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martedì 19 dicembre 2017

I bambini della nuova Era, spiritualmente più consapevoli

I bambini della nuova Era, spiritualmente più consapevoli

di Alessandra Morri
I bambini della Nuova Era sono estremamente intelligenti, vivaci, curiosi, multi-tasking, cresciuti tra latte e tablet sono dotati di un cervello più percettivo e meno simbolico rispetto a quello degli adulti a discapito di una reale percezione della realtà e di un aumentato rischio di scarsa attenzione, perdita di memoria, incremento di ansia e di depressione.

Per questi bambini è di vitale importanza riuscire a radicarsi, imparare a connettere con pazienza l’energia della propria anima verso la realtà energetica di questo pianeta.
I bambini della Nuova Era appena nascono, hanno grandi occhi luminosi, come se volessero guardarti dentro e appena il loro linguaggio inizia a svilupparsi iniziano a diffondere come dei guru, messaggi spirituali che stupiscono i genitori.
Il loro ingresso a scuola è sempre un grosso trauma, faticano a stare alle regole rigide di vecchie modalità educative e solo i più temerari non rinunciano a mantenere viva la loro connessione spirituale.

Il primo passo per gestire questi nuovi umani è comprendere che non esiste alcuna anomalia o malattia, ma una semplice presa di coscienza che il mondo sta cambiando e se i nostri figli o allievi sono “particolari” è perché rappresentano ciò che noi stiamo creando.
Anzichè cercare di guarire o studiare questi bambini, potremmo iniziare a guarire, studiare e lavorare in noi.

Educarli al meglio in questa società sempre più frenetica e veloce risulta molto impegnativo, ma se prendiamo atto che l’unica cosa stabile nella vita è il cambiamento, dove tutto è sempre in continuo movimento, proprio da questo, possiamo come una forza propulsiva, guidarli nell’armonizzare la loro crescita.
Per accompagnare l’evoluzione di questi meravigliosi bambini è nata una disciplina sportiva, riconosciuta a livello nazionale che aiuta a mantenere sempre attivi i loro talenti, a riconoscersi nel proprio corpo fisico, emozionale ed energetico.
Il metodo Gioìa® 4kids è la disciplina che li guida con un approccio globale, armonizza corpo, mente e spirito e attraverso il gioco e il colore si integrano i due emisferi, si scopre il corpo attraverso i sensi e le emozioni e si sviluppano i poteri spirituali innati in un ambiente naturale ricco di suoni, colore e allegria.
Il metodo Gioìa® nasce a Rimini e si sta diffondendo con numerosi istruttori certificati che guidano i bambini su tutto il territorio nazionale.
Alessandra Morri – insegnante, fondatrice del Metodo Gioìa®, coreografa di danze, artista, autrice del libro Gioìa e i bambini della Nuova Era edito da Le due Torri.
Sito: www.gioia4kids.it
email: gioiadalcuore@gmail.com

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mercoledì 1 novembre 2017

La psiche è più forte del farmaco

Quando la psiche è più forte del farmaco

Quanto influisce la percezione personale sulla biologia e, quindi, sulle cosiddette malattie?
Quanto influisce la percezione psichica che si ha nei confronti di un trattamento terapeutico?
In questo sito non possiamo essere prudenti né fare sconti: 100%

 
Sappiamo quanto sia importante l'effetto placebo, ma ciò nonostante osserviamo quanto oggigiorno sia considerato solo un riferimento nei gruppi di controllo, il che significa che è equiparato ad un valore nullo.
Il placebo ha insomma un problema di dignità e reputazione, tanto che non è etico per un medico prescrivere un placebo, né è etico prescrivere alcun farmaco considerato alla pari di un placebo (vedi il furioso dibattito intorno all'omeopatia).

Fatto sta che quando qualcuno, invece di studiare un principio attivo nei confronti di un placebo, mette l'attenzione della ricerca sul placebo stesso nei confronti di nessun trattamento, si scoprono cose sbalorditive.

È il caso di questo studio che affronta il trattamento della "sindrome da intestino irritabile": i risultati dell'assunzione di un placebo sono molto buoni in confronto al non fare nulla.
Ma la cosa più sorprendente è questa: il paziente sa perfettamente che non sta assumendo alcun principio attivo!
Il paziente che viene precedentemente informato di assumere una medicina "finta", dopo il trattamento sta meglio.
Fonte: RCT su PlosONE
Dello stesso tenore questo altro studio sulla cosiddetta "sindrome da iperattività e deficit di attenzione". Fonte: PubMed
E quest'altra interessante ricerca sul dolore che abbiamo approfondito proprio su 5LB Magazine - È impossibile eppure funziona: lo studio sull'effetto placebo.

Ma giusto un mese fa è stata eseguita una più importante meta-analisi che raccoglie tutte queste ricerche (e ne servirebbero certamente altre) sugli effetti dei placebo esplicitati (open-label), che ha coinvolto sintomi che vanno dall'intestino irritabile, alla lombalgia, alla depressione.
Le prescrizioni di placebo - anche se comunicati come tali - sono risultate trattamenti efficaci.
Fonte: PubMed
Per i ricercatori è arduo spiegare il fenomeno, che ricade naturalmente in prima istanza sul livello biochimico, tirando in causa il subconscio e la probabile maggiore produzione di endorfine e dopamina.
Una spiegazione plausibile ma parziale, che qui non può certo bastarci in termini eziologici.

Piuttosto ci domandiamo: quanto potrà ancora essere fruttuoso indagare il dettaglio chimico, dibattere sui principi attivi con quell'ossessione compulsiva tipica di una ricerca strettamente tecnologica, ripiegata su se stessa, senza concedersi di aprire il campo a nuovi spazi teorici e a modelli che consentano di affrontare in modo scientifico gli aspetti psichici dell'essere umano?
Oggi e a queste limitate condizioni, tali fenomeni risultano poco e parzialmente spiegabili, e per questo restano relegati in un ambito marginale, spesso trattati come "stranezze eccezionali".

