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venerdì 27 marzo 2020

La paura uccide, il coronavirus no!

"La paura uccide, non il coronavirus”

Bruce Lipton, tra i più importanti biologi al mondo, grande esperto e divulgatore dell’epigenetica lancia un messaggio sul Coronavirus
Bruce Lipton lancia un messaggio: “Il mondo è attualmente in preda alla paura per lo spaventoso Coronavirus. Per prima cosa chiariamo un fatto: se hai mai avuto raffreddore o influenza nella tua vita, è possibile che fosse un’infezione da coronavirus: Sì, i Coronavirus provocano raffreddori e influenza!

Ma, in questo caso, siamo “programmati” con la convinzione che questo particolare virus del raffreddore sia “mortale”. Questa paura ha fermato concerti, conferenze e grandi eventi pubblici in tutto il mondo. La paura ha portato alla quarantena e al blocco dei viaggi internazionali. Ha anche portato a una grande scarsità di carta igienica in Australia: i cittadini preoccupati di restare murati in casa con questa infezione, hanno svuotato gli scaffali in previsione del peggio.

Innanzitutto chiediamoci: quanto è letale questa versione del virus? Sì, ci sono decessi correlati al Coronavirus… ma ciò che è fuorviante è la paura che tutti coloro che prendono questo virus possano morirne. Questo è semplicemente falso! La salute di quasi tutte le vittime di questo Coronavirus era già compromessa prima che fossero infettate.

Lo stress è responsabile fino al 90% delle malattie, comprese le malattie cardiache, il cancro e il diabete. Quando un individuo è stressato, il rilascio di ormoni dello stress (es. Cortisolo) arresta il sistema immunitario per conservare l’energia del corpo e sfuggire dallo stress percepitoGli ormoni dello stress sono così efficaci nell’inibire il sistema immunitario, che i medici li somministrano a scopo terapeutico ai trapiantati di organi: in questo modo impediscono al loro sistema immunitario di respingere l’impianto estraneo. (“La Biologia delle Credenze”).
La conclusione è chiara: la paura del coronavirus è più mortale del virus stesso! I media (forse in collaborazione con le case farmaceutiche) stanno compromettendo la salute delle persone giocando la carta della paura! Questo è il risultato del pensiero negativo (l’effetto nocebo) che è l’esatto opposto dell’effetto placebo che si manifesta attraverso il pensiero positivo! Se ti dedichi a rimanere in buona salute, con una buona alimentazione, esercizio fisico, prendendo vitamine e integratori e, soprattutto, evitando lo stress (ad esempio, la “paura” del virus), anche qualora fossi contagiato dal virus probabilmente si manifesterebbe solo un raffreddore o della febbre lieve.

Se hai un sistema immunitario compromesso, ti aiuterà stare su pensieri e vibrazioni positivi e badare alla tua alimentazione anche utilizzando degli integratori. Seguire la tua intuizione su ciò che è meglio per te è la chiave! Il punto qui è che, indipendentemente da chi sei e quale sia il tuo stato di salute, trarrai un beneficio enorme dall’allontanarti dalla paura e dal sostenerti in qualunque modo ti sembri meglio.
Ricorda la verità della fisica quantistica, la più valida di tutte le scienze del pianeta: è la tua Coscienza che sta creando le tue esperienze di vita! Sei focalizzato sulla Malattia… o sulla Salute?“
Ti auguro piena salute, felicità e armonia. Con Amore e Luce, Bruce

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lunedì 14 ottobre 2019

Come faccio a creare la realtà?

D: Come faccio a creare la realtà?

D: Come faccio a creare la realtà?"
Eckhart Tolle: "Mi dispiace ma non posso risponderti in maniera per te soddisfacente, credo... Un tempo mi occupavo di quel corpo di insegnamenti che chiamiamo 'Legge di attrazione'. Ho fatto diversi esperimenti con questa presunta legge ed in effetti hanno quasi sempre funzionato, ma, ho anche guardato molto da vicino i comportamenti e il 'destino' di molti insegnanti di legge di attrazione e nel tempo la loro energia ha smesso di risuonare in me.

Non vedo infatti nessuna saggezza e nessuna realizzazione possibile nel continuare a volere, e a materializzare 'cose'.
Non vedo nessun senso nel continuare a spegnere una sete costantemente indotta da noi stessi attraverso la 'dimostrazione nella materia' come la chiamava uno dei miei maestri. Ho compreso col tempo che questa 'legge' è il modo in cui funzioniamo costantemente, e, purtroppo, la 'materializzazione' avviene di continuo che lo vogliamo o meno e più che una legge sembra essere una funzione costante della coscienza. 

Ho capito che a differenza di quanto affermato da molti insegnanti di legge dell'attrazione il pensiero ha un peso inferiore a quello delle emozioni dominanti, e che quasi tutto il materiale emotivo subconscio sta già creando la realtà che vivi, e che vivrai nel prossimo futuro.
Ho capito che mettersi a visualizzare e ad agire come se... è solo un 2% di un gioco molto più vasto che richiede che noi si guardi anche e soprattutto quella parte subconscia che non vuole essere vista e che crea mille disastri.
Inoltre ho notato che seguendo un percorso più diretto verso ciò che io chiamo il 'se' o la 'coscienza pura', quello che si ottiene è un progressivo sistemarsi di tutta la propria esistenza, anche se nei modi e nei tempi differenti da quello che noi avevamo previsto. 

