domenica 19 maggio 2019

Ecatombe di alberi in occidente per non intralciare il 5G!!! (INCHIESTA OASI SANA)


Ecatombe di alberi. Intralciano il wireless del 5G! – INCHIESTA ESCLUSIVA OASI SANA
di Maurizio Martucci
Altro che potature programmate fuori stagione. Un abbattimento di alberi per le strade di mezzo mondo. Una vera e propria strage di verde pubblico è in corso in Occidente. Roba ma vista prima d’ora, se non altro per l’anomala sincronicità nell’esecuzione dei tagli: Inghilterra, Scozia, Irlanda, Francia, Olanda, America e pure Italia. Decine di migliaia di alberi (anche secolari e rigogliosi) tagliati con disinvoltura alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti, tra gli interrogativi dell’opinione pubblica e le proteste di chi, sgomento per l’anomala coincidenza, s’interroga sui risvolti meno evidenti spingendosi alla ricerca di verità occulte. Dietrologia? A placare gli animi non bastano le relazioni tecniche di agronomi che (legittimamente) certificano malattia e morte naturale di arbusti, fogliame e rami. Perché il problema non è tanto (e solo) saperne di più sullo stato delle piantumazioni abbattute, ma capire se esiste un motivo più subdolo e soprattutto se in tutto questo ci sia una regia nell’esecuzione: perché decine di migliaia di alberi sono stati abbattuti tutti insieme, proprio adesso? Anche in città distanti decine di migliaia di chilometri l’una dall’altra? In Europa come in America?

Nella Smart City Prato sono scesi in strada gli attivisti del comitato locale Stop 5G, cartelli in mano hanno accompagnato la chirurgica esecuzione mostrando slogan su un’ipotetica correlazione col wireless di quinta generazione: PIU’ ALBERI, MENO ANTENNE, l’equazione sfilata in corteo pure nel Friday For Future. E’ successo così anche alle porte di Roma, dove il Comitato Stop 5G Cerveteri ha diffuso una nota in cui veniva chiesto al Sindaco ceretano di chiarire sulla contestata demolizione. Alessio Pascucci, primo cittadino nella città della necropoli etrusca ma pure coordinatore nazionale di Italia in Comune (il cosiddetto partito dei sindaci fondato dal parmense Pizzarotti dove è iscritta anche una consigliera della Regione Veneto firmataria di una mozione Stop 5G), è uscito allo scoperto accusando di teorie complottiste, rettiliane e terrapiattiste i difensori dell’ecosistema che nell’Internet delle cose ipotizzano il mandante del sincronico abbattimento di alberi, annunciato persino in 60 mila unità a Roma dalla Giunta Raggi. Mentre in Abruzzo, nell’intento di scongiurare il de profundis, le Mamme Stop 5G portano i loro figli nei prati per farli abbracciare agli alberi, manco fossero scudi umani nell’avanzata dell’intelligenza artificiale.
Puntando su studi e consulenze d’esperti, l’inchiesta di OASI SANA prova a gettare un po’ di luce, tra le ombre di una polemica che promette strascichi non solo in sedi amministrative locali. Interviste e documenti alla mano, ecco cosa ne viene fuori su alberi e 5G. Alla faccia dei negazionisti. Il nesso esiste eccome: tra natura e intelligenza artificiale, tra albero e 5G la convivenza è critica … uno dei due è di troppo!
L’acqua, di cui in genere sono ricchi gli alberi e le piante, assorbe molto efficacemente le onde elettromagnetiche nella banda millimetrica”, sostiene Andrea Grieco, docente di fisica a Milano ed esperto dei problemi legati all’inquinamento elettromagnetico. “Per questo motivo costituiscono un ostacolo alla propagazione del segnale 5G. In particolare le foglie, con la loro superficie complessiva elevata, attenuano fortemente i segnali nella banda UHF ed EHF, quella della telefonia mobile. Gli effetti biologici sono ancora poco studiati, però alcune ricerche rilevano danni agli alberi e alle piante sottoposte a irraggiamento da parte delle Stazioni Radio Base (le antenne spesso sui tetti dei palazzi, NdR)”.
Quindi il sillogismo è presto fatto, alberi = clorofilla = acqua. E le inesplorate microonde millimetriche dalle mini-antenne 5G (senza studio preliminare sugli effetti per l’uomo, nonostante le radiofrequenze siano possibili cancerogeni per l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) trovano nell’acqua e negli alberi un ostacolo nel trasporto dati, non avendo il segnale del wireless di quinta generazione lo stesso campo elettrico né la stessa penetrazione a lungo raggio dei precedenti standard 2G, 3G e 4G. In pratica, l’albero funge da barriera. Le foglie dell’albero assorbono lo spettro di banda del 5G, impedendone l’ottimale ricezione del segnale emesso dalle mini-antenne!