Tuttavia la comunità medica più integra, quella che persegue i propri valori etici fondanti, ha esperienza da sempre di questi meccanismi, e sa che c'è molto di utile anche senza doverseli spiegare: perchè una pillola non contiene solo principi attivi, ma trasferisce comunicazione, accudimento, fiducia e tutto quello che un rapporto umano porta con sè.

venerdì 13 ottobre 2017

Anima & sistema di controllo

Anima & sistema di controllo

1. Sono i fisici oggi ad affermare che la loro pratica consiste nel puerile gioco di spaccare "cose" sbattendole l'una contro l'altra per vedere cosa succede... e poi sarei io l'irrazionale?

2. Se non ci risvegliamo dal mondo dei sogni in questa vita (giusta la concezione cristiana dell'elezione), è improbabile un risveglio successivo. La sostanza della nostra anima non è imperitura come si crede, è soggetta al divenire (è eviterna), al contrario dello spirito che è al di là delle forme transitorie. È necessario lavorare su se stessi senza farci risucchiare dal contingente. Usiamo energia emozionale (prajna) per ogni evento ordinario, poi ci manca per trasformarci. L'anima va alimentata dall'esperienza consapevole, dal fuoco dell'intento. VIVERE SECONDO INTENZIONE, è il cammino iniziatico.

3. La spiritualità è innanzitutto azione, in secondo luogo esperienza ed infine è una cosa spiegabile, comprensibile. Sì, certo, conta l'influenza spirituale dall'alto o da chi già la possiede, tuttavia, amici, bisogna pur comunicare. Il tipo di spiegazione varia a secondo dei tempi, purché il linguaggio non tradisca il significato. L'uso dei simboli è parte del kit di ogni aspirante, ma non tutto il patrimonio dei segni e dei simboli è rimasto intonso. Non crediate che ogni formulario magico sia efficace a prescindere dall'anno della sua pubblicazione. È il rischio di ogni persona che si accinge a praticare certe tecniche realizzative: lavorare su uno yantra e accorgersi dopo mesi o anni che non succede niente. Dubiti delle tue capacità, invece lo schema è privo di energia, non risponde più al richiamo.

4. È vera la tesi secondo la quale l'umanità è dominata da un mondo che non si vede sotto l'influsso di una catena di entità ultraterrestri? Visionari, profeti cyberpunk, complottisti, neognostici, Mike Plato, David Icke, sostengono tale cosa, con differenze non decisive. L'antica dottrina gnostica propone un universo maligno governato da un demiurgo folle e distruttivo. Corrado Malanga riscrive la cosmogonia attraverso presunti addotti sotto ipnosi. Insomma ci sono autori e studiosi che si danno un gran daffare ad elaborare un sistema-madre che spieghi ogni cosa pure l'invisibile, come il superspettro di Keel, ottimo giornalista ma lacunoso nell'esegesi dei fenomeni studiati. Indubbiamente l'ignoranza di chi è integrato nel sistema non aiuta a vederci chiaro. Se esistesse Matrix troverebbe utile l'inconsapevolezza per esercitare meglio il controllo su di noi. Il dubbio viene, quello cioè di credere di essere le creature più libere della terra. Anzi, vi dirò di più. Ci sono buoni motivi per pensare che neppure la mente sia un nostro feudo. Siamo proprietà altrui, diceva Fort.

Chi sostiene che un Ente malvagio regni dietro le quinte della storia indisturbato e che ci tiene all'oscuro della realtà, per cui ciò che vediamo e sentiamo è artificiale, passerebbe per matto e fatto oggetto di disprezzo. Forse è proprio questa la migliore magia: non appena qualcuno osa vedere oltre lo specchio viene subito tacciato di demenza e fatto ricoverare o lasciato solo nelle sue farneticazioni.

Il guaio dell'uomo moderno è che teme le cose sbagliate. Non ci rendiamo conto che da almeno settecento anni il corso del tempo è cambiato ed ha preso una direzione errata insieme all'umanità. Gli orologi e i calendari mentono ma grazie alla convenzione mondiale (eggregore istituzionale) tutto appare normale e consolatorio.
I libri scolastici ci raccontano la corbelleria che noi discendiamo dalle scimmie e procediamo per evoluzione verso un di più, così possiamo credere che domani sarà migliore di oggi e che i governi possono prometterci il sol dell'avvenire senza vergogna.
Che tutto è iniziato con un botto gigantesco di energia indistinta.
Che siamo andati sulla Luna e che il premier Gentiloni guida l'Italia. Dopo il martellamento continuo di notizie false alla fine crediamo a tutto quello che il sistema ci dispensa. Ma è solo la scorza del problema. Se scendiamo in profondità ci accorgiamo che è più buio... e che nulla è più come sembra.
Matrix? Peggio.

5. Per diventare liberi dovete andare nella direzione opposta alla segnaletica ufficiale.

6. Il movimento New Age, meschinetto, si illude che negando l'oscurità il pericolo si allontani. Così facendo permette agli enti bassi di nascondersi meglio nella mente delle persone e di diventare ancora più forti.
Shiva e Dioniso scelgono come location il nostro inconscio per albergare incontrastati; potenze infere poi sguazzano felici nel torbido innescato dalle terapie psicanalitiche di certi operatori che credono di gestire il materiale psichico invece lo fanno emergere verso la coscienza di veglia.
Se io so come stanno le cose sarò meno vulnerabile. Invece che succede?
La modernità ha fatto sì che l'antica dottrina fosse spazzata via dalla scienza, la quale è inerme di fronte alla Realtà.
Ci hanno detto che i diavoli non esistono così non ci badiamo più: non c'è cosa peggiore di chi crede di vedere al buio.

