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giovedì 7 aprile 2016

Cos’è il sistema endocannabinoide

Cos’è il sistema endocannabinoide

Il sistema endogeno di cannabinoidi, il cui nome deriva dalla pianta che ne ha portato alla scoperta, è forse il sistema fisiologico più importante per l’uomo nello stabilire e regolare il suo benessere e la sua salute.
 

I recettori per gli endocannabinoidi, ovvero per le molecole chimiche che vengono prodotte dal nostro corpo con una forma simile a quella contenute nella Cannabis, si trovano distribuiti in tutto il nostro corpo: si pensi che il CB1 è uno dei recettori più presenti nel SNC e la distribuzione periferica dei recettori cannabinoidi spazia tra cervello, organi, tessuti connettivi, ghiandole e cellule immunitarie ed in ogni tessuto il sistema endocannabinoide ricoprirà mansioni differenti ma l’obiettivo principale sarà sempre lo stesso: l’omeostasi, ossia il mantenimento di un ambiente interno stabile ed in equilibrio nonostante le fluttuazioni presenti nell’ambiente esterno circostante.
 

L’omeostasi viene così promossa dai cannabinoidi ad ogni livello della vita biologica, da quello cellulare, a quello dell’organismo, per arrivare possibilmente a quello comunitario ed oltre.
Per capirci prendiamo l’esempio dell’autofagia, un processo nel quale una cellula sequestra una parte del suo contenuto affinché venga auto-digerito e riciclato, che viene mediato dal sistema endocannabinoide.
Se questo processo serve a mantenere le cellule normali in vita, permettendole di raggiungere un equilibrio tra sintesi, degradazione, e successivo riciclo di prodotti cellulari, ha anche un effetto mortale per le cellule tumorali maligne, portandole a consumarsi autonomamente in un meccanismo di suicidio cellulare programmato o apoptosi.
La morte delle cellule cancerogene così promuove l’omeostasi e la sopravvivenza dell’organismo ad ogni livello.
 

Gli endocannabinoidi sono inoltre importanti neuromodulatori e permettono la comunicazione ed il coordinamento di diversi tipi di cellule tra di loro.
Nel sito di una ferita, ad esempio, moltissimi endocannabinoidi verranno rilasciati poiché questi riducono il rilascio di attivatori e sensibilizzatori dal tessuto leso, stabilizzano le cellule nervose per prevenire un’accensione eccessiva dei messaggi di dolore e calmano le cellule immunitarie circostanti così da prevenire il rilascio di sostanze proinfiammatorie.
Abbiamo quindi a che fare con 3 diversi tipi di meccanismi di azione su 3 diversi tipi di cellule con un singolo obiettivo: minimizzare il dolore ed il danno causato dalla ferita.

 

Cosa sono i recettori cannabinoidi

Urocordati, ascidiacei, i piccoli nematodi e tutte le specie vertebrate condividono tra loro la presenza di un sistema endocannabinoide come parte essenziale per la loro vita e per il loro adattamento ai cambiamenti ambientali.
Attraverso la confrontazione delle genetiche dei recettori cannabinoidi di diverse specie, gli scienziati oggi stimano che il sistema endocannabinoide si sia evoluto per la prima volta negli animali primitivi più di 600 milioni di anni fa.
Mentre può sembrare che la scienza oggi sappia molto in tema di cannabinoidi, la realtà è che i circa 20 mila articoli scientifici in materia hanno solamente iniziato a portare alla luce l’argomento.
Grandi vuoti ancora devono essere colmati, e la complessità delle interazioni tra i vari cannabinoidi, i vari tipi di cellule, di sistemi e di organismi, offrono nuovi spunti e modi di guardare alla fisiologia ed alla salute.
 

I recettori cannabinoidi sono presenti ovunque nel nostro corpo incorporati alle membrane cellulari che attraversano 7 volte con la loro forma a serpentina, e si crede che questi siano più numerosi di ogni altro sistema di recettori.
Quando i recettori cannabinoidi vengono stimolati, per esempio a seguito dell’assunzione di Cannabis, una pluralità di processi fisiologici prende il via.
 

Attualmente, due sono i recettori cannabinoidi individuati: i CB1, presenti prevalentemente nel sistema nervoso (dove sono i più abbondanti recettori accoppiati alle proteine G dell’SNC); ed i CB2, localizzati principalmente nel sistema immunitario e nelle strutture ad esso associate, oltre che una presenza di ambedue tra tessuti, gonadi, ghiande ed organi.
In molti tessuti infatti sono presenti entrambi i recettori CB1 e CB2, ognuno dei quali collegati a diverse funzioni e molti ricercatori, tra i quali Viola Brugnatelli e molti altri che investigano sui nuovi recettori, speculano sulla presenza di un terzo e quarto tipo di recettori cannabinoidi, il GPR55 e l’Abn-CBD.

