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domenica 13 maggio 2018

Vaccini: la nuova shoah

Vaccini: la nuova shoah

Dopo qualche tempo di assenza sull’argomento “vaccini” è arrivato il momento di ribattere il ferro sul tema caldo.
Da oggi sono a rischio esclusione dagli asili i bimbi della fascia 0-6 ed i genitori, dopo mesi di trepidazione, di manifestazioni, di lettere, raccomandate, colloqui che hanno tolto loro tempo e sonno, hanno preso in mano la cosa e coalizzati hanno risposto in modo pacifico ed intelligente. Questa la lettera inoltrata alle redazioni dalla quale è stata estrapolato l’articolo apparso sui giornali locali. La riportiamo per intero perché è di una limpidezza disarmante e vale la pena leggerla tutta:

12 marzo 2018: la primavera è nell’aria, la natura si sta risvegliando eppure i cuori di molte famiglie italiane non riescono a gioire. Questa data rischia di entrare nella storia d’Italia come una delle più amare, poiché molti bimbi da 0 a 6 anni dovranno lasciare per sempre i nidi e le scuole materne. La loro colpa? Quella di non essere in regola con gli adempimenti vaccinali.
Dalla presentazione del “Decreto” a maggio 2017, loro sono diventati non conformi per legge: eppure sono gli stessi bambini che fino alla scorsa settimana hanno frequentato le scuole insieme a tutti gli altri, senza arrecare nessun danno o trasmettere pericolose malattie. Malattie che fino a qualche decennio fa erano considerate la norma e venivano affrontate da genitori e nonni come un normale percorso di crescita. Malattie che probabilmente non contrarranno mai e non potranno diffondere, eppure vengono etichettati come piccoli untori che riportano a tragiche pagine di manzoniana memoria.

Le istituzioni scolastiche non vogliono prendere posizione e in molti casi si limitano ad applicare la legge, senza tenere conto che spesso le famiglie dei bambini considerati non in regola portano sulle spalle un fardello doloroso fatto di reazioni avverse, patologie autoimmuni, danni irreversibili, finanche morte. Non si chiedono, i dirigenti, i motivi che spingono queste famiglie, etichettate come No-vax, a non adempiere ad un obbligo che dovrebbe tutelare la salute pubblica, ma che forse nasconde qualcosa di diverso dietro quella irreprensibile affermazione: “Serve a proteggere i bambini e i più deboli”.

Non si ricordano forse del fatto che a scuola possono frequentare, giustamente tutelati dalla legge, i bimbi sieropositivi o affetti da epatite B. Non si interrogano sul fatto che tutti quei bambini vaccinati potrebbero però non essere immunizzati, quindi non rendono comunque sicura la permanenza a scuola di eventuali compagni con problemi di immunodepressione. Eppure basterebbe un semplice esame del sangue per verificare, ma questo la legge non lo prevede perché si è talmente sicuri dell’efficacia dei vaccini che non serve sprecare tempo e soldi.

Noi però vogliamo soffermarci sull’aspetto più intollerabile e inconcepibile, l’esclusione di bambini da un percorso educativo fondamentale per la loro crescita.
Gli ebrei deportati nei campi di concentramento ricordano come momento traumatico la comunicazione che non avrebbero più potuto frequentare la scuola e, ancor più, l’indifferenza di coloro che fino al giorno prima erano stati compagni e maestre.

Da quella buia pagina di storia italiana ci si e voluti allontanare e si sono condannati coloro che non hanno saputo reagire permettendo tale abuso nei confronti di bambini e giovani innocenti, rei solo di non appartenere a ciò che il nazismo considerava conforme e accertabile. “Mai più. Mai più”. Questo si è detto, si è scolpito su marmi commemorativi, si è manifestato in piazza e nei cortei, si è rievocato durante le giornate della Memoria.
Eppure sta per riaccadere: altri bambini verranno esclusi da scuola con la debole motivazione di prevenire ipotetiche epidemie, senza nessuna emergenza sanitaria in corso, senza allarmi pandemici (sicuramente tutte le scuole verrebbero chiuse in questi casi).

