Il diabete è curabile, il cancro è curabile, la sclerosi
multipla, la demenza senile, le malattie autoimmuni, i problemi di pressione,
di cuore...tutte le malattie sono curabili. Bisogna solo conoscere la chiave
giusta.
La medicina dice che chi è diabetico e prende l'insulina
la dovrebbe prendere a vita, per forza. Bene ci sono più studi che dimostrano
il contrario, guardate questo video e consigliatelo ai vostri amici e parenti
che magari hanno questo "problema":VIDEO
Ci sono libri, dottori che dimostrano ogni giorno che le
malattie sono solo un campanello di allarme su comportamenti non consoni al
nostro organismo, il campanello suona, noi correggiamo il comportamento e tutto
torna all'armonia!!!
Solo che nessuno di
solito corregge il comportamento, anzi nessuno ascolta la malattia come
campanello, ma la si vede come un intruso, un nemico!!!
Non esistono nemici, come ho scritto nel mio precedente post, ma solo cose che noi non conosciamo, ma
possiamo conoscerle e smetterle di temerle e quindi starci male e morirci!!!
Si muore di paura, di terrore, di
emozioni negative, non si muore di cancro, di fame, tumori, di infarti, di
malattie, si muore per ignoranza.
So che sono affermazioni forti, ma la paura resta di fatto l'unico killer dell'uomo, l'uomo muore di paura
o si lascia morire lentamente consumato e consumandosi, la cosidetta
vecchiaia....
Non ci credete? Bene, sono contento, mossi da spirito di
ricerca vi do qualche dritta per la ricerca, sono libri:
- curare il diabete
in 21 giorni di Gabriel Counsens
- la medicina
sottosopra e se Hammer avesse ragione (ed. amrita)
- la biologia delle
credenze e - evoluzione spontanea
di Bruce Lipton
- the china study
di Campbell
- ogni sintomo è un
messaggio di Claudia Rainville
Questi sono solo alcuni spunti, che già possono
radicalmente farci cambiare modo di vedere, alcuni di questi testi sono stati
scritti da importanti e rinomati scienziati...vi invito poi a cercare in particolare i testi diHamer, un medico rivoluzionario.
Poi cercatevi gli studi di Alexis Carrell, leggetevi
cos'è la neurogenesi, o leggete gli studi
sui neuroni del cuore. Importanti
sono anche gli studi sui neuroni
specchio.
Leggete Arnold
Ehret, leggete Armando D'elia...informatevi, riprendevi in mano la
vita...splendida e pulita...unica e meravigliosa, fonte infinita di gioia ad
ogni istante, ad ogni respiro...
Ah infine, per ricordare che non si è andati che a scoprire
l'acqua calda andatevi a cercare le massime di Ippocrate, il padre della nostra medicina, e scoprirete che già
lui sapeva tutto ciò che c'era da sapere, ma i nostri medici non lo studiano
più all'università....
non ho nulla contro i medici che ammiro e stimo,
anzi Hamer è un medico, solo che la maggior parte dei medici conosce solo ciò
che gli hanno detto all'università...il che è molto riduttivo per la salute
umana!!!
1.Non c’è studio scientifico per determinare se i vaccini
davvero proteggono l’uomo dalle malattie.
2.Non ci sono studi a lungo termine che proverebbero la
sicurezza dei vaccini.
3.Non c’è mai stato alcun test ufficiale che confronta una
popolazione vaccinata con una popolazione non vaccinata, in modo
da sapere cosa stanno facendo i vaccini ai bambini e alla società. Studi
independenti privati (olandesi e tedeschi e il più recente KIGGS dell’agosto
2011, che ha coinvolto 7.724 bambini di tutto il globo) hanno rivelato che i
bambini vaccinati soffrono molto di più dei bambini non-vaccinati.
4.
Il bambino riceve non uno, ma molti vaccini. Non ci sono praticamente prove per
determinare gli effetti di vaccini multipli.
5.
Non vi è alcuna base scientifica per vaccinare i neonati. I pionieri dei
vaccini che hanno raccomandato abbondante cautela prima di vaccinare la
popolazione, non hanno mai sostenuto che le vaccinazioni di massa regolari
siano senza alcun pericolo.
6.I bambini sono vaccinati, semplicemente perché i genitori
sono spaventati dal sistema a vaccinare per forza i propri figli.
Vaccinare i bambini è un business redditizio, sia per i produttori di
vaccini, sia per i dottori. La lobby dei produttori di vaccini premono
per far si che tutti i vaccini siano inseriti nel programma di vaccinazione dei
bambini. Anche la scuola fa la propria parte richiedendo che i loro pupilli
siano “pienamente vaccinati”.
7.
Ai neonati che ancora bevono latte materno, hanno un sistema fragile che non
tollera niente altro, sono dati 36 tipi di vaccino estremamente tossici,
compresi dosi di richiamo, un atto che sfida sia la logica che la scienza.
8.TUTTI GLI INGREDIENTI DEI VACCINI SONO MOLTO
TOSSICI IN NATURA.
9.Vaccini contengono metalli altamente tossici,
sostanze che causano il cancro, sostanze chimiche tossiche, vivi e
geneticamente modificati virus, batteri e tossoidi, siero contaminato
contenente virus animale e materiale genetico estraneo estremamente tossico,
antibiotici non testati.
10.Mercurio, alluminio e virus vivi nei vaccini, potrebbero
essere dietro l’enorme epidemia di autismo (1 su 110 neonati
negli Stati Uniti, 1 su 10 in
tutto il mondo, 1 su 38 in
Corea del Sud, 1 su 37 a
Nuova Delhi), un dato questo, che è stato ammesso dalla ‘Corte del Vaccino’ (US
Vaccin Court) degli Stati Uniti. A circa 83 casi sospetti di autismo causato
dai vaccini, sono stati assegnati risarcimenti.
