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martedì 5 maggio 2020

5G, Covid-19, Nanofisica e Vaccini

Considerazioni sul rapporto tra radiazione 5G, Covid-19, Nanofisica e Vaccini
25 Aprile 2020By Richard
Foto di ADMC da Pixabay
Paolo Di Sia University of Padova, Italy - paolo.disia@unipd.it
A.S. Šorli - Bijective Physics Institute, Slovenia - sorli.bijective.physics@gmail.com
Riassunto:
L’attuale emergenza Covid-19, gestita in maniera poco lineare, ha messo in luce alcune problematiche che vanno oltre l’emergenza sanitaria, in particolare riguardo alla sua possibile relazione con lo sviluppo della tecnologia 5G e in relazione a tutto ciò che ruota attorno al mondo dei vaccini. Nell’articolo vengono presentati in modo scientifico i legami tra le tre tematiche sopra menzionate, con indicazioni su possibili strade da percorrere, che siano nella direzione della salute umana e del pianeta.

1. Introduzione:
Uno dei grandi problemi dell’attuale tecnologia consiste nel fatto che spesso, pur di raggiungere nuovi traguardi di sviluppo tecnologico e quindi di potenziale beneficio per la società, la ricerca si incammina in strade che portano a nuove scoperte, le quali però non vengono attentamente valutate in relazione ai possibili danni di varia natura che esse possono produrre, all’uomo come agli animali e alla vegetazione. Lo scopo di questo lavoro è di ragionare con attenzione e rigore scientifico sui possibili danni derivanti dall’interazione della radiazione 5G per tutti gli organismi viventi.

2. Analisi della radiazione 5G alla luce di recenti scoperte:
Se vogliamo cercare di ottenere un quadro scientifico delle interazioni della radiazione 5G sugli organismi viventi, dobbiamo per prima cosa capire che il 5G è un’onda elettromagnetica facente parte di un vuoto quantistico superfluido, il quale è la base energetica dello spazio come totalità, dove tutto (noi inclusi) esiste. In questo vuoto, che costituisce la base del tutto, sono presenti anche fotoni virtuali; quando il vuoto viene attivato (eccitato) aggiungendo energia ad esso, i fotoni virtuali si trasformano in fotoni correnti [1]. Quando ad esempio un pezzo di ferro viene riscaldato, inizia a irradiare fotoni dal vuoto nel luogo in cui si trova. Allo stesso modo, un’antenna 5G eccita il vuoto e irradia fotoni, cioè onde elettromagnetiche nello spazio. Lo sviluppo scientifico del modello del vuoto quantistico superfluido mira ad estendere il principio di uguaglianza di massa ed energia al vuoto. Questo ci sta consentendo di avere un quadro chiaro su come sono collegati gravità, energia e massa [2] e come l’elettromagnetismo è collegato alla gravità [3].
Il 5G opera a frequenze che possono arrivare all’ordine di 100 GHz o superiori [4]; in termini di fisica quantistica, noi sappiamo che l’energia è proporzionale alla frequenza secondo la costante di Planck:
E(v)=hv (1)
dove h è la costante di Planck il cui valore numerico risulta: h = 6.626 x 10^-34 Js. Il valore di frequenza di 100 GHz porta ad un valore di energia:
E (100 GHz) = 6,626 x 10^-23 J = 4,14 x 10^-4 eV (2)
Si tratta di un alto valore di energia che viene rilasciata nello spazio. Sappiamo che esiste una radiazione elettromagnetica coerente in ogni organismo vivente, la quale è alla base della funzionalità dell’organismo [5,6]. Un campo elettromagnetico coerente è un mezzo di informazione tra le cellule, una sorta di Internet intercellulare. Si tratta di valori del range delle microonde (Figura 1), che sono le onde utilizzate per il funzionamento di forni a microonde.
Fig.1 Lo spettro elettromagnetico
Molti studi sono stati condotti in proposito, in particolare circa i possibili effetti cancerogeni del cibo cotto in tali forni. Pensiamo che nel nostro caso non si tratta di cuocere cibi, si tratta di un dispositivo che lavora a queste frequenze ad essere in prossimità/contatto con il corpo umano. E’ pertanto una situazione che presenta senza dubbio potenziali rischi, sarebbe come avere la testa a contatto con un forno a microonde acceso e aperto.
L’influenza delle onde elettromagnetiche sugli organismi viventi si verifica a livello di sovrapposizione con il campo elettromagnetico coerente dell’organismo stesso, e il suo effetto potrebbe diventare disturbante al punto da rendere difficile il corretto funzionamento dell’organismo.
Quando le onde elettromagnetiche dei dispositivi di uso comune risultano più piccole, il disturbo diventa più lieve, e viceversa. L’installazione dei ricevitori 5G nei luoghi con alta densità di persone, come le città, va discusso con attenzione e soprattutto, in un contesto civile e democratico, in relazione al parere delle persone, poichè può risultare estremamente pericoloso per la salute umana. In Svizzera, paese notoriamente attento alle problematiche connesse con la salute della gente, sono state fatte le debite valutazioni e si ritiene di non utilizzare il 5G anche se già installato [4].

3. Indicazioni sperimentali
Gli organismi viventi operano tutti secondo principi simili, i mammiferi in particolare. Il controllo della sicurezza 5G è molto semplice e può fornire un risultato sicuro con un alto grado percentuale. Esperimenti condotti su una specie appartenente alla tipologia di blattoidei, considerati per le loro caratteristiche tra gli insetti più resistenti in natura, ha dimostrato che l’esposizione prolungata alla radiazione 5G porta a modificazioni evidenti del loro comportamento, come l’arresto di assunzione di cibo, l’arresto della riproduzione, un effetto disturbante che li espone alla luce (contrariamente alle loro abitudini) e quindi a maggiori rischi da parte di predatori [7]. Si auspicano pertanto nuovi esperimenti, simili come quelli già condotti, variando il tipo di organismi viventi, la durata dell’esposizione alla radiazione e altre variabili da valutare con attenzione. Si potrebbero mettere dei topi di laboratorio in un recipiente con una determinata quantità di cibo in una scatola posizionata vicino ad un dispositivo 5G in funzione, e un’identica altra scatola con le stessa quantità di cibo e lo stesso numero di topi ad una prefissata distanza dallo stesso dispositivo 5G. Entrambe le scatole possono avere le caratteristiche generali affinchè le condizioni di vita all’interno siano le stesse, con la sola differenza che la radiazione 5G investe una di esse in modo molto più significativo rispetto all’altra. Dopo un tempo prefissato, 30 giorni o più ad esempio, i topi delle due scatole vanno confrontati presso un istituto biologico accreditato e libero da condizionamenti possibili di varia natura, per verificare il loro stato globale di salute. Lo stesso esperimento potrebbe poi venire effettuato con altre tipologie di animali (ad esempio lombrichi) e con realtà appartenenti al mondo vegetale.