Ora è il momento di prendere una posizione nei confronti dell’applicazione di questa legge, che vìola un principio sancito dalla nostra Costituzione. Occorre decidere se si vuole essere ricordati come coloro che non fecero nulla per evitare di cacciare fuori i bambini dalle scuole, limitandosi ad applicare questa legge che provocherà un ulteriore fallimento delle istituzioni scolastiche, o come coloro che agirono per dire NO a questo abuso.
Chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore il mondo della scuola di reagire di fronte a quella che verrà ricordata come una grande ingiustizia, proprio perché avrà ripercussioni sulla fascia di età più delicata e che abbiamo il dovere di tutelare in ogni modo e con ogni mezzo. Già molti docenti lo stanno facendo aderendo all’associazione “La Scuola che Accoglie”. Con il cuore in tempesta, ma ancora pieno di speranza, restiamo a disposizione di tutti coloro che vorranno confrontarsi ed informarsi.
Libertà di Cura Biella – Gruppo spontaneo di genitori
libertadicura@gmail.com

Come giustamente si legge dalla lettera del gruppo “Libertà di scelta” ci si chiede cosa mai provocherebbe la presenza di un bambino non vaccinato a scuola dato che la sua esclusione non eviterebbe di essere contagioso fuori scuola. Ma siccome nelle menti contorte dei servi del Sistema nessuno che non sia omologato può frequentare gli ambienti approvati dal Sistema stesso (scuole, mense pubbliche, palestre, piscine…) ecco allora scendere la scure impietosa della nuova inquisizione con un ministro della sanità emulo di Torquemada brandendo non più crocifissi e roghi ma sanzioni ed esclusioni ghettizzanti.
Peccato che a questi diavoli, tanto bravi con le pentole, scappino i coperchi ed uno studio relativo alle vaccinazioni sui militari scopra il velo sui danni relativi alle inoculazioni di sostanze rivelatesi tossiche al punto di provocare gravi patologie e addirittura portare alla morte quelle carni da macello chiamate “militari”.
Lo studio si chiama “Signum” (linkato sul sito informativo per il comparto sicurezza e difesa) ed ha comprovato la correlazione vaccinazioni-malattie autoimmuni e degenerative. Ma è importante notare che lo stesso studio rivela che queste problematiche sono state riscontrate con l’inoculazione di 5 vaccini. Abbiamo scritto 5 vaccini. Ai neonati ne vengono inoculati dieci, per legge.
Ma sentiamo Marcello Pamio, scrittore e ricercatore, sul caso vaccini e la Relazione Finale della Commissione Parlamentare sui casi di morte e malattie che hanno colpito i militari italiani

Marcello Pamio parla di: commissione parlamentare e vaccini

Consigliamo anche la visione di questa testimonianza. Si tratta della madre di un ragazzo che credeva nelle forze armate tanto da morirci. Ma non per una missione, sotto il fuoco di mitragliatrice ma per il liquido di una siringa, più letale di arma da fuoco perché il suo calvario è durato quasi un anno. Prognosi: non c’è nulla da fare!

Linea Gialla - Storia dell'alpino vaccinato e deceduto (11/02/2014)

Vogliamo ancora indignarci per la Shoah? Sempre che sia stata anch’essa come ce l’hanno raccontata. Per approfondimenti in merito vedi QUI

domenica 18 marzo 2018

I VACCINI FANNO MALE ANCHE AI MILITARI. LO DICE IL PARLAMENTO.

I VACCINI FANNO MALE ANCHE AI MILITARI. LO DICE IL PARLAMENTO.

(Uno Editori, 187 pagine, 12,90 €)  e non riesco a recensirlo. Tanto enorme la massa dei dati sulle  patologie prodotto nei bambini, tanto schiacciante il  capo d’accusa sui profitti oltraggiosi delle farmaceutiche, tanto odiose le prove della complicità anti-umana del governo Gentiloni-Lorenzini che  Pamio raccoglie, che uno finisce per dubitare. Si ha un bell’aver avvertito,  sulla scorta di Marco Della Luna, che la sedicente “democrazia” occidentale s’è mutata in “governo zootecnico”  di popoli che il  potere considerano ormai “superflui”. 

Quando ci si trova di fronte a queste prove anti-umano dominio su masse cieche e irresponsabili (anzi “favorevoli ai vaccini”), una “recensione” non potrebbe che concludersi con un appello alla rivolta di piazza e di strada, con barricate ed armi.  Ovviamente si esita,  anche perché si sa che   a denunciarci alle autorità, e spararci addosso, avremmo  non il  Potere, ma i nostri simili  “favorevoli ai vaccini”  ossia al governo zootecnico mondiale.