Il Terrorismo e l'auto-costruzione della Realtà


Il Terrorismo e l'auto-costruzione della Realtà
Dylan Charles - Ormai, ogni possibile angolazione della sparatoria di Las Vegas è stata sviscerata da chiunque abbia un sito web, un canale YouTube e qualche neurone ancora funzionante. Senza dubbio, come minimo, qualcosa non torna, ma ci siamo passati attraverso tante volte in situazioni simili, non è una novità. Le autorità autoproclamatesi comunque, non riconosceranno mai questi punti di vista contrari alla versione ufficiale dei fatti.
Non ammetteranno mai pubblicamente che la storia ufficiale non torna con la totalità dei fatti ed impediranno le riflessioni libere a chiunque abbia una connessione internet ed una mente aperta anche se per metà. E quindi non potremmo mai disporre della verità e nient'altro che la verità. Questi casi rimangono aperti per sempre. Questi eventi rimarranno per sempre, come i tumori incurabili nella psiche del corpo politico, generando sempre il dibattito, la discussione, la discordanza, la disarmonia, le lotte intestine, le teorie e la rabbia.

Spingono le persone dentro trappole psicologiche in cui la cosiddetta realtà è ciò che meglio si adatta con la propria prospettiva scelta, qualunque essa sia. Le strutture di potere in atto hanno una presa salda sui comandi della macchina generazione della realtà. E' un sistema dall'alto verso il basso. Quando un evento come Las Vegas accade, la macchina entra in azione, anche la produzione delle varianti e di tutte le possibilità che poi vengono gettate nell'etere della coscienza collettiva. Lì, i fatti e le fantasie vengono date in pasto alle masse fino alla sazietà. Poi si preparano per la dose successiva. Il prossimo salasso.

Vedete, ai veri poteri nel nostro mondo non importa se conosciamo la verità. A loro non importa se in tutte le nostre teorie ci capita di inciampare sulla vera storia. I loro interessi non sono minacciati dalle chiacchiere speculative su internet. Non sono in discussione da parte degli esperti della tastiera o dei guerrieri dei social media. Non hanno paura delle analisi dei video fatti in casa e degli elenchi degli articoli che sottolineano l'ovvio. Non sono turbati dai blogger. Per loro siamo solo un miliardo di scimmie che traccheggiano con un miliardo di computer.

In realtà, a loro piace quando sanno che noi sappiamo. E' un aspetto della loro psicopatia. Non la capiresti. Al contrario però: la raffica folle del giornalismo investigativo e la speculazione accorta di livello professionale li serve bene. Approfondisce la divisione. Si alimenta più la rabbia, l'impotenza e la confusione. Si accelera il frazionamento della psiche del pubblico in gruppi di opinione sempre più sottili e sempre più ristretti in una camera riverberante. Nel nostro mondo mediatico,  un evento come quello di Las Vegas è molto più di un semplice omicidio. E' una grande deviazione per sensibilizzare l'opinione pubblica. Ed è un giorno di mega-paga per tutti i soggetti del gioco.


Coloro che tirano il grilletto vedono il profitto a scapito della nostra pace della mente, sotto forma di tecnologie di sicurezza ed una maggiore abbondanza nei bilanci federali per le agenzie di Polizia e tutta l’orwelliana tribù della guerra permanente.

Le squadre dei media h24 incassano anche loro. Guadagnano in share e sul prezzo dei loro spazi pubblicitari. I sapientoni prenotati, presentano gli straordinari, per le inquadrature ed i bocconcini di informazioni per il pubblico.

Vendono fantasie oscure su ciò che potrebbe essere, innescando l'immaginazione, suscitando ondate di ansia per poi vendere più pillole e prodotti per far fronte al tutto. Dopo tutto, clic uguali soldi, e chi non vuole i soldi? Se la teoria è altrettanto disdicevole come la storia ufficiale, che importa?
Il rituale degli eventi terroristici e dell’omicidio di massa non sarebbe quello che è senza la frenesia della creazione di contenuti, la speculazione diffusa, le congetture, la generazione di opinioni differenti e stronzate a vario titolo. E' parte dell’ottovolante emotivo che amiamo, proprio perché è così cupo. Si riempie temporaneamente il nostro vuoto esistenziale. E' una piccola cosa che facciamo per fingere lo scopo ed il significato della nostra incapacità frustrante per migliorare sostanzialmente la condizione umana.

In questo ambiente siamo liberi di scegliere la nostra realtà, a saltare da nave a nave, iscrizione e annullamento di qualunque teoria, compiacente verso il nostro stato d'animo e che sostiene la nostra visione del mondo, strettamente conservata.

Nel frattempo la nostra attenzione è stato rubata e mal indirizzata, addestrata sulla più terrificante delle suggestioni esterne. La nostra Coscienza superiore è incazzata davvero. L'amore è piombato sotto per la paura , come in una metastasi di una malattia spirituale. L'essere interiore continua a decomporsi e disintegrarsi.

Improvvisamente non c'è tempo per lo svolgimento di uno spazio per le vittime e per i diretti interessati. Non c'è alcun desiderio di generare consapevolmente empatia. Il compito di scovare la nostra oscurità e di sradicare la nostra rabbia ed odio viene messo in attesa per un inseguimento dell’oca selvatica in cerca di certezze e di consenso. Il quadro più grande è completamente perso nei dettagli sensazionali dell'orrore. La mente stessa si convince che può controllare il mondo per litigare con le circostanze esterne e che il suo compito è quello di immergere i giusti nelle minuzie oscure di un trauma collettivo. La psiche è ulteriormente condizionata di indulgere nella follia, e lo spirito è ulteriormente indotto a credere che la paura ha una casa che gli spetta nel cuore.

