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sabato 3 marzo 2018

Guarigione naturale da ipotiroidismo di Hashimoto

GUARIGIONE HASHIMOTO CON CRITERI DA APRIPISTA
LETTERA
GUARIGIONE DA IPOTIROIDISMO
Gentile Valdo, anche se lei non mi conosce io le scrivo per ringraziarla perché grazie alle sue tesine ed alle sue informazioni libere ho potuto seguire un percorso di guarigione e di felicità. Nel 2010 mi avevano diagnosticato un ipotiroidismo con Hashimoto, dopo essermi svegliata una mattina con mal di gola e collo e un gozzo, con Tsh a 22. Quel gozzo in realtà mi salvò da alcuni anni di stanchezza, ansia e mente annebbiata, perché grazie ad esso ho iniziato a capire cosa mi stava succedendo. Avevo spinto me stessa troppo oltre, piena di problemi che non riuscivo ad affrontare e stress dovuti allo studio e al lavoro.
VANI TENTATIVI RIMEDIALI CON EUTIROX E TIROIDE SECCA
Ero anche provata da dispiaceri, con mia madre malata di tumore da 20 anni, aggravato da recidive al cervello, ma anche dal mio fisico che non voleva andare avanti, e procedeva come lei dice “col freno a mano tirato”. Ho iniziato a prendere l’Eutirox che, seppure all’inizio mi ha dato un po’ di carica, non riuscivo ad accettare perché sapevo che non stavo guarendo ma solo agendo sul sintomo e non sulle cause reali. Non vedendo cambiamenti ho provato a prendere la tiroide secca, ma ero sempre più intenzionata a voler cambiare, ed è lì che ho iniziato a leggere dal suo blog le sue tesine riguardo alla tiroide, e poi al cibo in generale e a come il corpo guarisce da sé a patto di essere ascoltato.

NETTO CAMBIAMENTO ALIMENTARE IN LINEA CON LIBRI E TESINE
Ho anche letto i suoi libri e pian piano ho iniziato a cambiare il modo di mangiare, iniziando prima col crudo e poi col cotto, cominciando a bere nella maniera corretta ed eliminando quei cibi tossici che mi danneggiavano. Non ho mai amato la carne, né i formaggi ma ero amante del latte vaccino sin da piccola. Da adolescente ne bevevo un litro al giorno e difatti soffrivo di acne e costipazione. Così ho deciso di togliere qualsiasi proteina animale. Ho mangiato prevalentemente crudo, con aggiunta di non troppi cereali o legumi, semi e noci. Ho eliminato nel contempo anche il caffè.

TOTALE TRASFORMAZIONE DAL 2010 AD OGGI
Dal 2010 ad oggi, ad un anno e mezzo senza nessun ormone sostitutivo, posso dire felicemente che i miei valori della tiroide sono perfetti, con un Tsh a 2,56 e con una forza incredibile oltre ad una mente serena e che riesce a concentrarsi senza problemi, oltre al fatto di essere riuscita a far scendere completamente gli auto-anticorpi.

ESPRIMO LA MIA GRATITUDINE VERSO LEI E L’IGIENISMO
Ringrazio Dio poiché avendogli chiesto una via di guarigione Lui me l’ha data, dicendomi però di trattare il corpo, che Lui mi ha donato davvero come un tempio, e dirigendomi verso l’igienismo tramite le sue tesine e le sue informazioni.
Per questo le sono grata, perché è disponibile a condividere il suo sapere con altri e senza lucro!!

I MEDICI CON ME HANNO COMPLETAMENTE SBAGLIATO
Per stare bene bisogna indagare dentro se stessi e capire davvero la causa di una malattia ed affrontarla per potersi migliorare ogni giorno.

l suo blog mi ha dato speranza, quella speranza alla quale ho dovuto aggrapparmi da sola con Dio poiché i medici erano sempre perplessi sulla guarigione e preferivano sempre darmi la pastiglia.
Sentirmi dire “la tiroide e il cibo non hanno nulla a che vedere” e poi trovarmi qui, ora a stare così bene proprio grazie ad un cambiamento radicale di stile di vita e di alimentazione, direi che hanno completamente sbagliato!!