11.La CDC degli Stati Uniti, il cane da guardia del settore dei
vaccini, ha pubblicamente ammesso che il suo studio tanto sbandierato nel 2003
che negava ogni legame tra vaccini e autismo è viziato. Il capo
della CDC, Dr Julie Gerberding (ora a capo della divisione vaccini della Merck)
ha confessato ai media (CNN) che i vaccini possono causare “l’autismo o sintomi
simili”. L’epidemia di autismo si trova in tutti i paesi che hanno permesso
vaccinazioni di massa.
12.Nel
1999, il governo degli Stati Uniti ha incaricato i produttori di vaccini degli
Stati Uniti di eliminare il mercurio dai vaccini “con effetto immediato”. Ma il
mercurio rimane ancora una parte di molti vaccini. I vaccini con
mercurio non sono mai stati richiamati e sono stati dati ai bambini fino
all’anno 2006. I vaccini “Mercury free” contengono da 0.05mcg a 0.1mcg di
mercurio, e ancora costituiscono un pericolo per il bambino visto che il
mercurio tende ad accumularsi nel corpo e oggi ci sono molte fonti di esposizione
al mercurio. Secondo uno studio dell’American Academy of Pediatricians: “Il
mercury in tutte le sue forme è tossico per il feto e per i bambini e dovrebbe
essere fatto uno sforzo per ridurne l’esposizione per quanto possibile alle
donne incinte, bambini, così come la popolazione generale”.
13. In INDIA non è stato fatto nessun
tentativo per assicurare che il mercurio ed altri metalli vengano rimossi dai
vaccini, semplicemente perché sarebbe rendere i vaccini più costosi.
14.Il Mercurio usato nei vaccini è secondo in tossicità solo
alla sostanza radioattiva, Uranium. Il Mercurio è 1000 volte più tossico del
piombo. È una neurotossina che può danneggiare l’intero sistema nervoso del
bambino. Secondo uno studio condotto dalla Dott.
Teresa Binstock, più di 200 sintomi dell’autismo combaciano completamente con
i sintomi di avvelenamento da mercurio. Questo studio ha creato
scalpore nel mondo politico e il Congresso arrabbiato, ha chiesto un divieto di
mercurio nei vaccini. Il governo degli Stati Uniti ha raccomandato che il
mercurio non può essere utilizzato nei vaccini. L’industria ha ridotto il
mercurio in alcune singole fiale, ma alcuni vaccini negli Stati Uniti
continuano ad avere mercurio in grandi quantità come ingrediente. Nonostante i
gruppi di pressione i produttori di vaccini hanno rifiutato di mettere i vaccini
a disposizione del mondo in via di sviluppo. Eli Lily, il produttore di
mercurio contenente il controverso composto Thimerosal, ha una notevole
influenza negli ambienti politici e molti politici di spicco hanno azioni in
questa azienda.
15.Il
mercurio si accumula nel grasso. Nel cervello, formato principalmente di
cellule adipose, si accumula la maggior parte del mercurio e contribuisce alla
formazione dei sintomi peculiari nei bambini autistici. È interessante notare
che il mercurio etilico, utilizzato nei vaccini, può attraversare la barriera
emato-encefalica ed ha una maggiore tendenza ad accumularsi nel cervello.
Inoltre ha la tendenza a rimanere lì per molto tempo, in molti casi in modo
permanente. Questa presenza è devastante per i neuroni e le cellule cerebrali.
16.Il mercurio utilizzato nei vaccini è il mercurio etilico.
Secondo i medici questa è una tossina industriale ed è 1000 volte più tossica
del solito metilmercurio. Il mercurio etilico viene assorbito
nel corpo più velocemente del metilmercurio e viene convertito in mercurio
inorganico che tende a diventare un cumulo fisso nel cervello.
17.L’alluminio nei vaccini rende il mercurio, in qualsiasi
forma, 100 volte più tossico attraverso un processo chiamato tossicità
sinergica. L’alluminio è usato in dosi molto elevate nei vaccini,
apparentemente per provocare una reazione immunitaria.
18.Secondo uno studio l’alluminio e la formaldeide presenti nei
vaccini possono aumentare la tossicità del mercurio, in qualsiasi forma, di
1000 volte.
19.
Secondo un articolo
sull’autismo, se si considera il limite dell’OMS
riguardo la presenza di mercurio in acqua, i vaccinati stanno ricevendo 50.000
volte il limite. I limiti fissati, per inciso, sono per gli adulti e non per
bambini.
20. In India, l’autismo è emerso come
l’epidemia con la più rapida crescita tra i bambini, più del diabete infantile,
AIDS e cancro combinati. Secondo uno studio privato svolto dai medici a Nuova
Delhi, si è passati da un bambino malato su 500, ad 1 su 37. “Puoi andare in
qualsiasi classe di qualunque scuola oggi e trovare un bambino autistico.”,
hanno detto i medici. Sonia Gandhi, presidente del Autism Society of India, il
25 luglio 2011 ha
dichiarato in una conferenza internazionale sull’autismo in Dhaka, Bangladesh
che 8 milioni di bambini in India soffrono di questo disturbo dello spettro
debilitante, la cui evoluzione ha sconcertato gli scienziati medici.
21.L’autismo
è una disabilità permanente che colpisce il bambino fisicamente, mentalmente ed
emotivamente. Rende il bambino privo di qualsiasi contatto sociale.
Impedisce sia la crescita fisica che mentale. Distrugge il cervello causando
problemi di memoria e di attenzione, gravi. Distrugge anche il sistema immunitario. La
maggior parte dei sintomi mostrati dai bambini autistici corrispondono ai
sintomi di avvelenamento da metalli pesanti.
22.
I bambini autistici soffrono anche di gravi disturbi intestinali. Come
riportato dal Dr Andrew Wakefield, un gastroenterologo reputato del Regno
Unito, questo è dovuto al ceppo del vaccino vivo del virus del morbillo
presente nel vaccino MMR.
Molti bambini diventano pienamente autistici dopo aver preso
l’MMR, come riferito dai genitori e dai medici curanti. Il
dottor Wakefield ha trovato il virus del morbillo nel sangue, budella, tessuto
e nel fluido cerebro-spinale (CSF) dei bambini autistici. Questo risultato
nonostante fosse stato confermato da numerosi altri studi pubblicati (Dr
Timothy Buie, il dottor VK Singh, Kawashima, il dottor James Walker Smith) il
Dr Wakefield è stato disonorato dal governo del Regno Unito, che aveva
introdotto il vaccino MMR. La sua licenza per praticare nel Regno Unito è stata
annullata e il suo studio è stato tirato fuori dal Lancet.