4. Analisi delle correlazioni
E’ ben noto che da alcuni anni a questa parte il dibattito globale sull’utilizzo dei vaccini si è amplificato; è altresi noto che grandi industrie farmaceutiche mondiali spingono sempre più per vaccinazioni di massa, in nome della protezione della salute della popolazione mondiale, spesso adombrando la prospettiva dei ricavi miliardari che possono derivare da tali tipi di azione, e a fronte di discutibili ragioni circa l’effettiva funzione di tali vaccini, in particolar modo quelli di tipo influenzale. Non intendiamo indagare sulla modalità di diffusione dell’attuale Covid-19, su cui comunque ci sarebbe molto da discutere; tale problema è stato attualmente messo in secondo ordine, ma è illuminante a tal proposito il parere del premio Nobel 2008 Luc Montagnier [8]. Si parla di “pandemia” nonostante il numero di decessi nel mondo non sia assolutamente paragonabile a quello di documentate pandemie avvenute negli scorsi anni; si tratta di un’infezione da coronavirus, virus influenzale appartenente al ceppo “corona”. Molte voci si sono alzate in queste settimane, in particolare da parte di persone considerate “esperte”, in favore di possibili future vaccinazioni di massa, o per fasce d’età, sempre in nome di un presunto bene per la popolazione.
I vaccini sono però sotto inchiesta da anni per i possibili effetti collaterali che possono causare. Indagini condotte al microscopio elettronico hanno verificato la presenza di vari contaminanti di tipo solido al loro interno. I risultati mostrano la presenza di particolato micro e nanometrico composto da elementi inorganici che non sono dichiarati tra i componenti e la cui presenza indebita non è scientificamente spiegabile. Si tratta di contaminanti non biodegradabili e non biocompatibili, metalli pesanti, che, da prove raccolte, suggeriscono alcune ipotesi correlate a malattie [9-11].

I metalli pesanti, e non solo, possono essere reattivi a livello nanometrico con la radiazione elettromagnetica, in particolare anche la radiazione 5G, alterando la coerenza delle onde elettromagnetiche coerenti degli organismi viventi e causando possibili malattie degenerative [12].
L’uso dei vaccini in combinazione con il 5G può dare una sensibile azione negativa globale sulla salute delle persone e sulla vita.

Il ministro della Sanità Gantar ha dichiarato alla TV alcuni giorni fa che la mortalità in Slovenia nel primo trimestre del 2020 è la stessa degli anni precedenti, e lo stesso vale per l’Italia. E’ interessante notare anche le analogie esistenti tra luoghi di grande diffusione del covid-19 e contemporanea presenza di rete 5G; le figure reperibili online evidenziano chiaramente tale sovrapposizione.
La quasi-scienza, più al servizio delle multinazionali che alla scienza in sè, ha dato a covid- 19 un’importanza e una drammaticità esagerate, annunciando il supporto di dottorati di ricerca e borse di studio per sviluppare azioni di distruzioni del covid-19; ma ciò sembra far parte del piano di industrie farmaceutiche e dell’OMS, come chiaramente descritto dal Dr. Shiva Ayyadurai, MIT PhD [13].

5. Conclusioni

martedì 14 gennaio 2020

La Terra non si muove. Il fisico Giancarlo Infante pubblica "Controstoria dell'eliocentrismo”.

La Terra non si muove, ecco perchè... (Video)

Con noi il fisico Giancarlo Infante. Ha pubblicato "Controstoria dell'eliocentrismo".

"I più autorevoli filosofi e storici della scienza sono concordi nell'asserire che la rivoluzione copernicana non prese avvio da motivazioni astronomiche, ma da ragioni ideologiche. Gli stessi Copernico e Galileo condivisero la dottrina pitagorica, a sfondo anticristiano, prima ancora di elaborare il traballante modello astronomico che la simboleggiava.

Se dunque non furono ragioni scientifiche a determinare il nascere e l'imporsi del modello eliocentrico, fino a che punto l'idea del movimento della terra trova corrispondenza nella dimensione reale?

L'opera presenta proprio questa "controstoria" dell'eliocentrismo. La lettura dei capitoli può essere realizzata anche non in successione, rimanendo aperti alla possibilità che in essi possa esservi un fondo di verità non ancora considerata".

Laureato in fisica, Infante insegna nelle Scuole Secondarie. E' cultore di filosofia teorica presso l'Università degli Studi di Salerno, nonché redattore della rivista "Scienza e Sapienza".

Tra le sue pubblicazioni, gli articoli: Il simbolismo della luce, Milano 1997; Galilei e il simbolismo magico, Brescia 2002; La prigione cosmologica, Udine 2002. Ed i saggi: Il mondo 'pesante' di Newton, Napoli 1994; Discorsi sulla relatività ristretta di Einstein, Salerno 1997; Implicazioni metafisiche nel concetto di materia, Salerno 1999, Le radici esoteriche della scienza moderna.

La Terra non si muove: Giancarlo Infante(video)

Eliocentrismo - La storia completa(video)


Fonte: Border Nights
 


domenica 7 aprile 2019

“Half Life” - Siamo metà “sangue” e metà “fuoco”.

“Half Life” - Siamo metà “sangue” e metà “fuoco”.
In quest’epoca così moderna così avanzata solo in pochi si accorgono che abbiamo perso la conoscenza e la saggezza in cambio della modernità tecnologica, in particolare sappiamo davvero ben poco sul nostro essere multidimensionale, mi accingo dunque a lasciarvi alcune mie riflessioni su chi/cosa siamo.

Qualche anno fa nell’articolo “Emozioni, vibrazioni e scelte” ricordavo che la natura fisica conosciuta è costituita da una vibrazione di fondo che è presente in ogni cosa, ma rimane ancora il mistero su cosa essa sia; la fisica nucleare ha dimostrato che a livello subatomico di fatto non esiste nulla “il re è nudo”, nei componenti subnucleari non c’è nulla di tangibile per le limitate conoscenze dell’uomo moderno, solo non una forte energia che con il suo movimento vorticoso genera delle pareti elettromagnetiche con dei limiti di forma specifici che noi chiamiamo particelle elementari.

