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sabato 22 settembre 2018

Guerriero Spirituale, la Nuova Mascolinità

Guerriero Spirituale, la Nuova Mascolinità

Carla Babudri

Un “guerriero spirituale” è qualcosa di ben diverso dagli uomini che vengono mandati in Afghanistan o in Iraq, uomini che purtroppo vanno contro la propria stessa anima.

Il guerriero spirituale è il guerriero del cuore, combatte per la vita, non contro di essa, e credo che, oggi, molti giovani stiano rivendicando sempre di più questo diritto.

A scuola i bambini imparano a comportarsi bene e ad essere dei bravi ragazzi, ma questo non li rende uomini veri. Abbiamo bisogno di autenticità, di spontaneità, di una nuova iniziazione del maschile ai misteri della vita stessa.
Un tempo l’iniziazione era composta da riti che onoravano il mistero della vita e della magia, valori che non possono essere appresi a scuola. Al contrario, le fondamenta del patriarcato si radicano su religioni istituite da uomini per uomini, con una visione fortemente unilaterale.
Adesso abbiamo bisogno di incentivare un nuovo equilibrio tra energia maschile e femminile. Le donne hanno sacrificato la loro femminilità profonda per diventare uguali agli uomini, ma le donne non sono uguali agli uomini e viceversa. 
La mascolinità sana non è di sicuro quella del “macho”, che non ha alcun sentimento e che si nasconde ancora dentro una immagine antiquata e autoritaria, ma nemmeno quella dell’uomo troppo fragile ed inerme, in balia delle sue emozioni, che non sa più cosa vuole e che non è più in grado di agire. Ci sono, però, anche uomini che ricercano nelle profondità dell’anima e fanno la loro discesa nel silenzio, anche se è un percorso doloroso.
Mentre il movimento energetico della donna è verso l’alto e dall’interno verso l’esterno, il movimento dell’uomo va verso il basso e va dall’esterno verso l’interno. A causa di questo movimento opposto, le donne camminano avanti e sono più presenti. Ma entrambi i sessi devono percorrere la loro strada parallelamente. La donna deve recuperare il potere che le è stato tolto, invece l’uomo lo dovrà perdere, imparando a morire per rinascere, un processo di “iniziazione invisibile” incominciato già molto tempo fa.
Nella società di oggi, abbiamo bisogno di nuovi padri che sappiano insegnare ai loro figli maschi la strada verso la vera mascolinità. Abbiamo già perso troppi uomini, proprio per il mancato esempio di paternità positiva.
Per via di questa carenza, molti giovani uomini, oggi, stanno cercando di creare da sé la propria iniziazione, riversando il loro vuoto nella depressione, a volte nelle droghe, nella solitudine infinita, nella dispersione… perdendo del tutto la propria identità.
Quando un padre è assente, come può un figlio maschio trovare la giusta iniziazione al proprio sesso, in modo da poter vivere come un vero Guerriero Spirituale?
Articolo di Carla Babudri


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lunedì 2 ottobre 2017

Se i maschi fanno sciopero

Se i maschi fanno sciopero

By Emanuela 24 settembre 2017

Alcuni mesi fa avevamo pubblicato un articolo sul fenomeno chiamato sexodus, esaminando i motivi per cui molti uomini rinunciavano alle donne e alle relazioni sentimentali in generale.

Con questo nuovo articolo vogliamo approfondire l’argomento, a partire dal libro Men on Strike (Uomini in sciopero, 2013), della psicologa Helen Smith. La Smith s’interessa da diverso tempo dei diritti degli uomini, e i suoi articoli possono essere trovati sul suo blog. Il libro ovviamente prende in esame la situazione degli USA, ma molto di ciò che sta accadendo lì ormai è ravvisabile anche in Europa.

Lo sciopero del matrimonio e della paternità
Negli ultimi decenni, la percentuale di matrimoni è di molto diminuita. Ad esempio, negli USA un quarto dei ragazzi tra i 25 e i 34 vive ancora a casa con i genitori e non lavora e a quanto pare si tratta della percentuale più alta degli ultimi 75 anni. Persino tra gli ultracinquantenni aumenta il numero di coloro che preferiscono coabitare senza sposarsi
Sono state avanzate molte ipotesi per spiegare questo stato di cose, ma nessuno è ancora riuscito a individuarne i veri motivi.
Nonostante questo, però, secondo una ricerca del Pew Research Center, il 37% delle donne fra i diciotto e i trentaquattro anni dice che avere un buon matrimonio è una delle cose più importanti per loro, percentuale salita di ben 9 punti dal 1997. Per gli uomini, invece, è accaduto il contrario: la percentuale è scesa dal 35% al 29%.
Secondo i dati riportati da Kay Hymovitz nel libro Manning Up, nel 1970 l’80% degli uomini tra i 25 e i 29 anni era sposato, mentre nel 2007 solo il 40%. Nel 1970, l’85% degli uomini tra i 30 e i 34 anni era sposato, nel 2007 solo il 60%.

Negli ultimi anni, sono stati scritti diversi libri che tentano di spiegare come mai gli uomini non siano più interessati al matrimonio, ma, nota la Smith, tutti gli autori di questi libri finiscono per concludere o che gli uomini sono dei “bambinoni” che non vogliono crescere e che preferiscono passare le giornate a giocare coi videogame o a guardare film porno, o che si sentono “minacciati” dall’emancipazione femminile.
Tuttavia, questa è un’analisi superficiale, perché non spiega i motivi per cui gli uomini “non vogliono crescere”. Forse il motivo è che crescere viene visto non come un premio, ma come una punizione.

Quello che viene fuori dalle ricerche della Smith è che gli uomini hanno iniziato a vedere il matrimonio o come un’incognita o come qualcosa di piuttosto pericoloso. A parte il fatto che, nella maggior parte dei casi (circa il 70%), il divorzio viene chiesto dalle donne, e per semplici motivi di “incompatibilità”, in caso di divorzio tutte le leggi sono a favore della donna. A causa degli alimenti da versare alla moglie e, se ce ne sono, ai figli, l’uomo può ritrovarsi sul lastrico e perdere tutto quello che ha, incluso il diritto di vedere i figli, anche nel caso in cui sia stata la moglie a tradire il marito. In pratica, finché il figlio non diventa maggiorenne, l’uomo sarà costretto a lavorare per mantenere lui e la ex moglie, pena la prigione:  in pratica sarà uno schiavo, perché non potrà tenere per sé ciò che guadagna, ma lo dovrà dare a terzi.
I dati circa gli uomini in prigione perché incapace di pagare gli alimenti sono piuttosto frammentari, comunque, secondo Douglas Galbi, negli USA in una giornata tipo ci sono 50.000 persone in prigione per questo motivo. Ovviamente poi chi finisce in prigione farà fatica a trovare lavoro una volta uscito e quindi tutta la situazione diventa un cane che si morde la coda. Fra i senzatetto ci sono molti uomini separati (anche qui in Italia ) e fra di essi i suicidi non sono affatto rari (anche qui in Italia).

