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lunedì 29 luglio 2019

Condizionamenti, paure, tristezza e malattie

Condizionamenti, paure, tristezza e malattie
Per raggiungere una totale libertà bisogna curare lo spirito e la sfera emotiva.

Perché molti pazienti fanno tutto ciò che è necessario eppure non migliorano? Come mai i malati terminali appaiono sereni, quasi che l’imminenza della morte insegnasse loro a vivere per la prima volta? Il dolore segnala il punto di partenza sul cammino della guarigione.

L’importante è trovare il coraggio di guardarsi dentro per abbattere i vecchi condizionamenti dettati dai cinque sensi e dalle nostre credenze culturali, convinzioni etiche e/o religiose che ci costringono a indossare un abito che spesso non ci appartiene.

Occorre dunque guardare con nuove prospettive il nostro universo interiore per modificare radicalmente il mondo esterno, la realtà materiale in cui abbiamo scelto di vivere.
Capire che il condizionamento e la paura non sono vicoli ciechi ma… scelte. A volte persino il dolore o la tristezza diventano una scelta preferibile pur di non affrontare cambiamenti radicali che fanno paura, che si credono dannosi o sconvolgenti di un finto equilibrio che, alla fine dei conti, manco ci soddisfa.
Vi invito a scoprire l’enorme potere della conoscenza interiore.

La vita di coppia, le relazioni affettive, familiari, sociali e lavorative, i problemi economici, la frustrazione, il sentirsi tradito dagli altri… sono solo lo specchio del nostro modo di interpretare il mondo così come i nostri timori e condizionamenti ce lo hanno strutturato.
Non esistono fortuna e sfortuna, tantomeno la casualità: ogni cosa nella vita segue una disegno che costruiamo proprio con le nostre mani, con la nostra Mente.
La conoscenza interiore aiuta a capire questo meccanismo per diventarne finalmente padrone.

Il mondo in cui viviamo è solo l’immagine impressa nella nostra mente di quello che noi crediamo sia il mondo stesso, così come le esperienze vissute sono la conferma di ciò che pensiamo realmente su noi stessi. Un’immagine condizionata dove la conflittualità ed il dolore ci indicano cosa dobbiamo cambiare in noi.

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sabato 22 ottobre 2016

Curare i sintomi NUOCE GRAVEMENTE alla Salute !!!

Curare i sintomi NUOCE GRAVEMENTE alla Salute !!!

"Un medico è un uomo che viene pagato per raccontare fandonie nella camera del malato, sino a quando la natura non l'abbia guarito o i rimedi non l'abbiamo ucciso."
(A. Furetiére)

Per cura dei sintomi intendiamo gran parte dei medicinali e delle pratiche mediche attualmente in uso.

I medicinali che fanno passare la febbre, che alleviano il mal di testa, le infiammazioni alla gola o alle articolazioni, ma anche quelli che decongestionano le vie respiratorie o l’intestino e che calmano la tosse e persino la rimozione chirurgica di tonsille, appendice e cisti, sono tutte cure dei sintomi.

Questi sono solo alcuni esempi delle pratiche più comuni per i fastidi più banali, ma la lista sarebbe lunghissima e comprenderebbe patologie ben più gravi.

In pratica potremmo dire che tutta la moderna medicina (o quasi) si occupa esclusivamente della cura sintomatica e non si preoccupa minimamente della prevenzione o della rimozione dei problemi alla radice.

Anche quando si parla di esami preventivi in realtà si tratta di esami diagnostici che trovano o meno un determinato male (o presunto tale).

(Solo su quest’ultima affermazione si potrebbe parlare molto a lungo ma rischierei di andare un po’ fuori tema per approfondimenti comunque vi rimando a questo interessante video: Creazione di Malattie )

Curare i sintomi quindi non solo non migliora lo stato di salute, ma per assurdo potrebbe anche aggravarlo, anzi meglio togliere il condizionale:
Curare i sintomi aggrava la salute!

Questo accade per vari motivi il più semplice ed immediato è il seguente: curando i sintomi, non proviamo più un certo fastidio o  dolore e quindi non ascoltiamo più il nostro corpo che attraverso quel determinato dolore/sintomo voleva comunicarci qualcosa che non andava.