La Legge dell'attrazione è un bel gioco da fare all'inizio per rendersi conto che abbiamo un impatto sulla nostra realtà, ma, a mio parere non può portarti a nessuna felicità duratura ne nessuna realizzazione spirituale, dunque ho semplicemente smesso di occuparmene e di dargli peso. Ciò non toglie che ci siano anche dei validi insegnamenti in merito ma quasi tutti li trovo troppo semplicistici e diretti più alla soddisfazione narcisistica di un ego che alla realizzazione spirituale."
Eckhart Tolle

http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

sabato 9 marzo 2019

L’inganno della speranza e del pensiero positivo

L’inganno della speranza e del pensiero positivo

Colgo l’occasione della ripubblicazione del post che segue per esprimere il mio personale punto di vista sulla speranza e sul pensiero positivo, su cui ho già avuto modo di esprimermi in diversi altri contesti(commenti sui social); oramai sappiamo bene che molti “strumenti” a portata del popolo, se non tutti, hanno dei punti oscuri che non è facile individuare per come siamo abituati a pensare(?) quindi oggi è più che mai doveroso porsi in maniera critica verso ogni azione e pensiero umano quasi sempre artati e pilotati per i soliti fini di controllo e oppressione.

Per quanto concerne il sentimento della speranza esso è per me uno "status" deleterio dell’individuo che lo porta a delegare (l'azione) non tanto agli altri ma al fato, al destino, per una sua condizione futura mettendolo di fatto in attesa che ciò avvenga, frenando quindi ogni sua attività.
La speranza, uno strumento subdolo che non fatico a immaginare chi l’ha introdotta, serve ad inibire ogni azione dell’individuo e a farlo sentire impotente di fronte agli accadimenti, ma lo fa con “garbo” tanto il bene farà la sua parte, insomma è come se per le cose più importanti della nostra vita ci affidassimo alla fortuna.
Se non ci fosse la speranza nella nostra vita cosa faremmo? Forse semplicemente saremmo sempre attivi sul fronte delle nostre aspirazioni? Io dico che sarebbe proprio così!

Avviene un po’ allo stesso modo con l’indiscriminato pensiero positivo, punto cardine del movimento new age, col quale se si “seminano” ininterrottamente benefiche intenzioni tutto andrà bene, senza formare il cittadino, il fedele, ad un'azione consapevole e commisurata alla circostanza.
In realtà non è necessario alcun pensiero positivo, basta essere presenti a se stessi e sentire la vita, essa è già positiva e non c’è nulla da forzare. Vivere pienamente la vita tuttavia non significa pensare solo e sempre positivo in ogni circostanza poiché questo, come avviene per la speranza, inibisce ogni tipo di azione, tanto poi ci penseranno le vibrazioni positive(fato - destino).
Si comprende quindi quanto oggi sia davvero essenziale capire i limiti/inganni di certi modelli di pensiero-sentimento(programmi), perché se sono alla portata di tutti significa che non arrecano alcun danno al potere precostituito e a volte risultano dannosi alla persona che ad essi si affida. 

Non fatevi ingannare dal pensiero positivo acritico, puntate su un’intenzione dettata dalla logica delle circostanze. Non inibite le vostre azioni con la speranza che qualcosa accada, adottate invece un comportamento(azione) attivo derivante da un ponderato pensiero .
Affidate voi e il vostro futuro a ciò che fate in ogni singolo momento della vostra vita purché dettato da spirito critico perché il pensiero è sempre importante ma per avere efficacia deve essere commisurato alla realtà e sostenuto da un comportamento consequenziale. 
Marcello Salas
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La forza del pensiero positivo è una cagata pazzesca

Pensare positivo è il primo step della resa. Vivere positivo è la prima fase della discesa nel mondo illusorio, o come direbbe Dante: nel mondo degli inferi. Credere nella forza del pensiero positivo significa scappare dalla verità.

Analogia tra la speranza e la forza del pensiero positivo

Non sei felice e trovi un modo per esserlo? Potresti affidarti al concetto del pensiero positivo per poter cambiare la tua vita in meglio. Potrebbe sembrare un buon comportamento da adottare. Cosa mai ci può essere di malvagio? Io invece ti dico che è una mancata sincerità nei confronti del mondo e di te stesso.
Se ti costringi a vivere positivo significa che ti sei arreso, perché il tutto si traduce nel pensare che la vita sia una lotta da vincere, la tua tragedia da superare. La vita è difficile e quindi devo reagire pensando positivo. Pensa positivo, ti dicono alcuni, e spera in un futuro migliore. Ecco vedi, sperare e la forza del pensiero positivo affiorano da una natura pessimista. Sperare e pensare positivo sono atteggiamenti molto simili e dirigono il cammino nella medesima direzione.
Questi due sentieri quasi identici fanno giungere l’uomo alla porta dell’inferno, che io chiamo resa e passività. Attenzione però, esistono due tipologie di resa. Arrendersi alla verità e alla vita vera o arrendersi alla sofferenza e alla mancanza di energia. Qua dovrei aprire un altro capitolo, ma per il momento mi fermo qua.
Sperare rende passivi, perché lo stesso atto del sperare recide l’azione come rimedio alle angosce della vita moderna. E io che posso fare se il mondo va così? Nulla, posso solo sperare in un futuro più roseo. Molti però si sono accorti che mentre si aspira e si spera in un avvenire migliore la vita scorre via velocemente. Solitamente sono sempre le persone anziane, al culmine della loro esistenza, a godere di simili riflessioni. Forse dovremmo accorgercene un po’ prima di essere ad un passo dalla morte, non credi?
Affidarsi alla forza del pensiero positivo non è una questione diversa. Il mondo fa schifo, la mia vita è perennemente costellata di problemi, quindi mi hanno insegnato che l’unica cosa da fare è pensare positivo. Fatto sta che in ogni caso, che io veda il positivo o che io speri in meglio, non faccio nulla per avvicinarmi a una vita degna di essere vissuta. Credere in questa forza può sembrare una reazione ma è una forma di resa poco più velata.

lunedì 2 ottobre 2017

Purché non si pensi: utilizzare la libertà per instaurare il totalitarismo dei desideri indotti

Viviamo in tempi stranissimi che, oltre ad un volgare conformismo, non ci consigliano di andare. E chiamiamo questo conformismo “buon senso”, “saper vivere” e persino lealtà alla patria, o addirittura “fede”.
Così siamo giunti al punto che manifestare un desiderio di conoscere e riflettere, di pensare, oppure dichiarare di avere un punto di vista diverso da quanto ogni autorità ci propone, significa candidarsi al sospetto.
Come minimo, si rischia di trovarsi ai margini del proprio gruppo. L’attuale sistema ha come presupposto che qualcuno pensi e giudichi per tutti.

