Per raggiungere una
totale libertà bisogna curare lo spirito e la sfera emotiva.
Perché molti pazienti fanno tutto ciò che è necessario
eppure non migliorano? Come mai i malati
terminali appaiono sereni, quasi che l’imminenza della morte insegnasse
loro a vivere per la prima volta? Il
dolore segnala il punto di partenza sul cammino della guarigione.
L’importante è
trovare il coraggio di guardarsi dentro per abbattere i vecchi condizionamenti
dettati dai cinque sensi e dalle nostre credenze culturali, convinzioni etiche
e/o religiose che ci costringono a indossare un abito che spesso non ci
appartiene.
Occorre dunque guardare con nuove prospettive il nostro
universo interiore per modificare radicalmente il mondo esterno, la realtà
materiale in cui abbiamo scelto di vivere.
Capire che il condizionamento e la paura non sono vicoli
ciechi ma… scelte. A volte persino il
dolore o la tristezza diventano una scelta preferibile pur di non affrontare
cambiamenti radicali che fanno paura, che si credono dannosi o sconvolgenti
di un finto equilibrio che, alla fine dei conti, manco ci soddisfa.
Vi invito a scoprire l’enorme potere della conoscenza interiore.
La vita di coppia, le relazioni
affettive, familiari, sociali e lavorative, i problemi economici, la
frustrazione, il sentirsi tradito dagli altri… sono solo lo specchio del nostro modo di interpretare il mondo così come i nostri
timori e condizionamenti ce lo hanno strutturato.
Non esistono fortuna
e sfortuna,
tantomeno la casualità: ogni cosa nella vita segue una disegno che costruiamo
proprio con le nostre mani, con la nostra Mente.
La conoscenza
interiore aiuta a capire questo meccanismo per diventarne finalmente padrone.
Il mondo in cui
viviamo è solo l’immagine impressa nella nostra mente di quello che noi
crediamo sia il mondo stesso, così come le esperienze vissute sono la conferma
di ciò che pensiamo realmente su noi stessi. Un’immagine condizionata dove la conflittualità ed
il dolore ci indicano cosa dobbiamo cambiare in noi.
"Un medico è un uomo che
viene pagato per raccontare fandonie nella camera del malato, sino a quando la
natura non l'abbia guarito o i rimedi non l'abbiamo ucciso."
(A. Furetiére)
Per cura dei sintomi intendiamo gran parte dei medicinali
e delle pratiche mediche attualmente in uso.
I medicinali che fanno passare la febbre, che alleviano il
mal di testa, le infiammazioni alla gola o alle articolazioni, ma anche quelli
che decongestionano le vie respiratorie o l’intestino e che calmano la tosse e
persino la rimozione chirurgica di tonsille, appendice e cisti, sono tutte cure
dei sintomi.
Questi sono solo alcuni esempi delle pratiche più comuni
per i fastidi più banali, ma la lista sarebbe lunghissima e comprenderebbe
patologie ben più gravi.
In pratica potremmo dire che tutta la moderna medicina (o
quasi) si occupa esclusivamente della cura sintomatica e non si preoccupa
minimamente della prevenzione o della rimozione dei problemi alla radice.
Anche quando si parla di esami preventivi in realtà si
tratta di esami diagnostici che trovano o meno un determinato male (o presunto
tale).
(Solo su quest’ultima affermazione si potrebbe parlare
molto a lungo ma rischierei di andare un po’ fuori tema per approfondimenti
comunque vi rimando a questo interessante video: Creazione
di Malattie )
Curare i sintomi quindi non solo non migliora lo stato di
salute, ma per assurdo potrebbe anche aggravarlo, anzi meglio togliere il
condizionale:
Curare i sintomi aggrava la salute!
Questo accade per vari motivi il più semplice ed immediato
è il seguente: curando i sintomi, non proviamo più un certo fastidio o
dolore e quindi non ascoltiamo più il nostro corpo che attraverso quel
determinato dolore/sintomo voleva comunicarci qualcosa che non andava.