Quindi noi prendiamo la pillolina, il dolore passa e così possiamo riprendere la nostra vita, comprese le nostra cattive abitudini che ci hanno portato alla cosiddetta malattia, ancora più non curanti del male che ci stiamo facendo.

A questo punto però è necessaria qualche definizione ...

Innanzitutto bisogna dire che la cosiddetta malattia non è altro che una crisi tossiemica cioè un eccessivo accumulo di tossine (scarti metabolici).
La produzione di tossine è un fenomeno naturale risultante da diverse funzioni metaboliche.
In condizioni ideali, queste tossine vengono eliminate dagli organi emuntori (intestino, reni, fegato, polmoni e pelle).

Finché l'apporto di tossine resta nei limiti delle capacità di smaltimento di questi organi, facciamo esperienza di uno stato di buona salute.
Quando per diversi fattori fisici (dovuti all'ambiente, allo stile di vita, all'alimentazione), psicologici (stress) o emozionali si arriva ad una perdita della capacità di smaltimento (indebolimento), le tossine si accumulano e c’è la comparsa dei sintomi della malattia.

Quindi la malattia potremmo anche definirla come l’estremo tentativo dell’organismo di liberarsi delle tossine in eccesso.

In pratica quella che consideriamo malattia è in realtà un processo di Autoguarigione.

Dunque cosa succede quando noi con un farmaco blocchiamo i sintomi e quindi il tentativo estremo del nostro sistema immunitario di liberarsi delle tossine in eccesso?

Le tossine non vengono più eliminate e cosa peggiore non vengono eliminate le cattive abitudini (fisiche, psicologiche ed emozionali) che hanno causato l’indebolimento. Quindi le crisi si ripeteranno fino a diventare croniche e degenerare in qualcosa di peggio.

Infine, ma non meno importante, la cura dei sintomi delle cosiddette malattie con farmaci o con interventi invasivi, genera un considerevole numero di effetti collaterali conosciuti e non, dovuti all’immissione nel corpo di sostanze sintetiche estranee (farmaci) o a vere e proprie mutilazioni (chirurgia).

L'unica medicina veramente utile rimane quella di primo soccorso, quella traumatologica e poco altro.

La vera prevenzione invece sarebbe avere un’alimentazione sana, condurre uno stile di vita sereno, vivere in un ambiente il più salubre ed arieggiato possibile, fare lunghe passeggiate ed un attività fisica leggera, riposare, fare esercizi di respirazione, meditare, rilassarsi … etc ….

In caso di crisi acute di eliminazione di tossine (cosiddette malattie) lasciare che il tempo e la natura facciano il loro corso riposando, mangiando il meno possibile e soprattutto non ostacolando l’Autoguarigione.

Concludo con questa bella e provocatoria frase che secondo me si addice molto alla realtà attuale:
"Un medico è un uomo che viene pagato per raccontare fandonie nella camera del malato, sino a quando la natura non l'abbia guarito o i rimedi non l'abbiamo ucciso."
(A. Furetiére)
Felice Vita

domenica 18 settembre 2016

Non ha molto senso in natura il parto doloroso. Il parto dovrebbe essere quantomeno piacevole.

Non ha molto senso in natura il parto doloroso. Il parto dovrebbe essere quantomeno piacevole.
Per quanto non riusciamo a capacitarci non manca giorno in cui non ci accorgiamo della menzogna che ci circonda in cui siamo totalmente immersi e che ci condiziona continuamente l’esistenza; parlando di parto una volta compresi i meccanismi della natura viene spontaneo chiedersi che senso hanno i forti dolori del parto?

Pochi se non addirittura nessuno! La natura incentiva le azioni che sono utili all’esistenza (bio-logiche) e dissuade da quelle dannose, per fare questo utilizza le percezioni dell’essere vivente con le quali lo conduce verso il naturalmente giusto e lo tiene a distanza da quello che sostanzialmente è contrario alla vita stessa.

