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martedì 9 giugno 2020

Coronavirus, Torino: pioggia di denunce e querele contro governo e Regione

Coronavirus, Torino: pioggia di denunce e querele contro le restrizioni. Sotto accusa governo e Regione
TORINO. A prima vista sembra quasi una rivoluzione. Una sommossa di popolo contro la dittatura dei decreti emergenziali: una «prise de la Bastille» senza forconi né barrique, ma con timbri e carte bollate. Così fioccano denunce contro i governanti per la gestione dell’epidemia Covid 19, tirando in ballo libertà calpestate e diritti costituzionali ignorati.

A Torino due avvocati civilisti hanno depositato una corposa e dettagliata querela contro il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro della Salute Roberto Speranza, il presidente della Regione Alberto Cirio, l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi. I reati ipotizzati vanno dall’attentato contro la costituzione dello Stato all’abuso d’ufficio, dal sequestro di persona aggravato alla violenza privata, dall’epidemia colposa all’omicidio colposo plurimo.

Sotto accusa le procedure di diritto, le scelte d’emergenza imposte con atti amministrativi «mediante la coercizione con l’ausilio delle forze dell’ordine», le strategie per aggredire la diffusione del virus e soprattutto le carenze di dispositivi di protezione per gli operatori sanitari, come hanno documentato molte inchieste giornalistiche. «Innanzi tutto - spiega Maurizio Giordano che con la collega Maria Paola Demuru ha firmato la querela - si è verificata un’alterazione dell’assetto costituzionale che non può essere giustificata neppure da una situazione di emergenza». E la salute? Le vite da salvare? Come la mettiamo? «Ecco, il diritto di salute garantito dalla Costituzione - afferma il legale - è infatti il diritto “individuale” di ricevere o rifiutare cure dal sistema sanitario, mentre la salute “pubblica è un mero interesse collettivo.
Nessuna parte della Costituzione consente di interpretare il diritto alla salute come diritto prevalentemente su tutti gli altri, e in ogni caso tale scelta andrebbe fatta previo bilanciamento dei diritti in gioco».

Stando alla querela le forzature normative di governo e Regione hanno avuto un effetto boomerang a danno dei cittadini. «A causa di queste disposizioni incostituzionali, inutili se non addirittura controproducenti a perseguire il risultato del contenimento della diffusione del virus, hanno causato enormi danni: al tessuto economico e sociale del Paese e alla vita dei singoli cittadini». Inoltre, sostengono gli avvocati elencando atti e documenti, le strategie sanitarie «sono state adottate senza una approfondita valutazione epidemiologica. Infatti oltre la metà dei decessi sono avvenuti nelle case di riposo, gli altri in ospedale e in ambiente domestico. I contagi sono stati invece favoriti dall’assenza di un’azione tempestiva, efficace, organizzata e coordinata di sanità pubblica».

Ora toccherà all’autorità giudiziaria valutare l’attendibilità delle accuse. Di certo non è l’unica denuncia. Molti altri cittadini, tra cui operai e casalinghe, si sono presentati nei giorni scorsi nelle caserme dei carabinieri e in questura per querelare il presidente Conte. Denunce, queste, ancorate per lo più al modulo fotocopia proposto dall’avvocato Edoardo Polacco, uno dei primi a dar fuoco alle polveri, incitando gli italiani alla rivoluzione giudiziaria.
Articolo completo - La Stampa
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mercoledì 15 aprile 2020

Coronavirus - La Camera Civile degli Avvocati di Prato chiede l’annullamento del DPCM del 10 aprile: è illegittimo, viola gli art. 1, 4, 16, 32, 35 e 41 della Costituzione!

Coronavirus, quando una sola persona esercita il controllo si chiama regime, non democrazia: la Camera Civile degli Avvocati di Prato chiede l’annullamento del DPCM del 10 aprile: “E’ illegittimo”

In Italia si è passati da "cerchiamo di contenere la malattia" A " Vi dobbiamo controllare tutti con la forza"
Ma nessuno si è accorto di nulla tutti grati ai propri carnefici. Nemmeno l'opposizione a conferma che in Italia a livello politico sono tutti d'accordo. 

In tutto il mondo le persone senzienti colpite da questi provvedimenti illegittimi e che ledono i diritti umani, si stanno ribellando manifestando. Penso sia arrivato il momento di organizzarci è usare la disobbedienza civile, le nostre istituzioni ci hanno mentito e tradito dal primo giorno, non meritano nessun rispetto. Vi hanno promesso una miseria e non avete visto nemmeno un centesimo, mentre le istituzioni andavano a piangere soldi ai strozzini legalizzati di mezzo mondo. Purtroppo so che ormai viviamo in uno Stato di polizia e non siamo una comunità abbastanza numerosa per via del terrorismo mediatico le masse sono in dissonanza cognitiva e fanno fatica ad apprendere la realtà dopo mesi di bombardamento mediatico. Però magari cominciamo a riflettere e magari iniziare con lo spegnere la TV e non seguire più le dirette del premier Conte ( che ultimamente si sente il padrone degli italiani, togliendo addirittura i loro diritti costituzionali in nome di una presunta epidemia) installato al potere  ( "Un fondo di investimento sostenuto dal Vaticano al centro di un'indagine sulla corruzione finanziaria era alla base di un gruppo di investitori che assunse Giuseppe Conte per lavorare ad un accordo" poco prima che diventasse presidente del Consiglio. E' quanto rivela, sulla sua edizione online, il Financial Times. ) Capito chi è il caro Installato premier Conte ( Quello che è arrivato all'ambita poltrona che occupa solo perché in tempi di crisi a chi gestisce davvero il potere politico-economico non interessa più occuparla direttamente, e preferisce piazzarci un prestanome, o meglio un prestaculo che ci si bruci le chiappe al suo posto.) Questo governo si chiama del tradimento e deve essere processato per l'alto tradimento.