Riguardo a queste particelle, che sono i costituenti della dimensione in cui viviamo, la scienza ha fatto passi da gigante, basti pensare agli enormi investimenti negli acceleratori sparsi per il mondo necessari per scoprire i segreti della materia, tuttavia ci sono dei limiti al nostro metodo d'indagine(scientifico) e quando con esso non si riesce a risolvere un problema si crea-stabilisce una formuletta-principio-dogma-assioma che ci solleva dai nostri fallimenti-limiti; in materia di particelle elementari vige il principio di indeterminazione che dichiara la possibilità di determinare solamente o la posizione oppure la velocità di una particella elementare (es. elettrone), non si riuscirà a determinarle entrambe simultaneamente, quindi il suddetto principio ci solleva da qualche "colpa" per non essere riusciti a … l’uomo è fatto così, si deve sempre giustificare.

Nell’individuare la posizione dell’elettrone o delle altre particelle ci si è accorti che la loro impressionante velocità è apparente poiché in realtà queste particelle non si muovono affatto ma, in tempi infinitesimali, scompaiono e ricompaiono in un’altra posizione all’interno della “nuvola” orbitale, tali scomparse e riapparizioni dovrebbero(io non ho avuto ancora modo di trovare conferme) avere analoghi tempi di esecuzione. Chiaramente gli scienziati si sono chiesti dove vanno a finire l’elettrone o le altre particelle subnucleari nel tempo in cui scompaiono, ma oggettivamente non è facile trovare una risposta a questa domanda che pertanto ancora non c’è.

Da quanto detto si può desumere che ogni infinitesimale costituente del nostro corpo occupa la realtà fisica solo metà del tempo che passa, l’altra metà si trova altrove e dove?
Non è che noi abbiamo una doppia natura fisica e spirituale, costituenti che si compenetrano?
Non è che l’altra nostra metà è quella spirituale di cui tanto si parla e che l’uomo un pochino più evoluto riesce a percepire e concepire?
La metà invisibile-non fisica è quello spirito che ci sentiamo bruciare dentro e che è alla base di questa realtà fisica, spirito contenuto in ogni cosa come ben sapevano i nativi americani che lo contemplavano in ogni essere vivente e “non vivente”?

La nostra esistenza terrena è dunque metà fisicità e metà spiritualità?
C’è da dire poi che la nostra "metà" fisica, che riguarda ogni singolo atomo e sua sub particella, di fatto è costituita da niente di solido, ma di pura energia e quindi viene da chiedersi, come hanno già fatto molti pensatori del passato, quanto è reale la nostra esistenza?
E’ forse quello spirito che facendo vorticare le energie crea la materia e ce la fa percepire come fisica?

E a noi esseri in carne ed ossa ci hanno sempre fatto credere e vedere solo una piccola parte di ciò che siamo, la nostra effimera materialità contenuta nel tempo e nello spazio mentre ci viene nascosta la nostra metà “divina”, illimitata nella concezione spazio temporale. Ci tengono centrati  solo sulla nostra natura fisica e ben a distanza da tutto il resto per non farci capire chi siamo; hanno il timore che potremmo scoprire il nostro essere nella sua interenza e con ciò arginare molte delle paure moderne, perlopiù indotte, rendendo vano il loro controllo-oppressione.

Di questo altro stato dell’essere si parla da sempre ed in molti modi, c’è chi lo chiama etere, chi la chiama coscienza, chi spirito universale, virtualità, energia oscura, pensiero cosmico, forza elettrodebole(particella Z°), anima ecc. ecc. tuttavia da più parti viene riconosciuto che tale status è componente del sé ed è alla base della nostra parte percettibile ai sensi ed è presente in ogni cosa “fisica”, e anche se non riscontrabile con i mezzi moderni l’uomo può percepire quella forza che è alla base di tutto e che potremmo anche chiamare Amore.
“…personalmente ho compreso che esiste una cura alle molteplici vicissitudini dell’essere umano, non è un rimedio, ne tantomeno un farmaco, non si vede né si può toccare, non costa nulla ma ha un suo prezzo, pervade in ogni cosa dall'atomo all’universo intero, costituisce la stragrande percentuale di tutto ciò che esiste di misurabile (5%) e non (95%), è una forza, è intelligente, dona la vita, è una forma d’energia sconosciuta alla scienza tanto che la definisce oscura, viene anche chiamata forza elettro debole, ma di debole ha solo il nome, essa genera e modifica costantemente la materia, mai nessuno è riuscito a individuarla scientificamente, nonostante ciò l’uomo può accedere ad essa ed usarla, l’uomo la percepisce come un umore, come un sentimento; si chiama AMORE. ”- Fonte
“Noi siamo e non siamo allo stesso tempo” diceva un saggio pensatore del passato(Eraclito) ed io aggiungo che anche quando “siamo” in realtà non siamo poiché la realtà fisica non esiste è solo percepita quindi, anche quando “siamo”, non siamo, ma sentiamo-percepiamo.
Siamo un continuo pulsare di una forza sconosciuta.
Se per un attimo fermassimo le nostre attività mentali forse riusciremo a “sentire” nel profondo l’altra nostra metà, poi pian piano la capiremmo ed infine ad useremmo per cambiare anche la metà fisica sia che riguardi noi che il mondo circostante. 

Quando si giunge a “sentire” l’altra metà l’inquietudine nascosta ed insita nell’essere umano-divino(di scoprire chi è) si acquieta e non si sente più il bisogno d’altro.
E' auspicabile vivere con consapevole presenza questo impercettibile quanto inesplicabile “battito” di Vita.(fonte)
Siamo metà “sangue”(emozione-sentimento) e metà “fuoco”(intenzione-volontà-pensiero-intelletto).
Marcello Salas

domenica 18 febbraio 2018

Le “trasmutazioni biologiche” di Louis Kervran

Le “trasmutazioni biologiche” di Louis Kervran
di Luca - 7 febbraio 2018
Da tempo si parla spesso di frutti elettivi, di integratori magici , di super food, ma per quanto a volte possano avere degli effetti con determinati cibi o sostanze il più delle volte il corpo si “arrangia” da solo nel trovare le sostanze di cui ha bisogno.
Pubblico qui un capitolo estratto dal libro Fruttalia, che abbiamo scritto per parlare di Louis Kervran e in relazione a tutti i discorsi sulla necessità o in questo caso inutilità di integrare la vitamina B12.