È una trappola all'interno di un trucco. Una tragedia costruita dentro una tragedia. Un migliaio di fori di coniglio all'interno di una tana di coniglio.

E' un velo che nasconde la realtà, la matrice è un imbuto di attenzione progettato per dirigere la nostra consapevolezza ed energia su una pseudo realtà di merda pre-confezionata.
Dove va l'attenzione, vanno i flussi di energia.
Questa è una guerra spirituale.

L'obiettivo del nemico per noi è farci dimenticare che noi siamo i creatori di questo mondo e che abbiamo più potere di quanto sappiamo. Questa è l'età delle scelte. Ho il sospetto che il mondo inizierà a migliorare quando avremo la consapevolezza di essere entrati nell'era della realtà creata da noi stessi.

martedì 1 agosto 2017

"MALATTIA"?

"MALATTIA"?

Prendiamo coscienza del vero significato
di Silvia Calzolari
Veniamo abituati fin da bambini ad andare dal medico curante (figura professionale formata e finanziata dallo Stato italiano e alla base di un’altissima piramide, che vede presenti, salendo: professionisti, università, ospedali e ciniche private, industrie del farmaco, laboratori sperimentali di ricerca ed infine gli organismi di potere) ogni qual volta abbiamo un malessere fisico, il medico ci chiede: “cosa le fa male?”  e sulla base della nostra risposta ci prescrive una medicina acquistabile in farmacia, attraverso la quale lui ritiene di poterci guarire.
 
Per molti anni, prima i miei genitori che si occupavano della mia salute, poi io stessa in età più adulta mi sono affidata a questo metodo di cura comunemente noto e proposto dalla società nella quale viviamo come il solo metodo affidabile e certo.
Poi, un giorno , in seguito ad un evento estremamente doloroso della mia vita mi trovai a mettere in discussione tutto ciò che avevo fatto fino a quel momento, tutto ciò a cui mi ero affidata, tutto ciò che mi avevano insegnato!

Dopo essere rimasta nascosta ed impaurita per parecchio tempo, iniziai a muovere i miei primi passi solo sulla base di quello che sentivo interiormente, in quel momento, più tardi, mi resi conto che stavo iniziando a Vivere.

Quell’evento traumatico che sopraggiunse nella mia vita e che poco tempo dopo scoprii di esserne stata la creatrice inconsapevole, mi permise di iniziare a prendere coscienza di chi veramente io fossi e di cosa sia realmente la Vita!
Solo quando iniziamo a mettere in discussione ciò che ci viene proposto ed abbiamo il coraggio di seguire quello che sentiamo interiormente, allora iniziamo ad esperire la realtà e comprendere chi siamo.

L’ascolto interiore è alla base del Vivere.
L’ascolto interiore è alla base della ricerca di noi stessi e della Verità.
L’ascolto interiore è alla base dello stato di salute fisica e psicologica.

La salute psicofisica è uno stato di equilibrio tra sentire interiore e ciò che facciamo esteriormente e pertanto la malattia non è altro che una disarmonia tra gli stessi.
Per curare una malattia, ovvero la disarmonia tra sentire interiore e vita esteriore, le pillole del medico curante non funzionano, possono al massimo far sparire la manifestazione fisica del disagio ma il disagio interiore permane e se si protrae nuovamente ricompare la malattia sul piano fisico.

La cura, ovvero, il recupero dell’armonia si ottiene attraverso l’ascolto interiore, l’interpretazione del messaggio della malattia e le successive trasformazioni che la persona malata ritiene di innescare dopo averne compreso il significato.
La malattia è una “spia rossa“ sul nostro corpo che la nostra parte interiore, che possiamo chiamare anche Coscienza, ci fa apparire, perché non la ascoltiamo! E’ un modo per farsi vedere megli!

Appreso tutto ciò, l’argomento VACCINI, assume una connotazione ancor più insensata , perché le malattie non si curano ne si prevengono con i farmaci ma recuperando l’armonia persa attraverso  l’ascolto interiore.

L’argomento dei VACCINI cela realtà molto tristi che non hanno nulla a che fare con la cura dell’Uomo ma al contrario sono pratiche volte a realizzare esattamente il contrario, perché il livello di Coscienza nella specie umana sta aumentando e chi comanda oggi mantenendo la popolazione nell’ignoranza e nella malattia vuole continuare a farlo, ma se l’Uomo prende coscienza di cos’è realmente questo situazione cambierà inevitabilmente!

Prendiamo coscienza e capovolgiamo le sorti del Mondo, abbiamo solo da guadagnarci!!!

giovedì 12 gennaio 2017

Muovetevi secondo il vostro ritmo interiore

MUOVETEVI SECONDO IL VOSTRO RITMO INTERIORE
Ho perso molto tempo cercando di capire dove sbaglio. Sembra che ci sia un mucchio di cose interessanti, molta gente interessante, ma dopo ogni incontro/progetto, invece di sprizzare l’energia, io giaccio quasi esanime. Poi ho trovato la risposta: tutto dipende dal ritmo interiore.

Spesso pianifichiamo così la nostra giornata: prima il lavoro, e in mezzo a questo, ci sono delle piacevole pause per se stessi (riposo, sonno, piccoli svaghi).
Invece, serve il contrario. Prima ciò che chiede il vostro ritmo interiore, quelle piccole cose che non sappiamo valutare per ciò che sono, e solo dopo, le cose “importanti” e “da adulti”.