Quindi noi prendiamo la pillolina, il dolore passa e
così possiamo riprendere la nostra vita, comprese le nostra cattive abitudini
che ci hanno portato alla cosiddetta malattia, ancora più non curanti del male
che ci stiamo facendo.
A questo punto però è necessaria qualche definizione ...
Innanzitutto bisogna dire che la cosiddetta malattia non è
altro che una crisi tossiemica
cioè un eccessivo accumulo di tossine (scarti metabolici).
La produzione di tossine è un fenomeno naturale risultante
da diverse funzioni metaboliche.
In condizioni ideali, queste tossine vengono eliminate
dagli organi emuntori (intestino, reni, fegato, polmoni e pelle).
Finché l'apporto di tossine resta nei limiti delle
capacità di smaltimento di questi organi, facciamo esperienza di uno stato di
buona salute.
Quando per diversi fattori fisici (dovuti all'ambiente, allo stile di vita,
all'alimentazione), psicologici (stress)
o emozionali si
arriva ad una perdita della capacità di smaltimento (indebolimento), le tossine si
accumulano e c’è la comparsa dei sintomi della malattia.
Quindi la malattia
potremmo anche definirla come l’estremo tentativo dell’organismo di liberarsi
delle tossine in eccesso.
In pratica quella
che consideriamo malattia è in realtà un processo diAutoguarigione.
Dunque cosa succede
quando noi con un farmaco blocchiamo i sintomi e quindi il tentativo estremo
del nostro sistema immunitario di liberarsi delle tossine in eccesso?
Le tossine non
vengono più eliminate
e cosa peggiore non vengono eliminate le cattive abitudini (fisiche,
psicologiche ed emozionali) che hanno causato l’indebolimento. Quindi le crisi
si ripeteranno fino a diventare croniche e degenerare in qualcosa di peggio.
Infine, ma non meno importante, la cura dei sintomi delle cosiddette malattie con farmaci o con
interventi invasivi, genera un considerevole numero di effetti collaterali conosciuti e
non, dovuti all’immissione nel corpo di sostanze sintetiche estranee (farmaci)
o a vere e proprie mutilazioni (chirurgia).
L'unica medicina veramente utile rimane quella di primo
soccorso, quella traumatologica e poco altro.
La vera prevenzione invece sarebbe avere un’alimentazione
sana, condurre uno stile di vita sereno, vivere in un ambiente il più salubre
ed arieggiato possibile, fare lunghe passeggiate ed un attività fisica leggera,
riposare, fare esercizi di respirazione, meditare, rilassarsi … etc ….
In caso di crisi acute di eliminazione di tossine
(cosiddette malattie) lasciare che il tempo e la natura facciano il loro corso
riposando, mangiando il meno possibile e soprattutto non ostacolando l’Autoguarigione.
Concludo con questa bella e provocatoria frase che secondo
me si addice molto alla realtà attuale:
"Un medico è un uomo che viene pagato per raccontare
fandonie nella camera del malato, sino a quando la natura non l'abbia guarito o
i rimedi non l'abbiamo ucciso."
Non ha molto senso in natura il parto doloroso. Il parto
dovrebbe essere quantomeno piacevole.
Per quanto non riusciamo a capacitarci non manca giorno in
cui non ci accorgiamo della menzogna che ci circonda in cui siamo totalmente
immersi e che ci condiziona continuamente l’esistenza; parlando di parto una
volta compresi i meccanismi della natura viene spontaneo chiedersi che senso
hanno i forti dolori del parto?
Pochi se non addirittura nessuno! La natura incentiva le azioni che
sono utili all’esistenza (bio-logiche) e dissuade da quelle dannose,
per fare questo utilizza le percezioni dell’essere vivente con le quali lo
conduce verso il naturalmente giusto e lo tiene a distanza da quello che sostanzialmente
è contrario alla vita stessa.
