non credere che con ciò la grande questione sia risolta.

Il lavoro è un male sociale. Questa società è nemica della vita ed è solo distruggendola, e distruggendo poi tutte le società del lavoro che seguiranno, ovvero facendo rivoluzione su rivoluzione, che il lavoro sparirà. È solo allora che verrà la vita – la vita piena e ricca – nella quale ognuno sarà portato dai suoi puri istinti a creare. Allora, attraverso il proprio movimento, ogni uomo sarà creatore e produrrà unicamente ciò che è bello e buono e quel che è necessario.
Allora non ci saranno più uomini-lavoratori, allora ognuno sarà solo “Uomo”. E per bisogno vitale umano, per necessità interiore, all’interno di rapporti ragionevoli, ognuno creerà in maniera inesauribile ciò che risponde ai bisogni vitali. Allora non ci sarà altro che la vita – una vita grandiosa, pura e cosmica – e la passione creatrice costituirà la più grande felicità della vita umana senza costrizioni, una vita in cui non saremo più incatenati dalla fame o da un salario, dal tempo o dall’ambiente, e dove non saremo più sfruttati da parassiti.

Creare è una gioia intensa, lavorare è una sofferenza intensa. Con i rapporti sociali criminali attuali, non è possibile creare. Ogni lavoro è criminale. 

giovedì 25 gennaio 2018

I giornali affermano che i VACCINI sono INEFFICACI!!! Ma va? S'indagherà?


VACCINI: Efficienti solo per le casse dell’industria farmaceutica!!
Sui giornali una volta tanto la verità ha la meglio. E’ risaputo che spesso chi fa il vaccino antinfluenzale, l’influenza la prende comunque come da testimonianze dirette di familiari/conoscenti.

 
 





mercoledì 3 gennaio 2018

Una transazione Bitcoin consuma quanto il tuo appartamento in una settimana

Una transazione Bitcoin consuma quanto il tuo appartamento in una settimana
È giunto davvero il momento di farsi delle domande sulla sostenibilità di questa tecnologia.

L'incredibile innalzamento del prezzo dei Bitcoin a oltre 7.000 dollari ha fatto crescere dappertutto il consumo di energia, perché sempre più persone utilizzano i loro computer per minare la criptovaluta.

Un indice dell'analista Alex de Vries, aka Digiconomist, stima che per come sono i prezzi ora i miner di Bitcoin utilizzeranno oltre 24 terawatt-ora di elettricità all'anno (mentre fanno a gara per risolvere dei puzzle crittografici sempre più complessi al fine di "minare" sempre di più). Questo quantitativo di energia corrisponde al consumo annuo di tutta la Nigeria, un paese con 186 milioni di abitanti.

Questa media deriva dalla gigantesca quantità di energia di 215 kilowatt-hours (KWh) necessaria per ogni transazione (ci sono circa 300.000 transazioni al giorno).

Considerato che il consumo domestico medio in America è 901 KWh al mese, un versamento in Bitcoin corrisponde al quantitativo di energia necessario per mantenere una casa, con tutti i suoi elettrodomestici, per una settimana circa. Su larga scala, l'indice di De Vrie mostra che i miner di Bitcoin potrebbero usare abbastanza elettricità per mantenere circa 2,26 milioni di case americane.

Esprimere l'energia utilizzata dai Bitcoin considerando la singola transazione è piuttosto utile. Bitcoin usa x energia in totale, e questa assicura oltre 300k transazioni al giorno. Quindi l'unità di misura mostra il valore che utilizziamo per tutta quell'elettricità di cui la transazione verificata (e la nostra fiducia in essa) è il prodotto finale.

Vale la pena porci delle domande a proposito dell'impatto ecologico dei Bitcoin.
Articolo completo alla fonte: https://motherboard.vice.com/it/article/xwavxn/una-transazione-bitcoin-consuma-quanto-il-tuo-appartamento-in-una-settimana

giovedì 23 novembre 2017

Boicotta il Black Friday, scegli il verde!

Il grande giorno si avvicina: il Black Friday. Venghino signori venghino che qui si vende tutto, si compra tutto, si spende tutto!

Il venerdì nero, lo chiamano. Ma non pensate che si tratti dell’ennesimo sciopero dei mezzi pubblici metropolitani. Magari fosse quello. Si tratta invece del giorno dello shopping sfrenato. Un’usanza che – chi l’avrebbe mai detto?! – arriva direttamente dagli Stati Uniti: il regno per eccellenza del consumismo bulimico.

Cosa prevede il Black Friday è presto detto: incredibili sconti, offerte speciali, gara all’acquisto e, ovviamente, montagne di soldi spesi per lo più in grandi negozi e siti di e-commerce, aperti 24 ore su 24, riforniti di qualsiasi merce… una festa, insomma, per le multinazionali e i mega centri commerciali, reali e virtuali.
Un po’ meno per i piccoli produttori.
Un castigo per tanti lavoratori.
Un raggiro per i consumatori.
Una condanna per il pianeta.