Un documento di 46 pagine dell’autorevole Ordance Survey (si tratta dell’ente pubblico del Regno Unito incaricato di redigere la cartografia statale) sulle pianificazioni geo-spaziali del 5G stilato come manuale d’uso per pianificatori e autorità locali dal Dipartimento per la digitalizzazione, cultura, media e sport, afferma che nella strade urbane si deve prima di tutto “valutare se l’area ha un flusso di traffico significativo e in particolare autobus e camion,” per poi considerare come il segnale del 5G possa essere impattato, cioè ostacolato, “identificando tutti gli oggetti significativi in ​​genere” con altezza “oltre i 4 metri, quali (ad esempio)pareti alte, statue e monumenti più piccoli, cartelloni pubblicitari e” (guarda caso) “alberi di grandi dimensioni e siepi alte, poiché arbusti, foglie e ramidevono essere considerati come bloccanti del segnale” del 5G al pari di materia solida (pietra e cemento).

Se durante i test di valutazione ingegneristica sulla velocità di trasmissione del 5G condotti in particolari condizioni atmosferiche (neve, pioggia intensa) il colosso americano Verizon ha individuato nelle foglie sugli alberi un problema, sempre d’oltre Manica un altro documento (già pubblicato in esclusiva su OASI SANA) conferma il nesso alberi e 5G. E’ dell’Istituto per i sistemi di comunicazione dell’Università britannica di Surrey a Guildford (est Inghilterra) e dice come i “nuovi modi con cui le autorità di pianificazione locali possono lavorare con gli operatori di reti mobili per offrire enormi opportunità future per le comunità locali (…) è ridurre le altezze dei montanti mobili in modo che siano schermati visivamente da edifici e/o alberi, cisto che gli alberi rappresentano l’ostruzione più alta e più probabile. Tuttavia, ciò scherma anche i segnali a radiofrequenza e ha sconfitto l’obiettivo di una copertura affidabile” del 5G.
Le curve tracciate nel diagramma” – continua il testo redatto dai cattedratici – “mostrano come all’aumentare dell’altezza dell’albero sopra la linea di irradiazione della stazione radio base aumenta anche quella che è noto come la ‘zona di Fresnel’ o perdita di ombre”. Giungendo al dunque, infine dall’Inghilterra vengono smascherati i conflitti tra alberi e 5G, ovvero cono d’ombra e segnale wireless sui lampioni della luce:Per evitare questa perdita di ombreggiamento ed essere al di fuori della zona di Fresnel, è necessario che l’altezza dell’albero sia almeno 3 metri inferiore rispetto all’altezza della stazione di base”. In definitiva, sia gli studiosi del 5G dell’Ordance Survey che quelli di Surrey a Guildford, convergono sullo stesso punto dicendo apertamente la stessa cosa: gli alberi con altezza ricompresa tra i 4 e i 3 metri sono un intralcio, un vero e proprio ingombro per la diffusione del segnale elettromagnetico del 5G che, irradiato dai lampioni della luce, non verrebbe recepito a terra dai nuovi Smartphone!
Come anticipato dal fisico Andrea Grieco, che foglie e piante assorbano l’elettrosmog è risaputo. Lo certifica anche uno studio dell’americana Katie Haggerty che, sul giornale internazionale per le ricerche forestali, ha pubblicato gli esiti sull’influenza nociva delle radiofrequenze sulle piante. “Numerosi episodi si sono stati registrati in Nord America”, deduce la ricercatrice condotti esperimenti su piante schermate e non, irradiate da campi elettromagnetici, “la morfologia e il comportamento dei due gruppi esposti a radiofrequenza erano molto simili (…) piantine non schermate e finte schermate avevano tessuto fogliare che variava di colore dal giallo al verde e un’alta percentuale di tessuto fogliare in entrambi i gruppi esposti mostrava lesioni necrotiche. (…) Le foglie nel gruppo schermato erano sostanzialmente prive di lesioni del tessuto fogliare, ma le foglie non schermate e finte schermate erano tutte influenzate in qualche misura dalla necrosi del tessuto fogliare”.