Com’è possibile ottenere tutti gli elementi essenziali per la nostra vita, anche se il cibo ideale dell’uomo, la frutta, non ne contiene traccia?
Corentin Louis Kervran (Quimper, Bretagna, 1901 – 2 febbraio 1983) fu un chimico e fisico francese e a cui dobbiamo la risposta a questa domanda. Era un docente universitario, esperto in Medicina del lavoro, in Igiene e in Agricoltura, e fu per venti anni direttore del servizi francesi per la prevenzione degli effetti dannosi delle radiazioni atomiche.
Parlare della scoperta di Kervran non è facile; le sue ricerche iniziano attorno al 1935 e i suoi esperimenti, che lo portarono a postulare la sua teoria, nel 1961. Sono stati così fortemente ridicolizzati e, subito dopo, insabbiati, che non dovete stupirvi se non avete mai sentito parlare di lui. Eppure fece una delle più grandi scoperte al mondo, confermate nel 1973/74 dalle prove effettuate al CERN di Ginevra, uno dei centri di ricerca più grandi ed all’avanguardia.

Grazie a lui, è ora facile capire e rispondere ad una delle domande più assillanti che si sente rivolgere chi non mangia carne, vale a dire la presunta mancanza di Vitamina B12 e il suo approvvigionamento.
La B12 è una vitamina che si trova in abbondanza nei muscoli degli animali ed è introvabile nei vegetali, ed è forse per questo motivo che è facile accettare l’idea che la carne sia l’unica fonte di approvvigionamento accessibile. I disturbi funzionali da mancanza di B12 sono davvero gravi e la particolarità di questa vitamina è la sua composizione che si basa sul cobalto, che è un elemento tossico e praticamente inesistente sulla crosta terrestre.
Per comprendere come sia possibile vivere di sola frutta e non avere carenza di B12, è bene iniziare dalla storia del suo lavoro.

Gli esperimenti:
In uno dei suoi esperimenti più rappresentativi, Louis Kervran fu in grado di far deporre uova perfette, il cui guscio è un composto a base di Calcio, da galline alle quali fu somministrata una rigida dieta priva di questo minerale. Le soluzioni erano perciò due: o le galline attingevano il Calcio da risorse interne (le proprie ossa), oppure il metabolismo riusciva a ricavarlo da un’altra fonte.
Alla fine, i risultati furono evidenti e quantomeno strabilianti: la fonte da cui traevano il Calcio non erano le ossa, ma era il Potassio di cui era ricca la loro nuova dieta.
Questa scoperta, venne replicata più volte anche da altri ricercatori e verificata su più esseri viventi, piante comprese.

Un animale su cui è facile verificare questo fenomeno è il granchio che, durante il suo periodo di muta, in cui non si alimenta in alcun modo, è in grado di ricomporre la sua corazza, che è composta in gran percentuale da Calcio.

Tenetevi forte perché la conclusione di questi esperimenti ed osservazioni è davvero strabiliante: la Natura è in grado di compiere un fenomeno di cui erano alla ricerca anche gli antichi alchemici : la trasmutazione degli elementi. Una reazione nucleare a debole energia a rilascio energetico pari a zero, capace di generare un atomo partendo da un altro, ovvero, come nell’esempio sopra, partire dal Potassio e trasformarlo in Calcio senza che in questo passaggio sia generato o assorbito del calore.

La scienza moderna per decenni si è rifiutata di riconoscere questa verità, e solo dopo la conferma ufficiale data dagli esperimenti del CERN ha dapprima riconosciuto l’ “effetto Kervran” come reale, ma subito dopo si è impegnata a far cadere una cortina di silenzio su questo aspetto della Natura.

La Scienza Nucleare, attualmente, è in grado di trasmutare gli elementi solo utilizzando alte energie; inoltre, si pensa che il fenomeno della fusione fredda si basi proprio sull’effetto Kervran.
Comprendete la portata di tale scoperta e i gravi danni economici che ne conseguirebbero per le case farmaceutiche e per l’industria alimentare? Capite che i parametri con cui attualmente descriviamo la vita terrestre sarebbero tutti da rivedere?

Che giustificazione dareste voi alla volontà, da parte di chi guadagna sul persistere delle malattie, di far rimuovere queste ricerche che pregiudicano i loro prodotti?
Domande pesanti cui non vogliamo dare risposta in questo libro, ma che speriamo possano far nascere spunti di riflessione e curiosità di approfondimento.
Come si lega dunque questa scoperta con la vitamina B12 sarà ora molto semplice da capire e, per farlo, approfondiamo un poco la relazione che lega il Potassio al Calcio.
Questi due elementi sono vicini nella tavola periodica degli elementi, poiché il Potassio ha numero atomico (numero di protoni nel nucleo) 19 e il Calcio 20.
Che elemento si trova vicino il cobalto? Il Ferro, il metallo più diffuso in natura.
Quindi, secondo la tesi di Kervran, il corpo umano sarebbe in grado di trasmutare il Ferro, numero atomico 26, in Cobalto 27, e di sintetizzare la vitamina B12, in barba a chi dice il contrario , esattamente come lo fanno mucche, cavalli e tutti gli altri animali erbivori.
Altrimenti c’è qualcuno che sa spiegarci come fanno questi animali ad averne in abbondanza nelle loro fibre, mangiando solo erba di cui si ha la certezza non poter esserne la fonte?

Per chi non fosse ancora convinto (e credeteci che avete tutta la nostra comprensione) di questa straordinaria capacità della natura, daremo due ulteriori esempi per cui non serve essere scienziati ma solo osservatori dotati di una comune intelligenza.

lunedì 8 gennaio 2018

Carlo Rubbia, Nobel per la fisica, smonta la bufala dei cambiamenti climatici

Nobel per la fisica, Carlo Rubbia rivela la bufala del riscaldamento globale
Sembra ormai chiaro che la "storia" del riscaldamento globale che sta causando l'uomo è una vera e propria bufala creata ad arte per ottenere principalmente dArricchirsi con gli svariati parametri da rispettare e sanzioni che ne conseguono, creare un problema a livello globale per far credere alla popolazione che necessiti una soluzione e di conseguenza un unico governo globale.

Purtroppo per quelle persone che ancora ci credono (alcuni di loro in buona fede) la temperatura aumenta e diminuisce da milioni di anni e sicuramente non a causa delle "umane" immissioni di co2.

Qui di seguito condividiamo il video del fisico Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica del 1984, nel discorso che fece al Senato del 2014.ue 

lunedì 6 marzo 2017

L'emozione umana modifica il mondo che ci circonda

L'emozione umana modifica il mondo che ci circonda

Tre diversi studi, eseguiti da diversi gruppi di scienziati hanno dimostrato qualcosa di veramente straordinario. L’emozione umana modella letteralmente il mondo che ci circonda. Non solo la nostra percezione del mondo, ma la realtà stessa.

