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domenica 20 maggio 2018

I funzionari coprono i pericoli del vaccino HPV di Gardasil e Cervarix.

Il fattore di necrosi tumorale nel vaccino provoca gravi effetti collaterali


Traduzione a cura di Vivereinmodonaturale.com
Washington, DC-16 gennaio 2016- [ Globe Newswire ] -Dr. Sin Hang Lee, MD, direttore del Milford Molecular Diagnostics Laboratory, ha presentato una denuncia ufficiale e aperta al direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la dottoressa Margaret Chan, riferendosi a una cattiva condotta lecita, a comportamenti illeciti e a quanto ammonta potenzialmente al comportamento criminale per ingannare il pubblico globale per quanto riguarda la sicurezza dei vaccini HPV Gardasil e Cervarix.

Il Dr. Lee ha presentato una lunga lettera che dettaglia le comunicazioni tra i funzionari sanitari statunitensi, canadesi, giapponesi e dell'OMS, che dimostrano che questi funzionari sapevano che i vaccini HPV provocavano una reazione infiammatoria maggiore di altri vaccini, ma rassicuravano il pubblico nelle udienze ufficiali e affermazioni che i vaccini erano sicuri.

In particolare, alcune sostanze chimiche contenute nei vaccini HPV hanno dimostrato di innescare il rilascio di citochine o proteine ​​chiamate fattori di necrosi tumorale (TNF) nel corpo. 
Le citochine del TNF possono causare la morte cellulare. 
Il rilascio di TNF può anche comportare una vasta gamma di reazioni come la regressione del tumore, lo shock settico (grave risposta infiammatoria dell'intero corpo che può causare una pericolosa pressione sanguigna e morte) e la cachessia (una sindrome da deperimento in cui il corpo perde peso , diventa affaticato e atrofia muscolare). 
La somministrazione di TNF ha dimostrato di causare la morte negli esseri umani e negli animali.

"La catena di e-mail mostra ciò che sembra essere una scia di tentativi di nascondere la verità, coprire i pericoli e in generale ingannare il pubblico su ciò che è e non è noto sui vaccini HPV e sui pericoli insiti in loro", riferisce Leslie Manookian , portavoce della Weston A. Price Foundation (WAPF).

I funzionari discutono su come rispondere ai problemi di sicurezza sollevati dalla legittima inchiesta scientifica piuttosto che sui modi per accertare la reale portata dei pericoli scoperti nella ricerca indipendente. "Dichiarazioni ufficiali deliberatamente fuorviano il pubblico su ciò che è noto dei pericoli dei contaminanti scoperti nei vaccini HPV e delle risposte corporee a questi ingredienti. Dichiarazioni ufficiali sembrano essere un tentativo deliberato di confondere il pubblico nel credere che i problemi di sicurezza siano stati affrontati nella letteratura scientifica pubblicata e sottoposta a peer review quando questo non è il caso ", aggiunge Manookian.

"La lettera aperta, che asserisce quali sono i crimini contro l'umanità se sono dimostrati veri, è un campanello d'allarme per i funzionari di tutto il mondo. Un'inchiesta immediata deve iniziare e tutti i vaccini HPV devono essere immediatamente ritirati dal mercato ", afferma Sally Fallon Morell, presidente di WAPF.
Inoltre, The Weston A. Price Foundation richiede che tutti i vaccini debbano essere sottoposti a ulteriore revisione e chiede l'avvio di un'indagine del Congresso su CDC Whistleblower William Thompson. Thompson sostiene che il CDC ha alterato fraudolentemente i dati che collegano il vaccino MMR all'autismo e ha distrutto i documenti per nascondere le loro azioni.
Per leggere la lettera aperta del Dr. Lee nella sua interezza, fare clic qui, Accuse di cattiva condotta scientifica HPV .

Informazioni su The Weston A. Price Foundation

Weston A. Price Foundation è una fondazione di educazione alimentare 501 (c) (3) con la missione di diffondere informazioni accurate e basate sulla scienza su dieta e salute. Prende il nome dal pionere della nutrizione Weston A. Price, DDS, autore di Nutrition and Physical Degeneration, la Fondazione Washington, DC pubblica un giornale trimestrale per i suoi 15.000 membri, supporta 600 capitoli locali in tutto il mondo e ospita una conferenza internazionale annuale. Il numero di telefono della Fondazione è (202) 363-4394, www.westonaprice.org, info@westonaprice.org.
Contatto con i media:
Leslie Manookian 
208-721-2135

Questo articolo è apparso su Wise Traditions in Food, Farming e the Healing Arts, il giornale trimestrale della Weston A. Price Foundation, estate 2016 Articolo tratto dawww.westonaprice.org
Riproduzione consentita purché l'articolo non sia modificato in nessuna parte, indicando Autore e link attivo al sito.

lunedì 26 marzo 2018

IMMUNITÀ DI GREGGE SMENTITA DAI FATTI

IMMUNITÀ DI GREGGE SMENTITA DAI FATTI

Valdo Vaccaro - 25 marzo 2018
Pare che tutte le attenzioni dei media e del paese siano accentrate e focalizzate sui fatti della politica interna e sulla presidenza delle Camere, e magari anche sulla questione dazi americani sull’import dalla Cina. Vengono così passati in secondo piano problemi scottanti ed urgenti che interessano da vicino famiglie, giovani genitori e i loro bambini. Mi riferisco esattamente alle vaccinazioni. L’Italia non è spaccata in due solo tra Cinque Stelle e la Coalizione Forza-Italia-Lega, ma anche tra la corrente pro-vax e quella no-vax e free-vax in tema di vaccinazioni.

 

IL PARERE DI UN BIOLOGO INDIPENDENTE

L’amico Piero Deola mi ha appena inviato un articolo del dr Giuseppe De Matteis, biologo e autore di libri-inchiesta “Verità e bugie della Medicina”, che ripropone la questione rivolgendosi non tanto alla popolazione contraria alle vaccinazioni, specie a quelle obbligatorie, quanto ai genitori che hanno vaccinato i loro bambini o che comunque hanno ceduto alle pressioni della medicina. Vedrò di sintetizzarlo per chi segue il mio blog. De Matteis, per quanto ci risulta, non appartiene alla corrente igienistica e tanto meno a gruppi partitici, ma è un ricercatore scientifico che fa giornalismo d’inchiesta. Un motivo in più per ascoltarlo.

