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domenica 3 dicembre 2017

La paura: l'unico killer dell'uomo…tutte le malattie sono curabili.

La malattia non esiste. è solo paura
Il diabete è curabile, il cancro è curabile, la sclerosi multipla, la demenza senile, le malattie autoimmuni, i problemi di pressione, di cuore...tutte le malattie sono curabili. Bisogna solo conoscere la chiave giusta.

La medicina dice che chi è diabetico e prende l'insulina la dovrebbe prendere a vita, per forza. Bene ci sono più studi che dimostrano il contrario, guardate questo video e consigliatelo ai vostri amici e parenti che magari hanno questo "problema":VIDEO

Ci sono libri, dottori che dimostrano ogni giorno che le malattie sono solo un campanello di allarme su comportamenti non consoni al nostro organismo, il campanello suona, noi correggiamo il comportamento e tutto torna all'armonia!!!

Solo che nessuno di solito corregge il comportamento, anzi nessuno ascolta la malattia come campanello, ma la si vede come un intruso, un nemico!!!

Non esistono nemici, come ho scritto nel mio precedente post, ma solo cose che noi non conosciamo, ma possiamo conoscerle e smetterle di temerle e quindi starci male e morirci!!!

Si muore di paura, di terrore, di emozioni negative, non si muore di cancro, di fame, tumori, di infarti, di malattie, si muore per ignoranza.

So che sono affermazioni forti, ma la paura resta di fatto l'unico killer dell'uomo, l'uomo muore di paura o si lascia morire lentamente consumato e consumandosi, la cosidetta vecchiaia....
Non ci credete? Bene, sono contento, mossi da spirito di ricerca vi do qualche dritta per la ricerca, sono libri:
- curare il diabete in 21 giorni di Gabriel Counsens
- la medicina sottosopra e se Hammer avesse ragione (ed. amrita)
- la biologia delle credenze e - evoluzione spontanea di Bruce Lipton
- the china study di Campbell
- ogni sintomo è un messaggio di Claudia Rainville

Questi sono solo alcuni spunti, che già possono radicalmente farci cambiare modo di vedere, alcuni di questi testi sono stati scritti da importanti e rinomati scienziati...vi invito poi a cercare in particolare i testi di Hamer, un medico rivoluzionario.

Poi cercatevi gli studi di Alexis Carrell,  leggetevi cos'è la neurogenesi, o leggete gli studi sui neuroni del cuore. Importanti sono anche gli studi sui neuroni specchio.
Leggete Arnold Ehret, leggete Armando D'elia...informatevi, riprendevi in mano la vita...splendida e pulita...unica e meravigliosa, fonte infinita di gioia ad ogni istante, ad ogni respiro...
 
Ah infine, per ricordare che non si è andati che a scoprire l'acqua calda andatevi a cercare le massime di Ippocrate, il padre della nostra medicina, e scoprirete che già lui sapeva tutto ciò che c'era da sapere, ma i nostri medici non lo studiano più all'università....
 non ho nulla contro i medici che ammiro e stimo, anzi Hamer è un medico, solo che la maggior parte dei medici conosce solo ciò che gli hanno detto all'università...il che è molto riduttivo per la salute umana!!!
grazie vi amo


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domenica 18 dicembre 2016

38 Motivi per NON vaccinare i nostri bambini!!!

38 Motivi per NON vaccinare i nostri bambini!!!

1. Non c’è studio scientifico per determinare se i vaccini davvero proteggono l’uomo dalle malattie.

2. Non ci sono studi a lungo termine che proverebbero la sicurezza dei vaccini.

3. Non c’è mai stato alcun test ufficiale che confronta una popolazione vaccinata con una popolazione non vaccinata, in modo da sapere cosa stanno facendo i vaccini ai bambini e alla società. Studi independenti privati (olandesi e tedeschi e il più recente KIGGS dell’agosto 2011, che ha coinvolto 7.724 bambini di tutto il globo) hanno rivelato che i bambini vaccinati soffrono molto di più dei bambini non-vaccinati.

4. Il bambino riceve non uno, ma molti vaccini. Non ci sono praticamente prove per determinare gli effetti di vaccini multipli.

5. Non vi è alcuna base scientifica per vaccinare i neonati. I pionieri dei vaccini che hanno raccomandato abbondante cautela prima di vaccinare la popolazione, non hanno mai sostenuto che le vaccinazioni di massa regolari siano senza alcun pericolo.

6. I bambini sono vaccinati, semplicemente perché i genitori sono spaventati dal sistema a vaccinare per forza i propri figli. Vaccinare i bambini è un business redditizio, sia per i produttori di vaccini, sia  per i dottori. La lobby dei produttori di vaccini premono per far si che tutti i vaccini siano inseriti nel programma di vaccinazione dei bambini. Anche la scuola fa la propria parte richiedendo che i loro pupilli siano “pienamente vaccinati”.

7. Ai neonati che ancora bevono latte materno, hanno un sistema fragile che non tollera niente altro, sono dati 36 tipi di vaccino estremamente tossici, compresi dosi di richiamo, un atto che sfida sia la logica che la scienza.

8. TUTTI GLI INGREDIENTI DEI VACCINI SONO MOLTO TOSSICI IN NATURA.

9. Vaccini contengono metalli altamente tossici, sostanze che causano il cancro, sostanze chimiche tossiche, vivi e geneticamente modificati virus, batteri e tossoidi, siero contaminato contenente virus animale e materiale genetico estraneo estremamente tossico, antibiotici non testati.

10. Mercurio, alluminio e virus vivi nei vaccini, potrebbero essere dietro l’enorme epidemia di autismo (1 su 110 neonati negli Stati Uniti, 1 su 10 in tutto il mondo, 1 su 38 in Corea del Sud, 1 su 37 a Nuova Delhi), un dato questo, che è stato ammesso dalla ‘Corte del Vaccino’ (US Vaccin Court) degli Stati Uniti. A circa 83 casi sospetti di autismo causato dai vaccini, sono stati assegnati risarcimenti.

