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venerdì 11 settembre 2020

Risveglio, Trasmutazione e Coscienza Cristica

Risveglio, Trasmutazione e Coscienza Cristica

di Carlo Dorofatti

La Coscienza Cristica rappresenta quel processo di risveglio totale, completo, che passa attraverso un percorso di dominio della nostra natura inferiore, in funzione di un risveglio di coscienza alla divinità potenziale che siamo. È la “seconda nascita”.

Noi, è vero che siamo Dio o, se preferite, un’emanazione di Dio, ma non lo siamo finché non ci risvegliamo a questa consapevolezza; finché non riscopriamo di esserlo attraverso la nostra coscienza umana. Non si può, come fa una certa new age, giungere a conclusioni troppo affrettate. Sì, è vero che siamo Dio, che abbiamo una scintilla divina, espressione di un essere cosmico assoluto… certo, tuttavia, noi qui siamo calati all’interno di un’esperienza umana, attraverso la quale riscoprire la nostra divinità. È vero che lo siamo, ma non lo siamo finché non riscopriamo di esserlo… è un paradosso ovviamente, però noi dobbiamo diventare quello che siamo.

La Coscienza Cristica è questo, il risveglio di questa profonda consapevolezza; Cristo vuol dire “unto”, unto attraverso il sacrificio; ma, sacrificio significa “rendere sacro”, nulla a che fare con la sofferenza e con la pena. Ci ammaliamo, soffriamo, peniamo se non capiamo. Se non ci rinnoviamo. Se non siamo capaci di sacrificare le nostre illusioni per la Realtà. Ma, se capiamo, allora il nostro processo di risveglio può essere felice, è un rendere sacro.
Nel momento in cui c’è un intoppo, è perché stiamo sbagliando qualcosa: ci identifichiamo con qualcosa di falso, proiettiamo qualcosa di falso, siamo attaccati a qualcosa che non è reale e allora ecco lo squilibrio… e siamo subito messi alla prova con la malattia, la sofferenza, ecc. La “guerra” contro i nostri aggregati psichici, le nostre paure, i nostri limiti, ciò che noi non siamo, può anche essere faticosa, sofferente, difficile, penosa, ma è anche giusto che sia così poiché è una conquista reale, in cui non c’è niente da dare per scontato.

Il risveglio della Coscienza Cristica, il ritorno di Cristo sulla Terra, coincide perfettamente con le profezie Maya: noi siamo alle porte di una Nuova Era dove, secondo molte profezie, l’essere umano ha la possibilità di accedere a determinate possibilità di Coscienza. Ma deve sempre saperle cogliere e riconoscere: c’è sempre il libero arbitrio di mezzo, nulla è automatico.

In altre tradizioni veniva prefigurato come il ritorno di Cristo sulla Terra, ma il ritorno di Cristo sulla Terra è proprio il risveglio della Coscienza Cristica dentro ognuno di noi: questo è il ritorno di Cristo sulla terra. Noi dobbiamo crocifiggere la nostra falsa identità. È quella che soffre, ma che attraverso la sua sofferenza rende possibile il sacrificio e ci rende sacri e rende sacra la nostra realtà, ci fa andare oltre l’illusione. Quel superamento sacralizza e riconduce la nostra esperienza umana al Dio che siamo.
Per analogia, in base a dove è posizionato il nostro baricentro, momento per momento, attiriamo aspetti più vicini alla natura spirituale, oppure aspetti più vicini ad altri aspetti, che non sono di per sé giudicabili perché fanno parte della nostra realtà. E tuttavia, domandiamoci, noi da quale parte ci posizioniamo rispetto alla realtà? 
Qual è la realtà alla quale possiamo davvero accedere per esprimere la nostra coscienza? 
Dov’è il baricentro della nostra identità? Su quale piano? 
Siamo davvero noi, viviamo davvero, o siamo solo il riflesso su uno specchio fatto di illusioni?
Dove sono io? Qual è la mia aspirazione? 
Allora ecco che mi regolo, in base alla verità che fino in quel momento ho conseguito e all’onestà che sono in grado di applicare a me stesso nel rispondermi alla domanda: “Dove sono io? Dove voglio orientarmi?” Tutto dipende da dove Tu ti collochi… e man mano farai delle scelte, collocherai il tuo baricentro, idealmente… se ti poni il problema di dare credito a quella sensazione profonda dentro di te che ti fa pensare di non essere solo “questo”, allora piano piano comincerai a dare spazio ad altre aspirazioni e ad altre parti di te e quindi, proietterai possibilità nuove sul tuo piano di esistenza.
E’ necessario imparare a muoversi partendo dalle cose semplici, dalla propria posizione reale, dai propri limiti. È molto meglio fare le cose gradualmente, anche attraverso dei compromessi consapevoli, piuttosto che adottare regole di vita insostenibili. L’importante è cominciare. Adesso.