Ciò che risulta importante per comprendere a fondo l’importanza di questo sistema è che gli endocannabinoidi sono sostanze prodotte in forma naturale dal nostro corpo per stimolare questi recettori, che sono così fondamentali per l’occorrere della vita che al cancellare la sequenza genetica che codifica il recettore cannabinoide, ottenendo pertanto una forma di vita priva di CB1 funzionanti ed un così chiamato “KO di Cannabinoide”, si previene lo sviluppo embrionale e la sopravvivenza dello stesso alla nascita.

 

Cosa sono i cannabinoidi

Le due molecole di endocannabinoidi meglio studiate e comprese attualmente sono l’Anandamide (dal Sanscrito, beatitudine, felicità) e il 2-AG (2-arachidonilglicerolo).
Questi vengono sintetizzati su richiesta da parte di derivati dell’acido arachidonico sulla membrana cellulare ed hanno un effetto locale ed una breve vita prima di essere degradati dall’enzima idrolasi delle ammidi degli acidi grassi (FAAH) e dalla monoacilglicerolo lipasi (MAGL).
Dato che chimicamente gli endocannabinoidi sono eicosanoidi (acidi grassi ossidati), durante il simposio dell’International Cannabinoid Research Society del 2014 è stato proposto il cambio della nomenclatura da “endocannabinoidi” a “eicosanoidi” con l’obbiettivo di prevenire lo stigma nei confronti di terapie che hanno come target il sistema cannabinoide, ma che chiaramente si allontanano dalla componente ricreativa della Cannabis.
 

I fitocannabinoidi sono sostanze prodotte dalle piante capaci di stimolare i recettori cannabinoidi.
La maggior parte dei fitocannabinoidi sono stati isolati a partire dalla Cannabis Sativa, ma anche in altre piante officinali, come l’Echinacea Purpurea, sono stati individuati cannabinoidi non psicoattivi.
Il Delta-9-tetraidrocannabinolo, o semplicemente THC, è sicuramente il più psicoattivo e famoso di questi elementi, ma altri cannabinoidi come il cannabidiolo (CBD), il cannabinolo (CBN) ed altri cannabinoidi acidi, stanno oggi attirando l’attenzione dei ricercatori e dei pazienti per le loro plurime proprietà curative.
 

Di particolare interesse risulta il fatto che anche la pianta di Cannabis stessa utilizza i cannabinoidi per favorire il suo benessere e per la prevenzione di malattie.
 

I cannabinoidi infatti hanno proprietà antiossidanti che svolgono un’azione protettiva nei confronti delle foglie e delle infiorescenze della pianta dalle radiazioni ultraviolette: i cannabinoidi, neutralizzando i pericoli dei radicali liberi generati dai raggi UV, proteggono le cellule.
 

Negli esseri umani i radicali liberi causano invecchiamento, cancro, ostacolano e sbilanciano i processi di guarigione e possono portare ad una vasta gamma di patologie, da quelle neurodegenerative a quelle autoimmuni e gli antiossidanti presenti nelle piante sono stati a lungo promossi come supplementi naturali per la prevenzione dei danni da radicali liberi.
Viola Brugnatelli

domenica 13 dicembre 2015

Tutto quello che pensate delle tossicodipendenze è FALSO”

Tutto quello che pensate delle tossicodipendenze è FALSO”

Nel capitolo del libro INGANNATI che parla della Marijuana ho indicati numerosi motivi per cui questa pianta, vero dono di Dio all’umanità, dovrebbe essere reintrodotta e riabilitata per i numerosi usi che se ne possono fare: a livello terapeuticoalimentare ed anche industriale.
E se esiste una piccola percentuale di consumatori che ne fa un uso “ricreativo” (cioè, se la fuma, tanto per essere più chiari), inutile la proibizione: sia perchè non risultano essere registrati casi di morte a seguito dell’uso della cannabis, ma soprattutto perchè, da un punto di vista puramente economico (valutazione dei pro e dei controil proibizionismo, semplicemente, non funziona. Anzi, direi quasi che è un incentivo: forse non all’uso, sicuramente alla proliferazione di una fiorente attività criminale che trae enormi utili da  un commercio che potrebbe, se nn fosse illegale, essere di gran lunga inferiore.

Sono stato molto contento pertanto di trovare questa testimonianza su Ted.com (“Ideas worth spreading”: “idee che vale la pena di divulgare) che dice la stessa cosa, con intelligenti osservazioni derivate anche da esperimenti scientifici.
Copio e incollo sotto il testo integrale. Buon ascolto.
https://www.ted.com/talks/johann_hari_everything_you_think_you_know_about_addiction_is_wrong?language=it
Tutto quello che pensate di delle tossicodipendenze è FALSO - video su youtube
Translated by Valentina Buda
Reviewed by Carlo Floris

00:11 In uno dei miei primi ricordi cerco di svegliare un parente senza riuscirci. Ero solo un bambino, quindi non capivo perché ma da grande ho capito che in famiglia c’era un problema di tossicodipendenza, inclusa quella successiva da cocaina.