Detto ciò leggiamo:
La Camera Civile degli Avvocati di Prato si è fatta promotrice di un’iniziativa che vuole sottolineare l’incostituzionalità dei provvedimenti presi dal nostro Governo, “che sta ledendo libertà costituzionalmente tutelate in nome di una asserita ma non provata emergenza”.

“Il DPCM 10 aprile 2020 altro non è che un atto amministrativo del Presidente del Consiglio dei Ministri che, nel momento in cui limita la libertà di circolazione delle persone prevedendo un contenimento universale per asserite esigenze sanitarie  già si pone in evidente contrasto con gli artt. 16 e 32 Costituzione, oltre che ad impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa e di iniziativa economica”.

Per i civilisti il governo non ha rispettato il dettato costituzionale, avendo attribuito con un decreto legge ad un proprio componente il potere di limitare con atti amministrativi le libertà costituzionali, che possono trovare limiti solo in atti legislativi parlamentari.

“Il DCPM 10 aprile 2020 è quindi illegittimo al pari della norma presupposta consistente nel D.L. 19/2020 violando gli art. 1, 4, 16, 32, 35 e 41 della Costituzione” concludono gli avvocati.

“Questo comportamento – proseguono gli avvocati – sta mettendo a repentaglio la vita economica e sociale del nostro Paese mediante provvedimenti del tutto illegittimi e pertanto la Camera Civile di Prato ha inteso tutelare le libertà costituzionali dei cittadini e delle imprese, invitando ciascun soggetto interessato a far pervenire alla Presidenza del Consiglio analoga istanza”.

Per gli avvocati non tornano neppure i numeri: “Secondo i dati ISTAT, nel primo trimestre dell’anno 2020, il numero totale dei morti è in linea con gli anni precedenti, anzi vi sarebbe una qualche diminuzione.
Secondo i dati forniti dalla Protezione Civile, all’attualità vi sarebbero 20.465 morti con un’età media di 78 anni, di cui il 61% con tre o più patologie pregresse, il 20,7% con due patologie pregresse, il 14,8% con una patologia pregressa mentre solo il 3,5% non avrebbe avuto nessuna patologia. Quindi, il numero dei soggetti morti per Covid-19 senza patologie pregresse sarebbero 716, che rappresenta in confronto della popolazione italiana lo 0,0011%, mentre alla data odierna il totale di chi ha contratto il Covid-19 (comprensivi i positivi 103.616, i guariti 35.345 ed i morti 20.465) pari a 159.516 persone sarebbe lo 0,264% della popolazione.
Tali numeri non sembrano essere stati adeguatamente valutati ai fini di effettuare il contemperamento degli interessi della nazione”.

lunedì 23 marzo 2020

SPECIALE CORONAVIRUS: Il coronavirus svela le Fake News di autorità e mass media

È ormai da diversi mesi (dal dicembre 2019) che i mass media parlano quasi esclusivamente del coronavirus SARS-CoV-2 e della Covid-19. La comunicazione riguardo quest’argomento si è fatta ancor più insistente da quando, ormai alla fine di gennaio 2020, erano stati confermati ufficialmente i primi casi d’infezione in Italia.
Nelle successive quattro settimane (l’intero mese di Febbraio) abbiamo assistito a ore e ore di trasmissioni dedicate all’argomento da radio e Tv e centinaia di articoli su tutte le testate giornalistiche (solo su Ansa si contano quasi 1000 articoli sull’argomento in appena 30 giorni con una media di oltre 34 al giorno, più di uno ogni ora), ad annunci e disposizioni sanitarie disposte da Governi, Regioni e Comuni, con chiusure di scuole, isolamento d’intere città e quarantene per migliaia di persone.
In tutto questo, non si sono fatte attendere le interviste a virologi e medici, che hanno cercato di fare un minimo di chiarezza nell’approssimativa comunicazione fatta nelle settimane precedenti dagli impreparati, disinformati e mediocri giornalisti che popolano il panorama italiano, del settore chiamato impropriamente “dell’informazione”. Al contempo, in questo caos generalizzato, abbiamo potuto osservare le reazioni della popolazione a tutto ciò che stava e sta accadendo.
Gli accadimenti, in special modo quelli degli ultimi due mesi (febbraio e marzo 2020), ci consentono di fare alcune importanti riflessioni riguardo l’attività svolta dai mass media italiani, le reazioni e le affermazioni odierne e passate delle autorità in tema di focolai epidemici, e il rapporto tra popolazione e la comunicazione proveniente da questi due soggetti (mass media e autorità).
Ma andiamo con ordine e iniziamo innanzitutto dalle basi scientifiche e dati concreti, poiché ritengo debbano essere sempre i dati oggettivi a incidere nella formulazione delle nostre idee e considerazioni e non viceversa. Cercherò quindi di fare innanzitutto una corretta e completa informazione, per poi passare a esporre le mie considerazioni personali.