MI PARE GIUSTO OFFRIRE AL PUBBLICO QUESTA MIA ESPERIENZA
Le scrivo non solo per ringraziarla ma anche affinché questa mia testimonianza possa essere di aiuto a chi è in una situazione di malattia e ha bisogno di incoraggiamento e di speranza. Dio mi ha certamente guarito e mi ha indicato la giusta via.
Dio guarisce ma vuole che anche noi facciamo la nostra parte, che ci ravvediamo sia sul piano spirituale che su quello pratico o materiale. Come predico il vangelo di Cristo, ora predico anche la giusta alimentazione poiché Dio vuole che trattiamo il nostro tempio con amore e rispetto e perché Lui ci ha creati in maniera stupenda!! Ancora grazie!!
Jennifer
*****

RISPOSTA
I CASI DI AUTOGUARIGIONE SONO REGOLA E NON ECCEZIONE
Ciao Jeniffer. Ammirevole la tua decisione di condividere coi lettori del blog la tua personale esperienza. Ogni giorno mi arrivano per telefono o per altre vie segnali dai toni simili, facendomi capire che non si tratta affatto di casi rari e sporadici, ma di punte di iceberg che affiorano da un vasto fenomeno sommerso.

LA GENTE SI SOTTOVALUTA E NON SFRUTTA LE PROPRIE RISORSE
Tutti guariscono a patto di credere fortemente in se stessi e a patto di applicare con coerenza le regole o le leggi stabilite da Madre Natura, e a patto che una serie di circostanze negative non prendano il sopravvento.

L’organismo si impegna con tutte le sue forze per eliminare le scorie e per rimettersi sui giusti binari. Il corpo non va mai contro se stesso, purché rispettato, purché lasciato fare, purché non sottoposto a invasività, a pregiudizievoli interferenze, a frettolose sentenze negative, purché assistito, nei casi di reale emergenza, da cure mediche opportune ed adeguate.

Il fatto è che troppa gente non conosce se stessa e si sottovaluta, sciupando le sue preziose risorse. Non si rende conto che il pensiero è una forza formidabile, più potente del magnetismo, dell’elettricità e della gravitazione messe assieme. Non si rende conto che la mente umana è una scintilla dell’onnipossente coscienza universale, una scintilla della coscienza divina.

OCCORRE CREDERE MA CON GRANDE INTENSITÀ
Come racconta Paramahamsa Yogananda in Autobiografia di uno Yogi, ai suoi esordi stava male con problemi di stomaco e di sottopeso. Era tormentato da pensieri negativi e da brividi di paura. Decise di recarsi da Lahiri Mahasaya, il suo Maestro di Benares, India Meridionale. “Maestro, se credo di star bene e di riacquistare il mio peso, ciò può davvero avvenire?”. “Potrei provarti che qualsiasi cosa ragionevole tu credessi con grande intensità, si avverrebbe all’istante”, gli rispose il Saggio. E fu proprio questo che accadde.

ASSAI DIVERSE SONO LE CURE MEDICHE
Se invece vai da qualcuno che ti rifila dei vaccini o dei farmaci solo per adeguarsi a degli obblighi elaborati ed imposti da un Regime Sanitario Arrogante e Dogmatico, secondo criteri schematici ed innaturali nei quali tu stesso nutri giustificati dubbi, sarà molto difficile che tu ne abbia reale e stabile giovamento.

MICIDIALE BRODO COME COSTANTE IDEOLOGIA OSPEDALIERA
L’odioso vizietto del brodo di manzo e di gallina negli ospedali, lo spiccato intreccio di interessi e di ideologie con macelli, salumerie e vivisezioni caratterizzano da sempre le tendenze della medicina. Pretendere sensibilità animalistica e spiritualità interspecista da chi va a scuola di anatomia e di sezionamento cadaveri potrebbe essere utopia.

