In passato si credeva che questa ghiandola completasse il suo
sviluppo nell’adolescenza e da 11 in poi sopravvivesse senza più alcuna
utilità. Oggi invece sappiamo che il timo è direttamente connesso agli
organi riproduttivi per tutta la vita; questa relazione ha inizio al
momento della nascita e continua lungo un percorso prestabilito durante
lo sviluppo del sistema riproduttivo. Nel corso dell’adolescenza,
questa ghiandola riceve una quantità più o meno grande di stimoli
nervosi ed è strettamente connessa alle tonsille. Di conseguenza, se
queste vengono rimosse, l’agitazione del timo fa si che il sistema
riproduttivo subisca gravi alterazioni psicologiche, molto simili a
quelle che si verificano in un soggetto sottoposto a castrazione.
La perdita graduale del picco di fertilità e di eccitazione può
essere meglio capita se si prende in considerazione la graduale
diminuzione di peso del timo. Alla nascita questa ghiandola pesa circa15
g; al raggiungimento della pubertà il peso arriva a 35 g; all’età di
25 anni è sceso a 25 g; all’età di 60 anni pesa intorno ai 15 g, mentre a
70 anni si riduce a 6 g circa. Il timo è fornito di ghiandole a
secrezione interna che sono in relazione con quelle degli organi
riproduttivi. L’afflusso di sangue al timo proviene dalle ghiandole
mammarie interne e dalla tiroide, che è una ghiandola molto importante
nell’economia del nostro corpo. Un disturbo del timo può riflettersi in
qualsiasi organo riproduttivo, nelle ghiandole mammarie o nella
tiroide.
Analogamente, un disturbo di questo genere può essere in relazione con la parte corrispondente dell’intestino cieco o del colon ascendente.
Durante l’adolescenza il rivestimento esterno del timo comincia ad acquisire tessuti adiposi, finché intorno ai venticinque anni si è accumulato un notevole rivestimento adiposo. A quanto pare, questo grasso serve per la produzione di anticorpi e di materiale immunizzante, che vengono trasmessi nel flusso enfatico dalle numerose ghiandole linfatiche presenti nel timo. Questi anticorpi agiscono da antagonisti nei confronti dell’azione nociva di batteri, germi e microrganismi patogeni, e sono le componenti caratteristiche del sangue e dei fluidi corporei. In altre parole, il timo diventa uno stabilimento per la produzione di antitossine, controveleni e antidoti che contrastano le tossine all’interno dell’organismo. Queste antitossine combattono le malattie e rafforzano il sistema immunitario. Questo meccanismo funziona in maniera eccellente finché il corpo, e in particolare il colon, gode di perfetta salute.
Quando il colon viene trascurato e il flusso enfatico risulta sovraccarico di materiale di scarto che non riesce a essere smaltito, quest’ultimo comincia ad essere accumulato nelle ghiandole linfatiche distribuite nell’organismo e che sono appunto state create per questo scopo. Quando queste ghiandole vengono riempite al limite della loro capacità, insorgono i problemi, in genere sotto forma di noduli più o meno diffusi nel corpo. Ci rendiamo quindi conto della cooperazione che esiste fra il colon e il flusso enfatico.
La perdita graduale del picco di fertilità e di eccitazione può
essere meglio capita se si prende in considerazione la graduale
diminuzione di peso del timo. Alla nascita questa ghiandola pesa circa15
g; al raggiungimento della pubertà il peso arriva a 35 g; all’età di
25 anni è sceso a 25 g; all’età di 60 anni pesa intorno ai 15 g, mentre a
70 anni si riduce a 6 g circa. Il timo è fornito di ghiandole a
secrezione interna che sono in relazione con quelle degli organi
riproduttivi. L’afflusso di sangue al timo proviene dalle ghiandole
mammarie interne e dalla tiroide, che è una ghiandola molto importante
nell’economia del nostro corpo. Un disturbo del timo può riflettersi in
qualsiasi organo riproduttivo, nelle ghiandole mammarie o nella
tiroide.Analogamente, un disturbo di questo genere può essere in relazione con la parte corrispondente dell’intestino cieco o del colon ascendente.
Durante l’adolescenza il rivestimento esterno del timo comincia ad acquisire tessuti adiposi, finché intorno ai venticinque anni si è accumulato un notevole rivestimento adiposo. A quanto pare, questo grasso serve per la produzione di anticorpi e di materiale immunizzante, che vengono trasmessi nel flusso enfatico dalle numerose ghiandole linfatiche presenti nel timo. Questi anticorpi agiscono da antagonisti nei confronti dell’azione nociva di batteri, germi e microrganismi patogeni, e sono le componenti caratteristiche del sangue e dei fluidi corporei. In altre parole, il timo diventa uno stabilimento per la produzione di antitossine, controveleni e antidoti che contrastano le tossine all’interno dell’organismo. Queste antitossine combattono le malattie e rafforzano il sistema immunitario. Questo meccanismo funziona in maniera eccellente finché il corpo, e in particolare il colon, gode di perfetta salute.
Quando il colon viene trascurato e il flusso enfatico risulta sovraccarico di materiale di scarto che non riesce a essere smaltito, quest’ultimo comincia ad essere accumulato nelle ghiandole linfatiche distribuite nell’organismo e che sono appunto state create per questo scopo. Quando queste ghiandole vengono riempite al limite della loro capacità, insorgono i problemi, in genere sotto forma di noduli più o meno diffusi nel corpo. Ci rendiamo quindi conto della cooperazione che esiste fra il colon e il flusso enfatico.
