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giovedì 30 gennaio 2020

Corona-finto-Virus: l’ennesima epidemia di paura! (e l'inesistente pandemia)

Corona-finto-Virus, l’ennesima truffa del monopolio
I contribuenti del mondo sono costantemente terrorizzati dalle campagne mediatiche, le quali servono ad ottenere che essi si mettano in fila per pagare le bollette e compiere tutte le altre azioni desiderate dai loro manipolatori. I trucchi usati per truffare i contribuenti sono diversi e quello ricorrente delle finte epidemie soddisfa le aspettative di guadagno di una moltitudine di ruffiani in camice e di altri in divisa.

Per esempio, gli impostori della propaganda, per conto dei padroni della medicina di monopolio e dei loro agenti pubblicitari, montano campagne pubblicitarie martellanti per spaventare le masse dei consumatori di cartaccia stampata e televisione, vendendo novelle sui virus inventati. Solo di recente se ne mettono in fila diversi, e sono tutti espressione di un mondo di pagliacci-televisivi, sia in camice che non:
- influenza aviaria (HSN1),
- human papillomavirus (HPV),
- SARS,
- BSE, il trucco della “mucca pazza” e dell’encefalite spongiforme,
- Epatite C,
- AIDS,
- Polio
- il progetto EBOLA e
- le imposture delle moderne pratiche di vaccinazione.

Come l’industria della Medicina di Monopolio inventa le finte epidemie ed incassa ogni volta trilioni di dollari a spese dei contribuenti delle nazioni del mondo, si spiega nel libro di Torsten Engelbrecht e Claus Kohnlein, intitolato “VIRUS MANIA”

L’esistenza degli agenti patogeni strombazzati con la massima eccitazione dai ruffiani dei mezzi di disinformazione di massa non è mai stata provata, come non è mai stata dimostrato che siano letali.

I ruffiani della medicina moderna mettono da parte i protocolli d’indagine diretta ed adottano i trucchi della prova indiretta, che si presta ad interpretazioni più flessibili. Esempi di queste tecniche dubbie sono: il test degli anticorpi e la reazione a catena della polimerasi (polymerase chain reaction, PCR).

Gli autori di “VIRUS MANIA” mostrano che questi finti virus considerati contagiosi sono nei fatti delle particelle prodotte dalle stesse cellule, proprio per effetto e in conseguenza di certi fattori di demolizione, come le medicine cancerogene delle corporazioni farmaceutiche. Queste particelle sono identificate dal test degli anticorpi e/o dal PCR e sono interpretate come virus patogeni, da chi, dai medici indottrinati da almeno un secolo con il modello teorico dei microbi mortali e della medicina di monopolio intesa come unico rimedio contro di essi.

Della Meccanica dell’Impostura
1) Ci s’inventa, ad intervalli più o meno regolari, il rischio di una disastrosa epidemia, incriminando del malessere di qualche paziente un agente patogeno elusivo;
2) si manipola l’epidemiologia, sparando le cifre a cavolo, tanto nessuno le va a verificare, per massimizzare la percezione dell’imminente finta catastrofe;
3) si promette la salvezza con i vaccini-assassini (o le altre medicine cancerogene) di prossima distribuzione;
4) s’informa l’amministrazione d’impresa che gli impiegati di quel reparto dovranno fare gli straordinari per misurare e prendere nota degli spaventosi flussi di denaro che stanno per arrivare di ritorno.

Della Paura Indotta
Il movente più potente, o uno dei più potenti, che sta alla base della maggior parte delle decisioni umane è la PAURA. I mezzi di disinformazione di massa non fanno altro che far leva sulla paura, oltre che sull’ignoranza, di chi è ancora tanto fesso da stare a sentire le panzane dei loro ruffiani.

Noi non stiamo assistendo ad una pandemia causata da misteriosi agenti patogeni pestiferi, stiamo assistendo all’ennesima epidemia di paura, totalmente indotta dai mezzi di disinformazione di massa, dalle agenzie di stampa e dagli altri ruffiani prezzolati degli enti di stato.

Da un lato fingono di non voler diffondere il panico, fingono di tranquillizzare il pubblico d’idioti, “il rischio è medio-basso, hanno chiuso gli aeroporti eccetera”, dall’altro non fanno altro che dire assurdità sui finti ospedali che si costruiscono dal giorno alla notte, mostrando strade deserte alle sei del mattino del giorno festivo più freddo e piovoso dell’anno, un paio di attori in divisa che spostano le transenne, un paio di attori in tuta bianca che sembrano impegnati a fare niente e il solito attore che, essendo cinese deve esagerare, finge le contrazioni spasmodiche a letto mentre nessuno se ne infischia.

Se in un giorno, nel mondo, muoiono 20 vecchietti esausti per colpa di un raffreddore, mentre nel frattempo, nel mondo, nel 2018 muoiono 9.555.027 persone di cancro, e due milioni muoiono di diarrea, è chiaro come il sole che l’epidemia d’influenza, “NON-DISTINGUIBILE dal raffreddore”, è un bidone. E non è distinguibile dal raffreddore, appunto, perché altro non è che un raffreddore. La gente prende freddo e si ammala, non c’entrano un fico secco i virus inventati.

