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venerdì 15 luglio 2016

Come rimuovere l’alluminio dal cervello prima che scateni il morbo di alzheimer

COME RIMUOVERE L’ALLUMINIO DAL CERVELLO PRIMA CHE SCATENI IL MORBO DI ALZHEIMER

Abbiamo tutti sentito parlare di alluminio e sappiamo gli usi che ne facciamo, pentole, pellicole, contenitori per bevande e alimenti, deodoranti ascellari, tabacco, infissi, farmaci prescritti,
e come adiuvanti nei vaccini, chemtrails(scie chimiche ndr).

Un aspetto dell’ alluminio, che molte persone non conoscono, è che è una neurotossina che può avere un effetto di deterioramento sul nostro cervello e sistema nervoso. Inoltre, gli esperti rivelano che può essere un importante fattore scatenante per l’insorgenza del morbo di Alzheimer.

Siamo costantemente esposti a questa neurotossina , possiamo fare qualcosa per proteggerci? Per cominciare ci sono una serie di estratti naturali di piante e sostanze nutritive che possono abbassare e prevenire la tossicità dell’ alluminio a carico del cervello, in modo da proteggerlo da disturbi cognitivi.

Un team di neuroscienziati della Louisiana State University, guidati da Dr.Walter Lukiw, Ph.D., Professore Ordinario di Neurologia, Neuroscienze e Oftalmologia, ha condotto uno studio sulla possibilite tossicità dell’alluminio che porta alla comparsa, lo sviluppo e la progressione del morbo di Alzheimer.
Il loro studio è stato riassunto in un articolo peer-reviewed pubblicato nei Frontiers in Aging Neuroscience e secondo le loro conclusioni: ” Il contributo dell’ alluminio per la malattia di Alzheimer si basa su almeno sette osservazioni derivate in modo indipendente .”

In Estrema sintesi i risultati di questa e di altre ricerche sostengono:
L’alluminio punta dritto al cervello
L’alluminio sta al sistema nervoso centrale come il fumo di sigaretta sta ai polmoni. Gli scienziati dicono chiaramente che i metalli tossici danneggiano il tessuto cerebrale e portano a malattie degenerative producendo stress ossidativo, e l’alluminio è uno dei peggiori criminali.
Con i tassi di Alzheimer alle stelle, i percorsi variegati odierni dell’esposizione all’alluminio sono una grande preoccupazione. Proprio come con le particelle nell’ambiente, una volta che l’alluminio è nei nostri tessuti, il corpo ha difficoltà ad espellerlo. Questo metallo tossico non ha alcuno scopo biologico, per cui meno se ne ingerisce, meglio è.
Una volta nel corpo, si muove attraverso di esso con facilità, senza ostacoli, cavalcando il sistema di trasporto del ferro. Esso attraversa le barriere biologiche che normalmente tengono fuori altri tipi di tossine, come la barriera emato-encefalica. Nel tempo, l'alluminio può accumularsi nel cervello e provocare gravi danni neurologici alla salute, indipendentemente dall'età. La tossicità dell'alluminio può fare danni ai figli come pure agli anziani.

Come disintossicarsi dall’alluminio
Ci sono una serie di chelanti potenti che è possibile utilizzare per disintossicarsi dall’alluminio. Chiaramente il primo passo sarebbe evitare l’ulteriore esposizione all’alluminio. Questo significa evitare prodotti quali:
Dentifricio contenente ossi-idrossido di alluminio.
Antitraspiranti contenenti cloruro di alluminio, cloridrato di alluminio, o composti di alluminio-zirconio.
Contenitori di bevande laminati di alluminio.
Pentole di alluminio
Macchine caffè espresso in alluminio

Per l’Alzheimer avanzato possono essere utili i seguenti agenti chelanti:
Acqua ricca di silicio, come l’acqua Fiji, che contiene 83 mg di silicio per litro. Una ricerca pubblicata nel 2013 ha dimostrato che bere fino ad un litro di acqua minerale ricca di silicio al giorno per 12 settimane elimina efficacemente l’alluminio per via urinaria, senza effetti nocivi sui metalli essenziali come ferro e rame. Secondo gli autori: “Abbiamo fornito prove preliminari che oltre 12 settimane di terapia di acqua minerale ricca di silicio fanno scendere il carico corporeo di alluminio nei soggetti con Alzheimer, e ci sono stati anche miglioramenti clinicamente rilevanti nella prestazione cognitiva di almeno 3 individui su 15”.