11. La CDC degli Stati Uniti, il cane da guardia del settore dei vaccini, ha pubblicamente ammesso che il suo studio tanto sbandierato nel 2003 che negava ogni legame tra vaccini e autismo è viziato. Il capo della CDC, Dr Julie Gerberding (ora a capo della divisione vaccini della Merck) ha confessato ai media (CNN) che i vaccini possono causare “l’autismo o sintomi simili”. L’epidemia di autismo si trova in tutti i paesi che hanno permesso vaccinazioni di massa.

12. Nel 1999, il governo degli Stati Uniti ha incaricato i produttori di vaccini degli Stati Uniti di eliminare il mercurio dai vaccini “con effetto immediato”. Ma il mercurio rimane ancora una parte di molti vaccini. I vaccini con mercurio non sono mai stati richiamati e sono stati dati ai bambini fino all’anno 2006. I vaccini “Mercury free” contengono da 0.05mcg a 0.1mcg di mercurio, e ancora costituiscono un pericolo per il bambino visto che il mercurio tende ad accumularsi nel corpo e oggi ci sono molte fonti di esposizione al mercurio. Secondo uno studio dell’American Academy of Pediatricians: “Il mercury in tutte le sue forme è tossico per il feto e per i bambini e dovrebbe essere fatto uno sforzo per ridurne l’esposizione per quanto possibile alle donne incinte, bambini, così come la popolazione generale”.

13. In INDIA non è stato fatto nessun tentativo per assicurare che il mercurio ed altri metalli vengano rimossi dai vaccini, semplicemente perché sarebbe rendere i vaccini più costosi.

14. Il Mercurio usato nei vaccini è secondo in tossicità solo alla sostanza radioattiva, Uranium. Il Mercurio è 1000 volte più tossico del piombo. È una neurotossina che può danneggiare l’intero sistema nervoso del bambino. Secondo uno studio condotto dalla Dott. Teresa Binstock, più di 200 sintomi dell’autismo combaciano completamente con i sintomi di avvelenamento da mercurio. Questo studio ha creato scalpore nel mondo politico e il Congresso arrabbiato, ha chiesto un divieto di mercurio nei vaccini. Il governo degli Stati Uniti ha raccomandato che il mercurio non può essere utilizzato nei vaccini. L’industria ha ridotto il  mercurio in alcune singole fiale, ma alcuni vaccini negli Stati Uniti continuano ad avere mercurio in grandi quantità come ingrediente. Nonostante i gruppi di pressione i produttori di vaccini hanno rifiutato di mettere i vaccini a disposizione del mondo in via di sviluppo. Eli Lily, il produttore di mercurio contenente il controverso composto Thimerosal, ha una notevole influenza negli ambienti politici e molti politici di spicco hanno azioni in questa azienda.

15. Il mercurio si accumula nel grasso. Nel cervello, formato principalmente di cellule adipose, si accumula la maggior parte del mercurio e contribuisce alla formazione dei sintomi peculiari nei bambini autistici. È interessante notare che il mercurio etilico, utilizzato nei vaccini, può attraversare la barriera emato-encefalica ed ha una maggiore tendenza ad accumularsi nel cervello. Inoltre ha la tendenza a rimanere lì per molto tempo, in molti casi in modo permanente. Questa presenza è devastante per i neuroni e le cellule cerebrali.

16. Il mercurio utilizzato nei vaccini è il mercurio etilico. Secondo i medici questa è una tossina industriale ed è 1000 volte più tossica del solito metilmercurio. Il mercurio etilico viene assorbito nel corpo più velocemente del metilmercurio e viene convertito in mercurio inorganico che tende a diventare un cumulo fisso nel cervello.

17. L’alluminio nei vaccini rende il mercurio, in qualsiasi forma, 100 volte più tossico attraverso un processo chiamato tossicità sinergica. L’alluminio è usato in dosi molto elevate nei vaccini, apparentemente per provocare una reazione immunitaria.

18. Secondo uno studio l’alluminio e la formaldeide presenti nei vaccini possono aumentare la tossicità del mercurio, in qualsiasi forma, di 1000 volte.

19. Secondo un articolo sull’autismo, se si considera il limite dell’OMS riguardo la presenza di mercurio in acqua, i vaccinati stanno ricevendo 50.000 volte il limite. I limiti fissati, per inciso, sono per gli adulti e non per bambini.

20. In India, l’autismo è emerso come l’epidemia con la più rapida crescita tra i bambini, più del diabete infantile, AIDS e cancro combinati. Secondo uno studio privato svolto dai medici a Nuova Delhi, si è passati da un bambino malato su 500, ad 1 su 37. “Puoi andare in qualsiasi classe di qualunque scuola oggi e trovare un bambino autistico.”, hanno detto i medici. Sonia Gandhi, presidente del Autism Society of India, il 25 luglio 2011 ha dichiarato in una conferenza internazionale sull’autismo in Dhaka, Bangladesh che 8 milioni di bambini in India soffrono di questo disturbo dello spettro debilitante, la cui evoluzione ha sconcertato gli scienziati medici.

21. L’autismo è una disabilità permanente che colpisce il bambino fisicamente, mentalmente ed emotivamente. Rende il bambino privo di qualsiasi contatto sociale. Impedisce sia la crescita fisica che mentale. Distrugge il cervello causando problemi di memoria e di attenzione, gravi. Distrugge anche il sistema immunitario. La maggior parte dei sintomi mostrati dai bambini autistici corrispondono ai sintomi di avvelenamento da metalli pesanti.

22. I bambini autistici soffrono anche di gravi disturbi intestinali. Come riportato dal Dr Andrew Wakefield, un gastroenterologo reputato del Regno Unito, questo è dovuto al ceppo del vaccino vivo del virus del morbillo presente nel vaccino MMR. Molti bambini diventano pienamente autistici dopo aver preso l’MMR, come riferito dai genitori e dai medici curanti. Il dottor Wakefield ha trovato il virus del morbillo nel sangue, budella, tessuto e nel fluido cerebro-spinale (CSF) dei bambini autistici. Questo risultato nonostante fosse stato confermato da numerosi altri studi pubblicati (Dr Timothy Buie, il dottor VK Singh, Kawashima, il dottor James Walker Smith) il Dr Wakefield è stato disonorato dal governo del Regno Unito, che aveva introdotto il vaccino MMR. La sua licenza per praticare nel Regno Unito è stata annullata e il suo studio è stato tirato fuori dal Lancet.