Non potevano scegliere nome migliore, in effetti: BlackFriday. Nero.

Nero come il petrolio che verrà sprecato tra plastiche e packaging. Ogni anno finiscono in mare 12 milioni di tonnellate di plastica per lo più usa e getta e imballaggi. L’anno scorso in questo giorno sono stati fatti in media 12 acquisti al secondo solo su Amazon. Provate solo a immaginare quante confezioni sono state utilizzate e quanta spazzatura è finita in mare. e quanta ne finirà ancora…
Nero come il fumo che sovrasterà le nostre città intasate da fattorini e corrieri. Secondo il rapporto ‘An integrated perspective on the future of mobility’, redatto da McKinsey e Bloomberg New Energy Finance, a Londra i corrieri rappresentano il 10% del traffico veicolare ma sono responsabili del 30% delle emissioni di CO2 e di ossido di azoto, mentre a Pechino i furgoni commerciali sono il 15% del traffico e generano addirittura il 70% dello smog. L’anno scorso in Italia è stato superato il milione di ordini. Pensate a quanti corrieri sono serviti per smistarli… Intanto in Europa si contano i morti per smog e inquinamento: 467mila l’anno, per la precisione.

Nero come le condizioni del lavoro che vi si nasconde dietro. A che ritmi lavorano i dipendenti di Amazon ormai è cosa nota. Ma di lati oscuri inerenti le produzioni di grandi marchi ce ne sono molti. Per esempio quelli svelati da Abiti Puliti e Change your Shoes in un’inchiesta che svela come grandi marchi di moda – tra cui Tod’s, GEOX e Prada – siano molto lontani dal rispettare i diritti umani e sindacali degli operai che confezionano le loro merci. Nella moda come altrove: relazioni inique, sfruttamento e violazione dei diritti sono causa di una crescente sproporzione tra prezzi e valore reale dei beni. E chi ci guadagna è sempre il marchio che si appropria di oltre il 60% del prezzo finale, lasciando le briciole agli altri attori della catena di fornitura.
Nero come la morte di tante piccole imprese. L’impossibilità di competere con scontistiche e marketing sfrenato, orario continuato e magazzino smisurato, ha costretto tantissime piccole e medie imprese a chiudere. Basti pensare che in Italia nello stesso tempo in cui l’e-commerce ha macinato un più 10% di fatturato circa 300 piccole librerie hanno chiuso bottega.

Nero come l’umore di chi dopo l’ennesimo acquisto compulsivo si ritrova ancora più triste. Lo shopping compulsivo e la dipendenza all’acquisto sono ormai patologie tristemente diffusa e riconosciute. Ma anche se non si toccano questi livelli il comprare, che spesso ci viene dipinto come momento di relax e divertimento, nasconde tutt’altro. Il piacere è effimero e la gioia dell’acquisto viene subito superata da una nuova insoddisfazione, dalla smania di comprare di nuovo. È il mercato bellezza! Verrebbe da dire. È la pubblicità, il marketing e i decenni di strategie commerciali affinate e sperimentate che parlano. Che ci sussurrano di spendere ancora. Oggi soprattutto!
Nero come il buco nero in cui finiranno tutte queste compere.
Nero come il nulla in cui stiamo andando a sbattere.
Nero come l’oblio di ciò che davvero conta.
Nero, nero, nero!

E allora perché non rispondere col verde?
Il verde di una passeggiata all’aperto in un parco.
Il verde di un disegno a matita. Il verde di una cicoria ripassata!
Il verde di un venerdì passato in compagnia di chi si ama.
Il verde della natura.
Il verde dei soldi risparmiati e del tempo guadagnato!
Il verde speranza, che oggi ci siano più persone pronte a sorridere di quel che già hanno, piuttosto che comprare ciò che non gli serve.

Un giorno in cui essere liberi dai bisogni indotti, dal consumo fine a sé stesso, dagli sprechi e da questa sudditanza all’avere, tutto e sempre
Un grandissimo Pepe Mujica insegna che quando compriamo, quello che stiamo sprecando è tempo di vita, perché quando io compro qualcosa non lo faccio con il denaro ma con il tempo di vita che ho dovuto utilizzare per guadagnare quel denaro.
Venerdì riprendiamoci il nostro tempo e dipingiamolo di verde. Che di nero ce n’è già abbastanza.


mercoledì 22 novembre 2017

10 consigli per riprogrammare il cervello e uscire da Matrix

10 consigli per riprogrammare il cervello e uscire da Matrix

C’è un modo per riprogrammare il cervello e uscire da Matrix, il condizionamento sociale?