Nel primo esperimento, del DNA umano isolato in un contenitore sigillato, è stato collocato vicino ad una cavia. Gli scienziati hanno dato al donatore degli stimoli emozionali ed ecco cosa è successo: In presenza di emozioni negative il  DNA “appariva” serrato. In presenza di emozioni positive le spire del DNA “apparivano rilassate”.
Gli scienziati hanno concluso che “l’emozione umana produce effetti che sfidano le leggi della fisica convenzionale.”

Nel secondo esperimento, un altro gruppo di scienziati hanno estratto leucociti (globuli bianchi) dal donatore e messi sotto osservazione per poter misurare le variazioni elettriche.
In questo esperimento, il donatore è stato collocato in una stanza e sottoposto a “stimolazione emotiva”  guardando un video clip, che ha generato diverse emozioni nel donatore.
Il DNA è stato posto in una camera diversa nello stesso edificio. Sia il donatore che il suo DNA sono stati monitorati e, come nel donatore si sono verificati picchi emotivi o valli (misurati da risposte elettriche), il DNA ha risposto nelle stesso modo e nello stesso tempo.
Gli scienziati a questo punto hanno voluto vedere se aumentando la distanza tra il donatore e il suo DNA, l’effetto si sarebbe ripetuto. Si sono fermati con il test quando arrivati ad una distanza di 50 miglia  si verificava ancora lo stesso risultato: nessun ritardo, nessun tempo di trasmissione.
Il DNA e il donatore avevano le stesse risposte identiche nel tempo. La conclusione è stata che il donatore e il suo DNA sono in grado di comunicare al di là di spazio e tempo.

Il terzo esperimento ha dimostrato qualcosa di abbastanza scioccante! Gli scienziati hanno osservato l’effetto del DNA sul nostro mondo fisico. Sono stati osservati dei fotoni luminosi, che costituiscono il mondo circostante, all’interno di un vuoto. Le loro posizioni naturali erano del tutto casuali.
Del DNA umano è stato quindi inserito nel vuoto. Incredibilmente i fotoni non agivano più in modo casuale ma seguivano precisamente la geometria del DNA.
Gli scienziati che hanno studiato questo fenomeno hanno dichiarato che i fotoni si sono comportati in un modo “sorprendentemente e contro-intuitivo”. Hanno concluso dicendo che il DNA umano plasma letteralmente il comportamento dei fotoni di luce che compongono il mondo intorno a noi!

Così, quando una nuova ricerca è stata compiuta, e queste tre affermazioni scientifiche sono state collegate tra loro, gli scienziati sono rimasti scioccati.
Sono arrivati alla conclusione stupefacente che le nostre emozioni influenzano il nostro DNA e il nostro DNA dà forma al mondo che ci circonda… le nostre emozioni cambiano fisicamente il mondo che ci circonda.

Non solo questo, siamo collegati al nostro DNA di là dello spazio-tempo. Noi creiamo la nostra realtà, scegliendo  i nostri sentimenti.

La scienza ha già dimostrato alcuni fatti piuttosto stupefacenti circa l’universo in cui viviamo. Tutto ciò che dobbiamo fare è collegare i puntini.

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martedì 28 febbraio 2017

Realtà e Illusione - Viviamo in un mondo Virtuale?

Realtà e Illusione - Viviamo in un mondo Virtuale?

Viator
"La realtà è una illusione molto persistente."
A. Einstein
Fin dalla antichità esiste una frangia culturale trasversale - spaziante dalla fisica alla spiritualità, passando per la matematica e la filosofia - convinta che la realtà in cui viviamo sia solo una illusione. Teorie affascinanti ma non dimostrabili, che per lungo tempo hanno occupato una angusta nicchia nello immaginario collettivo occidentale, fino al giorno in cui alcuni scienziati le hanno esaminate sotto una nuova luce, quella della fisica quantistica.

Secondo alcune stupefacenti sperimentazioni - infatti - ciò che percepiamo come materiale, tangibilmente reale - comprese le nostre stesse persone - potrebbe essere il frutto illusorio della interazione della 'coscienza' con una infinita serie di impulsi lumino-elettrici-informatici i quali si manifesterebbero in un ambiente ignoto, forse neutro come il programma 'struttura' del film Matrix, o forse no. Un ambiente che - in ultima analisi - potrebbe esistere solo nella stessa coscienza oppure coincidere con essa (v. post correlati).

Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero?, dice Morpheus in Matrix.
E se da un sogno così non dovessi più svegliarti? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà? E ancora: Che vuol dire reale? Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel 'reale' sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello...
"Nello Zen c'è un koan particolare: se in mezzo alla foresta un albero crolla e non c'è nessun essere vivente lì presente, l'albero emette un suono quando cade a terra?
Saremmo tentati di dire di sì, ma la risposta è no. E' no perché non è l'albero ad emettere un suono, ma il nostro sistema uditivo che traduce quell'evento in 'suono'.

Allo stesso modo, se in una stanza buia si accende una lampadina e non c'è però nessuno, quella lampadina emette luce? Lo scienziato classico direbbe di sì ma il fisico quantistico osserverebbe che l'evento dipende dall'osservatore, e che la luce è una percezione del sistema nervoso, e non una proprietà intrinseca della lampadina." (link)

Diverse teorie matematiche, fisiche, filosofiche, spirituali non fanno che ammonire sulla illusorietà e parzialità delle percezioni sensoriali, in taluni casi portando alla luce frammenti di ciò che appare come una ristretta profondità di campo, ed un substrato deterministico celato dietro la apparente caoticità del cosmo e dei suoi processi.

Pensatori di ogni epoca hanno notato delle incongruenze nel 'codice della realtà', elementi che se considerati nel loro complesso non possono che alimentare qualche legittimo dubbio circa la reale essenza e 'consistenza' del mondo che ci circonda.

Diamo un'occhiata a qualcuna di queste visioni.

Informatica
Nel 2003 il filosofo transumanista di Oxford Nick Bostrom avanzò la ipotesi che il nostro universo sia in realtà una simulazione programmata al computer. Bostrom addusse elementi unicamente speculativi a sostegno della sua tesi, tuttavia da qualche tempo un team di fisici tedeschi ha dichiarato di essersi messo alla ricerca della prova di quanto ipotizzato da Bostrom; secondo costoro, infatti, per provare la artificiosità della nostra realtà basterebbe individuare quella che definiscono 'firma cosmologica.'