23.
Era già noto che i vaccini hanno causato un epidemia di cancro nella società di
oggi. Sia il vaiolo che la Oral Polio Vaccine sono costituiti da siero scimmia.
Questo siero ha aiutato molti virus di scimmia ad entrare nel flusso sanguigno
umano. Di questi l’unico virus ricercato, SV 40, è cancerogeno. Come da recenti
rivelazioni, questi virus continuano ad essere presnti nei vaccini. La presenza
del SV 40 in
vari tumori umani è dimostrato. Oggi è noto che il virus viene trasmesso alle
generazioni future, come la sua presenza nel latte materno e negli spermatozoi
umani.
24.
E’ noto anche, che l’uso di siero di scimmia nei vaccini ha portato al
trasferimento del deficit immunitario Simian Virus (SIV) dalle scimmie
all’essere umano. Secondo il dottor Robert Gallo, scopritore del virus deficit
immunitario umano, l’SIV e l’HIV (che causa l’AIDS) sono indistinguibili.
25.Un cancro del sangue nei neonati (leucemia linfoblastica
acuta), che sta colpendo i bambini a migliaia, può essere causato dalla natura
estremamente tossica degli ingredienti del vaccino iniettato direttamente nel
flusso sanguigno. Questa preoccupazione è stata espressa da un
oncologo dell’ospedale di Mumbai che tratta i bambini con questa malattia.
Oppure
hai delle glicemia elevate,
ma non sei ancora andato in diabete e stai cercando un modo per evitarlo?
In
questo articolo troverai tutte le
nozioni necessarie per poter vivere una vita lunga e in salute,
al pari di qualsiasi persona normale, non affetta da diabete. Ti basterà
seguire un alimentazione sana, adatta al tuo gruppo sanguigno e soprattutto adatta ad un paziente
diabetico. Una dieta di questo tipo ti darà la possibilità di migliorare
naturalmente la tua glicemia, migliorare il tuo stato di salute attuale e
ridurre al minimo i rischi di complicanze future.
Sto
parlando della dieta per diabetici
del dottor Piero Mozzi, la dieta che ha già permesso a
centinaia di persone di sistemare le loro analisi del sangue, glicemia
compresa, di migliorare la loro qualità di vita e in molti casi di eliminare le
pastiglie ipoglicemiche, diventate inutili proprio grazie alla dieta. Anche se
sei diabetico di tipo 1, seguendo la dieta del dottor Mozzi potrai, forse non
eliminare (anche qui però ci sono stati dei casi), ma sicuramente ridurre le
tue unità di insulina
A tal proposito ti invito alla lettura di due
testimonianze importanti, di due malati di diabete di tipo 2, che seguendo la
dieta del dott. Mozzi, hanno eliminato le pastiglie e hanno ritrovato la
salute.
# Testimonianza
di Vittorio Palmieri
# Testimonianza di
Luigi
Il
dottor Piero Mozzi considera il diabete come il male del secolo. Una vera e
propria epidemia che sta investendo buona parte del pianeta, sia in Occidente
che in Oriente. Se fino ai primi anni del dopo guerra questa malattia era
sconosciuta ai più, attualmente ne
sono affetti oltre 382 milioni di persone in tutto il mondo (fonte
IDF Diabetes Atlas) e si stima che la cifra possa salire a 592 milioni nel 2035. Dati che
lasciano riflettere e che senza dubbio confermano le preoccupazioni del dottor
Mozzi.
Il
dottore ci mette in guardia su una peculiarità del diabete: esso lascia un
segno indelebile sul nostro DNA, aumentando il rischio di trasmissione della
patologia dai genitori ai figli, cosa che per altro viene attestata anche dalla
medicina ufficiale. Il rischio di sviluppare il diabete è
molto più elevato se ci sono stati casi in famiglia e questa
sua trasmissione genetica, rende il diabete una sorta di epidemia che, come di
fatto sta già accadendo, rischia di diventare un male comune per una grossa
fetta di popolazione.
Che cos’è il diabete?
Il
diabete è un
alterazione metabolica derivante da un calo dell’azione dell’insulina, o perché
ne viene prodotta troppo poca (o per niente), oppure perché qualcosa ne blocca
il funzionamento (insulino-resistenza).
L’insulina è un ormone prodotto dalle
cellule del pancreas
(le isole di Langerhans) e ha il compito di ridurre il livello di glucosio
presente nel sangue (glicemia). La glicemia
deve essere mantenuta nella norma tra 70 e 110 mg di glucosio/ 100 ml di
sangue, altrimenti si può andare incontro a:
ipoglicemia: quando la glicemia è troppo
bassa;
iperglicemia: quando la glicemia è troppo
alta.
La
glicemia aumenta ogni qual volta introduciamo con l’alimentazione dei carboidrati, rappresentati da
zuccheri ed amidi, ovvero la principale fonte di energia per l’organismo. Una
volta che gli alimenti vengono ingeriti, gli enzimi dell’apparato digerente
scompongono i carboidrati in zuccheri semplici, ovvero glucosio, con un
conseguente innalzamento della glicemia.
L’incremento
di glicemia a sua volta stimola la produzione di insulina da parte del
pancreas, che ha il compito di favorire l’ingresso del glucosio nelle cellule e
il suo utilizzo come carburante, abbassando così la glicemia.
Nel
diabete la mancanza d’insulina, o il suo cattivo funzionamento, generano un
accumulo in eccesso di glucosio nel sangue (iperglicemia), che se rimane tale
per un periodo prolungato può portare problemi anche gravi.
Esistono
varie forme di diabete:
diabete di tipo 1;
diabete di tipo 2;
diabete gestazionale.
