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sabato 24 novembre 2018

Esistenza Bio-Illogika

Bio-Illogika – Attivazioni Biologiche

Stiamo vivendo una vita che crediamo essere giusta, o per lo meno siano stati indotti a crederlo. Siamo stati raggirati, sfruttati, plagiati, ma da chi? Da noi stessi. La storia è lì a raccontarcelo, ma non abbiamo nemmeno voglia di leggerla o ascoltarla.
Una semplice domanda: A cosa servono le guerre?
Comunque, c’è chi crede – ed è la maggior parte della gente – che meglio di così non possa andare. Eppure tanta gente percepisce, nel profondo di se’, che non è quello che vorrebbe. Non solo ha la sensazione di aver perso la rotta per il paradiso, ma ha la netta convinzione di essere in uno stato sociale schizofrenico.

Da un lato siamo spinti a vivere una vita tossica e nello stesso momento veniamo stimolati a purificarci con ammennicoli costosi, alimenti improbabili e pratiche ascetiche che mal si combinano con le 12-16 ore di impegni quotidiani.

Siamo divisi in due e non sappiamo come far andare d’accordo queste due metà. Una vuole una cosa e l’altra vuole altro. Vedremo in seguito chi sono queste due metà divise.
Quale altro essere su questo pianeta, spontaneamente, vive una vita del genere?
Nessuno.

I pesci stanno nell’acqua e nuotano, i serpenti stanno nel deserto e strisciano, i lupi stanno nel bosco e cacciano, i leoni e le gazzelle stanno nella savana e via di questo passo. Chi può volare vola, chi può correre corre, chi può vedere nel buio vive di notte, chi può arrampicarsi si arrampica e alla via così.
Allo stesso modo chi non può volare non vola, chi è in pericolo nel buio esce di giorno, chi striscia non salta, etc. etc.
Nessuno di questi esseri si rammarica per ciò che non può fare, o invidia chi fa ciò che lui non può fare. Ogni essere di questo pianeta accetta e vive le proprie caratteristiche, ne ottiene il meglio, ne sfrutta ogni singola capacità. Un falco non invidia il leone, all’antilope non interessa volare, al serpente non servono le corna e non le indossa per sembrare o voler fare il cervo.
Ogni singolo essere vivente di questo pianeta è in armonia non solo con il suo ambiente, ma con se stesso e le proprie capacità.
Tutti tranne uno: l’umano.
Sembra che per costui le “regole” biologiche non valgano.
Non ha ali per volare, ma vuole volare lo stesso
, arrivando a rischiare la vita (per se e per altri) per farlo.
Non ha occhi per vedere nel buio, allora illumina la notte bruciando milioni di tonnellate di petrolio, inquinando l’aria che respira.
Il suo sistema è stato costruito per dormire di notte, ma lui prende eccitanti e si inventa attività per stare sveglio anche di notte.
L’umano ha armi corporee che gli consentono di cacciare una preda alla volta, massimo due, ma si inventa arzigogoli micidiali per fare stragi di intere specie animali e vegetali; ne ha perfino fatto un divertimento.
Come tutti gli altri esseri viventi, anche l’umano dipende dal pianeta Terra per poter vivere, ma è l’unico che sta facendo di tutto per distruggerlo, come se le conseguenze di ciò non lo riguardassero.

L’essere umano – fatte le dovute eccezioni – non si percepisce in armonia non solo con il suo ambiente, ma nemmeno con se stesso e le proprie capacità.

Se è in un posto, sogna e vuole essere in un altro. Se può fare bene una cosa, studia convulsamente per farne male un’altra. Se vuole avere figli, non li fa perché “non è il momento” o “non ho uno stipendio” (voglio ricordare che i nati nel 1945 sono stati concepiti sotto le bombe). Se fa freddo vuole il caldo, se fa caldo vuole il freddo…

Dicevo delle due metà dell’essere umano, che sono in costante contrasto l’una con l’altra. Sono la mente e il corpo di cui ho già scritto in diversi articoli.

Quando la mente vuole una cosa che il corpo non vuole, o non concede al corpo ciò di cui ha necessità, o camuffa una emozione, o dice una bugia, avviene il distacco.
Si materializza una condizione bio-illogica, o bio-disarmonica. In altri termini si verifica la “malattia”.