Non è raro nemmeno che la moglie accusi falsamente il marito di violenza su se stessa o sui figli, sperando così che all’ex marito venga tolto il diritto di vederli. In molti casi possono volerci anni prima che l’uomo venga prosciolto da tutte le accuse.
Un ulteriore disincentivo a instaurare relazioni sentimentali riguarda i cosiddetti diritti riproduttivi. Oggi, solo le donne possono vantare diritti riproduttivi. Gli uomini non ne hanno, nel senso che non possono decidere se e quando diventare padri. Se una donna resta incinta dopo una notte di sesso con X, può indicare X sul certificato di nascita del bambino e lui sarà costretto a mantenerlo. Oppure, una donna può fare sesso con un uomo dicendogli che sta usando la pillola anticoncezionale, mentre invece non è vero. La donna può quindi crescere il bambino da sola e magari, dopo dieci o vent’anni (a seconda dello stato) chiedere il mantenimento retroattivo per il figlio. Anche in caso di divorzio, sono le donne quelle che vengono più tutelate e i figli vengono in genere affidati alla madre (negli USA, solo 17,8% dei padri riceve l’affido dei figli). Ovviamente in caso di aborto solo la donna può decidere e l’uomo non ha voce in capitolo. In caso di madri single, in alcuni Stati USA la madre può addirittura dare in adozione il figlio senza che il padre ne venga informato.

Esistono anche situazioni ai limiti dell’assurdo. Ad esempio, vi sono diversi casi di ragazzi al di sotto dell’età del consenso che sono stati coinvolti in attività sessuali con donne molto più grandi di loro. Nel caso in cui tali donne sono rimaste incinte, i tribunali hanno sempre deciso che il ragazzo dovesse pagare il mantenimento, nonostante agli occhi della legge il rapporto in cui era stato coinvolto era uno stupro, perché il ragazzo non aveva l’età per dare il proprio consenso (qui si possono leggere diversi casi di “paternità per coscrizione”).
Al contrario, quando le donne restano incinte possono rifiutarsi di mantenere il bambino e non riconoscerlo, dandolo in adozione.

Un’altra questione molto delicata è quella degli uomini ingannati circa la paternità dei loro figli.

sabato 30 settembre 2017

Quale uomo? - Il maschio, il femminismo e il sexodus

Quale uomo? - Il maschio, il femminismo e il sexodus
Prendo spunto dall’articolo che riporto a fondo pagina per rimarcare una considerazione che in maniera più soft ho già avuto modo di esternare in altri articoli[1][2] sulla donna e che riguarda gli uomini di oggi, gli uomini oggetto, oggetto di un sistema diabolico che li ha separati dalle donne, anch’esse oggetto dello stesso burattinaio malvagio.

In quest’epoca in cui si sospinge all’estremo la difesa incondizionata e insensata delle donne da violenze quasi sempre incrementate e rese più cruente al sol fine di generare una percezione di pericolo irreale rivolgo la massima solidarietà ai giovani maschi di questo tempo per le sfide che dovranno affrontare, anche contro loro stessi.

Detti nuovi uomini oggi sono le vere vittime di un femminismo sfrenato inculcato al di sopra di ogni cosa in ogni ragazza tanto da porla sempre in maniera guardinga verso l’altro sesso, additato oramai da decenni come insensibile, violento, stupratore o peggio.

Pensare tuttavia che il fenomeno non esista è sbagliato perché le discriminazioni e le violenze esistono, come sono sempre esistite, tuttavia l’entità del fenomeno è di gran lunga più circoscritto rispetto a quanto viene “pubblicizzato”, è proprio il caso di dirlo, fattore necessario a renderne grande la percezione e spesso l’emulazione ad opera di una pletora di “uomini” che si sono persi e che la società non ha alcuna intenzione di far ritrovare perché è esattamente quello che si era prefissata.

Per quanto il femminismo introdotto viscidamente nelle famiglie del mondo abbia di fatto rese “vuote” e sole molte giovani donne di questa cupa epoca un danno rilevante l’ha subito anche il maschio che dopo un bombardamento mediatico di indubbia(a loro dire) colpevolezza verso di lui che dura ormai da oltre 50 anni si ritrova impaurito ad approcciarsi all’altro sesso a causa di ripercussioni legislative e pratiche pesantissime che possono distruggergli la vita in un istante; tanti e in continuo aumento sono quelli che non scelgono più una compagna, ma si accontentano di qualche amica e sopperiscono con surrogati di ogni genere[3][4][5] al vuoto relazionale indotto.

Oggi appare davvero controverso parlare di violenza verso gli uomini, ma è una amara constatazione sotto gli occhi di tutti, ignorata da ogni media che esaltano ed impongono esclusivamente il rispetto della donna e la punizione della “bestia”, ma gli uomini sanno bene che non esiste alcuna bestia, è una bestialità inventata ed ingigantita per i fini di distruzione delle famiglie e del genere umano come lo conosciamo attuata dal più diabolico dei sistemi.

Come già rappresentato più volte è indispensabile ed urgente conseguire una solida conoscenza del sistema distruttivo in cui stiamo vivendo per poter rivivere nelle nostre reali “vesti” e non in quelle confezionate dalla dittatura disumana dell’essere un nulla, perché il nulla nulla può contro il potere che lo ha generato.

Questa è la prima consapevolezza che dobbiamo acquisire, questa è la prima minaccia che dobbiamo affrontare e vincere, ma contrariamente a quanto inizialmente si possa pensare sarà automaticamente debellata non appena verrà svelata alla nostra anima che non sarà più ad essa assoggettata, di seguito tutte le altre guerre saranno facilmente vinte perché se saremo uniti saremo invincibili… e loro lo sanno. 

*Tale condizione relazionale che via via si va inasprendo spero possa portare, in un futuro non molto lontano, alla creazione di nuovi legami di coppia che trascendano tutto ciò che oggi appare consueto e “corretto” per generare unioni solide, rapporti paritari, con ruoli definiti e la giusta importanza per ognuno, come già avveniva in passato nelle società gilaniche.