Cos’è il coronavirus di cui parlano in continuazione i mass media?
Quello di cui si parla genericamente oggi con l’appellativo di “Coronavirus”, in realtà si chiama SARS-CoV-2 (in precedenza 2019-nCoV). A scegliere il nome è stato l'International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV) che si occupa della designazione e della denominazione dei virus (ovvero specie, genere, famiglia, ecc.). A indicare il nome è stato un gruppo di esperti appositamente incaricati di studiare il nuovo ceppo di coronavirus. Secondo questo pool di scienziati il nuovo coronavirus è fratello di quello che ha provocato la Sars (SARS-CoVs), da qui il nome scelto di SARS-CoV-2.
La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove "CO" sta per corona, "VI" per virus, "D" per disease e "19" indica l'anno in cui si è manifestata). Il nome è stato scelto dall’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità). Si tratta di un virus della famiglia Coronavirus, noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Tuttavia, pur facendo parte della stessa tipologia, il SARS-CoV-2 non è il virus dalla SARS, ma un virus diverso, la cui origine certa non è ancora nota.

Quanto è pericoloso il nuovo virus?
Su questo punto c’è stata molta disinformazione, fatta soprattutto (se non esclusivamente) dai mass media mainstream.
Fin dall’inizio dell’epidemia in Cina tutti i mass media si sono limitati soltanto ad aggiornare il numero dei casi conclamati e il numero dei morti, omettendo colpevolmente di spiegare all’opinione pubblica quali fossero le condizioni igienico sanitarie in cui si è sviluppato e diffuso il focolaio in Cina, quale fosse il contesto sociale in cui il virus si stava diffondendo, quali fossero le modalità e le possibilità di accesso alla sanità cinese e quindi alle cure, quali fasce di età della popolazione fossero più colpite, quali fossero le condizioni di salute preesistenti nei soggetti colpiti e poi deceduti e, infine, omettendo sempre il numero delle persone guarite.
Tutte queste omissioni, colpevoli o colpose, hanno trasformato quella che doveva essere “informazione” in disinformazione, generando confusione, prima, allarmismo e panico poi, una volta che il virus è arrivato in Italia. Sui motivi che hanno indotto tutti i mass media a tale superficiale comportamento, tornerò più avanti, poiché qualcuno potrebbe considerare le spiegazioni a riguardo solo delle opinioni. Proseguiamo allora, prima con i fatti.
Secondo quanto riporta il sito del Governo italiano www.salute.gov.it, se si prende il virus SARS-CoV-2 (che da qui in avanti per semplicità chiamerò anch’io “coronavirus” al fine di facilitare la comprensione del lettore), “Alcune persone si infettano ma non sviluppano alcun sintomo. Generalmente i sintomi sono lievi, soprattutto nei bambini e nei giovani adulti, e a inizio lento. Circa 1 su 5 persone con COVID-19 si ammala gravemente e presenta difficoltà respiratorie, richiedendo il ricovero in ambiente ospedaliero”.