Che vale ricordare con Pamio che  l’imposizione obbligatoria dei vaccini a genitori e neonati “sta violando il Codice di Norimberga del 1947  –  enunciato contro le sperimentazioni naziste su cavie umane – che proclama in modo solenne che “il consenso volontario del soggetto è assolutamente necessario” – assolutamente – quando la Lorenzin ha dalla sua i media e oltre metà della popolazione indotta a credere che “i bambini non vaccinati minacciano i vostri all’asilo”  diffondendo epidemie? Importa poco sottolineare  che è noto e comprovato il fatto che quando si iniettano  “troppi”  vaccini contemporaneamente, ciò che si ottiene è il contrario del  proclamato “aumento di anticorpi”: si ottiene il fenomeno  ben studiato della ”paralisi immunitaria”,   dove “l’organismo non produce alcuna risposta immunitaria e rimane per sempre, o tempi molto lunghi, incapace di rispondere immunologicamente  ad esso”.

Rilutto a seguire Marcello Pamio  nella conclusione: “Malattie esantematiche come morbillo, varicella rosolia  sono così pericolose come vengono dipinte?  O sono estremamente importanti per l l’evoluzione fisico-spirituale del bambino –  L’imposizione vaccinale serve per sconfiggere le malattie infettive o per bloccare e impedire l’evoluzione delle coscienze?” .   Rilutto, se vogliamo, per timidezza davanti al Sistema: so che queste asserzioni saranno attaccate come superstiziose,  ridicolizzate come  cospirazioniste  e sepolte  nella fossa del discredito  in cui hanno inumato le scie chimiche.  Dopotutto, Pamio è una  persona privata, e su un tema di cui non so abbastanza come la medicina, si mette contro l’autorità costituita.
Ma che dire quando è – finalmente – una pubblica autorità a  confermare queste accuse.   Parlo delle

“Relazioni e documenti della Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini”, pubblicato il 7 febbraio e reperibile qui:

Ma chi legge una simile  massa? I media mainstream ne  hanno parlato per un giorno a febbraio,  ma limitandosi alla denunci dell’uranio impoverito; e tacendo la vasta sezione dedicata alle  malattie e anche alle morti di soldati italiani causate dalle vaccinazioni: mica si poteva turbare la sperata vittoria elettorale di Gentiloni e Lorenzini.

 

Un gruppo francese ha opposto il rapporto italiano alla UE

Anche il vostro cronista, distratto dalla politica, s’è lasciato sfuggire  questa documentazione. Per fortuna un gruppo francese  di opposizione (anche in Francia Macron ha  imposto dieci vaccini) ha ripreso il rapporto della Commissione italiana per lanciarlo, come  un sasso, contro la Commissione dal nome orwelliano “Ambiente, Sanità pubblica e sicurezza alimentare”  la quale  sta per porre ai voti una risoluzione sulle “Reticenze alla vaccinazione e il calo dei tassi di vaccinazione in Europa”- che sicuramente sancirà una “direttiva”  nel senso della Lorenzin-Glaxo.
La Relazione italiana ha lavorato per 18 anni (all’italiana) sulle cause   di “migliaia” di ammalati (4 mila) e di “centinaia” di decessi di nostri soldati, nostri  figli. Ed ha indicato un rischio significativo di sviluppare cancro e malattie auto-immuni dopo la somministrazione (prescritta dai regolamenti) di “vaccini combinati e multipli” (pag. 156). I  vaccini usati sui giovani adulti militari sono gli stesso usati per i bambini.

Attenzione: il Parlamento e la sua Commissione sono tutt’altro che”No-Vax”.  Anzi cercano  prove a favore. Ma:
La Commissione non ha potuto trovare un solo studio che dimostri la sicurezza dei vaccini combinati (p.154).

I VACCINI e la dissonanza cognitiva. Le raccomandazioni dello Stato!

VACCINI: le raccomandazioni dello Stato!


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mercoledì 14 febbraio 2018

Relazione finale commissione uranio e vaccini - Deputato Ivan Catalano

Relazione finale commissione uranio e vaccini: il mio lavoro

La IV commissione di inchiesta, istituita nel 2015, ha avuto tra i suoi mandati istitutivi quello di occuparsi della composizione dei vaccini e della loro somministrazione. 
È un argomento difficile, io stesso per poter capirci qualcosa ho dovuto studiare parecchio.