Diabete
di tipo 1
Il
diabete di tipo 1 è
classificato come una vera e propria malattia
autoimmune. Infatti c’è la distruzione delle cellule β del
pancreas, ovvero di quelle cellule destinate alla produzione di insulina, a
seguito di una risposta autoimmune dell’organismo.
Essendo
l’insulina necessaria a far entrare il glucosio nelle cellule, la persona affetta
da diabete di tipo 1 è obbligata ad assumerla dall’esterno. Per questo motivo
chi ha il diabete di tipo 1 viene definito come soggetto insulino-dipendente. Il diabete di
tipo 1 è la forma di diabete più rara
e sorge più frequentemente nei primi trent’anni di vita. Attualmente si stima
che ne siano affetti circa 3 milioni di persone.
Diabete
di tipo 2
Il
diabete di tipo 2 è
la forma di diabete più comune, riguarda più del 90% dei casi di diabetici e
compare con più frequenza nei soggetti con più di 40 anni, anche se non
sono così rari casi in cui si è manifestato anche in ragazzi molto giovani. Il
diabete di tipo 2 può manifestarsi in due modi:
1.
Insulino-deficenza:
le beta-cellule del pancreas non producono abbastanza insulina.
2.
Insulino-resistenza:
l’insulina viene prodotta correttamente, ma le cellule del sangue non lavorano
nel modo corretto e non consentono al glucosio di entrare.
Diabete
gestazionale
Il
diabete gestazionale
è una forma “momentanea” di diabete che caratterizza una percentuale delle
gravidanze. Dal secondo trimestre di gestazione la madre non riesce più a
tenere sotto controllo la glicemia. Il diabete gestazionale, che comprende una
quota importante delle gravidanze, sembra
scomparire dopo il parto.
E’
altresì vero che chi ha manifestato questo tipo di diabete, ha successivamente
maggiori probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2.
I sintomi del diabete
Nel
diabete di tipo 1 il
pancreas non produce più insulina, quindi le cellule non assorbono più
glucosio, per questo motivo c’è quasi sempre un aumento dell’appetito, a cui
segue però un calo improvviso del peso (proprio perché le cellule non riescono
ad assorbire l’energia introdotta dal cibo), un incremento del volume delle
urine (poliuria) e un aumento della sete (polidipsia).
Nel diabete di tipo 2 i sintomi sono simili al diabete di tipo 1, ma di solito
si sviluppano molto più lentamente e spesso non ci si accorge di avere il
diabete. Nella maggior parte dei casi si scopre di avere il diabete solo dopo
un normale controllo. Tramite analisi del sangue si capisce che il soggetto ha il diabete dall’alto
valore della glicemia (superiore a 200 mg/dl in qualsiasi ora
del giorno e superiore a 126 mg/dl la mattina a digiuno).
Altri
sintomi che possono segnalare la malattia sono: il prurito, il formicolio dei piedi, o delle mani, offuscamento della
vista, ulcere, infezioni alle vie urinarie e stanchezza.
Possibili complicanze future
Se
non viene tenuto sotto controllo e non viene tenuta a bada la glicemia, il
diabete può portare diverse complicanze, anche serie.
Complicanze
cardiovascolari
Il
diabete può causare in modo specifico e diretto, se non è tenuto sotto controllo,
delle serie patologie di natura microvascolare dovute cioè all’occlusione e al
deterioramento dei piccoli vasi sanguigni di molti organi. Si tratta:
retinopatia diabetica (i capillari della retina si
deteriorano e rendono gradualmente difficile la visione)
nefropatia diabetica (i ‘filtri’ presenti nel
rene perdono gradatamente la loro funzionalità)
neuropatia diabetica
periferica
(i nervi soprattutto nelle aree più distanti dal cervello come il piede e
la gamba perdono sensibilità)
piede diabetico (la diminuita sensibilità
rende più facile la formazione di ulcere e infezioni, i capillari spesso
occlusi ostacolano la naturale reazione dell’organismo rendendo difficile
o impossibile la guarigione naturale dei tessuti).
Nei
casi più gravi queste complicanze possono avere esiti molto seri. Tuttavia
l’attenzione dei medici in questi ultimi anni si è orientata soprattutto sul
ruolo del diabete come fattore di
rischio cardiovascolare.
In
pratica il diabete, se non tenuto sotto controllo, favorendo il processo di
ostruzione delle arterie moltiplica il rischio di sviluppare ictus o infarti.
Una persona con diabete corre lo stesso rischio di avere un infarto di una
persona identica per età, sesso e peso, che ha già avuto un infarto.
Complicanze
macrovascolari
È
importante notare che, mentre occorrono molti anni, più spesso decenni, perché
una persona con diabete sviluppi le conseguenze più serie di una complicanza
‘microvascolare’ (per esempio perché sviluppi problemi alla vista o nella
sensibilità al piede), il rischio
cardiovascolare aumenta fin dal primo giorno di diabete.
In
realtà il rischio aumenta già da prima dello sviluppo del diabete, perché le
fasi di moderata alterazione della glicemia comunemente definite ‘pre-diabete’
sono già sufficienti per aumentare il rischio di infarti e ictus in modo
sensibile.
Le cause del diabete secondo il dottor Mozzi
La
medicina Ufficiale ancora non riesce a dare una risposta chiara su quali siano
le vere cause del diabete, sia esso di tipo 1 che di tipo 2.
In caso di diabete di tipo 2 vengono generalmente imputati:
lo stile di vita troppo
sedentario;
l’obesità e il sovrappeso:
quindi l’alimentazione;
l’età;
i fattori genetici ereditari:
se un famigliare ha avuto il diabete c’è una probabilità molto maggiore
che lo sviluppi anche il figlio;
lo stress;
Il
dottor Mozzi, oltre alla sedentarietà, imputa come principale responsabile della malattia la cattiva
alimentazione, anche se ribadisce che chi ha avuto casi in
famiglia di diabete, ha maggiori probabilità di contrarre a sua volta il
diabete.
Per
quanto riguarda l’alimentazione, i medici danno la colpa soprattutto a dolci e
grassi saturi di origine animale. Il dottor Mozzi a sua volta crede che l’abuso
di dolci abbia un impatto notevole su questa patologia, ma i maggiori responsabili
sono altri.