Lo “scientificamente provato” è un’altra impostura. Non dimostrano mai nulla, scientificamente, i somari che si mostrano con il camice e vanno in dire scemenze in televisione. Nessuno va mai a controllare alcunché. I risultati del finto scientificamente provato si stabiliscono con il consenso. Il consenso indotto con tecniche pavloviane dalla televisione e la cartaccia stampata. Se tutti si bevono la fandonia, vuol dire che deve per forza essere una fandonia vera.
Come al solito, come sempre, uno spegne la televisione, va in strada e si accorge che la vita è assolutamente normale, purtroppo, nessuno se ne sta in casa e sono tutti a rompere il cazzo ad intasare il mercato e gli altri luoghi pubblici sempre affollati, con i loro motorini di merda (perché al mercato ci vanno in motorino, e neppure si curano di scendere per tirar su la verdura o le seppie da bollire).

Pasteur e Koch costruiscono una comprensione di sistema sulle infezioni che è applicabile a una variegata moltitudine di malattie indotte dai batteri. Ma questo capita prima che il primo virus sia inventato. Una volta che s’inizia a parlare di virus, la tentazione di associare i virus alle infezioni batteriche è troppo forte, senza fregarsene minimamente del contesto, in cui la gente è denutrita o si ammazza di medicinali e di altri veleni cancerogeni.

I problemi della finta ricerca della finta lotta contro il cancro sono analoghi. L’ipotesi che il cancro sia prodotto da un virus è del 1903 e però ancora oggi si crede, sapendo bene di non sapere nulla sul cancro, si crede che abbia qualche fondamento. Ma non è mai dimostrata, è l’ennesima ipotesi sulla quale si formano migliaia di altre ipotesi.
Oltre a ciò, i ratti dell’attore Valter Longo, o quelli dei ricercatori veri, usati per la finta ricerca contro il cancro, sono ratti di laboratorio, prodotti in laboratorio, prodotti di laboratorio, dalla stessa linea di sangue di altri ratti prodotti in laboratorio, con un ceppo genetico totalmente innaturale. Le particelle virali simili a quelle considerate responsabili del cancro e della leucemia dei topi non è mai stata isolata o vista nella storia del cancro umano.

martedì 10 settembre 2019

Prevenzione, malattia e salute! - Parte 2(di 3): la malattia non è un male!

La malattia non è un male!
Dovremmo per un attimo fermarci a riflettere su cosa ci è stato detto dal sistema sanitario in cui viviamo, dalle cosiddette eccelse fonti ufficiali quelle che tutto è possibile e poi di fatto nulla è fattibile… a riguardo della malattia: che è un male! Che è un errore! Che è una fatalità, ecc.; continuiamo pure a credergli e ad affidarci ad essa così la nostra vita andrà meglio, anzi a dirla tutta grazie alla medicina ufficiale viviamo meglio e non abbiamo più alcun timore delle malattie anche di quelle gravi, vero?

Va bene, ognuno continui a fare e a credere quello che lo fa star meglio, in fondo stare meglio è lo scopo primario in quest’epoca di sofferenza… ma quanto le conoscenze e le informazioni sanitarie forniteci hanno contribuito a rendere sofferente questa nostra esistenza? Come? Ci sono i tumori che uccidono e l’aids che miete vittime senza parlare delle epidemie?

Buona parte delle nostre paure sono dovute alle “conoscenze” ufficiali in termini di salute che non danno certezza alcuna sul futuro e nemmeno sul presente poichè è evidente quanto non ci sia la capacità di come affrontare le nostre malattie salvo ricorrere alle solite massacranti “cure” che potrebbero funzionare o meno, dipende… dalla fortuna!
E’ meglio capirla la malattia
prima che ci porti via,
perché quando l’avremo compresa
pian piano mollerà la presa(fonte)
Ok adesso vado al dunque.
La malattia è un problema serio solo perché è del tutto sconosciuta, anzi diciamo pure che è stata volutamente distorta pertanto viene percepita al contrario di ciò che veramente è, eppure lo si sa dalla notte dei tempi(la sua vera natura)!

-La malattia tanto per cominciare non è un male, cioè non è che il sintomo(dolore, stanchezza, ecc.) che induce sia lei, lei è altro.
I sintomi hanno l’importante funzione di segnalare alla mente conscia un processo in atto, inducono il corpo a rallentare e l’individuo al raccoglimento interiore, tutti messaggi bellamente e costantemente ignorati!

-La malattia non è ingiusta; essa viene per svolgere un lavoro(una funzione) che poi vedremo, non è pertanto casuale!