Questa ricerca spirituale, tutto questo impegno, questo scoprire e sperimentarsi esigerà continuità, costanza nella ricerca, una certa serietà: un po’ come foste dei piccoli scienziati che comunque sperimentano con mente aperta, con cuore puro, quindi con le giuste motivazioni, con la giusta costanza, con il giusto investimento di tempo, di energia, di buona volontà e allora ecco che con il tempo otterrete determinati risultati, se ci starete dietro.

Se saltellate da una tecnica all’altra, da una moda all’altra, da una curiosità all’altra, potrete divertirvi, però difficilmente riuscirete a inanellare tutte queste esperienze attraverso un filo conduttore che vi porti da qualche parte. Questi aspetti hanno bisogno di un investimento, di un’energia, di tempo, di attenzione, quindi è tutto molto impegnativo, sebbene da viversi con gioia e senso della scoperta, ovvero con entusiasmo, leggerezza, ma con la dovuta profondità d’animo.
Grazie a questo revival spiritualista, che viene chiamato new-age (mi riferisco alla moderna new-age perché la new-age degli anni ’70 è ben diversa dal fenomeno new-age che stiamo vivendo oggi), molte cose sono accessibili, ma occorre discernimento. È tutto molto interessante, in quanto fornisce tanti stimoli, fornisce tantissimi spunti di riflessione, però a volte rischia di indurre ad un atteggiamento un po’ superficiale.

Infatti, quando si tratta di investire tempo, energia, buona volontà e mettercisi di impegno, ecco che siamo un pochino pigri, perché veniamo educati al tutto e subito, ad un atteggiamento consumistico, molto mentale. Questi aspetti, che hanno a che fare con un investimento di sé molto concreto, non sono “prodotti”: non siamo al supermercato della spiritualità.
E’ inutile che parliamo di tante belle cose spirituali, di facoltà interiori, di indagini multidimensionali della realtà, quando ancora siamo bestie tra bestie, in un recinto di fango. Prima dobbiamo lavorare per renderci un po’ conto di che cosa siamo: lasciar elevare un po’ di più la nostra animalità, la nostra umanità: noi siamo esseri divini, qui per imparare a diventare finalmente “umani”. Non il contrario!
Non siamo esseri umani che devono diventare divini: noi siamo dèi qui per esplorare un’esperienza umana e ricondurla ad un’altezza spirituale, nobile, elevata. Il nostro obbiettivo è diventare umani: noi siamo molto lontani da questo obbiettivo. Raggiunto quell’obiettivo, potremo richiudere il cerchio, ovvero reintegrarci in quell’unità divina dalla quale sorgiamo, quella fonte dalla quale nasciamo tutti quanti.
E’ l’esperienza umana da conquistare: però noi, in questo particolare periodo storico, in questa dimensione, viviamo un’esperienza molto “bestiale”, molto legata a necessità e percezioni, direi identificazioni, piuttosto devianti rispetto alla nostra reale natura. Va bene! È andata così, non è un problema, ci sono dei corsi storici: noi viviamo alla fine di un’epoca e questa civiltà, questa manifestazione di realtà, sta giungendo alla sua apocalisse, al suo collasso… ben venga, non c’è niente da cambiare, non c’è niente da salvare, va bene, va benissimo così. È quello che abbiamo proiettato, è quello che abbiamo saputo manifestare, però, giunto a questo capolinea, è possibile pensare ad un rinnovamento di sé e dell’umanità, del mondo, dell’universo…

Non c’è da temere alcunché, perché la morte non esiste. Lasciamo pure che questa epoca, nella sua decadenza, collassi e salviamo quei semi di rinnovamento che possiamo intuire dentro di noi. E da quei semi ripartiamo verso una nuova epoca, una nuova era, una nuova possibilità umana, una nuova manifestazione, rinnovando però completamente il paradigma e tutti gli assunti, altrimenti rischiamo di metter “il vino nuovo negli otri vecchi”.
Bisogna veramente ritrovare, o creare, dentro di sé dei riferimenti nuovi, rinnovarsi radicalmente: non c’è niente da rivoluzionare. Non c’è da distruggere per ricostruire con gli stessi mattoni. Non si tratta di imboccare ora un ciclo evolutivo che ancora una volta si trasformerà in involutivo, sempre sulla stessa ruota del criceto. Questa realtà è così: va bene così. Va bene così, perché tutto questo è funzionale ad un fenomeno evolutivo.
Ma c’è un rinnovamento potenziale ben più radicale che possiamo cavalcare: possiamo scendere dalla ruota del criceto, non per salire su altre ruote, ma per scrollarci di dosso una melassa che non corrisponde a niente che si possa chiamare davvero VITA. Si tratta di uscire dalla “grotta di Platone”, di sconnettersi dalla Matrix, da tutte le Matrix.
Non confondiamo una possibile epoca nuova di evoluzione con quella che invece è ora una possibilità di rivoluzione davvero autentica, una rivoluzione della coscienza, del concetto stesso di esistenza, come nuova specie umana e spirituale rinata, o forse finalmente nata, fuori da questo guscio d’uovo così angusto e ormai asfittico.