Il maschilismo ed il femminismo odierni sono degli strumenti di distruzione relazionale e sociale, sta a noi comprenderlo e far in modo che tutto cambi abbandonando le gabbie sociali e giuridiche come il matrimonio che nulla hanno di naturale.
Prima o poi la natura dell’essere umano ritroverà l'equilibrio tra i sessi che oggi è stato volutamente alterato.
Marcello Salas

*Aggiornamento del 03-10-2017.

 

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A seguire vi ripropongo uno stralcio dell’eccellente articolo di Emanuela di cui consiglio la lettura integrale, su enzopennetta.it...

Sexodus, parte 1: uomini che rinunciano alle donne e...

La criminalizzazione del maschio come mezzo per liquefare sempre più la società.

Ma colpisce anche le femmine spingendole verso una visione grottesca e alterata della loro identità.

Accademici, sociologi e scrittori affermano che un’ostilità sempre crescente e derisoria da parte dei media, e un certo numero di maschi un po’ confusi che collaborano col progetto femminista sono stati in parte responsabili di una generazione di ragazzi che, molto semplicemente, non ne vogliono più sapere niente.

lunedì 6 marzo 2017

Donne, avete sbagliato tutto. Svegliatevi. (Facciamo la festa alla donna, e anche all’uomo).

Donne, avete sbagliato tutto. Svegliatevi. (Facciamo la festa alla donna, e anche all’uomo).

"Chi mi conosce sa che mi piace provocare, nel senso più alto della parola, perché mi piace far uscire il sommerso e il non detto, anche a costo di tirare un po’ la corda.
Chi mi conosce sa quanto ami la donna, la sua essenza, il femminile e le infinite qualità che le donne possiedono.
Chi mi conosce sa che io sono per una società matriarcale più che patriarcale, dove le qualità femminili dell’amore e dell’accettazione prevalgano sul possesso, la prepotenza e il giudizio.

Proprio per questo, amate donne, sento l’urgenza di dirvi che avete cagato fuori dal vaso e vi spiego perché. "

1) BASTA CON "NOI DONNE/VOI UOMINI"
Non vi siete stufate anche voi di queste continue categorizzazioni?
Quando celebreremo l’essere umano in quanto essere umano?!
Quanto qualcuna mi dice: perché voi uomini…. io la mando subito a cagare.
Voi uomini?!!!!! Guardami negli occhi! Io sono io, e tu non mi conosci! E io non voglio metterti nello schema: ‘voi donne’, tu sei un miracolo, un essere unico e irripetibile, celebriamo questa unicitá e conosciamo insieme il miracolo che siamo. Questo mi interessa, non il file ‘voi uomini e noi donne’, una raccolta di stronzate e di idee prese a prestito che se poi ci credi costituiscono la tua realtá.

Quindi da questo momento mi vorrei riferire a te che leggi con il tu, non in quanto categoria di donne, ma proprio tu, essere umano miracoloso e unico. E lo so che tu, che ti prendi la briga di leggere questo meraviglioso scritto, forse sei anche un po’ meglio di tante donne che si vedono in giro (nel caso lasciami il tuo numero…). Ma accettiamo questo gioco assurdo e continuiamo con queste generalizzazioni...

2) BASTA CON QUOTE ROSA E SVILENTI PRIVILEGI FEMMINILI
Un uomo puó essere stupido o intelligente, una brava o una cattiva persona.
Voglio farti sapere che anche una donna può essere stupida o intelligente, brava o cattiva.
Ci sono molte donne stupide in giro (anche uomini lo so).
E allora se una donna é intelligente, brava, non ha bisogno delle quote rosa in politica o in altri ambiti, non ha bisogno che qualcuno le conceda uno spazio in quanto donna.
E’ come dire: sei handicappata, ti dobbiamo aiutare e facilitare.
Oggi, per una buona parte del mondo occidentale, le opportunità per le donne ci sono: dalla politica all’imprenditoria all’arte.
Tranquille, potete fare quello che fanno gli uomini, il sogno delle vecchie femministe. Ma proprio in questo avete toppato.

3) NON SIETE UGUALI AGLI UOMINI, PER FORTUNA
La lotta per i diritti e’ sacrosanta. Ogni essere umano deve avere gli stessi diritti, uomo, donna, bambino, (io ci metterei anche gli animali… comunque é un’ altro discorso).
Una donna deve avere, ad esempio, le stesse possibilità di lavoro che ha un uomo.
Però le femministe hanno commesso un grande errore. Erano molto arrabbiate con gli uomini, e un po’ li invidiavano. A volte hanno scambiato la parità di diritti con l’essere uguale agli uomini. Mai equazione fu tanto funesta.
Alcune qualità distorte del maschile sono la brama per il potere, il senso di superiorità, l’arroganza, il dominio, la sete di successo. Molte donne, anche in nome di presunti femminismi o parità dei sessi, hanno rincorso e rincorrono queste cose.
Donna, non essere uguale agli uomini! Non lo sei, per fortuna, e lì sta la tua bellezza e la possibilità di salvezza del genere umano.
Insegnami l’accettazione, risvegliami la dolcezza, fammi conoscere un altro tipo di forza, molto piú potente di quella mostrata dagli uomini. Ti prego, non inseguire gli uomini nelle loro aberrazioni. Be different. Be yourself.

4) ANCHE VOI SIETE VIOLENTE
Conosciamo bene la violenza che gli uomini hanno esercitato sulle donne nella storia di questa disgraziata umanità. Una storia che purtroppo continua.
Su questo non bisogna mai abbassare la guardia e riconoscere e sanare ogni tipo di violenza.
Nel mondo occidentale però, c’é un altro tipo di violenza al contrario, la violenza delle donne sugli uomini. Una violenza molto più difficile da riconoscere, nascosta, quasi sempre psicologica, ma non per questo meno dolorosa di altri tipi di violenze.
Questo tipo di violenza non si manifesta spesso fisicamente, ma e’ spesso una violenza fatta di ricatti affettivi, lo suscitare forti sensi di colpa, forme di crudeltà e sadismo che non fanno notizia anche se sono tanto devastanti e distruttive come le violenze fisiche.
Le donne possono avere un forte potere inconscio sulla psiche di un uomo, ma spesso quello che fa notizia è solo l’atto fisicamente violento di un uomo su una donna.
Molti uomini li avete create voi, e non solo fisicamente, ma soprattutto psicologicamente… Come direbbe Pasolini ‘Mi domando che madri avete avuto…’

5) NON VOLETE AMORE MA SICUREZZA
Moltissime donne scelgono il partner sulla base esclusiva di condizionamenti sociali ed economici che nulla hanno a che vedere con l’amore.
E’ una vecchia spinta biologica del cervello rettile
, un cervello che hai anche tu (vedi le piu’ recenti ricerche scientifiche e gli studi di MacLean), mascherato astutamente dalla mente razionale.
Così, amate donne, voi dite che volete amore, ma in realtà dell’amore non ve ne frega un cazzo.