00:24 Ci ho pensato molto ultimamente, anche perché ricorre il centenario da quando abbiamo iniziato a bandire le droghe in America e Inghilterra per poi imporre quel divieto al resto del mondo. È il centenario di quando abbiamo preso questa decisione fatale di prendere i drogati, punirli e farli soffrire, perché credevamo che questo li avrebbe incentivati a smettere.

00:47 Qualche anno fa guardavo alcuni drogati che amo e sono nella mia vita, e cercavo di capire se c’era un modo per aiutarli. Ho realizzato che c’erano moltissime domande fondamentali a cui non sapevo rispondere, tipo: qual è la causa della dipendenza? Perché continuiamo con questo approccio che sembra non funzionare? Potremmo provare qualcosa di meglio?

01:09 Ho letto un sacco sull’argomento senza trovare le risposte che cercavo, quindi ho pensato: “Ok, incontrerò persone di tutto il mondo che ci sono passate e che hanno studiato l’argomento, per parlarci, e vedere se possono insegnarmi qualcosa. All’inizio non pensavo che avrei fatto più di 50.000 km ma alla fine ho incontrato un sacco di gente diversa: da uno spacciatore di crack transgender di Brownsville, Brooklyn a uno scienziato che ha passato molto tempo a dare allucinogeni alle manguste per vedere apprezzavano — pare che apprezzino, in circostanze molto specifiche — fino all’unica nazione che ha decriminalizzato tutte le droghe dalla cannabis al crack: il Portogallo. Quello che ho realizzato e che mi ha sconvolto è che quasi tutto ciò che pensiamo di sapere sulla dipendenza è sbagliato, e se iniziamo ad accettare la realtà della dipendenza penso che dovremo cambiare molto più delle leggi sulle droghe.

01:57 Ma iniziamo da quello che pensiamo di sapere, che io pensavo di sapere. Pensiamo a questa fila centrale. Immaginate di assumere eroina per 20 giorni, 3 volte al giorno. Alcuni sembrano più entusiasti di altri all’idea. (Risate) Tranquilli, è solo un esperimento mentale. Immaginate di farlo, ok? Cosa succederebbe?Ci hanno raccontato per un secolo una storia su quello che succederebbe. Poiché nell’eroina ci sono delle sostanze chimiche che creano dipendenza, pensiamo che, prendendola per un po’, il nostro corpo ne diventerà dipendente, ne avrà fisicamente bisogno e alla fine di quei 20 giorni sarete tutti eroinodipendenti, giusto? Questo è quello che pensavo.

02:33 Ho cominciato a dubitare di questa storia quando me l’hanno spiegata. Se alla fine di questo intervento venissi investito e mi rompessi un’anca, sarei portato in ospedale, dove mi darebbero un sacco di diamorfina. La diamorfina è eroina. Eroina migliore di quella che si compra per strada, perché la roba che vende uno spacciatore è contaminata. In realtà di eroina ce n’è molto poca, mentre quella roba del medico è pura. Supponiamo di assumerla per un periodo abbastanza lungo. C’è un sacco di gente qui, forse non lo sapete, ma avete assunto molta eroina. E succede anche a chiunque ci stia guardando, ovunque nel mondo. E se quello che crediamo è vero — quelle persone sono esposte a sostanze che creano dipendenza — cosa succederebbe? Dovrebbero diventare dei drogati. È stato studiato molto attentamente, e non succede: quando vostra nonna è stata operata all’anca non si è trasformata in una tossica. (Risate)

03:24 Quando l’ho scoperto mi è sembrato stranissimo, l’opposto di tutto quello che mi dicevano, che credevo di sapere, non ci credevo, finché non incontrai Bruce Alexander, un professore di psicologia di Vancouverche ha fatto un esperimento incredibile e credo possa davvero aiutarci a capire la questione. Il professor Alexander mi ha spiegato che l’idea, la storia che abbiamo in testa sulla dipendenza deriva in parte da una serie di esperimenti fatti all’inizio del XX secolo. Sono esperimenti semplici, potete farli a casa stasera se vi sentite un po’ sadici. Prendete un ratto, lo mettete in gabbia e gli date due bottiglie d’acqua. Una è solo acqua, l’altra è acqua addizionata con eroina o cocaina. Il ratto preferirà quasi sempre l’acqua drogata e quasi sempre si ucciderà piuttosto rapidamente. Ecco, questo è come pensiamo che funzioni. Negli anni ’70 il prof. Alexander guardò questi esperimenti e notò qualcosa. E disse:Ah, noi mettiamo il ratto in una gabbia vuota, non ha niente da fare a parte drogarsi. Proviamo qualcosa di diverso”. Quindi costruì una gabbia che chiamò “Rat Park” e che è sostanzialmente il paradiso dei ratti. Un sacco di formaggio, palline colorate, tantissimi tunnel. Cosa fondamentale, avevano tanti amici. Potevano fare sesso a volontà. E avevano anche le due bottiglie di acqua normale e acqua drogata. Ecco la cosa affascinante: nel Rat Park, ai ratti non piace l’acqua drogata. Non la usano quasi mai. Nessuno di loro la usa compulsivamente. Nessuno di loro va in overdose. Si va da un 100% di overdose quando sono isolati a uno 0% quando vivono delle vite felici e connesse.