 

DEDICATO AI GENITORI CHE HANNO OBBEDITO ALLA LEGGE VACCINANDO I LORO BAMBINI

Chi si è ribellato conosce questo tema in ogni dettaglio, ed in più ha già il suo bel da fare nel trovare le strategie possibili di compromesso, o nel pagare le contravvenzioni fissate dalle autorità competenti. La stragrande maggioranza dei genitori è però quella che sta dalla parte delle disposizioni mediche ufficiali, ed è soprattutto quella che era titubante e che ha deciso pur malvolentieri di adeguarsi al decreto-legge Lorenzin per non complicarsi troppo la vita, evitando persino di documentarsi al meglio sugli aspetti tecnici delle vaccinazioni, e sulle prospettive che riguardano il prossimo futuro dei loro piccoli.

 

VEDIAMO DI QUALI VACCINI SI TRATTA

La legge prevede dieci vaccini obbligatori, somministrati mediante un esavalente e gli altri quattro tramite un quadrivalente oppure un trivalente più un vaccino singolo. L’esavalente si chiama Hexyon (difterite, haemophilus influenzae B, pertosse, polio, tetano, epatite B), e si tratta di un vaccino sottoposto a monitoraggio addizionale, ossia in fase di sperimentazione, come scritto sullo stesso bugiardino del vaccino, fonte Aifa.
E già qui si inizia bene, quando i bambini come fossero cavie. Non si vorrebbe spaventare o mettere in agitazione nessuno. Già la vita quotidiana comporta stress a ripetizione, ma a nascondere o a sottovalutare certi fatti non facilita la vita a nessuno.

L’IDROSSIDO DI ALLUMINIO DEI VACCINI È AUTENTICO VELENO E VIENE ASSORBITO AL 100 PERCENTO

Sempre dal sito Aifa si apprende che il componente idrossido di alluminio viene usato per incrementare la risposta immunitaria e rendere il vaccino più efficace. Ora si tratta di capire se l’alluminio è una sostanza tranquilla o meno. È risaputo che l’alluminio è un potente veleno per il sistema nervoso. Medici e pediatri ci rassicurano che assorbiamo molto più alluminio con l’alimentazione. Vero. Ma questa affermazione non tiene conto che solo lo 0,5% dell’alluminio ingerito viene assorbito Quello iniettato con un vaccino, invece, viene assorbito al 100% e si accumula in diversi organi, compreso il cervello. L’alluminio è una sostanza velenosa per il sistema nervoso e scatena tutta una serie di malattie autoimmuni, come dimostrato da diversi studi.

 

RISCHIO AUTISTICO E RICORSO A CELLULE RENALI DI SCIMMIA VERDE, CONFERMATO DA BIG PHARMA

Del resto, che i vaccini possano causare autismo ce lo dicono le stesse case farmaceutiche. Basta leggere il bugiardo del Tripedia.
Se lo dicono loro! Alla faccia di tutti quelli, medici, pediatri, onorevoli, giornalisti, genitori, che gridano da anni che non ci sono evidenze scientifiche. Veniamo al bugiardino dell’Hexyon e leggiamo cosa si dice sulle cellule Vero. Malgrado sembri una cosa rassicurante, dovete sapere che le Vero sono cellule di reni di scimmia verde.
Per i non addetti ai lavori, le cellule di scimmia ci fanno venire in mente lo scandalo SV40, un virus trovato in alcuni tumori, proveniente dai reni di scimmia utilizzati nei vaccini antipolio sin dagli anni ’50.
Preoccuparsi? “Io al posto vostro lo sarei e anche molto. Ma i vaccini non erano sicuri?”, si chiede il dr De Matteis.

 

VACCINO TRIVALENTE E VACCINO TETRAVALENTE DA CELLULE DI FETI UMANI ABORTITI

Parliamo qui dei vaccini per morbillo, parotite e rosolia, oppure morbillo, parotite, rosolia e varicella, che rispondono a nomi commerciali tipo Priori Tetra e Proquad. Sempre dal sito Aifa, vediamo cosa contiene Priorix Tetra.
A proposito del ceppo Wistar RA 27/3, viene coltivato su cellule diploidi umane (MRC-5), cellule umane provenienti da feti umani abortiti. In pratica quei virus sono stati coltivati su quel tipo di cellule prelevate molti anni fa da quei feti e, dopo che si sono riprodotti, i virus vengono successivamente inseriti in quel tipo di vaccini.
State per sentirvi male? Vi capisco. Ma la parte più incredibile della faccenda è che non è mai stato eseguito nessuno studio per verificare se questa roba possa danneggiare i bambini vaccinati.

martedì 18 luglio 2017

Nei vaccini c’è una nuova arma biologica che attacca i centri emozionali del cervello!

Non importa cosa vi raccontano sui vaccini, non accettateli, una nuova arma biologica è distribuita tramite i vaccini …

Ci sono state molte segnalazioni circa nanobot in fase di sviluppo che servono ad annientare le persone. Questo report in realtà identifica i nanobot e quello su cui si basano. Una volta che questi nanobot ricevuti tramite un vaccino contaminato, si inseriscono nel DNA delle vostre cellule ordina alle vostre cellule di riprodurre più copie di se stesso ed è così che si replica. E non  torna mai indietro, ordina semplicemente alle  cellule di continuare a produrre fino a quando le cellule stesse muoiono  facendo esattamente questo lavoro. Si è completamente verificato questo, in laboratorio già dal 2007, scorrete verso il basso l’articolo per vedere le immagini se non avete molta voglia di leggere.
Siti web di notizie alternative anti-vaccino contattate al momento RIGHT NOW  vengono epurate totalmente e simultanee della cache di Google entro poche ore e mi permetto di chiedere il perché. A dire il vero, c’è poco da mettere in discussione.
La risposta è apparentemente ovvia. Le élite sono ora in corso per una grande spinta per ottenere il nanobot batteriofagi T4 e altri additivi di vaccino contaminati messi in distribuzione pubblica mondiale tramite iniezioni tutti in una volta. E ho il sospetto che stanno per usare una falsa epidemia di Ebola per spaventare la gente ad accettare i vaccini con nanobot T4, che tutti ricevono di colpo in un breve periodo di tempo
Il volo flight370, abbattuto in Ucraina, e altre questioni, la rimozione dei siti web anti-vaccino nel bel mezzo di una epidemia “Ebola” è la coincidenza a cui tutti noi dovremmo prestare attenzione.
Questa è la notizia, se ci manca questo quello che abbiamo sono suscettibili di essere distrutti.
Chiunque sia è sufficiente per trovare un sito web come questo, si dovrebbe conoscere il piano del NWO per lo spopolamento globale e la creazione di città di schiavi  che possono essere gestiti con facilità. Quale modo migliore poteva esserci per gestire un spopolamento massiccio con un falso focolaio , e la vera malattia ordinata a colpi, spacciata come i vaccino che dovrebbe proteggere? Puoi scommettere le élite non vogliono rilasciare in realtà qualcosa che potrebbe ucciderli in libertà sotto forma di una vera e propria epidemia. Avrebbero invece scelto di utilizzare tutti i loro soldi delle tasse ottenuti dai  malati per formulare un colpo e iniettarlo nelle loro vittime, con una certa percentuale di colpi  non pericolosi, forse da 1 a 10, e il resto rappresenta la fine della vita per il destinatario . Se la malattia è una malattia gestita  completamente non contagiosa, e che può essere accolta solo tramite una inoculazione, si può stare tranquilli mentre il mondo muore intorno a loro.
Ed è per questo che spingono i vaccini così duramente, e lavorano attivamente  per distruggere completamente diritto al legittimo dissenso. Sono certo che il mio sito web è esclusivo e rimane in linea con la causa divenuta  ben nota velocemente,  fa calare senza innalzare onde, mi accingo a impiegare questo beneficio per avvertire la gente e sperare per il meglio.