Il tempo del rinnovamento è ormai giunto, evidentemente, necessariamente. Entriamo dentro noi stessi, poniamoci le domande fondamentali, poniamoci domande nuove, meditiamo, indaghiamo le nostre potenzialità reali, quelle della nostra anima, non crediamo più a niente se non alla nostra intuizione profonda, non stiamo più a nessun gioco, a nessun compromesso con l’illusione. Senza paura. Senza suggestioni, aspettative, finzioni, drammi. Svegliamoci, finalmente.
Articolo di Carlo Dorofatti
Pubblicazione sotto licenza Creative Commons - www.creativecommons.it

lunedì 8 giugno 2020

La Mente di un Genio

#99 La Mente di un Genio

Una delle prime affermazioni del Metodo Silva è la seguente:
"La differenza tra la mentalità di un genio e la mentalità media è che i geni usano di più la loro mente e la usano in modo speciale. Io sto imparando adesso ad usare di più la mia mente e ad usarla in modo speciale"

Per imparare ad usare maggiormente la propria mente occorre imparare ad accedere a stati più profondi dell'abituale.
Bisogna imparare ad accedere alla dimensione spirituale della mente, che è sincronizzata con le onde cerebrali più lente.

L'attivazione consapevole delle onde alfa in particolare ci permette di attivare parti della mente che normalmente non sono sotto al nostro controllo (ecco da qui Mind Control)

Per accedere a questo livello di funzionamento, José Silva aveva elaborato un sistema preciso e strutturato, con diverse ancore per richiamare rapidamente lo stato una volta condizionato.

Nel Silva originale si parlava di 6 livelli da scendere per arrivare al piano mentale da cui operare.
Questi 6 livelli erano associati ai numeri:
  • 6 - Normale stato di attività mentale
  • 5 - Fatica negli occhi (guardando un punto in alto)
  • 4 - Chiusura degli occhi
  • 3 - Rilassamento fisico
  • 2 - Rilassamento mentale
  • 1 - Livello alfa
Successivamente i primi passaggi, più legati all'ipnosi, vennero rimossi e si partì semplicemente dal 3, ovvero dal rilassamento fisico.

In conclusione che caratteristiche ha la mente di un genio?
La mente di un genio, come Leonardo, Tesla, Einsten, ha la capacità naturale o allenata di abbassare consapevolmente le onde cerebrali ed accedere a capacità intuitive, immaginative e creative che sono fortemente limitate per una persona normale.

E' come se il genio avesse la chiave ad un mondo sconosciuto, ciò che Silva chiamava il Regno dei Cieli, di cui il genio è il Re. Il Re del suo Mondo Interiore.

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Dio, Gesu, il Cristo, il Padre, il Figlio,
lo Spirito Santo e lo stesso “Regno dei cieli” 
non sono altro che stati della coscienza universale
che l’uomo può sperimentare; 
conoscenze-esperienze tramandate a pochi uomini 
attraverso gli antichi misteri…
Tutto è dentro di noi.

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sabato 2 maggio 2020

L’inconscio e i livelli della coscienza

L’inconscio e i livelli della coscienza

In questo articolo parliamo del libro “Il potere dei condizionamenti” del Dr. Hawkins nel quale l’autore analizza il fenomeno della coscienza collettiva che ci condiziona a livello inconscio.
“Il principale ostacolo allo sviluppo dell’umanità è la mancanza di conoscenza circa la natura della coscienza. Se osserviamo introspettivamente i nostri incessanti processi mentali, notiamo che la mente agisce molto prima di aver compreso e diventa evidente che la convinzione in base a cui le nostre azioni si fondano sulla ragione è una grande illusione.
Il processo della decisionalità è una funzione della coscienza: con rapidità impressionante, la mente sceglie in base a milioni di dati e alle loro interconnessioni, molto al di là della comprensione conscia.

La coscienza sceglie automaticamente ciò che ritiene migliore istante per istante, perché in definitiva è l’unica funzione di cui è capace. Il valore di un dato è determinato da un modello attrattore predominante in atto in una mente individuale o nelle menti di un gruppo. E’ possibile identificare, descrivere e misurare questi modelli, e da queste informazioni ricavare una nuova comprensione del comportamento, della storia e del destino dell’umanità.
L’uomo pensa di esercitare il controllo sulle forze che determinano la sua esistenza, ma in realtà è governato da un potere che scaturisce da sorgenti sconosciute e sul quale non esercita alcun controllo. Essendo un potere che non si esprime mediante lo sforzo, rimane invisibile e ignorato.
 