La
causa principale del diabete, molto più dei dolci e dello zucchero, è l’abuso
massiccio di CEREALI.
In India, paese che viaggia a riso, ci sono
oltre 40 milioni di diabetici
Sto
parlando soprattutto di pane e pasta
(cioè frumento), alimento chiave della dieta Mediterranea e bene o male
presente nell’alimentazione quotidiana di ogni Italiano. Non è a caso che le
regioni italiane più colpite dal diabete siano quelle del sud Italia, con in testa la
Calabria, seguita da Puglia, Basilicata e Campania. Regioni dove il consumo di
frumento è nettamente superiore al resto d’Italia.
In India, paese che viaggia a riso, ci sono oltre
40 milioni di diabetici
Ma
il frumento non è l’unico colpevole, altrimenti non si spiegherebbe come mai in
India, dove pasta e pane sono quasi sconosciuti, ci siano oltre 40 milioni di
diabetici. In tal caso la loro dieta, come in gran parte dei paesi Asiatici,
comprende il consumo massiccio di riso,
un altro cereale.
In
sostanza sia nel diabete di tipo 1, che di tipo 2, il dottor Mozzi individua
nei cereali il responsabile principale di questa malattia, facendo però una
distinzione importante:
Diabete
di tipo 1
Il
dottor Mozzi, nel video-intervista dedicato al diabete, descrive le persone con
diabete di tipo 1
come “programmate dalla natura”
per non toccare alcun tipo di cereale. Sono i cereali che scatenano la risposta autoimmune, con la
conseguente distruzione delle beta-cellule del pancreas.
Per
essere ancora più chiari, se sei affetto da diabete di tipo 1 è come se tu
fossi “allergico” ai
cereali e la reazione allergica, successiva all’introduzione di questi
alimenti, non è altro che la distruzione delle cellule del pancreas. Come ho
già detto, quando si parla di cereali, il dottor Mozzi intende di tutti i cereali, anche quelli che
non contengono glutine, come miglio, mais e riso.
Inoltre
il dott. Mozzi individua un secodo responsabile nel latte vaccino e nei suoi derivati.
Diabete
di tipo 2
Nel
diabete di tipo 2 la causa scatenante rimane sempre l’eccessivo consumo di cereali
soprattutto se questi vengono ripetutamente mangiati a cena, come avviene
spesso con il pane.
Secondo l’Associazione Americana per il Diabete (A.D.A.): «Il diabete è una malattia cronico degenerativa incurabile».
Una definizione che non lascia alcun spazio a eventuali dubbi.
D’altronde è cosa risaputa da qualsiasi medico al mondo, che il diabete
ufficialmente non si può curare, una volta che si è manifestato, si può
conviverne più o meno bene, ma si è schiavi e dipendenti dai farmaci per
l’intera vita. Ma è proprio così?
Questo il tema del congresso che ha visto la partecipazione di circa 500
persone, tenutosi a fine marzo all’Auditorium Vivaldi a San Giuseppe di
Cassola (VI).
Tra i relatori della serata, oltre a chi scrive, ci sono stati
Gennaro Muscari, medico omeopata docente alla Scuola di omeopatia di
Verona, Giancarlo Vincenti presidente dell’Associazione «Diabete insieme» di Portogruaro, e infine – vero motivo dell’incontro – quattro persone che sono riuscite a venir fuori dal diabete.
Andiamo per ordine.
Dopo la breve proiezione di spezzoni video presi da «Un equilibrio delicato», tratto da «The China Study», lo studio più completo mai realizzato al mondo sull’alimentazione; «Crudo& semplice», l’esperimento unico nel suo genere dove sei persone in 30 giorni di crudismo smettono di usare l’insulina, e infine il «Metodo Gerson».
Il mio intervento è stato quello di fornire alcuni dati e
informazioni importanti per comprendere l’evoluzione storica della
malattia.
Se infatti secondo il Bollettino dell’Accademia di medicina di New York dal 1871 al 1933 «Il tasso di mortalità del diabete a New York è passato da 2,1 per 100 mila abitanti nel 1866 a 29,2 nel 1932»,
eoggi, ogni 10 secondi una persona muore per cause legate al diabete e
due si ammalano, viene da sé che qualcosa di grave deve essere successo
negli ultimi settant’anni.
Cosa?
Grassi idrogenati.
Nel 1912 vengono commercializzati i cosiddetti «grassi idrogenati».
Questi grassi creati dall’industria, non esistono in natura, quindi non
vengono riconosciuti correttamente dall’organismo e creano grossissimi
problemi alla salute, provocando disturbi cardiocircolatori, obesità,
danni alle membrane cellulari, malattie autoimmuni (diabete);
diminuiscono le HDL e aumentano le LDL; aumentano le infiammazioni e
interferiscono con l’insulina.
I grassi idrogenati si trovano nelle cosiddette margarine, quindi nella
stragrande maggioranza dei prodotti da forno, gelati, cioccolate, dolci,
ecc. Pure gli oli vegetali, prodotti a caldo e quelli che vengono
fritti, si snaturano completamente diventando tossici per le cellule e
quindi per l’organismo umano.
Insulino-resistenza.
Le cellule hanno sulla membrana esterna dei recettori specifici per l’insulina: cioè delle speciali serrature che si aprono solamentequando arriva l’insulina, facendo così entrare il glucosio e togliendolo dalla circolazione sanguigna.
Tutti i grassi saturi di derivazione animale (carne, uova, pesce, latte e
latticini) e tutti i grassi idrogenati, si depositano nelle membrane
esterne delle cellule, provocano la deformazione dei recettori.
Risultato: le cellule diventano sorde all’insulina.
Nonostante il pancreas funzioni correttamente e vi sia insulina in
circolazione, le cellule non sono in grado di usare al meglio l’ormone, e
quindi si ha iperglicemia (diabete).
Acidosi.
Tutte le proteine di origine animali e tutti gli alimenti raffinati e
pastorizzati (cereali, farine, zuccheri, ecc.), dopo il metabolismo
rilasciano ceneri acide che hanno come risultato far aumentare
l’acidità.