La cosa più importante per Madre Natura è la Vita, mantenere
in vita l’essere vivente è il primo e fondamentale scopo della Coscienza che in
tal modo ha la possibilità di continuare l’esperienza in questa dimensione, subito
dopo in ordine di importanza c’è la prosecuzione della vita che può
essere attuata attraverso la procreazione in tutte le sue fasi(atto sessuale,
concepimento, gravidanza e parto), è facile intuire che in natura tutto ciò che
è bio-logico e necessario venga donato/vissuto con piacere e amore, anche se
come si può ampiamente sperimentare oggi l’uomo a causa delle imposte ed innumerevoli
sovrastrutture mentali ha trasformato la percezione di queste essenziali fasi
trasformandole in qualcosa di faticoso, sofferto a volte addirittura doloroso;
basti pensare che la vita oggi per i più è un peso che ci fa “trascinare” fino
alla sua conclusione, condizione che chiaramente non fa che generare malattia,
il parto è assolutamente doloroso e molte donne vogliono evitarlo, persino
l’atto sessuale oggi costituisce sempre più un problema per via di molti tabù e
convinzioni che si installano nella mente degli uomini tanto da alterarne la
percezione da sublime ad appena piacevole se non peggio.
La natura ha ideato il parto affinchè esso fosse quantomeno piacevole.
L’amplesso sessuale, il concepimento e la successiva
nascita di un nuovo essere vivente sono necessari alla natura e agli esseri
viventi per perpetrare se stessi e pertanto devono essere appetibili, cioè
piacevoli, se non addirittura sublimi, il contrario striderebbe enormemente con
le regole della natura, infatti se non fossero tali atti accompagnati da un percezione
positiva/piacevole non sarebbero incentivati e qualora addirittura fossero il contrario,
quindi spiacevoli/dolorosi si andrebbe incontro all’estinzione.
E’ comunque opportuno rappresentare che nonostante ciò
comunque il parto debba essere comunque abbastanza difficoltoso da portare a
compimento, che richieda un notevole sforzo e anche certa forza di volontà,
questo “limite” eviterebbe gli eccessi di nascite in maniera naturale.
E’ importante anche tener
conto della funzione di unione – riunione del dolore; i dolori devono essere visti anche in tal
senso, essi infatti legano madre e figlio con un rapporto psico-spirituale
quasi inscindibile, tuttavia una madre altamente evoluta e consapevole
tale rapporto lo instaura immediatamente col bambino all’atto stesso del
concepimento, quindi la fase di dolore del parto sarà del tutto assente.
Quindi riassumendo la donna moderna plagiata com'è dal suo subconscio già alla nascita, fortemente condizionata dalla società, disconnessa dal
suo vero sé è quasi sempre soggetta ai dolori del parto che hanno lo scopo di ricondurla
al suo vero sé interiore ed ad un idilliaco legame col suo bambino cosa che invece non
dovrebbe accadere alla donna-madre evoluta.
Nonostante ciò sia ben comprensibile alla maggior parte delle
persone risulta difficile credere che l’evento naturale della nascita di un
bambino sia stato previsto da madre natura come fonte di sensazioni fantastiche
prive di profonda sofferenza.
Dimentichiamo sempre che pur essendo esseri divini di
fatto però la maggior parte degli individui del pianeta è stata sottoposta ad
un processo di personalizzazione egoica e programmazione alla paura sin da
prima della nascita, caratteristiche che oramai sono innate negli esseri umani.
Come hanno fatto a suggestionarci
fino a questo punto? Quant’è vecchia quest’opera di manipolazione?
Riguardo alla fattispecie specifica del parto questa
programmazione che influisce sulla percezione e quindi sul vissuto dell’evento
è da far risalire ai tempi(inventati) di
Adamo ed Eva quando cacciati dal paradiso terrestre Eva fu condannata a
partorire nel dolore e quindi non più nella gioia, poi le religioni e le culture hanno fatto il resto.
Questo può far capire il profondo livello di manipolazione percettiva a cui siamo sottoposti
e che tale stato percettivo si tramanda di generazione in generazione da
millenni e fa parte del nostro subconscio collettivo e quindi anche del
singolo.