Volete protezione, sicurezza, una vita comoda.
E cercate un uomo che vi dia queste cose.
E’ la stessa spinta biologica che induce nell’uomo, rispondendo allo stesso cervello rettile, il desiderio di scoparvi, voi e ogni essere sessualmente interessante dai 15 ai 50 anni (anche dopo dai).

Ovviamente il cervello rettile non è il solo cervello che possediamo, abbiamo anche il mammifero ( cuore) e la neocorteccia (ragione).
La maggior parte delle donne ragionano con il cervello rettile e sentono con la neocorteccia, e qui nascono i casini.
Quindi non potete prendervela con gli uomini che vogliono scoparvi e basta, se quello che volete voi è solo la sicurezza, il denaro, il senso di protezione che pensate possa darvi un uomo. E’ un commercio. Se non volete chiamarlo prostituzione per non sentirvi puttane chiamatelo scambio o do ut des.

Le prostitute sono molto piú chiare e oneste: la tariffa te la dicono subito.
Invece per la maggior parte delle donne lo scambio avviene su altri piani non sempre ben definiti, ma sempre merce di scambio è.
Quindi perché fingere?
Non dite che cercate l’amore, non è vero.
Esaminate davvero quello che vi muove. Riconoscete prima le spinte biologiche, i vostri desideri egoistici e le vostre paure.


Quando potremo accettarci per come siamo, senza pretese e condizionamenti, ecco, quello sarà il terreno dell’amore.

6) SIETE VOI A CREARE GLI UOMINI
Se molte ragazze sognano di fare le veline, se molte belle donne vanno con uomini ricchi anche se criminali e bastardi, se date in pasto il vostro corpo alla pubblicità, se mostrate il vostro bel culo in televisione suscitando le fantasie perverse degli uomini repressi, se l’idea di uomo che rincorrete è quella del vincente non importa come, allora non lamentatevi degli uomini. Voi siete il vostro carnefice.

lunedì 26 settembre 2016

La triste guerra tra i sessi

LA TRISTE GUERRA TRA I SESSI
di Tiziano Terzani
"Una guerra a cui non ero abituato, essendo vissuto per più di 25 anni in Asia, era la guerra dei sessi, combattuta in una direzione soltanto: le donne contro gli uomini.

Seduto ai piedi di un grande albero a Central Park, le stavo a guardare. Le donne: sane, dure, sicure di sé, robotiche. Prima passavano sudate, a fare il loro jogging quotidiano in tenute attillatissime, provocanti, con i capelli a coda di cavallo; piu tardi passavano vestite in uniforme da ufficio - tailleur nero, scarpe nere, borsa nera con il computer -, i capelli ancora umidi di doccia, sciolti. Belle e gelide, anche fisicamente arroganti e sprezzanti.

Tutto quello che la mia generazione considerava "femminile" è scomparso, volutamente cancellato da questa nuova, perversa idea di eliminare tutte le differenze, di rendere tutti uguali e fare delle donne delle brutte copie degli uomini.

Folco, mio figlio, anche lui cresciuto in Asia, mi aveva raccontato che, pochi giorni dopo essere arrivato da studente alla New York University Film School, aveva cercato di aprire la porta di un'aula per lasciar passare una sua compagna e quella lo aveva freddato, dicendo: "Ehi, tu, credi che io non sia capace di aprire questo cazzo di porta da sola?" Avevo pensato che fosse un'eccezione. No. Era la regola. E più le donne svillupano muscoli e arroganza, piu gli uomini si fanno impauriti e titubanti. Se sono necessari per concepire un figlio, capita loro di essere convocati per la bisogna e rimandati a casa dopo l'uso.

Il risultato? una grande infelicità, mi sembrava, specie se quello che mi capitava di osservare in silenzio, da sotto l'albero o dalla mia finestra, era il secondo atto della stessa storia: tante donne sole, sui quaranta, cinquant'anni , molte con la sigaretta in bocca, a portare a spasso un cane che mi pareva avesse il nome di qualche loro uomo che non c'era più. "Bill, vieni qui da me", "No, Bill, non traversare la strada da solo", "Avanti, Bill, vieni, ora andiamo a casa." Erano le stesse donne che anni prima correvano per costruirsi dei bei corpi, ora comunque attempati; le stessa donne che avevano investito la loro gioventù nel preteso sogno di una libertà guerriera, finita ora in solitudine, piccoli tic, tante rughe e almeno per me che osservavo, in una pesante malinconia.

Mi venivano spesso in mente le donne indiane, ancora oggi così femminili, così diversamente sicure di sé, così più donne a 40, 50 anni che a 20. Non atletiche, ma naturalmente belle. Davvero, l'altra faccia della luna. E poi, le donne indiane, come le europee della generazione di mia madre, mai sole; sempre parte di un contesto familiare, parte di un gruppo, mai abbandonate a se stesse.

Dalla finestra assistevo spesso a un vero proprio trasloco: una ragazza che, da una qualche parte d'America, arrivava a New York con tutta la sua vita in una borsa. La immaginavo leggere gli annunci economici di un giornale, trovarsi una camera d'affitto, una palestra in cui fare aerobica e un impiego davanti allo schermo di un computer. La immaginavo, durante la pausa pranzo, andare in una salad bar a mangiare, in piedi, con una forchetta di plastica, verdure biologiche messe con delle pinze in una vaschetta e pagate a peso.
E la sera? Un corso di Kundalini Yoga che promette di risvegliare tutte le energie sessuali per quell'atto un tempo potenzialmente divino e ora ridotto, nel migliore dei casi, a una prestazione sportiva... a punteggio: John batte Bob quattro a due.