L’epidemia di Ebola è probabilmente un INGANNO un trucco per diffondere un VACCINO CONDENSATO VIRALE con Nanobot che vi distruggerà

Una nota del giocatore: che cosa accadrà se queste cose finiscono dentro di te? Questi non sono iPhone…? Sei sicuro che il laboratorio ISRAELIANO abbia il diritto di inocularti?
Con solo 183K di codice il DNA è super efficiente, nanobot virali sono stati rilasciati in libertà tramite le vaccinazioni, dal 22 settembre 2007 e vengono spacciati come una variante naturale del batteriofago T4Ma questo rapporto prova che questi batteriofagi Nanobot non sono naturali, e sono stati creati  nei laboratori di Israele.
Questi nanobot invadono gli organismi ospiti o le cellule e inseriscono nel DNA e causa l’host per rendere più nanobot fino a quando gli organismi ospitanti o cellule muoiono da sforzi eccessivi loro produzione.

Questi sono suscettibili per essere nel vaccino per il Papilloma Virus , in quello antinfluenzale e altri vaccini: il ritiro è  distribuito con questi citati.
Questi sono molto probabilmente nel Gardasil, che, in realtà sembra essere progettato per distruggere i centri emozionali femminili e attaccare il cervello, e come dimostra questo rapporto.

Se sei uno che va oltre il titolo e vai oltre la prima pagina di lettura, è meglio riconsiderare le vostre informazioni e abitudini ti poni nella condizione di leggere tutto.

Il nanobot a sei zampe batteriofago T4 distrugge il cervello e ti modifica geneticamente.
I vaccini utilizzati ora in distribuzione sono questi.
Qualcosa chiamato batteriofago T-4 esisteva anche prima, ma non aveva di certo l’aspetto di questo.
Sapevo che il sei zampe T4  batteriofago non era naturale e che è stato progettato e costruito da Israele, e ho trovato il modo per dimostrarlo. Clicca l’immagine a sinistra per vedere come ho dimostrato, che questa non è una bufala. Google non produce risultati di immagini per T4 bacteriphageprima del 1 settembre del 2007, e molto dopo il 1 settembre del 2008. Quindi questo è il lasso di tempo in cui questo piccolo demone a sei punte è stato rilasciato in libertà senza controlli. E Google ha successivamente truccato  queste ricerche, come  ho già documentato, in verità.
Si tratta di una situazione di emergenza, ora, questo è ciò che Israele sta  utilizzando per la sua guerra razziale con l’etno-bomba, e il seguente rapporto da questo sito web spiega tutto su questo argomento:
Questo è ciò che Israele sta per utilizzare nella sua guerra alle razze con l’etno-bomba.
La vera minaccia per il nostro futuro è il nanobot batteriofago T4 Si è verificato un allarmante sviluppo per quanto riguarda il tema dei fagi virus

lunedì 4 luglio 2016

L’agenzia europea del farmaco nasconde le segnalazioni avverse sul vaccino contro il papilloma virus (HPV)!

Così l’Agenzia europea imbosca i dati sul vaccino anti-papilloma

Immaginiamo di andare dal medico perchè stiamo male. Ci sentiamo stanchissimi. Ci gira la testa dalle due alle tre volte al giorno. E se non ci sdraiamo immediatamente cadiamo a terra svenuti. Non riusciamo più a studiare nè a lavorare. Il dottore ci ascolta prendendo nota, poi esterna le sue ipotesi, ci prescrive esami e farmaci.
Immaginiamo che, nella nostra situazione e con gli stessi sintomi, vi siano centinaia di altre persone, in tutto il Paese.
Immaginiamo anche che vi sia una circostanza che accomuna noi e gli altri malati: prima di stare male ci siamo vaccinati contro il papilloma virus (HPV).

I dottori sarebbero d’accordo nell’affermare che “non si può sapere se i vostri disturbi siano stati provocati dal vaccino: per stabilire un nesso di causa effetto occorrono studi scientifici. In sintesi, si osservano nel tempo due gruppi, i vaccinati e i non vaccinati, si registrano tutti gli eventi capitati dopo la data del vaccino, tenendo presente che per escludere le responsabilità di un vaccino, nel gruppo dei vaccinati, si devono riscontrare circa la metà di eventi considerati avversi rispetto a quelli che compaiono nel gruppo dei non vaccinati: è il modo migliore per cercare di escludere la casualità e per rispondere alla fatidica domanda: il tal evento avverso, poniamo il diabete, mi sarebbe capitato comunque o mi è venuto a causa del vaccino? (Fonte: Paul Fine, epidemiologo)
I medici a cui sono segnalati disturbi sopraggiunti dopo un vaccino comunicano il dato alle autorità (Aifa per l’Italia, Ema per gli altri Paesi europei, Fda, Food and Drug Administration, per gli Stati americani)
Qualsiasi lavoro scientifico su un vaccino non può prescindere da ogni tipo di segnalazione.

Ebbene, nel caso del vaccino contro il papilloma virus, in Danimarca non è andata così. I medici hanno denunciato centinaia di presunti effetti collaterali. Ma l’Ema li ha respinti!
È successo nei mesi scorsi ma la notizia non è arrivata ai giornali.

A maggio, la Nordic Cochrane Foundation - l’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro formata da 37mila ricercatori di 130 Paesi – proprio sul caso danese ha espresso giudizi severi contro l’Agenzia del farmaco europea.
Sentite cosa è emerso. Leggete qui.

Secondo i ricercatori Cochrane, Ema avrebbe: manipolato gli studi sulla sicurezza del vaccino anti-papilloma; divulgato alcuni dati marginali in una relazione di 40 pagine e omesso di riportare una serie di presunti effetti collaterali importanti.
Dalla stanchezza cronica ai continui capogiri all’impossibilità di stare a lungo in piedi, pena ripetuti svenimenti (sindrome ortostatica). Dai disturbi neurologici ai dolori articolari e muscolari (fibromialgia). Questi sintomi sono da considerarsi gravi perchè a soffrirne sono ragazze giovanissime, sane fino al momento della prima vaccinazione.