Melatonina: Le ricerche dimostrano che la melatonina ha un ruolo nel vincolare i metalli ed è un integratore utile nel trattamento dei disturbi neurologici in cui è coinvolto lo stress ossidativo, compreso quindi l’Alzheimer. La melatonina può viaggiare liberamente attraverso tutte le barriere cellulari, facilitando la rimozione di metalli tossici come l’alluminio. Sembra anche capace di sopprimere l’attività ossidativa dell’alluminio nel cervello.

Qualsiasi cosa che aumenta il glutatione. Il corpo sintetizza il glutatione da tre aminoacidi: cisteina, glutammato e glicina. Frutta e verdura crude (soprattutto avocado, asparagi, pompelmo, fragole, arancia, pomodoro, melone, broccoli, okra, pesche, zucchine, e spinaci) sono ricchi di precursori glutammato e glicina. Fonti alimentari di cisteina includono uova, carne, peperoni rossi, aglio, cipolle, cavoli di Bruxelles, proteine del siero del latte e germe di grano. Altri trattamenti utili per il miglioramento del metabolismo del glutatione includono:
Esercizio fisico: l’esercizio influisce sui livelli di trifosfato adenosina (ATP) necessari per aiutare a produrre glutatione.
Ottimizzare i livelli di vitamina D attraverso l’esposizione al sole; ci sono alcune prove che la vitamina D aumenta i livelli intracellulari di glutatione.
 
Bagni di sale inglese («Epsom salt»)
Integrazione con metilsulfonilmetano (MSM)
L’integratore N-acetil L-cisteina (NAC) può anche essere utile. Il NAC è il nutriente per la formazione del glutatione antiossidante intracellulare.
La curcumina: La ricerca suggerisce che la curcumina ha un effetto protettivo dai danni indotti dall’alluminio, modulando la portata dello stress ossidativo. Essa riduce anche le placche di beta-amiloide associate con l’Alzheimer, ritarda il degrado dei neuroni, chela i metalli, diminuisce la formazione di microglia, e ha un effetto anti-infiammatorio e antiossidante complessivo. Gli studi hanno dimostrato che la curcumina può aiutare a migliorare la memoria dei pazienti di Alzheimer. Vi sono alcune controindicazioni all’uso della curcumina in caso di ostruzione delle vie biliari (in quanto stimola la secrezione biliare), calcoli biliari, ittero ostruttivo, o colica biliare acuta.

In sintesi
Non si può più sostenere che l’alluminio non abbia un ruolo nelle malattie neurodegenerative come Alzheimer; l’evidenza è molto chiara e crescente. In realtà non dovrebbe sorprendere che le persone con tossicità da alluminio mostrino molti degli stessi sintomi di quelli con demenza, Parkinson, ADHD, autismo e altre malattie neurologiche, perché l’alluminio punta esattamente queste aree del cervello e del sistema nervoso.

Il modo migliore per proteggersi è essere attenti alle scelte alimentari e ai prodotti della cura personale, e ridurre al minimo l’uso di vaccini e altri farmaci che vengono spesso contaminati con l’alluminio.

Anche ottimizzare il tenore di zolfo nella dieta è essenziale, perchè il corpo ha bisogno di zolfo per produrre la sua arma numero uno contro il sovraccarico di alluminio: il glutatione. Facendo queste poche cose per proteggersi, si minimizza l’esposizione e si massimizza la capacità del corpo di liberarsi di questo metallo tossico, che ci porterà ad una vita lunga e sana e agli anni d’argento.