EPPURE LE VERITÀ AUTENTICHE TRAPELANO SPESSO DALLE STESSE FONTI SANITARIE

venerdì 14 ottobre 2016

Cancro: La rivoluzione scientifica e il cambio di paradigma

Cancro: La rivoluzione scientifica e il cambio di paradigma

Le più importanti riviste scientifiche stanno pubblicando studi e ricerche che minano alla base l’attuale paradigma: Il vecchio verrà spazzato via dal nuovo!
Ottima indagine "con citazioni di ricerche scientifiche", di Marcello Pamio. Ma tranquilli ... i "giornalai" continueranno a screditare . Per il ligio mainstream la scienza e il verbo scientifico sono tali solo se appoggiano le corporations. Ma il salto del paradigma, come anche l'autore dimostra nei fatti citati, è in arrivo.
Per citare un titolo  di un articolo satirico ( sottolino "satirico" : ho visto che non è stato subito colto cosi...)
"SCIENZIATI: LA TERRA IN PERICOLO A CAUSA DI UN CEPPO DI UMANI RESISTENTI AI DATI DI FATTO
E' possibile che diventino piu' recettivi ai fatti, una volta che si trovino in un ambiente senza cibo, acqua o ossigeno"...    
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A livello globale sta succedendo qualcosa di molto particolare: le più importanti riviste scientifiche accreditate (quelle col più alto Impact Factor, fattore d’impatto), stanno pubblicando studi e ricerche che minano alla base l’attuale paradigma.
La verità come si sa è figlia del tempo e stiamo assistendo ad un grande, strutturale e dirompente cambiamento scientifico. Il vecchio verrà spazzato via dal nuovo, che ci piaccia o no.

Gli accanimenti vergognosi che si stanno scatenando su tutti quei medici che in Scienza e Coscienza seguono le volontà dei propri assistiti e tralasciano i diktat delle industrie del farmaco vengono sistematicamente tacciati di ciarlataneria e pesantemente minacciati; gli attacchi mediatici dei media mainstream sulle persone che decidono di intraprendere altre strade aldilà della mortiferia chemio indicano esattamente questo.

Le persone stanno prendendo sempre più coscienza su vari fronti: i rischi delle vaccinazioni pediatriche, i grossissimi pericoli di chemio e radio, l’importanza di uno stile di vita sano in primis l’alimentazione, e questo sta facendo tremare il terreno sotto i piedi dell’Industria della malattia, che non guadagna se le persone rimangono sane! 

Ricordiamo sempre che il pericolo più grande per il Sistema è il risveglio delle coscienze. Gli studi qui sotto elencati rappresentano solo una piccolissima parte della mole di lavoro che è stata pubblicata ufficialmente.

CONTRIBUTO DELLA CHEMIOTERAPIA ALLA SOPRAVVIVENZA A 5 ANNI
Clinical Oncology, dicembre 2004
Nel 2004 una delle più prestigiose riviste di oncologia del mondo, Clinical Oncology pubblica a firma di Grame Morgan (professore di radiologia al Royal North Shore Hospital di Sidney), Robyn Ward (professore oncologo dell’University of New South Wales) e Michael Barton (radiologo e membro del Collaboration for Cancer Outcome Research and Evaluation del Liverpool Health Service d Sidney), un imponente studio osservazionale della durata di ben 14 anni su 227.874 pazienti (72.903 australiani e 154.971 americani) sui 22 tipi di tumori più diffusi.
Il titolo è il “Contributo della chemioterapia citotossica alla sopravvivenza a 5 anni dei tumori in adulti”.
Quando i dati erano incerti gli autori hanno deliberatamente stimato in eccesso i benefici della chemioterapia. Nonostante questo lo studio ha concluso che la chemioterapia non contribuisce più del 2% alla sopravvivenza (Australia 2,3%, Stati Uniti 2,1%).
“Molti medici continuano a pensare ottimisticamente che la chemioterapia citotossica possa aumentare significativamente la sopravvivenza dal cancro”, scrivono nell’introduzione gli autori.
“In realtà - continua il professor Grame Morgan - malgrado l’uso di nuove e costosissime combinazioni di cocktails chimici… non c’è stato alcun beneficio nell’uso di nuovi protocolli”.

La domanda che sorgere spontanea è: se la chemioterapia citotossica contribuisce nella sopravvivenza a 5 anni per un misero 2%, cos’è accaduto al rimanente 98% delle persone? Sono morti prematuramente? Sono morti per cancro o per la chemio?