La cosa più importante per Madre Natura è la Vita, mantenere in vita l’essere vivente è il primo e fondamentale scopo della Coscienza che in tal modo ha la possibilità di continuare l’esperienza in questa dimensione, subito dopo in ordine di importanza c’è la prosecuzione della vita che può essere attuata attraverso la procreazione in tutte le sue fasi(atto sessuale, concepimento, gravidanza e parto), è facile intuire che in natura tutto ciò che è bio-logico e necessario venga donato/vissuto con piacere e amore, anche se come si può ampiamente sperimentare oggi l’uomo a causa delle imposte ed innumerevoli sovrastrutture mentali ha trasformato la percezione di queste essenziali fasi trasformandole in qualcosa di faticoso, sofferto a volte addirittura doloroso; basti pensare che la vita oggi per i più è un peso che ci fa “trascinare” fino alla sua conclusione, condizione che chiaramente non fa che generare malattia, il parto è assolutamente doloroso e molte donne vogliono evitarlo, persino l’atto sessuale oggi costituisce sempre più un problema per via di molti tabù e convinzioni che si installano nella mente degli uomini tanto da alterarne la percezione da sublime ad appena piacevole se non peggio.
La natura ha ideato il parto affinchè esso fosse quantomeno piacevole.

L’amplesso sessuale, il concepimento e la successiva nascita di un nuovo essere vivente sono necessari alla natura e agli esseri viventi per perpetrare se stessi e pertanto devono essere appetibili, cioè piacevoli, se non addirittura sublimi, il contrario striderebbe enormemente con le regole della natura, infatti se non fossero tali atti accompagnati da un percezione positiva/piacevole non sarebbero incentivati e qualora addirittura fossero il contrario, quindi spiacevoli/dolorosi si andrebbe incontro all’estinzione.

E’ comunque opportuno rappresentare che nonostante ciò comunque il parto debba essere comunque abbastanza difficoltoso da portare a compimento, che richieda un notevole sforzo e anche certa forza di volontà, questo “limite” eviterebbe gli eccessi di nascite in maniera naturale.
E’ importante anche tener conto della funzione di unione – riunione del dolore;  i dolori devono essere visti anche in tal senso, essi infatti legano madre e figlio con un rapporto psico-spirituale quasi inscindibile, tuttavia una madre altamente evoluta e consapevole tale rapporto lo instaura immediatamente col bambino all’atto stesso del concepimento, quindi la fase di dolore del parto sarà del tutto assente. Quindi riassumendo la donna moderna plagiata com'è dal suo subconscio già alla nascita, fortemente condizionata dalla società, disconnessa dal suo vero sé è quasi sempre soggetta ai dolori del parto che hanno lo scopo di ricondurla al suo vero sé interiore ed ad un idilliaco legame col suo bambino cosa che invece non dovrebbe accadere alla donna-madre evoluta.

Nonostante ciò sia ben comprensibile alla maggior parte delle persone risulta difficile credere che l’evento naturale della nascita di un bambino sia stato previsto da madre natura come fonte di sensazioni fantastiche prive di profonda sofferenza.

Dimentichiamo sempre che pur essendo esseri divini di fatto però la maggior parte degli individui del pianeta è stata sottoposta ad un processo di personalizzazione egoica e programmazione alla paura sin da prima della nascita, caratteristiche che oramai sono innate negli esseri umani.

Come hanno fatto a suggestionarci fino a questo punto? Quant’è vecchia quest’opera di manipolazione?
Riguardo alla fattispecie specifica del parto questa programmazione che influisce sulla percezione e quindi sul vissuto dell’evento è da far risalire ai tempi(inventati) di Adamo ed Eva quando cacciati dal paradiso terrestre Eva fu condannata a partorire nel dolore e quindi non più nella gioia, poi le religioni e le culture hanno fatto il resto.

Questo può far capire il profondo livello di manipolazione percettiva a cui siamo sottoposti e che tale stato percettivo si tramanda di generazione in generazione da millenni e fa parte del nostro subconscio collettivo e quindi anche del singolo.