-La malattia soprattutto non è un errore del corpo, non è un’anomalia, non è una sua disfunzione, al contrario la malattia è una funzione molto importante del nostro corpo!
Se arriveremo un giorno a far nostro anche solo quest’ultimo concetto risulterà chiaro che una funzione del corpo non arriva per farci del male, ma per farci del bene, ma quale bene?
Quando la mente(inconscia) non vuole
fare qualcosa il corpo si ammala.
Il tipo di malattia dipende da cosa non vuole fare,
la sua gravità da quanto non lo vuole fare(fonte).
Per capire la funzione della malattia è necessario comprendere la sua genesi, l’eziologia del tutto sconosciuta alla mirabolante scienza medica odierna che pertanto cura le malattie alla cieca, senza la benché minima idea di cosa le ha generate, tanto alla medicina, come dice il nome, non annovera la salute, ma pensa solo a medicare(curare con farmaci), bloccare i sintomi momentaneamente e ripetere l’operazione magari per sempre conseguendo guadagni impensabili.
L’origine della malattia, il cui nome è già di per sé sbagliato infatti alcuni la chiamano benattia altri ortopatia(giusto male), era ben conosciuta nei tempi antichi e soprattutto nelle culture orientali, essa risiede nell’inconscio, o se volete nell’anima, ma volendo usare termini più tecnico-scientifici nella percezione biologica.
La percezione biologica è quella percezione dell’essere nella sua totalità di corpo, mente e spirito che è necessaria alla vita, alla sua prosecuzione. Quando la percezione biologica del corpo acquisisce un segnale di pericolo di qualsiasi genere ed entità si attiva un processo biologico di sopravvivenza la cui fase finale, cioè quella sintomatica, noi chiamiamo malattia.
In verità la malattia non è solo il sintomo, essa inizia molto prima a nostra insaputa quando si percepisce un pericolo, induce delle modificazioni nel corpo ed al termine della situazione incresciosa avvia la normalizzazione degli organi e tessuti alterati. Questa fase di normalizzazione comporta tutti i sintomi di vario genere ed entità chiamati in gergo malattia e considerata come un brutto male da abbattere mentre invece costituisce il segno inequivocabile di un’azione di riequilibrio psico-fisico dell’essere.
Se noi vivessimo sempre in uno stato di beatitudine la malattia non avrebbe motivo di venirci a trovare in quanto alcun pericolo dovrebbe essere superato, ma oggi purtroppo di pericoli ne dobbiamo superare anche diverse migliaia al giorno e quelli più ostici sfociano nella malattia sintomatica.
E’ ormai largamente riconosciuto il fatto che gli stati emotivi causano malattie tuttavia pare che la medicina ufficiale non ne voglia sentir parlare, le ricerche medico scientifiche non si possono abbassare a simili congetture in quanto non portano riscontri inconfutabili, come se… studi che non essendo facilmente riportabili in termini diagnostici vengono rigettati senza appello! In realtà ci sono validi riscontri scientifici a sostegno di tali percorsi di salute alternativa, ma comunque non vengono presi in considerazione in quanto non solo non portano alcun profitto, riducendolo del 90%, ma consentono ai pazienti, non più clienti, di vivere sereni, quindi liberi dal cappio della paura che oggi è diffusamente utilizzata per spacciare farmaci, esami ed interventi inutili(fonte).
Per intenderci i pericoli in cui oggi l’individuo incorre sono diversi da quelli del lontano passato in cui era necessario salvarsi la vita da predatori o altro, oggi il pericolo è rappresentato ad esempio da bollette troppo alte che mettono in crisi il bilancio familiare, dal/dalla collega che rende la vita difficile in ufficio, dal giudizio implacabile altrui, dal litigio continuo col partner, dall’incomprensione da/verso i figli, ecc. ecc. insomma tutte cose che in realtà con la biologia(logica della vita) non c’entrano poi tanto ma che la nostra mente scambia per altrettanto pericolose e quindi attiva il corpo per il loro superamento come se fosse un pericolo reale.
Viviamo in un costante stato di pericolo inconscio
e il corpo è costantemente impegnato a superarlo.
Tornando a parlare delle percezione biologica di pericolo c’è da dire che in relazione al pericolo vissuto e alla sua gravità si attiveranno delle funzioni del corpo che sono le seguenti: accelerazione, blocco, crescita o decrescita(ulcera-lisi).
Le immaginarie, insensate ed incessanti lotte nella nostra mente non ci lasciano il tempo di sentire l’altra nostra voce, quella più profonda che ci richiama verso noi stessi… un continuo rimuginare che attiva la risposta biologica del corpo(malattia) in una continua recidiva(cronicità) per superare un pericolo solo immaginato.
Tali azioni indotte nel corpo dalla mente inconscia inducono un organo-tessuto a modificare la sua azione o addirittura il suo stesso stato fisico(es. aumento cellulare-tumore) per fronteggiare la situazione. L’esempio più classico per far comprendere la vicenda è quello della patologia polmonare, quando l’individuo si sente in pericolo di vita reale si attiva l’accelerazione dei battiti cardiaci e l’ossigenazione del sangue da parte dei polmoni diventa notevolmente accelerata, se tuttavia con tale accorgimento il pericolo non venga superato e persista il corpo induce una creazione di nuove cellule polmonari per far fronte ad una ossigenazione ancora maggiore e queste cellule polmonari cresceranno fino al superamento del pericolo per fornire il giusto apporto di ossigeno al corpo. Questa situazione che detta in questo modo appare logica ed affatto insolita è invece “marchiata” col nome di cancro-tumore e quindi induce una paura talmente grande da non consentire di comprenderla e questo a sua volta la aggraverà ulteriormente per la succitata paura di morire.
La malattia è percezione, la malattia è guarigione,
ma in questo mondo marcio se ne sei consapevole potresti andare in prigione.(fonte)
La situazione in questi casi è particolare in quanto se eliminiamo chirurgicamente le nuove cellule polmonari(non chiamiamole cancro che non vuol dire un bel niente) senza aver eliminato la paura di morire dell’individuo tali cellule continueranno a ricrearsi anche in presenza di chemioterapia anzi se la paura aumenta potrebbero accrescere la velocità di creazione e i dottori ci direbbero che il cancro è maligno-aggressivo non facendo altro che aggravare la situazione in virtù di ulteriori paure. Le cellule tumorali del polmone cesseranno di proliferare al cessare della paura di morire e purtroppo dalla diagnosi sino all’espletamento dei protocolli di controllo che durano 5-10 anni tale paura è difficile superarla in quanto nessuno ci fornisce gli strumenti conoscitivi per farlo. Quindi si tratta di una situazione che alimenta continuamente se stessa e che può essere interrotta solo da uno stato interiore di calma che solo in pochi riescono a trovare in certe circostanze.
L’unico vero interruttore che avvia la malattia è la paura. Dove c’è la paura non ci siamo più noi, smettiamo di essere noi stessi e questo determina un profondo disequilibrio psico fisico spirituale che deve essere superato.

