Interferenti endocrini e
soprattutto Glifosato - armi per la femminilizzazione dei maschi e la
mascolinizzazione delle femmine.
Sappiamo di vivere costantemente sotto attacco di agenti
chimici, di ogni tipo; respiriamo, ingeriamo e veniamo a contatto con ogni tipo di sostanza
chimica, si tratta di un mero attacco alla nostra salute e all’equilibrio
fisiologico del sistema corpo, di conseguenza al nostro equilibrio
immunitario.
Conosciamo da decadi ormai le conseguenze dovute al
contatto con sostanze chimiche cancerogene presenti nei concimi e nei
diserbanti utilizzati nella coltivazione.
Per quanto ci si voglia proteggere le contaminazioni e le
assunzioni di queste sostanze sono inevitabili, tanto più se ad utilizzare
agenti chimici altamente nocivi come il Glifosato, sono colossi come la
multinazionale Monsanto, che forte grazie a collusioni e appoggi dall’alto, può
permettersi di violare qualunque codice etico e legislativo in materia di
utilizzo di sostanze pericolose per l’uomo perché controlla, omette e arriva
anche a contraffare documenti di ricerca che dimostrano la pericolosità di
prodotti come il diserbante Roundup.
La domanda che ci poniamo, la quale sorge supportata da un
dubbio ormai corroborato da diverse fonti, prove e informazioni che molto di ciò
che sta accadendo di pericoloso, deplorevole e amorale a riguardo, e di cui
siamo testimoni non sia un caso, né un incidente, o una mancanza di zelo, è:
cosa si nasconde dietro l’uso di queste sostanze, in particolar modo il
Glifosato?
Il Glifosato è il diserbante più usato al mondo, un
erbicida totale e non selettivo, il cui brevetto è appartenuto alla Monsanto fino al
2001, così come controllate dalla stessa Monsanto sono state, negli anni, le
ricerche relative alla cancerogenicitá e patogenicitá del Glifosato.
Nel 2015 è stato
dimostrato dall’organismo internazionale IARC (International Agency for
Research on Cancer), che tale sostanza,
così come i fitofarmaci che la contengono, è potenzialmente cancerogena e
induce gravi danni genetici alle cellule. Tra gli agricoltori che
utilizzano il glifosato, è stato rilevato un aumento dei linfomi di non
Hodgkin. Tuttavia l’erbicida é stato inserito nella categoria di
cangerogenicitá 2A, alla stregua di sostanze come il DDT o gli steroidi
anabolizzanti o più apparentemente innocue sostanze come le bevande calde o
alimenti come le carni rosse. Di certo non per chiarire il valore della
pericolosità di tale sostanza, anzi.
In seguito, per la precisione nel 2015, l’EFSA, l’Autorità Europea per la
sicurezza alimentare, ha posto l’attenzione sui residui di glifosato presenti
negli alimenti e richiesto controlli più severi, ma ciò nonostante ha
dichiarato che il glifosato non è cancerogeno, scatenando reazioni e critiche
da parte di una commissione composta da novanta ricercatori in materia.
Nel 2016 anche l’OMS, la FAO e l’ECHA ( l’agenzia per le sostanze chimiche
dell’Unione) si sono dichiarate concordi con quanto sostenuto dall’EFSA.
Quindi il glifosato
non sarebbe ne cancerogeno, ne genotossico, giusto?
Possiamo stare sereni allora!
Senonché...
Ci sono dei conflitti
di giudizio e di interessi, ricerche viziate e manipolate dai produttori di
prodotti che lo contengono.
Altre ricerche
scientifiche indipendenti, infatti, dimostrano cose allarmanti. Ovvero che il
glifosato, anche a piccole dosi, non solo ha effetti genotossici e quindi causa
mutazioni cellulari, ma è un interferente endocrino, ha effetti androgeni, ed
ha anche un effetto antibiotico che lede gli equilibri della flora batterica
intestinale.
Uno studio in vitro
pubblicato sul Journal of Toxicology, ha dimostrato che l’erbicida Roundup
della Monsanto, contenente glifosato, distrugge il testosterone diminuendone la
concentrazione fino al 35% ed induce sterilità maschile. Collegate alla pericolosa sostanza
numerose patologie quali cancro, disfunzioni epatiche, danni al DNA e
malformazioni alla nascita.
Piuttosto inquietante se ci soffermiamo sui dati
riguardanti la difficoltà, sempre in aumento, delle coppie di avere figli e la
costante crescita della sterilità maschile.