Un vaccino è un farmaco biologico, ovvero un medicinale che ha al suo interno una entità biologica (principio attivo o antigene), inattiva o attiva ma attenuata nei suoi effetti, che induce il sistema immunitario a generare una reazione anticorpale. Gi antigeni (ovvero il principio attivo, l’entità biologica) dei vaccini usati da soli non sono efficienti stimolatori della risposta immunitaria, cioè non bastano da soli a produrla, ma richiedono l’ausilio di sostanze che facilitano questo compito. Per amplificare la risposta anticorpale e cellulare in seguito alla stimolazione immunitaria, e quindi l’efficacia del farmaco, è necessario unire all'antigene una sostanza che prende il nome di ADIUVANTE. Poi ci sono gli ECCIPIENTI, che servono per preparare il vaccino ma sono inerti, cioè non hanno attività farmacologica ed infine abbiamo i CONTAMINANTI ovvero sostanze tossiche o potenzialmente tossiche presenti nel farmaco a causa del processo di lavorazione, o nelle materie prime da cui viene derivato, oppure nei componenti usati per la conservazione.
 

Il compito della commissione è stato quello di analizzare e scomporre nei componenti base questi farmaci.
Ma come è possibile fare questo lavoro di indagine? 
I metodi sono due: 1) acquisendo le informazioni documentali o 2) facendo rilevamenti sperimentali mediante laboratori chimici specializzati.

La seconda strada è stata scartata dalla commissione in quanto avrebbe dovuto impiegare troppe risorse e troppo tempo per venir perseguita, forse con un altro paio d'anni davanti avremmo potuto valutarla. Di conseguenza per analizzare i componenti abbiamo optato per l'acquisizione documentale. Abbiamo raccolto la documentazione clinica e giudiziaria dei casi dei militari ammalati o deceduti, già da sola in grado di fornire un indirizzo di studio e indagine, e abbiamo richiesto di acquisire la documentazione rivolta ai produttori per il tramite di AIFA, cosa che abbiamo fatto nella primavera del 2016.

Già nella relazione intermedia una delle conclusioni emerse fu quella di chiedere alla Difesa la fornitura di vaccini MONODOSE e MONOVALENTI, questo per evitare la fornitura di multidose, ovvero vaccini somministrati mediante siringhe la cui quantità di farmaco è prelevata da una boccetta contenente più dosi di vaccino, dove i componenti più pesanti (adiuvanti, conservanti, eccipienti ect) si accumulano sul fondo del contenitore aumentando i rischi, e per evitare i polivalenti, cioè vaccini costituiti dalla mescolanza di più vaccini (ad esempio il vaccino trivalente MPR è costituita dai vaccini del morbillo, parotite e rosolia) in un’unica soluzione, in quanto, dalle risultanze dello studio SIGNUM e dello studio sulla Brig. Folgore del Prof. Nobile, era già emerso un fattore di danno al DNA in caso di somministrazione contemporanea di più di 5 vaccini.
Infatti ad oggi nella profilassi militare sono previsti due trivalenti, per i quali abbiamo comunque consigliato in via prudenziale la fornitura in monovalente.

Sempre nella stessa relazione avevamo anche individuato come la profilassi vaccinale fosse di per se portatrice di rischi intrinsechi, sia dovuti ai pericoli del farmaco (illustrati dalle case farmaceutiche nei dossier tecnici) sia ad una scorretta profilassi vaccinale.

La Commissione ha dovuto occuparsi, ad ottobre 2017, anche di uno studio con il quale il Ministero della Difesa, quale ente finanziatore, ha tentato di smentire le risultanze sia della relazione intermedia di luglio 2017, che del progetto SIGNUM come dello studio della Brig. Folgore del Prof. Nobile (venuto a mancare recentemente). Questo studio è stato contestato, e tale contestazione la trovate a pagina 199 della relazione.

A novembre del 2017, AIFA ha consegnato i dati. Nella dichiarazione di voto sulla proroga della commissione ho sottolineato quanto fosse importante studiare questi dati prima di porre fine alla commissione (i fatti mi hanno dato ragione).