Ecco un breve riassunto delle 7 osservazioni indipendenti, che dimostrano la relazione fra tossicità dell’alluminio e disturbi neurologici:

mercoledì 16 marzo 2016

Come e perché disintossicarsi dai Metalli Pesanti


Come e perché disintossicarsi dai Metalli Pesanti


Cibo, igiene personale, medicinali, vaccini, aria, acqua hanno in comune una cosa: metalli pesanti. Il problema dei metalli tossici è particolarmente toccante: si calcola che nel corso della nostra vita mangiamo 1/3 di cucchiaino di mercurio, 1 cucchiaino di piombo, 1 di arsenico, 1,5 kg di alluminio. Di seguito spiego dove si trovano questi metalli, come evitarli, quali effetti hanno sull’organismo, come testarne la presenza ed infine i rimedi naturali per eliminarli dal corpo.

Alcuni metalli sono indispensabili per il corpo: il rame, il ferro, il manganese e lo zinco. Altri a basse dosi sono terapeutici come l’argento, l’oro, il bismuto, il gallio e il litio. Ma c’è una categoria di metalli che in qualunque dosaggio risultano tossici, questi sono i metalli pesanti tossici: piombo, mercurio, alluminio, arsenico, cadmio e nichel.
Nell’organismo si legano prima alle proteine del sangue, per poi distribuirsi nei diversi compartimenti a seconda delle loro proprietà. Così ad esempio il piombo si distribuisce nell’osso e nei tessuti molli, il mercurio si accumula nel rene, ecc. Ogni giorno la concentrazione dei metalli pesanti aumenta perché gli organi non sono in grado di smaltirli e quindi si accumulano nel tempo provocando danni a seconda del metallo e di dove si è depositato. In piccola parte vengono eliminati per via renale, (mercurio e il cadmio) oppure con la bile (l’arsenico) e attraverso le feci (l’alluminio).

EFFETTI SULL’ORGANISMO
  • È stato dimostrato in migliaia di studi che questi metalli sono tossici per piante, animali e cellule umane (in laboratorio in vitro), ma la comunità medica non ha ancora definito chiaramente la questione riguardo l’uomo, cosa che è molto scottante.
  • E’ stato dimostrato che l’alluminio è strettamente legato al morbo di Alzheimer e che il mercurio causa processi neurodegenerativi cerebrali.
  • Inducono la formazione di radicali liberi (i metalli pesanti distruggono i legami molecolari e liberano radicali liberi), molecole chimiche estremamente pericolose per le nostre cellule tanto da essere soprannominate “killer cellulari”, responsabili dell‘insorgenza e dell’aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce.
  • I metalli pesanti possono determinare fenomeni irritativi, intossicazioni, malattie degenerative, ed avere azione mutagena o cancerogena a seconda degli organi colpiti: si va dal sangue al rene, al sistema nervoso centrale o periferico, al sistema respiratorio, all’apparato gastrointestinale, all’apparato cardiovascolare e alla cute.
  • Tutti i metalli pesanti tossici sono in grado di penetrare la placenta e causare gravi malformazioni al nascituro o inaspettati aborti spontanei.
  • I metalli pesanti interferiscono con i minerali essenziali alterando molte reazioni enzimatiche e quindi causando disfunzioni ormonali. Anche l’autismo è stato collegato ai metalli pesanti.
  •  
DOVE SI TROVANO
MERCURIO: vaccini, alcuni farmaci, aria (aerei ed industrie), pesci grandi (tonno, salmone), amalgame dentali;
PIOMBO: acqua (tubature), aria (inquinamento atmosferico), frutta e verdura (pesticidi e fertilizzanti);
ARSENICO: acqua (tubature), falde acquifere, riso;
ALLUMINIO: cibi in scatola, alcuni formaggi, deodorantialcuni farmaci (es. antiacidi), vaccini, caffè (moka in alluminio), aria (aerei ed industrie), acqua (aerei ed industrie);
CADMIO: fumo di sigaretta, frutta e verdura (pesticidi e fertilizzanti);
NICHEL: oggetti metallici, pentole acciaio inox, monete, alcuni gioielli.