Alla fine anche quella ragazza, attratta come una falena dalle luci di N. York sarebbe finita nel grande falò di umanità che ricarica in continuazione questa particolarissima città.
Fra dieci, vent'anni potrà toccarle di essere una di quelle tristissime donne che osservavo, silenziose e impaurite, senza un amico o un familiare aspettare nelle poltroncine dell'MSKCC (ospedale oncologico famosissimo, n.d.r.) di essere operate o di avere il responso di un qualche preoccupante esame."
Da: "UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA" (ed. Longanesi, Milano 2004) pagg. 56-57

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mercoledì 14 settembre 2016

A che cosa serve l'uomo? In Svezia non serve a niente

A che cosa serve l'uomo? In Svezia non serve a niente

PER RIFLETTERE UN PO’
Era il paradiso del welfare, la meta di ogni sogno di liberazione. Che cosa è successo alla Svezia? Nel suo ultimo documentario, l'autore di Videocracy Erik Gandini racconta un Paese in cui le persone vivono isolate, sempre più donne single scelgono la fecondazione artificiale e molti anziani muoiono da soli, dimenticati da tutti. E con 80 euro vi spediscono anche il kit per la fecondazione artificiale a domicilio

«Nell'inverno del '72, un gruppo di politici ebbe una visione rivoluzionaria del futuro. Era giunto il momento di liberare le donne dagli uomini, gli anziani dai figli, gli adolescenti dai genitori». Venne scritto anche un manifesto, La famiglia del futuro. A volerlo, fu la sezione femminile del partito socialdemocratico allora guidato dal primo ministro Olof Palme.

Che cosa prevedeva il documento? Ce lo spiega Erik Gandini, regista bergamasco autore di Videocracy, che in Svezia vive e lavora. Lo spiega in un documentario importante, di cui si è parlato poco o, comunque, non abbastanza in Italia: La teoria svedese dell'amore. Andato in onda la settimana scorsa sulla Rai (che, a dispetto delle critiche, fa ancora qualcosa di buono) per Doc3, lo potete vedere cliccando qui.

Ogni individuo dovrà essere considerato come autonomo, non come l'appendice di qualcun altro. È dunque necessario creare le condizioni economiche e sociali che ci renderanno finalmente individui indipendenti
Manifesto del Partito Socialdemocratico svedese, 1972
Olof Palme, pilastro della socialdemocrazia svedese, voleva modernizzare il Paese. Riformò il sistema pensionistico, stabilì sussidi e forme di sostegno, edificò il paradiso del welfare attorno a un'idea non così scontata, quando si parla di Stato e diritti sociali: l'autonomia individuale. L'indipendenza degli individuio. L'indipendenza della donna dall'uomo, dei figli dai padri, della madri dai figli. In qualche modo, la distopia immaginata dal grande drammaturgo svedese August Strindberg nella riscrittura post-amletica del Padre, ma senza più ossessioni per la solitudine.

Oggi, in Svezia il 50% dei cittadini vive solo. Una vita senza l'altro e una morte che non è da meno: 1 cittadino su 4 muore in solitudine, abbandonato dai figli. È la teoria svedese dell'amore: un'idea talmente assoluta di indipendenza che porta a considerare che l'amore autentico può esistere solo tra estranei. O tra sconosciuti. O tra sé e sé: la relazione è un peso che sempre meno svedesi sembrano disposti a sopportare. Non serve. Nemmeno per avere figli.

Il manifesto "La famiglia del futuro"
In Svezia va per la maggiore la fecondazione fai da te. Una gran parte delle donne svedesi - svela Gandini - acquista sperma per corrispondenza. Lo fa dalla Cryos, una società danese fondata da Ole Schou. «La banca del seme più grande del mondo», alimentata da donatori che dichiarano di «volere il bene dell'umanità» e disponibile per tutti e per tutte le tasche. Lo sperma in Europa arriva con corriere espresso, conservato in ghiaccio secco e pronto all'uso (vengono fornite delle apposite fiale/siringhe fai da te). I tempi di consegna vanno da 1 a massimo 2 giorni.

Il prezzo va da 63 euro per 1 fiala/siringa ai 12mila euro per il "donatore esclusivo". Si possono poi consultare i dati ex post, con le fotografie dei bambini, il loro - testuale - «profilo di intelligenza emotiva e il campione vocale». Si può pure scegliere - anche qui: testuale - la razza: caucasica, africana, medio orientale. Più della metà dei clienti della Cryos sono donne single.

«Ho pensato che fosse meglio avere un figlio da sola, ed evitarmi la fatica di trovare un partner», dichiara una donna.

A 40 anni dal manifesto Familjen i framtiden - en socialistisk familjepolitik l'utopia svedese si è rivelata una desolante emancipazione regressiva. Si nasce soli, si vive soli, si muore soli. Come nota Gandini nel Docu-film: “Ognuno va per la propria strada ma non c'è nulla che li tenga insieme”. Quest’ultimo fenomeno è talmente aumentato negli ultimi anni che lo Stato svedese ha dovuto creare uffici appositi che si occupano di tutte le incombenze legali e burocratiche legate alla scoperta di un morto senza legami, nel disinteresse di figli e parenti.

sabato 16 aprile 2016

Donna, ricordati chi sei.

Donna, ricordati chi sei.
Donna, lo eri una volta ora non più, la tua essenza è cambiata, ma non è stato un processo naturale, i soliti ignoti l’hanno voluto ed attuato con ferrea determinazione e pazienza ed ora pare che ci siano riusciti a cambiarti del tutto da quella che eri, da quella che serviva all’umanità, da quella che risuonava col creato.
Da 60 anni e più c’è una guerra nei tuoi confronti, una guerra silenziosa, una guerra subdola, una guerra travestita da progresso, da parità dei diritti, da emancipazione, da cultura, da libertà, da bellezza ecc. ecc.

Come di consueto il sistema bestia che ci alleva a sua esclusiva utilità ti ha “imboccato” l’idea che eri debole, che eri schiava, che non eri considerata, che avevi bisogno di riscoprirti, di rivalutarti ed altre molte altre esche psico-sociali di questo genere.
Ha usato molti strumenti per soggiogarti al suo volere, come il lavoro, l’emancipazione, la tua autonomia, la violenza contro di te(strumentalizzata e ingigantita oltremisura), il divorzio rapido, la moda ed i costumi appositamente introdotti ecc. ecc..
Tutti i valori della famiglia, i rapporti sociali, i rapporti con l’altro sesso e con te stessa sono stati distorti, ribaltati, attraverso il tipico percorso(finestre di overton) adottato dal sistema per riprogrammare la mente.