Secondo ISS (Istituto Superiore di Sanità) quindi, il virus porta complicazione in circa il 20% dei malati. Ma è davvero così? Cosa dicono i virologi?
Esporrò alcuni eminenti pareri, mettendo ovviamente da parte l’opinione di quei medici che di virologi hanno soltanto il titolo e che, al soldo di taluni partiti politici, sono saliti alla ribalta negli ultimi anni lucrando costantemente sulla salute della popolazione facendo propaganda politica e non informazione scientifica, mediante un’esposizione mediatica continua e la pubblicazione immediata di libri (a solo 30 giorni dall’arrivo del nuovo coronavirus in Italia, il virologo a cui mi riferisco e di cui non farò il nome per non fargli pubblicità, ha già pubblicato un libro sull’argomento) su ciascun argomento che possa rientrare nella loro sfera di competenza.
Qui di seguito invece, riporto un estratto degli interventi di due prestigiosi virologi italiani, intervenuti in due distinte trasmissioni di Radio Rai, Speciale GR1 sul coronavirus, nei giorni 24 e 25 febbraio 2020. È molto importante porre particolare attenzione alle affermazioni che ho sottolineato. Torneranno utili per le considerazioni finali. Nella trasmissione del 24 febbraio, è intervenuto il virologo Giovanni Maga, direttore dell’istituto Molecolare del CNR (Centro Nazionale delle Ricerche). Ecco cosa ha detto.
Giornalista Radi orai: “Vorrei con Lei ridimensionare quella che è la pericolosità di questo virus, che è altamente contagioso ma, lo abbiamo detto più volte, essere positivi al test del coronavirus, quindi avere il contagio, non significa essere in pericolo di vita.”  (Si può morire per coronavirus, ma le persone che sono a oggi decedute erano persone fragili - dal punto di vista immunitario NDR.)
Giovanni Maga: “Assolutamente. L’infezione da questo nuovo coronavirus ha un decorso benigno nell’assoluta maggioranza delle persone. Insomma, guarire è la regola! Almeno l’80%, ma come dicevo, in base anche all’età, quindi in età giovane può essere anche il 90%, le persone hanno una sintomatologia moderata o lieve, cioè non richiedono ospedalizzazione, e guariscono senza particolari conseguenze. C’è una percentuale significativa, tra 10 e 15%, sempre a seconda della propria costituzione e del proprio stato fisico, che può sviluppare una polmonite virale. Questa incidenza è superiore a quella causate dal normale virus influenzale in percentuale, ma anche in questo caso, nell’assoluta maggioranza dei casi il decorso è benigno.”
Giornalista Radio Rai: “Quindi a questo punto l’importante è contenere i contagi. Si è sviluppata una sorta di caccia al paziente zero, ma potremmo già essere alla terza o quarta generazione del virus. Perché è importante risalire al fantomatico paziente zero”.
Giovanni Maga: “Il paziente zero, in qualsiasi focolaio epidemico, è importante per due motivi. Perché definisce il contesto in cui il virus è entrato, cioè ci fa capire com’è arrivato, e inoltre ci consente di tracciare i primi contatti, quindi risalire ai primi che sono stati potenzialmente infettati e da cui potrebbe essere partito il focolaio. Questo ovviamente, se viene fatto subito, consente di circoscrivere immediatamente l’area. La nostra situazione attuale è che, purtroppo, non è stato possibile identificare il paziente zero all’inizio, e quindi ci siamo un po’ allontanati dalla radice di quest’albero d’infezione che si sta diffondendo.  Però questo vuol dire che abbiamo messo in campo un’area di delimitazione molto ampia proprio per renderci conto della dinamica dell’infezione, per limitarne la diffusione, intanto che gli studi epidemiologici cercano di tracciare all’indietro i contatti. Però a oggi per la limitazione dell’infezione la misura migliore è quella di circoscrivere le zone potenzialmente interessate.”
Giornalista Radio Rai: “C’è la speranza che con la buona stagione questo virus cominci a decrescere nei contagi, così come sta accadendo anche per la normale influenza?”
Giovanni Maga: “È una ragionevole ipotesi. AL momento non sappiamo come questo virus si comporti da un punto di vista stagionale. È molto simile alla SARS come tipologia ma non certamente come gravità dei sintomi, la SARS era molto più aggressiva e molto più letale, è 10-50-100 volte più letale, a seconda delle classi di rischio, ma così come la sars era scomparsa con l’arrivo della bella stagione, se anche questo virus seguirà l’andamento di tutti i virus respiratori, come quello dell’influenza, si può ragionevolmente sperare che, con l’aumento delle temperature, perda di potenza. Io vorrei anche sottolineare che anche nell’epicentro della malattia, in Cina, si sta iniziando a vedere una diminuzione dei casi, l’aumento sempre maggiore delle persone guarite, tant’è che la Cina ha deciso di allentare un pochino i cordoni di contenimento, proprio perché sembra che l’epidemia stia rallentando e si spera nei prossimi mesi scenderà … Quindi nel frattempo, l’importante è evitare che nuovi focolai si accendano e si espandano in altre zone.”
Giornalista Radio Rai: “Sembrerebbe anche dai dati che sono stati registrati in Cina e in tutti i paesi colpiti dal virus, che questo virus colpisca meno i più piccoli, i più giovani. C’è qualche spiegazione o è solamente un fatto statistico ancora non emerso?”
Giovanni Maga: “In questa fase è difficile a dirsi, perché non è chiaro di quanto sia stata l’esposizione della popolazione infantile al virus, almeno in Cina. Certamente il dato statistico è chiaro. Ci sono poche infezioni in età pediatrica. Una possibilità sta nelle differenze del sistema immunitario dei bambini rispetto all’adulto, perché una delle cause delle complicazioni di questo virus è un’eccessiva risposta di tipo infiammatorio mediata da un sistema immunitario adulto, che nei bambini è meno soggetta a dare questo tipo di complicazioni quindi, in qualche modo, li rende meno suscettibili e gli fa passare questa infezione in maniera molto blanda. Per diminuire possibilità di contagio è buona norma (ma questo vale sempre anche nei periodi di normale influenza) lavarsi bene (anche con un semplice sapone) sempre le mani prima di portarle alla bocca, agli occhi o al naso. Gli antibiotici non servono a nulla perché gli antibiotici distruggono i batteri. Questo è un virus.”
Il giorno seguente, nella trasmissione del 24 febbraio, è intervenuta Ilaria Capua, pluripremiata virologa italiana, che oggi dirige un dipartimento dell'Emerging Pathogens Institute dell'Università della Florida.
Giornalista Radio Rai: “Vorrei parlare di anticorpi: man mano che il virus colpisce gli italiani, chi viene colpito sviluppa gli anticorpi. Questo potrebbe essere una chiave di lettura interessante: più popolazione viene colpita più anticorpi si sviluppano.”