Sedetevi e scrivete una lista di ciò che vi dà forze; qualsiasi cosa, è tutto importante.
- 20 minuti per un forte tè o caffè con un dolcetto?
- Una passeggiata nel parco?
- 10 ore di sonno?
- Un bagno con tanto di schiuma?
- I giochi con il gatto?
- 2-3 ore di totale silenzio?

Queste cose vi danno le vostre risorse.
Non cercate di farvi stare dentro gli stereotipi, tipo “dormo 8 ore e devo riuscire a riposare in 8 ore”; non dovete niente a nessuno, e se siate fatti in una certa maniera, siete fatti così.

A questo punto prevedo le obiezioni: e certo, e se devo lavorare secondo gli orari, cosa posso fare? Tutti questi consigli dei creativi con il grafico di lavoro libero... e poi ci sono degli incontri in famiglia, e poi si deve andare dal medico , ecc.
Vi deludo: anch’io lavoro molto, fino a 12 ore, e per includere nei miei orari le cose che mi procurano le risorse, mi sono serviti anni.

Se non vi permettete lo spazio personale, i sentimenti e le emozioni che generano le risorse, prima o poi soffocherete e smettete di trarre il piacere anche da un lavoro appagante.

In realtà, è tutto semplice.
Scegliete 2-3 cose che vi piacciono più di tutto. Per esempio, il caffè al mattino. Andare in campagna una volta alla settimana e un ora di lettura dei blog interessanti.
“Che posso fare per avere queste tre cose tutti i giorni?”
“Che devo fare per stare in mezzo alla natura tutte le settimane? Devo cercare un bosco? O mi basterà un parco? Devo dare un appuntamento di lavoro in un parco? O forse, mi basterà un cortiletto romantico e pieno di alberi e fiori?”

Non servono grandi cose, all’inizio. Iniziate dalle piccole cose, iniziate a trasformare la vostra vita un uno spazio confortevole e non in una corsa ad ostacoli. Non abbiate paura di sognare di vivere come si vuole.

Vi piace viaggiare? Pensate a questo e ragionate: ok, ma come faccio a guadagnare per poter viaggiare? Un lavoro con trasferte? O apro un’attività on-line e i viaggi faranno parte del mio lavoro per procurare la merce?
Non importa se per raggiungere lo scopo, potrebbe occorrevi molto tempo, l’importante è iniziare a muoversi, e in quale direzione.
Perché?
Perché non avete le risorse infinite. Siete come un piccolo motore, e nessun motore funziona senza un carburante. Mentre noi ci sforziamo di lavorare: con degli sforzi immensi, sospingendoci con “io devo” e “io ce la farò”, con strappi e spesso con un disamore verso ciò che facciamo.
Organizziamoci l’arrivo del carburante – sono quelle cose che ci danno le risorse. Prima questo, poi tutto il resto. E il vostro motorino funzionerà senza problemi.
Iniziamo ora.
 

mercoledì 11 gennaio 2017

LA SENSIBILITA' PSICHICA e la sua attivazione

LA SENSIBILITA' PSICHICA e la sua attivazione

Cos'è la SENSIBILITA' PSICHICA?
I Tibetani l'hanno chiamata "terzo occhio", i parapsicologi "percezione parasensoriale" e gli psicologi "sesto senso". Baba Bedi diceva che queste denominazioni non sono corrette perchè riducono le funzioni di questa facoltà alla sola percezione, invece essa esplica quattro funzioni diverse.
Quindi l'ha chiamata Sensibilità Psichica sottolineando che non è un organo di senso ma un organo del sistema vibrazionale o campo energetico che consente di percepire l'Unità del Tutto.

-La prima funzione della Sensibilità Psichica è di attivare la capacità di percezione totale attraverso cui possiamo conoscere la realtà di un evento, di una situazione, di un oggetto ecc. fino alla conoscenza della Realtà Ultima. 

-La seconda funzione permette di eliminare i limiti imposti dallo spazio e dal tempo. Consente, quindi, di sondare l'invisibile. Infatti nulla è troppo lontano nel tempo o nello spazio e tutto può rientrare nell'orbita della sua percezione.

-La terza funzione si esplica nel processo di autoconoscenza che generalmente viene chiamato interiorizzazione.
Noi comunichiamo sempre, anche se in modo molto superficiale, con la parte fisica (prima di mangiare osserviamo se abbiamo fame, prima di andare a dormire sentiamo se abbiamo sonno, ecc) ma non con la nostra totalità. Infatti non siamo coscienti dell'energia che ci anima e del suo movimento continuo, dei suoi percorsi, del suo centro, delle sue funzioni, delle sue molteplici capacità, ecc. La Sensibilità Psichica ha accesso alla totalità del nostro essere e, tra l'altro, permette di scoprire i TALENTI, le capacità, che abbiamo a disposizione per realizzarci

-La quarta funzione permette di attivare i Talenti, affinchè siano vissuti pienamente.

Baba Bedi diceva che la Sensibilità Psichica non è attiva in tutti gl'individui. Fino a pochi anni fa, infatti, era un privilegio dei Santi e degli Illuminati, ora con l'inizio dell'Età dell'Acquario è giunto il momento che quest'organo funzioni in tutti gli individui perchè tutti sono destinati a diventare degli esseri umani totali. E l'essere umano non è totale se un organo del sistema vibrazionale non è attivo, anche se si tratta di un solo organo. 

In cosa consiste l'ATTIVAZIONE ALLA SENSIBILITA' PSICHICA?
L'attivazione alla sensibilità psichica si fa una sola volta nella vita e si attua in cinque incontri individuali, generalmente con cadenza settimanale. Baba ha insegnato due tecniche specifiche: una per gli adulti ed una per i bambini. Entrambe queste tecniche offrono importanti indicazioni affinchè la persona diventi sempre più consapevole delle proprie urgenze e delle capacità che ha a disposizione per soddisfarle.