23. Era già noto che i vaccini hanno causato un epidemia di cancro nella società di oggi. Sia il vaiolo che la Oral Polio Vaccine sono costituiti da siero scimmia. Questo siero ha aiutato molti virus di scimmia ad entrare nel flusso sanguigno umano. Di questi l’unico virus ricercato, SV 40, è cancerogeno. Come da recenti rivelazioni, questi virus continuano ad essere presnti nei vaccini. La presenza del SV 40 in vari tumori umani è dimostrato. Oggi è noto che il virus viene trasmesso alle generazioni future, come la sua presenza nel latte materno e negli spermatozoi umani.
24. E’ noto anche, che l’uso di siero di scimmia nei vaccini ha portato al trasferimento del deficit immunitario Simian Virus (SIV) dalle scimmie all’essere umano. Secondo il dottor Robert Gallo, scopritore del virus deficit immunitario umano, l’SIV e l’HIV (che causa l’AIDS) sono indistinguibili.

25. Un cancro del sangue nei neonati (leucemia linfoblastica acuta), che sta colpendo i bambini a migliaia, può essere causato dalla natura estremamente tossica degli ingredienti del vaccino iniettato direttamente nel flusso sanguigno. Questa preoccupazione è stata espressa da un oncologo dell’ospedale di Mumbai che tratta i bambini con questa malattia.

domenica 30 agosto 2015

Dieta per diabetici. Come curare il diabete con un alimentazione corretta. I consigli del dott. Mozzi

Oppure hai delle glicemia elevate, ma non sei ancora andato in diabete e stai cercando un modo per evitarlo?

In questo articolo troverai tutte le nozioni necessarie per poter vivere una vita lunga e in salute, al pari di qualsiasi persona normale, non affetta da diabete. Ti basterà seguire un alimentazione sana, adatta al tuo gruppo sanguigno e soprattutto adatta ad un paziente diabetico. Una dieta di questo tipo ti darà la possibilità di migliorare naturalmente la tua glicemia, migliorare il tuo stato di salute attuale e ridurre al minimo i rischi di complicanze future.

Sto parlando della dieta per diabetici del dottor Piero Mozzi, la dieta che ha già permesso a centinaia di persone di sistemare le loro analisi del sangue, glicemia compresa, di migliorare la loro qualità di vita e in molti casi di eliminare le pastiglie ipoglicemiche, diventate inutili proprio grazie alla dieta. Anche se sei diabetico di tipo 1, seguendo la dieta del dottor Mozzi potrai, forse non eliminare (anche qui però ci sono stati dei casi), ma sicuramente ridurre le tue unità di insulina

A tal proposito ti invito alla lettura di due testimonianze importanti, di due malati di diabete di tipo 2, che seguendo la dieta del dott. Mozzi, hanno eliminato le pastiglie e hanno ritrovato la salute.
# Testimonianza di Vittorio Palmieri
# Testimonianza di Luigi

Continuando a leggere questo articolo imparerai

 

Diabete, il male del secolo

Il dottor Piero Mozzi considera il diabete come il male del secolo. Una vera e propria epidemia che sta investendo buona parte del pianeta, sia in Occidente che in Oriente. Se fino ai primi anni del dopo guerra questa malattia era sconosciuta ai più, attualmente ne sono affetti oltre 382 milioni di persone in tutto il mondo (fonte IDF Diabetes Atlas) e si stima che la cifra possa salire a 592 milioni nel 2035. Dati che lasciano riflettere e che senza dubbio confermano le preoccupazioni del dottor Mozzi.
Il dottore ci mette in guardia su una peculiarità del diabete: esso lascia un segno indelebile sul nostro DNA, aumentando il rischio di trasmissione della patologia dai genitori ai figli, cosa che per altro viene attestata anche dalla medicina ufficiale.
Il rischio di sviluppare il diabete è molto più elevato se ci sono stati casi in famiglia e questa sua trasmissione genetica, rende il diabete una sorta di epidemia che, come di fatto sta già accadendo, rischia di diventare un male comune per una grossa fetta di popolazione.

 

Che cos’è il diabete?

Il diabete è un alterazione metabolica derivante da un calo dell’azione dell’insulina, o perché ne viene prodotta troppo poca (o per niente), oppure perché qualcosa ne blocca il funzionamento (insulino-resistenza).
L’insulina è un ormone prodotto dalle cellule del pancreas (le isole di Langerhans) e ha il compito di ridurre il livello di glucosio presente nel sangue (glicemia). La glicemia deve essere mantenuta nella norma tra 70 e 110 mg di glucosio/ 100 ml di sangue, altrimenti si può andare incontro a:
  • ipoglicemia: quando la glicemia è troppo bassa;
  • iperglicemia: quando la glicemia è troppo alta.
La glicemia aumenta ogni qual volta introduciamo con l’alimentazione dei carboidrati, rappresentati da zuccheri ed amidi, ovvero la principale fonte di energia per l’organismo. Una volta che gli alimenti vengono ingeriti, gli enzimi dell’apparato digerente scompongono i carboidrati in zuccheri semplici, ovvero glucosio, con un conseguente innalzamento della glicemia.
L’incremento di glicemia a sua volta stimola la produzione di insulina da parte del pancreas, che ha il compito di favorire l’ingresso del glucosio nelle cellule e il suo utilizzo come carburante, abbassando così la glicemia.
Nel diabete la mancanza d’insulina, o il suo cattivo funzionamento, generano un accumulo in eccesso di glucosio nel sangue (iperglicemia), che se rimane tale per un periodo prolungato può portare problemi anche gravi.
Esistono varie forme di diabete:
  • diabete di tipo 1;
  • diabete di tipo 2;
  • diabete gestazionale.