Riuscire a staccarsi
dalla matrice di falsità in cui viviamo ci consentirà di vedere tutto con nuovi
occhi ed a iniziare a vivere la nostra vera vita fatta di gioia non di dolori,
contrasti, odio, prevaricazioni,inganni ecc.
Tornando alla questione del parto, l’evento più importante per il genere umano è palese come la
sua percezione falsata sia frutto di una suggestione che dura da tempi immemorabili e che
quindi non è affatto facile trascenderla, nonostante ciò di tanto in tanto la
natura fa capolino facendo godere delle gioie del parto ad alcune donne, ma
come avrete capito non si tratta di una semplice casualità bensì della
normalità dell’essere donna, negata dai nostri veri e malvagi “padroni”.
Tenuto conto della funzionalità del parto per la
continuazione della specie, delle regole di Madre Natura ed abbandonati
lentamente i cliché culturali e religiosi ci si può finalmente avvicinare
all’evento con un nuovo approccio, con fervida e gioiosa aspettativa, facendo
cadere quelle tremende ed assurde tensioni che non consentono di godere
dell’evento più bello in assoluto per una donna e per l’intera umanità.
Non si tratta di imparare una tecnica per stare meglio,
anche se chiaramente sarebbe utile, ma di abbandonare ogni paura, tensione,
credenza, diceria, ed entrare in strettissimo contatto col proprio bambino e
col proprio essere madre che dona una gioia ed un piacere indescrivibile a
parole.
. E’ certo che chiunque pensi al momento della nascita,
non può che immaginare urla strazianti e donne sofferenti, complici la
televisione e i film. Ma è davvero
inevitabile passare le pene dell’inferno per dare alla luce o
esistono esperienze differenti che possano sminuire la paura del dolore
che si diffonde nel genere femminile all’idea di partorire?
1. Non lasciarsi prendere dal
panico e dagli attacchi di panico
Entrare nel panico farà sì che il
centro di comando esegua un programma e stabilirà dove debba agire. In quel
momento la persona perde la connessione funzionale coerente del cervello. molta
gente muore nel panico. La persona non dovrebbe mai entrare nel panico, ne'
scatenare in altri il panico. Si dovrebbe avere una enorme cura con chi ci sta
intorno e specialmente chi è assistito da noi stessi.
AMIAMOCI! Amate voi stessi ed amatevi anche tra voi. AMARSI
ha un doppio valore terapeutico. Se una persona ama se stessa,
anzitutto non avrà alcun conflitto con se stessa, ne' di svalutazione, ne di
colpevolezza. Se si ama il prossimo , non ci saranno conflitti con gli altri. NON ENTRARE NEL PANICO significa che la
persona inferma non si deve mai spaventare e CHE IL TERAPEUTA MAI deve
spaventare la persona malata. Entrare nel panico è acquistare un biglietto
di sola andata.
Ad esempio: dire ad una madre in tono grave che suo figlio ha una leucemia, è un crimine. La leucemia non è una
malattia! È il primo dei cinque passi biologici naturali di rigenerazione del
sangue dopo un conflitto la cui risposta biologica è stata una anemia!
2. Sopportare la vagotonia
Intorno alle ore 22 si scatena
normalmente l'impulso massimo della vagotonia. Il nervo vago è il più poderoso
nervo dell'organismo: non c'è modo di vincere il sonno. È il nostro ritmo
ancestrale: l'uomo è un animale diurno, nel suo codice biologico di
comportamento, antico di quattro milioni di anni, è indotto a cacciare,
raccogliere i frutti, agire di giorno e riposare di notte. È durante la notte
che tutto è automatizzato in modo che l'organismo concentri il suo lavoro nel
tubo digerente. Abbiamo meno attività cerebrali, cardiaca e respiratoria. È
normalmente nella notte che tutte le malattie si fanno più insopportabili, in
quanto è in questa vagotonia che il cervello ripara meglio e può avere più edemi. Si può fare qualcosa per ridurre
questi edemi, in modo che siano più sopportabili, ma solo ridurli. Se si tenta
di impedirli, non avverrà la riparazione.