E quindi cosa c’è di non biologico nella vita di questa umanità?
Se facciamo eccezione per le poche popolazioni tribali oggi ancora lontane dalla follia della “civiltà”, tutto.
Non solo avvelenare cibo e acqua, negare l’infanzia ai bambini, la gravidanza alle donne, devastare interi continenti, inquinare i mari, alterare il clima, estinguere specie animali e vegetali, no, non solo.
Soprattutto è negare a se stessi la propria natura, la propria verità
, mentire sui propri reali bisogni e convincersi a forza che va bene così. Giustificare la rovina con un millantato futuro migliore, dimenticando la verità del presente.

Credere che il proprio corpo, preso a calci da tanta stupida superbia e tanta cieca disonestà, stia facendo degli sbagli se cerca di difendersi e mantenersi in vita.
Questa è la condizione non biologica più grave.

Una umanità che nega la propria natura, non solo non ha speranza, ma sta chiedendo insistentemente la propria estinzione e, come dicono i saggi, chiedere è metà dell’avere.
Ah, dimenticavo, le guerre non servono solo a vendere più armi. Servono a rendere schiavi i sopravvissuti a tali guerre. Saranno schiavi non di qualcuno in particolare, ma schiavi dei propri desideri, dei desideri di essere o avere ciò che la Natura non ha dato loro.
Schiavi del volere essere ciò che non sono.
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giovedì 9 agosto 2018

Abbiamo esaurito le risorse della Terra, ma guai ad abbandonare il consumismo!

Abbiamo esaurito le risorse della Terra, ma guai ad abbandonare il consumismo!

Come ormai accade puntualmente sin dal 1970, abbiamo nuovamente esaurito con largo anticipo le risorse che la Terra è in grado di rigenerare nel corso dell'anno corrente.

Nonostante gli accorati appelli di scienziati ed ecologisti, l'earth overshoot day (il giorno del debito ecologico) si è verificato il primo di agosto: mai così presto, da quando l'umanità ha oltrepassato per la prima volta il limite che sancisce la sostenibilità.

E mentre la torrida estate distrugge i raccolti nel Nord Europa e il riscaldamento globale fa strage di animali con la complicità dell'inquinamento, Apple entra nel Guinnes dei primati toccando quota 1.000 miliardi di capitalizzazione, come a voler sottolineare tutta la follia dell'odierna società, che non si cura affatto delle cose fondamentali per dare un'enorme importanza all'inessenziale.

Forse l'umanità riuscirà a comprendere cosa intendo, soltanto quando a forza di sprecare tempo, risorse, energia e lavoro per produrre e consumare cose inutili e dannose in quantità crescenti e a ritmi sempre più elevati, finirà per compromettere l'ecosistema a tal punto da non riuscire più a disporre di aria, acqua e cibo a sufficienza per assicurare la sua sopravvivenza.

Ci stiamo già ammalando a causa dei veleni che abbiamo immesso nell'ambiente e che ormai respiriamo, beviamo e mangiamo ogni singolo giorno, ma la sofferenza dovuta alla malattia evidentemente non è ancora sufficiente per far risvegliare le coscienze assopite.

Tutto ciò impone una seria riflessione, perché è del tutto evidente che se non si sceglierà di far decrescere il sistema economico in modo intelligente, abbandonando ogni sorta di consumo superfluo, in breve tempo l'ecosistema collasserà.
A quel punto l'economia decrescerà lo stesso, che lo si voglia o no, ma invece di farlo in modo controllato, precipiterà, facendo morire di stenti miliardi di esseri viventi: umani inclusi.

Che cosa propongono i lungimiranti economisti per risolvere la situazione? Di far crescere ulteriormente l'economia: si tratta di un'ottima soluzione, se lo scopo è quello di accelerare il declino dell'intera umanità.

Com'è noto dall'esperienza, le vere soluzioni ai problemi della società non arrivano dall'alto, per risolvere sul serio le criticità c'è bisogno di cambiamenti individuali. 

Ma che cos'è disposto a fare in prima persona l'essere umano medio per evitare la catastrofe? Nulla.

Chi può permetterselo economicamente, non ha alcuna intenzione di abbandonare la moda e il consumismo, non vuole cambiare alimentazione, non si preoccupa di ridurre l'utilizzo della sua automobile e non si degna neanche di rinunciare ai vizi più malsani;
d'altro canto, chi non può permetterselo, nel suo intimo sogna ardentemente di poter fare altrettanto di chi invece può, e non appena la sua ricchezza si accresce, ecco che inizia ad iper-consumare, se non altro per celebrare la propria ascesa sociale.