Pensa al modo in cui la maggior parte delle persone vive…
Ci si sveglia la mattina più o meno sempre alla stessa ora, ci si veste, si va a lavorare, si torna a casa 8 ore più tardi (se va bene), si guarda la TV e poi a nanna, per ripetere l’indomani la stessa routine chissà per quanti anni.

In molti considerano questo tipo di vivere come normale e salutare, ma se ti fermi e ci pensi bene non è poi così tanto salutare
E’ davvero questo vivere oppure è solo una programmazione mentale e stiamo sprecando tempo?
Le abitudini, le tradizioni e tutti i milioni sistemi di credenze ci hanno trasformati in automi senza cervello che non godono abbastanza della vita. Questa programmazione, tuttavia, può essere scardinata, rendendoci consapevoli di ciò in primis e scegliendo di cambiare poi.
Riprogrammare il Cervello è Possibile:
Qui di seguito trovi 10 suggerimenti che ti aiuteranno a riprogrammare il cervello e sfuggire alla matrice (MATRIX) in cui probabilmente sei intrappolato dal giorno della tua nascita:

1. Liberati dalle catene della religione

Dogmatica! La religione impone alla gente cosa credere e a cosa non credere, ciò che è buono e ciò che è male, ciò che è giusto e cosa è sbagliato. Così la religione impedisce alle persone di usare il proprio pensiero critico, la ricerca della verità (spiritualità) e raggiungere le proprie conclusioni.
Il risultato? Guerre e sofferenza da 2000 anni. Se desideri recuperare la tua individualità, inizia la tua personale ricerca della verità da zero e dentro di te.

2. BASTA dare potere a un’autorità

Ci è sempre stato detto di affidarci di quello e di quello ma mai nessuno ci ha insegnato ad affidarci di noi stessi. Cresciamo delegando la nostra felicità a chi ha più potere. Facciamo ciò che l’autorità ci dice di fare, votiamo politici che oltre a mentire sono anche loro stessi marionette manovrate molto molto bene da altre autorità più grandi.
Se vuoi davvero iniziare a riprogrammare il cervello e creare un cambiamento positivo nella tua vita e nel mondo, hai bisogno di smettere di dare il potere a pochi e assurdamente ritenerli responsabili per la tua vita e invece iniziare a prenderti la responsabilità del tuo destino, della tua storia, della tua vita.

3. Informati sul sistema economico attuale

Il denaro è creato dal debito, creando così l’illusione della scarsità di risorse. Questo costringe le persone a competere sul mercato e a lavorare come schiavi salariati. Ciò si traduce inevitabilmente nella tremenda sofferenza e nel conflitto sociale che prevale in tutto il mondo.
Inoltre, il nostro sistema economico richiede alle persone di consumare senza fine in modo che il denaro continui a circolare, portandoci così a comprare continuamente cose che non ci servono
Se non ti piace questo tipo di vita e desideri creare un cambiamento positivo nella tua vita e nel mondo approfondisci questo discorso educando te stesso a risorse alternative, e educare te stesso su alternative e ambientalmente sostenibili.

4. Staccati dal materialismo

Si ritiene che il denaro possa comprare tutto quello che serve e portare la felicità nella nostra vita. Ciò di cui abbiamo bisogno (oltre ovviamente a soddisfare bisogni come la sicurezza, l’alimentazione, ecc. che richiedono denaro) non sono né beni né servizi ma l’amore, l’amicizia e la creatività.
Vuoi riprogrammare il cervello? Investi del tempo per coltivare l’Amore dentro te stesso, per coltivare l’abbondanza nel tuo cuore e l’abbondanza riempirà la tua vita.

5. Sii consapevole di ciò che immetti nel tuo corpo

Mangi salutare o mangi male? Mangiamo cibi pieni di zuccheri, conservanti e chi più ne ha più ne metta. Non mi soffermerò molto su questo punto. Siamo ciò che pensiamo? Sì. Siamo ciò che proviamo? Sì. Siamo ciò che mangiamo? Ancora sì…

6. Segli con saggezza le tue fonti di notizie

Se da oggi in poi scegli di evitare i telegiornali farai l’affare migliore della tua vita. Miliardi di bit di spazzatura, paura in meno nel tuo cervello.
Riprogrammare il cervello significa anche scegliere cosa immettere al suo interno.
Non farti problemi, tanto se succede qualcosa di grosso lo sai comunque in meno di 5 minuti da un’altra persona.
Leggi, formati, sperimenta. Cerca il bello intorno a te

7. Leggi, leggi, leggi

Ci sono stati molti saggi nel tempo che hanno scritto i loro pensieri sui problemi della vita (e come possono essere superati). Ci sono state molte persone che hanno criticato il funzionamento della società e ci hanno offerto e ci offrono tuttora le loro intuizioni su come possiamo contribuire a creare un mondo più bello. I libri possono essere immensamente utili per aprire gli occhi e migliorare la qualità della tua vita. Leggili con cuore e con mentalità aperta.