La forza è percepibile attraverso i sensi, ma il potere solo attraverso la consapevolezza interiore. L’uomo è immobilizzato nella sua attuale condizione dall’allineamento con un’energia attrattrice di enorme potenza che egli stesso mette inconsciamente in azione. Attimo dopo attimo è sospeso a questo stadio evolutivo, limitato dalle energie della forza e spinto dalle energie del potere.
L’individuo è come un tappo di sughero che galleggia sull’oceano della coscienza: non sa dove si trova, da dove viene, dove sta andando né perché. Vaga all’interno del suo infinito mistero ponendo sempre le stesse domande un secolo dopo l’altro, e continuerà a porle in futuro se non farà l’indispensabile salto quantico della coscienza.
Segnale di quest’improvvisa espansione di contesto e di comprensione è un’esperienza interiore di sollievo, gioia e stupore reverenziale, e tutti coloro che fanno quest’esperienza sentono di aver ricevuto dall’universo un dono inestimabile. I fatti si raccolgono con lo sforzo, ma la verità si rivela senza sforzo.”

I livelli di coscienza

In questo schema vediamo rappresentati i vari livelli di coscienza, la relativa emozione dominante e la corrispondente visione della vita.

Livello 200

I campi energetici inferiori a 200 sono tipici delle condizioni primitive di pura sopravvivenza. Il vestiario è scarso, l’analfabetismo è la regola, la mortalità infantile è alta, malattie e malnutrizione sono molto diffuse e c’è un vuoto di potere sociale.
I mezzi sono rudimentali e centrati sul procacciamento di cibo e riparo, in una totale dipendenza dai capricci dell’am­biente. È un livello culturale fermo all’età della pietra, poco più evoluto della vita animale.
Le popolazioni a un livello inferiore a 200 sono caratterizzate da una capacità lavorativa priva di specializzazione, da scambi commerciali rudimentali e da prodotti primitivi come canoe scavate nei tronchi e capanne temporanee. La mobilità inizia a emergere con la vita nomade e, a un livello leggermente superiore di coscienza, appare l’agricoltura e il baratto evolve nello scambio monetario.
La fascia intermedia del livello 200 è associata all’inizio della specializzazione del lavoro. Cibo e riparo sono sufficientemente disponibili, il vestiario è adeguato e iniziano le prime forme di acculturamento.
La fascia superiore del livello 200 è caratterizzata da una specializzazione del lavoro più alta ed è formata da lavoratori manuali, commercianti, venditori al dettaglio e dalle prime industrie. Ad esempio, nella fascia inferiore la pesca è un’attività individuale e tribale, ma al di sopra della fascia mediana del livello 200 diventa industria ittica.

Livello 300

Al livello 300 troviamo tecnici, artigiani, capisquadra e direttori dei lavori e una struttura economica più sofisticata. È diffusa l’edu­cazione secondaria. Nasce l’interesse per lo sport e per l’intratteni­mento, mentre la televisione è il passatempo più diffuso.
Nella fascia intermedia del livello 300 troviamo dirigenti, artigiani ed educatori, una conoscenza diffusa degli eventi pubblici e una visione del mondo che va oltre la tribù, i vicini e la città, estendendosi alla nazione e al benessere collettivo.
È diffuso il dialogo tra le parti sociali, mentre la civilizzazione, le capacità individuali e la scolarizzazione hanno ormai assicurato la sopravvivenza. C’è mobilità e flessibilità sociale, e risorse sufficienti per dedicarsi ai viaggi e ad altre attività ricreative stimolanti.

Livello 400

Il livello 400 è quello del risveglio dell’intelletto, il luogo della vera letteratura, dell’educazione superiore, dei professionisti, dei manager e degli scienziati. In casa ci sono giornali, periodici e libri, che sono invece assenti nelle abitazioni dei livelli inferiori.
C’è interesse per i programmi culturali dei media e un’accresciuta consapevolezza politica; perizia nell’uso degli strumenti di comunicazione e interesse per la creatività artistica e intellettuale. Le attività ricreative assumono la forma del viaggio, del teatro, dei concerti e del gioco degli scacchi. Apprezzati sono i programmi per il miglioramento sociale.
A questo livello appartengono presidenti, giuristi, legislatori, inventori e grandi imprenditori.
Poiché la cultura è la base di questo livello, gli individui tendono a raggrupparsi nelle grandi aree metropolitane dove hanno accesso alle informazioni e all’educazione universitaria. Alcuni diventano docenti universitari, altri avvocati e altri professionisti di vario tipo.
Il benessere degli altri è importante, ma non è ancora una forza trainante.
La fascia più alta del livello 400 è associata ai leader nei vari campi, al successo e al prestigio sociale con tutti i suoi segni distintivi. Einstein e Freud erano entrambi al livello 499. Ma, benché il 400 sia il livello delle lauree e dei dottorati, è anche quello della visione newtoniana dell’universo, limitata e limitante, e della divisione cartesiana tra mente e corpo (Newton e Cartesio misurano entrambi 499).