Ed allora, l’ordine interiorizzato e che nessuno verbalizza, ma che scivola indisturbato nelle pieghe di ogni coscienza è: «Non pensate, gente, non pensate, ricordatevi di non pensare, pensare stanca, è inutile, pensa uno per tutti e vi protegge dal vostro stesso pensiero…». Così viviamo tempi di conformismo coatto.
Se vogliamo essere tranquilli, siamo invitati a metterci tutti in divisa, ad essere senza volto. Scriveva Karl Jaspers: «È possibile spiegare tutto, senza nulla comprendere».
Proprio quanto ci sta accadendo. Crediamo di sapere tutto senza comprendere nulla.

Da ciò ne discende uno stile di vita che rifugge quasi per istinto dalla complessità dei problemi. Tutto è semplice, tutto ha una soluzione, purchè non si pensi e non si dica a nessuno che la vita è rischio, scommessa, impegno, progetto di costruire insieme qualcosa di bello e sensato.
L
e società occidentali hanno fatto della libertà la loro bandiera. Nessun valore è stato tanto esaltato, in questi ultimi trecento anni, e nessuno appare, anche oggi (almeno in Occidente), tanto indiscutibile.
E’ stato in nome della libertà che si sono sviluppate le grandi rivoluzioni della storia moderna. Ed è sempre appellandosi ad essa che ci si è battuti, nel secolo scorso, contro la potenza soffocante dei totalitarismi.

Ma cosa significa, realmente, essere liberi?
L’esperienza insegna che è più facile battersi per la libertà, che non individuarne l’effettivo significato. Ma è facile rendersi conto che dal concetto di libertà che si adotta dipende anche il tipo di liberazione per cui ci si deve battere.
Se consideriamo la libertà come quella condizione nella quale non si è costretti da niente e da nessuno a fare o non fare qualcosa, poniamo l’accento esclusivamente sugli ostacoli esteriori che spesso limitano l’azione del soggetto e ne mortificano l’autonomia. A questa idea si sono ispirate e si ispirano molte battaglie per la liberazione da condizionamenti politici, economici, sociali e culturali.
E certo il poter fare senza ostacoli ciò che si desidera costituisce una condizione necessaria della libertà. Ma è anche sufficiente? A farcene dubitare potrebbe essere il fatto semplicissimo che di una libertà così intesa si può parlare anche a proposito di animali non umani. Un cane è “libero” se non è attaccato al guinzaglio.

In realtà, c’è da chiedersi se una persona realizzi veramente la sua libertà quando può fare ciò che desidera. E’ possibile, infatti, porre una questione più a monte, e cioè se questa persona sia libera di desiderare quello che desidera.
In una società come la nostra, dominata dai meccanismi della pubblicità, questo dubbio si impone con particolare evidenza: è veramente libero chi, subendo un bombardamento quotidiano di messaggi più o meno subliminali, si trova a desiderare un prodotto di cui non avrebbe alcun reale bisogno, anche a costo del sacrificio di altre cosa, ragionevolmente assai più utili?
L’esempio più eclatante di tale fenomeno è il clamore suscitato dal lancio dell’ultimo modello di Iphone, che rispetto ai suoi predecessori ha veramente poche novità.
Eppure, il martellamento mediatico ha generato in numerosi giovani il desiderio di acquistarne uno, ad un prezzo è estremamente elevato e senza nessuna reale utilità rispetto ad un telefono cellulare “normale”. La domanda è: sono realmente io a desiderare, o c’è qualcun altro che mi spinge a desiderare?
Il fatto è che il desiderio, come tale, è facilmente condizionabile dall’esterno. Esso dipende dagli oggetti che ci si presentano e nei cui confronti siamo liberi di sentirci attratti o meno.
Esiste, tuttavia, un livello in cui la libertà umana si manifesta nella sua peculiarità ed è quello della volontà. Qui non si tratta più di poter fare, ma di poter scegliere ciò che si vuole fare. Per questo, però, è essenziale il pensiero.
Senza pensiero la libertà si appiattisce sul livello dei riflessi condizionati. Accennavamo prima ai meccanismi della pubblicità. Si pensi anche alle mode e all’omologazione che ne risulta in tutti i settori, da quello dell’abbigliamento a quello, ben più delicato, delle opinioni etiche, politiche o religiose.
Oggi è molto difficile sfuggire a questa forma di dominio invisibile. Ed esso è tanto più pericoloso in quanto censura non le risposte, ma le stesse domande.

Moltissimi uomini e donne, oggi, vivono alle prese con problemi che sono stati messi in “agenda” da altri. Ebbene, ciò è caratteristico dei totalitarismi che, a differenza degli antichi regimi assolutistici, mirano non a soffocare le opposizioni, ma a conquistare il cuore e la mente delle persone, plasmandole per così dire “dall’interno”, piuttosto che costringendole dall’esterno.

È chiaro che se si adotta il concetto dominante di libertà, le nostre società, apparentemente, sembrano essere libere, senza nessun limite esteriore, ma sono minacciate da una forma di oppressione totalitaria che può essere individuata e denunziata solo se si adotta un concetto più ampio di libertà, che naturalmente non escluda il primo, ma lo collega al problema della scelta consapevole e non soltanto al comportamento esterno.