Diabete di tipo 1

Il diabete di tipo 1 è classificato come una vera e propria malattia autoimmune. Infatti c’è la distruzione delle cellule β del pancreas, ovvero di quelle cellule destinate alla produzione di insulina, a seguito di una risposta autoimmune dell’organismo.
Essendo l’insulina necessaria a far entrare il glucosio nelle cellule, la persona affetta da diabete di tipo 1 è obbligata ad assumerla dall’esterno. Per questo motivo chi ha il diabete di tipo 1 viene definito come soggetto insulino-dipendente. Il diabete di tipo 1 è la forma di diabete più rara e sorge più frequentemente nei primi trent’anni di vita. Attualmente si stima che ne siano affetti circa 3 milioni di persone.

Diabete di tipo 2

Il diabete di tipo 2 è la forma di diabete più comune, riguarda più del 90% dei casi di diabetici e compare  con più frequenza nei soggetti con più di 40 anni, anche se non sono così rari casi in cui si è manifestato anche in ragazzi molto giovani. Il diabete di tipo 2 può manifestarsi in due modi:
1. Insulino-deficenza: le beta-cellule del pancreas non producono abbastanza insulina.
2. Insulino-resistenza: l’insulina viene prodotta correttamente, ma le cellule del sangue non lavorano nel modo corretto e non consentono al glucosio di entrare.

Diabete gestazionale

Il diabete gestazionale è una forma “momentanea” di diabete che caratterizza una percentuale delle gravidanze. Dal secondo trimestre di gestazione la madre non riesce più a tenere sotto controllo la glicemia. Il diabete gestazionale, che comprende una quota importante delle gravidanze, sembra scomparire dopo il parto.
E’ altresì vero che chi ha manifestato questo tipo di diabete, ha successivamente maggiori probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2.

 

I sintomi del diabete

Nel diabete di tipo 1 il pancreas non produce più insulina, quindi le cellule non assorbono più glucosio, per questo motivo c’è quasi sempre un aumento dell’appetito, a cui segue però un calo improvviso del peso (proprio perché le cellule non riescono ad assorbire l’energia introdotta dal cibo), un incremento del volume delle urine (poliuria) e un aumento della sete (polidipsia).
Nel diabete di tipo 2 i sintomi sono simili al diabete di tipo 1, ma di solito si sviluppano molto più lentamente e spesso non ci si accorge di avere il diabete. Nella maggior parte dei casi si scopre di avere il diabete solo dopo un normale controllo. Tramite analisi del sangue si capisce che il soggetto ha il diabete dall’alto valore della glicemia (superiore a 200 mg/dl in qualsiasi ora del giorno e superiore a 126 mg/dl la mattina a digiuno).
Altri sintomi che possono segnalare la malattia sono: il prurito, il formicolio dei piedi, o delle mani, offuscamento della vista, ulcere, infezioni alle vie urinarie e stanchezza.

 

Possibili complicanze future

Se non viene tenuto sotto controllo e non viene tenuta a bada la glicemia, il diabete può portare diverse complicanze, anche serie.

Complicanze cardiovascolari

Il diabete può causare in modo specifico e diretto, se non è tenuto sotto controllo, delle serie patologie di natura microvascolare dovute cioè all’occlusione e al deterioramento dei piccoli vasi sanguigni di molti organi. Si tratta:
  • retinopatia diabetica (i capillari della retina si deteriorano e rendono gradualmente difficile la visione)
  • nefropatia diabetica (i ‘filtri’ presenti nel rene perdono gradatamente la loro funzionalità)
  • neuropatia diabetica periferica (i nervi soprattutto nelle aree più distanti dal cervello come il piede e la gamba perdono sensibilità)
  • piede diabetico (la diminuita sensibilità rende più facile la formazione di ulcere e infezioni, i capillari spesso occlusi ostacolano la naturale reazione dell’organismo rendendo difficile o impossibile la guarigione naturale dei tessuti).
Nei casi più gravi queste complicanze possono avere esiti molto seri. Tuttavia l’attenzione dei medici in questi ultimi anni si è orientata soprattutto sul ruolo del diabete come fattore di rischio cardiovascolare.
In pratica il diabete, se non tenuto sotto controllo, favorendo il processo di ostruzione delle arterie moltiplica il rischio di sviluppare ictus o infarti. Una persona con diabete corre lo stesso rischio di avere un infarto di una persona identica per età, sesso e peso, che ha già avuto un infarto.

Complicanze macrovascolari

È importante notare che, mentre occorrono molti anni, più spesso decenni, perché una persona con diabete sviluppi le conseguenze più serie di una complicanza ‘microvascolare’ (per esempio perché sviluppi problemi alla vista o nella sensibilità al piede), il rischio cardiovascolare aumenta fin dal primo giorno di diabete.
In realtà il rischio aumenta già da prima dello sviluppo del diabete, perché le fasi di moderata alterazione della glicemia comunemente definite ‘pre-diabete’ sono già sufficienti per aumentare il rischio di infarti e ictus in modo sensibile.

 

Le cause del diabete secondo il dottor Mozzi

La medicina Ufficiale ancora non riesce a dare una risposta chiara su quali siano le vere cause del diabete, sia esso di tipo 1 che di tipo 2.
In caso di diabete di tipo 2 vengono generalmente imputati:
  • lo stile di vita troppo sedentario;
  • l’obesità e il sovrappeso: quindi l’alimentazione;
  • l’età;
  • i fattori genetici ereditari: se un famigliare ha avuto il diabete c’è una probabilità molto maggiore che lo sviluppi anche il figlio;
  • lo stress;
Il dottor Mozzi, oltre alla sedentarietà, imputa come principale responsabile della malattia la cattiva alimentazione, anche se ribadisce che chi ha avuto casi in famiglia di diabete, ha maggiori probabilità di contrarre a sua volta il diabete.
Per quanto riguarda l’alimentazione, i medici danno la colpa soprattutto a dolci e grassi saturi di origine animale. Il dottor Mozzi a sua volta crede che l’abuso di dolci abbia un impatto notevole su questa patologia, ma i maggiori responsabili sono altri.
La causa principale del diabete, molto più dei dolci e dello zucchero, è l’abuso massiccio di CEREALI.