Riuscire a staccarsi dalla matrice di falsità in cui viviamo ci consentirà di vedere tutto con nuovi occhi ed a iniziare a vivere la nostra vera vita fatta di gioia non di dolori, contrasti, odio, prevaricazioni,inganni ecc.

Tornando alla questione del parto, l’evento più importante per il genere umano è palese come la sua percezione falsata sia frutto di una suggestione che dura da tempi immemorabili e che quindi non è affatto facile trascenderla, nonostante ciò di tanto in tanto la natura fa capolino facendo godere delle gioie del parto ad alcune donne, ma come avrete capito non si tratta di una semplice casualità bensì della normalità dell’essere donna, negata dai nostri veri e malvagi “padroni”.

Tenuto conto della funzionalità del parto per la continuazione della specie, delle regole di Madre Natura ed abbandonati lentamente i cliché culturali e religiosi ci si può finalmente avvicinare all’evento con un nuovo approccio, con fervida e gioiosa aspettativa, facendo cadere quelle tremende ed assurde tensioni che non consentono di godere dell’evento più bello in assoluto per una donna e per l’intera umanità.

Non si tratta di imparare una tecnica per stare meglio, anche se chiaramente sarebbe utile, ma di abbandonare ogni paura, tensione, credenza, diceria, ed entrare in strettissimo contatto col proprio bambino e col proprio essere madre che dona una gioia ed un piacere indescrivibile a parole.
Marcello Salas


Ispirato dal seguente articolo:

Parto orgasmico: mito o realtà?

. E’ certo che chiunque pensi al momento della nascita, non può che immaginare urla strazianti e donne sofferenti, complici la televisione e i film. Ma è davvero inevitabile passare le pene dell’inferno per dare alla luce o esistono esperienze differenti che possano sminuire la paura del dolore che si diffonde nel genere femminile all’idea di partorire?

giovedì 11 febbraio 2016

13 consigli per la guarigione

13 consigli per la guarigione

Secondo il Dr. Ryke Geerd Hamer
Traduzione e adattamento di Giorgio Beltrammi - Dal sito www.facebook.com/SandraKordiDespertandonos
1. Non lasciarsi prendere dal panico e dagli attacchi di panico
Entrare nel panico farà sì che il centro di comando esegua un programma e stabilirà dove debba agire. In quel momento la persona perde la connessione funzionale coerente del cervello. molta gente muore nel panico. La persona non dovrebbe mai entrare nel panico, ne' scatenare in altri il panico. Si dovrebbe avere una enorme cura con chi ci sta intorno e specialmente chi è assistito da noi stessi.
AMIAMOCI! Amate voi stessi ed amatevi anche tra voi.
AMARSI ha un doppio valore terapeutico. Se una persona ama se stessa, anzitutto non avrà alcun conflitto con se stessa, ne' di svalutazione, ne di colpevolezza. Se si ama il prossimo , non ci saranno conflitti con gli altri.
NON ENTRARE NEL PANICO significa che la persona inferma non si deve mai spaventare e CHE IL TERAPEUTA MAI deve spaventare la persona malata. Entrare nel panico è acquistare un biglietto di sola andata.
Ad esempio: dire ad una madre in tono grave che suo figlio ha una leucemia, è un crimine. La leucemia non è una malattia! È il primo dei cinque passi biologici naturali di rigenerazione del sangue dopo un conflitto la cui risposta biologica è stata una anemia!

2. Sopportare la vagotonia
Intorno alle ore 22 si scatena normalmente l'impulso massimo della vagotonia. Il nervo vago è il più poderoso nervo dell'organismo: non c'è modo di vincere il sonno. È il nostro ritmo ancestrale: l'uomo è un animale diurno, nel suo codice biologico di comportamento, antico di quattro milioni di anni, è indotto a cacciare, raccogliere i frutti, agire di giorno e riposare di notte. È durante la notte che tutto è automatizzato in modo che l'organismo concentri il suo lavoro nel tubo digerente. Abbiamo meno attività cerebrali, cardiaca e respiratoria.
È normalmente nella notte che tutte le malattie si fanno più insopportabili, in quanto è in questa vagotonia che il cervello ripara meglio e può avere più edemi. Si può fare qualcosa per ridurre questi edemi, in modo che siano più sopportabili, ma solo ridurli. Se si tenta di impedirli, non avverrà la riparazione.
Se la vagotonia è molto forte, la testa può essere calda al punto tale che la persona può fare una doccia e non aver bisogno di asciugarsi i capelli, perché questi si asciugheranno molto rapidamente per via della termogenesi per conduzione. Questo succede quando la testa è "compressa" da edemi biologici: in questo momento OCCORRE ASSISTERE LA PERSONA.