In conclusione, oltre l’umanità l’elettrosmog è pericoloso per ecosistema e piante. E gli alberi sono un intralcio al grande business del 5G. Certo, da qui a dire che tra Europa e America decine di migliaia di alberi siano stati sicuramente abbattuti per installare nuove antenne a microonde millimetriche ce ne passa, ma è un dubbio fondato e tutt’altro che azzardato su cui le istituzioni sono chiamate a chiarire. Responsabilmente. Senza inutili giri di parole. Anche perché la verità sarà nella prova dei fatti. Su quelle stesse strade senza più verde, spunteranno come funghi antenne 5G dai lampioni della luce?
RIPRODUZIONE CONSENTITA, CITANDO AUTORE E FONTE

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giovedì 16 maggio 2019

Il Ministro della salute Giulia Grillo non vaccina suo figlio di sei mesi, ma impone la vaccinazione ai figli degli italiani! (video)


Giulia Grillo, tilt in diretta? Ecco il video che stanno condividendo tutti dove non risponde alla domanda se ha vaccinato il suo piccolo di 6 mesi

È diventato virale un video su Facebook che mostra la ministra Giulia Grillo apparentemente in imbarazzo: in 24 ore ha superato le 75mila visualizzazioni.
La ministra è stata ospite, mercoledì scorso, in una diretta del Corriere della Sera. Oltre alle domande dei personaggi in studio, che non l’avrebbero messa tanto in difficoltà, sono stati letti i commenti degli utenti social.
La domanda che prende di sorpresa la ministra è quella di Marco Mirox Milanesi, che commenta:
«Vorrei sapere cosa aspetta la ministra Grillo a far vaccinare suo figlio che ormai ha 6 mesiCome mai i bambini italiani si devono vaccinare a 60 giorni e il suo a 6 mesi ancora nulla? Di cosa ha paura? I vaccini non erano sicuri?»
La presentatrice rielabora il commento e chiede alla Grillo: «Lei ha un figlio di sei mesi che non ha ancora vaccinato, perché impone a noi i sessanta giorni?»
La ministra sembra andare in tilt; dopo alcuni secondi di silenzio, se ne esce con la frase: «I sessanta giorni? Quali sessanta giorni?»
Come quali sessanta giorni? L’attuale calendario vaccinale obbliga a vaccinare al terzo mese e quindi già dal sessantesimo giorno di vita in quanto, proprio in quel momento, il neonato entra nel suo terzo mese.
Anche la presentatrice sembra un po’ imbarazzata e balbetta: «Io non… non-non dico io…» e poi rilegge parte della domanda: «Come mai i bambini italiani si devono vaccinare a 60 giorni».

Giulia Grillo “risponde” tirando fuori il contratto di governo

Improvvisamente la ministra capisce ciò che non aveva capito, nonostante si parli sempre di quei sessanta giorni che dieci secondi prima non sapeva cosa fossero.
E inizia con la sua “risposta”: «Allora c’è un calendario vaccinale che è quasi uguale in tutta Europa perché è un calendario vaccinale che deriva dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e sulla libertà vaccinale chi ha scritto sa benissimo cosa c’è scritto sul nostro contratto di governo…»
Il resto della “risposta” lo potrete ascoltare nel video incorporato qui sotto. Facciamo solo notare che la domanda era: «Lei ha un figlio di sei mesi che non ha ancora vaccinato, perché impone a noi i sessanta giorni?»
Bastava rispondere «Mio figlio è regolarmente vaccinato» invece di tirare fuori il contratto di governo che non c’entrava nulla.
Effettivamente la non risposta della Grillo offre buoni argomenti a chi si chiede se sia giusto vaccinare i figli al terzo mese di vita.
https://www.facebook.com/losai.eu/videos/313722359296464/



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Fake news di sistema: 1200 morti di morbillo in Madagascar smentiti dall’OMS e dal Ministero della Salute!