TEST PER RILEVARE LA PRESENZA DI METALLI PESANTI NELL’ORGANISMO
Fiamma Ferraro, medico esperto in disintossicazione di metalli pesanti, autrice del libro La Terapia Chelante spiega: “Quanto al livello di accumulo e al tipo di metalli tossici maggiormente presenti nell’organismo, una “diagnosi” non è semplice, perché le dosi infinitesimali di questi metalli assunte ogni giorno, più che circolare nel sangue o essere espulse nell’urina, si depositano in luoghi disparati(non sempre nei capelli, ma nel tessuto adiposo, in organi vari e nelle ossa). Il test considerato più attendibile è il “test di provocazione nelle urine”. I risultati migliori li ho tuttavia ottenuti con un apparecchio di nome Oligoscan, il quale misura mediante la procedura della spettrofotometria, i livelli di metalli presenti e accumulati nei tessuti (non solo dei metalli tossici ma anche di quelli, come ferro e altri, indispensabili alla vita e dannosi solo se in eccesso).” Quindi il mineralogramma, spesso usato per valutare la presenza e quantità dei metalli pesanti dall’analisi del capello, non viene preso in considerazione come test attendibile, sebbene altri affermino il contrario.

TERAPIA CHELANTE
Così continua la Dott.ssa Ferraro: “Pur con ogni cautela è impossibile evitare questi metalli al 100%, e quindi occorrono misure di disintossicazione mirate, semplici, ripetute, e soprattutto prive di effetti collaterali. La terapia chelante (detta chelante perché le sostanze impiegate “afferrano”, come tra le chele di un granchio, i metalli tossici e li “accompagnano” fuori dall’organismo), nella forma classica per infusione endovenosa è nata decenni fa per contrastare le intossicazioni acute. Per gli altri casi vi è poi una miriade di agenti chelanti, che vanno da quelli blandi (alcune alghe, selenio, aglio) a quelli un po’ più aggressivi (S-acetilglutatione, zeolite, estratto di pectina modificata e altri). L’abilità terapeutica sta nell’individuare bene agenti e modalità di somministrazione (orale, per intramuscolo, cerotto, supposta). Nella maggior parte dei casi utilizzo agenti chelanti naturali e a basso costo. I protocolli chelanti standardizzati, endovenosi, nati per le intossicazioni acute, pur necessari in certi casi, non sono sempre consigliabili e, oltre ad essere invasivi e costosi, non sono sempre privi di effetti collaterali. Una disintossicazione troppo intensa e rapida può provocare effetti negativi, soprattutto in chi non ha gli organi di eliminazione (fegato e reni) in ottime condizioni. Ha più senso disintossicarsi spesso in modo blando che non con misure forti ogni 10 anni. Ci intossichiamo un pochino ogni giorno e quindi dovremmo disintossicarci un pochino con una certa frequenza. Ognuno è tuttavia un caso a sé e non vi sono modalità di disintossicazione standardizzate e valide per tutti.”

RIMEDI NATURALI PER RIMUOVERE I METALLI DANNOSI DAL CORPO

lunedì 14 marzo 2016

CHELAZIONI, METALLI TOSSICI E RADICALI LIBERI


CHELAZIONI, METALLI TOSSICI E RADICALI LIBERI

LETTERA
QUALCHE DUBBIO SULLE SOSTANZE CHELANTI
Gent.mo dr Valdo, Le riscrivo nuovamente per sottoporle un dubbio relativo ai cosiddetti chelanti naturali tipo zeolite, clorella e simili. Sono super-convinta della necessità di dovermi depurare in forma periodica e costante dai metalli che quotidianamente assorbiamo per via respiratoria, epidermica, digestiva.

GRAZIE A COSTANTE DISINTOSSICAZIONE STO LIBERANDO IL FEGATO DAI VELENI E HO PERSO UNA DECINA DI CHILI
Già ho praticato con successo grazie alle sue linee guida una vera e propria disintossicazione del corpo virando a 360 gradi la dieta in direzione vegana crudista e perdendo in forma stabile 8-10 kg di depositi grassi che provenivano evidentemente da un fegato grasso, ingolfato e straziato da molti errori. 