Oggi ti ritrovi ad essere una via di mezzo tra una donna e un uomo e a soffrire poiché in effetti non hai più una tua identità definita; introdotta come sei nel mondo del lavoro la tua mente ha iniziato a funzionare come il distruttivo sistema del lavoro impone, sei diventata competitiva, intraprendente, arrogante, arrivista, insomma stai utilizzando costantemente l’emisfero sinistro del cervello, quello tipicamente maschile, con il quale non hai molta dimestichezza.
Il malvagio disegno-progetto di separazione, snaturazione, distruzione, svilimento, è stato attuato contro di te e sembra che nessuno se ne avvede neanche tu, ma qualcosa senti: quell’irrequietezza di fondo, quel senso di “sbandamento” che certe volte avverti, quello sconforto immotivato che a volte ti accompagna, un significato ce l’hanno.

L’attacco nei tuoi confronti non conosce ostacoli e confini viene sferrato sotto tutti i punti di vista, ad esempio oggi si sa che l’intera umanità è sottoposta ad un bombardamento elettromagnetico che guarda caso colpisce di più proprio il tuo cervello donna, poiché più sensibile o peggio ancora forse perché è stato tarato proprio per colpirti.
Ti sei chiesta il perché non stai bene come vorresti? Tutti quei mal di testa ed altri “richiami” del tuo corpo perché aumentano?

Ti hanno detto che eri debole, che eri schiava e ti hanno dato gli strumenti per diventare forte e libera, ma ora che lo sei o credi di esserlo, nel profondo percepisci la tua schiavitù forse solo ora puoi comprendere che era un’illusione, un insidioso inganno, che ti ha portata lontano da te e da tutto quello che faceva parte di te.

Questa nuova donna, che non ha colpa per quanto gli è accaduto intorno, ora si ritrova a dover gestire emozioni e percezioni tipicamente maschili e che le risultano difficili da dominare inoltre ha perduto molte delle sue innate capacità e percezioni (dell’emisfero destro) e quindi ne paga le conseguenze con gravi squilibri psico-biologici e quindi anche ormonali (sterilità, ecc.) nonchè malattie tipicamente dell’altro sesso(infarto ecc.).
L’inaudito scompenso che si è creato dentro di te ti sta facendo del male, ti stai ammalando sempre di più e nessuno sembra capire il perché.

La natura dal canto suo sta cercando di porre rimedio, di mantenere un equilibrio, un omeostasi biologica ed evolutiva intervenendo sull’uomo, già martoriato nel suo subconscio dalla tua “assenza” rendendolo più “debole”, sensibile, premuroso, effeminato, comprensivo, a volte anche omosessuale(5 leggi biologiche docet) non certo violento come lo dipingono i media di regime, facendolo apparire inadeguato(moscio) a te donna moderna piena di energie ed ambizioni.
Oggi l’uomo, anch’egli sotto attacco, ma in maniera più soft, inconsciamente ed a volte consapevolmente sta cercando di sostenerti e in alcuni casi di sostituirti in alcune tue peculiarità, cosa che chiaramente non gli riesce granché e cosa riceve in cambio? Diciamo che la gratitudine e il riconoscimento non sono sentimenti molto in voga di questi tempi e pertanto spesso l’incomprensione, l’odio, la svalutazione è quanto è stato immesso a forza nella tua mente ed utilizzi a cuor leggero.
Si tratta di una situazione molto allarmante ed attuale che viene costantemente favorita e sostenuta dalla macchina infernale(sistema); insomma uomo e donna brancolano nel buio del perché delle loro attuali condizioni e relazioni.

Mi chiedo come mai di questa guerra contro di te nessuno ne parla o comunque se ne parla poco ed in maniera limitata.
Perché non viene evidenziato che attraverso te stanno distruggendo tutto il genere umano?
Strano che non ci sia un interesse generale verso di te donna, verso il tuo benessere, tu che sei alla base di tutto… mi appare chiaro che non se ne debba parlare poiché tutto il genere umano deve finire/cambiare e allora della guerra contro di te nulla si deve sapere, come se non esistesse.

Ma i grandi comunicatori delle masse, i motivatori(?) dell’umanità dove sono? Cosa stanno a fare? Non mi sembra che abbiano minimamente affrontato questo argomento eppure è un problema psico-sociale non di poco conto, si preoccupano solo di risvegliarci tutti in maniera generica, ma siamo sicuri che sia la cosa giusta per invertire la tendenza?
Non sarebbe di fondamentale importanza riequilibrare la donna, il femminile, come elemento chiave di tutta l’umanità e del creato?

lunedì 15 giugno 2015

La distruzione dei valori, della famiglia e della società è in atto!

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Come Distruggere la Società in Pochi Semplici Passi

di P. Jones - Traduzione di Anticorpi.info
Introduzione.
Da decenni l'occidente si trova a subire un attacco multimediale, concertato e simultaneo, la cui ferocia e intensità sono talmente violente da potersi definire diaboliche. Mi riferisco dell'attentato contro le fondamenta cristiane della decenza, moralità, integrità, moderazione; tutte le ancore morali che per secoli hanno tenuto insieme la nostra civiltà.

Qui in Nord Europa, con alcune rare eccezioni, l'ultimo baluardo di ciò che è vero, virtuoso e giusto si trova paradossalmente solo tra i fedeli dell'Islam moderato, la cui cultura sta però subendo anch'essa l'attacco velenoso degli agenti del 'cambiamento', che si dilettano a demonizzare la fondamenta culturali delle famiglie musulmane, il loro sistema educativo, e gradualmente stanno abbattendo i valori delle giovani generazioni mediante - ovviamente l'industria del divertimento malato e contorto propagato dai mass media.

Nel mio recente articolo: Chi Domina il Mondo? ho ipotizzato che la fonte di tali piaghe che stanno svilendo e de-costruendo il nostro stile di vita, erodendo sempre più in profondità ciò che era buono e giusto nelle terre che ospitarono la cosiddetta `cristianità,` sia letteralmente l'opera di Satana / Lucifero, il quale con l'aiuto delle sue legioni di Angeli Caduti e discendenti di sangue noti come Illuminati, è uscito allo scoperto per rivendicare il proprio dominio sul mondo, come affermò di voler fare all'inizio dei tempi.
Avendo descritto nel dettaglio la mia ipotesi in quel lungo articolo strutturato in tre parti, non credo sia necessario riproporre in questa sede gli stessi concetti. E' sufficiente indirizzare il lettore all'articolo in questione, così che possa giudicare personalmente se vi sia una qualche credibilità nelle mie affermazioni.