Il ragionamento chiave che ci ha mosso nell'indagine sui componenti è stato il seguente:
"tenuto conto che ogni farmaco, vaccino o non, contiene delle sostanze che per legge vengono dichiarate solo se presenti sopra una determinata soglia di tollerabilità per l’organismo, mentre eventuali elementi in quantità inferiori a tali soglie non vengono dichiarati nei documenti ufficiali, se sommiamo gli elementi sottosoglia non dichiarati, potrebbero superare la soglia di tollerabilità? Analogamente, gli elementi dichiarati tollerabili, se presi con il singolo vaccino, lo sarebbero ancora se considerati nelle rispettive quantità sommate?"

mercoledì 11 ottobre 2017

Progetto SIGNUM: iniettare “vaccini” per scatenare patologie tumorali fra i militari italiani

Tratto da Segni dal Cielo. – Da anni scienziati e ricercatori stanno indagando sulle cause dell’insorgenza di tumori fra soldati italiani che hanno preso parte alle “missioni di pace” nei Balcani, Iraq e Afghanistan, e da anni si è sempre parlato di uranio impoverito fra le principali cause dell’insorgenza di patologie tumorali fra i militari italiani.
La Commissione d’Inchiesta anni fa, avrebbe individuato un altro motivo che potrebbe essere fra le cause scatenanti dei tumori nei militari delle nostre forze armate: vaccinazioni eseguite con modalità, tempi e verifiche totalmente errati.
In sostanza, la Commissione del Senato sull’uranio impoverito sta indagando sugli eventuali danni ad oggi passati sotto silenzio nonostante i ripetuti allarmi da parte dei medici e degli scienziati, oltre che delle famiglie dei soldati deceduti.

Massimo Montinari, medico e funzionario di polizia, dichiara: “Hanno cercato di mettere tutto a tacere per gli enormi interessi economici, ma adesso pare che anche a livello politico finalmente si stia muovendo qualcosa“.
Anche il professor Antonio Giordano, presidente dello Sbarro Institute di Philadelphia, vede un chiaro collegamento fra insorgenza di tumori e cattivo uso di vaccini: “Il nesso esiste ed è chiaro, fra vaccini ravvicinati e abbassamento delle difese immunitarie. In Italia si trovano numerosi siti ad alto rischio di inquinamento per chi ha un sistema immunitario compromesso”.
La Commissione d’Inchiesta del Senato si è quindi espressa anche e soprattutto in base a resoconti provenienti da diversi staff medici universitari (Pisa, Genova, Roma) dove è stato condotto uno studio denominato “Progetto Signum” fin dal 2004, commissionato dal ministero della Difesa.

Il risultato dimostra che se un soggetto umano è sottoposto a più di cinque vaccini, si mette a serio rischio il sistema immunitario. La relazione finale del “PRogetto Signum” che è stata consegnata alla Commissione d’Inchiesta nel gennaio 2011, annota che lo stesso soggetto umano sottoposto a diversi vaccini in tempi troppo brevi, viene esposto ad agenti aggressivi fra cui la diossina, l’uranio impoverito, inquinamento ambientale di diverso tipo, e potranno insorgere patologie anche molto gravi.
Sotto accusa, quindi, i medici militari per il mancato rispetto dei protocolli di vaccinazione, nonché lo stesso contenuto dei vaccini, in base al fatto che comprovati studi scientifici dimostrano l’insorgere di patologie legate all’accumulo di metalli pesanti come alluminio e mercurio. Sostanze che sono state trovate in alcuni tipi di vaccino e utilizzate come eccipienti e conservanti per migliorarne l’effetto.

Francesco Rinaldelli, di Potenza Picena in provincia di Macerata, era un alpino. Nel 2008, quando aveva solo 26 anni, è morto stroncato dal cancro. Analisi scientifiche hanno dimostrato che era stato sottoposto a una massiccia serie di vaccini carichi di metalli come mercurio e alluminio che lo avrebbero indebolito. Poco tempo dopo il giovane venne inviato a Porto Marghera nel periodo di maggiore emissione di diossina. Questo concomitanza di cause avrebbe causato il linfoma.
Il padre, Andrea, da allora raccoglie documenti e dati per salvare quelli che sono ancora vivi, dice: “Noi parenti ci ritroviamo a tirare pugni nel buio”. Il Ministero della Difesa è barricato nel silenzio. Rinaldelli, assieme ai genitori di altre giovani vittime, si è rivolto alla procura di Roma che ha aperto un’inchiesta penale. Ma la giustizia è lenta e il cancro veloce. Molti ragazzi si sono spenti prima che venisse alla luce la verità.

La commissione parlamentare per l’uranio impoverito è sempre più orientata sull’analisi dei danni da vaccini. Durante l’ultima audizione, lei ha chiesto di far luce sulla libertà dei militari di sottoporsi a vaccinazioni. Questo consenso è reale o no?