L’acidità, oltre a mettere in allarme l’intero organismo e far scattare i
meccanismi di protezione (alcalinizzazione degli acidi), induce alti
livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) secreto dalle ghiandole surrenali, con lo scopo di contrastare le infiammazioni.
L’aumento di cortisolo da una parte fa aumentare la glicemia, e
dall’altro provoca una errata distribuzione del tessuto adiposo nel
corpo, soprattutto nella pancia che si sa essere un grasso che partecipa
all’insulino-resistenza.
Il cane che si morde la coda!
Caseina.«La capacità delle proteine del latte vaccino di causare l’insorgenza del diabete di tipo1 è ben documentata»! Questa pesante affermazione è il risultato dello studio pluridecennale sull’alimentazione prima citato («The China Study»).
La spiegazione è abbastanza semplice e logica: se frammenti proteici di
caseina finiscono nel sangue, il sistema immunitario interviene subito.
Infatti nel «liquido peculiare» - come lo definiva il grande Goethe – non possono esserci sostanze estranee a quelle predisposte dalla Natura.
Siccome la proteina del latte (caseina per l’80-85% circa) è quasi
identica alle proteine del pancreas (cellule Beta), il sistema
immunitario, in una situazione di tossiemia generalizzata, potrebbe
finire per attaccare le cellule del pancreas che producono insulina.
Risultato: diabete infantile di Tipo-1.
Pensiamo a quanti neonati oggi, su consiglio pediatrico, vengono
svezzati erroneamente con latte vaccino, fin dai primi giorni e forse
capiremo quanto alto è il rischio che sviluppino seri problemi di
salute, anche perché è bene ricordare che la mucosa intestinale di un
neonato non è ancora completa e quindi è molto più permeabile di un
adulto.
Sangue
Il sangue, definito dal grandissimo illuminato Johann Wolfgang von Goethe un “liquido molto peculiare“, è fondamentale per l’intero organismo e la sua vita.
Bagna e permea tutte le cellule del corpo, trasporta il “calore” e i
nutrienti fondamentali, come l’ossigeno, e dall’altra porta via gli
scarti tossici del catabolismo.
Un sangue ottimale, liquido, con un pH tra i 7,35 – 7,45, permette la
vita e quindi la salute; viceversa un sangue denso, colloso, pregno di
sostanze tossiche tra cui i grassi saturi animali predispone a tutte le
malattie, compreso il diabete.
In quest’ultima patologica condizione, nonostante la funzionalità
normale del pancreas, l’insulina non potrà mai svolgere il suo compito
(far entrare il glucosio nelle cellule), proprio per l’impossibilità di
arrivare correttamente nei recettori posti nelle membrane cellulari.
Vaccinazioni pediatriche
In un corpo in formazione come quello di un neonato, privo totalmente
del sistema immunitario (per essere maturo il S.I. impiega anni),
iniettare veleni tossici come formaldeide (riconosciuto agente
cancerogeno) e metalli pesanti come idrossido di alluminio (e fino
all’altro giorno un sale di mercurio), crea le premesse per la
manifestazione di patologie gravi come autismo e diabete di tipo-1.
E’ noto alla medicina infatti che i metalli pesanti (alluminio,
mercurio, cromo, cadmio, ecc.) bloccano l’attività di numerosi complessi
enzimatici e creano danni a quasi tutti gli organi (si depositano nei
corpi grassi come fegato, cervello, ecc.), principalmente all’organo
deputato allo smaltimento: il fegato.
I metalli competono con gli enzimi, ciò significa che se sono presenti
metalli, gli enzimi vengono debilitati e non possono funzionare. In
questa condizione di pericolosa intossicazione, le funzionalità
enzimatica del pancreas e detossicante del fegato vengono meno…
Molto interessante l’intervento del dottor Gennaro Muscari.
Il dottor Muscari, che pratica omeopatia da più di trent’anni e si
occupa di alimentazione naturale da prima ancora della laurea, ha
spiegato come nelle università di medicina si studia prima che il
diabete è una malattia incurabile e poi che l’insulina presa dal
diabetico, dopo un certo periodo di tempo (da qualche mese a qualche
anno al massimo), il pancreas si ipotrofizza, cioè produce sempre meno
insulina, fino ad arrivare ll’atrofia completa.
Nel diabete di Tipo-1 questo avviene velocemente.
Non pensava assolutamente che dopo 12 anni o addirittura 16 anni di
insulina chimica si potesse far tornare a far produrre insulina dal
pancreas in maniera naturale. Nessun medico lo pensa, eppure come
leggerete dopo dalle testimonianze, ciò è assolutamente possibile.
Il dottor Muscari ha di nuovo ribadito i danni dei latticini per
l’organismo umano e il collegamento, venuto fuori dagli studi medici,
tra diabete di tipo-1 e la caseina dei latticini. Dati ufficiali che
parlano chiaro: con una alimentazione vegana si ha il 40% in meno in
insulina dopo sole 3 settimane e il 30% in meno di colesterolo.
Ha concluso il suo intervento rimarcando sull’importanza in tutti gli
ambiti, soprattutto nel diabete, dell’attività fisica. Cos’è lo zucchero
nel sangue? É la riserva di energia, è energia pura per essere usato.
Qualsiasi diabetico può fare a meno di prendere farmaci antidiabetici e
anche l’insulina semplicemente utilizzando lo zucchero in sovrappiù nel
sangue.
Il dottor Giancarlo Vincenti ha invece raccontato la sua esperienza
di diabetico, risultato da un banale esame di routine. Non sapeva nulla
sul diabete e da quel momento ha frequentato congressi, riunioni anche
internazionali, e per ultimo fondando l’associazione di malati a
Portogruaro. Ha iniziato a sapere tutto o quasi, ma sempre basato sulle
conoscenze della medicina ufficiale. C’era qualcosa che mancava
all’appello, qualcosa che non tornava e che non quadrava. Di recente
approfondendo il discorso sulla dieta vegetariana e vegana è venuto a
conoscenza che si potevano ottenere dei risultati incredibili, come per
esempio abbandonare l’insulina. Dopo la visione del documentario «Crudo & Semplice» si sta muovendo in questo versante.