Livello 500

Così come il livello 200 corrisponde a un cambiamento critico della coscienza, il livello 500 corrisponde a un altro salto enorme. Benché la sopravvivenza individuale sia ancora molto importante, tutte le azioni degli individui a questo livello sono permeate dall’amore, e la creatività trova piena espressione, accompagnata dall’impegno, dalla dedizione e dal carisma.
È il livello dell’eccellenza in tutte le attività umane, dallo sport alla ricerca scientifica. L’altruismo e la difesa dei principi sono fattori motivanti. La leadership è accettata, più che cercata. Qui nascono la grande musica, la pittura e l’architettura, e la capacità di stimolare gli altri solo con la propria presenza.

Livello 600

Nella fascia più alta del livello 500 troviamo le figure guida della società che nei rispettivi campi creano nuovi paradigmi che influenzano tutta l’umanità. Pur consapevoli di avere ancora molti limiti e difetti, questi individui sono considerati dal grande pubblico come persone straordinarie e possono ricevere ampi riconoscimenti.
A questo livello iniziano significative esperienze spirituali e la ricerca in tale senso diventa prioritaria. Alcuni di questi individui stupiscono amici e familiari per la capacità di elaborare nuove visioni soggettive della realtà. A questo livello la coscienza può essere descritta come visionaria, interessata al miglioramento della società nella sua globalità.
Da questo livello, alcuni fanno il salto al livello 600 e la loro vita diventa straordinaria, completamente permeata dalla compassione che pervade tutte le motivazioni e le attività.
E tu a che livello sei?

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lunedì 27 aprile 2020

La paura più grande

La paura più grande
Viviamo in un periodo assurdo, pieno di restrizioni paure e mancanze di ogni genere, niente però è veramente come sembra e probabilmente tutto si potrebbe ricondurre ad un solo e unico aspetto/quesito.

Questi momenti sono stati generati anche da noi, dal piccolo ma significativo importo della nostra profonda coscienza, ma per comprenderlo appieno è necessario essere consapevoli che come noi ce ne sono miliardi, non siamo unici e soli come invece ci piace pensare, quello che noi pensiamo e sentiamo è a fattor comune nell’umanità e questo grande afflusso energetico di energia non propriamente positiva ci ha condotti fino a qui.
Oltre a quello che ci è stato sottratto c’è una paura di fondo che ci attanaglia e a pensarci bene non è propriamente quella attinente all’odierna pandemia(coronavirus/covid19) accollata ai popoli alla quale invece ci si è oramai quasi abituati. Quella sensazione di timore che fa da sottofondo alla nostra esistenza oggi l’attribuiamo a ciò che conosciamo come pericoloso e quindi all’epidemia, ma riflettendoci a lungo però scopriremo che la causa è un’altra.

La vera paura è una paura ben più grande, era già presente in noi e ogni tanto faceva capolino alla nostra coscienza, ma certe cose in automatico vengono nascoste dalla nostra mente inconscia alla consapevolezza e quindi sarà necessario trascendere se stessi, mettersi in discussione per capirsi e scoprirsi meglio avvedendosi di ciò che nel profondo ci trattiene in uno stato di vita sospesa, di sopravvivenza limitata alla mera vita fisica. Ognuno sente in sé qualcosa di più grande qualcosa che è pronto per sbocciare attraverso un’esplosione di tutto ciò che lo blocca: una paura indefinita.

La paura più grande è il timore della verità; la verità che è alla base di tutto e della nostra percezione della vita. Essa non può essere conseguita/percepita d’un botto quindi ci si deve avvicinare per gradi, a piccoli passi(verità) ed oggi il piccolo passo è costituito dalla verità attinente al periodo che stiamo vivendo.
La paura odierna è quella di scoprire delle verità che benché ancora non conosciute si sa bene che faranno più male di questa farlocca epidemia immessa nelle nostre menti come reale.

LA PAURA DI SCOPRIRE SE STESSI. - “VERITÀ” È RINASCITA
La “verità” di cui parlo è da individuare nell’adeguata percezione attraverso la quale condurre al meglio questa esperienza terrena; una capacità ben nascosta in noi, difficilissima da scovare e a livello strettamente biologico, cioè della mera vita fisica, ma è comprensibile che sia così, è infatti bio-logico che il nostro inconscio faccia soggiacere nel nostro più profondo delle importanti verità(capacità) poiché la loro acquisizione comporta cambiamenti epocali, immensi e proporzionalmente un’analoga portata di sofferenza per il mutato paradigma percettivo, dunque la nostra mente inconscia espleta bene il suo compito di farci stare lontano da cotanta sofferenza anche a costo di farci vivere un intera vita di illusione.
La verità è il miglior modo di vivere la vita
Non è scontato come potrebbe sembrare, la sofferenza a cui l’uomo è sottoposto per conseguire un radicale cambiamento ha un’intensità difficile da spiegare, un peso che è soggettivo e che si può ben definire come un fuoco interiore che brucia lentamente, un dolore che scardina le convinzioni ancestrali lasciando un vuoto che viene colmato lentamente, un cambiamento percettivo che ha chiaramente anche risvolti reali a livello fisico, emotivo e psicologico ma ciò che più si noteranno saranno le implicazioni nella vita di ogni giorno, le interazioni personali da cui si ha la conferma della propria trasmutazione, anche i propri cari faranno fatica a riconoscere il “cristo”(gesù risorto) che hanno davanti.