A questo punto il problema del pensiero si rivela drammaticamente attuale. Se su di esso si gioca il valore della libertà, nel suo significato più pieno, vale la pena chiedersi perchè oggi sia così debole di fronte alle sfide della vita personale e sociale, e come sia possibile restituirgli la sua forza. Forse bisognerebbe cominciare dallo spegnere la nemica numero uno dell’umanità: la televisione!

venerdì 21 luglio 2017

Il pensiero crea la realtà o viceversa?

IL PENSIERO CREA LA REALTA’ O VICEVERSA?

Ieri su Facebook ho pubblicato un post che, come mi aspettavo, ha generato diversi commenti e domande. Questo il testo del post:
“Sono un rivoluzionario!
Continuo a leggere che ciò che pensiamo crea la nostra realtà. In realtà è proprio il contrario. La realtà che abbiamo vissuto e continuiamo a vivere crea i nostri pensieri.
Chi ha orecchie per intendere…”

Domanda: E la realtà che viviamo da cosa o chi è creata?

Avendo promesso una risposta, eccomi a spiegare il mio pensiero.
Intanto, come ho già avuto modo di spiegare in diverse occasione, la premessa è che il pensiero da solo non crea nulla. Ciò che condensa le particelle per manifestare la realtà è l’energia delle emozioni. Il pensiero indirizza l’energia verso uno scopo, verso l’obiettivo, ma è l’emozione che ha il potete di far collassare le particelle e creare la realtà.

Detto questo veniamo alla risposta vera e propria. L’essere umano è un mammifero che si è evoluto sul pianeta Terra in milioni di anni. Ciò che noi siamo è una coscienza che per qualche motivo, forse per conoscere il piano della manifestazione fisica,  ha scelto di abbassare la propria frequenza vibrazionale e di entrare nel corpo del mammifero più evoluto: l’essere umano. Noi siamo quella coscienza. Il problema è che per entrare nel corpo umano abbiamo abbassato così tanto la nostra vibrazione che ora facciamo estremamente fatica a rimanere svegli. Il pensiero dei filosofi “chi sono io”, viene proprio da questa coscienza che ha così poca energia per rimanere sveglia e che sente questo stato di indeterminatezza, di sentirci fuori posto, che vorrebbe capire chi siamo e perché siamo qua. Per circa il 95-99% del tempo la nostra coscienza dorme e lasciamo che sia il mammifero che abitiamo a vivere, identificandoci con lui.

È anacronistico parlare ancora di inconscio. Alcuni lo fanno per ignoranza, altri per pigrizia mentale, altri ancora nascondono la verità solo per mantenere quell’alone di mistero che attribuisce loro potere. Ciò che hanno fatto gran parte delle religioni per secoli. In realtà ciò che chiamano inconscio altro non sono che le coscienze del mammifero che abitiamo.
Come la scienza ha dimostrato, questo mammifero umano ha un cervello emozionale (il Sè istintivo) e un cervello razionale (il Sè mentale). Questo mammifero umano pensa e prova emozioni e la nostra vera coscienza, che dorme per il 99% del tempo, si è quasi totalmente identificata con quel mammifero, con quel Sé istintivo e quel Sé mentale. Non è l’inconscio a governarci, ma il mammifero che abitiamo.

Quel mammifero si è formato tutte le sue convinzioni e i suoi modelli di vita sulle esperienze che ha vissuto fin dalla primissima infanzia. Tutti i modelli di pensiero, tutte le reazioni, tutte le emozioni che proviamo, sono il frutto delle esperienze passate. Il mammifero umano, pur avendo una capacità di pensiero molto evoluta, ha una coscienza poco elevata, il suo è un pensiero lineare e vive quasi in automatico (è per questo che molti studiosi paragonano la mente ad un computer). Di conseguenza il pensiero del Sé mentale non è un pensiero libero. Ciò che pensa il Sè mentale dipende dai valori appresi, dagli schemi di pensiero e soprattutto dai contenuti emozionali del Sè istintivo.

Quindi, riassumendo, per il 99% del tempo tutto ciò che pensiamo senza rendercene conto (cioè, ciò che il Sè mentale del mammifero pensa, senza che la nostra coscienza che dorme se ne renda conto) è un pensiero automatico derivato dal passato.

Ed ecco la spiegazione al post di ieri. Non è il pensiero a creare la realtà, ma per il 99% del tempo è la realtà che abbiamo vissuto, soprattutto nell’infanzia, che emozionalmente, o per i suoi schemi più o meno rigidi, genera i pensieri automatici del Sè mentale. Questi pensieri associati alle emozioni del Sè istintivo continuano ad alimentare la nuova realtà che viviamo e che tende a ripetersi.
Solo se ci svegliamo, solo se la nostra coscienza si sveglia, possiamo pensare consapevolmente e richiamare l’energia delle emozioni per creare una nuova realtà.

Mi fa sorridere chi afferma “pensa positivo”. Detto così, significa non aver capito nulla dell’essere umano. Non aver capito che se la coscienza dell’Io non ha la forza per rimanere sveglia (e qua ci ricolleghiamo al precedente articolo del mio blog) è impossibile pensare positivo, perché tra volontà ed emozione vince sempre l’emozione che genera nel Sé mentale i soliti pensieri distruttivi. Ben altre dovrebbero essere le parole di chi afferma di voler aiutare le persone a raggiungere il benessere

lunedì 19 settembre 2016

Pensiero creativo: la capacità di trasformare i problemi in opportunità

PENSIERO CREATIVO: LA CAPACITÀ DI TRASFORMARE I PROBLEMI IN OPPORTUNITÀ
La creatività non è una prerogativa di pochi eletti, ma si nasconde dentro ognuno di noi e spesso la utilizziamo senza rendercene conto. Come fare per sfruttare le potenzialità del pensiero creativo nella vita quotidiana?
Siamo talmente presi con il lavoro e la nostra vita che non ci siamo mai fermati a pensare a cosa accade nella nostra mente quando ci troviamo di fronte ad un problema da risolvere. Siamo conviti, a causa di stereotipi, che la creatività sia un patrimonio che possiedono solo i bambini e gli artisti.
In realtà, il pensiero creativo si trova celato dentro qualunque individuo e viene utilizzato inconsciamente dalla nostra mente nelle situazioni difficili. La creatività ci aiuta a sviluppare il cosiddetto problem solving, ovvero la capacità di trasformare un’esperienza difficile e problematica in un processo di crescita costruttiva personale.