domenica 28 luglio 2019

Via libera al 5G (senza studi)

Via libera al 5G (senza studi)

Non la abbiamo votata. Non da cittadini, non da parlamentari italiani, non in Europa. Eppure è bastata una delibera dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) e, da gennaio, in 120 comuni italiani, sono state impiantate le antenne per il 5G, l’ultima tecnologia a radio frequenze millimetriche che permetterà connessioni super veloci.
Il Belgio per il momento l’ha rifiutata e la Svizzera ha chiesto di sospendere le nuove installazioni. Cliccate qui. Il motivo? Non se ne conoscono gli effetti sulla salute. Non si sa se il livello delle radiazioni che nei prossimi anni interesserà la superficie terreste e l’atmosfera, ci farà male oppure no. E se dovesse danneggiarci, quanto potrebbe farlo e in che forma. Qui l’elenco dei comuni sperimentatori.
Carenza di studi.
“Sul 5G non esistono studi in vitro (cellule), in vivo (cavie) e epidemiologici – ci spiega Livio Giuliani, dirigente di ricerca e biofisico, uno dei massimi esperti dell’argomento nonchè estensore della prima legge italiana che nel 1998 fissò il tetto limite delle radiofrequenze. Allora c’era il 2G. “Da sempre sono previste cautele all’esposizione elettromagnetica, nel 1998 abbiamo revisionato gli studi scientifici esistenti e costruito la legge fissando per la prima volta un limite di esposizione (sei Volt metro per ogni intervallo di 6 minuti). Abbiamo aperto una strada sulla protezione ambientale che è stata poi seguita da molti Paesi. Durante il governo Monti però (effetto di un decreto) il nostro limite di sicurezza è stato “allentato” e l’esposizione calcolata nell’arco delle 24 ore. Così l’irradiazione consentita potrebbe aumentare di 1.440 volte in un intervallo di 6 minuti”. Cliccate qui.
Nessuno ha protestato?
“No, il provvedimento non ebbe risonanza: la misura venne inserita nel “decreto crescita”. È stata la prima volta che un organismo tecnico come la Cei (al quale ci siamo ispirati per costruire la nostra legge che in Italia detta le norme per fare le misure elettriche e magnetiche) è stato soppiantato da una decisione politica”.
Perché occorre prudenza riguardo all’esposizione ai campi elettromagnetici? Che cosa si sa oggi?
“Già gli esperimenti condotti negli anni ‘70 sui pulcini mostrarono l’effetto tossico dei campi elettromagnetici sulle cellule, in particolare si osservò un’alterazione della pompa del calcio intracellulare. Significa che le onde interagiscono con i fondamenti della vita. Nel 2011 la IARC (l’agenzia dell’OMS che ricerca le sostanze cancerogene) stabilì che le radiazioni comprese fra i 30 kHz e i 300 Ghz (quindi anche i 2,6 Ghz del 4G e i 27,5 Ghz del 5G) sono possibili cancerogeni per l’uomo (Gruppo 2B). Sono almeno 10.000 gli studi che supportano il principio di precauzione (perfino il 27% di quelli finanziati dall’industria della telefonia)”. Cliccate a pag 2 per studi epidemiologici IARC.
Gli studi sul 2 e 3 G.
Dopo il 2011 sono stati condotti due importanti studi sperimentali sul 2G e sul 3G dall’istituto Ramazzini italiano e dal National toxological program (Ntp) americano. Entrambi sono arrivati agli stessi risultati analizzando diverse frequenze. È emersa nei topi un’incidenza maggiore di glioblastomi al cervello e di un raro tumore delle cellule del sistema nervoso di cuore e cervello (Schwann). Combinazione sono i due tipi di tumore emersi anche da uno studio epidemiologico sulla popolazione (Philps et al. Regno Unito): dopo 10 anni di utilizzo di telefono per almeno tre ore al giorno. “Una coincidenza tra studi osservazionali e sperimentali a migliaia di chilometri di distanza non può essere dovuta al caso” – ha fatto notare Fiorella Belpoggi, direttrice dell’Area Ricerca dell’Istituto Ramazzini e responsabile dello studio italiano. Cliccate qui.
“Nei forti utilizzatori di cellulari sono state colpite le aree temporale e frontale, quelle più coinvolte durante l’uso del telefonino” ha spiegato Belpoggi durante un’audizione parlamentare nel mese di febbraio.
L’incidenza.
“L’evidenza degli studi in laboratorio e sull’uomo mostra un cancerogeno di bassa potenza – ha aggiunto Belpoggi – Ma si deve considerare che il numero delle persone esposte è altissimo, sono miliardi di persone in tutto il globo. È un problema di salute pubblica dato che molte migliaia (se non milioni) potrebbero essere le persone suscettibili ai danni biologici da radiofrequenze”.
La lezione del passato.
La ricercatrice del Ramazzini ricorda che “amianto, fumo di tabacco, benzene, formaldeide e altre sostanze hanno mostrato cancerogenicità in studi sperimentali decenni prima che le agenzie regolatorie prendessero provvedimenti restrittivi, fino al bando” (che il benzene fosse coinvolto in tutte le leucemie, ad esempio, si sapeva dal 1979. Eppure…)
Le aziende di tecnologia non sono tenute a presentare studi di sicurezza.
La telefonia è inspiegabilmente una zona franca. Per le normative mondiali qualsiasi prodotto abbia un impatto sulla salute deve essere corredato da studi di sicurezza. L’industria chimica produce corposi dossier di valutazione del rischio per ogni nuova sostanza immessa sul mercato, altrettanto bisognerebbe fare per le radiofrequenze. Anche l’industria automobilistica oggi è soggetta a valutazioni sulla sicurezza meccanica e delle emissioni, perché no la telefonia mobile? Se mi metto alla guida di un mezzo, a certe condizioni, so che potrei rischiare, ma appunto ‘so’ e mi assumo il rischio.
Non solo. Tutti gli elettrodomestici devono superare i test di certificazione ma se non vi sono limiti chiari per il 5G come potranno certificare?
Ai governi ricordo che oggi abbiamo tutti i mezzi per condurre studi adeguati, perché non ci impegniamo?”