Fake news di sistema: dei 1200 morti di morbillo in Madagascar l’OMS non ne sa nulla!!! Erano 39!

Di seguito riporto alcuni stralci dell’ultima fake news(certificata) del sistema riguardo agli oltre 1200 morti per morbillo in Madagascar.

La notizia propagandata dal main stream, che è risultata del tutto falsa come da documenti del ministero della salute e dai dati dell’OMS, era opportunamente correlata al fatto che tale paese non ha un congruo livello di vaccinazione perché, come per le altre epidemie inventate di sana pianta e smentite dai dati ufficiali, lo scopo non è informare veramente ma creare un illusorio allarmismo che consenta ai nostri governanti di imporre ulteriormente le vaccinazioni coatte senza che il popolo se ne accorga e/o protesti troppo.

Si sta delineando una schiavitù oltre le nostre immaginazioni, se non faremo nulla il peggio accadrà col nostro tacito consenso.

Marcello Salas 

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  Madagascar: 1200 morti di morbillo in pochi mesi? L’OMS non ne sa nulla…

Staff Corvelva 14 Aprile 2019
Ieri, 14 aprile, Ansa se ne esce con una notizia-bomba immediatamente ripresa e rilanciata dalle principali testate online. (1) Secondo i giornalisti, il Madagascar si troverebbe a fronteggiare una terribile epidemia di morbillo (la nuova peste del secolo, come tutti sappiamo - ah, in Madagascar c'è ancora la peste in effetti, ma questo pare non far notizia) che avrebbe causato in pochi mesi ben 1.205 morti!

Il sito “principe” da cui attingere notizie ufficiali sulle emergenze ed epidemie sparse per il globo è naturalmente quello dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità): peccato che non si faccia alcuna menzione di emergenze africane legate al morbillo, né tantomeno di epidemie preoccupanti… A cercar bene, ma bene davvero, si trova l’ultima nota pubblicata in merito al Madagascar: è di gennaio 2019 e cita 39 decessi legati a questa “terribile“ malattia (2). nessun riferimento al dato ben diverso di 1200 morti...
La stessa nota ufficiale è stata ripresa anche dal nostro Ministero della Salute italico (3).

Tra l’altro, come possiamo leggere sulla circolare…

Speriamo di non essere di fronte all’ennesima fake news riguardante i vaccini e le malattie con essi prevenibili? (un po' come gli inesistenti 270 morti di morbillo a Londra che la ex-ministra Lorenzin aveva dichiarato in tv?)
A proposito di prevenzione, sapete Cosa consiglia l'Oms per correre ai ripari? la Vitamina A (3)... rimedio conosciuto a molti tacciati di stregoneria...
Fonti:

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Madagascar: 1200 morti per Morbillo?

mercoledì 15 maggio 2019

La verità è che i medici non si vaccinano!!! Il gregge è obbligato a vaccinarsi pena severe sanzioni mentre agli operatori sanitari restii verrà dato un premio in busta paga per convincerli!

Per il personale sanitario è difficile introdurre l'obbligo per i vaccini? Ecco la proposta, premio in busta paga a chi si vaccina

Quindi avete capito il gregge obbligato a vaccinarsi pena sanzioni esclusioni dal lavoro o per i bambini esclusione dall'asilo..... Gli operatori sanitari che casualmente sono ostili a vaccinarsi per convincerli gli verrà dato un premio in busta paga.
No dico ma voi non girano? Hanno creato una nuova emergenza sociale con questi vaccini obbligatori famiglie divise che praticano il cannibalismo dei figli, bambini esclusi dal percorso di crescita sociale, mamme costrette ad emigrare per conservare il diritto della liberta di scelta, bambini bullizzati per non essere vaccinati emarginati come nei tristi regimi totalitari dei secoli passati. Arriviamo al settore sanitari è.....
La verità è che i medici non si vaccinano.....
Vaccini, solo il 15% dei medici si immunizza.