SOVRADIAGNOSI DI TUMORE AL SENO NEGLI SCREENING
British Medical Journal, 9 luglio 2009
Il BJM pubblica una revisione sistematica a firma di Peter Gøtzsche il direttore del Cochrane Center di Copenhagen sullo screening mammografico.
Lo scopo era quello di stimare l’entità delle diagnosi di tumori innocui (in situ) che non provocano non solo la morte del paziente ma che non danno alcun sintomo, nei programmi di screening di massa.
La meta-analisi che ha revisionato i dati di Regno Unito, Canada, Australia, Svezia e Norvegia, ha stimato una sovradiagnosi del 52%.
Quindi la conclusione dei ricercatori è che “l'aumento di incidenza di cancro al seno è strettamente connessa con l'introduzione degli screening”.  Della serie: più screening facciamo e più tumori trovano.
Ma di quali tumori stiamo parlando? Piccoli tumori in situ che non creano nessun problema alla salute, possono rimanere nel seno per tutta la vita o addirittura venir riassorbiti, oppure si tratta di un cancro pericoloso? La diagnosi precoce non fa alcuna distinzione.
Per fortuna “1 su 3 dei tumori al seno rilevati è sovradiagnosi”, cioè non rappresenta un problema per la salute…

I TRATTAMENTI CHEMIOTERAPICI NEL CANCRO INDUCONO CHEMIO-RESISTENZA
Nature, 5 agosto 2012
La rivista con uno dei più alti Impact Factor (Fattore di impatto) al mondo pubblica uno studio dal titolo: “Treatment-induced damage to the tumor microenvironment promotes prostate cancer therapy resistance through WNT16B” .
Questo studio evidenzia che la chemioterapia usata per combattere il cancro in realtà può stimolare nelle cellule sane circostanti la secrezione di una proteina (WNT16B) che sostiene la crescita e rende 'immune' il tumore a ulteriori trattamenti.
Analizzando gli effetti di un tipo di chemioterapia su tessuti raccolti da pazienti affetti da tumore alla prostata, sono state scoperte "evidenti danni nel Dna" nelle cellule sane intorno all'area colpita dal cancro. Queste ultime producevano quantità maggiori della proteina WNT16B che favorisce la sopravvivenza delle cellule tumorali.
La scoperta che "l'aumento della WNT16B...interagisce con le vicine cellule tumorali facendole crescere, propagare e, più importante di tutto, resistere ai successivi trattamenti anti-tumorali...era del tutto inattesa", ha spiegato il co-autore della ricerca Peter Nelson del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle nello stato di Washington.
"I nostri risultati - hanno spiegato i ricercatori - indicano che il danno nelle cellule benigne può direttamente contribuire a rafforzare la crescita 'cinetica' del cancro", e questo ha trovato conferma anche nei tumori al seno e alle ovaie.
In pratica questo studio dimostra che la chemioterapia è in grado di “rafforzare la crescita del cancro”.

LA MAMMOGRAFIA NON SALVA LA VITA
British Medical Journal, 11 febbraio 2014

martedì 6 ottobre 2015

Curare la tiroide con la dieta del dottor Mozzi. Tutto quello che devi sapere

Curare la tiroide con la dieta del dottor Mozzi. Tutto quello che devi sapere

I disturbi che possono colpire la tiroide sono diversi. Possiamo distinguerli in disfunzioni (ipotiroidismo e ipertiroidismo), alterazioni morfologiche (gozzi, noduli e atrofia) , infiammazione della tiroide (tiroidite) e tumori (benigni e maligni).

I motivi per cui la tiroide si ammala non sono ancora chiari alla “Scienza Ufficiale”. Si ipotizza che una carenza di iodio possa essere alla base dell’ipotiroidismo. Tuttavia l’uso smodato di sale iodato, ormai reperibile su qualsiasi supermercato, non sembra aver risolto affatto il problema. Anzi, i disturbi alla tiroide sono in costante crescita, anno dopo anno.
Anche il fumo di sigaretta viene menzionato tra le possibili cause, ma come nel caso dei tumori ai polmoni, spesso si ammalano di più i non fumatori, che i fumatori incalliti.
Come al solito, quando la Medicina Ufficiale non riesce a risalire al colpevole, va direttamente a curare il sintomo. In questi casi il trattamento proposto dipende dal tipo di disturbo, ma il risultato finale sarà sempre lo stesso: l’assunzione di farmaci a vita, con tutte le ripercussioni che ciò comporta sulla qualità della vita di una persona.

Ma esiste un modo alternativo per curare la tiroide?
Si, esiste. Il dott. Piero Mozzi ci spiega come sia possibile curare la tiroide attraverso un’alimentazione sana e corretta. Sarà sufficiente rimuovere la causa che l’ha portata ad ammalarsi. Eliminando la causa, la tiroide tornerà gradualmente a funzionare e i valori ormonali (TSH, T3 e T4) torneranno alla normalità.
Leggendo questo articolo scoprirai:
8.     I rimedi naturali;

Che cos’è la tiroide e a cosa serve?