8. Fuggi dal gregge

Tu sei un essere straordinariamente speciale, talentuoso, sei un essere unico e irripetibile. Purtroppo la società ha soppresso la nostra individualità fin dal giorno in cui siamo nati. Siamo stati programmati a dubitare di noi stessi e a fare in modo che ci consideriamo tali e quali agli altri. Da oggi staccati dal pecorame, chiediti cosa sai fare e migliorati migliorando gli altri. Ascolta la tua voce interiore e vivi davvero la vita che vuoi vivere!

9. Esprimi la Tua Creatività

Un ottimo modo per riprogrammare il cervello è quello di concentrare la tua attenzione sulla creatività, ci sono molti modi per farlo. Siamo tutti nati creativi, ma piano piano la nostra creatività è stata soppressa così tanto che abbiamo quasi dimenticato che siamo esseri creativi. Ricordi quando eri bambino?! Essere creativi significa pensare fuori dagli schemi e vedere la vita da prospettive diverse. Renditi conto che tutto ciò che esiste prima è stato un’idea…. Pensaci.

10. Sviluppa consapevolezza

L’ultimo consiglio che voglio darti è quello di imparare l’arte del vivere nel momento presente. Quando sei consapevole del qui e ora non sei una vittima del tuo passato e non sei vittima della preoccupazione del futuro. Ci sono molte tecniche di meditazione là fuori che possono aiutarti a diventare consapevole. Inizia ora non aspettare!
Fonte: blogpositivo.it

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venerdì 3 novembre 2017

I NOVE “COMANDAMENTI” PER VIVERE IN UN MONDO DIFFICILE

I NOVE “COMANDAMENTI” PER VIVERE IN UN MONDO DIFFICILE
In un mondo pieno di incertezze possiamo pur tuttavia avere alcune certezze, e cioè che le strutture portanti di questo mondo non vanno affatto bene. La cosa sembrerebbe ovvia e scontata ma in realtà non lo è affatto dal momento che queste strutture sono prima di tutto delle strutture di pensiero nelle quali le masse si identificano, poiché ad esse condizionate sin dalla nascita e dalla loro omnipervasiva presenza nella Vita di tutti i giorni, ragion per cui riuscire a metterle autenticamente in discussione non è affatto scontato come invece dovrebbe.
In ogni caso raggiungere una vera e profonda consapevolezza in tal senso è fondamentale, per poi decidere senza “se” e senza “ma” che vivere facendone a meno (di queste strutture), è l’unica strada percorribile verso una libertà autentica come esseri umani nel nostro breve tratto di esistenza su questo pianeta. Mi pare qualcosa per cui vale la pena spendersi.

Vivendo in un mondo complesso ci pare che la Vita e i suoi meccanismi debbano esserlo altrettanto. In realtà la Vita e i suoi meccanismi naturali, pur essendo complessi, scorrono con armonia e fluidità estrema. Ciò che non fluisce per niente, ciò che non è affatto armonico, è la Matrix che ha fagocitato le nostre esistenze, che ci ha rubato la Vita e nella quale purtroppo ci troviamo ad abitare. Di conseguenza dobbiamo fare molta attenzione consapevole a questa Matrix ed alle sue strutture portanti e fare in modo di evitarle. La cosa non è facile ma è possibile. Non è per tutti, ma solo per chi decide di assumersi pienamente la responsabilità della propria Vita. Ricorda sempre che tu che mi leggi non sei tutti ma sei Tu, un individuo unico, speciale e irripetibile.

Nell’era di trasformazione forzata (perché pianificata) che stiamo vivendo, il mondo a cui eravamo abituati ci scivola tra le dita, ci sfugge, e i parametri di riferimento a cui eravamo abituati vengono a mancarci. In questo mondo di caos “ordinato” (sempre perché pianificato) dunque, un mondo in cui appunto non sembrano esserci punti fermi, ne possiamo invece individuare alcuni che non sono fermi ma addirittura scolpiti nella pietra. Questi punti che esporrò brevemente a seguire, vanno assolutamente capiti e soprattutto interiorizzati, perché qualunque deviazione da questa realtà, da questa piena presa di coscienza, non farà altro che allontanarci dalla possibilità di creare un altro modo di vivere che è invece nella possibilità di ognuno di noi, e soprattutto che lo è a partire da adesso. Si tratta essenzialmente di cambiare i nostri schemi di pensiero e tutte le pseudo-certezze a cui siamo abituati. Questo cambiamento, lo ripeto, è possibile e lo è da subito, da adesso.
Una volta compresi e soprattutto interiorizzati, questi punti (“i nove comandamenti”) vanno poi applicati con consapevolezza, fermezza, costanza, determinazione, e anche con un po’ di leggerezza che non guasta mai. Procederò in maniera breve e schematica, ma sufficientemente chiara ed esaustiva per chi vuol capire (ovvero, per chi è pronto a voler capire):