3. Tutte le sere fare il bilancio della giornata
Occorre sapere se non si è "lavorato" troppo durante il giorno.
Se è così, occorre riposare obbligatoriamente il giorno seguente
(per le malattie importanti come il cancro, la fibromialgia, l'artrite, ecc). Il malato deve curarsi. Può fare molte cose, ma deve occuparsi della propria malattia prima di tutto il resto. Non deve attendere che QUALCUNO O QUALCOSA LO CURI, deve essere motivato. C'è un doppio messaggio in ciò.
Deve occuparsi di se stesso, deve fare un ripasso della sua giornata, interessarsi alla vita, prendere nota, fare questo bilancio.
Se ha fatto troppo, deve riposarsi il giorno seguente, in quanto entra troppo in stress, in attività ed il cervello entra in simpaticotonia, impedendo la vagotonia riparatrice. In questo modo si impedisce la guarigione.

4. Tutte le mattine prendere una penna e pianificare la giornata
Si deve rispettare il piano e prevedere almeno 6 ore di riposo oltre a quello notturno. Queste sono le regole per i malati più gravi e devono lottare contro le proprie angosce. Il che lo potrebbe portare a partecipare a cose poco impegnative per dimostrare di poter fare come tutti gli altri. È UNA REAZIONE DI FUGA, è un gioco perverso.
DEVE CONCENTRARSI SULLA PROPRIA GUARIGIONE perché questa è possibile. Deve evitare di entrare nello stress dell'azione.
Con 6 ore di riposo, oltre a quelle della notte, si ha una sufficiente vagotonia.
Il cervello ha una forza straordinaria per curarci a dispetto di tutto quello che facciamo contro di lui (tra paure, liti, messaggi deprimenti o terribili che riceviamo durante il giorno e a causa delle azioni).

5. Fare sempre prima il necessario
Se questo oltrepassa le tre ore di sforzo fisico o psicologico, si deve scartare il superfluo e riposare, a cuor leggero in quanto si sta facendo ciò che corrisponde alla propria cura e non il contrario. La maggior parte della gente si deprime, si demoralizza, ha paura di riposarsi: hanno lo STRESS DEL PROPRIO PROBLEMA, DELLA PROPRIA DECREPITEZZA e QUESTO È UN CONFLITTO SECONDARIO MOLTO FORTE. "NON POSSO FARE NIENTE, QUINDI NON SERVO".
Fare ciò che è assolutamente necessario permette alla persona di dimostrare che esiste, ma occorre misurare il tempo. La persona malata desidera dimostrare che può fare, ma se passa le 3 ore di impegno fisico o psicologico, deve riposarsi.
La cosa migliore è leggere qualcosa di leggero, divertente, guardare film divertenti, potendoli vedere nelle quantità che più la soddisfano. È la terapia della risata, posto che si evitino i notiziari che riportano guerre, incidenti, attentati o filmati di morte e violenza. In modo del tutto inconscio si stressa eccessivamente con immagini liminali e subliminali.
DURANTE IL RECUPERO MI OCCUPO DI ME, MI AMO, MI CURO. È VITALE. È LA MANIERA GIUSTA DI CURARSI.
 