Se la vagotonia è molto forte, la testa può essere calda al punto tale che la
persona può fare una doccia e non aver bisogno di asciugarsi i capelli, perché
questi si asciugheranno molto rapidamente per via della termogenesi per
conduzione. Questo succede quando la testa è "compressa" da edemi
biologici: in questo momento OCCORRE ASSISTERE LA PERSONA.
3. Tutte le sere fare il
bilancio della giornata
Occorre sapere se non si è
"lavorato" troppo durante il giorno.
Se è così, occorre riposare obbligatoriamente il giorno seguente (per le malattie importanti come
il cancro, la fibromialgia, l'artrite, ecc). Il malato deve curarsi. Può fare
molte cose, ma deve occuparsi della propria malattia prima di tutto il resto.
Non deve attendere che QUALCUNO O QUALCOSA LO CURI, deve essere motivato. C'è un doppio messaggio in ciò.
Deve occuparsi di se stesso, deve fare un ripasso della sua giornata,
interessarsi alla vita, prendere nota, fare questo bilancio.
Se ha fatto troppo, deve riposarsi il giorno seguente, in quanto entra troppo
in stress, in attività ed il cervello entra in simpaticotonia, impedendo la vagotonia
riparatrice. In questo modo si impedisce la guarigione.
4. Tutte le mattine prendere una
penna e pianificare la giornata
Si deve rispettare il piano e
prevedere almeno 6 ore di riposo oltre a
quello notturno. Queste sono le regole per i malati più gravi e devono
lottare contro le proprie angosce. Il che lo potrebbe portare a partecipare a
cose poco impegnative per dimostrare di poter fare come tutti gli altri. È UNA
REAZIONE DI FUGA, è un gioco perverso.
DEVE CONCENTRARSI SULLA PROPRIA
GUARIGIONE perché questa è possibile. Deve evitare di entrare nello stress
dell'azione.
Con 6 ore di riposo, oltre a quelle della notte, si ha una sufficiente
vagotonia. Il cervello ha una forza straordinaria
per curarci a dispetto di tutto quello che facciamo contro di lui (tra
paure, liti, messaggi deprimenti o terribili che riceviamo durante il giorno e
a causa delle azioni).
5. Fare sempre prima il
necessario
Se questo oltrepassa le tre ore di
sforzo fisico o psicologico, si deve scartare il superfluo e riposare, a cuor
leggero in quanto si sta facendo ciò che corrisponde alla propria cura
e non il contrario. La maggior parte della gente si deprime, si demoralizza, ha paura di
riposarsi: hanno lo STRESS DEL PROPRIO PROBLEMA, DELLA PROPRIA DECREPITEZZA e
QUESTO È UN CONFLITTO SECONDARIO MOLTO FORTE. "NON POSSO FARE NIENTE,
QUINDI NON SERVO".
Fare ciò che è assolutamente necessario permette alla persona di dimostrare che
esiste, ma occorre misurare il tempo. La persona malata desidera dimostrare che
può fare, ma se passa le 3 ore di impegno fisico o psicologico, deve riposarsi. La cosa migliore è leggere qualcosa di
leggero, divertente, guardare film divertenti, potendoli vedere nelle quantità
che più la soddisfano. È la terapia della risata, posto che si evitino i notiziari
che riportano guerre, incidenti, attentati o filmati di morte e violenza. In
modo del tutto inconscio si stressa eccessivamente con immagini liminali e
subliminali. DURANTE
IL RECUPERO MI OCCUPO DI ME, MI AMO, MI CURO. È VITALE. È LA MANIERA GIUSTA DI
CURARSI.
6. Rifiutare tutte le
opposizioni
Recriminare, discutere con gli
altri è uno dei drammi maggiori che garantiscono la ricaduta o impossibilità di
curarsi.
"Necessito di loro, del loro aiuto e non della loro opposizione
permanente". Questo sottrae calorie e forze necessarie al cervello per
riparare e monopolizzare le energie per combattere, può esporre il malato al
giudizio di chi lo attornia e queste persone non sanno nulla, parlano tanto per
parlare, mentre il malato non si libera dallo stress.