5G e aumento tumori, le ultime ricerche parlano chiaro: il pericolo esiste ed è fondato

Sconti miliardari alle compagnie di telefonia.
Livio Giuliani fa notare che la gara per il 5G porterà nelle casse dello Stato la metà dei miliardi che arrivarono nel 2000 per il 3G. “Evidentemente sono l’unico a stupirsi, nel 2000 l’Italia incassò 13,6 miliardi per concedere le frequenze alle varie compagnie. Quest’ultima gara ne porterà poco più di 6. Ho sentito esponenti del governo esultare e non ne capisco le ragioni…”
L’Internet delle cose.
Grazie al 5G si sperimentano i droni che volano sulle nostre teste; le spie nei cassonetti dell’immondizia (segnalano il momento di svuotarli); i sensori sui palazzi all’Aquila che al minimo tremolio chiudono i rubinetti del gas e lanciano l’allarme; le ambulanze smart. Arriveranno le auto senza conducente, i frigoriferi che mostrano quando un alimento è scaduto, gli elettrodomestici che si azioneranno a distanza e i campi di grano che diranno al contadino quando devono essere annaffiati.
Il prezzo da pagare sono onde elettromagnetiche dappertutto, giorno e notte. Perché il 5G viaggia su frequenze altissime, ma che ha una “portata” di viaggio limitata. Richiede mini antenne disposte a distanza ravvicinata, ogni cento metri per poter connettere fino a un milione di oggetti per chilometro quadrato.
L’invito alla prudenza.
Fiorella Belpoggi intervistata da Massimo Mazzucco, qui, rilancia il suo appello ai governi: “Non si tratta di tornare indietro e respingere in blocco le nuove tecnologie ma di conoscerle per darsi delle regole. Questo è lo sviluppo sostenibile: impostare le decisioni politiche sulla ricerca. Dopo una valutazione attenta si potrebbe decidere cosa dotare di strumenti super efficienti. Se ha senso un ospedale smart, magari non lo hanno un frigorifero o un pannolino da neonato dotato di 5G.
Mi prendo la responsabilità di quello che conosco: quei tumori li ho visti. E tacere oggi è da criminali”.
Come difenderci.
Da un lato vi sono le misure che possono mettere in atto i governi. Livio Giuliani ricorda che “le nostre leggi prevedono il principio di precauzione (legge quadro 36 del 2001) e, in Europa, la Risoluzione ambientale del 2009 ove si osserva con orgoglio che 9 Paesi europei hanno rispettato i limiti di sicurezza stabiliti da noi. Questi testi sono il risultato di anni di battaglie e dimostrano che ha prevalso l’attenzione alla salute. Si tratta di un successo italiano nella protezione ambientale”.
Già, ma il 5G ha ottenuto il via libera con un decreto.
Occorre ricordare ai governi che non siamo al punto zero. E che abbiamo già gli strumenti per tutelarci”.
Per quanto riguarda la protezione individuale ecco alcuni accorgimenti da privilegiare: meglio parlare al telefono con il viva voce tenendolo a 15-20 centimetri di distanza (come riportato nel foglietto illustrativo); l’auricolare con il filo, per un verso riduce l’esposizione, per l’altro funge da antenna. Quello senza filo si comporta come una radio.
Non tenere lo smartphone nella tasca dei pantaloni, si è visto che le onde agiscono sulla motilità degli spermatozoi; non dare ai bambini iPad o telefonini connessi (soprattutto sui mezzi in movimento come treni, autobus o automobili), piuttosto scaricare film e canzoni e spegnere la connessione; abitudine, quest’ultima da adottare durante la notte.