04:58 Quando vide tutto questo il prof. Alexander pensò: “Forse questo vale per i ratti, che sono abbastanza diversi da noi”. — Forse non tanto diversi quanto vorremmo ma insomma… — Fortunatamente c’era anche un esperimento umano, con lo stesso identico principio nello stesso identico momento. Si chiamava Guerra del Vietnam. In Vietnam il 20% delle truppe americane usavano un sacco di eroina, e se guardate le notizie dell’epoca, negli USA erano preoccupati perché pensavano: “Mio Dio, avremo centinaia di migliaia di tossici per le strade degli Stati Uniti quando la guerra finirà”. Aveva senso. Questi soldati, che facevano uso di eroina, vennero seguiti a casa. Gli Archivi di Psichiatria Generale fecero uno studio dettagliato e cosa successe a questi soldati? Non andarono in riabilitazione né in astinenza. Il 95% di loro aveva semplicemente smesso. Se si crede alla storia delle sostanze che creano dipendenza questo non ha assolutamente senso ma il prof. Alexander pensò che poteva esserci una storia diversa sulla dipendenza. E se la dipendenza non fosse determinata da quelle sostanze? Se dipendesse dalle nostre gabbie? E se la dipendenza fosse un adattamento all’ambiente che ci circonda? Nei Paesi Bassi

lunedì 19 ottobre 2015

Biografia della canapa dal 8000 a.C.

Biografia della canapa dal 8000 a.C.