6. Rifiutare tutte le opposizioni
Recriminare, discutere con gli altri è uno dei drammi maggiori che garantiscono la ricaduta o impossibilità di curarsi.
"Necessito di loro, del loro aiuto e non della loro opposizione permanente". Questo sottrae calorie e forze necessarie al cervello per riparare e monopolizzare le energie per combattere, può esporre il malato al giudizio di chi lo attornia e queste persone non sanno nulla, parlano tanto per parlare, mentre il malato non si libera dallo stress.
Voglio ricordare una frase che Claude Sabbah attribuisce a suo nonno: "Se la gente che non ha nulla da dire tacesse, ci sarebbe un gran silenzio sul pianeta Terra. Sono sempre quelli che non sanno nulla che chiacchierano".
Stiamo parlando di una elevazione del livello di coscienza umana.

7. Privilegiare il riposo notturno
L'essere umano è un essere diurno. Tutti i suoi ritmi biologici basici sono programmati sulla base del ritmo solare.
Posto che per il malato la notte è normalmente il momento di maggior dolore, e in alcuni casi c'è l'angoscia inconscia di "Rimanere svegli o morire?" è abbastanza difficile mantenere questi ritmi. È necessario sdrammatizzare tutto questo. Inoltre, dato che durante il giorno non si è fatto quasi nulla, non si è sufficientemente stanchi per dormire bene. In tal caso non ci sono dubbi sul modificare l'orario del sonno.

Si deve privilegiare il riposo notturno nella misura del possibile, se questo non è semplice, non c'è da preoccuparsi a star svegli fino alle 2 o alle 3 di notte, guardando dei film o leggendo, assumendo uno o più caffè (che riduce anche l'edema cerebrale).
Successivamente, man mano che si migliora, si potrà tornare, un'ora al giorno, al proprio orario normale.

sabato 4 aprile 2015

Curare i dolori articolari con i rimedi naturali

Dolori articolari: rimedi naturali e consigli utili

I dolori articolari sono un disturbo non legato a una particolare stagione dell’anno. In grado di colpire indistintamente sia uomini che donne, questo fastidio comporta una generale riduzione della capacità motoria e una evidente sintomatologia dolorosa localizzata presso l’articolazione colpita.
Vittima dei dolori articolari possono essere tutte quelle parti come ginocchia, gomiti, spalle, come anche articolazioni quali le dita. Pur non avendo una stagionalità precisa, alcune delle possibili cause di questa patologia fanno riferimento al periodo invernale: tra queste l’influenza, il freddo e l’umidità.
A originare questo tipo di dolori anche altre patologie o disturbi come artrite, artrosi, borsiti, traumi alle articolazioni o tendiniti. La strategia migliore come al solito è individuare con esattezza l’origine del problema, come la comprensione del fatto che il dolore sia o meno causato da un’infiammazione ai tessuti molli, così da poter scegliere la soluzione più efficace. Si consiglia al riguardo di fare affidamento al proprio medico curante per una diagnosi definitiva.