In India, paese che viaggia a riso, ci sono

oltre 40 milioni di diabetici
Sto parlando soprattutto di pane e pasta (cioè frumento), alimento chiave della dieta Mediterranea e bene o male presente nell’alimentazione quotidiana di ogni Italiano. Non è a caso che le regioni italiane più colpite dal diabete siano quelle del sud Italia, con in testa la Calabria, seguita da Puglia, Basilicata e Campania. Regioni dove il consumo di frumento è nettamente superiore al resto d’Italia.

In India, paese che viaggia a riso, ci sono oltre 40 milioni di diabetici
Ma il frumento non è l’unico colpevole, altrimenti non si spiegherebbe come mai in India, dove pasta e pane sono quasi sconosciuti, ci siano oltre 40 milioni di diabetici. In tal caso la loro dieta, come in gran parte dei paesi Asiatici, comprende il consumo massiccio di riso, un altro cereale.
In sostanza sia nel diabete di tipo 1, che di tipo 2, il dottor Mozzi individua nei cereali il responsabile principale di questa malattia, facendo però una distinzione importante:

Diabete di tipo 1

Il dottor Mozzi, nel video-intervista dedicato al diabete, descrive le persone con diabete di tipo 1 come “programmate dalla natura” per non toccare alcun tipo di cereale. Sono  i cereali che scatenano la risposta autoimmune, con la conseguente distruzione delle beta-cellule del pancreas.
Per essere ancora più chiari, se sei affetto da diabete di tipo 1 è come se tu fossi “allergico” ai cereali e la reazione allergica, successiva all’introduzione di questi alimenti, non è altro che la distruzione delle cellule del pancreas. Come ho già detto, quando si parla di cereali, il dottor Mozzi intende di tutti i cereali, anche quelli che non contengono glutine, come miglio, mais e riso.
Inoltre il dott. Mozzi individua un secodo responsabile nel latte vaccino e nei suoi derivati.

Diabete di tipo 2

Nel diabete di tipo 2 la causa scatenante rimane sempre l’eccessivo consumo di cereali soprattutto se questi vengono ripetutamente mangiati a cena, come avviene spesso con il pane.

mercoledì 9 luglio 2014

“Come siamo guariti dal diabete” – Cosa togliere cosa assumere

diabete

Secondo l’Associazione Americana per il Diabete (A.D.A.): «Il diabete è una malattia cronico degenerativa incurabile».
Una definizione che non lascia alcun spazio a eventuali dubbi.
D’altronde è cosa risaputa da qualsiasi medico al mondo, che il diabete ufficialmente non si può curare, una volta che si è manifestato, si può conviverne più o meno bene, ma si è schiavi e dipendenti dai farmaci per l’intera vita. Ma è proprio così?
Questo il tema del congresso che ha visto la partecipazione di circa 500 persone, tenutosi a fine marzo all’Auditorium Vivaldi a San Giuseppe di Cassola (VI).
Tra i relatori della serata, oltre a chi scrive, ci sono stati Gennaro Muscari, medico omeopata docente alla Scuola di omeopatia di Verona, Giancarlo Vincenti presidente dell’Associazione «Diabete insieme» di Portogruaro, e infine – vero motivo dell’incontro – quattro persone che sono riuscite a venir fuori dal diabete.
Andiamo per ordine.
Dopo la breve proiezione di spezzoni video presi da «Un equilibrio delicato», tratto da «The China Study», lo studio più completo mai realizzato al mondo sull’alimentazione; «Crudo & semplice», l’esperimento unico nel suo genere dove sei persone in 30 giorni di crudismo smettono di usare l’insulina, e infine il «Metodo Gerson».

VEDI AL RIGUARDO

Il latte e formaggio provocano il cancro? di Dott. Colin Campbell

ZERO DUBBI SULLA VELENOSITA’ DELLE PROTEINE ANIMALI, ANCHE A DOSI MINIME

Terapia Gerson per Disintossicarsi e curare il cancro

Il mio intervento è stato quello di fornire alcuni dati e informazioni importanti per comprendere l’evoluzione storica della malattia.
Se infatti secondo il Bollettino dell’Accademia di medicina di New York dal 1871 al 1933 «Il tasso di mortalità del diabete a New York è passato da 2,1 per 100 mila abitanti nel 1866 a 29,2 nel 1932», eoggi, ogni 10 secondi una persona muore per cause legate al diabete e due si ammalano, viene da sé che qualcosa di grave deve essere successo negli ultimi settant’anni.
Cosa?

Grassi idrogenati.
Nel 1912 vengono commercializzati i cosiddetti «grassi idrogenati».
Questi grassi creati dall’industria, non esistono in natura, quindi non vengono riconosciuti correttamente dall’organismo e creano grossissimi problemi alla salute, provocando disturbi cardiocircolatori, obesità, danni alle membrane cellulari, malattie autoimmuni (diabete); diminuiscono le HDL e aumentano le LDL; aumentano le infiammazioni e interferiscono con l’insulina.
I grassi idrogenati si trovano nelle cosiddette margarine, quindi nella stragrande maggioranza dei prodotti da forno, gelati, cioccolate, dolci, ecc. Pure gli oli vegetali, prodotti a caldo e quelli che vengono fritti, si snaturano completamente diventando tossici per le cellule e quindi per l’organismo umano.

Insulino-resistenza.
Le cellule hanno sulla membrana esterna dei recettori specifici per l’insulina: cioè delle speciali serrature che si aprono solamente quando arriva l’insulina, facendo così entrare il glucosio e togliendolo dalla circolazione sanguigna.
Tutti i grassi saturi di derivazione animale (carne, uova, pesce, latte e latticini) e tutti i grassi idrogenati, si depositano nelle membrane esterne delle cellule, provocano la deformazione dei recettori.
Risultato: le cellule diventano sorde all’insulina.
Nonostante il pancreas funzioni correttamente e vi sia insulina in circolazione, le cellule non sono in grado di usare al meglio l’ormone, e quindi si ha iperglicemia (diabete).