1) L’intero sistema monetario-bancario-finanziario è una colossale truffa ai danni delle popolazioni. Dunque meno si traffica, e di conseguenza ci si preoccupa, del denaro, meglio si sta. Occorre smetterla di preoccuparsi del denaro, lasciarlo andare; se non ce l’avete non ve lo possono chiedere. Anche l’ideologia della crescita economica è un’altra grande truffa, oltre che una emerita presa per il culo.
L’unica economia che può avere un senso è quella basata sulla produzione e scambio di servizi/oggetti indispensabili alla nostra Vita. Ergo, per quanto vi è possibile, ma il più possibile, lasciate perdere soldi, pseudo-certezze materiali di ogni genere, possessi, l’idea di guadagnare. Non si può criticare l’economia da un lato e poi sperare che ci sia la “ripresa” dall’altro perché in fondo al nostro cuore (e soprattutto alla nostra testa) abbiamo paura che venga meno questo mondo a cui siamo abituati. Solo se lasciamo andare possiamo guadagnare ciò che conta veramente: la nostra Vita. E lasciare andare significa lasciare andare prima di tutto le paure con cui (con)viviamo e che il Sistema non fa altro che ingigantire a dismisura per tenervi schiavi. Il primo comandamento è dunque: lasciate andare e vivete senza paura.

2) Di conseguenza a quanto esposto al punto 1, è opportuno lavorare il meno possibile, solamente l’indispensabile, ciò che ci è strettamente necessario per vivere. Il lavoro abbruttisce l’uomo (basta vedere come ci siamo ridotti) e non lo nobilita affatto come si diceva una volta. Bisogna vivere con meno e questa cosa non è un sacrificio ma il suo contrario, perché meno è più. Certamente è necessario fare delle cose per vivere, ma questo non significa affatto lavorare inserito nel Sistema con tutte le paure annesse che questo ti mette addosso (tipo la pensione, che in ogni caso a breve verrà cancellata definitivamente con buona pace di chi ancora continua a crederci ed a sacrificargli questa sola Esistenza che ha) per poi passare il cosiddetto tempo libero a comprare idiozie di ogni genere di cui non abbiamo alcun bisogno. E’ importantissimo per contro vivere nell’adesso, senza troppi programmi per il futuro, e riscoprendo il valore dei rapporti umani (mutuo aiuto e collaborazione anziché quella competitività che il Sistema impone) e del mondo vivo (la Natura, anche se ce n’è sempre meno). Questo è il secondo comandamento.

3) L’intero sistema di produzione alimentare è altrettanto una colossale truffa. Il sistema alimentare è pensato e realizzato scientemente per farvi stare male e non bene. Anche una mente semplice come quella di chi passa ore ed ore ad inzupparsi il cervello tra tv e social network, è tutto sommato in grado di comprendere che un cibo che per legge viene venduto pieno zeppo di additivi chimici, veleni, pesticidi, ogm, ormoni e chi-più-ne-ha-più-ne-metta, non può che farci ammalare. Ci pare normale andare a fare la spesa al supermercato e comprare roba confezionata e piena di veleni vari “per legge”: non lo è. Qualunque cibo venduto dal Sistema alimentare tradizionale è veleno allo stato puro, svuotato per di più, e non potrebbe essere altrimenti, di qualunque proprietà nutritiva. Aggiungiamo pure che i tre grandi gruppi del controllo alimentare (perché di questo si tratta), ovvero Monsanto, Cargill e Nestlé (il cui slogan è “good food, good life”. Un bel coraggio davvero), detengono il 90% del mercato mondiale alimentare (oltre a quello sementifero attraverso aziende satellite controllate), e aggiungiamo anche che le suddette multinazionali (unitamente ad altre ovviamente) spingono a manetta per la produzione OGM e il quadro dovrebbe essere abbastanza chiaro. Il Sistema alimentare è lì per farvi stare male e non bene. Bisogna avere profonda consapevolezza di questa cosa e smetterla di alimentarvi come quei poveri animali (che magari vi mangiate anche) che sono ingozzati a forza di veleni, antibiotici, ormoni, con la differenza che a voi non vi forza nessuno perché la pistola alla tempia per andare al supermercato ancora non ve l’hanno puntata. A parte altre considerazioni sull’alimentazione (forse sarebbe il caso di tornare gradatamente alla nostra alimentazione naturale che è quella a base frugivoro/crudista), considerazioni che però esulano dal contesto di questo articolo, mi sento pur tuttavia di aggiungere che è bene smettere di essere ossessionati dal cibo a cui si dà molta più importanza di quella che effettivamente riveste. Insomma, avere con il cibo un rapporto più sereno e rilassato e non pensarci in ogni momento come sfogo e/o gratifica delle nostre frustrazioni. Comunque il terzo comandamento è che il sistema alimentare è lì per farvi ammalare. Statene lontani il più possibile.

giovedì 2 novembre 2017

Il denaro al servizio dell'umanità

Il denaro al servizio dell'umanità

Non potete vivere un giorno perfetto senza fare qualcosa per qualcuno che non sarà mai in grado di ripagarvi. -John Robert Wooden, allenatore di pallacanestro

Le scelte che fate tutti i giorni – specialmente se siete genitori, educatori, coach, manager – producono conseguenze non solo su voi stessi, ma generano impatti su molti altri individui e talvolta addirittura su intere collettività, anche se in larga parte dei casi non siete consapevoli di tali conseguenze.