Una volta attivata, la sensibilità psichica stimola le capacità positive dell'individuo e le rende attive.

LA RICERCA DEI TALENTI
Al termine dell'attivazione l'operatore fa la Ricerca dei Talenti antichi e nuovi. Tali capacità o talenti, se vissute pienamente, favoriscono l'evoluzione, lo sviluppo della personalità e la piena realizzazione dell'individuo.

I Talenti sono di due tipi: Antichi e Baby.
I Talenti Antichi fluiscono da esistenze precedenti l'attuale vita, esistono come entità dentro di noi. Se non vengono vissuti causano problemi, principalmente di tre tipi.
Nell'interiorità dell'Essere Umano i Talenti Antichi repressi reagiscono creando:
- irrequietezza e forte tensione apparentemente immotivata. Dopo essersi agitati e dibattuti, i talenti repressi si abbattono, stanchi, senza più forze proiettando depressione nell'animo umano; di conseguenza si oscilla tra tensione e depressione, depressione e tensione.
- incostanza. Qualunque cosa una persona voglia fare non riesce a metterci il cuore completamente, non vi è cosa in cui riesca ad applicarsi, cambia strada nella vita continuamente e non porta mai nulla a termine. Diventa così preda di complessi senza comprendere che tali situazioni non sono create dall'incapacità, ma dal gioco crudele delle sue vere capacità che, sentendosi soffocate, protestano, come se dicessero: "perchè non usi noi, che siamo le tue capacità, le tue potenzialità?" 
- ombre scure nei legami sentimentali. Dubbi e conflitti continui distruggono gli affetti e ci si colpevolizza l'un l'altro, senza capire che il vero problema è legato alle capacità non vissute.
La logica, in fondo, è semplice: come può essere felice la vita sentimentale se non c'è equilibrio in sè stessi? Se non si vivono le proprie potenzialità ed i propri talenti, che sono la nostra vera essenza?

Talenti Baby
I talenti detti Baby devono essere conosciuti e coltivati. Vengono dalle emanazioni planetarie nel momento del concepimento nell'attuale vita, e anche se non sono vissuti subito, non creano in genere grandi problemi.

Quali possono essere i Talenti?
I Talenti possono essere di ogni genere: danza, pittura, poesia, teatro, scultura ma anche architettura, fisica, astronomia, ricerca scientifica, botanica, giardinaggio, cucina... Ed anche legati alla percezione psichica: medianità, chiaroveggenza, radioestesia, capacità di guarire, contemplazione, capacità di comunicare con gli esseri della natura, ecc.

SURYA NAMASKARA:
il suo coronamento pratico e’ nella pratica di surya namaskara. Il termine sanscrito surya significa sole e namaskara saluto o adorazione. Per questo la pratica è nota come il ‘saluto al sole’.

domenica 7 agosto 2016

5 SEGNALI CHE INDICANO CHE SIETE ADULTI INDACO

5 SEGNALI CHE INDICANO CHE SIETE ADULTI INDACO
Da 10 anni a questa parte, il termine bambini indaco sta ad indicare i bambini che rappresentano uno stadio superiore dell’evoluzione umana nel contesto dell’era New Age. I partidari di tale ipotesi sostengono che questa parte superiore dell’evoluzione sia la protagonista di un progresso spirituale, etico e mentale. Una sorta di razza la cui missione è sfidare il sistema prestabilito.

«Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, gli indaco hanno iniziato a nascere, aumentando numericamente durante gli anni ’70 ed ’80», spiega la psicologa Esther Morales Leon. A questo punto, molti di questi giovani hanno raggiunto l’età adulta. Tali adulti, ora, non sanno se appartengono o meno a questo gruppo; pertanto, hanno dei problemi a comprendersi e a gestire le loro emozioni.

La dottoressa Morales Leon chiarisce che il compito delle “persone indaco” è quello di accettarsi, apprezzarsi e scoprire quale sia la loro missione nella vita, mettendo in moto tutti i talenti che hanno dalla nascita e il loro alto livello di consapevolezza. «Tutti questi elementi favoriscono l’evoluzione planetaria», sostiene la psicologa. Oggi condivideremo con voi le caratteristiche principali degli “adulti indaco”.

“L’anima è ciò per cui viviamo, sentiamo e pensiamo”.
(Aristotele)
Gli adulti indaco si sentono diversi dagli altri
La personalità degli “indaco” è basata sull’alta sensibilità, sull’intelligenza e sulla creatività. Questi individui, dunque, adorano creare oggetti ed esperienze, sprigionando una forte empatia con l’ambiente che li circonda. Ciononostante, si sentono diversi dagli altri e fanno fatica ad adattarsi al modello di vita sociale imposto.
Risulta loro difficile capire i gesti altrui realizzati con riluttanza o con poco sforzo e non riescono a gestire l’ira e la rabbia che ne conseguono. Preferiscono lavorare da soli ed essere leader; sanno anche cooperare in gruppo, ma, anche in questo contesto, prediligono l’individualità.

Percepiscono più facilmente le bugie e la falsità
È chiaro che nessuno ama le bugie, per quanto piccole siano. Non ci fa piacere che altri stabiliscano ciò che dobbiamo e non dobbiamo sapere. Le persone “indaco”, avendo un senso della giustizia molto sviluppato, non amano le menzogne e le falsità quando devono relazionarsi con chi sta loro attorno e con loro stesse. Percepiscono sensazioni che altri non rilevano, pertanto sono più intuitive, comprendono facilmente situazioni a loro estranee e ci mettono pochissimo a realizzare che qualcosa non torna.
Wendy Chapman, scrittrice statunitense di diversi libri legati a questo tema, ci dà qualche altro spunto grazie ai risultati delle sue ricerche: «Le persone indaco sono intelligenti, anche se non è detto che abbiano ricevuto i voti più alti. Hanno sempre bisogno di sapere il “perché” delle cose, soprattutto quando si chiede loro di fare qualcosa. Quando andavano a scuola, s’infastidivano e persino odiavano la maggior parte dei lavori ripetitivi che erano obbligati a fare.»