STACCO SISTEMICO DAGLI ALIMENTI TOSSICI
Ho eliminato alimenti a cui sono intollerante (formaggi e latticini, cibi cotti, farine e lieviti, pasta raffinata, zuccheri), aumentando nel contempo il consumo di agrumi a prima mattina, avena, avocado, grano saraceno, curcuma, zenzero, praticando periodicamente anche idrocolonterapie per ripulire colon da residui intestinali tossici.

VORREI ANDARE OLTRE LIBERANDOMI DAI METALLI PESANTI
Ma vorrei andare oltre e focalizzarmi pure sui metalli pesanti. Documentandomi su varie fonti sembra che clorella e zeolite siano autentici spazzini naturali capaci di legarsi a tali metalli e facilitarne l'espulsione. Tuttavia recentemente in una pagina Facebook ho seguito una discussione dove una paziente di terapia chelante ha fatto alcune obiezioni.

LIMITI DEI CHELANTI E DELLA LORO CAPACITÀ ESPULSIVA
Sostanzialmente afferma che questi chelanti non servono per tutti i metalli e che in ogni caso essi smuovono solo le tossine senza espellere, facendo ritornare in circolazione queste sostanze tossiche. I test delle urine lo proverebbero. Ha ragione questa utente? Come affrontare una terapia chelante e misurarne l'efficacia? Quali test vanno realizzati? La ringrazio infinitamente. Un cordiale saluto e auguri di buon lavoro da Barcellona. Sua lettrice.
Camilla

*****
RISPOSTA
I METALLI TOSSICI RAPPRESENTANO COSTANTE INSIDIA PER IL NOSTRO ORGANISMO
Ciao Camilla. I metalli tossici sono sostanze inquinanti che penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria, acqua, cosmetici, farmaci, vestiti, vernici e oggetti di uso, nonché attraverso le scie chimiche, le particelle sottili e l'elevatissimo inquinamento ambientale. Sono pericolosi perché tendono a bio-accumularsi, cioè ad aumentare la propria concentrazione. Si accumulano lentamente e progressivamente nelle ossa, nel fegato, nei reni, nei tessuti connettivi, nel cervello e in altri organi, bloccando i nostri processi enzimatici, provocando così danni metabolici ed energetici. Il nostro organismo non riesce, con i normali processi depurativi a rimuoverli. Senza l'ausilio di sostanze chelanti, capaci di legarsi al metallo e di trasportarlo all'esterno dell'organismo, permangono per decenni e rappresentano un serio pericolo per la salute.

SUBDOLI KILLER CHE ALTERANO LE FUNZIONI BIOLOGICHE
I metalli tossici sono dei killer subdoli poiché si sostituiscono nell'organismo ai minerali necessari per la vita, alterando funzioni e strutture biologiche. Ad esempio il piombo sostituisce il calcio nel cervello, il cadmio sostituisce lo zinco e l'alluminio sostituisce il magnesio.

MINERALI DI TRACCIA ESSENZIALI E MINERALI TOSSICI
Un sottogruppo particolarmente importante in biologia e in medicina è costituito dai cosiddetti metalli in traccia, elementi chimici presenti nei fluidi biologici degli organismi viventi in concentrazioni inferiori a 1 μg per grammo di peso. In base agli effetti fisiopatologici i metalli di traccia possono essere suddivisi in due gruppi: nel primo gruppo gli elementi essenziali per la vita in quanto implicati in importanti processi metabolici, mentre nel secondo gruppo sono contenuti elementi tossici per gli organismi viventi anche a basse concentrazioni. Nel caso degli esseri umani sono noti quindici elementi in traccia essenziali: arsenico, cobalto, cromo, rame, fluoro, ferro, iodio, manganese, molibdeno, nichel, selenio, silicio, stagno, vanadio e zinco, mentre il secondo gruppo contiene elementi quali cadmio, mercurio, alluminio, cromo e piombo.