Assolutamente no. È ridicolo, formalmente ti presentano un documento da firmare in cui puoi scegliere o meno se vaccinarti. Se dici no, però, vieni processato e perdi il lavoro. Inoltre nessuno viene realmente informato delle controindicazioni legate ai vaccini ed abbiamo le prove che non vengano rispettati i protocolli indicati dalle case farmaceutiche. I militari sono bombardati con molti vaccini fatti a pochissimi giorni di distanza. Non viene preventivamente controllato il loro stato di salute come dovrebbe essere fatto e spesso, come è successo a mio figlio, subito dopo vengono inviati in zone contaminate o rischiose. Con bassissime difese immunitarie sono esposti al rischio di sviluppare cancro e leucemie. A questi ragazzi sono state fatte cose che non si vedevano neanche ai tempi del Terzo Reich. Le direttive sulla carta magari sono corrette, il problema è che consapevolmente non vengono rispettate e i nostri figli muoiono. Però per la prima volta vedo la commisisone parlamentare lavorare davvero per un risultato. Quelli che vi siedono si sono spogliati della veste di senatori e sono tornati a guardare le cose come genitori e cittadini”.

Cosa è successo a Porto Marghera signor Andrea?
Mio figlio era stato da poco sottoposto a una lunga serie di vaccini. In seguito, con una serie di analisi abbiamo scoperto che i livelli di mercurio e alluminio nel suo sangue erano elevatissimi. Il suo sistema immunitario era fuori gioco, completamente impazzito, non in grado di reagire alle aggresisoni esterne. Mentre Francesco era in servizio a porto Marghera stavano dismettendo sostanze tossiche, per giorni respirò diossina. Così si è ammalato di linfoma. Ha scoperto un bozzo sulla spalla e lì sono inziati quattro anni di un terribile calvario. Vaccinare questi ragazzi senza considerare dove verranno mandati subito dopo è un comportamento criminale, per questo li abbiamo denunciati. Avevano nelle mani i nostri figli, la Difesa li ha usati come cose, senza pensare che fossero persone con un cuore che batte”.
Quanti sono quelli nella condizione di Suo figlio?
È uno sterminio. Sono 3.500 i militari ammalati oggi monitorati, ma in realtà la cifra è più alta perché ci sono anche tutti quelli che si sono ammalati dopo aver dismesso la divisa. La cosa più grave è che il Ministero della Difesa tace. Perché non tira fuori nomi, dati numeri? Così anche il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità non hanno fatto nulla, nè approfondito. Avrebbero dovuto pretendere dalla Difesa i dati. Si pensa che possiamo noi cittadini, familiari delle vittime, da soli chiedere all’omicida se ci dà la pistola con cui ha ucciso. I carabinieri dovrebbero entrare nel Ministero e portare via i registri che contengono tutti i dati che riguardano i nostri fgli. Perché in realtà questi registri ci sono. Non è vero che non li hanno monitorati, i ragazzi vittime delle loro procedure sono tutti inseriti in una lista e io ho avuto uno di questi incartamenti che lo dimostrano. È un documento riservato, interno, con i dati e la casistica di 18 militari, fra questi c’è il nome di mio figlio. Non possono limitarsi a dire che hanno rispettato i protocolli, devono dirci cosa è successo davvero, e se qualcosa è andato storto per colpa di chi. La verità è che sul banco degli imputati ci sarebbero pezzi troppo grossi”.

Cos’era il progetto Signum?
Era uno studio nato per cercare di capire se alcune malattie dei militari andati in Iraq fossero riconducibili all’uranio impoverito ma videro che la presenza di questo era quasi impercettibile. Invece si aprì una nuova traccia: si scoprì che dopo 5 vaccinazioni a volte si sviluppavano ossidazioni cellulari che portavano a tumori. Signum era un progetto grande, coinvolgeva quattro università, stava arrivando a conclusioni scientificamente importanti ma ad un tratto, di punto in bianco è stato accantonato. Forse questo studio ha fatto paura a qualcuno e si è fatto in modo che non andasse oltre. Così noi parenti delle vittime ci ritroviamo a tirare pugni nel buio. Io sono stanco, stanco anche di rabbia e rancore. Mio padre, il nonno alpino che ispirò mio figlio, ha fatto nove anni di guerra, ha creduto in questa Repubblica, e ora io da questa voglio risposte”.
Redazione Segnidalcielo
Segni Dal Cielo



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In principio si pensava che fosse colpa dell’uranio impoverito, ma poi si è scoperto che erano i vaccini.