Sono persone spirituali quando si tratta di migliorare il mondo e la loro interiorità
Sin dalla tenera età, le persone “indaco” possiedono una grande consapevolezza di se stesse, riuscendo così ad essere intuitive e a percepire molte più cose rispetto agli altri. Hanno una saggezza interiore innata e sviluppano il pensiero astratto fin dall’infanzia. Hanno anche una forte capacità di realizzare tutto ciò che sognano e che si propongono. Di conseguenza, hanno bisogno di essere attive per poter svolgere azioni che le aiutino a migliorare il mondo e a cambiarlo, anche se possono trovare degli ostacoli nella fase di identificazione del loro percorso.
La ricerca consapevole della felicità interiore intesa come priorità quotidiana è un segno distintivo delle persone altamente sensibili, capaci di comprendere la vita, come nel caso degli “indaco”. Capire il mondo attraverso la spiritualità, le sensazioni che ci regalano le persone che amiamo e i consigli di auto-aiuto sono elementi fondamentali nel quotidiano.

Vivono esperienze psichiche
C’è chi sostiene che i bambini “indaco” godano di abilità paranormali, come la telepatia, la capacità di leggere nel pensiero, l’empatia o un’accesa creatività. Il nome “indaco” deriva dalla credenza che questi possiedano un’aura della medesima tonalità.
Quando parliamo di esperienze psichiche, facciamo riferimento alle premonizioni, alle esperienze extra-sensoriali e al “sentire le voci”. Sono in molti a credere che certe persone abbiano la capacità di entrare in connessione con altre dimensioni, di percepire l’energia attorno a sé, di creare visualizzazioni mentali, di sognare situazioni future e di avere amici immaginari.

Sono persone altamente sensibili
Le persone “indaco” hanno una personalità emotiva estremamente sensibile, esprimono i loro sentimenti alla prima occasione oppure fanno l’esatto opposto, ovvero non mostrano neanche l’ombra di un’emozione. Sessualmente sono molto espressivi oppure rifiutano la sessualità per noia o per voglia di raggiungere una connessione spirituale più elevata. Ricercano il significato della loro esistenza, la loro missione vitale e la comprensione del mondo.
Ovviamente, non ci sentiamo tutti i giorni allo stesso modo e, per fortuna, possiamo contare su vari meccanismi che ci consentono di esprimere quello che viviamo. Il problema sta nella magnitudine dell’oscillazione del nostro stato emotivo. A causa dell’alta sensibilità sviluppata sia con le proprie emozioni sia con quelle altrui, le persone “indaco” possono fluttuare dalla tristezza alla disperazione più assoluta.

“Il corpo umano non è altro che apparenza ed esso nasconde la nostra realtà, la realtà dell’anima.”
(Victor Hugo)


martedì 17 maggio 2016

Parlare al corpo per guarire

LE TUE CELLULE TI ASCOLTANO: parlare con il tuo corpo può aiutarti a guarire.


“Ogni singola parte del tuo corpo ha la sua propria coscienza o la sua propria anima”. Queste parole rivoluzionarie, dette dalle donne della medicina locale, fecero iniziare il mio viaggio alla scoperta della straordinaria capacità di auto-guarigione del corpo umano.
Quando mi venne presentata questa prospettiva, soffrivo di un intenso dolore cronico. Ho immediatamente immaginato di fare mio questo concetto nella mia meditazione quotidiana. Pensavo: “Può sentirmi il mio corpo? Posso parlarci per cooperare nel guarire questa condizione?”

Quella notte, dopo aver cercato uno stato di profonda calma attraverso la meditazione, ho iniziato ad avere una conversazione sincera e introspettiva con il mio corpo; ero speranzosa ma non sapevo cosa aspettarmi. Dopo circa un’ora di questa attenta comunicazione, accadde qualcosa di straordinario. I miei muscoli iniziarono a rispondere. Legamenti e tendi iniziarono ad allungare e divaricare i tessuti della pelle quelli cicatrizzati. I nervi iniziarono a scaldarsi e i muscoli del polpaccio iniziarono a tendersi e distendersi indipendentemente dal mio controllo conscio. Mentre questa risposta continuava, uno dei miei polpacci che era paralizzato da una condizione neuropatica, diagnosticata come una distrofia del riflesso simpatico, si risvegliò grazie a quelle che sembravano delle scosse elettriche lungo tutta l’area
 Il mio cuore ebbe un sussulto nel momento in cui realizzai che il cammino verso la libertà dalla mia condizione era finalmente iniziato. Con un background di studi sull’agopuntura e la medicina orientale, sapevo molto bene che la maggior parte dei disturbi erano di origine cronica e pensai come le implicazioni di questo fenomeno potessero essere utili alle altre persone che ne soffrivano. Mentre continuavo a progredire nella mia nuova condizione, organizzai un approccio verso un sistema da insegnare ai miei clienti e iniziai a concentrare la mia attenzione sulla terapia ipnotica.