Secondo il fisico Silas Beane, che lavora con il proprio team presso l'Università di Bonn, per quanto potente e realistica sia, una simulazione del cosmo dovrebbe essere comunque subordinata ad alcuni precisi vincoli strutturali. Una volta inividuati tali vincoli, il gioco sarebbe fatto.
Quindi, come starebbe procedendo il team di Beane? Facile: programmando a propria volta una simulazione dell'universo e poi studiandola. A tal fine, hanno creato una versione dell'universo in femto-scala (che è ancora più piccola della nano-scala). Per il momento lo studio è allo stadio iniziale, ed i ricercatori stanno concentrandosi nel ricreare modelli accurati di processi cosmologici, attraverso cui iniziare a farsi una idea dei vincoli strutturali insiti in tali simulazioni. Fonte


I Sims e Fiebag
All'incirca 12 anni fa uscì il videogioco The Sims,che diventò il prodotto più venduto di tutti i tempi sul mercato videoludico. Durante la promozione l'ideatore Will Wright descrisse la propria creatura come un 'simulatore di vita.' Il gioco si basava sul controllo dei Sim - persone virtuali viventi in una simulazione del mondo reale - che il giocatore doveva guidare intervenendo nelle loro vicende come una sorta di deus ex machina, in modo tale da farle progredire nelle loro attività professionali e assicurare loro un'adeguata vita sociale.

Il videogioco simulava l'ambiente di vita di un omino all'interno di una comunità di omini virtuali, ambiente che in linea di massima rispecchiava quello di un qualsiasi reale individuo medio occidentale moderno. Quindi casa, ufficio, palestra, cinema, ecc. Il sim viveva la propria vita virtuale in modo pressoché autonomo grazie ad alcune semplici routine che ne simulavano l'intelligenza (ricordate gli animaletti Tamagotchi?). Dunque, sebbene in forma assai grezza ed elementare, l'omino era in possesso di una parvenza di coscienza dei propri simili, della realtà e del tempo entro il quale si svolgeva la propria esistenza virtuale, elementi apparentemente esterni alla sua persona virtuale, ma in realtà niente affatto distinti e separati in quanto espressioni, proprio come l'omino, di una simulazione al computer, un insieme di righe di programmazione. Elementi dunque, che potevano considerarsi una sola cosa, un Tutto Uno con lo omino virtuale.

Ciò premesso, cosa accadrebbe se un giorno i coseguimenti scientifici in campo informatico e biotecnologico consentissero di allestire dei software progettati sulla falsariga del gioco dei Sims, ma immensamente più avanzati dal punto di vista simulativo e della intelligenza artificiale?

Semplicemente, succederebbe che il 'giocatore-demiurgo' vivente in un simile remoto futuro sarebbe in grado di creare immensi universi virtuali ambientati in un punto qualsiasi nel tempo e nello spazio (ad esempio il Sistema Solare nel XXI secolo d.C.) popolati da innumerevoli 'omini' dotati di sprazzi di autocoscienza, un 'limitato' apparato sensoriale ed una intelligenza artificiale abbastanza sviluppata da restituire la impressione di una reale intelligenza biologica.

Conclusioni cui è giunto il filosofo e fisico tedesco Johannes Fiebag, recentemente scomparso. "Fiebag era convinto che la realtà sia un'illusione e che 'ciò che percepiamo con i nostri sensi sia solo una copia, una riproduzione della realtà.' (...) 

Lo studioso ipotizzò che un giorno saremo in grado di creare degli esseri umani le cui impressioni e cognizioni saranno costruite integralmente ed artificialmente da noi. 'Potremmo inserire nei corpi di queste cavie un dispositivo a trappola che impedisca loro di scoprirne la presenza; e potremmo assistere agli inutili sforzi che faranno per escogitare concetti filosofici e religiosi, e al loro fatale fallimento. Lasceremmo anche esercitare le scienze, ma solo entro certi limiti che concederemo loro. 

E talvolta ci divertiremmo a spuntare nel loro mondo: come figure senza rilievo, come divinità (o spettri, alieni, ecc. - n.d.r.) o come pietre inanimate posate ai margini della loro strada. Ci basterà indossare la nostra tuta a corpo intero, completa di sensori e fornita dei dati necessari, e premendo un paio di bottoni ci troveremo in mezzo alle nostre creature, nel mondo real-virtuale.' E a questo punto Fiebag si domanda: "E se fosse il nostro, di mondo, una realtà virtuale?" (link)

Fisica
Nel 1982 una equipe di ricerca della Università di Parigi diretta dal fisico Alain Aspect condusse forse il più importante esperimento scientifico del XX secolo. Scoprì che sottoponendo a determinate condizioni alcune particelle subatomiche come gli elettroni, esse siano istantaneamente capaci di comunicare tra di loro a prescindere dalla distanza che le separi, che si tratti di 10 metri o 10 miliardi di chilometri. 

Tale sbalorditivo risultato empirico implicherebbe la non esistenza delle dimensioni comunemente percepite sotto forma di 'spazio' e di 'tempo.' Ogni cosa avverrebbe nello stesso punto e nello stesso momento, e la comune percezione del passato e delle distanze sarebbe solo una illusione.
 

David Bohm, celebre fisico statunitense, sosteneva che la conclusione più logica che si poteva trarre dalle scoperte di Aspect fosse che la realtà oggettiva non esista. Vale a dire che, nonostante la sua apparente solidità, l'Universo sia in effetti un fantasma,un immenso ologramma meravigliosamente dettagliato. (v. post correlati).

La meccanica quantistica ha sperimentato altre fattispecie che sollevano non pochi dubbi sulla natura oggettiva della realtà in cui viviamo. Una di esse è stata determinata mediante l'esperimento della doppia fenditura.

"L'esperimento della “doppia fenditura” (double slit in inglese) consiste nel proiettare particelle quantistiche attraverso una barriera che contiene due piccole fessure al fine di misurare come vengono rilevate dopo esserne uscite. 
Il senso comune ci dice che quando le cose entrano da un lato sotto forma di particelle, dovrebbero mantenere quella forma viaggiando lungo tutto l'esperimento, uscendo poi alla fine in quanto tali.

Tuttavia le prove dimostrano che in un dato momento tra il punto di partenza e quello di arrivo alle particelle accade qualcosa di realmente straordinario. Gli scienziati hanno scoperto che quando un elettrone passa attraverso la barriera con una sola apertura, si comporta esattamente secondo le attese: comincia e finisce il suo viaggio in quanto particella. Nel far questo, non presenta sorprese. Al contrario, quando vengono usate due aperture lo stesso elettrone fa qualcosa di apparentemente impossibile. Sebbene inizi il suo percorso come particella, passa attraverso le fessure simultaneamente, come soltanto un'onda di energia può fare.