Quando i medici danesi hanno presentato le relazioni cliniche all’Agenzia europea, si sono sentite dire che “nessun altro Paese ha riportato così tante segnalazioni”. (Dichiarazione giudicata “poco professionale” dalla Cochrane).
Per Cochrane “il non tener conto dell’evidenza è anti-scientifico”.
In sostanza Ema ha scelto (come si fa con le ciliegie) solo le dichiarazioni belle e buone, quelle che non parlano di effetti collaterali gravi come conseguenza del vaccino anti papilloma.

Cochrane continua: “Piuttosto che lodare la diligenza dei danesi, Ema ha gettato dubbi sulla loro ricerca. Si tratta di un atteggiamento inadeguato alla sicurezza per un’agenzia di farmacovigilanza”. Ancora: “Ema fa credere che i medici danesi abbiano presentato ricerche scadenti ma è l’Agenzia che utilizza metodi scadenti, omettendo intenzionalmente alcuni importanti danni da vaccino”.

Per Cochrane è inaccettabile che nella sua relazione ufficiale di 40 pagine Ema non chiarisca che ha permesso alle compagnie farmaceutiche di essere “giudici di se stesse” nella valutazione di sicurezza del vaccino, specialmente perché c’è una quantità enorme di denaro in gioco: ad oggi la spesa globale dei vaccini contro l’HPV viaggia sui 25 miliardi euro”. (E pensare che in televisione raccontano che non c’è business, giusto quei quattro euro…)
Non è tutto. I documenti di Ema sono privati, nessuno può accedervi. Per Cochrane è gravissimo che Ema lavori “a porte chiuse” e che non vi sia trasparenza sulle questioni di salute. (Abbiamo capito bene: Ema approva farmaci e vaccini, decide i prezzi, detta le regole scientifiche e le carte sono inaccessibili, roba che neanche alla Cia…).
Leggiamo qui le conseguenze. Il comportamento disonesto dell’Agenzia europea ha fatto crollare a picco le vaccinazioni contro il papilloma virus in Danimarca. Sull’isola di Funen l’adesione è passata in pochi mesi dal 71% al 34%. (Ci si stupisce?)
Peccato che l’eco di questo scandalo non sia arrivato a noi. Come spiegare alle trasmissioni televisive (ma prima in Parlamento) che non esistono solo medici favorevoli ai vaccini? Che c’è anche qualche serio professionista - che studia e pratica le vaccinazioni – che si chiede perchè debba decidere sempre e solo l’Industria?
Già, l’Industria. Alias Ema. L’Agenzia europea che invece di tutelare i malati imbosca  i dati scomodi.

lunedì 24 agosto 2015

Danni cerebrali permanenti dopo il vaccino contro il papilloma. Si indaga sul legame

vaccino papilloma

Danni cerebrali permanenti dopo il vaccino contro il papilloma. Si indaga sul legame
È approdato al tribunale civile di Salerno il caso di una ragazzina che, quando aveva 11 anni, si era sottoposta al vaccino contro il papilloma virus assumendo due fiale del farmaco sponsorizzato dalle case farmaceutiche come prevenzione del tumore al collo dell’utero.

Dopo l'assunzione del medicinale la ragazzina ha iniziato a stare male ed è iniziato così un calvario interminabile. La ragazzina ha subito infatti danni cerebrali permanenti e oggi ha difficoltà motorie e non riesce ad articolare bene il linguaggio.

Il caso è giunto al tribunale civile di Salerno in seguito ad un esposto presentato dai familiari della minore che, affidatisi all’avvocato Vincenzo Santulli, hanno sporto denuncia contro il Ministero della Salute e contro l’azienda sanitaria presso la quale la minore ha eseguito il vaccino per accertare se le problematiche cliniche della figlia siano riconducibili all’assunzione del vaccino.


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martedì 7 luglio 2015

Tempesta di fuoco sul vaccino HPV in Danimarca

A marzo 2015, una stazione televisiva nazionale danese (TV2), ha mandato in onda una trasmissione che si occupava dei danni subiti da un gruppo di ragazze in seguito alla somministrazione del vaccino HPV GARDASIL. Subito dopo la messa in onda della trasmissione, altre ragazze con esperienze simili hanno iniziato ad uscire allo scoperto.

Praticamente tutte le ragazze raccontavano la stessa storia: poco dopo la somministrazione di GARDASIL iniziavano ad avere gravi problemi di salute, tali da richiedere l’intervento di un medico. Secondo Luise Juellund, la stragrande maggioranza dei medici chiamati in causa, avrebbe liquidato la cosa affermando che il vaccino contro l’HPV non aveva alcun effetto indesiderato grave e suggerendo, quindi, che alla base dei sintomi indicati ci fossero semplicemente di problemi psicologici.

Luise ha una figlia danneggiata gravemente proprio dal vaccino HPV: la ragazza non può essere lasciata a casa da sola a causa delle convulsioni di cui soffre quotidianamente e dei periodi di incoscienza che durano anche delle ore. La ragazza, dopo aver manifestato i gravi sintomi conseguenti alla vaccinazione è stata sottoposta ad una valutazione psicologica. I medici che l’anno visitata hanno escluso ogni patologia di carattere psicologico: dopo ulteriori indagini le è stata diagnosticata la POTS (sindrome di tachicardia posturale ortostatica) che si sospetta essere una reazione avversa del vaccini HPV.
Secondo Peter la Cour, capo del centro per disturbi funzionali a Copenaghen, la consuetudine di privare le ragazze dell’opportunità di essere visitate e di ricevere cure mediche quando segnalano una possibile reazione avversa di questo tipo, con il pretesto che soffrano di disturbi psicologici a cui vengono attribuiti i sintomi è terrificante. Egli afferma, fra l’altro:
Il gruppo di ragazze che ho visto non è affatto malato di mente, purtroppo erano molto malate e debilitate fisicamente. Non si possono semplicemente liquidare o respingere persone malate perché si suppone che siamo malate di mente. Nessuno di noi sa il motivo per cui sono così ammalate. La presunta conoscenza di motivi psicologici è una diffamazione scandalosa di queste giovani donne".
Reazioni avverse gravi colpiscono una persona su 500
La Danimarca è divisa in cinque regioni sanitarie: il 1 giugno 2015, il governo ha istituito un punto di accoglienza in ciascuna di queste regioni per l’accesso di coloro che sospettano una reazione avversa al GARDASIL. La risposta è stata sorprendente: l’afflusso di ragazze che cercavano una risposta e una cura per le loro condizioni è stata di oltre il 60% rispetto a quanto stimavano le autorità sanitarie danesi in un primo momento. Al 9 giugno, la lista d’attesa per accedere ad una visita di controllo variava dai sei ai nove mesi (vedi mappa qui sotto). Due dei cinque centri non erano in grado nemmeno di prevedere i tempi di attesa. Jesper Mehlsen, del Synkopecenteret a Frederiksberg Hospital, uno degli specialisti che si prendono cura delle ragazze ha dichiarato:
"Abbiamo pensato che il tasso di eventi avversi gravi fosse di circa 1 caso su 10.000: Ora si scopre che sono almeno 2 su 10.000. Improvvisamente era raddoppiato".
Purtroppo, il numero di ragazze in cerca di diagnosi mediche e trattamento sanitario dopo la vaccinazione HPV ha continuato ad aumentare. Solo due giorni dopo, l’11 giugno, il Dr. Jesper Mehlsen ha dovuto rivedere la sua stima del numero di ragazze danneggiate affermando:
Una stima realistica è che di almeno 1 ragazza su 500, ovvero 1.000 delle 500.000 ragazze vaccinate hanno avuto esperienza di gravi effetti collaterali.