Quando accettate le modalità di pensiero mainstream (il pensiero condizionato dei media e della massa), anziché sostenere un modo di pensare differente, vi prendete la re- sponsabilità di trattenere in uno stato di sonno tutti coloro che vi circondano, in particolare i più giovani, che invece avrebbe fame di un nuovo modo di intendere la realtà, dove ricchezza e povertà assumono significati differenti.

La povertà non è un valore. La povertà è una condizione di cui vergognarsi e alla quale mettere riparo immediatamente. Ovviamente sto parlando di una vergogna costruttiva, che vi costringe a una reazione coraggiosa.
L’uomo moderno non si vergogna più della sua povertà, anzi, la mette in mostra quasi fosse un principio morale di cui vantarsi, aiutato in questo dai discorsi di papa Francesco. Il povero viene esibito e compatito in televisione all’interno di trasmissioni che hanno la pretesa di illustrare “la difficile realtà di oggi”. L’intervistatore gioca sul senso di colpa dello spettatore, inviando un insidioso messaggio subliminale: “Il povero non è povero perché sta sbagliando qualcosa nell’interpretazione della realtà, ma è povero perché una società ingiusta – di cui tu, spettatore, fai parte – lo tiene nella povertà.”

Io non appartengo alla categoria dei motivatori, non sono un esperto di “legge di attrazione” né mi occupo di coaching; il mio scopo infatti non è il denaro e non voglio che lo sia per voi. In questo libro non vi insegnerò a vendere di più, ad essere competitivi o a inseguire i soldi. Vi darò i mezzi per trasformarvi, affinché i soldi arrivino a voi senza che dobbiate inseguirli, come conseguenza spontanea del vostro radicale cambiamento.
Avendo realizzato già da tempo che solo il Sé – l’essenza profonda dell’essere umano – è reale, mentre tutto il resto fa parte di un’illusione olografica, il mio autentico scopo è portare altri alla medesima realizzazione, qualunque sia l’argomento che tratto nei miei scritti. Un uomo che sa chi è, è un uomo invincibile e di successo.

La ricchezza è unicamente la conseguenza dell’aver ottenuto delle progressive espansioni di coscienza. Nella misura in cui, giorno dopo giorno, vi identificherete sempre di più con il vostro autentico Sé e aprirete il vostro Cuore alla vita, il cambiamento di coscienza che avverrà in voi sarà di natura tale per cui risolverete in maniera definitiva le vostre difficoltà col denaro e otterrete tutti i soldi che vi occorrono per portare avanti i vostri progetti, ma... soprattutto... scoprirete finalmente quali sono questi progetti.

I tempi in cui colui che si realizza spiritualmente vive su una montagna, vestito unicamente di un perizoma e bevendo una scodella di latte al giorno – nello stile di Ramana Maharshi – sono estinti per sempre.
Chi si realizza oggi vive in città, usa lo smartphone e porta avanti progetti di successo, finanziati grazie al denaro. La libertà non riguarda il luogo in cui viviamo, come ci vestiamo o il mestiere che svolgiamo, bensì lo stato di coscienza in cui siamo.

Io vi parlo della possibilità di essere un cittadino per bene, libero, ricco, al servizio dell’umanità e spiritualmente realizzato.
Negli ultimi anni, affrontare la questione dei soldi ha smesso di essere una scelta individuale per trasformarsi in un’urgenza sociale che coinvolge sempre più persone. Prima o poi tutti dovranno confrontarsi con la loro concezione di ricchezza e, volenti o nolenti, saranno chiamati a modificarla radicalmente... se vorranno sopravvivere. La crisi che incombe da anni sulla nostra economia – e che è ben lungi dal volgere al termine – svolge esattamente questa funzione: svegliare con un calcio nel sedere chi si era addormentato all’interno d’un lavoro stipendiato, chi si sentiva al sicuro alla guida della sua aziendina di successo o chi pensava di avere diritto a un lavoro solo per essersi laureato.