La sola spiegazione possibile in questo caso è che la seconda apertura ha in qualche modo costretto l'elettrone a viaggiare come se fosse un'onda, pur arrivando a destinazione nella stessa forma in cui è partito: in quanto particella.

Per fare questo l'elettrone deve poter percepire l'esistenza della seconda apertura che è diventata disponibile. Qui entra in scena il ruolo della coscienza.

Poiché si presuppone che l'elettrone non sia in grado di sapere nulla nel senso più stretto del termine, la sola altra fonte di quella consapevolezza è la persona che osserva l'esperimento.

La conclusione a cui si giunge qui è che in qualche modo la conoscenza che l'elettrone ha due possibili strade da percorrere è nella mente dell'osservatore e che è proprio la coscienza di chi osserva a determinare come viaggia l'elettrone."
Fonte

Un'altra possibile conclusione è che il comportamento dell'elettrone non sia provocato dalla coscienza dell'osservatore, ma da una banale istruzione, una 'riga di programmazione' errata.

domenica 1 gennaio 2017

UNIVERSO OLOFRATTALE

UNIVERSO OLOFRATTALE


“La filosofia naturale è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi, io dico l’universo, ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua e conoscer i caratteri nei quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto.” Il Saggiatore, Galileo Galilei (1564-1642)

Quando Due anni fa iniziai lo studio della “Geometria Sacra” intuivo l’estrema importanza di questa materia ma non riuscivo a comprendere il legame fra i vari concetti matematici e geometrici che contenuti in essa, sembrava non esistesse un filo conduttore fra i vari argomenti.

La geometria dei frattali è riuscita a dare coerenza a questo mio intero percorso di studio, i Frattali sono la summa dei principi della geometria sacra, contengono nella loro meccanica il set principale di leggi naturali che regolano la creazione di un microcosmo come di un macrocosmo, essi sono il modo in cui l’Intelligenza Universale, il Logos, manifesta la sua Creazione nella Realtà che percepiamo.
Per il loro sviluppo i frattali seguono le leggi note come la Sequenza di Fibonacci, La spirale Logaritmica, il Rapporto Aureo Phi 1,618, Il Phi Greco π, le Radici Quadrate di due tre e cinque, i concetti di Zero ed Infinito, la geometria dei Solidi Platonici e la Multi-dimensionalità in scale differenti.
I Frattali implicano l’auto-similarità, strutture di questo tipo possono essere ripetute più volte creando forme apparentemente diverse fra loro ma simili nel loro intimo, i frattali sono un modello valido comunque ed ovunque. I frattali sono la geometria più efficiente per poter contenere un numero teoricamente infinito di spazio lineare in un’area finita, è così che la natura riesce a fare contenere 96000 metri di vene e arterie in un corpo umano.
La teoria dei frattali riesce a trovare l’Ordine implicito nell’apparente Caos dei modelli naturali, essa riesce a spiegare come una foglia contenga nella sua struttura l’immagine dell’albero a cui appartiene o l’esatta direzione con cui un fulmine si propagherà nell’atmosfera.


Un buon modo per cominciare a comprendere i concetti che intendo esporre in questo testo consiste nel visionare questa magnifica video-intervista a Benoit Mandelbrot Video: I Frattali e la Matematica di Benoit Mandelbrot, dove Mandelbrot in persona racconta la la sua esperienza di ricercatore dedicata allo studio della matematica e della geometria culminata con la scoperta della Geometria Dei Frattali e le applicazioni di tale teoria in molti campi della ricerca, dall’elettronica alla medicina.

BIOGRAFIA MANDELBROT
Benoît Mandelbrot (Varsavia, 20 novembre 1924–Cambridge, 14 ottobre 2010) è stato un matematico polacco naturalizzato francese, noto per i suoi lavori sulla geometria frattale. Nato in Polonia da una famiglia ebrea di origini lituane, ha vissuto in Francia per buona parte della sua vita. È nato in una famiglia con forte tradizione accademica: sua madre era laureata in medicina, e suo zio Szolem Mandelbrot era un famoso matematico specialista in analisi matematica; suo padre si occupava della vendita di abiti.

Nel 1936 la famiglia lasciò la Polonia, stabilendosi a Parigi. A Parigi fu iniziato alla matematica dai suoi due zii, che contribuirono alla sua educazione e formazione, sia scientifica che umanistica. Nel 1939, a causa dello scoppio della guerra, si trasferì con la famiglia a Tulle, un paesino della Francia centrale, dove si diplomò nel 1942.
Educato in Francia, ha sviluppato la matematica di Gaston Julia e ha dato inizio alla rappresentazione grafica di equazioni su computer. Mandelbrot è il fondatore di ciò che oggi viene chiamata geometria frattale, e ha dato il proprio nome a una famiglia di frattali (detti appunto frattali di Mandelbrot) e a un particolare insieme (detto insieme di Mandelbrot).
A partire dai primi anni sessanta, e fino ai giorni nostri, l’applicazione della geometria frattale a questioni economiche ha condotto Mandelbrot a mettere in discussione alcuni consolidati fondamenti dell’economia classica e della finanza moderna, quali l’ipotesi di razionalità dei comportamenti degli agenti economici, l’ipotesi dell’efficienza del mercato, e quella secondo cui i movimenti dei prezzi di mercato sono descrivibili come un cammino casuale (random Walk) in analogia al moto browniano di una particella in un fluido.
Mandelbrot scoprì il suo frattale quasi per caso nel 1979, mentre conduceva degli esperimenti per conto del Thomas J. Watson Research Center dell’IBM, dove, con l’aiuto
della computer grafica, poté in seguito dimostrare che il lavoro di Julia del 1918 (e che suo zio gli aveva consigliato nel 1945), poteva essere uno dei frattali più affascinanti; una delle numerose curiosità del frattale di Mandelbrot è che esso comprende, pur nella sua semplicissima formula, anche il frattale di Julia.