Il Dr. Mehlsen ha partecipato alle ricerche sul vaccino HPV e ha personalmente vaccinato 3.000 ragazze. Ora, egli opera nel centro regionale Frederiksberg e sarà incaricato di coordinare il lavoro in tutto il paese. Dall’11 giugno, 360 ragazze sono entrate a far parte di questo studio studio. Il Dr. Stig Gerdes teme che questa sia solo la punta dell’iceberg: infatti ha dichiarato:
"Non mi sorprenderebbe se le persone danneggiate arrivassero a diverse migliaia. Ho anche smesso di somministrare GARDASIL pochi anni fa, dopo aver vaccinato circa 100 pazienti. Più di qualcuna si ammalò dopo il vaccino e molte fra queste in modo molto-molto serio, in una maniera completamente devastante".
La sicurezza del vaccino HPV si basa su mere congetture?
Il Ministro della sanità danese, Nick Haekkerup e il National Board of Health continuano a difendere l’uso del vaccino HPV GARDASIL nonostante siano più di 600 oramai le giovani ragazze che si sospetta ufficialmente si siano ammalate seriamente a causa del vaccino. Entrambi sostengono ancora che il vaccino sia sicuro e che i benefici superino ai rischi. Ma gli esperti che lavorano con le ragazze danneggiate non sono d’accordo. Il coordinatore della società danese per le linee guida nazionali di ostetricia e di ginecologia per la vaccinazione HPV, il ginecologo Jeppe Schroll afferma:
"Noi semplicemente non possiamo parlare perché non sappiamo nulla di preciso. C’è così tanta incertezza negli studi condotti sul vaccino che parlare della sua sicurezza è una pura congettura. Può darsi che le autorità sanitarie abbiano ragione, ma potrebbe benissimo essere vero il contrario".
Il suo commento è rinforzato dalla Dr.ssa Diane Harper, che ha contribuito a sviluppare GARDASIL per la Merck, attraverso questa dichiarazione:
"Non sono disponibili dati per dimostrare che i benefici siano superiori ai rischi. La verità è che sappiamo molto poco circa gli effetti collaterali del vaccino HPV".
La Dr.ssa Schroll suggerisce che la stessa analisi di Merck sui possibili gravi effetti collaterali si basi su un questionario che i partecipanti ai trial clinici hanno compilato due settimane dopo la somministrazione del vaccino. Negli anni successivi, alle donne è stato chiesto se avessero rilevato semplicemente “nuovi problemi di salute”.
Secondo la Dr. ssa Schroll, questo metodo di indagine comporta un elevato grado di incertezza sul dato di riscontro: infatti alcune donne avrebbero potuto ammalarsi durante i primi 14 giorni, ma le donne che si sono ammalate più tardi potevano non collegare i loro problemi di salute al vaccino. La Dr.ssa Schroll ha dichiarato inoltre che:
"Un’altra fonte di incertezza negli studi riguarda i criteri utilizzati, come nell’ultimo e principale studio danese/svedese, condotto su 1 milione di ragazze: in questo caso è stata presa in considerazione solo una diagnosi, mentre nella maggior parte dei casi siamo di fronte a molteplici sintomi quali paralisi debilitante di braccia e gambe, dolore, stanchezza cronica , improvviso svenimento giornaliero, emicrania quotidiana e vertigini – come nel caso delle 600 e più ragazze danesi attualmente in attesa di una diagnosi".
Sempre secondo la Dr.ssa Schroll, il motivo per cui non sono stati trovati effetti collaterali negli studi fin qua condotti è che, semplicemente, non si sono cercati.