In principio si pensava che fosse colpa dell’uranio impoverito, ma poi si è scoperto che erano i vaccini.

Nello scorso mese di luglio è stata resa pubblica la relazione finale della IV Commissione d’Inchiesta sull’uranio impoverito, uno studio autorevole che ha fatto ulteriormente chiarezza sulle cause di un fenomeno che ha colpito migliaia di soldati italiani negli ultimi vent’anni.
All’inizio del nuovo millennio, infatti, tra i nostri militari che avevano prestato servizio nelle missioni balcaniche, in Bosnia e nel Kosovo, si era verificato un improvviso aumento di casi di linfoma di Hodgkin, tale da far prevedere un collegamento tra l’insorgere della malattia e l’attività prestata in teatro.
Gravemente sospetta era apparsa la presenta in quei territori di residui di uranio impoverito che, sotto forma di aerosol con particelle micro polverizzare trasportabili dal vento anche a grande distanza, erano suscettibili di entrare nell’organismo per inalazione o ingestione attraverso alimenti contaminati.
Dopo non poche polemiche, non sempre prettamente scientifiche, venne varata la Commissione Mandelli, incaricata dal Ministero della Difesa di far luce sul fenomeno ed individuarne le cause scatenanti.
La commissione terminò i propri lavori nel 2004 senza accertare un nesso diretto ed incontrovertibile tra l’esposizione potenziale all’uranio impoverito e l’insorgenza dei linfomi, ma raccomandando un’ulteriore fase di studio che monitorasse l’evoluzione del fenomeno.

Ne nacque, su indicazioni della Difesa, il Progetto SIGNUM, acronimo per Studio di Impatto Genotossico Nelle Unità Militari, destinato a coinvolgere su base volontaria 982 militari impiegati nella missione “Antica Babilonia” in Iraq, dove le forze statunitensi avevano fatto largo uso di munizionamento contenente uranio impoverito.
Lo studio prevedeva la raccolta di informazioni dettagliate sulla possibile esposizione dei militari oggetto dell’indagine all’uranio impoverito e ad altri metalli pesanti mediante l’esame di campioni biologici (urine, sangue e capelli) effettuato prima e dopo la missione, per un periodo significativamente lungo (quasi otto anni).
Lo scopo era chiaramente quello di porre in essere una sorveglianza clinica ed epidemiologica protratta nel tempo, per accertare l’insorgenza di fenomeni a lungo termine.
Lo studio prendeva inoltre in considerazione altri fattori potenziali di rischio quali le condizioni ambientali e climatiche presenti nelle basi italiane di “White Horse” e “Camp Mittica”, gli stili di vita, la dieta, il fumo ed altre condizioni tendenzialmente pericolose, inclusa, per la prima volta, la somministrazione dei vaccini.

Il rapporto finale del progetto, redatto dal Comitato Scientifico costituito da 14 esperti di fama provenienti dagli staff medici delle università di Pisa, Genova e Roma, giunge già nel 2010 a conclusioni sorprendenti.
Nei soldati monitorati la quantità di uranio impoverito presente nel sangue e nelle urine non risultava aumentata al termine della missione, ma diminuita.

Erano invece aumentati i livelli di cadmio e nichel, notoriamente cancerogeni, ed ara cresciuto il danno ossidativo sul dna dei linfociti, cioè delle cellule del sistema immunitario, in particolare tra i soggetti che svolgevano intesa attività all’esterno ed avevano subito 5 o più vaccinazioni. I monitoraggi ambientali escludevano invece contaminazioni significative dovute ad uranio e l’esposizione ad altri specifici inquinanti genotossici.

L’attenzione sui vaccini
L’uranio impoverito, il grande accusato dei Balcani, cessava di essere il principale responsabile delle malattie sviluppate tra tanti soldati italiani e di un numero tristemente crescente di decessi.

Il Comitato Scientifico di Signum si concentrava invece sui vaccini, osservando una chiara correlazione tra le alterazioni ossidative del DNA ed il numero di vaccinazioni effettuate a partire dal 2003.