DEFINIZIONE DI RADICALI LIBERI
I radicali liberi sono molecole costituite da atomi fortemente instabili in quanto mancano di un elettrone. Sono definite killer cellulari in quanto responsabili dell'insorgenza e dell'aggravamento di molte patologie. Per raggiungere la stabilità questi atomi vanno alla ricerca spasmodica dell’elettrone mancante: attaccano qualsiasi molecola con cui vengono in contatto al fine di rubarle proprio l'elettrone mancante. Quando un radicale libero strappa un elettrone ad un'altra molecola (ossidazione) finalmente raggiunge la stabilità, ma la molecola derubata (ossidata) diventa un radicale libero a sua volta perché ha ora un elettrone in meno. Questo nuovo radicale cercherà, quindi, anch'esso un'altra molecola a cui strappare l'elettrone e così via, in una reazione radicalica a catena. Reazione che si blocca grazie all'intervento di molecole anti-ossidanti che, con diversi metodi, riescono a neutralizzare i radicali liberi.

UNA SOLA SIGARETTA PRODUCE 10 MILIARDI DI RADICALI LIBERI
Ogni cellula produce quotidianamente da 1 a 3 miliardi di radicali liberi al giorno durante i normali processi metabolici. Essi vengono eliminati dagli anti-ossidanti prodotti dalle cellule stesse. Il problema sono i radicali liberi che si formano a causa dello stress ossidativo, ovvero quelli che derivano dall'esterno a causa di stili di vita non salutari. Ad esempio una sola sigaretta produce 10 miliardi di Radicali Liberi.

PEROSSIDAZIONE DEI FOSFOLIPIDI
I lipidi determinano le caratteristiche strutturali (permeabilità, fluidità, resistenza allo stress) e regolano le funzioni della membrana (passaggio di sostanze, comunicazione intercellulare). I radicali liberi danneggiano le membrane ossidando i fosfolipidi. In caso di stress ossidativo i radicali liberi attaccano gli acidi grassi poli-insaturi delle membrane ossidandoli mediante perossidazione. Questo determina un progressivo irrigidimento delle membrane con riduzione della funzionalità fino alla morte della cellula. 

INCREMENTO PLACCA ARTERIOSA
I radicali liberi danneggiano i vasi sanguigni. Nella loro smania di recuperare gli elettroni mancanti attaccano le lipoproteine LDL (colesterolo cattivo), ossidandole. I macrofagi cercano di eliminare l'LDL modificato, ingoiandolo. Le cellule rigonfie e schiumose che ne derivano, si fissano sulla parete delle arterie, dando origine alla placca che restringe il lume dell'arteria e alla fine provoca gravi disturbi vascolari, fra cui l'infarto. 

DANNI AL COLLAGENE E ALLA PELLE
I radicali liberi danneggiano il collagene. Agiscono sulle proteine della pelle, con formazione di legami crociati fra le fibre di collagene ed elastina. Ciò determina perdita di elasticità e tonicità oltre che un inesorabile avvizzimento cutaneo. Inoltre l'azione dei radicali liberi sui lipidi cutanei porta alla formazione di lipofuscina, pigmento responsabile delle macchie cutanee tipiche della vecchiaia.

ELIMINAZIONE DEI RADICALI LIBERI
Per eliminare i radicali liberi è necessario migliorare il proprio stile di vita. In particolare 1) Evitare il fumo come fosse la peste, 2) Eliminare gli alcolici, 3) Condurre una vita meno stressante, 4) Eliminare i metalli pesanti dall'organismo, 5) Mangiare frutta e verdura, in particolare quella che contiene vitamina A (carote albicocche, tarassaco, acetosa), vitamina C (pomodori, agrumi, peperoni, broccoli, kiwi, ortaggi a foglia verde), viitamina E (olio d'oliva, germe di grano, noci, noccioline, pinoli, mandorle), 6) Assumere Bioflavonoidi tipo Quercitina (cipolla rossa, the verde, mirtilli, mele), Rutina (grano saraceno, menta, agrumi, frutti di bosco), Antocianine (ribes, ciliegie, cavoli, uva, fragole, banane, asparagi, piselli, pere, patate), Carotenoidi (carote, arance, zucche, verdure, meloni, pomodori, peperoni), Licopene (pomodori, pompelmo rosa, melone), Luteina (cavoli, spinaci, broccoli, zucchine, piselli), Zeaxantina (grani intergrali, peperoni rossi, mango, succo d'arancia).