Rimedi naturali

Uno dei rimedi naturali più consigliati quando si tratta di articolazioni è l’artiglio del diavolo. Le sue proprietà sono note per i benefici apportati anche in caso di mal di schiena, artrosi e le sciatalgie. Si trova facilmente in erboristeria sotto forma di olio essenziale o come pomate e tinture utilizzabili direttamente sulla parte dolorante. Vista la presenza di alcune importanti controindicazioni è bene assumere questa pianta con accortezza ed evitando un sovradosaggio.
Arnica montana | Shtterstock
L’arnica montana è un’altra soluzione dalla natura molto consigliata per chi soffre di dolori articolari. Efficace nel trattamento di distorsioni, traumi e dolori muscolari, questa pianta è utilizzabile tramite impacco da realizzare con tintura madre in soluzione al 10-20% aggiungendo acqua e glicerina oppure acquistando il prodotto già pronto in erboristeria.
Un altro tipo di impacco utile per trattare i dolori articolari è quello a base di oli essenziali di camomilla romana (4 gocce), rosmarino (5 gocce) e lavanda (5 gocce), il tutto diluito in circa un litro d’acqua calda. Basterà una volta mescolato il tutto prendere un panno e immergerlo nella soluzione, tenendola poggiata dove serve finché non si sarà freddata. Da utilizzare fredda in caso di infiammazione e lasciare agire per almeno 20 minuti.
Continuando a parlare di impacchi altre soluzioni possibili sono l’impiego dell’argilla verde ventilata, da realizzare unendo a della polvere di argilla un quantitativo d’acqua sufficiente a renderla fangosa, ma non eccessivamente liquida. Una volta pronta va applicata con un panno caldo sulla parte dolorante e lasciata agire per un paio d’ore. In caso di infiammazione evitare il ricorso al panno caldo, come nel caso dell’impacco di oli essenziali, poiché potrebbe risultare controproducente.
A questo proposito occorre specificare come in caso di infiammazione dell’articolazione sarà necessario trattare la parte con del ghiaccio, mentre ad esempio contro reumatismi e umidità molto utile risulterà la terapia del calore.
Elder flowers/Fiori di Sambuco | Shutterstock
Se volete scegliere al posto dei rimedi esterni o comunque affiancare a questi alcuni infusi o decotti ecco alcuni suggerimenti. Molto importanti possono essere il sambuco e il salice bianco. Quest’ultimo in particolare rappresenta l’equivalente naturale dell’aspirina e come tale può risultare utile soprattutto contro le infiammazioni.
L’infuso di sambuco può essere preparato lasciando in infusione 4 cucchiai dei suoi fiori in un litro d’acqua bollente per circa 15 minuti. Filtrare e bere la tisana, meglio se mattina e sera. Maggiore attenzione dovrà invece essere prestata nell’assunzione di salice bianco, da assumere dopo i pasti e con moderazione, pena la diminuzione dei suoi benefici effetti.
Utile infine per il trattamento dei dolori articolari può rivelarsi anche la boswellia. Questa pianta contribuisce a rinforzare la cartilagine, parte integrante delle articolazioni.

Consigli utili

Assumere una corretta postura è uno dei primi consigli in caso di sofferenza alle articolazioni. Mantenere una posizione il più possibile naturale, ma senza che risulti troppo rilassata e scomposta. Qualora il disturbo non sia legato a un processo infiattivo è bene non immobilizzare la parte interessata, ma compiere leggeri movimenti per evitare un possibile irrigidimento articolare.
Un’attività regolare di stretching e yoga può inoltre aiutare a tenere le proprie articolazioni in allenamento riducendo il rischio che possano infiammarsi o cadere vittima di “colpi d’aria”. Evitare ambienti troppo umidi e coprirsi sempre il giusto: una folata d’aria fredda successivamente a un’eccessiva sudorazione può rappresentare un’ulteriore possibile fattore scatenante del dolore articolare.

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Dolori articolari e rimedi naturali

Da sempre l'uomo ha accusato dolori alle articolazioni ecco perchè i rimedi naturali contro questa problematica, fioccano, il dolore alle articolazioni è uno dei sintomi dell’artrite, il quale può essere causato da vari tipi di danni o condizioni delle articolazioni. Il dolore può anche essere causato dall’infiammazione della borsa sinoviale conosciuta come borsite. Le borse sono sacchi riempiti di liquido che fanno da cuscinetto morbido fra le parti in movimento, permettendo il movimento libero dei muscoli e dei tendini sopra le ossa.

Cause del dolore alle articolazioni

  • danni alle articolazioni
  • stiramento delle articolazioni
  • artrite
  • tendinite
  • borsite
I dolori alle articolazioni possono essere transitori o duraturi e in ogni caso comportano limitazione della capacità di movimento. Dolori molto persistenti possono essere sintomo di osteoartrite (tipo di artrite che colpisce le cartilagini che tengono assieme le articolazioni) o di gotta (causata da un elevato tasso d’acido urico nel sangue). Tra le cause più determinanti dei dolori alle articolazioni c’è sicuramente l’obesità. Il sovrappeso causa sovraccarichi e dolori cronici, per questo motivo è bene bilanciare l’alimentazione e mantenere l’elasticità dei muscoli tramite attività fisiche. Tra le preferibili si consigliano ciclismo, nuoto, pilates, yoga.