Acidosi.
Tutte le proteine di origine animali e tutti gli alimenti raffinati e pastorizzati (cereali, farine, zuccheri, ecc.), dopo il metabolismo rilasciano ceneri acide che hanno come risultato far aumentare l’acidità.
L’acidità, oltre a mettere in allarme l’intero organismo e far scattare i meccanismi di protezione (alcalinizzazione degli acidi), induce alti livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) secreto dalle ghiandole surrenali, con lo scopo di contrastare le infiammazioni.
L’aumento di cortisolo da una parte fa aumentare la glicemia, e dall’altro provoca una errata distribuzione del tessuto adiposo nel corpo, soprattutto nella pancia che si sa essere un grasso che partecipa all’insulino-resistenza.
Il cane che si morde la coda!

Caseina. «La capacità delle proteine del latte vaccino di causare l’insorgenza del diabete di tipo1 è ben documentata»! Questa pesante affermazione è il risultato dello studio pluridecennale sull’alimentazione prima citato («The China Study»).
La spiegazione è abbastanza semplice e logica: se frammenti proteici di caseina finiscono nel sangue, il sistema immunitario interviene subito. Infatti nel «liquido peculiare» - come lo definiva il grande Goethe – non possono esserci sostanze estranee a quelle predisposte dalla Natura.
Siccome la proteina del latte (caseina per l’80-85% circa) è quasi identica alle proteine del pancreas (cellule Beta), il sistema immunitario, in una situazione di tossiemia generalizzata, potrebbe finire per attaccare le cellule del pancreas che producono insulina.
Risultato: diabete infantile di Tipo-1.
Pensiamo a quanti neonati oggi, su consiglio pediatrico, vengono svezzati erroneamente con latte vaccino, fin dai primi giorni e forse capiremo quanto alto è il rischio che sviluppino seri problemi di salute, anche perché è bene ricordare che la mucosa intestinale di un neonato non è ancora completa e quindi è molto più permeabile di un adulto.

Sangue
Il sangue, definito dal grandissimo illuminato Johann Wolfgang von Goethe un “liquido molto peculiare“, è fondamentale per l’intero organismo e la sua vita.
Bagna e permea tutte le cellule del corpo, trasporta il “calore” e i nutrienti fondamentali, come l’ossigeno, e dall’altra porta via gli scarti tossici del catabolismo.
Un sangue ottimale, liquido, con un pH tra i 7,35 – 7,45, permette la vita e quindi la salute; viceversa un sangue denso, colloso, pregno di sostanze tossiche tra cui i grassi saturi animali predispone a tutte le malattie, compreso il diabete.
In quest’ultima patologica condizione, nonostante la funzionalità normale del pancreas, l’insulina non potrà mai svolgere il suo compito (far entrare il glucosio nelle cellule), proprio per l’impossibilità di arrivare correttamente nei recettori posti nelle membrane cellulari.