Il peso degli esperti sulla politica di vaccinazione per l’HPV
I medici generici danesi sono convinti che si dovrebbero prendere in esame le condizioni delle numerose ragazze che si sospetta abbiano avuto reazioni avverse al GARDASIL prima di considerare l’implementazione del nuovo GARDASIL 9. Il Vice Presidente del PLO e membro della Commissione sulle vaccinazioni del Consiglio della salute, Niels Urich Holm concorda con questa linea ed afferma:
"Sappiamo troppo poco circa gli effetti collaterali del nuovo vaccino. Temiamo, in primo luogo, che (GARDASIL 9) potrebbe avere più effetti collaterali dell‘attuale vaccino (GARDASIL), che di per sé ha già ha effetti collaterali maggiori rispetto agli altri vaccini. E in secondo luogo, riteniamo che sarebbe prudente attendere le indagini attualmente in corso in tutte le regioni per saperne di più sulle malattie e sui sintomi che abbiamo riscontrato in un notevole numero di ragazze, forse causati proprio dal vaccino. Di conseguenza, si dovrebbe aspettare ad introdurre il nuovo vaccino per l’HPV, già approvato per l’uso in Danimarca, fino a che i cinque nuovi centri regionali per l’HPV non abbiano approfondito adeguatamente gli studi sulle ragazze che si sono ammalate dopo la somministrazione del vaccino attuale".
Il portavoce di SF (Partito Socialista Popolare) Ozlem Cekic ha richiesto che i medici di base applichino il Principio di Precauzione, dichiarando:
"Non capisco perché il National Board of Health è così ansioso di lanciare un nuovo vaccino per l’HPV. Credo che nel complesso l’Agenzia si sia comportata in maniera incosciente in questo caso, in particolare per la lentezza dimostrata nel reagire di fronte a questa situazione".
Possiamo ipotizzare che molte di queste ragazze possano essersi ammalate a causa di gravi effetti collaterali del vaccino. E’ necessario quindi che vengano condotte indagini accurate. Lo stesso portavoce ha anche affermato che il partito popolare socialista solleverà in ambito politico il problema del vaccino per l’HPV dopo le elezioni e che richiederanno maggiori approfondimenti sulla documentazione presentata per l’approvazione del vaccino in Danimarca.
La relatrice per la Salute del Partito Popolare danese, Liselott Blixt, è stata a suo tempo la persona che ha guidato la campagna di promozione per l’introduzione del vaccino HPV GARDASIL in Danimarca nel 2008. Ora, di fronte a questa situazione, vuole che venga abolito e afferma:
"Il fatto che abbiamo così tante giovani donne, forse fino a 5.000, che si sono improvvisamente ammalate e in modo così grave dopo la vaccinazione, deve portarci alla conclusione che dobbiamo semplicemente smettere di somministrare questo vaccino. Sono stata la prima che ha detto un grande “Sì” al vaccino, ma ora sarò anche la prima ad chiedere di abolirlo, perché noi politici dobbiamo assumerci la responsabilità di controllare se ciò che abbiamo fatto è stato giusto o sbagliato. Se non altro anche alla luce del fatto che non abbiamo alcuna opzione di trattamento sanitario da offrire ai malati più gravi".
Speriamo che le autorità in Danimarca seguano i consigli di questi esperti e si assicurino che la salute delle giovani donne non venga più sacrificata per la promessa di un beneficio tra quindici-venti anni. Nessuna donna giovane sana dovrebbe sacrificare la propria salute per valutare se un esperimento di prevenzione del cancro funzionerà o meno!
[dalla nostra redazione aggiungiamo che, ovviamente, questo vale anche per le nostre ragazze e giovani donne!!!]
Norma Erickson
Fonte: Comilva
Traduzione a cura della Redazione Comilva
http://www.informasalus.it/it/articoli/danimarca-vaccino-hpv.php
FONTI:
Documentario danese con sottotitoli inglese: https://www.youtube.com/watch?v=GO2i-r39hok
http://www.mx.dk/nyheder/danmark/story/18231873
http://newsvoice.se/2015/06/15/misstankt-gardasilskadade-flickor-koar-for-hjalp-i-danmark/
http://nyhederne.tv2.dk/samfund/2015-06-09-hpv-piger-stroemmer-til-nye-centre-saa-lang-er-ventetiden
http://www.mx.dk/nyheder/danmark/story/21876459
http://www.mx.dk/nyheder/danmark/story/28453930
http://www.mx.dk/nyheder/danmark/story/21115666
http://www.mx.dk/nyheder/danmark/story/23156994

domenica 25 gennaio 2015

VACCINAZIONE DEL PAPILLOMA VIRUS... GENITORI FERMATEVI A LEGGERE

SOS AI GENITORI: SE VI HANNO GIA' INVIATO L'AVVISO PER LA VACCINAZIONE DEL PAPILLOMA VIRUS.. FERMATEVI A LEGGERE QUESTO ARTICOLO


SOS AI GENITORI 
RIFLETTETE PRIMA DI VACCINARE LE VOSTRE FIGLIE CONTRO IL PAPILLOMA VIRUS
NON SONO CAVIE PER LA SPERIMENTAZIONE DELLE MULTINAZIONALI FARMACEUTICHE
INFORMATEVI PRIMA, NON E’ UN VACCINO OBBLIGATORIO ANCHE SE INSISTONO...

Già da un po’ di tempo molti genitori stanno ricevendo l’invito da parte dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica di portare le loro figlie  a vaccinarsi contro il Papillomavirus (HPV). L’invito è arrivato anche per mia figlia ma credo non ci sia in paese alcun tipo di informazione in merito a questo vaccino, ne tanto meno verranno fornite indicazioni disinteressate dai nostri medici di fiducia. Informatevi in rete prima di vaccinare le vostre figlie, credetemi non c’è alcuna fretta. Io d’altro canto ho avuto la fortuna di conoscere uno dei maggiori esperti in tematica di vaccini in Italia, un uomo che ha pagato a proprie spese con la perdita di due figli l’essersi adeguato a queste pratiche vaccinali. Sto parlando di Giorgio Tremante, stimabile personaggio, noto ormai alle lobby farmaceutiche per la campagna di informazione che sta portando avanti e per il fatto che sta dedicando con ogni risorsa la sua vita a questa causa. Lo trovate in rete, sul sito omonimo www.tremante.it
 
Ma veniamo al vaccino in questione.. Molti genitori accettano di vaccinare i propri figli perché viene detto loro che questa vaccinazione è sicura ed efficace nel proteggere dal tumore del collo dell’utero.
La realtà invece è molto diversa, ma nessuno la fa conoscere, perché le ASL, che per legge dovrebbero dare una informazione completa, corretta ed esauriente, si limitano a presentare solo una parte della medaglia dimenticando totalmente le incognite, i dubbi e le reazioni avverse di questo vaccino che lasciano la Comunità scientifica sempre più perplessa e con più interrogativi che certezze.

Anzi, di certo c’è solo che non abbiamo alcuna dimostrazione che questo vaccino sia efficace nelle donne, perché le supposizioni della sua capacità protettiva verso il tumore del collo dell’utero è solo una estrapolazione di pochi dati desunti da pochissimi studi clinici ancora incompiuti. Inoltre, ancora più certo è che l’efficacia sulle dodicenni non è nient’altro che l’estrapolazione dei dati desunti da pochi studi condotti su donne adulte.

Secondo i principi della Farmacologia, un farmaco come il vaccino anti-HPV non avrebbe mai dovuto essere commercializzato, almeno fintanto che non saranno disponibili dati concreti sul suo reale rapporto rischio/beneficio e quindi non prima di altri 15 anni. Oggi però anche i farmacologi assistono, attoniti, ad un totale sovvertimento delle regole che hanno da sempre regolamentato la commercializzazione dei farmaci e che erano state codificate per proteggere il paziente da effetti indesiderati inattesi e limitare gli abusi.  Queste regole oggi non esistono più, perché sono state soppiantate dalle leggi economiche e dagli interessi delle grandi lobby farmaceutiche. La Medicina non è più una Missione e neppure un Servizio verso colui che soffre, ma solo un lavoro sottoposto, come tutti gli altri lavori, solo a leggi di mercato dove l’obiettivo ultimo non è il bene dell’altro ma il conseguimento dei guadagni personali. 
 