Autore: Markab
8000 a.C.
Ritrovamento di tessuti in fibra di canapa in Mesopotamia (Catal Huyuk) e in Cina.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
4000 a.C.
Ritrovamento di manoscritti su carta di canapa in Egitto, Persia e Cina.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
2700 a.C.
Cina. Ritrovamento di un manoscritto che elenca istruzioni per la coltivazione della cannabis da usare poi come medicamento e vestiario. (Imperatore Shen Nung)
(morti o perseguitati per cannabis 0)
Fra il 2000 e il 1400 a.C.
Centro Asia. Ritrovamento di un testo sanscrito-vedico che descrive la canapa e la chiama “ananda” dal sanscrito che da gioia, che da risa.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
500 a.C.
Mesopotamia. Ritrovamento di bracieri contenenti ancora residui di cannabis in tombe Scite.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
300. a.C.
Plinio il vecchio ci segnala il ruolo importante della cannabis nella vita spirituale dell’antico Iran .
(morti o perseguitati per cannabis 0)
400 d.C.
La canapa viene ampiamente descritta come un ottimo medicamento nell’ “Erbario” di Apuleo Platonico, testo famosissimo e copiato durante tutto il Medio Evo.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
400 d.C.
Italia. Papa Giovanni XXI , al secolo Pietro Ispano, nel suo trattato di medicina pratica “Il tesoro dei poveri”, trascrive i benefici prodotti dalla cannabis nella cura degli attacchi di emicrania ed epilessia.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1100 d.C.
Medio Oriente. Molti sono gli scritti che narrano riti religiosi o soltanto ricreativi legati all’assunzione di estratto di infiorescenze di cannabis (hashish)
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1320 d.C.
Etiopia. Ritrovati reperti che documentano le prime pipe ad acqua con tracce di cannabis che venivano usate in Etiopia.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1300-1400 d.C
La canapa è diffusa in tutta Europa (Italia compresa) come medicina naturale e come fibra tessile.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1563 d.C.
Spagna. Il medico portoghese Garcia Da Orta pubblica un ampio resoconto dei suoi viaggi in Oriente,” Colloquies on the simples and drugs in India”, dove vengono descritti per la prima volta gli effetti della cannabis sugli abitanti del subcontinente indiano. Tale testo rimarra’ unico nel suo genere fino alla seconda meta’ del 1800
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1765 d.C.
U.S.A. Dal diario di George Washington, primo presidente degli Stati Uniti: “Seminato hemp” (“erba” in inglese). E ancora al 7 maggio: “Iniziato a separare i maschi dalle femmine, ma forse e’ troppo tardi.”
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1839 d.C.
India. W.B. O’ Shaugnessy, chirurgo e professore al Medical College di Calcutta, sperimenta con successo la tintura di cannabis su pazienti sofferenti di reumatismi, epilessia, tetano e idrofobia. Scrive un trattato sulla cannabis come analgesico e anticonvulsivante che viene ripreso con interesse in Europa qualche anno dopo
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1845- 1855 d. C.
Italia. In Lombardia e precisamente a Brera, partono le prime sperimentazioni della cannabis come medicamento su pazienti. I test vengono effettuati da vari medici supervisionati dal dottor Giovani Polli. I medici sperimentano la sostanza ad alti dosaggi prima su se stessi, poi appurata la non tossicità del farmaco, sui pazienti. Così nella farmacia del dottor Carlo Erba a Brera, si vendono medicamenti a base di cannabis e molti sono i pazienti a beneficiarne. I test e le esperienze verranno poi raccolte un secolo e mezzo dopo nel libro “L’erba di Carlo Erba”.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1850-1937 d.C.
U.S.A. Molte case farmaceutiche producono “Cannabis Indica”, nome generico dato all’epoca per indicare gli estratti di “marijuana”. Uno di essi, che veniva usato comunemente, era l’” Estratto Tilden”, che veniva utilizzato per trattare l’insonnia e il dolore.
Potevano essere acquistati in farmacia finché, nel 1937, non fu approvata la “Marijuana Tax Act”.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1850 d.C.
Francia. Un gruppo d’artisti si ritrova per sperimentare l’hashish (derivato della canapa). (morti o perseguitati per cannabis 0)
1850 d.C.
U.S.A. Pittsburg, negli Stati Uniti, si erge la prima raffineria petrolifera al mondo. La canapa diventerà a breve il maggior nemico del petrolio.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1856 d.C
Inghilterra. Viene introdotta la siringa ipodermica che accelera l’uso degli oppiacei come antidolorifico, perché queste sostanze sono solubili in acqua per cui facilmente iniettabili a differenza della cannabis che è solubile nei grassi.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1870 d.C.
U.S.A. La Farmacopea americana, un elenco dei farmaci ad uso dei medici compilato a partire dal 1820, include per la prima volta la cannabis nel 1870.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1884 d.C.
India. Viene pubblicata la prima grande ricerca sulla canapa, commissionata dagli inglesi.Il rapporto di 3.281 pagine, che resterà nella storia come “l’opera più classica sulla canapa”, verrà in seguito insabbiato più volte e quasi estinto fino al 1969. Nel 2000 in tutto il mondo si potevano reperire solo 6 di copie di questo rapporto.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1887 d.C.
Italia il Professor Raffele Valieri, primario dell’Ospedale degli Incurabili a Napoli, oltre ad usarla sui pazienti ed a consigliarla, pubblica anche un curioso e dettagliato libretto dal titolo “Sulla canapa nostrana” e suoi preparati in sostituzione della cannabis indica, pieno di osservazioni e consigli molto validi anche oggi.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
Fine ’800 inizi ’900 d.C.
U.S.A. Per sei centesimi di dollaro si possono comprare delle caramelle all’ hashish. “Hasheesh Candy”. Messe in commercio dalla Tilden’s C Indica Extract, vengono descritte come “stimolanti, piacevoli e non dannose”.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1892 d.C.
U.S.A. Nasce ad Altoona, Pennsylvania, USA, il piccolo Harry J. Anslinger. Ottavo e penultimo figlio di un barbiere immigrato dalla Svizzera, che aveva tardivamente trovato un impiego nelle ferrovie, il pargolo crescendo, si sarebbe trasformato in un potentissimo burocrate destinato a lasciare un bel segno nella storia poliziesca, non solo americana, del Novecento e avrebbe attivamente contribuito a rovinare la vita di milioni di esseri umani sparsi in tutto il mondo.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
Inizi ’900 d.C.
La Cannabis fumata approda nelle isole caraibiche, portata dai lavoratori indiani. con il nome di Ganjia.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
Inizi ’900 d.C.
U.S.A. A New York nascono gli “hashish-parlors”, salotti eleganti, con divani, tappeti orientali, arazzi, stoffe e luci soffuse.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
Inizi ’900 d.C.
Inizi ’900 Italia. L’Italia è il maggior esportatore europeo di canapa da fibra
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1917 d.C.
U.S.A. La Compagnia Du Pont, della omonima famiglia, grazie a finanziamenti della Mellon Bank entra a far parte delle primissime industrie petrolchimiche. La Du Pont per chi non la conoscesse, è la beneficiaria della maggior parte dei brevetti sulle materie plastiche: nylon, rayon, cellophan, vernici, ecc…
Il nylon prenderà a breve il posto della canapa da fibra.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1920 d.C.
U.S.A. La canapa fumata approda negli stati del sud del nord america, un po’ portata dai caraibici, un po’ dai messicani e da questo momento la si comincia a chiamare in modo dispregiativo “marijuana”. La fumano abitualmente i musicisti di jazz di New Orleans e i braccianti messicani del Texas e della California. La comprano in farmacia per il mal di testa, l’insonnia o chissà cos’altro migliaia di rispettabili cittadini dal New England alla Florida, dalla Georgia all’Oregon. Del resto, salvo qualche restrizione locale per l’uso dell’oppio da fumo, la stessa cosa vale per l’oppio, la morfina e la cocaina, tutte in libera vendita non solo nelle farmacie, ma anche nelle drogherie o per posta.
(morti o perseguitati per cannabis 0)
1930 d.C.
U.S.A. Anslinger assume l’incarico di Commissario del neonato Federal Bureau of Narcotics, con pieni poteri per la lotta alla ‘droga’.
(cominciano le persecuzioni verso i consumatori di cannabis)