Voglio ricordare una frase che Claude Sabbah attribuisce a suo nonno: "Se
la gente che non ha nulla da dire tacesse, ci sarebbe un gran silenzio sul
pianeta Terra. Sono sempre quelli che non sanno nulla che chiacchierano". Stiamo parlando di una elevazione del livello di coscienza umana.
7. Privilegiare il riposo
notturno
L'essere umano è un essere diurno.
Tutti i suoi ritmi biologici basici sono programmati sulla base del ritmo
solare.
Posto che per il malato la notte è normalmente il momento di maggior
dolore, e in alcuni casi c'è
l'angoscia inconscia di "Rimanere svegli o morire?" è abbastanza
difficile mantenere questi ritmi. È
necessario sdrammatizzare tutto questo. Inoltre, dato che durante il giorno
non si è fatto quasi nulla, non si è sufficientemente stanchi per dormire bene.
In tal caso non ci sono dubbi sul modificare l'orario del sonno.
Si deve privilegiare il riposo
notturno nella misura del possibile, se questo non è semplice, non c'è da
preoccuparsi a star svegli fino alle 2 o alle 3 di notte, guardando dei film o
leggendo, assumendo uno o più caffè (che riduce anche l'edema cerebrale).
Successivamente, man mano che si migliora, si potrà tornare, un'ora al giorno,
al proprio orario normale.
Dolori articolari: rimedi naturali e consigli utili
I
dolori articolari
sono un disturbo non legato a una particolare stagione dell’anno. In grado di
colpire indistintamente sia uomini che donne, questo fastidio comporta una
generale riduzione della capacità motoria e una evidente sintomatologia dolorosa localizzata
presso l’articolazione colpita.
Vittima
dei dolori articolari possono essere tutte quelle parti come ginocchia, gomiti, spalle, come
anche articolazioni
quali le dita. Pur non avendo una stagionalità precisa, alcune delle possibili
cause di questa patologia fanno riferimento al periodo invernale: tra queste
l’influenza, il freddo e l’umidità.
A
originare questo tipo di dolori anche altre patologie o disturbi come artrite, artrosi, borsiti,
traumi alle articolazioni o tendiniti. La strategia migliore come al solito è
individuare con esattezza l’origine del problema, come la comprensione del
fatto che il dolore sia o meno causato da un’infiammazione ai tessuti molli,
così da poter scegliere la soluzione più efficace. Si consiglia al riguardo di
fare affidamento al proprio medico curante per una diagnosi definitiva.
Rimedi
naturali
Uno
dei rimedi naturali più consigliati quando si tratta di articolazioni è l’artiglio del diavolo.
Le sue proprietà sono note per i benefici apportati anche in caso di mal di
schiena, artrosi e le sciatalgie. Si trova facilmente in erboristeria sotto
forma di olio essenziale o come pomate e tinture utilizzabili direttamente
sulla parte dolorante. Vista la presenza di alcune importanti controindicazioni
è bene assumere questa pianta con accortezza ed evitando un sovradosaggio.
L’arnica montana è un’altra soluzione
dalla natura molto consigliata per chi soffre di dolori articolari. Efficace
nel trattamento di distorsioni, traumi e dolori muscolari, questa pianta è
utilizzabile tramite impacco da realizzare con tintura madre in soluzione al
10-20% aggiungendo acqua e glicerina oppure acquistando il prodotto già pronto
in erboristeria.
Un
altro tipo di impacco utile per trattare i dolori articolari è quello a base di
oli essenziali di camomilla
romana (4 gocce), rosmarino (5 gocce) e lavanda (5 gocce), il tutto diluito in
circa un litro d’acqua calda. Basterà una volta mescolato il tutto prendere un
panno e immergerlo nella soluzione, tenendola poggiata dove serve finché non si
sarà freddata. Da utilizzare fredda in caso di infiammazione e lasciare agire
per almeno 20 minuti.