La paura più temuta è un procedimento pervasivo che brucia dove passa e rende irriconoscibili a sè e agli altri. Non ci sono cure, non ci sono palliativi, è una trasformazione da affrontare in solitaria che però rende consapevoli, liberi, Vivi.
Si entra così dopo un percorso periglioso in uno stato elevato di se stessi, non rinnegando il passato e puntando ad un futuro di meraviglia, non si teme più la sofferenza che si frappone tra l’uomo e la sua meta e si inizia a camminare come un nuovo “essere” capace di trasmutare il buio in luce, la sofferenza in crescita-esperienza.
In questo percorso senza mappa alcuna non ci sono maestri che mostrano la via, si cammina da soli dinanzi alle proprie paure ed avversità e per strada si incontrano altri che stanno facendo lo stesso sacrificio per elevarsi al proprio vero sé. 

Quest’epoca di insensata sofferenza farà riaffiorare ciò che in noi è sepolto da troppo tempo, paure/capacità nascoste che con il fuoco/sofferenza della trasmutazione interiore ci indicheranno la Via nella prigione percettiva che chiamiamo realtà.
Marcello Salas

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venerdì 24 gennaio 2020

La via d'uscita

La via d'uscita

di Penelope London
La via d'uscita esiste ed è una sola. È questa la verità che nessuno vuole sentire, perché è una verità scomoda. Siamo in un momento di crisi e molti soffrono per problemi pratici effettivi: per mancanza di lavoro, di liquidità, per diminuite possibilità di vita.
Altri soffrono per paura di ciò che hanno davanti, perché temono di perdere ciò che hanno e cercano soluzioni pratiche per salvare il salvabile.
 

La verità è che la società, per come la conosciamo e per come esiste ora, l'abbiamo costruita noi. 
Noi siamo i responsabili per i governi che ci rappresentano, votati o no, perché gli permettiamo di esistere e perché abbiamo permesso a tutto questo di crescere, di mettere radici e di proliferare.

La società non è mai stata giusta.

La crescita delle società si è basata per secoli sullo sfruttamento delle persone più deboli. Le civiltà sono diventate grandi sempre grazie al sacrificio di molti esseri umani. La corruzione fa parte della storia dell'uomo, così come le menzogne.
Ma adesso che l'ingiustizia tocca a noi piangiamo. A nessuno piace considerare che siamo stati anche noi, Italia, italiani, ad essere complici di questo sistema ...

Volendo anche solo considerare gli ultimi 50 anni, siamo stati noi (per esempio) a creare il “must del brand” di tutto ciò che è italiano: vuoi un bel vestito e ben fatto? Allora lo paghi e anche moltissimo, perché un italiano di talento ma molto furbo l’ha firmato… Vuoi un mobile, un’auto, un paio di scarpe italiane? Allora devi pagare in modo sproporzionato, spropositato, quello che dovrebbe essere di per se stesso bello e ben fatto per il semplice motivo che creare qualcosa di bello è giusto, è meraviglioso; perché è già un dono avere la possibilità di creare.

Noi abbiamo sfruttato questo sistema, abbiamo venduto a prezzi altissimi a tutto il mondo “l’italianità”. Non ci è bastato avere successo, guadagnare, creare benessere, siamo anche andati a produrre i nostri prodotti all’estero, dove la manodopera costava di meno e dove pochi di noi hanno potuto guadagnare di più, sempre a scapito di qualcun altro.
Perché non ci è bastato avere successo, non ci è bastato avere benessere; bisognava avere di più, sempre di più.

Non ci è bastato riprenderci dalla seconda guerra mondiale, costruire un “made in Italy”, comprarci casa, due case, tre case… Abbiamo dovuto affittarle a prezzi spropositati a chi non poteva permetterselo; abbiamo dovuto sfruttare i turisti che venivano a trovarci. 
Anche oggi, in questo momento di crisi profonda dove ci sono professionisti che hanno perso tutto, che sono costretti ad andare a mangiare nelle mense pubbliche, esiste ancora un mercato dello sfruttamento dei beni primari (la casa è proprio uno di questi) con costi impossibili da sostenere, perché vogliamo ancora guadagnare sulle difficoltà degli altri… sfruttare la situazione di chi non è stato fortunato.