Quando viene proposto qualcosa di nuovo, quindi, la prima cosa che dobbiamo fare è prendere tempo e informarci leggendo articoli o consultando siti internet rigorosamente indipendenti dagli interessi di parte.
Agendo in questo modo, i genitori verrebbero a conoscere aspetti totalmente ignorati su questo vaccino, che però sono di una gravità che non può essere trascurata.

 
I punti che seguono sono la sintesi di quella che, al giorno d’oggi, è la verità scientifica sulla vaccinazione anti-papillomavirus:
 
1) Il Papillomavirus (HPV) è un virus umano molto comune che si ritrova molto facilmente nei genitali femminili, anche indipendentemente dai rapporti sessuali (può anche essere trasmesso dalla madre al neonato durante il parto).
 
2) L’infezione da HPV è tanto più facile quanto maggiori sono i partner sessuali ed è più facile quando la donna ha altre malattie sessualmente trasmesse o fuma o assume contraccettivi.
3) Nella maggior parte dei casi l’infezione da HPV è asintomatica o al massimo produce alcune verruche cutanee o condilomi genitali; lo sviluppo di uno stadio tumorale benigno è raro e l’evoluzione verso un tumore maligno è eccezionale.

 
4) Esistono circa 120 tipi di questo virus e solo 12 di essi sono potenzialmente cancerogeni, ma la loro cancerogenicità si manifesta solo in certe condizioni e in particolare se il sistema immunitario della persona è particolarmente depresso e incapace di svolgere le sue normale funzioni difensive.
 
5) In ogni caso, anche una infezione HPV con un tipo virale potenzialmente cancerogeno regredisce spontaneamente nel 90% dei casi entro 3 anni dalla diagnosi. In un 9% dei casi, invece, il virus convive per tutta la vita del soggetto che lo ospita senza causare disturbi o problemi (in questi casi il test per l’HPV sarà positivo, mentre il Pap-test risulterà sempre negativo).
 
6) Solo nell’1% dei casi può esserci la progressione dell’infezione verso una lesione precancerosa e solo l’1% di queste ultime può evolvere verso lesioni cancerose vere e proprie e in ogni caso lo fa solo dopo un periodo di latenza di circa 20-50 anni (cioè, il carcinoma si manifesta con una frequenza complessiva di 1 caso ogni 10.000 persone con HPV e con una mortalità di 3 casi ogni 100.000 persone; il tutto avviene solo in presenza di una grave alterazione del sistema immunitario). Da questo emerge che la stragrande maggioranza delle donne che presenta un’infezione da HPV, anche con ceppi ad alto rischio, non svilupperà mai il tumore della cervice uterina.
 
7) Diversamente da quanto accade nei Paesi poveri del Terzo Mondo, dove il tumore del collo dell’utero è più frequente e quindi anche più mortale a causa di minor igiene, sistema immunitario più debole per cattiva alimentazione e assenza di controlli ginecologici con Pap-test, nei Paesi industrializzati il carcinoma del collo dell’utero da HPV è in graduale e continua diminuzione e, se ogni donna dopo i 30 anni si sottoponesse ad un semplice Pap-test ogni 3-4 anni, questo tumore sarebbe sicuramente e completamente debellato, perché verrebbe diagnosticato per tempo e, una volta identificato ancora allo stadio iniziale di carcinoma in situ, potrebbe essere eliminato con un semplice, piccolo e indolore intervento ambulatoriale.
 
8) Quindi, le morti associate al carcinoma della cervice, nei Paesi in cui esistono i normali programmi di screening, potrebbero essere evitate dall’esecuzione di un comune Pap-test e dalla conduzione di una vita igienicamente sana.
 
9) Il Pap-test è un test di screening (non è un test diagnostico, perché evidenzia delle alterazioni cellulari e non la presenza o meno del virus) e la sua funzione principale é quella di individuare nella popolazione femminile la presenza di eventuali alterazioni cellulari pretumorali prima che diventino maligne. Purtroppo, in Italia solo una minoranza delle donne (circa il 30%) si sottopone periodicamente al Pap-test.
 
10) Con il campione vaginale prelevato per eseguire il Pap-test si può eseguire anche il test per l’HPV. Questo test non dice se la paziente è malata o meno (dato che la sola presenza del virus non implica una patologia), ma è un test di rischio oncologico, perché identifica la presenza o meno dell’HPV e dice se questo è di un genotipo a basso o alto rischio oncogeno e quindi se la donna si deve sottoporre a Pap-test frequenti (ogni anno) o meno (ogni 3-4 anni).
 
11) Il vaccino anti-HPV (sia quello bivalente che quello tetravalente) stimola il sistema immunitario a formare anticorpi contro 2 dei 12 tipi potenzialmente cancerogeni di HPV: sono i due tipi più frequenti, ma sono solo 2 e quindi l’effetto protettivo del vaccino, anche se fosse del 100% verso questi due tipi, in ogni caso è dello 0% verso gli altri 11 tipi. Comunque, dato che l’HPV impiega più di 20 anni per passare dallo stato di tumore benigno (displasia) a quello di tumore maligno e dato che la sperimentazione di questo vaccino è iniziata solo 5 anni fa, bisognerà attendere altri 15 anni per sapere se il vaccino protegge effettivamente verso quei 2 tipi.
 
12) Più specificatamente, parlando dei dati concreti di cui disponiamo oggi e non di estrapolazioni statistiche, possiamo certamente dire che il vaccino anti-HPV sembra essere significativamente efficace solo nella displasia intraepiteliale cervicale di grado 2 (CIN 2), che è una lesione che nel 40% dei casi regredisce spontaneamente e non necessita di alcun trattamento e per il rimanente 60% può essere facilmente eliminata ambulatorialmente. I dati di efficacia del vaccino riguardo la displasia intraepiteliale cervicale di grado 3 (CIN 3) o l’adenocarcinoma in situ sono totalmente insufficienti per trarre una qualsiasi conclusione. Per quanto riguarda invece i dati di efficacia del vaccino nei confronti del carcinoma cervicale conclamato, si può dire che i dati non sono totalmente insufficienti, bensì che sono totalmente inesistenti.
 
13) Un numero relativamente piccolo di ragazze (circa 1.200), di età compresa tra 9 e 15 anni, è stato arruolato negli studi clinici che hanno valutato l’efficacia del vaccino. Di queste ragazze, che rappresentano la popolazione target dell’attuale vaccinazione anti-Papillomavirus, appena 100 avevano 9 anni e la più giovane è stata seguita solamente per 2 anni. È palese che non si può certamente partire da questi dati per pianificare una vaccinazione di massa nei confronti di un virus che causa una patologia cancerosa dopo almeno 20-30 anni di convivenza nell’organismo.
 