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sabato 29 giugno 2019

Metastasi e Tumori: cosa c'è da sapere?

Parliamo di Metastasi e di Tumori?

La parola «metastasi» deriva dal greco «metastasis» che significa «cambiamento di luogo».
Secondo la medicina classica, le metastasi sono focolai secondari generati dal tumore originario, e una metastasi può formarsi nelle ossa a partire da un tumore al seno oppure nei polmoni a partire da un tumore al colon.
Sostiene anche che possono diffondersi da un punto all’altro dell’organismo attraverso cellule trasportate dalla circolazione sanguigna, linfatica o attraverso una cavità naturale del corpo, come tra le pareti esterne e interne della membrana peritoneale che riveste l’addome. Si potrebbero nutrire dubbi su queste convinzioni, visto che sono fondate su ipotesi.
Affinché delle cellule cancerose possano raggiungere zone lontane dal focolaio tumorale non hanno altra scelta che prendere la via arteriosa dato che, nel sistema venoso e linfatico, il sangue e la linfa scorrono dalla periferia verso il centro, cioè verso il cuore.
Ora, molteplici esperimenti fatti sia con animali sia con uomini per trovare cellule cancerose nel sangue arterioso non hanno mai avuto successo.
Inoltre, è estremamente raro osservare un cancro secondario in un animale.
Ancora più interessante è constatare che quasi tutti gli organi possono essere colpiti da tumori primari, mentre quelli secondari (per metastasi) colpiscono principalmente organi come le ossa, i polmoni, il fegato e il cervello.
Si sente sovente parlare di donne con un tumore al seno che sono state in seguito colpite da un cancro alle ossa, ai polmoni o al fegato e infine al cervello.
Ma è molto raro che si produca il contrario, ovvero che un cancro ai polmoni evolva in cancro al seno.

Lo stesso per gli uomini: raramente si vedrà un uomo avere un cancro ai polmoni per poi svilupparne uno ai testicoli, mentre il contrario, ovvero un tumore ai testicoli come tumore primario seguito da un tumore ai polmoni come secondario, è molto frequente.
La medicina allopatica (classica) postula anche che i tumori benigni non generano metastasi.
Prendiamo il caso di una donna che ha appena consultato il medico per un piccolo nodulo che ha notato nel seno.
Che succederà se lui le dice: «Ho una buona notizia per lei, non è che un lipoma, un piccolo tumore benigno»?
La donna avrà paura di morire o si sentirà sollevata?
Se, al contrario, il medico le dice: «Ho una triste notizia da darle, ha un tumore al seno», l’annuncio la solleverà o aumenterà lo stress che già c’era?
Potrà forse causare uno shock, un nuovo grave stress?

Se, in più, la donna chiede al medico: «Potrei morirne?» e lui, volendo essere sincero, le risponde: «È purtroppo il tumore con la maggiore mortalità nelle donne, ed è per questo che si deve intervenire rapidamente», questa risposta potrebbe generare la paura di morire e dar luogo a noduli sui polmoni?

“Vediamo Tumore ai polmoni alla voce Polmoni. :
POLMONI: organo principale dell’apparato respiratorio, forniscono l’ossigeno a tutto il corpo ed eliminano l’anidride carbonica dal sangue. I polmoni rappresentano la vita, il bisogno di spazio e di libertà. Malattie come la polmonite, la broncopolmonite, il pneumotorace acuto sono molto spesso collegate a un profondo scoraggiamento per cui non si ha più voglia di vivere. Vedi le voci corrispondenti.
 Tumore ai polmoni: ci sono vari tipi di tumore ai polmoni, i più comuni sono il carcinoma e l’adenocarcinoma. Sono per lo più in relazione a una paura ossessiva di morire.
 Macchie sui polmoni e tumore secondario ai polmoni: questo tumore, che sopravviene dopo un tumore primario, è spesso chiamato tumore metastatico al polmone ed è legato alla paura ossessiva di morire. La paura mantiene la persona malata in simpaticotonia, ovvero sotto l’azione del sistema nervoso simpatico, che è biologicamente programmato per mantenere in stato di veglia e di combattività. Esso accelera il nostro ritmo cardiaco e respiratorio per preparare il corpo ad agire o a reagire in caso di pericolo. Mantenendo il sistema nervoso in attività, il ritmo cardiaco aumenta, il sangue circola troppo rapidamente e non ha il tempo per caricarsi in modo sufficiente dell’ossigeno di cui i tessuti dell’organismo hanno bisogno.
Per sopravvivere il cervello utilizza una soluzione biologica che consiste nella produzione di cellule speciali, ovvero alveoli polmonari, che hanno la capacità di assorbire una maggiore quantità di ossigeno di quelli normali, compensando così la carenza di ossigenazione dovuta all’aumento del ritmo cardiaco.
Nella radiografia dei polmoni, dato che questi ammassi di cellule contengono più ossigeno di quelle normali, appariranno come macchie bianche.
È quello a cui ci si riferisce quando si parla di «macchie bianche sui polmoni», che terrorizzano tanti pazienti.
È ciò che è accaduto al mio patrigno. Durante il ricovero in ospedale per l’ablazione della prostata, gli fu fatta una radiografia. Quando il medico gli disse che aveva delle macchie ai polmoni, pensò di avere un cancro.
L’angoscia si impadronì di lui, il sistema simpatico accrebbe il suo lavoro. Gli ammassi di cellule speciali aumentarono formando tumori polmonari.
Non ci fu il tempo di operarlo.
Il mio patrigno si arrese e si lasciò morire.
Questo risale a ventisei anni fa.
A quell’epoca non avevo queste conoscenze, anche se lavoravo in ambito medico.
Non possiamo fare niente per coloro che se ne sono andati, ma possiamo fare qualcosa per quelli che restano, a condizione di avere il coraggio di uscire dalle strade già battute.
Quindi:
Ho avuto molta paura di morire?
Ho avuto paura che questo primo tumore si estendesse?
È possibile che una donna colpita da un tumore al seno, che ne ha subito l’ablazione così come la perdita di capelli, si senta svalutata e possa pensare: «Ora come potrà desiderarmi un uomo, priva di un seno e senza capelli?»
E che questo sentimento di svalutazione abbia una ripercussione sulle ossa, in particolare quelle del bacino (osso sacro) che corrisponde alla zona sacrale, luogo dei rapporti sessuali?