Le soluzioni sono ben note, ma non c'è la volontà di attuarle.
E allora: buona sesta estinzione di massa a tutti! 
Non c'è salvezza per chi s'è messo in testa di voler morire.

Se l'umanità non sceglie di orientarsi alla vita, non resta altro che sperare che dalle ceneri di questa (in)civiltà fiorisca una Nuova Umanità.
Mirco Mariucci  
Fonti:

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venerdì 4 settembre 2015

LE RAGIONI DELL’INFINITO

di gianni tirelli
LE RAGIONI DELL’INFINITO
Quando osserviamo una formica (presa come esempio), non possiamo che limitarci a prendere atto dei suoi comportamenti e dedurne solo azzardate, empiriche e supposte conclusioni (quasi una scommessa), in quanto, la logica dell’uomo non corrisponde per nessun motivo al mondo a quella della formica e delle altre infinite specie viventi.
Supponendo poi, che una quanto improbabile forma di vita aliena si soffermasse ad indagare sui comportamenti umani per dedurne, in seguito, i ragionamenti, gli scopi e le finalità, il risultato sarebbe il medesimo. Quando parliamo di struttura del DNA, di patrimonio genetico, mappa genetica, cromosomi, acidi nucleici & company, non abbiamo detto né determinato nulla ma, grossolanamente, individuato a spanne un’infinitesima parte di quel processo imperscrutabile che è la vita e la sua impropriamente detta, origine.

E’ del tutto lecito immaginare e credere che all’interno dei cosiddetti geni, ci siano altri mondi, universi e altrettante forme di vita, strutturate in cellule, cromosomi, nuclei, dna, dalle dimensioni infinitesimali e, per loro natura, verità inviolabili, inaccessibili all’arida e un po’ rustica e grossolana conoscenza scientifica.
E’ banalmente così! Un tale progetto, procede imperturbabile lungo tutto il cammino dell’infinito, e a niente e nessuno è concesso deviare il suo corso e ostacolare le sue ragioni.

Da questa considerazione possiamo ricavare la logica conclusione di quanto, stupida ed effimera sia oggi la ricerca scientifica che, contrariamente alle rosee aspettative che si era ingenuamente prefissa, ha prodotto una realtà cancerogena.

Risultato ultimo della sconsiderata manipolazione e profanazione di quel processo imperituro (e del suo intrinseco scopo), che nell’ultimo secolo abbiamo alterato, modificato, ostacolato e interrotto con risultati a tal punto catastrofici, da avere innescato e  determinato quel processo di necrosi che porterà l’umanità verso l’estinzione.
gianni tirelli

domenica 21 giugno 2015

E' iniziata la sesta estinzione di massa sulla Terra

Earth Changes: “iniziata la sesta estinzione di massa sulla Terra”

Gli esperti avvertono che i tassi di estinzione,  hanno raggiunto livelli mai visti dalla scomparsa dei dinosauri e che l’esistenza umana è minacciata!!

Non si tratta di fantascienza ma dell’esito di uno studio condotto da tre rinomate università statunitensi, la Stanfort, Princeton e Berkeley, secondo le quali anche l’uomo potrebbe essere coinvolto in questa nuova era di estinzione, proprio come avvenne con i dinosauri 65 milioni di anni fa.  Secondo quanto verificato dai tre atenei i vertebrati, famiglia alla quale appartiene anche l’uomo, stanno scomparendo con grandissima rapidità, ad un ritmo 114 volte superiore a quanto ci si aspetterebbe.
Un processo di estinzione di massa che va arrestato, altrimenti, ha spiegato Gerardo Ceballos alla Bbc, qualora non faremo nulla per fermarlo, “ci vorranno milioni di anni per riprendersi e la nostra specie sarà probabilmente tra le prime a scomparire“.