Non ha ancora buttato via l’insulina, ma ci sta lavorando, con tutte le
difficoltà del caso tenendo conto delle abitudini e della situazione
famigliare.
Adesso veniamo alla parte più importante della serata.
COSA ASSUMERE
Cannella Dei ricercatori tedeschi hanno scoperto che l’assunzione di 1 grammo di cannella al giorno ha permesso agli adulti con diabete di tipo 2 di ridurre il loro zucchero nel sangue di almeno il 10%.Questo perché i composti della cannella possono attivare gli enzimi che stimolano i recettori dell’insulina. E’
economica e la trovi nelle erboristerie (anche online) sia in cannelli
da sbriciolare al momento dell’uso, sia in polvere. Pesane la quantità
di circa 2 grammi e aggiungila, per esempio ad uno youghurt. Assumila per almeno 30 giorni consecutivie segui anche i consigli che ti riporto sotto…provare non ti costerà quasi nulla!
Gymnema (Gymnema slyvestre) Questo rimedio ayurvedico è
probabilmente una delle erbe più comunemente utilizzate per trattare il
diabete. L’acido gymnemico è un componente della pianta che agisce
direttamente sulla lingua per bloccare la sua capacità di percepire la
dolcezza, ciò può favorire la rinunzia ai dolci, ossia ad alimenti che
possono aggravare la condizione. E’ bene ricordare che quest’azione si
verifica solo quando l’erba è masticata o posta sulla lingua prima di
mangiare e non quando la gymnema venga assunta in pillole o capsule.
Secondo gli studi sembra anche che la gymnema stimoli il pancreas a
produrre più insulina e che migliori l’attività dell’insulina. Di
conseguenza, può essere utile sia per il diabete di tipo I che per il
diabete di tipo II. Interazioni: quest’erba può essere assunta insieme a
farmaci ipoglicemizzanti. Dosaggio tipico: 400 milligrammi al giorno.
Il fieno greco (Trigonella foenum-graecum) Gli antichi erboristi
greci e romani hanno usato questa spezia per trattare il diabete. La
ricerca moderna ha dimostrato che i semi di fieno greco non solo
riducono il livello di glucosio nel sangue, ma anche il livello di
insulina, di colesterolo dannoso e dei trigliceridi, mentre aumenta il
livello di colesterolo buono. I semi di fieno greco contengono fino al
50 percento di fibra, che è un indizio di come funziona sul paziente
diabetico: la fibra rallenta la velocità con cui lo stomaco viene
svuotato dal cibo, ciò a sua volta ritarda l’assorbimento di glucosio
nell’intestino, con conseguente livello più basso di zucchero nel
sangue. Molti esperti nutrizionisti ritengono che tutte le persone con
diabete dovrebbero far rientrare i semi di fieno greco nella
quotidianità della loro dieta. Dosaggio tipico: per i diabetici non
insulino-dipendente, non più di 5.000 milligrammi al giorno. Per il
diabete grave o insulino-dipendente, fino a 5.000 milligrammi (50
grammi) due volte al giorno. Attenzione: Può produrre flatulenza.
Melone amaro (Momordica charantia) Questo frutto viene coltivato in
molti paesi tropicali, dove è ampiamente usato come rimedio popolare
contro il diabete. Alcuni studi clinici in India hanno verificato i
benefici del melone amaro. Il melone amaro contiene anche composti che,
chimicamente, sono parenti stretti dell’insulina. Dosaggio tipico: 3
cucchiai da tavola 6 volte al giorno. Per chi preferirebbe fare a meno
del succo un estratto standardizzato potrebbe presto essere disponibile.
Controindicazioni: la scorza del frutto è velenosa e quantità eccessive
di succo (più del doppio del dosaggio raccomandato) possono causare
nausea, vomito, diarrea e ipoglicemia. Si consiglia di usare il melone
amaro seguendo il parere di un professionista.
Mirtillo (Vaccinium myrtillus) Il frutto di questo arbusto è una
ricca fonte di pigmenti blu chiamati antocianidine e proantocianidine,
due tipi diversi di flavonoidi. I flavonoidi sono noti per i loro
effetti benefici sui capillari. Dal momento che una delle principali
complicanze del diabete a lungo termine è il danno ai piccoli vasi
sanguigni degli occhi, dei reni, delle punte delle dita dei piedi e
delle dita, i mirtilli sono spesso raccomandati per il diabete. Dosaggio
tipico: da 80 a 160 mg al giorno.
Estratto di semi d’uva (Vitis vinifera)
Un’altra fonte ricca di antociani e proantocianidine è l’estratto di
semi d’uva, che, come il mirtillo, ha gli stessi benefici per i
diabetici. Dosaggio tipico: da 100 a 300 milligrammi al giorno.
Salute: Asl Milano a medici, prescrivete dieta vegana ai diabetici
Milano, 7 mar. (Adnkronos Salute) – "Hai il
diabete? Diventa vegano". A breve questo potrebbe essere lo stralcio di
una conversazione medico-paziente a Milano. Perché la nuova linea
suggerita dall'Asl del capoluogo lombardo ai camici bianchi, sulla base
degli ultimi studi in materia, è proprio quella di prescrivere una
svolta alimentare a chi combatte con il diabete di tipo 2. Una svolta
che porta all'addio alle carni. "Dieta vegana, oppure mediterranea
correttamente impostata, attività fisica, cessazione dal fumo". Ecco le
prime 'terapie' da indicare ai pazienti, secondo quanto viene riportato
in un documento "destinato a 1.100 medici di medicina generale della
metropoli e a specialisti in forze negli ospedali", spiega Alberto
Donzelli, direttore del Servizio educazione all'appropriatezza dell'Asl
di Milano, anima del progetto.