Non è infatti ammissibile che una società civile continui a sostenere una concezione della ricchezza che include il senso del possesso, la competitività e la paura di perdere denaro. Proprio affinché tale vecchia visione possa essere finalmente messa da parte, l’esistenza sta mettendo in atto la “crisi perfetta”, un piano che pare studiato a tavo- lino con lo scopo di portare i cittadini a perdere progressivamente tutto ciò che hanno e diventare sempre più dipendenti dallo Stato.

Chi uscirà dalla crisi sarà un uomo nuovo, libero, con una nuova visione del denaro e della vita in generale; gli altri... semplicemente non usciranno dalla crisi.

Il successo economico, in particolare in Italia – e ancor di più negli ambienti della spiritualità – sovente viene visto come un obiettivo indegno, ignobile, se non addirittura moralmente riprovevole. Ciò è dovuto principalmente alla cultura religiosa, che nei secoli ha condotto milioni di persone a credere che spirito e denaro non potessero coabitare nello stesso individuo
Se posso essere d’accordo sul fatto che l’attaccamento al denaro abbia origini “diaboliche”, non sono d’accordo sul fatto che il denaro di per sé rappresenti qualcosa di diabolico, essendo il denaro unicamente l’espressione di un’energia che sta a noi utilizzare in maniera corretta.
Con il fuoco potete scaldare o bruciare, lo stesso potete fare con il denaro.
S. Brizzi

giovedì 31 agosto 2017

I sintomi dell’ego spirituale

I sintomi dell’ego spirituale

I sintomi attraverso i quali possiamo riconoscere se essere affetti o meno da questa “sindrome”, sempre più comune, sono:

1. Etichettarci come “persone spirituali“: iniziamo a percepire noi stessi come “persone spirituali” e, di conseguenza, più “elevate”, rispetto alla massa di “dormienti” che ci circonda. Questo è il primo passo per ammalarci di “Ego spirituale“.
2. Strettamente connesso al punto precedente: tracciamo un confine tra un “noi” e un “loro”, iniziamo a circondarci solo di persone che reputiamo evolute come noi, snobbiamo tutte le persone che dal nostro punto di vista illuminato, viaggiano a frequenze verso cui non abbiamo intenzione di “abbassarci”.
3. Il mondo ci appare come un luogo ostile, i terrestri una razza cruenta e immatura, capace solo di atrocità e facile alle debolezze carnali. Desideriamo sempre più tornare in quel lontano pianeta di una galassia lontana lontana da cui proveniamo…
4. Ci isoliamo e parliamo solo con il nostro maestro spirituale via Skype o con il nostro spirito guida via etere…ma anche questo, d’altronde, dal nostro punto di vista “illuminato”, è normale perchè stiamo percorrendo il sentiero della Buddità.
Se ti sei riconosciuto in uno o più di questi sintomi, fermati un attimo e respira…

L’ego immaturo chiede a gran voce l’illuminazione
Questo è ciò che si scorge guardando bene dentro i variopinti ambienti della cosiddetta spiritualità (qualunque cosa voglia significare questo termine).
“Non sono nessuno nella vita normale. Ma sarò qualcuno in quella spirituale.”
La rinuncia al denaro e al successo come gratificazione ultima dell’ego. L’incapacità di affermarsi come vincente nella vita materiale mascherata da rinuncia alla vita materiale stessa.
Dipendesse da me metterei la regola che solo chi ha raggiunto la piena gratificazione nel mondo della materia può dedicarsi alla ricerca spirituale. Come si è sempre affermato in psicologia – da Jung in poi, passando per la Psicologia Transpersonale – solo un ego maturo e sano, che è stato capace di raggiungere obiettivi concreti in campo lavorativo, artistico, sportivo piuttosto che politico o economico… insomma, solo un ego realizzato, contento di sé, non patologico… è davvero pronto per morire. Gli altri stanno fingendo… recitano una parte… proprio per non morire mai. Si tratta del tristemente noto “ego spirituale”.

La patologica insoddisfazione di un ego immaturo lo indirizza verso una spasmodica ricerca in campo spirituale. Se l’ego non è ancora maturo, autodeterminato, soddisfatto di sé, non potrà mai “rinunciare a sé”; inizierà quindi a cercare nelle “esperienze spirituali” quel completamento di sé che gli è mancato negli altri campi della vita.

Non mi stanco di ripetere che per rinunciare al proprio ego è prima necessario averne uno maturo. Se gli alchimisti avevano previsto l’ »albedo” come tappa intermedia dello svilupppo psicologico di un individuo, la fase in cui si “fabbrica” l’Anima, prima della divinizzazione finale nella »rubedo”… un motivo ci sarà. Un ego abortito darà come risultato una ricerca spirituale deviata, ansiosa, competitiva, intrisa di esperienze mistiche allucinatorie. Questo è ciò che vediamo accadere continuamente: gli ashram sono zeppi di persone FULMINATE che si credono ILLUMINATE.
Ho avuto la sfortuna di comprendere “nella carne” che non c’è nessuno dentro questa forma corporea. Proprio quando finalmente ero “qualcuno”, con una »centratura” perfetta e mi sembrava di avere il mondo ai miei piedi… sono morto. Che sfiga! Ciononostante, nulla di ciò che questo apparato psicofisico ha realizzato nel corso di anni di sforzi è andato perduto. Per esempio, questa forma è rimasta ben conscia delle verità che conosceva prima che accadesse il “fattaccio”; per questo motivo insegno che solo a partite da un ego psicologicamente adulto – sebbene finto – si può verificare una morte iniziatica e ottenere una comprensione diretta della Verità Ultima.