domenica 2 agosto 2015

Olio di canapa: LA CURA PROIBITA

LA CURA PROIBITA – Rick Simpon e l’olio di canapa contro le cellule cancerose

 

VOGLIO CHE LA GENTE IMPARI A CURARSI DA SOLA
E’ questa l’idea portata avanti da Rick Simpson abitante di una piccola cittadina vicino a Nova Scotia in Canada. L’interessante storia di questo personaggio comincia nel 1975 quando in un programma alla radio scopre che il Thc ha un forte potenziale nell’uccidere le cellule cancerogene. La cosa interessa particolarmente Rick, il quale un paio di anni prima, aveva perso il fratello venticinquenne proprio per un cancro incurabile. In seguito non sentendo più notizie a riguardo egli accantona l’idea pensando si trattasse solamente di una trovata che non aveva risvolti concreti nella realtà. 

Qualche anno dopo (nel 2002) Simpson è vittima di un incidente sul lavoro che gli provoca problemi e dolori alla testa che comincia a curare con medicinali i quali, non solo non alleviano la sofferenza, ma hanno anche innumerevoli effetti collaterali. Ricordandosi della trasmissione sentita alla radio, fa qualche ricerca e decide di comprare un po’ di marijuana e, anche solo fumandola, si rende conto che i benefici sono maggiori rispetto a quelli delle medicine.

Simpson decide di abbandonare i farmaci e curarsi soltanto con la cannabis. Per evitare i problemi che il fumare può causare alle vie respiratorie, decide di estrarre l’olio dai fiori e di assumerlo oralmente. Qualche mese dopo, guariti i dolori alla testa, gli vengono diagnosticati tre melanomi cancerosi in tre diverse parti del corpo. Il primo, vicino all’occhio, gli viene rimosso chirurgicamente. Dopo una settimana, preso l’appuntamento per rimuovere gli altri, quello vicino all’occhio torna più grande di prima. È allora che Rick sperimenta su se stesso l’olio applicandolo direttamente sulla pelle tramite cerotti. Poco dopo i tumori erano spariti e, eseguiti gli esami di accertamento si è avuta la conferma che Rick fosse fuori pericolo.

SIMPSON COMINCIA LA SUA CROCIATA

per coinvolgere le aziende farmaceutiche e le autorità ma le poche risposte che riceve sono sfuggevoli. Inoltre, la Royal Canadian Legion chiude il centro di ricerca e la produzione dell’Olio di canapa perché secondo le autorità Simpson stava sfruttando gli edifici, il nome, la legione come piattaforma per promuovere l’utilizzo dell’olio di canapa e quindi la droga. La cannabis è una pianta e come tale non riceve permessi dalle comunità farmaceutiche e per quest’ultime niente permessi significa niente profitti.

Gli oli prodotti dalla canapa sono le sostanze più medicamentose esistenti in natura e, fino a circa 90 anni fa, all’inizio del Novecento anche le case farmaceutiche producevano medicine con questa pianta.


Ora tutto è cambiato, la cannabis rientra nella categoria delle droghe e gli innumerevoli utilizzi della canapa sono stati dimenticati. I fiori della cannabis, quando vengono raccolti sono coperti di resina, se processati nel modo giusto, questa resina viene a creare la sostanza medicamentosa dell’olio di canapa. Ciò che sostiene e per cui si batte Simpson è che l’olio, se fosse prodotto in ambienti controllati usando materiale di prima qualità sarebbe sicuramente migliore. I modi d’uso sono la vaporizzazione, l’ingestione (indicata per malattie interne) e l’applicazione topica attraverso cerotti. Le applicazioni invece sono diverse: è indicato per qualsiasi condizione coinvolgente cellule mutanti, emicrania, melanomi della pelle, diabete, infezioni, dolori cronici, tumori interni e per regolare il peso corporeo. Un altro punto sul quale insiste il coraggioso Rick è il potenziale preventivo dell’utilizzo di olio di canapa, il quale, derivando da una pianta non risulta dannoso se assunto nelle giuste quantità e con i dovuti controlli sulla produzione.