mercoledì 4 dicembre 2019

CONSENSO OBBLIGATO

CONSENSO OBBLIGATO
In primo luogo, in Italia è illegale somministrare trattamenti sanitari senza consenso.
Sì, anche preventivi. Soprattutto preventivi. Non servono lauree in medicina né in giurisprudenza per capire che violare un diritto oggi per prevenire un possibile, incerto e per nulla certificabile futuro evento, è una semplice scemenza. Seguendo questa logica, si potrebbe ad esempio mettere in galera delle persone oggi perché secondo alcune previsioni forse, probabilmente, in futuro commetteranno un crimine.

In secondo luogo, stando al diritto italiano un individuo può esprimere un consenso soltanto senza subire pressioni al riguardo, altrimenti tale consenso non è valido.

Se, come è, le vaccinazioni pediatriche possono legalmente venire somministrate SOLO dopo consenso del genitore, l'esistenza stessa di una possibile sanzione che penda sulla decisione invalida totalmente il consenso stesso.

Riassumendo:
- nessuna vaccinazione può venire effettuata senza consenso
sommato a
- nessun consenso sottoposto a sanzione risulta legalmente valido
significa che *nessuna vaccinazione imposta da questa legge è un atto legale*, e il medico responsabile di ciascuna di esse può venire personalmente denunciato presso Tribunali della Repubblica per violazione civile, penale e deontologica.

Che alcuni vaccini siano stati resi obbligatori, ieri, oggi o trent'anni fa senza una emergenza in atto cui potevano in qualche modo limitare dei danni resta dunque senza alcuna eccezione un atto illegale, tant'è che in alcuni casi ci son volute tangenti, come per il vaccino della epatite B per cui proprio la Glaxo pagò 600 milioni di lire all'allora Ministro De Lorenzo.

Quanto alle sanzioni, prima devono venire comminate, poi possono venire contestate, e possono passare anni prima che le famiglie siano eventualmente davvero costrette a pagarle. Anni in cui, se la logica non viene del tutto mandata in pensione, questa legge verrà abrogata e i suoi effetti resi nulli anche retroattivamente.
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RePost dicembre 2017

domenica 8 aprile 2018

MUOS: VENTI DI GUERRA IN ITALIA

MUOS DI GUERRA IN ITALIA

di Gianni Lannes
Bentornati nel belpaese a sovranità azzerata, ormai telecomandata dall'estero. Ufficialmente il MUOS (acronimo di Mobile User Objective System) è un sistema di comunicazioni satellitari (SATCOM) militari ad alta frequenza (UHF) e a banda stretta, gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d'America. Il sistema bellico è composto da quattro satelliti (più uno di riserva) e quattro stazioni di terra, di cui una ubicata in Italia, in violazione delle leggi del nostro Paese.

I padroni di Washington hanno specificato che il MUOS serve a fare la guerra. La violazione dell'articolo 11 della Costituzione repubblicana italiana è palese. Dov'è l'inquilino del Quirinale a garantire l'indipendenza del nostro Stato di diritto?

Sul portale dell'ambasciata USA il 14 febbraio 2013 in Italia era stata pubblicata la seguente dichiarazione (un'ammissione bellica), poi svanita da internet:
«Il MUOS è il programma di comunicazione satellitare a banda stretta di nuova generazione del Dipartimento della Difesa creato per sostenere le operazioni militari USA e NATO in tutto il mondo».
Uno degli obiettivi del MUOS, si legge in un rapporto segreto del Pentagono - risalente al 2009 - è la creazione di un flusso di vigilanza militare globale.
Via le basi militari straniere dall’Italia? Macchè. Il 17 maggio 2013 il terminale bellico USA in Italia diede il benvenuto ad una delegazione di onorevoli 5 stelle. Oggi i pentastelluti telecomandati dallo zio Sam, hanno ricevuto il plauso dell’ambasciatore Lewis Eisenberg che ha ricevuto Di Maio, subito dopo le elezioni del 4 marzo scorso.

Peraltro uno studio(anno 2011) dei professori Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu del Politecnico di Torino ha attestato la pericolosità elettromagnetica del Muos.
Missioni d’attacco e bombardamenti con l’utilizzo di droni comandati da terra, spesso da grande distanza, sono già operative da diversi anni nel Corno d’Africa, nello Yemen, in Afghanistan e altri paesi . Il gigantesco sistema di telecomunicazione che abbraccia tutto il pianeta collegando tra loro diversi satelliti geostazionari e 4 grandi stazioni MUOS terrestri (una delle quali è quella di Niscemi), non ha purtroppo il solo scopo di flusso informativo, ma è particolarmente funzionale anche a dirigere le missioni belliche dei droni in qualunque angolo della terra. L’impianto di Niscemi si inserisce in un una tecnologia volta alla guerra.
L'indipendenza effettiva dell'Italia dovrebbe essere il primo punto da realizzare nell'agenda dei partiti italidioti, invece assolutamente nulla di niente, al massimo bisticciano fra di loro per accaparrarsi indennità, rendite, poltrone e cadreghini.
riferimenti:



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[MUOS]

sabato 11 novembre 2017

I VACCINI UCCIDONO I BAMBINI

I VACCINI UCCIDONO I BAMBINI
di Gianni Lannes
La Stampa, 4 novembre 2017
Malattia e morte indotte dalle vaccinazioni obbligatorie dello Stato italiano: solo a spulciare le casistiche ufficiali dal 1933 ai giorni nostri, soprattutto dal 1992 al 2017, c'è da impallidire e comunque chiudere la bocca ai soloni analfabeti venduti alle industrie farmaceutiche, a partire almeno dalla propaganda scientista di miss bugiardina e di mister bur, nonché di tanti medici dediti al comparaggio nello Stivale.
Proprio sulla base di un principio fondamentale (assenza di certezza sull’innocuità dei vaccini) la Corte di giustizia europea ha condannato il 21 giugno 2017 Sanofi-Pasteur.

La cronaca però non racconta tutto, spesso ignora i fatti essenziali. Quando c’è rischio deve esserci scelta, non imposizione. La libertà è autodeterminazione della persona. Il valore fondativo del nostro tempo è l’azione del poter scegliere, la possibilità che l’essere umano possa decidere autonomamente sul suo destino, sulla sua cura, sul suo aspetto, sul suo stato di salute.

Se questa deriva totalitaria non sarà al più presto arrestata, sarà una carneficina con 10  vaccini obbligatori e 4 facoltativi. Dal pensiero all'azione: occorre mettere in pratica la rivolta morale al passo con la disubbidienza civile.

Altro che epidemie inesistenti come ha detto Gentiloni e ha certificato l'Oms, piuttosto il problema è lo stato infettivo degli ospedali nostrani, come attesta una recente sentenza del Tribunale di Roma. Clerici, presidente dei Microbiologi: «Ogni anno oltre 500 mila persone contraggono una infezione nosocomiale e di queste circa 4500 muoiono». Senza contare gli errori medici che mietono vittime nel belpaese più di una pandemia.

La Stampa, 4 novembre 2017
Il primo dogma da rifiutare (incluse le sconclusionate ingerenze straniere come nel caso del commissario europeo Andriukaitis) è che le vaccinazioni facciano bene.
Non a caso, addirittura l’articolo 5 quater della contestatissima legge incostituzionale 31 luglio 2017 numero 119 (conversione del decreto legge 7 giugno 2017 numero 73 emanato da Mattarella con la sottoscrizione del governo abusivo Gentiloni) fa concretamente riferimento a “lesioni e infermità”, alla stregua della legge 210 del 1992. Quindi, alla luce di fatti logici e concreti, contrariamene alle menzogne spudorate degli esperti ufficiali, i vaccini sono letali. 

Non esiste una sola prova scientifica che le vaccinazioni abbiano reale efficacia.
L’immunizzazione reale è solo quella naturale. Inoltre, nessuna autorità ha il diritto di iniettare nel corpo di neonati, bambini e adolescenti sani qualsivoglia sostanza, sia pure un toccasana.

L’articolo 13 della Costituzione repubblicana italiana parla chiaro: «La libertà personale è inviolabile». Non abbiamo l'anello al naso, non siamo sudditi, o cavie. Su la testa!

riferimenti:
Gianni Lannes, VACCINI DOMINIO ASSOLUTO, Nexus edizioni, Battaglia Terme (PD), 2017.

martedì 17 ottobre 2017

VACCINI, ORDINE MEDICI DI ROMA: NESSUNA VACCINAZIONE SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI

VACCINI, ORDINE MEDICI DI ROMA: NESSUNA VACCINAZIONE SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI

IL CONSENSO DEI GENITORI È IMPOSTO DALLA COSTITUZIONE E DALLA CONVENZIONE DI OVIEDO
CODACONS: NON REGGONO LE DISPOSIZIONI LORENZIN/GUERRA CONTRARIE AGLI ESAMI PREVACCINALI GIÀ IMPUGNATE DAL CODACONS DAVANTI AL TAR E CORTE COSTITUZIONALE

Traballa l’impianto delle disposizioni ministeriali che puntano a non fare esami prevaccinali ai bambini e ancor di più gli avvisi affissi negli studi ambulatoriali che informano i genitori dei piccoli pazienti che non si prescriveranno esami anticorpali perché inutili o perché la legge non li prevede.

Lo afferma il Codacons, che accoglie con soddisfazione la comunicazione del 10 ottobre scorso del Presidente dell’Ordine dei medici di ROMA, rivolta ai propri iscritti, e che risulta in linea con le denunciate violazioni della normativa da parte del Codacons.

Secondo l’Ordine, infatti, “Nessuna vaccinazione senza il consenso dei genitori. Il consenso informato, quale espressione della consapevole adesione al trattamento sanitario proposto dal medico” deve considerarsi “principio fondamentale in materia di tutela alla salute”, trovando “fondamento negli artt.2, 13 e 32 della Costituzione”.