Gli elementi di degrado sociale e morale a cui stiamo assistendo di questi tempi; la cultura sempre più pornografica, l'impennata dei casi di divorzio; il numero crescente di madri non sposate e bambini nati fuori dal matrimonio; l'omosessualità e il lesbismo, la perversione sessuale e l'allarmante numero di aborti, non sono fenomeni nuovi. Si tratta di una orditura geniale e diabolica che da millenni cerca di trovare uno sbocco nella cultura di massa (vedi Sodoma e Gomorra e le culture crudeli e degradate diffuse nel paese di Canaan non solo ai tempi del Vecchio Testamento) allo scopo di annientare ciò che è il cuore e fondamento di qualsiasi società giusta e dignitosa: la famiglia!

State per conoscere chi e cosa si celi dietro questa feroce e incrollabile missione votata a sopprimere la famiglia, dividere uomini e donne, pervertire lo spirito donatoci dal Creatore e trascinare in un incubo luciferino quel poco che resterà dell'umanità dopo che l'agenda di spopolamento sarà conclusa. Un incubo in cui una parte minuscola e immensamente ricca e potente di individui si affermerà come dominatrice assoluta in nome e per conto del suo padrone: Lucifero.

Distruggere la Famiglia.
Nel 1956 J. Edgar Hoover, direttore dell'FBI e massone di 33° grado (e consapevole delle devianti macchinazioni luciferiane), scrisse:
"L'individuo comune è penalizzato dal trovarsi di fronte ad una cospirazione talmente mostruosa da sembrare impossibile. La mente degli americani semplicemente non riesce a realizzare l'entità del male che è stato introdotto tra di noi. E respinge anche l'ipotesi che degli esseri umani possano sposare una filosofia che in definitiva distruggerà tutto ciò che è buono e decente."
The Elks Magazine (agosto 1956)
Hoover sapeva bene di cosa stesse parlando, e le sue parole oggi suonano ancora più vere di allora, dal momento che - a dispetto dell'evidenza - ben poche persone di questi tempi sono disposte a comprendere, o anche solo a prendere in considerazione l'azione di queste forze maligne schierate contro la famiglia, l'istituzione del matrimonio e la natura stessa del nostro essere. Eppure per capire cosa stia succedendo sarebbe sufficiente ricordare le parole agghiaccianti pronunciate dal demagogo comunista Lenin: "distruggere la famiglia equivale a distruggere la società."

Lenin aveva progettato un piano subdolo per concretizzare tale ideologia, e non era il solo! Ma di questo tema ci occuperemo tra un attimo. In primo luogo è necessario individuare i parallelismi tra l'attuale stato delle cose e l'originario complotto comunista-marxista portato avanti per sopprimere la famiglia, così come illustrato nel numero datato luglio 1926 della rivista Atlantic Monthly:
"I bolscevichi odiavano l'istituzione della famiglia come ogni altra istituzione borghese, perciò quando conquistarono il potere nel 1917 misero subito in atto una serie di provvedimenti finalizzati alla sua distruzione. 'Per ripulire la polvere della famiglia accumulatasi nei secoli era necessario dare una decisa scossa, ed è proprio ciò che abbiamo fatto' ha affermato la signora Smidovich, attivista comunista impegnata in prima linea in questa 'battaglia.' Così uno dei primi decreti emessi dal governo sovietico fu quello di abolire lo status di 'figli illegittimi.' Ciò fu ottenuto semplicemente equiparando lo status giuridico dei bambini nati all'interno del matrimonio a quello dei bambini nati fuori dal matrimonio. Dopodiché il governo sovietico si vantò del fatto che la Russia fosse l'unico paese nel quale non esistessero figli illegittimi. Il padre di ogni bambino nato fuori dal matrimonio era solo obbligato a contribuire al suo sostegno, di solito versando alla madre un terzo del proprio stipendio... Allo stesso tempo fu approvata una legge sul divorzio breve con cui fu stabilito che bastasse l'istanza di un solo coniuge per ottenere nel giro di pochi minuti lo scioglimento dei matrimoni. Tutto ciò non mancò di condurre ad una situazione di caos sociale. Gli uomini infatti iniziarono a cambiare le mogli con lo stesso entusiasmo e superficialità con cui cambiavano marca di vodka. 'Alcuni uomini hanno venti mogli, vivono una settimana con una, un mese con l'altra', ebbe modo di affermare con indignazione una delegata nel corso delle sessioni del Tzik. 'Fanno figli con tutte loro, e molti di essi finiscono in strada per assenza di sostegno!' I villaggi di contadini furono le comunità che più soffrirono di questa rivoluzione nei rapporti sessuali. Nelle campagne esplose un'epidemia di matrimoni e divorzi lampo. Il matrimonio divenne un gioco in cui non era insolito per un ragazzo di vent'anni aver già avuto tre o quattro mogli, o per una ragazza della stessa età avere avuto tre o quattro aborti. I contadini si lamentarono amaramente: "Gli aborti stanno coprendo i nostri villaggi di vergogna. In passato neanche si conosceva l'esistenza di tale possibilità." Molte donne scambiarono il concepimento di figli per un'occupazione redditiziaSeducevano i contadini e accumulavano piccole fortune economiche rivendicando da ognuno di essi il sostegno legalmente riconosciuto per i figli nati dal rapporto. In alcuni casi i contadini si trovavano obbligati a vendere ogni proprietà per far fronte a questi debiti. La giurisprudenza creò ancora più confusione legittimando le madri a richiedere il supporto economico anche per figli nati numerosi anni prima. Le donne avevano inoltre il diritto di richiedere il sostegno per i loro bambini anche se durante il periodo del concepimento avevano avuto relazioni con diversi uomini. Esse stesse oppure il tribunale avevano facoltà di scegliere chi tra i diversi partner avrebbe avuto l'onere di prestare il sostegno per i loro figli. Il commissario Kursky si dichiarò particolarmente fiero di tale punto perché differiva radicalmente dalle 'abitudini borghesi d'Europa e d'America.' Lenin semplicemente aveva intenzione di fare propri gli ideali sociali espressi da Socrate, Engels e Marx, cioè la nascita di una nuova società in cui l'unico vero padre dei nuovi nati fosse considerato lo Stato."
The Atlantic Monthly, Luglio 1926. Lo Sforzo Sovietico Finalizzato all'Abolizione del Matrimonio -Vol. 138, No. 1; pag. 108-114. E' possibile leggere l'intero documento (lingua inglese) a questo indirizzo.
Di seguito vado a elencare i punti individuati dal documento concernenti l'agenda finalizzata a distruggere la famiglia:
- Sradicare dalla cultura popolare il concetto di sacralità del matrimonio, etichettandolo come obsoleto e blasé.
- Ispirare odio verso l'unità familiare, la virilità e la paternità.
- Istituire il divorzio breve e senza motivazioni, e incoraggiare i divorzi seriali.
- Istigare alla promiscuità, la fornicazione e l'adulterio.
- Normalizzare la pratica di concepire figli fuori dal matrimonio.
- Persuadere la società che un bambino nel grembo materno non sia un essere umano.
- Incoraggiare le donne ad avere aborti senza riguardo per Dio o la coscienza.
- Incoraggiare le persone a confondere il sesso con l'amore.
- Creare un habitat sociale che gratifichi le ragazze madri.
- Indurre i maschi a disprezzare e abusare delle femmine.
- Indurre le donne a commettere frodi connesse al concepimento dei figli.
- Incitare all'omosessualità e al lesbismo.
- Indurre gli uomini ad abbandonare il tetto coniugale.
- Provocare una feroce e implacabile guerra tra generi sessuali.
C'è qualcuno che leggendo questo elenco non abbia individuato diversi punti di contatto con la società attuale?