Questo è il motivo per cui a qualcuno succede e a qualcuno no. Se non ci fossero ostacoli, questa comprensione accadrebbe in tutti gli apparati psicofisici del mondo in questo stesso istante. Invece non accade, né a te che stai leggendo, né agli altri. Tu hai capito perfettamente che il tuo “me” separato non esiste e non è mai esistito… ma non accade nulla! Ti senti sempre come esistente dentro un corpo specifico.
Ovviamente, tutti voi, appassionati di Advaita Vedanta, Tao e Zen siete convinti di essere pronti per il “grande salto nell’Abisso”. Oramai le gratificazioni dell’ego le avete lasciate alle spalle. Non siete più come gli altri comuni mortali che ancora compiono sforzi per “ricordarsi di sé”, oppure, più prosaicamente, si preoccupano di mettere da parte i soldi per l’auto nuova.
Invece non è vero. Non siete pronti. Siete come vergini che parlano di Tantra!
Dimostrare che non siete ancora pronti a balzare nell’Abisso è facile. Non siete pronti… perché non vi è ancora successo. In realtà avete ancora necessità di sentirvi un individuo, un “me” dentro un corpo. E il fatto che stiate percorrendo un cammino verso qualcosa che invece si trova QUI e ADESSO, indica che avete ancora bisogno di muovervi attraverso l’ego. Il fatto stesso che decidiate di non fare più nulla, è ancora sempre un bisogno dell’ego. Le vostre azioni vi tradiscono. Non c’è via d’uscita!

Se avessi di fronte una forma corporea nella quale è accaduta questa piena comprensione, le darei ragione. Ma dal momento che di solito a blaterare sull’inesistenza dell’ego e l’inutilità di fare sforzi sono persone che si trovano sul medesimo piano di coscienza di un giornalista sportivo… la loro stessa “mancata illuminazione” le tradisce. Hanno ancora bisogno di temporalità e di sforzi, in qualunque direzione questi sforzi siano condotti.
L’ “ego spirituale” ha spostato le sue aspettative dal mondo della finanza a quello dell’Advaita Vedanta o dello Zen, così da poter finalmente sperimentare la beatitudine. Ma la beatitudine come traguardo di vita non ha più dignità di una carica politica, poiché sono entrambi traguardi disposti lungo il tempo. Sono entrambe esperienze esperite da “qualcuno” dentro un corpo. “Qualcuno” che farebbe meglio a occuparsi delle sue finanze piuttosto che dell’illuminazione!

Finché non siete pronti per accettare la fine del senso di identità separata, cercate l’illuminazione in maniere che vi impediscono di raggiungerla. Desiderate l’Unità ma allo stesso tempo vi opponete ad essa ogni singolo istante della vostra vita.

sabato 26 agosto 2017

Lo stato è un’istituzione di ladri di grosse dimensioni

Lo stato è un’istituzione di ladri di grosse dimensioni

l’Euro Deputato Godfrey Bloom(EFD):”Le tasse servono solo per rubare, quando la gente se ne accorgerà vi impiccherà!

Ecco il suo attacco shock:
Lo stato è un’istituzione di ladri di grosse dimensioni.
Le tasse sono solo un sistema con cui politici e burocrati rubano denaro ai cittadini per poi sperperarlo nei modi più vergognosi. Questo posto non fa eccezione (riferendosi all’attuale parlamento europeo).
Affascinante davvero non riesco a capire come possiate mantenere un’espressione così seria (rivolgendosi agli eurodeputati italiani in primis e a quelli europei che favoriscono l’austerity) quando si parla di evasione fiscale. L’intera commissione e la sua burocrazia pagano le tasse, voi avete “offerte speciali” di ogni sorta: aliquote fiscali composite, soglie fiscali elevate, pensioni non contributive…

Voi siete i più grandi evasori di tutta Europa e sedete quì a “pontificare”. Bene,il messaggio è arrivato nelle case dei cittadini della UE. Scoprirete che gli “euroscettici” torneranno, posso dire di peggio: non appena la gente comprenderà i vostri inganni, non gli servirà molto tempo per prendere d’assalto questo parlamento ed impiccarvi! ED AVRANNO RAGIONE!”

Consigliato da Jordan Justice

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