14) Sappiamo che la scelta di vaccinare soggetti di sesso femminile di 11-12 anni è legata alla bassa probabilità che queste ragazze abbiano avuto rapporti sessuali e che pertanto siano state infettate dall’HPV, perché si sa che questa vaccinazione è efficace solo se la persona non è già venuta in contatto con il virus. Ciò però non giustifica minimamente le vaccinazioni di massa, perché l’uso esteso di un farmaco è giustificato solo se si è certi che quel trattamento sia efficace e ottimamente tollerato, mentre in questo caso non si sa nulla né dell’efficacia anti-tumorale né degli effetti indesiderati del vaccino e allora si può solo concludere che queste vaccinazioni di massa sono solamente delle sperimentazioni di massa e per di più sono a totale carico della popolazione che deve pagare il vaccino e sperimentare sulla propria pelle gli eventuali danni.
 
15) Il sistema VAERS (Vaccine Adverse Event Report System), che raccoglie le segnalazioni di effetti indesiderati durante e dopo una vaccinazione, ha raccolto fino alla fine di febbraio 2008 più di 5.300 reazioni avverse dopo vaccinazione con il vaccino tetravalente Gardasil®, su un totale di circa 8 milioni di dosi vendute. Secondo la Ditta produttrice, il 2-4% di tutti gli effetti indesiderati del vaccino erano effetti gravi, mentre secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) questi effetti ammontavano a circa il 5%. Finora sono stati riportati 10 casi ad esito fatale tra le ragazze/donne vaccinate, ma la Ditta produttrice rassicura dicendo che “gli eventi riportati erano in linea con gli eventi attesi nella popolazione sana”. La FDA (Food and Drug Administration) ha ricevuto anche 28 segnalazioni di aborto dopo somministrazione del vaccino Gardasil® a 77 donne in stato di gravidanza (28/77: 36%); altre 5 donne hanno registrato danni fetali gravi a carico dei loro feti.
 
16) Altre reazioni avverse meno gravi sono state le seguenti: cefalea, febbre, nausea, vertigini, vomito, diarrea, dolori muscolari, broncospasmo, asma, orticaria, gastroenteriti, mialgie, trombosi, patologie pelviche infiammatorie, artrite giovanile, artrite reumatoide e artriti aspecifiche, svenimento, intorpidimento prolungato agli arti, paralisi periferica, paralisi facciale, sindrome di Guillain-Barré, convulsioni, encefalopatia, ecc.
 
17) Questi effetti indesiderati del vaccino, ovviamente, non sono comparsi durante le sperimentazioni controllate eseguite dalla Ditta produttrice, perché quest’ultima ha registrato solo gli effetti che comparivano nei 14 giorni successivi ad ogni somministrazione: un periodo gravemente insufficiente per un trattamento che dovrebbe mantenere i suoi effetti per anni, specie per un vaccino virale antineoplastico (ricordo che maneggiare virus oncogeni è fortemente pericoloso, perché i virus mutano con estrema facilità e questo virus dimostra di essere molto variabile proprio per avere più di 120 tipi).
 
18) Infatti, un grande pericolo di questa vaccinazione, come di tutte le vaccinazioni verso virus oncogeni, è che se anche fosse vero che la vaccinazione riduce la frequenza di infezione da parte di due tipi oncogeni di HPV, è molto probabile che ciò induca un incremento percentuale della frequenza degli altri tipi virali ora meno frequenti e meno oncogeni rispetto quelli vaccinali. Cioè, come già documentato con altri vaccini, una vaccinazione massiva contro due tipi di virus HPV potrebbe indurre delle mutazioni virali che possono cambiare la virulenza patogena dei tipi oncogenici ad alto rischio che oggi conosciamo, inducendo la selezione di altri tipi virali di HPV molto più oncogeni e aggressivi degli attuali.
 
19) L’uso del vaccino è un enorme costo in più per lo Stato che lo distribuisce gratuitamente senza alcun beneficio attuale, perché le donne vaccinate dovranno continuare ad eseguire le visite ginecologiche e i Pap-test sia perché potrebbero infettarsi con altri tipi di HPV che non vengono coperti dal vaccino, sia perché non si sa assolutamente quanto efficace sia la protezione del vaccino e neppure quanto tempo duri (si pensa che questa vaccinazione protegga per circa 5-6 anni, ma è una supposizione priva di base scientifica). Inoltre, l’imponente spesa che lo Stato deve sostenere per finanziare le vaccinazioni anti-HPV implica togliere i finanziamenti da altri settori della sanità pubblica, mentre, dato che il semplice ed economico esame Pap-test è perfettamente in grado di diagnosticare per tempo un tumore cervicale allo stato iniziale di semplice displasia, sarebbe più logico, più economico e totalmente privo di rischi presenti e futuri finanziare una campagna di sensibilizzazione delle donne affinché si sottopongano periodicamente al Pap-test, invece che finanziare un vaccino la cui efficacia, durata nel tempo e innocuità sono ancora tutte da dimostrare.
 
20) In conclusione, la campagna pubblicitaria secondo cui il vaccino contro l’HPV sia capace di impedire lo sviluppo di tutti i carcinomi della cervice uterina, non è corretta. La pressante attività di marketing esercitata dalle Ditte produttrici, iniziata già prima dell’autorizzazione alla commercializzazione del vaccino e fattasi ancora più pressante ora, ha reso difficile una valutazione serena del problema, sia dal punto di vista scientifico che politico-sociale.
 
Alcuni ricercatori, con un tono un po’ ironico, hanno proclamato che le dodicenni che verranno vaccinate nei prossimi anni saranno le “cavie” che permetteranno alle Ditte venditrici di questo vaccino di guadagnare i soldi necessari per portare avanti ulteriori studi miranti al perfezionamento della vaccinazione. Pertanto, è come se queste ragazzine si sacrificassero involontariamente e gratuitamente per il progresso della Scienza
Vorrei tanto poter dire loro almeno che le ringraziamo moltissimo per questo sacrificio, ma non posso dire neppure questo, perché in realtà sono convinto che questo vaccino non serve assolutamente all’umanità e che di questo farmaco un domani è molto probabile che ce ne pentiremo!

Fa il vaccino anti papilloma e si ammala: grave 12enne
Fonte: Il Giornale.it 18/05/2012

Una bambina di 12 anni è stata colpita da una grave forma neurologica dopo essersi sottoposta al vaccino anti papilloma virus (HPV). È successo a Milano, alla fine di febbraio.
La ragazzina, che chiameremo Anna, è ancora in cura all’ospedale Niguarda e sta seguendo un percorso di riabilitazione. I genitori di Anna avevano aderito alla campagna promossa dalle Asl: alle preadolescenti è offerto il vaccino anti HPV in tre somministrazioni. 

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