Si chiama p-PDTA, percorso Preventivo Diagnostico Terapeutico
Assistenziale del paziente affetto da diabete mellito di tipo 2, viene
periodicamente aggiornato da un gruppo di lavoro ospedali-territorio,
composto da diabetologi di strutture cittadine (Niguarda, Istituto
Auxologico, Casa di cura San Pio X, Policlinico, San Paolo), medici di
medicina generale e rappresentanti dell'Asl di Milano. L'attuale
versione, pronta per essere spedita ai medici di famiglia, è di fine
2012. Il prossimo aggiornamento sarà a dicembre 2014, salvo anticipi nel
caso arrivassero nuovi dati clinicamente rilevanti.
Il documento tiene conto di linee guida esistenti, integrate da
riflessioni del gruppo di lavoro basate su studi e altre fonti. "Lo
scopo è fornire indicazioni concrete per la migliore assistenza da
offrire ai cittadini per la prevenzione, diagnosi, terapia, assistenza e
prevenzione delle complicanze del paziente diabetico, da parte sia dei
medici di medicina generale, sia degli specialisti", si legge nel testo
che l'Adnkronos Salute ha avuto modo di visionare. Gli estensori hanno
tenuto conto anche "delle risorse cittadine, da impiegare con il miglior
possibile rapporto costo-efficacia" cercando di esprimere
raccomandazioni che evitino "medicalizzazioni improprie e utilizzo
inappropriato di diagnostica strumentale e di laboratorio".
Quanto alla dieta, l'obiettivo è "favorire abitudini alimentari,
comportamentali, stili di vita e condizioni ambientali adeguati alla
prevenzione primaria, alla gestione e alla prevenzione delle complicanze
del diabete. Questo Pdta - precisano i promotori - intende intervenire
sui fattori che peggiorano la salute e la qualità di vita degli
assistiti con un'azione integrata non circoscrivibile alla sola
prescrizione farmacologica".
E proprio nel capitolo sulla "terapia medica nutrizionale" si trova
il passaggio sulla dieta vegana, per la quale viene fornito ai medici
anche un ricettario con suggerimenti culinari per i pazienti (che è
parte integrante del Pdta). Nel volumetto 'Scacco al diabete con un
pizzico di fantasia' si spazia da primi piatti a base di pasta
integrale, classici, a proposte più 'alternative' come il meno noto
bulgur (frumento integrale, grano duro germogliato), tutti conditi con
verdure. Ci sono poi suggerimenti per rendere più appetibili le verdure,
ricette per i legumi, persino un capitolo riservato ai piatti regionali
e a quelli con soia e derivati. La premessa degli esperti è che "il
calo ponderale è raccomandato a tutti i pazienti diabetici in sovrappeso
corporeo o obesi", citando uno studio in cui "un importante calo di
peso (del 15%) si è dimostrato in grado di normalizzare glicemia,
emoglobina glicata e steatosi epatica, producendo la regressione di casi
diagnosticati di diabete".
Dunque si suggerisce la via per ottenere il risultato: "Una moderata
riduzione dell'apporto calorico (300-500 kilocalorie al giorno ) e un
modesto incremento del dispendio energetico (100-300 kcal al giorno)
permettono una lenta ma progressiva riduzione del peso di 0,45-0,90
chilogrammi a settimana". E qui entra in gioco la dieta vegana. "In
studi specificatamente disegnati per testare queste ipotesi,
un'alternativa che si è dimostrata mediamente più efficace e gradita,
non richiedendo imposizioni di restrizioni caloriche, è rappresentata da
una dieta vegana basata unicamente su cibi vegetali, o da una dieta
vegetariana a basso indice glicemico", recita il documento che riporta
anche una serie di riferimenti scientifici a supporto. Le diete
vegetariane - spiegano gli esperti nel Pdta - hanno prevenuto o
migliorato il diabete.
Uno studio controllato randomizzato "di 5 mesi su 100 diabetici di
tipo 2 obesi ne ha trattati 50 secondo la linea guida dell'Ada, American
Diabetes Association, (15-20% di calorie da proteine, meno del 7% da
grassi saturi, 60-70% da carboidrati e grassi monoinsaturi,
personalizzata per creare un deficit di 500-1000 calorie giornaliere). E
ha trattato gli altri 50 con una dieta vegana (più vitamina B12) con un
65% o più di calorie da carboidrati a basso indice glicemico, meno del
20% da grassi e meno del 15% da proteine". Una dieta "basata su verdura,
frutta fresca e secca oleosa, cereali integrali e legumi, a volontà ma
con poco olio aggiunto. A tutti era permesso un drink di alcol al giorno
alle donne e due agli uomini".
Il confronto è stato vinto dalla dieta vegana. Sia per l'aderenza al
nuovo regime alimentare che è risultata del 67% per i vegani contro il
44% per i pazienti che seguivano la dieta targata Ada, sia per il calo
di peso ottenuto: 6 chili contro 4. Le altre voci in cui ha primeggiato
la dieta vegana sono la riduzione di farmaci antidiabete (43% contro
26%), la riduzione dell'emoglobina glicata, che è stata dell'1,48% per i
vegani contro lo 0,81% dei pazienti in 'dieta Ada', e il colesterolo
Ldl (-23 contro -11).
"Le due diete - concludono gli esperti - hanno dato miglioramenti ma
quella vegana maggiori risultati clinici e accettabilità e dovrebbe
costituire la prima scelta. La buona accettazione rispetto alle diete
classiche, legata al consumo a volontà, dovrebbe incoraggiare a proporre
attivamente questo modello alimentare, a partire dai circa 70 pazienti
diabetici, in gran parte sovrappeso e obesi, che un medico di medicina
generale ha ogni mille assistiti". Accanto alla dieta vegana resta
l'intramontabile dieta mediterranea che prevede un'alimentazione
comunque "ricca di verdura, frutta fresca e secca oleosa, cereali
integrali, legumi e semi, olio di oliva; moderatamente ricca di pesce e
con latticini consumati soprattutto in forma di yogurt; ma povera di
carne, soprattutto rossa e trasformata, e di grassi saturi e trans
(acidi grassi industrialmente idrogenati presenti in prodotti da forno e
fritture industriali e dei fast-food); e ancora povera di zuccheri e
bevande zuccherate".