Peraltro, ricorda Lavra, la Convenzione di Oviedo del Consiglio d’Europa sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, esprimono principi analoghi. A cio’ si aggiungano i riferimenti al consenso informato contenuti nella legislazione nazionale, ogniqualvolta si affermi il carattere, di norma volontario, dei trattamenti sanitari. Da ultimo, sottolinea il Presidente dell’Ordine di Roma, anche il Codice Deontologico stabilisce all’art.35 che “il medico non intraprende ne’ prosegue in procedure diagnostiche e/o interventi terapeutici senza la preliminare acquisizione del consenso informato o in presenza di dissenso informato”.

Da tutto cio’ deriva che un atto sanitario posto in essere in assenza di consenso puo’ integrare un illecito civile, penale e deontologico”.
Sin dalla entrata in vigore delle disposizioni ministeriali del 16.8.2017 a firma del Direttore generale Guerra, l’associazione ha sottolineato il contrasto della nuova legge sulle vaccinazioni con le norme ordinarie già in vigore nel nostro Paese e non derogate espressamente dalle nuove disposizioni, ad esempio ponendo il costo degli esami prevaccinali a carico dei genitori.

Anche alla luce delle dichiarazioni del Presidente dell’Ordine dei medici di Roma Giuseppe Lavra, le argomentazioni del Codacons acquistano ora maggiore consistenza sia al Tar del Lazio, dove pende un ricorso promosso dall’associazione, sia alla Corte Costituzionale, dove il Codacons è intervenuto a sostegno della Regione Veneto contro la legge Lorenzin.

Vedi anche la notizia su Terranuova.it

martedì 3 ottobre 2017

Ferdinando Imposimato e le illegittimità della legge Lorenzin (L.119/2017) sui vaccini

Ferdinando Imposimato e le illegittimità della legge Lorenzin (L.119/2017) sui vaccini
Il Governo Renzi e quello Gentiloni avevano il dovere di agire con imparzialità secondo l'art. 97 della Costituzione. Questo dovere si estende al direttore generale del Ministero della Sanità. Sennonché un membro del Consiglio di Amministrazione di Glaxo Smith Kline, produttrice dei 10 vaccini, è anche direttore generale del ministero della “salute”.
Egli ha preparato il decreto sui vaccini ed i provvedimenti attuativi. Un clamoroso conflitto d'interesse e abuso d'ufficio: è stato presentato esposto del Codacons all'autorità anticorruzione.

Ma a parte ciò esistono, nella legge sui vaccini, gravi violazioni della Costituzione. In primo luogo la legge è stata approvata da un Parlamento illegittimo, secondo la sentenza n.1 2014 della Corte Costituzionale. La legge viola la libertà individuale, così come emerge dai lavori preparatori dell'art. 32 Costituzione <Si tratta di libertà individuale che non può non essere garantita dalla Costituzione> (Aldo Moro Commiss Costituzione 28 genn 1947). Moro impose <un limite al legislatore, impedendo pratiche sanitarie lesive della dignità umana>.

La legge è in contrasto con l'art. 34 che prevede “la scuola dell'obbligo per almeno otto anni”: sicché i ragazzi fino a 5 anni, se non vaccinati, sono esclusi dalla scuola, mentre quelli da sei anni in su, soggetti alla scuola dell'obbligo, hanno il diritto ed il dovere di accedere alla scuola, anche se non vaccinati. Assurdo! L'esclusione del bambino tra i 6 ed i 14 anni dalla scuola dell'obbligo per violazione della legge sui vaccini ridurrebbe in modo immotivato uno dei diritti cardine della nostra Carta fondamentale: il diritto allo studio, con un’illegittima discriminazione a totale discapito dei singoli individui.

La legge sui vaccini obbligatori vìola anche l'art.3 sull'eguaglianza di fronte alla legge: vi è disparità di trattamento tra i bambini fino a 5 anni e quelli che hanno superato questa età.
C'è disparità di trattamento tra italiani e stranieri: questi ultimi, a differenza degli italiani, devono vaccinarsi senza distinzione di età.

Un gran pasticcio dovuto all'analfabetismo dei governanti italiani, che ignorano la Costituzione.
La Corte Costituzionale (n. 307 14 giugno 1990) afferma che la legge che impone un trattamento sanitario <deve essere accompagnata dalle cautele o dalle condotte secondo le modalità che lo stato delle conoscenze scientifiche e l'arte prescrivono >. Fra queste < la comunicazione alla persona interessata di adeguate notizie circa i rischi di lesione o di contagio, nonché delle particolari precauzioni che, allo stato delle conoscenze scientifiche, siano verificabili ed adottabili>. Tali informazioni sono mancate.

Sono stati imposti medicinali e sieri sperimentali, che possono incidere sui bambini dal punto di vista organico, come è accaduto spesso.

Ferdinando Imposimato
Ferdinando Imposimato (Maddaloni, 9 aprile 1936) è un magistrato, politico e avvocato italiano, nonché presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.


mercoledì 14 giugno 2017

Il decreto vaccini riguarda tutta la popolazione… è una questione di valori e di libertà. Calpesta il principio dell'inviolabilità fisica delle persone!

