Visualizzazione post con etichetta ghiandola timo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ghiandola timo. Mostra tutti i post

martedì 28 gennaio 2014

L’importanza della Ghiandola Timo


In passato si credeva che questa ghiandola comple­tasse il suo sviluppo nell’adolescenza e da 11 in poi sopravvivesse senza più alcuna utilità. Oggi invece sap­piamo che il timo è direttamente connesso agli organi riproduttivi per tutta la vita; questa relazione ha inizio al momento della nascita e continua lungo un percor­so prestabilito durante lo sviluppo del sistema ripro­duttivo. Nel corso dell’adolescenza, questa ghiando­la riceve una quantità più o meno grande di stimoli nervosi ed è strettamente connessa alle tonsille. Di conseguenza, se queste vengono rimosse, l’agitazione del timo fa si che il sistema riproduttivo subisca gravi alterazioni psicologiche, molto simili a quelle che si verificano in un soggetto sottoposto a castrazione.
 
La perdita graduale del picco di fertilità e di eccita­zione può essere meglio capita se si prende in conside­razione la graduale diminuzione di peso del timo. Alla nascita questa ghiandola pesa circa15 g; al raggiungi­mento della pubertà il peso arriva a 35 g; all’età di 25 anni è sceso a 25 g; all’età di 60 anni pesa intorno ai 15 g, mentre a 70 anni si riduce a 6 g circa. Il timo è fornito di ghiandole a secrezione inter­na che sono in relazione con quelle degli organi ri­produttivi. L’afflusso di sangue al timo proviene dalle ghiandole mammarie interne e dalla tiroide, che è una ghiandola molto importante nell’economia del nostro corpo. Un disturbo del timo può riflettersi in qualsi­asi organo riproduttivo, nelle ghiandole mammarie o nella tiroide.
Analogamente, un disturbo di questo genere può essere in relazione con la parte corrispon­dente dell’intestino cieco o del colon ascendente.
 
Durante l’adolescenza il rivestimento esterno del timo comincia ad acquisire tessuti adiposi, fin­ché intorno ai venticinque anni si è accumulato un notevole rivestimento adiposo. A quanto pare, questo grasso serve per la produzione di anticorpi e di materiale immunizzante, che vengono trasmessi nel flusso enfatico dalle numerose ghiandole linfatiche presenti nel timo. Questi anticorpi agiscono da an­tagonisti nei confronti dell’azione nociva di batteri, germi e microrganismi patogeni, e sono le compo­nenti caratteristiche del sangue e dei fluidi corporei. In altre parole, il timo diventa uno stabilimento per la produzione di antitossine, controveleni e antidoti che contrastano le tossine all’interno dell’organismo. Queste antitossine combattono le malattie e raffor­zano il sistema immunitario. Questo meccanismo funziona in maniera eccellente finché il corpo, e in particolare il colon, gode di perfetta salute.
Quando il colon viene trascurato e il flusso enfati­co risulta sovraccarico di materiale di scarto che non riesce a essere smaltito, quest’ultimo comincia ad es­sere accumulato nelle ghiandole linfatiche distribuite nell’organismo e che sono appunto state create per questo scopo. Quando queste ghiandole vengono ri­empite al limite della loro capacità, insorgono i pro­blemi, in genere sotto forma di noduli più o meno diffusi nel corpo. Ci rendiamo quindi conto della coo­perazione che esiste fra il colon e il flusso enfatico.

SALVA O STAMPA IL POST IN PDF

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

CORRELATI

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...