Ops ora che facciamo Radiamo l'ordine dei medici di Latina? 

I medici non si vaccinano ed è prassi comune non solo in Italia ma in tutta europa.  
I dati sbalorditivi non arrivano da una rivista complottistica ma dalla SIMPIOS (Società Italiana Multidisciplinare per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie).
Comunicato stampa - Ci si aspetterebbe che medici, infermieri e altri operatori sanitari fossero i principali paladini delle vaccinazioni, così da difendere se stessi e i loro pazienti dalle malattie infettive.

Invece quasi uno su tre degli intervistati, (circa il 30%) è in disaccordo con l’affermazione secondo cui i benefici dei vaccini sono certi, e teme la possibilità di EFFETTI AVVERSI GRAVI.
- Oltre il 40% degli intervistati non si è sottoposto al richiamo per il tetano negli ultimi 10 anni.
- Il 13% non è vaccinato contro epatite B e morbillo, e il 6% è consapevole di essere suscettibile per non aver neanche mai contratto queste malattie.
- Solo il 31,4% in media dichiara di essersi sottoposto alla vaccinazione antinfluenzale nella stagione appena conclusa: la metà dei medici intervistati e meno di uno su quattro tra infermieri e altri operatori.

Una copertura insufficiente a garantire la continuità del servizio e la sicurezza dei pazienti più fragili, ma che non si DISCOSTA dalla media europea.
Tratto da: http://www.lescienze.it/lanci/2017/03/28/news/simpios_-_vaccini_i_professionisti_della_salute_non_danno_il_buon_esempio-3472852/

Detto ciò leggiamo 14 aprile 2019

Perché il personale sanitario è così restio a vaccinarsi contro l’influenza? E tale atteggiamento non offre il fianco agli argomenti dei no vax, che possono dire “se non si vaccinano loro, perchè dobbiamo vaccinare i nostri figli? “ 

Purtroppo sì - risponde l’infettivologo Massimo Crapis -, anche se, a ben vedere, le questioni sono completamente diverse. La maggior parte del personale non lo fa non perché è contrario alle vaccinazioni in generale, ma perché non percepisce l’importanza di questa protezione nei confronti del paziente.
E’ chiaro, però, che nel mondo laico, soprattutto in chi non vuole vedere in maniera del tutto intellettualmente onesta le cose, possono sorgere argomentazioni di questo tipo. Comunque, ripeto, non si deve parlare di vaccinazioni in assoluto, ma di singole vaccinazioni: ogni tipo ha indicazioni diverse. La vaccinazione anti influenzale ha indicazioni e controindicazioni che esulano da quelle dei vaccini per le malattie esantematiche”.

Se è difficile introdurre l’obbligo tra il personale sanitario, come si può convincerlo a sottoporsi a una semplice iniezione? Ci sentiamo di proporre una possibile soluzione: dal momento che c’è una parte di retribuzione ‘premio’, vale a dire quella di risultato, perché non legarla anche al fatto di sottoporsi al vaccino? Gli argomenti che riguardano il portafoglio, si sa, sono di solito molto convincenti.
Tratto da: http://www.ilfriuli.it/articolo/salute-e-benessere/la-proposta,-premio-in-busta-paga-a-chi-si-vaccina/12/196581

martedì 14 maggio 2019

Facebook vieta qualsiasi contenuto sulla consapevolezza del vaccino (ingredienti dannosi, reazioni avverse, pregiudizi, collusioni nell’industria della malattia ecc.).

Facebook vieta tutti i contenuti sulla consapevolezza del vaccino, compresi i fatti sugli ingredienti del vaccino, sul pregiudizio del vaccino e sulla collusione nell'industria del vaccino

(Naturale News) Proprio come avevamo avvertitoi giganti della tecnologia ora si stanno muovendo in modo aggressivo per mettere al bando tutti i discorsi che contraddicono qualsiasi posizione "ufficiale" si decida di essere "la verità" dall'istituzione corrotta.  Questa settimana, Facebook ha annunciato che bloccherebbe tutti i contenuti su Facebook che mettono in discussione il dogma ufficiale sui vaccini , che insiste falsamente sul fatto che i vaccini non hanno mai fatto del male a nessuno (una bugia esilarante), che i vaccini contengono solo ingredienti sicuri (un evidente inganno) e che i vaccini sempre lavorare su tutti (un'altra bugia ridicola).