La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla, del peso di circa 20 grammi, posta alla base del collo, immediatamente sotto il pomo di Adamo.
Tramite la secrezione di due ormoni, la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4), svolge un ruolo essenziale nel controllo delle cellule e dei vari tessuti dell’organismo con una forte influenza su molte funzioni corporee: peso, colesterolo, battito cardiaco, vista, massa muscolare, ciclo mestruale, fertilità, stato mentale, cute e capelli.
Gli ormoni tiroidei hanno due effetti principali, quello di aumentare il metabolismo basale, cioè la quantità di energia impiegata in un individuo in condizioni di riposo; e quello di aumentare la velocità di utilizzazione delle sostanze energetiche utili ad esempio nella stimolazione della crescita del bambino.

Figura.1
Il lavoro della tiroide è influenzato dall’ipofisi, una piccola ghiandola che si trova dietro il cervello e i seni nasali, che a sua volta viene influenzato dall’ipotalamo, una parte del sistema nervoso centrale situata nella zona centrale interna ai due emisferi cerebrali.
Come illustra anche l’esempio in figura.1, l’ipotalamo, attraverso il rilascio dell’ormone della tireotropina (TRH), stimola l’ipofisi a produrre un altro ormone, l’ormone tireostimolante (TSH). La secrezione di questo ormone stimola a sua volta la tiroide a produrre gli ormoni tiroidei T3 e T4.

Patologie della tiroide

Le due principali disfunzioni della tiroide sono l’ipertiroidismo e l’ipotiroidismo. Nel primo caso (ipertiroidismo) la tiroide è iperattiva e produce troppi ormoni. Nel secondo (ipotiroidismo) lavora poco e secerne pochi ormoni, o nessuno.
Altri disturbi della tiroide, che si possono presentare da soli, o in concomitanza con le disfunzioni poc’anzi descritte, sono l’ingrossamento della tiroide (gozzo), la formazione di noduli e in alcune circostanze ci può essere anche l’atrofia, ovvero il disseccamento della tiroide.
I noduli tiroidei sono ingrossamenti ben circoscritti e delimitati di parti, anche molto piccole, della tiroide. I noduli possono essere singoli, o multipli e possono insorgere in presenza di un gozzo (gozzo multinodulare). Inoltre sia il gozzo, che i noduli possono presentarsi in concomitanza con una disfunzione della tiroide (ipertiroidismo, o ipotiroidismo).
Per quanto riguarda i tumori alla tiroide essi sono, per fortuna, ancora poco diffusi, dato che costituisce solo l’1-2% di tutti i tumori, con un’incidenza di 4,1 casi ogni 100.000 abitanti per gli uomini e 12,5 nuovi casi ogni 100.000 abitanti per le donne (dati AIRC).