Quando parlavo ai miei clienti, cercavo di spiegare come una meditazione regolare fosse necessaria ad allenare il cervello a raggiungere uno stato di onde alpha e theta, perché era proprio in questo stato che avveniva la comunicazione tra mente conscia e corpo fisico. Ho scoperto che durante la comunicazione, ci sono tre punti fondamentali da raggiungere nella cooperazione con il corpo:
-Avvicinarsi al corpo con compassione, comprendendo che è fatto di cellule consce che provano emozioni.
-Creare fiducia introducendo il tuo corpo ad una conversazione mentale positiva riguardo i tuoi desideri che riguardano entrambi aiutandovi nella cooperazione e superando la malattia.
-Permetti i cambiamenti in questa conversazione usando diversi pensieri e parole che creino una sequenza di emozioni elevate e spontanee.

Secondo la mia esperienza, questa piccola guida è necessaria per raggiungere una risposta del corpo dinamica verso la guarigione.

Recentemente mi sono imbattuto in una serie di fattori scoperti dal ricercatore Cleve Backster, che passò 36 anni della sua vita studiando la biocomunicazione nelle piante, negli animali e nelle cellule umane. Si riferisce a questi fattori come a delle vere intenzioni e atti spontanei.

Backster, un ex specialista d’interrogatorio nella CIA, racconta del preciso momento che lo condusse al suo vero lavoro in questo mondo, nel suo libro “Primary Percetion”. Questo momento arrivò una mattina del febbraio 1966 quando decise di monitorare la fragranza della pianta di Dracena nel suo laboratorio utilizzando una strumentazione simile alla macchina della verità. Attaccò gli elettrodi alle piante e iniziò a pensare ai vari modi con cui avrebbe potuto stimolare l’attività elettrica della pianta. Negli umani questa attività è associata a delle emozioni molto intense. Immaginò improvvisamente di bruciare le foglie attaccate agli elettrodi. Nel preciso istante in cui questa idee sfiorò la sua mente l’indicatore della macchina schizzò al massimo mostrando una reazione estrema da parte della pianta. Stupefatto, prese una scatola di fiammiferi dalla sua scrivania pensando alla possibilità della pianta di rilevare la potenza dell’intenzione umana.
Quando tornò con la scatola di fiammiferi, la pianta stava ancora mostrando lo stesso livello di reazione. Backster decise di “ritirare le minacce” e riportare i fiammiferi sulla scrivania. In quel momento il grafico mostrò una lenta discesa dell’indicatore collegato con il “tranquillizzarsi” della pianta. Quando Backster provò a ripetere gli stessi risultati facendo finta di bruciare la pianta, non ci fu nessuna reazione. 

La pianta sembrava aver capito la differenza tra intenzione reale e artificiale. Scoprì inoltre che le piante potevano sintonizzarsi con le cure primarie del proprietario, rispondendo sia alle emozioni positive che a quelle negative e addirittura mostrando risposte emozionali al ritorno del proprietario dopo una lunga assenza
Le scoperte del grafico mostrarono inoltre che le piante riuscivano a riconoscere le emozioni del proprietario rispetto a quelle di un vicino.

Più tardi, Backster allargò la sua ricerca includendo le cellule umane e i loro segni di coscienza. Raccolse dei campioni di globuli bianchi del sangue di un donatore umano, conducendo dell’elettricità all’interno di una provetta, e registrò la reazione delle cellule nel momento in cui il donatore faceva esperienza di diversi stati emozionali. Scoprì che le emozioni spontanee riuscivano ad indurre una reazione elettrica nelle cellule. Per esempio, se il donatore era forzato a provare un’emozione, le cellule non rispondevano. Ad ogni modo, quando lo stesso riceveva una chiamata dolorosa dalla sorella, le cellule reagivano significativamente.

Notò che la distanza sembrava irrilevante in questi esperimenti. Per esempio, un donatore lasciò le sue cellule nel laboratorio ma tenne un diario molto dettagliato di tutte le emozioni significative che provò durante il viaggio per raggiungere casa verso un altro stato come perdere il turno sull’autostrada, aspettare in una lunga fila all’aeroporto, e il decollo dell’aereo. Più tardi le sue informazioni vennero comparati a quelli registrati dal grafico e mostrarono una forte correlazione tra l’incidenza dell’evento stressante e la reazione elettrica delle sue cellule. Il grafico tornò a dei livelli di quiete quando il donatore arrivò a casa e andò a dormire.

Questi esperimenti furono condotti utilizzando una strumentazione in grado di tracciare e registrare le radiazioni elettromagnetiche, l’energia utilizzata per la trasmissione di informazioni. Le cellule si comportarono come se le macchine non fossero lì, suggerendo che la comunicazione è trasmessa da un campo non identificato dalla scienza convenzionale.

Alcuni scienziati credono che lo sviluppo della fisica quantistica possa aiutare a guidarci verso la comprensione di questo campo che trasmette le intenzioni emozionali tra le cose viventi. L’intreccio quantico è un processo in cui due particelle che interagiscono, comunicano come se fossero connesse anche dopo essere state separate per chilometri. Quando un cambio energetico viene effettuato su una delle particelle (posizione, moto e rotazione), le altre particelle distanti cambiano allo stesso istante.

Il fenomeno scientifico e le ricerche di Cleve Backster, indicano il concetto di unicità, la visione che tutta la natura è direttamente collegata e interdipendente.

Le culture antiche compresero questa connessione come un campo di energia universale vivente che sostiene la vita durante l’evoluzione delle coscienze attraverso l’universo.
Le tecniche di meditazione coinvolte nella pratica portano alla mente un attenuamento di questo campo. L’energia di questo campo è concentrata nella guarigione fisica anche attraverso le vere intenzioni, portate attraverso la conversazione che provoca emozioni spontanee.

il momento che  io chiamo ANTARA (parola sanscrita che significa “dentro”), rende possibile fare esperienza delle possibilità curativi create dall’alleanza tra mente e corpo attraverso questo campo di energia universale vivente.

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