È infatti in costante aumento il numero delle coppie che
ricorrono alla procreazione assistita e si stima che la sterilità maschile sia pressoché raddoppiata negli ultimi venti
anni.
Uno studio pubblicato nel 2013 dalla rivista scientifica
Journal of Endocrinological Investigation, ha mostrato dati sulla riduzione
delle dimensioni medie del pene nella popolazione maschile.
Si parla di una vera
e propria “Femminilizzazione” degli individui maschi, in cui interferenti
endocrini come il glifosato, ad esempio, svolgono un ruolo attivo; a seconda
dei casi, mimano o bloccano l’attività ormonale endogena.
Anche i processi ormonali femminili sono sotto continuo
attacco a causa di interferenti che alterano gli equilibri e causano svariate
neoplasie dovute dell’acuta tossicità, ma non solo; aborti ripetuti, policisti
ovarica, endometriosi, malattie autoimmuni, e sono state trovate inoltre tracce
di interferenti endocrini anche nel latte materno.
E ancora, possono compromettere lo sviluppo del sistema
nervoso centrale del feto durante la gravidanza, pertanto causare
problemi neurologici o in seguito disturbi cognitivo-comportamentali.
Nelle donne in gravidanza con elevate concentrazioni di
pesticidi nel sangue, è stato riscontrato che il rischio di sviluppare il
diabete gestazionale aumenta di 4,4 volte.
Questo quanto dimostrato da due studi greci presentati al
congresso dell’EASD di Stoccolma.
E non solo; un’analisi effettuata su oltre 66 mila
soggetti, ha dimostrato inoltre che i pesticidi aumentano il rischio di
sviluppare il diabete del 61%.
Il glifosato, secondo ricerche del Toxicology Journal,
causa nelle donne patologie tiroidee, tumori ormono-sensibili, ma anche
infertilità.
Alcuni pesticidi agiscono come inibitori degli ormoni
femminili, gli estrogeni.
Il glifosato è stato
trovato anche in diversi vaccini per i bambini, come dimostrato dalla Microbe
Inotech Laboratories Inc. di St. Louis nel Missouri, ed il vaccino MMR II ( Merck ),
collegato dal Dottor William Thompson, membro del CDC, ente di farmaco
vigilanza USA, all’autismo, ha presentato livelli superiori di glifosato di ben 25
volte rispetto agli altri vaccini.
Altre ricerche
indipendenti successive hanno confermato quanto dimostrato in precedenza.
La presenza del glifosato nei vaccini è dovuta al fatto
che alcuni virus vaccinali vengono coltivati in gelatina, la quale è ricavata
dai legamenti di alcuni suini che vengono alimentati con mangimi OGM irrorati
di erbicidi contenenti glifosato.
Gli squilibri
ormonali, causati dagli interferenti endocrini, sempre più frequenti nella
popolazione, sono la causa di riduzione delle dimensioni degli organi genitali,
della pubertà tardiva nei soggetti maschi, di deformazioni genitali, di
diminuzione del testosterone e aumento della presenza di tratti femminili negli
individui di sesso maschile. Sempre maggiori problemi genitali riscontrati alla nascita,
disfunzioni dei testicoli, e un’incidenza superiore alla media di sterilità negli adulti maschi.
La fertilità della specie umana è infatti in costante
diminuzione, e recenti studi dimostrano che gli alimenti di cui facciamo uso
siano tra le principali cause di questo trend alquanto inquietante, e ciò vale
sia per gli uomini, che per le donne.
La femminilizzazione
e sterilizzazione del maschio avviene già in fase fetale quando il bambino è
ancora nel grembo materno, ciò a causa del contatto della madre con sostanze
che inibiscono la produzione dell’ormone maschile testosterone; quali i composti perfluorurati
ad esempio, (PFC), che sono presenti negli abiti che indossiamo, nei pesticidi,
nelle varie plastiche di cui fruiamo. Secondo uno studio condotto dalla rivista
francese 60 Millions de Consommateurs, su un numero di 43 ragazzi di età
compresa tra i 10 e i 15 anni, la quantità di molecole di interferenti
endocrini causa di alterazioni ormonali presente in un capello, variava da un
minimo di 34 ad un massimo di 54. La preoccupazione deriva dall’evidenza del
progressivo aumento della femminilizzazione maschile e della mascolarizzazione
femminile, la diminuzione della qualità e quantità del liquido seminale, e la previsione di una diffusa e allarmante
infertilità nel 2070.