Facebook sta raggiungendo questo obiettivo etichettando le informazioni sulla consapevolezza del vaccino "disinformazione" o "bufale". In cima alla lista c'è l'affermazione che i vaccini sono legati all'autismo - qualcosa che persino lo scienziato di prima classe del CDC rivela essere vero , eppure il vaccino l'industria sostiene che è tutto uno scherzo (al fine di coprire i crimini di violenza medica contro i bambini che vengono commessi dagli spacciatori di vaccini).
In particolare, i giganti della tecnologia stanno mettendo al bando le informazioni sulla verità del vaccino etichettandolo come "disinformazione" esattamente nello stesso modo in cui vietano il contenuto conservativo etichettandolo come "incitamento all'odio". Semplicemente inventano una falsa categoria per giustificare il divieto, il tutto mentre schiaccia la libertà di parola degli utenti (e in definitiva portando alla vaccinazione di milioni di bambini innocenti). 

Sotto questo sistema contorto di polizia del linguaggio, possono vietare qualsiasi contenuto che non piace semplicemente etichettandolo come "falso" o "odioso", anche se è vero e importante.
Non ti piace l'infanticidio e l'uccisione di neonati umani dopo la loro nascita? Questo è "discorso d'incitamento contro le donne", presto Facebook dichiarerà. E ti verrà vietato parlare di aborto.
Preoccupato per il fluoruro e come danneggia lo sviluppo del cervello e riduce il QI dei bambini? Quello sarà etichettato come una "beffa" da parte di Facebook, anche se è scientificamente verificato attraverso più studi per essere vero .

Il trucco della censura: limitazione del contenuto a "informazioni autorevoli"

"Monika Bickert, vicepresidente di Facebook per la gestione delle politiche globali, ha affermato che la rete dei social media ridurrebbe la distribuzione di dati falsi e fornirebbe agli utenti informazioni autorevoli sulle vaccinazioni", riferisce AFP, tramite Breitbart .
Certamente, "informazione autorevole" significa qualsiasi propaganda che lo stato profondo del vaccino sta spingendo al momento. L'industria dei vaccini è immersa in conflitti di interesse e una lunga storia di sopprimere scienziati e informatori che tentano di mettere in guardia il pubblico sugli effetti tossici degli ingredienti del vaccino come il Thimerosal (contenente mercurio), i coadiuvanti di alluminio, il glutammato monosodico, la formaldeide e altre neurotossine apertamente ammessi dal CDC come ingredienti usati nei vaccini somministrati ai bambini .
Proprio di recente, l'Associazione dei medici e chirurghi americani ha denunciato i vaccini obbligatori , citando "nessun rigoroso studio sulla sicurezza" e avvertendo della corruzione della scienza del settore dei vaccini. La loro dichiarazione include quanto segue:
  • I produttori sono praticamente immuni dalla responsabilità del prodotto, quindi l'incentivo a sviluppare prodotti più sicuri è molto diminuito. I produttori possono persino rifiutarsi di rendere disponibile un prodotto ritenuto più sicuro, come il vaccino monovalente contro il morbillo in preferenza all'MRU (morbillo-parotite-rosolia). Il rifiuto dei consumatori è l'unico incentivo a fare meglio.
  • Vi sono enormi conflitti di interesse che implicano relazioni redditizie con i fornitori di vaccini.
  • La ricerca sui possibili effetti avversi del vaccino viene annullata, così come il dissenso dei professionisti.
  • I vaccini non sono sicuri al 100% né efficaci al 100%. Né sono gli unici mezzi disponibili per controllare la diffusione della malattia.
Eppure Facebook, sotto la pressione del radicale e squilibrato democratico Adam Schiff, è stato vittima di bullismo nel mettere al bando le conversazioni sui vaccini per placare l'industria dei vaccini e coprire i suoi crimini.