Vaccinazioni pediatriche
In un corpo in formazione come quello di un neonato, privo totalmente del sistema immunitario (per essere maturo il S.I. impiega anni), iniettare veleni tossici come formaldeide (riconosciuto agente cancerogeno) e metalli pesanti come idrossido di alluminio (e fino all’altro giorno un sale di mercurio), crea le premesse per la manifestazione di patologie gravi come autismo e diabete di tipo-1.
E’ noto alla medicina infatti che i metalli pesanti (alluminio, mercurio, cromo, cadmio, ecc.) bloccano l’attività di numerosi complessi enzimatici e creano danni a quasi tutti gli organi (si depositano nei corpi grassi come fegato, cervello, ecc.), principalmente all’organo deputato allo smaltimento: il fegato.
I metalli competono con gli enzimi, ciò significa che se sono presenti metalli, gli enzimi vengono debilitati e non possono funzionare. In questa condizione di pericolosa intossicazione, le funzionalità enzimatica del pancreas e detossicante del fegato vengono meno…
Molto interessante l’intervento del dottor Gennaro Muscari.
Il dottor Muscari, che pratica omeopatia da più di trent’anni e si occupa di alimentazione naturale da prima ancora della laurea, ha spiegato come nelle università di medicina si studia prima che il diabete è una malattia incurabile e poi che l’insulina presa dal diabetico, dopo un certo periodo di tempo (da qualche mese a qualche anno al massimo), il pancreas si ipotrofizza, cioè produce sempre meno insulina, fino ad arrivare ll’atrofia completa.
Nel diabete di Tipo-1 questo avviene velocemente.
Non pensava assolutamente che dopo 12 anni o addirittura 16 anni di insulina chimica si potesse far tornare a far produrre insulina dal pancreas in maniera naturale. Nessun medico lo pensa, eppure come leggerete dopo dalle testimonianze, ciò è assolutamente possibile.
Il dottor Muscari ha di nuovo ribadito i danni dei latticini per l’organismo umano e il collegamento, venuto fuori dagli studi medici, tra diabete di tipo-1 e la caseina dei latticini. Dati ufficiali che parlano chiaro: con una alimentazione vegana si ha il 40% in meno in insulina dopo sole 3 settimane e il 30% in meno di colesterolo.
Ha concluso il suo intervento rimarcando sull’importanza in tutti gli ambiti, soprattutto nel diabete, dell’attività fisica. Cos’è lo zucchero nel sangue? É la riserva di energia, è energia pura per essere usato. Qualsiasi diabetico può fare a meno di prendere farmaci antidiabetici e anche l’insulina semplicemente utilizzando lo zucchero in sovrappiù nel sangue.
Il dottor Giancarlo Vincenti ha invece raccontato la sua esperienza di diabetico, risultato da un banale esame di routine. Non sapeva nulla sul diabete e da quel momento ha frequentato congressi, riunioni anche internazionali, e per ultimo fondando l’associazione di malati a Portogruaro. Ha iniziato a sapere tutto o quasi, ma sempre basato sulle conoscenze della medicina ufficiale. C’era qualcosa che mancava all’appello, qualcosa che non tornava e che non quadrava. Di recente approfondendo il discorso sulla dieta vegetariana e vegana è venuto a conoscenza che si potevano ottenere dei risultati incredibili, come per esempio abbandonare l’insulina. Dopo la visione del documentario «Crudo & Semplice» si sta muovendo in questo versante.
Non ha ancora buttato via l’insulina, ma ci sta lavorando, con tutte le difficoltà del caso tenendo conto delle abitudini e della situazione famigliare.
Adesso veniamo alla parte più importante della serata.
COSA ASSUMERE
  • Cannella Dei ricercatori tedeschi hanno scoperto che l’assunzione di 1 grammo di cannella al giorno ha permesso agli adulti con diabete di tipo 2 di ridurre il loro zucchero nel sangue di almeno il 10%.Questo perché i composti della cannella possono attivare gli enzimi che stimolano i recettori dell’insulina. E’ economica e la trovi nelle erboristerie (anche online) sia in cannelli da sbriciolare al momento dell’uso, sia in polvere. Pesane la quantità di circa  2  grammi e aggiungila, per esempio ad uno youghurt. Assumila per almeno 30 giorni consecutivi e segui anche i consigli che ti riporto sotto…provare non ti costerà quasi nulla!
  • Gymnema (Gymnema slyvestre) Questo rimedio ayurvedico è probabilmente una delle erbe più comunemente utilizzate per trattare il diabete. L’acido gymnemico è un componente della pianta che agisce direttamente sulla lingua per bloccare la sua capacità di percepire la dolcezza, ciò può favorire la rinunzia ai dolci, ossia ad alimenti che possono aggravare la condizione. E’ bene ricordare che quest’azione si verifica solo quando l’erba è masticata o posta sulla lingua prima di mangiare e non quando la gymnema venga assunta in pillole o capsule.  Secondo gli studi sembra anche che la gymnema stimoli il pancreas a produrre più insulina e che migliori l’attività dell’insulina. Di conseguenza, può essere utile sia per il diabete di tipo I che per il diabete di tipo II. Interazioni: quest’erba può essere assunta insieme a farmaci ipoglicemizzanti. Dosaggio tipico:  400 milligrammi al giorno.
  • Il fieno greco (Trigonella foenum-graecum)  Gli antichi erboristi greci e romani hanno usato questa spezia per trattare il diabete. La ricerca moderna ha dimostrato che i semi di fieno greco non solo riducono il livello di glucosio nel sangue, ma anche il livello di insulina, di colesterolo dannoso e dei trigliceridi, mentre aumenta il livello di colesterolo buono. I semi di fieno greco contengono fino al 50 percento di fibra, che è un indizio di come funziona sul paziente diabetico: la fibra rallenta la velocità con cui lo stomaco viene svuotato dal cibo, ciò a sua volta ritarda l’assorbimento di glucosio nell’intestino, con conseguente livello più basso di zucchero nel sangue. Molti esperti nutrizionisti ritengono che tutte le persone con diabete dovrebbero far rientrare i semi di fieno greco nella quotidianità della loro dieta. Dosaggio tipico: per i diabetici non insulino-dipendente, non più di 5.000 milligrammi al giorno. Per il diabete grave o insulino-dipendente, fino a 5.000 milligrammi (50 grammi) due volte al giorno. Attenzione: Può produrre flatulenza.
  • Melone amaro (Momordica charantia) Questo frutto viene coltivato in molti paesi tropicali, dove è ampiamente usato come rimedio popolare contro il diabete. Alcuni studi clinici in India hanno verificato i benefici del melone amaro. Il melone amaro contiene anche composti che, chimicamente, sono parenti stretti dell’insulina. Dosaggio tipico: 3 cucchiai da tavola 6 volte al giorno. Per chi preferirebbe fare a meno del succo un estratto standardizzato potrebbe presto essere disponibile. Controindicazioni: la scorza del frutto è velenosa e quantità eccessive di succo (più del doppio del dosaggio raccomandato) possono causare nausea, vomito, diarrea e ipoglicemia. Si consiglia di usare il melone amaro seguendo il parere di un professionista.
  • Mirtillo (Vaccinium myrtillus) Il frutto di questo arbusto è una ricca fonte di pigmenti blu chiamati antocianidine e proantocianidine, due tipi diversi di flavonoidi. I flavonoidi sono noti per i loro effetti benefici sui capillari. Dal momento che una delle principali complicanze del diabete a lungo termine è il danno ai piccoli vasi sanguigni degli occhi, dei reni, delle punte delle dita dei piedi e delle dita, i mirtilli sono spesso raccomandati per il diabete. Dosaggio tipico: da 80 a 160 mg al giorno.
  • Estratto di semi d’uva (Vitis vinifera) Un’altra fonte ricca di antociani e proantocianidine è l’estratto di semi d’uva, che, come il mirtillo, ha gli stessi benefici per i diabetici. Dosaggio tipico: da 100 a 300 milligrammi al giorno.