Rimedi naturali per i dolori alle articolazioni

  • un bagno caldo è altamente benefico nel trattamento dei dolori alle articolazioni
  • massaggiare l’area affetta con un olio qualsiasi dà sollievo dai dolori alle articolazioni
  • bere una tazza di tè ai semi di papaya sei o sette volte al giorno per due o tre settimane
  • per prevenire i dolori alle articolazioni mangiare uno spicchio d’aglio fritto nel burro
  • assuemere mezzo cucchiaino di polvere di curcuma con acqua calda almeno tre volte al giorno. È un buon rimedio anche per l’artrite
  • mangiare chapatti fatta con farina arrostita con burro schiarificato
  • strofinare le articolazioni con aceto caldo prima di coricarsi
  • fra i frutti, le banane sono considerate il migliore dei rimedi per le articolazioni poiché forniscono forza e lubrificano le articolazioni
  • assumere un cucchiaino di curcuma in latte caldo per curare tutti i tipi di dolore alle articolazioni
  • anche il succo di carote è un buon rimedio
  • bere 15 grammi di succo di bathu fresco ogni giorno, specialmente a stomaco vuoto
  • buoni risultati si ottengono anche con l’aceto di mele
  • due cucchiaini di aceto di mele e due cucchiaini di miele sciolti in un piccolo bicchiere di acqua calda possono dare un immediato sollievo
  • fare una miscela con olio di canfora, metil-salicilato, olio di eucalipto e mentolo e strofinare le articolazioni
  • bere un bicchiere pieno di acqua per la pulizia del corpo
  • alternare compresse di acqua calda e fredda sulle articolazioni
  • mescolare succo di carota fresco con parti uguali di succo di limone; assumere un cucchiaio ogni giorno
  • l’esercizio fisico aumenta la flessibilità e la forza delle ossa; fare esercizio in acqua per ridurre i dolori alle articolazioni
  • arricchire la dieta con oli ricchi di acidi Omega 3 e vitamine
  • mescolare due parti di olio di oliva extravergine con una parte di olio di kerosene; passare la mistura sulle articolazioni affette da dolore dà un immediato sollievo
  • un massaggio delicato con olio di Arthcare è consigliato per ridurre il dolore alle articolazioni, rinforzare i tessuti, lo scheletro e il sistema neuromuscolare, consentendo movimenti più agevoli delle articolazioni e dei muscoli
  • un massaggio delicato con olio di oliva, è economico e efficace
  • mescolare nella proporzione di un cucchiaino di olio di canfora e un cucchiaino di olio di girasole e massaggiare l’area affetta con questa miscela
  • vanno consumati soprattutto alimenti antiossidanti, quindi frutta e verdura. In particolar modo sono consigliabili le bietole, lo zenzero, le carote, gli spinaci, i cavoletti di Bruxelles, le rape rosse, le cipolle, il mais, i peperoni
  • l’assunzione di vitamina C è determinante, anche se alcuni sostengono che gli agrumi (arance e limoni) possano aggravare i dolori; ma la vitamina C è importantissima anche per guarire i dolori alle articolazioni. Può essere trovata anche in fragole, kiwi, lamponi, mirtilli, uva e meloni
  • è importante assumere una corretta postura quando si sta seduti, soprattutto al lavoro; una posizione ben eretta, non piegata, aiuta a far diminuire i dolori articolari.
Le cause dei dolori articolari possono essere diverse e non riguardano solo l’artrite. Esistono molti rimedi naturali che possono essere messi in campo per alleviare i sintomi e curare le cause di questo tipo di disturbo che spesso limita anche nei movimenti.


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I RIMEDI DELLA NONNA contro il DOLORE

I RIMEDI DELLA NONNA contro il DOLORE.
Hanno un fondamento scientifico?
Con il termine “rimedi della nonna” vengono etichettate tutte quelle cure provenienti dalla tradizione popolare che, attraverso l’utilizzo di sostanze di uso comune, venivano impiegate per risolvere o alleviare una serie di affezioni o piccoli incidenti domestici.
I benefici apportati da questi rimedi hanno fatto in modo che venissero tramandati fino ai giorni nostri. Oggi siamo in grado, attraverso i dati di letteratura e i numerosi studi scientifici, di interpretare il loro fondamento scientifico alla base della loro efficacia.

LOMBALGIA – SCIATALGIA

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