Questo è solo l'inizio: Facebook bandirà presto opinioni umane su cancro, OGM, pesticidi, fluoro, aborto e politica


FACEBOOK E YOUTUBE CENSURERANNO I NOVAX: LA FINE DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE

FACEBOOK E YOUTUBE CENSURERANNO I NOVAX: LA FINE DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE
Facebook contro i no-vax: “contenuti dannosi e non autorevoli”

Di Teresa Franco da Il Format
Dopo aver contribuito alla diffusione di contenuti e gruppi anti vaccinazione, Facebook sta correndo ai ripari sul social e su Instagram.
Sono ufficiali le misure adottate da Facebook contro i no vax. Bisogna sapere che Facebook ha avuto un ruolo massiccio nella diffusione e nell’aumento delle teorie di cospirazione anti vaccinazione o no vax.

Alla luce dei rapporti che indicano la responsabilità di Facebook e YouTube nel diffondere questa forma particolarmente pericolosa di disinformazione secondo l‘OMS, il repubblicano della California Adam Schiff ha scritto alle due società chiedendo di prendere provvedimenti per garantire la salute e la sicurezza dei loro utenti tramite informazioni scientifiche.

No vax: la censura verrà attuata sui social
Come altre forme pericolose di disinformazione online, i contenuti no vax hanno implicazioni distruttive nel mondo reale.
Gli Stati Uniti stanno attualmente vivendo un’epidemia di morbillo, una malattia infettiva completamente prevenibile che sta minacciando la salute dei bambini e degli individui vulnerabili.
Facebook contro i no vax: le modifiche sui social. Contro i contenuti no vax, YouTube ha già preso provvedimenti.
Il mese scorso, Bloomberg ha riferito che Facebook stava analizzando delle misure per combattere al meglio il problema.
La direzione ha valutato idee quali la riduzione e la rimozione di questo tipo di contenuti dai consigli e l’abbassamento di questi gruppi e pagine nei risultati di ricerca.
La strategia si stava già orientando sul minimizzare la diffusione della disinformazione sulla vaccinazione.

Questo e l’indirizzare gli utenti verso informazioni autorevoli, cioè informazioni provenienti da istituzioni scientifiche, sono i mezzi che Facebook adotterà.
Per ottenere un taglio della diffusione della propaganda no vax, Facebook ridurrà i gruppi e le pagine che diffondono questo tipo di contenuti sia nelle news che nella sua funzione di ricerca.
Facebook rifiuterà anche le pubblicità che promuovono la disinformazione anti vaccinazione.
I recidivi che tenteranno di promuovere questi contenuti attraverso gli annunci potrebbero vedere disabilitati i loro account.

Lo stesso varrà su Instagram. Facebook in questo modo eliminerebbe anche adiacenti annunci e diciture anti-vax, incluso il termine ‘controversie sui vaccini’.
Quando Facebook indirizza la sua attenzione verso la riduzione di un particolare contenuto irrazionale e dannoso tende a fare un lavoro abbastanza completo.
Il problema, naturalmente, è che tali sforzi da parte di Facebook e di altre importanti piattaforme tecnologiche rimangono reazionari piuttosto che proattivi.
Fonte: - Il Format

C’erano una volta orsi polari che morivano di fame, oggi invece la loro popolazione esplode, altro che global warming!