Continuando
a parlare di impacchi altre soluzioni possibili sono l’impiego dell’argilla verde ventilata, da
realizzare unendo a della polvere di argilla un quantitativo d’acqua
sufficiente a renderla fangosa, ma non eccessivamente liquida. Una volta pronta
va applicata con un panno caldo sulla parte dolorante e lasciata agire per un
paio d’ore. In caso di infiammazione evitare il ricorso al panno caldo, come
nel caso dell’impacco di oli essenziali, poiché potrebbe risultare
controproducente.
A
questo proposito occorre specificare come in caso di infiammazione dell’articolazione
sarà necessario trattare la parte con del ghiaccio, mentre ad esempio contro reumatismi e umidità
molto utile risulterà la terapia del
calore.
Se
volete scegliere al posto dei rimedi esterni o comunque affiancare a questi
alcuni infusi o decotti ecco alcuni suggerimenti. Molto importanti possono
essere il sambuco e il salice bianco.
Quest’ultimo in particolare rappresenta l’equivalente naturale dell’aspirina e
come tale può risultare utile soprattutto contro le infiammazioni.
L’infuso di sambuco può essere
preparato lasciando in infusione 4 cucchiai dei suoi fiori in un litro d’acqua
bollente per circa 15 minuti. Filtrare e bere la tisana, meglio se mattina e sera.
Maggiore attenzione dovrà invece essere prestata nell’assunzione di salice
bianco, da assumere dopo i pasti e con moderazione, pena la diminuzione dei
suoi benefici effetti.
Utile
infine per il trattamento dei dolori articolari può rivelarsi anche la boswellia. Questa pianta
contribuisce a rinforzare la cartilagine, parte integrante delle articolazioni.
Consigli
utili
Assumere
una corretta postura
è uno dei primi consigli in caso di sofferenza alle articolazioni. Mantenere
una posizione il più possibile naturale, ma senza che risulti troppo rilassata
e scomposta. Qualora il disturbo non sia legato a un processo infiattivo è bene
non immobilizzare la parte interessata, ma compiere leggeri movimenti per
evitare un possibile irrigidimento articolare.
Un’attività
regolare di stretching e yoga
può inoltre aiutare a tenere le proprie articolazioni in allenamento riducendo
il rischio che possano infiammarsi o cadere vittima di “colpi d’aria”. Evitare
ambienti troppo umidi e coprirsi sempre il giusto: una folata d’aria fredda
successivamente a un’eccessiva sudorazione può rappresentare un’ulteriore
possibile fattore scatenante del dolore articolare.
Da
sempre l'uomo ha accusato dolori alle articolazioni ecco
perchè i rimedi naturali
contro questa problematica, fioccano, il dolore
alle articolazioni è uno dei sintomi dell’artrite, il quale può
essere causato da vari tipi di danni o condizioni delle articolazioni. Il dolore può anche
essere causato dall’infiammazione della borsa sinoviale conosciuta come
borsite. Le borse sono sacchi riempiti di liquido che fanno da cuscinetto
morbido fra le parti in movimento, permettendo il movimento libero dei muscoli
e dei tendini sopra le ossa.
I
dolori alle articolazioni possono essere transitori o duraturi e in ogni caso
comportano limitazione della capacità di movimento. Dolori molto persistenti
possono essere sintomo di osteoartrite (tipo di artrite che colpisce le
cartilagini che tengono assieme le articolazioni) o di gotta (causata da un
elevato tasso d’acido urico nel sangue). Tra le cause più determinanti dei dolori
alle articolazioni c’è sicuramente l’obesità. Il sovrappeso causa sovraccarichi
e dolori cronici, per questo motivo è bene bilanciare l’alimentazione e
mantenere l’elasticità dei muscoli tramite attività fisiche. Tra le preferibili
si consigliano ciclismo, nuoto, pilates, yoga.