Le testimonianze

mercoledì 23 aprile 2014

Hai il diabete? Diventa vegano

Salute: Asl Milano a medici, prescrivete dieta vegana ai diabetici

Milano, 7 mar. (Adnkronos Salute) – "Hai il diabete? Diventa vegano". A breve questo potrebbe essere lo stralcio di una conversazione medico-paziente a Milano. Perché la nuova linea suggerita dall'Asl del capoluogo lombardo ai camici bianchi, sulla base degli ultimi studi in materia, è proprio quella di prescrivere una svolta alimentare a chi combatte con il diabete di tipo 2. Una svolta che porta all'addio alle carni. "Dieta vegana, oppure mediterranea correttamente impostata, attività fisica, cessazione dal fumo". Ecco le prime 'terapie' da indicare ai pazienti, secondo quanto viene riportato in un documento "destinato a 1.100 medici di medicina generale della metropoli e a specialisti in forze negli ospedali", spiega Alberto Donzelli, direttore del Servizio educazione all'appropriatezza dell'Asl di Milano, anima del progetto.
Si chiama p-PDTA, percorso Preventivo Diagnostico Terapeutico Assistenziale del paziente affetto da diabete mellito di tipo 2, viene periodicamente aggiornato da un gruppo di lavoro ospedali-territorio, composto da diabetologi di strutture cittadine (Niguarda, Istituto Auxologico, Casa di cura San Pio X, Policlinico, San Paolo), medici di medicina generale e rappresentanti dell'Asl di Milano. L'attuale versione, pronta per essere spedita ai medici di famiglia, è di fine 2012. Il prossimo aggiornamento sarà a dicembre 2014, salvo anticipi nel caso arrivassero nuovi dati clinicamente rilevanti.
Il documento tiene conto di linee guida esistenti, integrate da riflessioni del gruppo di lavoro basate su studi e altre fonti. "Lo scopo è fornire indicazioni concrete per la migliore assistenza da offrire ai cittadini per la prevenzione, diagnosi, terapia, assistenza e prevenzione delle complicanze del paziente diabetico, da parte sia dei medici di medicina generale, sia degli specialisti", si legge nel testo che l'Adnkronos Salute ha avuto modo di visionare. Gli estensori hanno tenuto conto anche "delle risorse cittadine, da impiegare con il miglior possibile rapporto costo-efficacia" cercando di esprimere raccomandazioni che evitino "medicalizzazioni improprie e utilizzo inappropriato di diagnostica strumentale e di laboratorio".
Quanto alla dieta, l'obiettivo è "favorire abitudini alimentari, comportamentali, stili di vita e condizioni ambientali adeguati alla prevenzione primaria, alla gestione e alla prevenzione delle complicanze del diabete. Questo Pdta - precisano i promotori - intende intervenire sui fattori che peggiorano la salute e la qualità di vita degli assistiti con un'azione integrata non circoscrivibile alla sola prescrizione farmacologica".
E proprio nel capitolo sulla "terapia medica nutrizionale" si trova il passaggio sulla dieta vegana, per la quale viene fornito ai medici anche un ricettario con suggerimenti culinari per i pazienti (che è parte integrante del Pdta). Nel volumetto 'Scacco al diabete con un pizzico di fantasia' si spazia da primi piatti a base di pasta integrale, classici, a proposte più 'alternative' come il meno noto bulgur (frumento integrale, grano duro germogliato), tutti conditi con verdure. Ci sono poi suggerimenti per rendere più appetibili le verdure, ricette per i legumi, persino un capitolo riservato ai piatti regionali e a quelli con soia e derivati. La premessa degli esperti è che "il calo ponderale è raccomandato a tutti i pazienti diabetici in sovrappeso corporeo o obesi", citando uno studio in cui "un importante calo di peso (del 15%) si è dimostrato in grado di normalizzare glicemia, emoglobina glicata e steatosi epatica, producendo la regressione di casi diagnosticati di diabete".
Dunque si suggerisce la via per ottenere il risultato: "Una moderata riduzione dell'apporto calorico (300-500 kilocalorie al giorno ) e un modesto incremento del dispendio energetico (100-300 kcal al giorno) permettono una lenta ma progressiva riduzione del peso di 0,45-0,90 chilogrammi a settimana". E qui entra in gioco la dieta vegana. "In studi specificatamente disegnati per testare queste ipotesi, un'alternativa che si è dimostrata mediamente più efficace e gradita, non richiedendo imposizioni di restrizioni caloriche, è rappresentata da una dieta vegana basata unicamente su cibi vegetali, o da una dieta vegetariana a basso indice glicemico", recita il documento che riporta anche una serie di riferimenti scientifici a supporto. Le diete vegetariane - spiegano gli esperti nel Pdta - hanno prevenuto o migliorato il diabete.
Uno studio controllato randomizzato "di 5 mesi su 100 diabetici di tipo 2 obesi ne ha trattati 50 secondo la linea guida dell'Ada, American Diabetes Association, (15-20% di calorie da proteine, meno del 7% da grassi saturi, 60-70% da carboidrati e grassi monoinsaturi, personalizzata per creare un deficit di 500-1000 calorie giornaliere). E ha trattato gli altri 50 con una dieta vegana (più vitamina B12) con un 65% o più di calorie da carboidrati a basso indice glicemico, meno del 20% da grassi e meno del 15% da proteine". Una dieta "basata su verdura, frutta fresca e secca oleosa, cereali integrali e legumi, a volontà ma con poco olio aggiunto. A tutti era permesso un drink di alcol al giorno alle donne e due agli uomini".
Il confronto è stato vinto dalla dieta vegana. Sia per l'aderenza al nuovo regime alimentare che è risultata del 67% per i vegani contro il 44% per i pazienti che seguivano la dieta targata Ada, sia per il calo di peso ottenuto: 6 chili contro 4. Le altre voci in cui ha primeggiato la dieta vegana sono la riduzione di farmaci antidiabete (43% contro 26%), la riduzione dell'emoglobina glicata, che è stata dell'1,48% per i vegani contro lo 0,81% dei pazienti in 'dieta Ada', e il colesterolo Ldl (-23 contro -11).
"Le due diete - concludono gli esperti - hanno dato miglioramenti ma quella vegana maggiori risultati clinici e accettabilità e dovrebbe costituire la prima scelta. La buona accettazione rispetto alle diete classiche, legata al consumo a volontà, dovrebbe incoraggiare a proporre attivamente questo modello alimentare, a partire dai circa 70 pazienti diabetici, in gran parte sovrappeso e obesi, che un medico di medicina generale ha ogni mille assistiti". Accanto alla dieta vegana resta l'intramontabile dieta mediterranea che prevede un'alimentazione comunque "ricca di verdura, frutta fresca e secca oleosa, cereali integrali, legumi e semi, olio di oliva; moderatamente ricca di pesce e con latticini consumati soprattutto in forma di yogurt; ma povera di carne, soprattutto rossa e trasformata, e di grassi saturi e trans (acidi grassi industrialmente idrogenati presenti in prodotti da forno e fritture industriali e dei fast-food); e ancora povera di zuccheri e bevande zuccherate". 

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