CREATIVITA’ COME INNOVAZIONE PERSONALE: COME TRASFORMARE UN PROBLEMA IN OPPORTUNITA’ GRAZIE AL PENSIERO CREATIVO

Superare dei momenti difficili, apparentemente impossibili da risolvere, implica uno sforzo da parte nostra di ricercare soluzioni alternative ed originali. In questo caso si mette in moto il pensiero creativo che, attraverso un processo mentale, aiuta ad affinare le abilità di un individuo nel trasformare i punti deboli in punti di forza.
Dal momento in cui questo processo si “accende”, la persona è in grado di affrontare qualsiasi situazione con uno spirito diverso, con un nuovo approccio e con una forza interiore che prima non sapeva di avere.

Una mente creativa mette in atto un pensiero che si distacca totalmente da quello tradizionale e logico: il pensiero creativo è in grado di intraprendere strade alternative, toccando idee, pensieri, percezioni e concetti anticonformisti, differenti da quelli più comuni.

La creatività ci permette di raggiungere i nostri obiettivi intraprendendo percorsi meno conosciuti, ma decisamente più efficaci.
Per aiutarci a sviluppare al meglio il pensiero creativo e alleare la mente al problem solving è necessario liberare il pensiero dalla logica tradizionale e dagli stereotipi che la società ha imposto nell’immaginario collettivo.

E’ opportuno che la nostra mente sia in grado di pensare liberamente senza essere influenzata dall’esterno: per riuscire a trovare soluzioni alternative il nostro pensiero deve essere aperto ad ogni prospettiva possibile, anche quelle più estrose e bizzarre.

Quando ci troviamo di fronte ad un problema proviamo ad affrontarlo con un atteggiamento creativo: proviamo per esempio a capovolgere la situazione per vederla da un punto di vista differente, cercando una possibile soluzione, anche la più assurda, senza dare nulla per scontato. Inoltre, è importantissimo cercare di non vedere il problema come uno sbaglio o un fallimento personale, ma come un’esperienza positiva e il punto di partenza per una nuova e fantastica opportunità creativa.

domenica 10 aprile 2016

Fisiologia di un'emozione

Fisiologia di un'emozione

Quando si soffre di un disturbo a livello fisico si tende a curarlo con farmaci e ad individuarlo per mezzo di analisi. La medicina di tipo allopatico, cura ogni sintomo come un nemico da sconfiggere proveniente dall'esterno. Essa cura ma, spesso, non guarisce determinate sintomatologie che poi definirà come croniche.
 
La pecca della medicina allopatica è proprio quella di scomporre il corpo in un insieme di organi e funzioni senza mai correlarli ma, al contrario, scindendoli e cercando, allo scopo di "guarire" il soggetto, virus, fattori genetici e quant'altro possa farla venire a capo dello stato di disagio lamentato da quella persona che ad essa si rivolge.

La medicina cosiddetta alternativa, invece, considera l'individuo come un complesso formato da anima, mente e corpo. Per questo si parla sempre più spesso di medicina olistica proprio in riferimento al fatto che questo tipo di medicina, a differenza della medicina allopatica, cerca le cause che hanno originato il disturbo senza limitarsi a curare gli effetti e tenendo conto dell'unità Anima-mente-corpo del soggetto da curare.

Se la medicina allopatica è più superficiale, ciò è dovuto al fatto che essa considera il corpo alla stregua di una macchina e lo cura come tale, considerando l'influenza di fattori quali emozioni, ambiente e conflitti interiori come estranei ed irrilevanti quali possibili cause del sorgere dello stato di disagio.
Se quindi la medicina allopatica si rivela indispensabile come medicina salvavita, di contro essa risulta poco efficace e superficiale nel caso di patologie legate a stati di disagio scaturenti da conflitti interiori.

Proprio per compensare questa sua lacuna e per cercare d'imitare la medicina alternativa, è sorta la psiconeuroendocrinoimmunologia. Dietro questo nome così complesso ed ampolloso si nasconde una nuova ed evoluta branca della medicina allopatica classica avente lo scopo di studiare il rapporto esistente fra emozioni e stato di salute delle persone.

Già millenni fa la medicina cinese ed indiana avevano individuato fra le principali cause del disagio fisico dell'individuo le emozioni. Non a caso, sia la medicina indiana che quella cinese compresero presto che dietro un disturbo fisico localizzato in un organo stava un'emozione che determinava una modificazione di carattere fisiologico a carico del sistema anima-mente-corpo, comunemente chiamato essere umano.

Ebbene sì, sono le nostre emozioni a condizionare il nostro stato di salute e non i virus, i geni o l'inquinamento. In parole semplici è ciò che pensiamo a determinare il nostro stato di salute. Ho già parlato dell'influenza delle emozioni sullo stato psicofisico del soggetto nel mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA- YOUCANPRINT EDIZIONI.
Ogni emozione ha un suo potere sul nostro stato fisiologico. Essa ha la capacità di mutare la nostra fisiologia e donarci la salute o, al contrario, farcela perdere. Diversi studi di psiconeuroendocrinoimmunologia hanno dimostrato come a seconda delle emozioni vissute il corpo umano è orientato a migliorare o, viceversa, peggiorare il proprio equilibrio omeostatico (stato di salute).