Ma di che cosa stiamo parlando? Di quale cambiamento auspicabile stiamo parlando? Fino a quando non cambieranno gli esseri umani non cambierà nulla. 
In Grecia, stanno morendo di fame e di stenti e noi siamo preoccupati di salvare i nostri risparmi. Con quale diritto pensiamo di dover salvare le nostre cose pratiche, materiali.
Magari andiamo in chiesa, ma non abbiamo un occhio di riguardo, una parola, un gesto per i nostri vicini di casa che sono stati ingannati, sfruttati, traditi ed ora soffrono ingiustamente perché vittime di un sistema che vuole impoverire, stritolare e renderci schiavi, e non capiamo nemmeno che i prossimi potremmo essere proprio noi. Comunque, il primo vero interesse di tutti resta salvare ciò che si ha: il proprio “piccolo orto”.

Se continuiamo così, non ci sarà nessun cambiamento… è questa la verità, perché siamo noi i primi a dover cambiare.
Volete uscire dal sistema? Allora usciteci! Lasciate il lavoro, la scuola, il sistema. Uscite fuori dai giochi.
Lo impariamo da bambini ma poi lo dimentichiamo: l’unico modo di uscire fuori dai giochi, è sempre stato smettere di giocare.
Fonte: www.astronavepegasus.it
Tramite: www.fisicaquantistica.it

L'inganno divino umano

Annotazioni sull'inganno divino umano

Al di la di ogni cosiddetta ragionevole fondatezza, ciò che palesano alcuni incontrovertibili risultati ostentati, imposti, dalla rigorosa logica innovativa, è solo la spietata e desolante aridità di una laboriosa ma aberrante preordinazione.
Non è nemmeno un problema d'intelligenza, quanto invece di sensibilità o, più opportunamente si dovrebbe dire, di coscienza
L’intelligenza applicata senza coscienza dimostra di distruggere il supporto della propria manifestazione (la contaminante dimensione industriale paleserebbe appieno tale assunto, ma l’uomo minore non sembra persuadersi di ciò)

L’uomo è propriamente Uomo Maggiore, ovvero un essere risolutamente intenzionato a trasmutare l’humus in cui è desolatamente e mortalmente impastato, poiché perviene alla propria rammemorazione: a quando fu ancestralmente incubato nel ventre di un caldo fervore, sognato splendente da antichissime Madri voraci e veggenti, che furono davvero tetragone nell'allevare la loro prole di schiatta semidivina.
Una genia voluta da entità elusive e cosiddette divine e che da tempo immemore tengono l'uomo sotto un formidabile scacco astrale

Gli dei amano i travestimenti, le mimetizzazioni, i trasformismi, cambiando continuamente sembianze, maschere e nomi, volendo attingere senza posa al nostro prezioso quid animico-energetico. 

Loro, provenienti da dimensioni morenti, s'insinuarono fin dentro le più recondite aspirazioni, sovrapponendosi assai subdolamente ai nostri più alti ideali di salvezza, ricattandoci fin dentro le ragioni degli affetti più profondi.
Platone nel Crizia ci mise sull’avviso rammentando che l’uomo è il bestiame degli dei (così anch' essi allevarono noi uomini che eravamo per loro possesso e gregge…Così appunto gli dèi conducevano e dirigevano la stirpe umana: 
secondo il loro disegno, con la forza della persuasione ne tenevano l'animo quasi ne reggessero il timone.) 
Peraltro, lui sembra fosse favorevole alla nostra remissione incondizionata verso questi astutissimi vampiri eterici.

Alla malora qualsiasi credo o istituzione che sostiene una tale perversione, propriamente arcontica.
Dovremmo essere persuasi che la totalità del cosmo è una formidabile prigione percettiva
La tanto decantata armonia delle sfere, testimonierebbe null’altro se non il prodigio sincronico di stupefacenti serrature astrali concentriche, che sigillano inesorabilmente il nostro profondo esilio spirituale

Aveva ragione Eraclito nel diffidare della dottrina promulgata da Pitagora e a diffidare delle stesse cerimonie misteriche

Nè con dio nè con gli dei e i loro emissari
Non possiamo non essere contro dio e gli dei
Proprio perché matematico, il demiurgo è nemico dello spirito