La differenza più eclatante si registrava infatti tra i 742 soggetti che avevano ricevuto un massimo di quattro vaccinazioni e quanti, un centinaio, ne avevano praticato un numero superiore, fino ad otto e somministrate talvolta anche in rapida successione. Per questi ultimi il differenziale di alterazioni ossidative era significativamente più elevato.
In particolare risultava sotto accusa il vaccino trivalente vivo attenuato Mrp (morbillo parotite rosolia) suscettibile di compromettere le cellule del nostro sistema immunitario incaricate di aggredire ed eliminare gli agenti patogeni esterni.
Profilassi massicce, stress psico-fisico e forte irraggiamento solare venivano pertanto individuati quali probabili concause di linfomi e neoplasie.

Sulla base di queste conclusioni, per certi versi inaspettate e spiazzanti, si costituì con delibera del Senato del 16 marzo 2010 una nuova Commissione Parlamentare di Inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che avevano colpito il personale italiano impiegato all’estero. Di fronte a questa il professor Franco Nobile, oncologo direttore del Centro prevenzione della lega contro i tumori di Siena, rese noti gli esiti di uno studio condotto su 600 militari del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore” reduci da missioni internazionali.

Le risultante confermavano quanto emerso dal Progetto Signum, evidenziando la possibilità che pratiche vaccinali particolari, massicce e ravvicinate potessero comportare una “disorganizzazione del sistema immunitario”, suscettibile a sua volta di concorrere alla manifestazione di gravi patologie autoimmuni, quali tiroidite, sclerosi multipla, eritema nodoso, lupus, artrite reumatoide, diabete e, secondo taluni studi, leucemie e linfomi.
Sotto accusa erano soprattutto le modalità di somministrazione vaccinale, con un nesso sempre più evidente tra vaccinazioni ravvicinate e abbassamento delle difese immunitarie, ed il loro stesso contenuto, che evidenziava la presenza di metalli pesanti quali alluminio e mercurio, senz’altro cancerogeni, utilizzati in alcuni tipi di vaccini come eccipienti e conservanti per migliorarne l’effetto.

Il ruolo dei vaccini risulterebbe suffragato soprattutto dall’insorgenza di numerosi casi di malattie in situazioni che escluderebbero altri fattori, primo fra tutti l’uranio impoverito.

mercoledì 19 luglio 2017

Repubblica: «12 vaccini insieme sono un suicidio per i militari». E la Lorenzin vuole farli ai neonati!!!


Repubblica: «12 vaccini insieme sono un suicidio per i militari». E la Lorenzin vuole farli ai neonati VIDEO
Da Daniele
«Se venisse da lei un militare e le chiedesse un consiglio: se fare nel giro di un mese, dodici, tredici vaccini insieme, oppure no, lei che gli consiglierebbe?»
Inizia così l’intervista di Vittoria Iacovella per Repubblica, in un filmato pubblicato circa cinque anni fa. A rispondere è il professor Antonio Giordano: «Gli direi che andrebbe incontro a un suicidio».

Chi è il professor Giordano? Potete scoprirlo su Wikipedia: «è un oncologo, patologo, genetista, ricercatore, professore universitario italiano naturalizzato statunitense. Direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine di Philadelphia, presidente del Comitato Scientifico della Human Health Foundation Onlus, e professore di Anatomia e Istoloigia Patologica presso il Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Neuroscienze, presso il Laboratorio di Tecnologie Biomediche ed Oncologia Sperimentale dell’Università di Siena».

La giornalista chiede: «È vero o no che i vaccini, se fatti in modo ravvicinato, se fatti su soggetti che non hanno subito un’adeguata anamnesi, possono portare a malattie gravi?»
Giordano risponde: «È vero: il vaccino non può essere dato così alla cieca a tutti i militari. Ci dev’essere realmente uno studio attento del soggetto a cui bisogna somministrare il vaccino».

Se questo vale per i militari grandi e grossi, quanto più dovrà valere per i neonati. Se per un militare è un suicidio sottoporsi a dodici vaccinazioni in un periodo di tempo ravvicinato, cosa dobbiamo pensare di un Ministro e un di Governo che vogliono sottoporre i neonati a dodici vaccinazioni obbligatorie

Se servono studi attenti per i militari a cui bisogna somministrare il vaccino, che possano evitare reazioni avverse, cosa dobbiamo pensare di un Governo e di un Ministro che ci raccontano che non sono necessari esami prevaccinali sui neonati?

Genitori, cos’altro ci occorre sentire per capire che questo decreto attenta alla salute dei nostri figli? Oggi saremo sotto il Senato per manifestare contro il ddl Lorenzin.
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Repubblica: «12 vaccini insieme sono un suicidio per i militari». La Lorenzin vuole farli ai neonati (video)




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