Se una persona vive in un ambiente a lei ostile o in condizioni di forte stress, automaticamente sarà in uno stato emotivo cosiddetto di attacco o fuga. Questo stato di stress produrrà, a livello fisiologico, degli ormoni quali cortisolo ed adrenalina, gli ormoni dello stress aventi effetti negativi sul sistema psicofisico.
Quando, viceversa, una persona riesce a trovare un equilibrio all'interno della propria Vita, vivendo relazioni soddisfacenti, accettando gli accadimenti senza resistere allo stato di ciò che è, il suo organismo si stabilizzerà in uno stato di benessere e, a livello fisiologico, produrrà gli ormoni del benessere quali ossitocina ed endorfina. Questi ormoni hanno la caratteristica di agire a livello positivo sul sistema neurovegetativo, stabilizzando tutte le funzioni dell'organismo, aumentando la soglia di sopportazione della fatica e migliorando la risposta allo stress esterno.

Ecco quanto è importante pensare bene e risolvere i conflitti interiori! UN SOLO PENSIERO MUTA LA FISIOLOGIA DI CHI LO HA FATTO DETERMINANDO LO STATO DI BENESSERE O DI DISAGIO PSICOFISICO! 

D'altronde la medicina tradizionale cinese, già millenni fa ribadiva il collegamento fra organi ed emozioni. Ad esempio, essa collegava l'emozione rabbia al fegato, la tristezza al polmone, la paura al rene, la simpatia allo stomaco, l'amore al cuore. Per ulteriori approfondimenti in merito, rimando al mio libro.

Ogni emozione ha il potere di mutare sia la fisiologia che la postura di una persona. Diversi atteggiamenti, modi di parlare più o meno veloci, più o meno rabbiosi, sono determinati dallo stato psicofisico della persona alla quale appartengono. 
Da ciò si può trarre una conclusione: tutte le somatizzazioni e i disagi psicofisici in generale comunemente ascritti al rango di patologie croniche dalla medicina ufficiale, sono guaribili. Certo, non è facile direte voi. Ciò richiederà un serio lavoro su di se volto ad individuare ciò che crea quel tipo di disagio. Per far ciò occorre effettuare un'attenta auto osservazione allo scopo d'individuare l'emozione base che crea poi il disagio a livello psicofisico.

La prossima volta che avete mal di testa o accusate altri disturbi simili, sappiate che sono solo somatizzazioni e che l'organo che accusa quel disagio è una semplice spia che vi avverte che è arrivato il momento di cambiare direzione alla vostra Vita. Voi solo potete farlo. Voi solo potete guarirvi, nessuno può farlo al posto vostro perchè nessuno HA INTERESSE A VEDERVI SANI, ALTRIMENTI LE MULTINAZIONALI DEL FARMACO E I MEDICI SI RITROVEREBBERO IMPROVVISAMENTE DISOCCUPATI.

Il sistema vuole individui inconsapevoli e manipolabili allo scopo di guadagnarci sopra. Imparate a mantenervi in salute da soli, documentatevi, ascoltate persone più esperte di voi in questo campo, leggete libri sull'argomento, frequentate seminari e, in generale, fate tutto ciò che ritenete opportuno per cambiare il vostro modo di vedere la Vita ricordando che la salute dista da voi solo un pensiero. Questo pensiero, se positivo produrrà salute attraverso emozioni positive, se negativo vi farà vivere disagi a livello psicofisico e, se reiterato nel tempo e non tenuto nel dovuto conto, potrà portare alla morte. 
Vincenzo Bilotta

lunedì 4 gennaio 2016

New Age e Nuovo Ordine Mondiale

New Age e Nuovo Ordine Mondiale (NWO)
di Sovereign
Traduzione di Anticorpi.info
Gli esseri umani sono come pesci in un doppio acquario di falsità. Sono convinti che il primo acquario, il mondo concreto della materia, sia ormai completamente noto, e sulla base di questa presunzione hanno inventato tecnologie che dovrebbero permettere loro di vivere più comodamente ed a lungo. Eppure a volte le leggi fisiche e biologiche non funzionano come dovrebbero. Quando ciò accade, le 'anomalie' sono frettolosamente etichettate come 'miracoli' o 'incredibili coincidenze.' Il fatto è che siamo troppo ciechi o pavidi per ammettere che le cosiddette leggi della scienza non siano affatto scolpite nella roccia.

Il concetto è così rivoluzionario che preferiamo mentire a noi stessi piuttosto che accettarlo come ovvio. Il mondo basato su tali assunti è il primo acquario, ed a detta di alcuni fisici quantistici conterrebbe un mero 0,1% della realtà.

Il Secondo Acquario.
Il secondo acquario contiene il restante 99,9% della realtà, tra cui i mondi sottili che influenzano costantemente il primo acquario, ossia il mondo materiale. Tali mondi sono numerosi: eterico, astrale / vitale, emotivo, mentale, causale. Li esploriamo quotidianamente quando dormiamo, immaginiamo, meditiamo, usiamo droghe ricreative e farmaci psicotropi. Alcune persone si limitano a studiare le leggi alla loro base attraverso testi religiosi, sacri ed esoterici. Altri invece sfruttano questa sapienza per controllare la realtà del primo acquario. Evocano forze ed entità 'positive' e 'negative' (divinità, angeli, alieni, djinn, demoni, asura) per perseguire i loro scopi e desideri.

Anche in questo caso i risultati sono parziali e le leggi denotano un'incoerenza di fondo che non si addice alla loro apparente invariabilità. I mondi sottili sono ingannevoli come il mondo materiale, in questo doppio acquario fatto di falsità.