Ipertiroidismo

In caso di ipertiroidismo siamo in presenza di un’alta concentrazione di ormoni T3 e T4, che determina un un’accelerazione di tutte le reazioni metaboliche in cui intervengono gli ormoni tiroidei. Di contro i valori, rilevati con l’analisi del sangue, dell’ormone TSH saranno molto bassi (in genere meno di  0.30 mU/L).
I sintomi più frequenti comprendono:
  • accelerazione del ritmo cardiaco (tachicardia),
  • ansia,
  • debolezza muscolare,
  • dimagrimento,
  • insonnia,
  • nervosismo,
  • sudorazione eccessiva,
  • tremore alle mani.
Si possono inoltre presentare anche bulbi oculari sporgenti e doloranti (esoftalmo) e un ingrossamento della tiroide , ovvero il gozzo.
Nel 70% dei casi l’ipertiroidismo è causato dalla presenza di anticorpi nel sangue che stimolano la ghiandola a produrre ormoni in quantità elevate e spesso la stimolazione produce anche un ingrossamento della ghiandola, chiamato gozzo. Si tratta di una vera e propria malattia autoimmune, conosciuta come morbo di Basedow-Graves. E’ una patologia ereditaria e ne sono maggiormente soggette le donne in giovane età.
Un altro tipo di ipertiroidismo è caratterizzato da uno o più noduli presenti nella tiroide che possono gradualmente crescere ed aumentare la loro attività, fino a superare li livelli fisiologici tollerati. Questa condizione è conosciuta come Gozzo Multinodulare Tossico.
Metodi di cura della Medicina Ufficiale
Le cure allopatiche per l’ipertiroidismo consistono, in alcuni casi, nella somministrazione di farmaci tirostatici che inibiscono la produzione ormonale. Purtroppo questi farmaci non sono privi di controindicazioni e possono provocare problemi al fegato, dolori alle articolazioni, orticaria, eruzioni e in alcuni casi anche un abbassamento dei globuli bianchi e quindi delle difese immunitarie.
L’ipertiroidismo, in alternativa, viene “curato” danneggiando le cellule tiroidee che producono ormoni. Per fare ciò si utilizzano capsule di iodio radioattivo, che vengono assunte oralmente dal paziente. Dato che la tiroide ha bisogno di iodio per produrre ormoni, assorbe ogni forma di iodio nel circolo ematico, che sia radioattivo, o meno. Lo iodio radiattivo che viene assorbito danneggia la tiroide, diminuendo di fatto la produzione di ormoni. Spesso questa pratica finisce per danneggiare totalmente la tiroide, provocando ipotiroidismo, in quanto in seguito a questo processo non sarà più in grado di produrre ormoni e il paziente sarà dunque costretto ad assumere l’Eutirox (o il Tirosint) a vita.
Infine l’ipertiroidismo può essere curato definitivamente tramite l’asportazione di tutta, o di una parte della tiroide. Asportando completamente la tiroide il paziente passerà dall’ipertiroidismo, all’ipotiroidismo e sarà dunque costretto a una terapia ormonale sostitutiva per tutta la vita.

Ipotiroidismo

L’ipotiroidismo è l’esatto opposto dell’ipertiroidismo ed è molto più comune, specialmente in età avanzata. In questo caso la tiroide lavora poco, o non lavora affatto. Secerne una quantità di ormoni (T3 e T4) non sufficienti al corretto sviluppo e funzionamento dell’organismo. Di conseguenza l’ipofisi cerca di stimolarne la produzione attraverso il rilascio di maggiori quantità di TSH. Questo è il motivo per cui, in presenza di ipotiroidismo le analisi del sangue evidenziano sempre valori del TSH troppo alti (maggiori di 4.5-5 mU/L).
Quando la concentrazione di ormone tiroideo si riduce, le cellule dell’organismo non sono adeguatamente stimolate ed i processi fisiologici dell’organismo rallentano.
I sintomi possono essere i seguenti:
  • bradicardia (rallentamento dei battiti cardiaci),
  • capelli radi e sottili,
  • disfunzione erettile,
  • depressione,
  • assottigliamento e perdita dei capelli,
  • incremento del peso,
  • irregolarità mestruale, o amenorrea (totale assenza del mestruo)
  • pelle secca,
  • sonnolenza,
  • stanchezza,
  • vuoti di memoria,
  • sensazione di freddo,
Anche in questo caso può verificarsi un ingrossamento della tiroide (gozzo).
Si presume che una scarsa presenza di iodio nell’alimentazione sia alla base dell’ipotiroidismo. Lo iodio è un minerale presente soprattutto nel pesce marino, nei molluschi e nelle alghe marine. Se manca lo iodio la ghiandola non può sintetizzare i suoi ormoni ed insorge ipotiroidismo.
Va però detto che l’organismo possiede buone riserve sia di iodio che di ormoni tiroidei, sufficienti per almeno 2-3 mesi. Quindi è ben difficile che si vada incontro ad un assenza di iodio, almeno che il soggetto non segua una dieta completamente priva pesce, o di altri alimenti contenenti iodio.
Spesso l’ipotiroidismo può insorgere come conseguenza di una patologia autoimmune. In questo caso gli anticorpi che proteggono l’organismo dall’invasione di virus e batteri, scambiano le cellule della tiroide per dei nemici e le attaccano, danneggiandole. La Tiroidite autoimmune di Hashimoto e la Tiroidite atrofica sono tra le forme di tiroiditi autoimmune più comuni.
Metodi di cura della Medicina Ufficiale
L’ipotiroidismo non può essere guarito. O almeno questo è ciò che afferma la “Medicina Ufficiale”.
Esiste però una terapia ormonale integrativa, o sostitutiva che consiste nell’assumere ogni giorno, per tutta la vita, dei farmaci conteneti l’ormone T4 (tiroxina), in modo da riportare nella norma i valori del TSH. Il farmaco più utilizzato è l’Eutirox.
In pratica il farmaco andrebbe a sostituire l’ormone prodotto dalla tiroide e così facendo, almeno in teoria, si dovrebbe riportare alla normalità i livelli di ormoni tiroidei e le funzioni del corpo. Purtroppo questi farmaci non sono privi di controindicazioni e il paziente si ritrova spesso alle prese con problemi di stanchezza, debolezza, difficoltà a prendere sonno, nervosismo, instabilità emotiva, respiro affannoso e battito del cuore accelerato. In pratica una qualità della vita a dir poco pessima.