DECRETO VACCINI - IL PROBLEMA NON E' DI MERITO MA DI PRINCIPIO, NON RIGUARDA SOLO CHI HA FIGLI MA RIGUARDA TUTTA LA POPOLAZIONE, NON E' UNA QUESTIONE POLITICA (DESTRA, SINISTRA, CENTRO ECC) MA UNA QUESTIONE DI VALORI E DI LIBERTA'

Si parla molto sul web (molto meno nei mass media ma ovviamente tutto ha una spiegazione), del decreto vaccini.
Ho dovuto putroppo constatare (anche dopo la manifestazione di Roma di domenica scorsa 11/6/2017) che ancora non si è ben compresa la gravità della questione.

Premetto che le finalità di questo post non sono né politiche e né tantomeno voglio entrare in questo frangente nel merito della discussione pro o contro i vaccini. MI RIVOLGO PERTANTO A TUTTI, INDISTINTAMENTE, RICHIAMANDO L'ATTENZIONE E INVITANDO A RIFLETTRE, VALUTANDO LA COSA DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA, FORSE ANCORA PIU' IMPORTANTE

Invito quindi per 5 minuti (tempo di leggere queste righe) ad accantonare le proprie idee politiche, le proprie posizioni preconcette di qualunque tipo e natura siano, posticipando magari la condivisione dell'ennesimo selfie, foto di gattino, piatto di pasta, cafè, ecc.

Anche alla manifestazione di domenica scorsa contro l'obbligo vaccinale, così come in tutte quelle precedenti già avvenute in altre città, la maggioranza (se non addirittura la totalità) delle persone che vi hanno partecipato, erano persone che avevano figli in età scolastica/vaccinnale.

Come ormai spesso accade, anche in questo caso la questione è quindi percepita sempre e solo come riguardante una parte della popolazione e non tutta. Si sentono direttamente interessati soltanto coloro che hanno figli, mentre gli altri spesso si limitano (nel migliore dei casi) ad un commento sul web.

Il discorso vaccini però è un qualcosa che andrebbe visto come un problema totalitario per tutta la popolazione, perché introduce un principio molto pericoloso che calpesta uno dei valori che dovrebbero essere fondamentali in una società che voglia definirsi democratica, cioè quello dell'inviolabilità fisica delle persone.

In ballo non c'è "semplicemente" la salute dei bambini (che ovviamente in questo caso potrebbero essere i primi a pagarne le conseguenza) ma tutta la popolazione.

Non può e non deve essere accettabile il principio secondo cui uno Stato può disporre a prescindere, del corpo e della salute individuale di ciascuna persona. E' un discorso di principio che non deve essere assolutamente calpestato per nessun motivo.

Giustamente molti continuano a condividere post sui vaccini, per informare o sensibilizzare le persone, o continuano a partecipare alle varie manifestazioni, tuttavia è indispensabile a mio modo di vedere, che si cominci anche a far capire alle persone che il problema è molto più importante e riguarda tutti, indipendentemente da come la si pensi in merito all'utilità o meno, alla pericolosità o meno dei vaccini, o se si è politicamente favorevoli o contrari a questo governo.

Oggi in ballo ci sono i vaccini per i bambini, se si accetta questo principio, in futuro ci potrebbe essere qualunque cosa fatta da qualunque governo di qualunque "colore sia", dall'estensione dei vaccini agli adulti (tra l'altro già allo studio per alcune categorie di lavoratori), all'imposizione del microchip, fino all'espianto coatto degli organi di qualcuno per fini di interessi nazionali (ovviamente la mia è un'estremizzazione e una provocazione, ma forse neanche troppo). Il principio è esattamente lo stesso.

Francamente poco comprendo come persone che condannano è si scandalizzano sulle sperimentazioni fatte durante la seconda guerra mondiale su prigionieri e deportati, possano poi accettare analoghe sperimentazioni oggi. (non mi interessa chi delle fazioni in lotta ha fatto ciò e in che misura)

L'approvazione di atti di violazione di principi e diritti costituzionali si è già verificata in passato con l'introduzione dei reati di opinione (legge sul negazionismo e/o leggi precedenti) su cui nessuno si è indignato. Generalmente è stato accettato il principio perché "il reato" aveva una chiara connotazione politica che "andava a ledere" soltanto una parte delle persone, non la maggioranza.

A distanza di anni però, abbiamo visto come il principio è stato esteso di fatto, a qualunque argomento, con la falsa lotta alle fake news che non è altro che una censura legalizzata, un annichilimento del libero pensiero e un imposizione di una "realtà unica e di parte".

Già questo precedente è di per sé molto grave, ritendo io che la libertà di pensiero e di opinione (se espressa senza calunnie e nel rispetto del prossimo) sia l'unica attività umana che può essere considerata sinonimo di libertà.

Se la popolazione ora rinuncia all'inviolabilità fisica, demandando la gestione del proprio corpo allo Stato, come è di fatto stato introdotto con questo decreto, abdicherà per sempre ad ogni speranza di libertà.

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