Vedere Tumore alle ossa alla voce Ossatura.

sabato 22 dicembre 2018

LA “POTENZA” DEI NODI DI HARTMANN

LA “POTENZA” DEI NODI DI HARTMANN
La potenza dei nodi di Hartmann è rapportata, generalmente, alla quantità di radiazione ionizzante emanata dagli stessi. Dopo anni di ricerche e studi si è riusciti a realizzare apparecchiature che permettono di misurare tale “potenza” o forza elettromagnetica. Queste strumentazioni generalmente sono composte da un circuito oscillante che va applicato direttamente sul nodo di Hartmann da controllare (può essere impiegata anche per misurare la potenza dei nodi di Curry, che presentano caratteristiche affini ai nodi di Hartmann). Il circuito capta l’energia proveniente dal sottosuolo, smorzandone nel contempo la velocità della fuoriuscita; per migliorare ulteriormente la condizione generale di controllo, il circuito viene incamiciato da un cilindro in acciaio con pareti interne rivestite in tessuto tipo STANâa base di rame, fibra di carbonio e nitrato d’argento (il tessuto, peraltro, è già stato testato e valutato dal CNR di Roma). Il circuito è collegato al cilindro esterno con un cavetto di messa a terra. Infine, all’interno del sistema viene applicato un contatore geiger professionale per la misurazione delle radiazioni ionizzanti emesse dal nodo (raggi gamma o simili): più saranno gli impulsi ottenuti nell’unità di tempo prescelta, e più potente sarà il nodo di Hartmann. Naturalmente, se il sistema descritto venisse posizionato in una zona neutra, ovvero non perturbata da bande e nodi di Hartmann, gli impulsi gamma che si riscontrerebbero sarebbero nettamente inferiori (anche del 60-70%) a quelli ottenuti dalla verifica condotta sul nodo di Hartmann; non si otterrà tuttavia mai un valore pari a zero, poiché le radiazioni nell’ambiente non provengono solo dai nodi , ma anche da altre fonti quali ad es. il gas radon, i materiali da costruzione, i collanti presenti nella casa ecc…

Di per sé un nodo non ha radiazione propria o, per lo meno, sprigiona pochi impulsi gamma al minuto, però esso si comporta come una “corsia preferenziale” un vero e proprio canale portante, per tutte le energie presenti nel sottosuolo.
FONTE FOTO: http://viveresanoquotidianamente.it/category/uncategorized/page/2/
I vari nodi, posti in corrispondenza di falda acquifera in movimento nel sottosuolo, presentano potenze maggiori proprio perché liberano verso l’esterno l’energia prodotta dall’attrito fra acqua in movimento e terreno e minerali presenti nel sottosuolo; così dicasi per i nodi in corrispondenza di faglie geologiche, discariche o quant’altro.

Conoscere la “potenza” dei nodi di Hartmann è molto importante perché permette di utilizzare sistemi di schermatura più adeguati alle specifiche caratteristiche di ogni singolo nodo e, cosa ancora più importante, consente di verificare se un determinato nodo risulta più o meno dannoso per l’individuo che vi staziona sopra per un lungo periodo (ad es. nodo in corrispondenza del letto, della scrivania, della poltrona preferita, ecc.). 