L’uomo odierno, che appartiene al Ciclo maggiormente degradato e oscuro, dovrà necessariamente dare prova di una determinazione sovrana.
Evocare in sé lo splendore sopralucente e farlo contrariamente ad ogni ambizione di realizzazione meramente terrena, sebbene è questa stessa materia che ne darà il fondamento cangiante
Unicamente al singolo spetta la prova di condurre una irreprensibile disciplina trascendente
L'uomo ha testimoniato la Vir attraverso rinnovate vicissitudini e continue oscillazioni interiori, spingendo l'intuizione oltre qualsiasi abilità edificatoria, innalzandola oltre il sovvertimento dei sensi e dei pensieri, pervenendo al torcimento inaudito dei sentimenti.
L’uomo, del quale si potrebbe dire essere quasi auto divorantesi e autorigenerantesi, ha ideato la Polis che è essenziale nucleo di Poesia, alimentando con essa l’idea Civiltà, realizzando, nonostante tutte le possibili interferenze, la sua eminente inquietudine ispirativa, come emergente dagli abissi delle sue contraddizioni esistenziali e, per questo, potersi riconoscere come creatura tragica e, dunque, ideando il proprio tormento non volendo rassegnarsi a confidare nel solo "dato di fatto", il quale, di fatto, proprio per il fatto di reiterare una inesorabile sequenza di uniformi ripetitività, (ciò oggi sarebbe anche pienamente acclarato) costituisce il binario morto di ogni divenire

martedì 3 dicembre 2019

LaScienzah è unanime nell'esprimersi a favore dei vaccini... Ma anche no.

LaScienzah è unanime nell'esprimersi a favore dei vaccini

Per la serie: le balle che ci ripetono a pappagallo:
"la scienza è unanime nell'esprimersi a favore dei vaccini."

Questa frase la abbiamo letta e sentita ripetere una infinità di volte proprio. Bene, analizziamola con metodo scientifico:

a) cosa sarebbe "la scienza"?
C'è un qualche portavoce ufficiale per essa? Come è stato selezionato, da chi, con che criteri? Chi lo ha stabilito? Chi ha stabilito quei criteri? Vengono rispettati? Chi lo garantisce?

b) cosa si intende con "unanime"?
C'è stata una votazione, un conteggio di pareri, un sondaggio? Chi lo ha fatto, dove è pubblicato, con che criteri è stato realizzato? Si tratta di unanimità o invece di una qualche forma di maggioranza? Nel caso, assoluta, semplice, qualificata? Su che base è stata calcolata, da chi? Chi ha controllato questi dati e questi conteggi?

c) cosa significa "nell'esprimersi"?
Come è avvenuta questa espressione? Di nuovo, è stato fatto un sondaggio? Un questionario? A chi? Da chi? Con che metodi e con che criteri? Chi lo ha certificato?

d) cosa significa "a favore"?
Che (non si sa bene chi) ha detto (a non si sa bene chi e non si sa bene in che modo) che “gli piacciono i vaccini”? O ha detto che sono sicuri i vaccini? O ha detto che hanno un rapporto rischio beneficio che li rende utili? O ha detto che senza di essi ci estingueremmo? O ha detto che coi vaccini – specie quelli polivalenti, si guadagna benissimo? Perché "essere a favore" significa niente e tutto.

e) cosa significa "dei vaccini"?
Ci sono centinaia di diversi vaccini, per centinaia di diversi ceppi di centinaia di diverse malattie. Questo misterioso soggetto che definiscono "la scienza" avrebbe affermato, non si sa bene come o a chi, di essere genericamente "a favore," di *tutti* i vaccini? O di alcuni si e altri meno? Quali di preciso? Quali meno, di preciso? Qualcuno magari anche proprio no?

Il tutto senza fare alcun cenno a condizioni di salute del paziente (è forse identico vaccinare un soggetto denutrito o un soggetto in ottima salute?) all'età (è forse identico vaccinare un bimbo e un anziano?) alle condizioni particolari (è forse identico vaccinare una donna incinta o un ragazzino epilettico?) a contesto (è forse identico vaccinare un soggetto che beve acqua non potabile senza accesso a servizi medici nel Gambia o un soggetto con pieno accesso ai servizi sanitari in Italia?) a modalità (è forse identico vaccinare con ventitré agenti nel lasso di un mese e mezzo di tempo o vaccinare per due malattie ciascuna con un monovalente nell'arco di tre anni?) o di età (è forse identico vaccinare un bimbo di due mesi, un adulto di 35 anni o un anziano di 87?)

Seriamente: anche senza voler in alcun modo mettere in dubbio l’onestà intellettuale o la buona fede, il problema è proprio diffondere questo genere di enunciati che, francamente, hanno ben poco di scientifico.

Se si vuole seriamente avviare un dialogo costruttivo su questo tema, asserzioni come "senza i vaccini tornerebbero le malattie" o "salvano milioni di vite anche in Europa / Italia" o "la scienza è unanime a favore dei vaccini" vanno semplicemente cancellate dal frasario, perché non hanno fondamento alcuno.

Ovviamente, se invece si vuole soltanto mormorare il moderno rosario di questo nuovo, triste credo religioso, ecco che diventa comprensibile ripetere ancora e ancora frasi prive di qualsiasi validità scientifica.

Come ogni culto, anche quello de LaScienzah ha le sue preghiere dei fedeli.


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