LE ACCUSE DI SPECULAZIONE MOSSE
a Rick Simpson (spesso dalle case farmaceutiche stesse) si dimostrano del tutto infondate, anzi, egli ci tiene a sottolineare che fornisce olio gratis dal 2003. Fino ad ora questo pioniere dell’olio di canapa è riuscito a far conoscere questa medicina solo tramite internet, alcune riviste e radio mettendo a disposizione video e spiegazioni di come l’olio viene prodotto. Le testimonianze delle persone curate dall’olio sono diverse ma non abbastanza interessanti per le case farmaceutiche.

La questione che sorge spontanea a questo proposito è il vero motivo del disinteresse delle autorità.
É possibile che esista una cura per il cancro e altre fastidiose malattie e che venga completamente ignorata? Rick Simpson risponde affermando che l’80% del guadagno delle case farmaceutiche deriva dai medicinali venduti per la cura del cancro e di conseguenza l’olio farebbe perdere questo prezioso introito ai colossi della farmacia. Inoltre egli afferma di essersi accorto sempre più dell’egoismo e del menefreghismo della gente incappando spesso in pazienti che nonostante si siano curati con l’olio non hanno interesse nel diffondere la cosa.

A SOSTEGNO DEL PROGETTO PERO’ C’E’ LA FONDAZIONE
Phoenix Tears con sede in Colorado. Questa fondazione ha riunito i migliori leader del settore con decenni di esperienza nella ricerca sui cannabinoidi creando il primo ambiente standardizzato di trattamento ed estrazione. Phoenix Tears ha individuato la necessità di istituire un protocollo garantendo il massimo in termini di sicurezza nella cura dei pazienti. Inoltre, a collaborare con la fondazione troviamo l’organizzazione no-profit “Patient out of time” che racchiude medici e pazienti con l’obiettivo di promuovere all’opinione pubblica e alle istituzioni, l’uso della cannabis nei trattamenti medici. Oltre a fornire articoli e documentazione gratuita sul sito internet, si impegnano per fare in modo che ci siano sempre più organizzazioni che supportano l’accesso dei pazienti alla cannabis. Mettono inoltre a disposizione testimonianze di esperti per le udienze legislative e avvocati specializzati in casi relativi alla cannabis.Attualmente la fondazione Phoenix Tears è in fase di acquisizione di 5 acri di terra da utilizzare per la propria sede, inoltre c’è il progetto della creazione di un centro di guarigione proprio in quest’area. Il materiale a proposito dell’esperienza di Rick Simpson e della Fondazione Phoenix Tears è molto e anche le testimonianze di pazienti che si sono curati con l’olio di canapa.
Rick Simpson invita gli interessati ad informarsi e a diffondere il più possibile questo medicinale nella speranza che un giorno le ricerche diventino sempre di più e che si ritorni a sfruttare una delle più antiche risorse esistenti!
di Giulia Rondoni
Fonte: http://www.enjoint.info/?p=7748
Redatto da Pjmanc http:/ ilfattaccio.org

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venerdì 7 novembre 2014

La Cannabis è il futuro della medicina

Perché la Cannabis è il futuro della medicina

Il futuro della medicina, si basa sul diritto fondamentale che tutti noi abbiamo di usare le cose che, naturalmente, nascono sulla Terra, come agenti di guarigione. Perché la cannabis, usata almeno per 10 mila anni dal genere umano come alleviatore di sofferenze, dev'essere esclusa da quest'inesorabile mandato?