E’ molto importante conoscere sia la posizione che la potenza dei nodi di Hartmann dato che provocano delle modificazioni, fisiologicamente commensurabili; proprio per questa ragione bisogna evitare di sistemare un letto in quei punti: il nostro corpo, infatti, che rimane abbandonato nel sonno, per ore consecutive su tali nodi, è particolarmente esposto all’influenza elettromagnetica e subisce le maggiori perturbazioni a livello dell’attività elettrica cellulare.
Questo fatto, come abbiamo visto, provoca irregolarità di programmazione biologica; in particolare la riproduzione delle cellule e, in caso di elevata potenza o “forza” del nodo, le cellule non rispetteranno più i parametri originari ed i codici informativi centrali, di un certo tenore di frequenze, ma tenderanno a riprodursi quasi casualmente, senza ordine. Se i meccanismi di riparo saranno insufficienti o deboli, come è stato sempre sottolineato a causa dello stato costituzionale o momentaneo del soggetto, potranno manifestarsi patologie, anche di varia e diversa entità nonché sembrare di eziologia diversa da quella geopatologica. Il medico di base si metterà quindi su di una strada diversa, complicandosi le idee e sbagliando la diagnosi; dalla diagnosi errata si avrà una terapia errata, e si perderà del tempo prezioso.
Georitmogramma di persona seduta in una zona neutra del quadrilatero: il tracciato è calmo.
Georitmogramma stessa persona seduta su un nodo Hartmann: il tracciato è agitato.
FONTE FOTO: http://viveresanoquotidianamente.it/category/uncategorized/page/2/
Queste teorie potranno confondere senza dubbio le logiche diagnostiche tradizionali e mettere in ansia la scienza medica ma purtroppo è bene ripeterlo e sottolinearlo ancora, il fatto grave è che, da più parti del mondo, scienziati e ricercatori ipotizzano e dimostrano che, sui soggetti che vivono sui nodi di Hartmann e Curry, troppo spesso è stata riscontrata, dalle ricerche stesse del Prof. Hartmann, la comparsa di vari tipi di tumori (benigni o maligni) o malattie degenerative di vario tipo.

Tornando ora a queste strumentazioni si potrà notare che il circuito oscillante permette di osservare il “disturbo” che il nodo causa sugli esseri viventi: applicando sul circuito una sonda isotropica collegata, tramite cavo in fibra ottica, ad un analizzatore di spettro di frequenze, si osserva che, in corrispondenza del nodo, lo spettro delle frequenze  dei campi elettromagnetici presenterà un andamento irregolare, con frequenti “picchi”, mentre in zona neutra il grafico assumerà un aspetto pressoché lineare.
Grazie agli studi ed agli scritti del grande scienziato tedesco E. Hartmann il mondo della medicina, poco per volta e con mille dubbi, si è gradualmente affacciato a questo tipo di ricerca, tant’è che sono già innumerevoli le indagini di tipo statistico, condotte in diverse parti del mondo, volte a verificare l’influenza dei raggi tellurici sullo stato psicofisico umano e sul mondo vegetale ed animale, così come sempre più frequenti sono i convegni dedicati alla “medicina dell’Habitat”, alla “Domoterapia” ed alle “Geopatie” cioè i disturbi arrecati all’organismo da fenomeni di origine terrestre o artificiale. Medici, Biologi, Architetti, Naturopati, Radioestesisti ecc…hanno la possibilità, in questi convegni nazionali ed internazionali, di condividere le esperienze ed unire le forze per il bene della salute pubblica.

Secondo il rapporto dell’8° Congresso Internazionale della Società per la Difesa Biologica del Tumore, lo “stress geopatico” dovrebbe essere considerato come una delle possibili cause delle malattie croniche, anche per quanto riguarda il tumore. Gli illustri Dottori Ulrike e Reimail Banis da più di un decennio raccomandano i propri pazienti affetti da tumore di far esaminare il luogo in cui dormono da parte di esperti in materia; in molti casi, infatti, hanno ottenuto risultati confortanti nel trattamento biologico del tumore quanto i soggetti hanno deciso di cambiare il posto dove dormivano. Dopo circa 3-4 settimane l’azione geopatogena può dirsi terminata se il letto viene spostato e il soggetto riposa in una zona priva di stimoli.
La giusta posizione del letto, quindi, è più difficile di quanto si pensi e necessita di una stretta collaborazione tra Medico Olistico, il Naturopata, l’Architetto ed un Tecnico esperto in Medicina dell’Habitat. Il Medico di base dovrebbe affidarsi assolutamente ad un Domoterapeuta (terapista della casa), con dimostrata e documentata esperienza professionale e possono, comunque, controllare l’operato del tecnico attraverso un test, successivo all’intervento del tecnico, da effettuarsi sul paziente tramite l’utilizzo di apparecchiature Bioelettroniche, in particolare dell’ultima strumentazione “Vegatest” della Vega Grieshaber Kg Geschaftsbereich Medizin di Sciltach D-77761 (www.vegamed.com.) ed altre decine di strumentazioni oggigiorno sul mercato.
Vi sono, sul mercato, molti dispositivi che riducono la “pericolosità” dei nodi di Hartmann tra questi dispositivi elettronici e non esistono anche stuoie o tessuti schermanti ad esempio quelli della “IDEASCUDO” la cui capacità di attenuazione del campo elettromagnetico dei tessuti schermanti  è stata verificata e certificata da: Nemko S.p.A. e dal C.N.R. (Centro Nazionale Ricerche) Istituto Inquinamento Atmosferico di Roma; GEA – Istituto per l’analisi geobiofisica dell’ambiente.

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Nota: al solo fine dimostrativo nell’articolo sono state inserite tre foto con link di provenienza


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