Ciò che accadde in Unione Sovietica nel 1926 non fu affatto casuale, ed oggi è importante rivangare quella storia per poter inquadrare da un punto di vista politico l'attuale carneficina sociale e morale che sta avendo luogo in Occidente. L'elevato tasso di divorzi, l'enorme numero di madri non sposate, la rabbia contro la paternità, la guerra di genere, l'evidente boicottaggio culturale nei confronti della famiglia e del matrimonio sono situazioni pianificate, orchestrate e finanziate dalla stessa forza che allestì e finanziò quel regime marcio.
Ora che sapete, non potrete più ignorare il fatto certo e documentato che alcuni poteri, oggi come allora, siano fermamente determinati a de-costruire e sterminare la famiglia.

Femminismo: Donne VS. Uomini.
"La famiglia dev'essere distrutta, e la popolazione deve trovare dei sistemi di convivenza migliori. (...) Qualunque sia il suo scopo finale, la soppressione della famiglia è un processo oggettivamente rivoluzionario. (...) La cultura familistica ha sostenuto l'oppressione separando le persone in unità incapaci di aggregarsi per perseguire interessi comuni."
La Funzione della Famiglia - Linda Gordon - Women: Journal of Liberation - Autunno 1969.
"Entro il 2000 - mi auguro - i nostri figli cresceranno coltivando la fede nel potenziale umano, non in Dio"
Gloria Steinem, direttrice della rivista 'MS'.
"Le disuguaglianze tra uomini e donne non potranno essere distrutte fino a quando non sarà distrutta l'istituzione del matrimonio."
Robin Morgan, Sorellanza è Potere - 1970, pag. 537
"La cosa più misericordiosa che una famiglia possa fare per i suoi membri infantili è di ucciderli."
Margaret Sanger (fondatrice di Planned Parenthood) - Le Donne e la Nuova Rabbia - p. 67
"Il matrimonio esiste solo per il bene dei maschi; è un sistema di controllo esercitato sulle donne e legittimato giuridicamente  ... Dobbiamo lavorare per distruggerlo. La fine dell'istituzione del matrimonio è un passo indispensabile per la liberazione delle donne... Per noi è importante incoraggiare le donne a lasciare i loro mariti e a non vivere con gli uomini."
La Dichiarazione del Femminismo - Novembre 1971
"Solo quando la virilità sarà morta - e perirà quando la femminilità cesserà di sostenerla - solo allora sapremo cosa vuol dire essere libere."
Andrea Dworkin - The Root Cause - Settembre 1975 - MIT, Cambridge - cap. 9, 1976.
"Al fine di educare i bambini alla parità dobbiamo portarli lontani dalle loro famiglie, all'interno di comunità specifiche."
Prof. Dr. Mary Jo Bane, femminista, assistente all'educazione presso il Wellesley College e direttrice associata del Centro della Scuola per la Ricerca sulla Donna.
"Sarebbe infinitamente più indicato che a prendersi cura dei bambini fossero dei professionisti di entrambe i sessi che abbiano abbracciato questa attività per vocazione ... Una simile soluzione pregiudicherebbe ulteriormente la struttura della famiglia, contribuendo alla libertà delle donne."
Kate Millet, Politica Sessuale - 178-179
"Chi se ne frega di come gli uomini si sentono o di cosa fare se soffrono? Hanno avuto più di 2000 anni per dominare. Ora è il nostro turno."
Lettere al Direttore: Il Turno di Dominare delle Donne - Firmato: Donne Liberate - Herald-Sun, Melbourne, Australia, 9 feb 1996
"La vita in questa società per le donne è stata, nella migliore delle ipotesi, una noia assoluta, e nessun aspetto della società è mai stato rilevante per le donne. Il senso civico femminile deve rivolgersi al rovesciamento dell'attuale governo, all'eliminazione dell'attuale sistema monetario con l'istituzione della completa automazione, e alla distruzione del sesso maschile."
Valerie Solana, Manifesto SCUM (Society for Cutting Up Men)
"In che modo può essere distrutto il nucleo familiare? ... Rottamando l'intera ideologia della famiglia, in modo che le donne possano iniziare ad aggregarsi tra loro in comunità di lavoro e possano combattere insieme. Solo così le donne si sentiranno libere di lasciare i loro mariti e diventare indipendenti, sia nel lavoro che nella società."
Roxanne Dunbar, Female Liberation
"Sento che 'l'odio verso il maschio' sia un atto politico onorevole e vitale, in quanto qualsiasi categoria di oppressi ha il diritto di covare odio nei confronti della categoria da cui è oppressa."
Robin Morgan, direttrice della rivista MS
"E' importante incoraggiare le donne a lasciare i loro mariti e a smettere di vivere individualmente con gli uomini ... L'intera storia umana deve essere riscritta in termini di oppressione subita dalle donne da parte dei maschi. Dobbiamo tornare alle antiche religioni femminili, come la stregoneria."
La Dichiarazione del Femminismo, Novembre 1971
"Dio sta per cambiare. Noi donne ... rivoluzioneremo il mondo al punto che per Egli non ci sarà più posto."
Naomi Goldenberg, Il Cambiamento degli Dei: il Femminismo e la Fine delle Religioni Tradizionali 
Mi auguro che il lettore abbia percepito la pura malignità delle dichiarazioni di cui sopra. Che abbia intuito che il gruppo di pensiero comunista conosciuto come 'movimento femminista' abbia ben poco a che fare con i diritti delle donne, e molto con l'evirazione del maschio, la disgregazione della famiglia, l'agenda di spopolamento e l'attuazione del satanico Nuovo Ordine Mondiale. Tale attacco contro la famiglia e contro Dio non è un gioco!

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