Il risultato è arrivato analizzando il tasso di scomparsa di specie di vertebrati ed esaminando i fossili di quelli già persi. Lo studio ha evidenziato che sono scomparsi oltre 400 vertebrati dal 1900 con un ritmo in costante crescita legato in primis a cambiamento climatico, inquinamento e deforestazione. Secondo i ricercatori in appena tre generazioni umane verranno persi i benefici incalcolabili per l’agricoltura e l’ambiente in generale dell’impollinazione delle api, ad altissimo rischio estinzione.
La causa della sesta estinzione di massa si chiama Homus stupidus
Di tutte le estinzioni di massa che si sono verificate sulla Terra, questa sarebbe la prima causata dai suoi stessi abitanti.  Le altre hanno avuto tutte origini esterne, come la caduta di meteoriti, l’esplosione di una supernova nello spazio o variazioni nella temperatura ambientale. Alla Terra, che ha 4,5 miliardi di anni, non importa molto: ogni volta ha ricostruito con pazienza la vita, in forme diverse rispetto a quelle precedenti, ma anche progressivamente più evolute. Dovrebbe importare invece molto all’Homo sapiens, che la abita da soli 200 mila anni e che in soli due o tre secoli – più stupidus che sapiens – distruggerà l’ambiente necessario alla propria sopravvivenza.
Come dichiarato da Papa Francesco nella recente Encliclica “Laudato si” – “occorrono un nuovo modello di sviluppo e di solidarietà, il rispetto di tutti gli esseri viventi che formano l’ecosistema e la fine della depredazione delle risorse terrestri in nome del guadagno.”

In un mondo guidato da governi che non riescono a mettersi d’accordo su nulla, sembra proprio impossibile. Come in un film di Kubrick, lasceremo da qualche parte un monolite con scritto: «Siamo stati qui, non fate come noi».
Redazione Segnidalcielo

venerdì 18 luglio 2014

La Terra è sull’orlo dell’estinzione di massa, paragonabile a quella avvenuta 65 milioni di anni fa


Quante specie, vegetali ed animali, possiamo permetterci di perdere prima della catastrofe completa? Secondo gli ultimi studi non molte, la Terra è sull’orlo del crollo e rischia la sesta estinzione di massa.

Il biologo Stuart Pimm della Duke University lancia la bomba:  la Terra è sull’orlo dell’estinzione di massa, paragonabile a quella avvenuta 65 milioni di anni fa. Pimm, grazie anche al suo team di ricercatori, ha scoperto che i tassi di estinzione sono 1000 volte superiori alla norma.


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Le cause sono diverse: deforestazione, cambiamento climatico globale ed esaurimento delle attività di pesca oceanica sarebbero solamente alcune motivazioni del crollo. L’uomo ha avuto un ruolo fondamentale causando la scomparsa di specie animali e vegetali ed il numero purtroppo è in continuo aumento. Fino a dove ci si potrà spingere? Secondo Stuart Pimm non molto oltre, infatti la soglia della sesta estinzione mondiale dipenderà da noi.

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Un’altra motivazione che sta portando la terra verso il collasso è la perdita di habitat, causa l’urbanizzazione ed il cambiamento climatico.  Pimm sostiene che potrebbe esserci speranza per quanto riguarda la conservazione della biodiversità a patto che l’uomo si impegni a migliorare la cura dell’ambiente.

Fortunatamente arrivano anche delle buone notizie, infatti studiando il Dna animale i biologi hanno creato una sorta di albero genealogico per i gruppi animali per calcolare quando sono emerse le nuove specie e sembrerebbe che ogni specie di vertebrati dia origine ad una nuova specie animale una volta ogni 10 milioni di anni.

Namibia Zebra Migration

Stuart Pimm sostiene che gli ecosistemi non potranno sostenere questo tasso, 1000 volte superiore alla norma, e di conseguenza ci sarà il collasso e dunque l’estinzione. Il team del dottor Pimm ha stilato una mappa globale che mostrerebbe il numero di specie minacciate suddivise in griglie di 10 chilometri quadrati. Questa mappa sarà di grande aiuto per gli ambientalisti, come ad esempio lo è per Clinton Jenkins dell’Istituto per la ricerca ecologica in Brasile. Jenkins notando un numero molto elevato di specie minacciate sulla costa brasiliana, per via di alcune foreste danneggiate, si è messo al lavoro, con l’aiuto di un team brasiliano, per acquistare alcuni terreni e ricollegare i frammenti di foresta isolate dal disboscamento.

Scitto da Miguel Sanchez - Per Segnidalcielo.it


riferimenti: Reuters.com
Articolo preso da: Segni dal cielo
http://misteriufo.newsbella.it/ 

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