Sulla Terra il controllo del primo acquario è stato organizzato dalla élite globale per migliaia di anni. Generazione dopo generazione, le famiglie di sangue blu hanno seguito un programma a lungo termine di inganno e manipolazione al fine di raggiungere l'assoluto dominio temporale e spirituale dell'umanità. Questo controllo temporale (all'interno del primo acquario) è stato reso possibile solo attraverso il controllo spirituale degli individui, che ha luogo attraverso le leggi del secondo acquario. È per questo che l'élite globale è così profondamente coinvolta nel cosiddetto 'satanismo.' E questo è anche il motivo per cui costoro oggi controllano ogni religione, filosofia spirituale, ordine, culto, società segreta, scienza.

La Nuova Era dell'Acquario.
Le entità che popolano i mondi sottili vivono molto a lungo, perché il loro spazio-tempo è molto diverso dal nostro. Quando il loro 'nutrimento' inizia a scarseggiare, i cosiddetti 'dei' che assorbono energie vitali e mentali umane alterano le loro strategie di raccolta. Al giorno d'oggi molti calendari sacri - direttamente scritti oppure corretti ad arte dall'elite e poi interpretati dai loro 'esperti' prezzolati - indicano che staremmo entrando in una nuova era (new age): l'Era dell'Acquario.

In realtà, questa New Age vorrebbe essere un ritorno al passato - cioè alla cultura magica cabalistica esistente in epoca pre-diluviana - tutto ciò al fine di preservare il dominio del mondo da parte delle stesse entità che lo dominano da eoni, sotto il comando del dio dell'illusione. Quest'ultimo è spesso chiamato Satana (avversario) - o Lucifero (portatore di 'luce'). I cosiddetti testi sacri annunciano enormi sconvolgimenti cosmici che distruggeranno l'umanità corrotta. Tutti coloro che sopravvivranno agli sconvolgimenti potranno poi vivere una Nuova Età dell'Oro ed evolversi in una nuova forma di vita.

Tuttavia, come spesso accade nell'acquario delle falsità, è vero esattamente il contrario. I cambiamenti in predicato ad accadere sono dovuti all'evoluzione spirituale di una massa critica di esseri umani, la quale sta determinando la trasformazione e liberazione dell'intera umanità, ed il dio dell'illusione, risoluto a conservare intatta la propria fonte di nutrimento, ha ordito un gigantesco progetto di ingegneria sociale e spirituale finalizzato ad arrestare il processo attraverso questo ritorno al passato, e mediante il mantenimento degli esseri umani in un costante stato di stordimento e sottomissione. Guidati dal loro padrone satanico i membri delle elite hanno diligentemente eseguito la messa in opera del piano, passo dopo passo, mossa dopo mossa:

Scacco Matto in Otto Mosse.
1- L'ateismo scientifico, gigantesco movimento di pensiero, è stato instaurato affinché le masse cessassero di tramandarsi la consapevolezza dell'esistenza dei mondi sottili.

2- Alieni e demoni hanno fornito nozioni e tecnologie segrete tramite cui il potere ha potuto elevare a sistema il saccheggio e la distruzione del pianeta, ed ottenere il controllo mentale delle masse.

3- I mass media si sono fatti carico di eccitare costantemente la cupidigia umana con la loro noiosa propaganda. Le loro banche ci hanno prestato i loro soldi, così da asservirci e farci cedere all'ammaliamento dei beni di consumo prodotti dalle loro multinazionali.

4- L'élite ha creato i vari movimenti ambientalisti, incaricati di descrivere la Terra come vittima dei 'crudeli, egocentrici esseri umani.'

5- L'élite spirituale (il culto satanista dei Gesuiti) con l'ausilio dei media ha diffuso la spiritualità New Age, attraverso cui introdurre alla venerazione di alieni e 'maestri ascesi' (demoni) canalizzati da alcuni 'prescelti' (posseduti).

6- Le tecnologie segrete dell'élite (tra cui Haarp e le sostanze contenute nelle scie chimiche e nei vaccini) sono utilizzate massicciamente con l'obiettivo di accelerare la trasformazione dell'ambiente e degli esseri umani. Esse stimolano nella gente specifici pensieri, emozioni, desideri, azioni, e producono malattie.

7- La New Age ha diffuso la convinzione che l'ego individuale sia il male, e che sia necessaria la sua subordinazione ad una volontà collettiva tecnologica.

8- Attraverso l'eugenetica (uccisione dei non conformi) ed il transumanesimo (miglioramento dei sottomessi) si prosegue l'opera di assoggettamento dell'umanità al dio dell'illusione ed ai suoi servi.

New Age = Satanismo + Tecnologia.
Secondo l'autore Arthur C. Clark: "ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia." Ciò vuol dire che la maggior parte delle cosiddette manifestazioni spirituali possono essere riprodotte tecnologicamente.

Negli ultimi decenni l'élite ha avuto accesso a informazioni tecnologiche avanzate di 10.000 anni rispetto alle cognizioni della scienza ufficiale, le quali possono facilmente simulare eventi soprannaturali quali apparizioni, ufo, telecinesi e così via. Molte religioni da sempre ci mettono in guardia contro simili 'portenti', ascrivendoli all'opera del diavolo, tuttavia la cultura New Age ignora tali ammonimenti e promuove apertamente le pratiche occulte e magiche.

domenica 3 gennaio 2016

I LATI OSCURI DEL “PENSIERO POSITIVO”

I LATI OSCURI DEL “PENSIERO POSITIVO”

In questo articolo, trovato molto tempo fa sul web, ho avuto la conferma da parte di Osho ai miei dubbi sulla pratica del pensiero positivo e della legge di attrazione, tanto proclamati e diffusi di questi tempi.
I miei dubbi erano rivolti proprio all’effetto che queste tecniche hanno sulla struttura psicospirituale.