Diagnosi

La diagnosi per accertare il buon funzionamento della tiroide viene fatta attraverso una semplice analisi del sangue, tramite cui si misurano i valori dell’ormone TSH e degli ormoni FT3 (Triiodotironina libera) ed FT4 (Tiroxina libera). Già di per se il TSH è più che sufficiente per capire se siamo in presenza di un ipo, o ipertiroidismo. Purtroppo in Italia non c’è un opinione comune su quali siano i valori standard considerati “normali” per il TSH.
Quindi per ogni clinica il range di valori entro cui questo ormone è considerato nella norma è differente. In genere un TSH tra 0.5 e 4.5 è considerato entro i limiti, sopra o sotto vuol dire che siamo in una situazione di ipertiroidismo (se è troppo basso), o ipotiroidismo (se è troppo alto).

Tiroide malata? Si può curare con la dieta giusta

Come per tutte le patologie fin’ora analizzate il discroso di fondo è sempre lo stesso: capire il perché.
Per quale motivo la tiroide smette di funzionare correttamente? Come mai si formano dei noduli? Come mai la tiroide va incontro a infiammazioni?

sabato 24 gennaio 2015

Metamedicina TIROIDE

Secondo il metodo della Metamedicina Dott.Claudia Rainville
i problemi alla tiroide sono molto spesso legati a una tristezza profonda perche' non siamo riusciti ad esprimerci come avremmo voluto.
La tiroide rappresenta l'equilibrio nell'uso dei miei mezzi espressivi: espressione verbale,non verbale o sessuale.
In consulenza, le persone con problemi di tiroide spesso fanno riflessioni del genere "ho passato la vita chiuso in me stesso, perche' parlare sarebbe stato inutile, era come trovarsi davanti a un muro", "preferivo star zitto, parlare non avrebbe dato frutto"."Ad ogni modo mi hanno sempre tolto la parola:da bambina mi impedivano di parlare e poi,con mio marito, appena apro bocca sono guai".

IPOTIROIDISMO: Puo' significare stanchezza esaurimento, scoraggiamento, "Perche' continuare, tanto non ci riesco, nessuno puo' capirmi" Puo' anche essere il risultato di un rancore nutrito da anni.
ALIMENTO RANCORE NEI CONFRONTI DI QUALCUNO?
PROVO UN SENSO DI COLPA SEGRETO CHE NON HO MAI OSATO RIVELARE?
Tratto dal libro: LA METAMEDICINA ED.AMRITA
 
Dieci anni di lavoro nel campo della microbiologia hanno fornito a Claudia Rainville il rigore, il metodo d’indagine e di analisi necessari per questa ricerca, durata a sua volta diciannove anni. L’esperienza personale della malattia (cancro, mal di schiena cronico, depressione nervosa e una quantità di operazioni) e l’autoguarigione completa che ne è seguita hanno condotto la Rainville a testare con altri la sua convinzione: VI È UNA CORRELAZIONE fra sintomo e causa profonda, confermata dal vissuto personale di migliaia di uomini e donne che si sono rivolti a Claudia Rainville. 
Se siete fra coloro che s’interrogano sul senso profondo della loro malattia, questo libro potrebbe condurvi alle cause profonde e dare il via ad un vero processo di autoguarigione. Leggere i sintomi come messaggi del corpo: una chiave semplice, fondata su un’enorme casistica, per comprendere cosa c’è dietro una malattia e guarire.

Metamedicina - Ogni Sintomo è un Messaggio
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