La legislazione riguardante la cannabis, è estremamente complessa, eppure la verità, è estremamente semplice: questa pianta, che cresce liberamente sul pianeta Terra quindi dono fatto all'umanità direttamente dal Creatore, oltre a fornire cibo, carburante, vestiti e riparo, guarisce il corpo umano.
Il corpo umano è, in molti modi, pre-progettato o per così dire, pre-caricato, con dei ricettivi composti attivi di canapa, i cannabinoidi, tramite il suo sistema endocannabinoide. In pratica, la Canapa, sarebbe l'essere umano del mondo vegetale. Quando un essere umano assume della Cannabis, non assume cannabinoidi, ma attiva quelli che ha già in se. Non è fantastico?
Il complesso medico-industriale mondiale, la cosiddetta Big Pharma però, non vuole che si utilizzino questi composti, in quanto, minacciano il suo modello di business e di esistenza. Quindi in che modo Big Pharma corre ai ripari? Demonizzando ed incarcerando chi la produce e chi la usa, facendo del fiorente settore carcerario privato statunitense, quello con il tasso di incarcerazione più alto del mondo. Le statistiche non mentono:
"Superando di gran lunga qualsiasi altra nazione. Per ogni 100.000 americani, 743 cittadini siedono dietro le sbarre. Attualmente, la popolazione carceraria in America si compone di più di sei milioni di persone, un numero superiore alla quantità di prigionieri detenuti nei gulag dell'ex Unione Sovietica, in qualsiasi punto della sua storia."
Secondo un recente editoriale di Al-Jeezera,
"Una spiegazione per il boom della popolazione carceraria, consiste nella condanna obbligatoria inflitta per reati di droga, oltre all'atteggiamento duro con il crimine, che prevale sin dal 1980."
È dal 1972 che la cannabis/marijuana si trova nella Tabella I del Controlled Substances Act della DEA (l'antidroga USA), la categoria riservata ai farmaci che non hanno "attualmente nessun uso medico". Gli oppiacei, gli stimolanti, gli psichedelici e un paio di antidepressivi ora popolano questo elenco di sostanze. Basta il semplice possesso senza prescrizione medica per andare in prigione.
L'idea che la marijuana non ha benefici medicinali è assurda. Da tempo immemorabile viene usata come panacea (toccasana). Infatti, già nel 2727 aC, la cannabis si trovava nel registro della farmacopea cinese come medicina efficace e le prove del suo uso come alimento, tessile e presumibilmente come agente di guarigione, va ancora più indietro nel tempo, precisamente al 12 aC.
Ma tutto ciò, è estremamente pericoloso per quanto riguarda Big Pharma, che tramite la Food and Drug Administration (FDA) e la Federal Trade Commission (FTC) sostiene che: "a prevenire, diagnosticare, trattare o curare una malattia, deve essere un farmaco approvato per legge dalla FDA", vale a dire agenti farmaceutici che spesso hanno 75 o più effetti negativi per ogni effetto terapeutico.
Infatti, il dominante sistema medico-farmacologico, non riconosce nemmeno le capacità di guarigione del corpo, optando per una visione che guarda alla massima sofferenza corporea, come fatalista, principalmente su base genetica e derivante da una disfunzione, nella progettazione meccanica di un 'sacchetto altamente entropico di enzimi e proteine', che è destinata a subire lungo la traiettoria del tempo.
E così, un settore da due trilioni di dollari l'anno, si frappone tra voi e l'accesso alle proprietà curative di questa umile pianta.
Come disse Emerson, "un erbaccia è una pianta le cui virtù sono ancora da scoprire", quindi, da questa definizione, la cannabis non è una pianta infestante, ma dato che è stata ampiamente studiata e utilizzata per migliaia di anni riguardo una vasta gamma di condizioni di salute, dovrebbe essere considerata e rispettata come erba medicinale e alimentare. Purtroppo, visto che la pianta non è brevettabile, si sta ancora lottando per ottenere l'approvazione da parte delle autorità costituite.
Ora, attraverso le ricerche scientifiche pubblicate, guardiamo le oltre 100 comprovate azioni terapeutiche di questa pianta stupefacente:
  • Sclerosi Multipla
  • Sindrome di Tourette
  • Dolore
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Neuropatie Plesso Brachiale
  • Insonnia
  • Spasticità Multipla
  • Disturbi della memoria
  • Disturbi d'Ansia Sociale
  • Sclerosi Laterale Amiotrofica
  • Malattia infiammatoria intestinale
  • Cancro
  • Dipendenza da oppiacei
  • Anoressia
  • Disfunzione della vescica
  • Asma bronchiale
  • Danni indotti dalla chemioterapia
  • Costipazione
  • Dipendenza da Crack
  • Demenza
  • Fibromialgia
  • Glaucoma
  • Dipendenza da eroina
  • Linfoma
  • Nausea
  • Neuropatia
  • Obesità
  • Arto fantasma
  • Lesioni del midollo spinale
  • Endotoxemia
  • Miocardia (attacco cardiaco)
  • Stress Ossidativo
  • Diabete: Cataratta
  • Tremore
  • Aritmie cardiache
  • Stanchezza
  • Insufficienza epatica fulminante
  • Bassa funzione immunitaria
  • Invecchiamento
  • Alcol Tossicità
  • Allodinia
  • Artrite: reumatoide
  • Ascite
  • Aterosclerosi
  • Diabete di tipo 1
  • Colesterolo alto
  • Danni al fegato
  • Sindrome della menopausa
  • Dipendenza da Morfina
  • Disturbi dell'appetito
  • Malattie dell'udito
  • Distonia
  • Infezioni da Epstein-Barr
  • Ginecomasia
  • Epatite
  • Permeabilità intestinale
  • Leucemia
  • Fibrosi epatica
  • Disturbi Emicrania
  • Oncovirus
  • Psoriasi
  • Timoma

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