LICOPENE, LUTEINA E ZEAXANTINA
Da rilevare che il Licopene è il più potente carotenoide conosciuto e il pomodoro è l'alimento che ne contiene di più (1 pomodoro medio contiene 3,7 mg di licopene). Il Licopene ha un'azione anticancerogena 10 volte più potente del betacarotene. Protegge contro l'ossidazione delle LDL. Il pomodoro protegge dalla formazione delle placche. Uno studio ha dimostrato che mangiando pomodori 10 volte alla settimana si ha una riduzione del 45% del cancro alla prostata. Luteina e Zeaxantina proteggono le cellule della retina dalla degenerazione maculare.

EFFETTI PERVERSI DEI METALLI TOSSICI
Allumino: danni al sistema nervoso centrale, demenza, perdita di memoria, autismo.
Antimonio: danni cardiaci, diarrea, vomito, ulcera allo stomaco.
Arsenico: cancro linfatico, cancro al fegato, cancro della pelle.
Bario: ipertensione, paralisi.
Bismuto: dermatite, stomatite ulcerosa, diarrea.
Cadmio: diarrea, dolori di stomaco, vomito, fratture ossee, danni immunitari, disordini psicologici, tumore. 
Cromo: danni ai reni e al fegato, problemi respiratori, cancro polmonare. 
Rame: irritazioni al naso, bocca ed occhi; cirrosi epatica, danni al cervello e ai reni, nonché emicranie croniche. 
Gallio: irritazione alla gola, difficoltà respiratorie, dolori alla cassa toracica. 
Afnio: irritazione agli occhi, alla pelle e alle mucose. 
Indio: danni al cuore, reni e fegato. Iridio: irritazione agli occhi e al tratto digestivo. 
Lantanio: cancro polmonare, danni al fegato. 
Piombo: danni al cervello, disfunzioni alla nascita, danni ai reni, difficoltà di apprendimento, distruzione del sistema nervoso. 
Manganese : turbe alla coagulazione del sangue, intolleranza al glucosio, disordini allo scheletro. 
Mercurio: distruzione del sistema nervoso, danni al cervello, danni al Dna. 
Nickel: embolia polmonare, difficoltà respiratorie, asma e bronchite cronica, reazione allergiche della pelle. 
Palladio: altamente tossico e cancerogeno, irritante per le mucose. 
Platino: alterazioni del Dna, cancro, danni a intestino e reni.
Rodio: macchie alla pelle, potenzialmente tossico e sospetto cancerogeno. 
Rutenio: altamente tossico e cancerogeno, danni alle ossa. 
Scandio: embolia polmonare, danni al fegato. 
Stronzio: cancro ai polmoni, nei bambini difficoltà di sviluppo delle ossa. 
Tantalio: irritazione agli occhi e alla pelle, lesione del tratto respiratorio superiore. 
Tallio: danni allo stomaco, al sistema nervoso, coma e morte, danni al sistema nervoso e paralisi per chi sopravvive. 
Stagno: irritazione agli occhi e alla pelle, emicrania, dolori di stomaco, difficoltà ad urinare. 
Tungsteno: danni alle mucose e alle membrane, irritazione agli occhi. 
Vanadio: disturbi cardiaci e cardiovascolari, infiammazioni a stomaco e intestino. 
Ittrio: altamente tossico, cancro ai polmoni, embolia polmonare, danni al fegato.

NEMICI SILENZIOSI CHE AVANZANO CON PROCESSO LENTISSIMO

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