I suoi lavori sui frattali in quanto matematico impiegato all’IBM gli hanno fruttato una “Emeritus Fellowship” ai laboratori di ricerca T. J. Watson.
L’analisi frattale delle variabili economiche e finanziarie ha portato nell’ultima decade alla nascita della cosiddetta finanza frattale, nella quale lo stesso Mandelbrot ritiene siano attualmente impegnati almeno un centinaio di ricercatori. Altri ricercatori sono impegnati nel più vasto campo dell’econofisica.
Oltre alla riscoperta dei frattali in matematica, dimostrò che essi possono essere la chiave di lettura delle forme presenti in natura, dando il via a una particolare sezione della matematica che studia la teoria del caos. Nel 1993 gli è stato conferito il prestigioso Premio Wolf per la Fisica, “per aver trasformato la nostra visione della natura”. Il 19 marzo 2007 ha tenuto una “Lectio Magistralis” dal titolo “Il liscio, il ruvido e il meraviglioso” durante il Festival della Matematica a Roma.
Numerose università del mondo gli hanno conferito la laurea honoris causa; in Italia l’Università degli studi di Bari gliene ha conferita una in Medicina e Chirurgia il 13 novembre 2007 con la seguente motivazione: “La visione altamente unificante del fenomeno della vita che ci offre il professor Mandelbrot, si riflette in campo medico con un approccio unitario, prima sconosciuto, alla malattia e alla persona malata”. In occasione del conferimento della laurea, il prof. Mandelbrot ha tenuto una lectio magistralis intitolata “Fractals in Anatomy and Physiology”, nella quale fra l’altro affermava:« Il concetto di base che unisce lo studio dei frattali alle discipline come la biologia e quindi anatomia e fisiologia parte dalla convinzione di un necessario superamento della geometria euclidea nella descrizione della realtà naturale. Volendo essere molto sintetici, i frattali servono a trovare una nuova rappresentazione che parta dall’idea di base che il piccolo in natura non è nient’altro che una copia del grande. La mia convinzione è che i frattali saranno presto impiegati nella comprensione dei processi neurali, la mente umana sarà la loro nuova frontiera. » Mandelbrot muore il 14 ottobre 2010, all’età di 85 anni, a causa di un cancro del pancreas
 
I FRATTALI
Per poter comprendere i concetti di “Frattale” e di “Attrattore” è necessario che prima di continuare nella lettura guardiate con attenzione questo video, dove Mandelbrot e Lorenz parlano in prima persona delle loro scoperte: Frattali documentario – YouTube.

DEFINIZIONE DI FRATTALE
“La geometria euclidea è incapace di descrivere la natura nella sua complessità, in quanto si limita a descrivere tutto ciò che è regolare. Tutti gli oggetti che hanno una forma perfettamente sferica, oppure… mentre osservando la natura vediamo che le montagne non sono dei coni, le nuvole non sono delle sfere, le coste non sono dei cerchi, ma sono oggetti geometricamente molto complessi.” (da Les objects fractals 1975”)

I frattali sono delle speciali figure geometriche che presentano in maniera ripetitiva e dettagliata, ad ogni livello di ingrandimento, una struttura auto-similare (per cui ogni porzione del frattale è una riproduzione – analoga, non identica – su scala ridotta dell’intera figura). Il termine frattale è stato coniato nel 1975 dal matematico Benoit Mandelbrot (derivandolo dal latino “fractus” – frazionario) ma in effetti già dalla fine dell’800 i matematici avevano incontrato alcune figure dalle proprietà anomale che avevano definito “mostri matematici”, una tra le più famose è la Curva di Koch che trasformando ognuno dei suoi 3 segmenti iniziali in 4 sotto-segmenti e ripetendo indefinitamente il processo, da origine ad una figura che pur essendo delimitata in uno spazio finito possiede una lunghezza infinita.

Una delle “strane” peculiarità di un frattale è che non può mai essere disegnato completamente, e infatti ciò che vediamo di esso è solo un’iterazione finita (l’iterazione è la ripetizione del calcolo della formula che definisce il frattale), mentre per loro stessa concezione i frattali sono strutture complesse e non finite, ad ogni ingrandimento rivelano dettagli precisi, sempre nuovi, che solo il calcolo mediante il computer ha permesso di rappresentare graficamente. Nei frattali esiste dunque la possibilità di iterare virtualmente all’infinito ciascun punto della figura prima di passare al successivo, ed è proprio per questo che la dimensione occupata nello spazio dai frattali non è una dimensione finita (come nel caso delle figure elementari della geometria: D1=linea, D2=quadrato, D3=cubo), bensì una dimensione frazionaria, concetto questo che mette a dura prova la capacità di immaginazione.
In generale un frattale è un insieme che gode di una o più proprietà seguenti:
Auto-somiglianza: è l’unione di copie di se stesso a scale differenti;
Struttura fine: il dettaglio dell’immagine non cambia ad ogni ingrandimento;
Irregolarità: non si può descrivere come luogo di punti che soddisfano semplici condizioni geometriche o analitiche; la funzione è ricorsiva ed irregolare localmente e globalmente;
Dimensione Frattale: sebbene possa essere rappresentato in uno spazio convenzionale a due o tre dimensioni, la sua dimensione non è necessariamente un intero; può essere una frazione, ma spesso anche un numero irrazionale. E di solito maggiore della dimensione topologica.
La dimensione frattale è quindi il numero che misura il grado di irregolarità e di interruzione di un oggetto, considerato in qualsiasi scala.
Da quando Mandelbrot ha introdotto la geometria frattale, è nato un nuovo linguaggio di descrizione delle forme complesse della natura: essi richiedono algoritmi, semplici funzioni ricorsive, che, iterate un gran numero di volte, forniscono un’immagine. 

AMBITO DI APPLICAZIONE DEI FRATTALI
Negli anni ’80 con tale nuova geometria si sono trovati frattali in ogni ambito: dalla natura, alla medicina, alla musica e si è sviluppata una branca della geometria frattale che studia i cosiddetti frattali biomorfi (studia le forme della natura come il corallo etc.); inoltre si parla anche di frattali con condensing, che utilizzano le trasformazioni geometriche del piano, i metodi IFS ed L-System. I frattali sono usati da fisici e ingegneri nello studio dei sistemi dinamici, per costruire modelli che descrivono il moto dei fluidi turbolenti ed i fenomeni di combustione; ma secondo gli autori sono importanti anche per le dimensioni extra e per la descrizione della gravità. Inoltre i frattali trovano applicazione nella compressione delle immagini trasmesse e dei film virtuali, nella distribuzione degli errori su certe linee telefoniche, nello studio dei terremoti, degli uragani, del DNA, del cuore, dei vasi sanguigni, del moto ondoso degli oceani, la riproduzione di mezzi porosi, lo studio degli idrocarburi e della Natura in generale: coste geografiche, corso dei fiumi etc.

STORIA DEI FRATTALI
In questo Testo trovate un’ottima analisi dei frattali classici come la Curva di Koch , il triangolo di Sierpinski , la polvere frattale di Cantor , La curva di Peano e la curva di Hilbert .


ATTRATTORI

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