Rimedi naturali per i dolori alle
articolazioni
un bagno caldo è altamente
benefico nel trattamento dei dolori alle articolazioni
massaggiare l’area affetta
con un olio qualsiasi dà sollievo dai dolori alle articolazioni
bere una tazza di tè ai semi
di papaya sei o sette volte al giorno per due o tre settimane
per prevenire i dolori alle
articolazioni mangiare uno spicchio d’aglio fritto nel burro
assuemere mezzo cucchiaino di
polvere di curcuma con acqua calda almeno tre volte al giorno. È un buon
rimedio anche per l’artrite
mangiare chapatti fatta con
farina arrostita con burro schiarificato
strofinare le articolazioni
con aceto caldo prima di coricarsi
fra i frutti, le banane sono
considerate il migliore dei rimedi per le articolazioni poiché forniscono
forza e lubrificano le articolazioni
assumere un cucchiaino di
curcuma in latte caldo per curare tutti i tipi di dolore alle
articolazioni
anche il succo di carote è un
buon rimedio
bere 15 grammi di succo di
bathu fresco ogni giorno, specialmente a stomaco vuoto
buoni risultati si ottengono
anche con l’aceto di mele
due cucchiaini di aceto di
mele e due cucchiaini di miele sciolti in un piccolo bicchiere di acqua
calda possono dare un immediato sollievo
fare una miscela con olio di canfora,
metil-salicilato, olio di eucalipto e mentolo e strofinare le
articolazioni
bere un bicchiere pieno di
acqua per la pulizia del corpo
alternare compresse di acqua
calda e fredda sulle articolazioni
mescolare succo di carota
fresco con parti uguali di succo di limone; assumere un cucchiaio ogni
giorno
l’esercizio fisico aumenta la
flessibilità e la forza delle ossa; fare esercizio in acqua per ridurre i
dolori alle articolazioni
arricchire la dieta con oli
ricchi di acidi Omega 3 e vitamine
mescolare due parti di olio
di oliva extravergine con una parte di olio di kerosene; passare la
mistura sulle articolazioni affette da dolore dà un immediato sollievo
un massaggio delicato con
olio di Arthcare è consigliato per ridurre il dolore alle articolazioni,
rinforzare i tessuti, lo scheletro e il sistema neuromuscolare,
consentendo movimenti più agevoli delle articolazioni e dei muscoli
un massaggio delicato con
olio di oliva, è economico e efficace
mescolare nella proporzione
di un cucchiaino di olio di canfora e un cucchiaino di olio di girasole e
massaggiare l’area affetta con questa miscela
vanno consumati soprattutto
alimenti antiossidanti, quindi frutta e verdura. In particolar modo sono
consigliabili le bietole, lo zenzero, le carote, gli spinaci, i cavoletti
di Bruxelles, le rape rosse, le cipolle, il mais, i peperoni
l’assunzione di vitamina C è determinante, anche se
alcuni sostengono che gli agrumi (arance e limoni) possano aggravare i
dolori; ma la vitamina C è importantissima anche per guarire i dolori alle
articolazioni. Può essere trovata anche in fragole, kiwi, lamponi,
mirtilli, uva e meloni
è importante assumere una
corretta postura quando si sta seduti, soprattutto al lavoro; una
posizione ben eretta, non piegata, aiuta a far diminuire i dolori
articolari.
Le
cause dei dolori articolari possono essere diverse e non riguardano solo
l’artrite. Esistono molti rimedi naturali che possono essere messi in campo per
alleviare i sintomi e curare le cause di questo tipo di disturbo che spesso
limita anche nei movimenti.
Con il termine “rimedi della nonna” vengono etichettate
tutte quelle cure provenienti dalla tradizione popolare che, attraverso
l’utilizzo di sostanze di uso comune, venivano impiegate per risolvere o
alleviare una serie di affezioni o piccoli incidenti domestici.
I benefici apportati da
questi rimedi hanno fatto in modo che venissero tramandati fino ai giorni
nostri. Oggi siamo in grado, attraverso i dati di letteratura e i numerosi
studi scientifici, di interpretare il loro fondamento scientifico alla base
della loro efficacia.