Altro cavallo di battaglia dell’AGW smentito: gli orsi polari svaniscono. . . dai media mentre la loro popolazione esplode
Di Leslie Eastman – 23 Marzo 2019
Una troupe della BBC è rimasta sorpresa nel trovarsi circondata da così tanti orsi.
C’era una volta, storie di orsi polari che morivano di fame erano caratteristiche regolari di “relazioni” ambientali e scientifiche. Le pallide palle di ferocia erano le icone preferite per la crociata contro il riscaldamento globale.
Tuttavia, sono stati apparentemente assenti dalle recenti discussioni sul “cambiamento climatico”. Ciò potrebbe essere dovuto al rapido aumento del numero di orsi polari, un fatto che neutralizza tutte le asserzioni di doom-and-gloom fatte da supposti esperti?
In un post della scorsa estate, ho notato che c’erano indicazioni che la popolazione di Ursus maritimus si stava rapidamente espandendo.
Le nuove stime demografiche del gruppo di lavoro scientifico 2016 sono comprese tra 22.633 e 32.257 orsi, che è un aumento netto dal numero del 2015 di 22.000 a 31.000. L’attuale numero di abitanti è in netto aumento rispetto al 2005, il che indica che sono rimasti solo 20.000 – 25.000 orsi – un numero che è stato un notevole aumento rispetto alle stime che solo tra gli 8.000 e i 10.000 orsi erano rimasti alla fine degli anni ’60.
Un nuovo libro La catastrofe dell’orso polare che non è mai accaduta dalla Dr.ssa Susan Crockford usa gli ultimi dati e rivede i valori discutibili usati nelle stime ufficiali. La Crockford conclude che gli orsi polari sono in realtà fiorenti.
Anthony Watts di Watts Up with That ha evidenziato il libro, che proietta il numeri di orso polare quadruplicati, scrivendo:
La catastrofe dell’orso polare che non è mai accaduta spiega perché il catastrofico declino del numero di orsi polari che ci è stato promesso nel 2007 non è riuscito a concretizzarsi. È la storia di come e perché l’orso polare è stato considerato “minacciato” di estinzione, e traccia la sua ascesa e la sua caduta come un’icona del movimento del riscaldamento globale.
Il libro racconta anche la storia del ruolo della Crockford nel portare quel fallimento all’attenzione pubblica e il contraccolpo contro di lei che ne è seguito – e perché, tra tutti gli altri che hanno tentato di farlo in precedenza, era in una posizione unica per farlo. In generale, si tratta di una storia ammonitrice di arroganza scientifica e di fallimento scientifico, di ricercatori che sfruttano le loro carriere su simulazioni informatiche non testate e in seguito offuscano fatti scomodi.
Il contributo di Atascadero New Al Fonzi ha recentemente offerto dettagli su un altro pezzo della ricerca della Crockford, che ha toccato il fatto che non vi è stata alcuna significativa perdita di habitat per questi animali.
La Crockford osserva in “Orsi polari e basi di ghiaccio marino:” “L’area dell’habitat dell’orso polare è uguale all’estensione approssimativa del ghiaccio artico a marzo (il massimo annuale), con tre … eccezioni; il Mare di Okhotsk, il Mar Baltico e il Golfo di San Lorenzo (senza orsi dal 1900); se tutti fossero pieni di ghiaccio, rappresenterebbero 2,4 mkm2 di estensione artica totale. Rimuovere le aree di ghiaccio marino dai totali di estensione dell’Artico per il record del satellite (1979-2016), l’habitat totale dell’orso polare alla fine di marzo è stato praticamente costante a circa 14,0 mkm2 all’anno ….
Non ci sono prove che gli orsi polari non siano mai vissuti nel Mare di Okhotsk o nel Mar Baltico. Gli orsi polari sono attualmente ben distribuiti in tutto il loro habitat disponibile, nonostante i recenti cambiamenti nella copertura dei ghiacci marini: non ci sono state contrazioni di distanza a causa della riduzione dell’habitat.
La Crockford sostiene che la popolazione di orsi polari nel 1975 era di circa 5.000. Attualmente è stimato in circa 32.000. Chiaramente, la decisione di continuare ad elencare gli orsi come specie minacciata riguarda la politica, non la scienza.
La Crockford è stata recentemente intervistata da Glenn Beck:
Questa informazione potrebbe essere stata utile all’equipaggio della BBC che si è trovato circondato da 13 madri e cuccioli di orso polare durante le riprese alla fine dello scorso anno. Gli uomini sembravano scioccati quando uno degli animali cominciò a prenderli per uno spuntino.

Film Crew Surrounded by 13 Wild Polar Bears | BBC Earth(youtube)

L’equipaggio era sembrato sorpreso, ma felice, che tutti gli orsi sembravano robusti e in salute. Fortunatamente, gli uomini sono usciti sani e salvi e non faranno parte delle più frequenti storie di “attacchi d’orso” che si vedono oggigiorno.
Tuttavia, è una lezione oggettiva sui pericoli del credere nella scienza politicizzata invece del vero tipo.

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