Di questi tempi si parla tantissimi di amore, di luce, di benessere, di evoluzione…e si tende a nascondere tutti i lati ombra e le emozioni ombra della vita…sembra quasi che parlare di rabbia, di invidia, di paura ecc stia per diventare un tabù. E quando se ne parla, spesso subito si sente dire “non pensare alla tua rabbia, immagina di inviare amore e luce”, o frasi di questo genere.

È corretto agire in questo modo? A mio avviso no. E l’intervista a Osho che seguirà sembra confermare i miei dubbi.
Tutto questo voler nascondere, questo voler reprimere…poiché, se siamo sinceri con noi stessi, di questo si tratta… incide veramente sulla struttura psicospirituale. È inevitabile che laddove ci sia una repressione succeda questo.
Quando operiamo uno sforzo nel voler affermare un pensiero per eliminarne un altro, quest’ultimo non viene cancellato ma trasferito nell’inconscio dove è libero di manifestarsi nell’ombra. Abbiamo quindi fatto un danno: abbiamo oscurato un pensiero/emozione ombra che prima era illuminato dalla coscienza, e invece di usarlo per accrescere la nostra consapevolezza lo abbiamo reso più potente facendoci ingannare dalla nostra stessa mente.

Il mio percorso attuale mi ha portato alla consapevolezza che se si sente rabbia, bisogna vivere la rabbia, ascoltarla, darle voce e sfogo (senza far male agli altri ovviamente).

Tutto ciò che di oscuro proviamo non è poi così oscuro…come potrebbe esserlo dal momento che spesso costituisce una svolta evolutiva importantissima?

Ora vi lascio alle parole di Osho che saranno certamente più esplicative ed illuminanti delle mie :)

Amato Maestro, la tecnica del “pensiero positivo”, è utile per risvegliarsi? Oppure ottunde la consapevolezza di essere in prigione e il desiderio di diventare liberi?

La tecnica del pensare in positivo non è una tecnica che ti trasforma: si limita a reprimere gli aspetti negativi della tua personalità. E’ una tecnica basata sulla scelta. Non può giovare alla consapevolezza: va contro la consapevolezza. La consapevolezza è sempre senza scelta. Pensare in positivo, significa semplicemente forzare il negativo ad andare nell’inconscio, e condizionare con pensieri positivi la mente cosciente. Ma il guaio è che l’inconscio è molto più forte, è nove volte più forte della mente cosciente. Per cui, quando una cosa diventa inconscia, essa diviene nove volte più forte di quanto non lo fosse prima. Magari non si manifesta più nella vecchia maniera, ma trova nuovi modi di espressione.
Quindi, la tecnica del pensare in positivo è poco efficace, priva di una profonda comprensione, e continua a fornirvi idee sbagliate su voi stessi.
Il pensare in positivo è nato da una setta cristiana americana, che prese il nome di “Christian Science”. Per evitare la parola “Christian” e avere in tal modo più presa sulla gente, un po’ alla volta fu abbandonata la vecchia etichetta, e si limitò a parlare della filosofia del “pensiero positivo”. Christian Science – questa è la fonte originale – avanzò l’idea che tutto quello che vi succede nella vita, non è altro che una proiezione del pensiero. Se volete essere ricchi, “pensate alla ricchezza e arricchitevi”. E’ attraverso il pensare in modo positivo che ci si arricchisce, che si diventa più ricchi… che i dollari cominciano a venire verso di voi.

Mi viene in mente un aneddoto. Un giovane incontra per strada un ‘anziana signora. La signora chiede: “Cos’é successo a tuo padre? Non viene più alle nostre riunioni settimanali di Christian Science, ed è il membro più anziano, quasi il fondatore della nostra società”. Il giovane risponde: “E’ malato, e si sente molto debole”.
La donna ride, e ribatte: “E’ solo il suo pensiero e nient’ altro. Lui pensa di essere malato, ma non lo è. E pensa di essere debole, ma non lo è. La vita è fatta di pensieri: diventi ciò che pensi! Digli di ricordarsi l’idea che ci ha predicato per anni. Digli di fare pensieri sani, di pensarsi forte e vigoroso!” Il giovane conclude: “Gli riferirò il suo messaggio”.
Otto, dieci giorni dopo, il giovane incontra di nuovo la donna, che gli chiede: “Cos’è successo? Non gli hai riferito il mio messaggio? Perché continua a non venire alle riunioni settimanali?” E il giovane risponde: “Gli ho riferito il suo messaggio, signora; ma ora lui pensa di essere morto. E non lo pensa solo lui… tutti i vicini, la mia famiglia, perfino io stesso, pensiamo che sia morto. E non vive più con noi: è andato a stare al cimitero!”

Christian Science ha un approccio superficiale… può aiutare in certi casi: in particolare, si possono modificare quelle situazioni che sono realmente create dalla vostra mente. Ma non tutta la vostra vita è creazione della mente.
Il pensiero positivo deriva da Christian Science. Parlano un linguaggio più filosofico, ma la base è la stessa: se pensi in negativo, ti accadranno cose negative; se pensi in positivo, ti accadranno cose positive. E in America questo genere letterario ha molta fortuna. In nessun altro posto al mondo il pensare in positivo ha avuto alcuna presa… perché è una cosa puerile. “Pensa di essere ricco e diventalo”… tutti sanno che è una pura e semplice assurdità. Ed è nocivo, è pericoloso per te.

Le idee negative della tua mente devono essere rilasciate, non devono essere represse da idee positive. Occorre che tu crei una coscienza, che non è positiva, né negativa. Quella sarà una pura coscienza. In quella pura coscienza, vivrai la più naturale e gioiosa delle esistenze.

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